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2 Il presente lavoro è stato realizzato dal Dott. Domenico Del Sorbo Export Credit Risk Manager Copyright 2010 ASPIN Azienda Speciale Internazionalizzazione della Camera di Commercio di Frosinone Viale Roma, Frosinone Tel (+39) Fax (+39) Progetto Grafico ed Impaginazione: anteastudio.com finito di stampare: maggio 2010

3 La pubblicazione del 5 Quaderno di Tecniche del Commercio Internazionale, incentrata sul sistema creditizio italiano nel mondo e sul supporto che gli istituti bancari all estero offrono alle imprese italiane, intende fornire un quadro delle modalità e delle opportunità di cooperazione tra banca e impresa oltre i confini nazionali. Il Quaderno risponde all esigenza di fornire uno strumento alle imprese italiane che si affacciano al mercato estero, che stanno valutando strategie di ingresso oppure che sono già presenti con investimenti e necessitano di informazioni aggiornate e di prospettive. La scelta di proseguire, con il 2010, nella realizzazione dei Quaderni è stata dettata dal consenso che le pubblicazioni precedenti hanno registrato e dai bisogni espressi dagli attori del mondo produttivo, commerciale e dei servizi. Dalla lettura delle pagine successive emerge un quadro rassicurante che, nel dare consapevolezza al lettore di quanto e di come il sistema bancario italiano sia diffuso nel mondo, indirettamente disegna un network tutto italiano che insieme alle altre reti internazionali (ICE, Camere di Commercio, Associazioni di Categoria, ecc) affianca, assiste e non fa sentire sola l impresa italiana nel mondo. Stefano Venditti Presidente ASPIN Quaderno n. 1: Le operazioni documentarie maggio 2006 Quaderno n. 2: La gestione dei trasporti e delle spedizioni internazionali dicembre 2006 Quaderno n. 3: Export Finance: strumenti per il mercato globale giugno 2007 Quaderno n. 4: La gestione delle operazioni doganali nel commercio internazionale marzo 2008 Quaderno n. 5: Le banche e i servizi per l internazionalizzazione maggio 2010

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5 5 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione Prefazione 7 1. L attività internazionale delle banche Il grado di internazionalizzazione del sistema bancario italiano Principali player I sistemi finanziari italiano ed europeo a confronto La presenza all estero delle banche italiane Uffici di rappresentanza, sportelli e controllate estere La presenza in Italia delle banche estere 17 APPENDICE: Reti estere di banche italiane - ABI I servizi bancari per l internazionalizzazione delle imprese Prodotti e servizi per la clientela corporate Servizi di pagamento: strumenti di incasso e pagamento Servizi di finanziamento I servizi di finanziamento nel Breve Termine I servizi di finanziamento nel Medio Lungo Termine Il Forfaiting Sconto pro soluto con Voltura di Polizza Sace Credito acquirente e linee di credito open Servizi di garanzia Servizi di consulenza e informazione I nuovi prodotti di Sace in partnership con le Banche per l internazionalizzazione delle imprese italiane Garanzia per l internazionalizzazione La Garanzia finanziaria sul capitale circolante La Garanzia finanziaria su investimenti all estero Credit Enhancement 88 Bibliografia 91 Sitografia 92

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7 Prefazione L argomento oggetto della trattazione, si presenta come particolarmente complesso a causa delle sue caratteristiche precipue 1. Nell opinione comune il termine internazionalizzazione rievoca un elemento materiale (la merce) ed il suo trasferimento fisico da un luogo ad un altro. In ambito bancario invece il termine si riferisce al servizio offerto dagli enti creditizi, e quindi ad un elemento immateriale. Ed è proprio l intangibilità del servizio bancario che crea difficoltà nell osservazione del processo di distribuzione (nella fattispecie, di erogazione) del servizio stesso. Per poter procedere nella trattazione è pertanto necessario chiarire alcuni termini preliminari. La differente tipologia di operazioni che le banche intrattengono con la clientela, permette di effettuare una prima distinzione tra attività svolte all interno del paese d origine (si parla di onshore banking) ed attività estere (vale a dire offshore banking). L attività estera delle banche viene a sua volta denominata attività di multinational banking ed attività di international banking in dipendenza, rispettivamente, della presenza fisica o meno della banca nel paese ospitante 2. L attività viene definita multinational banking quando la banca possiede filiali, localizzate in un vasto numero di paesi e regioni, che operano in maniera congiunta. Diversamente, si parla di attività di international banking quando la banca eroga servizi al di fuori del territorio nazionale sia da un punto di vista geografico, effettuando operazioni cross-border, sia da un punto di vista valutario, vale a dire tramite operazioni in valute differenti da quella domestica (operazioni cross-currency). I fattori alla base dell espansione internazionale delle banche sono i medesimi che spingono le imprese ad operare all estero. Essi sono riconducibili all ottenimento di una serie di vantaggi già individuati da Dunning negli anni ottanta 3. Tali vantaggi, interdipendenti tra loro, si possono classificare in tre grandi categorie: 1. Vantaggi di proprietà (ownership advantages), che derivano dal controllo di specifiche risorse trasferibili all estero a basso costo: - dimensione (la banca raggiunge una massa critica tale da poter agire agevolmente in ambito internazionale), - posizione competitiva, - prestigio dell istituto creditizio; 2. Vantaggi da internalizzazione, derivanti dall integrazione di attività diverse: - sfruttamento di economie di varietà, - riduzione del rischio, - accesso monopolistico agli input; 3. Vantaggi localizzativi, connessi alle caratteristiche dei paesi ospitanti: - costi di trasporto e di comunicazione, - costo del lavoro, Recentemente è stato individuato quale fattore principale del processo di globalizzazione finanziaria, l apertura internazionale dei sistemi bancari dei paesi emergenti 4. Tale processo ha visto nella seconda metà degli anni novanta il periodo di maggiore crescita che, con qualche rallentamento dovuto alla crisi finanziaria argentina, è proseguito fino ai giorni nostri. 1 Sulla multidimensionalità dell internazionalizzazione bancaria si veda, S. RICCI, su 2 A. W. MULLINEUX, V. MURINDE, Handbook of International Banking, J. H. DUNNING, International production and the multinational enterprise, Allen & Unwin, London G. GOBBI, L apertura internazionale dei sistemi finanziari nei paesi emergenti, ne L internazionalizzazione delle banche, Intervento tenuto nell ambito del Seminario su Banche e mercati italiani nella prospettiva internazionale, S. Marco - Perugia, 19 Marzo

8 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 L aumento della presenza di intermediari esteri nelle economie emergenti, e quindi degli investimenti diretti nel settore finanziario (IDSF) 5, è stato determinato da fattori riconducibili sia ai paesi emergenti, sia ai paesi industrializzati. Nei paesi emergenti sono state sicuramente determinanti, come condizioni favorevoli all ingresso di operatori esteri, le politiche di liberalizzazione del sistema finanziario e la rimozione dei vincoli ai movimenti di capitali. Diversamente, nei paesi industrializzati hanno influito l innalzamento della concorrenza nei mercati interni, e la conseguente riduzione dei profitti soprattutto nelle attività tradizionali di raccolta di depositi e concessione di prestiti, e l innovazione tecnologica e finanziaria. La trattazione affronterà, nella prima parte, la problematica dell internazionalizzazione delle banche secondo due differenti punti di vista: - presenza all estero delle banche italiane, in tal caso si parlerà di internazionalizzazione attiva ; - presenza in Italia delle banche estere, vale a dire internazionalizzazione passiva. Nella seconda parte si esamineranno i servizi offerti dalle banche alle imprese che intendono agire in un contesto internazionale. Si distinguerà tra: - servizi di pagamento; - servizi di finanziamento; - servizi di garanzia; - servizi di consulenza ed informazione. Infine nella terza parte si analizzeranno le forme di sostegno all internazionalizzazione, offerte dall azione congiunta tra banche ed enti pubblici quali Sace e Simest. 8 5 È interessante sottolineare che l attività svolta dagli istituti creditizi in tali paesi è maggiormente orientata verso operazioni al dettaglio, in particolare l offerta rivolta direttamente alle famiglie e alle piccole e medie imprese.

9 1. L attività internazionale delle banche 1.1 Il grado di internazionalizzazione del sistema bancario italiano Il sistema bancario italiano si presenta oggi come un sistema efficiente caratterizzato da un alto grado d internazionalizzazione sia attiva, sia passiva. Ricerche ABI 6 del 2007 evidenziano che 21 gruppi italiani sono presenti all estero, e che il 35,3 per cento del totale attivo dei primi cinque gruppi bancari italiani deriva da attività estere, mentre la percentuale di tali attività per il totale dei gruppi si posiziona sul 25,7 per cento. Il sistema è quindi parte integrante dei maggiori centri finanziari europei e statunitensi, sebbene fino agli anni novanta fosse ancora caratterizzato da un elevata frammentazione, e non fosse pienamente rivolto verso mercati esteri. Conducendo una breve disamina delle modalità operative che hanno caratterizzato la presenza delle banche italiane all estero, dal primo dopoguerra 7 ad oggi, è possibile individuare diverse fasi. Tra il primo dopoguerra e gli anni sessanta si verifica la prima fase di espansione estera delle banche italiane. Tale espansione è rivolta all Africa, all America Latina e al Nord America in quanto legata ai primi flussi migratori di comunità italiane ed alle esperienze coloniali. L attività è ridotta dunque all apertura di uffici di rappresentanza e succursali finalizzata alla gestione del risparmio delle prime comunità emigrate all estero. Già negli anni settanta, seppur durante un periodo di crisi (crisi petrolifera), le banche iniziano a spostare il proprio interesse verso quelle imprese italiane che intendono trovare nuove opportunità di crescita all estero. Pertanto l attività non si caratterizza esclusivamente nella gestione del risparmio, ma comprende anche l esercizio del credito. Anche gli anni ottanta si presentano come anni favorevoli per il processo d internazionalizzazione bancario. Infatti grazie ad agevolazioni di carattere normativo, soprattutto di tipo fiscale, ed ai progressi in campo informatico le banche spostano maggiormente la propria attenzione verso i mercati internazionali. Negli anni novanta si ha un inversione di tendenza. Le crisi finanziarie in Russia ed in Asia pongono l accento sul rischio paese, e le difficoltà legate alle differenze linguistiche, culturali e normative, con conseguente aumento dei costi per le banche, fanno sì che esse rivolgano nuovamente la loro attenzione verso il mercato domestico. Recentemente, con l allargamento dell Unione Europea ai Paesi dell Est, l interesse delle banche si è scisso in due differenti direzioni. Mentre la maggior parte di esse si è indirizzata verso il mercato domestico, una minoranza ha rivolto la propria attenzione verso i nuovi Paesi comunitari 8. Proprio i Paesi dell Europa Orientale rappresentano oggi il secondo mercato di sbocco per l Italia. Grazie alle potenzialità di sviluppo offerte da questi mercati, le banche italiane hanno intrapreso una politica di acquisizioni di partecipazioni di maggioranza di istituti locali. Tale politica ha consentito inoltre agli imprenditori italiani di localizzarsi in tali aree, potendo far riferimento ad istituti nazionali ben radicati sul territorio. Dal 2001 al 2008 la presenza delle banche italiane nell Europa Centro-Orientale è aumentata di oltre il 760 per cento, è pertanto possibile sostenere che oggi l area dell Est Europa rappresenta il secondo mercato domestico italiano 9. In particolare, nel 2007 le banche italiane hanno acquisito quote di mercato che si aggirano intorno al 44 per cento in Croazia, al 20 per cento in Slovacchia, Ungheria, Polonia ed Austria, al 14,5 per cento in Bulgaria, e circa il 10 per cento in Slovenia, Repubblica Ceca e Romania. Interessante risulta anche il 4 per cento della quota di mercato tedesca. 6 Per il Centro Studi e Ricerche ABI si consulti il sito 7 Per il periodo precedente si veda G. DELLA TORRE, M. COCCIA, V. DE LEONARDIS, M. C. SCHISANI, La crescita del sistema finanziario italiano dopo l unificazione politica, : Financial deepening e/o errori statistici e metodologici?, Seminario presso l Ufficio ricerche storiche, Banca d Italia, 27 novembre R. LUPI, L esperienza di espansione all estero di una banca italiana, ne L internazionalizzazione delle banche, Intervento tenuto nell ambito del Seminario su Banche e mercati italiani nella prospettiva internazionale, S. Marco - Perugia, 19 Marzo COMMISSIONE REGIONALE ABI DEL VENETO, Lo sviluppo dei servizi bancari per l internazionalizzazione delle imprese: esperienze a confronto,

10 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 L ultimo trend degli istituti bancari italiani in tema di internazionalizzazione evidenzia un nuovo polo d interesse nella Turchia, nei Paesi dell ex Unione Sovietica, in quelli del Nord Africa e del Medio Oriente. In particolare, riguardo ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo ciò è determinato dalla vicinanza geografica e dalle agevolazioni fiscali concesse agli operatori esteri Principali players Nel processo di internazionalizzazione del sistema bancario italiano un ruolo fondamentale è stato ricoperto principalmente da due grandi gruppi finanziari: UniCredit ed Intesa Sanpaolo. Essi detengono quote significative del mercato azionario dei Paesi dell Europa Orientale, ed in particolare per UniCredit esso rappresenta un secondo mercato domestico. Diversamente altri soggetti hanno indirizzato le loro scelte principalmente verso il mercato domestico, sebbene l attività internazionale rappresenti comunque una quota rilevante del proprio business. In particolare BNL ha seguito una politica di riduzione del rischio dell attività estera, seguendo congiuntamente tre direzioni: - rafforzamento delle attività di supporto allo sviluppo del business domestico; - focalizzazione dell attività principale sull Italian related; - dismissione delle controllate in America Latina ed in Europa. Tuttavia BNL continua ad essere presente all estero con Filiali, Uffici di Rappresentanza e partecipate sia in America Latina, sia in Europa (principalmente nei maggiori centri finanziari, tra i quali Londra). Infatti essa dà molta importanza all attività estera, ma nella prospettiva di un asset da utilizzare nei rapporti con specifici segmenti della propria clientela, quali imprese multinazionali ed Enti Pubblici. L apertura verso l estero è vista sia come un opportunità per seguire l attività dei propri clienti, sia come mercato nel quale collocare la propria offerta già altamente specializzata in ambito nazionale. Attualmente BNL intende sviluppare il proprio business domestico, ponendo contestualmente un attenzione particolare verso mercati esteri come Cina, India, Iran e Paesi del bacino del Mediterraneo, in quanto ritiene che dalle differenti caratteristiche specifiche di ciascuno di essi possa trarre ingenti benefici 10. Dopo questa prima analisi dell attività della BNL, verranno esaminate di seguito le esperienze internazionali dei due più grandi gruppi finanziari italiani: UniCredit ed Intesa Sanpaolo 11. La posizione della UniCredit Corporate Banking (UCCB) 12 è ben affermata a livello mondiale. Essa infatti possiede Filiali ed Uffici di Rappresentanza localizzati in ben 27 paesi, escludendo i Paesi dell Est Europa. Inoltre, come è stato precedentemente affermato, UniCredit possiede un secondo mercato domestico nell Europa Orientale, con una presenza stabile in 22 paesi, che le permette di godere pertanto di una posizione di vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza 13. Il motivo per cui il suo target è costituito principalmente dai Paesi dell Europa centro-orientale è individuabile nelle caratteristiche della sua clientela. Essa è costituita essenzialmente da imprese localizzate nell Italia del Nord Est, che vedono appunto in tali paesi il loro principale mercato di sbocco. Vale a dire che UniCredit svolge un ruolo di supporto all internazionalizzazione della propria clientela domestica, attraverso l offerta di assistenza commerciale e finanziaria in quelle aree. Ciò non esclude tuttavia una presenza diffusa e consolidata in Italia. UniCredit possiede infatti 1500 gestori corporate e 60 centri estero nel territorio italiano R. LUPI, L esperienza di espansione all estero di una banca italiana, ne L internazionalizzazione delle banche, Intervento tenuto nell ambito del Seminario su Banche e mercati italiani nella prospettiva internazionale, S. Marco - Perugia, 19 Marzo COMMISSIONE REGIONALE ABI DEL VENETO, Lo sviluppo dei servizi bancari per l internazionalizzazione delle imprese: esperienze a confronto, In particolare, essa ha una presenza consolidata in Germania, Austria, Russia, Polonia, Bosnia-Erzegovina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Serbia, Ucraina, Kazakistan, Turchia, Repubbliche Baltiche.

11 L attività internazionale delle banche In particolare, a supporto dell attività estera dei suoi clienti il Gruppo UniCredit ha costituito la Direzione Cross Border Business Management (CBBM), che opera in tre direzioni: - stipula accordi di collaborazione con istituzioni quali ICE, SACE, e Simest, ed associazioni di categoria; - eroga consulenza tecnica sul possibile accesso a finanziamenti e servizi bancari nei singoli paesi esteri, tramite le sue Filiali e gli Uffici di Rappresentanza; - fornisce assistenza per la ricerca di partners industriali e finanziari, e per l accesso a forme di finanziamento agevolate o coperture assicurative. L attività internazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo 14, diversamente dalla politica seguita da UniCredit, non si è sviluppata per seguire le esigenze della propria clientela operante all estero. Il Gruppo ha infatti sviluppato un network internazionale a prescindere dai movimenti dei propri clienti. Infatti, già a partire dalla fine degli anni ottanta, ha perseguito una politica di acquisizione di quote azionarie di banche estere, e di creazione di vere e proprie filiali. In particolare, la sua prima operazione estera risale al 1989 in Ungheria con l acquisizione dell Inter-Europa Bank. Oggi, le sue controllate sono presenti in ben 13 paesi tra l Europa dell Est, i Paesi dell ex Unione Sovietica, i Paesi balcanici e l Egitto. È interessante inoltre sottolineare come le banche controllate dal Gruppo costituiscano già banche leader all interno del proprio mercato di appartenenza. L attività estera del Gruppo Intesa Sanpaolo non si esaurisce semplicemente con la costituzione di una rete di banche oltre il confine nazionale. Congiuntamente a tale rete si è sviluppata anche la Rete Internazionale Corporate. Essa nasce essenzialmente come riferimento per le imprese multinazionali estere. Le sue dimensioni sono particolarmente ampie in quanto è composta attualmente da 40 strutture tra Banche Corporate, Filiali ed Uffici di Rappresentanza localizzati in 33 paesi del mondo. La sua presenza si estende in quasi tutti i continenti: Europa, America, Africa ed Asia. In quest ultimo, ad esempio, ha già stipulato accordi commerciali (in particolare in Cina ed India), e prossimamente aprirà in Vietnam un Ufficio di Rappresentanza. I maggiori clienti di Intesa Sanpaolo sono aziende dell area del Nord Est dell Italia. Proprio come sostegno per la propria clientela, Banca Intesa ha creato recentemente, nel 2008, il Polo di competenze per il supporto all internazionalizzazione delle imprese a Padova. Il Polo è stato creato con l obiettivo di assistere le imprese italiane di qualsiasi settore e dimensione nelle operazioni estere. Esso è sorto in Italia perché secondo la politica di sostegno alla clientela di Intesa Sanpaolo, l assistenza deve accompagnare l impresa dall organizzazione dell attività in Italia, fino alla sua stabilizzazione all estero. Ed è proprio nel territorio italiano che sorgono quindi le prime esigenze delle imprese. In particolare, le attività svolte dal Polo per il supporto all internazionalizzazione consistono: - nell assistenza commerciale e finanziaria alle imprese; - nell individuazione di possibili opportunità di business; - nella promozione di forme di collaborazione con istituzioni locali e nazionali; - nella promozione di forme innovative di servizi ed interventi finanziari, come ad esempio la joint credit facility per l esportazione di tecnologia italiana in Egitto; - nella ricerca di potenziali partners commerciali; - nell ottenimento di finanziamenti agevolati forniti dalla Simest, con la quale Banca Intesa ha stipulato accordi di collaborazione; - nella possibilità di assicurare le esportazioni delle imprese clienti. Tutto ciò grazie ad un team di specialisti ed analisti dei mercati esteri

12 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n I sistemi finanziari italiano ed europeo a confronto Ponendo in relazione il sistema finanziario italiano col sistema europeo si evince che, sebbene fino ad un decennio fa il nostro sistema risultasse arretrato rispetto a quello dei maggiori paesi dell Unione, oggi esso si presenta perfettamente conforme al contesto europeo. Attualmente infatti due gruppi bancari italiani (UniCredit ed Intesa Sanpaolo) si classificano tra i primi dieci in Europa e tra i primi venticinque nel mondo per capitale 15. Negli ultimi anni si è verificata una maggiore apertura verso l estero da parte del nostro sistema, sia in termini di internazionalizzazione attiva, sia passiva. Tale apertura è riconducibile a due ordini di fattori: l alta propensione al risparmio delle famiglie italiane e l innalzamento del livello della concorrenza del mercato bancario nazionale. In particolare, si è verificato un aumento del numero di filiali e succursali estere, e nel contempo un numero sempre maggiore di soggetti esteri ha intrapreso attività nel nostro mercato nazionale. Questi ultimi da detentori di piccole porzioni del mercato finanziario, sono diventati oggi altamente competitivi. Tutto ciò ha contribuito ad aumentare l efficienza e la competitività del nostro sistema finanziario, ed ha favorito la diffusione di prodotti innovativi. Infatti la presenza di operatori bancari nazionali qualificati richiede altrettanta competenza da parte degli operatori esteri, che devono quindi essere in grado di erogare servizi qualificati, adottare idonei sistemi di controllo interno, ed agire ponendo particolare attenzione alla qualità dei rapporti con la clientela 16. Se consideriamo il sistema europeo nel suo complesso possiamo notare che, fino al nuovo allargamento, sono state realizzate ridotte operazioni cross-border. A causa dell avvicinarsi del futuro allargamento ed all apertura nei confronti di operatori esteri, tali operazioni si sono rivolte quasi esclusivamente ai mercati dell Europa centro-orientale. In particolare, gli intermediari italiani, tedeschi, austriaci e francesi si rivolgono ai mercati di tali paesi, mentre le banche britanniche si indirizzano verso l America del Sud e l Asia, e quelle spagnole esclusivamente verso l America del Sud. Complessivamente comunque il periodo in esame si caratterizza per operazioni realizzate quasi esclusivamente all interno dell Unione Europea. Anche l Italia risulta perfettamente al passo col trend europeo, infatti nello stesso periodo le principali operazioni di aggregazione riguardano quasi esclusivamente il mercato domestico. Solo il 3 per cento dell attività del nostro sistema è volta all acquisizione di banche estere, e maggiormente a quelle dei Paesi dell Est 17. A seguito dell allargamento si verifica invece un aumento di operazioni cross-border a livello europeo, che vede l Italia tra i principali attori con banche sia di medie, sia di grandi dimensioni. In particolare il sistema bancario italiano si indirizza verso intermediari, anch essi di grandi dimensioni, dei Paesi dell ex Unione Sovietica e del bacino sud del Mediterraneo. Ciò aumenta quindi il prestigio di tali operazioni. L elemento che ha contribuito ad aumentare il rilievo del sistema bancario italiano, consiste nella creazione di importanti gruppi finanziari europei per opera dei maggiori gruppi italiani. A riprova di quanto finora affermato, la principale operazione cross-border europea ha interessato proprio uno dei maggiori gruppi bancari italiani (UniCredit) ed il secondo gruppo bancario tedesco per attivo (HVB). Infatti nel 2005 UniCredit, che possedeva già una dimensione internazionale con l acquisizione di importanti banche dell Est Europa e degli Stati Uniti, ma comunque una dimensione inferiore rispetto a quelle dei suoi concorrenti europei, incorporando l HVB è diventato uno tra i maggiori players bancari europei. Oggi Unicredit-HVB riveste una posizione di rilievo in ambito europeo sia nelle attività di retail (vale a dire attività bancarie non erogate su larga scala), sia nelle attività di corporate finance. Inoltre detiene una posizione di leader in gran parte dei mercati dell Europa dell Est F. SACCOMANNI, Il processo di internazionalizzazione del sistema bancario: la presenza delle banche estere in Italia, per Associazione fra le Banche Estere in Italia - Milano, 19 febbraio R. LUPI, L esperienza di espansione all estero di una banca italiana, ne L internazionalizzazione delle banche, Intervento tenuto nell ambito del Seminario su Banche e mercati italiani nella prospettiva internazionale, S. Marco - Perugia, 19 Marzo M. MESSORI, Il sistema bancario italiano in Europa, per Italiani europei.

13 L attività internazionale delle banche Significativi risultano anche i rapporti del sistema bancario italiano col sistema svizzero. Tale attività di partnership si indirizza quasi esclusivamente al settore della gestione del risparmio di clienti di elevato prestigio 19. Infine, il quadro del sistema finanziario europeo del periodo attuale vede una diminuzione numerica di operazioni di fusione e acquisizione, che tuttavia riguardano intermediari di maggiori dimensioni rispetto al periodo precedente. Inoltre, si registra un aumento del numero di acquisizioni di soggetti extracomunitari. All interno di questo contesto il sistema bancario italiano risulta superiore a quello dei principali paesi europei. Ciò è dimostrato dal fatto che la quota delle attività dei primi cinque gruppi italiani si attesta al 53,5 per cento, contro il 22 per cento della Germania, il 52,3 per cento della Francia ed il 40,4 per cento della Spagna 20. Tale processo deriva dallo sviluppo, negli anni, del sistema finanziario italiano: - in un primo momento, la liberalizzazione dei movimenti di capitale ha permesso alla clientela italiana l accesso agli strumenti finanziari offerti da intermediari internazionali; - in seguito, l applicazione della Seconda Direttiva sulle istituzioni bancarie del 1992 ha permesso alle banche italiane di aumentare la propria operatività, avvicinandole al modello della banca universale 21 ; - infine, la liberalizzazione dei servizi finanziari del 1993 ha consentito alle istituzioni creditizie europee di fornire servizi in tutto il territorio dell Unione Europea. L evento che ha contribuito a far sì che oggi il sistema bancario italiano abbia raggiunto livelli rilevanti in ambito europeo risulta essere l introduzione dell Euro. Il sistema bancario italiano ha dovuto infatti adeguarsi alla concorrenza europea in termini di maggiore efficienza. Tale concorrenza, nel breve termine, ha influito principalmente a livello di wholesale banking (vale a dire attività bancarie su larga scala) per poi agire anche sull attività di retail, anche se in maniera minore, grazie all abbattimento delle barriere all entrata legate all esistenza di differenti valute. Tali condizioni hanno fatto sì che gli istituti di grandi dimensioni abbiano acquisito quote di mercato crescenti. L introduzione dell Euro ha comportato una crescita dimensionale degli istituti italiani attraverso tre canali: - espansione delle reti di sportelli; - accelerazione dei fenomeni di concentrazione (vale a dire fusioni, incorporazioni, acquisizioni di pacchett di maggioranza o di minoranza qualificata, costituzione di holding e strutture di partecipazione complesse); - ricorso all outsourcing da parte delle banche di dimensioni minori, spesso accompagnato dalla costituzione di società consortili per la fornitura di servizi, che ha consentito loro di conseguire rilevanti benefici, pur senza ricorrere a forme di integrazione e controllo 22. Se raffrontiamo i ricavi del sistema bancario italiano e quelli degli istituti di credito degli altri Paesi europei si evidenziano degli aspetti interessanti 23. In generale, i ricavi del sistema bancario sono composti da: - margine di interesse, legato all attività di raccolta dei capitali ed al loro impiego; - commissioni, derivanti dai servizi erogati alla clientela, come ad esempio l emissione di carte di credito e la consulenza. 19 F. SACCOMANNI, L evoluzione del sistema finanziario italiano nel contesto europeo e internazionale, per Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Zurigo, 27 giugno F. SACCOMANNI, Il processo di internazionalizzazione del sistema bancario: la presenza delle banche estere in Italia, per Associazione fra le Banche Estere in Italia - Milano, 19 febbraio È quella banca abilitata ad esercitare l attività creditizia ed una vasta serie di attività di investimento ed intermediazione finanziaria, oltre a servizi accessori o complementari. 22 C. SALVATORI, L evoluzione del sistema finanziario italiano, Impresa & Stato, per Camera di Commercio di Milano. 23 RELAZIONI ANNUALI DELLA BANCA D ITALIA, 2008 e

14 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 In base agli studi effettuati, all interno del sistema bancario europeo la composizione dei ricavi risulta essere la stessa indipendentemente dal paese in cui si effettua l attività bancaria, sebbene gli impieghi varino nei diversi paesi. L Italia possiede la stessa percentuale di margine d interesse degli altri paesi europei, che si attesta intorno al 60 per cento, ma gli impieghi risultano essere il doppio rispetto a quelli dei paesi europei economicamente più forti. Ciò dimostra che i prestiti alle imprese sono la voce più rilevante degli impieghi, a causa delle dimensioni delle piccole e medie imprese che non riescono a diversificare le fonti di finanziamento. In Europa invece gli impieghi risultano maggiormente diversificati. È possibile anche fare una previsione futura sull andamento dei ricavi degli istituti di credito nei prossimi anni. In Italia essi diminuiranno. Ciò dipende dalla circostanza che il nostro sistema bancario è focalizzato prevalentemente sul territorio nazionale, e pertanto la chiusura delle imprese o l aumento dei loro debiti a causa della crisi finanziaria, ne determinerà una riduzione. Diversamente per UniCredit ed Intesa Sanpaolo che compenseranno tale riduzione con l incremento dei ricavi derivanti da attività estere 24. Il quadro attuale del sistema finanziario europeo, a seguito della crisi, è caratterizzato dalla presenza di due o tre grandi gruppi bancari all interno di ciascuno dei principali paesi membri dell Unione Europea. Infatti il sistema finanziario britannico, tedesco, francese e spagnolo, sebbene in precedenza fossero contraddistinti da numerose banche pubbliche e private, risultano oggi caratterizzati da pochi gruppi che agiscono come banche universali. Anche l Italia, come abbiamo notato, si conforma al trend europeo sebbene accanto ai due grandi gruppi principali esistono ancora almeno quattro gruppi di rilevanti dimensioni: Banca Monte dei Paschi di Siena, Mediobanca, UBI Banca, Banco Popolare O. GUERRA, M. BRAMANTE, R. TELATIN, I ricavi del sistema finanziario italiano, per Ufficio Studi UILCA - Roma, ottobre

15 L attività internazionale delle banche 1.2 La presenza all estero delle banche italiane Come visto precedentemente, la prima presenza all estero delle banche italiane risale agli anni venti. Da allora essa è mutata col trascorrere degli anni. Infatti inizialmente le banche italiane, essendo influenzate dagli spostamenti della clientela (follow client approach), privilegiano la costituzione di succursali e di uffici di rappresentanza, o la conclusione di accordi di partnership con controparti specializzate. Ne costituiscono riprova le esperienze delle prime banche italiane in America del Sud, che appaiono come una sorta di prosecuzione dei mercati domestici. Recentemente le operazioni estere delle banche italiane sono indipendenti dagli spostamenti dei clienti e di conseguenza anche l attività delle banche è differente rispetto al passato. Essa è oggi incentrata sull acquisizione di banche locali che possiedono già significative quote nei mercati di riferimento. Grazie alle conoscenze del mercato estero da parte di tali banche, i gruppi italiani hanno acquisito una posizione di leadership nei paesi di destinazione. Anche i servizi ed i prodotti offerti dalle filiali estere si presentano differenziati. Infatti oltre alle forme di finanziamento tradizionali, quali il credito all esportazione ed il leasing, oggi le banche offrono servizi innovativi, come il project financing. È quindi possibile individuare una nuova modalità operativa all estero. In particolare in tema di internazionalizzazione attiva, ovvero di realtà bancarie italiane strutturate all estero, gli enti creditizi possono agire secondo differenti tipologie di scelte organizzative e gestionali. A seconda degli obiettivi prefissati e della scelta del paese su cui investire, essi possono optare per tre differenti modus operandi: - detenzione di partecipazioni di filiali estere, coordinate da una holding (filiazione); - creazione di filiali/succursali che costituiscono esclusivamente il trait d union tra le esigenze della clientela e le decisioni della casa madre; - attività di partnership con altre banche, realizzate attraverso accordi commerciali o joint venture. Esaminando il periodo attuale, si nota come la presenza delle banche italiane all estero nell ultimo anno si sia mantenuta costante rispetto all anno precedente. Infatti alla fine del 2008 circa il 5 per cento dell attivo delle banche italiane e delle loro controllate è derivato da attività rivolte all estero, vale a dire 155 miliardi di euro. In particolare, se si considerano nel complesso i Paesi dell Europa centro orientale, l attivo del 2008 è pari a 148 miliardi di euro. Anch esso stabile rispetto all anno precedente. Tale precisazione è utile in quanto la quota di mercato detenuta dal sistema bancario italiano in questi paesi si attesta intorno al 13 per cento, la più elevata insieme a quella detenuta dalla Germania 25. Andando nello specifico, vale a dire considerando l attività estera dei maggiori gruppi bancari italiani, è possibile avere un quadro della situazione attuale in cui versano le nostre banche. I Gruppi UniCredit ed Intesa Sanpaolo hanno indirizzato la propria attività estera principalmente verso i mercati europei ed in particolare quelli dell Europa dell Est. Questo in un primo momento ha generato profitti per le banche che, a seguito della crisi, si sono tramutati in debiti tali da dover ricorrere ai cosiddetti Tremonti bond 26. In particolare dalla seconda metà del 2008 Ungheria, Lettonia, Romania, Russia ed Ucraina, versano in una situazione di crisi bancaria e di crisi di cambio dovuta al ricorso al debito in valuta estera, in particolare in euro e in franchi svizzeri. In tali paesi caratterizzati da economie con regimi di cambio flessibili, l indebolimento delle valute locali ha reso più oneroso il servizio del debito in valuta estera. Ciò ha determinato ripercussioni sulle banche estere maggiormente coinvolte in quelle economie dato che il rischio di cambio è generalmente sopportato dai debitori. Attualmente i paesi in esame hanno dovuto avvalersi di aiuti internazionali del Fondo monetario e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. 25 RELAZIONE ANNUALE DELLA BANCA D ITALIA, Roma, 29 maggio Aiuti disposti dal governo italiano. Il primo istituto a farne ricorso è stato il Banco Popolare (1,45 miliari di euro) a causa dei problemi di gestione della controllata Italease. In seguito, a marzo di quest anno, anche UniCredit e Banca Intesa Sanpaolo hanno annunciato il ricorso a tali aiuti per una somma di 4 miliardi di euro ciascuno

16 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 La percentuale di attività svolte in tale aree rispetto all attività totale di UniCredit si attesta intorno al 6 per cento, mentre quella di Intesa Sanpaolo al 2 per cento. Si tratta, dunque, di percentuali significative, ma non elevate. Tuttavia, tale situazione ha determinato nel 2008 una riduzione dei depositi e delle obbligazioni estere del 9,3 per cento rispetto all anno precedente. Diversamente invece in Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia e Slovenia, dove le prospettive di crescita sono migliori che nell area dell euro. Situazione favorevole, dunque, per le banche italiane che indirizzano oltre il 40 per cento della loro attività verso l Europa centro orientale proprio in questi paesi. Pertanto i rischi della crisi globale influiranno poco sulla loro attività estera. È in tali realtà economiche che il Gruppo UniCredit detiene il 24,4 per cento dei ricavi totali ed il 27,6 per cento delle proprie attività, mentre in esse il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene il 6,5 per cento delle attività totali Uffici di rappresentanza, sportelli e controllate estere Dalla fine degli anni Novanta ai primi anni del nuovo millennio, si evidenzia una diminuzione del numero delle Filiali estere e degli Uffici di rappresentanza (UDR) italiani all estero. Essi infatti si riducono rispettivamente da 110 Filiali e 181 UDR, a 79 Filiali e 102 UDR. Tale chiusura delle filiali, ha determinato tuttavia l acquisizione di quote di banche estere. Ciò è dovuto allo spostamento, negli anni, dell interesse delle nostre banche verso l estero. Esse infatti dalle attività di wholesale banking, che con il progresso tecnologico possono essere gestite anche dall Italia, si sono indirizzate verso quelle di retail banking, attività che devono essere ben radicate nel territorio, e quindi gestite da banche controllate. Inoltre sempre in quegli anni, anche il volume degli attivi detenuti dagli sportelli bancari esteri, paragonato al PIL italiano dello stesso periodo, risulta modesto. L Italia, con 91 filiali estere e con attivi pari al 6 per cento del PIL, si colloca tuttavia tra la media degli altri paesi europei. In particolare, tra Germania (4 per cento), e Francia e Spagna (rispettivamente 8 e 9 per cento) 28. Negli ultimi anni il numero delle filiazioni estere si è quasi quadruplicato e quello delle succursali ha visto un lieve aumento. Inoltre la quota dell attivo derivante da attività estere si attesta oggi intorno al 17 per cento dell attivo totale degli istituti interessati. In particolare, analizzando le controllate estere, si nota come esse siano prevalentemente presenti nei paesi dell Unione Europea (71) e negli altri paesi non comunitari del continente (35). In ambito non comunitario particolarmente interessante è la presenza di 11 gruppi bancari italiani operativi in Svizzera con 13 filiazioni, prevalentemente nel settore dell asset management 29. Mentre negli altri continenti la loro presenza è quasi nulla: 1 in America del Nord, 2 in America centrale e del Sud, 2 in Asia, 0 in Africa ed Oceania. In merito alle Filiali ed agli Uffici di rappresentanza, facendo un paragone con i dati delle controllate, è possibile notare un andamento costante della loro assenza in Africa ed Oceania, ma un aumento della loro presenza sia in Asia (14), sia in America del Nord (7). Anche in questo caso i Paesi dell Unione Europea si confermano come i mercati con la maggiore presenza di Filiali ed UDR, per un totale di 39. Un elevata riduzione della loro presenza si ha invece negli altri paesi non comunitari del continente (2) G. DE ARCANGELIS, G. FERRI, Il vento dell est sulle banche italiane, Finanza, aprile G. GOBBI, L apertura internazionale dei sistemi finanziari nei paesi emergenti, ne L internazionalizzazione delle banche, Intervento tenuto nell ambito del Seminario su Banche e mercati italiani nella prospettiva internazionale, S. Marco - Perugia, 19 Marzo F. SACCOMANNI, L evoluzione del sistema finanziario italiano nel contesto europeo e internazionale, per Camera di Commercio Italiana per la Svizzera - Zurigo, 27 giugno 2008.

17 L attività internazionale delle banche 1.3 La presenza in Italia delle banche estere Si è in presenza di internazionalizzazione passiva, e quindi di insediamento di banche estere in Italia, sia quando esse costituiscono filiali/succursali nel nostro territorio, sia quando acquistano una banca locale (filiazione). Tale scelta da parte degli operatori esteri dipende da differenti fattori, quali: - il target dell investimento; - la tipologia di attività che essi intendono svolgere; - le politiche di brand (vale a dire di marchio, immagine) seguite dal gruppo bancario; - la clientela di riferimento; - i fattori fiscali e normativi del nostro paese (possono rendere più o meno conveniente una tipologia rispetto all altra). Generalmente, gli operatori esteri costituiscono una succursale quando intendono limitare la loro attività bancaria in Italia a determinati servizi, come ad esempio il sostegno alle attività commerciali esistenti tra il nostro paese ed il loro paese d origine. Essa ha costituito fino a qualche anno fa (2005) la modalità più utilizzata dalle banche estere in Italia. Contrariamente le banche estere acquisiscono uno o più intermediari locali, quando intendono sfruttare le opportunità del mercato italiano. Infatti tutti i sistemi bancari sono caratterizzati da asimmetrie informative, vale a dire che i potenziali clienti non sono ben informati su tutte le differenti realtà bancarie esistenti, e quindi si affidano al marchio conosciuto. Con l acquisizione di intermediari italiani, che possiedono un marchio noto all interno del nostro mercato, le banche estere non si trovano più in una posizione di svantaggio rispetto alle realtà locali. Tale modalità di insediamento è aumentata negli ultimi anni, fino a raggiungere nel 2007 una quota pari all 11 per cento dell attivo delle banche estere. Attualmente il territorio italiano viene considerato come una buona possibilità di sviluppo per le banche estere. Infatti negli ultimi anni si è registrato un incremento delle operazioni estere nel nostro mercato, dovuto alla necessità da parte di tali operatori di detenere una presenza diversificata nei paesi dell Unione. In linea con tale esigenza l Italia, con la sua elevata capacità di risparmio ed un buon grado di concorrenza interno, costituisce il mercato bancario più appetibile per gli operatori esteri. Alcuni di essi intendono infatti costituire nel nostro territorio un secondo mercato domestico 30. Tuttavia nel corso degli anni si individuano due diverse fasi di espansione da parte di istituti esteri 31. La prima fase in tema di internazionalizzazione passiva risale al periodo Nel periodo preso in esame, lo sviluppo di insediamenti esteri in Italia si verifica contemporaneamente alla diffusione di imprese multinazionali e ad una maggiore apertura dell Italia nei confronti delle banche estere. Infatti i vincoli posti alle banche italiane, da parte delle autorità di controllo, creano opportunità per gli operatori stranieri. Essi riescono pertanto a detenere specifiche nicchie di mercato, prevalentemente nell attività di wholesale banking. Col trascorrere degli anni l attività bancaria estera si è spostata dal wholesale banking verso il retail, grazie alla possibilità di ottenere profitti superiori alla media europea in tale settore. 30 C. SALVATORI, L evoluzione del sistema finanziario italiano, Impresa & Stato, per Camera di Commercio di Milano. 31 F. SACCOMANNI, Il processo di internazionalizzazione del sistema bancario: la presenza delle banche estere in Italia, per Associazione far le banche estere in Italia, Milano, 19 febbraio

18 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 Il grado di apertura del sistema bancario italiano, infatti, è aumentato, tanto da essere oggi superiore a quello di altri paesi dell Europa continentale. Ciò ha determinato sia un incremento di succursali di banche estere, sia un aumento di acquisizioni di quote di banche italiane. Infatti, negli anni che vanno dal 1995 al 2006, si è verificato un aumento della quota di mercato detenuta da intermediari esteri. Essa è passata dal 5,2 per cento nel 1995, al 13,7 per cento nel Anche l attivo delle banche estere si è posizionato a livelli alti. Infatti nel 2007 esso ha raggiunto quasi il 19 per cento, superando la media di Germania, Francia e Spagna, in cui si aggirava intorno al 10,5 per cento. Attualmente la composizione dell insediamento straniero nel nostro territorio ha registrato un aumento in termini di numero e di attivo sia di succursali, sia di filiazioni. Esso si presenta come segue. Quasi l 8 per cento dell attivo del sistema bancario italiano deriva dalle 79 succursali di banche estere, 69 delle quali sono di derivazione comunitaria. Dal 2002 esse si sono raddoppiate in termini numerici, ed hanno più che raddoppiato le proprie attività. Le restanti 10 filiali hanno dunque origine non comunitaria, 4 delle quali appartengono a paesi non facenti parte del G10, vale a dire Brasile, Cina, Iran, Australia. In linea coi maggiori paesi dell Europa continentale (Germania e Francia), il loro numero e la quota del loro attivo risultano diminuiti. Ciò a causa di scelte compiute dalle case madri, principalmente statunitensi, che preferiscono indirizzare il proprio interesse verso il mercato finanziario londinese. Nell ultimo periodo l attivo derivante da filiazioni estere comunitarie è cresciuto maggiormente in Italia rispetto agli altri paesi europei. La maggior parte di esse proviene da banche comunitarie, ed in particolare francesi, mentre la minoranza non comunitaria deriva da banche svizzere che operano nel private banking. La presenza di operatori esteri all interno del nostro territorio determina sicuramente degli effetti positivi in termini di concorrenza e di efficienza, sia nei confronti delle imprese, sia dei risparmiatori italiani. In termini di concorrenza, si evidenzia una maggiore mobilità della clientela, dovuta alla possibilità di accedere ai servizi bancari a condizioni più vantaggiose (tecniche di pricing concorrenziali). Invece per quanto riguarda l efficienza, si determina la diffusione di pratiche più moderne e più trasparenti, che innescano circoli virtuosi di comportamento. Volendo individuare gli attori principali dell insediamento straniero, notiamo i gruppi tedeschi Allianz e Deutsche Bank, i francesi Credit Agricole e Bnp Paribas, e l inglese Barclays Bank. Interessante è il caso della Barclays Italia, proprio per il suo cosiddetto british style (vale a dire modello di business inglese), percepito positivamente in quanto esempio di trasparenza e competenza finanziaria. Essa ha agito in territorio italiano con la costituzione di filiali. Inizialmente nel 2001, con l acquisizione delle agenzie Woolwich già presenti nel nostro territorio, ha sfruttato i vantaggi derivanti dalla notorietà di tale brand. Inoltre, offrendo i primi prodotti bancari (mutui) tramite tale marchio, ha verificato il livello di apertura del mercato italiano. In seguito dal 2007 ha assorbito il marchio sotto il nome di Barclays, ed ha introdotto prodotti innovativi, come i conti deposito, i prodotti equity loan, o le diverse forme di mutuo per i lavoratori atipici. Oggi essa possiede una presenza capillare su tutto il territorio italiano. Altro caso interessante di innovazione estera è costituito da Ing Direct Italia. Essa già dal 2001 ha introdotto in Italia il concetto di banca diretta in ambito retail, vale a dire di banca operativa senza filiali né sportelli, ma che opera tramite telefono ed internet. Il suo modello di business si basa sull esperienza dell olandese Postbank, vale a dire un modello di banca diretta che utilizza telefono e posta, adattato per l estero grazie alla diffusione dei moderni canali telematici quali Internet. Inizialmente la sua attività in Italia si è indirizzata verso i prodotti di risparmio, attraverso l introduzione del Conto Arancio. Oggi essa offre anche altri prodotti, quali mutui e prodotti di investimento EDIPI CONFERENCE, Dossier Banche estere in Italia, da Azienda Banca di gennaio/febbraio

19 L attività internazionale delle banche RETI ESTERE DI BANCHE ITALIANE (gennaio 2009) PAESE CITTà BANCA TIPO INFORMAZIONI AFRICA ALGERIA ALGERI BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA UFF. MASSIMO DI PRIMA INDIRIZZO: 88 Boulevard Krim Belkcem 1600 Alger Tel Fax AFRICA ALGERIA ALGERI BANCA NAZIONALE DEL LAVORO (El-Djazzair - Gruppo BNP Paribas) DESK UMBERTO DISCEPOLO INDIRIZZO: 6, Rue de Cirta Tel Fax AFRICA EGITTO IL CAIRO INTESA SANPAOLO UFF. TERESA MILI PRANDI INDIRIZZO: 3, Abou El Feda Street - Zamalek Tel /2/3 Fax AFRICA EGITTO IL CAIRO BANK OF ALEXANDRIA (INTESA SANPAOLO) SUSS. GAMBA BRUNO Responsabile Risk Management INDIRIZZO: 49, Kasr El Nil street - Cairo Tel Fax AFRICA EGITTO IL CAIRO BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA UFF. AFRICA LIBIA TRIPOLI UBAE UFF. LEONARDO MESSANA MAHMUD A. ELESAWI INDIRIZZO: Nile Hilton Commercial Center - Office 24 - Tahrir Square Cairo Tel Fax INDIRIZZO: Omar Mukhtar Street O. - Mukhtar Investment - Complex Tripoli G.S.P.L.A.J. Tel / Fax AFRICA LIBIA TRIPOLI BANCA NAZIONALE DEL LAVORO (Sahara Bank - Multi-National - Gruppo BNP Paribas) DESK FRANCO UNGARO INDIRIZZO: 193 First September Street - PO Box 270 Tel Fax AFRICA MAROCCO CASABLANCA BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA UFF. ALESSANDRO LEZZI INDIRIZZO: 197, Bd. Zerktouni angle rue Chella - 4ème Etage, bureau n Casablanca Tel Fax AFRICA MAROCCO CASABLANCA INTESA SANPAOLO UFF. MAURO BIRAGHI INDIRIZZO: 62, Bd D Anfa angle Bd. Moulay Youssef - Forum Bab Abdelaziz 6 Etage Casablanca - Maroc Tel / 3514 Fax AFRICA MAROCCO CASABLANCA BANCA NAZIONALE DEL LAVORO (Banque Marocaine pour le commerce et l industrie - Gruppo BNP Paribas) DESK LOUBNA HAIJI IDRISSI INDIRIZZO: Lot Attawfik - Rue 1 & 3 Sidi Maarouf Tel AFRICA MAROCCO CASABLANCA UNICREDIT GROUP (c/o ATTIJARIWAFA BANK) DESK GIOVANNI GIACOMAZZI INDIRIZZO: 2, Boulevard Moulay Youssef Casablanca Tel Fax AFRICA SUD AFRICA JOHANNESBURG HVB Group (Unicredit Group) UFF. JURGEN HETZLER INDIRIZZO: No.1 Rockridge Road - ZA Johannesburg/Parktown Tel Fax AFRICA TUNISIA TUNISI BANCA DI ROMA (Gruppo Unicredit) UFF. STEFANO FRANCHI INDIRIZZO: Immeuble Le Prince du Lac - Troisième ètage, Rue du Lac de Tourkana 1053 Les Berges du Lac Tel / 414 Fax

20 Le banche e i servizi per l internazionalizzazione n.5 RETI ESTERE DI BANCHE ITALIANE (gennaio 2009) PAESE CITTà BANCA TIPO INFORMAZIONI AFRICA TUNISIA TUNISI INTESA SANPAOLO UFF. AFRICA TUNISIA TUNISI BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA UFF. EMANUELE BELLINI GIORGIO MANCINI INDIRIZZO: Immeuble Blue Center - 3eme etage Rue du Lac Constance aux Berger du Lac Tunis Tel Fax INDIRIZZO: Immeuble Msedi /Gouia, Rue du Lac Costance, Residence El Majd Apt n. A2.2, 2 Etage Les Berges du Lac Tunisi Tel Fax AFRICA TUNISIA TUNISI BANCA NAZIONALE DEL LAVORO (Union Bancaire pour le Commerce et l Industrie - Gruppo BNP Paribas) DESK ANTONINO CONTI INDIRIZZO: 139, Av Libertè Tel Fax ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA (c/o Volksbank DD) DESK ANA SPREMIC INDIRIZZO: Slovenska 24 Tel Fax ALTRE EUROPA SERBIA BELGRADO BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA (c/o Volksbank DD) DESK SVETLANA RISTIC INDIRIZZO: Business Center Atrium, Bulevar Mihaila Pupina 165 G Tel Fax ALTRE EUROPA UCRAINA LVIV BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA (c/o Ojsc Electronbank) DESK KARL SCHLAGENHAUFEN INDIRIZZO: Grabovskogo Str. 11, UA Lviv Tel ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA VENETO BANKA (VENETO BANCA) DIREZIONE FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Draškovićeva, 58; Zagreb Tel ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Draškovićeva, 58; Zagreb Tel ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA SPANSKO VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Cesariceva, 71; Zagreb Tel ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA STAGLIŠĆE VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Marice Barić, 9; Zagreb Tel ALTRE EUROPA CROAZIA ZAGABRIA ZVONIMIROVA VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Kralja Zvonimira, 78; Zagreb Tel ALTRE EUROPA CROAZIA CRICKVENICA VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Ivana Skomerže, 1; Crikvenica Tel ALTRE EUROPA CROAZIA DUBROVNIK VENETO BANKA (VENETO BANCA) AGENZIA FERNANDO ZAVATARELLI INDIRIZZO: Pile, Tiha 2; Dubrovnik Tel

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