CONFIMI. Rassegna Stampa del 27/10/2014

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1 CONFIMI Rassegna Stampa del 27/10/2014 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE CONFIMI 25/10/2014 Prima Pagina - Modena 12 Fatturazione elettronica, ok di Confimi CONFIMI WEB 24/10/2014 agenparl.com 14:10 14 PA: CONFIMI,BENE TOOL UNION CAMERE SU FATTURAZIONE ELETTRONICA, MA OBBLIGO CONSERVAZIONE VA ELIMINATO PER TUTTI 24/10/2014 globalpress.eu 18:07 15 FATTURAZIONE ELETTRONICA PA: CONFIMI, BENE IL TOOL UNIONCAMERE SCENARIO ECONOMIA 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 17 Una spinta all'economia 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 19 Katainen e la Cancelliera I falchi si scoprono mediatori 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 20 «Hanno scatenato la crisi ma ora sono più solide» 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 22 LA DEBOLEZZA DELL'EUROPA AIUTA A TROVARE UNA VIA D'USCITA 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 23 Eni, altri indagati. «Tangenti da 197 milioni»

3 26/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 24 «Ferrovie, più chiarezza» Messori lascia le deleghe 26/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 26 Camusso: pronti allo sciopero generale 26/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 27 Manovra, premio fiscale alla ricerca 27/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 29 Qualcuno È più uguale degli altri 27/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 30 «Con la riforma del lavoro l'italia ce la farà» 27/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 33 Profumo: «Pronti a qualsiasi operazione» 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 35 La dote di «riserva» 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 37 L'incremento del deficit è 10,4 miliardi 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 40 «Maastricht mai applicato, va rinegoziato» 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 41 Il meglio è nemico di ambiente ed economia 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 42 Fiducia e shopping, Italia in retromarcia 25/10/2014 Il Sole 24 Ore 44 Esclusi gli interventi pubblici* 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 45 Il vero test è la recessione 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 47 Per il credito è l'anno zero 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 49 Draghi non dà consigli di Borsa 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 51 Fari Bce su nove banche italiane 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 53

4 «Ora un'autorità finanziaria europea» 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 55 Per rilanciare il credito potrebbe non bastare 26/10/2014 Il Sole 24 Ore 56 Un'altra strada verso la crescita 27/10/2014 Il Sole 24 Ore 58 Il Monte si affida a Ubs e Citi 27/10/2014 Il Sole 24 Ore 60 L'Ad Viola: penalizzati in Ue valutiamo fusione 27/10/2014 Il Sole 24 Ore 62 La sfida nostra e quella degli altri 27/10/2014 Il Sole 24 Ore 64 «Bilanci rafforzati per 200 miliardi di euro» 25/10/2014 La Repubblica - Nazionale 65 La vera partita è con Berlino 25/10/2014 La Repubblica - Nazionale 66 Stress test, l'ora dei verdetti 25 banche non passeranno a circa dieci serve capitale 25/10/2014 La Repubblica - Nazionale 67 Del Vecchio traccia la rotta per Luxottica "Mia famiglia fuori e io lascerò la guida ai nuovi manager" 26/10/2014 La Repubblica - Nazionale 68 Mezzogiorno di fuoco per le banche in crisi oggi i verdetti della Bce Eurolandia col fiato sospeso 26/10/2014 La Repubblica - Nazionale 69 "E' un passo radicale verso l'unione bancaria stop anche al credit crunch" 26/10/2014 La Repubblica - Nazionale 70 "Così l' 'anarconomy' salverà l'europa" 26/10/2014 La Repubblica - Nazionale 71 Ue, l'italia rischia ancora possibile procedura sugli squilibri economici 27/10/2014 La Repubblica - Nazionale 73 Il tempo degli sconti è ormai finito 27/10/2014 La Repubblica - Nazionale 75 Siena, doccia gelata sulla città sconfitta 27/10/2014 La Repubblica - Nazionale 77 Esame sul rischio crac Bce boccia 25 banche e le italiane sono nove "Ma il sistema è

5 solido" 27/10/2014 La Repubblica - Nazionale 78 "Aiuti miliardari a Spagna e Germania noi paghiamo la debolezza del Paese" 25/10/2014 La Stampa - Nazionale 79 Vendita Sea, Gamberale assolto E Robledo in aula attacca Bruti 25/10/2014 La Stampa - Nazionale 80 Intesa vara il riassetto: al via tre nuovi poli per area di business 25/10/2014 La Stampa - Nazionale 81 Meridiana, salta il negoziato Via alla procedura di mobilità 26/10/2014 La Stampa - Nazionale 82 Parte la lettera all'ue Renzi certo di avere la flessibilità sui conti 26/10/2014 La Stampa - Nazionale 83 "L'Italia ci preoccupa molto ma il boom tedesco è un'illusione" 26/10/2014 La Stampa - Nazionale 85 Banche, ultime mosse prima del verdetto 27/10/2014 La Stampa - Nazionale 87 "Ma fare credito sarà più facile" 27/10/2014 La Stampa - Nazionale 88 "Persino il pubblico impiego ormai ha paura del futuro La pensione? Un'incognita" 27/10/2014 La Stampa - Nazionale 89 "Spese senza controlli Bisogna cambiare testa" 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza 91 QUEL CONFLITTO DI INTERESSI TRA STATO E CONFINDUSTRIA 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza 92 App Economy una rivoluzione da 16 miliardi per le aziende europee 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza 94 Privatizzazioni, il grande freddo 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza 96 Fondi d'investimento la rivoluzione della Borsa 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza 98 Troppa finanza poca economia 27/10/2014 La Repubblica - Affari Finanza Finmeccanica Moretti anno zero 27/10/2014 Corriere Economia 100 Age nda

6 digitale, due anni solo per completare il «log-in» 102

7 27/10/2014 Corriere Economia La strana coppia che dovrà dare fiducia all'italia migliore 27/10/2014 Corriere Economia Effetto stress-test Da oggi riparte il risiko * 25/10/2014 Milano Finanza Perché una bocciatura non minerebbe la solidità del sistema 25/10/2014 Milano Finanza Si volta davvero pagina 25/10/2014 Milano Finanza Dove va la formica italiana 25/10/2014 Milano Finanza Poste accelera sull'ipo. Contratto di programma in corsia preferenziale SCENARIO PMI 25/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale La nuova Fiat vara il «contratto di rete» 26/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale se i «partiti deboli» minano il rilancio della produttività 25/10/2014 Il Sole 24 Ore «RaiWay, Ipo possibile entro il 2014» 26/10/2014 Il Sole 24 Ore Cerved diversifica: focus su gestione dei crediti dubbi e business dei rating 26/10/2014 Il Sole 24 Ore Professione scienziato del dato 27/10/2014 Corriere Economia Ho vestito il (futuro) re d'inghilterra 25/10/2014 Milano Finanza L'ULTIMA SETTIMANA

8 CONFIMI 1 articoli

9 25/10/2014 Prima Pagina - Modena Pag. 24 Nei rapporti con la pubblica amministrazione è apprezzato lo strumento di Unioncamere AZIENDE Fatturazione elettronica, ok di Confimi «Ma l'obbligo di conservazione va eliminato per tutti» «Positiva, - commenta Flavio Lorenzin, vice presidente Confimi Impresa con delega alla semplificazione e ai rapporti con la pubblica amministrazione - l'at t ivazione del nuovo servizio di fatturazione elettronica messo a disposizione gratuitamente dal sistema camerale, a favore delle piccole e medie imprese. Anche se in ritardo rispetto allo start del 6 giugno, che però ha riguardato solo i fornitori di alcune amministrazioni (Stato, agenzie ed enti previdenziali), la nuova piattaforma permetterà di affrontare con maggiore serenità lo scoglio del 31 marzo 2015 quando l'obbligo sarà esteso a 360 gradi alle forniture verso qualsiasi pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, Asl)». Nuovo servizio Prosegue Lorenzin: «Positivo, in particolare, che il nuovo servizio comprenda, sempre gratuitamente, anche la conservazione sostitutiva eliminando l'i n g i u s t ificata disparità rispetto alle Pmi fornitrici Mepa». Passo avanti» «Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate; - conclude il vice presidente di Confimi Impresa -. La soluzione riguarda, però, solo le Pmi che emetteranno poche fatture (circa 20), mentre non potrà essere utilizzata dai fornitori che superano i limiti dimensionali delle Pmi. Per questo motivo, quindi, è importante, dal punto di vista normativo, e l i m i n a re " t o u t cour t" l'onere della conservazione sostitutiva in modo che il fornitore sia libero di valutare liberamente se attivare il (complesso) processo di conservazione sostitutiva oppure di stampare e conservare su carta la fattura elettronica. Il solo invio della fattura elettronica nel formato Xlm sarebbe, infatti, più che sufficiente a garantire gli obiettivi di efficientamento della pubblica amministrazione, a prescindere dalla modalità di conservazione del fornitore. Dal punto di vista tecnico, infatti, non ci sono motivi per imporre l'obbligo della conservazione sostitutiva» chiude Lorenzin.

10 CONFIMI WEB 2 articoli

11 24/10/ :10 agenparl.com Sito Web PA: CONFIMI,BENE TOOL UNION CAMERE SU FATTURAZIONE ELETTRONICA, MA OBBLIGO CONSERVAZIONE VA ELIMINATO PER TUTTI pagerank: 5 (AGENPARL) - Roma, 24 ott - "Positiva, - commenta Flavio Lorenzin, Vice Presidente Confimi Impresa con delega alla Semplificazione e ai rapporti con la P.A., - l'attivazione del nuovo servizio di fatturazione elettronica (https://fattura-pa.infocamere.it) messo a disposizione gratuitamente dal sistema camerale, a favore delle piccole e medie imprese. Anche se in ritardo rispetto allo start del 6 giugno, che però ha riguardato solo i fornitori di alcune amministrazioni (Stato, Agenzie ed enti previdenziali), la nuova piattaforma permetterà di affrontare con maggiore serenità lo scoglio del 31 marzo 2015 quando l'obbligo sarà esteso a 360 gradi alle forniture verso qualsiasi pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, asl, ecc)." Prosegue Lorenzin: "Positivo, in particolare, che il nuovo servizio comprenda, sempre gratuitamente, anche la conservazione sostitutiva eliminando l'ingiustificata disparità rispetto alle PMI fornitrici MEPA." "Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate; - conclude il Vice Presidente di Confimi Impresa - "La soluzione riguarda, però, solo le PMI che emetteranno poche fatture PA (circa 20), mentre non potrà essere utilizzata dai fornitori che superano i limiti dimensionali delle PMI. Per questo motivo, quindi, è importante, dal punto di vista normativo, eliminare "tout court" l'onere della conservazione sostitutiva in modo che il fornitore sia libero di valutare liberamente se attivare il (complesso) processo di conservazione sostitutiva oppure di stampare e conservare su carta la fattura elettronica. Il solo invio della fattura elettronica nel formato XLM (D.M. 55/2013) sarebbe, infatti, più che sufficiente a garantire gli obiettivi di efficientamento della PA, a prescindere dalla modalità di conservazione del fornitore. Dal punto di vista tecnico, infatti, non ci sono motivi per imporre l'obbligo della conservazione sostitutiva." CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 27/10/

12 24/10/ :07 globalpress.eu Sito Web FATTURAZIONE ELETTRONICA PA: CONFIMI, BENE IL TOOL UNIONCAMERE ROMA (AGG) - "Positiva l'attivazione del nuovo servizio di fatturazione elettronica (https://fatturapa.infocamere.it) messo a disposizione gratuitamente dal sistema camerale, a favore delle piccole e medie imprese. Anche se in ritardo rispetto allo start del 6 giugno, che però ha riguardato solo i fornitori di alcune amministrazioni (Stato, Agenzie ed enti previdenziali), la nuova piattaforma permetterà di affrontare con maggiore serenità lo scoglio del 31 marzo 2015 quando l'obbligo sarà esteso a 360 gradi alle forniture verso qualsiasi pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, asl, ecc)". Ha così commentato Flavio Lorenzin, Vice Presidente Confimi Impresa con delega alla Semplificazione e ai rapporti con la PA. "Positivo, in particolare - sottolinea - che il nuovo servizio comprenda, sempre gratuitamente, anche la conservazione sostitutiva eliminando l'ingiustificata disparità rispetto alle PMI fornitrici MEPA. Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate - conclude il Vice Presidente di Confimi Impresa - La soluzione riguarda, però, solo le PMI che emetteranno poche fatture PA (circa 20), mentre non potrà essere utilizzata dai fornitori che superano i limiti dimensionali delle PMI. Per questo motivo, quindi, è importante, dal punto di vista normativo, eliminare `tout court` l'onere della conservazione sostitutiva in modo che il fornitore sia libero di valutare liberamente se attivare il (complesso) processo di conservazione sostitutiva oppure di stampare e conservare su carta la fattura elettronica. Il solo invio della fattura elettronica nel formato XLM (D.M. 55/2013) sarebbe, infatti, più che sufficiente a garantire gli obiettivi di efficientamento della PA, a prescindere dalla modalità di conservazione del fornitore. Dal punto di vista tecnico, infatti, non ci sono motivi per imporre l'obbligo della conservazione sostitutiva". CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 27/10/

13 SCENARIO ECONOMIA 61 articoli

14 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 1 (diffusione:619980, tiratura:779916) Il commento Una spinta all'economia Francesco Daveri domani la Bce renderà pubblici i risultati della valutazione sui bilanci di 130 banche europee. Sarebbe miope pensare che il test conti solo per gli istituti. Conta anche per imprese e famiglie: dai loro radar è scomparso il credito. Ed è solo con banche capitalizzate e con bilanci sicuri che tornerà ad aprirsi il rubinetto del credito. a pagina 30 D opo mesi di lavori preparatori, domani la Banca centrale europea renderà pubblici i risultati della valutazione complessiva dello stato di salute dei bilanci di 130 grandi banche europee, l'82% degli attivi bancari di tutta l'unione. Si avranno così informazioni più precise su quanto valgano davvero i crediti iscritti a bilancio dalle banche e, con i risultati degli stress test, anche quanto questi valori potrebbero scendere in condizioni macroeconomiche e di mercato particolarmente negative. Nelle due settimane successive alla pubblicazione, le banche con capitale insufficiente a sostenere le loro esposizioni dovranno presentare piani per colmare la loro carenza di capitale entro la metà del I risultati degli stress test saranno usati dalla Bce che, dal primo novembre, diventerà il supervisore unico dell'attività bancaria delle grandi banche in Europa. Arriva così finalmente a compimento un passo cruciale del processo di unione bancaria. L'idea di trasferire la supervisione alla Bce deriva da una presa d'atto: negli ultimi anni i bubboni finanziari che hanno messo in ginocchio il sistema bancario spagnolo (poi salvato con i soldi del fondo europeo Salva-Stati) come anche i più recenti scandali del portoghese Banco Espirito Santo e della banca austriaca Hypo Alpe Adria sono usciti dalla opacità dei bilanci bancari a sua volta consentita dalla frammentazione delle regole e delle supervisioni nazionali. Prima di assumere la supervisione, in questi mesi Francoforte ha scritto corposi libri di istruzioni che hanno costretto le banche a intraprendere uno sforzo per uniformare le definizioni dei loro crediti poco liquidabili e di dubbia esigibilità. Uno sforzo che ha già prodotto risultati tangibili. Parlando di ripulitura dei bilanci bancari, molto è già avvenuto nell'ultimo anno. In Italia, già nel 2013 sono cominciate drastiche operazioni di pulizia dei bilanci. Unicredit ha concluso il 2013 con una maxi-perdita da 14 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo ha chiuso l'anno con perdite da oltre 4,5 miliardi e con rettifiche di valore per altri 6,8 miliardi. Varie manovre straordinarie hanno interessato anche le altre banche coinvolte dai test della Bce. Domani si saprà per chi queste operazioni sono state sufficienti e a chi sarà richiesto uno sforzo supplementare. Di sicuro le banche di tutta Europa hanno cominciato da tempo a rafforzare il proprio stato patrimoniale in vista di un esame che punta a restituire la fiducia degli investitori internazionali nella solidità del sistema finanziario della Ue. È solo con un recupero di trasparenza dei bilanci bancari che il capitale degli investitori ritornerà a premiare le banche e i banchieri che fanno bene il loro mestiere di reperire fondi e di allocare il credito all'economia, anziché riversarsi a pioggia nel settore bancario nella fondata speranza del prossimo salvataggio pubblico. Sarebbe però miope pensare che il test sui bilanci conti solo per banche e banchieri. Conta anche per imprese e famiglie europee. È dai loro radar che è scomparso il credito in questi anni. Ed è solo con banche finalmente capitalizzate e con bilanci più sicuri che il rubinetto del credito bancario tornerà ad aprirsi per famiglie e imprese. Ma quella di domani è anche una pagina importante per l'europa politica, per riavviare la costruzione di un'europa più multipolare e meno germanocentrica, basata su regole simmetriche e condivise. Solo in un'europa in cui anche le banche tedesche (comprese le pubbliche) possano essere valutate ed eventualmente indotte alla ricapitalizzazione o alla fusione da un supervisore unico si può pensare che i governi nazionali come quello italiano e francese possano accettare di sottoporre i loro bilanci all'approvazione preventiva di Bruxelles. In ballo, da domani, non ci sarà solo il destino delle banche europee, ma un pezzo del futuro dell'unione Europea. 17

15 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 1 (diffusione:619980, tiratura:779916) RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: Puoi condividere sui social network le analisi dei nostri editorialisti e commentatori: le trovi su 18

16 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:619980, tiratura:779916) L'analisi Katainen e la Cancelliera I falchi si scoprono mediatori Profilo basso Hollande preferisce rimanere all'ombra della Germania: l'asse con Roma è ai minimi Luigi Offeddu DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES Non si è trasformato certo in tortora, o gallina prataiola. Ma alla fine, colui che in tanti dipingono come «falco» si è rivelato un mediatore pragmatico e posato, almeno quanto il suo interlocutore: per ore, ieri, il nordico Jyrki Katainen ha parlato con il «nordico» Pier Carlo Padoan (romano ma di padre torinese, e cresciuto in Canada), finché la soluzione che sembrava introvabile è stata trovata, le cifre che volteggiavano come lucciole nel buio sono tornate sulla terra, e l'euro-litigata con l'italia sulla riduzione del deficit strutturale si è ricomposta in un accordo negoziato. I «capi», Matteo Renzi per il governo italiano e Jean-Claude Juncker per la Commissione europea (testimone ormai in partenza, il suo predecessore José Manuel Barroso), hanno certo fornito le loro idee e apposto il sigillo finale, ma da una posizione in qualche modo defilata. E in questo fatto, si è manifestata un'altra caratteristica che sembra accomunare Katainen e Padoan: il finlandese, nomea da rigorista inflessibile ma tempra di mediatore che sa anche quando riporre l'elmetto, «scherma» Juncker nelle trattative più dure, proprio come Padoan scherma Renzi nelle stesse situazioni. Per ora, è solo un'impressione. Ma basteranno forse poche settimane o pochi mesi, per metterla alla prova. Nel frattempo, i «niente diktat» e le intemerate di Renzi hanno anche fatto da cartine di tornasole per gli «altri», i vari Paesi o le fazioni in cui si raggruppano. La reazione più interessante è forse quella della Francia: colpita anch'essa dalla lettera di richiamo, e solo pochi mesi fa definita come un'alleata sicura di Roma nel segno delle crescita e della comunanza socialista dei due leader, ora mantiene un profilo basso e soprattutto si tiene all'ombra di Angela Merkel: se mai c'è stato, oggi il patto Renzi-Hollande sembra soffrire di pressione bassa. Poi, c'è la sorpresa della Germania. Sempre vista da Roma come un mastino di pronta zanna, non si è smentita tenendo saldamente le posizioni nel dibattito della mattinata, ma alla fine Angela Merkel ha partecipato anche lei alla mediazione con Junker e Barroso per poi riferire a Renzi: «Caro Matteo, ora siete sulla strada giusta e dovete andare avanti». Infine, gli antichi compagni di sventura, cioè di debito pubblico, dell'italia: Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda. Si limitano tutti a osservare dai bordi del campo: in parte sono usciti dalla bufera, non hanno interesse a riattirare l'attenzione su di sé, neanche per amore di un vecchio alleato. RIPRODUZIONE RISERVATA Funzioni A novembre la nuova Commissione Juncker subentrerà alla squadra di Barroso Ha ricevuto il via libera del Parlamento Ue il 22 ottobre: i sì di popolari, socialisti, liberali 19

17 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 9 (diffusione:619980, tiratura:779916) L'intervista «Hanno scatenato la crisi ma ora sono più solide» David de Rothschild: dagli stress test nessuno sconvolgimento Fabio Tamburini MILANO «Non prevedo sconvolgimenti e non andrà così male come qualcuno teme, anche se qualche istituto soffrirà». La previsione sui risultati delle verifiche europee che hanno esaminato la qualità dei bilanci bancari è di David de Rothschild, presidente del gruppo, uno dei pochi banchieri internazionali in un mondo di manager bancari. «Sono controlli necessari», aggiunge, «perché servono banche solide che diano solidità al sistema e che contribuiscano allo sviluppo economico». Nato 72 anni fa a New York ma cresciuto in Francia, sposato con un'italiana, è l'erede della dinastia fondata all'inizio dell'ottocento. In questi giorni è a Milano, perché il gruppo Rothschild lancia anche in Italia le attività nella gestione dei grandi patrimoni. «L'entrata in Italia, dove abbiamo una presenza consolidata nel mergers and acquisitions, è un passo logico. Ci rivolgiamo a famiglie e imprenditori che vogliono preservare la loro ricchezza e lo facciamo grazie all'esperienza, alla visione di lungo termine sui mercati e all'indipendenza». Gli esami alle banche eviteranno una nuova crisi come quella del 2008? «In effetti quella crisi è arrivata dal sistema bancario. Gli asset degli istituti di credito erano cresciuti troppo e i rischi erano troppo grandi e fuori controllo. Oggi le banche sono molto più capitalizzate e il rischio è decisamente inferiore, ma non sono ammesse distrazioni». Non ritiene che la loro attività e la fiscalità nei Paesi dell'unione europea debbano essere armonizzate? «Sì, naturalmente» Verrà fatto? «Non lo so. Il sistema, in fondo, sopravvive ugualmente». Il presidente della Bce sta facendo le scelte giuste? «Sono, lo dico scherzando, un fanatico sostenitore di Mario Draghi. Le sue decisioni vanno nella direzione giusta. Sta resistendo alle pressioni della Germania e lo fa per il bene dell'europa e del sistema bancario». La priorità assoluta al taglio del debito pubblico è un errore? «Tutto subito non funziona. Troppa austerità fa male. Il rischio è creare più disoccupati e più povertà, con effetti drammatici. La scommessa, per l'italia e la Francia, è di avere e realizzare un piano di riforme decennale. Matteo Renzi e il premier francese, Manuel Valls, sono sulla strada giusta. Stanno andando verso un socialismo moderno in cui non cambia molto chi è al governo. La sostanza è che le scelte di fondo rimangano favorevoli al libero mercato. Ed è quanto basta. Sono preparati e determinati, vanno incoraggiati. Certo, sulle riforme, la Germania ha dieci anni di vantaggio». Come può essere favorita la ripresa economica? «Per esempio lanciando programmi d'investimento su larga scala». Con quali finanziamenti? «Anche aumentando un po' il debito». Condivide la proposta di utilizzare eurobond? «L'idea è buona, ma l'argomento è complicato e in Europa manca l'accordo. Sul mercato, invece, c'è una liquidità enorme, disponibile per progetti interessanti». C'è da preoccuparsi per le sbandate delle Borse? «Fare previsioni è sempre molto difficile e, quando si rileggono, sono spesso disattese. Ma oggi mancano alternative e gli investimenti rimarranno sull'azionario». Perché è ottimista? «Le società quotate stanno molto meglio di tre, cinque anni fa e non ci sono segnali di crisi strutturale dei mercati». 20

18 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 9 (diffusione:619980, tiratura:779916) Perché avete nominato Paolo Scaroni, l'ex amministratore delegato Eni, in Rothschild group? «Sono stato diversi anni con lui nel board della banca olandese Abn Amro. E' molto professionale, brillante, sofisticato, con un network di relazioni internazionali nell'energia che pochi hanno. Porterà un contributo importante alle nostre attività internazionali». RIPRODUZIONE RISERVATA Armoniz-zare la fiscalità Ue? Il sistema, in fondo, sopravvive ugualmente 21

19 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 13 (diffusione:619980, tiratura:779916) La Nota LA DEBOLEZZA DELL'EUROPA AIUTA A TROVARE UNA VIA D'USCITA La voce grossa La strategia della voce grossa e l'appoggio del Quirinale aprono una breccia nel partito dell'austerità guidato dalla Germania Massimo Franco Il compromesso, forse, sta prendendo forma. E quando nelle prossime ore il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, spiegherà per iscritto all'europa come pensa di correggere la legge di Stabilità, il problema potrebbe essere già quasi risolto. Per quanto azzardata, la «strategia della voce grossa» di Matteo Renzi sembra aver funzionato al Consiglio Ue. Il risultato non c'è ancora ma il presidente del Consiglio può tornare in Italia con l'aria del vincitore. Gli avvertimenti della Commissione sull'eccesso di spese rimangono; bilanciati, però, dalla volontà di trovare una via di mezzo tra la correzione dello 0,5 per cento chiesto da Bruxelles e lo 0,1 di Palazzo Chigi. Si parla di un salomonico 0,3, frutto di una trattativa ruvida. Le nazioni nordeuropee continuano a dichiarare che ogni Paese deve rispettare i vincoli imposti dai trattati. Il comandamento, però, è stato indebolito dal «no» esplicito della Francia e da un mezzo arretramento del fronte dell'austerità: almeno nell'immediato. La parola d'ordine della ripresa e della crescita, abbinata a 300 miliardi di euro di investimenti, ha reso lo sfondo diverso dal passato. Le concessioni che il governo starebbe per ottenere sono legate alla realizzazione delle riforme promesse. Padoan pensa probabilmente a questo, quando spera che in Parlamento la legge di Stabilità sia migliorata ma «non ci sia uno stravolgimento». D'altronde, quando ieri gli è stato chiesto se esiste una questione Italia in Europa, il premier ha risposto che «c'è anche una questione Europa in Italia». E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha offerto di nuovo una sponda a Palazzo Chigi, sostenendo che «è grave ci si accapigli tutti quanti - competenti, meno competenti e per nulla competenti - sullo 0,1 per cento». È stato un invito a riprendere in mano le ragioni dell'integrazione europea, senza sacrificarle sull'altare dei soli numeri. Il tentativo, pare riuscito, è di spostare la discussione dalle questioni tecniche a quelle politiche, perché «le risorse per trovare la soluzione sono ampiamente a portata di mano», ha ribadito Renzi. È in nome di questo primato politico che sono potuti passare in secondo piano il pasticcio del mancato «via libera» della Ragioneria generale dello Stato alla legge di Stabilità; e una certa confusione. Se il risultato sarà quello annunciato ieri, la stessa accusa a Napolitano di avere firmato un testo impresentabile, rivoltagli da FI, va ridimensionata. E la reazione di giovedì del presidente del Consiglio alla lettera della Commissione, apparsa scomposta ed eccessiva, riletta su questo sfondo. «La decisione sarà presa la settimana prossima», insiste il presidente della Commissione uscente José Manuel Barroso: come se nulla fosse ancora deciso sull'italia. «Non si viene qui a prendere lezioni o reprimende», avverte Renzi. Forse, la trattativa non è ancora chiusa. RIPRODUZIONE RISERVATA 22

20 25/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 22 (diffusione:619980, tiratura:779916) Eni, altri indagati. «Tangenti da 197 milioni» Due manager chiamano in causa l'ex amministratore delegato Scaroni per i soldi versati a politici algerini L'accusa: «Saipem pagò il ministro dell'energia e un manager petrolifero». Chiesto l'incidente probatorio Luigi Ferrarella MILANO Due indagati ex manager di Saipem puntano il dito contro l'ex amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni al punto che la Procura di Milano chiede al giudice delle indagini preliminari di cristallizzare le loro dichiarazioni accusatorie in un «incidente probatorio», cioè in una sorta di anticipazione di un segmento di dibattimento nel quale Pietro Varone e Tullio Orsi potranno essere controinterrogati dai difensori delle altre cinque persone - nonché delle due persone giuridiche Eni e Saipem, pure loro indagate - che anche sulla scorta delle loro parole, oltre che delle rogatorie internazionali, sono accusate dai pm milanesi di corruzione internazionale: e precisamente di aver tra il 2007 e il 2010 fatto pagare alla Saipem 197 milioni di tangenti a politici e burocrati dell'algeria (su conti a Dubai, Libano e Svizzera) per assicurare alla società controllata dal cane a sei zampe contratti petroliferi del valore di 8 miliardi di euro, che alla fine del 2012 avevano fruttato un profitto netto (prima delle imposte) di un miliardo di euro. Assieme a Scaroni (e ovviamente a Orsi e Varone) risultano indagati Alessandro Bernini, direttore finanziario di Saipem sino all'agosto 2008 e poi di Eni sino a dicembre 2012; Antonio Vella, già responsabile Eni per il Nord Africa; Pietro Tali, tra il 2007 e 2012 presidente e amministratore delegato di Saipem; Farid Bedjaoui, il fiduciario algerino (con base a Dubai) dei politici algerini ritenuti corrotti; e il suo braccio destro Samyr Ouraied. Rogatorie condotte non solo in Algeria ma anche in Libano consentono ai pm Fabio De Pasquale, Sergio Spadaro e Isidoro Palma di individuare, come destinatari delle tangenti intermediate da Bedjaoui, l'allora ministro dell'energia algerino, Chekib Kelil; il capo di gabinetto dell'ente petrolifero statale algerino (Sonatrach), Rèda Hemce, al quale viene ricondotto ad esempio un conto con 1,7 milioni di dollari sulla Banque Privée Edmond Rothschild di Ginevra; e un soggetto qualificato dai pm come «faccendiere» per conto sempre dell'entourage del ministro, Omar Habour, di cui a Beirut è stato afferrato il filo di un conto da 34,3 milioni di dollari presso la Banca Audi Saradar. I pm stilano per la prima volta una formale imputazione di corruzione internazionale contro Scaroni, di cui vengono evidenziati gli «incontri informali» organizzati da Tali e Varone, grazie all'intermediazione di Bedjaoui, «a Parigi e Vienna con il ministro dell'energia»; e sempre delle tangenti si sarebbe discusso anche in altri «incontri riservati all'hotel Bulgari di Milano» con Bedjaoui, Bernini, Varone e Orsi. In questa inchiesta sulle tangenti Saipem in Algeria non è indagato l'attuale amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che invece lo è nell'altra indagine aperta su tangenti Eni a politici della Nigeria. Giuseppe Guastella RIPRODUZIONE RISERVATA 8 Miliardi Il valore dei contratti L'ex L'ex amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, è anche indagato nell'ambito dell'inchiesta per corruzione internazionale su una presunta maxi tangente per l'acquisto della concessione di un giacimento in Nigeria 23

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