Černobyl e Fukushima. Eugenio Bolley

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1 Černobyl e Fukushima Eppure i prati hanno il verde variegato di sempre, il paesaggio immobile con le nevi in alto che si sciolgono, rendono questa tarda primavera simile a quella degli anni passati. Ma qualcosa si è rotto e il mio rapporto con l ambiente si è fatto più difficile: sono arrivati i barbari silenziosi ed io indifeso non li posso combattere. Ma mi consola la parola : Cristo è risorto dai morti. Eugenio Bolley

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3 Comune di Bardonecchia Consolato Generale del Giappone a Milano Tsunami Nucleare Omaggio alle vittime di Fukushima Bardonecchia 3-31 Agosto 2013 Palazzo delle Feste

4 Tsunami Nucleare Omaggio alle vittime di Fukushima 3-31 agosto 2013 Palazzo delle Feste, Piazza Valle Stretta, 1 BARDONECCHIA Mostra a cura di Comune di Bardonecchia Testo critico a cura di Renata Pisu Segreteria Assessorato alla Cultura del Comune di Bardonecchia Immagini Le foto scattate in Giappone sono di Atsushi Mifune, Atsushi Mori, Fuji Susumu, Giorgio Donetti e Bolley. La foto che riprende Bolley a Ginevra è di Simone Passerin. Le foto recenti di Bolley sono di Renzo Miglio e Alberto Donnet. La foto della megabici è di Marco Visconti Impaginazione e stampa L Artistica Savigliano Le opere di Bolley sono visibili sui seguenti siti internet: Un particolare ringraziamento ai Signori Blanchet, Marco Isidori, Fabrizio Valentini e Marco Visconti Nella foto in alto: il dott. Atsushi Mifune, Direttore Generale dello Spazio Institute di Tokyo durante una sua visita a Bardonecchia Sotto: Bolley ancora chiomato per le vie di Tokyo

5 La mostra Omaggio alle vittime di Fukushima di Eugenio Bolley propone due temi che ritengo particolarmente importanti nella società attuale: il primo è quello della solidarietà, il secondo è quello artistico-sociale del confronto con l altro, con ciò che socialmente e culturalmente è lontano dal modello dominante. In questa bella esposizione delle opere, che il maestro Bolley ha realizzato in parte durante il suo soggiorno in Giappone, troviamo molte rappresentazioni del Fuji, che evocano in modo nuovo gli antichi kami, cioè le mitiche divinità nipponiche e gli spiriti ancestrali, e costringono lo spettatore a confrontarsi con il diverso e con un modo nuovo di concepire la realtà e l arte. La parte più copsicua delle opere è però incentrata sull evento Tzunami nucleare, che ha causato vittime e sinistrati. Le tematiche di questi lavori hanno lo scopo di valutare criticamente le, non sempre condivisibili, scelte operate dai nuovi apprendisti stregoni, che di fronte all imprevedibile non sanno poi come districarsi se non affidandosi all azione eroica di qualche centinaio di volontari come Masao Yoshida, direttore dell impianto nucleare, deceduto per cancro all esofago il 9 Luglio scorso. Il libro di Pio D Emilia I trenta giorni che sconvolsero il Giappone, dedicato a Fukushima, e la ricca documentazione fotografica che illustrano in sequenza il disastro, sono serviti a Bolley, come già con Il Mangianuvole, a denunciare e far conoscere a chi di nulla si accorge che certe scelte vanno testate, condivise e, se e` il caso, rifiutate. Il singolare percorso che possiamo intraprendere attraverso le visioni di Bolley ci coinvolge in nuovi meccanismi di emozioni e conoscenza di un estremo oriente che se da una parte ci affascina e stupisce, spingendoci al confronto con l impalpabile assonanza della tradizione giapponese che in modo lieve unisce guerrieri e asceti, artisti e giardinieri, dall altra ci sconvolge con la drammaticità degli eventi contemporanei. È quindi su questo terreno che l arte diventa uno strumento per crescere, conoscersi e avere una visione più allargata della vita. Nella convinzione che la cultura e la conoscenza siano i migliori strumenti per sconfiggere i pregiudizi e il rischio dell indifferenza di fronte alle grandi tragedie del mondo, il Comune di Bardonecchia ha sostenuto e patrocinato questa iniziativa a cui augura il successo che merita. Roberto Borgis Sindaco di Bardonecchia 5

6 Sommario TSUNAMI NUCLEARE di Renata Pisu pag. 7 opere » 11 biografia » 43 hanno scritto di lui » 54 SERVIZI RADIOTELEVISIVI » 55 contributi critici » 56 Il primo studio di Bolley a Kawaguchi-Ko 6

7 Tsunami Nucleare lungo hanno pianto gli urogalli e le farfalle, le chocho, che Bolley nei A suoi giorni di eremita in Giappone inseguiva per sentieri scoscesi: a lungo hanno pianto nei giorni terribili della catastrofe del nucleare, figlia del terremoto e dell onda dello tsunami, e ancora piangono oggi, creature di verità e di fantasia, disegnate dal pittore che un amico giapponese ha descritto come un mistico naif, un folle buono. Che il Giappone avesse potuto tanto intristirsi e soffrire, Eugenio Bolley non poteva immaginarlo quando, più di venti anni, fa rimase folgorato dall indicibile della sua esperienza giapponese e si impegnò a dipingere i pensieri e le associazioni di senso che quel paesaggio e quell ambiente gli suggerivano. Così, con i segni ha impostato il suo discorso, tutto grafico, tutto sognato. Ma sogni così poteva farli soltanto in una casetta alle pendici del monte Fuji dove ha vissuto l estasi di ritrovare un paesaggio a lui consueto, alberi, silenzio, verde, filtrato dai colori di una favola esotica, punteggiato qua e là dagli ideogrammi di una scrittura arcana. E poi, quando l onda cattiva si è abbattuta sul Paese del Sol Levante, la terra ha tremato, le navi sono state sbriciolate nel mare, gli uomini sono diventati pesci e tartarughe, ecco che Bolley ha rivisitato con angoscia il suo sogno, la sua favola del Giappone che è stato ferito e contaminato. Ancora con i suoi segni grafici,niente meglio di un disegno può raccontare la tragedia. Penso all immagine dell onda del Maestro Hokusai, colta nell attimo in cui si è appena sollevata e sta per rovesciarsi, con la schiuma sulla cresta che pare un enorme bocca dentata, con la forza cieca di un animale feroce che si è fatto belva acquatica. Fukushima come Hiroshima, come Nagasaki. Gli atomi nei disegni di Bolley sono frecce panciute nere e rosse che percorrono un cielo grigio. Il Fuji è lontano, così intitola una delle sue composizioni: in primo piano ecco la 7

8 centrale, mastodonte di metallo, sullo sfondo il cono della montagna sacra del Giappone, un vulcano della natura che mai ha seminato tanta morte e distruzione come i nuovi vulcani dell uomo. Sulla centrale nucleare, in questa come in altre immagini, la bandiera del Giappone non appare come un rettangolo ma è dimezzata, ridotta a triangolo, è spezzato il sole rosso, simbolo di un paese che ha il sole nel nome. In giapponese il nome è infatti Ni-pon, ni che significa sole e pon che vuol dire radice. Il sole che sorge, il Sol Levante. Così. in queste immagini, Bolley racconta la catastrofe, ne riassume il senso fissando l emozione di momenti che altrimenti rischiano di disperdersi, sommersi dalla marea della narrazione in cui si rischia di perdere l autenticità dell emozione che viene prima di ogni altra cosa. Invece bisogna continuare a emozionarsi per ricordare piangendo. E pregando. Il 6 agosto del 1987, quando Bolley viveva sulle pendici del Fuji, ha ricordato la tragedia dei morti di Hiroshima proprio nel giorno in cui quarantadue anni prima fu sganciata la bomba atomica sulla città. Si è inginocchiato assieme al guardaboschi Susumu e alla moglie di lui Hiromy, si sono tenuti per mano e hanno osservato un minuto di silenzio. Proprio non credeva Bolley che l atomo avrebbe colpito ancora il Giappone. Eppure così è stato. Renata Pisu* * Nota sinologa, è stata corrispondente da Tokio e inviato speciale in Cina per il quotidiano La Stampa di Torino. 8

9 Nella foto in alto: il Fujiyama visto da Kawaguchi-Ko Sotto da sin.: La visita gradita di Giorgio Donetti e Reiko Kithata A destra: il pittore Atsushi Mori con la figlia Kejo, sullo sfondo il Fujiyama coperto di nuvole A lato: Tetsuro Hito con la moglie, Renata Pisu e Giorgio Donetti 9

10 Nella foto in alto. Bolley con Tetsuro Hito e Atsushi Mifune, rispettivamente Presidente e Direttore Generale della Spazio Institute di Tokyo, negli uffici della sede centrale Sotto: Fujii Susumu-San, addetto alla griglia con il falegname Kobaiachi A destra: foto di gruppo 10

11 OPERE

12 Il Fujiyama visto dal lago di Kawaguchi-ko 1987 (K), acrilico su masonite mm 756 x 567 Il galante Fujii Susumu-San 1987 (K), collage mm 291 x 232 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Il giardino delle parole, Museo e Pina coteca Comunale, Macerata, dal 14 al 26 luglio 1990 Espace Banca Monte Paschi Belgio Bruxelles,

13 Il samurai con chòchò 1987 (K), collage e china mm 363 x 259 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio Bruxelles, 2005 Il samurai Okuma 1987, collage, china e pastelli mm 363 x 259 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio Bruxelles,

14 Tako, chòchò, hoshi e tsuki 1987 (K), China e acquerello mm 321 x 300 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 Omaggio a Renata Pisu 1987 (K), china, pastelli e acquerelli mm 272 x 248 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

15 Tra le nuvole di Hokusai 1987 (K), china e acquerello mm 348 x 343 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Espace Banca Monte Paschi Belgio Bruxelles, 2005 Tako, hoshi e tsuki 1987 (K), china e acquerello mm 400 x 300 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Espace Banca Monte Paschi Belgio Bruxelles,

16 Fujiyama, chòchò, tako, tsuki e hoshi 1987 (K), china e acquerello mm 400 x 300 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 Hashi e chòchò 1987 (K), china e acquerelli mm 195 x 127 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

17 Omaggio a Hokusai 1987, china e acquerello mm 445 x 405 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 Segni antichi 1987 (K), china, acquerelli e pastelli mm 320 x 240 Esposizioni: Bolley. Viaggio nella memoria, Galleria Ashanti, Roma, Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

18 Nuvola sul Fuji 1987 (K), china e acquerelli mm 400 x 300 Esposizioni: Bolley. Colors: des del Japò al Principat d An dorra (obre sobre paper del periode Ja pones), Centre Cultural del Comù d Escaldes-Engor dany, Principat d Andorra, dal 7 al 31 d octubre Bolley. Appunti di viaggio, Centro Culturale Valdese, Torre Pellice (To), dal 27 luglio al 31 agosto Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 L albero del Fuji, con chòchò 1988, china e acquerello mm 400 x 300 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

19 Parole tra le pietre. Omaggio a Gianni Vattimo 1987 (K), china e pastelli mm 380 x 350 Esposizioni: Favole giapponesi, Fògola Galleria Dantesca, Torino, Favole giapponesi, Galleria Saporito, Alba (Cn), Bolley. Colors: des del Japò al Principat d Andorra (obre sobre paper del periode Japones), Centre Cultural del Comù d Escaldes-Engordany, Principat d Andorra, dal 7 al 31 d octubre Bolley. Appunti di viaggio, Centro Culturale Val dese, Torre Pellice (To), dal 27 luglio al 31 agosto Bolley. Viaggio nella memoria, Galleria Ashanti, Roma, Bolley. Affabulandoirottami e isegnidelmondo, Civica Galleria d Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice (To) dal 13 novembre 2004 al 26 febbraio Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 La grande nuvola del Fuji 1987 (K), china e acquerello mm 380 x 350 Esposizioni: Favole giapponesi, Fògola Galleria Dan tesca, Torino, Favole giapponesi, Galleria Saporito, Alba (Cn), Bolley. Colors: des del Japò al Principat d Andorra (obre sobre paper del periode Japones), Centre Cultural del Comù d Escal des-engordany, Principat d Andorra, dal 7 al 31 d octubre Bolley. Appunti di viaggio, Centro Cul turale Valdese, Torre Pellice (To), dal 27 luglio al 31 agosto Bolley. Viaggio nella memoria, Galle ria Ashanti, Roma, Bolley. Affabulandoirottami e isegnidelmondo, Civica Galleria d Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice (To) dal 13 novembre 2004 al 26 febbraio Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

20 Chòchò 1987 (K), china e acquerelli mm 180 x 130 Esposizioni: Favole giapponesi, Fògola Galleria Dantesca, Torino, Favole giapponesi, Galleria Saporito, Alba (Cn), Bolley. Colors: des del Japò al Principat d Andorra (obre sobre paper del periode Japones), Centre Cultural del Comù d Escaldes-Engordany, Principat d Andorra, dal 7 al 31 d octubre Bolley. Appunti di viaggio, Centro Culturale Valdese, Torre Pel lice (To), dal 27 luglio al 31 agosto Bolley. Viaggio nella memoria, Galleria Ashanti, Roma, Bolley. Affabulandoirottami e isegnidelmondo, Civica Galleria d Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice (To) dal 13 novembre 2004 al 26 febbraio Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 Notturno sul Fujiyama 1988, china e acquerello mm 375 x 375 Esposizioni: Bolley. Anche la farfalle fanno pipì, Biblioteca Civica Internazionale, Bordighera (Im), Bolley. Viaggio nella memoria, Galleria Ashanti, Roma, Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

21 Segni sulla neve 1977, china su carta a mano mm 430 x 365 Esposizioni: Favole giapponesi, Fògola Galleria Dante sca, Torino, Favole giapponesi, Galleria Saporito, Alba (Cn), Bolley. Colors: des del Japò al Principat d An dorra (obre sobre paper del periode Ja pones), Centre Cultural del Comù d Escaldes- Engor dany, Principat d Andorra, dal 7 al 31 d octubre Bolley. Appunti di viaggio, Centro Culturale Valdese, Torre Pellice (To), dal 27 luglio al 31 agosto Bolley. Viaggio nella memoria, Galleria Ashanti, Roma, Bolley. Affabulandoirottami e isegnidelmondo, Civica Galleria d Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice (To) dal 13 novembre 2004 al 26 febbraio Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles, 2005 Bolley-San a Kawaguchi-ko vestito da samurai Ritratto dal pittore Atsushi Mori (K), pastello su cartone mm 337 x 250 Esposizioni: Espace Banca Monte Paschi Belgio - Bruxelles,

22 Fukushima, Tsunami nucleare 2011, china e pastelli mm 400 x 300 Senza titolo 2012, china mm 320 x

23 Centrale atomica 2012, china e pastelli mm 330 x 240 Tako sul Fuji 1987 (K), china e pastelli mm 250 x

24 Fukushima e l arca nucleare 2011, china e pastelli mm 297 x 210 Il grande , china e pastelli mm 250 x

25 Era meglio quando l energia era prodotta dal vento 1987 (K), china e pastelli mm 269 x 209 Fukushima aiuto aiuto 2011, china e pastelli mm 180 x

26 Tako e sole nero 1987 (K), china e pastelli mm 205 x 145 La montagna del samurai 2011, china mm 244 x

27 Tako 1987 (K), china e pastelli mm 175 x 130 Fukushima, un anno dopo 2012, china e pastelli mm 235 x

28 Fukushima 2011, china e pastelli mm 175 x 130 La grande fiammata 2011, china e pastelli mm 250 x

29 Fukushima, il grande uccello 2011, china e pastelli mm 250 x 174 Centrale eolica per respirare pulito 2012, china mm 245 x

30 Il dragone rosso 1988, china e pastelli mm 250 x 175 Fuji, luna e bambù 1987, china e pastelli mm 320 x

31 Pietre laviche 1987 (K), acquarello e china mm 304 x 238 Senza titolo 1989, china e pastelli mm 175 x

32 Quando si gioca con l atomo 1987 (K), china e pastelli mm 205 x 135 Stella, nuvole e tako 2012, china e pastelli mm 176 x

33 Sonde spaziali, buchi neri e fossile 1987, china e pastelli mm 205 x 145 Fukushima: il Fuji è lontano 1987 (K), china mm 250 x

34 Il grande pilone di Kawaguchi-ko 1988, china e pastelli mm 219 x 140 Bambù a Kawaguchi-ko 1988, china e pastelli mm 250 x

35 Il 5 ripetuto di Fujii Susumu-San 1987, china e pastelli mm 205 x 145 Fukushima è solo l inizio 2011, china e pastelli mm 250 x

36 Il Fujiyama e le centrali atomiche 2012, china e pastelli mm 235 x 175 Tako, stella e mangianuvole 1988, china e pastelli mm 250 x

37 Sulle pendici del Fuji 2001, china e pastelli mm 212 x 155 Cinquantacinque 1988, china e pastelli mm 175x

38 Quando ancora sul Fujiyama, esistevano gli Urogalli primigeni 1998, china e pastelli mm 208 x 268 Le pietre del Fuji 1987 (K), china e pastelli mm 330 x 228 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone,

39 Mutazione genetica 2011, serigrafia, china, acquerelli e pastelli mm 497 x 500 La torre instabile 1987 (K), china, acquerelli e collage mm 540 x 360 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone,

40 Il poeta e il Fuji proiettato 1987 (K), china e collage mm 725 x 515 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 I giochi di Keiko e di Idemi 1987 (K), collage mm 360 x 350 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone,

41 Il grande samurai 1987 (K), china e collage mm 515 x 365 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Una cascata di numeri 1987 (K), collage mm 540 x 360 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone,

42 Fuji (K), china, acquerelli e collage mm 515 x 365 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone, 1987 Fuji futurista 1987 (K), collage mm 515 x 365 Esposizioni: Sede Centrale della Fukuoka Sogo Bank - Fukuoka, Giappone, Museo Maruey Hyakka -Ten - Nagoya, Giappone,

43 Biografia Eugenio Bolley a tre anni Eugenio Bolley è nato a Gap (Francia), vive e lavora a Bardonecchia dal 1973, in via Melezet, 29. Dai suoi esordi, che risalgono alla fine degli anni Sessanta, ha realizzato in Italia e all estero oltre centoventi mostre tra personali e collettive. Tra le sue mostre, fortemente caratterizzate da un tema sociale, la galleria Quaglino Incontri di Torino promuove, nel 1972, un esposizione dal titolo emblematico, Il Mangianuvole. È forse la prima volta, in Italia ma anche all estero, che viene affrontato in pittura il tema dell inquinamento atmosferico (testo di presentazione di Albino Galvano). Queste, ed altre opere che trattavano il problema del degrado ambientale, furono poi presentate a Roma nella Galleria Ferro di Cavallo. Sempre nel 1972 il Mangianuvole lasciano l Italia per approdare oltre Manica, presso la Fondazione Bertrand Russel di Londra, in occasione del Bertrand Russel Centenary, International Art Exhibition and Sale. Nel 1975, nelle sale del Palais des Congrès di Aix-en-Provence (Francia), viene allestita la mostra Bolley paint sur deux versaints. Queste opere saranno poi presentate nel Centre d Animation Maison des Jeunes et de la Culture di Cavaillon, e infine presso la Galerie des Maîtres Contemporains, sempre ad Aix-en-Provence. Nell estate dello stesso anno espone nel Museo Pinacoteca San Francesco della Repubblica di San Marino. I testi di presentazione di queste mostre furono firmate da Ernesto Caballo e Renzo Guasco. Alla fine degli anni Sessanta inizia anche un ampia ricerca sul segno. Su queste tematiche, gli editori Priuli & Verlucca pubblicano il libro L evoluzione del segno, che raccoglie quaranta riproduzioni di disegni a china e pastello. La pubblicazione, preziosamente curata, ha una tiratura di centocinquanta copie numerate e firmate; il libro sarà integrato da un incisione ad acquaforte con testo a firma di Giorgio Calcagno e Stefano Reggiani. Agli inizi del 1980, mentre continua a sviluppare una ricerca sempre più orientata a massificare il segno, inizia ad 43

44 Vista aerea di Kawaguchi-Ko sulle pendici del Fujiyama dove Bolley ha soggiornato tre mesi nella casa indicata dalla freccia Foto scattata da Bolley a Tokyo il 7 luglio 1987, a Renata Pisu allora corrispondente de La Stampa e al dott. Atushi Mifune direttore generale dello Spazio Institute A destra: Bolley con Fujii Susumu-San a Kawaguchi-Ko 44

45 Disegno raffigurante Bolley-San vestito da antico samurai, realizzato dal pittore Atsushi Mori su di un tovagliolo piegato (25 luglio 1987) assemblare vecchi attrezzi soprattutto in uso presso la civiltà montano-contadina; dall accorta composizione di questi ferri ormai in disuso nasceranno i mitici Urogalli. Queste ed altre opere desteranno l interesse degli scrittori Primo Levi e Mario Rigoni Stern, ma anche del fisico Tullio Regge e di tanti altri intellettuali. Nel 1981 realizza un manifesto per pubblicizzare la mostra libraria Scienza e tecnica in Francia presso il Politecnico di Torino. L allestimento fu curato dall Office de Promotion de l Edition Française, dell Unipresse e dal Centre Culturel Franco-Italien di Torino. Nel 1983 Bolley viene invitato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini a cui dona il quadro Tutti gli uomini del re. Quest opera faceva parte di un ciclo legato alla dittatura khomeinista e ad altri sistemi totalitari esistenti in quegli anni nel mondo; in questo quadro compare una ringhiosa figura antropomorfa che sovrasta segni normali e succubi. Sempre nel 1983, in collaborazione con l autosalone Zuar-Car di Torino, allestisce una mostra dal titolo Volvo Arte : gli Urogalli vengono collocati tra le automobili. In questa circostanza vengono donati da Volvo Italia all ingegner Nuccio Bertone e all allora presidente della Volvo, Thomas Malm, i loro ritratti che erano stati eseguiti in precedenza da Bolley mediante papier collè. La presidenza della Regione Piemonte, nel 1985, gli organizza una mostra dove vengono esposte per la prima volta le Teste rosse, gli Urogalli e un ampia rassegna di opere legate al segno. Questa mostra, oltre a molte recensioni sulla stampa nazionale e a un servizio di Liliano Frattini per il telegiornale di Raiuno, desterà anche l interesse di Enzo Ferrari e sarà visitata da Primo Levi, a cui era stata dedicata. Il testo di presentazione è firmato da Paolo Fossati. Nel 1987 soggiorna tre mesi a Kawaguchi-Ko sulle pendici del Fujiyama su invito dello Spazio Institute di Tokyo, uno dei più importanti centri di ricerca grafica del Giappone. Le opere realizzate in Giappone saranno esposte nel 1988 in alcuni spazi pubblici nelle città di Nagoya, Fukuoka e Tokyo, sotto il patrocinio dell Associazione Italo-Giapponese e della Fukuoka Sogo Bank, per la quale realizza il calendario per l anno 1988, stampato in due milioni di esemplari. Nel 1988 disegna e costruisce una macchina-scultura in ferro e legno, Omaggio a Enzo Ferrari l auto che non correrà mai. Per l occasione la Regione Piemonte pubblica un prezioso catalogo con testi del Presidente Vittorio Beltrami, Sergio Pininfarina, Gianpaolo Ormezzano, Ferruccio Barnabò, Angelo Dragone, Pierluigi Berbotto e Angelo Mistrangelo, con una serie di fotografie che illustrano le fasi costruttive dell opera, poi collocata definitivamente nel Palazzo della Regione in piazza Castello a 45

46 Bolley con dei militari giapponesi durante una esercitazione sul monte Fuji Torino. Nel 1989 l artista diventa stilista disegnando vestiti Bolley s Geometric an Traces - Introduces Linea Alex : vestiti prêtà-porter realizzati con tessuti stampati, riproducenti i segni che caratterizzano il lavoro di Bolley, eseguiti in esclusiva per la casa di moda torinese. La collezione sarà poi presentata con sfilate a Torino, Milano, Tokyo, Osaka e Singapore. Nel 1990 la città di Macerata gli dedica nel Museo Pinacoteca comunale una mostra antologica dal titolo Il giardino delle parole. (Presentazione di Lucio Cabutti). Nel 1991 presenta presso la Galleria Biasutti di Torino Il giardino della musica. Questi quadri, sempre legati alla ricerca segnica, hanno come elemento dominante i segni musicali: crome, biscrome, chiavi di violino ecc. (Presentazione di Paride Chiapatti). Nel 1992, su invito della presidenza del Lioness Club Moncalieri Castello, illustra ventuno racconti scritti da alcuni dei maggiori scrittori italiani, tra cui Giorgio Calcagno, Guido Ceronetti, Roberto Gervaso, Lorenzo Mondo, Nico Orengo, Mario Rigoni Stern, Antonio Spinosa, Mario Soldati, ecc... I racconti saranno raccolti e pubblicati in un libro dal titolo Tavolozza di favole. Nel 1993 inizia a costruire i Segnatempo (orologi-sculture); queste opere saranno poi esposte per la prima volta presso la Biblioteca Civica A. Arduino di Moncalieri (10 ottobre gennaio 2003). Nelle sale della Galleria La Bussola, a Torino, nel 1994 conclude il ciclo dei Giardini 46

47 segnici con la mostra Alfabeto per una nuova Babele.(Testo di Lorenzo Mondo). Nel 1995 al Centro culturale valdese di Torre Pellice (Torino) viene allestita una mostra di dipinti dal titolo Dal silenzio originario ai segni (Testo di Giorgio Calcagno). L opera Il bosco di Ez, presentata in quell occasione, viene scelta dal Prof. Claudio Canuto, responsabile del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Torino, per essere riprodotta sul manifesto pubblicato in occasione del convegno internazionale Recent Advances in Numerical Methods for Partial Differential Equations. Nel 1996 realizza i tredici quadri (12+1) che serviranno ad illustrare il calendario ufficiale della Rai, stampato in trentamila copie. Sempre nel 1996 espone queste opere in un unica mostra, presso la Galleria Arte Tre di Trieste, unitamente ad altre ventuno servite per illustrare il già citato libro Tavolozza di Favole (Testo di Paolo Gallarati). In quella circostanza il poeta Edoardo Sanguineti dedica al lavoro di Bolley una poesia che l artista elabora graficamente, l acrostico dal titolo Sestina, che sarà poi pubblicata nel catalogo e nella raccolta Corollario edita da Feltrinelli. Nel 1997, in occasione dei Mondiali di sci del Sestriere, costruisce per conto delle Ferrovie dello Stato e del Comune di Oulx la scultura mobile Testa rossa, in acciaio e alluminio, collocata in pianta stabile presso la stazione ferroviaria di Oulx (Torino). Con lo stesso materiale, ma con sostanziali differenze formali, costruisce una seconda Testa rossa che gli viene commissionata dal Comune di Sauze d Oulx per essere collocata nella piazza centrale del paese, a ricordo dell avvenimento mondiale. Per l occasione, due sue opere grafiche, verranno stampate su commissione della Comunità Montana Alta Valle di Susa e l Apt Valsusa, e donate agli atleti e alle autorità presenti in valle in occasione dei Mondiali di sci. Il testo di presentazione delle due cartelle è firmato dalla Prof.ssa Evelina Bertero, sindaco di Oulx. Per il cinquantenario dell Unicef illustra e realizza una T-shirt, che sarà messa in vendita per fini umanitari, in collaborazione con i Servizi di Stazione delle Ferrovie dello Stato. Anche la Rai gli commissiona alcune, T-shirt, che verranno stampate con l illustrazione Notturno dall Italia, tratta dal calendario di cui sopra. Su invito della Rai, il 26 maggio 1997 partecipa al programma Uno Mattina. In quella circostanza presenta Gli Urogalli: le vecchie cose tornano d attualità. La Direzione generale dei Monopoli di Stato pubblica l opera L Albero di Neve per illustrare il Gratta e vinci - Bingo! stampato in trecento milioni di esemplari, più due milioni di locandine. Per lo Zonta Club Torino 2 illustra la Remember Card n. 5. Segnalibro d autore. Con lo stesso soggetto viene realizzata un opera grafica colorata a mano con colori ad acquerello. La finalità della vendita avrà carattere umanitario. Nel 1998 presso il Centre des Congrès Le Manège di Chambéry (Francia) viene alle- La grande bicicletta rosa e blu realizzata da Bolley in occasione del 14ª tappa del Giro d Italia

48 Bolley escursionista tra le montagne dell Alta Val Susa stita con finalità didattica la mostra Anche gli Urogalli vanno all Università. La manifestazione rientra nel progetto La scuola del vicino - L école du voisin, organizzata dal Provveditorato agli Studi di Torino e dal Rectorat d Académie de Grenoble nell ambito del programma Interreg Cee. Sotto il patrocinio delle Province di Torino, di Asti e di Biella, Bolley partecipa in qualità di esperto e collabora allo svolgimento dei lavori nel laboratori-atelier Scienze e Arti. Nel 1999 illustra per la Torveca di Vigevano, con elementi segnici caratterizzanti il suo lavoro, una serie di sei tazzine da caffè (a scopo benefico) che saranno poi prodotte dalla Ipa di Usmate (Milano). Ancora nel 1999 espone presso il Centre Cultural del Comù d Escaldes-Engordany, nel Principato di Andorra, nella mostra Colors: des del Japò al Principat d Andorra, testo di presentazione di Paolo Gallarati. Nella prospettiva delle Olimpiadi del 2006 realizza una significativa opera riproducente molti tratti caratterizzanti la valle di Susa. Questo quadro sarà poi riprodotto mediante stampa serigrafica, con una tiratura limitata, per conto della presidenza della Provincia di Torino. Nel 2000 inizia a costruire, sempre usando sofisticati materiali di recupero (valvole in bronzo, rubinetterie, vecchi ferri da stiro, ecc.), il ciclo degli elicotteri. Nel periodo della mostra Omaggio alla Valle di Susa, organizzata dal Comune di Bardonecchia presso il Palazzo delle Feste durante le vacanze di Natale, viene presentato il volume Dal silenzio ai segni, con testo introduttivo del giornalista de La Stampa, Giorgio Calcagno. Le quaranta opere riprodotte, che illustrano il libro, erano state realizzate per la maggior parte durante il soggiorno dell artista in Giappone nel Nella primavera del 2001, in collaborazione con un gruppo di Anziani Ferrero, realizza una scultura-elicottero di grandi dimensioni che resterà stabilmente presso la Fondazione Ferrero. L opera, alta circa 4,5 m, è esposta con altre cento opere nella mostra personale L elicotterorosa, allestita nella sede della Fondazione Ferrero di Alba. L esposizione e Momenti n. 5, firmato da Francesco Poli, sono dedicati alla memoria di Arturo Buccolo, valente collaboratore della Fondazione, pre- 48

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