FONDI INVESTITORI SGR. Relazioni Semestrali al 30 giugno 2011

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1 FONDI INVESTITORI SGR Relazioni Semestrali al 30 giugno

2 PREFAZIONE Il presente fascicolo, che riguarda le Relazioni Semestrali al 30 giugno 2011 dei Fondi comuni di investimento mobiliare aperti armonizzati di diritto italiano appartenenti al Sistema Investitori gestiti da INVESTITORI SGR S.p.A., è redatto in conformità alle istruzioni dell'organo di Vigilanza e si sviluppa nelle seguenti sezioni: Parte Prima Contiene la Relazione degli Amministratori con le Considerazioni Generali comuni a tutti i Fondi del Sistema Investitori. Parte Seconda Contiene le Note Illustrative specifiche per ciascun Fondo ed i prospetti contabili richiesti dalle vigenti disposizioni di Vigilanza. INDICE Pagina Notizie sulla Società di Gestione del Risparmio 3 Parte Prima 4 Relazione degli Amministratori - Considerazioni Generali Parte Seconda 9 Relazione degli Amministratori sulle politiche di gestione del Fondo e Prospetti Contabili INVESTITORI Europa 10 INVESTITORI America 16 INVESTITORI Far East 22 INVESTITORI Flessibile 28 2

3 La Società di Gestione del Risparmio INVESTITORI SGR S.p.A. Capitale sociale: Euro Il Consiglio di Amministrazione Marcello Messori Giacomo Campora Bettina Corves Wunderer Mario Cuccia Marco Martini Gianfranco Negri-Clementi Franco Niccoli Dabbene Presidente Amministratore Delegato Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Il Collegio Sindacale Luigi Alfieri Fabrizio Carazzai Carlo Pagliughi Marco Luigi Brughera Carlo Cassamagnaghi Presidente Sindaco effettivo Sindaco effettivo Sindaco supplente Sindaco supplente La Società di revisione KPMG S.p.A. Via Vittor Pisani, 25 - Milano La Banca Depositaria Fondi Société Générale Securities Services Via Benigno Crespi 19/A - Milano 3

4 PARTE PRIMA Relazione degli Amministratori Considerazioni generali Relazioni Semestrali al 30 giugno

5 Relazione degli Amministratori Considerazioni generali Il quadro macroeconomico globale Nel primo semestre 2011 abbiamo assistito ad un proseguimento della fase di espansione dell economia globale, che ha avuto inizio nel 2009, nonostante un secondo trimestre in cui sono nuovamente emersi fattori d incertezza, non solo a livello di quadro macro, ma anche e soprattutto di natura finanziaria. I tragici eventi che hanno colpito il Giappone, l acuirsi delle tensioni sui debiti sovrani dei paesi periferici dell area-euro e il rallentamento del ciclo congiunturale negli Stati Uniti hanno determinato un incremento dell avversione al rischio a partire dal mese di marzo. Gli squilibri a livello di debito/deficit pubblici dei paesi occidentali rimangono uno dei fattori principali su cui concentrare l attenzione; vi è, inoltre, la consapevolezza che l elevato livello di indebitamento dei paesi e le conseguenti misure di rientro possono rappresentare un ostacolo all implementazione di ulteriori iniziative di politica economica e di bilancio di stimolo da parte delle autorità governative. L andamento dei prezzi al consumo e aspettative inflazionistiche al rialzo nelle varie aree geografiche riducono, inoltre, gli spazi di manovra delle banche centrali. Una situazione di questo tipo impone, a gran parte dei governi dei paesi sviluppati, la realizzazione di interventi strutturali su produttività e crescita, con significative difficoltà di gestione da un punto di vista politico. Tale scenario risulta particolarmente complesso soprattutto nella zona euro, in cui una politica fiscale non coordinata rappresenta un punto debole sempre più evidente. Stati Uniti In Usa la crescita economica è rimasta su livelli mediamente al di sotto del suo potenziale. Il primo trimestre ha fatto registrare un tasso di crescita del Pil nell ordine dell 1,9% trimestre su trimestre annualizzato, mentre la crescita del secondo trimestre viene stimata intorno al 2,0% trimestre su trimestre annualizzato. I principali indicatori di fiducia relativi a imprese e consumatori restano positivi, pur in decrescita rispetto ai massimi fatti registrare nel mese di marzo. In termini inflazionistici, l indice dei prezzi al consumo core ha evidenziato un tasso di crescita dell 1,6% anno su anno in giugno, in netto rialzo rispetto all anno precedente; l inflazione headline ha invece fatto registrare un incremento pari al 3,6% anno su anno. Occorre sottolineare che i prezzi della benzina e dei beni di consumo, con particolare riferimento agli alimentari, hanno avuto un incidenza rilevante sulla propensione di spesa e fiducia dei consumatori. Il tasso di disoccupazione si attesta al 9,2%, pur in presenza di una serie di dati leggermente positivi in termini di nuove assunzioni, il mercato del lavoro continua a destare una certa preoccupazione. Il settore immobiliare, alla fine del periodo considerato, rimane su livelli minimi in termini di quotazioni, nuove costruzioni, mutui concessi e abitazioni vendute. L erogazione di credito alle aziende da parte del sistema bancario sta crescendo a ritmi incoraggianti, evidenziando quindi una spesa per investimenti in espansione, seppur ancora su livelli non elevati. I conti pubblici degli Stati Uniti, pur 5

6 non essendo caratterizzati da una situazione di emergenza, presentano non poche incertezze in un ottica di medio-lungo periodo, considerando l elevato deficit annuale e il crescente ammontare di debito. Europa Le condizioni economiche nella zona-euro, con riferimento al primo semestre, sono state caratterizzate da un significativo differenziale di crescita tra i paesi core (Germania +4,9% anno su anno nel primo trimestre) e paesi cosiddetti periferici (Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna). La prima economia dell Eurozona è stata trainata dalle esportazioni e, in una certa misura, dalla domanda interna, mentre le economie dei paesi periferici hanno risentito degli effetti di politiche fiscali e di bilancio restrittive e da una situazione stagnante sul fronte dei consumi interni, a cui si aggiunge una difficile condizione occupazionale. Anche il mercato del lavoro quindi presenta forti divergenze, tra una situazione in miglioramento in Germania e in ulteriore deterioramento nei paesi periferici. A livello inflazionistico, l indice dei prezzi al consumo headline si attesta al 2,7% anno su anno; tale livello non permette alla Bce politiche monetarie espansive: il primo rialzo dei tassi è stato deciso in aprile, il secondo a luglio (tasso di rifinanziamento principale all 1,50%). La crisi dei debiti pubblici dei paesi periferici è tornata a dominare l attenzione dei mercati, in particolare, nel secondo trimestre, da quando cioè è emersa in modo palese l intenzione da parte dei paesi core di ricercare una soluzione strutturale che possa prevedere, in qualche modo, un coinvolgimento degli investitori privati. In Gran Bretagna, il tasso di crescita del Pil si è attestato all 1,6% anno su anno, con un inflazione headline superiore al 4%. Giappone L economia nipponica ha iniziato il corrente anno in recessione (Pil in calo del 3,5% annualizzato nel primo trimestre). I drammatici eventi, terremoto e crisi nucleare, che hanno colpito il paese hanno ulteriormente compromesso lo scenario macro, con conseguenze che avranno impatto sulla capacità produttiva anche nel medio periodo. Nel 2011 si prevede un tasso di crescita dell economia negativo (le stime di consensus indicano una variazione negativa del Pil nell ordine dello 0,6% anno su anno), con un tasso di inflazione leggermente positivo (+0,4% anno su anno). La banca centrale nipponica ha mantenuto il tasso di riferimento prossimo a zero per tutto il semestre. La crisi nucleare si è tuttavia rivelata un evento ad impatto di breve periodo sui mercati internazionali. Paesi emergenti I primi sei mesi dell anno sono stati caratterizzati da crescenti tensioni inflazionistiche in tutti i principali paesi dell area, che hanno riguardato, in particolare, i prezzi dei beni alimentari e delle materie prime. Il peso dei beni primari, in primis alimentari, ha una consistenza elevata nei panieri di consumo delle economie emergenti, rendendo quindi il livello aggregato dei consumi molto sensibile ai loro prezzi. A differenza del passato, i mercati emergenti non rappresentano più un fattore disinflazionistico per le economie occidentali, mentre il ruolo di traino della crescita è ancora elevato. A tal proposito, i vari indicatori di fiducia rimangono in fase espansiva, anche se in decelerazione, seppur non marcata, rispetto alla fine dello scorso anno. Le banche centrali, in particolare, di Brasile, India e Cina, già a partire dallo scorso anno, stanno progressivamente alzando i tassi di interesse, mentre solo da quest anno la banca centrale russa ha intrapreso una fase restrittiva di politica monetaria. 6

7 L andamento dei mercati finanziari 1) Mercati Valutari I primi sei mesi dell anno hanno evidenziato una graduale rivalutazione della moneta unica nei confronti di dollaro, yen e sterlina; l euro ha tratto vantaggio da una politica monetaria maggiormente restrittiva, che ha portato la Bce ad attuare due rialzi di 25 punti base del tasso di rifinanziamento principale all 1,50%. Il tasso di cambio nei confronti del dollaro Usa è passato da un livello di 1,33 di inizio anno a 1,45 di fine semestre. Un analogo trend di rafforzamento si è registrato rispetto a yen e sterlina, il cui rapporto di cambio è passato, rispettivamente, da una valore di 108 e 0,85 a inizio 2011 a quasi 117 e 0,90 nel mese di giugno. Eur/Usd Eur/Gbp Eur/Yen Usd/Yen Var.% 8,56% 5,35% 7,73% -0,78% 2) Mercati obbligazionari Nel primo trimestre 2011 i rendimenti obbligazionari hanno evidenziato un significativo rialzo, con i governativi decennali tedeschi intorno al 3,5%. In questa prima parte dell anno la convinzione prevalente si è orientata verso un ciclo congiunturale globale in fase di ulteriore accelerazione, accompagnata da un trend al rialzo degli indici dei prezzi; tale scenario avrebbe potuto condurre le banche centrali ad intervenire in materia di tassi d interesse. Nel primo trimestre la zona euro ha evidenziato una crescita economica elevata, soprattutto con riferimento alla Germania (Pil in incremento di quasi il 5% anno su anno). La Banca centrale europea in aprile ha operato il primo rialzo dei tassi ufficiali, a cui è seguito, all inizio del mese di luglio, un secondo rialzo, portando quindi il tasso di rifinanziamento principale all 1,50% (entrambi gli interventi ampiamente attesi); le indicazioni della Bce si orientano nella direzione di un proseguimento della fase di graduale normalizzazione del costo del denaro. Anche in Usa il rendimento dei T-Bond a dieci anni ha mostrato un incremento, superando la soglia del 3,5%. Dopo questa fase assai positiva, che ha mostrato un generalizzato rialzo delle quotazioni delle azioni e ribasso dei corsi obbligazionari, il focus dei mercati si è concentrato sui fondamentali dell economia, la quale, in particolare negli Stati Uniti, nella seconda parte del semestre, ha incominciato a mostrare evidenti segni di rallentamento. Anche le crescenti preoccupazioni in ordine ai debiti sovrani dei paesi periferici dell area-euro, in primis Grecia, hanno focalizzato l attenzione dei mercati. Il mancato raggiungimento di una soluzione politica definitiva, unitamente al timore di una ristrutturazione in tempi ravvicinati del debito sovrano greco, hanno determinato un apprezzamento dei corsi obbligazionari tedeschi: il Bund decennale, a fine giugno, mostrava rendimenti prossimi al 3%. I differenziali nei tassi d interesse tra Bund e periferia dell Eurozona (oltre a Grecia, anche Portogallo e Irlanda) hanno fatto registrate forti allargamenti, portando il debito di questi paesi a trattare su livelli che esprimono un alta probabilità di default. I corporate bond, pur risentendo di un generalizzato incremento dell avversione al rischio, hanno evidenziato una performance nel complesso positiva e superiore a quella dei titoli governativi; le 7

8 obbligazioni societarie hanno beneficiato di solidi bilanci aziendali e di un trend dei tassi di default in riduzione. Citigroup 3-5 anni US Citigroup 3-5 anni Euro Citigroup 3-5 anni UK Citigroup 3-5 anni Giappone Var.% (valuta locale) 2,50% -0,16% 2,36% 0,29% Var.% (in euro) -5,58% -0,16% -2,83% -7,22% 3) Mercati azionari Nel primo semestre gli indici azionari, dopo una performance brillante nel primo periodo dell anno, hanno poi risentito dei segnali di rallentamento congiunturale dell economia americana e delle crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti sovrani dei paesi periferici della zona-euro, in primis della Grecia, nonché di una serie di misure di politica monetaria restrittiva poste in essere dai paesi emergenti, date le crescenti pressioni inflazionistiche. Nonostante uno scenario macroeconomico meno brillante di quanto preventivato a inizio anno, i fondamentali delle aziende continuano a mostrare una certa solidità sia sotto il profilo reddituale che patrimoniale. Come risultato di questa divergenza tra analisi top-down e bottom-up, i principali indici, pur in presenza di una certa volatilità, non hanno evidenziato, nel semestre, rilevanti variazioni nelle quotazioni, pur con una dispersione di performance tra i diversi listini; le valutazioni delle aziende, in termini di multipli borsistici, rimangono supportive sia in termini assoluti sia rispetto alle loro medie storiche. S&P500 Nasdaq Euro MS Emg FTSE100 Nikkei225 Stoxx50 Mkts Free Var.% (valuta locale) +5,01% +4,55% +1,99% +0,78% -4,04% -3,33% Var.% (in euro) -3,27% -3,69% +1,99% -4,34% -11,00% -8,30% INVESTITORI SGR S.p.A. Prof. Marcello Messori (Presidente del Consiglio di Amministrazione) Milano, 27 luglio

9 PARTE SECONDA RELAZIONI SEMESTRALI AL 30 GIUGNO FONDO INVESTITORI Europa - FONDO INVESTITORI America - FONDO INVESTITORI Far East - FONDO INVESTITORI Flessibile 9

10 FONDO INVESTITORI EUROPA FONDO INVESTITORI Europa RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO Nota illustrativa - Situazione Patrimoniale 10

11 FONDO INVESTITORI EUROPA INVESTITORI Europa Nota Illustrativa L andamento del mercato Nei primi sei mesi dell anno, gli indici azionari europei hanno mostrato un certo livello di volatilità evidenziando però, nel loro complesso, una performance leggermente positiva (+0,17%, considerando l indice Msci Europe in valute locali); in questo primo semestre si è registrata inoltre una certa divergenza di performance, con il listino tedesco in significativa sovraperformance, in particolare, nei confronti delle borse dei paesi periferici (Grecia e Portogallo in primis). Dopo una prima parte d anno più favorevole, nel restante periodo il trend dei mercati è stato impattato da un acuirsi dei timori relativi alla sostenibilità dei debiti sovrani dei paesi euro-periferici (Grecia in particolare, alle prese con l approvazione di un piano di austerity di oltre 80 mld di euro). L adozione di politiche fiscali e di bilancio restrittive, da parte dei diversi governi europei, al fine di raggiungere il riequilibrio dei conti pubblici tende a generare preoccupazioni sulla forza della crescita economica, a maggior ragione in uno scenario di rallentamento del ciclo congiunturale evidenziato negli Stati Uniti negli ultimi mesi del semestre; a ciò si aggiunge anche la catastrofe che ha colpito il Giappone. Sul fronte aziendale, positivi i risultati del primo trimestre, con un incremento degli utili nell ordine del 10% anno su anno e superiori alle attese indicate dagli analisti. Nel corso del primo semestre si è ridotto il gap di performance, evidenziato nel corso dell anno scorso, tra titoli growth e value. Tra i settori che hanno evidenziato una sovraperformance si segnala il farmaceutico, date le sue caratteristiche di difensività e anti-ciclicità e valutazioni particolarmente attraenti, oltre a quello automobilistico, in virtù soprattutto della domanda proveniente dalle economie emergenti; sottoperformance invece per il comparto finanziario, il quale ha risentito dell esposizione ai titoli governativi dei paesi euro-periferici, nonché di alcuni comparti legati ai materiali di base. Positiva la performance delle società/settori a maggiore esposizione alle aree emergenti ad alti tassi di crescita. La politica di gestione Il fondo Investitori Europa, nel primo semestre 2011, è stato caratterizzato da una politica di gestione a maggior prudenza, in termini di peso azionario, nelle fasi più critiche e turbolenti del mercato. La sotto-esposizione della porzione azionaria, in tali fasi ad alta volatilità, è stata determinata anche attraverso l utilizzo di strumenti derivati, in particolare contratti futures su indici. Il peso degli investimenti in azioni si è, mediamente, mantenuto, nel periodo di riferimento, intorno all 89%. A livello di asset allocation settoriale, il sovrappeso ha riguardato settori difensivi quali telecomunicazioni, utilities e health care (i primi due comparti ad elevato dividend yield); accumulazione sul settore finanziario in virtù di valutazioni estremamente attraenti e a sconto; la 11

12 FONDO INVESTITORI EUROPA sotto-esposizione settoriale ha coinvolto, in particolare, i comparti industrials e beni di consumo, discrezionali e staples, pur con una notevole selettività nella selezione dei temi d investimento. La politica di gestione del fondo può essere sintetizzata dai seguenti principali indicatori: Media Minima Massima % Azioni Operatività in strumenti derivati Nel corso del primo semestre dell anno, si è fatto ricorso, in misura prevalente con finalità di copertura, a strumenti finanziari derivati e, in particolare, a contratti futures sull indice DJ Euro Stoxx 50. Andamento del patrimonio L andamento del patrimonio del fondo nel semestre può essere così sintetizzato (in migliaia di Euro): Inizio Periodo Fine Periodo Raccolta Netta Performance Con riferimento al primo semestre 2010, il rendimento per i Sottoscrittori del fondo Investitori Europa è stato pari a 0,638%. Tale risultato si confronta con una variazione del benchmark di riferimento (composto all 85% dall indice Msci Europe e al 15% dall indice Mts Bot ex Banca d'italia) pari a +0,479%, calcolato al netto delle ritenute fiscali che gravano sulla quota del fondo. 12

13 FONDO INVESTITORI EUROPA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2011 ATTIVITÀ Situazione al Valore complessivo In percentuale del totale attività Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo In percentuale del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI ,10% ,03% A1. Titoli di debito A1.1 titoli di Stato A1.2 altri A2. Titoli di capitale ,10% ,03% A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI 851 0,00% 593 0,00% B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale 851 0,00% 593 0,00% B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI ,13% ,45% C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia ,13% ,45% C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITÀ ,35% ,70% F1. Liquidità disponibile ,99% ,76% F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare ,06% ,03% F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare ,70% ,09% G. ALTRE ATTIVITÀ ,42% ,82% G1. Ratei attivi 293 0,00% 181 0,00% G2. Risparmio di imposta ,23% ,73% G3. Altre ,19% ,09% TOTALE ATTIVITA' ,00% ,00% 13

14 FONDO INVESTITORI EUROPA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2011 H. FINANZIAMENTI RICEVUTI PASSIVITÀ E NETTO I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati Situazione al Valore complessivo Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO Numero delle quote in circolazione , ,718 Valore unitario delle quote 5,141 5,174 MOVIMENTI DELLE QUOTE NELL'ESERCIZIO Quote emesse ,625 Quote rimborsate ,492 14

15 FONDO INVESTITORI EUROPA Elenco dei titoli in portafoglio al 30 Giugno 2011 (primi 50 e quelli superiori allo 0,50% delle attività) Titolo Divisa Quantita' Controvalore in Euro Percentuale su attività HSBC HOLDINGS PLC Sterlina britannica , ,61 2,33% NESTLE' NAMEN Franco svizzero , ,48 2,18% NOVARTIS AG NAMEN Franco svizzero , ,70 1,93% BP PLC Sterlina britannica , ,94 1,82% ROYAL DUTCH SHELL B Sterlina britannica , ,86 1,78% RIO TINTO PLC Sterlina britannica 8.950, ,06 1,77% TELEFONICA S.A. Euro , ,00 1,68% ROCHE HOLDING AG Franco svizzero 3.480, ,98 1,59% SIEMENS AG REG. Euro 3.940, ,00 1,48% VODAFONE GROUP Sterlina britannica , ,05 1,38% GLAXOSMITHKLINE PLC Sterlina britannica , ,45 1,33% BANCO SANTANDER SA Euro , ,00 1,27% K+S AG Euro 6.000, ,00 1,26% UNILEVER N.V.CERT. Euro , ,00 1,26% TOTAL Euro 7.500, ,00 1,19% SANOFI Euro 5.025, ,00 1,11% BHP BILLITON PLC Sterlina britannica 9.760, ,70 1,05% UBS AG REGISTERED Franco svizzero , ,86 1,05% ALLIANZ SE REG Euro 2.700, ,00 1,03% BG GROUP PLC Sterlina britannica , ,54 0,97% ASTRAZENECA PLC Sterlina britannica 7.000, ,89 0,96% BRITISH AMERICAN TOB Sterlina britannica 7.770, ,01 0,93% BASF SE REGISTERED Euro 3.400, ,00 0,91% BAYER A.G. Euro 4.080, ,20 0,90% DEUTSCHE BANK REG. Euro 5.500, ,00 0,89% ANGLO AMERICAN PLC Sterlina britannica 6.500, ,99 0,88% BNP PARIBAS Euro 3.950, ,50 0,84% SOCIETE' GENERALE A Euro 5.000, ,00 0,81% STANDARD CHARTERED Sterlina britannica , ,84 0,79% ENI SPA Euro , ,00 0,78% NOVO NORDISK CL B Corona danese 2.200, ,00 0,76% BARCLAYS BANK PLC. Sterlina britannica , ,21 0,74% DIAGEO PLC Sterlina britannica , ,74 0,73% CREDIT SUISSE GR AG Franco svizzero 6.700, ,29 0,71% BANCO BILBAO VIZCAYA Euro , ,00 0,71% DAIMLER AG Euro 3.300, ,00 0,68% DEUTSCHE TELEKOM REG Euro , ,00 0,64% SAP AG Euro 3.820, ,00 0,63% PHILIPS ELECTRONICS Euro 9.000, ,00 0,63% ING GROEP NV Euro , ,50 0,62% SCHNEIDER ELECTRIC Euro 1.350, ,00 0,62% SYNGENTA AG Franco svizzero 650, ,83 0,60% E.ON A.G. Euro 7.700, ,50 0,60% NATIONAL GRID PLC Sterlina britannica , ,54 0,59% GDF SUEZ EX GAZ Euro 5.900, ,50 0,59% DANONE Euro 2.800, ,00 0,57% TESCO Sterlina britannica , ,64 0,56% HENNES & MAURITZ B Corona svedese 5.800, ,58 0,55% NORDEA BANK AB Corona svedese , ,79 0,54% REPSOL YPF S.A. Euro 5.500, ,00 0,52% SALZGITTER AG Euro 2.500, ,00 0,52% ERICSSON TEL SERIE B Corona svedese , ,15 0,51% ARCELORMITTAL Euro 5.300, ,50 0,51% ABB LTD NAMEN Franco svizzero 7.000, ,00 0,50% PRYSMIAN SPA Euro 9.000, ,00 0,50% DEUTSCHE TELEKOM REG Euro , ,00 0,56% ERICSSON TEL SERIE B Corona svedese , ,99 0,55% BANCO BILBAO VIZCAYA Euro , ,00 0,53% MUENCHNER RUECK NAM Euro 1.450, ,50 0,53% VIVENDI SA Euro 8.000, ,00 0,53% CENTRICA PLC Sterlina britannica , ,68 0,52% IMPERIAL TOBACCO GRP Sterlina britannica 7.000, ,91 0,52% MOET HENN.-L.VUITTON Euro 1.300, ,00 0,52% AXA SA Euro , ,31 0,51% VOLKSWAGEN AG PFD Euro 1.300, ,00 0,51% SOCIETE' GENERALE A Euro 3.800, ,00 0,50% 15

16 FONDO INVESTITORI AMERICA FONDO INVESTITORI America RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO Nota Illustrativa - Situazione Patrimoniale 16

17 FONDO INVESTITORI AMERICA FONDO INVESTITORI America Nota Illustrativa L andamento del mercato Il mercato azionario statunitense, nel corso del primo semestre dell anno, ha fatto registrare una performance positiva, con un rialzo del 5% circa (indice S&P 500 in valuta locale). Il trend rialzista degli indici è stato supportato da una positiva reporting season relativa al primo trimestre (significativa crescita degli utili aziendali nell ordine del 20% anno su anno e ben al di sopra delle attese indicate dagli analisti). Nella seconda parte del periodo considerato, i listini sono stati negativamente impattati dalla crisi geo-politica in Medio Oriente e Nord Africa e i conseguenti significativi aumenti di prezzo di greggio e materie prime; i minimi sono stati raggiunti nel mese di marzo, in seguito al terremoto/tsunami e crisi nucleare in Giappone. A ciò si è aggiunto un deterioramento del quadro macro, con la pubblicazione di statistiche inferiori alle attese, con riferimento, in particolare, all andamento di consumi e produzione e con un settore immobiliare ancora su livelli piuttosto depressi; il mercato del lavoro, solo in lieve recupero, rimane lontano da una solida recovery. Di conseguenza sono accresciute le preoccupazioni su un rallentamento del ciclo congiunturale (soft patch) e ciò ha determinato un arretramento dei listini a partire dal mese di maggio. Anche l acuirsi dei timori sui debiti sovrani dei paesi della periferia di Eurolandia ha avuto un certo impatto sui mercati statunitensi. In termini di andamento settoriale, il settore finanziario e high tech hanno evidenziato una sottoperformance; tra i settori in sovraperformance rispetto al mercato nel suo complesso segnaliamo, quello farmaceutico ed energy. Positiva la performance di quei comparti/titoli a forte internazionalizzazione ed elevata esposizione verso i paesi emergenti ad alta crescita. La politica di gestione Nei primi sei mesi dell anno, il fondo Investitori America ha mantenuto una politica di gestione a caratterizzazione prudente in relazione al peso della componente azionaria di portafoglio, in particolare nelle fasi di mercato più turbolenti e a maggiore volatilità; in tali fasi gli interventi di portafoglio si sono avvalsi anche dell utilizzo di strumenti finanziari derivati, ovvero contratti futures su indici. Il peso degli investimenti azionari, nel periodo considerato, si è mantenuto, in media, intorno all 89% circa. A livello di asset allocation settoriale, il sovrappeso ha riguardato i comparti energy, health care e tecnologia; si è proceduto, inoltre, ad una graduale accumulazione nel settore finanziario, in virtù di valutazioni attraenti. Sottopeso, invece, per il settore industriale e dei beni di consumo (in particolare discrezionali). Investimenti, in ogni caso, caratterizzati da una certa selettività nella scelta dei titoli. 17

18 FONDO INVESTITORI AMERICA La politica di gestione del Fondo può essere sintetizzata dai seguenti principali indicatori: Media Minima Massima % Azioni Operatività in strumenti derivati Nel corso del primo semestre 2011, la gestione ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati e, più specificatamente, a contratti futures su indici (in particolare, futures sull indice S&P 500). Sono stati utilizzati anche contratti a termine su valuta per la gestione dell esposizione al rischio di cambio. Andamento del patrimonio L andamento del patrimonio del Fondo nel semestre può essere così sintetizzato (in migliaia di Euro): Inizio Periodo Fine Periodo Raccolta Netta Performance Nei primi sei mesi 2011, il rendimento per i Sottoscrittori del fondo Investitori America è stato pari a 2,474%. Tale risultato si confronta con una variazione dell indice di riferimento (composizione: 85% indice S&P 500 e 15% indice Mts Bot ex Banca d'italia) pari a 2,213%, calcolato al netto delle ritenute fiscali che gravano sulla quota del fondo. 18

19 FONDO INVESTITORI AMERICA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2011 ATTIVITÀ Situazione al Valore complessivo In percentuale del totale attività Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo In percentuale del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI ,30% ,47% A1. Titoli di debito A1.1 titoli di Stato A1.2 altri A2. Titoli di capitale ,30% ,47% A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI ,28% ,08% C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia ,28% ,08% C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITÀ ,97% ,10% F1. Liquidità disponibile ,04% ,88% F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare ,00% ,22% F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare ,07% ,00% G. ALTRE ATTIVITÀ ,45% ,35% G1. Ratei attivi 511 0,00% 121 0,00% G2. Risparmio di imposta ,17% ,24% G3. Altre ,28% ,11% TOTALE ATTIVITA' ,00% ,00% 19

20 FONDO INVESTITORI AMERICA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2011 H. FINANZIAMENTI RICEVUTI PASSIVITÀ E NETTO Situazione al Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo Valore complessivo I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO Numero delle quote in circolazione , ,903 Valore unitario delle quote 3,785 3,881 MOVIMENTI DELLE QUOTE NELL'ESERCIZIO Quote emesse ,660 Quote rimborsate ,781 20

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