RASSEGNA STAMPA FALCRI 18 GIUGNO 2009 A cura di Manlio Lo Presti APOFTEGMA

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1 RASSEGNA STAMPA FALCRI 18 GIUGNO 2009 A cura di Manlio Lo Presti APOFTEGMA UNA ZINGARA(leggendo la mano al vagabondo Totò): qui è scritto che sei molto fortunato TOTO : guarda che ci deve essere un errore di stampa La zingara Lauretta Masiero e il vagabondo Totò nel film TOTO A PARIGI, 1958) Ocse, Italia: disoccupazione al 10%, ripresa nel 2010 L'Italia sta attraversando una fase di recessione profonda che si protrarrà per tutto il Il prossimo anno il paese registrerà una «lenta ripresa», ma si troverà a dover affrontare un debito pubblico in aumento verso 120% del Pil e un tasso di disoccupazione intorno al 10%. Lo sostiene l'ocse che oggi pubblica uno studio monografico sul nostro Paese, dedicando un capitolo all'istruzione pubblica e sottolineando l'importanza che l'italia riprenda il sentiero di disciplina fiscale una volta superata la fase acuta della crisi. Stime riviste: crisi più «nera», ripresa più forte Rispetto alle previsioni pubblicate lo scorso 31 marzo, oggi l'organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica rivede le stime sul Pil a -5,3% nel 2009 (da -4,3%) e +0,4% nel 2010 (da -0,4%).Minori cambiamenti per il quadro di finanza pubblica con il deficit indicato in rialzo al 6% (da 5,9% stimato a fine marzo) e il debito/pil visto in aumento fino sfiorare quota 120% e fine Strategie per il rilancio «La contrazione del prodotto continuerà probabilmente nel corso di quest'anno e per il prossimo è lecito attendersi solo una lenta ripresa» si legge nella sintesi del documento. «Quando l'economia inizierà a riprendersi, il governo dovrà impegnarsi in un serio programma di medio termine per la riduzione del debito basato sul controllo delle spese e, probabilmente, ulteriori riforme dei sistemi pensionistico e sanitario». L'organismo parigino riconosce che il sistema bancario italiano ha retto meglio alla crisi, ma sottolinea che gli istituti potrebbero aver bisogno di «ulteriore capitale». Altra nota dolente la disoccupazione che «salirà con decisione nel corso del 2009 e potrebbe raggiungere il 10% entro la fine di quest'anno». Situazione italiana «vantaggiosa» per risparmi e meno deficit Questi svantaggi saranno però attenuati dall'alto tasso di risparmi italiano e dalla relativa tenuta del settore finanziario alla crisi globale. Tra i fattori di incertezza l'ocse cita anche il rallentamento dell'export e l'incertezza sui conti pubblici. Su questi ultimi comunque l'ocse rileva che l'aumento del deficit pubblico «è più basso che in altri Paesi e a livello ciclico destagionalizzato potrebbe mostrare dei miglioramenti». Inoltre l'ocse ricorda che l'italia sconta i «lenti progressi nell'introduzione delle riforme strutturali per migliorare la competitività dei servizi e l'efficienza della pubblica amministrazione». Crisi, Obama istituisce un'autorità anti-crac Nuovi poteri alla Fed su banche e imprese la cui attività presenta un "rischio sistemico"; un consiglio superiore per coordinare l'attività delle autorità

2 finanziarie; e una autorità per gestire le crisi delle grandi imprese. Sono questi gli elementi della riforma della normativa finanziaria proposti dal presidente Obama, in un discorso anticipato in una nota dalla Casa Bianca. "Abbiamo assistito - spiega Obama nel delineare la sua 'Riforma della regolamentazione finanziaria del 21esimo secolò - a deficienze strutturali che hanno permesso ad alcune compagnie di scegliersi l'autorità cui riferire a proprio piacimento, e ad altre, come gli hedge fund (i fondi speculativi), di operare completamente al di fuori del sistema normativo". Inoltre - prosegue il presidente Usa - c'è stato lo sviluppo di strumenti finanziari, come alcuni derivati, "così complessi da mettere in difficoltà gli sforzi tesi a stabilirne il vero valore". Un sistema che ha "permesso alle banche di fare profitti dando prestiti a persone che non sarebbero mai state in grado di ripagarli, perchè il prestatore scaricava un altro". Parte della riforma proposta - che dovrà passare l'esame del Congresso - riguarda le autorità finanziarie: verrà scardinato l'attuale sistema appoggiato sull'office of Thrift Supervision, un'autorità di vigilanza sul risparmio che fa capo al Tesoro, e "verranno chiuse le falle nel sistema che hanno consentito ad importanti istituzioni di eludere le regole bancarie" - spiega Obama - e il sistema sarà dotato di una normativa bancaria omogenea. "Alzeremo i requisiti patrimoniali di tutte le istituzioni che raccolgono depositi, e i consulenti finanziari hedge fund dovranno registrarsi alla Fed". Obama propone anche che "alla Federal Reserve sia data una nuova autorità, e responsabilità, per regolare le holding bancarie e le altre grandi imprese il cui fallimento metterebbe a rischio l'intera economia": sono in arrivo requisiti patrimoniali e di liquidità più onerosi, per rendere queste aziende istituzioni "più forti" e "meno suscettibili di fallire". Al vertice delle istituzioni ci sarà un consiglio di sorveglianza "per mettere assieme le autorità dei vari mercati affinchè siano coordinate e condividano le informazioni". E per i gruppi finanziari di grandi dimensioni è in arrivo una 'resolution authority', un'autorità che "non solo - spiega Obama - metterà in pratica tutte le salvaguardie necessarie a prevenire il fallimento di queste aziende, ma creerà anche un insieme di procedure che ci permetteranno di proteggere l'economia se uno di questi giorni dovesse poi fallire". "Essenziale", dice infine Obama, la nuova autorità a protezione delle finanze dei consumatori: "potrà fissare gli standard, così che le compagnie si faranno concorrenza offrendo prodotti innovativi che i consumatori vogliono, e capiscono, davvero", dice Obama, fornendo "informazioni semplici, trasparenti e accurate". La più grande riforma dal 1929 È quella voluta da Obama per i mercati finanziari WASHINGTON - Una riforma globale del sistema normativo della finanza, «una trasformazione di dimensioni che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione». A chiederlo è il presidente americano Barak Obama, nell'introduzione del piano di riforma delle regole per la finanza. Le nuove regole che il presidente chiede di introdurre nel settore finanziario si inseriscono in un quadro più ampio che mira a gettare le basi per un sistema economico forte e capace di resistere a future crisi. Per Obama, «il nuovo sistema finanziario statunitense deve essere trasparente, giusto e capace di proteggere i consumatori americani e la nostra economia dalla catastrofe che abbiamo visto finora», ha detto il presidente nel suo discorso anticipato in una nota della Casa

3 Bianca. «È un dato di fatto che questa crisi economica è stata causata da una mancanza di regole volte a prevenire abusi ed eccessi», ha detto Obama. «Una cultura dell'irresponsabilità si è diffusa da Wall Street a Washington fino a raggiungere la gente comune, e un settore finanziario regolato da misure varate durante la Grande Depressione del 20esimo secolo è stato spazzato via dalla velocità e dalla sofisticatezza dell'economia globale del 21esimo secolo». ats/ansa La recessione s'avvita su se stessa Uno studio mostra le analogie con la crisi degli anni 30 di ALFONSO TUOR L ottimismo non basta a generare una ripresa globale». Questo titolo, del tutto azzeccato, del «Financial Times», è l epitaffio sui tentativi messi in atto a partire dal vertice del G20 di inizio aprile a Londra di convincere che era prossima l uscita dalla crisi. Questo sforzo delle autorità politiche e monetarie era confortato dal leggero miglioramento di alcuni dati economici. Questi, in realtà, mettevano in evidenza semplicemente due fenomeni: in primo luogo che l economia non era più in caduta verticale e, secondariamente, che le imprese stavano ricostituendo le scorte ridotte al minimo nei mesi precedenti. In questi giorni la spugna è stata gettata dapprima dal vertice del G8 di Lecce, in cui i ministri dell economia hanno ammesso che è ancora troppo presto per parlare di uscita dalla crisi, e poi dalla Banca centrale europea, la quale ha previsto che quest anno e l anno prossimo le banche dei Paesi di Eurolandia accuseranno 283 miliardi di dollari di perdite dovuti a prestiti in sofferenza a causa della pesante contrazione dell economia. Queste perdite sono destinate ad aggiungersi a quelle dei titoli tossici che sono ancora nascosti nelle pieghe dei bilanci e che non sono stati finora denunciati. Di transenna, è utile ricordare che il Bafin, l organo di sorveglianza del sistema bancario germanico, stima che le sole banche tedesche abbiano ancora da denunciare più di miliardi di dollari di perdite. Se l Europa candidamente riconosce i propri guai, al di là dell Atlantico la situazione del sistema bancario è ancora peggiore, nonostante tutte le rassicurazioni della Federal Reserve e dell amministrazione Obama. La situazione non potrebbe essere diversa. La crisi è stata determinata dall esplosione dei debiti di famiglie ed imprese e dal collasso del sistema bancario, travolto dai meccanismi dell ingegneria finanziaria che esso stesso aveva creato. Come ogni famiglia sa benissimo, la riduzione dell ammontare di un enorme quantità di debiti è un processo lungo (che non si può esaurire in pochi mesi). Questo processo provoca una riduzione dei consumi, che a sua volta frena la crescita economica. La recessione aumenta il numero delle persone senza lavoro e riduce le vendite delle aziende, rendendo difficile il loro risanamento finanziario. Per contrastare questa spirale recessiva e per evitare il crollo del sistema finanziario sono scesi in campo Governi e banche centrali. Ora si può cominciare a sostenere che questi interventi di entità eccezionale hanno indubbiamente rallentato la caduta dell economia, ma non sono stati sufficienti per avviare una ripresa. Uno studio di due noti economisti, Barry Eichengreen di Berkeley e Kevin O Rourke, mette in luce che questa crisi sta seguendo pari pari quanto successo all inizio della Grande Depressione degli anni Trenta. Più precisamente, il calo della produzione industriale è uguale a quello del primo anno della Grande Depressione negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Germania. La diminuzione è maggiore in Francia e in Italia ed è addirittura di molto superiore in Giappone. In secondo luogo, il commercio internazionale si è contratto di più e le borse hanno perso più terreno. Gli autori dello studio mettono pure in evidenza che gli interventi monetari e fiscali sono stati di dimensioni nettamente superiori a quelli degli anni Trenta e quindi vi è ancora speranza che il prosieguo della crisi sia diverso da quello degli anni Trenta. Il problema è che i dati di fatto rischiano di essere più forti delle speranze e

4 dell ottimismo di facciata. La principale ragione è semplice: questi interventi di emergenza non possono essere protratti a tempo indefinito. Essi erano pensati per dare avvio ad una ripresa che producesse anche l effetto taumaturgico di far dimenticare le cause e quindi le responsabilità dell attuale crisi. Basti ricordare che, nonostante le centinaia di miliardi di dollari iniettati nel sistema bancario in Europa e negli Stati Uniti, il sistema finanziario è in stato comatoso e le banche non falliscono solo perché vi è un implicita garanzia statale. Anche il tentativo di riorientare il sistema finanziario, affinché sia uno strumento a favore dello sviluppo dell economia reale, è stato nel frattempo archiviato, pensando di risolvere con la riforma di due regolette e un rafforzamento degli organi di sorveglianza i problemi gravissimi venuti alla luce con lo scoppio di questa crisi. Insomma, si sono spesi tanti soldi per aiutare la finanza e un po di soldi per rilanciare l economia, senza aver ottenuto risultati significativi. Quale strada verrà seguita ora? Molto probabilmente quella di raddoppiare la scommessa come in una partita a poker. Ma nell attuale economia globale gli attuali interventi, propri di una emergenza limitata nel tempo, non possono essere continuati a lungo, anche perché potrebbero cominciare a produrre effetti perversi, come una forte inflazione e svalutazioni competitive che porterebbero dritto dritto al protezionismo. Ad esempio, negli Stati Uniti il disavanzo pubblico, che già quest anno supererà il 13% del PIL, non può lievitare all infinito, così come la Federal Reserve non può stampare nuova moneta all infinito. Anche se Washington, alle prese con l acuirsi della crisi e con un sistema finanziario al collasso, tenterà di seguire questa via, il limite è posto dalla fiducia degli investitori (che sono poi i Paesi stranieri) nei titoli di stato americani e nel dollaro. In proposito negli ultimi tempi si stanno moltiplicando i segnali di preoccupazione. Le prospettive non sono allegre, perché gli Stati Uniti, e soprattutto l amministrazione Obama, hanno rinunciato a tentare di affrontare la crisi con l adozione di misure temporanee, atte ad attutirne gli effetti, e con progetti di riforma del sistema finanziario e del sistema monetario in grado di creare le premesse per una ripresa sana e duratura. Quest abdicazione americana fa sì che oggi siano gli altri Paesi, dalla Cina alla Russia fino alla Germania di Angela Merkel, a denunciare i pericoli potenziali della politica seguita dagli americani. Il cancelliere tedesco ha parlato di scelte che portano al disastro e ha invitato la Banca centrale europea a non seguire le orme della banca centrale americana. In conclusione, la ripresa non è prossima, mentre appaiono vicine altre forti eruzioni di questa crisi iniziata nell estate del 2007 con lo scoppio del bubbone dei mutui ipotecari americani subprime. LE NUOVE REGOLE ILLUSTRATE DAL PRESIDENTE USA Obama: «La riforma della finanza sarà la più grande dal 1929» Federal Reserve «super poliziotto» e una nuova agenzia che protegga i consumatori e i piccoli investitori WASHINGTON - Una riforma globale del sistema normativo della finanza, «una trasformazione di dimensioni che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione». La strada l'ha tracciata è il presidente americano, Barack Obama, introducendo in una conferenza stampa il piano di riforma delle regole per la finanza. I PUNTI CARDINE - Una Federal Reserve «super poliziotto», una nuova agenzia che protegga i consumatori e i piccoli investitori, e il lancio di nuovi standard di capitale per le banche. Tra le proposte illustrate dal presidente Barack Obama

5 dunque nuovi poteri per la Fed nella regolamentazione delle grandi istituzioni finanziarie e requisiti patrimoniali e di liquidità più severi per gli istituti di credito. Inoltre le misure proposte mirano anche a colmare le differenze tra la regolamentazione degli Usa con quella di altri paesi. Per gli «hedge fund» ci sarà l'obbigo di registrarsi presso la Sec, mentre è prevista una regolamentazione completa per Cds e altri derivati e una nuova autorità che si occupi della ristrutturazione delle istituzioni finanziarie con importanza sistemica. Per quanto riguarda la nuova agenzia, questa dovrà vigilare sui prodotti finanziari per la clientela bancaria, tra questi i mutui e le carte di credito, decidendo gli standard necessari per l'ammissione sul mercato di questi prodotti e le regole per la concessioni di mutui e con il potere di vietare le pratiche non corrette. DERIVATI - Il presidente Obama ha chiesto anche una stretta sui derivati finanziari e sui prestiti complessi come quelli all'origine della crisi: «Proponiamo una regolamentazione complessiva dei credit-default swap e degli altri derivati che hanno minacciato l'intero sistema finanziario». Le nuove regole che il Presidente Obama chiede di introdurre nel settore finanziario si inseriscono in un quadro più ampio che mira a gettare le basi per un sistema economico forte e capace di resistere a future crisi. Per Obama, «il nuovo sistema finanziario statunitense deve essere trasparente, giusto e capace di proteggere i consumatori americani e la nostra economia dalla catastrofe che abbiamo visto finora», ha detto il presidente Usa nel suo discorso anticipato in una nota della Casa Bianca. REGOLE - «È un dato di fatto che questa crisi economica è stata causata da una mancanza di regole volte a prevenire abusi ed eccessi», ha detto Obama. «Una cultura dell'irresponsabilità si è diffusa da Wall Street a Washington fino a raggiungere la gente comune, e un settore finanziario regolato da misure varate durante la Grande Depressione del 20esimo secolo è stato spazzato via dalla velocità e dalla sofisticatezza dell'economia globale del 21esimo secolo». L'obiettivo, ha proseguito Obama, «è costruire un mercato che premi il lavoro e responsabilità e non l'avidità, l'imprudenza e l'incoscienza» e con i nostri sforzi, ha aggiunto Obama, «cerchiamo un attento equilibrio» tra libero mercato e interventismo statale. Il nuovo sistema finanziario che ha in mente Obama non deve mettere in pericolo il «sogno americano», come è successo con questa ultima crisi. «Le istituzioni finanziarie hanno obblighi verso se stesse e verso il pubblico di gestire i rischi con attenzione. Io, come presidente, ho la responsabilità di assicurare che il nostro sistema finanziario funzioni per l'intera economia», ha concluso Obama. Draghi: Crisi, ora strategie d'uscita No a politiche di bilancio espansionistiche per gestire la riduzione del debito "E arrivato il momento di iniziare a "progettare" delle strategie di uscita (exit strategies) dalla crisi economica internazionale. Lo ha affermato Mario Draghi, governatore della Banca d'italia e presidente del Financial stability board, nel suo intervento a Berlino in occasione del Wirtschaftstag "Ci troviamo ora - ha detto Draghi - nel mezzo di una strategia disegnata come risposta alla crisi. Si tratta di una strategia fondata su tre pilastri e c'è un terzo pilastro che dovremmo cominciare a considerare, le strategie di uscita. Anche se i tempi non sono ancora maturi per l'immediata attuazione di tali strategie di uscita - ha aggiunto - lo sono per cominciare a progettarle e per riflettere sulle condizioni necessarie alla loro attuazione". Tra le misure invocate dal governatore da mettere in cantiere "l'uscita da politiche

6 di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico e l'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione". Ora che "ci troviamo ora nel mezzo di una strategia disegnata come risposta alla crisi", occorre dare "una risposta strutturale e regolamentare che mira a ricostruire un sistema finanziario più robusto e meno soggetto al rischio sistemico" ha spiegato Draghi. "L'aumento dei deficit di bilancio, le politiche monetarie marcatamente espansionistiche in tutto il mondo hanno fatto fronte all'emergenza di segno macro", ha ricordato il governatore, e "una lezione importante di questa crisi è che il sistema l'ha affrontata con un capitale particolarmente contenuto, buffer di liquidità estremamente ridotti e un regime di capitale e valutazione con significative conseguenze pro-cicliche. Per affrontare tali tematiche, molti lavori sono in corso sul capitale e sulla liquidità bancaria". In sostanza, ha detto il governatore, "il nostro lavoro si basa sul ripristino di un sistema finanziario che operi con meno debito e sia più immune dal set di non corretti incentivi alla base di questa crisi, dove la trasparenza consenta una migliore identificazione e gestione dei rischi, la sorveglianza prudenziale e regolamentare risulti rafforzata e il sistema sia in grado di lasciar fallire le istituzioni non correttamente gestite". In secondo luogo, la chiarezza: "Siamo impegnati a costituire delle precise aspettative sul futuro contesto di regolamentazione. Costituire aspettative stabili circa il futuro assetto consentirà agli operatori di poter assumere decisioni strategiche con maggiore fiducia". In terzo luogo, "mentre la direzione è chiara, i cambiamenti da apportare dovranno essere graduali. In quarto luogo, "dobbiamo mantenere i vantaggi di mercati finanziari globali e integrati". del num I Bric all'attacco del dollaro: serve un sistema monetario più diversificato Finanzaonline.com /08:27 Ekaterinburg "epicentro della politica mondiale". Il presidente russo Dmitrij Medvedev con queste parole vuole far capire al mondo occidentale l'importanza del summit tenutosi nella capitale degli Urali tra le quattro maggiori potenze emergenti, il cosiddetto gruppo Bric (Brasile, Russia,India, Cina). Paesi che chiedono una maggiore diversificazione del sistema valutario internazionale. Insieme detengono miliardi di riserve denominate per lo più in dollari, la sola Cina detiene 763,5 mld di dollari in titoli del Tesoro americano. Le conclusioni del vertice auspicano un sistema monetario internazionale stabile, prevedibile e più diversificato. Quindi un ruolo meno preponderante per il biglietto verde. Al termine del vertice di ieri, i leader dei 4 paesi hanno poi sottolineato la necessità di dare più voce e rappresentanza ai paesi emergenti all'interno delle organizzazioni finanziarie Internazionali. Riforma Obama bocciata dall'associazione bancaria. L'Associazione bancaria americana boccia l'imponente riforma finanziaria proposta dall'amministrazione Obama. Edward Yingling Wednesdayon, presidente dell'associazione afferma: "la proposta dell'amministrazione è troppo vasta e controversa che sarà difficilmente applicabile e alimenterà grande incertezza sui mercati finanziari e tra i regolatori". Pur riconoscendo la necessità di un nuovo sistema finanziario l'associazione delle

7 banche aggiunge: "la nuova agenzia prevista dalla riforma avrebbe un potere su prestiti e servizi che va oltre la protezione dei consumatori". Obama punta sulla Fed per regolare i mercati 17/06/ Superpoteri alla Federal Reserve, la Banca Centrale americana, per controllare più da vicino e regolare i mercati, onde evitare il ripetersi di una crisi economica e finanziaria come quella attuale. Li ha proposti oggi al Congresso Usa il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il presidente, insieme con il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha trasmesso al Congresso un documento di 85 pagine, in cui si propone anche l'istituzione di una sorta di agenzia per i consumatori, con poteri in settori come quello delle carte di credito. La riforma proposta mira a restaurare la fiducia nell'integrità del nostro sistema finanziario, si legge nel documento, e tocca tutti gli aspetti o quasi dei mercati finanziari. L'idea del presidente Obama è porre un termine a quella che ha definito la cultura dell'irresponsabilità. Tra i poteri conferiti alla Fed c'è quello del controllo di praticamente ogni società finanziaria che opera negli Stati Uniti, se risulterà necessario. Sono previsti controlli sui derivati, considerati tra i maggiori responsabili della crisi, come anche la possibilità, per il Tesoro, di prendere il controllo delle più grosse società finanziarie in caso di profonda crisi. Un potere che attualmente l'amministrazione non ha, e che l'anno scorso sarebbe risultate utile, nel più profondo della crisi. Abbiamo assistito a deficienze strutturali che hanno permesso ad alcune compagnie di scegliersi l'autorità cui riferire a proprio piacimento, spiega Obama nel delineare la sua Riforma della regolamentazione finanziaria del 21esimo secolo, e ad altre, come gli hedge fund (i fondi speculativi), di operare completamente al di fuori del sistema normativo. Inoltre, prosegue il presidente Usa, c'è stato lo sviluppo di strumenti finanziari, come alcuni derivati, così complessi da mettere in difficoltà gli sforzi tesi a stabilirne il vero valore. Un sistema che ha permesso alle banche di fare profitti dando prestiti a persone che non sarebbero mai state in grado di ripagarli, perché il prestatore scaricava un altro. Parte della riforma proposta, che dovrà passare l'esame del Congresso, riguarda le autorità finanziarie: verrà scardinato l'attuale sistema appoggiato sull'office of Thrift Supervision, un'autorità di vigilanza sul risparmio che fa capo al Tesoro, e verranno chiuse le falle nel sistema che hanno consentito ad importanti istituzioni di eludere le regole bancarie. Secondo Obama, il sistema sarà dotato di una normativa bancaria omogenea. Alzeremo i requisiti patrimoniali di tutte le istituzioni che raccolgono depositi, e i consulenti finanziari hedge fund dovranno registrarsi alla Fed. Obama propone anche che alla Federal Reserve sia data una nuova autorità, e responsabilità, per regolare le holding bancarie e le altre grandi imprese il cui fallimento metterebbe a rischio l'intera economia : sono in arrivo requisiti patrimoniali e di liquidità più onerosi, per rendere queste aziende istituzioni più forti e meno suscettibili di fallire. Al vertice delle istituzioni ci sarà un consiglio di sorveglianza per mettere assieme le autorità dei vari mercati affinché siano coordinate e condividano le informazioni. E per i gruppi finanziari di grandi dimensioni è in arrivo una resolution authority, un'autorità che non solo metterà in pratica tutte le salvaguardie necessarie a prevenire il fallimento di queste aziende, ma creerà anche un insieme di procedure che ci permetteranno di proteggere l'economia se uno di questi giorni dovesse poi fallire, ha auspicato Obama.

8 Essenziale la nuova autorità a protezione delle finanze dei consumatori: nel disegno dell amministrazione, potrà fissare gli standard, così che le compagnie si faranno concorrenza offrendo prodotti innovativi che i consumatori vogliono, e capiscono, davvero informazioni semplici, trasparenti e accurate. Svizzera, al via il terzo pacchetto anticrisi da 500 milioni 17/06/2009 Il governo svizzero ha deciso di avviare la fase tre delle misure anticrisi. Il terzo pacchetto contiene incentivi a sostegno dell'economia e dell'occupazione per un ammontare di 750 milioni di franchi svizzeri (500 milioni di euro). Lo ha annunciato il ministero dell'economia, precisando che il terzo step del rilancio si è reso necessario a causa del continuo degrado della situazione economicofinanziaria. Le previsioni aggiornate indicano che l'economia elvetica, particolarmente dipendente dalle esportazioni, dovrebbe subire una contrazione del 2,7% quest'anno e dello 0,4% nel Anche se gli indicatori congiunturali più recenti segnalano un rallentamento delle tendenze recessive, l'occupazione rischia una forte crisi di senza lavoro che dovrebbero salire al 3,7% dal 2,6% dello scorso anno. Inoltre, la mggior parte degli istituti di credito ha corretto drasticamente verso il basso le proprie previsioni di crescita. Il governo elvetico ha deciso di stanziare 400 milioni di franchi per contrastare la disoccupazione e incentivare la formazione. «Nel settore dell'energia, ad esempio, serve personale qualificato», cita una nota ministeriale. Il nuovo pacchetto stanzia, inoltre, 200 milioni per abbassare i premi dell'assicurazione malattia e altri 150 milioni per una riforma dell'iva che entrerà in vigore all'inizio del Il secondo pacchetto di sostegno all'economia da 700 milioni di franchi risale a febbraio mentre il primo pacchetto da 890 milioni di franchi era stato lanciato lo scorso novembre. Ocse, nel 2010 in Italia deficit al 6% La disoccupazione arriverà al 10% Bene misure anti-crisi del governo ma servono riforme strutturali ROMA (17 giugno) - Il deficit italiano «raggiungerà il 6% del Pil nel 2010, mentre il debito pubblico supererà il 115% e continuerà a crescere, nonostante un certo sforzo di consolidamento fiscale». È quanto scrive l'ocse nel rapporto sull'italia. Bene misure anti crisi, ma servono riforme strutturali. L'Ocse vede con favore le misure anti crisi che, «nonostante il limitato spazio di manovra», sono state introdotte dal governo italiano, ma raccomanda che «nel lungo periodo la performance economica può essere migliorata con riforme macroeconomiche e strutturali». Lo scrive l'organizzazione internazionale nel suo rapporto nel quale cita «ulteriori riforme di pensioni e sanità». Ripresa lenta solo dal L'Ocse sottolinea tuttavia come elemento positivo il fatto che i bilanci relativamente sani delle famiglie italiane e delle imprese, oltre che la solidità del sistema bancario potrebbero permettere alla ripresa, quando verrà, di essere «più robusta che altrove». Nel 2009, intanto, tutti i principali indicatori sono in deciso ribasso. I consumi accuseranno un calo del 2,4% per restare poi fermi l'anno prossimo mentre gli investimenti fissi a fine 2009 crolleranno del 16% (-20,2% per macchinari ed equipaggiamenti) per tornare a crescere di appena l'1,3% nel Particolarmente negativo anche l'andamento del commercio estero: le esportazioni scenderanno del 21,5% (-0,7% nel 2010) e

9 le importazioni del 20,2% (-0,2% nel 2010). Debito troppo alto «Il debito italiano è semplicemente troppo alto per permettere al governo di fare di più» per sostenere la domanda interna. L'Ocse precisa che le autorità «hanno ragione a mantenersi caute». «Circa 300 miliardi di euro del debito pubblico italiano maturano nel 2009 e un simile ammontare nel 2010», aggiunge l'ocse e avverte che «il deficit di bilancio necessiterà di nuovi prestiti per 80 miliardi di euro». Disoccupazione crescerà ancora. Poi l'allarme: «La disoccupazione crescerà fortemente nel 2009 e potrebbe raggiungere il 10% entro la fine dell'anno» e l'avvertimento «c'è una considerevole incertezza sulla reazione del mercato del lavoro alla crisi». Secondo l'0cse «la rapida espansione della disoccupazione con ogni probabilità proseguirà anche nel 2010» Difficile attuare fedarlismo fiscale. «L'introduzione del meccanismo del federalismo fiscale al momento attuale può porre difficoltà ed è importante che abbia un forte sostegno politico e regionale», indica l'organizzazione, dando comunque atto che «le linee basi della legge, in particolare il finanziamento della spesa essenziale da parte delle entrate centrali su una base standard dei costi e un trasparente meccanismo di suddivisione delle entrate basato sull'iva e sulla capacità di introito fiscale, sono sane». Secondo l'oce, inoltre, «una nuova tassa locale, in parte basata sul valore delle proprietà di case, sarebbe altamente desiderabile dal punto di vista del federalismo fiscale». Migliorare efficienza P.A. Anche in un periodo di crisi «le riforme strutturali non dovrebbero essere dimenticate» e l'italia dovrebbe proseguire sulla strada dei progressi fatti negli anni scorsi nella liberalizzazione dei servizi. È quanto chiede l'ocse nel suo rapporto puntando il fuoco anche sulla necessità di «migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione». Obama vara nuove regole per la finanza: nasce agenzia per tutelare i consumatori Il presidente Usa: «Sarà la riforma più grande dal 1929 e ricostruirà la fiducia nei nostri mercati» ROMA (17 giugno) - Via alla riforma globale del sistema della finanza degli Stati Uniti. Il presidente Barack Obama ha proposta una nuova serie di regole - che dovranno passare all'esame del Congresso - con l'obiettivo di proteggere i diritti dei piccoli consumatori e stroncare comportamenti poco trasparenti come quelli che hanno portato all'attuale crisi finanziaria. «Una trasformazione - ha sottolineato Obama - di dimensioni che non si vedevano dai tempi della Grande depressione». Un piano che però, secondo il New York Times, è il risultato di molti compromessi con l'industria della finanza e il Congresso e non è così coraggioso come alcuni avevano sperato. Nuovi poteri alla Federal reserve su banche e imprese la cui attività presenta un «rischio sistemico»; un consiglio superiore per coordinare l'attività delle autorità finanziarie; e una autorità per gestire le crisi delle grandi imprese sono gli elementi principali della riforma proposta dal presidente Usa, in un discorso anticipato in una nota dalla Casa Bianca. Ma uno dei cardini del piano di riforma della normativa finanziaria sarà l'agenzia per la protezione finanziaria del consumatore che servirà per «ricostruire la fiducia nei nostri mercati». La nuova autorità, per Obama, sarà

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