Anno III - Numero Giovedì 23 ottobre 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40

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1 Anno III - Numero Giovedì 23 ottobre 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Stabilità I conti di Renzi al vaglio dell'europa A pag. 2 Vilipendio I dubbi del Pd in commissione Vignola a pag. 3 Regione Lazio La proposta di Storace per stoppare i vitalizi Sarra a pag. 8 LO SFORZO PER RIUNIFICARE UNA COMUNITÀ ANCORA TROPPO SPARPAGLIATA IN VARIE FORMAZIONI POLITICHE di Francesco Storace Dunque, Salvini sembra il nuovo Duce, con la sua avanzata inesorabile verso il sud della Penisola. Masse adoranti lo attendono col loro dialetto per recitare il nuovo Verbo della destra rinata. Ma è destra? Quando vedo Salvini in tv, anch io tendo a dire che ha ragione, le cose che strilla solleticano pure il mio istinto, si capisce la tentazione di chi si unisce al carro. Perché la destra è frantumata e chi ama la politica ne soffre maledettamente l assenza. Ad essere spietatamente realisti basterebbe esaminare quella che è la situazione odierna: la Lega col vento in poppa (ora con Salvini c è anche Silvano Moffa e fa riflettere che uno con la sua bella storia accetti quel percorso: ne parleremo); il movimento della Meloni, Fratelli d Italia, che non riesce ancora a decollare perché non da l idea di volersi unire ad altri; Ncd con la ovvie difficoltà per chi ha un anima di destra a stare in un partito alleato con la sinistra; in Forza Italia il solo Gasparri sembra avere ancora la voglia di battersi per i nostri comuni valori con Berlusconi che sembra preso più da altro e da altri; e da lontano Fini che guarda le macerie che ha lasciato. Certo, con i suoi errori, ma senza di lui è andata ancora peggio, questa è la realtà. E per questo Salvini ha spazio ampio davanti a se. SFASCIO Salvini a capo della destra se continuano divisioni, veti e rancori. Le colpe di Fini. E tutti gli altri? Il nostro mondo è spappolato e vorrei sapere che cosa si aspetta a riunirci. Da mesi vado dicendo che non ho problemi di leadership e praticamente prego la Meloni di decidersi a fare sul serio: ma è un impresa ardua convincerla a fare passi, gesti, intese. Sembra frenata dall interno. Ma lo spettacolo è terribile. Vivo la realtà della regione Lazio: io sono capogruppo de La Destra; Giancarlo Righini lo è per Fratelli d Italia; Luca Gramazio guida il gruppo di Forza Italia e Pietro Di Paolo quello di Ncd. Quasi fosse uno scherzo, c è pure la lista Zingaretti ad essere guidata da un ex-an, Michele Baldi. Tutto questo è insopportabile. Tutti sembrano rassegnati a vivere col livore permanente, gli uni contro gli altri. Mi chiedo: se le colpe sono state di Fini, perché senza Fini non ci si riesce ad unire? Senza Fini, siamo più compatti o meno compatti? Se il traditore era lui, perché senza il traditore i puri non riescono a marciare uniti? Vuoi vedere che alla fine era l unico leader capace di tenerci insieme? Faccio queste domande senza disegni altri, ma solo per voglia di capire e discutere su che fine deve fare questa comunità. Io voglio parlare con tutti quelli che ne hanno fatto parte. Valga per tutti. Altrimenti andrà a finire che, paradosso della storia, Salvini si beccherà pure saluti romani e alala. Se staremo fermi se li sarà meritati. Prima delle primarie, le volontà. E la fine di ogni rancore. Verso tutti e in maniera intelligente. Voglio una Patria sovrana. Come la voleva quella destra che sembra scomparsa dai radar della politica italiana. Facciamola risorgere, la guidi chi vuole e chi sa. Magari comincino a parlarne nella fondazione An: non era quello il luogo per la rinascita? IL BEL RENÈ HA RICONOSCIUTO L UOMO CHE GLI ANNUNCIÒ L USCITA DAL GIRO DEL PIRATA Pantani, Vallanzasca vuota il sacco Il camorrista è rinchiuso nel carcere di Novara, ma il nome è ancora top secret. Sono ore decisive LENTE D INGRANDIMENTO SU TRE IMMIGRATI APPENA SBARCATI di Federico Colosimo Aun passo dalla svolta. Il caso Pantani si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli. L ultimo e forse più importante in ordine di tempo è l ulteriore interrogatorio di Renato Vallanzasca, che avrebbe rivelato il nome del detenuto che nel 1999 gli consigliò di puntare sulla non vittoria del Pirata al Giro. All interno del carcere di Bollate, al bel Renè sono state sottoposte 10 diverse fotografie dei detenuti tra i quali, alla fine, si trovava pure il camorrista che gli annunciò la fine della corsa del pelatino. L ex campo della Comasina ha riconosciuto l uomo, rinchiuso oggi come ieri - nel penitenziario Antigone di Novara. Il nome per adesso è top secret, ma dopo 10 anni di impasse il mistero potrebbe finalmente risolversi. Da bandito a pentito, il latin lover milanese, condannato a 4 ergastoli e 295 anni di reclusione, dopo essersi rifiutato di fornire qualsiasi tipo di commento sulla vicenda, salvo poi spedire una lettera alla mamma del pirata, nel quale confidava di aver ricevuto una soffiata, s è nuovamente convertito. E adesso quel regalo di cui parlò nel 99 l ignoto esponente della criminalità organizzata, e cioè di non giocare la vittoria, come stavano facendo tutti, del campione di Cesenatico, Vallanzasca potrebbe farlo a tutte quelle persone che da 15 anni a questa parte hanno gridato al complotto. Vallanzasca ha risposto. Voci maligne sostengono che in cambio potrebbe ricevere qualche beneficio. Tant è, il nome è sul tavolo della procura di Forlì. Che lavora sotto traccia e potrebbe già aver fatto visita al profeta che annunciò di fatto la resa (forzata) di Pantani. ISIS IN SICILIA, PARTE L INCHIESTA Mentre avanza in Iraq, mentre assedia i curdi a Kobane, mentre fa litigare Turchia e Usa, l Isis potrebbe essere già giunta in Italia. Sulle gambe di tre egiziani, naturalmente sbarcati nell ambito dell operazione Mare Nostrum, sulle quali si stanno concentrando le attenzioni delle Procure di Catania e Ragusa. La notizia va presa con le pinze, ma c è: l indagine è volta a scoprire se nelle maglie assai larghe dell accoglienza egli immigrati sulle coste siciliane non siano passati anche seguaci dell organizzazione islamica avvezza a staccare teste a nemici ed infedeli. Il sospetto è sorto dopo che all interno degli smartphone dei tre (alla faccia della povertà che li spinge a traversare il mare ) è stata trovata un identica foto con kalashnikov. Potrebbe infatti essere una specie di parola d ordine da usare per avere accesso alle cellule in Europa. Markovic a pagina 9

2 2 Attualità RENZI PROVA AD ALZARE LA VOCE CON L UE DOPO I SOLITI AVVERTIMENTI SUI CONTI Letterine e tweet: la chiamano stabilità Il Ministero dell Economia annuncia ai social network il bollino della Ragioneria di Stato e il tetto al bonus bebè. Ora si attendono le risposte del Quirinale e il confronto con Bruxelles di Robert Vignola La Ragioneria di Stato dà il suo ok. Ora tocca al Quirinale (che dopo segnali di incoraggiamento ha voluto ricordare che l aspetto complesso della manovra merita approfondimenti adeguati ) e soprattutto a Bruxelles. È ignoto che tipo di comunicazione possa intercorrere tra il Colle e Palazzo Chigi, sicuramente però alla signora Trojka arriverà un tweet dal Ministero di Economia e Finanze, ammesso che la legge di stabilità possa essere contenuta in 140 caratteri. È comunque stato il social network dell uccellino il canale di trasmissione, in uscita, usato dal Governo per mettere toppe a fughe di ogni tipo (in avanti e di notizie) che comparivano sui giornali in merito ai contenuti del disegno di legge. Completato il corredo tecnico dalla Ragioneria Generale dello Stato il Ddl Stabilità viene ora trasmesso al Quirinale, ha twittato alle l organo di governo, evidentemente impaziente di piazzare la toppa mediatica e disinnescare, così, le crescenti perplessità circa le coperture. Sempre con lo stesso irrituale meccanismo, il Mef ha pure reso noto che il limite del bonus è un reddito da 90mila euro. Un cinguettio particolarmente atteso giacché per tutta la giornata si erano inseguite voci circa il fatto che Renzi fosse pronto a rimangiarsi l annuncio domenicale, in virtù dell assoluta confusione regnante (tanto per cambiare) in tema di coperture. È venuto fuori anche che non ci sarà il pagamento in unica soluzione (anch esso ventilato) di 960 euro annuali, ma le rate da 80 euro. Altrimenti, questo è ovvio, il contributo avrebbe sfigurato con quello Berlusconi (che era di 1000 euro ) e non avrebbe comunque richiamato l effetto che fu già trainante alle europee di maggio. In entrata, invece, al Ministero hanno dovuto accontentarsi della vecchia cara corrispondenza. Con una letterina non proprio d amore pervenuta dall eurocrazia: e via con reprimende, avvertimenti prescrizioni varie. Una bocciatura? Macché, s è affrettato a garantire, questa volta, il premier in persona. La lettera Ue è naturale, non una tirata d orecchi, ha detto alla Camera, parlando di emblematico genere letterario che sta suscitando entusiasmo e passione di parte di noi e dei media : ma è naturale, per le nuove procedure, che quando mandi la legge Stabilità si inizi a discutere, a verificare i punti. Per il presidente del consiglio dei ministri invece, è tempo di sproloquiare ancora una volta atteggia dosi a sovranista: mentre il mondo rallenta ma continua a crescere, l eurozona ed in particolare l Italia ancora soffrono le conseguenze di una linea politica che in questi anni ha privilegiato il rigore e l austerity rispetto alla crescita. Addirittura, in un passaggio, sembra sottoscrivere un autocritica a nome di tutta una classe dirigente nazionale: Ci sono oggettivamente tanti punti di discussione rispetto a norme votate da questo Parlamento qualche anno fa. Sarebbe interessante discuterne, ma non siamo chiamati a discuterne bensì ad applicarle e fare il meglio che possiamo. Ma dobbiamo uscire dalla filosofia che l Europa è una matrigna cattiva, perché genererebbe sospetti e paure e saremmo sempre portati a vedere un potenziale rischio e pericolo. Già,quale pericolo? Certamente non quello di ridurci peggio di così. Praticamente impossibile PARLAMENTO EUROPEO Juncker, placet tra gli sbadigli Nessun sussulto. Il Parlamento europeo ha dato ieri il via libera alla nuova Commissione Ue guidata dall ex premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker. La conta? Non schiacciante, ma i numeri sono più che solidi: 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astensioni su un totale di 699 voti. Juncker ha spiegato che gli piacerebbe vedere assegnata all Europa «la tripla A sociale», ovvero il miglior giudizio possibile (nel rating del rischio sul debito) sulle sue politiche sociali. E ha anticipato che «prima di Natale» presenterà il «pacchetto ambizioso di investimenti» da 300 miliardi di euro per rilanciare occupazione e crescita. Un programma di investimenti, ha spiegato, a cui tiene molto e i tentativi per sviarlo «non sortiranno alcun effetto». Tutto bene? Insomma: il programma, ha avvertito Juncker, «non può essere finanziato con nuovo debito» e sarà presentato prima di Natale, con un accelerazione rispetto alla scadenza di fine gennaio. «Le economie che non crescono non creano neanche occupazione, e la creazione di posti di lavoro è una priorità», ha ribadito l ex premier lussemburghese. V.B. NEL MIRINO DELPONTE, CHA E GAMBELLI, IMPUTATI NEL PROCESSO SUL DISASTRO DEL IL COMUNE: VALE LA PRESUNZIONE D INNOCENZA Genova, l alluvione e quei premi ai dirigenti di Giuseppe Giuffrida Mentre Genova tenta di rialzarsi dopo gli innumerevoli danni provocati dall alluvione del 9 e 10 ottobre, spuntano altri premi per obiettivi raggiunti dati a dirigenti del comune ligure imputati per omicidio colposo nel processo sull alluvione di tre anni fa che provocò la morte di sei donne. Il caso riguarda Gianfranco Delponte, ex dirigente dell area Sicurezza, Pierpaolo Cha, il suo vice, e Sandro Gambelli, ex capo della Protezione civile comunale, tutti a processo con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso e calunnia. I tre hanno dunque incassato la parte aggiuntiva dello stipendio, assegnati dalla precedente amministrazione comunale, guidata da Marta Vincenzi, anche lei imputata nello stesso processo. Dal canto suo, l amministrazione del capoluogo ligure si difende dalle polemiche attraverso le parole dell assessore al Personale Isabella Lanzone, che rispondendo al Secolo XIX ha spiegato come finora per i tre dirigenti vale la presunzione di innocenza. Qualsiasi giudice del lavoro ci avrebbe condannato se avessimo fatto diversamente. Quando il Comune ha avuto delle prove certe ha licenziato subito i suoi dipendenti, ma ora non abbiamo ancora delle prove certe e vale il principio di garanzia e di presunzione di innocenza. Poi, entrando nel merito del denaro liquidato ai tre dirigenti, l assessore ha dichiarato che si tratta di una parte di retribuzione, non di un premio, prevista dalla legge. Si tratta di emolumenti legati al lavoro svolto nel corso del Ai tre dirigenti non abbiamo liquidato le retribuzioni di risultato al 100% ma a percentuali inferiori ha proseguito la Lanzone-, la valutazione che gli abbiamo dato non era piena. A chi solleva una questione quantomeno di opportunità, l assessore spiega che bisogna attenersi alla normativa del lavoro a garanzia del dipendente, evidenziando inoltre che il Comune ha spostato da tempo i tre dirigenti ad altri incarichi di minor responsabilità in altri settori e con remunerazioni inferiori. Già nelle scorse settimane una polemica simile aveva riguardato altri quattro dirigenti destinatari di riconoscimenti per la prevenzione idrogeologica alla vigilia della nuova alluvione che avrebbe nuovamente messo in ginocchio la città. Si tratta di Laura Petacchi, Monica Bocchiardo,Enrico Vincenzi e Stefano Pinasco, di cui quest ultimo imputato per disastro nell alluvione che distrusse Sestri Ponente nel di Marcello Calvo CASO MATACENA, A REGGIO C. CHIAMATI A DEPORRE 220 TESTIMONI. CI SARÀ PURE L EX PRESIDENTE DEL LIBANO Il processo a Scajola va avanti: ma senza l aggravante mafiosa Il tribunale del Riesame ha considerato inammissibile il ricorso della Dda, lo scontro si sposta in Cassazione Caso Matacena, per Claudio Scajola una notizia buona e una cattiva. Quella positiva è che il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso della Dda contro la decisione del gup che già aveva escluso l aggravante mafiosa nei confronti dell ex ministro e degli altri coimputati. La sensazione è che lo scontro finirà in Cassazione, che metterà il punto finale sulla vicenda. Anche se la pubblica accusa potrà contestare l articolo 7 nel corso del dibattimento iniziato ieri - sia nei confronti del ras di Imperia che della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. Quella cattiva è che il processo che lo vede imputato con l accusa di aver favorito la latitanza dell ex deputato azzurro, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, va avanti. Dopo 2 ore di camera di consiglio, il tribunale ha infatti rigettato le istanze presentate dalla difesa sulla nullità del rito immediato. L udienza è stata aggiornata al 6 novembre, ma il processo si annuncia lunghissimo. A Reggio Calabria sfileranno infatti 220 testimoni, tra questi anche Amin Gemanyel, l ex presidente del Libano chiamato come teste dai legali dell ex ministro dell Interno. I difensori di Scajola hanno convocato funzionari di banca come Paolo Pipitone (Carige), Enrico Braggiotti (Compagnie Monégasque de Banque) e Carlo D Onofrio (Banco di Napoli, alla Camera). E ancora: imprenditori. Tutte persone che sarebbero in grado di spiegare la correttezza dei rapporti tra l ex sindaco di Imperia e Chiara Rizzo. Ci sarà poi l audizione di Vincenzo Speziali, calabrese ma residente in Libano, sospettato di aver organizzato lo spostamento a Beirut di Matacena dove avrebbe potuto, secondo l accusa, fargli ottenere l asilo politico. La Procura ha chiesto di sentire in aula ben 162 persone tra funzionari e ufficiali che hanno condotto le indagini per la Dia. Tra i testi pure 7 presunti pentiti della ndrangheta, segno evidente che gli inquirenti intendono affondare su ipotetici rapporti tra Matacena e criminalità organizzata per poi tornare a contestare reati associativi e di mafia. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail: Autorizzazione del Tribunale di Roma n 286 del

3 3 Attualità LA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO AL LAVORO SUL DISEGNO DI LEGGE PER ABROGARE L ARTICOLO 278 DEL CODICE PENALE Caso Storace, i dubbi del Pd Da Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle nessun dubbio: il reato di vilipendio va cancellato Obiezioni sollevate dal partito di governo. Il senatore azzurro Caliendo: Mi auguro ci siano i tempi di Robert Vignola Occhio alla Commissione Giustizia del Senato: è là dentro che si sta giocando la partita sull abrogazione del reato di vilipendio. E tra chi fa pressing e chi melina, la distanza temporale di un mese che separa Francesco Storace dalla sentenza che lo riguarda ha già iniziato ad assottigliarsi. Qualcosa si muove, si è mosso per la verità già il 21 ottobre, in concomitanza con l udienza (poi rinviata per sciopero del personale non togato) al tribunale di Roma. Ieri, con la relazione del presidente Nitto Palma già sul tavolo, si è proceduto con la discussione generale. A prendere la parola i senatori Giacomo Caliendo (Forza Italia), Ciro Falanga (Forza Italia), Enrico Cappelletti (Movimento Cinque Stelle), Erika Stefani (Lega Nord) e Giuseppe Cucca (Pd). Ne è emerso un quadro di quasi unanimità rispetto alla necessità di andare a fondo alla questione, già sollevata con i disegni di legge Cappelletti e Gasparri, e procedere quindi all abrogazione dell articolo 278 del codice penale. Quasi unanimità: e che il diavolo fosse nei dettagli lo scrivevamo ieri. Se, così, Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle hanno premuto sull acceleratore della cancellazione del reato, riserve sono state espresse a nome del Pd da parte di Cucca, che ha manifestato alcuni dubbi. Non solo: a causa di alcune assenze, si è anche stabilito di procedere nella discussione generale (che poteva essere chiusa ieri). Dal Pd stanno prendendo tempo? Può essere, commenta l esponente azzurro Giacomo Caliendo, anche se finalmente si sta discutendo. Io credo si possa arrivare ad una soluzione utile, anche in tempi brevi, ma non so se prima del 21 novembre. Personalmente, me lo auguro, conclude Caliendo. Fatto sta che c è una data: è quella del 6 novembre. Alle ore 18 scadranno infatti i termini per la presentazione degli emendamenti, c è quindi il ragionevole sentore che si possano discutere entro il 10 novembre e quindi arrivare ad approvare il disegno di legge in commissione entro la metà del mese. Basterà? Difficile dirlo. C è stato, al di là di questo, un ritardo colpevole nel far partire la discussione? Probabile. Di chi sia la responsabilità? Emergerà dalla consistenza di dubbi da sollevare nel merito della questione. Il resto sarà tattica, con l amarissimo sapore del giustizialismo ad personam. Ma sarà ardua da nascondere. ALL EX CAPITANO AZZURRO SEQUESTRATI BENI PER 900MILA EURO La scure del fisco su Fabio Cannavaro di Giuseppe Giuffrida Settimana nera per l ex capitano della Nazionale Fabio Cannavaro, che si è visto sequestrare dalla Finanza beni per 900mila euro nell ambito di un indagine su una ingente frode fiscale legata alla FD Service srl, società di noleggio di lussuose imbarcazioni che l ex calciatore gestisce insieme alla moglie Daniela Arenoso. L indagine è stata avviata dopo una verifica fiscale dell Agenzia delle Entrate di Napoli che aveva ricostruito come tre imbarcazioni di lusso formalmente intestate alla società per eventuali noli fossero in realtà utilizzate a fini personali dalla coppia. In particolare, i controlli fiscali hanno evidenziato nel periodo un evasione di Irap, Ires e Iva per un valore complessivo di un milione di euro. Per alcune delle annualità sottoposte a controllo, tali violazioni hanno comportato anche la denuncia all autorità giudiziaria per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, essendo state superate le soglie previste di punibilità. Il rappresentante legale della FD Service srl è la moglie Daniela Arenoso, ma la procura di Napoli ha aperto un fascicolo d inchiesta per identificare il coinvolgimento in reati tributari anche di altre persone, delegando al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli l esame della situazione patrimoniale degli indagati con l obiettivo di recuperare in toto o parzialmente le somme sottratte al fisco. Per gli inquirenti, Fabio Cannavaro è l amministratore di fatto della srl ed è indagato come Eugenio Tuccilo, persona che ha rilevato quote della società durante la verifica fiscale per poi metterla in liquidazione. Anche un ex dipendente della società ha cercato di aiutare i Cannavaro a sottrarsi al pagamento delle imposte. Una cessione fittizia di beni che è costata una denuncia e il sequestro di un Itama 38 da 180mila euro. L indagine coordinata dal pm di Napoli Fabrizio Vanorio e dal procuratore agiunto Fausto Zuccarelli ha anche individuato beni immobili per 650mila euro su cui applicare il sequestro per equivalente. PER I GIUDICI RESTRINGE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI Tasse sul gioco d azzardo, la Corte Ue boccia l Italia Doccia gelata dall Unione europea, che stavolta boccia la legge italiana sulla tassazione delle vincite da gioco d azzardo ottenute in altri Paesi europei. Il caso è arrivato sul tavolo della Corte di Lussemburgo dopo che l Agenzia delle Entrate aveva contestato a Cristiano Blanco e Pier Paolo Fabretti l omessa dichiarazione di varie vincite ottenute in case da gioco estere. Dal canto loro, i due sostenevano che gli avvisi nei loro confronti violano il principio di non discriminazione, mentre il fisco nostrano giustificava il tutto con una normativa mirata a prevenire il riciclaggio di capitali all estero e a limitare le introduzioni in Italia di capitali di origine incerta. Sta di fatto che la Corte europea si è pronunciata dando nettamente torto alla legge, vedendo anzi nel provvedimento italiano una restrizione della libera circolazione dei servizi, dal momento che le stesse vincite, effettuate entro i confini della Penisola, non sono tassate se non con l imposta sugli intrattenimenti. In questo modo, secondo quanto evidenziato da Lussemburgo, i cittadini europei vengono dissuasi dallo spostarsi per giocare in altri Stati membri. Inoltre, il fatto che i prestatori di giochi stabiliti in Italia siano assoggettati all imposta sugli intrattenimenti non toglie alla normativa italiana il suo carattere manifestamente discriminatorio, in quanto tale imposta non è analoga all imposta sul reddito della libera prestazione dei servizi. Una restrizione discriminatoria spiega ancora la Corte- può essere giustificata soltanto qualora persegua obiettivi attinenti all ordine pubblico, alla pubblica sicurezza o alla sanità pubblica. Nel caso italiano, quindi, non si verifica nessuno di questi obiettivi, ma semmai una netta contraddizione: non è coerente, infatti, che uno Stato intenzionato a lottare contro la ludopatia, da un lato tassa i consumatori che partecipano a giochi d azzardo in altri Paesi, e dall altro li esonera rischiando di sortire l effetto contrario, cioè incoraggiarli a giocare. G.G. LA DECISIONE DELL AUTORITÀ PER L ENERGIA Disservizi, l Eni risarcirà oltre 100mila clienti Eni dovrà risarcire con un indennizzo di 25 euro a testa oltre 100 mila clienti che hanno subito disservizi sia nell ambito della "tutela" gas che del mercato libero. A stabilirlo è stata l Autorità per l energia dopo che la società ha subito un procedimento sanzionatorio per violazione della regolazione sulla periodicità di fatturazione (oltre 79mila casi) e ritardi nell invio della bolletta di chiusura per cambio di fornitore (27mila casi). In particolare, il risarcimento riguarda tutti quei clienti che al 31 ottobre 2013(data in cui è stata avviata l istruttoria) erano interessati ai disservizi, ancora presenti al 31 dicembre Dal canto suo, in una nota si legge che la società si è impegnata a garantire la dilazione automatica e la rateizzazione senza interessi delle somme fatturate, ad aderire per due anni al servizio conciliazione clienti energia dell'autorità e a promuovere iniziative per incentivare l'autolettura del contatore. Nello specifico, saranno previste comunicazioni per aumentare la consapevolezza dell importanza dell autolettura, messaggi ai clienti per i quali non risultano letture effettive o autoletture da almeno 12 mesi e acquisizione dei dati attraverso post-it in occasione della visita della società di lettura. G.G.

4 4 Storia CON QUEI VALORI TOGLIATTI COMPRÒ ANCHE BOTTEGHE OSCURE E LA TIPOGRAFIA PER STAMPARE L UNITÀ, E CI PAGÒ LE CAMPAGNE ELETTORALI Dongo: oro e sangue/3 di Emma Moriconi Servello e Garibaldi scavano tra le carte e trovano le prove di un patto Dc-Pci per coprire i responsabili del furto e degli omicidi Luigi Longo Nella scorsa puntata di questo piccolo speciale dedicato ai misteri delle ultime ore di Mussolini abbiamo parlato di Angelo Zanessi, che riferì in un memoriale di essere entrato in possesso di materiale contenuto nelle borse che il Duce portava con sé nel suo ultimo viaggio. A questo proposito è di assoluta rilevanza un documentario: Mussolini: Marcia, Morte, Misteri, La Grande Storia, di Enzo Antonio Cicchino. In questa fase ci occuperemo della seconda e della terza parte, lasciando la prima al nostro speciale del prossimo martedì, dedicato alla Marcia su Roma. Il documentario presenta immagini in parte inedite del periodo ed ha il pregio di riuscire a trascinare indietro nel tempo lo spettatore. Molti aspetti andrebbero eviscerati, alcuni anche contestati, ma di certo ci sono verità che fanno accapponare la pelle. Ciò che interessa in questa sede è ciò che emerge circa l oro di Dongo, riservandoci di tornare su altri passaggi chiave della vicenda in altra sede. Gioielli, soldi contanti, oro. Valori per i quali tante persone sono morte, come i partigiani Neri e Gianna, di cui abbiamo parlato di recente, come molti testimoni scomodi di quelle ore. Una lunga, lunghissima scia di sangue. Aprile 1957: dopo un istruttoria di 12 anni sono imputati 37 partigiani, quasi tutti comunisti, che devono spiegare dove sono finiti tutti quei beni, per un valore che oggi ammonterebbe a circa 600 milioni di euro dice il documentario. Che specifica che parte di questo tesoro sarebbe andato a coprire le spese del PCI, per l acquisto dell immobile in via delle Botteghe Oscure, della tipografia per stampare l Unità e per finanziare le campagne elettorali nel dopoguerra. Il processo va avanti 4 mesi, poi la macchina si ferma a causa della morte di un giudice, bisogna quindi rinviarlo a nuovo ruolo. Non se ne farà più nulla: nel frattempo sono arrivate prescrizioni e amnistie, così abdica la giustizia italiana. Occorre, a questo punto, prendere in considerazione un altro speciale: ancora quello di Storia in Rete dello scorso aprile. Una catena di morti che attende giustizia : così titola Averaldo Costa dalle pagine della rivista. Costa racconta i contenuti del volume-inchiesta di Servello e Garibaldi dal titolo Perché uccisero Mussolini e Claretta. La verità negli archivi del PCI. Il libro, uscito in prima edizione due anni fa (più o meno la stessa epoca del documentario di Cicchino) presenta nella sua seconda edizione una serie di nuovi colpi di scena, che gli autori raccontano dopo aver analizzato documenti inediti rintracciati presso l Archivio Storico del Tribunale Supremo Militare e presso l Archivio di Stato. Gli storici avrebbero rinvenuto le prove delle manovre poste in atto per neutralizzare l azione del generale Leone Zingales, che stava per giungere alla verità, e le prove degli accordi sotterranei tra DC e PCI per mettere una pietra tombale sui risultati dell indagine di Ciro Verdiani, l ispettore di Pubblica Sicurezza che aveva ricostruito il furto, ad opera di funzionari del PCI, di ingenti valori tutti di spettanza dello Stato. Verdiani aveva tirato fuori le prove per affermare, insomma, che il tesoro di Dongo era finito nelle mani del PCI, il quale si era occupato di proteggere i colpevoli sia del furto che degli omicidi legati proprio al tesoro. Dicevamo dei partigiani Gianna e Neri: non furono le sole vittime. Verdiani scrisse infatti di una minaccia di morte incombente su chiunque troppo sappia o voglia sapere, o dica, sulla destinazione e il possesso del cosiddetto oro del Duce. Secondo le prove accumulate da Verdiani, autori materiali delle uccisioni furono Leopoldo Cassinelli (Lince) e Maurizio Bernasconi (Maurizio). Il mandante: Luigi Longo. Gli autori pubblicano il rapporto riservato di Verdiani: crolla finalmente e definitivamente - quel castello di carte costruito sul sangue e sulla menzogna. DC e PCI fecero un patto: la prima avrebbe insabbiato tutto e il secondo avrebbe frenato le frange estremiste pronte alla rivoluzione. E se qualcuno avesse insistito, il PCI avrebbe provveduto a sistemare le cose come aveva sempre fatto: soffocandole nel sangue. È ciò che accadde a Franco De Agazio, fondatore e direttore del settimanale Il Meridiano d Italia: assassinato il 14 marzo 47 dalla Volante Rossa. Il nipote, Franco Servello, coautore del libro-inchiesta in argomento che ne prese il posto - subì numerosi attentati. Ecco dunque un altro personaggio che si affaccia sulla scena: Leone Zingales, un magistrato militare che voleva far luce sul mistero del tesoro di Dongo e assicurare alla giustizia i responsabili del furto e degli omicidi. Come rilevano Servello e Garibaldi, se al generale Zingales fosse stato consentito di proseguire il suo lavoro di operatore di giustizia, egli avrebbe finito con l aprire un indagine anche sulle fucilazioni di Dongo, dato che erano state eseguite dai partigiani senza che fosse stata pronunciata alcuna sentenza di morte da nessun tribunale autorizzato. Infatti anche la postuma, e ridicola, rivendicazione stilata il 29 aprile 1945 dal CLNAI di Milano, non poteva avere, né avrà mai, il valore di una sentenza legittima. L argomento non è certo esaurito qui, ne parleremo ancora nella prossima puntata. Ma occorre fermarsi un momento per fare un riflessione: queste carte vengono fuori oggi, 70 anni dopo, perché coperte dal segreto di Stato. Quello stesso Stato che, rimuovendo un generale dal suo incarico, ha permesso dolosamente - di lasciare impunito più di un delitto. ( continua )

5 5 Esteri CANADA DUE GIORNI FA UN MILITARE È STATO UCCISO IN UN ATTACCO DA PARTE DI UN SIMPATIZZANTE JIHADISTA Spari in Parlamento: muore un soldato Massima allerta a Ottawa. Scontri a fuoco in tre luoghi distinti: si pensa all azione di un commando. Un aggressore è deceduto dopo un conflitto a fuoco, caccia gli altri due di Barbara Fruch Momenti di terrore in Canada. Tre sparatorie ieri a Ottawa, la capitale, hanno coinvolto l area del Parlamento dove era in corso una riunione politica di alto livello. Un soldato di guardia al vicino monumento al milite ignoto, colpito per primo, è morto. Secondo la Cbs anche altre due persone sarebbero state ferite, fra cui una guardia del Parlamento, e sono state trasportate in ospedale, non sarebbero in pericolo di vita. Uno degli attentatori è stato ucciso, ma non era solo: sarebbero infatti due o tre i complici. S indaga al momento sull ipotesi che possa trattarsi dell azione d un commando. Le sparatorie sono avvenute negli edifici che fanno parte del complesso governativo noto come Parliament Hill. La prima è avvenuta davanti al National War Memorial, (Monumento ai Caduti) nella quale è rimasto colpito il militare: immediatamente trasportato in ospedale l agente è deceduto dopo due ore di agonia. La vittima sarebbe stata colpita, secondo testimonianze, da un uomo a volto coperto che ha sparato con un fucile a canna lunga, forse da caccia, contro i due soldati di guardia, colpendone per l appunto uno. Poi, inseguito da altri militari, è entrato di corsa nel Parlamento, dove è stato raggiunto e ucciso. Il deputato Tony Clement ha scritto su Twitter che nell edificio, dove era in corso una riunione della maggioranza, sono stati uditi circa 30 spari. L attentatore non era solo: due o tre complici, che risultano al momento ricercati, hanno poi aperto il fuoco dal tetto dell edificio. Un altra sparatoria si è verificata nei pressi del Rideau Centre, non lontano dai primi due luoghi. Al momento degli spari in Parlamento erano presenti, oltre al premier Stephen Harper, anche i leader degli altri due principali partiti politici canadesi. Il premier, dopo essere stato messo dapprima in sicurezza nell edificio, lo ha abbandonato, la località nella quale è stato condotto viene mantenuta segreta per motivi di sicurezza. Stessa procedura, riportano i media canadesi, è stata seguita per il leader ufficiale dell opposizione, Thomas Mulcair. Intanto la polizia ha isolato tutta la zona. L ambasciata Usa è stata isolata per ragioni precauzionali. Chiusa anche l ambasciata d Italia ad Ottawa, al pari degli edifici del governo canadese, delle scuole e dell università. Tutte le auto in uscita dalla città sono controllate mentre gli agenti hanno intimato alla popolazione del quartiere di non affacciarsi alle finestre, soprattutto nel quartiere governativo. Sui tetti del Parlamento si sono appostati i cecchini. Il Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad) ha aumentato il numero dei suoi aerei in stato di allerta, pronti a intervenire se necessario. Il Canada non si lascerà terrorizzare o intimidire, ha assicurato il ministro per l Occupazione canadese, Jason Kenney. Eppure il paese negli ultimi giorni è rimasto scosso da due episodi sconcertanti. Lunedì a Saint Jean sur Richelieu, vicino Montreal in Quebec, un 25enne convertito all Islam e con simpatie jihadiste si è lanciato con la sua auto contro due militari canadesi, uccidendone uno, ed è stato poi a sua volta ucciso dalla polizia al termine di un inseguimento. Non è ancora chiaro se ci sia un collegamento tra i due episodi, però proprio in quell occasione era stato proclamato l allerta antiterrorismo. Nell elevare il livello di allarme le autorità avevano precisato di non essere in presenza di una minaccia specifica ma che, comunque, individui o gruppi dentro il Canada hanno l intenzione e le capacità di commettere atti di terrorismo. A sconvolgere il Canada martedì era stata la scoperta di quattro cadaveri di neonati nell armadietto di un azienda a Winnipeg. I corpi, trovati da alcuni dipendenti, erano in forte stato di decomposizione. GUARITO NEGLI USA IL CAMERAMAN NBC. IN SIERRA LEONE 20 DECESSI AL GIORNO E L OMS PUNTA SULLA SPERIMENTAZIONE DEL VACCINO A GENNAIO 2015 Ebola, l incubo tra lutti e speranze di Giorgio Musumeci Arrivano buone notizie dagli Stati Uniti, dove Ashoka Mukpo, il cameraman dell emittente Nbc che aveva contratto l ebola in Liberia, è stato dichiarato guarito dalle autorità sanitarie statunitensi e verrà dimesso dall ospedale. Parlando ai cronisti, Mukpo ha manifestato la sua gioia: Ho lottato e vinto, con l aiuto di molti. Il suo è il quarto caso di guarigione dall ebola in territorio americano, dopo i due missionari che avevano contratto il virus in Liberia e l infermiera di Dallas ammalatasi dopo essere stata a contatto col paziente zero Thomas Duncan. Intanto, sul fronte umanitario il presidente americano Barack Obama ha incontrato ieri alla Casa Bianca Ron Klain, il supercommissario nominato per coordinare proprio la lotta contro l epidemia. L obiettivo è quello di attuare una risposta aggressiva, efficace e coordinata del governo contro l ebola, mentre da oggi è scattato il piano del Dipartimento per la sicurezza nazionale per il quale i viaggiatori potranno entrare negli Stati Uniti unicamente attraverso i cinque aeroporti attrezzati con controlli speciali: il Jfk di New York, il Newark in New Jersey, il Dulles di Washington, l aeroporto di Chicago e quello di Atlanta. Nei cinque scali sono state infatti rafforzate le misure di sicurezza, con dispositivi laser per la misurazione della temperatura corporea dei passeggeri in arrivo. Già il 94% delle persone dirette negli Stati Uniti da Liberia, Sierra Leone e Guinea arriva nel Paese attraverso i cinque scali. Anche l Inghilterra, secondo quanto reso noto dal Public Health England, ha avviato i controlli per individuare eventuali persone in arrivo affette dal virus. In particolare, all aeroporto di Gatwick, a Londra, le operazioni inizieranno al terminal nord e saranno poi estese anche a quello sud. Entro la settimana inizieranno i controlli anche alla stazione ferroviaria di St. Pancras di Londra. Situazione nettamente differente a Sierra Leone, dove i governi locali riferiscono di venti morti al giorno. Per il National Ebola Response Center, 49 nuovi casi sono stati registrati in due zone specifiche che si trovano intorno la capitale Freetown. In tutto 851 casi sono confermati nella parte occidentale della zona urbana e in quella rurale dove potrebbe essere messa in quarantena la città di Waterloo, come è stato fatto per Kailahun,Kenema, Bombali, Port Loko e il distretto di Moyamba. Ad oggi, l Organizzazione mondiale della Sanità registra tra Sierra Leone, Liberia e Guinea oltre morti. Dal fronte del vaccino sperimentale, sempre l Oms ha affermato che entro dicembre si saprà se, nella ricerca in corso di un possibile antidoto per l ebola ci sono alcune sostanze utili allo scopo e se, eventualmente, possono iniziare le sperimentazioni con l inizio del A tal riguardo, l assistente direttrice generale dell Organizzazione ha affermato che i test clinici in programma o già in corso in Europa, Africa e Stati Uniti sono spinti dai vari governi, speranzosi di poter usufruire quanto prima di uso nel mondo reale di un vaccino approvato. NUOVO EPISODIO DI VIOLENZA SU UNA MINORE. L ENNESIMO IL PEDOFILO E ANCORA A PIEDE LIBERO Orrore India, bimba di 3 anni vittima di uno stupro Millenni di vergogne e abusi, ma non era il paese della non violenza? L unico cambiamento rispetto al passato è che le donne hanno cominciato a sporgere denuncia e il loro grido è diventato notizia di Federico Colosimo Orrore India. Terra di stupri e vergogne. Nuovo episodio di violenza su una minore. L ennesimo. Una bambina di 3 anni violentata all asilo nido da un pedofilo ancora a piede libero. Genitori infuriati si sono raccolti davanti all International School di Bangalore (stato meridionale di Karnataka) e hanno provato a farsi giustizia da soli. La polizia ha identificato 6 dipendenti dell istituto, fra i quali dovrebbe trovarsi il colpevole, visto che la preside ha sostenuto che non può esservi stata alcuna intrusione dall esterno. Oltre l India da cartolina, del Taj Mahal, della cucina tandoori e dei santoni, esiste una nazione asiatica tragica, violenta, spaventosa. Delle cattiverie contro donne e bambini. Dei soprusi e delle ingiustizie. Come quelle a cui sono costretti i 2 marò da quasi 3 anni. Ma la cosa che più fa rabbrividire è il fenomeno stupri. Le statistiche sono paradossali: ogni 20 minuti in India una donna viene violentata. Nonostante le continue rassicurazioni del governo, i soprusi continuano. In mezzo a questo scenario vergognoso, una giustizia indecente. La rabbia della popolazione ha spinto l esecutivo a rivedere la legge contro lo stupro del 1983, ma questo servirà a poco e a nulla. E di certo non risolverà il problema. Perché la questione è radicata nella società, che tratta le donne come esseri inferiori agli uomini. E l atteggiamento che deve cambiare. Il rispetto verso la figura femminile deve crescere. Anzi, nascere. La mentalità attuale spinge le famiglie a considerare le signore come oggetti che devono rimanere puri e ben controllati: le donne sono di proprietà del padre e poi del marito. E questo nel 2014 non può esistere. I conservatori indiani dicono che la colpa degli stupri è dell influenza occidentale che porta al decadimento morale. Vecchia storia. E a Delhi si consiglia alle ragazze di non vestirsi in maniera provocante. Come se gli abusi fossero conseguenza dell abbigliamento e non della volontà di prevaricazione dell uomo. In questo caso inteso come bestia. Ma l India non era il paese della non violenza? La patria del Mahatma Ghandi? Il regno della spiritualità? La verità è che per millenni maltrattamenti e porcherie sono stati taciuti con vergogna, sepolti nel buio della ferita. L unico cambiamento rispetto al passato è che oggi le donne hanno cominciato a denunciare i loro violentatori. E che il loro grido, amplificato dai media, è diventato notizia.

6 6 Esteri LA CORTE DI GIUSTIZIA HA COMINCIATO A DISCUTERE LE ACCUSE DEGLI ECONOMISTI TEDESCHI ALLE POLITICHE DELLA BCE Un processo sul futuro dell Europa La sentenza mette a rischio il quantitative easing promesso ad ogni costo da Mario Draghi E ora la grande coalizione guidata dalla Merkel teme l ascesa di Alternative fur Deutschland di Giuliano Castellino Quale futuro per l'eurozona? Molto dipenderà anche dalla Germania. Il 14 ottobre è iniziato, presso la Corte di Giustizia Europea, il procedimento contro il progetto di acquisto di titoli da parte della Banca Centrale Europea (BCE) conosciuto come Outright Monetary Transactions (OMT). Il processo si prevede lungo, con una sentenza non prima di metà 2015, ma sicuramente la decisione avrà serie ripercussioni per la relazione della Germania con il resto dell eurozona. Le radici del caso risalgono alla fine del 2011, quando i tassi dei titoli sovrani italiani e spagnoli stavano seguendo i corrispondenti greci a livelli elevatissimi e i mercati mostravano che avevano perso la fiducia nella capacità delle economie più problematiche dell eurozona di riprendersi. Durante l estate del 2012 la situazione in Europa era disperata. Erano stati intrapresi salvataggi finanziari in Grecia, Irlanda e Portogallo, mentre l Italia era pericolosamente sul punto di averne bisogno. Ma l economia italiana, in particolare i suoi livelli giganteschi di debito pubblico indicavano che sarebbe stata troppo grande per ricevere un trattamento simile. In ogni caso, i precedenti salvataggi non stavano calmando i mercati finanziari. Mentre gli interessi dei titoli italiani e spagnolo balzavano intorno al 7%, considerato il punto in cui il fallimento diviene inevitabile, il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, disse che la BCE era pronta a fare tutto ciò che sarebbe stato necessario per salvare l euro. In concerto con i capi dei governi europei, la BCE ha sviluppato un meccanismo che consente di comprare un numero illimitato di titoli sovrani per stabilizzare un Paese membro, un arma abbastanza grande da intimidire gli investitori. Ma la soluzione di Draghi non fu gradita a tutti. Gli oppositori maggiori includevano Jens Weidmann, presidente della Bundesbank tedesca. Come molti tedeschi, Weidmann riteneva che la BCE stesse oltrepassando i suoi limiti istituzionali, visto che i trattati dell Ue impediscono alla banca di finanziare i Paesi membri. Peggio, se l OMT fosse stato effettivamente usato, ciò avrebbe sostanzialmente significato spendere denaro tedesco per salvare ciò che molti tedeschi considerano spreconi europei meridionali. All inizio del 2013 un gruppo di professori di diritto costituzionale e di economia delle università tedesche raccolsero circa firme e portarono l OMT dinanzi alla Corte Costituzionale Tedesca. Durante una seduta nel giugno del 2013, Weidmann testimoniò a favore dell accusa. Nel febbraio 2014 la Corte emise un verdetto inatteso, stabilendo per 6 a 2 che la BCE aveva di fatto superato i suoi limiti, anche se passò il caso alla Corte di Giustizia Europea, riconoscendo che un interpretazione più restrittiva dell OMT da parte di quest ultima avrebbe potuto renderlo legale. Il gruppo di accademici che organizzò la petizione si era dato da fare mentre la Corte deliberava. Ed ecco nascere nel febbraio 2013, anche a Berlino, un partito antieuro. Fondatore il professore di economia Bernd Lucke. Il partito anti-europeo, è giunto vicino ad ottenere un seggio al Bundestag, la Camera bassa del parlamento tedesco, alle elezioni generali di settembre 2013, una notevole impresa per un partito fondato appena sei mesi prima. Esso ha realizzato maggiori consensi nel 2014, ottenendo il 7,1% dei voti nelle elezioni per il Parlamento Europeo in maggio, e fra il 9,7% e il 12,2% in tre elezioni regionali in agosto e settembre. Ricordiamo che attualmente la Germania è governata da una grande coalizione con l Unione Cristiano-Democratica del cancelliere tedesco Angela Merkel (e il suo partito fratello Unione Cristiano-Sociale con base in Baviera) che condivide il potere col Partito Socialdemocratico di centrosinistra. Questo asse centrista, come successo altrove, ha aperto spazi su posizioni sovraniste ed identitarie, lasciati dalle vecchie formazioni di "destra", oggi impegnate a spartirsi il potere con la sinistra. In origine partito con un solo tema, Alternativa per la Germania ha cominciato a sposare valori tradizionali e politiche identitarie ed anti-immigrazione, una tattica che ha funzionato particolarmente bene nelle elezioni tenutesi nella Germania orientale in estate. La sua ascesa mette la Merkel in un dilemma che diverrà particolarmente acuto se Alternativa per la Germania si dimostrerà capace di rappresentare i tedeschi contrari all idea di un Paese che sostiene finanziariamente il resto dell Europa. Anche perché, mentre la Merkel si è abituata alle critiche che vengono dai partiti di sinistra riguardo alle dure misure di austerità, non aveva preso in considerazione le forze antieuro e sovraniste che costituiscono una seria opposizione in Germania. Questo sentimento anti-bce in Germania si è gonfiato durante il 2014, quando i tentativi di Draghi di far aumentare la bassa inflazione dell eurozona si sono allontanati sempre più dall ortodossia economica. I conservatori tedeschi hanno accolto ogni nuova mossa con disapprovazione. I media tedeschi hanno chiamato i tassi d interesse negativi tassi punitivi, proclamando che essi ridistribuiscono miliardi di euro dai risparmiatori tedeschi agli spendaccioni europei meridionali. Questa confluenza di eventi lascia la Merkel nervosamente ad attendere la decisione della Corte di Giustizia Europea. Se il Tribunale decidesse che l OMT è legale, sarà eliminato un notevole freno inibitore al quantitative easing, e la possibilità di una estesa campagna d acquisto di titoli diverrà una minaccia sempre più vicina, con notevole contrarietà dei tedeschi, a tutto vantaggio di Alternativa per la Germania. Sin dall inizio della crisi, la Germania ha fatto in modo di tenere in vita l eurozona senza compromettere sostanzialmente la ricchezza nazionale, ma arriverà il momento in cui la Germania dovrà decidere se è disposta a sacrificare una più grande parte della sua ricchezza per salvare i suoi vicini. Fino ad ora Berlino è stata capace di mantenere il suo proprio capitale relativamente lontano dalle bocche affamate della periferia, ma il problema continua a ripresentarsi. Ciò pone la Germania in un dilemma perché due dei suoi imperativi chiave sono in contraddizione. Salverà l eurozona per proteggere le sue esportazioni, sottoscrivendo grossi assegni come contropartita? O si opporrà alle mosse della Sempre più vicina la partita finale con i risultati del monitoraggio della Banca centrale europea sulle principali banche Ue. La comunicazione ufficiale è prevista per domenica 26 ottobre: ogni anticipazione è da ritenersi "assolutamente speculativa". Intanto però l'agenzia di stampa spagnola Efe, citando diverse fonti finanziarie, indica almeno undici banche che non supereranno il test e tra queste tre italiane: Banco Popolare, Monte Paschi e Popolare Milano. A queste si aggiungono tre banche greche (Piraeus Bank, Eurobank Ergasias e Alpha Bank), due austriache (Erste Bank e una seconda sulla cui identità le fonti non concordano), una portoghese (dovrebbe essere BCP Millenium), una belga (Dexia) e una cipriota. BCE che se bloccata potrebbe significare un ritorno a interessi pericolosamente alti dei titoli di Stato e il ritorno di voci circa il fatto che la Grecia, l Italia ed altri Paesi potrebbero lasciare l unione monetaria? Il caso si dimostrerà cruciale per il futuro dell Europa. LA NUOVA CLASSIFICA DI FRANCOFORTE Stress test sulle banche: su 11 bocciate, tre sono italiane Nonostante il monito della Bce i mercati europei hanno risentito delle dichiarazioni ufficiose spagnole. In Italia invece, JP Morgan, in un report datato 20 ottobre, era di tutt altra opinione. Secondo il broker Monte Paschi passerà il test con uno shortfall, nel peggior scenario, di 200 milioni, mentre Carige è candidata a una bocciatura con un deficit di capitale atteso intorno ai 400 milioni e un appetito da parte degli investitori piuttosto limitato dopo la recente ricapitalizzazione di 800 milioni. I nomi della Efe coincidono a grosse linee con quelli della Goldman Sachs di inizio settembre: allora risultavano bocciate anche Commerzbank, Raiffeisen Zentralbank e Banco Popular, mentre non erano citate banche cipriote, Erste Bank e Dexia. F.Ce.

7 7 Da Roma e dal Lazio SCONTRO Unioni omosessuali, ancora polemiche Ancora polemiche sulle registrazioni delle unioni di 16 coppie omosessuali celebrati all estero sabato scorso nella Sala della Protomoteca. Il sindaco di Roma Ignazio Marino, dal canto suo, continua a sostenere di aver compiuto non un atto rivoluzionario ma una trascrizione di documenti che sono stati scritti in altri paesi della Comunità europea e nel Nord America. Il prefetto Giuseppe Pecoraro ha fatto sapere invece di aver pregato e invitato il sindaco ad annullare le trascrizioni e, in caso la diffida venisse ignorata, potrebbe arrivare la revoca. Intervenendo alla Camera dei deputati, il ministro dell Interno Angelino Alfano, che nei giorni scorsi aveva inviato una circolare ai prefetti nella quale li invitava a far rispettare le leggi vigenti, ha ricordato che il sindaco è organo di amministrazione indiretta e non certo vertice dell ente locale. E del tutto proprio, limitatamente a questo compito, l esercizio di potere del prefetto che ha, appunto, compiti di sovrintendenza nei confronti dei sindaci. Il ministro dell Interno non indietreggia: I prefetti sono stati sensibilizzati a rivolgere formale invito ai sindaci per il ritiro di eventuali direttive emanate, sia a provvedere alla cancellazione delle trascrizioni effettuate. G.S IL CASO Tragedia sulla Nomentana: romeno travolge padre e figlio L incidente è avvenuto a pochi chilometri di distanza da casa delle vittime. Il conducente è accusato di duplice omicidio colposo Una tragedia. Tornavano a casa sullo scooter, un tmax, dopo aver assistito la partita di Champions League Roma-Bayer Monaco allo stadio Olimpico, quando intorno alle 22 e 30 una Opel Tigra guidata da un romeno di 40 anni, accusato di duplice omicidio colposo, con a bordo due connazionali, li ha travolti sulla Nomentana al chilometro Per Cristian non c è stato nulla da fare, aveva 7 anni e tra qualche giorno ne avrebbe compiuti 8. Il padre Stefano De Amicis di 37 anni è morto poco dopo l arrivo all ospedale Sant Andrea dove era stato trasportato d urgenza. Lavorava come carrozziere e, per arrotondare lo stipendio, a volte come steward allo stadio Olimpico. Sposato e papà di una bambina abitava con la famiglia in zona Fonte Nuova, poco distante dal luogo dell incidente. I tre romeni sono stati portati in codice verde al Sant Andrea e al Pertini. Le loro condizioni non destano preoccupazione. Solo uno dei tre era conosciuto alle forze dell ordine per una denuncia di resistenza a pubblico ufficiale, ma non si trovava alla guida della vettura. Le successive analisi per l assunzioni di alcol e droga sono risultate negative. Secondo i carabinieri delle stazioni di Mentana e Monterotondo intervenuti sul luogo, l incidente sarebbe stato provocato dall eccessiva velocità. L auto, proveniente da Mentana, arrivata in curva ad alta velocità avrebbe invaso la carreggiata opposta travolgendo lo scooter. Una manovra azzardata, quindi. Nella curva in cui la macchina ha travolto la moto, già in passato si sono verificati altri incidenti. Sequestrata sia l auto sia lo scooter su cui viaggiavano le vittime. Sui mezzi verranno effettuati accertamenti per ricostruire l esatta dinamica. Giuseppe Sarra DAL CAPOLUOGO PONTINO Il sindaco Di Giorgi pensa alle dimissioni Sembra essersi, in parte, concluso il ventennio del centrodestra pontino. A pochi giorni dalla vittoria di Eleonora Della Penna, sostenuta da Ncd e Pd, alle elezioni provinciali, gli strascichi di via Costa hanno raggiunto anche la maggioranza al Comune di Latina. In queste ore, il primo cittadino Giovanni Di Giorgi, eletto nelle file del PdL, oggi uno dei capisaldi pontini di Fratelli d Italia, sta pensando di rassegnare le dimissioni. Non ci sarebbero più infatti le condizioni per andare avanti. Un indiscrezione confermata anche negli ambienti vicini al partito del sindaco del capoluogo. Insomma, FdI si dice pronta a tornare alle urne. La crisi si è aperta in seguito allo scrutinio delle provinciali, risultato uno spartiacque politico, dopo i rumors degli ultimi mesi. Alcuni esponenti di maggioranza hanno scelto la candidata presidente Ncd-Pd rispetto a Cosimo Mitrano, appoggiato da Forza Italia, Fratelli d Italia e Udc, risultando così determinanti nell esito finale. Ben 18 consiglieri su 30, infatti, hanno preferito il neo sindaco di Cisterna di Latina al candidato del centrodestra. I numeri non lasciavano dubbi: la crisi c era e molto evidente. Tanto che era circolata l ipotesi di una possibile sfiducia, rientrata subito dopo. Una settimana calda per il sindaco Di Giorgi, con l agenda piena di appuntamenti e riunioni. Prima il faccia a faccia con la maggioranza, poi è stata la volta dei partiti - con a seguito i coordinatori provinciali dei vari movimenti. Dove, però, non si sarebbe trovata la quadra per concludere l ultimo anno e mezzo di legislatura. Come testimonia Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale e capogruppo de La Destra, che nel 2011 sostenne convintamente l ex collega alla Pisana e attuale primo cittadino. Riportare Latina alle urne sarebbe un atto di grande coraggio da parte del sindaco Di Giorgi per porre fine a tante meschinità, ha spiegato il leader de La Destra, che ha aggiunto: Fummo orgogliosi di determinare la vittoria al primo turno con la nostra manciata di voti che evitò il ballottaggio; ma non lo facemmo nel nome dei ricatti personalistici. Vada fino in fondo, il sindaco, e si liberi dei cinici che ha intorno, è l augurio di Storace. G.S Il 24, 25 e 26 ottobre rinnovo del Consiglio direttivo e del Collegio dei Revisori dei conti dell Ordine dei medici di Roma Vota la lista INDIPENDENZA E IDENTITÀ PROFESSIONALE VILIPENDIO Latina, a Storace auguri di galera Quando il cinismo supera l immaginazione. Pubblichiamo il ritaglio di un articolo apparso ieri su Il giornale di Latina, riguardante il processo al nostro direttore. Apparentemente sembra un segnale di attenzione ad una vicenda giudiziaria - quella riguardante Napolitano e la libertà di opinione - che vede grande sensibilità da parte di molti esponenti politici. Poi bisogna leggere nel testo: Qualora vi fosse condanna, superiore a due anni, potrebbe far aprire le porte del carcere per il leader de La Destra. A quel punto Storace decadrebbe da consigliere regionale e il posto verrebbe occupato da Nicola Calandrini. Di conseguenza in Consiglio comunale farebbe il suo ingresso Bruno Creo, il primo dei non eletti della lista Pdl del Calandrini occupa ora il primo resto utile ed è di Fratelli d Italia, mentre Bruno Creo ha recentemente dichiarato che in caso di ingresso in comune non sa ancora se schierarsi con Forza Italia o il partito della Meloni, a cui appartiene il sindaco della città, Di Giorgi (che se è primo cittadino lo deve al mancato ballottaggio grazie ai voti de La Destra). Entrambi, Calandrini e Creo, dal tenore dell articolo sembrano augurarsi la condanna e il carcere, purché superiori ai due anni di reclusione, per Storace, e chi se ne frega della libertà di opinione. In particolare, Calandrini è quello più direttamente interessato alla decadenza di Storace da consigliere regionale. On. Meloni, può far sapere all aspirante consigliere regionale che si tratta di un comportamento infame? Da sinistra, Bruno Creo e Nicola Calandrini; al centro l articolo incriminato

8 8 DALLA PISANA Da Roma e dal Lazio Stop al cumulo di vitalizi nel Lazio Mentre si attende la proposta quadro dell ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Francesco Storace (La Destra) presenta una legge per ridurre i costi della politica di Giuseppe Sarra Soltanto dopo l ok alla proposta di legge numero 75 che modifica il piano casa varato dalla giunta di centrodestra, il cui iter prosegue a rilento, il Consiglio regionale del Lazio si occuperà di un altro tema molto delicato, ovvero i vitalizi. Qualche mese fa, la capigruppo ha deciso che sarà l ufficio di presidenza del Consiglio regionale a occuparsene in prima battuta, elaborando una proposta quadro da presentare entro la fine di ottobre alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. Storace non ha cambiato opinione: Il cumulo va vietato. E, al riguardo, il vicepresidente del Consiglio regionale e capogruppo de La Destra ha presentato una proposta di legge per lo stop al cumulo nel Lazio. In attesa di una norma nazionale inesistente e finalizzata a vietare in tutto il Paese i doppi vitalizi da attività elettiva, il Lazio può varare una norma che faccia piazza pulita di questa ulteriore condizione di privilegio, ha spiegato l ex Ministro della Salute, che poi è tornato indietro con la memoria: Io stesso, ad agosto, ho chiesto di poter rinunciare al vitalizio regionale, ma mi è stato risposto che ci vuole una norma. Nei giorni scorsi l ho depositata, prevedendo la rinuncia al vitalizio per chi ne ha due, sia regionale che nazionale o europeo. Il consigliere de La Destra ha illustrato la sua iniziativa: Il primo comma della proposta apre una finestra nella legislazione regionale e fissa al 30 novembre la scadenza dell opzione per la rinuncia al vitalizio regionale. In quel caso, come prevede il secondo comma qualora l interessato abbia una età inferiore ai 65 anni, è riconosciuta la restituzione dei contributi versati, senza rivalutazione monetaria né corresponsione di interessi. Elevato il risparmio della regione, come si legge nella relazione alla legge presentata dal consigliere Storace. Solo a titolo esemplificativo, per far comprendere quanto questa norma vada nel senso della riduzione dei costi della politica, basti pensare che - ha sottolineato il capogruppo de La Destra - il contributo versato dal consigliere ammontava a euro mensili, per cui chi ha versato 15 anni di contribuzione avrebbe diritto alla restituzione di euro. Cinque anni di erogazione del vitalizio più alto (circa euro lorde al mese) ammontano a euro. Per cui da questi calcoli la Regione compenserebbe la restituzione dei contributi dopo appena due anni e mezzo. In tal modo si avrebbe un risparmio annuale pari a euro, ha aggiunto. Una proposta di legge, quindi, che andrebbe a ridurre notevolmente i costi della politica. Considerando un aspettativa di vita di venti anni, oltre i sessanta di età, il risparmio ammonterebbe a 2 milioni di euro. Se solo dieci consiglieri rinunciassero al vitalizio conclude il capogruppo de La Destra - il risparmio per le casse regionali sarebbe di 20 milioni di euro.

9 9 Dall Italia IL SOSPETTO DELLE PROCURE DI RAGUSA E CATANIA Foto con kalashnikov: in Sicilia è allarme Isis Tre egiziani sbarcati a Pozzallo custodivano gli scatti nello smartphone Sarebbe un segnale per i basisti dell organizzazione per individuare i seguaci MORTI BIANCHE Incidenti sul lavoro: altre tre vittime A Pesaro un uomo è morto in un incendio A Potenza due operai sono caduti dal tetto Èarrivata l Isis in Italia? Presto per dirlo, ma a preoccupare le procure di Ragusa e Catania, nonché l intelligence dell antiterrorismo, è proprio lo sbarco avvenuto una decina di giorni fa a Pozzallo. Lì, tra un centinaio di immigrati sono stati individuati tre egiziani che, ai controlli, sono risultati essere in possesso di smartphone con la foto, registrata in memoria, di un kalashnikov. La notizia riservata è apparsa su alcuni quotidiani locali che inevitabilmente si sono chiesti: Come mai tre immigrati ufficialmente in fuga dal loro Paese con la stessa identica foto della mitraglietta sovietica sui cellulari? Il timore, secondo gli 007 dell Antiterrorismo, è che queste immagini possano in qualche modo essere un segnale per i basisti dell organizzazione terroristica per individuare i propri seguaci. Una sorta di parola d ordine per riconoscersi una volta sbarcati in terra straniera. I tre sono stati fermati alcuni giorni fa: la loro posizione sarebbe al vaglio della Dda di Catania. Intanto i controlli dei vertici dell antiterrorismo italiano si sono già messi in moto per monitorare gli arrivi via mare, anello debole e privilegiato per il possibile ingresso di guerriglieri inviati in Occidente. Non solo: le verifiche sono state intensificate anche nei centri di accoglienza, in particolare tra Pozzallo, Augusta e Siracusa. E intanto le procure sono in allarme: la digos di Ragusa ha stilato una prima nota informativa che ha trasmesso al procuratore di Ragusa che a sua volta l ha inviata alla procura della Repubblica di Catania in cui ha sede la direzione distrettuale antimafia. A Catania la procura ha interessato il pool di magistrati che si occupano ormai in pianta stabile degli sbarchi sulle coste siciliane e al momento non ha ancora deciso se aprire un fascicolo con eventuali iscrizioni. Un allarme che è già arrivato anche al Viminale. Non sarebbe la prima volta. Poco più di un anno fa, nell aprile del 2013, i carabinieri del Ros scoprirono un campo di addestramento di matrice jihadistica, armi da fuoco ed esplosivi custoditi alle pendici dell Etna. In quel caso i militari accertarono che all ombra del vulcano venivano addestrati i componenti di una cellula terroristica islamica: sparavano e simulavano azioni terroristiche da mettere essere a segno nel nostro Paese. Dal Medio Oriente, pare dunque si allunghi l ombra del terrore Isis. Tutto ciò anche grazie a Mare Nostrum. Miriana Markovic Ancora incidenti sul lavoro. Un anziano imprenditore, Alessandro Grassetti, 73 anni, è morto nell incendio scoppiato ieri mattina nell azienda di mobili, la Grassetti Mobili Snc di Montecchio (Pesaro Urbino), che gestiva insieme al fratello Oscar. L uomo era al lavoro nel reparto dove si allestiscono camere da letto per bambini. In un primo momento sembrava che tutti i presenti fossero riusciti a mettersi in salvo, poi vigili del fuoco e carabinieri intervenuti in loco hanno scoperto il cadavere. Nonostante fosse già pensionato, Alessandro Grassetti continuava ad andare al lavoro ogni giorno, per portare avanti la piccola azienda di famiglia, una società che non aveva dipendenti fissi. Anche martedì era intento a montare i mobili componibili di una camera per bimbi: improvvisamente, verso le 11, nel locale è scoppiato un incendio che alimentato dalla presenza del legno ha divorato le suppellettili e avvolto l anziano come una torcia. Sull incendio, le cui cause restano ancora da chiarire, indaga la procura di Pesaro. Tragico incidente anche a Forenza, nel Potentino, dove ieri due operai sono caduti dal tetto di un capannone sul quale stavano lavorando. Uno, rimasto infilzato da alcuni ferri sui quali è precipitato, è morto sul colpo; l altro, gravemente ferito, è stato portato in gravi condizioni con l elicottero del 118 all ospedale San Carlo di Potenza, ed è morto a seguito delle ferite riportate. Secondo quanto si è appreso i due sono caduti da un altezza di circa sei-sette metri. I carabinieri sono arrivati sul posto per dare il via ad accertamenti e verifiche di eventuali responsabilità. Carlotta Bravo UNA BUFALA ONLINE SEMINA IL PANICO TRA REGGIO EMILIA E MODENA Halloween e la psicosi del pagliaccio It Tre ragazzi giustificano un ritardo a scuola con un aggressione dei clown assassini. Decine le segnalazioni alle forze dell ordine di presunti avvistamenti e incubi notturni. Ora si teme l effetto emulazione Avevano bisogno di una scusa e ne hanno inventata una. La bugia però gli è ben presto sfuggita di mano scatenando la psicosi tra Reggio Emilia e Modena. Non una giornata qualunque ma venerdì 17 (un giorno che è ritenuto particolarmente sfortunato ) quando tre studenti quattordicenni, al loro rientro a scuola per l orario continuato del pomeriggio, per giustificare il loro ritardo successivo alla pausa pranzo, avevano raccontato agli insegnanti una tremenda aggressione fuori dai cancelli dell istituto in pieno centro cittadino. Due persone mascherate da pagliacci, armati di una mazza di ferro, li avevano fermati per strada. A uno avevano rubato 5 euro. All altro ragazzino, questa la loro denuncia, era stato riservato uno schiaffone. Dopo il racconto era partita la denuncia ai Carabinieri, consolidata dalla testimonianza di un terzo studente. Ad aggredirli sarebbero stati i tipici cattivi dei film dell orrore, da sempre incubo di grandi e piccini. Ma qualcosa nelle parole di tre adolescenti, tutti residenti nel reggiano, non ha convinto i militari. La loro versione del fatto è stata ascoltata più volte e alla fine le presunte vittime hanno deciso di confessare. Hanno detto di aver inventato tutto per giustificare un ritardo a scuola. Due dei minorenni sono stati subito denunciati per simulazione di reato, il terzo, che si era limitato a confermare la versione degli amici, per favoreggiamento. Curioso il fatto che, nonostante sia stato semplicemente una bufala, l allarme è tutt altro che cessato. Continuano infatti segnalazioni, avvistamenti e false notizie con tanto di foto su facebook del presunto mezzo di trasporto usato dagli IT emiliani per spostarsi da una città all altra. Prima ancora del fatto di Reggio, a Spezzano di Fiorano, nel modenese, alcuni ragazzini hanno raccontato di essere stati rincorsi fuori da un centro sportivo da alcuni figuri mascherati da clown con bastoni e un pitbull al guinzaglio. Pochi giorni dopo, l 8 ottobre, un altra voce a Sassuolo dove una ragazzina di 18 anni giura di essere stata rincorsa da due individui mascherati. A Bologna la banda di clown picchiatori è descritta nei dettagli in un post su Facebbok dove si parlava di una presunta gang di polacchi mascherati specializzata nei rapimenti di bambini per poi rivenderne gli organi. Poi ci sono anche dei piccoli drammi conseguenti a questo fenomeno. Un imprenditore reggiano, con l azienda vicina a un istituto scolastico, si è trovato sui social network la foto del suo furgone parcheggiato fuori dall azienda e l indicazione che quello era il mezzo dei clown. E sulle discussioni online si è scatenata la caccia al mostro. Un contesto che ha generato decine le chiamate che tra Modena e Reggio Emilia arrivano ai carabinieri anche se l unica denuncia, ben presto smontata, era quella di Reggio. Dall inizio di ottobre siamo tartassati da questo tipo di segnalazioni dicono i militari ma fatti accertati non ce ne sono. Secondo gli inquirenti si tratta della tipica leggenda metropolitana: panico che arriva da uno scherzo fatto negli Stati Uniti e diffuso su YouTube. Tutto ciò a pochi giorni dalla notte di Halloween, per tradizione (di certo non italiana) la notte delle streghe, dei morti viventi e, appunto, dei clown assassini. La paura ora e che qualche ragazzino possa calarsi realmente nei panni del pagliaccio cattivo e fingere aggressioni rischiando di essere a loro volta pestati dai cittadini che in rete propongono ronde. Per questo le forze dell ordine hanno deciso di proseguire le indagini per verificare se altri si divertano a cerare allarme tra i giovani. Sono state poi avviate attività e incontri nelle scuole per spiegare ai ragazzi cosa sta realmente accadendo. Un modo per evitare che qualcuno possa inventare una scusa alludendo ad aggressioni del famigerato It. Barbara Fruch

10 10 MALTEMPO Dall Italia La Penisola sferzata da raffiche di vento Disagi in Friuli e a Torino. Barca si rovescia sul lago di Lecco, salvati due turisti. Sospese le corse dei traghetti per Capraia e l'isola d'elba. La Sardegna colpita dal maestrale di Chantal Capasso Dopo brevi sferzate di sole nelle zone centrali della Penisola, il maltempo, caratterizzato principalmente da forti raffiche di vento, sta colpendo quasi tutta l Italia. Ieri notte a Torino, centralino intasato dei vigili del fuoco, a causa del forte vento che sta colpendo la città. Secondo i dati diffusi dall Arpa Piemonte, le raffiche hanno raggiunto hanno raggiunto i 100 km/h in montagna e i 60 in pianura. Nonostante siano stati segnalati alberi e rami caduti che in parte hanno ostacolato la viabilità non ci sono vittime. Le zone maggiormente colpite del Piemonte sono le valli Chisone e di Susa, il Pinerolese, la cintura ovest di Torino e l'eporediese. Disagi limitati, invece, a Torino. In Friuli Venezia Giulia, grandi disagi, questa volta per le forti piogge e nei casi più pericolosi è stato richiesto l intervento dei vigili del fuoco. A Cormons (Gorizia), in località San Quirino, i pompieri sono intervenuti per rimuovere un grosso albero caduto sulla strada statale 356, che collega la località collinare a Cividale (Udine). Una parte della viabilità è rimasta praticabile per diverse ore. Analogo intervento a Romans d'isonzo, mentre a Gorizia non si segnalano danni particolari. Imbiancate le vette vicino Cortina d'ampezzo dove la mattina ha regalato la prima nevicata della stagione sulle cime intorno ai tremila metri di quota. Fenomeno analogo anche sulle Dolomiti e in alcuni casi, a quota metri, la fascia prealpina. A Cortina la neve è visibile su tutte le cime della conca: dalle Tofane al Cristallo, dal Sorapis alla Croda da Lago. Sulle alture venete splende il sole in un cielo sferzato da venti molto forti provenienti da nord che hanno portato sulle cime la neve caduta con più consistenza sul versante austriaco. A Pianello Lario (Como), le forti raffiche di vento che hanno raggiunto i 100 chilometri all ora. I vigili del fuoco TRAGEDIA FAMILIARE A RAGUSA Problemi economici: uccide la figlia con un colpo di pistola L omicida, che si era dato alla fuga, è stato arrestato dopo una notte di ricerche nella tarda mattinata di ieri hanno salvato due turisti usciti in barca raggiunti dall equipaggio navale dei pompieri. I turisti, un 53enne e una ragazza di 18 anni, erano usciti nel tratto di lago davanti a Dervio (Lecco), quando l'imbarcazione si è rovesciata. Soccorsi dalla squadra navale dei vigili del fuoco, sono stati portati in salvo. Sempre a causa del maltempo sono state sospese le corse dei traghetti per Capraia da Livorno e per l'isola d'elba da Piombino. E' stata interrotta la corsa del traghetto Toremar "Liburna" in partenza alle 7 per Capraia da Livorno a causa delle condizioni proibitive. E' stato sospeso anche da Piombino (Livorno) il collegamento con Rio Marina del traghetto Toremar "Bellini". Il bollettino meteo, in peggioramento per le prossime 12 ore, per il versante tirrenico di Livorno parla di forti raffiche di libeccio e di mare forza 9. Un violento maestrale colpisce la Sardegna. Le forti raffiche stanno creando disagi in tutta l'isola. Raggiungendo punte di 120 chilometri all'ora sulla costa nord orientale e onde alte sino a sei metri. Un volo diretto da Cagliari a Roma è stato sospeso a causa di condizioni meteo avverse sulla capitale. Difficoltà anche per i collegamenti con Carloforte: a causa del mare mosso partono solo le navi diretti a Calasetta. A Cagliari e in provincia decine di interventi dei pompieri. Nel capoluogo sardo Il soffitto di una scala di una appartamento è crollato in via Asquer, calcinacci sulla strada in via Montesanto e lamiere in via Pascoli, un albero è caduto a Iglesias e a Villacidro Forte raffiche colpiscono anche il nord dell'isola con un vento che soffia a 22 nodi, circa 50 chilometri orari. Anche in Gallura diversi gli interventi dei pompieri, a Olbia, Porto Rotondo e Tempio Pausania, per mettere in sicurezza alberi e pali pericolanti. Disagi anche nel Nuorese dove il vento ha alimentato anche alcuni incendi, a Arzana e Tortolì (Ogliastra) e a Sindia. Anche a Siniscola i pompieri sono intervenuti sulla viabilità attraverso lo sgombero delle sedi stradali ostruite dalla caduta di alberi e cartelli segnaletici. Tragedia familiare a Ragusa consumata nella tarda serata di martedì. Al culmine dell ennesima lite per problemi economici, un tunisino uccide a colpi di pistola la figlia di 37 anni. Il corpo esanime della donna è stato rinvenuto nelle campagne di Torrevecchia Carnazza, in territorio di Comiso, nel Ragusano. Gli spari, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero partiti al culmine di un litigio tra l uomo, la figlia e il genero. La donna, di origine tunisina, era sposata e madre di tre figli. I suoi rapporti con la famiglia di origine non erano idilliaci, figlia di padre tunisino e madre italiana: spesso litigava con il padre per motivi economici e nelle liti era coinvolto, molto spesso, il marito della donna, anche lui tunisino. Anche ieri sera la solita discussione ma che questa volta è finita in una tragedia. La vittima, Sylvie Monyia Ayed, nata in Tunisia il 14 gennaio 1977, abitava nelle campagne appena fuori Comiso, in contrada Torrevecchia Carnazza, con il marito e tre figli, tutti minorenni. Secondo quanto ricostruito, il padre avrebbe iniziato la discussione per questioni di denaro con il genero, la figlia è arrivata dopo per difendere suo marito. La lite ha cominciato ad avere toni più accesi tanto che il tunisino ha sparato un colpo di pistola, che ha raggiunto la donna ferendola mortalmente. Sul posto è arrivata anche la polizia scientifica per ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio. La salma della donna, come stabilito dal pubblico ministero, rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'eventuale autopsia. Dopo il delitto, l uomo si è dato alla fuga. Dopo un intera notte di ricerche dell'omicida, che si sono concluse con il suo arresto alle 9 circa ieri mattina, sono stati impegnati un elicottero e oltre 30 uomini della polizia. Al momento della cattura, l uomo era ancora in possesso della pistola con la quale ha sparato. Dalle prime ricostruzioni investigative, prima di essere bloccato ha provato a fuggire e quando ha visto che non aveva via di fuga ha gettato l arma in un dirupo. Ora sono in corso le ricerche della pistola nella zona. Concluso il sopralluogo il tunisino è stato interrogato dalla squadra mobile e dal sostituto procuratore di Ragusa. Il tunisino arrestato, Rafih Ayed, ha 60 anni. Da molti anni risiede in provincia di Ragusa. La sua posizione è ora al vaglio della Procura, che ipotizza nei suoi confronti il reato di omicidio aggravato. Ch.C. Pecunia, 14 arresti nel Foggiano Tra i capi d imputazione quello di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga MAXIOPERAZIONE CONGIUNTA DI CARABINIERI E GUARDIA DI FINANZA In tutto sono 14 le persone arrestate tra i comuni di Stornara e Cerignola nell ambito dell operazione antidroga Pecunia portata avanti da Carabinieri e Guardia di Finanza. Il Comando Provinciale Carabinieri di Foggia ha dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Bari su conforme richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica: 10 persone sono sotto custodia cautelare in carcere e 4 in regime di arresti domiciliari. Le accuse a carico degli indagati sono: associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione, usura, ricettazione, furti aggravati ed altro, alcuni di questi reati aggravati dalla metodologia mafiosa. I fatti risalgono al periodo compreso tra la fine dell anno 2011 e la prima parte dell anno 2012, sebbene alcuni dei reati contestati abbiano condotta perdurante. Le indagini si sono fondate su prove documentali e dichiarative, intercettazioni telefoniche ed ambientali, tabulati telefonici, localizzazioni geografiche, riprese filmate, servizi di osservazione, nonché sui numerosi arresti in flagranza di reato operati. Grazie all attività investigativa è stato possibile delineare un organizzazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana ed hashish che operava soprattutto nel territorio del comune di Stornara e dintorni, individuando canali di approvvigionamento dello stupefacente anche a Milano. Di particolare interesse risulta il rinvenimento e sequestro, nel mese di luglio del 2013, di quasi mille piante di cannabis indica per complessivi 8 quintali che ha portato all arresto in flagranza di reato di 6 persone, organici o contigui all organizzazione. Nel dettaglio sono destinatari del provvedimento restrittivo: Masciavè Mauro 49enne e Masciavè Nicola 47enne, il figlio di Mauro, Masciavé Riccardo 27enne, Masciavé Riccardo 21enne, nonché il genero di Masciavé Mauro, Perchinunno Francesco 32enne. Partendo dalla descritta attività investigativa, sono scattate le indagini patrimoniali da parte dei militari del Gico della Guardia di Finanza di Bari, volte all applicazione della normativa sulla confisca dei beni mafiosi di cui all art. 12 sexies D.L. n. 306/1992. Sono stati, pertanto, sottoposti a sequestro due appartamenti, una villa di pregio video-sorvegliata e 19 automezzi, per un valore complessivo di circa due milioni di euro. F.Ce

11 11 Cultura IN LIBRERIA IL NUOVO ROMANZO DI STEFANO ZECCHI, CHE RIPERCORRE LA STRADA DELLA MEMORIA NEGATA DELL ESODO ISTRIANO Fiume e le speranze tradite dei suoi giovani Ritornano sulla scena i protagonisti di una storia drammatica, per convenienza dimenticata di Cristina Di Giorgi Istria, Dalmazia, Fiume. Luoghi che hanno vissuto una storia tormentata. Città e soprattutto persone che, abbandonate a loro stesse da chi avrebbe dovuto proteggere la loro italianità, hanno sopportato il tormento dell'occupazione slava. Al quale si è aggiunto, nel corso degli anni, l'oblio di chi non ha potuto o voluto ricordare. Per ripercorrere quelle pagine di storia, che faticosamente si sta da più parti tentando di riportare all'attenzione del grande pubblico, è in questi giorni uscito un nuovo romanzo, evocativamente intitolato Rose bianche a Fiume (Ed. Mondadori 2014, euro 18). Nelle sue pagine l'autore, il noto scrittore Stefano Zecchi, fa rivivere il dramma istriano e l'esodo dalla cittadina situata nel golfo del Quarnaro. Il protagonista della storia è Gabriele, un giovane che alla fine della Seconda Guerra mondiale frequenta il liceo a Fiume. Idealista e di sinistra, è convinto che la sconfitta dell'italia fascista e l'avvento del comunismo siano un evento da salutare positivamente. Per questo non si spiega come mai gli italiani vogliono fuggire da terre che presto sarebbero passate sotto il governo di Tito. Come fanno a preferire un paese sconfitto e in macerie all'eguaglianza e la dignità sociale che il nuovo corso promette? Per quanto giovane e ingenuo, per quanto idealista e comunista, Gabriele si rende conto che la retorica ufficiale, per la quale quell'esodo non riguarda altro che i fascisti più irriducibili e più colpevoli, non regge. L'italianità di Fiume scrive in un articolo sul romanzo Stenio Solinas la conosce bene: casalinghe, operai, dipendenti statali e professionisti. Persone semplici nella stragrande maggioranza. Sono loro ad avere paura. Eppure la guerra è finita e il futuro si annuncia radioso. La sua difficoltà a capire poi, fa il paio con il fastidio che la madrepatria sembra provare. Perché non rimangono dove stanno? Non si rendono conto che l'accettarli potrebbe portare a rivendicazioni? Di tutto l'italia ha bisogno tranne che di tensioni internazionali. Per cui se proprio non se ne può fare a meno, che almeno tacciano e si facciano dimenticare. Considerazioni controverse, dubbi e domande che si scontrano con la realtà durissima di una fuga per la vita e per l'italianità. Che sono la stessa cosa per chi abbandona le proprie case e le proprie radici in un viaggio verso l'ignoto. Pur tra mille dubbi, anche Gabriele se ne va. Anche lui, da esule, raggiunge l'italia per farsi una nuova vita, in cui cerca di fare di tutto per dimenticare il suo passato. E' giusto si legge nella quarta di copertina di 'Rose bianche a Fiume' - ripercorrere a ritroso gli eventi accaduti sulle coste orientali dell'adriatico dopo la guerra per restituire dignità ai vinti della Storia? Amori, amicizie, speranze sconvolte, sentimenti calpestati da quel breve tratto di penna che ha creato un nuovo confine sulla carta geografica. E si può dimenticare il dolore per iniziare una nuova vita?. Attorno a tali interrogativi, che sono di carattere non solo storico e politico, ma anche sentimentale e personale, l'autore ha costruito la trama del suo romanzo, in cui il protagonista decide di rispondere ad un invito misterioso e tornare nella sua Fiume dopo lunghi anni di lontananza. Si trova così ad affrontare il suo passato, fatto di ricordi e immagini che aveva tentato a lungo di nascondere nell'oblio e che ora riaffiorano nella sua vita. La famiglia, il padre, l'impegno politico, il grande amore che ha continuato a solcare la sua esistenza riaccendono le luci sui momenti più appassionanti e drammatici della sua storia. Narrata in un romanzo struggente, ricco di colpi di scena eppure capace di soffermarsi, con sguardo vigile e acutissimo, su una delle più orribili lacerazioni del nostro tempo. Un altro tassello che contribuisce a ripercorrere la strada della memoria, in cui ritornano sulla scena è scritto nelle prime pagine del volume - i protagonisti di una storia drammatica, per convenienza dimenticata. Questa volta però, reciteranno fino alla fine la loro parte e usciranno di scena solo quando calerà il sipario. BOOM DI ADESIONI ALL APPELLO PER LA MESSA IN ONDA A ORARI ACCESSIBILI DEL MUSICAL DI SIMONE CRISTICCHI La Rai e Magazzino 18 : la prima serata s ha da fare In pochi giorni, la pagina facebook dedicata all iniziativa ha raccolto oltre cinquemila consensi POLA: AL VIA IL PROGETTO CULTURALE ON LINE La biblioteca digitale italiana in Istria Disponibili dal 14 ottobre volumi, giornali e materiale multimediale Sull'importanza culturale, storica e soprattutto morale di uno spettacolo come Magazzino 18 abbiamo scritto più volte. Come anche sulla necessità che tale espressione di teatro civile venga promossa e diffusa a tutti i livelli per far conoscere ad un numero sempre crescente di persone la storia drammatica e tormentata vissuta dalla gente che abitava nelle terre che si trovano sul confine orientale italiano. Un appello che alcuni hanno accolto con entusiasmo, organizzando manifestazioni ed eventi. Che molto spesso, da quando Simone Cristicchi ha presentato il suo importante lavoro, hanno ospitato conferenze, incontri e rappresentazioni del coinvolgente musical scritto e interpretato dal cantautore romano. L'esodo giuliano dalmata e le foibe, che l'istituzione del Giorno del Ricordo hanno riportato, anche istituzionalmente, all'attenzione degli italiani, meritano che il 10 febbraio (data in cui alla memoria di quelle drammatiche vicende vengono dedicate numerose iniziative) anche la televisione di Stato si occupi di fare la sua parte. Se infatti nel 2014 a questa pagina di storia dimenticata è stata dedicata soltanto una seconda serata, con la trasmissione di Magazzino 18 in forse fino all'ultimo e alla fine messa in palinsesto ma a tardissima ora, sono in molti a chiedere che nel 2015 le cose vadano diversamente. Il 2 ottobre alcuni appassionati sostenitori dell'opera di Cristicchi hanno creato una pagina facebook in cui ricordano che lo scorso anno Magazzino 18, nonostante fosse una prima assoluta, è andato in onda su Rai uno a notte fonda, eppure un milione e mezzo di persone hanno atteso sveglie per non perderlo. Quest'anno chiediamo che la Rai, dopo settant'anni di silenzi e censure, ci restituisca la dignità della memoria con una prima serata. Nei teatri di tutta Italia si legge sul social network - ma anche all'estero, il musical fa sempre il tutto esaurito. Perché dunque la Tv di Stato lo nasconde? Questione di ascolti? Allora facciamo vedere che siamo in tantissimi!. La risposta è stata notevole: in pochi giorni le adesioni sono state oltre cinquemila. E sono in continua e costante crescita. Ma non si tratta di una gara o di un record da stabilire: è una battaglia civile che dobbiamo vincere, contro il malcostume di relegare a ore impossibili i programmi televisivi di valore scrive uno degli amministratori dello spazio internet dedicato all'iniziativa. E aggiunge: il 10 febbraio scorso ho intervistato il direttore di Rai1, che mi ha risposto così: 'Mandiamo in onda Magazzino 18 di notte perché è un programma troppo raffinato, troppo bello, troppo di alto livello. Gli facciamo un piacere a mandarlo di notte'. Che cosa significa? Che gli italiani sono una massa di ignoranti e le cose troppo raffinate non se le meritano? Allora quest'anno facciamo capire a mamma Rai che invece ci meritiamo di vedere, e far vedere ai nostri figli, il Musical civile Magazzino 18. Le premesse affinché questa sia la volta buona ci sono. Almeno si avrà un motivo valido per pagare il canone. Clara Lupi Aperta, alla Civica di Pola, la prima Biblioteca digitale italiana in Istria, un progetto culturale decisamente all'avanguardia che prevede un servizio di prestito on line di documenti digitali, anche multimediali (testi, immagini, file musicali e altro), messi a disposizione degli utenti e consultabili tramite appositi strumenti di gestione e ricerca. Realizzata grazie alla collaborazione dell'istituto promotore (la biblioteca centrale di Capodistria) con la Civica polese e Media Library Online, l'iniziativa ha avuto il supporto finanziario dell'unione Italiana, che ha così importato una piattaforma di prestito digitale in continua evoluzione per biblioteche pubbliche, universitarie e scolastiche. Come nel caso capodistriano, che fa da apripista si legge in un articolo su La voce del Popolo, quotidiano italiano dell'istria e del Quarnero anche a Pola sarà il Servizio bibliotecario per la Comunità Nazionale italiana in Croazia a rivestire il ruolo di gestore del fondo dei testi elettronici, partendo con un primo archivio destinato ad aumentare nel tempo: un'edicola con 2126 titoli di giornali e, tanto per cominciare, 817 e-book, tutti in lingua italiana e scaricabili. Il servizio, gratuito per tutti gli utenti della Civica, è rivolto ad un target di utenti estremamente ampio: basta avere un tablet, smartphone o pc. Un incentivo in più per la lettura e un importante passo avanti nella diffusione della cultura italiana. CdG

12 12 A TRENT ANNI DALLA MORTE DI UNO DEI PIÙ GRANDI REGISTI DEL NOVECENTO Cinema Truffaut, un uomo per raccontare Parigi di Francesca Ceccarelli Fu uno dei massimi esponenti della Nouvelle Vague degli anni Sessanta Era il 21 ottobre 1984 quando, all età di 52 anni, moriva a causa di un tumore al cervello François Truffaut, una dei registi più rappresentativi del 900. Dalla Francia fece da contraltare al neorealismo italiano: suo il merito di aver portato ai massimi livelli la Nouvelle Vague degli anni '60 e '70. Lo scopo di un film per Truffaut era di riportare con la macchina da presa una testimonianza di vita, ritraendola nel momento stesso del suo compimento. La filmografia. I 400 colpi (Les quatre cents coups) del 1959 è stato il primo lungometraggio di Truffaut: un vero capolavoro che lo consegnò alla storia del cinema internazionale. In quest opera si ritrae la psicologia infantile con estrema raffinatezza e sensibilità: la protagonista è Antoine Doinel (Jean-Pierre Léaud), un ragazzino di dodici anni, incompreso dai genitori che non ne colgono le fragilità, l'irrequietezza e il bisogno di affetto. E proprio Doinel, come altri protagonisti raccontati da Truffaut è l alter ego del regista: si tratta di un meccanismo accorso anche in altri film come Antoine e Colette (1962, episodio del film collettivo L'amore a vent'anni), Baci rubati (1968), Non drammatizziamo... è solo questione di corna (1970), L'amore fugge (1978). Jules e Jim. datato 1961, è un altra pietra miliare della Nouvelle Vague. Tratto dal romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché nell opera Truffaut mette in scena un triangolo amoroso dall'epilogo tragico. Gli attori in scena sono Oskar Werner (Jules) e Henri Serre (Jim), e assieme a loro Jeanne Moreau, nel ruolo di un'irrequieta ed eterna insoddisfatta Catherine. Il menage à trois all'epoca fece scandalo. Una produzione molto incentrata sul meta racconto e la riflessione critica: un altra grande opera di Truffaut fu Effetto notte (La nuit américaine, 1973), un manifesto di amore e odio per il cinema, che ha vinto l'oscar come miglior film straniero. Un film autoreferenziale: tra citazioni e autocitazioni, lo stesso Truffaut si racconta come regista. Lui stesso infatti interpreta il regista Ferrant, mentre effettua riprese negli studi della Victorine a Nizza. E poi c è ancora Il ragazzo selvaggio (L'enfant sauvage, 1969): la storia vera di un medico pedagogista, Jean Marc Gaspard Itard, interpretato dallo stesso Truffaut, e del suo rapporto con Victor (Jean-Pierre Cargol), bambino selvaggio dell'averyon, trovato in un bosco da alcuni cacciatori. Itard, rifiutando la tesi dei colleghi che diagnosticano al piccolo un ritardo mentale congenito, decide di educarlo. Ultimi ma non per importanza Baci rubati (Baisers volés, 1968), il terzo capitolo della saga dedicata al personaggio di Antoine Doinel, sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud e Fahrenheit 451 (1966), trasposizione del celebre romanzo di Ray Bradbury del GIÀ SI PARLA DI UN SEQUEL NEL 2017 PER GUARDIANI DELLA GALASSIA, LA NUOVA PRODUZIONE DISNEY Il film da 300 milioni di incassi arriva in Italia Guardiani della Galassia ha superato i 300 milioni di incassi e il 22 ottobre arriva in Italia. Distribuito da "The Walt Disney Company Italia" il film è diretto da James Gunn. Già in lavorazione il sequel che sarà distribuito nel 2017 'Guardiani della Galassia'. Il film campione di incassi, con più di 300 milioni arriva in Italia il 22 ottobre. Ultimo capolavoro Marvel, distribuito da 'The Walt Disney Company', la pellicola è stata diretta da James Gunn. Già si parla di sequel per il Film 'Guardiani della Galassia'. Protagonista del film è Peter Quill, un ragazzo che viene rapito da un gruppo di pirati spaziali. Ventisei anni dopo il rapimento, il ragazzo ruba una misteriosa sfera nascosta in mezzo a delle rovine senza sapere che la sfera è ambita da Kree Ronan un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l'intero universo. Peter Quill si troverà a combattere per poter salvare il destino dell'intera galassia. Cast 'Guardiani della Galassia'. Il film diretto da James Gunn e distribuito da Walt Disney Company ha un cast di tutto rispetto: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Lee Pace, Michael Rooker, Karen Gillan, Djimon Hounsou, John C. Reilly, Glenn Close e Benicio Del Toro. Incassi film 'Guardiani della Galassia. Il film è stato campione di incassi. Nel 2014 è il quattordicesimo film a superare i 300 milioni di incasso mondiale. L'Italia è l'ultimo paese in cui approda, il 22 ottobre. Sequel 'Guardiani della Galassia'. Al San Diego Comic-Con International 2014 è stato annunciato che un sequel è in lavorazione. Nuovamente scritto e diretto da James Gunn, il film è previsto per il 28 luglio James Gunn, regista dei 'Guardiani della Galassia' a proposito del sequel ha dichiarato: "Ho passato tuttoil primo agosto, il primo giorno del primo film al cinema, a scrivere Guardiani della Galassia 2 - ha continuato il regista - ero felice di aver lasciato andare il primo e potevo cominciare con il secondo. Non l ho mai immaginato come un singolo film, ma come un universo enorme". PRESENTATO NELLA SEZIONE CINEMA D OGGI We are young. We are strong : la rabbia della gioventù bruciata L opera dell esordiente regista tedesco Qurbani apre il Festival di Roma Un regista tedesco apre le danze della sezione cinema d oggi della nona edizione del Festival del cinema di Roma: si tratta di We are young. We are strong ( Wir sind jung. Wir sind stark) opera in anteprima mondiale di Burhan Qurbani. Si tratta del secondo lungometraggio del enfant prodige del cinema berlinese che porta in scena un fatto di cronaca risalente agli anni 90, all indomani della caduta del muro di Berlino. Agosto 1992, un giorno come un altro nella vita di tre personaggi. Prima che le violenze contro gli immigrati nella città di Rostock culminassero nella notte del fuoco quando 3000 neonazisti incendiarono un centro di accoglienza che ospitava 150 rifugiati vietnamiti. La trama si sviluppa su diverse storie che si intrecciano senza mai sfiorarsi: Stefan e i suoi amici, giovani, arrabbiati, disoccupati, aspettano con impazienza i saccheggi notturni e gli scontri con la polizia. Lien, giovane vietnamita trasferitasi in Germania, si chiede se quel posto possa essere davvero la sua nuova patria. Martin, padre di Stefan, invece, ambizioso politico, è tormentato da un dilemma: salvaguardare la carriera o seguire i propri ideali e la propria famiglia? Il riferimento storico e l odio xenofobo per spiegare il disagio di un intera generazione lasciata allo sbaraglio. I veri protagonisti della storia sono l incomunicabilità, l estraniazione, ma soprattutto la solitudine, quella più devastante, che non si avverte quando siamo da soli. E quella che proviamo ci troviamo con altre persone che ci guardano, ma senza vederci. Che ci sentono, ma senza ascoltarci. O peggio, che ci giudicano, ma senza conoscerci. E così si è sconosciuti tra amici, tra fidanzati, tra padre e figlio, fratello e sorella, colleghi di lavoro o semplici vicini di casa. A fare da collante a tutta la storia la violenza, dilagante, improvvisa e senza freni: quella forza bestiale insita nella natura umana che rende tutti fratelli e in un attimo, al tempo stesso, nemici. La scena finale racchiude l intero senso del film: un bambino scaglia una pietra contro la vittima perseguitata per tutta la storia. E possibile non ripetere gli stessi errori solo istruendo le generazioni future che sono le vere messaggere di pace e di convivenza tra i popoli. Senza conoscenza non c è speranza, senza speranza non c è futuro. F.Ce.

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