In questo numero: Pellegrinaggio ad Ars pag. 3-7 Don Franco Bignami pag. 10 Orta pag. 11 In ricordo di Giovanna pag. 16 Beato don Gnocchi pag.

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1 In questo numero: Pellegrinaggio ad Ars pag. 3-7 Don Franco Bignami pag. 10 Orta pag. 11 In ricordo di Giovanna pag. 16 Beato don Gnocchi pag. 19 Sinodo per l Africa pag. 21

2 Riflessione del Parroco Festa, festa, festa.. festa? Festa perché? Si, va bene, quest anno per il S. Curato ok! Ma perché fare Festa, chiamare tutti, organizzare? Ha ancora senso nella nostra società tecnologica, anonima, liquida, secolarizzata e tutti gli aggettivi che oggi vanno di moda fare festa? Una festa non esagerata, non sul proibito, non all insegna del consumo, non per stordire? Ma allora una Festa per fare che? Una festa per dire a tutti, in un modo bello, sereno, entusiastico che c è una Comunità cristiana, che è bello stare insieme da discepoli, che si può ancora vivere cercando di ascoltare il Signore, una festa per dare un segno a tutti della novità di vita del Vangelo! Una festa nella quale viene da pensare anche a chi non ci sarà alla Festa! Saremo in tanti? Saremo in pochi a fare Festa? Non lo so, ne riparleremo poi, quando verrà il momento del bilancio e della verifica ma comunque non possiamo non pensare che il nostro riferimento è la città, è il nostro piccolo territorio dove vivono all incirca ormai 9000 persone non si può di certo pensare di arrivare a tutti, ma il pensiero rimane e l interrogativo, è forse esagerato dire l ansia? Come questa comunità cristiana può fare arrivare un messaggio positivo, di Vangelo, di speranza, a chi vive in questo territorio e tutti i giorni ci passa davanti e accanto, cosa si vede da fuori della nostra Parrocchia? Cosa si sente? Quale immagine passa? La Festa può servire anche a questo? Dopo quasi cinquanta anni dalla costituzione della Parrocchia sicuramente c è una parte di comunità anche in cielo, persone che sono passate da questa comunità, che hanno amato, gioito, sofferto, vissuto e che cerchiamo di ricordare nella Celebrazione del Lunedì sera, perché le loro lezioni di vita non vadano perdute, perché c è un modo diverso di fare comunità, di contribuire, di esserci Allora Festa, festa per tutti! FESTA per don Franco che celebra nella gioia i 60 anni dalla sua ordinazione presbiterale e un po di questi anni li ha passati in questa Parrocchia, vedendola sorgere dal suo inizio, sicuramente non facile, inizio incerto, travagliato, per rispondere a problemi, bisogni, di persone che si sono trovate a riempire questa periferia che fino al primo dopoguerra era anche campi, ronge e qualche orto, qualche costruzione, qualche strada che assomigliava più ad un sentiero in mezzo ai prati, i binari che dalla stazione di san Cristoforo portavano a, da questo inizio, dal lavoro e dalla buona volontà di tanti è nata questa Comunità! FESTA allora per tutta la Comunità, anziani, giovani, nonni, nipoti, presbiteri che si sono avvicendati, suore che hanno segnato la storia del Giambellino, persone che oggi ancora cercano di aiutare, esserci, contribuire BUONA FESTA a tutti, tutti, tutti, tutti davvero, con il cuore! don Renzo! Ciao Pag. 2

3 Pellegrinaggio Percorsi di santità per l oggi Un pellegrinaggio ricco di spunti quello a cui hanno partecipato don Antonio e alcuni nostri comparrocchiani: Granello di Senape ha raccolto le loro testimonianze, riflessioni e preghiere di questi cinque intensi giorni per dar modo a molti di compartecipare alle emozioni che si sono susseguite sui passi di questi grandi santi in terra francese! Ho incontrato e parlato con il Santo Curato d Ars Desidero comunicarvi che cosa mi ha donato il pellegrinaggio Percorsi di santità per l oggi compiuto con il nostro cardinale e un piccolo gruppo di parrocchiani dal 10 al 14 luglio scorsi. Per me è stato come un corso di esercizi spirituali itinerari. Ad ogni tappa ha incontrato un santo o una santa che mi hanno aiutato a contemplare il mistero di Dio ciascuno in modo diverso: Santa Margherita Maria Alacocque, Santa Benedetta, i beati Louis e Zelie Mertin e la loro figlia santa Teresa di Gesù Bambino, santa Maria Maddalena e, infine, santo Curato d Ars, nostro patrono. Con lui ho instaurato un bel dialogo (prete lui, prete anch io). Non posso riferire molto. Una domanda gli ho rivolto: Caro patrono, che cosa hai fatto di straordinario nella tua vita da meritare di essere nominato patrono di tutti i sacerdoti? Nel silenzio della sua Chiesa e nella preghiera che è scaturita ho sentito la sua risposta. La mia vita e le opere che ho fatto, anche sociali, hanno avuto come unico fondamento la profondità di Dio cioè il suo Amore di Padre, Figlio e Spirito Santo Trinità d Amore. Non un amore qualsiasi ma quello che si è manifestato sulla Croce, l Amore Crocifisso. Ho sperimentato e vissuto questo amore crocefisso in me e nei penitenti che sono venuti numerosi e ho pregato così: Ti amo mio divino Salvatore perché sei stato crocifisso Pag. 3 per me e mi tieni quaggiù crocifisso con Te. Per me la Croce è il luogo per eccellenza in cui si esprime questo amore. La Croce è il libro più dotto che si possa leggere, è la chiave che apre qualsiasi porta. Il mio ministero l ho considerato grande e santo sulla terra e il Sacerdote è l amore del Cuore di Gesù. Ho incalzato nelle domande: Come hai svolto il tuo ministero così prezioso per la Chiesa? Non ho mai cessato di amare la Chiesa e di invitare ad amarla nonostante gli errori e i peccati dei suoi membri e di trasmettere con il catechismo, la sua Verità. L Eucarestia ha sempre occupato il posto centrale, tutto il posto. Se l uomo conoscesse bene questo ministero morirebbe di amore. Il confessionale per me è stato il luogo dove Dio manifesta ai peccatori la sua misericordia infinita. Per questo ho confessato sempre di più fino allo sfinimento e poi, lo sai bene, facevo io stesso le penitenze per loro. Ho riservato a Maria un posto considerevole nella mia vita spirituale e nel mio ministero, perché il Cuore di Maria, opera deliziosa della Santissima Trinità, ha suscitato e suscita l amore verso Gesù. Solo quando sono stato chiamato da Gesù in Paradiso mi sono accorto di tutto quello che Lui aveva compiuto attraverso questo povero prete! Grazie mio caro patrono, di avermi spiegato il segreto della tua santità. Confessando quella mattina ad Ars ho provato una commozione grande, commozione che provo qualche volta quando, confessando per grazia di Gesù, do conforto e speranza. Santo Curato d Ars e gli altri santi che abbiamo incontrato sono un forte richiamo per noi sacerdoti e per tutti a ritornare all essenziale, alla profondità di Dio che viene concessa a chi, umilmente, cerca il Signore. Signore rinnova in ciascuno di noi il tuo Spirito di fortezza e di santità. Don Antonio

4 Pellegrinaggio Diario di viaggio PERCHÉ QUESTO PELLEGRINAGGIO? Nell ottobre 2008 sono stati beatificati i coniugi Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa del Bambin Gesù del Sacro Volto, dottore della Chiesa. La festa liturgica è stata fissata il 12 luglio, anniversario delle loro nozze, celebrate nel 1958 ad Alecon. Questo 12 luglio Lisieaux si è accinta a festeggiare per la prima volta i due beati. Il solenne pontificale è stato presieduto da sua Eminenza D. Tettamanzi, in una basilica gremita in ogni ordine di posti. Hanno concelebrato il Rettore del Santuario e numerosissimi sacerdoti, tra cui i nostri tredici preti. PERCHÉ PROPRIO IL NOSTRO CARDINALE TETTAMANZI? Perché è nella nostra Diocesi, precisamente all ospedale San Gerardo di Monza, che otto anni fa è avvenuto il miracolo che ha reso possibile dichiarare Luigi e Zelia beati. Il nostro Cardinale ha voluto estendere l invito a tutta la Diocesi per condividere con il suo popolo questa specialissima e - forse - unica esperienza. Insieme a Don Antonio e a sette amici della Parrocchia ho avuto la gioia di potervi partecipare. Cinque giorni di viaggio intensissimi, ricchi di spiritualità e raccoglimento, di preghiere e Sante Messe celebrate davanti a reliquie di grandi santi, ma anche ammirazione per le tante opere d arte create da uomini vissuti secoli fa e ancora oggi ben conservate. Tra i 100 passeggeri anche tredici sacerdoti, alcuni con incarichi importanti in Diocesi, sei seminaristi simpaticissimi, con storie personali davvero straordinarie. Ne riporto una su tutte: Giacomo, trentanove anni, avvocato, ha lasciato un avviato e ben remunerato Pag. 4 lavoro in uno studio legale per entrare in seminario; sarà ordinato sacerdote nel giugno E poi, la scoperta più incredibile: il mio Cardinale. Affettuoso, premuroso, sempre sorridente, preoccupato per il nostro benessere e disponibile per firmare cartoline e a mettersi in posa per le tipiche foto ricordo, tanto che più di una volta il suo segretario lo ha dovuto sottrarlo alle nostre affettuose attenzioni! Se scrivessi una cronistoria dettagliata di questo pellegrinaggio, ci vorrebbe un edizione speciale di Granello di Senape Così mi limito a narrare le tappe significative e i momenti salienti. 10 LUGLIO 09, Venerdì Paray le Monial Visita alla cappella dove è sepolta Santa Margherita Maria Alacoque nella quale Gesù le è apparso tra il 1671 e il Questa umile suora ha testimoniata al mondo le parole che Gesù le ha rivolto: Ecco questo Cuore che ha tanto amato gli uomini fino a sfinirsi per testimoniare il suo amore. Alle 16 Sua Eminenza celebra la Santa Messa votiva al Sacro Cuore di Gesù nell imponente abbazia romanica, fatta costruire dai monaci di Cluny nell XI-XII sec. 11 LUGLIO 09, sabato Nevers e Alecon Alle ore 8 nella cappella del Convento delle suore della Carità, è stata celebrata la Santa Messa dedicata a Santa Bernadette delle Soubirous nel 130mo anniversario della sua morte. La piccola santa ha vissuto tredici anni sofferti tra queste mura, tormentata da tanti mali fisici e dalla incomprensione delle consorelle. Non ha mai smesso di amare e attendere con

5 Pellegrinaggio mai smesso di amare e attendere con fiducia il paradiso e Maria! Alle ore 17 assistiamo alla recita dei Vespri nella Chiesa dove Luigi e Zelia Martin si sono sposati e dove sono stati battezzati i loro nove figli (4 morti in tenera età). Una famiglia dove più forte dell amore reciproco era l amore per Dio, costantemente presente nella loro vita. Prima di lasciare la cittadina, visitiamo nella casa dove sono vissuti. 12 LUGLIO 09, domenica Lisieaux Dopo la morte di Zelia (46 anni) avvenuta il 28 agosto 1877, Luigi e le cinque figlie si trasferiscono in questa città. In un breve arco di tempo, tre ragazze entrano nel Carmelo di Lisieaux. Anche Teresa sente prepotentemente la chiamata, ma la sua giovanissima età è un ostacolo. La tenacia con cui prosegue il suo sogno viene premiata. Entra in carmelo nel 1889 a 16 anni, grazie ad una dispensa papale. Alle ore 10,30 solenne celebrazione nella Basilica di Santa Teresa, in onore dei beati coniugi Martin. Nel pomeriggio c è stata la visita nei luoghi di Teresa; alle ore 18 i vespri in Cattedrale e alle ore 21, nel salone adiacente al Carmelo, c è stato l incontro con il cardinale Tettamanzi, il rettore della Basilica e i genitori del bambino miracolato di Monza, che danno testimonianza di come si sono succeduti i fatti che hanno portato alla guarigione del figlio. Nato prematuro e impossibilitato a respirare autonomamente, dopo una settimana di intense e amorevoli cure, visto l inutilità della terapia, i medici decidono di staccare il respiratore. Le tante preghiere e l intercessione a Zelia e Luigi implorati dai genitori e da tanti compiono il miracolo: spente le apparecchiature il bambino riesce a respirare normalmente! 13 LUGLIO 09, lunedì Vezelay Nella Basilica di Santa Maria Maddalena, antico tempio romanico visitiamo il luogo dove sono conservate le reliquie di questa santa. Nella Santa Messa celebrata in suo onore, l abbiamo invocata perché ci aiuti ad essere come lei, fedele discepola del Signore. 14 LUGLIO 09, martedì Ars sur Formans Recitiamo le lodi sul pullman mentre percorriamo il breve tratto che da Villefranche sur Saone (dove abbiamo dormito) ci conduce ad Ars. Sono le ore 8.20, piove, il villaggio è ancora sonnacchioso, sembra autunno.entriamo subito in chiesa, il cui nucleo è originale dell epoca; successivamente ampliata e abbellita con mosaici, conserva le spoglie di San Giovanni Maria Vianney, che sono visibili sotto l altare a lui dedicato; in alto campeggia una scritta, in oro: Santo Curato d Ars proteggete il capo della Chiesa e tutti i sacerdoti dell universo. Alle ore 10 celebraimo la solenne Santa Messa nella quale abbiamo implorato la protezione del santo sulle nostre parrocchie, su tutti i sacerdoti, e per noi, unica chiesa ambrosiana a lui dedicata! Nel primo pomeriggio lasciamo Ars per tornare a casa. Ma prima di accendere il motore il nostro arcivescovo sale sul pullman per augurarci buon viaggio e ci impartisce la sua benedizione. È il modo migliore per concludere cinque giorni indimenticabili. Lucia Sesso Pag. 5

6 Pellegrinaggio Pellegrini sui passi di grandi santi Che splendida occasione, piena di emozioni e riflessioni! Un vero rifornimento di ossigeno per la salute spirituale!!! La prima constatazione è che mi sono ritrovata indegnamente in mezzo ad un gruppo di eccellenze, formato di preti (tra cui il nostro reverendo don Antonio), sei seminaristi, consacrati, pellegrini comuni, monsignori, cardinali, tra cui in primis il nostro Arcivescovo, Dionigi Tettamanzi. Per entrare nel vivo delle mie personali impressioni inizio parlando della visita alle due antiche abbazie: Paray le Monial e Vezelay. Secondo me questi due santuari possono essere considerati come un binomio collegati dal filo conduttore dell Amore Misericordioso di Gesù. Infatti Paray le Monial ricorda le apparizioni del Sacro Cuore a S. Margherita mentre a Vezelay sono conservate le reliquie di S. Maria Maddalena. A Paray le Monial, specialmente nella cappella che riproduce con statue di pietra la scena delle visioni, si percepisce con certezza l infinita misericordia di Gesù verso di noi. Nelle sue rivelazioni a questa santa, Gesù ha parlato della potenza del suo amore divino che noi possiamo sperimentare proprio a causa della nostra grande debolezza, dei nostri limiti e delle nostre fragilità. Questo è motivo di speranza e di gioia vera. A Verzelay da un punto di vista artistico si può ammirare un elegante statua di S. Maria Maddalena e dei Pag. 6 sorprendenti capitelli scolpiti nella pietra, dei quali uno, denominato Il mulino mistico, rappresenta la produzione del pane, nostro nutrimento materiale e, nell Eucaristia, spirituale. Colpisce inoltre il passaggio, nella chiesa, da una zona oscura della costruzione ad una luce naturale fortissima: ciò è simbolo della luce di Dio che vince le tenebre della morte. Come la Maddalena, anche noi sui passi, ricor-dati in questo luogo, possiamo entrare in comunione reale con Gesù, non separarcene mai e ottenere il perdono, la consolazione, la guarigione, mediante la Sua forza salvi-fica. Il tema della carità del Sacro Cuore di Gesù viene ripreso nella grande basilica di Lisieaux e ad Ars, dove ricorre il concetto evangelico: Venite a me, voi tutti che soffrite, scritto a lettere d oro in un mosaico. A Lisieaux sono stati celebrati, durante una messa solenne, i coniugi Martin, proclamati beati come coppia, nonché genitori di S. Teresa del Bambin Gesù. La storia di questi sposi, Louis e Zelia, mi ha colpito per la loro per-fezione e per la ricerca della santità nell ordinarietà del quotidiano. Spostandoci a Nevers, spazio di S. Bernardette, si rimane affascinati dalla mitezza di questa santa, dalla pace profonda che emana dalle sue spoglie mortali, conservate in un urna, spe-cial-mente dal suo volto. S. Bernadette e S. Teresa di Lisieaux possono essere accomunate da una virtù a loro comune: la grande umiltà e il conseguente abbandono fidu-cioso

7 Pellegrinaggio e il conseguente abbandono fiducioso a Dio. La prima, pur avendo avuto il privilegio di vedere la Madonna, è vissuta nell esercizio costante della pazienza e dell obbedienza, subendo gravi offese e sopportando sofferenze fisiche e morali, per amore di Dio. La seconda, è invece diventata dottore della Chiesa pur essendo morta a soli 21 anni nel Carmelo. La spiegazione della sua vicenda è che questa santa, fin da ragazzina, quando frequentava la cattedrale del suo paese, aveva intuito il progetto della sua vita come dedizione totale a Dio. Nel suo diario mistico Storia di un anima S. Teresa descrive i suoi sentimenti di amore intenso verso Gesù ai cui piedi ha deposto umilmente la sua vita, sicura che con Gesù si passa di vittoria in vittoria. Lei era divisa dal mondo nella clausura ma unita a tutti nella preghiera e donazione di sé. Ultimo approdo del nostro itinerario è stato Ars, luogo dove il S. Curato ha consumato la sua esistenza nell esercitare il Sacramento della Confessione mediante il quale dare ad una moltitudine di peccatori la possibilità di ricevere il perdono e la riconciliazione con Dio. Di getto ho amato subito S. Giovanni Maria Vianney, umile prete che dovette lottare col demonio e che, con la sua benevolenza e compassione concede anche ai penitenti moderni l indulgenza nella forma prevista dalla Chiesa. In conclusione bisogna davvero ringraziare lo Spirito Santo che ci ha donato queste magnifiche figure di santi; spero e credo che questa conoscenza spirituale possa dire qualcosa di concreto e di buono a ciascuno di noi nel giudicare le varie circostanze delle proprie situazioni e nello sviluppare al meglio la propria vita di fede. Silvia Spinelli Pag. 7

8 Esercizi spirituali Ginnastica dolce per l anima Nell ultima settimana di Settembre è stata organizzata una 3-sere di esercizi spirituali incentrata sulle omelie del S. Curato d Ars ai suoi parrocchiani. A condurre gli allenamenti dell anima, un giovane scrittore e teologo laico, Natale Benazzi, che con semplicità ed estrema chiarezza ci ha fatto gustare i tesori spirituali del nostro patrono. Che bello sentire parlarci della bellezza e della grandezza di essere figli di Dio e fratelli in Cristo! Don Renzo, dopo una breve introduzione, ci ha introdotti nel giusto clima di raccoglimento e di fraternità con la proclamazione a cori alterni di un salmo. Quindi il via alla scuola della parola di Don Vianney, seguito da un breve momento di meditazione personale e da un proposito concreto per il giorno successivo. Vorrei ora lasciare spazio, chiedo scusa se abbastanza ampio, alle riflessioni del santo ma, come giustamente diceva Natale, troppo spesso siamo abituati agli aforismi e ci disabituiamo a gustare discorsi un po più articolati. Chiaramente quelle che seguono sono parole dell 800, ma il senso profondo delle stesse vale anche oggigiorno, nonostante i tempi decisamente cambiati. 1^ serata: Vergognarsi del Vangelo? La vergogna di fare il bene, per paura di essere disprezzati o presi in giro da parte di alcuni empi disgraziati è un disprezzo orribile che noi facciamo della presenza del buon Dio. Ma perché questi cattivi cristiani vi scherniscono e ridicolizzano la vostra devozione? Ecco il vero motivo: siccome non hanno la forza di fare quello che voi fate, vi prendono di mira perché voi risvegliate i rimorsi della loro coscienza; ma state ben certi che, nel loro cuore, non vi disprezzano; al contrario, hanno molta stima di voi. Se devono chiedere un consiglio, o se hanno da domandare un favore al buon Dio, non ricorrono a chi si comporta come loro, ma a coloro che hanno schernito, almeno a parole. Perché temere il mondo, dato che sappiamo che dobbiamo per forza essere disprezzati dal mondo se vogliamo piacere a Dio? Se avevate paura del mondo, non dovevate farvi cristiani. Se voi temete il mondo, ebbene, rinunciate al vostro battesimo e consacratevi a questo mondo, al quale temete tanto di dispiacere. Pag. 8 La fede pretende il coraggio dei gesti. Lo sapete quando avete peccato di rispetto umano? È stato quel giorno in cui il buon Dio vi ha ispirato il pensiero di andare a confessare i vostri peccati sentivate di averne un grande bisogno -, ma avete pensato che vi avrebbero preso in giro, che vi avrebbero trattati da bigotto e avrebbero commentato: Va bene per quelli che non hanno niente da fare, che hanno le loro rendite per vivere. Quante volte, in famiglia, mentre stavate facendo qualche preghiera o qualche pia lettura, vi siete nascosti, quando avete visto arrivare qualcuno! Quante volte non avete avuto il coraggio di dire il vostro Angelus davanti agli altri, o vi siete accontentati di recitarlo nel vostro cuore, oppure siete usciti per dirlo in un luogo appartato. Ecco il consiglio che ti do e sarai meno infelice: o ti dai tutto al buon Dio o ti dai tutto al mondo; cerca, segui un solo padrone, e, una volta al suo seguito, non lasciarlo più. Quante volte diciamo: a cosa servono tutte queste smorfie, a cosa serve fermarsi tanto tempo in chiesa, andarci al mattino, e tutto il resto? Il fatto è che la vita delle persone di pietà quando sono serie - è la condanna della nostra vita fiacca e apatica. È facile capire che la loro umiltà e il non conto in cui si tengono condannano la nostra vita orgogliosa, che non vuol soffrire nulla, che vorrebbe l amore e la lode di tutti; è così vero che la loro dolcezza e la loro bontà verso tutti ci fa vergognare dei nostri impeti di collera; ed è altrettanto vero che la loro modestia, la loro riservatezza in tutti i loro comportamenti condanna la nostra vita mondana e piena di scandali. Perché siamo portati a criticare quelli che sono più bravi di noi? Dipende da noi essere come loro, ed anche di più, se lo vogliamo. Fortunato chi cerca solo Dio e disprezza tutto il resto! È questa la felicità. 2^ serata: Parteciperemo alla grandezza di Dio per poterne sostenere la bellezza Riguardo agli eletti nella città celeste, vi dirò che quattro cose si uniscono insieme per non lasciar loro nulla più da desiderare. Queste sono: innanzitutto la vista e la presenza del Figlio di Dio. Poi il torrente di dolcezze e di delizie caste di cui godranno: somiglierà al traboccare di un mare squassato dai furori della tempesta; esso li travolgerà nei suoi flutti e li sommergerà in

9 travolgerà nei suoi flutti e li sommergerà in un ebbrezza così estasiante che quasi non sapranno più di esistere. Altra causa di felicità in mezzo a tutti i godimenti sarà la certezza che questi non avranno mai fine. Da ultimo, sarà che tutti questi beni sono dati loro come ricompensa delle virtù e delle penitenze esercitate. Il nostro cuore che avrà emesso gemiti, che avrà pianto durante il suo esilio, proverà una tale ebbrezza, una tale dolcezza che non sarà più padrone di sé. Che fare per guadagnarsi il cielo? Vivere bene il proprio tempo. Bisognerebbe non attaccarsi troppo ai beni di questo mondo; avere un po più di carità verso la moglie, i figli, quelli di casa, i vicini; avere un cuore un po più tenero con chi è infelice; invece di pensare solo ad accumulare soldi, a comprare terre, bisognerebbe pensare a guadagnarsi un posto in cielo; invece di lavorare la domenica, dovresti santificarla, venendo nella casa di Dio per piangervi i tuoi peccati, per chiedergli di non ricadere più e di perdonarti; lungi dal non concedere tempo ai figli perché adempiano i loro doveri religiosi, dovresti essere il primo a portarveli, con le tue parole e col tuo buon esempio; invece di arrabbiarti alla più piccola perdita o contrattempo che ti succede, dovresti pensare che, dato che sei un peccatore, ne meriteresti assai di più e che Dio si comporta con te nel modo più sicuro per renderti un giorno felice. Ecco, amico mio, ciò che occorrerebbe fare per andare in cielo, e che tu non fai. Che deve fare una donna per andare in cielo? Te lo dirò e ti prego di porvi bene attenzione. Occorrerebbe non avere una cura esagerata del corpo, farlo soffrire un po di più; non temere così tanto che questa tua bellezza si perda o sfiorisca; non indugiare troppo, la domenica mattina, ad agghindarti, a guardarti davanti a uno specchio, così avrai più tempo da dare al buon Dio. Bisognerebbe ancora essere un po più riservata nelle tue parole, nelle relazioni con gli altri. Ecco: Dio ti domanda solo questo. Se lo fai, andrai in cielo. Che deve fare un uomo per andare in cielo? I tuoi piaceri sono sempre mescolati alla tristezza e al disgusto, seguiti dal pentimento per averli assaporati. Quante volte, dopo che hai passato una parte della notte nei locali o al ballo, quando rientri dici: Sono scontento di esserci stato; avessi saputo quello che capita lì, non ci sarei andato. Se al contrario, avessi trascorso una parte della notte Esercizi spirituali in preghiera, ben lungi dall essere afflitto, sentiresti dentro di te una tal gioia, una dolcezza che ti divorerebbe il cuore d amore. 3ˆ serata: Buoni e cattivi cristiani: come distinguerli? Poteva Gesù Cristo darci una prova più chiara e più sicura per farci conoscere e distinguere i buoni dai cattivi cristiani, che insegnandoci a discernerli non dalle loro parole ma dalle loro opere? Diciamo che non basta farsi vedere virtuosi agli occhi del mondo; bisogna esserlo anche di dentro. Perché un azione possa piacere a Dio, deve avere tre requisiti. Il primo: essere interiore e perfetta. Il secondo: essere umile e senza risalto su chi la compie. Il terzo: essere costante e perseverante. La virtù deve nascere dal cuore il nostro esterno non dev essere altro che uno strumento per manifestare quello che avviene dentro di noi. e non solo apparenza. Ci sono alcuni che si rassicurano su qualche virtù che praticano solo perché vi sono portati dalle loro inclinazioni. Per esempio: una madre si riterrà sicura della sua virtù per il fatto che fa qualche elemosina, è assidua nelle sue preghiere, frequenta i sacramenti, fa anche qualche pia lettura; ma vede, senza preoccuparsene, che i figli si allontanano dai sacramenti. Povera cieca! Comincia ad andare in cerca di tua figlia che sta perdendo l anima; e poi tornerai per chiedere a Dio la tua conversione. Come siamo incostanti! Dio poi non può tollerare la continua incostanza, con cui si passa dalla virtù al vizio, e dal vizio alla virtù. L esempio più grande che posso darvi credo sia quello del santo Giobbe. Questo santo, in un sol giorno, da principe che era e, di conseguenza, uno dei più invidiati fra gli uomini, diventa il più infelice, colmo di disgrazie, privato di tutto ciò che aveva di più caro al mondo. A calde lacrime si prostra con la faccia a terra. Per far che? Per lamentarsi? Per mormorare? No, miei cari, no. La sacra Scrittura ci dice che egli adora e bacia la mano che lo percuote; fa al Signore il sacrificio delle sue ricchezze, della sua famiglia; lo fa con la rassegnazione più generosa, più perfetta, più intera, dicendo: Il Signore è il padrone di tutti i miei beni come ne è l autore; tutto questo è capitato proprio perché lui l ha voluto: sia benedetto in tutto il suo santo nome. Sergio G. Pag. 9

10 60 Sacerdozio DON FRANCO BIGNAMI: da 60 anni chiamato da Dio a servizio dei fratelli Don Franco Bignami è la STORIA della nostra Parrocchia. Riandando indietro nel tempo, forse pochi ricorderanno che nel 1956 venne costruita una cappella prefabbricata intitolata a Santa Ida, sulla via Giambellino, suffraganea della attuale Parrocchia del Murialdo. Nel 1960 si pone la prima pietra, ad opera del Cardinal Montini, di quella che è ora la Parrocchia del S.Curato d Ars, e come primo parroco viene nominato Don Franco Bignami, coadiutori Don Alpino Slompo e Don Mario Benelli. Ecco cosa scriveva Don Franco nel settembre 1983, quando lasciava la nostra parrocchia, a lui tanto cara, dopo 22 anni di ministero: rivedo come in un film retrospettivo quella domenica 29 ottobre 1961 nella quale ho preso possesso della cappella S.Ida, inaugurando quella comunità parrocchiale rappresentata allora da un piccolo gruppo, mentre la nuova chiesa innalzava le sue mura. I primi passi incerti in un ambiente che non conoscevo non furono facili, ma erano sostenuti da entusiasmo e coraggio da parte di quei pochi che man mano si organizzavano e prendevano coscienza di essere famiglia di Dio Da quel lontano giorno quanto cammino! Sono stati i primi 22 anni di una parrocchia di periferia, con difficoltà, tentativi, ma anche speranze e iniziative, mentre piano piano andava costituendosi sotto la sua guida la comunità del S. Curato d Ars. Di lui si diceva che era un amico, nel dolore, nella gioia ha un cuore grande così, come grande è la sua generosità, ti viene a trovare, ti apre la Pag. 10 sua casa, è vicino alla tua famiglia. Si fa ascoltare volentieri nelle prediche, in lui c è la vera e autentica vocazione sacerdotale, che nasce dalla gioia, dall esperienza della grazia sovrabbondante di Dio (un parrocchiano dei primi tempi). Riporto, per chi non lo ha conosciuto, questo bellissimo scritto del 1979 di un parrocchiano che lo descrive molto bene: Del nostro Don Franco in tanti anni possiamo dire: -è un uomo di Dio -è un uomo di preghiera -è di una comunicabilità eccezionale -niente è suo, nemmeno la veste (perché è sempre quella) -è uno che lascia fare, pur se uno sbaglia -non chiede mai i soldi (e questo a volte ci fa arrabbiare) -lo vorremmo uno che comanda e invece non lo è: il Signore è venuto a servire e non a comandare Per concludere, una preghiera che vuole essere un ringraziamento a Don Franco ma anche a tutti i Sacerdoti che si sono succeduti qui al Giambellino: Signore, ti ringraziamo di averci accolto e vivificato nella tua chiesa. Ti ringraziamo per i preti che ci hai donato, ti chiediamo di insegnarci a vedere in loro gli uomini di Dio, gli uomini che hanno ricevuto il mandato di dire la tua verità agli altri uomini, di renderli partecipi della tua vita, di assolverli nel tuo nome e di dare ad essi in cibo il tuo Corpo. Amen. Claudia F.

11 Vita Parrocchiale 20 Settembre, Orta. una giornata insieme! Finalmente dopo tanto tempo ci siamo dedicati una domenica tutti insieme, e dopo mille preparativi e qualche imprevisto la nostra giornata si è avviata con la compiacenza di un clima caldo e assolato. Un bel gruppo misto fatto di persone di tutte le età ha riempito tre pullman e alcune auto (senza dubbio saremo stati circa duecento persone) che hanno in qualche modo invaso quel grazioso paesino sul lago omonimo: Orta S.Giulio. Una visita al Sacro Monte ha dato inizio al nostro pellegrinaggio, le cappelle sparse in bosco fresco e ombreggiato posto su vari dislivelli, dove vi si trovano rappresentazioni dei momenti più importanti della vita di S. Francesco d Assisi. Intorno a mezzogiorno ci siamo raccolti tutti in una piccola chiesetta che è riuscita a contenerci, e li con una celebrazione semplice ma coinvolgente abbiamo partecipato alla S. Messa domenicale, dove si è avvertita la sensazione di vera comunità. Il pranzo consumato a piccoli gruppi, chi al ristorante, chi in riva lago, chi all interno dell oratorio è stato piacevole poiché occasione di condividere insieme anche questo momento. Al ritrovo nella chiesa parrocchiale Don Renzo ha voluto rendere partecipi noi tutti di quello che nella nostra Parrocchia viene svolto e così si sono succeduti vari rappresentanti dei singoli gruppi attivi che in modo semplice e sintetico hanno illustrato il proprio lavoro. Quale è il punto comune di questi gruppi? Amore verso i fratelli, farsi prossimi ed essere sostegno sia spirituale che materiale all essere umano, in ogni periodo della vita e ciascuno con le proprie possibilità e predisposizioni per mettere a frutto i propri doni per gli altri. L appello è stato quello di sentirci sempre invitati e chiamati a partecipare attivamente alla vita parrocchiale, per sentirci Chiesa, più disposti a mettersi in gioco e impegnare parte del proprio tempo a queste scelte dettate dalla fede. Ma la giornata non era ancora terminata e, trasportati sul lago da piccoli traghetti, abbiamo raggiunto le rive dell Isola S.Giulio, piccolo e delizioso angolo di terra con vicoli stretti ancor più suggestivo per la luce ormai vicina al tramonto e i profumi dell acqua lacustre e dei fiori. La vera conclusione di questa giornata l abbiamo vissuta all interno della ABBAZIA "MATER ECCLESIAE" dove abbiamo partecipato ai Vespri con le monache benedettine di clausura, vera esperienza di forte impatto spirituale ( la preghiera, i canti, il luogo) la sacralità si percepiva con tutti i sensi, un ricordo molto bello! E poi il rientro a Milano in perfetto orario! Grazie a tutti per questo momento, a chi c era, a chi non c era e avrebbe voluto esserci, a chi ci ha pensato, a chi ha organizzato, a Don Renzo che nonostante tutto è riuscito a parteciparvi. Grazie Signore per averci accompagnato. Roberta Pag. 11

12 Oratorio Teatr Ars gruppo teatrale ragazzi Magari non tutti conoscono compagnia Teatr Ars : nella nostra Parrocchia da qualche anno esiste una realtà teatrale fatta dai nostri ragazzi (pre-adolescenti e adolescenti) che si cimenta in quest arte, che ho il piacere ed il privilegio di seguire. Tutto nacque da un gruppo di catechismo che nel quarto anno, dove i ragazzi ricevono il sacramento della confermazione (cresima), alla ricerca di idee su come trattare l argomento lessi un copione che trattava, in modo simpatico e attuale, il tema dei sette doni dello Spirito Santo. La proposta accolta con entusiasmo, ha dato inizio alla nostra avventura che ancora continua. Il teatro è espressione altamente formativa per i giovani, dove imparano a stare insieme, ad esprimere emozioni, a prendere coscienza del proprio corpo che deve muoversi sul palco per comunicare e trasmettere. Pur essendo tutti noi ( me compresa) dei dilettanti abbiamo però nel tempo maturato un gran voglia di cimentarci con cose nuove e diverse, come nell ultimo lavoro dove la parte musicale era piuttosto importante tanto da poterlo definire musical. Certo che tutto ciò che viene fatto se pur faticoso e impegnativo viene svolto sempre con volontà e tenacia e come ripeto spesso ai ragazzi è molto più bello il momento delle prove che non lo spettacolo in se. Il clima è in genere sereno, Pag. 12

13 Oratorio collaborativo; in diversi momenti si scherza e si ride, magari attorno a dei dolcetti portati con generosità da qualcuno, ma si lavora anche molto provando e riprovando seriamente. Nel corso di questi anni (ormai entriamo nel 5 ) la formazione del gruppo si è modificata e ora addirittura ampliata, alcuni sono particolarmente entusiasti e resistono sin dalla prima opera. Recentemente - a sorpresa - ho iscritto la compagnia ad un concorso teatrale che ogni anno viene organizzato dal gruppo G.A.T.a.L.: un componente la giuria è intervenuto al nostro ultimo spettacolo.per un sorriso per valutarci, e meraviglia!, nel pomeriggio di domenica 11 Ottobre siamo stati invitati e premiati con altri gruppi teatrali di ragazzi presso il Teatro Don Orione. Certo che senza la collaborazione di tanti adulti, a cui sono particolarmente riconoscente, Andrea Gentili (per la parte tecnica) Giulia, Elena, Gabriella, Luca, Marco per assistenza scenografica e scenica, costumi, trasferte, e tra i giovani Matteo, Mattia, Massimo per la parte musicale e Michela la nostra insostituibile suggeritrice, tutto ciò non sarebbe realizzabile. E..adesso dove possiamo mettere la nostra (prima) coppa? Al prossimo spettacolo Fine gennaio Festa della Famiglia Roberta Pag. 13

14 Vita Parrocchiale GENITORI NEL TERZO MILLENNIO Dopo aver riflettuto alla fine di marzo sullo stile dell educazione (genitori autorevoli o autoritari?), ci siamo ritrovati all inizio di giugno a riflettere sui nuovi media e sulle modalità di comunicazione. Dando appuntamento a tutti genitori interessati a queste problematiche all incontro che si terrà martedì 10 novembre 2009 ore con il prof. Marco Deriu, docente dell Università Cattolica, su etica e deontologia della comunicazione, riportiamo un commento appassionato dell ultimo incontro. NELL ERA DIGITALE COSA BISOGNA SAPERE??? Si è tenuto domenica 4 ottobre il secondo incontro di approfondimento sulla relazione genitori e figli nell era digitale. Cosa fare e soprattutto cosa sapere su internet e su questa grandissima potenzialità di conoscere ed esplorare navigando. Tante sono le perplessità dei genitori, che si rendono conto dell immensa disponibilità di informazioni che questo comporta. I nostri figli sono o lo saranno presto navigatori per curiosità o per necessità e spetta a noi genitori seguirli e metterli al corrente per un corretto uso di questo strumento. Questo secondo incontro ci ha proprio illustrato in maniera semplice e precisa, le modalità da adottare per utilizzare internet sia per noi che per i nostri figli. L esperto che ci ha introdotto in questo stupendo mondo virtuale, ha tenuto a precisare che il computer di per sé è una macchina come tutti sappiamo e che è il modo in cui viene usato che fa la differenza. Naturalmente ci ha anche detto che in internet si possono trovare Pag. 14 degli ottimi siti che possono servire per innumerevoli motivi (scuola, approfondimento, storia, viaggi, enciclopedia, pagamenti di bollette, bonifici bancari, community, blog, ecc.) oppure dei siti pericolosi per contenuto di informazioni o perché fraudolenti; quindi spetta a noi navigare traendo il buono da questo mezzo e stando attenti alle eventuali trappole che ci potrebbero mettere in difficoltà. Ecco perché è molto importante la nostra conoscenza che ci porta ad affrontare con i nostri figli i vantaggi e i rischi nell usare internet, senza demonizzarlo, ma consapevoli che come in qualsiasi situazione dobbiamo agire con cautela e se incontriamo qualcosa di sconosciuto, prima ci informiamo e poi agiamo. Marina Pandini P.S. Un nuovo capitolo lo apriremo domenica 29 novembre ore affrontando insieme ad un esperto la problematica delle droghe e i ragazzi: non è mai troppo presto per parlarne!!!

15 Terremoto Scrivo per raccontarvi l'esperienza che ho vissuto all'aquila a settembre, dopo esservi già stato il mese in Agosto. Sono arrivato lunedì 20/09 e la prima cosa che mi è rimasta impressa è il numero di persone che stavano al campo, cinquanta, veramente poche rispetto alle cinquecento che affollavano il campo ad agosto quando ho affrontato la prima esperienza in Abruzzo. Comunque la cosa più bella del campo Caritas è lo spirito che si vive: è rimasto intatto! L'accoglienza, la gioia e la decisa volontà di dare una mano da parte dei volontari sono le stesse che da aprile animano questa stupenda realtà. Per quanto riguarda la situazione della città, ma sopratutto della popolazione, c'è ancora tanto lavoro da fare: questo periodo è molto difficile perchè tutte le associazioni e corpi statali si stanno mobilitando per togliere le tende. Scherziamo? No!!! È proprio così! Tutte le tendopoli verranno a breve smantellate e le persone che vi abitano dovranno così trovarsi un abitazione entro breve oppure alloggiare in albergo, cosa che non tutti si possono permettere. Senza calcolare poi il lato emotivo, che è quello più importante. Abruzzo nel cuore Pag. 15 In questi mesi molte famiglie che alloggiavano in tenda hanno stretto forti rapporti con chi come loro nel campo condivideva il dolore e il ricordo del sisma, questo li ha fatti avvicinare creando così nuclei famigliari allagarti fondati su legami molto forti. Oggi questi terremotati rischiano di subire il secondo sisma: vengono separati per trovare una nuova sistemazione, e rimanere così soli, ancora! Per questo la Caritas Umbra ha deciso di protrarre la sua presenza all'aquila per altri due anni, per poter seguire e stare vicino a tutte quelle persone che ad oggi sono ancora sole o bisognose di aiuto. Il campo, e quindi i volontari che prestano il loro servizio per almeno una settimana, si offre disponibile a qualsiasi servizio che va dall'ascolto, ai t r a s l o c h i, l'imbiancatura, mette a disposizione mezzi di trasporto, taglia l'erba e tanto altro ancora, tutto per dimostrare a chi si sente solo che non è così, che c'è qualcuno pronto ad aiutarlo, sempre. Il campo della Caritas tutti i giorni rende un grande servizio facendo piccole cose: forse, è quello che dovremmo fare noi anche qui a Milano, tutti i giorni. Vittorio

16 In famiglia In ricordo di Giovanna Scrivo queste righe ripensando alla nostra amicizia, dalla scuola elementare in poi; con il passare degli anni il nostro legame si è rinsaldato frequentando entrambe il Murialdo. Lì, Giovanna ti sei sposata con Carlo e per molti anni vi siete operati per quella Parrocchia. Dopo esservi trasferiti al Santo Curato d Ars, per molto tempo avete collaborato con i coniugi Pinese all attività del gruppo Terza età. Durante l anno, ogni settimana ci si incontrava il martedì e il giovedì con un folto gruppo di persone più o meno anziane. Ricordo con quanto impegno ti davi da fare per far divertire tutti i partecipanti del gruppo; anche la preparazione del pranzo natalizio per le persone sole era uno dei modi in cui dimostravi l attenzione, insieme a Carlo, per tutti. Quando i sig. ri Pinese non hanno più potuto seguire le attività del gruppo, tu ti sei assunta la responsabilità di tutto, incluse le trasferte estive prima a Randellino e poi a Elusone. Nel frattempo sei diventata Ministro Straordinario dell Eucarestia, portando la Santa Eucaristia agli ammalati e aiutando i sacerdoti in Chiesa. Cara Giovanna è con grande dolore che ricordiamo la tua scomparsa, avvenuta lo scorso settembre. L immagine che hai lasciato nei nostri cuori ci ricorderà il tuo amore per la Chiesa, la tua dedizione. Da lassù, in Cielo, continua a seguire la nostra comunità! Rina Casertano aiutandoli nelle loro necessità particolari sempre coadiuvata dal marito Carlo. Forse non tutti la conoscevano come Ministro Straordinario dell Eucarestia. Anch io, da non molti anni, lo sono e ricordo Il suo incoraggiamento nei primi giorni quando mi apprestavo a portare Gesù Eucarestia che tanto aiuta i nostri ammalati impossibilitati ad uscire per ricevere Gesù come mi diceva lei. Il suo esempio: sempre presente alla Messa giornaliera anche aiutando nell animarla e sempre accompagnata da Carlo. Anche negli ultimi tempi, pur avendo difficoltà e dolori nel camminare, cercava sempre di essere presente. Tornata dalle vacanze ho potuto farle visita all ospedale qualche giorno prima della sua morte: l ho trovata serena, pur nella sofferenza, circondata dall amore di tutti i suoi; pronta ad accettare la volontà di Dio. GRAZIE Giovanna per tutto quello che hai trasmesso a tanti e che molti di noi, forse come me, hanno scoperto solo il giorno del tuo funerale attraverso le parole dei tuoi cari e di chi da te è stato aiutato e incoraggiato a muovere i primi passi verso una fede autentica. Un ministro dell Eucarestia Un altro vuoto nella nostra comunità, un altra testimone ci ha lasciati per il Paradiso il 19 settembre: GIOVANNA ROSSI Era conosciuta in Parrocchia da molti; soprattutto in questi ultimi anni dal gruppo terza età a cui si è dedicata sia nei Giovedì e sabato pomeriggio in Parrocchia, sia nel periodo di vacanza a luglio a Clusone che trascorreva con gli anziani animando e Pag. 16

17 In zona Il progetto memoria Mettete in una pentola i peggiori ingredienti: qualche chilo di adolescenza che nega tutto quello che arriva dalle generazioni passate, qualche cucchiaio di frasi tutte che iniziano con: ah, ai miei tempi..., magari mettete insieme anche figli per cui i soldi servono solo per avere con genitori usciti dalla povertà della guerra. In una brodaglia di questo tipo succede facilmente, per fortuna non sempre, che tutto vada a finire in marcio. Basta poco, e poi l'amaro rimane in bocca per decenni. Nelle nostre città, però, succede spessissimo che non si abbiano grandi rapporti con altre famiglie, con la vicina anziana o con il nonno lontano. E allora si rimane ammuffiti: i giovani di qua e gli anziani di là. Ma ci sono anziani, nella nostra stessa parrocchia, che hanno lottato contro il terrorismo italiano degli anni '70, che hanno visto via Lorenteggio e via Primaticcio che erano solo accennati sentieri in mezzo a campi coltivati, che sono stati su sommergibili, che hanno mosso generazioni di operai alla conquista dei loro diritti, che, pur essendo italiani, hanno vissuto esattamente come vivono oggi gli extracomunitari, che sono stati costretti per anni a sradicarsi dalla propria lingua e dalla propria gente per cercare un qualsiasi lavoro lontano. Un giorno una Voce leggera ha detto a qualcuno: accendi la radio. E lì si parlava della banca della memoria (www.bancadellamemoria.it): qualcun altro (mosso da altre Voci leggere, ovvio) era stufo di veder persi tutti questi fatti di vita nella memoria di anziani spesso soli. Insieme ad altri ha iniziato a Pag. 17 raccogliere interviste video in cui queste persone raccontavano le cose più sorprendenti: dalla prima donna che guidava i camion ( con i pantaloni, che scandalo! ), ai bombardamenti su Torino, alla vita nelle case a ringhiera. La persona che stava ascoltando la radio non era certo stupida, e la sua fame e sete di giustizia erano sufficientemente grandi da rispondere alla Voce leggera: perché no? E se provassimo a farlo anche noi?. Proponi, discuti, aspetta, diffondi, e alla fine il tutto è diventato una cosa ben più grande della nostra parrocchia: ora da noi si chiama Progetto memoria e coinvolge, oltre alla nostra parrocchia, anche il Laboratorio di quartiere (Comunità del Giambellino, Spazio Aperto Servizi, gli scout del CNGEI, associazione Samarcanda, associazione Seneca) nella casetta verde di fianco alla biblioteca. Coinvolgere i giovani per fare interviste video agli anziani del quartiere vuol dire creare un momento di grande protagonismo per questi anziani e anche un modo per i giovani di vederli sotto un'ottica diversa. Gli anziani, raccontando quello che hanno vissuto, riuscirebbero ancora una volta a far spalancare gli occhi ai giovani che li ascoltano. Contemporaneamente i giovani devono imparare a fare interviste, a usare la telecamera, a fare il montaggio video, a mettere il tutto su Internet in modo che anche altri possano vedere la nostra memoria. Per questo il progetto è stato presentato alle scuole e speriamo che qualche insegnante accetti la proposta, facendo guadagnare qualche credito scolastico ai suoi alunni per questo lavoro, visto che richiede sicuramente molto impegno.

18 In zona Vorremmo iniziare le interviste entro la fine dell anno e concludere il progetto intorno ad aprile, non impegnando quindi i ragazzi nelle ultime settimane dell anno scolastico. Il progetto è quindi fortemente educativo: riscoprire gli anziani come enorme valore, vedere concretamente qualche anziano solo, riappropriarsi di memorie che è pericoloso dimenticare, affezionarsi di più al quartiere dove vivono, sperando che tutto questo li porti ad avere una maggiore responsabilità sociale. Per ora i giovani che faranno le interviste sono ancora un po' evanescenti... Quei pochi che ci sono si connotano come di sinistra. Avete presente, no? Quelli che si vestono in modo tale da riconoscersi al volo, tutti uguali, esattamente come gli altri, cambia solo la divisa. Però alcuni di loro ci sono. Speriamo che ci sia anche qualcuno dei nostri ragazzi. Sarebbe un'esperienza positiva anche quella di uscire dal piccolo mondo del loro gruppo per avere contatti con chi apertamente dice di non credere, ma che lavora per gli altri. Non vi nascondiamo anche i nostri dubbi: da un lato l'iniziativa non rispetta il vincolo di continuità che ogni forma di aiuto al prossimo dovrebbe avere (non è proprio simpatico dire ad un anziano: oggi veniamo a trovarla e dopo l'intervista sparire per sempre); dall'altro sperare che da questa iniziativa nasca qualche giovane maggiormente impegnato nel sociale può essere considerato speranza vana. Ricordiamoci, però, che tutto parte da Voci leggere, così leggere da non essere fastidiose, anzi capita che a volte si inizia ad ascoltarle, non si vuole più smettere e la speranza vana diventa realtà. Paolo e Marco Pag. 18

19 Chiesa mondiale Il padre dei mutilatini beato in piazza Piazza Duomo torna a riempirsi per don Carlo Gnocchi. Domenica 25 ottobre l indimenticato «padre dei mutilatini» sarà proclamato beato nel corso di una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, alla presenza del legato pontificio, monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi. In occasione dei funerali di don Gnocchi, il 1 marzo 1956, centomila persone avevano gremito il Duomo e la piazza per l ultimo saluto al sacerdote nato nel 1902 a San Colombano al Lambro. Durante le esequie un mutilatino interpretò il sentimento popolare rivolgendosi a don Gnocchi con questo saluto: «Prima ti dicevo: Ciao, don Carlo. Oggi ti dico: Ciao, san Carlo». Parole profetiche: oggi, cinquantatre anni dopo, la stessa piazza si prepara ad accogliere migliaia di fedeli per festeggiare don Gnocchi beato. È stato il cardinale Carlo Maria Martini, nel 1987, ad avviare il processo di canonizzazione di don Carlo. Nell occasione, l Arcivescovo di Milano si chiedeva «se don Carlo abbia esaurito il suo servizio sacerdotale alla Chiesa ambrosiana chiudendo gli occhi all esistenza terrena, oppure se egli lo continui in una forma che non sia solo quella dell efficacia della sua opera, della nostalgia della sua persona, ma in una missione permanente per la chiesa di Dio». L iter è proseguito in sede diocesana fino al 1991, con le deposizioni di 178 Pag. 19 testi che hanno prodotto una documentazione di oltre quattromila pagine. Il materiale, inviato in Vaticano, e scrupolosamente analizzato dalla Congregazione per le Cause dei Santi, ha condotto nel dicembre del 2002 al riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio don Gnocchi e alla proclamazione, da parte di Papa Giovanni Paolo II, della sua venerabilità. «La sua fede fu eccezionale - scriveva in quei giorni il cardinale Saraiva Martins, prefetto vaticano per le Cause dei Santi - e su di essa si fondò la sua speranza incrollabile in Dio, nella divina Provvidenza, nella vita eterna e nel futuro stesso della storia dell uomo». Per poi concludere: «Don Carlo fu veramente testimone di quel Vangelo di cui era stato fatto maestro e dispensatore». Lo scorso 17 gennaio, infine, il Santo Padre Benedetto XVI, attribuendo all intercessione di don Carlo un evento miracoloso, ha di fatto sancito la sua beatificazione, poi annunciata per la domenica 25 ottobre, anniversario della sua nascita. Annuncio dato in diocesi dal cardinale Tettamanzi, che «con profonda gioia» ha definito don Carlo «un seminatore di speranza», un prete «che in anni assai tormentati seppe con entusiasmo dare fiducia ai giovani e credere nel valore santo del dolore, specie quello innocente dei bambini. Fu un vero uomo di Dio». Il miracolo attribuito a don Carlo è accaduto nell agosto del 1979 a Orsenigo, in provincia di Como, protagonista Sperandio Aldeni,

20 Chiesa Mondiale artigiano elettricista incredibilmente sopravvissuto a una mortale scarica elettrica. Alpino, da sempre devoto al cappellano della Tridentina durante la tragica campagna di Russia e volontario tra i ragazzi disabili del Centro di Inverigo della Fondazione, Aldeni - attraversato da capo a piedi dalla scarica potente come un fulmine - in quegli istanti si appella a don Carlo. Medici e periti non hanno saputo spiegare come ne sia uscito illeso: «Mi ha protetto don Gnocchi», ha sempre sostenuto l alpino, purtroppo scomparso poco più di due anni fa. Una convinzione che oggi appartiene anche alla Chiesa e al popolo dei fedeli. La vita di don Gnocchi è stata straordinaria per fede e intraprendenza: lo dimostrano gli appellativi con i quali è ricordato e venerato: educatore dei giovani, cappellano degli alpini, padre dei mutilatini, precursore della riabilitazione, imprenditore della carità, profeta del dono d organi per aver voluto donare le proprie cornee in punto di morte quando ancora i trapianti di organi in Italia non erano regolati dalla legge. La sua è stata una missione sacerdotale iniziata in oratorio e proseguita all Istituto Gonzaga e all Università Cattolica, al fronte di guerra con gli alpini e, infine, nelle case per i piccoli mutilati e i poliomielitici da lui aperte in tutta Italia. Erano la «sua baracca», costantemente cresciuta in questi anni e oggi presente in Italia e nel mondo grazie alla Fondazione che porta il suo nome e ne perpetua il carisma. Accanto alla vita e al servizio dei più fragili. Ci saranno anche molti di loro, in piazza Duomo, il prossimo 25 ottobre. L accesso alla celebrazione sarà gratuito, ma è necessario iscriversi per ricevere il pass che darà accesso alle aree allestite per l occasione. Le presenze vanno segnalate agli uffici della Diocesi di Milano, al numero o all indirizzo di posta elettronica ano.it. Tratto da di Filippo MAGNI Pag. 20

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