L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX)

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1 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) 101 Nella Camera da letto attigua alla precedente 24. Una coccietta di noce antica con pagliariccio, tre materazzi, capezzale e due cuscini di lana minuta, intime vecchie Due lenzuole di tela, e due intimelle simili di Cambrich Un comò di rimesso da fuoco, e due armaretti simili Cinque quadri di devozione, ed 1 specchio di once 18 macchiato Sette careghini di noce col sedere di paglia Una coltrina Cambrich a stampo con buona grazia simile Una coltrina di tela rigata Un baule coperto di pelle Un piccolo archibugio da caccia 5 Somma L. 222:50 [c. 2r] Riporto L. 222: Un piccolo armadio da fuoco, e tavolino simile -:50 -: Altro schioppo da carica 55 Nella cucina 35. Tre tavole di abete in sorte Un girarosto col suo occorrente Dicianove pezzi di ferramenta per uso del focolajo Doi stagnade di rame, assortite pesano libbre Tre caldaje di conzi tre pesano libbre Due secchi di rame, e cazza simile pesano libbre Due bilancie da mano con piatto rame, e fusto ottone Sette cazzaruole con coperchio pesano libbre Quattro padelle di rame assortite, pesano libbre Due pignatte da pugno con coperchi Due stampi da botiro Una piccola passadora di rame Sette cogome rame assortite Due macinini, l uno da pepe, l altro da caffè Un ferro di acciaio con anime Due fiorentine di ottone, e quattro candellieri simili Una piccola staliera con fusto di ottone Venti peltri di stagno in sorte, pesano libbre Un piccolo scaldaletto rame senza coperchio Altro detto più grande con coperchio 2

2 102 Sandra Martin e Piero Santostefano 55. Un piccolo mortaio di bronzo con mazza simile 56. Quattro schioppi vecchi irruginiti 57. Due mastelli grandi, ed un albuolo da farina di abete 58. Un corbato di venchi con poca ferramenta da colo 59. Tre rotoli di corda pesano libbre 40 c. a 60. Quattro crivelli, ed un moschetto con damigiana 61. Cinque coltelli, con man d osso, ed un manerino 62. Pochi piatti, catini di terra, e bozzoni, e bozze in sorte 63. Due stagnate, e tre tagliere Nella camera da letto attigua alle altre due sopra indicate 64. Cento quaranta fondi piatti da tavolino, e diciotto bottiglie nere 65. Tre inbottite vecchie 66. Ventisette lenzuola di canapa 67. Trentasette detti laceri 68. Tre intimelle vecchie rotte 69. Quattro asciugamani vecchi 70. Tre tovaglie, e 26 tovaglioli 71. Quattro tovaglie lacere e quattordici tovaglioli simili 72. Sette pezzi di brocadello lacero Nella camera sullo stesso piano superiore ad uso di dispensa 73. Diciasette careghe assortite, ed in parte da fuoco [c. 2v] Riporto 74. Una stagnata di rame, e pesciera simile libre quindici 75. Scansie di abete affisse all intorno della stanza 76. In una camera da letto per i lavoranti della Fabbrica sullo stesso piano / 10 pagliaricci di canapa laceri 77. Quattordici filzate di lana vecchia e tarlata 78. Dieci materazzi di lana minuta, ed intime, lacere, con otto capezzali simili In altra camera simile di faccia alla precedente 79. Una cocchietta di noce a lustro con pagliariccio, materazzo, capezzale, cuscino di lana mezzana 80. Due tavolini di noce, ed un portalettere 81. Un piccolo cantonale di noce, e quattro careghini simili con sederi di paglia 3 L : L. 608:50 L. 608:

3 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) Una coltrina di Cambrich a stampo con bonagrazia, a stampo 83. Un porta catino di noce con brocca di terraglia 84. Un cantonale di abete con portelle 85. Cinque quadretti con stampe, e lastre 86. Una tavola grande di abete, e quattro panchette simili esistenti nella cucina ad uso dei lavoranti di Fabbrica 87. Una caldaia rame 88. Una graticola ferro, ed una luna simile 89. Dodici cavalletti da letto con due tavole, e paglioni canapè, situato nel piccolo locale annesso alla suddetta cucina 90. Due letti composti di tavole, cavalletti, due pagliaricci, materazzi due, e tre capezzali, lana minuta intima vecchia In altra camera attigua alla precedente 91. Due letti composte di tavole, cavaletti, due pagliaricci, due materazzi, ed 1 capezzale In un camerino annesso alla cucina suddetta 92. Vari boccaletti di terra ordinari, e scodele simili in sorte Nel locale ad uso Lisciera nel piano suddetto superiore 93. Una caldaia di rame, pesa libbre Tre mastelli grandi da liscia, e quattro detti piccoli Due locale a pian terreno 95. Tre imbottite grandi con difetti 96. Una piccola filzata di lana tarlata Rubrica II Utensili di Fabbrica 97. Una caldaia grande di rame pesa libbre Tre secchi rame da travaso pesa libbre Un piccolo sifone 100. Una tavola di abete, e tre mastelli mezzani [c. 3v] Trasporto 101. Otto mastelli da travaso, e tre pirie con una sottospina 102. Tre tinelle di castagnaro con cerchi simili 103. Due dette idem idem 104. Quattro tavole dette gorne di abete per scolo L. 787:50 8 -: L. 926:00 L. 926:

4 104 Sandra Martin e Piero Santostefano 105. Altre quattro tavole per scolo dette tramogge colli relativi caratelli 106. Sei coggole di pesca, una tratta, ed un tratturo grande [ ] 107. Duecento corbatti per collocare i bisatti 108. Quattro caldaie di rame per la frittura del pesce, pesano libbre 400 circa 109. Sei pezzi di legno uniti in crociera per piegare le doghe 110. Due albuoli di abete 111. Una tinella 112. Un caratello uso pei lavoranti in Fabb. a 113. Quattro gradelloni grandi di ferro inglese infissi nel muro del focolaio rispettivo 114. Ventidue lumi di ferro 115. Cazze quattro di ferro da cavare il pesce fritto nella caldaie 116. Due casse di rame d uso nel manegio dell olio 117. Tre staliere di ottone con catene di ferro 118. Sei mastelli per olio 119. Tre tine ad uso olio vecchie 120. Otto corboni novi per trasporto bisatti 121. Diciotto pezzi lunghi di ferro assortiti detti maccadori 122. Una graticola di ferro 123. Sedici porta spiedi, dette spediere in ferro 124. Due pezzi di ferro larghi uncinati, detti sgraffi 125. Duecento novantacinque spiedi di ferro 126. Una quarta da misurar il formento, di ferro 127. Ferro vecchio da collare circa libbre Un pezzo di corda di canapa peso libbre 40 circa 129. Quindici remi assortiti 130. Un burato col velo guastato da tarli [131] Rubrica III Scorta, e capitali di Fabbrica 132. Diciassette fasci, o mazzi di così detti dogoni da botta lunghi piedi 5 circa 133. N mazzi di doghe ad uso di barili lunghe da piedi 3 a 4 circa in ragione di L il mazzo 134. Settanta mazzi di doghette di qualità scadente, anzi scarti : L. 1786:

5 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) Quaranta mazzi di grisole, e N. 20 pezzoni di grisole, valutate le prime in ragione di L. -:50, ed i pezzoni lire L. 40 [il cento] 136. Quaranta mastelle ad uso di Fabbrica 137. Un pezzo di legno di pero lungo piedi 6, e largo p. i 1 ½ 138. Dicianove tavole di once 8 di abete 139. Un scorzone, ed una tavola di larice 140. Nove pezzi di abete detti travi, lunghi 12 a 13 piedi circa a differenti larghezze [c. 4r] Riporto 141. Barili nuovi N in ragione di L. 1, Detti vecchi, e vecchissimi N. 659 circa, a c. mi 60 l uno 143. Zocca da fuoco passi 124 a L. 12 il passo 144. Sbreghe da fuoco detti 25 a 14 il passo 145. Cerchi bianchi ad uso barili assortiti N. 305 bire a L. 1,50 la bira 146. Olio di pesce reperito nel locale chiuso fusti 2040 [ ] L Relativi recipienti, cioè tre tine, e sei mastelli 148. Olio di pesce reperito in altro locale, fusti 50 come sopra 149. Relativo recipiente che consiste in una tina con coperchio 150. Aceto di Vasto prima qualità mastelli 340, secchi 6 a L. 16,50 il mastello 151. Aceto nazionale di prima qualità mastelli N. 182 secchi 5 a L. 8 il mastello 152. Detto di casa ordinario mastelli N. 25 a L Detto lordo intitolato sentina di Vasto, mastelli 7 a L. 2, Botti per l aceto N. 30 nella prima caneva della tenuta di bigonci 173 valutati in ragione di L. 2:60 il bigoncio 155. Bottoni di castagner in buon stato N. 13 nella seconda caneva contenenti bigonci N. 162 a L. 3:40 il bigoncio 156. Botti N. 9 in parte nella seconda caneva di legno dolce, e parte contenente bigonci 40 a L. 2:50 il bigoncio 157. Bottoni nove in cattivo stato nella terza caneva contenente bigonci 136 a L. 2 il bigoncio 158. Botti in sorte N. 16 in cattivo stato nella caneva piccola valutate in complesso 28: :50 24 L. 4912:40 L. 4912: : : L.18561: : : :75 449:80 550:

6 106 Sandra Martin e Piero Santostefano 159. Bottoni due in cattivo stato in detto luogo della tenuta di bigonci 20 in complesso valutati 160. Cenere per lavandaia secchi N. 80 a c. mi Vino guasto mastelli N Sale libbre 300 grosse a L. 26 per cento 163. Tinazzi N. 6 nella tinazzaria della tenuta di bigonci 60 in complesso a L Botti in sorte N. 12 in cattivo stato della tenuta di bigonci 62 in complesso a L Botte vuote in sorte N. 6 contenenti bigonci 82 a L. 2:25 il bigoncio 166. Barche N. 7 in sorte, cioè una battanella, un topo, una barca detta da valle, e tre sandoli con rispettivi attrezzi, cioè forcole, remi, timone, e quattro albori colle relative vele Rubrica IV Attrezzi rurali, scorte, prodotti di campagna ed animali 167. Formento in spica staia circa 16 di buona qualità in ragione di L. 24 lo staio pari a L. 13, Relativa paglia contenente tre quartaroli di formento 169. Un maiale mezzano di dieci mesi circa valutato 170. Due maiali piccoli di sei mesi circa 171. Due manzi di pelo frumentino di anni 9 circa [ ] [c. 4v] Riporto 172. Due detti, l uno formentino di pelo, l altro di anni 4 [ ] 173. Due manzette bigie scure d anni 4 [ ] 174. Due manze, di 7 anni l una, l altra di 5 o 6, da latte pelo bigio scuro [ ] 175. Due manzi l uno di pelo formentino, l altro bigio d anni 6 [ ] L Una manza bigia di anni 4 [ ] 177. Un vitello di pelo formentino da late di mesi due [ ] 178. Una carretta ferrata vecchia 179. Un carro vecchio ferrato 180. Due barele senza ruote : :36 1: :57 L :75 L :75 265:71 127:42 182:85 153:11 L :94 74:78 17:70 55:

7 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) Una grappa vecchia difettiva di quattro denti 182. Un versuro vecchio col coltro 183. Tre gioghi, due forniti, uno coi soli arconi 184. Due timonelle da tiro 185. Quattordici catene doppie di arnasse (sic) in sorte 186. Cinque pirone per uso boaria 187. Un tagliafieno 188. Due zappe nuove 189. Due badili 190. Quattro badili vecchi 191. Un falcino nuovo 192. Uno detto vecchio 193. Secchie, banco, e tre mastelline da latte 194. Una caldaia da latte pesa libbre Fieno carra due 196. Carra cinque picole 197. Poca quantità di strame 198. Sei sesole, due buone, l altre in cattivo stato 199. Cinque staia di farina da pane poco buona, e polita 200. Tre staia di semoletta, e semola 201. Quaranta carra di grassa 202. Un versuro vecchio senza ferro : :50 2:50 -: : L :07 Ultimato in questo modo l inventario si trassero le firme delli periti, che seppero scrivere, e le croci degli altri. Cro+ce di Angelo Valer detto Vales = Cro+ce di Tommaso Finotello = Fedrico Trevisan = Giuseppe Groato amm.re = Giovanni Diana Pietro Tomas Manfrin Prov.r Delegato [ ] Venezia 11 agosto 1842 Il Direttore di Spedizione [dell I.R. Tribunale civile] Gio. Orazio Trevisan Registrata a Comacchio atti privati li trenta agosto 1842

8 108 Sandra Martin e Piero Santostefano Note 1 Sul borgo e sulla parrocchia di Treporti cfr. P. SANTOSTEFANO, L isola della chiesa e Treporti, Cavallino-Treporti (VE) 2002; ID., Arte e fede nelle isole treportine, Cavallino-Treporti (VE) E. TOGNOTTI, Il mostro asiatico. Storia del colera in Italia, Roma Per l epidemia del cfr. anche D. V. CARINI VENTURINI, Il colera a Venezia, in La geografia delle epidemie di colera in Italia. Considerazioni storiche e medico-sociali, a cura di A. TAGARELLI - A. PIRO, Mangone (CS) 2002, pp I. CANTÙ, L Italia scientifica contemporanea, notizie sugli italiani ascritti ai cinque primi congressi, attinte alle fonti più autentiche ed esposte da Ignazio Cantù, Milano 1844, p. 202: «Non appena il choléra invase l Europa (1831), il Fassetta fu spedito dal governo a studiarlo in Polonia, e le cognizioni subito acquistate mise in pratica quando (1835) fu mandato in Ariano e a Treporti per depurar alcuni casi di malattia sospetta e per urgenze sanitarie». 4 C. SPERANZA, Sul cholera delle Provincie Venete nell anno Osservazioni di Carlo Speranza, Venezia 1836, pp. 68, 79. «Nel distretto di Loreo, primo degli altri luoghi colpito, sviluppavasi il cholera in un casone posto nel paese di s. Nicolò di Ariano, lasciando immuni gli abitanti dello stesso luogo, sebbene vasto e popolato. [ ] Nel comune di Treporti visitava la sola fabbrica dei marinati senza diffondersi nei limitrofi luoghi, quand anche uniti per istretto commerciale rapporto. [ ] In Loreo primo ad essere colpito volevasi importato il morbo da alcuni calderaj e merciajuoli provenienti dal Piemonte. Ma il collega Vallenzasca dissipava ogni dubbio sull arrivo dei medesimi. In Chioggia chi riteneva importato il morbo da Loreo, e chi da persone provenute da Comacchio. Nessun argomento positivo favoriva il primo concetto, e lo stato favorevole di salute in cui era Comacchio, si opponeva al secondo. In Venezia volevasi trasportato il cholera da Loreo, o da Tre Porti, ma intanto che dominava in questi luoghi, correva già in Venezia, che dicevasi, per essere meno grave, indigeno.» Cfr., inoltre, T. CAFFI, Cenni sulla irruzione del colera nelle Provincie Venete: contegno tenuto dai medici durante il suo dominio, e compendio analitico di alcune opere sullo stesso del dottore Tebaldo Caffi, Venezia 1837, p. 13. A volte la località di Treporti è indicata, erroneamente, con la variante Treponti, come in A. PERONE, Repertorio generale storico analitico terapeutico del colera e delle più notevoli cose, che intorno a questo morbo si esposero da che Ippocrate visse fino all anno 1836, Napoli 1836, p Il coléra, «Gazzetta di Zara», 12 agosto APT, REGISTRI DEI MORTI, r. 5, «Libro V dei morti della parrocchia della Ss. Trinità di Tre-Porti. Comincia li 4 gennaio Termina li 28 novembre 1868», p ASVE, COMMISSARIATO DISTRETTUALE DI VENEZIA, b. 10, fasc. 1, «Relazione statistica intorno ai diversi rami di pubblico servizio, pel comune e circondario di Burano. Anno 1824».

9 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) Sono diverse le residenze veneziane dove risulta aver dimorato il Bevilacqua nel corso del primo quarto di secolo: alla Giudecca nel 1809 (ASVE, NOTARILE. ATTI, b , G.B. Trieste, minuta n. 326, 1 luglio 1809), a S. Giovanni della Bragora nel 1811 (ASVE, NSS, b. 80, Sebastiano M. Casser, minuta n. 590, 27 giugno 1811), ai SS. Giovanni e Paolo nel 1821 (ASVE, NOTARILE. ATTI, b , G.M. Maderni, minuta n. 1351, 24 settembre 1821), a S. Zaccaria nel 1822 (ASVE, NSS, b. 104, F. Benzoni, minuta n. 2785, 11 febbraio 1822), a S. Moisè nel 1824 (ASVE, NSS, b. 104, F. Benzoni, minuta n. 4099, 5 aprile 1824), per esattezza in calle del Ridotto (ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE,ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/47, I.R. Governo a I.R. Delegazione Provinciale, 23 maggio Si trattava di un magazzino a pianta rettangolare dalle dimensioni approssimative di piedi veneti 45x30 (m 15,5x10,5 circa) oggetto di un primo passaggio di mano il 23 giugno 1807 quando Domenica Lotti in Michele Lazzarini vendeva l immobile a Paolo Grapputo sulla base di una stima di due periti veneziani, Girolamo Zanchi e Francesco Piantoni, che valutava il bene in lire venete 979:12 equivalenti a lire italiane 501:24. ASVE, NOTARILE. ATTI, b , G.F. Maderni, minuta n. 83, 23 giugno All atto notarile è allegato un disegno della pianta del magazzino e delle proprietà confinanti. Paolo Grapputo vendette gli immobili ai fratelli Antonio, Giovanni e Giuseppe Bevilacqua per lire italiane 860. Antonio Bevilacqua, allora residente al civico 801 della Giudecca in contrada di S. Eufemia, aveva già in affitto quegli stessi immobili. ASVE, NOTARILE. ATTI, b , G.B. Trieste, minuta n. 326, 1 luglio Dai ruoli della popolazione del 1811 risulta che la famiglia Bevilacqua risiedeva nel sestiere veneziano di Castello, in contrada S. Giovanni della Bragora, al civico I fratelli conviventi erano Antonio (36 anni), Giovanni (34), Antonia (33), Caterina (30). AMVE, ANAGRAFI DEL PERIODO PREUNITARIO, EPOCA NAPO- LEONICA (1811). 11 Giovanni Carlo di Michiel Grimani ( ) aveva sposato la nobile romana Virginia di Sigismondo Chigi solo un anno prima di morire. Sul padre di Virginia, morto a Padova nel 1793, cfr. A. FIORI, Chigi, Sigismondo, in Dizionario biografico degli italiani, XXIV, Roma 1980, pp ASVE, NSS, b. 80, Sebastiano M. Casser, minuta n. 590, 27 giugno L acquisto avvenne a favore dei fratelli Antonio, Giuseppe e Giovanni Bevilacqua fu Lorenzo. In tale atto confluirono anche alcune posizioni debitorie dei Grimani nei confronti della famiglia Malta, esposizioni assunte dai fratelli Bevilacqua e poi regolate con i creditori nel ASVE, NSS, b. 103, F. Benzoni, minuta n. 2785, 11 febbraio ASVE, NSS, b. 794, P. Comincioli, minuta n. 608, 2 ottobre Segnaliamo che nel 1811 il pesce prelevato nelle valli Liona e Dragojesolo veniva portato alla Giudecca, in un deposito della famiglia Baffo, prima di essere smerciato sul mercato di Rialto. ASVE, NSS, b. 782, P. Comincioli, minuta n. 2003, 8 agosto Nella dichiarazione dei propri beni per il 1808 Pietro e f.lli Baffo di Domenico dichiarano di controllare 24 stazi per il pesce fresco al mercato di Rialto. ASVE, CENSO PROVVISORIO, NOTIFICHE, b. 13, notifica n. 445.

10 110 Sandra Martin e Piero Santostefano 15 Notizia dell acquisto, in data 6 dicembre 1787, è in ASVE, NSS, b. 1908, C. Gualandra, minuta n , 31 marzo ASVE, CENSO PROVVISORIO, NOTIFICHE, VENEZIA, b. 173, notifica n. 821 e b. 179, notifica n. 18 per i beni della famiglia Baffo a Cavazuccherina, l attuale Jesolo. È probabile che anche in questa valle si immettesse del novellame che Pietro Baffo e fratelli risultano aver acquistato, ci è giunta la notizia del 1809, da pescatori buranelli. ASVE, PREFETTURA DELL ADRIATICO, b. 174, docc. vari prodotti dalla Prefettura e dalla Municipalità di Burano nel maggio ASVE, NSS, b. 275, P. OCCIONI, minuta n. 99, 24 dicembre Per il debito accumulato dalla cosiddetta fraterna Baffo, vale a dire dai figli in minore età di Domenico Baffo nel periodo , nei confronti dell Andringhetti, loro tutore legale, cfr. R. DEROSAS, Aspetti del mercato fondiario nel Veneto del primo Ottocento, «Quaderni storici», XXII (1987), pp Per un breve profilo delle attività di Domenico Baffo cfr. G. DOLCETTI, Il Libro d argento. Storia delle Famiglie Nobili e Cittadine, V, Venezia 1928, pp ASVE, NSS, b. 104, F. Benzoni, minuta n. 4099, 5 aprile Il «gravissimo infortunio» qui citato è riconducibile all alta marea straordinaria che interessò la laguna il 25 e il 26 dicembre Cfr. G. LUCCHETTA, Storia dell acqua alta a Venezia dal Medioevo all Ottocento, Venezia 2000, p G. NARDO, Sulla coltura degli animali acquatici nel veneto dominio, dirette a conoscere dove, come fino a qual grado, e con quali speranze di tornaconto possa promuoversi l avanzamento fra noi di tale ramo d industria, «Atti dell IVSLA», s. II, 9 ( ), pp Per la descrizione della corba da bisati cfr. A. P. NINNI, Modelli degli arnesi usati dai pescatori vaganti della laguna di Venezia inviati all esposizione industriale di Milano, Venezia 1881, p. 34: «Questa corba, intessuta di vimini e provveduta di due maniglie, serve di misura per la vendita delle anguille, contenendo essa in peso un quintale di questo pesce. Adoperasi pure nelle pescherie per tenervi entro le anguille ed altri animali acquatici. Ha il diametro di 80 cent. circa. L altezza a 55 a 60 cent.» 20 «Giornale Italiano», 11 dicembre Durante la visita, effettuata il 5 precedente, l imperatore si era «trattenuto per più di un ora, tutto esaminando ed esternando a favore di detta fabbrica il suo gradimento». Cfr. anche «Giornale di Venezia», 16 dicembre 1815: «La fabbrica di pesci cotti ed ammarinati ch esiste nel Regno Veneto-Lombardo eretta alla Giudecca dal Sig. Antonio Bevilacqua, e ch ebbe, già l alto onore di essere visitata dall Augusto nostro Sovrano, alle cui osservazioni nulla sfuggì nel suo soggiorno in questa Città, e che degnossi d esternare su d essa la Sovrana sua approvazione, fu poi quest oggi visitata da S.A.S. il Duca di Modena, fratello dell Augusto nostro Sovrano, che si degnò pure di esaminare in ogni suo rapporto la grandiosità, esattezza e perfezione de lavori, e manifestò non equivoci segni di egual lode alla grandiosità di essa, ed alle cure di esso fabbricatore per una tale istituzione, ed eccellenza a cui fu ridotta.»

11 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) ASVE, NOTARILE. ATTI, b. 4792, G. Crucis, minuta n. 2394, 10 giugno Il cospicuo patrimonio della Sagredo è ricordato in M. CALZAVARINI, La vendita dei beni nazionali nei dipartimenti veneti dal 1806 al 1814, in Veneto e Lombardia tra rivoluzione giacobina ed età napoleonica. Economia, territorio, istituzioni, a cura di G. L. FONTANA - A. LAZZARINI, Milano-Bari, 1922, p ASVE, NSS, b. 804, P. Comincioli, minuta n. 582, 23 agosto Si trattava di una modesta quota di una vastissima proprietà, circa 513 campi alla misura trevisana (267 ha circa), che all inizio dell Ottocento, prima di passare a Orsola Sagredo, era nella disponibilità di Giovanni Antonio Sonzogno che glieli aveva ceduti, per far fronte ad ingenti debiti accumulati nei confronti della nobildonna, con atto del notaio veneziano Francesco Coletti in data 1 aprile ASVE, NSS, b. 620, F. Coletti, minuta n L ampissima proprietà, che si affacciava tra il mare e la laguna, all inizio dell Ottocento apparteneva a Marco Antonio Venier Fonte. ASVE, CENSO PROVVISORIO, NOTIFICHE, VENEZIA, b. 173, notifica n ASVE, NOTARILE. ATTI, b. 346, G.M. Agazzi, protocollo n. 80, 27 marzo ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 32, fasc. 1821/III/3, I.R. Delegazione provinciale a Camera di Commercio, 28 luglio Per le valli da pesca di Comacchio rinviano al notissimo testo L. BELLINI, La legislazione speciale delle valli di Comacchio nella sua genesi storica nelle fonti e nell applicazione, Ferrara «E qui cade in acconcio di rammemorare, che il Governo Pontificio già parecchi anni prima che la franchigia fosse estesa a tutta la Città di Venezia aver richiesto qualche modificazione di dazio sui maiali vivi, sul pesce ammarinato di Comacchio, e sui pinocchi, che s introducevano in questo Porto. [ ] Il pesce ammarinato poi ferisce la fabbrica nazionale dei Treporti, che si sostiene a fronte di quella concorrenza straniera, e che interessa di favorire, come si è in addietro rassegnato.» Il documento «Rapporto della Camera di Commercio, arti e manifatture della Provincia di Venezia sulle relazioni commerciali del Regno Lombardo-Veneto cogli stati d Italia. 26 gennaio 1842» è pubblicato in Il commercio estero del Regno Lombardo-Veneto dal 1815 al 1865, a cura di I.A. GLAZIER, «Archivio economico dell unificazione italiana», s. I, 15 (1966), p ASVE, NOTARILE. ATTI, b , Giovanni M. Maderni, minuta n. 1351, 24 settembre In tale atto si ratificava una scrittura privata sottoscritta il 20 giugno precedente dai figli di Lorenzo Bevilacqua ancora in vita: Giuseppe, Antonio, Giovanni, Maria ed Antonia. 29 ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/2, Camera di commercio di Venezia a Cesarea Regia Delegazione Provinciale, 16 luglio Il 30 giugno 1830 Antonio Bevilacqua, all età di 71 anni, passò a miglior vita in seguito a una pleurite mentre si trovava a Treporti. 31 ASVE, UFFICIO DEL GENIO CIVILE, b. 121, cartella 5/21, 17 maggio 1822, relazione redatta dall ing. Bisognini: «Riguardo poi alla cavana del sig. Antonio Bevilacqua ai Tre Porti, l operazione è molto avvanzata sia per lo scavo, come per l inalzamento dei argini interni, e questo travaglio si eseguisce colla massima esattezza, e senza portare il più piccolo danno alla laguna».

12 112 Sandra Martin e Piero Santostefano 32 Il mulino, forse galleggiante sulle acque del canale Pordelio, ricorre nell accordo per il godimento della dote della moglie del Bevilacqua, Maria Alba Ghezzi, a favore delle figlie Nicoletta e Lucietta. ASVE, NSS, b. 848, P. Comincioli, minuta n. 1315, 20 settembre Edifici storici del litorale del Cavallino, Cavallino-Treporti (VE), 1995, p. 72. Casa Pastrello è ora all anagrafico 21 di via delle Masanete. 34 Il 29 febbraio 1826 in una relazione circa una rissa scoppiata a Treporti, il parroco don Caldonazzo nel riferirsi ad uno dei mariuoli scriveva che «abita alla fabbrica». ASVe, COMMISSARIATO DISTRETTUALE DI VENEZIA, b Per il luglio 1823, a differenza delle altre industrie privilegiate, la Camera di commercio di Venezia non aveva prodotto alcuna documentazione, segno che l attività doveva ancora partire a pieno regime. ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIA- LE, ATTI, 1823, INDUSTRIA, fasc. 3, Camera di commercio di Venezia a I.R. Governo, 12 luglio 1823, La relazione predisposta da Angelico Gradara (e conservata nel fascicolo sopra citato) era pronta nel 1825, come da un esile appunto della Delegazione provinciale in data 12 novembre. 36 Una precedente iniziativa per l allevamento di anguille in isola di Portosecco aveva forse contribuito a suggerire al Bevilacqua la localizzazione dell azienda. Ci riferiamo a un tentativo risalente al 1799 di chiudere un tratto del canale di Portosecco per utilizzarlo come valle da pesca specializzata. Tra i documenti raccolti nel fascicolo citato qui di seguito un attestato del parroco di Treporti, in data 2 maggio 1799, riportava che alcuni coltivatori locali «come paron Angelo Fuser, paron Antonio Zemolin, paron Gio. M. Ruggieri, paron Giovanni Chiusso deposero per puro effetto di verità che il serraglio di grisiole da farsi dalli lotti del Porto secco, non porta alla presente, né è per portar nel venturo, alcun danno alle vigne confinanti, e ciò per non impedire il detto serraglio in minima parte il transito delli loro scoli e né meno l intratta dell acque». ASVE, NOBILE CONGREGAZIO- NE DELEGATA ALLE ACQUE, b. 5, fasc G. TOMASONI, Porto franco, Industria, Commercio in Venezia e le sue lagune, vol. II, parte I, Venezia 1847, p ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/47, processo verbale, Regia Delegazione Provinciale di Venezia, 12 novembre Cfr. Indice alfabetico e ragionato delle materie contenute nella raccolta degli atti del Governo di Lombardia [ ]. Dal 1 gennaio 1824 al 31 dicembre 1828, Milano 1834, p Un certo Antonio Malafante nel 1824 venne attenzionato dagli organi di polizia dopo aver lasciato, da più di un anno, la fabbrica del pesce del Bevilacqua. ASVE, COMMISSARIATO DISTRETTUALE DI VENEZIA, b. 10, fasc. 15, 26 maggio Cfr. anche ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/47, I.R. Governo a I.R. Delegazione Provinciale, 23 maggio 1827 con l indicazione che il Gradara era domiciliato a Venezia presso il Bevilacqua in calle del Ridotto. 40 Il 17 agosto 1825 Antonio Bevilacqua insieme ai propri fratelli prendeva a prestito da Giovanni Quintavalle detto Cantinella e da Sebastiano D Este detto

13 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) 113 Lampetto, entrambi di Burano, la ragguardevole cifra di lire austriache che venivano poi restituite l anno successivo. A garanzia del prestito terreni e fabbricati di Treporti venivano assoggettati ad ipoteca. ASVE, NSS, b. 851, P. Comincioli, minuta n. 412 del primo aprile Pur non conoscendo l urgenza che spinse il Bevilacqua a contrarre il debito, il fatto è sicuramente segno di una situazione patrimoniale fluida dove poteva far comodo l entrata costituita dall affitto della fabbrica degli ammarinati. Alla morte del Bevilacqua, il Quintavalle fu nominato tutore di Nicoletta, figlia in minor età del Bevilacqua. Cfr. IRE, I G 80 3, fasc. «T fasc. VI». 41 È significativo il fatto che il Bevilacqua, a corto di liquidità forse per qualche rovescio nella sua attività di imprenditore, nel prendere a prestito già nel 1824 circa lire austriache da un certo Paolo Papete, aveva costituito un ipoteca su «un terreno di campi 40 A.P.V. e parte vallivi con fabbrica, molino, ed adiacenze tutte, attresi di fabrica, atresi rurali, e vignalli posti alli Tre Porti». ASVE, NSS, b. 85, Sebastiano M. Casser, minuta n. 2105, 24 ottobre Cfr. A. ZAMBONI - G. BINI, L assassinio di Antonio Buonafede nelle carte processuali, «Quaderno. Istituto di Cultura Antica Diocesi di Comacchio», 6 (2006), pp «Elenco de Sig. ri Cointeressati nella attuale Amminstraz. e Valli di Comacchio ch ebbe principio col 1 Genn. o 1824 e terminerà a tutto li 31 dicembre 1832», ASFE, NOTARILE, L. Cavalieri, b. 457, prot. 33, 21 luglio 1826, allegato n. 3. Nella medesima sede si conserva MASSIME E CAPITOLATO per il Contratto Novennale Delle Valli Di Comacchio dal 1. GENNARO a tutto il 31 DICEMBRE 1832, che include (pp ) il prospetto a stampa TABELLA DI RAGGUAGLIO Per la propinazione de Pesci delle Valli di Comacchio. Qui si trova il dettaglio delle spese per materie prime e manodopera per la produzione degli ammarinati. Il progetto di amministrazione delle Valli di Comacchio venne attribuito ad un gruppo di comacchiesi rappresentati da Carlo Carli Buonafede e Angelico Gradara. Cfr. Comune di Comacchio, ARCHIVIO ANTICO, MONOGRAFIE DI STORIA LOCALE, posizione 15, ms. «Storia Corografica politica e naturale delle valli e Città di Comacchio compilata da Gaetano Farinelli e in quattro Tomi divisa», tomo quarto, cap. XXXV. Ringraziamo per la segnalazione di questo manoscritto il prof. Aniello Zamboni. 44 Quanto ai terreni, la proprietà maggiore era rappresentata dalla Scaglia e Scagliola, (ora Lido degli Estensi) di 520 ettari, con vigneti, alberi, seminativo, pascolo e prato, tre case coloniche con corte, più altra casa per uso di pesca. Aniello Zamboni a Piero Santostefano, 11 luglio Le notizie sono tratte dal «Censimento della Popolazione al Fine del 1853», in Comune di Comacchio, ANTICO ARCHIVIO, MISCELLANEA. 45 ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/47, I.R. Governo a I.R. Delegazione Provinciale, 3 marzo ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 60, fasc. 1828/IV/42, Camera di commercio di Venezia a Direzione per le Dogane, Privative e Dazj consumo delle Provincie Venete, 4 dicembre 1828.

14 114 Sandra Martin e Piero Santostefano 47 Non possiamo tralasciare di segnalare la nota che tra l ottobre e il novembre 1828 arrivarono nel porto di Trieste tre navi con un carico complessivo di 609 colli di ammarinato per gli agenti locali, Giovanni A. Felletti e Agostino Samengo. Neppure trascurabile la ripartizione dell invio della stagione 1827/28 da Comacchio verso Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige di 1456 q di ammarinati, così suddivisi, in percentuale, per piazza di destinazione: Milano 18.7, Brescia 16, Venezia 14, Cremona 13, Mantova 11, Verona 9, Bergamo 5, Bolzano 4, Vicenza 3, Lodi 3 Trento 2, Rovereto1, Padova Cfr. A. BERNARDELLO, Iniziative economiche, accumulazione e investimenti di capitale ( ), in Storia di Venezia, L Ottocento e il Novecento, a cura di M. ISNENGHI - S. WOOLF, Roma 2002, p ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 64, fasc. 3/10, Camera di commercio arti e manifatture a C.R. Delegazione provinciale, 8 luglio ASVE, GOVERNO VENETO, , b. 3005, fasc. 2/68, carta sciolta, 5 dicembre Sull istituzione del porto franco si veda Venezia e le sue lagune, cit., vol. II, parte I, pp ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 69, fasc. 3/3, Camera di commercio arti e manifatture a C.R. Delegazione provinciale, 30 giugno 1830: «Alla primavera decorsa (1830) la rimanenza di pesce ammarinato invenduto dovrebbe essere stata sensibile al Capitalista, sebbene fosse di sua libera volontà prevenire quella triste risultanza, colla vendita della sua merce a prezzo più mite. Nell annata prossima a cominciare, il Privilegiato poco può lusingarsi di smerciare nella città di Venezia, essendo essa emancipata per mercé della generale franchigia, e quindi in balia di dar preferenza agli ammarinati comacchiesi.» 53 L attività di ammarinatura a Treporti è menzionata nella Tabella 1 a corredo del saggio di A. BERNARDELLO, Investimenti e industrializzazione nella Venezia austriaca della prima metà dell 800. Il caso della fabbrica di panni feltrati, «Storia Urbana», 55 (1992), p. 117, dove è anche indicata la provenienza del capitale impiegato, l uomo d affari veneziano di origini ferraresi Samuel Della Vida. 54 ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1831, b. 85, fasc. 3/60, 23 aprile La domanda era stata inoltrata da Antonio, figlio di Angelico Gradara. 55 ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/47, I.R. Camera Aulica di Vienna a I.R. Governo di Venezia, 10 aprile ASVE, NSS, b. 880, P. Comincioli, minuta n , 26 marzo ASVE, NSS, b. 907, P. Comincioli, minuta n , 29 marzo V. SANI, La rivoluzione senza rivoluzione. Potere e società a Ferrara dal tramonto della Legazione pontificia alla nascita della Repubblica cisalpina ( ), Milano 2001, p. 378, dove è riportata una fonte francese che lo definisce l uomo più ricco della città. Cfr. anche R. BELENGHI, Dall età delle riforme all occupazione francese, in Storia di Comacchio nell età contemporanea, a cura di A. BERSELLI, vol. I, Ferrara 2002, pp. 32, 64.

15 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) ASVE, NSS, b. 907, P. Comincioli, minuta n , 7 marzo L elenco dei beni immobili, con il preciso rinvio agli atti notarili che videro come acquirente Samuel Della Vida sr., comprende numerose proprietà nelle provincie di Ferrara e di Rovigo. 60 V. SANI, Politica e società a Comacchio dall età della Rivoluzione francese alla caduta del dominio napoleonico ( ), in Storia di Comacchio nell età contemporanea, cit., pp ASVE, CENSO PROVVISORIO, NOTIFICHE, VENEZIA, b. 173, notifica n ASVE, NSS, b. 665, G. Baroncelli, minuta n. 995, 30 giugno G. STEFANI, Il Centenario delle Assicurazioni Generali , Trieste 1931, p. 54: «Ebbe i natali a Ferrara il 2 ottobre 1788 da famiglia di mercanti agiati. Nel 1815 egli si trasferì a Venezia, dove la sua ditta - in cui avevano parte anche i suoi due fratelli - commerciante in grani, olii e coloniali prese rapido sviluppo, allargando la propria attività anche agli affari di Banca e istituendo una propria filiale a Firenze. Nel 1825 acquistò dal conte Grimani lo storico palazzo sul Canal Grande in parrocchia di SS. Ermagora e Fortunato». L atto notarile della compravendita dell immobile, Cannaregio 3720, si conserva in ASVE, NSS, b. 1163, V. Pisani, minuta n. 705, 21 aprile Il palazzo cinquecentesco, già della nobile famiglia Gussoni, dal poligrafo veneziano F. SANSOVINO, Venezia città nobilissima et singolare, Venezia 1581, p. 388, era stato assegnato al corpus dell architetto Michele Sanmicheli, attribuzione espunta dalla critica recente tra cui segnaliamo P. DAVIES - D. HEMSOLL, Michele Sanmicheli, Milano 2004, p. 231n. Di qualche anno precedente, rispetto al trasloco sul Canal Grande, l acquisto di un palco del primo ordine al teatro La Fenice di Venezia, palco rilevato dagli eredi di Sebastiano Mocenigo. ASVE, NSS, b. 834, P. Comincioli, minuta n dicembre Ricordiamo che il 1823 è anche l anno della formulazione del già citato progetto di gestione delle valli di Comacchio cui prese parte il Gradara. 65 Innanzitutto segnaliamo che Samuel Della Vida sr. apparteneva al gruppo di azionisti che il 1 luglio 1793 diedero vita in Venezia alla Compagnia d Assicurazioni marittime; cfr. L assicurazione a Venezia dalle origini alla fine della Serenissima, a cura di G. STEFANI, vol. II, Trieste 1956, pp Il 30 dicembre 1819 con una ventina di soci il Della Vida, quello juniore tanto per intenderci, aveva costituito a Venezia il Banco de Veneti Amici Assicuratori, in concorso con gli esponenti delle più note famiglie della finanza e del commercio lagunare: Papadopoli, Coen, Heinzelmann, Errera, de Serpos, Treves. ASVE, NSS, b. 521, A. Angeri, minute n. 320 e n. 583, 26 luglio 1825 e 23 gennaio Tra gli atti notarili che testimoniano l attività di assicuratore del Della Vida ricordiamo un premio da pagarsi per il naufragio della goletta Bolivar battente bandiera svedese di ritorno da Bergen (Norvegia) con un carico di circa 88 t di stoccafisso. ASVE, NSS, b. 554, Angelo M. Casser, minuta n. 571, 3 maggio Il primo aprile 1826 si rivolgeva al Della Vida, rappresentante la ditta Azienda

16 116 Sandra Martin e Piero Santostefano Assicuratrice di Trieste, il veneziano Angelo Vianello, per dichiarare l avvenuto naufragio del trabaccolo Il Crepuscolo nella sua rotta da Venezia per Corfù, con il carico assicurato di circa due mila staia di granoturco. ASVE, NSS, b. 592, A. Angeri, minuta n. 720, 1 aprile Sul ruolo svolto dal Della Vida durante la rivoluzione del cfr. E. CAPUZZO, Gli ebrei e la rivoluzione di Venezia, in : costituenti e costituzioni. Daniele Manin e la Repubblica di Venezia, a cura di P.L. BALLINI, Venezia 2002, pp. 438, 442; S. LEVIS SULLAM, Gli ebrei e il a Venezia, in La differenza repubblicana. Volti e luoghi del a Venezia e nel Veneto, Verona 2011, pp L ammontare del credito nei confronti del Bevilacqua, transitato dal Papete al Della Vida, era di circa lire austriache. ASVE, NSS, b. 857, P. Comincioli, minuta n. 1912, 11 dicembre A termine di legge il Gradara eleggeva il proprio domicilio, a Ferrara presso Luigi Calzavara, a Comacchio presso Stefano Gradara e a Venezia presso Giuseppe Gavazzi. Costui era un sodale del Della Vida in ambito assicurativo, e non stupisce ritrovarli poi tra i primi sottoscrittori delle azioni della ferrovia che univa la laguna con Milano, la cosiddetta Strada ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta. Cfr. Strada ferrata da Venezia a Milano, Venezia 1837, con il congresso dei primi azionisti tenuto a Venezia il 21 agosto 1837 dove il Della Vida e il Gavazzi fungevano da scrutatori. Cfr. anche A. BERNARDELLO, La prima ferrovia fra Venezia e Milano. Storia della Imperial- Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta ( ), Venezia 1996, pp ASVE, NSS, b. 880, P. Comincioli, minuta n , 11 marzo Antonio Pulissi, il padre di Domenico, all inizio del secolo aveva preso in subaffitto dalla nobile famiglia Marcello una porzione della valle Morosina, una delle maggiori situate nella laguna sud di Venezia. I Pulissi conducevano anche la porzione della valle Morosina (122 campi) che apparteneva alla famiglia Morosini e ne furono, per breve tempo, anche proprietari. G. NALATO, Le valli salse da pesca. La valle Morosina della Nobile Famiglia Marcello, Venezia 1906, p. 45. Tra i Pulissi e i Marcello si erano poi insinuate incomprensioni circa il rispetto degli articoli dell affittanza, al punto che con accordo siglato tra le parti negli atti del notaio Occioni in data 28 marzo 1831 (ASVE, NSS, b. 332, P. Occioni, minuta n. 9107) i conduttori della valle (Pietro e Girolamo Pulissi) non solo rinunciavano a proseguire la propria attività, ma cedevano anche 8 campi della medesima valle Morosina che avevano acquistato nel Proprio nel 1831 i Marcello, mediante atti d acquisto, diventavano gli unici proprietari della valle Morosina. NALATO, Le valli salse da pesca, cit., p ASVE, NSS, b. 108, F. Benzoni, minuta n. 9754, 21 aprile I beni vengono ceduti ai fratelli Giacomo e Giovanni Antonio di Domenico Tagliapietra detti Tacchella che già conducevano la stessa valle. In questo medesimo atto notarile si citavano come precedenti fittavoli i fratelli Giacomo e Giovanni di Antonio Venerando.

17 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) Un terzo del citato debito del 1828 per lire austriache , che i fratelli Pulissi avevano contratto con Samuel Della Vida (ASVE, NSS, b. 880, P. Comincioli, minuta n , 11 marzo 1833), venne ceduto da questi a Costantino Bogdano. Nel 1833 si dovette rinegoziare la durata del rientro dei capitali a favore del Bogdano portandola a 5 anni, ma la situazione debitoria, perlomeno di Pietro Pulissi, rimase insostenibile con un ulteriore aggravarsi dell insolvenza. ASVE, NSS, b. 897, P. Comincioli, minuta n , 17 aprile Un fratello di Pietro Pulissi, Sante, nel 1836 cedette proprio al Bogdano alcuni diritti di natura enfiteutica relativi alla valle Averto, anch essa posta nella laguna inferiore di Venezia. ASVE, NSS, b. 1067, A. Santibusca, minuta n , 17 maggio Sempre al Bogdano la famiglia Tagliapietra Tacchella (vedi nota precedente) pagò tra il 1819 e il 1840 un livello annuo fondato su terreni e valli da pesca posti nella laguna nord di Venezia. ASVE, NSS, b. 1075, A. Santibusca, minuta n , 15 maggio ASVE, NSS, b. 1122, G. Giuriati, minuta n. 191, 4 gennaio L atto rogato dal notaio veneziano, dove, appunto, il Della Vida è definito come curatore fallimentare dei Pulissi, si riferisce alla vendita all asta di un immobile dei Pulissi che risultavano indebitati nei confronti del banchiere ebreo di origine pesarese Laudadio Gentilomo. L edificio in questione, ai civici delle Zattere nel sestiere di Dorsoduro, passò di mano per lire austriache ASVE, NSS, b. 857, P. Comincioli, minuta n. 3620, 23 ottobre ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1833, b. 77, fasc. 3/2, Camera di commercio di Venezia a Cesarea Delegazione provinciale, 3 luglio Anche per le campagne di produzione dei due anni successivi rimase confermata la nicchia di mercato che la fabbrica di Treporti si era ricavata: «Le due annate trascorse (l autunno 1831 e l altro 1832) furono delle più limitate per la pesca delle anguille, il freddo eccessivo e lungo avendo danneggiato quella specie; non dimeno l ammarinatura si è mantenuta, gli ammarinati del privilegiato entrano nelle nostre circostanti provincie qual merce nazionale: questo è il di lui scopo. Se l attivazione del P.F. o apportò in Venezia gli ammarinati di Comacchio, il Gradara non risentì danno poiché non avendo fatte grandiose vendite in Venezia, egli ha potuto soddisfare alle ricerche della Veneta Terra Ferma.» ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 89, fasc. III/1, Camera di commercio a I.R. Delegazione provinciale, 30 luglio La relazione prodotta dalla Camera di Commercio per la Delegazione provinciale in data 20 luglio 1834 circa il privilegio Gradara ricalcava quella dell anno precedente. ASVE, CAMERA DI COM- MERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 89, fasc. III/1. 73 ASVE, DELEGAZIONE PROVINCIALE, ATTI, 1835, f. 90, fasc. 3/29, Camera di Commercio di Venezia a Cesarea R. Delegazione Provinciale di Venezia, 18 luglio Portiamo, come esempio, una delle testimonianze documentali per i traffici di ammarinato che dall estero (in questo caso lo Stato Pontificio) arrivava a Venezia. Il 27 novembre dal porto di Magnavacca (ora Porto Garibaldi) partiva il S. Vincenzo, battello di 13 t battente bandiera austriaca al comando del

18 118 Sandra Martin e Piero Santostefano capitano Antonio Nicolò Gentili che, con l equipaggio di tre uomini, doveva condurre a Venezia pesce ammarinato prodotto, va da sé, nella vicina Comacchio. ASFE, CAMERA DI COMMERCIO, BASTIMENTI E LEGNI , b. 247, fasc. 127/2. 74 ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 105, fasc. 3/2, Angelico Gradara a Camera di Commercio, [2 agosto 1836]. 75 Per una descrizione del ciclo produttivo in area comacchiese si veda il già citato ms. «Storia Corografica politica e naturale delle valli e Città di Comacchio compilata da Gaetano Farinelli e in quattro Tomi divisa», tomo quarto, cap. XLIII nonché E. FREIDLÄNDER, La pesca nelle lagune di Comacchio, Firenze 1872, pp C. CANTÙ, Storia di Venezia e sua provincia, Brescia 1976 (riproduzione in facsimile dell ed. del 1859), pp Cfr. anche ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 129, fasc. 1840/III/10, «Prospetto delle Fabbriche d Industria esistenti nel Comune di Burano frazione di Tre Porti» prodotto dalla Delegazione municipale di Burano, 8 giugno Ricordiamo che, per lunghissima consuetudine, il periodo della pesca andava dalla Madonna del Rosario (7 ottobre) a Natale. Cfr. P.G. TIOZZO GOBETTO, Chioggia e le valli, a cura di C. GRANDIS - G. RALLO - P.G. TIOZZO GOBETTO, Piove di Sacco (PD) 2009, p Il 7 ottobre è anche la data d inizio di quella circoscritta epidemia di colera nel 1835 che, all inizio del presente saggio, si è cercato di dimostrare come a Treporti avesse colpito esclusivamente gli addetti alla fabbrica del pesce ammarinato. 77 Per la salamoia era consuetudine, nella pratica, sciogliere una parte di sale in nove parti di aceto. ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 138, fasc. 1841/IV/42, Ragioneria della Camera di Commercio a Camera di Commercio, 21 gennaio Il Tonetti, originario di Concordia (VE), aveva sposato Angela Grasselli nel giugno 1819 nella parrocchia di Sant Eufemia alla Giudecca in Venezia, la medesima circoscrizione dove sorgeva la prima fabbrica di ammarinati aperta dal Bevilacqua. ASPVE, PARROCCHIA DI SANT EUFEMIA, REGISTRI DEI MATRIMONI, r. 13, 6 giugno A partire dal 1822, si presti attenzione alle date per un indicazione sui suoi spostamenti, il Tonetti presenta al fonte battesimale della Ss. Trinità di Treporti tre figli: Giovanni Antonio, quindi Giovanni (1824), Maria (1825) e Pietro Luigi che sarà battezzato nel 1828, qualche giorno dopo la morte del padre. 79 L attracco per il trasferimento delle merci era nel tratto iniziale del canale Pordelio su cui si affacciava la fabbrica, però le imbarcazioni che potevano risalire ulteriormente quel canale lagunare fino a Cavallino non potevano eccedere la stazza massima di 20 tonnellate. Cfr. Dizionario corografico-universale dell Italia, sistematicamente suddiviso secondo l attuale partizione politica d ogni singolo stato italiano, vol. I, parte II, Milano 1854, p La stessa opera ci avverte (ibid., p. 717) riguardo al porto di Treporti che «trovasi fra il litorale di

19 L ammarinatura delle anguille a Treporti e nella laguna di Venezia (secc. XIX-XX) 119 Pordelio e quello di S. Erasmo, ma la sua foce è siffattamente ostrutta dai banchi di sabbia, che permette appena l ingresso, durante la bassa marea, a navigli che peschino meno di quattro piedi.» 80 Il commercio di aceto tra Vasto (CH) e la Laguna data addietro nel tempo. Segnaliamo solo due episodi che vedono coinvolti padroni di barca che facevano vela dalla spiaggia di Vasto su Venezia. Nel 1619 Paolo Sommo carica sulla propria nave 51 salme di aceto (circa 82 hl), e nel 1713 Antonio Schiavone ne imbarca 158 (circa 254 hl) per conto del mercante veneziano Pietro Gallo. Cfr. Regesti marciani. Fondi del notariato e del decurionato di area frentana. Secc. XVI-XIX, a cura di C. MARCIANI, VII, L Aquila 2003, p. 161, e IX, L Aquila 2005, pp Si veda inoltre M. COSTANTINI, Sottovento. L Abruzzo e i traffici veneziani, in Abruzzo. Economia e territorio in una prospettiva storica, a cura di M. COSTANTINI - C. FELICE, Vasto (CH) 1998, pp , ripreso in ID., Una Repubblica nata sul mare. Navigazione e commercio a Venezia, Venezia 2006, p La salma, unità di misura in genere riservata ai commerci d olio, corrispondeva a litri 161,2976. A. MARTINI, Manuale di metrologia, ossia Misure, pesi e monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Torino 1883, p Annuario economico-statistico dell Italia per l anno 1853, Torino 1853, p ASCH, INTENDENZA DI ABRUZZO CITERIORE, POLIZIA, bb , «Stato indicante i legni mercantili approdati e partiti dalle coste marittime del Distretto di Vasto». Dai medesimi elenchi per il periodo ottobre giugno 1845 si riscontrano in partenza da Vasto con un carico di aceto destinato alla città di Venezia cinque legni, di cui tre battenti bandiera pontificia e due napoletana. I documenti ci sono stati segnalati, con grande gentilezza, dalla dott.ssa Miria Ciarma, direttrice dell Archivio di Stato di Chieti. In P. NARDONE, Portualità e navigazione in Abruzzo nella prima metà del XIX secolo, Bari 2008, p. 325, la località Treporti è inserita nella Tabella 135 riassuntiva delle località di destinazione dei legni austriaci in partenza da Vasto negli anni Una botte di vino alla misura napoletana equivaleva a litri 523,5. MARTINI, Manuale di metrologia, cit., p Alcuni decenni dopo, siamo al 1889 e si veda il n. 276 della «Gazzetta del Popolo» di Torino, compariva una memoria del comacchiese Napoleone Cavalieri il quale segnalava che lo scadere della qualità del pesce ammarinato prodotto a Comacchio, a seguito della sostituzione dell aceto di Vasto con altro di qualità inferiore, non permetteva di reggere la concorrenza con simili prodotti di Chioggia o di Venezia. 85 L. ALBERTI, Quadro del sistema di commercio e d industria vigente nelle province venete, Venezia ASVE, COMMISSIONE GOVERNATIVA DI INDUSTRIA E COMMERCIO, b. 5, fasc. II/13, rapporto del 24 aprile 1834 sul dazio del pesce preparato dalla Commissione per il Governo veneto. «Questa fabbrica tuttora nascente, e ne suoi albori, ha bisogno di protezione, e di favori. Se sia o meno proficua la di lei esistenza ce lo com-

20 120 Sandra Martin e Piero Santostefano provano 100 e più persone per essa impiegate ai momenti del lavoro in quelle misere situazioni, e della Classe più povera. [ ] L Articolo non è di prima necessità, come per così dire reso si è in oggi il baccalà, il copettone, le menole etc. Si impiega un numero di lavoratori della Classe più misera, si consumano molti prodotti nazionali, come benissimo rifletté il Magistrato camerale, e la Camera stessa. L Erario se perde dal lato dell Introduzione, utilizza da quello dell impiego del Sale. Non viene abusato minimamente dei favori accordatili, come saggiamente riflette il Magistrato. Non forma monopolio, ma anzi ne riscuotono benefizi i vicini proprietari delle valli. Tutti questi riflessi dunque portano a sostenere una Fabbrica che porge ai nostri proprietari delle valli, ai nostri pescatori, modo, e mezzi di collocare con utilità i prodotti delle loro facoltà, delle loro fatiche. La proposizione quindi della Camera di conservare l odierno Dazio, viene dai sottoscritti convalidata dalla Commissione con il suo voto». 87 Possiamo ora rispondere, a posteriori, alla richiesta della Camera di commercio di integrare la pratica, portando i dati del «Prospetto N. 1 Arti e Manifatture Burano. Commercio ed Industria. Prospetto delle Manifatture e degli esercenti le Arti e la Mercatura nel 1834» predisposto dalla Deputazione di Burano in data 19 settembre ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 100, fasc. 1835/IV/7. Da questo documento estrapoliamo qualche citazione modificando o adattando l impianto tipografico. «Qualità delle materie che vi s impegnano. Indigene: pesce in bisatti, orate, e minuti, sale, aceto nostrano, doghe, cerchi e stroppe, farina, legne da fuoco, tele di canapa. Estere: aceto del Vasto, cotone filato, olio d oliva». Non siamo in grado di chiarire se anche l olio di oliva provenisse dalle attività olearie della provincia chietina. Osserviamo, tuttavia, che nel novembre 1833 arrivarono nel porto di Venezia, trasportate sui pièleghi pontifici SS. Michele e Fortunato e Apostolo S. Tommaso partiti da Vasto, circa q di olio. ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 89, fasc. III/ ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 129, fasc. 1840/III/10, «Prospetto delle Fabbriche d Industria esistenti nel Comune di Burano frazione di Tre Porti» prodotto dalla Delegazione municipale di Burano, 8 giugno Una memoria anonima non datata conservata in ASVE, CAMERA DI COMMERCIO. PRIMO DEPOSITO, b. 111, fasc. 1837/IV/7, ci descrive i contenitori utilizzati, sicuramente negli anni 30 di quel secolo, per lo smercio all ingrosso: «Nella Fabbrica di Tre Porti si fabbricano colli 2500 a 3500 di pesce cotto /anguille/ ogni anno, secondo le circostanze di consumi. Delle pésche, del valore del pesce vivo, poiché quando il prezzo di questo è alto, la fabbrica lavora meno, quando è basso estende il lavoro. Il peso de barili varia dai chilogrammi 45 a 75; si può calcolare il medio di chilogrammi 55. Il valore medio d ogni barille si può calcolare di L. 70 austriache l uno.» Qualche decennio più tardi il contenuto dei barilotti prodotti in Venezia si aggirava sui 45 kg per le anguille, e sui 42 per la frittura di anguelle. ASVe, COMMISSIONE DI SORVEGLIANZA ALLE FABBRICHE ED ARTI PRIVILEGIATE NEL RECIN-

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