Notiziario Trimestrale dell Associazione Italiana Mogli di Pastori Avventisti

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1 Notiziario Trimestrale dell Associazione Italiana Mogli di Pastori Avventisti Numero 35 Luglio-Settembre 2001

2 3 PASSO DOPO PASSO Il sabato nella famiglia del pastore. di M. Cavalieri Calà 8 11 DEDICATO A TE... INTERVISTA A Zeni Romano Rivoli a cura di Anna Calà Iannò NOTIZIE DALLA REDAZIONE 2 FORUM: La moglie del pastore di M. B. Oden IN RICORDO DI GAETANO PUGLISI Intervista a Neves Gianrossi Puglisi a cura di Lina Pesce Furnari NOTIZIE: Intervista a Zeni Romano Rivoli a cura di Anna Calà Iannò CONGRESSO CAMPO CENTRO Consacrazione al Ministero Pastorale CORSO DI AGGIORNAMENTO PASTORI E MOGLI a cura di L. Altin e L. Pesce Furnari NOTIZIENOTIZIENOTIZIENOTIZIE CONGRESSO CONGRESSO CAMPO CAMPO SUD SUD Consacrazione Consacrazione al Ministero Pastorale al Ministero Pastorale 19 PROFILO DI Patrizia Evola Lamantia GIOCHI E RACCONTI a cura di M. Cavalieri Calà Carissime, E bello avvicinarsi all estate leggendo vostre notizie e soprattutto avendo la prospettiva di un incontro di formazione che ci permetterà di conoscerci personalmente. Vorrei subito ringraziare tutte coloro che, tra voi, ci hanno scritto o lettere di incoraggiamento. Alcune di noi sono alle prese con pacchi e pacchetti per l imminente trasloco (me compresa). Ricordatevi di noi nelle vostre preghiere. L estate porta alla famiglia pastorale novità, cambiamenti, viaggi, impegni ulteriori, ma anche vacanze! Approfittiamo dei momenti di relax per ricaricarci insieme alle nostre famiglie, sotto lo sguardo di Dio. Approfittiamo il più possibile per rinsaldare i nostri legami familiari: gioire della compagnia dei nostri figli in vacanza; dei nostri nipoti in visita; dei nostri genitori, che siamo andati a trovare; dei parenti e degli amici che rivediamo dopo tanto tempo Come sapete, aspetto sempre le vostre lettere! Per esempio, fatemi sapere se vi piace la nuova veste del Bollettino AIMPA, stampato per la prima volta in tipografia! Ma soprattutto vorrei lasciarvi con l augurio che il suo contenuto possa essere per voi di edificazione. Buona lettura, e al prossimo numero! La Redazione 23 UNA RICETTA PER TE Sorbetto di albicocche/frullato di frutta e yogurt (di Eleonora Lautizi Paris) L Associazione Italiana Mogli di Pastori Avventisti (AIMPA), con sede a Roma, Lungotevere Michelangelo, 7 non ha scopi di lucro. E patrocinata dall Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7 Giorno e in modo specifico dall Associazione Pastorale, allo scopo di assistere la moglie del Pastore Avventista. Comitato AIMPA Coordinatrice nazionale: Lina Pesce Segretaria: Membri: Redattrice: Raffaella Evangelisti Dora Bognandi, Eleonora Lautizi Mariarosa Cavalieri Corrispondenza a: Mariarosa Cavalieri Via E. Toti, 26/b Cassano Murge BA Tel. 080/ bollettino aimpa

3 di Mariarosa Cavalieri Cosa succede, nella casa del pastore X, della Chiesa Cristiana Avventista di Y, quando arriva il giorno di sabato? Proviamo ad immaginare (non sarà molto difficile farlo, visto che siamo mogli di pastore!): nostro marito si alza prima del solito, diciamo intorno alle 5, ; per ripassare la lezione di questa settimana, ed il sermone, e per avere il tempo necessario a prepararsi ed a raggiungere in orario la chiesa. Anche noi ci alziamo prima del solito: dobbiamo vestirci, aiutare i nostri figli ad essere puntuali e preparare per tutti la colazione. Dobbiamo fare mente locale, cercando di non dimenticare nulla: forse abbiamo del materiale per la scuola del sabato dei bambini, che non dobbiamo assolutamente lasciare a casa Forse oggi sarà una giornata speciale; battesimi, Santa Cena, festa della famiglia Forse dobbiamo ripassare il brano preparato col coro della chiesa, o finire gli ultimi preparativi. Forse abbiamo, sulla specchiera del bagno, un bigliettino con scritte tutte le cose da ricordare. La casa va lasciata comunque in ordine, o abbiamo ospiti, o è possibile che in chiesa vi siano dei visitatori, e sarebbe bello condividere con loro il nostro pranzo. Fatto sta che, appena chiudiamo la porta di casa dietro le nostre spalle, inizia il compito della famiglia pastorale: rendere bello e edificante il Sabato dei nostri fratelli, delle nostre sorelle, dei bambini e dei ragazzi della chiesa, degli ospiti fissi o occasionali, che speriamo possano presto accettare il Signore. Con tutti i miei limiti, e a volte anche a fatica, lo devo confessare, quando arriva il sabato, il mio desiderio, come moglie di pastore, è collaborare affinchè chi entrerà in chiesa possa godere il più possibile della pace del sabato, della comunione fraterna, e sono sicura che questo è anche il vostro desiderio ed il vostro o- biettivo. A volte non è facile: a volte i pensieri e le preoccupazioni della settimana, i problemi che sorgono tra i membri di chiesa, spesso proprio il sabato mattina, ostacolano i nostri sforzi in questo senso. Ma molto spesso, almeno questa è la mia esperienza, siamo proprio noi a mettere degli ostacoli davanti ai nostri stessi piedi, ostacoli che ci fanno inciampare. Arriviamo al sabato disorganizzate, facendo troppe cose all ultimo momento. Restiamo sveglie fino a tardi, il venerdì sera, a preparare le ultime cose, per non parlare di quando vi sono dei bambini piccoli: arriva il tramonto, ed invece di essere pronte ad accogliere il sabato nel nostro cuore, siamo ancora in alto mare. Ed ecco che il sabato, che dovrebbe essere per noi un giorno di gioia e di servizio gioioso, diventa un pesante dovere, spesso vissuto indossando una maschera sorridente, mentre nel nostro cuore c è tanta stanchezza e il desiderio, invece di essere tra i fratelli, di essere altrove, forse a goderci un po di solitudine. Se state vivendo questa esperienza, forse possiamo cercare delle soluzioni insieme: come potremmo cambiare questo stato di cose? Se avete vissuto qualche volta questa esperienza, forse potrete aggiungere ai suggerimenti che seguiranno, un vostro personale consiglio. Se non vi è mai capitato di provare questi sentimenti, forse potrete condividere con noi la vostra ricetta del sabato, oppure fare tesoro di quello che state leggendo, per capire ed aiutare altre sorelle invece si trovano in questa situazione. bollettino aimpa 3

4 Passo dopo Passo... Cerchiamo nella Parola di Dio qualche suggerimento al proposito: chi, meglio del Creatore dei cieli e della terra, e dello stesso Sabato, può darci un valido consiglio? 1) Un giorno di raccolta Così furono compiti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. Il settimo giorno, Iddio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, Il Signore ci dà un esempio importante: durante i sette giorni della creazione, egli ha compiuto varie opere, ha dato vita ad un mondo, organizzandolo. Il settimo giorno è il momento del riposo, del compimento di tutte le sue opere, il momento in cui contempla globalmente i frutti del proprio operato, e non può fare altro che benedire questo giorno, riconoscendolo come santo, messo da parte proprio per condividere insieme alle sue creature il risultato di tutta la preparazione precedente. Anche noi, durante la settimana, svolgiamo varie o- pere. Nel nostro piccolo mondo, facciamo tante cose, cercando di costruire qualcosa, per la nostra vita, per la nostra famiglia, per la chiesa. Quando arriva il sabato, arriva il momento di contemplare ciò che abbiamo fatto: per valutarlo, per goderne, per raccoglierne i frutti. Per condividerlo con i nostri fratelli. Ecco che forse, prepararsi solo il venerdì alle attività del sabato, per una moglie di pastore può essere insufficiente. Forse è necessario organizzarsi durante la settimana, cercando di distribuire meglio le nostre attività, ed arrivare al venerdì consapevoli di avere già provveduto al meglio delle nostre possibilità, consapevoli che mancano gli ultimi ritocchi, ma che il più è stato fatto. Imparando dal nostro Creatore, forse anche noi possiamo dedicare ogni giorno della settimana ad un attività particolare, arrivando al venerdì, giorno della preparazione, maggiormente rilassate e serene. Durante il nostro primo anno di matrimonio, non riuscivo ad organizzarmi: arrivavo al tramonto del venerdì sfinita; al rientro dalla chiesa, dovevo necessariamente concludere al- Una proposta per organizzarci nella setti- cune cose lasciate in sospeso. Questo provocava in me un senso di frustrazione e di colpa nei confronti del Signore. Come fare per uscire da quella situazione? Finchè, casualmente, ascoltando la conversazione fra due sorelle di chiesa, trovai una risposta: una delle due donne consigliava all altra di non ridursi al venerdì, per prepararsi al sabato. E vero che il venerdì è il giorno della preparazione, ma per noi tutta la settimana dovrebbe essere vissuta in funzione del sabato, e in vista del sabato. E questo non solo per le faccende domestiche, ma anche per tutte le altre attività che prepariamo per la chiesa. 2) Un giono di santificazione In vista del Sabato... Domenica: Riposo Pulizie generali Lunedì: Martedì: Lavanderia Stirare Mercoledì: Pulizia della zona notte Giovedì: Venerdì: Pulizia della zona giorno. Fare la spesa an che in previsione del sabato Cucinare anche per il sabato Riordino somma - rio di tutta la casa. A loro diedi anche i miei sabati perché servissero di segno tra me e loro, perché conoscessero che io sono il Signore che li santifico. (Ezechiele 20:12) Accogliere Il sabato, nella concezione ebraica, è paragonato ad accogliere una principessa che viene in visita, con tutti gli onori. I sabato è il giorno in cui dobbiamo intensificare il nostro rapporto con Dio, attraverso la meditazione, la preghiera, la contemplazione del creato, la ricerca della santificazione. Il sabato è appunto un segno fra noi e Dio, un segno del fatto che Egli ci santifica. Ed ecco un idea da considerare: iniziare il sabato al tramonto del ve- 4 bollettino aimpa

5 Passo dopo Passo... nerdì, insieme a tutta la famiglia: Perché non andare in chiesa a piedi, là dove è possibile, o fare una breve passeggiata al tramonto, contemplando la bellezza dei colori del cielo? Terminati i preparativi, ci riunivamo tutti intorno ad una candela accesa: la chiamavamo la candela del sabato, ed i bambini erano entusiasti di quel momento. Cantavamo alcuni inni, raccontavo loro una storia, e pregavamo il Signore, ringraziandolo per il sabato che era inziato. Erano momenti che ci aiutavano ad essere felici e uniti, e predisponevano i nostri cuori alla riunione che avremmo avuto di lì a poco in chiesa. 3) Un giorno di gioia Perché non prevedere qualcosa di speciale, che abbellisca questo giorno differenziandolo dagli altri? I vestiti più belli, un fiore fresco in un vaso, la tovaglia più bella, un dolce a tavola, una musica cristiana mentre ci prepariamo per andare in chiesa Sono dei dettagli che rendono l idea, ai nostri occhi e a quelli di tutta la famiglia, di un giorno di festa, di gioia, di incontro. CALENDARIO SETTIMANALE PER LA FIGLIA DEL RE Domenica, giorno dei rammendi: Aiutami, Signore, a rammendare i miei errori e a non essere un cattivo esempio per gli altri. Lunedì, giorno del bucato: Aiutami, Signore, a lavare via il mio egoismo e la mia vanità per poterti servire con umiltà questa settimana. Martedì: Giorno dei panni da stirare: O Signore amorevole, aiutami a stirare le pieghe del pregiudizio che ho accumulato negli anni in modo da poter vedere la bellezza delgi altri Mercoledì: Giorno per cucinare: Aiutami, o Salvatore, a preparare un enorme pentola di amore fraterno e a servirlo con il pane dell amabilità. Giovedì: Giorno delle pulizie: O Signore, aiutami a togliere la polvere che si è depositata col passare degli anni e che si è nascosta negli angoli del mio cuore. Venerdì: giorno della spesa: Dio, dammi la grazia di essere avveduta e accorta nei miei acquisti in modo che possa comprare la felicità eterna per la mia famiglia e per tutti coloro che hanno bisogno del mio amore. Sabato: Giorno del Signore: Dio, ho già preparato la mia casa per Te. Entra nel mio cuore come ospite d onore, così che io possa trascorrere il giorno in Tua compagnia! 4) Un giorno di condivisione Il sabato è il giorno dell incontro e della condivisione con Dio e con i nostri fratelli. Ma bisogna saper condividere anche i compiti e le responsabilità. A volte, come mogli di pastore, ci sentiamo in dovere di sovraccaricarci di impegni e di responsabilità, in vista del sabato. Accentriamo su noi stesse tante cose da fare, quando potremmo avvalerci della collaborazione di altri membri, dei giovani della chiesa, per esempio per preparare i lavoretti della scuola del sabato, o scrivere cartelloni e striscioni per le occasioni speciali. Che dire delle agapi? Quando organizzavamo l agape, per me era una sofferenza. Restavo fino a tardi a cucinare primo, secondo, dolce, abbondante per tutti, e molto spesso il sabato dovevo riportare a casa parecchie cose, che non erano state mangiate: c era troppo cibo, che andava sprecato; ci si abbuffava, facendo poi fatica a proseguire nelle attività del pomeriggio. Fino a quando ebbi l idea di organizzare l agape, in modo che alcune famiglie provvedessero solo al primo, altre al secondo, e via dicendo. Questo alleggerì il lavoro a tutte le donne della chiesa, oltre che a me, naturalmente, e raramente il cibo andava sprecato. Tuttora agiamo in questo modo, con grande soddisfazione di tutti. L idea è quella di condividere i nostri compiti per il sabato, non sovraccaricandoci, ma cercando di organizzarci al meglio, soprattutto quando possiamo contare sulla collaborazione di altri membri di chiesa, che allo stesso tempo saranno alleggeriti o motivati. Per concludere, vorrei sottolineare che, questi erano solo alcuni spunti di riflessione su come rendere il nostro sabato più piacevole e sereno, oltre a dei suggerimenti pratici che forse potranno essere utili a qualcuna di noi. Preghiamo il Signore che ci insegni sempre più a santificare il Suo giorno, per trarne beneficio insieme alle nostre famiglie e alle nostre chiese. bollettino aimpa 5

6 Non tutte le mogli di pastore si relazionano al ministero pastorale allo stesso modo. Personalità, provenienza sociale e tanti altri fattori influenzano la maniera di svolgere questo importante ruolo. Abbiamo trovato un articolo interessante al proposito su Ministry, dal titolo: Moglie di Pastore: Persona o Posizione?, di Marilyn Brown Oden. In esso vengono e- videnziate tre tipologie di moglie di pastore: la distaccata, la sostenitrice dietro le quinte, e la moglie incorporata, ossia attivamente partecipe. Cosa significa fare parte di uno di questi gruppi? Noi riteniamo che non sempre si possa essere inquadrate in una categoria, tuttavia è utile cercare di capire quali sono le caratteristiche del nostro modo di essere, e scoprire che ognuna di noi è diversa, e che può offrire se stessa serenamente, in base ai propri talenti e al proprio carattere guidato da Cristo. La Moglie Distaccata La moglie del pastore distaccata non si considera una parte particolarmente importante nella vocazione del marito. Lei è sposata con l uomo, ma non con il suo lavoro. E' importante per lei che, la professione di lui non interferisca con la loro vita privata. Non è necessariamente preoccupata di soddisfare alle aspettative della chiesa. Questo perché non tiene a questo ruolo, è più libera di essere se stessa, e di perseguire gli obiettivi della propria carriera o di dedicarsi completamente all educazione dei suoi figli, specialmente se sono nel giovane periodo dello sviluppo. E importante notare, però, che non tutte le mogli di pastori che perseguono una propria carriera o propri interessi sono necessariamente distaccate. La moglie distaccata può essere semplicemente frustrata quando la gente l associa con la vocazione del marito. In questo matrimonio pastorale, il marito può sentire una mancanza di sostegno da parte della moglie e vivere un po' di solitudine nella sua vocazione, e forse anche nella completezza del suo matrimonio. Questo può influenzare negativamente il suo lavoro. Per esempio, il marito può trovare difficoltà nel lavorare con alcuni membri, donne della sua congregazione, o può trovare difficoltà ad adempiere i suoi ruoli di marito o padre. Molly Wesley, moglie del pastore Metodista John Wesley, è un esempio di moglie distaccata. Non era istruita quanto suo marito, non aveva la stessa posizione sociale. Apparentemente, per questi ed altri motivi, non si sentiva mai parte del ministero pubblico di Wesley. John infatti sembrava titubante nel farsi vedere in pubblico con lei, non essendo sicuro di cosa poteva dire o fare in certe situazioni. Alla fine lei rimase in ombra, almeno negli aspetti pubblici del suo ministero. La donna meno decisa forse non vuole essere pienamente coinvolta nel lavorare con molte persone, specialmente nei settori pubblici. Le può mancare la fiducia necessaria o il dono per svolgere questo ruolo. Può essere timida o sentire che le manca la capacità di svolgere quel ruolo, e dunque, presagisce che ha poco da offrire al marito nel suo lavoro. In più, tende a sentirsi distaccata. Il fattore chiave per questo matrimonio, è che la moglie rimanga emozionalmente e spiritualmente disponibile per suo marito e per il suo lavoro ministeriale. E che entrambi si impegnino nel dialogo all interno della coppia. La Sostenitrice La sostenitrice si sente parte del ministero ma preferisce lavorare dietro le quinte. Aiuta dove può ma non assume un ruolo principale. Si trova nella posizione per dare consigli e suggerimenti a suo marito e per condividere la 6 bollettino aimpa

7 Forum: La moglie del Pastore sua vita e il suo ministero, potendo osservare il suo lavoro. Per esempio, anche se non ha un incarico nella chiesa, la moglie può guardare la risposta dei membri alla predicazione del marito, e dunque utilizzare il suo dono dietro le quinte per il beneficio della vocazione del marito e della congregazione. Il pastore avrà rispetto per la chiesa, svolgendo il proprio ruolo senza interferenze pubbliche da parte della moglie. La coppia lavora insieme invece di competere. Emma Moody gradiva stare dietro le quinte ma era una grande sostenitrice di D. L. Moody. In più, sorprese la gente. il suo dono di maestra fu riconosciuto. Nella scuola domenicale di Moody, insegnava ad una classe di quaranta adulti. Una volta, mentre Moody faceva visitare la scuola ad un ospite, questi disse: Non le sembra che quella donna sia troppo giovane, per essere in grado di insegnare a una classe di uomini? Moody rispose che secondo lui quella maestra sapeva tenere la situazione in mano. L ospite era d accordo ma insisteva che quella situazione gli sembrava inappropriata. Finalmente Moody orgogliosamente rispose, Quella, signore, è mia moglie. Gran parte del successo del ministero di Moody è attribuito al sostegno della moglie. Il proverbio Dietro ogni uomo di successo si nasconde una donna si applica bene a questa situazione. La moglie che sostiene dietro le quinte, può essere per suo marito una virtù illimitata, in diversi modi. Il suo sostegno emozionale e spirituale è essenziale, ed è la chiave per il suo ruolo come moglie di pastore. La partecipante incorporata La partecipante incorporata è inserita attivamente nella vocazione. Tale moglie infatti ha trovato il suo posto particolare una vocazione tutta sua che completa quella del marito. Non esita ad assumere un ruolo autorevole. Ho sentito di una moglie che partecipa al comitato di chiesa con il privilegio di votare. Lei è un membro del comitato solo per il fatto di essere la moglie del pastore. Se il pastore non è disponibile, non esita a dare consigli sulla situazione dei programmi di chiesa e sull amministrazione. Anche se ci possono essere alcuni pericoli presenti in tale partecipazione, il suo coinvolgimento è forte e può essere edificante. Alcune donne, con una personalità più aggressiva o decisa, possono rientrare in questa categoria di moglie del pastore. Questo tipo di moglie, può essere quasi un assistente pastorale, sempre in prima linea. Tale coinvolgimento, può creare però serie complicazioni che il pastore può trovare difficile gestire e che possono sviluppare tensioni tra la congregazione e la coppia. La coppia può anche tendere a competere; ma se i loro ruoli sono ben definiti e se c è un dialogo onesto, una squadra di vocazione, questa cooperazione è possibile e la congregazione può beneficarne. Anche se la moglie può svolgere efficacemente il ruolo per il quale è portata, bisogna evidenziare alcuni limiti cautelari; non dovrebbe, per esempio, essere vista come superiore al pastore, che è il leader designato per la chiesa. Nonostante tutti i talenti che può avere, lei non è il pastore, ma solo una persona di sostegno. La moglie di un ministro di culto può essere un aiutante di notevole successo e anche una grande benedizione per suo marito o un peso per il suo lavoro. Dipende molto dalla moglie se un ministro di culto progredisce ogni giorno o se calerà ad un livello ordinario... Le mogli dei ministri di culto dovrebbero aiutare il marito nel loro lavoro, ed essere precise e caute su ciò che trasmettono agli altri, perché vengono osservate e ci si aspetta molto da loro. Conclusione Ognuna di noi ha un background sociale diverso, ed ognuna ha ereditato ed acquisito capacità caratteriali proprie. Dunque, ognuna di noi vive il ministero in diversi modi. Il ministero cristiano chiama ogni credente ad un impegno, inclusi il pastore e sua moglie. L impegno di uno di loro, senza l impegno dell altro, fa del male ad entrambi. Ma i matrimoni e le situazioni ecclesiali sono diversi, gli uni dagli altri. In tutto ciò risulta essenziale mettere la propria vita e la propria volontà nelle mani del Signore, perché così il Suo Spirito può lavorare con le nostre diverse capacità caratteriali, in modo che la squadra composta dal marito e dalla moglie possa lavorare insieme in un ministero effettivo e centralizzato su Cristo, ed allo stesso tempo la loro unione matrimoniale sarà forte e gratificante. (Traduzione a cura di Alma Luna Caricati) Ah, meno male... non hai niente da fare! bollettino aimpa 7

8 Una poesia è il regalo che offriamo alle festeggiate di questo trimestre; un buon compleanno a tutte voi, augurandovi le benedizioni celesti! LA BONTA di Madre Teresa di Calcutta Non permettere mai Che qualcuno Venga a te E vada via senza essere Migliore e più contento. Sii l espressione Della bontà di Dio. Bontà sul tuo volto E nei tuoi occhi Bontà nel tuo sorriso E nel tuo saluto. Ai bambini, ai poveri E a tutti coloro che soffrono Nella carne e nello spirito Offri sempre un sorriso gioioso. Dà loro non solo le tue cure Ma anche il tuo cuore. Luglio: Barbuscia Giallanza Concetta (16), Caricati Luna Alma Patricia (24), Evangelisti Giachè Marisa (25), Rivoli Romano Zenobia (25), Negrea Maier Gabriela (31). Agosto: Scarcella Testa Letizia (12), Barbosa Cavalcante Lina (17), Calliari Calà Maria Antonietta (20). Settembre: Monachini Vuillecard Pascale (16), Zenzale Fernandez Maria (23). Intervista a Neves Gianrossi Puglisi A cura di Lina Pesce Furnari Qualche settimana dopo la scomparsa di Gaetano Puglisi, mio marito ed io ci siamo recati a fare visita a Neves. Ci ha raccontato di suo marito, e ci ha mostrato le tantissime lettere di condoglianze che ha ricevuto da fratelli e amici. Mi ha fatto piacere constatare e leggere le lettere di sacerdoti e perfino della curia vescovile, che non solo consolavano i familiari ma esprimevano un profonda ammirazione per il pastore Puglisi. Avevano apprez- 8 bollettino aimpa

9 Intervista a Neves Puglisi zato la sua tenacia e la sua consacrazione e ricordavano quanto fosse stato capace di stabilire buoni rapporti con le persone che incontrava. Anche il giornale locale ha dato notizia della sua scomparsa sottolinenando la costanza con cui si era impegnato per ottenere il terreno per la costruzione della chiesa di Parma. La cosa strana è che neppure Neves era a conoscenza dell'influsso che suo marito aveva esercitato e dell'alta considerazione di cui godeva come pastore avventista. Ora Neves continua il suo lavoro per la chiesa locale. Penso anche a tutte le mogli di pastori emeriti, forse vedove, che continuano a dare la loro collaborazione per la crescita della chiesa. Quando le incontro spesso mi ringraziano per il Bollettino che arriva puntualmente e sono contente di ricevere notizie delle loro colleghe. A voi tutte vogliamo dire che vi apprezziamo per quello che avete fatto, per l'eredità che ci avete lasciato, e per quello che continuerete a fare. Il vostro contributo è prezioso, abbiamo bisogno di voi. Il Signore vi dia sempre saggezza e salute per continuare ad essere strumenti nelle sue mani. D: Cara Neves, parlaci della tua famiglia, di tuo marito e dei tuoi figli R: Per diventare pastore, mio marito ha dovuto sostenere molti sacrifici (lavorando sodo durante l estate, per guadagnarsi gli studi, dato che mia suocera non poteva aiutarlo economicamente). Un anno, per il troppo lavoro, il caldo e grandi fatiche si è anche ammalato. Il giorno che è uscito da Collonges con il diploma in mano, era l uomo più felice del mondo, dato che aveva una grande passione che gli bruciava dentro: predicare Cristo e condurre anime alla salvezza. Anche il giorno della sua morte era uscito per parlare agli altri di Dio. Ci siamo sposati nel 1956, e da allora per me è cominciata la missione: aiutare mio marito e coadiuvarlo nel suo lavoro. Nove mesi dopo il nostro matrimonio è nato i nostro primo figlio, Gabriele: dopo circa tre anni è nato Giuliano, dopo sette anni Gianmarco e dopo 16 mesi Alessio. Quando rimasi incinta di Alessio (dato che Gianmarco aveva sette mesi), ebbi, per un attimo, il pensiero di abortire, ma vi assicuro, è stato solo un attimo, e subito chiesi a Dio di perdonarmi per quel pensiero e di farmi accettare quel figlio con la stessa gioia con la quale avevo accettato gli altri. E Dio me l ha data eccome, questa forza! Pensate che il mio fattore RH è negativo, e quello di mio marito è positivo (a quei tempi non c erano i rimedi di oggi) e ciò costituiva un pericolo sia per me che per il bambino, ma Iddio mi ha benedetta ed aiutata; devo solo ringraziarlo. D: Quanti anni è durato il lavoro pastorale di tuo marito? Raccontaci un episodio che ricordi, essere stato importante nella tua vita. R: E durato circa 40 anni. Ci siamo sposati e siamo andati subito a Sciacca; successivamente siamo stati a Ragusa, poi ad Asti, Roma, Pisa, Genova, ed infine a Parma. Anche dopo la pensione, mio marito ha collaborato col nuovo pastore fino a che ha potuto. Ci sarebbero molti episodi da ricordare, belli ed anche meno belli. Lavorare per il Signore è una cosa bellissima e il mio rammarico è non poter più essere sulla breccia insieme a mio marito, perché le soddisfazioni avute sono state tante, quasi da offuscare i momenti tristi. L episodio che ricordo e che è rimasto vivo nella mia mente, è quello avvenuto durante un campeggio a Sulmona, quando mio figlio Gabriele aveva 17 anni. E una storia abbastanza lunga, e per capire bene l intervento di Dio in ogni momento, occorrerebbe spiegarla nei minimi particolari; cercherò di abbreviarla al massimo. Era un campeggio per ragazzini e mio figlio Gabriele aiutava i responsabili. Un giorno, durante una gita, dopo aver aiutato i ragazzini ad oltrepassare un punto difficile, Gabriele ha fatto un salto (per far prima) ed è finito in mezzo al fango, che lo ha fatto scivolare, e si è spezzato il malleolo in tre parti; il suo piede si è girato, ad angolo retto. Subito fu trasportato all ospedale di Sulmona, dove lo operarono e gli misero un chiodo. Successivamente al nostro ritorno a Roma fu seguito dal Centro Traumatologico, ma non stava affatto bene; finché un medico dell ospedale S. Camillo si accorse che c era un rigetto in atto e che bisognava operare subito, per togliere il chiodo, se non volevamo che l infezione peggiorasse con il pericolo della perdita del piede. Al termine dell operazione il chirurgo mi disse: Io ho raschiato più che ho potuto, per togliere l infezione, ma siamo nelle mani di bollettino aimpa 9

10 Intervista a Neves Puglisi Dio! Speriamo che l infezione si fermi. In quei giorni di attesa, per avere la sicurezza che tutto si fosse risolto, abbiamo pregato molto, e Dio ci consolava tramite il versetto della veglia del mattino. Il decimo giorno, quando il medico ci doveva dare la risposta definitiva, il versetto mattinale era il Salmo 4-0:2: non me lo posso dimenticare perché è stato troppo importante per noi. Egli m'ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ed ha stabilito i miei passi. Abbiamo ringraziato Dio con tutte le nostre lacrime, e quando il medico ci ha detto che l infezione si era fermata, noi gli abbiamo detto che lo sapevamo già, perché ce lo aveva detto Dio stesso tramite la sua parola. Siamo andati avanti ancora, fra alti e bassi; in tutto ci sono voluti sette mesi, ma Dio è stato grande. Questa storia avrebbe potuto avere un finale drammatico, ed invece mio figlio cammina bene, ha solo la caviglia un po più grossa dell altra e a volte col cambiamento del tempo gli duole. Noi non possiamo che glorificare Dio per quello che ha fatto per noi. D: Come hai vissuto da moglie di pastore, conciliando i doveri di moglie e di madre? Quali sono state le difficoltà ed i privilegi che ne sono derivati? R: I miei doveri di moglie e di madre a volte erano in conflitto tra loro. I figli avevano bisogno della madre e del padre, ma siccome mio marito era sempre fuori fino a tardi, io dovevo farne le veci; inoltre mio marito aveva bisogno di me per non andare a fare visite o studi biblici alle donne da solo. Devo ammettere umilmente che a volte ho trascurato i miei figli per il lavoro che dovevo fare insieme a mio marito. Quello che facevo sempre era di affidarli a Dio quando uscivo e quando i bambini sono cresciuti, i più grandi badavano ai più piccoli. Il nostro privilegio era di lavorare tutti nella chiesa, per la chiesa (i miei figli, per le cose che potevano fare) ed eravamo felici di poterlo fare! I ragazzi erano una calamita per i loro coetanei. Il sabato pomeriggio erano sempre in chiesa a giocare o a suonare Alessio, Gianmarco, Giuliano e Gabriele Puglisi insieme ai loro bambini insieme ai loro compagni avventisti e non. D: Cosa ti senti di dire alle giovani madri e mogli di pastore? R: Non mi piace dare consigli su questi argomenti, anche perché ognuno sa come agire secondo le varie situazioni ma se devo dire qualcosa in generale, posso consigliare di non dimenticare mai il culto mattinale insieme ai figli, almeno finchè sono piccoli (perché poi, quando vanno alle scuole superiori, il culto insieme non si può fare più per motivi di orario; tuttavia si deve vegliare affinchè lo facciano sempre anche da soli). Mettersi nelle mani di Dio fin dal mattino è una cosa molto importante da far capire anche ai figli. D: I tuoi figli sono tutti nella chiesa, impegnati attivamente; a che cosa attribuisci questo risultato? R: Non vorrei ripetermi (ma ripetere è confermare), ma se i miei figli sono nella chiesa è solo merito di Dio, perché come ho già detto prima, tutti i giorni li mettevo sotto la Sua protezione. Un altra cosa non meno importante è il fatto di non essere opprimenti in campo spirituale, ma fermi nei principi. Facevamo in modo che i ragazzi nella chiesa trovassero tutto quello che desideravano di più: amici, gioco e divertimento Non scandalizzatevi, ma è proprio così. Nell adolescenza, il giovane ricerca queste cose, specie se è nato nella chiesa, e non è ancora passato attraverso la conversione. Successivamente, crescendo, matura la voglia di essere servitori di Dio, e il piacere che avevano nello stare in chiesa per divertirsi, si tramuta nel piacere di fare delle cose per Dio. Un fattore determinante è quello di averli portati (prima) e di averli fatti andare (dopo) ai campeggi. Ogni anno il ritrovare gli amici era un premio, e se per qualche motivo non potevano andare, ci restavano molto male! Infatti, fino a che hanno potuto, vi sono andati. Io consiglio a tutti di far seguire i campeggi ai propri figli, anche a costo di grandi sacrifici. E se hanno dovuto fare sacrifici, saranno largamente ricompensati nella vita spirituale dei loro figli. 10 bollettino aimpa

11 Tantissimi auguri ad Ilenia ed Elisa Mosca, le figlie maggiori di Francesco e Rosa, che il 21 aprile sono state battezzate, presso la Chiesa Avventista di Milano. E stato il loro papà ad avere il privilegio di immergerle nelle acque battesimali. Auguriamo a queste giovani sorelle di continuare il loro cammino insieme a Cristo, nell attesa del suo ritorno. Vi presentiamo la piccola Celine Alma, nata il 30 aprile Pesava Kg 3.670, e attualmente ne pesa 5.700! E stata presentata al Signore sabato 23 giugno, a Villa Aurora, circondata dall affetto dei suoi genitori, Simona Magistà e Filippo Alma, e del fratellino di tre anni, Federico. Cara Celine, ti auguriamo di crescere sotto lo sguardo del Signore, insieme alla tua famiglia. Matrimonio a Bari Domenica 6 maggio, presso la nuova Chiesa Cristiana Avventista di Bari, Ana Paula Carvalho e Celso Soares Bastos, sono stati i protagonisti. Il pastore Julio Ferreira ha infatti celebrato il loro matrimonio religioso, alla presenza dei fratelli della chiesa locale, che hanno partecipato attivamente a tutti i preparativi di questa bellissima ed emozionante festa, che si è conclusa con un rinfresco. Facciamo nuovamente tanti auguri a questa giovane coppia, anche perché Celso, che ha compiuto il primo anno di tirocinio pastorale nella chiesa di Bari, sarà ora trasferito nel Campo Nord, per collaborare insieme al pastore Furnari, presso le chiese di Sesto San Giovanni e Bergamo. Che il Signore possa aiutare Celso e Ana Paula ad inserirsi serenamente nel nuovo contesto che li attende, e benedica la loro unione matrimoniale. bollettino aimpa 11

12 Dal 12 al 16 aprile 2001 si è svolto, a Chianciano Terme, il Congresso delle Chiese Cristiane Avventiste del Campo Centro. Tanti gli avvenimenti di questo importante appuntamento, tra i quali la cerimonia di consacrazione di tre pastori. Durante la giornata di sabato 14, Gabriele Ciantia, Hanz Gutierrez, e Daniel Monachini, insieme alle loro mogli ed ai figli, sono stati cosacrati al ministero pastorale; il Presidente UICCA Lucio Altin ha pronunciato, insieme ai pastori consacrati presenti, una preghiera di benedizione con l imposizione delle mani. Anche l AIMPA è stata presente con La famiglia Gutierrez (mancano Linda e Melody) un piccolo dono, per manifestare il proprio affetto alle mogli di questi pastori e ai loro figlioli; anche da queste pagine vogliamo rinnovare a queste care famiglie l augurio delle benedizioni celesti nel rispondere alla chiamata del Signore. La famiglia Ciantia La famiglia Monachini Raffaella Rizzo consegna uno dei doni da parte dell AIMPA. 12 bollettino aimpa

13 Il momento della preghiera di consacrazione Un benvenuto ufficiale a Gioia e Riccardo Orsucci, che rientrano dalla Guinea Bissau per servire il Signore a Perugia e Rieti Capita rare volte a due pastori di trovarsi ad abitare e lavorare nello stesso distretto: è quello che è successo a mio marito Roberto Iannò - e al pastore Filippo Rivoli. Da circa un anno Filippo, insieme alla moglie Zenobia e alla cognata Gianna, vive a Formia, giusto a una decina di chilometri da dove viviamo noi: Gaeta. Il motivo di questa vicinanza è data dal fatto che Filippo, insieme a sua moglie Zeni, ha scelto di vivere gli anni della pensione in questa ridente e assolata zona dell Italia. L Unione gli ha affidato la piccola comunità di Latina dove Filippo, con l entusiasmo che gli è proprio, ha condiviso con i fratelli il suo amore per il Signore e per la Sua opera. Ormai è giunto agli ultimi mesi di servizio, dopodiché si godrà il suo meritato riposo si fa per dire(!). Dico per dire perché Filippo non appena cura di Anna Calà Iannò bollettino aimpa 13

14 Notizie: Congresso Campo Centro derà mai la sua Bibbia al chiodo, e sono sicura che il distretto di Gaeta e Cellole continuerà a beneficiare della sua presenza ancora per tanti anni. Ma come vive questi momenti una moglie di pastore? Quali sogni si porta con sé? Cosa può offrire a chi, come molte di noi, si trova ancora all inizio di questo ministerio, che svolgiamo con a- more e dedizione accanto ai nostri mariti? La redazione dell AIMPA mi ha incaricato di intervistare Zeni per permetterle di condividere con noi tutte il consuntivo della sua vita come moglie di pastore. Ancora una volta: tanti auguri, Zeni, accanto a tuo marito in questa vita e per l eternità. D: Zeni, Come vi siete conosciuti tu e Filippo? R: Penso che la maggior parte dei pastori e relative mogli si siano conosciuti a Villa Aurora. Così è stato anche per me e Filippo. Siamo stati fidanzati 7 anni. Mentre lui studiava a Collonges (tre anni), io lavoravo in Casa Editrice, e continuai a lavorarvi anche quando Filippo fu assunto nell'opera come precettore ( ). D: Puoi fare un breve riassunto ripercorrendo le tappe del tuo ministerio - come moglie di pastore - indicando anche le sedi in cui hai lavorato a fianco di tuo marito? R: Da Villa Aurora siamo stati trasferiti nel distretto Gaeta- Cellole Era la nostra prima esperienza e la prima chiesa ti rimane sempre nel cuore. Mi occupavo dei bambini e penso di aver fatto, grazie a Dio, un buon lavoro. Dopo 7 anni, siamo stati trasferiti a Rossano, poi a La Spezia. Mentre ero a La Spezia, mi fu chiesto di fare la segretaria del fratello Long che era presidente dell'unione. E per anni ho fatto la pendolare: una settimana a Roma e una settimana a La Spezia. Poi siamo stati trasferiti nel distretto Mestre-Treviso- Conegliano Veneto. Per lo più frequentavo la chiesa di Treviso. Le ultime sedi sono state Trieste, Asti e adesso Latina. D: Puoi raccontarci un'esperienza particolare vissuta in questi anni di ministerio? Quali sono stati gli a- spetti gioiosi nel servizio? R: Oltre al lavoro coi bambini di Gaeta, ricordo due momenti gioiosi del mio servizio al Signore: a La Spezia sono stata direttrice della Scuola del Sabato e curavo anche la Scuola del Sabato annessa di Carrara. Con le monitrici ci si occupava di fare la S.d.S. anche nelle famiglie dove c'erano dei malati. Un altro momento gioioso del mio servizio l'ho vissuto a Treviso con i Piani dei 5 Giorni. Filippo e il fratello Angelo Pavan tenevano 3-4 piani all'anno ed erano molto frequentati. Io curavo il buffet e abbiamo instaurato delle amicizie con dei corsisti che durano ancora oggi e sono passati più di dieci anni. Zeni e Filippo Rivoli durante un momento dedicato a loro, al Congresso del Campo Centro. D: Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Che messaggio vorresti rivolgere alle mogli di pastore? R: Progetti per il futuro? Mah, quando si va in pensione penso che tanti progetti non si possano fare, ma senz'altro troverò una chiesa dove rendermi ancora utile. Per concludere, se posso rivolgermi alle più giovani fra le mogli di pastore, direi loro: seguite il lavoro di vostro marito (se ve lo permette, naturalmente) sempre con discrezione. Incoraggiatelo se lo vedete scoraggiato e soffrite con lui se ci saranno momenti difficili. In questi momenti andate in ginocchio e chiedete l'aiuto del nostro Padre Celeste che tutto può. Colgo l'occasione per mandare a tutte le colleghe un caro abbraccio con tanto affetto. 14 bollettino aimpa

15 Care sorelle, ecco a voi le informazioni essenziali circa il Corso di Aggiornamento per Pastori e Mogli a cura dell Associazione Pastorale Campo Nord e Centro: Villa Aurora Firenze dal agosto 2001 Campo Sud e Sicilia: Valle Grande (EN), dal 2 al 6 settembre 2001 Le coppie che non hanno a chi lasciare i propri figli, perché piccoli, possono portarli, è previsto un programma anche per loro. Vi chiediamo di comunicare la presenza dei bambini per poterci organizzare adeguatamente. I figli più grandi, indipendenti, vorremmo invitarli in un altra circostanza, da soli. Per Villa Aurora i fratelli ci hanno garantito che faranno il possibile per dare una stanza ad ogni coppia. I bagni saranno in comune. Per prenotazioni o informazioni, potete naturalmente contattarmi all indirizzo del Campo Nord oppure rivolgervi alla segreteria della presidenza: 06/ ; Nell attesa di rivedervi, vi abbraccio con affetto fraterno. Lina Pesce Furnari Cari fratelli e sorelle, In questi ultimi anni avrete notato che i problemi di coppia e di famiglia sono visibilmente aumentati nelle nostre chiese, sia come numero che come gravità. La realtà sociale italiana ovviamente influenza anche noi. Queste situazioni assorbono spesso molte energie e richiedono delle competenze sempre più sofisticate, e turbano non poco le nostre comunità. Poiché è anche pericoloso oltre ad essere poco efficace tentare di intervenire solo con il buon senso in certi casi, il Corso di Aggiornamento ha i seguenti scopi: - aiutare la coppia pastorale a riconoscere alcuni segni premonitori specifici di disagio della coppia e della famiglia nella chiesa e negli interessati - fornire alcuni strumenti di base per valutare la gravità ed il rischio di alcune situazioni sempre più comuni - fornire indicazione su come muoversi per facilitare contatti con psicologi o psichiatri che possano aiutare più professionalmente - fornire strumenti per evitare il burn-out, tipico esaurimento delle professioni di servizio, medici, ecclesiastici, operatori sociali, etc.. Non si tratterà di un seminario opzionale, ma di un Corso ormai indispensabile per renderci più capaci di servire senza bruciarci. Preghiamo perché il Signore ci prepari adeguatamente. Lucio Altin La scuola avventista di Firenze, Villa Aurora, sarà sede dell incontro delle famiglie pastorali dei Campi Nord e Centro, dal 26 al 30 agosto. La casa grande del centro siciliano di Vallegrande, sta per essere ultimata per accogliere le famiglie pastorali del Campo Sud e della Sicilia, dal 2 al 6 settembre. bollettino aimpa 15

16 a cura di Mariarosa Cavalieri Calà Sabato 16 giugno è stato per tutti noi un giorno indimenticabile. A Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, si è svolto infatti il Congresso del Campo Sud, nel corso del quale ha avuto luogo la consacrazione di due pastori: Julio Ferreira, che attualmente è pastore della chiesa di Potenza, e Daniele Calà, pastore presso le chiese di Altamura e Cassano. Sul pulpito, insieme alle loro famiglie, i due pastori hanno espresso con parole commosse il loro ringraziamento al Signore, per averli guidati in questo percorso di fede, insieme alle loro famiglie. E stato bellissimo, sia per Julio e Maria, sia per Daniele e per me, avere la presenza del fratello Roberto Badenas e di sua moglie Conchita, che ci hanno seguiti nel nostro itinerario di studi a Collonges, e del Presidente Lucio Altin, responsabile dell Associazione Pastorale. E stato bellissimo per la nostra famiglia e la loro, avere condiviso questo momento di consacrazione, dopo avere vissuto, come diceva Julio nel suo discorso, tante avventure insieme, dopo anni di conoscenza e di amicizia. Il fratello Altin ci ha ricordato che tutti noi siamo dei vasi, dei contenitori. I vasi possono avere forme diverse, possono essere fatti di diversi materiali. O- gnuno di noi, quindi, ha il suo carattere, i suoi pregi, i suoi difetti. Ma il Signore versa in noi il Suo contenuto, e ci dà il privilegio di condividerlo anche con altri. Per poter godere del contenuto di un vaso, occorre che qualcuno ne tolga il coperchio, lo sollevi e lo svuoti. Questo tramite possiamo essere noi, mogli di pastore. Il nostro ruolo, diceva il fratello Altin, è di sostegno, di tramite, di completamento. Credo che per Maria e per me queste parole saranno molto difficili da dimenticare, soprattutto perché entrambe abbiamo condiviso gli anni di preparazione al ministero pastorale con i nostri mariti, loro compagne di banco, e condividiamo la loro vocazione. Preghiamo il Signore affinchè possa sempre accordarci questo meraviglioso privilegio di servirlo. Vorrei concludere con un ultimo pensiero: durante l imposizione delle mani, sbirciavo, con la coda dell occhio, i nostri bambini, per vedere se stavano buoni o meno. Mi sono commossa nel vedere che osservavano con stupore le mani di tutti i pastori consacrati distese sulle nostre teste, partecipi di quel momento così importante. Mi sono accorta del grande privilegio che hanno i figli di pastore, di essere nati in famiglie che hanno scelto di servire il Signore e la Chiesa. Molte volte si parla dei problemi che i figli di pastore possono vivere, legati al ministero del loro padre. Bene, sicuramente vi sono delle difficoltà oggettive, ma vi sono anche grandi privilegi, grandi gioie, come questa. Io prego il Signore che quei momenti di preghiera rimangano vivi nella mente dei miei figli, e che possano aiutarli, un giorno, a scegliere loro stessi una vita di servizio. 16 bollettino aimpa

17 Il pastore Calà Daniele, con Mariarosa Cavalieri ed i figli Alessandro (6 anni), Davide (4) e Fiorella (3). Un grazie alla famiglia Evangelisti Una giornata indimenticabile, quella che abbiamo vissuto, anche per il saluto commosso rivolto da tutte le Chiese del Sud al Pastore Franco Evangelisti (di Guerrino), a sua moglie Marisa Giachè e alle loro figlie, Marybel e Chiara. Franco ha servito il Signore, in questi ultimi sei anni, come Direttore di Campo, e verrà trasferito per un anno per servire la chiesa di Genova; fra le varie cose che ha realizzato con l aiuto del Signore, Franco ha sempre cercato di far lavorare i pastori del Campo Sud non in un modo individualistico, ma in collaborazione, gli uni con gli altri, in un ottica di squadra, coinvolgendo e valorizzando anche le mogli di pastore, ogni volta che era possibile. In questo modo ha favorito l amicizia tra colleghi e tra famiglie pastorali e vogliamo ringraziarlo per questo. Auguriamo a questa famiglia tanto cara a tutti noi, di poter continuare a collaborare con il Signore e con la Chiesa, là dove si troveranno, nella salute e nella serenità. In alto, il Presidente UICCA Lucio Altin insieme al Pastore Julio Ferreira, a Maria Bochicchio, e Flavio (4 anni). Julio è pastore a Potenza e Battipaglia e responsabile dell AISA Campo Sud. A sinistra, Marisa Giachè offre un omaggio floreale a Maria. In basso, Marisa e Franco Evangelisti. bollettino aimpa 17

18 Gabriele Cupertino Vogliamo stringerci intorno al pastore Cupertino e alla sua famiglia, in questo momento di pesanti chemioterapie. Preghiamo il Signore che le nostre preghiere ed il nostro affetto possano sollevarli e sostenerli, e che Egli possa intervenire con la sua mano potente. CORPO PASTORALE Benvenuto a... Anche l AIMPA rivolge un caloroso benvenuto a tre pastori stranieri, Lupu Corneliu Benone, Parascinet Doru Vasile e Owusu Albert, che presto inizieranno a lavorare qui in Italia. Speriamo di cuore che si possano unire a loro anche le loro famiglie, e che il soggiorno nel nostro Paese sia benedetto dal Signore. Trasferimenti: Calà Daniele e Cavalieri Mariarosa: Da Cassano, Altamura a Bari, Lesina, San Severo, Foggia, Corato, con la collaborazione dell assistente pastorale A. Baratta. Anniversario di matrimonio E bellissimo poter pubblicare questa notizia: il 23 giugno Angela ed Enrico Long hanno festeggiato il loro 50^ anniversario di matrimonio. Non c è che da lodare il Signore, quando una coppia riesce a raggiungere una tappa come questa, soprattutto quando l unione matrimoniale è stata cementata dall amore per il Signore e per la Chiesa. Ancora tante congratulazioni agli sposi, e ci riserviamo di approfondire la conoscenza con loro in uno dei prossimi numeri! Un idea da leggere Calà Claudio e Marcia Peterson: da Perugia a Napoli. Claudio collaborerà con il fratello Caruso Gioacchino. Franco Evangelisti (di Guerrino) e Giachè Marisa. Franco lascia Bari, per lavorare per un anno presso la chiesa di Genova. Soares Bastos Celso e Ana Paula Carvalho. Celso, da Bari si sposterà a Sesto San Giovanni, per continuare il suo tirocinio; collaborerà anche con la comunità di Bergamo. Verastegui David Orlando ed Elizabeth Montero, da Augusta a Martinafranca, non più a Genova come precedentemente annunciato. Forse leggete abitualmente i semestrali di Segni dei Tempi, ma questa volta vorremmo segnalarvi l ultimo: Appuntamento con Dio, Ed. AdV 2001, che è stato scritto proprio da una moglie di pastore, Carrol Johnson Shewmake.Si legge tutto d un fiato, ed in esso riscopriamo una fede semplice, sincera nelle più piccole cose, nuda davanti al Signore, con lo scopo di sentire chiaramente la Sua voce nel nostro cuore. Sicuramente questa lettura sarà per noi fonte di riflessione e di riconsacrazione, e potremo trovare preziosi consigli per la nostra vita spirituale. 18 bollettino aimpa

19 Sono contenta, oggi, di poter pubblicare l intervista che Patrizia ha rilasciato per il Bollettino: è la prima intervista che posso fare personalmente, a tu per tu, perché le altre sono stata sempre costretta a farle via internet o per posta E stato bello, nella cornice di un matrimonio al quale eravamo state entrambe invitate, poter trascorrere qualche momento di dialogo insieme, su un terrazzone dal quale si vedeva il bellissimo mare della Puglia. Anche voi, leggendo, potete cercare di immaginarvi in questa cornice, magari facendo finta di essere lì con noi, a condividere le proprie esperienze, il proprio percorso D: Patrizia, tu sei la moglie di Daniele Lamantia, pastore avventista a Lecce, e responsabile dei Giovani Avventisti del Campo Sud. Puoi parlarci un po di te, iniziando a raccontare qualcosa della tua infanzia? R: Sono nata a Milano il 20 febbraio del 67. Solo la mia mamma è diventata membro della Chiesa Avventista, intorno agli anni 70. Io ero molto piccola, ed ho visto in lei la difficile esperienza di fede, nel lottare con mio padre, che non era assolutamente d accordo con la sua scelta. Nell 81, i miei genitori si sono definitivamente divisi, e successivamente hanno divorziato. Ho un fratello, Davide, di tre anni più piccolo di me. Fra noi (anagraficamente) c era un altro fratello, Rocco, che morì quando aveva sette anni dopo essere stato investito da un auto. Nel l 86 ho conseguito il diploma di perito aziendale e corrispondente in lingue estere, presso un istituto tecnico. Ho anche studiato chitarra classica, iniziando alle medie, in una scuola sperimentale, e continuando nella scuola civica di Senago fino all età di 18 anni (paese dell hinterland milanese a circa 30 Km. da Milano, dove ho sempre vissuto). Purtroppo ho dovuto smettere sia perché mia mamma faceva fatica a pagare la retta, sia perché i miei studi superiori mi prendevano molto tempo. D: Come hai conosciuto il Signore? R: Durante la mia infanzia, mia mamma mi ha sempre portato in chiesa, quando mio padre lo permetteva. Ho sempre partecipato attivamente alla Scuola del Sabato dei bambini, che mi piaceva molto. Purtroppo, crescendo, non sempre riuscivo ad andare, perché mio padre mi obbligava ad andare a scuola di sabato, ma l esempio della mamma a casa, che raccontava, a me ed ai miei fratelli, le storie dei personaggi e degli eroi biblici, mi ha aiutata a crescere. Il fatto che mio padre mi obbligasse a frequentare la chiesa cattolica, mi ha comunque permesso di vedere le differenze, e quindi, quando poi mio padre è andato via di casa e noi siamo stati più liberi, ho potuto finalmente, all età di 17 anni, scegliere di essere battezzata nel Movimento di Riforma. D: Come hai conosciuto tuo marito? Come avete scelto di servire il Signore nel ministero pastorale? R: Ho conosciuto Daniele nella Chiesa Avventista della Riforma, in cui mi trovavo, a Milano. Suo padre era avventista riformista ed era il primo anziano; Daniele aveva 18 anni, quando lo vidi per la prima volta rimasi subito colpita dal suo modo di fare: era sempre allegro e molto socievole ed era lui che trainava il gruppo giovani e che li invogliava a stare insieme. Siamo stati molto amici, con lui ci si poteva confidare ed avere sempre un consiglio. Ho visto in lui quelle caratteristiche che volevo fossero dell uomo che avrei sposato. E così dopo due anni dal nostro primo incontro ci siamo fidanzati e il 27 dicembre 1987 ci siamo sposati. L 8 gennaio 1989, è nato nostro figlio, Emanuele, che ha appena concluso la prima media. La storia della nostra vocazione è un po complicata, perché quando ci siamo sposati non pensavamo di servire il Signore in questo modo, anche se Daniele, da quando l ho conosciuto, ha sempre avuto la sensazione e la voglia di voler fare qualcosa in più per il Signore, che era stato così buono e generoso con lui. Entrambi lavoravamo, eravamo una coppia come tutte le altre. Andavamo in chiesa il sabato, e mio marito era molto attivo, perché era diventato direttore della SdS, poi vice-anziano ed infine anziano. Fino a quando non decidemmo di lasciare la città e andare a vivere in montagna. Pensavamo che, col ritorno del Signore imminente, avremmo potuto vivere gli ultimi periodi come la Sorella White consigliava. Fu lì che mio marito si rese conto, studiando la Bibbia e le Testimonianze della Sorella White, che il Movimento di Riforma in cui vivevamo, non era in realtà un movimento profetizzato, come invece avevamo creduto fino a quel momento. Con quell esperienza abbastanza angosciosa, forse di avere bollettino aimpa 19

20 ...Profilo di Patrizia Evola Lamantia buttato tanti anni in questo modo, pur sempre con tanti dubbi, il Signore ci ha tirato fuori da questa situazione, e siamo entrati a far parte della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. Fu lì che, sentendolo predicare, data l esperienza che aveva nella Chiesa della Riforma, alcuni fratelli, oggi pastori in pensione, lo hanno consigliato dicendogli di coltivare la sua vocazione, andando a studiare a Villa Aurora. Hanno fatto di tutto affinchè lui vi andasse, ed io l ho seguito. Abbiamo abitato a Villa Aurora per tre anni, dal 95 al 98. Poi, alla fine del suo terzo anno di teologia, ci è stato fatto un appello ad andare a lavorare a Lecce. In quel periodo, per motivi diversi, eravamo entrambi sfiduciati, e avevamo deciso di cambiare strada: pensavamo di poter servire il Signore in altri modi, in altri ambiti. Ma per circostanze particolari, che sarebbe troppo lungo spiegare, perché a volte è difficile spiegare come il Signore agisca in alcune situazioni, abbiamo vissuto quella che Daniele ama definire l esperienza di Giona : noi non volevamo andare, ma il Signore ha detto: questo è il tuo compito. Quindi siamo andati a Lecce, dove ancora siamo attualmente. Siamo pienamente soddisfatti di quello che facciamo e questo non è da noi ma è il Signore. Soprattutto vedo Daniele pienamente appagato di sentirsi utile e al servizio del Signore. D: In quali dipartimenti ami lavorare, nella tua chiesa locale? Cosa ami fare nel tempo libero? R: Mi piace molto lavorare con i bambini ed i ragazzi. In particolare, ho seguito la Scuola del Sabato dei bambini di Lecce, all inizio. Poi mi è stato chiesto di occuparmi dell AISA locale, ed ho scoperto un mondo molto bello, quello degli Scout, nel quale mi sto identificando e che mi entusiasma. Amo la musica e la chitarra, anche se non posso più suonarla come una volta e senza la pratica ho perso molto delle mie capacità. Poi mi piace molto la lettura, anche se per i vari impegni non ho molto tempo da dedicarvi. Non amo molto cucinare, ma me la cavo bene, se devo organizzare un pranzo. D. Cosa ami del ministero pastorale, e cosa invece trovi difficile da accettare? R: Quello che mi piace del ministero pastorale, è vedere il viso delle persone, soddisfatte perché una semplice parola, o di Daniele o mia, li ha aiutati a risolvere un loro problema, e ti ringraziano per questo. Io credo che si tratti della ricompensa più bella che si possa avere da questo lavoro, se lavoro si può definire. Quello che riesco ancora oggi, a fatica, ad accettare, è il fatto di dover essere sempre in prima linea, essere guardata per una parola che dico, per come sono vestita, per una mia reazione, perché mi rendo conto che comunque siamo tutti umani. Ho i miei difetti e so che il Signore mi chiede di migliorare e di cambiare. Ma so anche che il Signore mi accetta così come sono, pur con le intenzioni di migliorare. Non capisco perché anche alcuni fratelli non riescano ad accettarci allo stesso modo; a volte si pretende da noi la perfezione, mentre anche noi abbiamo una famiglia, dei problemi, anche noi facciamo fatica ad arrivare a fine mese, ci sono le bollette da pagare, i figli che crescono Mi piacerebbe, forse, che i fratelli fossero in questo senso più comprensivi, che riuscissero a vedere in noi una famiglia come la loro. Inoltre soffro molto quando Daniele parte, e restiamo lontani per alcuni giorni. Vorrei tanto seguirlo nel suo lavoro, ma anche nostro figlio ha le sue esigenze, i suoi ritmi che vanno rispettati. Inoltre, pur volendo, molte volte c è il problema logistico: dove sistemarsi, tutti e tre, quando lui si deve spostare? Per concludere, vorrei dire che, molto probabilmente, per la mia esperienza di vita, legata alla separazione dei miei genitori, la mia vita è stata molto condizionata, dal bisogno di certezze, di sicurezze. L idea di non poter vivere sempre nello stesso posto, di dovermi trasferire, mi angosciava. Ma l unico modo di essere sereni è avere fiducia in Dio. Non importa dove tu sia, perché Lui ti dà sicurezza. Il mio augurio è che tutte le mogli di pastore possano vivere l esperienza che sto tuttora vivendo io, ossia imparare ad a- vere fiducia nel Signore, perché a volte Lui ha delle vie che noi, umanamente, non riusciamo a comprendere, ci sembrano strane, ma poi ci rendiamo conto che quella che Lui ha scelto era proprio la strada migliore. Patrizia, con il marito Daniele ed il figlio Emanuele 20 bollettino aimpa

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