Domani a Bologna 150 Casse rurali e Bccal meeting di Cassa Centrale

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4 Domani a Bologna 150 Casse rurali e Bccal meeting di Cassa Centrale TRENTO - Sono quasi 150 le Casse rurali e Banche eli credito cooperativo che parteciperanno ai meeting di domani, al Teatro Comunale di Bologna, organizzato da Cassa Centrale Banca, Phoenix e Ibt dal titolo «Dinamiche di un passato irreversibile?». Fabrizio Berti di Cassa Centrale parlerà delia gestione attiva dei credito deteriorato nelle Bcc, illustrando tra l'altro la nuova operazione di cessione di sofferenze prevista per il Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Snam e di Société Generale, Innocenzo Cipolletta, presidente di Ubs Italia Sirn e dell'università di Trento, e Mario Comana, docente di economia degli intermediari finanziari alla Luiss, si confronteranno in una tavola rotonda moderata dal giornalista di Radio 24 Sebastiano Barisoni. il presidente di Kedercoop Giorgio Fracalossi (nella foto), Cario Antiga, vice vicario di Cassa Centrale, e il direttore Mario Sartori rilanceranno il progetto «nazionale» di Cassa Centrale, considerato premessa industriale dell'autoriforma dei credito coop. Pag. 4

5 Rurale Rovereto, ipotesi Schelfi in cda Vicepresidente al posto di Schonsberg. Personale, trattativa in salita TRENTO La difficile salita a cui è costretta la Rurale di Rovereto, per tornare all'equilibrio di conti che chiede anche la Banca d'italia, potrebbe ricevere una mano molto forte da Federcoop. Oltre all'impegno finanziario si sta pensando di cooptare l'ex numero uno di Via Segantini Diego Schelfi all'interno del cda, come vicepresidente. Prenderebbe il posto di Franco Schonsberg. Da vedere poi se saranno «cooperativi» anche i sostituti di Maurizio Martini e Paolo Zanon. Sul Corriere del Trentino di ieri è stato riportato il piano di risanamento, per affrontare il nodo dei 190 milioni di euro di Federcasse il vicepresidente Schelfi crediti deteriorati, il 30% del totale, da far scendere al 26,7%. La cura prevede un aumento dei fondi propri per 23 milioni (3 sul capitale, 20 di prestiti ai tassi vantaggiosi del 3-3,5%); cessione di 29 milioni di sofferenze; 2 milioni di taglio dei costi fissi. Nella semestrale si prevede una perdita di 8,8 milioni, che in chiusura d'anno diventerebbero 15,7. Ieri all'incontro sindacale, tenuto dal direttore Luca Filagrana anche se apertamente avversato dalla Fabi, il piano è stato proposto in maniera molto «convinta», n risparmio di 2 milioni sul personale, senza dichiarazione di esuberi sui 140 addetti, non è però cosa semplice. Previsti alcuni pensionamenti e la chiusura della filiale di Folgaria, ma non basta: tutti elementi che fanno prevedere una lunga trattativa. Domani intanto a Bologna si terrà il meeting di Cassa centrale banca dal titolo «Dinamiche di un passato irreversibile?». Si parlerà della riforma del credito cooperativo, che in ottobre dovrebbe arrivare al compimento. Cassa centrale riuscirà a costituire un secondo gruppo bancario accanto a Iccrea? Non si sa e per ora non resta che assistere la varo del mega piano di cartolarizzazioni da 900 milioni per 50 Bcc. Da notare che in Veneto la Banca Padovana, commissariata, potrebbe essere incorporata dalla Bcc Roma, esponente di Federlus, federazione altrettanto contraria al gruppo unico. E.Orf. RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 5

6 F "91 J 1 4* amiglie cooperative, parte la fusione Nasce Si chiamerà la "Kònigsberg": Famiglia Cooperativa di Kònigsberg ed opere unirà Mezzolombardo-Pressano ci. Proprio questi ultimi saran e Mezzocorona-San l'aspetto finanziario Michele. patri Ok dai cda, questi l'8 sono ottobre per loro il voto natura dei in soci rà a Mezzolombardo, Pressano, Lavis, Sorni, Mezzocorona e San Michele all'adige. È questo il progetto che a breve prenderà il via attraverso la fusione delle due Famiglie che svolgono la propria attività sul territorio della Piana Rotaliana: quella di Mezzolombardo e Pressano con quella di Mezzocorona e San Michele all'adige. Entrambi i consigli d'amministrazione hanno trovato l'intesa deliberando all'unanimità per avviare questa operazione con l'obiettivo di lavorare al meglio per il futuro, garantendo solidità, efficienza, contenimento delle spese e risposte adeguate alle richieste commerciali dei so no chiamati ad esprimersi in assemblea straordinaria nei primi giorni di ottobre. Una fusione che anticipa quella che probabilmente dovrà avvenire anche tra le casse rurali della Piana Rotaliana, secondo le direttive della Banca d'italia tese a una maggiore consistenza patrimoniale degli istituti di credito, già tentata in passato, ma poi non conclusasi per ragioni "campanilistiche" e su cui continuano a rimanere mugugni e resistenze. Le ragioni di costituzione di questa nuova Cooperativa le spiega Giorgio Chisté, il presidente della Famiglia di Mezzolombardo e Pressano: «Siamo due società sane sia sotto moniale. Abbiamo deciso così perché andremo a migliorare la struttura dei costi, con particolare riferimento alle spese del personale: quelle amministrative, nonché quelle riguardante l'acquisizione delle merci. Vogliamo poi superare - prosegue Chistè - le difficoltà tecnico organizzative in cui può venirsi a trovare un'azienda commerciale di piccole dimensioni, entro un contesto di mercato ad elevata concorrenzialità, a cui si può efficacemente rispondere solo con un adeguato assetto aziendale ed organizzativo. Sono anni che comunichiamo ai soci gli sforzi per un controllo sempre più puntuale dei costi, ma molti di comprimibili. L'unico modo per intervenire è attraverso la fusione». Una scelta di lungimiranza voluta da entrambi gli amministratori delle Famiglie coinvolte nella fusione e "benedetta" della Federazione Trentina della Cooperazione presieduta da Giorgio Fracalossi. Non mancheranno certamente voci di contrarietà tra i soci durante le due assemblee straordinarie, che dovranno deliberare a favore della nascita della "Kònigsberg". Prima del voto però, previsto per giovedì 8 ottobre, al teatro dell'oratorio di Pressano mercoledì 30 settembre alle 20 ci sarà una riunione informativa aperta a tutti. CRIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 6

7 Il 29 settembre incontro pubblico per presentare l'iniziativa di conciliazione vita-lavoro che rientra nel Distretto Famiglia In autunno un corso di formazione di 80 ore, curato dalla coop Am.l.Ca. per la formazione delle operatrici che accudiranno i bimbi tra 0 e 3 anni Babysitter certificate con la nuova «Tata App» Da inizio 2016 nuovo servizio alle famiglie garantito dalla Comunità Alta Valsugana ALTA VALSUGANA - Il servizio per avvalersi di una babysitter affidabile, preparata e premurosa (meglio noto come Tata App) arriverà anche a Pergine e in Alta Valsugana. Il prezioso aiuto per tante giovani famiglie lavoratrici, già In primavera l'apertura di uno sportello sopra il nido «Girotondo». Buoni di servizio utilizzabili attivo da qualche mese nel comune di Trento e Rovereto, arricchirà ora l'articolata rete di proposte per la cura e l'accudimento dei bambini (tra i 0 ed i 3 anni) già attivo sul territorio perginese, formando e dando lavoro a nuove operatrici, le «tate», con determinati requisiti di studio ed esperienza nel settore educativo e della custodia dei bimbi. Il servizio «Tata App», accanto alle proposte e aiuti (voucher) per la conciliazione tempi di vita e di lavoro per mamme e giovani genitori come i «buoni di servizio», sarà al centro dell'incontro previsto per martedì 29 settembre alle 20 in sala Rossi a Pergine. L'appuntamento proposto dalla Comunità Alta Valsugana e Bersntol sarà anche la prima occasione per presentare il «Distretto della famiglia Alta Valsugana» istituito dalla giunta provinciale lo scorso 15 marzo (il tredicesimo in Trentino) e al quale hanno aderito ben 37 enti, realtà sociali e associazioni locali attive a favore del benessere famigliare. «Sarà un momento importante per illustrare compiti e attività future del Distretto della famiglia Alta Valsugana al quale hanno aderito tutti i 18 comuni dell'ambito - spiega la responsabile del Servizio socioassistenziale della Comunità, Daniela Roner - nei mesi scorsi fiatato messo jà/iainto il programma di lavoro del distretto (ben 20 diverse azioni) e ora presenteremo le opportunità e i servizi già attivi sul territorio e garantiti da Provincia, Comunità di valle e realtà sociali, ma anche nuovi progetti futuri, come la Tata App. Il primo passo per avviare una comune sinergia pubblico - privata in campo socio assistenziale e a favore della famiglia». Accanto alla dirigente Roner parteciperanno all'incontro Patrizia Pace dei servizi di conciliazione dell'agenzia provinciale della famiglia, la direttrice di Asif Chimelli Francesca Parolari e i responsabili della Cooperativa Am.Ic.A Beatrice Andalò e Mario Fiori, referenti sul territorio del servizio «Tata App». «La prima fase è prevista in autunno con l'avvio di un corso di 80 ore (lezioni teoriche e pratiche) per la formazione di un nucleo di babysitter preparate ed affidabili (professionali) con il coinvolgimento di Asif Chimelli - spiega il vicepresidente della Coop Am.I.ca, Mario Fiori - Con i primi mesi del 2016 partirà il servizio vero e proprio, con l'attivazione di uno sportello per il primo colloquio con i genitori nella nostra sede in piazza Petrini a Canezza, sopra il nido "Girogirotondo", gestito dalla nostra cooperativa». Un servizio che sarà messo a punto nei prossimi mesi, ma che ha già fissato alcune linee guida. «Tata App, per il quale le famiglie potranno utilizzare i buoni di servizio, garantirà a Pergine l'invio nelle famiglie di una babysitter preparata e qualificata - precisa Mario Fiori - e nell'ambito della Valle dei Mocheni si utilizzerà l'asilo nido "Il Bosco Incantato" di Mala, gestito in modo più articolato per meglio soddisfare i bisogni della famiglie lavoratrici. Sarà un'opportunità in più per completare la rete di servizi ed interventi per la conciliazione vita-lavoro a favore dei genitori dell'alta Valsugana». Pag. 7

8 LÀ "SETTIMANA DELLA COOPERAZIONE" DELLA RURALE Romano Prodi ospite a Vezzano Sabato 3 ottobre in teatro parlerà delle sfide di Italia ed Europa Romano Prodi sarà a Vezzano sabato 3 ottobre nell'ambito della settima edizione della "Settimana della Cooperazione", evento che la Cassa Rurale Valle dei Laghi propone ai soci e alla popolazione in generale per riflettere e approfondire tematiche di grande interesse. Negli anni scorsi si è parlato di crisi economica mondiale e di cooperazione, di indebitamento delle famiglie e ignoranza finanziaria, di cultura e sviluppo territoriale, del fenomeno del gioco d'azzardo e dei bisogni delle famiglie nella nuova dimensione del welfare. Sabato 3 ottobre al Teatro Valle dei Laghi di Vezzano, invece, si punterà l'attenzione dei partecipanti su temi che vanno dalla fragilità dell'europa alla tragedia dell'immigrazione, dalla crisi finanziaria della Grecia a quella della Cina, dagli antichi mali dell'italia alla rinascita dei populismi, dalle nuove regole di Vigilanza bancaria alla riforma del credito cooperativo, dal terrorismo islamico al futuro del Mediterraneo. In Italia non sono molti i leader, uomini cioè di pensiero & di azione, che hanno saputo coltivare una "veduta lunga". Prodi ha attraversato da protagonista decenni di storia italiana ed europea, in qualità di ministro, di presidente dell'iri, di primo ministro (per due volte) e cpme presidente della Commissione Europea. Lontano dalle dispute partitiche, negli ultimi anni Prodi ha ulteriormente allungato lo sguardo, ai continenti del futuro, Africa e Cina. Con la moderazione di Michele Dorigatti dell'ufficio Educazione e Cultura della Federazione Trentina della CooDerazione. si cercherà di mettere a nudo le questioni cruciali che interessano l'europa e l'italia. Per Prodi uscire dalla crisi non è un'impresa facile e per farlo occorre rimettere i conti del debito pubblico in ordine ed affrontare i mali endemici (mafia, corruzione e evasione). Ma non basta. Serve assumere un atteggiamento mentale nuovo: l'invito è ad uscire dalla "cultura della rassegnazione" e del lamento, frutto velenoso di "una lunga stagione di desensibilizzazione delle coscienze e della partecipazione politica". M 4r. ^%.s L'ex premier Romano Prodi: ha guidato anche la Commissione europea Pag. 8

9 Sabato 3 ottobre sarà ospite della Cassa Rurale Valle dei Laghi Conversazione con Romano Prodi VEZZANO - Un ospito di grande spessore per la Settimana della Cooperazione promossa dalla Cassa rurale Valle dei Laghi. Sabato 3 ottobre alle 20,30 al teatro di Vezzano, conversazione con Romano Prodi. L'ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, darà la propria visione quale testimone d'eccezione sulle principali emergenze della società globale: dalla fragilità dell'europa alla tragedia dell'immigrazione, dalla crisi finanziaria della Grecia a quella della Cina, dagli antichi mali dell'italia alla rinascita dei populismi, dalle nuove regole di Vigilanza bancaria alla riforma del credito cooperativo, dal terrorismo islamico al futuro del Mediterraneo. Il titolo della serata è «Camminare, senza paura». Romano Prodi è un economista, accademico e politico italiano, già presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica per due volte. Docente di economia e politica industriale all'università di Bologna, è stato nel 1978 Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. È stato presidente dell'iri per otto anni. Presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, nel 2008 ha ricoperto la carica di Ministro della Giustizia ad interim. Dal 2008 presiede il Gruppo di lavoro Onu- Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Nel 2008 ha creato la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli e nel 2012 è stato nominato inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahel. La serata sarà moderata da Michele Dorigatti dell'ufficio educazione e cultura della Federazione trentina della Cooperazione. Per Prodi uscire dalla crisi non è un'impresa facile e per farlo occorre rimettere i conti del debito pubblico in ordine ed affrontare i mali endemici (mafia, corruzione e evasione). Ma non basta. Serve assumere un atteggiamento mentale nuovo: l'invito è ad uscire «dalla cultura della rassegnazione» e del lamento, frutto velenoso «di una lunga stagione di desensibilizzazione delle coscienze e della partecipazione politica». Il messaggio suona forte e chiaro, anche se antipatico: la politica ha certo le sue (enormi) responsabilità, ma i cittadini hanno smesso di fare il loro mestiere. Delusi, ma soprattutto distratti...l'ingresso è libero. Pag. 9

10 ORDINANZA DEL SINDACO OS SEGONZANO Bancomat^ ultimatum ala Rurale:ripristinoo denuncia La rivolta del bancomat continua, ed anzi la questione ora diventa ancor più seria. Perché - con una specifica ordinanza - il sindaco Pierangelo Villaci ha dato un vero e proprio ultimatum alla Cassa rurale di Lavis e Valle di Cembra: dieci giorni per rimettere tutto a posto, altrimenti scatta la denuncia. La vicenda è quella che avevamo raccontato nei giorni scorsi. Nella frazione di Sevignano la Cassa rurale decide di togliere il bancomat, perché sottoutilizzato (solo 60 accessi al mese). Lo fa però senza avvisare i cittadini del paese o il sindaco. Per di più nelle operazioni vengono abbattuti alcuni muri di proprietà comunale: quelli della canonica, dove da una decina di anni in un locale è appunto ospitato il bancomat. Così ieri - mentre la Cassa rurale (che abbiamo provato a contattare) preferisce il silenzio, e mentre i cittadini continuano nella raccolta di firme per salvare il bancomat - il sindaco emana una specifica ordinanza. Come si legge in premessa, martedì l'ufficio tecnico ha effettuato un sopralluogo in zona, e ha riscontrato come «la porta d'accesso risulti aperta e con la serratura manomessa; la porta interna di accesso al locale concesso in locazione alla Cassa rurale risulti rimossa e riposta nelle adiacenze (con la demolizione di parte della tramezza con materiale accatastato in loco); il bancomat sia ancora presente, ma non attivo». Il sindaco ordina quindi alla Cassa rurale «l'immediata messa in pristino del locale, entro il termine perentorio di dieci giorni». Con un avvertimento, nero su bianco. Se il termine non sarà rispettato, vista anche la «potenziale situazione di pericolo», sarà il Comune ad effettuare i lavori, addebitandone poi i costi alla Cassa rurale di Lavis e Valle di Cembra. E la vicenda seguirà quindi le vie legali, con la denuncia all'autorità giudiziaria. (d. e.) Pag. 10

11 Con la Cassa Rurali Valsugana Tesino in visita ad Expo VALSUGANA-Cassa Rurale Valsugana Tesino ha organizzato per soci e clienti una Gita a Expo.L'adesione è stata superiore alle aspettative: un centinaio circa i partecipanti tra soci e clienti. La giornata ha offerto agli ospiti della Cassa Rurale Valsugana e Tesino la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese. Expo rappresenta per quanto costruito l'orgoglio italiano, quello con le maiuscole. Pag. 11

12 La Scuola Musicale II Diapason di Trento inizia la nuova stagione nella nuova prestigiosa in via Vittorio Veneto 43, messa a disposizione dall'amministrazione Comunale di Trento in un moderno edificio che accoglierà anche altre associazioni del Quartiere di San PioX. E non è l'unica novità della realtà diretta da Rolando Luechi e presieduta da Nicoletta ASSOCIAZIONI H Diapason ha una nuoya casa La stagione riparte nella sede di via Veneto. E arriva "Didanza" Nicolini, che oltre ad essere punto di riferimento in campo musicale in Trentino apre ora le proprie porte al mondo della danza. Grazie ai nuovi moderni spazi l'attività la scuola musicale II Diapason di fatto raddoppia la propria proposta con la nascita di Didanza, ovvero spazio di danza educativa incentrata su sei innovative offerte destinate a i bambini e non solo. Una oiccola rivoluzione resa possibile dall'entusiasmo di Rosa Tapia, esperta danzatrice dell'equador che ora punta a dare vita a questo progetto che "tende a rafforzare lo sviluppo dei giovani sia sotto il profilo della formazione, della crescita e della creatività". La novità è rivolta sia ai ragazzi della scuola musicale (è prevista la nascita di momento sperimentali con l'abbi- IMIW un'afta namento tra fisicità e musicalità) sia al più vasto mondo trentino. E poi ecco il nuovo logo, più moderno e dinamico frutto della sinergia con la Libera Accademia di Belle Arti di Torbole e della docente Laura Marcolini (titolare di Diadestudio). Lo ha realizzato Erica Malfatti, studentessa del corso di Graphic Design 2. Da sinistra, Nicolini, Lucerci, Milelli e Tapia Pag. 12

13 Festival di 4 giorni per rendere omaggio al vino trentino Da giovedì a domenica la kermesse fra presentazioni e assaggi. Per l'inaugurazione i pallavolisti -chef Accantonata dopo 78 anni la formula della tradizionale mostra dei vini di primavera, il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio Vini del Trentino prova con una nuova formula, quella del festival dell'enogastronomia che si svolgerà da giovedì 24 a domenica 27 settembre nella speranza che sia più accattivante della formula precedente che nelle ultime edizioni aveva evidenziato essere ormai stantia. Ma non solo, in questo modo si va a valorizzare nello stesso tempo oltre ai vini anche i prodotti della gastronomia trentina e si vanno a spiegare i migliori accostamenti vini-cibo frutto dell'arte culinaria trentina proposta da 19 ristoratori per una decina di giorni dal 18 al 27 settembre a base di prodotti 100 per cento trentini. La novità più importante di questo evento è quella che tutti gli enti e le associazioni interessate a questo tema sono state coinvolte, trasformando così l'evento di «Autunno Trentino» gestito da Trento Iniziative in una manifestazione completa che vede coinvolti produttori, ristoratori, Apt di Trento e Monte Bondone e Strada del Vino e dei sapori il cui presidente Francesco Antoniolli ha sottolineato «la grande importanza di questo numero zero del festival del vino e dei sapori del Trentino». Un evento che non ha nulla a che vedere con il Wine Festival di Merano, ma un'occasione per far conoscere ed apprezzare, particolarmente da parte dei giovani della fascia anni il prodotto vino ed i numerosi accostamenti ai _.miali.è.imssjbili?..abbinare i molti vini del Trentino. Due le location dell'evento: oltre a palazzo Roccabruna sarà coinvolto anche palazzo Thun. Nel primo troveranno ospitalità le cantine operanti a nord di Trento ed a palazzo Thun quelle collocate a sud. Complessivamente le cantine che hanno aderito sono 46 con 120 prodotti proposti. Il tour prevede oltre alle due mete dove i proprietari presenteranno i loro vini anche una terza tappa in piazza Battisti. Qui il tour si concluderà con gli assaggi dei cibi trentini tutti fatti a base dei prodotti della nostra terra. L'augurio forte emerso nella conferenza stampa di presentazione da parte dell'assessore all'agricoltura e turismo del Comune di Trento Roberto Stanchina è quello che «i cittadini sappiano valorizzare il lavoro dei nostri bravi contadini impegnati sempre più in una produzione sostenibile», come ha sottolineato anche il presidente del Consorzio Vini Alessandro Bertagnoli che ha fatto della sostenibilità il tema centrale del suo mandato. Saranno presenti anche tre birrifici, due distillerie, ventiquattro produttori gastronomici e «vedrà la presenza attiva di Trento Iniziative», come ha ricordato il presidente Giorgio de Grandi. Ad inaugurare ufficialmente la manifestazione, giovedì 24 settembre, alle 17 in piazza Cesare Battisti, la curiosa gara di cucina tra i campioni della Trentino Volley coordinati dallo chef Federico Paro lari che dovranno affrontare un piatto di gnocchi. Pag. 13

14 L'evento sostituisce la tradizionale mostra La manifestazione si intreccerà che si teneva nei palazzi. Luogo centrale con la «Festa d'autunno», un'occasione sarà piazza Battisti. L'appuntamento è per di festa per Trento tra musica, mercatini """ 4 giorni: da giovedì 24 a domenica 27 e tantissime attività per i bambini ìanchi e rossi vanno in piazza con il primo Festival del Vino Il miglior vino e la migliore gastronomia trentina scenderanno in piazza il prossimo weekend, da giovedì 24 a domenica 27 settembre, con il primo «Festival del Vino Trentino» che si mescolerà con la «Festa d'autunno», dal 25 al 27 settembre, un'occasione per la città di incontrarsi in strada tra musica, folklore, mercatini e tantissime attività per bambini. «Questa è una proposta importante - spiega l'assessore comunale Roberto Stanchina - che fa diventare protagonista l'intera città». Festival del Vino Trentino Sarà la prima edizione per la città di Trento che da quest'anno sostituirà la tradizionale Mostra dei Vini. Un nuovo format per avvicinare i trentini all'enogastronomia. Da giovedì 24 a domenica 27 il centro storico di Trento vedrà protagoniste 46 cantine, 3 birrifici, 2 distillerie, 24 produttori gastronomici e 19 ristoranti che hanno aderito alla manifestazione. La kermesse sarà organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e dal Consorzio Vini del Trentino con il supporto di Comune, Camera di Commercio, Apt di Trento, Associazione Artigiani e Consorzio Trento Iniziative. «Sarà un evento importante e autorevole - ha spiegato Alessandro Bertagnoli, presidente del Consorzio Vini del Trentino - che si permetterà anche di fare cultura del vino e parlare in maniera diretta con i cittadini. Da sempre puntiamo sulla sostenibilità alla base della qualità dei prodotti che offriamo oltre ovviamente all'attenzione per il consumatore». Il centro attorno al quale graviterà la manifestazione sarà piazza Battisti che sarà ribattezzata piazza dei Sapori dove all'interno troverà posto il food show «Cucinando con le stelle» e il contest culinario «Chef on the Road». In piazza ci sarà il «Ristorante diurno la Trentina» con piatti veloci e il «Ristorante serale Bistrot Dolomitico» con uno chef diverso ogni giorno. Sempre in piazza ci sarà il «Gusto Trentino», negozio di sapori trentini e «Un sorso Trentino», enoteca - wine bar dedicata alle etichette dei vini testimonial del Trentino. Non mancheranno poi i laboratori «Mani in pasta» per consentire al pubblico di toccare con mano l'artigianato enogastronomico. In piazza, giovedì 24 alle ore 17, scenderanno in campo anche i campioni di Trentino Volley che si improvviseranno cuochi. Accanto a questo, ci saranno poi «Palazzi divini», isole tematiche allestite dal Consorzio Vini del Trentino all'interno di Palazzo Roccabruna e Palazzo Thun. L'iniziativa si svolgerà giovedì e venerdì dalle 15 alle 22 mentre sabato e domenica, dalle 10 alle 22. L'Apt di Trento proporrà poi anche «Trento tra Arte e Gusto», una serie di visite guidate speciali alla scoperta della città. Da venerdì 18 e fino alla fine della manifestazione, inoltre, una serie di ristoranti della città proporrà menù ad hoc per l'occasione. Ci sarà inoltre il «Villaggio del Fare» a cura dell'associazione Artigiani per mettere in mostra la qualità dei prodotti trentini. Festa d'autunno In centro città ci sarà poi la «Festa d'autunno» dal 25 al 27. Un weekend per incontrarsi, passeggiare tra musica, spettacoli per bambini, artigianato e mercatini. La città prenderà vita grazie all'impegno di Consorzio Trento Iniziative e del Comune di Trento. Venerdì 25, alle ore 18, ci sarà l'inaugurazione della 58 A mostra micologica «Città di Trento» a palazzo Geremia. Sabato 26 settembre, piazza Lodron si trasformerà nella piazza dei bambini. Nel pomeriggio ci saranno diverse iniziative, dallo spettacolo di burattini alle avventure di Arlecchino. Il tutto in collaborazione con il bar Haiti. Piazza Fasi, invece, alle vedrà un aperitivo in musica con Martin De La Cruz in collaborazione con il bar Fasi mente in via delle Orne, con il T. J bar, ci saranno «I Puma», in via Suffragio con il bar Porteghet, il duo «Fabio e Marco». In via Roma in piazza della Porterà arriverà il Mercatino delle Pulci mentre in via Manci ci saranno le bancarelle di artigianato artistico. Domenica si ripeterà il Mercatino delle Pulci e dell'artigianato artistico e nel pomeriggio nelle vie della città ci saranno ancora una volta numerosi concerti e attività per i più piccoli. L'intero programma della manifestazione si può scaricare dal sito internet del Comune di Trento. Pag. 14

15 La convezione avviata nel Tutte le bottiglie sul mercato provengono da vigneti in cui non si fa uso di pesticidi «Buone pratiche sostenibili» su 600 ettari Marcello Lineili: «L'agricoltura ha una forte responsabilità nei confronti del territorio circostante e delle persone che lo vivono, e l'uva deve essere di alta qualità» Cantine Ferrari, la svolta «bio» 50 ettari certificati in tre anni Le Cantine Ferrari di Trento sud puntano al 100% sull'agricoltura biologica: tutte le bottiglie che giungono sul mercato con il marchio della famiglia Lunelli provengono da colture che non fanno uso di pesticidi. Complessivamente si tratta di seicento ettari coltivati grazie all'impiego di «buone pratiche sostenibili»: cento ettari fanno riferimento alla coltivazione diretta da parte dei Lunelli, mentre i rimanenti cinquecento sono coltivati da circa cinquecento conferitori. Attualmente la superficie con certificazione «bio» è di circa 50 ettari, che presto (nel giro di tre anni, ndr) raggiungeranno i 150 ettari. Se il Trentino è in ritardo sulle coltivazioni biologiche con «solo» il 4,8% della superficie agricola provinciale «libera» da pesticidi, il comparto vitivinicolo sta svolgendo il ruolo di «trascinatore» con quasi cinquecento ettari di vitigno certificato biologico (l'adige di ieri, ndr). In tal senso le Cantine Ferrari hanno spostato l'intera produzione verso la sostenibilità. «Gran parte del settore vitivinicolo trentino si è già mosso in questa direzione - specifica il responsabile tecnico e vicepresidente di Cantine Ferrari Marcello Lunelli - Ed auspichiamo che questo processo di evoluzione e consapevolezza prenda sempre maggior piede: non dimentichiamo che il neopresidente del Consorzio vini del Trentino, Alessandro Bertagnolli, coltiva frutteti e vigneti con metodi biologici. E che questa è la stessa filosofia che il Consorzio sta portando avanti». Non solo: il comparto vitivinicolo trentino è fortemente legato alla cooperazione, e la speranza di Lunelli è che i princìpi del biologico possano espandersi a «macchia d'olio» anche grazie alle aziende cooperative. Il progetto di «conversione» al biologico delle Cantine Ferrari non nasce dall'oggi al domani: dal 2008 ha preso il via il processo di avvicinamento, che ha immediatamente interessato i cento ettari di proprietà delle Cantine Ferrari. Attualmente, l'adozione di pratiche sostenibili riguarda tutti i cento ettari citati, venti dei quali godono già della certificazione biologica. «Nel febbraio del 2014 l'intera superficie in coltivazione diretta è passata in «conversione» - spiega Lunelli - Il che significa che nel 2017 i cento ettari saranno certificati». E la consapevolezza dell'importanza di adottare soluzioni biologiche è stata «estesa» anche ai cinquecento fornitori delle Cantine Ferrari ed ai cinquecento ettari da loro coltivati. «Ad oggi, ben 25 ettari sono certificati "bio" - spiega l'agronomo e responsabile del Gruppo tecnico viticolo delle Cantine Ferrari Luca Pedron - Nel 2015 ben trenta agricoltori hanno scelto di certificarsi». Il che significa che almeno altri 30 ettari di aggiungeranno alla produzione certificata entro il 2018 (il tempo tecnico per ottenere la certificazione è di tre anni, ndr). Escludendo la parte certificata bio, la maggior parte dei seicento ettari da cui le Cantine Ferrari traggono la loro produzione è coltivata con pratiche «simil-biologiche», in cui gli unici trattamenti consentiti sono a base di zolfo e di rame (sostanze che non penetrano nelle piante e nei frutti). Queste modalità di produzione sono contenute all'interno del «Protocollo Ferrari di viticoltura di montagna salubre e sostenibile», che fa riferimento alla normativa Uni «L'agricoltura «similbio» ha l'importante compito di fare da "ponte" tra l'agricoltura tradizionale e quella certificata bio - dice Lunelli - In tal maniera gli agricoltori acquisiscono consapevolezza in merito alla sostenibilità agricola, e soprattutto sperimentano che "si può fare" anche senza sostanze chimiche». Il vicepresidente Lunelli traccia anche la «storia bio» delle Cantine Ferrari: «Anni fa siamo partiti perseguendo l'idea di sostenibilità, che nasce dall'equilibrio tra aspetto sociale, economico ed ambientale - afferma - Nella convinzione che l'agricoltura ha una forte responsabilità nei confronti territorio circostante e delle persone che lo vivono, e contemporaneamente deve essere in grado di fornire materie prime (uva, ndr) di alta qualità». La sintesi è stata trovata con le colture biologiche. «Un'ulteriore spinta verso il "bio" è stata certamente - conclude - la possibilità di ottenere uvaggi di alta qualità, riducendo al minimo gli interventi degli enologi in cantina». Pag. 15

16 I rapporto. Agrofarma commenta irisultatiresi noti dal Ministero Prodotti fitosanitari negli alimenti: meno residui! Ministero della Salute ha reso pubblici ieri i risultati, relativi all'anno 2013, dei controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti, il rapporto si basa sui dati raccolti dai laboratori delle Agenzie di protezione dell'ambiente, coordinate dall'istituto superiore sanità, il numero minimo di campioni è pari a 6725, di cui 2361 di frutta, 2009 di ortaggi, 1406 di cereali, 237 di olio e 712 di vino. Per le mele, su 530 campioni, solo in uno è stato rilevato un residuo superiore ai limiti di legge (di Carbendazim). Agrofarma, l'associazione nazionale imprese agrofarmaci, esulta: «Sono dati positivi, che confermano quanto i prodotti alimentari italiani siano sicuri per il consumatore, anche a confronto con il resto d'europa. Dall'analisi effettuata su oltre campioni ortofrutticoli emerge che nei 99.2% deci casi sono stati rispettati i limiti sui residui previsti dalia legge». Agrofarma mette in evidenza il fatto che «la percentuale di campioni risultati non regolamentari è notevolmente diminuita nei corso degli ultimi 20 anni, passando dai 5.6% dei 1993 alio 0,8% dei 2013» e che «il superamento occasionale di un limite legale non comporta necessariamente un pericolo per la salute». Pag. 16

17 «Pomaria» sarà evento solidale CLES - Il capoluogo noneso si sta preparando ad accogliere, per la prima volta, «Pomaria», vetrina delle produzioni agroalimentari locali, con spazi anche per l'artigianato: manifestazione che attira in valle migliaia di persóne, e che per 10 anni si è svolta nel suggestivo paesino di Casez (frazione di Sanzeno). Da quest'anno «Pomaria» diventa itinerante; ad ospitarla sarà appunto Cles, che sabato 10 e domenica 11 ottobre sarà invasa da una sessantina di stand di espositori, soci della «Strada della mela e dei sapori», cui si aggiungono laboratori, esposizioni, visite guidate, uno spazio riservato agli animali (in località «Moie», due passi dal centro storico). Cambio di sède, qualche novità non manca. «Abbiamo programmato delle visite guidate al frutteto storico di Cles, in località Bersaglio, che sarà raggiungibile con bus navetta», afferma la presidente della «Strada», Brunella Odorizzi. «Le mele di quelle piante, circa 80 varietà di melo e 12 di pero, alcune rare ed a rischio estinzione, saranno confezionate e poste in vendita al "Temporary Apple Store" appositamente allestito». Non per fare cassa, ma a fini di solidarietà; molto probabilmente il ricavato sarà destinato alla Fondazione de Carneri, che ha sede a Cles ed opera in Madagascar con un proprio presidio medico. «Organizzare l'evento a Cles significa dare ancor più spazio ad una manifestazione molto amata dal pubblico», continua Brunella Odorizzi. «Un evento che da festa in omaggio delle mele si è trasformata in un laboratorio diffuso sul rapporto di identità che in Val di Non si è instaurato tra la coltivazione delle mele ed il territorio». La mela rimane la regina: Melinda presente, mostre pomologiche, consolidati concorsi per la mela più grossa e la più strana raccolte nei frutteti; riflettori accesi anche su altri prodotti, come la mortandela, sui formaggi artigianali a latte crudo quali il casolet, o quelli del caseificio di Pejo, unico «casello turnario» sopravvissuto in Trentino. Ed ancora vino groppello, distillati, mieli, dolci... «Pomaria» ospiterà anche degustazioni curate da Slow Food, corsi per confezionare strudel, confetture, succhi, persecche; esposizioni artistiche, attività per i bambini... In un meleto i visitatori potranno imparare a raccogliere il frutto; e saranno visitabili alcuni siti storici (ad iniziare da Palazzo Assessorile), con il «trenino storico» della Trento Male che salirà da Trento e lungo il percorso garantirà possibilità di visita a siti storici «fuori Cles». Mele e pere del «Frutteto storico» di Cles saranno confezionate e vendute; il ricavato alla Fondazione de Carneri Pag. 17

18 Assicurazioni e ateneo Giurisprudenza Cattedra «Itas» per le polizze TRENTO Al via la prima cattedra in «Diritto delle assicurazioni e degli intermediari assicurativi e finanziari» frutto della collaborazione fra il Gruppo Itas e la Facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo trentino, che partirà con il nuovo anno accademico. Oltre alla nuova «Cattedra Itas», la partnership prevede anche la promozione di attività di ricerca, borse di studio e tirocini volti a favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La convenzione prevede un contributo annuale da parte di Itas di circa euro per 15 anni, per un totale di oltre euro. «La firma del protocollo d'intesa vuole essere una risposta ai cambiamenti del contesto economico e sociale e del mercato assicurativo in generale degli ultimi anni. Con il nuovo insegnamento, gli studenti del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza potranno approfondire le tematiche legate al mondo assicurativo e in questo modo garantirsi una preparazione professionale adeguata per diventare operatori esperti del settore», ha sottolineato Ermanno Grassi, direttore generale della compagnia Molta soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Consoli, vice presidente vicario: «La nuova cattedra di Diritto delle assicurazioni conferma lo spirito mutualistico di Itas e la sua capacità di essere impresa di comunità in un contesto sociale ed economico complesso ed in continua evoluzione». L'insegnamento del Diritto delle assicurazioni verrà esteso anche ai master già avviati o in fase di progettazione. La facoltà di Giurisprudenza guidata da Giuseppe Nesi, direttore di dipartimento, promuoverà anche una serie di seminari, convegni e percorsi formativi specifici che affronteranno temi inerenti i prodotti assicurativi, finanziari, previdenziali e mutualistici. Itas collabora con l'università da qualche tempo, con borse di studio e offrendo percorsi di stage: 12 nel 2015, di cui 3 trasformati in contratto a fine percorso. «Grazie a questa stretta collaborazione con la compagnia assicurativa più antica d'italia, siamo in grado di dare concretezza al nostro intento di costruire ponti tra il mondo della formazione e della ricerca e il tessuto produttivo locale», ha concluso Paolo Colimi, rettore dell'università di Trento. Il progetto della cattedra Itas era stato presentato a fine 2013 quando il rettore era Daria de Pretis. E.Orf CD RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 18

19 Unicredit paga l'affitto alle Popolari Palazzo Firmìan in vìa Galilei venduto a Polis sgrper 18 milioni TRENTO - Palazzo Firmian di via Galilei, la storica sede della Cassa di Risparmio che ora ospita Unicredit, è stata venduta al fondo Centro delle Alpi Real Estate di Polis Fondi Immobiliari sgr, la società di gestione fondi che fa capo a sei banche popolari. Unicredit quindi d'ora in poi pagherà l'affitto alle concorrenti Ubi Banca, Popolare di Vicenza, Popolare dell'emilia L'edificio storico è vincolato, serve il via libera della Provincia Idea Fimit l'aveva comprato a 15 milioni Romagna, Popolare di Sondrio, Sanfelice 1893 e Banca Valsabbina, soci di Polis sgr. Il prezzo della transazione è pari a 18 milioni 200 mila euro. Palazzo Firmian era già stato ceduto da Unicredit nel 2009 al fondo immobiliare Omicron Plus, che all'epoca era in capo a Fimit sgr, partecipata anche dalla statunitense Lehman Brothers, e ora è gestito da Idea Fimit sgr, la società del gruppo De Agostini che a Trento ha in gestione diverse proprietà immobiliari, tra le quali Palazzo Verdi (ex Cassa malati) tramite il fondo Trentino Re. L'operazione del 2009 coinvolgeva anche altre sedi trentine di Unicredit, la sede bolzanina in piazza Walther e la sede centrale di piazza Cordusio a Milano: un totale di 72 immobili per un valore complessivo di 800 milioni. La banca guidata da Federico Gfaizzoni, e all'epoca da Alessandro Profumo, ha da tempo la politica di cedere edifici strumentali a fondi di investimento per ottenere consistenti plusvalenze e rafforzare il patrimonio, di fronte alla crescita esponenziale dei crediti in sofferenza (l'adige di ieri). Nel 2009 la cessione, o per essere più precisi il conferimento al fondo Omicron, avvenne per la cifra di 15,2 milioni. Idea Fimit e i conferitori al suo fondo, tra i quali la stessa Unicredit, possono quindi mettere in conto una buona plusvalenza. D'altra parte gli acquirenti si ritrovano un affittuario di tutto rispetto, una banca che paga per Palazzo Firmian un canone di 1 milione 291 mila euro l'anno. La vendita, avvenuta a fine giugno, comprende anche un altro palazzo sede di filiali di Unicredit, quello di piazza Pitagora a Roma, ceduto sempre a Polis sgr per 9,6 milioni. L'edificio romano però non è vincolato, mentre Palazzo Firmian è sottoposto a vincolo storico artistico.l'edificio infatti risale al sedicesimo secolo e presenta i caratteri del tardo rinascimento. Per il definitivo perfezionamento della vendita, quindi, c'è bisogno del via libera della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia. F. Ter. Pag. 19

20 CREDITO. Nel primo semestre 19 milioni di rettifiche più 3 per le imprese Intesa-Btb? svalutazioni salite dell'i 1% TRENTO - A luglio la Banca di Trento e Bolzano è stata assorbita dalia capogruppo Intesa Sanpaolo. Ma nella semestrale dei gruppo intesa c'è un aggiornamento sui conti trentini, in particolare, nell'ambito degli 855 milioni di euro di rettifiche delia «banca dei territori», le svalutazioni di crediti in Btb ammontano a 19 milioni, l'i TX in più dell'anno precedente. A questa cifra vanno aggiunti i 3 milioni di rettifiche relative ai ramo «corporate», quello cioè delie grandi imprese. Le svalutazioni di prestiti tornano ad aumentare dopo il caio dell'anno scorso e dei primo trimestre Nei primi sei mesi dei 2014, infatti, le rettifiche su crediti delia Btb ammontavano a 17 milioni. L'anno prima, nei primo semestre 2013, erano balzate a 22 milioni. Nell'intero 2014 sono state pari a 33 milioni. Dei resto le sofferenze bancarie in Trentino, che sfiorano i 2 miliardi (l'adige di ieri), fanno capo alle Casse rurali per il 60%, poco più delia loro quota di mercato negli impieghi, ma per l'altro 40% alle banche regionali e nazionali, in un anno i debiti non pagati a banche regionali e nazionali non coop sono cresciuti dei 30% a quasi 800 milioni. F, Ter. Pag. 20

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