LE NOVITA' NORMATIVE INTRODOTTE DAL DECRETO LEGISLATIVO 13 AGO- STO 2010 N.141 ED INERENTI LE OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO.

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1 LE NOVITA' NORMATIVE INTRODOTTE DAL DECRETO LEGISLATIVO 13 AGO- STO 2010 N.141 ED INERENTI LE OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO. (a cura della Commissione Studi del Consiglio Notarile Distrettuale di Como). FONTI NORMATIVE e FINALITA': Il Decreto Legislativo in oggetto attua la Direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 relativa ai contratti di credito ai consumatori, in forza della Legge 7 luglio 2009, n.88. Testualmente, all'art.33, lettera c) della Legge Delega, il Governo è stato chiamato a seguire, tra gli altri, il seguente principio direttivo: coordinare, al fine di evitare sovrapposizioni normative, il Titolo VI del Testo Unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 con le altre disposizioni legislative aventi a oggetto operazioni e servizi disciplinati dal medesimo Titolo VI e contenute nel decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nel decretolegge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e nel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, applicando, per garantire il rispetto di queste ultime disposizioni, i meccanismi di controllo e di tutela del cliente previsti dal citato Titolo VI del Testo Unico di cui al decreto legislativo n. 385 del In sostanza, al fine di una migliore chiarezza normativa, per evitare sovrapposizioni normative e per trasparenza, si vuole che il disposto di cui alla prima Legge Bersani (Decreto Legge 4 luglio 2006, n.223, convertito, con modificazioni, dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248, che ha modificato l art.118 del T.U.B.), quanto contenuto nella c.d Bersani-bis (Decreto Legge 31 gennaio 2007, n.7, convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 aprile 2007, n.40 sulla portabilità dei mutui, surrogazione per pagamento, sulla cd. cancellazione automatica delle ipoteche e la disciplina, di maggior favore per la parte mutuataria, sul compenso di anticipata estinzione) nonché il contenuto del Decreto Legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 gennaio 2009, n.2 (tetto ai tassi di interesse e consenso alla surrogazione nelle ipotesi di rinegoziazione obbligatoria), siano coordinate in un unico testo normativo. Le NOVITA' di interesse notarile. Le principali novità di interesse notarile sono contenute nel Titolo II del Decreto Legislativo in esame (rubricato COORDINAMENTO DEL TITOLO VI DEL DECRETO LEGISLATIVO 1

2 SETTEMBRE 1993, N.385, CON ALTRE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN TEMA DI TRA- SPARENZA), in particolare rilevano gli artt.4, 5 e.6, che hanno riscritto il TITOLO VI del Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n.385, che è stato rubricato: "TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI". 1. Lo Ius Variandi In merito allo ius variandi, già l'art.10, 1 comma, del D.L. 4 luglio 2006 n.223 (convertito in L.4 agosto 2006 n.248) aveva modificato l'art.118 del T.U.B, prevedendo che detto diritto potesse essere esercitato dalla Banca solo se previsto per iscritto ed in presenza di un giustificato motivo. In forza dell'art.4 del Decreto Legislativo in esame, con effetto 3 dicembre 2010, il primo comma dell art. 118 T.U.B. è stato modificato come segue: 1. Nei contratti a tempo indeterminato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo. Negli altri contratti di durata la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo. Quindi, i contratti a tempo determinato come mutui, aperture di credito a tempo determinato e leasing vedono ridimensionato lo ius variandi. Il Notaio Pierluigi Fausti 1 ben esplicita come la facoltà di modifica unilaterale ben si adatta ad un contratto a tempo indeterminato (conti correnti, carte di pagamento, cassette di sicurezza ecc.), a salvaguardia del principio stesso di libertà contrattuale; essa è invece del tutto in contrasto con un contratto a tempo determinato, perché: a) l orizzonte temporale fissato consente di ponderare preventivamente le variazioni eventuali delle situazioni di mercato; b) la modifica unilaterale potrebbe sconvolgere l affidamento della controparte non bancaria; c) difficilissima e quasi paradossale è l individuazione di giustificati motivi che abiliterebbero l esercizio della facoltà. Quel che rileva per il notaio è che anche nei contratti a tempo determinato, come il mutuo, può essere convenuta (per iscritto) la facoltà di modifica unilaterale, ma esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse e sempre che sussista un giustificato motivo. Lo ius variandi, nei contratti di durata, potrà interessare: le spese di invio dell avviso di scadenza delle rate di mutuo; le spese per il conteggio del debito residuo o per l invio di una lettera di sollecito per il pagamento; le spese per la certificazione degli interessi ovvero per il rilascio di un duplicato della quietanza; le spese per l accollo del mutuo ovvero per la rinnovazione dell ipoteca. 1 Nel commento allo Schema di Decreto Legislativo in CNN Notizie del 6 agosto 2010.

3 La procedura di comunicazione al cliente della proposta di modifica unilaterale è rimasta sostanzialmente invariata, ad eccezione del preavviso minimo che passa da trenta giorni a due mesi. Inoltre, nella nuova normativa, il cliente ha diritto di recedere senza spese dal contratto entro la data prevista per l'applicazione della modifica (e non più entro 60 giorni dalla comunicazione). Attenzione alla redazione delle clausole ed ai richiami normativi ivi contenuti perchè dal 3 dicembre 2010 non esisterà più il comma 5 dell'art.117 T.U.B.nella sua attuale formulazione (obbligo di indicare nel contratto con clausola specificatamente approvata per iscritto lo ius variandi), poichè tale obbligo sarà riportato nel nuovo art.118 T.U.B. Esempio di clausola legittima: "ART. MODIFICA UNILATERALE DELLE CONDIZIONI 1. La Banca si riserva la facoltà di modificare le condizioni di cui all'art. ovvero le spese di cui alla Tabella allegata al presente atto sotto la lettera "" ed applicate al presente mutuo, rispettando, in caso di variazioni sfavorevoli alla parte mutuataria, le prescrizioni di cui all'art.118 T.U.B. e, quindi, con espressa esclusione delle clausole aventi ad oggetto i tassi di interesse (per il caso di mutuo a tasso fisso) ovvero il parametro di indicizzazione e lo spread (per il caso di mutuo a tasso variabile). 2. La Parte Mutuataria approva specificatamente, ai sensi dell'art.118, 1 comma, T.U.B. tale facoltà della Banca. 3. La Parte Mutuataria avrà facoltà di recedere dal presente contratto, senza spese, entro la data prevista per l'applicazione della modifica e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate." 2. Recesso. Articolo 120-bis (nuovo) (Recesso) "1. Il cliente ha diritto di recedere in ogni momento da un contratto a tempo indeterminato senza penalità e senza spese. Il CICR individua i casi in cui la banca o l'intermediario finanziario possono chiedere al cliente un rimborso delle spese sostenute in relazione a servizi aggiuntivi da questo richiesti in occasione del recesso." Meglio precisato "contratto a tempo indeterminato" evitando così i problemi interpretativi precedenti (cfr.studio Petrelli su anticipata estinzione mutui). La penale per anticipata estinzione era, fuori dai casi già previsti dal decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n.40, problematica: infatti, l'art.10, comma 2. D.L. 4 luglio 2006 n.223 recitava: "in ogni caso nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura". Problema superato. 3. Estinzione anticipata. Articolo 120-ter (nuovo) Estinzione anticipata dei mutui immobiliari.

4 "1. E' nullo qualunque patto o clausola, anche posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si convenga che il mutuatario sia tenuto al pagamento di un compenso o penale o ad altra prestazione a favore del soggetto mutuante per l'estinzione anticipata o parziale dei mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche. La nullità del patto o della clausola opera di diritto e non comporta la nullità del contratto. 2. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nell'art.40-bis trovano applicazione, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche per i finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti." L'art.7, comma 1, del Decreto Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 aprile 2007, n.40 (e poi modificato dall'art.2, comma 450, della Legge 24 dicembre 2007 n.244) già aveva introdotto il divieto di porre a carico della parte mutuataria obblighi di pagamento od altra prestazione a favore della parte mutuante nell'ipotesi di estinzione anticipata (totale o parziale) di contratti di mutuo inerenti l'acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero lo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche. La nuova norma si limita a meglio precisare alcuni dubbi sorti (e risolti) in dottrina: a) la nullità del patto non comporta nullità del contratto; b) riguarda solo i mutui? Sembrerebbe di sì, ma cfr.c); c) detta limitazione (così come per la cancellazione cd."automatica" delle ipoteche) si applica anche ai finanziamenti (in contrasto con mutui norma generale) concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti. Continua a non precisare nulla per il caso di mutuo per "costruzione". Ai sensi del nuovo art.161, comma 7 ter, del D.L.385/1993, la normativa (nullità) si applica ai contratti di mutuo stipulati per l'acquisto della prima casa a decorrere dal 2 febbraio 2007 (prima versione del D.L. entrata in vigore il giorno dopo la pubblicazione in gazzetta) ed ai contratti di mutuo stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche a decorrere dal 3 aprile 2007 (data di entrata in vigore della 40/ seconda versione). 4. Portabilità dei mutui: surrogazione per pagamento.

5 Ora la surrogazione per pagamento è contenuta nel nuovo art.120-quater del D.L.385/1993, rubricato "Surrogazione nei contratti di finanziamento. Portabilità". In detto articolo sono sostanzialmente riportati gli artt.8 e 13, comma 8-quaterdecies, del DL.31 gennaio 2007 n.7 (convertito in legge 2 aprile 2007 n.40), come modificati dall'art.2, comma 450, della Legge 24 dicembre 2007 n.244. Il nuovo art.120-quater, collocato nel Titolo VI - Capo I del T.U.B. (Trasparenza delle condizioni contrattuali e correttezza dei rapporti con i clienti - Operazioni e servizi bancari e finanziari), comporta l abbandono dell impostazione originaria che vedeva la norma sulla surrogazione inserita in un capo intitolato misure urgenti per la tutela dei consumatori. Per effetto della nuova sistematica, perciò, non sembra esservi più alcun dubbio che la surrogazione potrà essere utilizzata da chiunque e anche da imprenditori. "1. In caso di contratti di finanziamento conclusi da intermediari bancari e finanziari, l'esercizio da parte del debitore della facoltà di surrogazione di cui all'articolo 1202 del codice civile non è precluso dalla non esigibilità del credito o dalla pattuizione di un termine a favore del creditore. 2. Per effetto della surrogazione di cui al comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie, personali e reali, accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce. 3. La surrogazione di cui al comma 1 comporta il trasferimento del contratto, alle condizioni stipulate tra il cliente e l'intermediario subentrante, con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura. L'annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell'atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata. 4. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l'istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione tra intermediari improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi. In ogni caso, gli intermediari non applicano alla clientela costi di alcun genere, neanche in forma indiretta, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di surrogazione. 5. Nel caso in cui il debitore intenda avvalersi della facoltà di surrogazione di cui al comma 1, resta salva la possibilità del finanziatore originario e del debitore di pattuire la variazione senza spese delle condizioni del contratto in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata. 6. È nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione di cui al comma 1. La nullità del patto non comporta la nullità del contratto. 7. Nel caso in cui la surrogazione di cui al comma 1 non si perfezioni entro il termine di trenta giorni dalla data della richiesta di avvio delle procedure di collaborazione da parte del mutuante surrogato al finanziatore originario, quest'ultimo è comunque tenuto a risarcire il cliente in misura pari all'1 per cento del valore del finanziamento per ciascun mese o frazione di mese di ritardo. Resta ferma la possibilità per il finanziatore originario di rivalersi sul mutuante surrogato, nel caso in cui il ritardo sia dovuto a cause allo stesso imputabili. 8. La surrogazione per volontà del debitore e la rinegoziazione di cui al presente articolo non comportano il venir meno dei benefici fiscali. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo: a) si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti; b) non si applicano ai contratti di locazione finanziaria.

6 10. Sono fatti salvi i commi 4-bis, 4-ter e 4-quater dell'art. 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40." Viene ribadito, al comma 4, che la surrogazione deve essere per il cliente senza spese o oneri: "In ogni caso, gli intermediari non applicano alla clientela costi di alcun genere, neanche in forma indiretta, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di surrogazione." Diviene criterio generale il disposto che prima era contenuto nell'art.2, comma 1bis, del D.L. 29 novembre 2008 n.185 (consenso alla surrogazione) Non è ben chiaro perché l'art.8 del DL.31 gennaio 2007 n.7 viene riscritto nel nuovo art.120 quater, tranne i commi 4bis (esenzione imposte), 4 ter (onere derivante dall'attuazione del comma 4-bis) e 4 quater (monitoraggio oneri in bilancio), che vengono fatti salvi per richiamo. Viene precisato che la portabilità si applica ai contratti di finanziamento in generale, ma non ai contratti di locazione finanziaria. Il Notaio Fausti 2 fa notare che: per rendere più efficace questa novità, sarebbe stato opportuno eliminare il rischio per la banca originaria di dover subire, dopo aver perso con la surrogazione la garanzia ipotecaria, la dichiarazione di inefficacia (da parte del fallimento del debitore: art. 65 l. fall.; o da parte dei creditori del debitore: art c.c.) del pagamento ricevuto anticipatamente rispetto al piano di ammortamento pattuito. Una tale disposizione non avrebbe stravolto il rispetto della par condicio creditorum: la surrogazione comporta con piena evidenza la sola sostituzione di un creditore, per un importo pari al debito residuo e preesistente, con trasmissione a una nuova banca di una garanzia immutata e già conosciuta dagli eventuali altri creditori. La proposta di inserire una disposizione normativa ad hoc di salvaguardia non è stata, però, tenuta in considerazione. 5. Il consenso alla surrogazione. La precedente normativa di cui al cd. "consenso alla surrogazione", contenuta nell'art.2, comma 1bis, del D.L. 29 novembre 2008 n.185, inserito dalla legge di conversione 28 gennaio 2009 n.2, è collocata nel comma 7quater dell'art.161 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n.385: "Per i mutui a tasso variabile e a rata variabile per tutta la durata del contratto, stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamento, per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione dell'abitazione principale entro il 29 gennaio 2009 (data di entrata in vigore della legge 2009 n.2), gli atti di consenso alla surrogazione di cui all'articolo 120-quater, comma 1, sono autenticati dal notaio senza l'applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese. A tal fine, la quietanza rilasciata dal finanziatore originario e il contratto stipulato con il creditore surrogato sono forniti al notaio per 2 Cfr. nota 1.

7 essere prodotti unitamente all'atto di surrogazione. Per eventuali attività aggiuntive non necessarie all'operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di legge restano a carico della parte richiedente." Sparisce il riferimento alla rinegoziazione obbligatoria. 6. Rinegoziazione L'art.2, comma 450, della Legge 24 dicembre 2007 n.244 (legge finanziaria del 2008) aveva introdotto nell art. 8 della Legge Bersani-bis, dedicato alla portabilità, in calce al terzo comma, un nuovo inciso: Resta salva la possibilità del creditore originario e del debitore di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata. Ciò aveva consentito l avviarsi di una prassi, e anche l inizio di una discussione teorica, sull istituto generale della rinegoziazione con riguardo ai contratti di mutuo, in alternativa sia alla surroga, sia ai mutui di sostituzione, sia alla rinegoziazione obbligatoria di cui al d.l. 93/2008 conv. in l. 126/2008. La revisione in sede di razionalizzazione delle norme avrebbe potuto condurre ad una estrapolazione della norma; al contrario. Ciò non è avvenuto. Il nuovo testo dell'art.120-quater dispone: 5. Nel caso in cui il debitore intenda avvalersi della facoltà di surrogazione di cui al comma 1, resta salva la possibilità del finanziatore originario e del debitore di pattuire la variazione senza spese delle condizioni del contratto in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata. 7. Cancellazione semplificata delle ipoteche a garanzia di mutui L'art.5 del Decreto Legislativo in esame introduce il nuovo art.40-bis del Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n.385, intitolato "Cancellazione delle ipoteche". In detto articolo sono in sostanza riportati l'art.13, commi 8 sexies e seguenti del D.L. 31 gennaio 2007 n.7 (convertito in legge 2 aprile 2007 n.40). "1. Ai fini di cui all'articolo 2878 del codice civile, e in deroga all'articolo 2847 del codice civile, l'ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo stipulato o accollato a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, ancorché annotata su titoli cambiari, si estingue automaticamente alla data di estinzione dell'obbligazione garantita. 2. Il creditore rilascia al debitore quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione e trasmette al conservatore la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data, senza alcun onere per il debitore e secondo le modalità determinate dall'agenzia del territorio. 3. L'estinzione non si verifica se il creditore, ricorrendo un giustificato motivo ostativo, comunica all'agenzia del territorio e al debitore, entro il termine di cui al comma 2 e con le modalità previste dal codice civile per la rinnovazione dell'ipoteca, che l'ipoteca permane. In tal caso l'agenzia, entro il giorno successivo al ricevimento della dichiarazione, procede all'annotazione in margine all'iscrizione

8 dell'ipoteca e fino a tale momento rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al presente comma. 4. Decorso il termine di cui al comma 2 il conservatore, accertata la presenza della comunicazione di cui al medesimo comma e in mancanza della comunicazione di cui al comma 3, procede d'ufficio alla cancellazione dell'ipoteca entro il giorno successivo e fino all'avvenuta cancellazione rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al comma Per gli atti previsti dal presente articolo non è necessaria l'autentica notarile. 6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti " * Si conferma l'applicabilità alle sole ipoteche derivanti da mutuo (no legali, no giudiziali, no volontarie a garanzia non di mutui), anche cambiarie o frazionate; * Si conferma l'inapplicabilità all'estinzione parziale con riduzione dell'ipoteca; * Si conferma che mutuante deve essere un soggetto esercente attività bancaria o finanziaria ovvero un ente di previdenza obbligatoria; L'aspetto più problematico del nuovo art.40bis è la sua collocazione. Il Notaio Fausti 3 fa notare che:"fin dalla bozza originaria del nuovo decreto, la norma sulla cancellazione c.d. automatica delle ipoteche era stata inserita nella prima Sezione (del Capo VI del Titolo II) dedicata al Credito Fondiario (con un nuovo art. 40-bis). Possibile conseguenza di questa scelta di collocazione sistematica è apparsa la limitazione della recente procedura di estinzione alle sole ipoteche fondiarie. Per potere garantire il medesimo ambito applicativo fino ad oggi goduto dal provvedimento semplificativo in questione, bisognerebbe ritenere che tutti i mutui ipotecari siano fondiari. Tuttavia, nonostante esistano punti di vista divergenti sulla individuazione della fattispecie fondiaria, sembra non potersi dubitare dell esistenza anche di numerosi mutui meramente ipotecari, almeno nei casi di carenza dei requisiti di legge o di espressa disposizione contrattuale. Inoltre è spesso difficile individuare con certezza dal testo contrattuale l esistenza dei requisiti di fondiarietà, anche quando il testo nominalmente richiami la disciplina speciale." Al fine di evitare il crearsi di una situazione di incertezza, lo stesso Fausti ha suggerito di spostare il disposto normativo e di inserirlo nello stesso Titolo (il VI) in cui sono stati aggiunti i provvedimenti in tema di estinzione anticipata e di surrogazione, in modo da mantenere applicabile la disciplina di cancellazione automatica alle ipoteche nascenti da qualsiasi tipo di mutuo bancario. Lo stesso disposto della delega, almeno per quanto concerne la citata lettera c), fa riferimento al solo Titolo VI fa riferimento. Detto importante suggerimento non è stato però accolto: 3 Cfr. nota 1.

9 Ulteriore elemento che invita il notaio ad usare prudenza nei confronti della cd.cancellazione automatica. Viene riconfermata anche la disciplina transitoria della cd.cancellazione automatica delle ipoteche (art.8 duodecies e 8 terdecies del D.L. 31 gennaio 2007 n.7 convertito in legge 2 aprile 2007 n.40): il disposto di cui al nuovo art.40bis si applica ai mutui stipulati dal 2 giugno 2007 (data di entrata in vigore della normativa di cancellazione automatica) e dalla stessa data decorrono i termini per la comunicazione di estinzione e per la comunicazione di permanenza dell'ipoteca per i mutui estinti a decorrere dal 3 aprile 2007 (data successiva alla pubblicazione in gazzetta della 40/2007). Per i mutui e- stinti anteriormente al 3 aprile 2007: il termine di 30 gg decorre dalla richiesta di quietanza (con raccomandata AR) del debitore. 8. Entrata in vigore. Il Decreto Legislativo 141/2010, in esame, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 4 settembre L'art.6, comma 2, del detto decreto dispone che le disposizioni contenute nel Titolo II entrano in vigore il novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione in gazzetta: quindi il 3 dicembre 2010.

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