QUANTITATIVE EASING: LE BRUTTE STORIE SI RIPETONO

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1 Bancari Banche Banchieri Direttore responsabile: Fabio Verelli; Vice-direttore: Fulvio Depolo Aut. Trib. di Roma 485/95 del 09/10/1995 Redazione: Lgt. R. Sanzio, Roma; Tel Fax Sito: Sito: MENSILE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE UGL CREDITO ED ASSICURAZIONI QUANTITATIVE EASING: LE BRUTTE STORIE SI RIPETONO Anno 21 n.02 Febbraio 2015

2 Bancari Banche Banchieri DALLA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI, ALLA SPECULAZIONE FINANZIARIA IL PASSO E BREVISSIMO di Fabio Verelli Editoriale 2 Quantitative Easing: Le brutte storie si ripetono di Mario Coletta 3 Lo stress da lavoro correlaro: Fenomeno psicologico, economico e giuridico di Massimo Bozzo 4 D.L. Banche Popolari - Audizione alla Camera dei Deputati di Enzo Gentili 6 Semplificazioni per i soggetti con invalidità di Giovanni Scacciavillani 7 Hanno collaborato a questo numero Fabio Verelli, Massimo Bernetti, Massimo Bozzo, Mario Coletta, Enzo Gentili, Giovanni Scacciavillani, Luana Belli Coordinamento di Redazione Enzo Gentili segreteria di redazione Luana Belli Impaginazione e grafica a cura di Luana Belli L inchiesta avviata sull insider trading relativo alla compravendita di azioni delle banche popolari, in occasione dell imminente annuncio governativo sul decreto di riforma di questo segmento del credito, mette in evidenza il punto di non ritorno in cui è caduta la politica e la finanza italiana. La Ugl Credito ha, in varie occasioni, criticato l intenzione di Renzi di trasformare le banche popolari, ma anche quelle cooperative (almeno le più grandi) in spa. Andare a toccare le uniche banche che ancora, e nonostante la crisi, riescono a rispondere alle aspettative dei territori e delle aziende locali, ci è apparso subito come l ennesimo errore strategico che rischia di cadere sul già martoriato sistema economico del nostro Paese. L occasione per ridimensionare il primato della finanza e l arroganza di un capitalismo senza limiti, come movimento sindacale, l abbiamo: rinnovare un contratto di lavoro realizzando un nuovo modello di banca che sia in grado di valorizzare il proprio patrimonio di dipendenti, in un contesto in cui si torni a finanziare le famiglie e le PMI, contribuendo a fare gli interessi di tutta la comunità nazionale. Se la politica è incapace a rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini e degli imprenditori, il sindacato deve riappropriarsi del ruolo rivoluzionario che gli è congeniale, riconosciuto da decenni di sacrosante battaglie in difesa dei più deboli. Invece, chi approfitta della propria privilegiata posizione e specula sugli anomali rialzi azionari, come avvenuto sui titoli delle popolari poco prima dell annuncio della riforma, deve essere cacciato da una sana protesta di popolo, di cui i lavoratori debbono rappresentare il cuore pulsante, tornando ad essere protagonisti del risorgere del Sole dell avvenire.

3 QUANTITATIVE EASING LE BRUTTE STORIE SI RIPETONO: EUROPA MADRE O MATRIGNA? di Mario Coletta In questi giorni registriamo da parte di tanti eminenti personaggi nostrani, maitre a panse della ortodossia liberal liberista, un inusitato compiacimento per il cosiddetto quantitative easing varato dalla B.C.E. e dal suo condottiero Mario Draghi. Pochi sono gli esperti e gli economisti che declinano le ragioni della loro contrarietà al provvedimento; molti ipotizzano che la decisione del board della Banca Centrale Europea avrà straordinari benefici per l economia italiana. A mio modesto avviso il Q.E. è una grossa bufala giacché le banche centrali di ciascun paese dell area euro, quindi anche la Banca d Italia, dovranno garantire l ottanta per cento dei titoli del debito nazionale, mentre la B.C.E. se ne accollerà solo la parte residua. Tanto in chiaro ed evidente contrasto con una istituzione bancaria che dovrebbe porsi al pari delle banche centrali nazionali dei grandi paesi del mondo. Non a caso la funzione di politica monetaria le è stata devoluta da accordi e trattati e ancora, non a caso, è stata di recente statuita la vigilanza bancaria unica. Altro sarebbe stato per l appunto se la B.C.E. avesse deciso di offrire garanzia totale ai titoli del debito, come nei fatti è avvenuto negli USA ad opera della Federal Reserve o in Giappone o ancora in Gran Bretagna. Agendo invece, come nei fatti ha agito, la BCE con la pretesa iniezione di liquidità difficilmente riuscirà a favorire la crescita ed i consumi ed è del pari decisamente aleatorio che possa fermare la deflazione. Del resto l ultima non è l unica topica alla quale ha dato luogo la BCE, infatti negli ultimi anni (a partire dal 2011) sono stati messi a disposizione dei sistemi bancari nazionali svariati miliardi circa 1000 con una operazione tecnicamente denominata LTRO. Quattrini che le singole banche nazionali avrebbero dovuto restituire a tassi quasi pari a zero e che le stesse banche avrebbero dovuto impiegare, nell intento dichiarato da Draghi, per sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Evidentemente poi i banchieri nazionali, anziché conferire maggior credito, hanno impiegato la maggiore liquidità per operazioni finanziarie, per lo più di acquisto titoli, realizzando notevoli plusvalenze. Quanto precede, senza che da Draghi o dal Board della BCE, men che meno dalle maggiori leadership politiche continentali, venisse alcuna sanzione o intimazione a rispettare le finalità dell erogazione.in pratica ancora una volta l Europa dei banchieri e della rendita parassitaria ha privilegiato la finanza a scapito dell economia reale, dello sviluppo, dei popoli. Spero di sbagliare ma la mia impressione è che anche l ultima operazione, quella del quantitative easing, serva a sostenere qualche non meglio identificato fondo sovrano legato ai grandi esportatori di petrolio che vantano agganci con i massoni e i finanzieri spregiudicati che ormai imperano nella globalizzazione, oppure nel mondialismo come asseriva un compianto grande esponente della nostra destra sociale. In conclusione non posso che meravigliarmi che anche dal nostro mondo, dimentico della dimensione ideale e comunitaria, si levino peana e compiacimenti per l operazione da tanti immemori di un passato in cui sognavamo quell EUROPA DELLE PATRIE tanto cara a Filippo Anfuso e punto di approdo del nostro itinerario politico culturale. BBB - Febbraio Anno 21 - pag 3

4 LO STRESS DA LAVORO CORRELATO FENOMENO PSICOLOGICO, ECONOMICO E GIURIDICO di Massimo Bozzo Sono stressato! Quanti di noi rispondono così alla consueta domanda Come stai? Se poi, magari interessandoci del nostro interlocutore, chiediamo le motivazioni dello stress, in una buona percentuale di casi ci accorgeremmo che il lavoro sia quando c è sia quando manca è tra le principali fonti di stress. La percezione sulla diffusione di questa condizione viene confermata da autorevoli statistiche: tra le pagine dell INAIL si legge che già nel lavoratore italiano su 4 dichiarava di soffrire di stress da lavoro. La situazione non migliora se ci avviciniamo nel tempo o se allarghiamo la visuale in ambito continentale: l AgenziaEuropea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro ha condotto nel 2013 un sondaggio in ben 31 Paesi diversi. Dai quasi soggetti appartenenti al campione è merso che più della meta di tutti i lavoratori considera lo stress lavoro-correlato comune nel proprio luogo di lavoro. Le cause più comuni di stress lavoro-correlato sono la riorganizzazione o la precarietà del lavoro (riferite da circa 7 persone intervistate su 10), orari di lavoro prolungati o un carico di lavoro eccessivo (oltre 6 persone intervistate su 10). Se caliamo questi dati generali nel nostro mondo bancario, ritroviamo molte delle dinamiche che ci affliggono: continue organizzazioni e riorganizzazioni, nastro orario sempre più allungato, sportelli e filiali che chiudono, fuoriuscite dal settore, pressioni commerciali. Tuttavia, ci sono anche dati incoraggianti. Lo stesso sondaggio ha evidenziato che 6 lavoratori su 10 in Italia (una dato in controtendenza rispetto alla media europea) ritengono che questa forma di stress sia gestita in maniera appropriata nei propri luoghi di lavoro. Un merito di questa buona gestione è da attribuire all opera dell INAIL che a seguito della Legge 122/2010ha assorbito le precedenti funzioni svolte dall ISPESL. Prima di approfondire l azione dell Istituto facciamo un passo indietro e cerchiamo di definire la parola stress. Gli psicologi del lavoro sono così arrivati a delimitare l ambito semantico dello stress differenziandolo da altre espressioni di uso comune come fatica (mentale), noia, saturazione. C è stress quando le richieste provenienti dall ambiente (in questo caso lavorativo) avanzate nei confronti dei lavoratori eccedono lacapacità di farvi fronte. Perché si possa parlare effettivamente di stress, però, oltre all eccesso di richieste devono intervenire altri fattori: minaccia per il Sé, minaccia dell equilibrio con l ambiente, adozione di complesse misure di adattamento fisio bilogico e psicologico comportamentale, misure che in buona parte, in virtù di un ansia crescente condita da avversione per il lavoro, sono destinate a fallire creando, nel medio e lungo termine, veri e propri disturbi. E importante sottolineare che lo stress NON E UNA MALATTIA ma una situazione di prolungata tensione che può determinare un cattivo stato di salute. Qualcuno ha voluto intravedere nello stato di attivazione emozionale proprio dello stress un lato positivo ed ha così distinto (ad esempio Selye) un eustress o stress positivo da un distress minaccioso. L attenzione sul distress (ma per intenderci continuiamo a chiamarlo semplicemente stress) negli anni è cresciuta non tanto per ragioni filantropiche quanto per questioni di portafoglio. Ad ognuno di noi interessano i costi individuali in termini di perdita di benessere e di spesa per curarci ma accade che i danni del fenomeno si ritorcano proprio su quelle organizzazioni che lo hanno alimentato: calo della produttività, aumento delle assenze per malattia, minore qualità delle prestazioni sono i principali costi che affrontano le aziende; se poi quantifichiamo gli oneri degli Stati, sopportati dalle casse dei sistemi sanitari e assicurativi pubblici, arriviamo a cifre da capogiro: dai 20 miliardi di Euro stimati nel 2002 si arriverebbe ai 617 calcolati nel Di fronte a tali dimensioni del fenomeno, la Commissione Europea ha adottato un atteggiamento di grande attenzione. Nel rispetto delle indicazioni europee, nel 2004 si arrivò ad un Accordo tra Sindacati dei Lavoratori e Associazioni Datoriali sul tema dello stress, della sua valutazione e degli interventi di miglioramento (Framework agreement on work related stress).in Italia le prescrizioni dell Accordo Quadro europeo sono state recepite nel 2008 sia con un apposito accordo interconfederale e sia (soprattutto) col decreto legislativo 81/2008 meglio noto come Testo Unico sulla sicurezza (si veda in particolare l articolo 28). Nel nostro Paese la Bibbia sulla tematica è rappresentato dal Manuale ad uso delle aziende -VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RI- SCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO pubblicazione realizzata dall INAIL (Dipartimento di Medicina del Lavoro ex ISPESL). Il Manuale disciplina una procedura comprendente una valutazione preliminare ed una approfondita. segue a pag. 5 BBB- Febbraio Anno 21 - pag. 4

5 LO STRESS DA LAVORO CORRELATO FENOMENO PSICOLOGICO, ECONOMICO E GIURIDICO...segue da pag.4 La valutazione preliminare consiste nella rilevazione, attraverso uno strumento denominato lista di controllo,di indicatori di rischio da stress lavorocorrelato oggettivi e verificabili e ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti a tre famiglie distinte: 1) eventi sentinella (infortuni, assenze per malattia, ferie non godute, rotazione del personale, turnover, procedimenti disciplinari, richieste di visite straordinarie); 2) fattori di contenuto del lavoro (attrezzature di lavoro, pianificazione dei compiti, carico/ritmo di lavoro, orari); 3) fattori di contesto del lavoro (ruolo nell ambito dell organizzazione, evoluzione della carriera, autonomia decisionale, rapporti interpersonali, conciliazione vita/lavoro). La procedura prevede un coinvolgimento dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti che rende peculiare la valutazione del rischio da stress lavorocorrelato rispetto a quella degli altri rischi che, al momento, si limita a prevedere solo una consultazione preliminare degli RLS.La lista di controllo consente di identificare il posizionamento rispetto a 3 livelli di rischio: basso, medio o alto. Sorvoliamo sul basso rischio. Qualora la valutazione preliminare identifichi unrischio medio, il datore di lavoro è tenuto ad adottare azioni di miglioramento mirate. Se queste non determinano un miglioramento entro un anno, si dovrà procedere al secondo livello di approfondimento col coinvolgimento diretto dei lavoratori.il rischio alto evidenzia una sicura presenza di stress lavoro correlato ed impone di effettuare subito il secondo livello di approfondimento con la valutazione della percezione dello stress dei lavoratori.la valutazione approfondita prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori utile all identificazione e caratterizzazione del rischio da stress lavoro-correlato e delle sue cause. Gli strumenti in genere adottati nella valutazione della percezione dei lavoratori sono questionari, focus group, interviste semi strutturate. L INAIL ha scelto un questionario-strumento indicatore che presenta indubbi vantaggi quali la facile modalità di somministrazione la garanzia dell anonimato, la possibilità di elaborare i dati attraverso un software di facile utilizzo rilasciato dalla stessa INAIL.Una volta caricati i dati nel software, il programma restituisce dei risultati contraddistinti per colore: verde (ottimo livello di prestazione), azzurro (buon livello), giallo (evidente necessità di interventi correttivi), rosso (necessità di interventi correttivi immediati). Qualora la fase di valutazione conduca all adozione di correttivi è opportuno che per la loro individuazione intervenga un soggetto terzo (psicologo del lavoro). Possono prevedersi interventi di prevenzione primaria (che mirano al cambiamento del contenuto del lavoro) o interventi di prevenzione secondaria (volti al miglioramento del contesto lavorativo) o, infine, interventi trasversali. Qualunque sia l esito della valutazione o l intervento migliorativo scelto, l INAIL evidenzia l importanza di una comunicazione efficace dei risultati non solo alle figure del sistema di prevenzionema anche ai lavoratori. La lettura di queste pagine ci permette di comprendere la rilevanza del fenomeno stress lavoro correlato, argomento che merita ulteriori trattazioni soprattutto per quanto riguarda aspetti quali le conseguenze sulla salute psicofisica e le strategie, individuali ed organizzative per affrontarlo. Un argomento, quindi, sul quale torneremo. BBB - Febbraio Anno 21 - pag 5

6 AUDIZIONE DELLA UGL CREDITO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI Il giorno 19 Febbraio u.s. la UGL Credito è stata ascoltata nel corso dell Audizione alla Camera dei Deputati in Commissioni riunite Finanza e Attività produttive, commercio e turismo, nell ambito dell istruttoria legislativa sul disegno di legge c.2844, di conversione in legge del decreto-legge n 3 del 2015, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (Decreto Banche Popolari). Il nostro Segretario Nazionale Massimo Bernetti in sostituzione del nostro Segretario Generale Fabio Verelli, ha esposto in maniera convincente il nostro punto di vista in merito al DL Banche Popolari che di seguito riportiamo. di Enzo Gentili Illustri Presidenti, Onorevoli deputati, in primo luogo, ringrazio vivamente a nome della Unione Generale del Lavoro Federazione del Credito, del suo Segretario Nazionale Responsabile, Fabio Verelli, per essere stati chiamati ad esprimere le nostre valutazioni sul disegno di legge di conversione del dl 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti. Prima ancora dei singoli contenuti dei provvedimenti, si osserva come non sembra ricorrere il carattere di urgenza proprio del decreto-legge. Viste le polemiche che hanno accompagnato le misure relative alla riforma delle Banche popolari, ampiamente giustificate, tanto che si è parlato di insider trading, sarebbe stato meglio agire attraverso un disegno di legge ordinario. Del resto, anche la stessa previsione di un ampio periodo transitorio (diciotto mesi) conferma la carenza del carattere di urgenza del provvedimento sulle Banche popolari. Inoltre, sia all articolo 7 (Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese) che all articolo 8 (Ricorso facoltativo alla provvista Cassa depositi e prestiti per banche e intermediari finanziari che erogano finanziamenti alle Pmi), non è prevista una data entro la quale deve essere emanato il relativo decreto attuativo, ulteriore conferma della carenza del carattere di urgenza. Si osserva altresì come il presente decreto-legge contenga provvedimenti che soltanto a prima vista possono apparire univoci rispetto al campo di intervento, mentre, nella realtà, la profonda riforma delle Banche popolari poco si concilia con interventi più marginali (ad esempio, quello sulla portabilità dei conti correnti). Si propone quindi di stralciare la riforma delle Banche popolari da indirizzare verso un disegno di legge ordinario che tenga conto anche delle osservazioni formulate nel corso di queste audizioni nonché del processo di autoriforma avviato proprio dal sistema delle Banche popolari. Inoltre, osserviamo che il sistema vigente del cd voto capitario consente ai dipendenti delle Banche popolari possessori di quote di essere coinvolti nella gestione delle aziende, ove non ostino previsioni statutarie, realizzando in tal modo quel meccanismo partecipativo previsto dalla Carta Costituzionale e dalle direttive dell Unione Europea. Un concetto quello della partecipazione agli utili ed alla gestione delle aziende che si è rivelato un metodo efficace per il superamento di difficoltà contingenti anche di alcune economie continentali, con particolare riguardo alla Germania ove questo metodo trova riscontro nelle banche legate al territorio che fanno capo agli indirizzi ed alle direttive dei länder. Tale tesi trova risconto nelle asserzioni dell autorevole economista tedesco Markus Demary, esperto di alta finanza e profondo conoscitore dei sistemi bancari locali, nonché nel rapporto dell OML del 2013 nel quale si osserva che, a livello planetario, le banche ove vige il sistema del voto capitario sono quelle meno coinvolte nel trading speculativo. BBB - Febbraio Anno 21 - pag. 6

7 SEMPLIFICAZIONI PER I SOGGETTI CON INVALIDITA La legge 114/2014 ha introdotto importanti modifiche in materia di accertamento sanitario di revisione, stabilendo che nelle more dell effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura e che la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell Inps. La norma ha quindi come obiettivo primario la semplificazione degli adempimenti sanitari e amministrativi inerenti la concessione dei benefici per i cittadini con i verbali con rivedibilità e consente di superare, anche alla luce della prevista conservazione di tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura (almeno fino alle risultanze della visita di revisione), l attuale sistema dell eventuale doppia visita. La norma, rende possibile una gestione unitaria delle visite di revisione e del relativo iter di verifica, permettendo all Istituto, già preposto all accertamento definitivo della sussistenza dei requisiti sanitari per il Dalle nostre Sedi Provinciali Dalle nostre sedi Provinciali di Trieste e Gorizia riceviamo e pubblichiamo: Nel mese di ottobre 2014, UniCredit ha organizzato in tutta Italia alcune riunioni per la presentazione della nuova riorganizzazione denominata Banca Open. Ai colleghi che hanno partecipato agli incontri, che si sono svolti al di fuori del normale orario di lavoro e spesso nei locali della banca stessa, non è stato riconosciuto lo straordinario o il diritto al recupero e come se non bastasse ha ordinato la cancellazione delle richieste ove avanzate e/o autorizzate. UniCredit ha giustificato più volte la sua azione asserendo che non si trattava di incontri lavorativi ed i colleghi vi erano semplicemente stati invitati e non comandati. Inevitabile quindi la denuncia alla Direzione Provinciale del Lavoro. di Giovanni Scacciavillani BBB - Febbraio Anno 21- pag. 7 diritto ai benefici a titolo di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità (art. 20, legge 3 agosto 2009, n. 102), di effettuare anche l accertamento sanitario per le eventuali visite di revisione previste all atto del giudizio sanitario definitivo emesso dall Istituto stesso. Ciò, peraltro, in piena coerenza con quanto stabilito dal comma 2 del citato articolo 20 della legge 102/2009, laddove si prevede che l Inps accerta altresì la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Oltre alla semplificazione dell iter sanitario-amministrativo, tale gestione unitaria delle revisioni consentirà anche sinergie e controlli più rapidi, in grado di rendere tempestivamente disponibili le informazioni necessarie alle funzioni amministrative, sanitarie e legali dell Istituto, garantendo altresì una maggiore omogeneità del giudizio medico legale su tutto il territorio nazionale e la tracciabilità del complessivo processo sanitario-amministrativo, in linea con le esigenze di modernizzazione telematica e di semplificazione nell erogazione del servizio Inps.

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