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1 IL MANDATO PROF. RENATO SANTAGATA DE CASTRO

2 Indice 1 MANDATO MANDATO CON E SENZA RAPPRESENTANZA OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE ESTINZIONE DEL MANDATO COMMISSIONE E SPEDIZIONE di 15

3 1 Mandato Secondo la nozione dataci dall'art cod. civ. il mandato è il contratto con il quale una parte (il mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra parte (il mandante). Ad esempio: acquistare o vendere beni; assumere obbligazioni; eseguire pagamenti o riscuotere crediti. Il tutto sempre per conto del mandante, sul quale devono di conseguenza ricadere i risultati vantaggiosi e svantaggiosi dell'attività gestoria del mandatario. è quindi un contratto di cooperazione giuridica esterna, cui tipicamente si ricorre quando un soggetto non può o non vuole provvedere di persona alla cura dei propri interessi. Il mandatario è perciò una delle possibili figure di ausiliari autonomi di cui l'imprenditore commerciale può avvalersi nello svolgimento della propria attività. può riguardare il compimento di uno o più atti giuridici specificamente individuati o può essere generale. Può cioè riguardare la cura di tutti gli affari del mandante o di tutti gli affari di un determinato tipo. generale comprende solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione possono essere compiuti dal mandatario solo se indicati espressamente. comprende tuttavia non solo gli atti per il quale è stato conferito, ma anche quelli che sono necessari per il suo compimento. può essere conferito a più mandatari. In tal caso ciascun mandatario potrà agire disgiuntamente dagli altri, salvo che nel mandato non sia espressamente indicato che devono agire congiuntamente. congiunto non ha tuttavia effetto se non è accettato da tutte le parti designate. può essere anche collettivo; cioè conferito da più mandanti ad uno stesso mandatario con unico atto e per un affare di interesse co-mune. è di regola conferito nell'interesse esclusivo del mandante. Può essere però conferito anche nell'interesse del mandatario o di un terzo. Si parla in tal caso di mandato in rem propriam. 3 di 15

4 In tutti questi casi interessato al compimento dell'attività gestoria è non solo il mandante ma anche il mandatario. può essere sia a titolo oneroso che gratuito. Si presume però oneroso ed il compenso al mandatario, se non stabilito nel contratto, è determinato in base alle tariffe professionali o agli usi. In mancanza è determinato dal giudice. La distinzione più significativa sul piano della disciplina è tuttavia quella fra mandato con rappresentanza e mandato senza rappresentanza. 4 di 15

5 2 Mandato con e senza rappresentanza. è con rappresentanza quando il mandatario è legittimato ad agire non solo per conto ma anche in nome del mandante. Nel mandato con rappresentanza i rapporti fra mandante e terzi sono regolati dalle norme in tema di rappresentanza. Perciò, tutti gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario in nome del mandante si producono direttamente in testa a quest'ultimo. È il mandante che diventa direttamente proprietario dei beni acquistati in suo nome dal mandatario. È il mandante e solo il mandante ad essere obbligato nei confronti dei terzi per gli atti compiuti dal mandatario-rappresentante. Perché tutto ciò si verifichi è però necessaria una specifica ed ulteriore manifestazione di volontà del mandante che abiliti il mandatario ad agire in suo nome: la procura. è infatti di per sé senza rappresentanza: abilita ed obbliga il mandatario ad agire per conto del mandante ma in nome proprio. Il man datario senza rappresentanza stipula perciò in proprio nome i contratti con i terzi ed assume in proprio nome obbligazioni nei loro confronti. Né é tenuto a far conoscere ai terzi con cui entra in rapporto di affari che sta operando per conto altrui. Diverso è il modo di agire del mandatario senza rappresentanza (in no-me proprio e per conto del mandante) rispetto al mandatario con rappresentanza (in nome e per conto del mandante); diverso è di conseguenza il regime di imputazione degli effetti degli atti nel mandato senza rappresentanza. In coerenza col principio formale della spendita del nome, il mandata- imputazione rio senza rappresentanza «acquista i diritti ed assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato». Inoltre, i terzi «non hanno alcun rapporto col mandante». In breve, nel mandato senza rappresentanza gli effetti, sia attivi che passivi, degli atti posti in essere dal mandatario sono imputati direttamente al mandatario e non al mandante. Fissata questa regola, ispirata dalle esigenze di certezza dei traffici giuridici, la legge non ignora tuttavia che nei rapporti interni mandante-mandatario, destinatario finale dei risultati dell'attività gestoria del mandatario è il mandante; che il mandante deve tenere indenne il mandatario delle obbligazioni assunte per suo conto ed ha nel contempo diritto a che il mandatario ritrasferisca sollecitamente nel suo patrimonio quanto acquistato per suo conto. 5 di 15

6 Da qui l'introduzione, per i crediti ed i beni acquistati dal mandatario nello svolgimento dell'attività gestoria, di specifiche disposizioni che, pur senza derogare al principio cardine dell'imputazione diretta al mandatario, contemperano le contrapposte esigenze di tutela del mandante e del mandatario e consentono al primo di reagire contro eventuali negligenze od infedeltà del secondo. Per i crediti è previsto che «il mandante, sostituendosi al mandatario, può esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato», purché, precisa il dato normativo, ciò non pregiudichi i diritti che spettano al mandatario. La norma quindi conferisce al mandante una semplice legittimazione ad esigere i crediti di cui il mandatario è e resta titolare. Non implica invece, come pure si è sostenuto, che il mandante, in deroga all'art. 1705, 1 comma, acquisti direttamente la titolarità degli stessi. Quando il mandato ha per oggetto l'acquisto di beni mobili, «il mandante può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del possesso di buona fede». L'azione di rivendica è, come noto, azione posta a tutela della proprietà. Forte è perciò la tentazione di pensare che per gli acquisti mobiliari si abbia una deroga al principio dell'imputazione diretta al mandatario; che si abbia cioè un acquisto diretto da parte del mandante. Ma cosi non è. Si è infatti chiarito che anche in tal caso non si realizza un acquisto di-retto del mandante dal terzo, ma si ha un doppio trasferimento, sia pure automatico e contestuale. 11 mandante cioè acquista pur sempre la proprietà del bene mobile dal mandatario, ma l'acquista nel momento stesso in cui questi acquista dal terzo, senza bisogno di un successivo atto di ritrasferimento. E riconoscere che si ha trasferimento auto-matico non è senza conseguenze pratiche. La disciplina è invece diversa quando il mandato ha per oggetto l'ac-quisto di beni immobili o beni mobili registrati. Il mandatario è obbligato riferire al mandante le cose acquistate ed in caso di inadempimento si osservano le norme relative all'esecuzione dell'obbligo a contrarre. Qui la proprietà non solo è acquistata dal mandatario, ma a questi resta finquando non pone in essere l'atto di ritrasferimento a favore del mandante. Non si ha cioè né trasferimento diretto né trasferimento automatico. Il mandante può tuttavia rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenere il trasferimento del bene mediante sentenza costitutiva. 6 di 15

7 E infine regolato il conflitto fra il mandante ed i creditori del mandatario. I beni ed i diritti destinati ad essere acquistati dal mandante sono sottratti all'aggressione dei creditori del mandatario purché risulti, in modo legalmente certo, che il mandato o l'acquisto del mandante è anteriore al pignoramento. 7 di 15

8 3 Obbligazioni del mandatario. II mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia. La sua responsabilità per colpa è tuttavia valutata con minor rigore quando il mandato è gratuito. Il mandatario deve rispettare i limiti fissati nel mandato. In caso contrario l'atto resta a suo carico, salvo che il mandante non lo approvi successivamente. Deve inoltre osservare le istruzioni, anche successive, ricevute dal mandante. Da queste tuttavia può discostarsi quando circostanze ignote al mandante, che non possono essergli comunicate in tempo, facciano ragionevolmente pensare che il mandante avrebbe dato la sua approvazione. Il mandatario deve infatti costantemente operare in modo da realizzare nel miglior modo possibile l'interesse del mandante e a tal fine deve anche rendere note allo stesso le circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca o la modifica del mandato. Eseguito il mandato, deve darne comunicazione senza ritardo al man-dante, anche per consentirgli di valutare se l'incarico é stato esattamente eseguito e porsi al riparo da eventuali contestazioni tardive. Infatti, anche se il mandatario si è discostato dalle istruzioni o ha ecceduto i limiti del mandato, il suo operato si intende approvato dal mandante quando questi tarda a rispondere «per un tempo superiore a quello richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi». Conclusa l'attività gestoria, il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato e rimettergli tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato. Deve inoltre corrispondergli gli interessi legali sulle somme riscosse per suo conto. Il mandante può anche dispensare il mandatario dall'obbligo di rendi-conto, ma la dispensa preventiva non ha effetto quando il mandatario deve rispondere per dolo o colpa grave. Salvo patto contrario, il mandatario non risponde verso il mandante delle obbligazioni assunte dai terzi con i quali ha contrattato. Non risponde, ad esempio, del mancato pagamento da parte del terzo delle cose vendutegli per conto del mandante. Questa regola subisce però eccezione quando, al momento della con-clusione del contratto col terzo, il mandatario conosceva o doveva conoscere, con l'ordinaria diligenza, l'insolvenza di questo. 8 di 15

9 Il mandatario può eseguire il mandato anche a mezzo di altra persona (sostituto), né a tal fine è necessaria l'autorizzazione del mandante. Questi non è però senza tutela. Infatti: a) il mandante può agire direttamente contro il sostituto del mandatario; b) il mandatario è sempre responsabile delle istruzioni impartite al sostituto; c) il mandatario è responsabile anche dell'operato del sostituto, quando la sostituzione non sia stata autorizzata dal mandante o non sia necessaria per la natura dell'incarico. In tal caso il mandante potrà perciò agire direttamente sia contro il mandatario sia contro il sostituto, responsabili in solido nei suoi confronti. Nel caso di sostituzione autorizzata, il mandatario è invece responsabile dell'operato del sostituto solo se questi non è stato indicato dal mandante ed incorre in colpa nella scelta dello stesso. 9 di 15

10 4 Obbligazioni del mandante. Oltre a corrispondere al mandatario il compenso pattuito, il mandante: a) deve somministrargli i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento delle obbligazioni a tal fine contratte dal mandatario in proprio nome; b) deve rimborsargli le somme dallo stesso anticipate, con gli interessi legali dal giorno in cui l'anticipazione è stata fatta; c) deve inoltre risarcire i danni che il mandatario ha subito a causa dell'incarico, in modo da tenerlo indenne da ogni perdita sofferta nell'attività gestoria. Al mandatario sono riconosciuti specifici mezzi di tutela dei propri diritti verso il mandante. Egli può soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari che ha concluso, con precedenza sul mandante e sui creditori di questo. Ha inoltre diritto di privilegio sulle cose del mandante che detiene per l'esecuzione del mandato. 10 di 15

11 5 Estinzione del mandato Norme specifiche sono dettate per alcune cause di estinzione del mandato. In via di principio, il mandante può in ogni momento revocare l incarico conferito al mandatario, dandogli un congruo preavviso se il mandato è a tempo indeterminato. Dovrà però risarcire i danni subiti dal mandatario, se il mandato è oneroso e non ricorre una giusta causa. è revocabile anche se le parti hanno espressamente pattuito che è irrevocabile. In tal caso però, sempre in assenza di giusta causa, il mandante è tenuto al risarcimento dei danni anche se il mandato è gratuito. Si è infatti pur sempre in presenza della violazione di un ob-bligo contrattuale assunto dal mandante, anche se il rilievo prevalente dell'interesse di questi ne giustifica ugualmente la revocabilità. È invece irrevocabile ex lege il mandato conferito anche nell'interesse del mandatario o di un terzo, salvo che non sia diversamente convenuto o ricorra una giusta causa di revoca, quale l'avvenuta realizzazione dell'interesse del mandatario o del terzo. convenzionalmente irrevocabile si distingue perciò dal mandato in rem propriam. Nel primo, l'assenza di giusta causa espone solo al risarcimento dei danni, ma non impedisce la revoca. Nel mandato in rem propriam, invece, l'assenza di giusta causa rende improduttiva di effetti la revoca, dato che non e in gioco solo l'interesse del mandante. Nonostante la revoca, il mandatario conserva perciò la facoltà di porre in essere l'attività gestoria demandatagli. Infine, se il mandato è collettivo, la revoca non ha effetto se non è fatta da tutti i mandanti, salvo che non sussista una giusta causa. Il mandatario può sempre rinunziare al mandato conferitogli, ma deve risarcire i danni al mandante se non ricorre una giusta causa. In ogni caso la rinunzia deve essere fatta in modo ed in tempo tali che il mandante possa provvedere altrimenti, salvo il caso di impedimento grave da parte del mandatario. si estingue in caso di morte, interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario. Questa regola subisce però una duplice eccezione: 11 di 15

12 a) il mandato non si estingue quando ha per oggetto atti pertinenti all'esercizio dell'impresa e questa è continuata, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi; b) non si estingue inoltre per la morte o la sopravvenuta incapacità del mandante quando è stato conferito anche nell'interesse del mandatario o di un terzo. si estingue infine in caso di fallimento del. Qualora invece fallisca il mandante, l'esecuzione del contratto è sospesa finché il curatore abbia deciso se subentrare nel rapporto o scioglierlo. Ma su questa regola si tornerà in seguito. 12 di 15

13 6 Commissione e spedizione. Commissione e spedizione sono sottotipi di mandato senza rappresentanza, che si caratterizzano per lo specifico oggetto dell'incarico conferito al mandatario. La commissione e un mandato che ha per oggetto esclusivo l'acquisto o la vendita di beni, per conto del committente ed in nome del commissionario. L'attività del commissionario, che è sovente un imprenditore, è perciò quella di concludere contratti di compravendita in nome proprio e per conto del committente, anch'egli spesso imprenditore. La disciplina della commissione ricalca quella del mandato senza rappresentanza, salvo alcune disposizioni specifiche di seguito esposte. II commissionario si presume autorizzato a concedere dilazioni di pagamento, in conformità degli usi del luogo in cui compie l'operazione. Deve però indicare al committente la persona del contraente ed il termine concesso per il pagamento. In caso contrario, il committente può esigere da lui il pagamento immediato. Il commissionario ha diritto ad un compenso, di regola costituito da una percentuale sul valore dell'affare, denominato provvigione. Se il committente revoca l'incarico prima della conclusione dell'affare, al commissionario spetta ugualmente una parte della provvigione, determinata tenendo conto delle spese sostenute e dell'opera prestata. Le disposizioni più significative sono tuttavia quelle che regolano l'entrata del commissionario nel contratto e lo star del credere. La prima norma introduce una parziale deroga al divieto del mandatario di acquistare per sé quanto ha avuto incarico di vendere, nonché di fornire egli stesso le cose che ha avuto incarico di comprare. Infatti, se la commissione ha per oggetto titoli, divise o merci aventi un prezzo ufficiale di mercato, il commissionario può rendersi contraente in proprio, salvo che il committente non abbia disposto diversamente. Può, cioè, acquistare per sé le cose che ha avuto l'incarico di vendere e può vendere egli stesso le cose che ha avuto l'incarico di comprare. L'esistenza di un prezzo corrente, 13 di 15

14 oggettivamente accertabile, esclude infatti il pericolo che il commissionario anteponga i propri interessi a quelli del committente. Inoltre, ed in ciò consiste la portata innovativa della norma, il commissionario ha ugualmente diritto alla provvigione, come se avesse dato regolare esecuzione al mandato. Con lo star del credere il commissionario si rende responsabile nei confronti del committente per l'esecuzione dell'affare e quindi per l'adempimento delle obbligazioni assunte dal terzo contraente nei suoi confronti. 11 commissionario ha diritto in tal caso ad uno speciale compenso, di solito nella forma di un supplemento di provvigione. Questa particolare forma di garanzia è dovuta dal commissionario anche in assenza di espressa pattuizione, quando ciò risulti dagli usi del luogo di conclusione dell'affare. Ed in ciò si sostanzia la deroga rispetto alla disciplina generale del mandato. A differenza del mandato, infine, la commissione si scioglie ex lege per il fallimento delle parti. Dunque, anche in caso di fallimento del committente. La spedizione è un contratto di mandato con il quale lo spedizioniere si obbliga a concludere, in nome proprio e per conto del mandante, un contratto di trasporto, nonché a compiere le operazioni accessorie. Netta è perciò la distinzione fra trasporto e spedizione. Il vettore si obbliga ad eseguire il trasporto; lo spedizioniere si obbliga invece a stipulare con un vettore un contratto di trasporto, per conto del mandante. In pratica però non sempre è agevole distinguere fra le due figure, dato che spesso gli imprenditori del settore svolgono congiuntamente attività di trasporto e di spedizione. La legge consente del resto che lo spedizioniere provveda direttamente all esecuzione parziale o totale del trasporto. Si ha in tal caso la figura dello spedizioniere-vettore, con la conseguenza che allo stesso faranno capo i diritti e gli obblighi del vettore Scarna è la disciplina specifica del contratto di spedizione. Lo spedizioniere deve seguire le istruzioni del committente ed in mancanza deve operare secondo il migliore interesse dello stesso. Deve inoltre accreditare al committente i premi, gli abbuoni ed i vantaggi di tariffa ottenuti, se non è pattuito diversamente. In caso di revoca dell'incarico, il committente è tenuto a rimborsare allo spedizioniere le spese sostenute ed a corrispondergli un equo compenso per l'attività svolta. 14 di 15

15 I diritti dello spedizioniere sono assoggettati alla stessa prescrizione breve prevista per il contratto di trasporto. 15 di 15

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