La cessione della clientela negli studi professionali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La cessione della clientela negli studi professionali"

Transcript

1 CORRADO MANDIROLA CAMILLA SIESS Le guide di Filodiritto La cessione della clientela negli studi professionali curiosità, problematiche e opportunità nella cessione degli studi professionali in Italia 1

2 La cessione della clientela negli studi professionali CORRADO MANDIROLA CAMILLA SIESS curiosità, problematiche e opportunità nella cessione degli studi professionali in Italia

3 Indice Indice 3 Gli autori 4 Parte Prima La cessione di studi professionali non è assimilabile a quella aziendale 7 Parte Seconda La giurisprudenza in materia 10 Parte Terza La sentenza n del 2010 della Corte di Cassazione 12 Parte Quarta Valutazione di studi professionali: quali sono i metodi valutativi nella prassi italiana? 15 Parte Quinta Metodo reddituale 19 Calcolo EBITDA 20 Parte Sesta Metodo finanziario 22 Il Discounted Cash Flow 23 Il (Discounted Cash Flow) unlevered 24 Il (Discounted Cash Flow) levered 24 Il (Levered Cash Flow) 24 La valutazione del Terminal Value 25 3

4 Parte Settima Metodo Misto 27 Parte Ottava La prassi 30 Parte Nona La fiscalità 37 Parte Decima La contrattualistica 40 4

5 Gli Autori La cessione della clientela negli studi professionali curiosità, problematiche e opportunità nella cessione degli studi professionali in Italia CORRADO MANDIROLA Corrado Mandirola è Ceo di MpO&Partners ceo DI MPO&partners Nei primi anni novanta inizia la propria esperienza professionale presso studi legali e tributari in Milano, occupandosi in prevalenza di operazioni straordinarie e incarichi sindacali. Dopo la pratica professionale si abilita alla professione di revisore legale. Verso la metà degli anni 2000 fonda, insieme ad altri colleghi, lo studio associato legale tributario MpO&Partners, specializzato in operazioni straordinarie. Attualmente è Amministratore Delegato di MpO&Partners, società spin off dello studio legale e tributario, specializzata nelle operazioni M&A legate degli studi professionali, con sede nelle principali città italiane. Si occupa in prevalenza di strutturare le operazioni M&A e di seguirne la parte negoziale. Collabora in qualità di pubblicista con i più importanti quotidiani economici ed è relatore in convegni e seminari. È uno dei massimi esperti in Italia di operazioni M&A di studi professionali. 5

6 La cessione della clientela negli studi professionali curiosità, problematiche e opportunità nella cessione degli studi professionali in Italia camilla siess studio MPO&partners Camilla Siess si è laureata in Economia Aziendale e Management presso l Università Commerciale Luigi Bocconi nel Da gennaio 2014 è tirocinante presso la società MpO & Partners. 6

7

8 PARTE PRIMA La cessione di studi professionali non è assimilabile a quella aziendale L ART. 50 DEL TRATTATO UE La cessione di studi professionali non è assimilabile a quella aziendale La sempre maggiore centralità dell argomento delle cessioni di studi professionali ha acceso l attenzione anche su un tema ad esso correlato: all atto della cessione, uno studio professionale può essere assimilato ad un azienda? Gli elementi comuni, di contatto, tra le professioni intellettuali e le aziende sono numerosi e l assimilazione delle libere professioni al mondo imprenditoriale è stata graduale nel tempo, manifestandosi a più livelli nel campo giuridico. Ne troviamo traccia all art. 50 del trattato UE, che inserisce le libere professioni intellettuali tra i servizi ponendo sullo stesso piano le libere professioni e l attività di carattere imprenditoriale e stabilendo che entrambe sono finalizzate alla produzione di servizi; nel codice del consumo, che, all art. 33, disciplinando le clausole vessatorie accomuna le due tipologie di attività e anche all art. 34 del trattato di Maastricht, in cui le attività professionali e imprenditoriali vengono considerate congiuntamente. In Italia, la stessa abrogazione (nel 1997) dell art. 2 della legge n del 1939, che vietava la costituzione di società per l esercizio delle professioni intellettuali, avvenne proprio per accontentare i professionisti (che volevano ispirarsi ai modelli delle società professionali già presenti in Francia e Germania) e assecondare il loro bisogno di crescita attraverso il 8

9 SENT. CASS., N. 5848/1979 processo dell aggregazione. Detto questo, però, va sottolineato come questi due campi siano ancora ben solidamente separati, soprattutto se pensiamo alla questione, fondamentale in un operazione di cessione, dell avviamento professionale. In termini aziendali, l avviamento rappresenta il valore intangibile di un impresa, che riflette la posizione della stessa sul mercato ed è elemento rilevante nella composizione del prezzo dell azienda al momento del trasferimento di proprietà; risulta però molto più complicato riuscire a stabilire esattamente in cosa consista (e dunque come possa essere valutato) l avviamento professionale in caso di cessione. Il problema fondamentale si riscontra nel momento in cui, sebbene la cessione di studio professionale sia legittimata e autorizzata, non viene stipulata un obbligazione di fare che favorisca il passaggio di tutta la clientela dal vecchio al nuovo dominus, poiché il vecchio professionista non ne detiene proprietà e i clienti dotati di libero arbitrio sono indipendenti nella scelta; dunque questo tipo di cessioni può essere strutturato come un insieme di obbligazioni positive di fare e negative di non fare che hanno lo scopo di facilitare il passaggio di proprietà, canalizzando il rapporto fiduciario con il cliente dal vecchio al nuovo professionista. Appare evidente, in questo contesto, come l avviamento dello studio professionale non possa identificarsi con la clientela (che, in ogni caso, ne rappresenterebbe oggettivamente uno dei tanti elementi) ed è una sentenza della Suprema Corte, n del 1979, a spiegare ulteriormente la questione: è giuridicamente configurabile la cessione di uno studio professionale insieme con il suo avviamento, in quanto questo non si identica con la clientela, il cui trasferimento sarebbe impossibile sotto il profilo giu- 9

10 ridico, ma consiste in una qualità di detto studio, il quale viene ceduto, quale complesso di elementi organizzati per l esercizio dell attività professionale, munito dell attributo essenziale e necessario costituito dall avviamento. 10

11 PARTE SECONDA La giurisprudenza in materia trib. ferrara, sent. 1505/1988 circ. n. 108/2002 Una netta distinzione tra avviamento professionale e d azienda è data dai giudici tributari di Ferrara in primo grado (sentenza n del 1988), i quali precisano che non ci si trova di fronte ad una cessione d azienda o a una vendita speculativa tassabile per la plusvalenza eventualmente realizzata, ma piuttosto ad una pura e semplice liquidazione patrimoniale di una certa entità immateriale, quale la clientela o avviamento professionale. Con questa decisione si stabilì inoltre che, data questa impostazione, in base alla normativa fiscale allora vigente, non fossero tassabili i redditi percepiti per la cessione di uno studio professionale, i quali non configurano nemmeno tra i crediti diversi. Ne consegue un riconoscimento formale della possibilità di cedere il proprio studio professionale, un ulteriore riconoscimento dell esistenza di avviamento professionale ancora legato alla tradizione aziendale (dunque come elemento immateriale), ma ancora nessuna legislazione per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze derivanti da questo tipo di cessioni. Questo vuoto normativo ha generato, negli anni, molteplici diversità di comportamento. Basti pensare che l amministrazione finanziaria (circolare n. 108, marzo 2002) includeva i corrispettivi della cessione di clientela tra i redditi diversi mentre, proprio in ragione di questo vuoto normativo, la 11

12 il decreto bersani-visco giurisprudenza di merito escludeva tali redditi dalla tassazione. È solo con l entrata in vigore dell art. 36 del decreto legge n. 223 del 2006 (il cosiddetto decreto Bersani-Visco ) che viene finalmente dettata una direttiva univoca e molti correttivi alle norme riguardanti le libere professioni. Ad esempio, con l introduzione dei commi 1-bis e 1-ter all art.54 del TUIR, viene ufficializzata la rilevanza reddituale di plusvalenze e minusvalenze realizzate attraverso la dismissione dei beni strumentali facenti parte dell attività professionale; andando a evidenziare ulteriormente anche nell ambito delle professioni intellettuali un principio che prima era di esclusiva pertinenza imprenditoriale. La novità più rilevante, però, è l introduzione del comma 1-quater il quale prevede espressamente che: concorrono a formare reddito di lavoro autonomo i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all attività artistica o professionale. Nonostante il decreto Bersani-Visco riempisse il vuoto normativo che persisteva da anni, nella prassi quotidiana ha continuato ad essere presente, in ambito di cessione di studi professionali, l inosservanza di tale disposto; atteggiamento che veniva giustificato con l impossibilità di parlare di avviamento in ambito professionale. È stata necessaria la sentenza della Corte di Cassazione, la n del 2010 (che definiva la cessione di studio professionale al pari, pur con le sue specificità, di una vera e propria cessione d azienda ) per far sì che anche nella pratica venissero applicate le norme sancite dal decreto n e si iniziasse realmente ad applicare la tassazione delle plusvalenze. 12

13 PARTE TERZA La sentenza n del 2010 della Corte di Cassazione il pronunciamento Dopo tanti anni di incertezze e incongruenze riguardo la prassi da adottare per le operazioni di cessione di clientela professionale, la sentenza n del 2010 della Suprema Corte rappresenta pietra miliare sull argomento. Il pronunciamento in questione, infatti, afferma che è lecitamente e validamente stipulato il contratto di trasferimento a titolo oneroso di uno studio professionale, comprensivo non solo di elementi materiali e arredi, ma anche della clientela, essendo configurabile con riferimento a quest ultima, non una cessione in senso tecnico, ma un complessivo impegno del cedente volto a favorire attraverso l assunzione di obblighi positivi di fare (attività promozionale di presentazione e canalizzazione) e negativi di non fare (divieto di riprendere ad esercitare la medesima attività nello stesso luogo) la prosecuzione del rapporto professionale tra i vecchi clienti e il soggetto subentrante. Appare lampante già da queste poche righe come il concetto di cessione venga finalmente ben definito e determinato, al punto che diversamente da quanto evidenziasse la Bersani-Visco parlando di cessione di clientela si percepisce come sia sbagliato parlare di cessione di clientela in quanto siamo di fronte, più 13

14 le conclusioni che altro, ad un trasferimento. Sempre all interno della sentenza n del 2010 viene evidenziato come di tali tendenze è testimone la giurisprudenza di questa Corte quando precisa che anche gli studi professionali possono essere organizzati in forma di azienda, ogni qual volta, al profilo personale dell attività svolta si affianchino un organizzazione di mezzi e strutture, un numero di titolari e dipendenti ed un ampiezza di locali adibiti all attività, tali che il fattore organizzativo e l entità dei mezzi impiegati sovrastino l attività professionale del titolare o, quanto meno, si pongano rispetto a essa, come entità giuridica dotata di una propria rilevanza strutturale e funzionale che, seppur non separata dall attività del titolare, assuma una rilevanza economica. Semplificando, la Suprema Corte dice che nelle professioni intellettuali l impiego di un organizzazione interna (elementi personali e reali) presenta un carattere meramente casuale e accessorio e serve solo ad agevolare il compimento delle prestazioni personali. Il risultato di ciò è una sostanziale indipendenza dalle forme organizzate. Alla luce di questa cronistoria dell operazione di cessione di studi professionali, si possono trarre alcune conclusioni, specialmente riguardanti il territorio italiano. L evoluzione dei mercati professionali, infatti, nel nostro Paese ha messo in evidenza due fenomeni fortemente collegati tra di loro: l affinamento delle competenze manageriali da parte del professionista e la crescita, non solo in termini dimensionali, della complessità delle organizzazioni volte a sfruttare meglio le sinergie, le economie di scala e le specializzazioni professionali. Conseguenza di tale consapevolezza risulta essere un aumento esponenziale delle concentrazioni tra pro- 14

15 fessionisti, realizzate mediante operazioni di cessione/acquisizione di studi professionali. Per concludere, a conferma di quanto appena detto, assume particolare rilevanza l indagine statistica dell Irdec 2012, dalla quale emerge che il 21% dei commercialisti esercita la professione in uno studio condiviso e il 22% in uno studio associato o società semplice. Parlando, infine, delle dimensioni dello studio l 87,2% dei commercialisti opera in uno studio non più grande di dieci addetti, solo il 9% appartiene ad un network professionale. Attraverso tale approccio collaborativo, si è reso possibile che l apporto degli operatori del mercato si manifestasse già nella fase ascendente della produzione regolamentare, rendendo la partecipazione del mercato ancora più efficace. Successivamente, il 29 marzo 2013 è stato pubblicato il documento di consultazione recante la proposta di Regolamento in tema di Raccolta di Capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line in attuazione dell art. 30 del d.l. n. 179/2012 (c.d. decreto crescita bis, convertito, con modificazioni, nella l. n. 221 del 17 dicembre 2012). La consultazione si è chiusa il 30 aprile 2013 ed il testo definitivo del regolamento, modificato alla luce della consultazione espletata, è stato adottato con delibera n del 26 giugno 2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio

16 PARTE QUARTA Valutazione di studi professionali: quali sono i metodi valutativi nella prassi italiana? Oggi dottrina e giurisprudenza sono concordi nell affermare che sia possibile accostare lo studio professionale e le società tra professionisti alle figure dell azienda e dell imprenditore. Infatti, i metodi di valutazione che vengono utilizzati per uno studio professionale sono stati mutuati dal campo amministrativo contabile e adeguati al caso concreto. Una serie costante di provvedimenti, sia a livello nazionale che comunitario, da ultimo la legge n. 183 del 2011 (c.d. legge di stabilità 2012 ), hanno contribuito ad avvicinare la figura del professionista a quella dell imprenditore. Tale tendenza ha senz altro influito sui modelli di valutazione degli studi professionali. Nelle cessioni di studi professionali, come avviene nelle classiche cessioni di azienda, prima ancora di capire quale metodologia di valutazione adottare, devono identificarsi con chiarezza i requisiti oggettivi e soggettivi della stessa, ovvero la finalità da perseguire e la posizione del soggetto valutatore. Ciò significa che possono desumersi differenti scelte metodologiche anche e, soprattutto, a seconda della posizione del soggetto interessato al processo valutativo. In tal senso, la valutazione di uno studio professionale 16

17 si può affrontare tanto nell ottica del cedente quanto nell ottica dell acquirente, individuandosi, di fatto, un mero valore di cessione per i diversi soggetti e non il reale valore economico dello studio. Di conseguenza, è indispensabile che alla valutazione proceda un soggetto terzo, specializzato e indipendente, in modo da adottare delle metodologie che, al fine di limitare il relativo margine di soggettività, rispettino i requisiti di razionalità, di neutralità (rispetto agli interessi delle parti coinvolte e agli effetti della negoziazione) e di stabilità (il valore non deve essere influenzato da elementi provvisori, mutevoli o da componenti straordinari non ripetibili). In merito alla specifica metodologia da adottare, vi è da dire che, con riferimento esclusivo alla valutazione di azienda, fin dagli anni venti/trenta, si sono affermati diversi orientamenti dottrinali: al riguardo, la scuola zappiana ha sostenuto la necessità di ricorrere, quando possibile, a metodi sintetici basati sulla capitalizzazione dei redditi prospettici, mentre la prassi ha continuato a prediligere i metodi analitici assegnando un peso spesso preponderante alle informazioni patrimoniali. A partire dagli anni settanta si è delineato un nuovo approccio al fine di ridurre la distanza tra i modelli teorico-dottrinali e le esigenze pratico-professionali, con il suggerimento di seguire quello più idoneo in considerazione delle caratteristiche dell azienda oggetto di stima e della finalità della transazione. L approccio si è in un certo senso allontanato dal processo decisionale orientato alla logica di piena razionalità per assumere una posizione più vicina alla c.d. logica soddisfacente. Da un decennio circa, in effetti, l obiettivo ultimo in tema di valutazione è diventato quello di realizzare un processo valutativo ispirato a un unico quadro logico, ovvero il c.d. giudizio integrato di valutazione, nel 17

18 i sistemi di valutazione il metodo del pollice quale logiche di stima assolute e relative si integrano presupponendo la disponibilità di un ampia base informativa. Ciò premesso, la valutazione degli studi professionali non ha trovato una specifica collocazione nelle impostazioni dottrinali suesposte perché la cessione di studi, e relativa clientela, costituisce una fattispecie nuova nell ordinamento giuridico e tributario italiano, in continua crescita negli ultimi decenni, ma solo di recente inquadrata nei redditi da lavoro autonomo (art. 54, comma 1-quater del TUIR) e legittimata dalla giurisprudenza (Cassazione, sentenza n del 2010). Nello specifico, ad oggi, la prassi tende ad utilizzare anche per gli studi professionali i metodi valutativi tradizionalmente utilizzati per le aziende con opportuni adattamenti, in quanto, la peculiarità, in questi casi, è rappresentata dall elemento personale soggettivo, di natura immateriale, derivante dal rapporto fiduciario tra professionista e cliente (c.d. valore del pacchetto clienti ). In pratica, dunque, al fine di accentuare le capacità prospettiche dello studio di creare valore, è possibile avvalersi di diversi metodi di valutazione, quali i metodi finanziari, i metodi reddituali, il metodo del sovra reddito, il metodo dell intuitus personae, il metodo del pollice; di solito, si tende ad escludere l applicabilità dei metodi patrimoniali, in quanto gli stessi si adattano meglio alle realtà dagli ingenti investimenti patrimoniali, tendendo a sottovalutare il capitale economico degli studi professionali. In Italia si va sempre più affermando il metodo misto, il quale costituisce il risultato di una combinazione fra metodo reddituale-finanziario e il c.d. metodo del pollice. Questo metodo prevede una valutazione reddituale dello studio analizzando i ricavi dell ultimo anno di 18

19 il metodo misto-del pollice riferimento, opportunamente rettificati con riferimento alla clientela e alle clausole di esclusione della stessa quali: comunicazione di recesso del cliente, liquidazioni, operazioni concorsuali, etc. Identificati così i ricavi ripetibili dello studio, si procede alla riclassificazione del conto economico andandolo a normalizzare mediante l esclusione di componenti di costo straordinari e non inerenti, al netto di oneri finanziari e imposte; ottenendo di fatto l EBITDA (acronimo inglese che significa earnings before interests, taxes and amortization, ovvero utili prima degli interessi, delle imposte e degli ammortamenti dei beni immateriali, cioè l avviamento) quale valore di riferimento. La rideterminazione dei ricavi e dei costi come sopra indicata, permette la costruzione di un business plan capace di evidenziare i flussi finanziari attesi. Abbiamo parlato del fatto che in Italia il metodo valutativo preponderante quando si parla di studi professionali è il Metodo misto-del pollice, che unisce due metodi comuni e tradizionali: il metodo reddituale-finanziario e quello del pollice. Andiamo a vedere nel dettaglio in cosa consistono questi metodi valutativi. 19

20 PARTE QUINTA Metodo reddituale gli elementi fondamentali ebit Dal punto di vista operativo, gli elementi fondamentali da considerare nella stima sono: - il reddito medio prospettico; - il tasso di attualizzazione (costituito dal compenso per il trascorrere del tempo e per il rischio); - l orizzonte temporale di riferimento. È importante ricordare che il reddito medio prospettico corrisponde ad un valore stimato; per tale motivo, sarebbe conveniente valutare nel tempo i risultati storici poiché gli stessi rappresentano sempre un elemento di riferimento attendibile, qualora si considerino redditi prospettici oltre i due/tre anni. Dal punto di vista operativo, il reddito da considerare deve essere normalizzato, rettificando le poste del conto economico che risentono degli effetti distorsivi provocati da operazioni aziendali straordinarie (ad es., compensi straordinari agli amministratori, canoni di locazione finanziaria, ammortamenti applicati secondo i principi della normativa fiscale). Nello specifico, il valore del reddito operativo (c.d. EBIT, ovvero Earnings Before Interests and Taxes, il risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari), essendo al netto del valore degli ammortamenti, che non si convertiranno mai in flusso di cassa in uscita, sottostima la capacità dell impresa di ripagare gli oneri finanziari e, per tale motivo, è preferibile utilizzare l indice EBITDA (o margine operativo lordo), più vicino al concetto di flusso di cassa perché in grado di valutare la capacità di copertura degli oneri finanziari da parte della gestione corrente. 20

21 il metodo di calcolo Per determinare un reddito normalizzato ante-imposte, nella prassi la quantificazione avviene considerando un tax rate unico (solitamente pari a circa il 30%); ne deriva che, per la necessaria coerenza fra flussi e tassi, i tassi di mercato utilizzati per la quantificazione del costo del capitale devono considerare l analoga aliquota che è stata utilizzata per la quantificazione dei flussi. Calcolo EBITDA + FATTURATO - costi per servizi e per godimento di beni di terzi - altri costi di gestione tipici = VALORE AGGIUNTO - costi del personale = MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)* - ammortamenti - svalutazione crediti - accantonamenti a fondi rischi e oneri = REDDITO OPERATIVO (EBIT o MARGINE OPERATIVO NETTO) +/- proventi e oneri finanziari +/- proventi e oneri atipici = RISULTATO DELLA GESTIONE ORDINARIA CORRENTE +/- proventi e oneri straordinari = RISULTATO ECONOMICO AL LORDO DELLE IMPOSTE - imposte dell esercizio = UTILE (PERDITA) D ESERCIZIO 21

22 È utile ricordare che il tasso di attualizzazione adottato nella determinazione del valore secondo logiche reddituali è il costo del capitale proprio (re). In formule: Re = rf + (pm * ß) dove rf è il rendimento di investimenti risk free (solitamente Btp decennali), pm è il premio medio di mercato (rischio aggiuntivo dovuto alla maggiore rischiosità dell investimento azionario in un determinato Stato) e ß è il rischio sistematico dell impresa rispetto al settore di appartenenza. L impatto fiscale su questa formula si ha essenzialmente sul rendimento rf in quanto occorre considerare il rendimento dei titoli al netto dell imposizione fiscale. 22

23 PARTE SESTA Metodo finanziario le caratteristiche del metodo finanziario La valutazione di uno studio professionale con il metodo finanziario - che rappresenta un evoluzione del metodo reddituale dove al criterio di competenza economica si sostituisce quello della competenza finanziaria - si basa sulla capacità futura di generare flussi monetari. Ne consegue che il valore dello studio deriva dalla stima dell attualizzazione dei flussi finanziari di cassa attesi dall investimento e dell attualizzazione del valore residuo del patrimonio non monetario. In altri termini il metodo finanziario basa i suoi criteri valutativi fondamentalmente sulla liquidità dell investimento attualizzato ad un tasso che garantisca una adeguata remunerazione delle risorse impiegate. Le caratteristiche principali del metodo finanziario sono: - razionalità: rispetta i principi generali delle valutazioni finanziarie divenendo applicabile alle realtà professionali i cui flussi sono stimabili con sufficiente attendibilità; - limitata operatività: dovuta alla difficoltà di stimare alcune variabili inerenti gli studi che contengono fattori imprevedibili ; - metodo di riscontro: il metodo finanziario è spesso utilizzato come conferma delle valutazioni operate con altri metodi; - manipolabile: in quanto si basa sulla massimizzazione dei risultati futuri che per loro natura sono incerti e lontani nel tempo. La sua scorretta applicazione genera qualsiasi tipo di risultato; - incertezza: per via di un insieme di operazioni che 23

24 rappresentano la determinazione dei flussi, la scelta del tasso di attualizzazione, l orizzonte temporale di valutazione e l individuazione delle determinanti-chiave del valore. I principali metodi finanziari e le relative caratteristiche. Con il metodo finanziario il valore dello studio professionale è stimato alternativamente: - dall attualizzazione dei flussi di cassa generati; - in base alle risorse generabili in futuro. Si potranno avere i seguenti metodi: - analitico: si caratterizza per prevedere i flussi di cassa analiticamente, ossia anno per anno, per un numero di anni stabilito; - sintetico: si basa sulla costanza di alcuni parametri ritenuti idonei a rappresentare in futuro la dinamica dei flussi di cassa; - analitico-sintetico: si utilizza allorquando l attendibilità dei flussi di cassa a medio-lungo termine è bassa. quando si usa Nella prassi quotidiana nel caso di utilizzo del metodo finanziario si ricorre spesso a metodi misti quale, ad esempio, il metodo finanziario analitico con terminal value che permette di stimare: 1) analiticamente i flussi annuali; 2) sinteticamente il restante periodo di vita dello studio (cd. Terminal Value ). Questo metodo trova generalmente applicazione in situazioni di disequilibrio temporaneo ed in presenza di interventi gestionali significativi che tendono a modificarne i flussi per alcuni anni. Il Discounted Cash Flow i parametri Con l applicazione di tale metodo lo studio professionale viene valutato in base a due parametri: 1) ritorni dell investimento (in altri termini flussi di cassa); 24

25 2) rischio dell investimento. L analisi dei flussi finanziari è uno strumento che consente di valutare le interrelazioni tra dinamica economica e dinamica finanziaria. Tali flussi, però, necessitano di un processo di normalizzazione che afferiscono generalmente i valori di ammortamento, le plusvalenze e minusvalenze, le rivalutazioni analitiche, i beni intangibili e, ove presenti, le politiche di bilancio. Il (Discounted Cash Flow) unlevered Con tale metodo il valore dello studio viene determinato in base ai flussi di cassa ottenibili dagli asset e sottraendo il valore dei debiti finanziari. Il cash flow è al lordo degli oneri finanziari (unlevered). Il (Discounted Cash Flow) levered Il valore dello studio è determinato in base ai flussi di cassa spettanti. Il cash flow è al netto degli oneri finanziari (levered). Il (Levered Cash Flow) Tale metodo valuta lo studio come valore attuale dei flussi monetari incrementali che un generico acquirente può attendersi dal suo possesso. Ne deriva che i flussi finanziari disponibili sono originati dal reddito prospettico. Essi rappresentano la quota parte di redditi che può essere messa a disposizione dell acquirente senza intaccare o modificare l equilibrio operativo e finanziario dello studio. Sono espressi al netto degli oneri tributari del rimborso dei debiti e del pagamento di interessi. 25

26 La valutazione del Terminal Value L ultimo elemento da considerare, ai fini della valutazione con metodo finanziario, è il valore residuo (terminal value). La sua determinazione è fondamentale poiché può avere un elevata incidenza sul valore complessivo dello studio professionale ed in particolare su quelli in fase di start-up. Le maggiori metodologie di quantificazione sono le seguenti: - modello della crescita costante del flusso di cassa (perpetual growth rate method). Attraverso questo metodo viene accertato un flusso di cassa normale e sostenibile nel tempo, in perpetuo, a partire dall ultimo anno di previsione analitica. - modello dei multipli d uscita (exit multiples method). Mediante questo modello viene individuato un valore probabile alla fine del periodo di valutazione dei flussi da attualizzare. L aleatorietà di tali stime unitamente alla carenza di oggettività ne mettono in luce i relativi limiti applicativi in merito all attendibilità del risultato. - modello del reddito atteso in perpetuo (economic profit technique). Viene attualizzato l ultimo flusso di cassa a regime, ossia l ultimo utile netto se in ottica di equity side, o nell ultimo Net Operating Profit Adjusted Taxes se in ottica di asset side. Da quanto sopra esposto appare subito evidente che i metodi in analisi si caratterizzano per un alto livello di soggettività in quanto la quantificazione dei parametri si basa su dati previsionali scelti dal valutatore. Ne consegue che il grado di arbitrarietà di scelta e di attendibilità contenuta nei vari metodi finanziari è elevata. Pertanto la sua applicazione ai fini della valutazione di uno studio professionale, per via della sua complessità e qualità dei risultati, è ridotta. 26

27 PARTE SETTIMA Metodo misto la prassi italiana I due metodi precedenti sono tipicamente caratteristici delle realtà aziendali che poco si sposavano con la struttura degli studi professionali, le cui operazioni di cessione non facevano che aumentare con il passare del tempo. La prassi italiana dell ultimo decennio, per ovviare a questo problema di precisione, ha visto i professionisti specializzati nella valutazione degli studi seguire un approccio valutativo basato su un metodo misto, risultato di una combinazione fra il metodo reddituale-finanziario e il c.d. metodo del pollice. Tale metodo analizza la situazione reddituale dello studio esaminando i ricavi dell anno antecedente la cessione, opportunamente rettificati in considerazione di un accurata analisi della clientela e delle potenziali cause di esclusione della stessa, in considerazione del fatto che alcuni clienti potrebbero non proseguire il rapporto con il nuovo acquirente (ad esempio, comunicazione di recesso del cliente, rischio chiusura del cliente per anzianità, liquidazione o operazioni concorsuali, particolari rapporti interpersonali tra cliente e professionista cedente) o, per motivi riconducibili a svariate cause, non essere produttivi di reddito pur continuando a mantenere il rapporto fiduciario (operazioni straordinarie non ripetibili, ritardi nei pagamenti, etc.). L analisi dei flussi finanziari si perfeziona con la riclassificazione del conto economico secondo il metodo reddituale, generalmente su base EBITDA, che consente di normalizzare il reddito prodotto nell anno antecedente la cessione mediante l esclusione di 27

RISOLUZIONE N. 70/E. Roma, 29 febbraio 2008

RISOLUZIONE N. 70/E. Roma, 29 febbraio 2008 RISOLUZIONE N. 70/E. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 febbraio 2008 Oggetto: Istanza di interpello - ALFA S.p.a. - Cessione di crediti pro soluto - Deducibilità delle perdite - Articolo

Dettagli

Perdite derivanti dalla cessione di crediti: soggetti IAS e non IAS

Perdite derivanti dalla cessione di crediti: soggetti IAS e non IAS Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Fabio Giommoni * Perdite derivanti dalla cessione di crediti: soggetti IAS e non IAS In un precedente intervento su questa stessa rivista

Dettagli

Capitolo 4 Parte I Contabilità e Bilancio

Capitolo 4 Parte I Contabilità e Bilancio Capitolo 4 Parte I Contabilità e Bilancio 4. 1. Attività istituzionale Definizione. L Attività istituzionale è lo scopo per il quale l associazione si è costituita, uno scopo che non può essere di natura

Dettagli

Impairment test: la valutazione di una partecipazione

Impairment test: la valutazione di una partecipazione Impairment test: la valutazione di una partecipazione 1 Finalità e limitazioni dell incarico 2 La metodologia valutativa 3 La valutazione della società 4 Criticità riscontrate nella valutazione 5 Verifiche

Dettagli

La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli. Carlo Savazzi

La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli. Carlo Savazzi La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli Agenda Metodi di valutazione in generale Il metodo dei multipli Il DCF (Discounted Cash Flow) Un esempio concreto Gli elementi extra-contabili

Dettagli

Principi generali del reddito di impresa

Principi generali del reddito di impresa Principi generali del reddito di impresa 1 I principi generali Relazione tra bilancio civilistico e reddito d impresa Art. 83 del T.U.I.R. Determinazione del reddito complessivo Il reddito complessivo

Dettagli

6 LA CESSIONE DEL FABBRICATO

6 LA CESSIONE DEL FABBRICATO IN PRATICA 6 LA CESSIONE DEL FABBRICATO Nel caso di cessione del fabbricato, sia per atto tra vivi che mortis causa, si possono presentare, come vedremo nel capitolo, diverse problematiche di carattere

Dettagli

La deduzione di interessi passivi ed oneri finanziari

La deduzione di interessi passivi ed oneri finanziari La deduzione di interessi passivi ed oneri finanziari Thomas Tassani Università degli Studi di Università degli Studi di Fiscalità Finanziaria Aspetti di criticità nella tassazione Dal lato attivo, alta

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

1. LA LOGICA DEL RENDICONTO FINANZIARIO

1. LA LOGICA DEL RENDICONTO FINANZIARIO 1. LA LOGICA DEL RENDICONTO FINANZIARIO Prima di addentrarci nell applicazione della metodologia di calcolo, occorre sgombrare il campo da un equivoco: il rendiconto finanziario non serve a verificare

Dettagli

RISOLUZIONE N. 255/E. Roma, 2 ottobre 2009. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 255/E. Roma, 2 ottobre 2009. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RISOLUZIONE N. 255/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 2 ottobre 2009 OGGETTO: Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000 n. 212 cessione dello sfruttamento economico del diritto d immagine

Dettagli

Valutazione d Azienda. Lezione 11 I METODI RELATIVI

Valutazione d Azienda. Lezione 11 I METODI RELATIVI Valutazione d Azienda Lezione 11 I METODI RELATIVI 1 I metodi relativi Le valutazioni comparative di mercato «Le valutazioni comparative comportano l applicazione, a grandezze aziendali rilevanti, di moltiplicatori

Dettagli

MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE

MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE MILANO 13, 14, 27 e 28 MAGGIO 2011 FINANZA PUBBLICA FINANZA PUBBLICA E PROGRAMMAZIONE Il leasing pubblico Michelangelo Nigro mnigro@liuc.it 1 L

Dettagli

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013 AZIENDA SERVIZI STRUMENTALI S.r.l. Sede in Via della Resistenza n. 4-45100 ROVIGO Capitale sociale Euro 215.600 i.v. Codice Fiscale 01396160291 Reg.Imp. 01396160291 Rea 152660 RO Relazione sulla gestione

Dettagli

Ottobre 2014. Recenti modifiche alla tassazione dei dividendi distribuiti ad un trust

Ottobre 2014. Recenti modifiche alla tassazione dei dividendi distribuiti ad un trust Ottobre 2014 Recenti modifiche alla tassazione dei dividendi distribuiti ad un trust Avv. Prof. Stefano Loconte, Studio Legale e Tributario Loconte & Partners Il trust Nel nostro Paese si parla di trust

Dettagli

STRUTTURA DELLA NUOVA IRPEF

STRUTTURA DELLA NUOVA IRPEF Sezione prima - Imposte dirette Struttura della nuova IRPEF STRUTTURA DELLA NUOVA IRPEF I commi da 6 a 9, Legge finanziaria 2007, intervenendo a modifica del TUIR, riscrivono ancora una volta la struttura

Dettagli

I CREDITI: APPROFONDIMENTI

I CREDITI: APPROFONDIMENTI I CREDITI: APPROFONDIMENTI 1 2 1. I crediti: l esposizione in bilancio Per quanto riguarda i CREDITI, li ritroviamo in tutte e quattro le macroclassi dell Attivo Circolante. A) Crediti verso soci per versamenti

Dettagli

RISOLUZIONE N. 102/E

RISOLUZIONE N. 102/E RISOLUZIONE N. 102/E Roma, 26 novembre 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello ART. 11, legge 27 luglio 2000 n. 212 FONDO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER IL PERSONALE DELLA BANCA Regime fiscale

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

RISOLUZIONE N. 113 /E

RISOLUZIONE N. 113 /E RISOLUZIONE N. 113 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 29 novembre 2011 OGGETTO: Interpello - articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento tributario dell attività di mediazione svolta ai sensi

Dettagli

ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA

ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA (ASPETTI TEORICI ED APPLICAZIONI PRATICHE) UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MACERATA FACOLTA DI ECONOMIA Anno Accademico 2014-2015 A CURA DI PIERPAOLO CEROLI Professore a contratto

Dettagli

Circolare n. 7. Indice. 1 Premessa... 2. 2 Finalità... 2. 3 Condizioni soggettive... 2. 4 Condizioni oggettive... 3. 5 Aspetti operativi...

Circolare n. 7. Indice. 1 Premessa... 2. 2 Finalità... 2. 3 Condizioni soggettive... 2. 4 Condizioni oggettive... 3. 5 Aspetti operativi... Circolare n. 7 La rivalutazione del costo o valore d acquisto delle partecipazioni non quotate (Art. 2, comma 229, Legge 23.12.2009, n. 191) Indice 1 Premessa... 2 2 Finalità... 2 3 Condizioni soggettive...

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

Copyright Esselibri S.p.A.

Copyright Esselibri S.p.A. CAPITOLO QUARTO OBBLIGAZIONI E AZIONI Sommario: 1. Valutazione delle obbligazioni. - 2. Relazione prezzo/tasso di interesse. - 3. Lo yield to maturity. - 4. La curva dei rendimenti. - 5. Teorie di conformazione

Dettagli

Roma, 03 dicembre 2008

Roma, 03 dicembre 2008 RISOLUZIONE N. 465/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 03 dicembre 2008 Oggetto: Determinazione della base imponibile per alcune imprese marittime (c.d. tonnage tax) Tassazione delle plusvalenze

Dettagli

CIRCOLARE N. 2/E. Roma, 13 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 2/E. Roma, 13 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 2/E, Direzione Centrale Normativa Roma, 13 febbraio 2015 OGGETTO: Disposizioni in materia di previdenza complementare. Articolo 1, commi 621, 622, 624 della legge 23 dicembre 2014, n. 190

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT

PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO N.2 L ISCRIZIONE E LA VALUTAZIONE DELLE LIBERALITÀ NEL BILANCIO D ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT BOZZA PER CONSULTAZIONE Si prega di inviare eventuali

Dettagli

Recenti disposizioni tributarie e regolamentari di interesse per le holding

Recenti disposizioni tributarie e regolamentari di interesse per le holding Milano, 20 Ottobre 2011 Prot. n. 293/11/ASH/nota 8 NOTA ASSOHOLDING Recenti disposizioni tributarie e regolamentari di interesse per le holding 1. Applicabilità alle holding delle nuove norme sulle società

Dettagli

Dott. Luca Castagnetti

Dott. Luca Castagnetti La valutazione economica della consistenza ottimale del fondo patrimoniale rispetto allo sviluppo degli obiettivi dichiarati nel Programma del Contratto di rete. Dott. Luca Castagnetti Introduzione Il

Dettagli

LA TASSAZIONE DI DIVIDENDI E CAPITAL GAIN DALL 1.7.2014

LA TASSAZIONE DI DIVIDENDI E CAPITAL GAIN DALL 1.7.2014 Ai gentili clienti Loro sedi Circolare n. 27 del 4 settembre 2014 LA TASSAZIONE DI DIVIDENDI E CAPITAL GAIN DALL 1.7.2014 ART. 3 e 4 D.L. N. 66/2014 Circolare Agenzia Entrate 27.6.2014, n. 19/E In breve:

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario Gli indici di bilancio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie

Dettagli

IL NUOVO REGIME DI TASSAZIONE DEI DIVIDENDI PERCEPITI DA ENTI NON COMMERCIALI E TRUST DI NATURA NON COMMERCIALE

IL NUOVO REGIME DI TASSAZIONE DEI DIVIDENDI PERCEPITI DA ENTI NON COMMERCIALI E TRUST DI NATURA NON COMMERCIALE IL NUOVO REGIME DI TASSAZIONE DEI DIVIDENDI PERCEPITI DA ENTI NON COMMERCIALI E TRUST DI NATURA NON COMMERCIALE di Pasquale Saggese 1. Le novità introdotte con la legge di stabilità 2015 Nell ambito delle

Dettagli

Proventi distribuiti da un fondo comune d investimento mobiliare di diritto italiano ai sottoscrittori non residenti

Proventi distribuiti da un fondo comune d investimento mobiliare di diritto italiano ai sottoscrittori non residenti Proventi distribuiti da un fondo comune d investimento mobiliare di diritto italiano ai sottoscrittori non residenti di Mario Tommaso Buzzelli (*) Il regime di tassazione dei proventi erogati da fondi

Dettagli

CESSIONE DI QUOTE AL VALORE NOMINALE. di GIUSEPPE REBECCA

CESSIONE DI QUOTE AL VALORE NOMINALE. di GIUSEPPE REBECCA CESSIONE DI QUOTE AL VALORE NOMINALE di GIUSEPPE REBECCA Sommario: 1. Premessa 2. Il corrispettivo 3. Persona fisica cedente 4. Il presupposto impositivo 5. Cosa può fare l Agenzia? 6. La norma antielusione

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La dinamica finanziaria Il Rendiconto Finanziario Analisi Economico-Finanziaria delle P.M.I. Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it La divergenza fra risultato

Dettagli

OGGETTO: Consulenze giuridiche Quesito in materia di contributi regionali erogati ad aziende agrituristiche.

OGGETTO: Consulenze giuridiche Quesito in materia di contributi regionali erogati ad aziende agrituristiche. Roma, 22 gennaio 2010 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Consulenze giuridiche Quesito in materia di contributi regionali erogati ad aziende agrituristiche. Quesito Nell ambito dei Piani di Sviluppo

Dettagli

LA TREMONTI-TER TER. Dott. Giampiero GUARNERIO AGENDA

LA TREMONTI-TER TER. Dott. Giampiero GUARNERIO AGENDA LA TREMONTI-TER TER Dott. Giampiero GUARNERIO Diretta 17 maggio 2010 AGENDA Che cosa è la Tremonti-ter Principali differenze rispetto alle precedenti versioni Quali soggetti ne possono beneficiare Quali

Dettagli

Roma, 25 febbraio 2005

Roma, 25 febbraio 2005 RISOLUZIONE N. 27/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 25 febbraio 2005 Oggetto: Istanza di interpello. X S.r.l. Deducibilità dei canoni derivanti da un contratto di sale and lease back avente

Dettagli

ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA

ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA NORMA DI COMPORTAMENTO N. 169 Trattamento dei compensi reversibili degli

Dettagli

Dottori Commercialisti e Revisori Contabili. Circolare su LA PROVA DELLE CESSIONI COMUNITARIE DI BENI INDICAZIONI OPERATIVE

Dottori Commercialisti e Revisori Contabili. Circolare su LA PROVA DELLE CESSIONI COMUNITARIE DI BENI INDICAZIONI OPERATIVE Pellizzer & Partners Dottori Commercialisti e Revisori Contabili Circolare su LA PROVA DELLE CESSIONI COMUNITARIE DI BENI INDICAZIONI OPERATIVE Quando un impresa effettua una operazione di cessione intracomunitaria

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E INDICE

CIRCOLARE N. 20/E INDICE CIRCOLARE N. 20/E Roma, 18 giugno 2013 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive

Dettagli

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Capitolo 17 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario

Dettagli

LA CESSIONE DEL CONTRATTO DEL CALCIATORE Avv. Federica Di Fabio

LA CESSIONE DEL CONTRATTO DEL CALCIATORE Avv. Federica Di Fabio LA CESSIONE DEL CONTRATTO DEL CALCIATORE Avv. Federica Di Fabio La fattispecie della cessione del contratto nel diritto sportivo rappresenta un fenomeno moderno. Infatti, fino agli anni 50/ 60 del secolo

Dettagli

CIRCOLARE N. 12/E. Roma, 09 aprile 2009. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

CIRCOLARE N. 12/E. Roma, 09 aprile 2009. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso CIRCOLARE N. 12/E Roma, 09 aprile 2009 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Art. 30 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,

Dettagli

SCHEMA DI SVOLGIMENTO

SCHEMA DI SVOLGIMENTO TEMA N. 2 Il candidato, con riferimento ai lavori in corso su ordinazione, ma non ancora ultimati alla fine dell esercizio, illustri i principi generali di valutazione e rappresentazione contabile (TRACCIA

Dettagli

AFFITTO AZIENDA. a cura del Dott. Diego Boschiroli e del Dott. Francesco Monaco

AFFITTO AZIENDA. a cura del Dott. Diego Boschiroli e del Dott. Francesco Monaco AFFITTO AZIENDA a cura del Dott. Diego Boschiroli e del Dott. Francesco Monaco 1 ASPETTI CIVILISTICI } L affitto d azienda non ha una disciplina ad hoc NORME DEL CODICE CIVILE APPLICABILI : } L art. 2562

Dettagli

CIRCOLARE N. 61/E. Roma, 03 novembre 2008

CIRCOLARE N. 61/E. Roma, 03 novembre 2008 CIRCOLARE N. 61/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 03 novembre 2008 OGGETTO: Modifiche alla disciplina dei fondi immobiliari. Articolo 82, commi da 17 a 22, del decreto-legge 25 giugno

Dettagli

CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO. 4.1 Introduzione. 4.2. Struttura del business plan

CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO. 4.1 Introduzione. 4.2. Struttura del business plan CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO DELL ATTIVITA ESTRATTIVA 4.1 Introduzione Il business plan è lo strumento alla base di ogni processo di pianificazione sistematico ed efficace.

Dettagli

La disciplina fiscale della conversione dei crediti in azioni o in strumenti finanziari

La disciplina fiscale della conversione dei crediti in azioni o in strumenti finanziari La disciplina fiscale della conversione dei crediti in azioni o in strumenti finanziari Tavole sinottiche a cura di Giulio Andreani Professore di diritto tributario alla Scuola Superiore dell Economia

Dettagli

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7.1 Introduzione Una delle conseguenze più rilevanti sotto il profilo economico, del primo conflitto mondiale, è stata la crisi di Wallstreet; la quale trova fondamento

Dettagli

Spettabile Reconta Ernst & Young S.p.A. Via della Chiusa 2 20123 Milano. Milano, 26 giugno 2013

Spettabile Reconta Ernst & Young S.p.A. Via della Chiusa 2 20123 Milano. Milano, 26 giugno 2013 Spettabile Reconta Ernst & Young S.p.A. Via della Chiusa 2 20123 Milano Milano, 26 giugno 2013 Con riferimento all incarico di revisione contabile ai sensi dell art. 14 del D. Lgs. 27.1.2010 n.39 e dell

Dettagli

AGEVOLAZIONI PRIMA CASA: analisi dei profili fiscali di una fattispecie particolare di trasferimento immobiliare tra privati

AGEVOLAZIONI PRIMA CASA: analisi dei profili fiscali di una fattispecie particolare di trasferimento immobiliare tra privati AGEVOLAZIONI PRIMA CASA: analisi dei profili fiscali di una fattispecie particolare di trasferimento immobiliare tra privati di Alessandra Loiacono Il governo italiano ha da tempo introdotto una serie

Dettagli

La difesa del patrimonio

La difesa del patrimonio Mercoledì 19 Marzo 2014 SAVIGLIANO DONAZIONE DI AZIENDE O QUOTE La donazione è il contratto con il quale (art. 769 C.C.), per spirito di liberalità, una parte arricchisce l altra, disponendo a favore di

Dettagli

CIRCOLARE N. 4/E. Roma, 18 gennaio 2006

CIRCOLARE N. 4/E. Roma, 18 gennaio 2006 CIRCOLARE N. 4/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 18 gennaio 2006 Oggetto: Disposizioni correttive ed integrative al Decreto Legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 in materia di tassazione

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 La valutazione delle IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Prima lezione di Alberto Bertoni 1 IMMOBILIZZAZIONI Definizione Cod. Civ. art. 2424-bis, 1 c. Le immobilizzazioni sono

Dettagli

Una posta di bilancio che necessita particolare

Una posta di bilancio che necessita particolare Costi di ricerca e sviluppo: aspetti contabili e fiscali I principi contabili possono aiutare a interpretare correttamente le scarne istruzioni del legislatore in tema di deducibilità dei costi sostenuti

Dettagli

Valutazione degli investimenti

Valutazione degli investimenti Valutazione degli investimenti Mutina Profit Consulting S.r.l. affianca l imprenditore nella valutazione degli investimenti sia in termini di sostenibilità economica, mediante la predisposizione di Business

Dettagli

CONTABILIZZAZIONE DEL LEASING SECONDO IL METODO FINANZIARIO

CONTABILIZZAZIONE DEL LEASING SECONDO IL METODO FINANZIARIO CONTABILIZZAZIONE DEL LEASING SECONDO IL METODO FINANZIARIO SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIO- NI TRATTAMENTO DEL LEASING FI- NANZIARIO SECONDO I PRINCIPI INTERNAZIONALI TRATTAMENTO

Dettagli

LE OPERAZIONI STRAORDINARIE: CESSIONE DI AZIENDA O RAMO DI AZIENDA

LE OPERAZIONI STRAORDINARIE: CESSIONE DI AZIENDA O RAMO DI AZIENDA PLANNING E CONSULENZA FISCALE E SOCIETARIA LE OPERAZIONI STRAORDINARIE: CESSIONE DI AZIENDA O RAMO DI AZIENDA 1 Operazione di natura straordinaria che consiste nel trasferimento del complesso dei beni

Dettagli

RACCOMANDAZIONI CONTABILI N. 1 DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI DEI CALCIATORI N. 3 COMPARTECIPAZIONI EX ART. 102 BIS DELLE N.O.I.F.

RACCOMANDAZIONI CONTABILI N. 1 DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI DEI CALCIATORI N. 3 COMPARTECIPAZIONI EX ART. 102 BIS DELLE N.O.I.F. RACCOMANDAZIONI CONTABILI N. 1 DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI DEI CALCIATORI N. 2 CAPITALIZZAZIONE COSTI VIVAIO N. 3 COMPARTECIPAZIONI EX ART. 102 BIS DELLE N.O.I.F. N. 4 CESSIONI TEMPORANEE DI CONTRATTO

Dettagli

Indice sistematico. Parte 1 - Valore e valutazione. capitolo 1 - Azienda e valore. capitolo 2 - Avviamento. capitolo 3 - Creazione del valore

Indice sistematico. Parte 1 - Valore e valutazione. capitolo 1 - Azienda e valore. capitolo 2 - Avviamento. capitolo 3 - Creazione del valore Indice 5 Parte 1 - Valore e valutazione capitolo 1 - Azienda e valore Valutazioni d azienda: situazione attuale e orientamenti evolutivi...19 Definizione economica di azienda...22 Definizione giuridica

Dettagli

PERDITE SU CREDITI E CRISI DI IMPRESA: LE NOVITÀ DEL DECRETO

PERDITE SU CREDITI E CRISI DI IMPRESA: LE NOVITÀ DEL DECRETO PERDITE SU CREDITI E CRISI DI IMPRESA: LE NOVITÀ DEL DECRETO INTERNAZIONALIZZAZIONE DI LUCA GAIANI DOTTORE COMMERCIALISTA 1. Competenza delle perdite su crediti Il decreto legislativo sulla internazionalizzazione

Dettagli

RISOLUZIONE N.84/E. OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600

RISOLUZIONE N.84/E. OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600 RISOLUZIONE N.84/E Roma, 10 agosto 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600 Con l interpello specificato in

Dettagli

ANALISI DEI FLUSSI RILEVANTI E INCENTIVI ALLA CREAZIONE DI VALORE. Docente: Prof. Massimo Mariani

ANALISI DEI FLUSSI RILEVANTI E INCENTIVI ALLA CREAZIONE DI VALORE. Docente: Prof. Massimo Mariani ANALISI DEI FLUSSI RILEVANTI E INCENTIVI ALLA CREAZIONE DI VALORE Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO determinazione dei flussi rilevanti; definizione di flussi monetari; definizione di flussi differenziali;

Dettagli

CIRCOLARE N. 60/E. Roma, 28 ottobre 2008

CIRCOLARE N. 60/E. Roma, 28 ottobre 2008 CIRCOLARE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 28 ottobre 2008 OGGETTO: Le nuove modalità di determinazione della base imponibile dell imposta regionale sulle attività produttive per

Dettagli

LE DONAZIONI INDIRETTE. L ABUSO DEL DIRITTO Thomas Tassani Università degli Studi di Urbino - Commissione Studi Tributari CNN

LE DONAZIONI INDIRETTE. L ABUSO DEL DIRITTO Thomas Tassani Università degli Studi di Urbino - Commissione Studi Tributari CNN LE DONAZIONI INDIRETTE. L ABUSO DEL DIRITTO Thomas Tassani Università degli Studi di Urbino - Commissione Studi Tributari CNN 1. Il presupposto dell imposta sulle successioni e donazioni, come definito

Dettagli

Esempio determinazione del tasso di attualizzazione del reddito

Esempio determinazione del tasso di attualizzazione del reddito Esempio determinazione del tasso di attualizzazione del reddito Il tasso di capitalizzazione i, ulteriore elemento da determinare per l applicazione del metodo misto della stima autonoma dell avviamento,

Dettagli

STUDIO ASSOCIATO PAGANI

STUDIO ASSOCIATO PAGANI STUDIO ASSOCIATO PAGANI DOTTORI COMMERCIALISTI E REVISORI DEI CONTI Via G. Frua, 24 Sergio Pagani 20146 Milano Paolo D. S. Pagani Tel. +39 (02) 46.07.22 Raffaella Pagani Fax +39 (02) 49.81.537 Ornella

Dettagli

Il Leasing Finanziario.

Il Leasing Finanziario. Leasing Finanziario e Leasing Operativo: elementi distintivi e principali differenze. di Pietro Bottani e Massimiliano Meoni Dottori Commercialisti in Prato Premessa. La formula del finanziamento in leasing,

Dettagli

L analisi finanziaria

L analisi finanziaria L analisi finanziaria Sebastiano Di Diego - Fabrizio Micozzi 1 L analisi dei flussi Profili generali 1 Le ragioni per uno studio dei flussi (1) Le riclassificazioni di dati economici e patrimoniali e lo

Dettagli

ALLA DIREZIONE GENERALE DI TUTTE LE ASSOCIATE. CIRCOLARE N. 33/2012 SERIE FISCALE Roma, 9 novembre 2012

ALLA DIREZIONE GENERALE DI TUTTE LE ASSOCIATE. CIRCOLARE N. 33/2012 SERIE FISCALE Roma, 9 novembre 2012 CIRCOLARE N. 33/2012 SERIE FISCALE Roma, 9 novembre 2012 ALLA DIREZIONE GENERALE DI TUTTE LE ASSOCIATE Oggetto: Leasing fotovoltaico. Tassazione ai fini dell imposta di registro del contratto di cessione

Dettagli

GLI ASPETTI TRIBUTARI

GLI ASPETTI TRIBUTARI GLI ASPETTI TRIBUTARI DELLA CESSIONE DEL CREDITO DEL PROFESSIONISTA di Paolo Dal Monico (Dottore Commercialista in Vicenza) SOMMARIO: I Premessa; II. I.V.A.; III. Lavoratore autonomo che ha già emesso

Dettagli

Schede operative. Operazioni societarie. Cessione di quote di Snc a titolo oneroso

Schede operative. Operazioni societarie. Cessione di quote di Snc a titolo oneroso Operazioni societarie Uscita del socio da una Snc: cessione a titolo oneroso, recesso e trasferimento mortis causa La società in nome collettivo è uno dei tipi di società di persone regolati dal Codice

Dettagli

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE Le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità

Dettagli

FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ

FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ Circolare informativa per la clientela n. 3/2013 del 31 gennaio 2013 FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ In questa Circolare 1. Normativa Iva nazionale Novità

Dettagli

Informativa per la clientela

Informativa per la clientela Informativa per la clientela Informativa n. 20 del 14 gennaio 2013 Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di imposte dirette INDICE 1 Premessa... 3 2 Deducibilità delle auto aziendali e dei professionisti...

Dettagli

LE IMPOSTE SUI REDDITI

LE IMPOSTE SUI REDDITI LE IMPOSTE SUI REDDITI IRPEF L Irpef è un imposta progressiva che colpisce il reddito delle persone fisiche. La base imponibile è determinata dalla somma dei seguenti redditi: - redditi fondiari; - redditi

Dettagli

Reverse charge: interventi di collaudo e prima accensione

Reverse charge: interventi di collaudo e prima accensione Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 161 28.05.2015 Reverse charge: interventi di collaudo e prima accensione Categoria: IVA Sottocategoria: Reverse charge La nuovo normativa concernente

Dettagli

Criticità dei metodi patrimoniali:

Criticità dei metodi patrimoniali: Criticità dei metodi patrimoniali: Valutano l azienda guardando al presente senza considerare le potenzialità future; A livello internazionale non sono considerati un vero e proprio metodo; In Italia sono

Dettagli

IL PROJECT FINANCING IN CONCRETO: IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO. Marco Righini

IL PROJECT FINANCING IN CONCRETO: IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO. Marco Righini IL PROJECT FINANCING IN CONCRETO: IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO Classificazione delle opere in PPP Progetti dotati di generare reddito Progetti dove il soggetto privato fornisce direttamente servizi alla

Dettagli

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art.

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

SPAZIANI & LONGO ASSOCIATI

SPAZIANI & LONGO ASSOCIATI Circolare n. 3 del 16 febbraio 209 Le misure fiscali contenute nel decreto anti-crisi Premessa Il 27 gennaio u.s. è stato convertito in Legge il Decreto n. 185/2008 contenente le misure anti-crisi varate

Dettagli

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE.

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE. Trattamento delle somme corrisposte da una società di persone al socio nel caso di recesso, esclusione, riduzione del capitale, e liquidazione, ed aspetti fiscali per la società. Questo convegno ci offre

Dettagli

L APPLICAZIONE DELL IVA E DELL IMPOSTA DI REGISTRO PER LE CESSIONI DI FABBRICATI

L APPLICAZIONE DELL IVA E DELL IMPOSTA DI REGISTRO PER LE CESSIONI DI FABBRICATI L APPLICAZIONE DELL IVA E DELL IMPOSTA DI REGISTRO PER LE CESSIONI DI FABBRICATI Sommario Introduzione... 2 Il principio generale di esenzione dall Iva... 2 La nozione di impresa costruttrice... 3 Fabbricati

Dettagli

Recesso a seguito dell approvazione di modifiche dello statuto ai sensi dell art. 2437, comma 1, lettera g) cod. civ.. Determinazione del valore di

Recesso a seguito dell approvazione di modifiche dello statuto ai sensi dell art. 2437, comma 1, lettera g) cod. civ.. Determinazione del valore di Recesso a seguito dell approvazione di modifiche dello statuto ai sensi dell art. 2437, comma 1, lettera g) cod. civ.. Determinazione del valore di liquidazione delle azioni ai sensi dell art. 2437-ter

Dettagli

ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA

ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA ESAME DI VALUTAZIONE D AZIENDA (ASPETTI TEORICI ED APPLICAZIONI PRATICHE) UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MACERATA FACOLTA DI ECONOMIA Anno Accademico 2014-2015 A CURA DI PIERPAOLO CEROLI Professore a contratto

Dettagli

COSTI DI IMPIANTO E AMPLIAMENTO

COSTI DI IMPIANTO E AMPLIAMENTO 3 COSTI DI IMPIANTO E AMPLIAMENTO Attivo SP B.I.1 Prassi Documento OIC n. 12; Documento OIC n. 24; IAS n. 38 Giurisprudenza Trib. Napoli 24.2.2000; Cass. 28.8.2004 n. 17210; Cass. 11.1.2006 n. 377 1 PREMESSA

Dettagli

1 L oggetto dell incarico. 2 L oggetto della valutazione. 3 La metodologia valutativa

1 L oggetto dell incarico. 2 L oggetto della valutazione. 3 La metodologia valutativa La valutazione di un ramo d azienda che svolge l attività di manutenzione caldaie a domicilio, oggetto di conferimento. Il metodo reddituale a due fasi 1 L oggetto dell incarico 2 L oggetto della valutazione

Dettagli

La leva fiscale per far ripartire il mercato immobiliare

La leva fiscale per far ripartire il mercato immobiliare 49 * Sabrina Capilupi I fondi immobiliari La leva fiscale per far ripartire il mercato immobiliare DOI: 10.14609/Ti_1_14_4i Parole chiave: fondi immobiliari, organismi di investimento collettivo del risparmio,

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Le problematiche civilistiche e fiscali delle operazioni di finanza strutturata bancaria e dei fondi immobiliari UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Lezione del 11 febbraio 2014 Lezione

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/31 35. Informazioni sui valori contabili contenuti in differenti classificazioni di rimanenze e l ammontare delle variazioni in queste voci di attività è utile per gli utilizzatori del bilancio.

Dettagli

e, p. c., Ad esclusivo uso interno; è vietata la pubblicazione all esterno.

e, p. c., Ad esclusivo uso interno; è vietata la pubblicazione all esterno. PER POSTA ELETTRONICA Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 14 luglio 2009 Direzione Centrale Accertamento Alle Direzioni regionali Alle Direzioni provinciali Agli Uffici locali e, p. c., All

Dettagli

La valutazione di azienda con il metodo reddituale.

La valutazione di azienda con il metodo reddituale. La valutazione di azienda con il metodo reddituale. a cura del Prof. Fabio Banderali (docente di discipline economiche e praticante commercialista in Lodi) Ciascuno di noi è, in verità, un immagine del

Dettagli

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI Studio n. 100/2003/T DECADENZA DALLE C.D. AGEVOLAZIONI PRIMA CASA Approvato dalla Commissione studi tributari il 19 dicembre 2003. 1. Introduzione Con il comma 5 dell art. 41

Dettagli

Imposte sul reddito d esercizio

Imposte sul reddito d esercizio Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 25 novembre 29 Reddito esercizio e reddito fiscale Determinazione del reddito fiscale (IRAP e IRES) Imposte sul reddito d

Dettagli

QUESITO SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

QUESITO SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE RISOLUZIONE N. 169/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 1 luglio 2009 OGGETTO: Consulenza giuridica - Trattamento IVA applicabile alla gestione del patrimonio immobiliare. Art. 4, primo comma,

Dettagli

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DFP-0020266-30/04/2008-1.2.3.3 CIRCOLARE N.6/08 A Alle tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 Autorità amministrative

Dettagli

Circolare n. 4 04 Febbraio 2013. Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di imposte dirette INDICE. 1 Premessa... 3

Circolare n. 4 04 Febbraio 2013. Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di imposte dirette INDICE. 1 Premessa... 3 Circolare n. 4 04 Febbraio 2013 Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di imposte dirette INDICE 1 Premessa... 3 2 Deducibilità delle auto aziendali e dei professionisti... 3 2.1 Auto aziendali...

Dettagli

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Capitolo 19 Indice degli argomenti 1. Condizioni per un sano sviluppo

Dettagli