PROBLEMA DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL SILENZIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROBLEMA DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL SILENZIO"

Transcript

1 IL SILENZIO AMMINISTRATIVO PROF.SSA CARMENCITA GUACCI

2 Indice 1 PROBLEMA DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL SILENZIO L EVOLUZIONE STORICA DEL PROBLEMA DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL SILENZIO DELLA P.A VARIE FIGURE DI SILENZIO DISCIPLINA NORMATIVA E FORMAZIONE DEL SILENZIO ASSENSO IL PROVVEDIMENTO TARDIVO CONFRONTO CON LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ LA DIFFERENZA PRINCIPALE CONCERNE L OGGETTO ALTRE FIGURE DI SILENZIO SIGNIFICATIVO LA PROPOSIZIONE DELL AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AVVERSO L INERZIA DELL AMMINISTRAZIONE di 42

3 1 Problema della qualificazione giuridica del silenzio Il problema della qualificazione giuridica del silenzio della pubblica amministrazione riveste notevole importanza con riferimento alla tutela del privato nei confronti dell amministrazione, anche nei casi di inerzia della stessa, quando tale comportamento omissivo lo danneggi. Al riguardo è da notare che prima della entrata in vigore della legge n.241 del 1990, in materia di procedimento amministrativo, non vi era nel nostro ordinamento giuridico una norma che, in armonia con i principi di buona amministrazione e di imparzialità di cui all art. 97 della Cost. imponesse in via generale alla pubblica amministrazione di concludere il procedimento amministrativo con un provvedimento esplicito. L assenza di una norma di questo tipo incentivava i silenzi ed i comportamenti intenzionalmente o involontariamente ostruzionistici della pubblica amministrazione determinando un vuoto di tutela degli interessi a fronte di dette omissioni. Tale panorama normativo è stato profondamente innovato dalla promulgazione della legge n. 241 del 1990 che, all art. 2, ha sancito l obbligo generale della pubblica amministrazione di concludere il procedimento mediante l adozione di un provvedimento espresso. Da parte della dottrina prevalente si ritiene che l art. 2 della legge n. 241 del 1990 abbia generalizzato l obbligo, o meglio il dovere di concludere il procedimento amministrativo determinando l illegittimità dei comportamenti omissivi e delle inerzie della pubblica amministrazione ed attribuendo al privato un vero e proprio diritto alla conclusione del procedimento. 3 di 42

4 2 L evoluzione storica del problema della qualificazione giuridica del silenzio della p.a. Alle origini del nostro sistema di giustizia amministrativa, il problema della proponibilità di un azione giurisdizionale avverso l inerzia della amministrazione non è emerso mai in tutta la sua evidente drammaticità. L assenza del tema in esame dal panorama giuridico italiano viene tradizionalmente ricondotta alla natura impugnatoria del sindacato giurisdizionale nei confronti dell amministrazione. Invero, secondo l orientamento in esame, la legge n.2248/1865, all. E), e la legge n. 5992/1889 avevano configurato un sistema di giustizia amministrativa in cui la reazione avverso l inerzia dell amministrazione non era prospettabile innanzi al giudice ordinario, al quale rimaneva precluso ogni incursione nel territorio degli interessi legittimi, né innanzi al Consiglio di Stato, che poteva essere adito solo con un azione di annullamento di un atto o di un provvedimento amministrativo illegittimo. Solo in presenza di un atto o di un provvedimento amministrativo era contemplata la possibilità di proporre ricorso. Invece, ogni qual volta, la pubblica amministrazione fosse rimasta inerte, non era prevista la possibilità di invocare la tutela giurisdizionale. La giurisprudenza resa nella fase in esame non ha mai fondato il diniego di tutela avverso il silenzio sulla natura impugnatoria del processo amministrativo. Al contrario, dalla lettura delle pronunce del Consiglio di Stato emesse nella fase anteriore al 1900, emerge che l argomento fondamentale per negare tutela giurisdizionale avverso l inerzia dell amministrazione era rappresentato dall assenza del dovere di provvedere pubblica amministrazione sulle istanze che venivano presentate dai privati, per la presenza di un potere discrezionale o di un potere di natura politica. La giurisprudenza si occupò dell istituto del silenzio per la prima volta relativamente all inerzia serbata dall amministrazione nei confronti di un ricorso gerarchico. L esigenza di tutelare il privato avverso l inerzia dell amministrazione balzò, per la prima volta, alla ribalta delle cronache giudiziarie, in una ipotesi di silenzio serbato dall amministrazione su un ricorso gerarchico. Si discusse se la proposizione del ricorso gerarchico imponesse all amministrazione l obbligo giuridico di provvedere e se, in caso di sua perdurante inerzia, fosse possibile adire il Consiglio di Stato. 4 di 42

5 Il problema della impugnabilità del silenzio serbato dall amministrazione su un ricorso gerarchico venne affrontato dalla sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, n.409, che fornì per la prima volta una soluzione positiva al problema sollevato. Il Consiglio di Stato equiparò il silenzio serbato su di un ricorso gerarchico al rigetto, La predetta equiparazione operò sul piano sostanziale dell interesse a ricorrere e non su quello processuale dell impugnazione di un provvedimento, quale requisito per accedere alla tutela giurisdizionale. Il problema principale che il giudice si pose era quello di individuare un meccanismo giuridico che consentisse l accesso alla tutela giurisdizionale e la soluzione venne ravvisata nella notifica della diffida, che permetteva di conferire all inerzia il significato di rigetto della istanza. Il problema della qualificazione giuridica del silenzio rimase, invece, sullo sfondo. L equiparazione del silenzio a un provvedimento negativo avvenne sul mero piano della configurazione dell interesse a ricorrere, non essendo concepibile consentire la proposizione di un ricorso in caso di accoglimento dell istanza proposta dal privato. La predetta equiparazione operò sul piano dell interesse a ricorrere, non su quello della configurazione di un atto o provvedimento da dover necessariamente impugnare per poter accedere alla tutela giurisdizionale. In definitiva il Consiglio di Stato con la sentenza del 1902 introdusse una nuova forma di tutela accanto a quella tipica di annullamento, però non si pose alcun problema di qualificazione giuridica del silenzio, non ritenne necessario configurarlo come un atto (anche perché a monte vi era la decisione negativa contestata con il ricorso gerarchico). L impostazione metodologica della dottrina, invece, fu del tutto differente. Innanzi tutto, va evidenziato che il problema del silenzio venne esaminato da un punto di vista sostanziale. La dottrina studiò il silenzio al fine di attribuirgli o di negargli natura di dichiarazione tacita di volontà. L indagine sul silenzio, pertanto, avvenne nell ambito della teoria degli atti amministrativi. I commentatori della sentenza e la dottrina del silenzio, travisarono la vera essenza della pronuncia del Consiglio di Stato e rappresentarono l inerzia come un provvedimento negativo, in presenza del quale poteva pronunciarsi il Consiglio di Stato. La dottrina nell interpretare la pronuncia del Consiglio di Stato ricalcò l impostazione metodologica che la dottrina privatistica dette al tema del silenzio in quegli anni. 5 di 42

6 In altri termini, la dottrina, influenzata dall elaborazione teorica dei civilisti, configurò il silenzio come una manifestazione tacita di volontà e poi sostenne che tale configurazione era conforme alla natura impugnatoria del processo amministrativo. In questo modo, venne occultata la novità introdotta dalla giurisprudenza e la nuova tutela venne ricondotta nelle tipologie ordinarie di tutela, rendendola inefficace. La dottrina, invece di cogliere il carattere innovativo della decisione del Consiglio di Stato, quasi sorpresa dalla pronuncia, tentò di ricondurla negli ambiti degli assetti tradizionali. La pronuncia del Consiglio di Stato n. 429/1902, al contrario, presentava tratti di rilevante innovatività. Infatti, il Consiglio di Stato riconosceva che la tutela giurisdizionale non consisteva soltanto nell annullamento del provvedimento lesivo, ma sussisteva anche quando l amministrazione ometteva di provvedere su una istanza del privato, nel caso specifico su di un ricorso gerarchico. Si era in presenza di un indiscusso ampliamento della tutela sino ad allora riconosciuta. La dottrina, invece, di prendere atto di ciò, cercò di ricondurre, la nuova ipotesi di tutela nell alveo di quella tradizionale, in altri termini di ricondurre l azione avverso il silenzio nell ambito della tutela di annullamento di un atto. La dottrina pubblicistica, che in questa fase si occupò della rilevanza giuridica del silenzio, recependo i risultati della teoria privatistica sul negozio giuridico, condusse a maturazione l equiparazione del silenzio a una manifestazione di volontà, parlando di volta in volta di provvedimento tacito o di provvedimento implicito. Questa tesi non fu esente da critiche, Infatti secondo un autorevole dottrina non è possibile ricondurre il comportamento inerte della pubblica amministrazione a qualunque tipo di atto della pubblica amministrazione, espresso, tacito o presunto che a dir si voglia. I casi in cui l inerzia può essere equiparata ad un provvedimento ricorrono solo quando è la stessa legge che le attribuisce un determinato significato (positivo o negativo), vale a dire nelle sole ipotesi di silenzio tipizzato. Quindi, il silenzio assenso e il silenzio rifiuto, poiché per legge hanno un determinato valore legale tipico, possono essere equiparati ad un provvedimento e di conseguenza per loro non si pone un problema di qualificazione. Il problema della qualificazione riguarda la mera inerzia della pubblica amministrazione, vale a dire quei casi in cui la legge non dice nulla in proposito. In definitiva, se l inerzia ha valore di rifiuto o di silenzio assenso e, pertanto, ha un valore legale tipico 6 di 42

7 ed è assimilata ad un provvedimento, non vi è silenzio; se vi è silenzio, invece, non vi è alcun provvedimento. Questa tesi prende le distanze da quella dottrina pubblicistica che aveva ricalcato i risultati delle teorie privatistiche per spiegare il concetto di silenzio, affermando che l amministrazione, pur in presenza di un obbligo di provvedere, non è tenuta a esprimere necessariamente una manifestazione di volontà; quello che conta è che l amministrazione abbia agito bene, ovvero abbia effettuato la valutazione comparativa degli interessi coinvolti. Il silenzio, secondo questa tesi, è una pausa dell azione amministrativa, un punto di crisi nello svolgimento della funzione amministrativa. In altri termini, la pubblica amministrazione, quando non esercita l attività diretta alla realizzazione dell interesse pubblico, viola l interesse pubblico. La mancanza di attività rileva come silenzio giuridicamente rilevante perché l inerzia contrasta con l interesse pubblico. L amministrazione nell esercizio della sua discrezionalità deve pronunciarsi sulla domanda del privato, cioè deve provvedere. Il silenzio si ha quando la pubblica amministrazione non adempie all obbligo di evadere la domanda del privato, nel senso di valutare la conformità del provvedimento richiesto all interesse pubblico. Si ha, pertanto, silenzio, quando la pubblica amministrazione, investita da una domanda, non comunica al privato il risultato della sua valutazione. In definitiva, il silenzio è un fatto completamente estraneo alla volontà amministrativa che rileva come esercizio difettoso della funzione amministrativa. Il silenzio, in altri termini, viene inteso come un comportamento inerte al quale la legge attribuisce certi effetti sostanziali e processuali a prescindere dal reale contenuto della volontà della pubblica amministrazione. Successivamente, anche il legislatore equiparò il silenzio al rigetto, al fine dell esperibilità del ricorso giurisdizionale e regolò all art. 5, quarto e quinto comma, del r.d n.383, (testo unico della legge comunale e provinciale) il caso del silenzio della p.a. su un ricorso gerarchico, precisando gli adempimenti necessari a carico dell interessato per ottenere l accertamento del silenzio della p.a. ( c.d. silenzio rigetto) e poterlo, quindi, impugnare in sede giurisdizionale. Non si prevedeva, invece, nulla in ordine al silenzio della p.a., nelle ipotesi in cui essa aveva l obbligo di provvedere indipendentemente dalla presentazione di un ricorso (c.d. silenzio rifiuto). La giurisprudenza ritenne che, anche in tal caso, si dovesse applicare la procedura prevista dall art. 5 del T.U per il silenzio rigetto. Nel 1971 la disciplina prevista dall art. 5 del TU. è stata 7 di 42

8 modificata dalla legge 1034 del 1971 (istitutiva dei T.a.r.) e, successivamente, dal d.p.r del 1971 (sui ricorsi amministrativi). Tuttavia, l innovazione legislativa riguardava solo l ipotesi del silenzio serbato su ricorso amministrativo. La regola posta dall art. 5 r.d. 383/1934 venne applicata anche agli altri ricorsi amministrativi, ma non venne estesa anche al ricorso straordinario. In un primo momento, la giurisprudenza escluse che la regola del citato art. 5 potesse essere applicata anche a istanze diverse dai ricorsi amministrativi. Solo successivamente si diffuse la convinzione che in ogni caso era necessario attendere il decorso di almeno centoventi giorni dalla presentazione della richiesta all amministrazione e, poi, era possibile notificarle un atto di diffida a provvedere, assegnandole un termine non inferiore a sessanta giorni. L inerzia protratta oltre tale termine poteva essere impugnata innanzi al giudice amministrativo o in sede di ricorso straordinario. In definitiva, la norma introdotta dall art. 5 r..d. n. 383/1934 assunse il significato di principio generale valido in tutti i casi di inerzia dell amministrazione, ad esclusione delle ipotesi di silenzio accoglimento. Il problema da affrontare, secondo l orientamento in esame, era quello della sorte riservata alle ipotesi di mero silenzio inadempimento, vale a dire a quei casi in cui, per mancanza di una espressa previsione normativa, il silenzio non assumeva valore legale tipico. A tale sviluppo normativo e dottrinale la giurisprudenza fece seguire un importante pronuncia, resa dall Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. L Adunana plenaria con sentenza n. 10 del , pronunciandosi sulle modalità di formazione del silenzio rifiuto, in seguito all entrata in vigore del d.p.r. n del 1971 e della l. n del 1971, affermò che la disciplina della diffida, in caso di inerzia della pubblica amministrazione, in difetto di un altra fonte idonea, doveva rinvenirsi in via analogica nell art. 25 del T.u. 10 gennaio 1957, n. 3. In definitiva, in tale occasione, la magistratura amministrativa, accogliendo la posizione espressa in dottrina, ritenne di dover applicare al silenzio rifiuto la procedura contemplata dall art. 25 del d.p.r. 3 del 1957 (Testo Unico degli impiegati civili dello Stato), per cui decorsi inutilmente 60 giorni dalla presentazione di un istanza il privato doveva diffidare e mettere in mora la pubblica amministrazione affinché provvedesse entro un termine di almeno 30 giorni. Decorso 8 di 42

9 infruttuosamente tale termine, era possibile impugnare il silenzio- rifiuto dinanzi al giudice amministrativo. Con l impiego di tale impostazione si giunse all entrata in vigore della l. n. 241/1990, il cui art. 2 introdusse il principio del dovere dell amministrazione di concludere il procedimento amministrativo con un provvedimento espresso. 9 di 42

10 3 Varie figure di silenzio Uno degli esiti più significativi della dottrina nella fase successiva all emanazione del r.d.383/1934 T.U sulle leggi comunali e provinciali è rappresentato dalla individuazione di diverse tipologie di silenzio. Una prima tipologia è quella del silenzio serbato dall amministrazione, obbligata a provvedere su una istanza del privato, che le abbia anche prefissato un termine, che va considerato come rifiuto di provvedere nel senso richiesto dall interessato. Nel periodo in esame prende avvio l elaborazione della figura del silenzio assenso, che poi negli anni successivi giungerà a completa maturazione. Nella fase iniziale di elaborazione, il silenzio della pubblica amministrazione era considerato una figura unitaria. Le differenze che esistevano fra le diverse situazione di inerzia erano prese in considerazione al solo limitato fine di individuare i casi in cui conferire all inerzia il valore legale tipico di accoglimento dell istanza ( cd. silenzio assenso o accoglimento) e quelli in cui attribuire il valore di rigetto ( cd. silenzio rigetto). Pur nella varietà di posizioni espresse sul silenzio assenso, si era soliti affermare che il silenzio assenso era equipollente a un determinato atto amministrativo. Nell ambito di questo orientamento generale cominciarono a delinearsi varie interpretazioni. La dottrina prevalente considerava come silenzio assenso tutte le situazioni nelle quali, in base a una norma, alla scadenza del termine entro il quale l autorità amministrativa doveva emanare un determinato atto, si produceva un effetto positivo di rilevanza sostanziale. In questo contesto appare interessante la tesi secondo cui il silenzio assenso dovrebbe essere inquadrato nell ambito dei comportamenti concludenti, vale a dire di quei comportamenti che pur non traducendosi in una pronuncia formale, legittimano l applicazione degli stessi principi e della stessa disciplina dell atto corrispondente. una parte della dottrina è ritornata sulla qualificazione del silenzio assenso come fenomeno diverso dall atto amministrativo. In particolare, tale dottrina ha prospettato la qualificazione del silenzio assenso provvedimentale come situazione di legittimazione ex lege. 10 di 42

11 Elemento tipico delle ipotesi di silenzio assenso sarebbe il venir meno, in conseguenza del decorso del termine, della necessità di un provvedimento amministrativo, per il verificarsi di certi effetti giuridici. In altri termini, la norma che introduce il silenzio assenso, nel suo contenuto tipico determina una equipollenza legale di effetti fra una condotta omissiva dell amministrazione (qualificata dalla decorrenza del termine) e la pronuncia richiesta all amministrazione stessa. Non si tratta, quindi né di una norma interpretativa (che attribuisca significato di concludenza a una condotta), né di norma costitutiva di provvedimenti amministrativi. La previsione del silenzio assenso va considerata nella logica di quelle previsioni che attribuiscono a una condotta non significativa di un soggetto l effetto tipico di un atto (di un negozio giuridico nel diritto privato, di un atto amministrativo nel diritto amministrativo). Per questa ragione il silenzio assenso può essere considerato nella logica delle valutazioni legali tipiche. Secondo, infine, un autorevole tesi il silenzio assenso è un ipotesi di silenzio significativo in cui la norma attribuisce determinati effetti, un determinato significato (positivo in questo caso) alla inerzia della pubblica amministrazione. Si può dire che con la previsione delle ipotesi di silenzio significativo il legislatore ha individuato, a favore del cittadino, una particolare forma di tutela che può essere definita preventiva, in quanto con tale previsione interviene direttamente per scongiurare gli effetti pregiudizievoli connessi all inerzia della pubblica amministrazione, riconoscendo al silenzio dell amministrazione un significato legale tipico non produttivo di effetti lesivi. Nel caso invece di silenzio inadempimento, il legislatore, invece, come poi vedremo, ha espressamente disciplinato una forma di tutela successiva con la previsione di un apposito rito processuale per consentire al cittadino di rivolgersi all autorità giudiziaria per eliminare gli effetti pregiudizievoli prodotti dall inerzia della pubblica amministrazione. 11 di 42

12 4 Disciplina normativa e formazione del silenzio assenso n.241/1990. La disciplina normativa dell istituto del silenzio assenso è contenuta nell art. 20 della l. La fattispecie del silenzio assenso, che trova applicazione nei casi procedimenti a istanza di parte ricorre quando, in presenza di presupposti e requisiti fissati tassativamente dalla legge, viene attribuito al comportamento inerte dell amministrazione il valore legale di provvedimento positivo di rilascio di un provvedimento ampliativo richiesto dal privato. Per la formazione del silenzio assenso, è necessaria la presentazione di un istanza di parte altrimenti il silenzio assenso non si forma. Inoltre, l amministrazione non deve comunicare all interessato, entro i termini di cui all art. 2 della l. n.241/1930, un provvedimento di diniego né indire, entro 30 giorni dalla presentazione dell istanza, una conferenza di servizi. La disciplina concernente la procedura di formazione del silenzio assenso è contenuta nel d.p.r. 26 aprile 1992 n.300 modificato con d.p.r. n. 407/1994. L art. 3 e l art. 4, comma 1, del regolamento di attuazione della legge n. 241/1990, prevedono che l atto di assenso si considera formato quando la domanda del privato indichi le generalità del richiedente e l oggetto e le caratteristiche dell attività da svolgere, con allegata una dichiarazione relativa alla sussistenza dei presupposti e dei requisiti previsti dalla legge per svolgere tale attività, ivi compresa la presenza dei requisiti soggettivi richiesti. La dichiarazione circa il possesso di tutti i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni è rivolta ad evitare che l inerzia dell Amministrazione legittimi l esercizio dell attività in contrasto con la normativa di settore. In caso di incompletezza o irregolarità della domanda, l amministrazione entro 10 giorni, né dà comunicazione al richiedente e il termine per la formazione del silenzio decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata, se l amministrazione non provvede alla comunicazione, il termine del procedimento decorre comunque dal ricevimento della domanda. All interessato viene rilasciata una ricevuta all atto di presentazione della domanda recante le indicazioni di cui all art. 8 della l. n.241/1990. In caso di istanza inoltrata a mezzo raccomandata, la ricevuta è costituita dall avviso stesso debitamente firmato, ed entro 3 giorni dal ricevimento 12 di 42

13 della domanda l amministrazione comunica all interessato le indicazione di cui all art. 8 della l. n. 241/1990. I termini per la formazione del silenzio assenso possono essere interrotti una sola volta dall amministrazione esclusivamente per la tempestiva richiesta, all interessato, di elementi integrativi o di giudizio che non siano già in possesso della pubblica amministrazione. Nel caso di richiesta di elementi integrativi, i termini iniziano a decorrere di nuovo dalla data di ricevimento, da parte della pubblica amministrazione, degli elementi richiesti. In sostanza, per invocare la formazione del silenzio assenso ai sensi dell art. 20 della legge n, 241/1990 va dimostrato, oltre al decorso del tempo, il possesso di tutte le condizioni di carattere oggettivo e dei requisiti soggettivi necessari per lo svolgimento dell attività per la quale vi è richiesta di autorizzazione amministrativa. Il legislatore ha escluso dall ambito di applicazione del silenzio assenso due ipotesi: a) quando l amministrazione, ai sensi dell art. 20, comma 2 della l. n. 241/1990, indice una conferenza di servizi entro 30 giorni dalla presentazione dell istanza. L espressione utilizzata dal legislatore può indire induce a ritenere che trattasi di una conferenza di servizi facoltativa. b) quando ai sensi del comma 4, dell art. 20 della l. n. 241/1990 si tratti di atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, l immigrazione, l asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti. Si tratta di una categoria di atti che per la rilevanza costituzionale degli interessi ad essi sottesi, devono essere oggetto di una espressa determinazione amministrativa atteso che in questi casi non è possibile equiparare all atto amministrativo espresso un eventuale comportamento inerte. Dopo la riforma del 2005, il silenzio assenso da istituto di carattere eccezionale è diventato istituto di carattere generale. Il regolamento governativo, che originariamente doveva prevedere i casi di ammissibilità dell istituto, ora è chiamato ad individuare i casi in cui esso non trova applicazione. Ogni controversia relativa all istituto del silenzio assenso è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. 13 di 42

14 5 Il provvedimento tardivo Una volta decorso il termine previsto per la maturazione del silenzio assenso, la pubblica amministrazione consuma il potere di decidere sull istanza del privato, in senso positivo come in senso negativo. In altri termini, l amministrazione in caso di insussistenza dei requisiti richiesti per lo svolgimento dell attività da parte del richiedente, può solo agire in via di autotutela con atto di annullamento del silenzio formatosi illegittimamente o con provvedimento di revoca, salva ove possibile, la sanatoria dei vizi da parte dell interessato entro un termine prefissato dall amministrazione stessa. Tuttavia, il provvedimento di annullamento del silenzio assenso non può identificarsi nel semplice diniego tardivo espresso, in quanto è necessario, in base ai principi generali in tema di autotutela, esternare i motivi di pubblico interesse che, nonostante il tempo trascorso e l affidamento ingenerato, richiedono l eliminazione dell atto tacito. Sul piano della tutela giurisdizionale ne deriva la legittimazione dell interessato ad impugnare il provvedimento tardivo di diniego, intrinsecamente illegittimo e a riprendere l attività tacitamente autorizzata a seguito dell annullamento dello stesso. E evidente che, nel caso in cui l amministrazione emani un provvedimento tardivo di accoglimento dell istanza, quest ultimo, pur se illegittimo, sarà confermativo del precedente assenso tacito. Qualora il privato ritenga di poter subire un pregiudizio in ragione dell intervento del provvedimento autorizzatorio tacito, può attivarsi al fine della tutela della propria sfera giuridica, in sede di partecipazione al relativo iter procedimentale o incentivando i poteri di autotutela della pubblica amministrazione. Il terzo, invece, potrà esperire, alla stregua delle regole generali, il ricorso giurisdizionale innanzi al Giudice amministrativo. 14 di 42

15 6 Confronto con la segnalazione certificata di inizio attività Il disposto dell art. 20, concernente l istituto del silenzio assenso è strettamente collegato al dettato dell art. 19, in tema di segnalazione certificata di inizio attività, atteso che come quest ultima figura, è informato ad un ottica di liberalizzazione dell attività dei privati e di miglioramento dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Nonostante tale affinità teleologica, i predetti istituti sono caratterizzati da profondi elementi di differenziazione sul versante strutturale. Mentre l art. 19 prevede i casi in cui al privato è riconosciuta la facoltà di intraprendere determinate attività economiche sulla base di una mera denuncia, L art. 20, prende in considerazione le ipotesi in cui la richiesta di un dato procedimento si considera accolta qualora entro un certo termine la pubblica amministrazione non comunichi all interessato il provvedimento di diniego. In altri termini, l art. 20 non incide in senso abrogativo sull esistenza del regime autorizzatorio che rimane inalterato, ma introduce una modalità semplificata di conseguimento dell autorizzazione. 15 di 42

16 7 La differenza principale concerne l oggetto L art. 19 riguardando materie soggette a provvedimenti autorizzatori a carattere sostanzialmente vincolato e quindi non richiedenti una complessa ponderazione comparativa degli interessi primari e secondari, legittima all esercizio immediato dell attività economica. L art. 20 afferendo a settori caratterizzati dall intervento di autorizzazioni a contenuto discrezionale, e, conseguentemente comportando un opera di organica disamina degli interessi in considerazione, impedisce al privato l intrapresa dell attività autorizzata antecedentemente al decorso dell arco temporale funzionale alla maturazione del provvedimento tacito di accoglimento. Un altra ipotesi di silenzio significativo è il silenzio diniego Si ha silenzio diniego quando la legge conferisce all inerzia della p.a. il significato di un diniego di accoglimento dell istanza o ricorso. Ne è un esempio l art. 25, comma 4 della l. n. 241 del 1990 in tema si accesso ai documenti amministrativo, oppure l art. 6 del d.p.r. n. 1199/1971 e l art. 20 della l. n del 1971, in forza dei quali, trascorsi inutilmente 90 giorno dalla presentazione di un ricorso gerarchico, il ricorso si intende respinto. 16 di 42

17 8 Altre figure di silenzio significativo Silenzio approvazione (silenzio con valore legale tipico). Si ha silenzio approvazione nelle ipotesi particolare di silenzio assenso riferita ai rapporti interorganici: si verifica quando l atto di un autorità sia assoggettato al controllo di un altra autorità, da esercitarsi entro un termine tassativo, e la legge stabilisca che l atto è approvato quando sia decorso inutilmente il termine senza che sia stato adottato il diniego di approvazione. Ad esempio l art. 29 della l. n.70/ Controllo sulle delibere degli enti. Silenzio facoltativo ( silenzio a carattere procedimentale). Si ha il c.d. silenzio facoltativo in tutte le ipotesi in cui l esercizio di una particolare competenza, durante un procedimento amministrativo, sia previsto come meramente facoltativo, per cui trascorso inutilmente il termine previsto per l esercizio di esso può procedere al compimento degli atti successivi senza ulteriore attesa e senza pregiudizi per gli effetti finali. Esempio art. 7 della l. n. 1 del 1978 Detta forma di silenzio è stata ampliata dall art. 16, comma 2 della l.n. 241/1990, (Attività consultiva) modificato dalla l. n.127 del Silenzio devolutivo Si ha silenzio devolutivo quando il silenzio della p.a. comporta l attribuzione della competenza ad altra autorità. Anche detta forma è stata notevolmente potenziata dalla l. n. 241 del 1990, precisamente dall art. 17. Silenzio rinuncia Si ha silenzio rinuncia, quando un determinato potere dell amministrazione si estingue se non viene esercitato entro un certo termine. Così ad esempio l art. 7 della l. n. 865 del 1971 conferisce alle Regioni il potere di annullare le concessioni illegittime entro diciotto mesi dall accertamento delle violazione, così come previsto dall art. 27 della l. n del Silenzio illecito Si ha silenzio illecito in tutti i casi in cui il termine dell esercizio di un potere risulta apposto nell interesse del destinatario del provvedimento, per cui l inutile decorso del termine importa la ute nel presente articolo, il Ministero vigilante può procedere allo scioglimento del consiglio di amministrazione dell'ente stesso, se direttamente competente, o, in caso diverso, proporne lo scioglimento. 17 di 42

18 lesione di diritti soggettivi e, quindi, risarcimento dei danni. Tale ipotesi ricorre in tutti i casi di atti dovuti entro termini ben precisi. Altra figura cui si fa spesso riferimento in dottrina è il cd. silenzio rigetto, figura che ricorre nel caso in cui spira infruttuosamente il termine di novanta giorni entro il quale il ricorso gerarchico deve essere deciso. Il provvedimento implicito Accanto al silenzio, occorre esaminare la figura del cd. atto amministrativo implicito. Si tratta di un provvedimento della p.a. che, però, non si estrinseca attraverso le tipiche forme del diritto amministrativo, sebbene venga considerato atto amministrativo a tutti gli effetti e da cui possa poi derivare la volontà della p.a. medesima. Il tratto caratteristico che concorre a differenziare il silenzio dall atto amministrativo implicito va ravvisato nel fatto che. Mentre il primo è connotato da una mancanza di volontà positiva, viceversa, nell atto implicito la volontà positiva dell amministrazione discende da un altro provvedimento ovvero da un comportamento della p.a.: in tal modo, l atto comunque si esteriorizza, sebbene indirettamente. Silenzio inadempimento La problematica del silenzio della pubblica amministrazione si pone in tutta la sua ampiezza quando la pubblica amministrazione rimane completamente inerte di fronte a una istanza del privato al di fuori dei casi in cui la legge attribuisce all inerzia un determinato significato (positivo o negativo). Il silenzio inadempimento riguarda le ipotesi in cui la p.a., di fronte alla richiesta di un provvedimento da parte del privato, abbia omesso di provvedere entro i termini previsti dalla legge e questa non contenga alcuna indicazione sul valore da attribuire al silenzio. La sussistenza del dovere della pubblica amministrazione di provvedere sull istanza proposta dal privato è un presupposto necessario affinché possa configurarsi un silenzio inadempimento della pubblica amministrazione. La giurisprudenza ha generalmente chiarito che l omissione della p.a. assume valore di silenzio inadempimento solo se sussiste un obbligo giuridico di provvedere derivante da una norma di legge, da un regolamento o da un atto amministrativo. Secondo tale orientamento, dunque la doverosità amministrativa trova la sua fonte proprio nella legge. Il principio di legalità è il principio cardine dell attività amministrativa. 18 di 42

19 Nel corso degli ultimi anni, peraltro, la giurisprudenza ha adottato un atteggiamento di minor rigore in ordine all ambito di operatività del silenzio rifiuto, ritenendone la sussistenza anche laddove lo stesso, pur se non previsto da una puntuale prescrizione legislativa o regolamentare, sia desumibile da norme di carattere generico, vale a dire dai principi informatori dell attività amministrativa, quali il principio di imparzialità e buon andamento dell azione amministrativa. Questo lungo iter giurisprudenziale, teso ad ampliare gli spazi del dovere di provvedere da parte della pubblica amministrazione e della conseguente possibilità di tutela giurisdizionale del privato, è stato coronato legislativamente con l emanazione della legge sul procedimento amministrativo, la quale all art, 2, comma primo, ha sancito in via generale il dovere di provvedere per le pubbliche amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso ogni qualvolta abbia inizio un procedimento amministrativo sia d ufficio che ad iniziativa privata. Il momento patologico in cui il silenzio dell amministrazione può essere considerato patologico è dato dunque dallo scadere del termine previsto dalla legge o dal regolamento in ordine alla conclusione del procedimento. Vi sarebbero secondo la dottrina e la giurisprudenza delle ipotesi in cui non vi sarebbe un dovere di provvedere in capo alla p.a. Ad esempio non sussiste obbligo di provvedere nel caso in cui un soggetto privo di interesse specifico presenti all Amministrazione una denuncia. In particolare, la giurisprudenza è dell avviso che la pubblica amministrazione non è obbligata a provvedere su un istanza del privato, oltreché nei casi di istanza di riesame dell atto divenuto inoppugnabile per inutile decorso del termine di decadenza; di istanza manifestamente infondata; di istanza di estensione ultra partes del giudicato, anche nel caso in cui l istanza abbia ad oggetto un provvedimento già impugnato in sede giurisdizionale e sub iudice al momento dell istanza. Secondo detta tesi una simile pretesa si tradurrebbe, infatti, in uno strumento per costringere la pubblica amministrazione a emettere ulteriori provvedimenti che, se anch essi di carattere negativo, potrebbero essere nuovamente impugnati con la conseguenza paradossale che la volontà amministrativa su uno stesso oggetto, sia pure manifestatasi in atti temporalmente diversi, in violazione del principio di certezza delle situazioni giuridiche, non diventerebbe mai inoppugnabile. 19 di 42

20 Pertanto, il dovere di provvedere non è configurabile né a fronte dell istanza di riesame di un provvedimento rimasto inoppugnato, né a fronte dell'istanza di riesame di un provvedimento tempestivamente impugnato in sede giurisdizionale. Detta tesi non può essere condivisa. Anche nelle ipotesi di autotutela vi è un dovere di provvedere, in quanto la pubblica amministrazione, quando agisce in via di autotutela, ha comunque il dovere di ponderare gli interessi coinvolti e di assumere comunque una decisione positiva o negativa che sia. La doverosità si desume in prima battuta dalla stessa legge sul procedimento amministrativo. L art. 2 della legge sul procedimento amministrativo detta una regola generale che si applica a tutti i tipi di procedimenti amministravi. Infatti, l art. 2 della legge n. 241/1990 afferma che il procedimento, sia che abbia inizio a istanza di parte, sia che abbia inizio d ufficio, deve essere concluso con l adozione di un provvedimento espresso e motivato. Il potere di riesame della pubblica amministrazione, pur essendo discrezionale, deve comunque condurre l amministrazione ad esercitare la sua funzione istituzionale. Il dovere di provvedere o meglio di concludere un qualunque procedimento amministrativo significa un vincolo per l amministrazione di decidere comunque, di assumere in ogni caso una decisione regolativa e comparativa dell interesse pubblico e dell interesse privato. Il dovere di provvedere della p.a., oltre che nei procedimenti di secondo grado, sussiste anche nella ipotesi in cui il cittadino proponga nei confronti della pubblica amministrazione una domanda manifestamente inammissibile o/e infondata. La valutazione in merito alla manifesta infondatezza della domanda presuppone un esame sostanziale della pretesa dedotta. La pubblica amministrazione non può sapere a priori se la domanda presentata dal privato sia inammissibile o manifestamente infondata fino a quando non espleti una vera e propria istruttoria procedimentale. Inoltre, la tesi sopra indicata non può essere accettata in quanto la mancanza di un procedimento amministrativo finalizzato a stabilire se l atto di iniziativa sia ammissibile e/o fondato viola i principi di adeguata istruttoria, del contraddittorio, della partecipazione, della motivazione obbligatoria e della doverosità dell'azione amministrativa. Infine, la giurisprudenza e la dottrina sostengono che il silenzio inadempimento non riguarda tutte le ipotesi di comportamento inerte della p.a., ma solo quelle relative all esercizio di un potere propriamente amministrativo, con l esclusione, quindi, dell adozione di atti paritetici (quale 20 di 42

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché

Dettagli

fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990:

fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990: Il silenzio fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990: ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere

Dettagli

Diritto dell Unione Europea. Indice

Diritto dell Unione Europea. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELL UNIONE EUROPEA LEZIONE IX LA TUTELA GIURISDIZIONALE NELL ORDINAMENTO COMUNITARIO PROF. GIUSEPPE RUBERTO Indice 1 Il sistema di tutela giurisdizionale comunitario. ---------------------------------------------------

Dettagli

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012. DIREZIONE SERVIZI TRIBUTARI Anno 2012 Circ. n. 31 28.03.2012-31/GPF/FS/om TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

Dettagli

1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? 2. Qual è il contenuto del diritto di accesso? 3. Chi può esercitare il diritto di accesso?

1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? 2. Qual è il contenuto del diritto di accesso? 3. Chi può esercitare il diritto di accesso? 1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? L accesso alla documentazione amministrativa costituisce uno degli strumenti di attuazione del principio di trasparenza nell attività della pubblica amministrazione,

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Approvato con Delibera C.C. n. 8 del 03/02/2014 1 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI INDICE Art. 1 Ambito di applicazione pag. 3 Art. 2 Principi generali

Dettagli

COMUNE DI GABICCE MARE

COMUNE DI GABICCE MARE COMUNE DI GABICCE MARE Provincia di Pesaro e Urbino Regolamento sui Procedimenti Amministrativi (Approvato con Delibera di Consiglio n.17 del 30/03/2006, modificato con Delibera di Consiglio n.29 del 12/07/2010

Dettagli

APPALTI, SERVIZI E FORNITURE

APPALTI, SERVIZI E FORNITURE APPALTI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE PROF. SERGIO PERONGINI Indice 1 APPALTI, SERVIZI E FORNITURE -------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 di 9 1 Appalti,

Dettagli

Modifiche e integrazioni intervenute con legge n. 69/2009

Modifiche e integrazioni intervenute con legge n. 69/2009 LEGGE 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. (Articoli 2 e 7) Testo storico Art. 2 Modifiche e integrazioni intervenute

Dettagli

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Paolo Biavati ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Seconda edizione aggiornata Ag g i o r na m e n t o n. 4 29 giugno 2015 Bononia University Press L editore mette a disposizione sul sito nella sezione

Dettagli

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Autotutela e giudicato Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Quesiti posti a fine giornata del 30 maggio 2013 -Art. 58 produzione documenti nuovi -Prescrizione spese processuali

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio.

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Conseguenze dell istanza Conseguenze dell istanza 3. Conseguenze dell istanza. 3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Le conseguenze della presentazione dell istanza di mediazione possono

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Allegato alla delibera di C.C. n 49 del 27 settembre 2010 Il Segretario Direttore Generale Sacco Stevanella dott. Paolo CITTA di PIAZZOLA sul BRENTA Provincia di Padova Cap 35016 Cod.Fisc. 80009670284

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 873 Nuove norme e vecchie questioni in materia di silenzio della Pubblica Amministrazione Approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 16 maggio 1995 1.

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 43 del 30.06.2010 Modificato con delibera di Consiglio Comunale n. 68 del 27.09.2010

Dettagli

COMUNE DI VOLPIANO Provincia di Torino REGOLAMENTO COMUNALE

COMUNE DI VOLPIANO Provincia di Torino REGOLAMENTO COMUNALE COMUNE DI VOLPIANO Provincia di Torino REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DELL ISTITUTO DELL ACCERTAMENTO CON ADESIONE E DELL AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale

Dettagli

1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie;

1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; 1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; 1993 - sentenza Brasserie du Pecheur: 1) le condizioni fissate per il risarcimento del danno a

Dettagli

Del. n. 4/2013/PAR. Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati:

Del. n. 4/2013/PAR. Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati: Del. n. 4/2013/PAR Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati: - Pres. Sez. Vittorio GIUSEPPONE Presidente - Cons. Raimondo POLLASTRINI Componente - 1 Ref. Laura d AMBROSIO Componente

Dettagli

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE In tema di riscattabilità del diploma di infermiere professionale (Consiglio di Stato, Decisione 11.4.2006 n. 1994) Il ricorso, trattenuto in decisione all udienza del 13 gennaio 2006, è fondato. Il primo

Dettagli

CAPITOLO XXVI IL RIPARTO DI GIURISDIZIONE

CAPITOLO XXVI IL RIPARTO DI GIURISDIZIONE CAPITOLO XXVI IL RIPARTO DI GIURISDIZIONE 1. Inquadramento del problema della giurisdizione 2. Evoluzione storica dei criteri di riparto della giurisdizione e quadro normativo di riferimento 2.1 La legge

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Comune di Castelfranco Emilia REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO APPROVATO CON DELIB. C.C. 166 DEL 30.06.2010 Pagina 1 di 6 REGOLAMENTO COMUNALE PER IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Art. 1 Oggetto

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

4) La violazione del principio di ragionevolezza determina: A) Violazione di legge. B) Eccesso di potere.

4) La violazione del principio di ragionevolezza determina: A) Violazione di legge. B) Eccesso di potere. Questionario n. 4 L attività della pubblica amministrazione 1) La pubblica amministrazione agisce: A) Secondo le norme di diritto privato, nella adozione di atti di natura non autoritativa e salvo che

Dettagli

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo p.c. Al dott. Daniele Belotti Assessore Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Via Sassetti 32 20124 Milano Ministero dell economia e delle

Dettagli

IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Studio Manfredo, Cristiana, Matteo MANFRIANI Dottori Commercialisti 1

IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Studio Manfredo, Cristiana, Matteo MANFRIANI Dottori Commercialisti 1 UNIONE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI FIRENZE - DIREZIONE REGIONALE DELLA TOSCANA E DIREZIONE PROVINCIALE DI PISTOIA DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Il reclamo e la mediazione tributaria Gli aspetti procedimentali

Dettagli

L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima

L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima dell atto introduttivo del giudizio, perché le azioni

Dettagli

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) introduce importanti novità in tema di licenziamenti e del processo del lavoro, delineando all art. 1 commi

Dettagli

Autotutela ed annullamento della pretesa erariale. Corso in materia di accertamento e contenzioso tributario ODCEC Torino 12 febbraio 2014

Autotutela ed annullamento della pretesa erariale. Corso in materia di accertamento e contenzioso tributario ODCEC Torino 12 febbraio 2014 Autotutela ed annullamento della pretesa erariale Corso in materia di accertamento e contenzioso tributario ODCEC Torino 12 febbraio 2014 Definizione L autotutela è lo strumento attraverso il quale l Amministrazione

Dettagli

COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine

COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine REGOLAMENTO COMUNALE per l applicazione dell istituto dell ACCERTAMENTO CON ADESIONE e dell AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA Approvato con deliberazione C.C.

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente DELIBERA N. 146 DEL 2014 IN MATERIA DI ESERCIZIO DEL POTERE DI ORDINE NEL CASO DI MANCATA ADOZIONE DI ATTI O PROVVEDIMENTI RICHIESTI DAL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E DAL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE

Dettagli

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE Flavio Ficara (Estratto da Diritto e Processo formazione n. 4/2011 ) QUAESTIO IURIS Nella sentenza del 29 dicembre 2010, n.

Dettagli

Il Ministro dell Economia e delle Finanze

Il Ministro dell Economia e delle Finanze Il Ministro dell Economia e delle Finanze Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, recante misure per la crescita e la internazionalizzazione delle imprese, e in particolare l articolo 2,

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012

RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012 RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012 Il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria nella seduta del sentito il relatore Domenico CHINDEMI; emana la seguente risoluzione: (MODIFICA E INTEGRAZIONE

Dettagli

La revoca del licenziamento

La revoca del licenziamento La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero

Dettagli

L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO *

L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO * L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO * 1. La questione dell inerzia mantenuta dalla pubblica amministrazione su una richiesta di provvedimento è stata sempre legata all altra della tutela del privato che aveva

Dettagli

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 OGGETTO: Imposta di registro - agevolazioni fiscali prima casa - Cass. SS.UU. 6-21 ottobre 2000, n. 1196 - termine di decadenza triennale

Dettagli

IL POTERE DI AUTOTUTELA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA

IL POTERE DI AUTOTUTELA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DEFINIZIONE L autotutela consiste nella possibilità della PA di provvedere essa stessa a risolvere conflitti, attuali o potenziali: insorgenti con altri soggetti; in relazione

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

Rassegna di giurisprudenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (diretta da Maria Alessandra Sandulli e Ilaria Conte)

Rassegna di giurisprudenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (diretta da Maria Alessandra Sandulli e Ilaria Conte) Rassegna di giurisprudenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (diretta da Maria Alessandra Sandulli e Ilaria Conte) FEBBRAIO 2016 (a cura degli avv.ti Andrea Porro e Silvia De Paolis) Tribunale

Dettagli

Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni.

Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni. Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni. QUADRO NORMATIVO ( Stralcio in Allegato n.1): L art. 23 della L.62/2005 (Comunitaria 2004) ha

Dettagli

DISCIPLINA NORMATIVA E FORMAZIONE DEL SILENZIO ASSENSO

DISCIPLINA NORMATIVA E FORMAZIONE DEL SILENZIO ASSENSO IL SILENZIO ASSENSO PROF.SSA CARMENCITA GUACCI Indice 1 DISCIPLINA NORMATIVA E FORMAZIONE DEL SILENZIO ASSENSO ------------------------------------ 8 2 IL PROVVEDIMENTO TARDIVO ---------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo:

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo: DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISCIPLINA SANZIONATORIA PER LE VIOLAZIONI DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1371/2007, RELATIVO AI DIRITTI E AGLI OBBLIGHI DEI PASSEGGERI NEL TRASPORTO FERROVIARIO.

Dettagli

Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica

Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica Il Silenzio nella Pubblica Amministrazione ( Analisi sulla evoluzione dell

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi

Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi Art. 1 Oggetto, finalità ed ambito di applicazione Art. 2 Definizioni CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO II MODALITÀ DI ACCESSO Art. 3 Responsabile del

Dettagli

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso).

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso). Lavoro (rapporto di) Contratto a progetto - Mancanza del requisito della specificità del progetto - Effetto legale automatico di conversione in rapporto di lavoro subordinato. Corte di Appello di Genova

Dettagli

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Parere sul disegno di legge recante: Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Il Consiglio Superiore della Magistratura, nella sedute del 10 febbraio 1999, ha deliberato di

Dettagli

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE Approvato con deliberazione del C.C. n. 40 del 31/05/2001 INDICE Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo

Dettagli

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circolare 5 agosto 2009 (in G.U. n. 187 del 13 agosto 2009) Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture

Dettagli

Fondazione Luca Pacioli

Fondazione Luca Pacioli Fondazione Luca Pacioli LA SOSPENSIONE GIURISDIZIONALE DELL ESECUZIONE DELL ATTO IMPUGNATO Documento n. 7 del 1 marzo 2005 Nel processo tributario è previsto l istituto della sospensione giurisdizionale

Dettagli

La bonifica delle aree di ridotte dimensioni D.lgs. n. 152/06- Testo Unico Ambientale Federico Vanetti

La bonifica delle aree di ridotte dimensioni D.lgs. n. 152/06- Testo Unico Ambientale Federico Vanetti La bonifica delle aree di ridotte dimensioni D.lgs. n. 152/06- Testo Unico Ambientale Federico Vanetti Tra le innovazioni introdotte dal D.Lgs. n. 152/06, merita di essere approfondita la nuova disciplina

Dettagli

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità,

Dettagli

News per i Clienti dello studio

News per i Clienti dello studio News per i Clienti dello studio N. 44 del 24 Marzo 2015 Ai gentili clienti Loro sedi Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico Analisi del procedimento di variante urbanistica accelerata di Claudio Facchini, dirigente del Settore Sviluppo economico del Comune di Faenza Edizione 1/CF/cf/11.04.2011

Dettagli

«IL PROCESSO D APPELLO DINANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE» www.lexacademy.it

«IL PROCESSO D APPELLO DINANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE» www.lexacademy.it «IL PROCESSO D APPELLO DINANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE» www.lexacademy.it SPECIFICITA DELL APPELLO. Il D. LGS. 546/1992 disciplina le impugnazioni al Capo 3, la cui sezione seconda al suo

Dettagli

REGOLAMENTO ITER PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO ITER PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO ITER PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI Art. 1 Oggetto 1. Il presente Regolamento disciplina l iter dei procedimenti amministrativi dell Agenzia Forestale Regionale dell Umbria. 2. In particolare

Dettagli

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000)

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) LA GIURISDIZIONE CFR. CORTE COSTITUZIONALE, 6 LUGLIO 2004, N. 204 (reperibile su www.cortecostituzionale.it ): illegittimità costituzionale dell

Dettagli

CNF- Ufficio studi. Roma via del Governo Vecchio, 3 tel. 0039.06.977488 fax 0039.06.97748829

CNF- Ufficio studi. Roma via del Governo Vecchio, 3 tel. 0039.06.977488 fax 0039.06.97748829 Sulle circolari della Direzione generale della giustizia civile in materia di iscrizione e controllo sugli organismi di mediazione e sugli enti formatori. Richiesta di chiarimenti 1. In ordine alla circolare

Dettagli

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Prof.ssa Elisa Esposito Obiettivi In questa lezione ci occuperemo del processo con pluralità di parti, in particolare, del litisconsorzio. Definizione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia. (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia. (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente N. 01730/2012 REG.PROV.COLL. N. 00698/2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE A) PREMESSA Il Consiglio Comunale di Lecce con la deliberazione n. 56 del 01 agosto 2012 ha approvato il regolamento per la definizione agevolata della

Dettagli

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative.

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative. Agli Uffici regionali AAMS Loro Sedi Prot. 198/Strategie/UPN e, p.c. Al Direttore della Direzione per i Giochi c.a. Dott. Antonio Tagliaferri Al Direttore della Direzione per le Accise c.a. Dott. Diego

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL VENETO

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL VENETO Deliberazione n 007/2009/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL VENETO Nell adunanza del 14 gennaio 2009, composta da: Bruno PROTA Aldo CARLESCHI Luca FAZIO Daniela

Dettagli

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 *Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 La giurisdizione in tema di responsabilità aquiliana della P. A. per lesione di interessi legittimi e la c. d. pregiudiziale amministrativa. Considerazioni

Dettagli

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema

Dettagli

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di riferimento normativo In questi ultimi anni gli acquisti

Dettagli

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO Trib. Rimini 2.2.2012 commento e testo Giovanni FRANCHI P&D.IT Questa volta è stato il Tribunale

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA Schema di Regolamento di riordino dell Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ANSV, ai sensi dell articolo 26 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 RELAZIONE ILLUSTRATIVA L articolo 26, comma 1,

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n.

Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo

Dettagli

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002 Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto

Dettagli

Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL

Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Ai gentili clienti Loro sedi Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Premessa L INAIL, con una nota, in risposta ad un quesito dell Ordine dei Consulenti del lavoro (prot. n. 60010 del

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it Nota a Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sentenza 22 gennaio 2013, n.

www.ildirittoamministrativo.it Nota a Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sentenza 22 gennaio 2013, n. Nota a Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sentenza 22 gennaio 2013, n. 20 a cura di Francesco Lo Gerfo Ammissibilità del giudizio di ottemperanza in relazione ad ordinanze

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

Roma, 6-3- 2007, prot. 2409 Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura 60124 ANCONA

Roma, 6-3- 2007, prot. 2409 Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura 60124 ANCONA Roma, 6-3- 2007, prot. 2409 Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura 60124 ANCONA Oggetto: elenchi dei protesti - Sanzionabilità ufficiali levatori da parte delle Camere di commercio per

Dettagli

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA Direttiva in materia di annullamento d ufficio di provvedimenti illegittimi, ai sensi dell articolo 1, comma 136, della

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici.

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici. FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro **** PRINCIPIO N. 10 Omissione contributiva nella previdenza

Dettagli

Dalla DIA alla SCIA: le riforme e i problemi ancora aperti

Dalla DIA alla SCIA: le riforme e i problemi ancora aperti PON GAS FSE 2007 2013, Obiettivo Convergenza, Asse E - Capacità istituzionale Progetto: Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione Seminario Semplificazione dell azione amministrativa,

Dettagli

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Svolgimento del processo - La C.T.P. di Milano, previa riunione, rigettava i ricorsi proposti dalla s.r.l. G.M. avverso avvisi

Dettagli

Progetto Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione

Progetto Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE ATTIVE E PASSIVE DEL LAVORO Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema Fondo Sociale Europeo- Obiettivo Convergenza 2007-2013 Asse E - Capacità istituzionale

Dettagli

CONTRIBUTO UNIFICATO nel PROCESSO TRIBUTARIO NOVITÀ del D.L. 98/2011, CONVERTITO dalla L. 111/2011, e del D.L. 138/2011, CONVERTITO dalla L.

CONTRIBUTO UNIFICATO nel PROCESSO TRIBUTARIO NOVITÀ del D.L. 98/2011, CONVERTITO dalla L. 111/2011, e del D.L. 138/2011, CONVERTITO dalla L. Circolare informativa per la clientela n. 31/2011 del 6 ottobre 2011 CONTRIBUTO UNIFICATO nel PROCESSO TRIBUTARIO NOVITÀ del D.L. 98/2011, CONVERTITO dalla L. 111/2011, e del D.L. 138/2011, CONVERTITO

Dettagli

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE Il Caso La Procura della Repubblica notificava, ai sensi dell art. 415 bis c.p.p., l avviso di conclusione delle indagini

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Terza Bis) SENTENZA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Terza Bis) SENTENZA N. 10661/2015 REG.PROV.COLL. N. 01760/2011 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) ha pronunciato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA LOMBARDIA/730/2009/REG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Antonio Caruso dott. Giuliano Sala dott. Giancarlo Penco dott.

Dettagli

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte

Dettagli

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI Studio n. 100/2003/T DECADENZA DALLE C.D. AGEVOLAZIONI PRIMA CASA Approvato dalla Commissione studi tributari il 19 dicembre 2003. 1. Introduzione Con il comma 5 dell art. 41

Dettagli

CONTENZIOSO TRIBUTARIO: IL RICORSO CON ISTANZA DI RECLAMO E MEDIAZIONE E TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA. Dott. Steven Mohamed

CONTENZIOSO TRIBUTARIO: IL RICORSO CON ISTANZA DI RECLAMO E MEDIAZIONE E TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA. Dott. Steven Mohamed CONTENZIOSO TRIBUTARIO: IL RICORSO CON ISTANZA DI RECLAMO E MEDIAZIONE E TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA Dott. Steven Mohamed TRACCIA Un contribuente, lavoratore autonomo, per il periodo d imposta 2013

Dettagli

FNOMCeO. Svolgimento delle Funzioni di Medico Competente

FNOMCeO. Svolgimento delle Funzioni di Medico Competente FNOMCeO Svolgimento delle Funzioni di Medico Competente Tar Lazio Svolgimento delle funzioni di medico competente Il Collegio ha affermato che è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI Art.1 Oggetto del Regolamento Art.2 Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie Art.3 Chiarezza e motivazione degli atti Art.4

Dettagli