CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE

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1 CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE D&P NEWS - LETTERA di INFORMAZIONE FINANZIARIA Anno 1 Numero 2 del 30 novembre 2006 EDITORIALE: Il ruolo del CFI nell attività di pianificazione finanziaria. di Giorgio Baldasso che cosa significa significa gestire il rischio e qual è il ruolo del consulente finanziario indipendente nell attività di stima e controllo del rischio, nel processo di pianificazione del patrimonio personale? Gestire il rischio significa mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a Stimare, pianificare, costruire e monitorare la propria pensione. di Ivano Durante la legge sulla destinazione del TFR a fini previdenziali sembra destinata a partire definitivamente il primo gennaio, salvo ulteriori posticipi. I lavoratori vengono indotti ad effettuare una scelta sulla destinazione della loro liquidazione: lasciarla in azienda con l incognita del fondo INPS?... DOCUMENTO ADUC: decollo della previdenza integrativa: attenzione al pericolo inglese! la riforma della previdenza integrativa è ormai quasi definitiva, dal primo gennaio, i lavoratori dipendenti verranno chiamati ad esprimersi sulla destinazione della loro liquidazione. L obiettivo è di integrare la pensione di base, ma bisogna stare attenti ai comportamenti scorretti, : il caso inglese DOCUMENTO SOLE 24 ORE: il vero freno? E la pigrizia di molti clienti. quando incontro i risparmiatori agli eventi formativi del Sole-24 ore in giro per l Italia, mi capita spesso di essere catturato alla fine delle conferenze da lettori arrabbiati con la loro banca. Una volta dato ascolto alle loro imprecazioni, mi viene da chiedere: visto che il rapporto con il DOCUMENTO SOLE 24 ORE: a chi conviene il banco posta. l idea delle Poste di offrire tanti beni e servizi nello stesso punto vendita non è nuova. Il concetto di cross-selling è presente ovunque vi sia passaggio di pubblico all ombra di un marchio noto; basti ricordare i tentativi di vendere strumenti finanziari e assicurativi presso i supermercati DOCUMENTO: Bond Argentini Questo documento contiene un fac-simile della lettera da inviare alle banche e al governo argentino per interrompere la prescrizione dei termini di richiesta dei risarcimenti e la lettera modello per la richiesta della documentazione necessaria alla verifica della situazione DONADI & PARTNERS di Baldasso V. & C. S.a.s. Telefono Telefax Sede Legale: Via XXIV Maggio, 51/2 - Sede Amministrativa: Via D. Alighieri, 30/ Spresiano (Treviso) - SE NON DESIDERA PIU RICEVERE QUESTA MAIL CLICCHI qui

2 EDITORIALE: Il ruolo del CFI nell attività di controllo del rischio finanziario di Giorgio Baldasso Continuiamo a disquisire in merito alle competenze professionali degli attori che calcano il palcoscenico della finanza e poniamoci una domanda: il mio intermediario, che all atto dell investimento mi ha fatto sottoscrivere il documento attestante la mia propensione al rischio, mi ha spiegato che cosa significa rischio di un attività finanziaria e in che maniera questa variabile può determinare la riuscita o meno dell investimento, in base alle mie aspettative? Ho già scritto in merito al rating, ed avremo modo di approfondire ancora l effettiva validità di questo indicatore del grado di rischio degli emittenti e delle attività finanziarie. Definirò oggi in maniera più ampia il concetto di rischio, ovvero della incertezza legata al valore futuro di un attività o di uno strumento finanziario o, più in generale, di un qualsiasi investimento. Se il flusso monetario che un attività patrimoniale produce è almeno in parte casuale, cioè non è conosciuto in anticipo con certezza, l attività viene definita rischiosa: le azioni sono un classico esempio di attività rischiosa: non si può sapere se il prezzo aumenterà o diminuirà nel tempo, né se la società che lo ha emesso pagherà periodicamente i dividendi. Anche nell investimento immobiliare esiste il rischio: non si può sapere se il valore del terreno su cui sorge l immobile aumenterà o diminuirà, se tutti gli appartamenti saranno sempre occupati, e se gli inquilini pagheranno puntualmente l affitto... Nel caso dei titoli obbligazionari, la società emittente potrebbe fallire e non restituire il capitale o corrispondere gli interessi ai sottoscrittori. Probabilmente le uniche attività che garantiscono flussi monetari certi sono i titoli di stato degli Stati Uniti (attenzione però al rischio cambio!). Ma che cosa significa significa gestire il rischio e qual è il ruolo del consulente finanziario indipendente nell attività di stima e controllo del rischio, nel processo di pianificazione del patrimonio personale? Gestire il rischio significa mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a controllare i fattori di incertezza legati a un attività ed a limitare gli effetti del verificarsi di eventi avversi. L impiego del risparmio, dal nostro punto di vista, deve avere come obiettivo l ottenimento del massimo rendimento possibile, compatibilmente con la personale e soggettiva propensione al rischio di ogni investitore; la gestione del rischio di un portafoglio finanziario, quindi, sarà orientata a limitare il più possibile il verificarsi degli eventi negativi e a minimizzarne il relativo impatto, cercando di non ostacolare il verificarsi di eventi positivi, per eccesso di prudenza. Gestire professionalmente il rischio di un portafoglio finanziario significa procedere sistematicamente ad una attività di valutazione relativa sia alle singole attività incluse nel portafoglio, sia ai rapporti di relazione fra queste, attività essenziale per riuscire ad ottenere un accurata pianificazione del rischio a cui il portafoglio viene esposto. Queste analisi aiutano il consulente finanziario indipendente a definire il cosiddetto profilo rischiorendimento personalizzato, ovvero la banda di oscillazione ideale del portafoglio, che gli permette di pianificare le azioni da intraprendere in ogni situazione di mercato, in comune accordo con l investitore ( finalmente bene informato, ma certamente non dall intermediario) Allegato: glossario delle differenti tipologie di rischio esistenti Giorgio Baldasso - Tel Cell Consulente d Investimento Indipendente - associato Assoconsulenza dal 1998 (www.assoconsulenza.tv) VÉÇáâÄxÇét Y ÇtÇé tü t \Çw ÑxÇwxÇàx

3 LE TIPOLOGIE DI RISCHIO PRESENTI NEGLI INVESTIMENTI FINANZIARI Quasi tutti si rendono conto che investire è rischioso, ma non sempre arrivano a identificare i diversi rischi cui un determinato investimento si trova esposto. Capire i rischi aiuta a migliorare la qualità delle decisioni e a non perdere la calma nei momenti di turbolenza: il risultato complessivo è che l investimento rende di più e costa di meno. I principali tipi di rischio presenti negli investimenti finanziari sono i seguenti: RISCHIO DI INFLAZIONE Consiste nella perdita del potere d acquisto della moneta. Se, per esempio, l indice dei prezzi al consumo cresce del 5% l anno per 15 anni, con euro, tra 15 anni, si potrà comprare appena quello che oggi si compra con 481. Gli investitori eccessivamente diffidenti che tengono i loro risparmi in impieghi di breve termine a basso rendimento, come libretti, conti correnti o fondi monetari potrebbero non riuscire, con gli interessi, a recuperare la crescita dei prezzi. L aumento dell inflazione, inoltre, riduce i rendimenti degli investimenti a reddito fisso come le obbligazioni a lungo termine. RISCHIO DI TASSO Il tasso è quello di interesse, che determina il prezzo del denaro. Quando il tasso di interesse cambia, gli investitori possono vendere un investimento per comprarne un altro provocando sensibili movimenti nei prezzi. Un aumento dei tassi, in particolare, spinge al ribasso gli investimenti a reddito fisso: il tasso più alto rende meno attraente il futuro rendimento delle obbligazioni, e il loro valore si mercato declina. E proietta un ombra negativa anche sulle azioni: i futuri dividendi sembrano meno invitanti e si arriva a mettere in forse la stessa capacità di profitto degli emittenti. Quando i tassi salgono, inoltre, agli investitori che si indebitano con le società di brokeraggio per comprare azioni il credito costa di più. RISCHIO ECONOMICO Il rischio economico viene da due direzioni. Per un verso, una crescita economica più lenta può provocare una caduta di prezzo degli strumenti di investimento: soprattutto le azioni delle aziende in crescita, che richiedono un economia in espansione per sostenere il ritmo del loro sviluppo. Per un altro, le aziende cicliche (fabbriche di automobili o le industrie chimiche) non riescono a ridurre i costi e l attività corrente per fronteggiare un declino di fatturato durante una recessione, e ne possono risentire anche le loro azioni. Le avversità economiche, inoltre, possono minare le società finanziariamente deboli fino a compromettere la possibilità di onorare le obbligazioni emesse. RISCHIO DI MERCATO Il rischio di mercato non è altro che la fluttuazione del valore di un investimento in base all offerta e alla domanda del titolo. A provocare il cambiamento di valore possono essere fattori soggettivi legati alle attese di chi vende e di chi compra o di fattori reali: strategie economiche e politiche dei governi, turbolenze all altro capo del pianeta, evoluzioni delle norme fiscali, accordi commerciali, sviluppi del commercio elettronico, tutto può contribuire a rendere volatile il mercato. Fattori cui si sovrappongono la psicologia e gli atteggiamenti dell investitore che possono influenzare, positivamente o negativamente, l andamento dei mercati finanziari. RISCHIO SPECIFICO Il rischio specifico è legato a eventi che possono influenzare solo una particolare società o un particolare settore: la scomparsa del fondatore, per esempio, potrebbe determinare un cedimento della quotazione di una società. E può anche accadere che decisioni governative danneggino un particolare settore economico; o che l evoluzione tecnologica sospinga verso il successo una società e avviare un intero settore a un inarrestabile declino; o che l entrata di nuovi concorrenti riduca decisamente i margini di profitto. VÉÇáâÄxÇét Y ÇtÇé tü t \Çw ÑxÇwxÇàx

4 RISCHIO DI LIQUIDABILITA E il rischio di incontrare grosse difficoltà a vendere l investimento o addirittura di non riuscirci. Se il portafoglio si è apprezzato ma non si riesce a venderlo, non se ne può incassare il valore e si rischia di vederlo nel seguito diminuire. Oppure può capitare che per esigenza di liquidità l investitore si rassegni ad accettare un prezzo inferiore al vero valore dell investimento. RISCHIO FISCALE Il rischio fiscale è legato alla possibilità che il governo cambi la normativa fiscale che interessa un determinato investimento: con le nuove norme, la redditività netta di un investimento potrebbe essere minore. RISCHIO FINANZIARIO E detto anche rischio di credito, e deriva dall eventuale impossibilità dell emittente di realizzare profitti e poter quindi onorare i propri impegni finanziari. Con le obbligazioni, per esempio, l emittente potrebbe non essere in grado di riconoscere all obbligazionario né l interesse né il capitale (cioè la restituzione del prestito). Il rischio finanziario delle azioni è che l emittente non sia in grado di pagare dividendi agli azionisti, se non addirittura di mantenersi in attività. RISCHI DI CAMBIO Esiste un rischio di cambio quando si investe in titoli esteri o denominati in valute estere. Il valore della quota di un fondo che investe in mercati esteri è influenzato dalle oscillazioni nei tassi di cambio: diminuisce quando il valore dell euro sale rispetto alla valuta in cui il titolo è denominato, e aumenta quando il valore dell euro diminuisce. Un altra componente del rischio di cambio è legato al controllo del cambio da parte di governi esteri. RISCHIO POLITICO Il rischio politico è determinato dall instabilità (sociale economica o politica) di uno stato estero, o da evoluzioni legislative che hanno effetti negativi per un determinato investimento. Il governo estero, inoltre, può imporre tasse eccessive, oppure limitare o impedire il trasferimento fuori dal paese sui capitali investiti. E un rischio difficile da stimare, perché nessuno può sapere quando le leggi verranno cambiate o quando una situazione politicamente instabile potrà ripercuotersi sul mercato. RISCHIO INTERNAZIONALE E un rischio che deriva dalla difficoltà di conoscere e interpretare l informazione finanziaria ed economica. Tanto più che le società transnazionali non sono soggette agli stessi standard contabili ed agli stessi vincoli cui sono soggette le imprese italiane. Inoltre, negoziare titoli internazionali può avere commissioni più alte, maggiori costi di deposito, più tasse, e meno regolamentazione rispetto al mercato domestico. E i titoli internazionali si possono dimostrare meno liquidabili e più volatili, mentre sul loro rendimento può pesare anche il rischio di cambio. RISCHIO DI REINVESTIMENTO Si presenta quando un investimento genera capitali o interessi che devono essere reinvestiti ai tassi del momento. Se sono bassi, l investitore ne subirà un danno. Nel valutare il rischio bisogna sempre tenere presenti anche le prospettive di rendimento, e viceversa: più alto è il rischio più si può perdere e guadagnare. VÉÇáâÄxÇét Y ÇtÇé tü t \Çw ÑxÇwxÇàx

5 Stimare, pianificare, costruire e monitorare la propria pensione. di Ivano Durante La legge sulla destinazione del TFR a fini previdenziali sembra destinata a partire definitivamente il primo gennaio, salvo ulteriori posticipi. I lavoratori vengono indotti ad effettuare una scelta sulla destinazione della loro liquidazione: lasciarla in azienda con l incognita del fondo INPS? Destinarla alle forme di previdenza integrativa? I lavoratori dipendenti sono chiamati ad avere un atteggiamento attivo nella scelte previdenziali. Fino ad oggi, nonostante le preoccupazioni sull invecchiamento della popolazione e sulla difficoltà del sistema pensionistico, non c è stata nessuna vera e propria presa di posizione nei confronti del problema da parte degli interessati. Forse, si tende a posticipare, ad aspettare che qualcuno ci pensi per noi, a non prendersi responsabilità, in quanto fino a pochi anni fa, lo stato italiano bene o male era delegato a risolvere tutte queste incombenze. Siamo oggi, ad un cambio epocale, il sistema pensionistico e assistenziale non garantisce più un futuro adeguato, la coperta è corta e si rischia di rimanere scoperti. Questo nuovo scenario richiede un cambio di atteggiamento, una consapevole presa di posizione nei confronti della tutela del nostro tenore di vita attuale e futuro sia da parte dei diretti interessati della riforma, sia da parte dei lavoratori autonomi ed indipendenti, già abituati a pensare alla quiescenza di anzianità, senza l aiuto dello stato. Ma come affrontare la situazione? Oggi, il modello operante sul mercato, prevede una caotica offerta da parte delle società di prodotti (banche, assicurazioni, Sim, Poste) e delle organizzazioni sindacali dei loro prodotti di riferimento. In questo modello, il risparmiatore è l attore passivo che subisce le diverse offerte, o a casa propria, o in banca, o in azienda. Ognuno di questi offerenti, sembra avere la soluzione giusta, ideale per risolvere l esigenza di un futuro più sereno. Può uno strumento standardizzato risolvere un bisogno così personalizzabile? Chiaramente secondo noi, l esigenza previdenziale è così complessa e variabile che lo strumento è l ultimo dei problemi (ma non il meno importante) da valutare. Secondo un impostazione professionale e consulenziale, la pianificazione previdenziale richiede la partecipazione attiva dell interessato che deve fornire delle informazioni soggettive essenziali alle valutazioni e alla costruzione del piano da parte del consulente. Ogni pianificazione ha l obiettivo di rendere più chiaro, interpretabile, raggiungibile un risultato che si vuole ottenere. Ha l obiettivo di ridurre le incertezze e di renderci consapevoli su che cosa ci attende e su come affrontarlo, nonché di renderci più pronti e dinamici nel caso di variazioni sensibili dell obiettivo che ci siamo prefissati. Gli steps imprescindibili della pianificazione sono: a) Stima della scopertura previdenziale pubblica (pensione netta/reddito netto). b) Stima dei risultati finanziari di eventuali polizze pensionistiche private in essere o di altri strumenti finanziari, assicurativi o immobiliari destinati alla pensione. c) Valutazione delle risorse finanziarie complessive per migliorare l allocazione del patrimonio in funzione dei tempi e del rischio. d) Monitoraggio della dinamica del reddito (nel sistema contributivo una crescita esponenziale del reddito può esporre a maggiori scoperture pensionistiche). e) Ipotizzare uno scenario per l inflazione attesa e costante verifica nel tempo degli scostamenti dalle ipotesi iniziali. VÉÇáâÄxÇét Y ÇtÇé tü t \Çw ÑxÇwxÇàx

6 f) Valutazione dello stile di vita attraverso la scomposizione dei consumi. (a che cosa possiamo rinunciare? A che cosa non possiamo rinunciare? Quali sono le nostre priorità?) g) Valutazione dei rischi demografici. (il rischi di vivere troppo, il rischio di vivere troppo poco ) h) Individuazione delle coperture necessarie (bisogni indispensabili) e delle coperture accessorie (bisogni non indispensabili). i) Impatto della fiscalità. j) Individuazione del profilo di rischio-rendimento del risparmiatore e conseguente asset allocation (cioè scegliere e combinare tra loro: azioni, obbligazioni, immobili, ecc ecc ) k) Scelta degli strumenti più appropriati, con il miglior rapporto qualità prezzo e con i migliori coefficienti di conversione in rendita vitalizia. Al processo di pianificazione deve seguire un monitoraggio costante e necessario, al fine di intervenire prontamente e adeguatamente, in caso di variazioni delle ipotesi di base della strategia iniziale. Il punto j infine, merita un approfondimento. Gli strumenti non sempre sono paragonabili tra di loro, perché le politiche di investimento possono essere diverse, o le garanzie demografiche e finanziarie possono esserci o non esserci. Una valutazione approfondita è necessaria. Per questo motivo, il risparmiatore deve essere previdente anche in questo. Molte volte gli strumenti di carattere previdenziale sono molto costosi ed inefficaci: il loro costo cioè non porta nessun valore aggiunto, anzi fa perdere opportunità e risparmio. In altre occasioni alcune coperture non servono e sottoscriverle è solo un costo aggiuntivo ingiustificato. L asimmetria informativa tra venditore e consumatore porta dei guadagni ingiustificati agli intermediari, come spesso si legge anche nei giornali specialistici come il Sole24-Ore. La soglia di attenzione deve essere molto alta: nello svolgere la nostra attività professionale notiamo che, molto spesso, i collocatori non sono pienamente coscienti di quello che stanno vendendo, delle perdite che arrecano ai propri clienti e del vantaggio che portano soprattutto alla loro società di appartenenza, in termini commissionali. Dott. Ivano Durante - Tel Cell Professionista certificato Efpa (European Financial Planning Association) VÉÇáâÄxÇét Y ÇtÇé tü t \Çw ÑxÇwxÇàx

7 Editoriale del 13 Novembre 2006 Decollo della previdenza integrativa: attenzione al pericolo inglese Con l'approvazione della finanziaria (entro fine anno) e l'emanazione dell'ultimo decreto sulla previdenza integrativa, il decollo dei fondi pensione e' ormai segnato. Nel complesso, il quadro normativo tutela sufficientemente i lavoratori, ma anche in questo campo, come piu' in generale nel campo degli investimenti finanziari, nessuna norma puo' sostituirsi alla necessita' di informarsi correttamente in merito alle scelte in materia di investimenti finanziari, che siano o meno collegati con la propria pensione. Le norme prevedono una serie di obblighi informativi molti stringenti. Ottimo, ma quanti lavoratori si prenderanno la briga di leggersi i regolamenti ed i prospetti informativi dei fondi pensione? Le prime avvisaglie sono, a dir poco, molto negative. Dai commenti e dalle domande dei nostri lettori, nonche' dall'esperienza diretta che abbiamo tutti i giorni, vediamo che i lavoratori sono (e saranno sempre di piu' nei prossimi sei/sette mesi) bombardati da informazioni parziali e scorrette. Da una parte ci sono i sindacati che spingono per la sottoscrizione dei loro fondi pensione. Ascoltando il contenuto delle riunioni informative promosse dai sindacati, vengono i brividi. Ho partecipato direttamente ad alcune di queste riunioni ed ogni volta (sara' stato un caso?) il sindacalista di turno ha dato informazioni profondamente sbagliate sul funzionamento dei fondi pensione (in particolare circa la possibilita' di riprendere il capitale) ed ha sempre e solo parlato del proprio fondo pensione come unica alternativa. Dall'altra parte, ci sono (e ci saranno sempre di piu') una pletora di venditori che spingeranno per fare accordi aziendali che prevedano il trasferimento del TRF aziendale verso i propri prodotti. Se i sindacalisti potranno fare un po' di danni, questi venditori rischiano di riproporre in Italia lo scandalo che ha sconvolto l'inghilterra nella meta' degli anni '90 (si veda, in proposito l'articolo gia' pubblicato qui: Ci giungono gia' notizie di accordi fra societa' assicuratrici e aziende per indurle a convincere i propri lavoratori a trasferire il loro TFR nei propri prodotti. Alcuni di questi accordi, secondo quanto ci e' stato riferito, prevedono il versamento della quota di spettanza dell'azienda da parte della compagnia assicuratrice. Ovviamente, i prodotti nei quali finirebbero i soldi dei lavoratori (con questi accordi) sono costosissimi e inefficienti, ma la maggior parte di loro non lo sapra' fino a quando non andra' in pensione Ancora una volta, l'unica arma veramente efficace nelle mani dei risparmiatori e' quella dell'informazione. I prossimi sei/sette mesi saranno molto importanti. E' fondamentale che ogni lavoratore, prima di scegliere, abbia molto chiaro: 1) il funzionamento dei fondi pensione (in particolare riguardo l'erogazione delle prestazioni) 2) i rischi collegati alla tipologia di investimenti finanziari scelta e 3) i costi diretti o indiretti degli stessi. Sappiamo che la maggioranza dei lavoratori scegliera' in maniera inconsapevole, speriamo che i lettori di Aduc Investire Informati possano costituire una piccola, ma significativa eccezione.

8 Pianificazione Previdenziale: Inghilterra ed Italia a confronto di Lorenzo Gussoni Il sistema Previdenziale italiano sta subendo negli ultimi anni dei forti cambiamenti. Questo risulta indispensabile per poter garantire una copertura pensionistica alle future generazioni. Non e' quindi l idea di fondo sulla quale si discute ma la metodologia con la quale si tenta di attuarla. Uno dei possibili scenari di questa riforma puo' portare l Italia a ripetere l esperienza inglese dove e' stato sviluppato, con due decenni di anticipo, il modello che ora si tenta di importare nel nostro paese. A meta' degli anni 90, il sistema finanziario britannico fu sconvolto da un grande scandalo che investi' la finanza previdenziale. Tutte le principali compagnie di assicurazione britanniche furono coinvolte: Prudential, Pearl, Lloyds TSB, Legal&General, Abbey Life, Barclays, ecc, ma bisogna considerare che nel Regno Unito le assicurazioni hanno un ruolo preminente nella intermediazione finanziaria rispetto alle banche. Oltre 700 mila lavoratori britannici furono convinti da agenti assicurativi e promotori ad abbandonare i piani pensionistici collettivi per sottoscrivere piani individuali pensionistici (PIP). Le nuove polizze erano caratterizzate da costi elevati e nascosti e dalla pesante penalizzazione prevista per coloro che non riuscivano a pagare regolarmente i premi. Un indagine condotta nel 1997 mostro' che il 33% dei PIP erano stati abbandonati dopo 3 anni ed il 44% dopo 5 anni. In alcuni casi, a causa delle penali, i lavoratori non ricevevano nulla indietro dei versamenti fatti. I piani pensionistici collettivi abbandonati, in realta', erano piu' convenienti per i lavoratori ma i piani individuali vennero spinti dai venditori solo perche' erano maggiormente gravati di commissioni ed erano, quindi, piu' convenienti per loro. Un indagine condotta dalla FSE (allora SIB, la Consob Britannica) evidenzio' che le forze di vendita mentirono in maniera abbastanza sistematica sulla minore convenienza dei PIP rispetto ai piani pensionistici di categoria. Tra le categorie piu' colpite quelle dei minatori, degli insegnanti e delle infermiere. Alcune imprese si rivelarono conniventi in questa operazione per poter pagare meno contributi pensionistici e si difesero dicendo che non potevano consigliare i loro dipendenti per il meglio, in quanto non erano consulenti registrati e, se li avessero consigliati, avrebbero infranto la legge. Al 2002 poco piu' di 400 mila lavoratori erano stati risarciti per i danni sofferti con 3,6 mld di sterline ma si stimo' che, alla fine, il risarcimento finale avrebbe potuto riguardare oltre 1 milione di lavoratori per un totale di 12 mld di sterline di risarcimento totale piu' 2 mld di sterline di costi amministrativi per gestire i risarcimenti stessi. Studiosi dell Universita' di Londra giunsero alla conclusione che i PIP britannici avessero svariati tipi di costi supplementari rispetto a quelli dei fondi comuni in cui investivano: 1. i costi amministrativi di piccoli versamenti mensili 2. le penali per coloro (numerosi) che interrompevano i pagamenti 3. i caricamenti Gli studiosi stimarono che, mediamente, questi costi erodessero il 45% del valore del capitale che si sarebbe potuto ottenere investendo direttamente in un fondo. A fine 2002 Tony Blair ha nominato una commissione di esperti con il compito di analizzare le prospettive del sistema e individuare percorsi di riforma. Nell ottobre 2004 la commissione Turner ha presentato il primo rapporto: secondo la stessa, per assicurare alle future generazioni di pensionati lo stesso tenore di vita delle attuali, la quota di PIL destinata alla previdenza dovra' crescere dal 10 al 15 % entro il 2005, altrimenti i futuri pensionati disporranno di trattamenti inferiori di un terzo rispetto ad oggi. Cio' porterebbe ad un aumento del numero di anziani poveri, gia' oggi piu' alto della media europea. Il rapporto Turner ha fatto emergere 3 allarmanti criticita': 1- Gestione dei fondi di previdenza individuale: da un lato sono emersi numerosi casi di frode a seguito della liberalizzazione del settore agli inizi degli anni 90; dall altro sono evidenti gli alti costi di gestione, che possono raggiungere valori pari al 20 30% 2- Passaggio da formule vantaggiose a prestazione definata a forme a contribuzione definita meno vantaggiose, soggette a rischi finanziari e demografici a carico dell aderente 3- ASIMMETRIA INFORMATIVA, l ampio numero di possibili alternative rappresenta un elemento positivo solo in via astratta: la commissione ha evidenziato come le scelte previdenziali siano spesso casuali ed erratiche con pesanti conseguenze per la consistenza e l andamento dei risparmi pensionistici individuali.

9 L Italia rischia di ripetere la triste esperienza inglese, con il passaggio dal sistema retributivo, il quale prevedeva una pensione commisurata agli ultimi stipendi del lavoratore, al sistema contributivo, che invece calcola il monte pensione in base ai versamenti effettuati durante tutta la vita lavorativa, i cittadini italiani sono chiamati a crearsi cio' che viene definita Pensione Integrativa. Il lavoratore deve quindi farsi onere di gestire in modo piu' o meno autonomo la creazione del proprio monte pensione. Spesso si sceglie di affidarsi ad un consulente per gestire al meglio questo delicato aspetto del proprio futuro. Il requisito indispensabile e', pero', l indipendenza del consulente. Questa puo' essere valutata dal cliente tramite diversi indicatori: - Il consulente non deve aver mandato da nessuna compagnia assicuratrice o bancaria. In questo caso la sua consulenza sarebbe finalizzata alla vendita dei prodotti della propria societa' - Il professionista deve essere pagato esclusivamente tramite parcella. In caso contrario si tratta di un venditore che riceve una commissione sui prodotti che vi sta indicando - Il consulente deve assolutamente fornirmi un ventaglio di opzioni tra le quali scegliere Questo garantisce che il consulente non abbia alcun tornaconto nel farvi acquistare un particolare prodotto. In piu' e' essenziale che il Cliente conosca bene gli strumenti o i prodotti finanziari che decide di utilizzare per garantire la propria pensione. Molti di questi hanno elevati costi di entrata, o all opposto altissimi costi di smobilizzo, nel caso il cliente abbia necessita' di utilizzare il capitale prima del tempo. Molti fondi presentano alti costi di gestione (anche nell ordine del 4% annuo) o elevati caricamenti sui versamenti (anche nell ordine del 90% sul primo versamento). Queste caratteristiche vengono, purtroppo, taciute dai venditori e vengono scoperte troppo tardi dai risparmiatori.

10 11 novembre 2006 Il vero freno? È la pigrizia di molti clienti di Marco Liera Quando incontro i risparmiatori agli eventi formativi del Sole-24 Ore in giro per l Italia, mi capita spesso di essere "catturato" alla fine delle conferenze da lettori arrabbiati con la loro banca. Una volta dato ascolto alle loro imprecazioni, mi viene naturale chiedere: «Mi scusi, visto che il rapporto con il suo istituto è così logorato, perché non lo lascia?». Di solito la domanda resta sospesa nel vuoto, e l impeto accusatorio si sgonfia rapidamente. Basta andare a vedere quello che è successo con i crack Cirio, Parmalat e Argentina: migliaia di clienti hanno portato in Tribunale le loro banche, ma in pochi le hanno cambiate. I dati Abi dicono che ogni anno sono due milioni i correntisti che divorziano dalle loro banche, il 6% del totale. Il decreto Bersani (la cui faticosa applicazione è illustrata alle pagine seguenti) e l iniziativa «CambioConto» del consorzio «PattiChiari» tendono a ridurre le barriere all uscita dell offerta. Ma restano le barriere all uscita della domanda: non si cambia banca per pigrizia, per l errata convinzione che le banche siano tutte uguali, perché sul proprio conto sono confluiti anche redditi in "nero" (che come tali, è meglio non spostare), perché si è anche clienti indebitati. Queste barriere all uscita giustificano una buona parte della generosa valutazione borsistica delle banche quotate: tutti i modelli degli analisti sono basati su raccolta in crescita, mai in diminuzione. Ai vecchi tempi, ai corsi di tecnica bancaria del terzo anno di Economia, una delle prime cose che ci tenevano a insegnarti è che le banche prosperano per un gioco probabilistico: perché non è «quasi mai» successo che molti clienti si presentassero insieme agli sportelli a ritirare i propri averi. Sarebbe interessante se ogni tanto gli analisti scontassero nei loro modelli l ipotesi di perdita di clienti tipicamente quelli più abbienti insoddisfatti, magari per quelle banche oggetto di operazioni di fusione. Il cui risultato, anzichè l 1+1=3 profetizzato da chi diffonde il verbo della «creazione di sinergie», potrebbe essere 1+1=1,5. Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti sono riservati

11 24 novembre 2006 A chi conviene il Banco Posta di Marco Liera L idea delle Poste di offrire tanti beni e servizi nello stesso punto vendita non è nuova. Il concetto di cross-selling è presente ovunque vi sia passaggio di pubblico all ombra di un marchio noto; basti ricordare i tentativi di vendere strumenti finanziari e assicurativi presso i supermercati. Non è di per sé impossibile vendere servizi postali, di pagamento, Cd di Adriano Celentano e obbligazioni nello stesso luogo. Per quanto riguarda i primi tre, i consumatori sembrano sufficientemente in grado di fare acquisti a ragion veduta. Per le obbligazioni e gli altri strumenti di risparmio il discorso è chiaramente diverso. La scarsa consapevolezza finanziaria media e la tentazione di semplificare al massimo le decisioni di investimento possono indurre i clienti del BancoPosta a ricercare la soluzione a tutte le loro esigenze di impiego presso gli sportelli giallo-blu. Ma l offerta è limitata a una gamma di strumenti che per costi e profili rischio-rendimento attesi non si differenziano da quelli delle banche. Nell ambito dei servizi di investimento, il gruppo guidato da Massimo Sarmi non è un protagonista «low-cost». Si limita a sfruttare la capillarità della rete, i servizi di pagamento e il marchio, proponendo una consulenza a basso valore aggiunto, nè più nè meno come fanno tante banche. Solamente i deficit di conoscenza dei clienti possono giustificare il successo di strumenti collocati dalle Poste che perdono il confronto con i BoT, come si legge alle pagine seguenti. Il recepimento della direttiva Mifid, con la polarizzazione attesa tra gli intermediari che prestano una vera consulenza e quelli che invece si fermano alla mera esecuzione, aprirà il prossimo anno nuovi scenari per gli empori finanziari tipo il BancoPosta. Il quale ha appena ricevuto dalla società inglese Structured Product il premio europeo come migliore distributore in Italia di obbligazioni strutturate (più di quattro miliardi di euro collocati solo nel 2006). Non si sa se i clienti, che avrebbero fatto meglio a comprare dei titoli di Stato, si uniranno ai festeggiamenti. Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti sono riservati

12 RACCOMANDATA A MANO Spettabile Banca Lì,.. Oggetto: richiesta di copia di documentazione ai sensi del Reg. Consob art. 28 c. 5. Spettabile, con la presente, io sottoscritto, nato a il dopo aver chiesto per vie informali copia della documentazione che mi riguarda senza successo, vengo a richiedervi formalmente copia della seguente documentazione: 1. Copia dell'ordine di acquisto delle obbligazioni argentine presenti sul mio dossier titoli debitamente sottoscritto (se presente) e della conferma di acquisto riportante in particolare il prezzo ed il mercato di riferimento oppure se l'operazione è avvenuta in contropartita diretta 2. Copia del contratto quadro di ricezione e trasmissione ordini nonché negoziazione all'interno del quale è stato formalizzato l'acquisto delle obbligazioni di cui al punto precedente. 3. Scheda attestante la mia personale: esperienza in materia di strumenti finanziari, situazione finanziaria, obiettivi finanziari nonché propensione al rischio firmata precedentemente all acquisto delle obbligazioni argentine. Ci riferiamo al documento che avreste dovuto compilare ai sensi del Reg. CONSOB art. 28 comma Copia del documento generale sui rischi finanziari da me debitamente sottoscritto (se esistente) precedentemente all acquisto delle obbligazioni argentine. Qualora alcuni questi documento non fossero stati compilati e non fossero presenti, vi richiediamo espressamente di indicarcelo in forma scritta. Ricordiamo che il già citato regolamento in oggetto impone all intermediario finanziario di mettere sollecitamente a disposizione dell'investitore che ne faccia richiesta i documenti e le registrazioni in loro possesso che lo riguardano. Distinti Saluti Firma Data e Firma per ricevuta

13 On.le Sig. Presidente della Repubblica Argentina On.le Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Argentina per il tramite del Rappresentante Diplomatico in Italia l' AMBASCIATORE ARGENTINO Sede dell' Ambasciata Argentina in ROMA Piazza dell' Esquilino, ROMA Luogo, data Raccomandata A.R. Oggetto: Prestiti obbligazionari argentini - Diffida, costituzione in mora ed interruzione termini Il/i sottoscritto/i, nato/i a il e residente/i in cap alla Via telefono portatore/i delle obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina (oppure indicare eventuale altro emittente) indicate nell allegato e per le quali non sono stati ad oggi corrisposti gli importi di mia/nostra spettanza, con la presente formalmente INTIMA/NO alle S.V. il pagamento del capitale investito e degli interessi maturati, per la complessiva somma di Euro/Dollari USA (indicare la somma del valore nominale dei titoli posseduti e di tutte le cedole maturate alla data di invio della lettera e non pagate; se ci sono emissioni in Euro ed anche in Dollari USA indicare i due dati separatamente), oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione al soddisfo, in relazione all acquisto delle predette obbligazioni delle quali si allega fotocopia di un documento comprovante l acquisto e l attuale esistenza nel mio/nostro dossier titoli. La presente vale quale formale messa in mora dell emittente debitore ed interruzione di qualsivoglia eventuale termine di prescrizione e/o decadenza. ai sensi e per gli effetti degli artt. 1219, 2943 e seguenti del Codice Civile Italiano. Distinti saluti

14 FIRMA DEL/I MITTENTE/I ALLEGATO Prestito obbligazionario 1 Codice ISIN Descrizione Emesso il Scadenza Periodicità cedola (semestrale - annuale) Data godimento cedola Tasso rendimento Valuta (EUR - $) IMPORTI NON PERCEPITI PER -cedola maturata il... per l' importo lordo di (EUR oppure $)... -cedola maturata il... per l' importo lordo di (EUR oppure $)... (indicare tutte le cedole maturate alla data di invio della lettera e non pagate) -rimborso del titolo scaduto (oppure: avente scadenza) il... per l' importo lordo di (EUR oppure $)...(indicare il valore di rimborso, quasi sempre coincide col valore nominale) Prestito obbligazionario 2 (seguire lo stesso schema per le altre obbligazioni possedute, se sono più di una) (Alla lettera deve essere allegata copia fotostatica dei documenti comprovanti l'acquisto del titolo e dell ultimo estratto del/dei dossier titoli contenente/i le obbligazioni)

15 RACCOMANDATA A MANO (oppure A.R.) Spett.le Luogo, data Oggetto: Messa in mora per acquisto obbligazioni Argentina Io/i sottoscritto/i...titolare/i di obbligazioni...presso di Voi giacenti sul dossier titoli n...a me/noi intestato presso l'agenzia..., e da Voi vendutemi/ci in data...con operazione che allo stato appare essere gravemente viziata nella forma, oltre che posta in essere in violazione dei principi normativi di cui al T.U.F. e C.C., ferma restando la piena adesione dello scrivente alla procedura arbitrale promossa presso l ICSID nei confronti dell Argentina attualmente in corso con il patrocinio dello studio legale White&Case (cancellare questa parte se non si è aderito all ICSID), Vi trasmetto/iamo con la presente formale richiesta di risarcimento dei danni tutti patiti e patiendi a causa e per effetto della stessa. La presente vale quindi, anzitutto, quale formale messa in mora ed interruzione di qualsivoglia eventuale termine di prescrizione e/o decadenza. In caso di mancata risposta alla presente lettera entro i termini di legge, mi/ci riservo/iamo di adire le vie legali senza ulteriore preavviso per meglio tutelare i miei/nostri diritti. Distinti saluti. Dati (indirizzo ecc) del/i mittente/i FIRMA DEL/I MITTENTE/I

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