RASSEGNA STAMPA. Sabato, Il Sole 24 Ore

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1 RASSEGNA STAMPA Sabato, Il Sole 24 Ore 1 «Pa, con altri tagli indistinti servizi a rischio» 2 Silenzio-assenso per tutte le Pa 3 «Split payment» sulle fatture Doppio binario in contabilità La Repubblica - Genova 1 Epatite C arriva la cura rivoluzionaria ma il Centro Alcologico resta escluso Il Secolo XIX - Ed. Levante 1 Malati liguri in fuga tra tagli, risparmi, e scelte rinviate 2 Altro che assenteismo in quell ospedale

2 PRIMO PIANO pag. 9 Corte dei conti. Allarme per eventuali ulteriori riduzioni di organici dopo la spending review di Monti «Pa, con altri tagli indistinti servizi a rischio» ROMA Servizi a rischio nella pubblica amministrazione se, dopo la stretta imposta dalla spending review targata Monti, ci saranno nuovi tagli al personale. A lanciare l allarme è stata ieri la Corte dei Conti nella relazione sugli interventi «di riduzione degli assetti organizzativi e delle dotazioni organiche» dei ministeri previste dal Dl 95/2012. Riduzioni definite dai magistrati contabili «indifferenziate, adottate a prescindere dal contesto di un adeguata valutazione del rapporto tra attribuzioni intestate, risorse impiegate e servizi da rendere». E a fronte delle quali appunto «quasi tutte le amministrazioni hanno rilevato la difficoltà di adempiere ai compiti a loro intestati o di rendere i servizi da loro attesi, ai quali se ne vanno aggiungendo di nuovi, con le risorse umane in servizio, sotto-dimensionate rispetto alle dotazioni organiche ridotte». Il processo di razionalizzazione della Pa, spiega la Corte, necessita «di stabilità per essere adeguatamente completato, in linea con i principi costituzionali che presiedono all organizzazione dei pubblici uffici». E a tutt oggi la riorganizzazione dei ministeri, nonostante l impegno delle amministrazioni, «non risulta ancora ultimata» per il ritardo «dei provvedimenti attuativi», le continue modifiche normative e le «conseguenti incertezze». Dal 2000 ad oggi, ricorda la relazione, si sono susseguite «per le note esigenze di contenimento della spesa pubblica, cinque successive leggi di riduzione del personale» Attualmente «i risparmi sono teorici» visto che il personale pubblico, dirigente e non, in servizio è in numero inferiore alle unità previste dalla dotazione organica». Con l eccezione dei ministeri «della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti». Bisogna quindi «consentire alle amministrazioni di portare a compimento il processo avviato, partendo dall individuazione del modo più razionale ed efficiente per attendere ai compiti istituzionali, identificando le strutture da eliminare o da ridimensionare, allocando le risorse in relazione agli effettivi livelli di domanda del territorio e alle funzioni ad esse affidate. Ulteriori riduzioni delle risorse in servizio - avvertono perciò i magistrati - potrebbero non consentire «una adeguata cura dei servizi». E il giudizio è anche sul futuro: «Ferma restando l insindacabilità delle scelte di natura politica, la discrezionalità non si sottrae al giudizio di irrazionalità, che potrebbe derivare dall adozione di proposte che vanificano il risultato finora raggiunto in materia o, peggio, riesumano istituti e criteri già sperimentati e abbandonati». Come il ruolo unico dei dirigenti, contenuto nel Ddl Madia. RIPRODUZIONE RISERVATA

3 pag. 9 PRIMO PIANO Il Ddl Madia. Fra gli emendamenti tecnici in arrivo alcune precisazioni sull applicazione Silenzio-assenso per tutte le Pa Si precisa che la disciplina del silenzio assenso riguarda tutte le amministrazioni pubbliche (e quindi non solo quelle statali). Inoltre, si prevede che, ai fini dell acquisizione di assensi o concerti su provvedimenti normativi e amministrativi, è sufficiente che tali schemi di provvedimenti siano «corredati della relativa documentazione». Il pacchetto di emendamenti al Ddl Madia depositati giovedì dal relatore, Giorgio Pagliari, tocca anche gli articoli 3 e 4 in tema di silenzio assenso e certificazioni di inizio attività. Sull acquisizione di assensi e concerti, la modifica presentata «punta a scoraggiare rilievi capziosi da parte delle amministrazioni, che non dovranno più sindacare se l atto trasmesso è compiutamente istruito o meno, e quindi rimandarlo indietro se non lo è. Ma si dovrà solo prendere in considerazione la documentazione trasmessa», spiega Giorgio Pagliari. Anche l emendamento sull inizio attività punta a semplificare il quadro normativo: «Si intende cioè favorire la predisposizione di una nuova disciplina delle attività che i soggetti privati possono iniziare immediatamente, senza la preventiva autorizzazione dei pubblici poteri - aggiunge Pagliari -. Del resto, è ormai principio acquisito che la Pa non è più autoritativa, ma controlla ex post l iniziativa una volta avviata». I lavori in commissione Affari costituzionali del Senato sul Ddl Madia (16 articoli per 10 deleghe) riprenderanno la settimana prossima. La commissione Bilancio ha emanato i pareri sugli emendamenti fino all articolo 5. Il relatore ha annunciato la presentazione di ulteriori emendamenti, concordati con il Governo, e, da quanto si apprende, l intenzione è di chiudere l esame del provvedimento entro metà/ fine febbraio (elezione del nuovo Capo dello Stato permettendo). Nel nuovo pacchetto di emendamenti annunciato da Pagliari l attesa è tutta per le correzioni sui temi più delicati, e più volte citati dal premier Renzi, del licenziamento disciplinare e della riorganizzazione della dirigenza. Tra le altre modifiche presentate giovedì dal relatore spicca anche la riscrittura dell articolo 1 del Ddl che delega l Esecutivo a modificare e integrare il codice dell amministrazione digitale, secondo principi di semplificazione e razionalizzazione. In particolare, si sottolinea la necessità di definire il livello minimo di qualità, fruibilità, accessibilità e tempestività dei servizi online delle pubbliche amministrazioni e di garantire la disponibilità di connettività a banda larga, e l accesso alla rete internet presso tutti gli uffici pubblici. RIPRODUZIONE RISERVATA Cl. T.

4 pag. 15 NORME E TRIBUTI Legge di stabilità. Il ministero dell Economia anticipa i contenuti del decreto attuativo del sistema di fatturazione della Pa «Split payment» sulle fatture 2015 Lo split payment, cioè il nuovo meccanismo della «scissione contabile» dell Iva introdotto dalla legge di stabilità nelle transazioni con la Pubblica amministrazione, si applica alle «operazioni fatturate a partire dal 1?gennaio 2015», mentre per le fatture emesse prima si applicheranno le vecchie regole anche se il pagamento non è ancora stato effettuato. Con un comunicato il ministero dell Economia conferma le anticipazioni pubblicate sul Sole 24 Ore di ieri, e spiega che il decreto attuativo del nuovo sistema, con cui la Pubblica amministrazione paga trattenendo l Iva e riversandola direttamente all Erario, è «in corso di perfezionamento». In questo modo si offre una buona boccata d ossigeno a operatori e amministrazioni, che dopo l accelerazione impressa dalla versione finale della legge di stabilità avevano visto partire il nuovo regime senza istruzioni ufficiali. L indicazione ministeriale toglie parecchi dubbi, dal momento che, soprattutto nei rapporti con la Pubblica amministrazione, la distanza fra emissione della fattura e incasso del pagamento spesso non è breve. Non era chiaro, quindi, se applicare lo split payment alle fatture emesse lo scorso anno ma non ancora pagate, perché «a esigibilità differita» oppure per semplici problemi di cassa. Il confine fra vecchio e nuovo sistema, spiega ora il ministero, passa dalla data di emissione della fattura, e quindi tutto l arretrato segue le vecchie regole:?la decisione semplifica la vita a operatori e professionisti, anche se può comportare qualche problema sul gettito stimato perché la scissione contabile serve a contrastare l evasione Iva da parte dei privati, e in questo modo lascia però libere tutte le fatture emesse negli ultimi mesi del I?chiarimenti ministeriali non si fermano qui, e indicano anche alle Pubbliche amministrazioni le strade che potranno essere battute per riversare l Iva all Erario. Per ora, in realtà, gli enti pubblici si limiteranno ad accantonare l Iva, in attesa dell adeguamento dei sistemi di gestione che dovrà avvenire entro il 31 marzo in vista del primo versamento, messo in calendario entro il 16 aprile prossimo. Una volta a regime, poi, gli uffici potranno scegliere fra tre opzioni:?effettuare un versamento Iva per ogni fattura divenuta esigibile; prevedere un appuntamento quotidiano in cui girare all Erario tutta l Iva delle fatture del giorno oppure stabilire un calendario mensile in cui fissare al 16 di ogni mese l appuntamento con il versamento cumulativo dell Iva relativa alle fatture di quel mese. In ciascuno di questi tre sistemi, a decidere la data di riferimento della fattura sarà l esigibilità dell Iva. In base alle indicazioni diffuse ieri dal ministero, il decreto attuativo darà all amministrazione la possibilità di scegliere se l Iva è esigibile al momento del pagamento oppure al momento della ricezione della fattura. Chiarimenti ulteriori si avranno con il varo ufficiale del decreto attuativo, che a questo punto è atteso a breve, ma è probabile che la maggioranza delle amministrazioni opterà per l esigibilità collegata al pagamento, che allunga i tempi e può facilitare la gestione. RIPRODUZIONE RISERVATA G.Tr.

5 pag. 15 NORME E TRIBUTI I chiarimenti. Le conseguenze per gli uffici Doppio binario in contabilità Il comunicato del ministero dell Economia anticipa alcuni principi che saranno formalizzati nel decreto attuativo dello split payment, consentendo di dissipare parte delle incertezze sorte con la lettura del testo normativo recato dalla legge di stabilità. In particolare, con riferimento ai fornitori della Pa, il decreto permetterà di superare le difficoltà implementative del nuovo regime (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) con riferimento sia alla portata soggettiva sia all ambito temporale di applicazione dello split payment. I limiti soggettivi In merito all ambito soggettivo di operatività della norma, nel comunicato è messo in chiaro che il nuovo regime trova applicazione ampia e generalizzata, siccome va utilizzato in relazione a tutti gli acquisti di beni e servizi effettuati dalle Pa «ancorché non rivestano la qualifica di soggettivo passivo Iva». Quest ultima puntualizzazione, non presente nella legge di stabilità, fa sì che anche soggetti formalmente equiparabili a privati sono considerati debitori dell imposta e, di conseguenza, sono tenuti ad adempiere alle formalità necessarie al versamento dell Iva all Erario in luogo del proprio fornitore. Va comunque tenuto presente che la platea dei soggetti parte della Pa interessati dallo split payment, seppure assai vasta, trova un limite nell elencazione contenuta nel nuovo articolo 17-ter del Dpr 633/72 (introdotto dalla legge di stabilità). Questo articolo replica la lista dei soggetti nei confronti dei quali si applica la normativa sulla esigibilità differita prevista all articolo 6, comma 5 del Dpr 633/72 e quest ultimo elenco, per prassi consolidata, è considerato tassativo e quindi non estensibile a soggetti non esplicitamente citati nella norma. Lo stesso, pertanto, deve considerarsi valido in termini di definizione del campo di applicazione soggettiva dello split payment. Peraltro, con l entrata in vigore di questo sistema, la fatturazione a esigibilità differita disciplinata al richiamato articolo 6, comma 5 vede restringersi notevolmente le casistiche di utilizzo. Di fatto, rimane applicabile solo nei casi di fatturazione con rivalsa dell Iva in cui lo split payment non risulta operativo. A meno che il decreto non preveda altre eccezioni, questa eventualità è limitata alle sole fatture emesse prima del pagamento per compensi relativi a prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, prestazioni per le quali è esplicitamente esclusa l applicazione dello split payment. L efficacia temporale Per quanto riguarda, poi, l efficacia temporale della disposizione il comunicato chiarisce che il nuovo regime si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1 gennaio 2015, per le quali l esigibilità dell imposta si verifichi successivamente alla stessa data. Tale previsione, più che come misura attuativa, si configura come una modifica integrativa del testo normativo, siccome nella legge di stabilità è previsto che lo split payment si sarebbe dovuto applicare alle operazioni per le quali l Iva diventava esigibile a partire dal 1º gennaio 2015, indipendentemente dalla data di emissione della fattura. A ogni modo, l impostazione adottata nel decreto consentirà di risolvere tout court i problemi di doppia imposizione e le difficoltà di gestione che sarebbero derivati dall includere nello split payment anche operazioni fatturate prima del 1 gennaio. Dare rilievo alla data della fatturazione consente ai fornitori della Pa di gestire su binari separati le fatture ante 2015 che, se eleggibili, continuano a soggiacere al regime naturale dell esigibilità differita di cui all articolo 6, comma 5 del Dpr 633/72, e quelle emesse a partire dal 2015, che invece sono sottoposte allo split payment. Per altro verso, sul piano contabile, ciò implica che gli operatori interessati dovranno tenere distinte le fatture verso la Pa assoggettate all uno o all altro regime, siccome nell esigibilità differita l Iva verrà incassata e dovrà essere ordinariamente versata all Erario mentre nello split payment non c è incasso dell Iva né, di conseguenza, obbligo di versamento. RIPRODUZIONE RISERVATA Matteo Mantovani Benedetto Santacroce

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