Revisione della Letteratura Internazionale sul Triage infermieristico in Pronto Soccorso

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Revisione della Letteratura Internazionale sul Triage infermieristico in Pronto Soccorso"

Transcript

1 Revisione della Letteratura Internazionale sul Triage infermieristico in Pronto Soccorso Introduzione La funzione di selezione-valutazione dei pazienti all interno dei Dipartimenti di Emergenza è divenuta essenziale, soprattutto laddove gli accessi di utenti con patologie non critiche aumentano in modo vertiginoso, nel tempo e nello spazio. La gestione, dell emergenza clinica, rispetto alla totalità degli interventi prestati in Pronto Soccorso, è da sempre una questione importante, per la quale i Paesi Industrializzati hanno sviluppato nuovi modelli organizzativi e gestionali. Attualmente, il modello, che più di ogni altro rappresenta uno strumento valido ed affidabile è il sistema di cernita e classificazione dei pazienti (triage), ormai riconosciuto nelle realtà internazionali, come il sistema di gestione dell emergenza, che più di ogni altra scelta organizzativa riconosce quelle che sono le priorità emergenti, mettendo in atto procedure sempre più aggiornate e dettagliate. Nei primi anni 80 vennero pubblicati i primi studi relativi alle iniziali esperienze di triage infermieristico. Alcuni di questi sono diventati, nel corso degli anni, la base per le future applicazioni dei metodi di valutazione dei pazienti. In questi anni i ricercatori si trovavano dinanzi sistemi per la valutazione di triage difformi per metodo e con applicazione eterogenea dai dipartimenti che non utilizzavano alcun sistema riconosciuto, ad altri che applicavano un numero cospicuo di categorie di priorità. La ricerca di un metodo sistematico, veloce e di facile applicazione, era una priorità riconosciuta e sostenuta da tutti coloro che si occupavano di emergenza, in modo particolare dagli infermieri che per primi si trovano a dover far fronte alle situazioni emergenti-urgenti. Il metodo doveva rispondere a due principi basilari: il riconoscimento immediato delle situazioni di emergenza e l assegnazione del paziente nell area di trattamento più adeguata alle sue condizioni. Si definisce così il sistema di valutazione triage, che consiste in un processo decisionale complesso e dinamico composto da un insieme di azioni necessarie a stabilire la priorità di accesso alla visita medica in Pronto Soccorso per garantire tempestiva assistenza a pazienti in condizione di emergenza/urgenza. Il sistema viene applicato inizialmente di fatto negli Stati Uniti, là dove i cambiamenti del sistema sanitario hanno fatto si che i reparti di emergenza divenissero il primo punto di riferimento per i pazienti. A seguire gli altri paesi anglosassoni (Inghilterra, Canada, e l Australia) hanno applicato i principi guida del sistema di valutazione, per poi implementare un modello proprio da utilizzare nei Dipartimenti di Emergenza. In Italia, l esperienza del triage è relativamente giovane ed oggi, nonostante le novità legislative, non in tutti i Dipartimenti di Emergenza esiste un effettiva applicazione del sistema. In ogni caso, quale che sia il tipo di organizzazione utilizzata per l applicazione del triage o la scelta dei livelli di gravità, rimangono solidi alcuni principi che accomunano le diverse realtà. Non deve sorprendere quindi che in letteratura si evidenzino un discreto numero di scale di Triage, la più nota, in quanto utilizzata sia in Europa, (Francia, Irlanda, Olanda) che in Paesi come il Sud Africa e l Arabia Saudita, è quella del Manchester Triage (MTS) elaborata nel Regno Unito, riconosciamo, fra le altre, l indice di severità di emergenza (ESI) utilizzato in America, la scala di acutezza (CTAS) in Canada, il sistema di Triage globale in Italia, il metodo ATS in Australia ed il Cape Town System utilizzato in Sud Africa.

2 Il Manchester Triage System è caratterizzato da una scala a cinque livelli, elaborata da un gruppo di professionisti sanitari, medici e infermieri e introdotto nel Regno Unito nel 1996 e oggi riconosciuto in tutto il Paese, l indice di severità (ESI) è un sistema di valutazione di triage a cinque livelli, sperimentato inizialmente in due ospedali universitari degli Stati Uniti, che affianca o sostituisce il tradizionale sistema americano a tre livelli. In Italia, esiste un sistema di Triage a quattro livelli denominato Triage Globale che è il risultato di una precisa norma legislativa. Anche se è possibile trovare in alcune realtà alcune forme più avanzate del modello, ad oggi non è applicato nella sua forma più completa su tutto il territorio nazionale. Proprio per l importanza della sua funzione, tale metodologia già nei primi anni della sua applicazione è stato oggetto di studio per numerose ricerche, ognuna delle quali voleva sostenere e validare l effettiva efficacia della valutazione di Triage secondo prospettive diverse. Alcune ricerche si sono focalizzate sull appropriatezza dello strumento, altre sulle caratteristiche necessarie agli infermieri di Triage, altre ancora invece hanno determinato la validità di un metodo rispetto ad un altro. In considerazione di questo, è fondamentale analizzare i punti di forza e le differenze sostanziali dei metodi di valutazione utilizzati, e le evidenze scientifiche a sostegno dei diversi modelli. Obbiettivo di questo lavoro è quello di analizzare i diversi modelli di Triage applicati e conosciuti a livello nazionale ed internazionale, secondo due prospettive diverse. La prima è quella di ricercare e descrivere le caratteristiche principali dei diversi sistemi, con l intenzione di mettere in evidenza i punti fondamentali e le caratteristiche metodologiche utilizzate nel processo di valutazione, con il fine ultimo di comparare gli elementi caratterizzanti, i punti comuni e le diversità sostanziali, la seconda riguarda l analisi del ruolo della conoscenza, della formazione specifica e dell esperienza infermieristica a supporto delle decisioni di Triage, accertando se una o l altra caratteristica influiscono in modo determinante sul processo di valutazione. Metodi La consultazione bibliografica delle Banche Dati, in particolare PubMed, Chinal, ha mirato in modo puntuale alla ricerca delle linee guida attuative, pubblicate fra il 2003 ed il 2008.in lingua originale. Per la revisione sono state scelte quelle più aggiornate ed in particolare modo quelle che esplicitavano il metodo scientifico a supporto dei sistemi di Triage. Il risultato della ricerca ha portato all analisi dei metodi di Triage utilizzati e riconosciuti nel panorama internazionale ovvero i modelli applicati negli Stati Uniti, Canada Australia, Regno Unito, Sud Africa ed Italia. Per quanto riguarda il modello utilizzato nel nostro Paese, essendo unico quello applicato sul territorio nazionale, è stata utilizzata l ultima versione approvata dal Gruppo Formazione Triage. La comparazione delle linee guida con l obbiettivo di evidenziarne relazioni comuni e differenze, è stata ulteriormente analizzata considerando la prospettiva della validità dei metodi attraverso la revisione di articoli pubblicati fra il 2003 ed il 2008, il cui obbiettivo era la valutazione dei fattori influenti la decisione di Triage. Risultati Sono stati reperiti 127 articoli sulla la validità e l affidabilità del Triage Infermieristico, di cui due in lingua tedesca. Di questi, solo una decina rispondono in modo esaustivo all obbiettivo dichiarato e sono stati esclusi gli articoli che trattavano la validità e l affidabilità del Triage infermieristico verso obbiettivi più specifici, come l applicazione di determinati protocolli oppure certe condizioni patologiche. Per quanto riguarda la formazione e l esperienza infermieristica come elemento integrante nel processo valutativo, poche ricerche hanno messo a fuoco questi parametri da soli. Mentre alcuni studi hanno

3 dimostrato che l individualità ed altri fattori contestuali influenzano le decisioni di triage, altri invece hanno documentato l inesistenza della relazione fra esperienza clinica e decisione di triage. Per la revisione sono stati scelti 15 articoli che si riferivano ai modelli di Triage Emergency Severity Index, Manchester Triage System, Canadian Acuity Scale, Australasian Triage System,la scelta di questi metodi è stata dettata dal fatto che questi sistemi oltre ad essere applicati a livello nazionale sono riconosciuti in altri Stati, e pertanto sono sostenuti da numerose ricerche. Molte di queste ricerche sono state effettuate in Svezia. Non a caso, dato che in questo Paese esiste un metodo di Triage, che è applicato solo in poche realtà dipartimentali. Proprio per questo motivo vengono utilizzati altri sistemi internazionali e le ricerche fatte hanno voluto validare l applicabilità di un sistema di triage che fosse realizzabile sostenibile nella realtà locale, la valutazione del modello Globale italiano, di quello francese e il modello sudafricano (il Cape Town System) sono stati esclusi dalla revisione, in quanto affermati solo nel loro Paese d origine e non conosciuti o applicati oltre frontiera. Discussione L analisi degli studi ha mostrato, fra le altre cose, che i modelli di valutazione oltre a riconoscere universalmente le situazione critiche e molto critiche sono in grado nella maggior parte delle situazioni di riconoscere anche l outcome del paziente, sia in termini di sopravvivenza che di mortalità. A questo proposito i sistemi di Triage a cinque livelli sono stati messi a confronto in alcune ricerche, con lo scopo di valutare se un sistema di valutazione fosse più affidabile e predittivo di un altro, in letteratura, è possibile trovare studi il cui obbiettivo è quello di valutare l associazione fra modelli di triage rispetto al tasso di ammissione, alla mortalità e al tempo di attesa alla visita ed al tempo di attesa al trattamento. L associazione fra grado il grado di urgenza ed ammissione del paziente è stata l oggetto di studio otto pubblicazioni, di cui sei sul sistema Emergency Severity Index, uno sul Manchester Triage ed uno sull Australasian Triage Scale. L associazione fra tempo di attesa nel Dipartimento di Emergenza ed utilizzo delle risorse è stato un obbiettivo di uno studio sul sistema ESI, mentre l associazione fra categoria di urgenza e lunga attesa ospedaliera mortalità e sopravvivenza è stata studiata meno frequentemente. La mortalità nel sistema Emergency Severity Index è stata valutata a sei mesi dal primo accesso, in uno studio di Wuertz del 2001, i ricercatori hanno dimostrato che il 32% dei pazienti valutati nella categoria livello 1 sono deceduti. Sia il modello Emergency Severity Index che la Scala di triage australiana hanno mostrato associazioni fra l attribuzione del codice di priorità e la mortalità. In uno studio pubblicato nel marzo 2007 sull Europea Journal of Emergency Medicine, sono state comparate la Scala di Acutezza utilizzata in Canada ed l indice di severità utilizzato negli Stati Uniti. Obbiettivo dei ricercatori era valutare se esisteva un metodo più accurato nel prevedere l utilizzo di risorse rispetto all outcome del paziente I risultati dimostrano che il Sistema Emergency Severity Index ha una più alta correlazione nel prevedere l utilizzo di risorse con un intervallo di confidenza Sempre questo studio ha dimostrato una scarsa correlazione fra il modello canadese e la mortalità (CI ), mentre non vi sono evidenze significative per quanto riguarda l attribuzione della gravità e l ammissione al Dipartimento di Emergenza e l outcome del paziente (p < 0.005). Uno recente lavoro pubblicato sulla rivista Emergency Medicine Journal nel mese di Luglio 2009, ha dimostrato alcune differenze fra il sistema Emergency Severity Index ed il Manchester Triage System. L obbiettivo dello studio era quello di valutare il grado di affidabilità per quanto riguarda l ammissione dei pazienti al Dipartimento di Emergenza e la mortalità. Nella ricerca retrospettivo osservazionale condotta in quattro ospedali in Olanda, i ricercatori hanno sviluppato lo studio in due tempi, una prima raccolta dati fra il 2004 ed il 2005 ed una seconda nel I risultati mostrano che, per quanto riguarda il ricovero dei pazienti, entrambi i sistemi mostrano la

4 stessa percentuale di ammissione 21,6% nel sistema ESI e 20% nel MTS. Inoltre, in entrambi i sistemi i pazienti urgenti o molto urgenti sono stati inseriti nella categoria di Triage più elevata. Per quanto riguarda la mortalità, sia il Manchester Triage che il metodo Emergency Severity Index hanno mostrato una probabilità significativa per quanto concerne l attribuzione del codice di gravità ed i pazienti deceduti (p<0,01). I risultati dello studio rivelano che entrambi i metodi riescono a prevedere in modo significativo sia l ammissione che la mortalità dei pazienti. Il sistema Emergency Severity Index, sembra tuttavia essere maggiormente predittivo per quanto riguarda l ammissione dei pazienti nelle categorie più basse rispetto il Manchester Triage System, e questo probabilmente è dovuto al fatto che nel Manchester Triage non sono previste le risorse così come invece contemplato nel sistema Emergency Severity Index che si realizza maggiormente su questo aspetto. Fra gli altri dati che emergono dall analisi degli studi si può affermare che il processo di valutazione risente di alcuni fattori che però sono perlopiù legati alle caratteristiche del paziente come l età, lo status sociale e l ambiente organizzativo, mentre la formazione e l esperienza incidono solo marginalmente sul processo valutativo. In effetti, solo lo studio effettuato negli Stati Uniti considera l esperienza un elemento fondamentale per l infermiere di triage. Tuttavia tutte le ricerche concludono affermando che l esperienza infermieristica applicata al processo valutativo facilita nell assegnazione dei codici di priorità nel rispetto delle reali condizioni cliniche del paziente e dei protocolli locali, soprattutto per quanto riguarda i codici più elevati, (rossi e gialli/livello 1 e 2)gli altri livelli risentono spesso di altri fattori che determinano molte volte una sovra-valutazione (overtriage) od una sottostima (under triage). In definitiva l analisi dei dati, non conferma la formazione specifica come elemento influente alla decisione finale di Triage, sia la formazione che l esperienza, rimangono comunque un obbiettivo per lo sviluppo di altre ricerche. Rispetto la formazione dell infermiere in emergenza, è stato pubblicato un articolo che ha voluto esaminare il ruolo del professionista all interno dell area dell emergenza comparando diverse realtà internazionali: Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda. Gli autori hanno proposto una rivisitazione del profilo formativo in questi tre Paesi discutendo la flessibilità ed i cambiamenti avvenuti con l introduzione di standard internazionali. Mentre in Inghilterra per l infermiere dell emergenza vengono attivati due percorsi formativi: uno interno della durata di sei settimane ed uno universitario con un Master, in Nuova Zelanda ed in altri Stati dell Australia il livello di educazione Master è un prerequisito per il ruolo dell Emergency Nurse Practice, così come raccomandato dall Australia Qualifications framework. Negli Stati Uniti la professione infermieristica nell area dell emergenza svolge un ruolo determinante non solo nei Dipartimenti di Emergenza ma anche nelle altre Unità Operative, la formazione del personale infermieristico in emergenza deve essere di tipo accademico. Nel documento elaborato dall Emergency Nurses Association, vengono raccomandati sia i percorsi formativi, che le competenze che devono essere acquisite dall infermiere che svolge l attività di valutazione nei Dipartimenti di Emergenza. In Canada esistono diversi percorsi formativi specializzati verso le aree dell assistenza i,la formazione specialistica per l emergenza è strutturata in modo da offrire a tutti professionisti che possiedono curriculum diversi, un modello unico che oltre a fornire una preparazione teorico pratica avanzata, stimoli i professionisti a sviluppare altre abilità come il pensiero critico e la ricerca. Il corso per l area dell emergenza è di tipo accademico, ha una durata di circa un anno, ed al termine viene rilasciato una certificazione per l esercizio della professione infermieristica in emergenza, i programmi teorici sono organizzati in una parte di lezioni frontali ed una parte sono realizzati con la formazione a distanza. In questo percorso non è previsto un modulo per l acquisizione di competenze rispetto il triage nei Dipartimenti di Emergenza, pertanto l infermiere dedicato riceverà una formazione specifica all interno

5 del Dipartimento stesso secondo i protocolli formativi attuativi organizzati localmente e specificati dalle linee guida delle Associazioni infermieristiche e mediche dell emergenza. L esperienza lavorativa viene riconosciuta come un altro elemento di base e non deve essere inferiore ai sei mesi, rispetto a questo, gli studi analizzati, hanno messo in evidenza come l esperienza nell area dell emergenza, sia una condizione indispensabile per l affidabilità e la validità del triageinfermieristico. Le raccomandazioni proposte dalla Commissione di Governo dell Australia con la pubblicazione del Triage Resource Book nel, 2002 delinea quelli che sono i requisiti relativi la preparazione del personale infermieristico addetto al Triage. Sono stati inclusi come criteri base un minimo di otto ore di preparazione teorica, 24 ore di esercizio sul campo sotto la supervisione di esperti, la partecipazione ad audit annuali. Conclusioni: la revisione degli studi, non evidenzia differenze significative nei vari sistemi di Triage per quanto riguarda l ammissione dei pazienti nei livelli più urgenti. I livelli di priorità emergenti ed urgenti sono guidati dall esistenza di protocolli specifici riconosciuti a livello internazionale, che oltre ad uniformare il comportamento dei professionisti sono alla base dei percorsi di formazione per il personale operante nell area dell emergenza. Ogni protocollo determina il processo decisionale nelle prime fasi della valutazione di Triage e sostiene tutte le decisioni successive. Fra le differenze ciò che è emerge dalla revisione effettuata, è la mancanza di linee guida riconosciute a livello internazionale delle situazioni che rientrano nei codici di minore gravità e precisamente i livello quattro e cinque, ovvero i nostri codici verdi e bianchi. In questi livelli rientrano tutte le situazioni patologiche che non determinano una condizione di immediato pericolo di vita, ma che per frequenza rappresentano la maggior parte degli accessi al Dipartimento di Emergenza. Alcuni Paesi, Stati Uniti ed Australia in particolare, hanno implementato delle linee guida specifiche che anticipano il trattamento delle condizioni che rientrano in questi livelli già durante la valutazione primaria, un esempio tipico è la sintomatologia dolorosa in generale. Altri modelli, di contro, non prevedono alcun trattamento prima della valutazione medica e le situazioni meno urgenti vengono riconosciute a livelli di priorità diversi, a seconda del Paese e dei protocolli operativi esistenti. Per quanto riguarda la formazione dell infermiere, esistono dei percorsi di tipo accademico specifici per l area dell emergenza o l area critica ai quali si affiancano corsi di rianimazione base ed avanzata organizzati e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. L esigenza di questo tipo di formazione è particolarmente sentita dal personale sanitario operante nell area dell emergenza, l approccio con i pazienti che accedono ai Dipartimenti di Emergenza richiede essenzialmente una preparazione di base specifica sia nei contenuti che nella pratica, considerando che non esiste un percorso accademico in funzione dell infermiere di Triage, tuttavia non in tutte le realtà è indispensabile che il personale operante nei Dipartimenti di Emergenza possieda questo tipo di formazione nonostante essa sia raccomandata. Sostanzialmente anche se gli studi revisionati non identificano una congruenza fra esperienza, formazione e processo valutativo. Entrambi questi elementi sono considerati da tutti imprescindibili per una giusta attuazione del processo di valutazione ed è soprattutto il personale operante nell Area dell emergenza che sottolinea l importanza di queste condizioni. L introduzione di uno standard internazionale di educazione e di training unico e l organizzazione di un percorso formativo specifico per questa funzione potrebbe promuovere al meglio le capacità professionali nel rispetto dei ruoli.

Il Triage : novità e responsabilità

Il Triage : novità e responsabilità Il Triage : novità e responsabilità Luciano Pinto Direttivo Nazionale Simeup Il triage nel PS in Italia incompleta diffusione nel territorio nazionale scarsa diffusione di un modello uniforme e condiviso

Dettagli

1 Congresso Nazionale di Triage

1 Congresso Nazionale di Triage 1 Congresso Nazionale di Triage Le istituzioni Gabriella Guasticchi 11 giugno 2010 Introduzione In letteratura, il processo di triage è riconosciuto lo strumento più utile per identificare rapidamente

Dettagli

M. Schiavoni, Infermiera neolaureata in Scienze Inf.che ed Ostetriche

M. Schiavoni, Infermiera neolaureata in Scienze Inf.che ed Ostetriche Codice colore in Pronto Soccorso: Valutazione della corretta attribuzione da parte dell infermiere di triage M. Schiavoni, Infermiera neolaureata in Scienze Inf.che ed Ostetriche T. Campanelli, Coordinatore

Dettagli

Accordo del 22 maggio 2003 CONFERENZA STATO REGIONI SEDUTA DEL 22 MAGGIO 2003

Accordo del 22 maggio 2003 CONFERENZA STATO REGIONI SEDUTA DEL 22 MAGGIO 2003 Accordo del 22 maggio 2003 CONFERENZA STATO REGIONI SEDUTA DEL 22 MAGGIO 2003 Oggetto: Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante:

Dettagli

LA DIREZIONE DEL PRONTO SOCCORSO

LA DIREZIONE DEL PRONTO SOCCORSO LA DIREZIONE DEL PRONTO SOCCORSO I Congresso Nazionale Triage Roma, 11-12 giugno 2010 Massimo De Simone UOC Medicina d Urgenza e Pronto Soccorso Ospedale Sant Eugenio-Roma LA DIREZIONE DEL PRONTO SOCCORSO

Dettagli

Collaboratore Professionale Sanitario Esperto nella prevenzione e gestione delle infezioni correlate all assistenza in area critica.

Collaboratore Professionale Sanitario Esperto nella prevenzione e gestione delle infezioni correlate all assistenza in area critica. C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo LANZARONE SALVATORE Telefono 011 6933445 Cellulare 393 8727518 VIA ILARIO VERNERO 2,10090 ROSTA (TO) E-mail lanzarone.salvatore77@gmail.com

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità

Dettagli

SIMEUP TRIAGE PEDIATRICO. Piano Formativo Nazionale SIMEUP 2015. TERMINI IMERESE, 18 settembre 2015. Direttore del corso: Battista GUIDI (Modena)

SIMEUP TRIAGE PEDIATRICO. Piano Formativo Nazionale SIMEUP 2015. TERMINI IMERESE, 18 settembre 2015. Direttore del corso: Battista GUIDI (Modena) SIMEUP Società Italiana di Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica Piano Formativo Nazionale SIMEUP 2015 TRIAGE PEDIATRICO Direttore del corso: Battista GUIDI (Modena) TERMINI IMERESE, 18 settembre 2015

Dettagli

Guida all elaborazione della Tesi

Guida all elaborazione della Tesi Università degli Studi di Torino Scuola di Medicina Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche Corso di Laurea in Infermieristica Sedi Torino (Città della Salute, TO2, TO4) Guida all elaborazione

Dettagli

LA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE CON PATOLOGIA CRONICA DOPO VALUTAZIONE IN TRIAGE INFERMIERE MARCO PREVIDI RICCIONE 25-26 OTTOBRE 2013

LA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE CON PATOLOGIA CRONICA DOPO VALUTAZIONE IN TRIAGE INFERMIERE MARCO PREVIDI RICCIONE 25-26 OTTOBRE 2013 LA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE CON PATOLOGIA CRONICA DOPO VALUTAZIONE IN TRIAGE INFERMIERE MARCO PREVIDI RICCIONE 25-26 OTTOBRE 2013 2 Pronto Soccorso Futuro Manager 3 Prestazioni il problema delle prestazioni

Dettagli

A.G.C. 20 - Assistenza Sanitaria - Deliberazione n. 424 del 25 marzo 2010 Istituzione del Trauma Center Pediatrico presso l'ao Santobono - Pausilipon

A.G.C. 20 - Assistenza Sanitaria - Deliberazione n. 424 del 25 marzo 2010 Istituzione del Trauma Center Pediatrico presso l'ao Santobono - Pausilipon A.G.C. 20 - Assistenza Sanitaria - Deliberazione n. 424 del 25 marzo 2010 Istituzione del Trauma Center Pediatrico presso l'ao Santobono - Pausilipon PREMESSO che: - Le esperienze condotte principalmente

Dettagli

i formazione 2009-2011

i formazione 2009-2011 Piano di formazione 2009-2011 per la formazione di base, professionale e manageriale del personale del Servizio Sanitario Regionale, e del Sistema regionale per l Educazione Continua in Medicina (ECM).

Dettagli

Sistemi di verifica e valutazione per la sostenibilità

Sistemi di verifica e valutazione per la sostenibilità relatore: Mario Calci Coordinatore Gruppo Regionale Triage FVG Sistemi di verifica e valutazione per la sostenibilità In psicologia la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico

Dettagli

L INFERMIERE DI TRIAGE FUNZIONI- REQUISITI- FORMAZIONE..a cura di Giuseppe Lolaico. Matera 15 giugno 2010

L INFERMIERE DI TRIAGE FUNZIONI- REQUISITI- FORMAZIONE..a cura di Giuseppe Lolaico. Matera 15 giugno 2010 L INFERMIERE DI TRIAGE FUNZIONI- REQUISITI- FORMAZIONE..a cura di Giuseppe Lolaico Matera 15 giugno 2010 Linee guida 1/1996 (G.U. 17 maggio 1996) Linee Guida Per Il Sistema Di Emergenza Urgenza In Applicazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA ED ACCETTAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA ED ACCETTAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA ED ACCETTAZIONE PREMESSA Il presente Regolamento disciplina le modalità di funzionamento del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione come previsto

Dettagli

L infermiere e le responsabilità nel TRIAGE. Daniela Musca

L infermiere e le responsabilità nel TRIAGE. Daniela Musca L infermiere e le responsabilità nel TRIAGE Daniela Musca Infermiere di triage... Nasce nel 1996 in seguito alla pubblicazione delle linee guida sul sistema di emergenza urgenza sanitaria emanate dal Ministero

Dettagli

MANAGEMENT DELLE CURE PRIMARIE E TERRITORIALI - MACUP

MANAGEMENT DELLE CURE PRIMARIE E TERRITORIALI - MACUP MANAGEMENT DELLE CURE PRIMARIE E TERRITORIALI - MACUP Master di I Livello in distance - IV EDIZIONE - A.A. 2015/2016 Premessa Le ragioni della realizzazione di un percorso formativo per un Master di primo

Dettagli

Sede del Corso: HELIAIME Centro di Formazione e Addestramento H.E.M.S. c/o Polo Formativo Universitario Ente Ecclesiastico Ospedale Generale

Sede del Corso: HELIAIME Centro di Formazione e Addestramento H.E.M.S. c/o Polo Formativo Universitario Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Sede del Corso: HELIAIME Centro di Formazione e Addestramento H.E.M.S. c/o Polo Formativo Universitario Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale F. Miulli S.P. 127 Acquaviva delle Fonti Santeramo

Dettagli

Corso di formazione su metodologia, strategie e tecniche della Ricerca clinica

Corso di formazione su metodologia, strategie e tecniche della Ricerca clinica BANDO Corso di formazione su metodologia, strategie e tecniche della Ricerca clinica EDIZIONE 2015-2016 Art.1 - Oggetto La Fondazione per il Tuo cuore - HCF Onlus (enunciabile anche Fondazione Italiana

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III RAZIONALE Scopo di queste Raccomandazioni

Dettagli

RICERCA E INNOVAZIONE 6

RICERCA E INNOVAZIONE 6 RICERCA E INNOVAZIONE 6 247 248 6.1 CREAZIONE DELLA INFRASTRUTTURA PER RICERCA E INNOVAZIONE Sviluppo della infrastruttura locale Obiettivi: sviluppare la capacità di produrre ricerca e sviluppo e gestire

Dettagli

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono:

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono: Presentazione La ricerca è parte integrante del ruolo e della responsabilità dell infermiere. Il suo coinvolgimento nella ricerca spazia a diversi livelli, dalla progettazione e conduzione di uno studio

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

dott.ssa Chiara GIURGEVICH

dott.ssa Chiara GIURGEVICH dott.ssa Chiara GIURGEVICH TRIAGE Percorso dinamico, basato sull attuazione di un processo metodologico scientifico, capace di stabilire il grado di presunta gravità clinica presente in un soggetto, identificabile

Dettagli

SIMEUP CORSO DI TRIAGE PEDIATRICO BARI. Piano Formativo nazionale SIMEUP 2014. 6 Dicembre 2014. www.simeup.com

SIMEUP CORSO DI TRIAGE PEDIATRICO BARI. Piano Formativo nazionale SIMEUP 2014. 6 Dicembre 2014. www.simeup.com SIMEUP Società Italiana di Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica Piano Formativo nazionale SIMEUP 2014 CORSO DI TRIAGE PEDIATRICO Direttore del corso: Battista GUIDI (Modena) 6 Dicembre 2014 BARI Ospedale

Dettagli

Nome FAGIANI ANNA Indirizzo ALESSANDRIA, via Mazzini 30 Telefono 3392958783

Nome FAGIANI ANNA Indirizzo ALESSANDRIA, via Mazzini 30 Telefono 3392958783 FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE Aggiornamento Novembre 2015 INFORMAZIONI PERSONALI Nome FAGIANI ANNA Indirizzo ALESSANDRIA, via Mazzini 30 Telefono 3392958783 Nazionalità Italiana Data di nascita

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

ISTITUTO GIANNINA GASLINI DEA - PRONTO SOCCORSO

ISTITUTO GIANNINA GASLINI DEA - PRONTO SOCCORSO ISTITUTO GIANNINA GASLINI DEA - PRONTO SOCCORSO DIRETTORE Prof. Pasquale Di Pietro Ospedale Accreditato Joint Commission International PREMESSA I dati nazionali e internazionali disponibili dimostrano

Dettagli

Carta del Malato. Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli

Carta del Malato. Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli Carta del Malato Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli La "CARTA EUROPEA PER I DIRITTI DEL MALATO": cos'è e perché nasce Il diritto alla salute come prerogativa internazionale,

Dettagli

THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013

THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013 I CONGRESSO SIMEU REGIONE BASILICATA THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013 RELATRICE INF. ROSA MATARO CROWDING ED OVERCROWDING NEI PRONTO SOCCORSO... UN FENOMENO CHE AVANZA EFFETTI

Dettagli

Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori

Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori ARTICOLI ORIGINALI Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori 38 Tratto dalla propria Tesi di Master La percezione del Coordinatore Infermieristico sulla competenza

Dettagli

Il documento sulle competenze specialistiche degli infermieri

Il documento sulle competenze specialistiche degli infermieri Il documento sulle competenze specialistiche degli infermieri Il documento una storia complessa che inizia nel 2011 con l attivazione di un tavolo congiunto tra il Ministero della salute e alcune Regioni

Dettagli

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Allegato 1 Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Indice Premessa... 2 1. Ambito di applicazione... 2 1.1 Definizione... 2 1.2 I destinatari...

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ATTIVITA FORMATIVA PRATICA E DI TIROCINIO CLINICO

REGOLAMENTO PER L ATTIVITA FORMATIVA PRATICA E DI TIROCINIO CLINICO Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Infermieristica Sezione Formativa di Ravenna Forlì Cotignola REGOLAMENTO PER L ATTIVITA FORMATIVA PRATICA E DI TIROCINIO CLINICO Premessa L'attività formativa

Dettagli

FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE

FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Telefono Fax e-mail Nazionalità Data di nascita Seligardi Matteo via Giovanni Falcone 3, Rio Saliceto (RE) 3478710887 seligardi.matteo@asmn.re.it

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA SULLA FORMAZIONE SPECIALISTICA DEI LAUREATI IN MEDICINA E CHIRURGIA

PROTOCOLLO D INTESA SULLA FORMAZIONE SPECIALISTICA DEI LAUREATI IN MEDICINA E CHIRURGIA 2006 PROTOCOLLO D INTESA SULLA FORMAZIONE SPECIALISTICA DEI LAUREATI IN MEDICINA E CHIRURGIA tra La Regione Emilia-Romagna, in persona del Presidente della Giunta Regionale in carica Vasco Errani e L'Università

Dettagli

I Principi Europei della Farmacia Ospedaliera

I Principi Europei della Farmacia Ospedaliera I Principi Europei della Farmacia Ospedaliera Le pagine seguenti riportano i Principi Europei della Farmacia Ospedaliera. Tali principi descrivono gli impegni comuni che ciascun sistema sanitario europeo

Dettagli

Analisi costo-efficacia (CEA)

Analisi costo-efficacia (CEA) Analisi costo-efficacia (CEA) 37 Analisi costo-efficacia (CEA) ASPETTI FONDAMENTALI È una tecnica di analisi completa che permette di confrontare programmi ed interventi sanitari alternativi, che producono

Dettagli

La Rete Ligure di Cure Palliative 1

La Rete Ligure di Cure Palliative 1 La Rete Ligure di Cure Palliative 1 1. Premessa epidemiologica 2. Le cure palliative 3. Il modello organizzativo 3.1 La rete di cure palliative della regione Liguria 3.2 Le reti locali di cure palliative

Dettagli

CONSULENZA SANITARIA COMPETENTE 24 ORE AL GIORNO E 365 GIORNI ALL ANNO

CONSULENZA SANITARIA COMPETENTE 24 ORE AL GIORNO E 365 GIORNI ALL ANNO D E M A N D M A N A G E M E N T 24 ORE AL GIORNO E 365 GIORNI ALL ANNO CONSULENZA SANITARIA COMPETENTE INNOVATIVO ED ATTRAENTE, ORIENTATO AL CLIENTE, COMPETENTE E D ALTO PROFILO QUALITATIVO. Da marzo 2000

Dettagli

L accordo stato regioni sulla riforma delle professioni: il ruolo del coordinatore Sviluppo delle competenze infermieristiche

L accordo stato regioni sulla riforma delle professioni: il ruolo del coordinatore Sviluppo delle competenze infermieristiche L accordo stato regioni sulla riforma delle professioni: il ruolo del coordinatore Sviluppo delle competenze infermieristiche Dott. A. Zagari Giardini Naxos 2013 Alcune diapositive di questa presentazione

Dettagli

See and Treat infermieristico in DEA

See and Treat infermieristico in DEA See and Treat infermieristico in DEA Analisi proattiva dell errore umano e delle vulnerabilità di sistema Monica Giusti, Giovanni Becattini, Stefano Bambi Azienda Sanitaria Fiorentina - Firenze Azienda

Dettagli

Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la discussione dei casi

Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la discussione dei casi MODULO DI PRESENTAZIONE per la valutazione e l accreditamento di progetti di AUDIT CLINICO GENERALITÀ Titolo del Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la

Dettagli

Accreditamento volontario: l esperienza americana della JOINT COMMISSION INTERNATIONAL

Accreditamento volontario: l esperienza americana della JOINT COMMISSION INTERNATIONAL Accreditamento volontario: l esperienza americana della JOINT COMMISSION INTERNATIONAL In un precedente articolo ho affrontato l importanza del tema della certificazione ISO 9001 per una struttura sanitaria

Dettagli

dr.ssa Enrica Capitoni 10 giugno 2014

dr.ssa Enrica Capitoni 10 giugno 2014 La proposta di regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche: nuove opportunità per i pazienti e per la ricerca dr.ssa Enrica Capitoni 10 giugno 2014 Clinical research nurse: (UK e USA) Contesto Italiano:

Dettagli

AUDIZIONE COMMISSIONE SANITA REGIONE LAZIO

AUDIZIONE COMMISSIONE SANITA REGIONE LAZIO AUDIZIONE COMMISSIONE SANITA REGIONE LAZIO Dr.ssa Gabriella Angeloni Il Comitato Infermieri Dirigenti (CID), Società Scientifica, è apartitico e non persegue scopi di lucro e si propone di: a. promuovere

Dettagli

LA NOSTRA STORIA ATTRAVERSO LE LEGGI. Inf. Preciso Inf. Rossi Cristian

LA NOSTRA STORIA ATTRAVERSO LE LEGGI. Inf. Preciso Inf. Rossi Cristian LA NOSTRA STORIA ATTRAVERSO LE LEGGI Katia Inf. Preciso Inf. Rossi Cristian REGIO DECRETO 16 agosto 1909 N. 615 Regolamento istituzione dei manicomi Primo riconoscimento giuridico dell infermiere con la

Dettagli

Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Informatica

Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Informatica Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Informatica Titolo I - Istituzione ed attivazione Art. 1 - Informazioni generali 1. Il presente Regolamento didattico si riferisce al Corso di Laurea in Informatica,

Dettagli

Health Information Technology

Health Information Technology Health Information Technology IRCCS Ospedale Opera di San Pio da Pietrelcina San Giovanni Rotondo con il contributo di: disegno s.r.l. servizi e sistemi di archiviazione INTRODUZIONE In un contesto socio-economico

Dettagli

Le verifiche di qualità. Antonino Salvia

Le verifiche di qualità. Antonino Salvia Le verifiche di qualità 1) Obiettivi della qualità 2) Dimensioni correlate alla qualità 3) Concetto di quality assurance 4) Metodologie di approccio alla qualità 5) Audit clinico nel percorso stroke 6)

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DELL EMERGENZA/URGENZA. Dott. Mirio Camuzzi

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DELL EMERGENZA/URGENZA. Dott. Mirio Camuzzi ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DELL EMERGENZA/URGENZA Dott. Mirio Camuzzi L area relativa alla emergenza/urgenza rappresenta uno dei nodi più critici della programmazione sanitaria e si propone come una delle

Dettagli

54 15-2-2008 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 8

54 15-2-2008 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 8 54 15-2-2008 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 8 Elementi misurabili di ACC.2 1) L organizzazione dispone di un piano scritto di risposta e spiegamento dei mezzi che comprende l

Dettagli

REGOLAMENTO dei DIPARTIMENTI dell AZIENDA OSPEDALIERA della PROVINCIA di LODI

REGOLAMENTO dei DIPARTIMENTI dell AZIENDA OSPEDALIERA della PROVINCIA di LODI REGOLAMENTO dei DIPARTIMENTI dell AZIENDA OSPEDALIERA della PROVINCIA di LODI GENERALITA I Dipartimenti costituiscono una modalità di organizzazione di più strutture complesse e semplici di particolare

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA DIREZIONE DIDATTICA E SERVIZI AGLI STUDENTI MACRO AREA SCIENZE DELLA VITA E DELLA SALUTE AREA DI MEDICINA E CHIRURGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA DIREZIONE DIDATTICA E SERVIZI AGLI STUDENTI MACRO AREA SCIENZE DELLA VITA E DELLA SALUTE AREA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN REVISIONI SISTEMATICHE METANALISI PER LA PRODUZIONE DI LINEE GUIDA EVIDENCE- BASED IN AMBITO SANITARIO METODO COCHRANE A.A. 013/14 CFU Lingua Italiano - Inglese Percentuale

Dettagli

EUROPEAN OSTEOPATHIC UNION L ITER FORMATIVO

EUROPEAN OSTEOPATHIC UNION L ITER FORMATIVO Capitolo 3 L ITER FORMATIVO Il programma di formazione degli osteopati ha la responsabilità di creare figure professionali del più alto livello. Il livello di preparazione dell osteopata professionista

Dettagli

La Ricerca Infermieristica: Stato dell arte e prospettive

La Ricerca Infermieristica: Stato dell arte e prospettive UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche Coordinatore Didattico: Prof. Giancarlo Di Vella aa 2011/2012 Tesi Sperimentale

Dettagli

STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA

STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA Prefazione Alla fine degli anni 90, i programmi di controllo della tubercolosi (TBC) in Italia sono stati adeguati alla mutata realtà epidemiologica, caratteristica di un

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE CHIAVACCI, BRUNALE, DAMERI. Disposizioni in materia di ospedalizzazione domiciliare per pazienti terminali

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE CHIAVACCI, BRUNALE, DAMERI. Disposizioni in materia di ospedalizzazione domiciliare per pazienti terminali Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 5951 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI CHIAVACCI, BRUNALE, DAMERI Disposizioni in materia di ospedalizzazione domiciliare per pazienti

Dettagli

Prospettiva Organizzativa e Gestionale dalla sanità

Prospettiva Organizzativa e Gestionale dalla sanità MASTER UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO «MANAGEMENT PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO NELLE PROFESSIONI SANITARIE» Direttore: Prof. Pietro Maria Navarra Prospettiva Organizzativa e Gestionale dalla sanità

Dettagli

DEFINITION, STRUCTURE, CONTENT, USE AND IMPACTS OF ELECTRONIC HEALTH RECORDS: A REVIEW OF THE RESEARCH LITERATURE

DEFINITION, STRUCTURE, CONTENT, USE AND IMPACTS OF ELECTRONIC HEALTH RECORDS: A REVIEW OF THE RESEARCH LITERATURE DEFINITION, STRUCTURE, CONTENT, USE AND IMPACTS OF ELECTRONIC HEALTH RECORDS: A REVIEW OF THE RESEARCH LITERATURE Kristiina Hayrinen, Kaija Saranto, Pirkko Nykanen. International Journal of Medical Infomratics

Dettagli

CURRICULUM VITAE. Titolo di studio Laurea Magistrale. Altri titoli di studio e professionali. Esperienze professionali (incarichi ricoperti)

CURRICULUM VITAE. Titolo di studio Laurea Magistrale. Altri titoli di studio e professionali. Esperienze professionali (incarichi ricoperti) CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Cognome e Nome Gambassi Laura Data di nascita 02 01-1966 Qualifica Coll. Sanitario esperto Infermiere Incarico attuale Operation Manager - Direttore UOP Numero telefonico

Dettagli

Traduzione non ufficiale

Traduzione non ufficiale Traduzione non ufficiale Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche per l apprendimento permanente (testo con attinenza all

Dettagli

16/02/1992 a tutt ora Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana via Roma,67 56100 PISA

16/02/1992 a tutt ora Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana via Roma,67 56100 PISA F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome MARCHETTI FEDERICA Indirizzo PIAZZA DELLE VETTOVAGLIE, 35 56126 PISA Telefono cell. 347/3658099 ufficio 050/995751

Dettagli

Curriculum Professionale

Curriculum Professionale Curriculum Professionale La sottoscritta Simonetta Lo Conte, dichiara di essere consapevole che in caso di dichiarazioni mendaci, ovunque rilasciate nel contesto della presente domanda e nei documenti

Dettagli

CURRICULUM FORMATIVO E PROFESSIONALE

CURRICULUM FORMATIVO E PROFESSIONALE CURRICULUM FORMATIVO E PROFESSIONALE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo FUGGETTA LEONARDO Telefono Cell. 335 777 3704 Fax Uff. 011 2402067 E-mail leonardo.fuggetta@unito.it Nazionalità Italiana Data

Dettagli

01/02/2008 DANILO MASSAI / ALESSANDRO MANCINI

01/02/2008 DANILO MASSAI / ALESSANDRO MANCINI LA SALUTE PER TUTTI EFFICACIA Qualità dell assistenza (uso ottimale delle risorse) SERVIZI SANITARI (sistema sanitario, strutture, operatori) EQUITA Razionamento (uso appropriato delle risorse) RISORSE

Dettagli

VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO.

VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO. Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO. dott. Antonio Compostella Direttore ARSS del Veneto Verona, 15.12.2008 Contesto

Dettagli

ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative.

ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative. ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative. Il modello di cure domiciliari integrate in sperimentazione all

Dettagli

Linee guida per la corretta effettuazione del triage nei Pronto Soccorso dell Emilia-Romagna

Linee guida per la corretta effettuazione del triage nei Pronto Soccorso dell Emilia-Romagna Linee guida per la corretta effettuazione del triage nei Pronto Soccorso dell Emilia-Romagna 1 - Introduzione I Sistemi di triage in Emilia Romagna sono nati nei primissimi anni Novanta sulla base delle

Dettagli

SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING

SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING PROCEDURA SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS GESTIONE RISCHIO CLINICO SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING REVISIONE DATA REDATTO VERIFICATO APPROVATO 0 GENNAIO

Dettagli

Un nuovo modello organizzativo: il Triage Psichiatrico Territoriale

Un nuovo modello organizzativo: il Triage Psichiatrico Territoriale Comportamento violento e istituzioni di cura: i rischi del curare venerdì, 28.09.2007 Aula Magna Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano Bicocca Un nuovo modello organizzativo:

Dettagli

Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4. Quadro generale delle attività formative p. 5. Struttura didattica e sistemi di valutazione

Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4. Quadro generale delle attività formative p. 5. Struttura didattica e sistemi di valutazione Sommario Caratteri e finalità del corso Obiettivi formativi p. 3 Definizione delle conoscenze richieste per l accesso p. 4 Ambiti professionali tipici p. 4 Prospettive formative successive p. 4 Quadro

Dettagli

I N D I C E. - G l o s s a r i o F S C p a g. 2. - A U D I T p a g. 2. - C i r c o l i d i l e t t u r a p a g. 2

I N D I C E. - G l o s s a r i o F S C p a g. 2. - A U D I T p a g. 2. - C i r c o l i d i l e t t u r a p a g. 2 I N D I C E - G l o s s a r i o F S C p a g. 2 - A U D I T p a g. 2 - C i r c o l i d i l e t t u r a p a g. 2 - I n t e r v e n t i d i m i g l i o r a m e n t o p a g. 3 - L i n e e G u i d a p a g.

Dettagli

1) Diploma di Infermiere Professionale conseguito nell anno 1981/82, presso la scuola Infermiere Professionale di Sezze.

1) Diploma di Infermiere Professionale conseguito nell anno 1981/82, presso la scuola Infermiere Professionale di Sezze. 1 Curriculum vitae composto da 51 voci, presentato da: Antonio Mattei nato a Sezze, il 04/02/1962, residente a Sezze, in Via della Speranza 14 C.A.P 04018. 1) Diploma di Infermiere Professionale conseguito

Dettagli

L università che cambia. Una nuova università. Come funziona l università Accesso all università RIFORMA UNIVERSITARIA

L università che cambia. Una nuova università. Come funziona l università Accesso all università RIFORMA UNIVERSITARIA L università che cambia Il volto e l organizzazione degli atenei in Italia è in continua trasformazione. Nell anno accademico 2001/2002, infatti, è stata applicata in tutti gli atenei la riforma universitaria

Dettagli

PROGETTO GIPSE. Presentazione e Piano Esecutivo

PROGETTO GIPSE. Presentazione e Piano Esecutivo PROGETTO GIPSE Presentazione e Piano Esecutivo Prima emissione: Aprile 1999 I N D I C E 1. PRESENTAZIONE GENERALE DEL PROGETTO GIPSE...2 1.1 Obiettivi... 2 1.2 Partner... 2 1.3 Il ruolo dei partner...

Dettagli

Prot. Pistoia, lì 20/06/2013 PRESIDIO OSPEDALIERO DI PISTOIA

Prot. Pistoia, lì 20/06/2013 PRESIDIO OSPEDALIERO DI PISTOIA Prot. Pistoia, lì 20/06/2013 PRESIDIO OSPEDALIERO DI PISTOIA AVVISO INTERNO RIVOLTO AL PERSONALE INFERMIERISTICO AFFERENTE AGLI AMBULATORI CHIRURGICI E DI DERMATOLOGIA PER L ATTRIBUZIONE ALL ATTIVITA DI

Dettagli

Bachelor of Science in Cure infermieristiche

Bachelor of Science in Cure infermieristiche Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale Bachelor of Science in Cure infermieristiche www.supsi.ch/deass Obiettivi e competenze La laurea

Dettagli

LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE

LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE S.I.M.G. LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE Strumenti e metodi di identificazione ed analisi di eventi avversi. L approccio reattivo e proattivo Damiano Parretti Arezzo 26 febbraio

Dettagli

CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale

CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale 1 I Medici come si inseriscono sui temi ambientali oggi? I medici rappresentano per la

Dettagli

Oggetto Bando di ammissione al Corso di Perfezionamento in Biostatistica per la pratica clinica e la ricerca biomedica A.A. 2015-2016.

Oggetto Bando di ammissione al Corso di Perfezionamento in Biostatistica per la pratica clinica e la ricerca biomedica A.A. 2015-2016. Prot n. 1103-I/7 Foggia, 11.01.2016 Rep. A.U.A. n. 01-2016 Area Didattica, Servizi agli Studenti e Alta Formazione Responsabile Dott. Antonio Formato Settore Alta Formazione Responsabile dott. Tommaso

Dettagli

La formazione sul campo

La formazione sul campo La formazione sul campo Relazione a cura della dott.ssa Sonia Martin Università degli Studi di Verona Come si insegna la medicina? MASTER MANAGEMENT PER COORDINATORI DELLE PROFESSIONI SANITARIE Az. ULSS

Dettagli

Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO

Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO 23 Congresso Nazionale Aniarti Jesolo, 03 05 novembre 2004 Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO (La risposta corretta è

Dettagli

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPORT LM68

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPORT LM68 CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPORT LM68 GENERALITA : Il corso consiste di 4 semestri su due annualità che ammontano rispettivamente a 66 e 54 CFU per un totale di 120 CFU. Il

Dettagli

simulazione ad alta fedeltà rianimazione neonatale in sala parto CORSO PER ESECUTORE NEWS Nuovo Ospedale di Sassuolo - Centro di Simulazione Medica

simulazione ad alta fedeltà rianimazione neonatale in sala parto CORSO PER ESECUTORE NEWS Nuovo Ospedale di Sassuolo - Centro di Simulazione Medica Nuovo Ospedale di Sassuolo - Centro di Simulazione Medica CENTRO DI SIMULAZIONE MEDICA CORSO PER ESECUTORE simulazione ad alta fedeltà rianimazione neonatale in sala parto NEWS 2015 FLORIM Salute&Formazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI CHIRURGIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI CHIRURGIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI CHIRURGIA PREMESSA Il presente Regolamento disciplina le modalità di funzionamento del Dipartimento di Chirurgia come previsto dall art. 8.3 dell Atto

Dettagli

Settore Formazione Universitaria Az.Ospedaliero-Universitaria di Parma, via Gramsci 14, Parma 0521 703235 elisa.vetti@unipr.it

Settore Formazione Universitaria Az.Ospedaliero-Universitaria di Parma, via Gramsci 14, Parma 0521 703235 elisa.vetti@unipr.it INFORMAZIONI PERSONALI Vetti Elisa Settore Formazione Universitaria Az.Ospedaliero-Universitaria di Parma, via Gramsci 14, Parma 0521 703235 elisa.vetti@unipr.it POSIZIONE RICOPERTA ESPERIENZA PROFESSIONALE

Dettagli

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO Testo aggiornato al 6 luglio 2012 Accordo 16 dicembre 2010, n. 239/Csr Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 2011, n. 13 Accordo, ai sensi dell articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il

Dettagli

SIMEUP SIMULAZIONE AVANZATA SULLA GESTIONE DELLE URGENZE RESPIRATORIE. Piano Formativo Nazionale SIMEUP 2015

SIMEUP SIMULAZIONE AVANZATA SULLA GESTIONE DELLE URGENZE RESPIRATORIE. Piano Formativo Nazionale SIMEUP 2015 SIMEUP Società Italiana di Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica SIMULAZIONE AVANZATA SULLA GESTIONE DELLE URGENZE RESPIRATORIE TORINO, 3-4 Novembre 2015 CTO di Torino c/o Sala di simulazione - I piano

Dettagli

Attribuzione Funzioni di Coordinamento nell ambito dei diversi Profili Professioni per la copertura di postazioni di lavoro afferenti alla Direzione

Attribuzione Funzioni di Coordinamento nell ambito dei diversi Profili Professioni per la copertura di postazioni di lavoro afferenti alla Direzione Attribuzione Funzioni di Coordinamento nell ambito dei diversi Profili Professioni per la copertura di postazioni di lavoro afferenti alla Direzione Assistenziale 24 Maggio 2007 1 Premessa Il ruolo del

Dettagli

Segnalazione e gestione degli eventi sentinella

Segnalazione e gestione degli eventi sentinella AZIENDA SANITARIA LOCALE VCO Viale Mazzini 117 28887 OMEGNA (VB) Struttura: Unità di Gestione Rischio Clinico E-mail: Approvata da: Revisione: 00 Unità di Gestione Rischio Clinico Presidente Unità di Gestione

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

INTRODUZIONE AL MANAGEMENT IN SANITÁ

INTRODUZIONE AL MANAGEMENT IN SANITÁ INTRODUZIONE AL MANAGEMENT IN SANITÁ PROCESSO MANAGERIALE MODO SISTEMATICO DI OPERARE IN QUANTO TUTTI I MANAGERS, INDIPENDENTEMENTE DALLE LORO ATTITUDINI O CAPACITÁ, INTRAPRENDONO UNA SERIE DI ATTIVITÁ

Dettagli

Curriculum Vitae di Marco Prosdocimi. Marco Prosdocimi. Informazioni personali. Esperienze lavorative

Curriculum Vitae di Marco Prosdocimi. Marco Prosdocimi. Informazioni personali. Esperienze lavorative di Marco Prosdocimi Informazioni personali NOME / COGNOME INDIRIZZO TEL E-MAIL Marco Prosdocimi Piazzale Aristide Stefani, 1-37126 Verona (VR) 045/8122120 marco.prosdocimi@alice.it NAZIONALITÀ DATA DI

Dettagli

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE

D.R. N. 1002/14 IL RETTORE D.R. N. 1002/14 IL RETTORE Vista la Legge 9 maggio 1989, n. 168, istitutiva del Ministero dell'università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica; Vista la Legge n. 240 del 30 dicembre 2010; Visto lo

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI. REGOLAMENTO DELL OSPEDALE VETERINARIO DIDATTICO UNIVERSITARIO ( Approvato dal C.d.A. in data 30 Ottobre 2012)

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI. REGOLAMENTO DELL OSPEDALE VETERINARIO DIDATTICO UNIVERSITARIO ( Approvato dal C.d.A. in data 30 Ottobre 2012) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DELL OSPEDALE VETERINARIO DIDATTICO UNIVERSITARIO ( Approvato dal C.d.A. in data 30 Ottobre 2012) Articolo 1: Costituzione dell Ospedale Veterinario Didattico

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 5425 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Disposizioni

Dettagli

Regione Veneto Azienda ULSS 6 Vicenza. Ospedale Civile S. Bortolo

Regione Veneto Azienda ULSS 6 Vicenza. Ospedale Civile S. Bortolo VICENZA Regione Veneto Azienda ULSS 6 Vicenza Ospedale Civile S. Bortolo Dipartimento AREA MEDICA 1^ Direttore Dr. Giorgio Vescovo MEDICINA INTERNA PER INTENSITA DI CURE LA MEDICINA INTERNA OGGI. COMPLESSA..

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI ISTITUTO DI PATOLOGIA SPECIALE E CLINICA MEDICA VETERINARIA 079/229426 - FAX 079/229419 Via Vienna, 2 07100 SASSARI Programma di Tirocini/Stage 1 Acquisizione di nuove tecniche ecocardiografiche nella

Dettagli

ALLEGATOB alla Dgr n. 1515 del 29 ottobre 2015 pag. 1/8

ALLEGATOB alla Dgr n. 1515 del 29 ottobre 2015 pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOB alla Dgr n. 1515 del 29 ottobre 2015 pag. 1/8 REQUISITI FORMATIVI E PROFESSIONALI PER IL PERSONALE ADDETTO ALL ATTIVITA DI SOCCORSO E TRASPORTO SANITARIO ALLEGATOB

Dettagli