FONDAZIONI4AFRICA - SENEGAL ALLEGATO I: DOCUMENTO DELL INIZIATIVA

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1 FONDAZIONI4AFRICA - SENEGAL ALLEGATO I: DOCUMENTO DELL INIZIATIVA 13

2 Documento di Sintesi dell iniziativa Pag. 15 Componente attività Italia- Formazione, assistenza tecnica, promozione di partenariati Pag. 43 Componente attività Italia- Educazione allo sviluppo Pag. 50 Componente Ricerca Pag. 58 Componente Food Pag. 66 Componente Turismo Responsabile Pag. 124 Componente Micro-finanza Pag

3 FONDAZIONI4AFRICA - SENEGAL ALLEGATO I: DOCUMENTO DI SINTESI DELL INIZIATIVA 15

4 FONDAZIONI4AFRICA- SENEGAL 1. INTRODUZIONE E GIUSTIFICAZIONE DELL INTERVENTO 1.1. L iniziativa Fondazioni4Africa in Senegal L intervento Senegal fa parte dell iniziativa Fondazioni4Africa realizzata congiuntamente da Compagnia San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo e Monte dei Paschi di Siena. L iniziativa trae origine dalla decisione delle quattro fondazioni di avviare un percorso per l elaborazione di un progetto congiunto nell ambito della cooperazione internazionale. L area geografica d intervento e la tipologia di progetto da implementare sono state definite attraverso il confronto delle rispettive pianificazioni strategiche e l identificazione dei vincoli entro cui elaborare l intervento comune. È stato così individuato come contesto territoriale l Africa Sub-Sahariana e sono state delineate le caratteristiche del progetto: 1. Forte impatto dell intervento sull area / paese beneficiario 2. Approccio multidimensionale / multidisciplinare 3. Costruzione e sviluppo delle capacità locali 4. Transnazionalità 5. Contenuti formativi 6. Contenuti e metodi innovativi 7. Durata pluriennale dell intervento. Successivamente, le fondazioni hanno individuato i criteri condivisi per la scelta del paese in cui avviare il progetto: paese di dimensioni contenute o area d intervento ben delineata (regione, provincia, dipartimento) per consentire un azione emblematica, di impatto misurabile e condotta attraverso l interazione con le autorità politiche locali; situazione politica stabile o in via di stabilizzazione; possibilità di cooperare e di coinvolgere i governi e le autorità locali; priorità ai paesi con un basso livello di sviluppo economico (indice UNDP); esistenza di organizzazioni italiane già operative. Sulla base di questi criteri, le fondazioni hanno selezionato come possibili paesi di intervento il Senegal e l Uganda e avviato un processo di analisi delle realtà locali e dei bisogni a cui cercare di rispondere. È stato organizzato un seminario di approfondimento per ciascun paese, a cui sono state invitate alcune organizzazioni con esperienze progettuali in corso e una buona conoscenza dei contesti d intervento. Grazie alle indicazioni raccolte e agli spunti forniti dalle organizzazioni, le fondazioni hanno avviato l elaborazione degli interventi, attraverso un processo di co-progettazione. Il presente documento di progetto è relativo all intervento in Senegal Breve presentazione del Paese Situato all estrema propaggine occidentale del continente africano, il Senegal confina a Nord con la Mauritania, a Est con il Mali, a Sud con la Guinea Bissau e la Guinea, a Ovest con 16

5 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa l Oceano Atlantico. Il suo territorio ha un estensione di Km2 ed è abitato da circa 11,800 milioni di abitanti dei quali il 42,2% è costituito da giovani al di sotto dei 15 anni di età. Paese di antica civiltà, dopo la colonizzazione francese, nel 1961 il Senegal divenne Repubblica indipendente. Nel 1962 L.S. Senghor instaurò un regime presidenziale, filoccidentale in politica estera. Nel 1980 Senghor lasciò la carica di presidente, che venne assunta da Abdou Diouf, riconfermato nelle elezioni del 1983, del 1988 e del Nel 1991 la Costituzione è stata emendata per permettere una maggiore presenza delle opposizioni. Nel marzo 2000, veniva eletto presidente Abdoulaye Wade, riconfermato nuovamente nelle elezioni del Durante il primo governo Wade si decideva per limitare i poteri del presidente della Repubblica e, con il referendum del gennaio 2001, si approvava una nuova Costituzione. Nello stesso anno, sciolto il Parlamento, Wade indiceva nuove elezioni legislative, che vedevano la vittoria della coalizione di governo guidata dal suo partito, il Partito liberaldemocratico (PDS). A partire dagli anni 80 un lungo ed inarrestabile conflitto tra le forze separatiste e l esercito ha insanguinato periodicamente la regione meridionale del Paese, la Casamance. Nel 1992 le iniziative armate dei separatisti della Casamance sono riprese con forza e sono proseguite nel corso degli anni, nonostante gli accordi del Nel dicembre 2004 il governo e i separatisti della Casamance hanno firmato un nuovo accordo di pace. Malgrado la situazione tuttora incerta in Casamance, il Senegal rimane una delle più stabili democrazie africane. Il Paese ha assistito, negli anni più recenti, ad una buona crescita economica: l economia senegalese presenta un tasso annuo medio di crescita attorno al 5%. Grazie a numerose riforme strutturali, che hanno avuto pesanti costi sociali, i conti statali sono finalmente a posto, con un aumento delle entrate tributarie del 138% negli ultimi 5 anni e un inflazione a livelli contenuti. Il Senegal è uno degli stati più sviluppati della regione dell Africa francofona, con buone infrastrutture ed una base industriale relativamente diversificata. Il settore dei servizi (commercio; telecomunicazioni, teleservizi e Internet; edilizia; turismo; amministrazione) contribuisce alla maggior parte della produzione del PIL. La produzione agricola, pur essendo il settore primario del paese, rimane fortemente influenzata alle variazioni climatiche. Le buone performances dell economia negli ultimi anni non hanno tuttavia avuto effetti significativi sulle condizioni di vita della popolazione: più della metà dei Senegalesi vive ancora sotto la soglia di povertà, la disoccupazione è alta, l accesso ai servizi rimane problematico, la disparità del livello di vita tra le popolazione rurali e quelle urbane è elevata. Il tasso di alfabetizzazione rimane al di sotto del 40%, con una forte discrepanza tra il dato riguardante i maschi e le femmine (50% contro 30%). Nonostante la lotta all Hiv non sia una delle priorità statali (solo lo 0,9% della popolazione ne è affetto) l epidemia di colera del 2004 mostra come anche a livello sanitario occorrano sensibili miglioramenti. Il Senegal rimane uno dei 20 paesi peggiori del mondo secondo l indice di sviluppo umano. Queste condizioni alimentano il sempre più esteso fenomeno della migrazione, anche clandestina, di giovani senegalesi verso l Europa e l America. La crisi finanziaria mondiale in atto sta portando in Senegal ad un evidente peggiormento delle condizioni economiche e sociali, soprattutto nelle zone rurali del Paese, con conseguente intensificarsi dei processi di trasferimento della popolazione dai territori periferici a quelli urbani, inasprimento delle condizioni socio-economiche e di sicurezza (accresciuti furti, rapine e, in Casamance, recrudescenza degli attacchi dei ribelli 1.3. Analisi dell esistente La cooperazione italiana (Ministero Affari Esteri) è particolarmente attiva in Senegal. Dal 2005 è stato riattivato l Ufficio di Cooperazione (UTL) presso l ambasciata italiana di Dakar. La Cooperazione italiana è attualmente attiva in Senegal con due progetti intersettoriali e un progetto nel settore delle migrazioni. Sul primo versante si segnalano il programma 17

6 Commodity Aid (che si inserisce nel canale della cooperazione bilaterale con un volume di risorse di 4 milioni di euro finalizzati al rafforzamento dello stato senegalese mediante acquisti di beni e servizi e al reinserimento degli immigrati senegalesi in Italia) e il Fondo Italia/CILSS di Lotta alla Desertificazione per la Riduzione della Povertà nel Sahel (che ha come obiettivo generale di contribuire alla riduzione dello stato di povertà delle popolazioni rurali attraverso l elaborazione e la realizzazione di politiche e strategie di sicurezza alimentare, la gestione razionale delle risorse naturali, il sostegno al processo di decentramento, gli investimenti); il Fondo si inserisce nel canale della cooperazione multibilaterale, e prevede uno stanziamento di 3,8 milioni di euro specificamente destinati al Senegal. Sul secondo versante si situa invece il progetto MIDA, volto a valorizzare il contributo della diaspora senegalese in Italia per lo sviluppo delle regioni in Senegal di provenienza dell emigrazione, ciò sia in termini di canalizzazione delle rimesse verso impieghi produttivi (PMI) che favorendo il collegamento tra comunità di origine e associazioni di senegalesi in Italia per uno scambio di esperienze e conoscenze. Nell agosto del 2008, il Ministero degli Esteri Italiano e il Governo senegalese hanno sottoscritto un accordo per l avvio del Programma Plasepri. Il programma, volto a stimolare una maggiore partecipazione del settore privato allo sviluppo sostenibile del paese, prevede un finanziamento a credito di aiuto del Governo italiano al Governo senegalese pari a ed un finanziamento a dono di , così da aumentare il volume di investimenti produttivi da parte delle PMI che generino opportunità d impiego soprattutto nelle regioni a più forte emigrazione. L investimento in tecnologie è inteso a migliorare la competitività dell impresa a livello di qualità e di produttività quindi a mantenerla viva. Ciò potrà portare inoltre un incremento di qualifiche dei suoi addetti. Numerosissime sono anche le iniziative di cooperazione decentrata promosse da organismi pubblici regionali, provinciali e municipali italiani, soprattutto delle regioni ove maggiore è la presenza di migranti senegalesi, cioè la Lombardia, il Veneto e Friuli Venezia Giulia, l Emilia Romagna, la Toscana ed il Veneto. La cooperazione realizzata dalle ONG italiane in Senegal vanta una lunga e consolidata tradizione; l attività di alcune ONG è stata avviata negli anni e proseguita nello scorso decennio e negli ultimi anni assistendo ad un continuo inserimento di ulteriori organismi italiani, con l avvio di nuove iniziative e partnership con organizzazioni locali. Almeno 18 ONG italiane sono operative sul territorio senegalese con almeno 34 progetti in corso, soprattutto nei settori della promozione della sicurezza alimentare e del sostegno agricolo, del sostegno all infanzia e all educazione, assistenza ai minori, della formazione professionale, del sostegno all imprenditoria e all artigianato, della promozione della microfinanza, della promozione della pesca e della tutela ambientale, del sostegno sanitario, del supporto al settore del turismo responsabile, della promozione dei diritti umani. L attività delle ONG italiane presenta una distribuzione abbastanza regolare sul territorio senegalese. Le aree con una maggiore concentrazione di progetti sono la regione di Dakar (9 progetti); la regione di Ziguinchor (8 progetti) la regione di Thiès (7 progetti); seguono le regioni di Louga (5 progetti), di Fatick (4 progetti), Kaolack (3 progetti) Saint Louis (3 progetti), di Djourbel (2 progetti) e di Tambacounda (1 progetto). Alcuni progetti sono realizzati in diverse zone del Paese contemporaneamente I migranti senegalesi in Italia Il flusso migratorio di giovani senegalesi verso l Europa alla ricerca di condizioni di vita migliori e soprattutto di un occupazione stabile interessa da tempo anche l Italia. I dati riferiscono che i migranti senegalesi soggiornanti in Italia sono oltre Quella senegalese rappresenta la quattordicesima comunità di migranti più numerosa d Italia ed i senegalesi sono tra i tre gruppi 18

7 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa nazionali, insieme ai ghanesi e nigeriani dei migranti provenienti dall Africa centrale, che a loro volta rappresentano l 80% del totale dei migranti sub-sahariani in Italia. Naturalmente queste cifre sono inferiori al numero reale dei cittadini di nazionalità senegalese presenti sul nostro territorio. Secondo ultime stime di ISMU (2005) relativamente al territorio lombardo, la comunità dei migranti senegalesi presenta un alto tasso di irregolarità (11,7% tra le donne e 18,1% tra gli uomini). Tradizionalmente il flusso migratorio senegalese in Italia ha coinvolto massicciamente uomini soli ed in genere celibi, mentre l arrivo delle donne appare un fenomeno assai più recente, per quanto in rapida evoluzione. I senegalesi presenti in Italia provengono da quasi tutte le regioni del paese ed in particolare dal Baol (Djourbel e Touba), dalla regione di Dakar, dalla regione di Louga, di Thiès e dalla regione di Matam. L inserimento lavorativo dei senegalesi presenti nel nostro territorio è avvenuto generalmente nel lavoro dipendente presso piccole e medie imprese del settore industriale e metalmeccanico, oppure nei servizi e in misura minore in alcuni mestieri alternativi, quali la vendita ambulante, il lavoro nei ristoranti, ecc. Negli ultimi anni, così come presso altre comunità di migranti, anche tra i Senegalesi residenti in Italia si è registrata molto forte la propensione all auto-impiego e alla creazione di impresa, soprattutto nei settori manifatturiero, del commercio e della ristorazione. Anche la diaspora senegalese in Italia è attualmente interessata, come conseguenza della crisi finanziaria mondiale in atto, ad accresciute situazioni di perdita del lavoro dipendente e chiusura di micro imprese a gestione famigliare, con conseguente intensificarsi dei processi di migrazione circolare Senegal-Italia. Esiste un folto e dinamico tessuto associativo dei migranti senegalesi in Italia. Oltre alle funzioni di tipo solidaristico (assistenza per i membri espatriati) e ad altre più incentrate sulla coesione socio-culturale e religiosa, l associazionismo senegalese si caratterizza per la capacità di gestione di relazioni esterne, sia con il contesto locale di destinazione, sia con il contesto di provenienza. Una prima tipologia di associazioni di cittadini senegalesi in Italia, solitamente quelle create a livello provinciale, realizzano attività prevalentemente rivolte al contesto di approdo. Altre associazioni di senegalesi realizzano invece attività più rivolte verso il Paese d origine; si tratta di associazioni che coinvolgono membri provenienti dal medesimo territorio e che sono riusciti ad attivarsi in iniziative di tipo sociale ed economico finalizzate al miglioramento del proprio territorio d origine. Sono stati solitamente realizzati progetti di tipo socio-sanitario ed infrastrutturale, avviando raccolte di fondi tra gli iscritti e gestendo gli interventi in accordo con la comunità locale di provenienza. In alcuni casi la loro iniziativa ha costituito la base per mobilitare anche l intervento finanziario di soggetti pubblici e privati italiani e quindi per avviare vere e proprie iniziative di co-sviluppo e di cooperazione decentrata tra i territorio italiani e senegalesi Strategia dell iniziativa Fondazioni4Africa in Senegal Il Senegal offre quindi l opportunità di avviare iniziative di sviluppo integrato altamente innovative che prevedano azioni coordinate in diversi settori (sviluppo rurale, formazione professionale, promozione della condizione femminile, pesca, ecc) e nelle quali si possa integrare il fattore innovativo della valorizzazione delle risorse (capitale umano, sociale e finanziario) che i migranti senegalesi che operano in Italia possono apportare. L iniziativa congiunta delle quattro Fondazioni intende andare quindi in tale direzione. A seguito del dettagliato ed impegnativo percorso di co-progettazione svolto dalle Fondazioni con le organizzazioni coinvolte nell iniziativa (che, a loro volta, grazie alla loro esperienza e forte presenza in Senegal nei settori identificati hanno costituito lo strumento di comunicazione e progettazione continua con i partner locali interessati) è emersa l opportunità di sviluppare l iniziativa congiunta delle quattro Fondazioni in Senegal seguendo tre principali direzioni strategiche: 19

8 - valorizzare l esperienza maturata ed i risultati finora conseguiti in Senegal anche grazie all intervento di soggetti di cooperazione bilaterale (tra cui il MAE), internazionali e organismi non governativi (tra cui quelli italiani) nell organizzazione di specifiche filiere di prodotti agricoli e della pesca e di settori economici con elevato potenziale di crescita, proseguendo i percorsi avviati e realizzando interventi strategici per il completamento delle attività di ogni filiera e settore. - Valorizzare l esperienza maturata in specifici settori (produzione agricola, ittica e zootecnica, micro-finanza, turismo responsabile) dalle singole organizzazioni non governative italiane ed associazioni di migranti senegalesi coinvolte mettendola al servizio dell intera iniziativa delle Fondazioni in un ottica di integrazione, complementarietà e massimizzazione dell impatto degli interventi proposti. - Valorizzare il ruolo che le associazioni dei migranti senegalesi in Italia possono giocare, sia in Italia, sia in Senegal in iniziative di co-sviluppo, offrendo loro un accompagnamento professionale, continuativo e concreto di organizzazioni non governative italiane durante gli interventi di co-sviluppo che già stanno realizzando nel proprio paese d origine. Il percorso di progettazione partecipato ha portato dunque all identificazione dei seguenti principali settori ed aree di intervento per le attività da realizzarsi in Senegal : - filiera della frutta nell Arrondissement di Dioulolou, Regione di Ziguinchor - filiera della pesca nelle regioni di Fatick, Dakar e Louga - filiera dei prodotti zootecnici nelle Regioni di Louga, St Louis e Matam - filiera dei prodotti agricoli locali nell area di Kebemerr, Regione di Louga - filiera del turismo responsabile nelle Regioni di Louga, St. Louis e Fatick - settore della micro- finanza nelle Regioni di Dakar, Kaolack, Thiès, Fatick, Ziguinchr, Tambacounda, St. Luois e Louga A completamento e sostegno del lavoro di organizzazione e promozione delle filiere e di sostegno dei settori selezionati l iniziativa prevede una forte componente di attività da realizzarsi in Italia, in particolare nelle quattro Regioni di riferimento delle Fondazioni ( Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna) volte principalmente a: - Rafforzare le organizzazioni dei migranti senegalesi ivi residenti e sostenere il ruolo che le stesse possono assumere, in Italia ed in Senegal, per lo sviluppo del proprio Paese d origine - Migliorare ed accrescere la conoscenza e la capacità di analisi delle dinamiche migratorie e delle iniziative di co-sviluppo Italia-Senegal - Accrescere la consapevolezza dei cittadini italiani rispetto alle dinamiche di sviluppo in Senegal e dell interdipendenza tra Nord e Sud del mondo. Intrinsecamente integrata nelle varie attività previste dall iniziativa Situazione attuale, esigenze e principali problemi da affrontare Filiera Frutta Il rafforzamento della filiera della produzione frutticola rappresenta un opportunità interessante per lo sviluppo del settore agricolo di alcune aree del Paese, in particolare per i produttori delle Regioni di Ziguinchor e Kolda, a Sud del Paese, da dove si stima provenga circa il 50% della produzione nazionale di frutta. La scarsa qualità di produzione e di raccolta dei 20

9 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa prodotti, l assenza o l inadeguatezza delle strutture per la trasformazione e conservazione della frutta, la presenza di circuiti commerciali che favoriscono i grandi commercianti a completo svantaggio dei singoli produttori, la debolezza delle associazioni dei produttori nelle attività di commercializzazione diretta dei propri prodotti sono tra i principali problemi che i produttori della filiera si trovano ad affrontare. Per i produttori della Regione di Ziguinchor a questi limiti si aggiungono anche l insufficienza delle infrastrutture stradali della Regione, l isolamento dal resto del Paese e la situazione di insicurezza ancora attuale in Casamance Filiera dei prodotti zootecnici La crescita del settore dell allevamento costituisce una delle priorità di sviluppo della zona del Ferlo, area silvo pastorale a cavallo delle Regioni di Sant Louis, Louga e Matam nel nord del Senegal, ove si concentra l intervento di promozione della filiera dei prodotti zootecnici previsto all interno dell iniziativa congiunta delle Fondazioni in Senegal. Il miglioramento della qualità e l incremento della produzione animale, il rafforzamento delle istituzioni degli allevatori e la loro messa in rete, l utilizzo di tecniche veterinarie e zootecniche avanzate, lo sviluppo di processi comuni e di infrastrutture di trasformazione e commercializzazione dei prodotti a livello associativo, la creazione di strutture per lo stoccaggio di alimenti per il bestiame rappresentano le sfide cui sono confrontate le organizzazioni dei produttori di questa area Filiera della pesca Comparto ad elevata capacità di impiego, la pesca occupa attualmente il primo posto del settore primario in Senegal, contribuendo al riequilibrio della bilancia commerciale, al riassorbimento della disoccupazione, alla sicurezza alimentare della popolazioni. Anche se in concorrenza con la pesca industriale a causa della competizione per l accesso alle risorse ittiche sempre più rare, la pesca artigianale rimane in Senegal molto dinamica; la trasformazione artigianale del pesce e il piccolo commercio dei prodotti ittici costituiscono una delle fonti di reddito più importanti per le donne che vivono lungo la costa senegalese. Attualmente i gruppi di donne dedite alla trasformazione artigianale del pesce si confrontano con importanti problemi, quali lo scarso livello di equipaggiamento dei siti di trasformazione e vendita del pesce, l inadeguatezza delle attrezzature, la limitata capacità di collocare direttamente il prodotto trasformato sul mercato, le insufficienti capacità professionali (tecniche e di gestione) e l analfabetismo Altri Prodotti agricoli locali In un altra area di intervento dell iniziativa, il territorio di Kebemer, Dipartimento di Kebemer, l agricoltura (arachidi, prodotti ortofrutticoli e cereali) costituisce l attività principale della zona, in particolare dei villaggi attorno alla città. La zona presenta inoltre buone potenzialità per il commercio, considerata anche la favorevole posizione della città di Kebemer sulla statale Dakar-S.Louis. La zona quindi ha un forte potenziale di produzione e di commercializzazione, ma la produzione è stagionale ed i gruppi di produttori coinvolti non sono sufficientemente organizzati e non hanno le competenza necessarie per trasformare i prodotti e rendere possibile la loro conservazione in modo continuativo Filiera del turismo responsabile In un Paese in cui il turismo rappresenta una delle attività più rilevanti per l economia, il turismo responsabile rappresenta per il momento un fenomeno ancora di nicchia, ma con un interessante potenziale di crescita e di sviluppo. Paese in cui è avvenuta, negli anni 70, la 21

10 prima esperienza al mondo di turismo responsabile (con l istituzione dei campements villageois in Casamance), il Senegal ospita attualmente diverse iniziative di turismo sostenibile e nel settore si sono attivate anche associazioni di migranti senegalesi residenti in Italia. Le associazioni locali coinvolte in iniziative di turismo responsabile hanno recentemente individuato quali limiti allo sviluppo di questa particolare tipologia di turismo in Senegal la frammentazione degli attori di settore a livello nazionale ed internazionale, l assenza di relazioni dirette tra gli operatori di viaggi solidali ed i promotori di iniziative nel Sud del mondo, la scarsa conoscenza delle buone pratiche e il basso livello di competenze tecniche e gestionali dei soggetti che gestiscono le strutture di turismo responsabile, la mancanza di informazione e la scarsa sensibilizzazione del pubblico sulle potenzialità offerte dal turismo responsabile. Attualmente, inoltre, non esiste uno studio approfondito sulla domanda di viaggi di turismo responsabile in Senegal da parte del pubblico italiano e questo influisce negativamente sulla capacità di programmazione di iniziative di promozione e comunicazione e sull avvio di nuovi eventuali investimenti in questo specifico settore. E inoltre necessario disporre di una mappatura aggiornata delle strutture di turismo responsabile attualmente operative in Senegal, per identificare le eventuali esigenze di adeguamento e rafforzamento, la capacità ricettiva e per consentire un più efficace raccordo tra domanda e offerta di viaggi responsabili Italia-Senegal Settore della micro-finanza La micro-finanza è attiva in Senegal dalla fine degli anni 80 e si è progressivamente sviluppata arrivando a rappresentare un settore di rilievo, con un alto numero di organizzazioni riconosciute che vi operano, una regolamentazione statale che si va via adeguando, un tasso di crescita costante, meccanismi di riorganizzazione delle istituzioni e di loro messa in rete in unioni al fine di acquisire più forza e più impatto e rispondere alle sempre più stringenti regolamentazioni statali nel settore. La distribuzione geografica delle organizzazioni di microfinanza nel Paese mette tuttavia in rilievo l alta concentrazione di tali soggetti nelle zone urbane e nelle regioni più sviluppate e dimostra, al contrario, una forte penalizzazione delle zone periferiche e rurali ed una evidente scarsità di servizi finanziari soprattutto nelle Regioni a vocazione rurale nelle quali verranno realizzati molti degli interventi previsti dall iniziativa congiunta delle Fondazioni. Il finanziamento rurale resta quindi tuttora il problema cui sono confrontate le organizzazioni di micro-finanza in Senegal. Le istituzioni di micro-finanza in ambito rurale in Senegal devono affrontare attualmente una serie di problemi, tra i quali l inadeguatezza delle risorse finanziare che non riescono a soddisfare la domanda di credito dei contadini, la debolezza istituzionale, la ridotta capacità gestionale e tecnica, la limitata dotazione in termini di infrastrutture, strumenti informatici ed equipaggiamento per la gestione ed il controllo delle attività creditizie, la scarsa concertazione/collaborazione tra le organizzazioni dei produttori e quelle di micro-finanza, l inadeguatezza dei prodotti di risparmio e credito offerti rispetto alle effettive necessità del mercato, la ridotta capacità di rispondere a nuove esigenze proposte dal mercato, tra le quali soprattutto quelle che emergono dalla comunità dei senegalesi residenti all estero in termini di canalizzazione delle rimesse e offerta di prodotti di credito, risparmio e assicurazione. Relativamente a quest ultimo aspetto la sfida delle organizzazioni di micro-finanza è rappresentata dall opportunità di divenire, a breve, soggetti capaci di intervenire e gestire efficientemente l interessante e quantitativamente rilevante fenomeno della canalizzazione delle rimesse Associazionismo senegalese in Italia e attività di promozione del co-sviluppo 22

11 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa Il tessuto associativo dei migranti senegalesi in Italia si caratterizza per dinamicità, molteplicità, capacità di tessere e mantenere costanti e solide relazioni con il contesto locale di destinazione e con quello d origine. Per rispondere tuttavia all importante sfida del co-sviluppo e per acquisire un ruolo strategico nell ambito di questi meccanismi l associazionismo senegalese in Italia deve rispondere ad alcune esigenze prioritarie, quali: accresciute capacità e competenze nella gestione, pianificazione strategica, controllo amministrativo delle associazioni, rappresentanza dei propri associati, comunicazione interna trasparente; le associazioni dei migranti senegalesi devono inoltre approfondire e potenziare le proprie conoscenze e competenze relativamente all identificazione e gestione di interventi di co-sviluppo e di sviluppo sostenibile nel Sud del Mondo, migliorando il collegamento con i soggetti della società civile e le autorità pubbliche locali attive in loco. Parallelamente è necessario promuovere e potenziare il loro fondamentale ruolo di comunicazione e accrescimento della consapevolezza tra il pubblico italiano sulle dinamiche di sviluppo in Senegal e sull interpendenza tra Nord e Sud del mondo. Infine, è possibile dare slancio e sostenere meccanismi e interventi di co-sviluppo solo se confortati da una solida e continuativa attività di analisi e indagine delle dinamiche migratorie e di cosviluppo Italia-Senegal. 2. LOCALIZZAZIONE, GRUPPI TARGET, ORGANIZZAZIONI COINVOLTE 2.1. Localizzazione L iniziativa congiunta delle Fondazioni in Senegal si svolgerà nelle seguenti principali località: In Senegal: Regioni di Ziguinchor, Tambacounda, Fatick, Kaolack, Dakar, Thiès, Louga, Matam, St. Louis. Alcune azioni previste avranno effetti sull intero territorio nazionale. In Italia: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana. Alcune azioni previste avranno dimensione nazionale Gruppi target Beneficiano degli interventi previsti nell iniziativa congiunta delle Fondazioni in Senegal le popolazioni ed in particolare gruppi sociali vulnerabili che vivono in aree rurali e peri-urbane del Senegal. L iniziativa intende promuovere e sostenere, in particolare, la partecipazione delle donne e delle loro associazioni Produttori agricoli Per quanto attiene alle azioni previste nella filiera della frutta, saranno coinvolti circa 300 piccoli produttori attivi nell Arrondissement di Diouloulou, nel Dipartimento di Bignonia, Regione di Ziguinchor, molti dei quali appartenenti all associazione dell APAD. Altre 200 persone saranno coinvolte nelle attività di raccolta, condizionamento e trasformazione della frutta Allevatori Le attività previste nella filiera della zootecnia coinvolgeranno allevatori appartenenti alle associazioni ADID, ADENA, FBAJ, che raggruppano circa membri. Molti di questi produttori sono anche membri delle organizzazioni di micro-finanza coinvolte nell iniziativa Pescatori e trasformatrici di prodotti ittici 23

12 Gli interventi nella filiera pesca saranno indirizzati a 370 donne delle Unioni locali di Foundiougne, nella Regione di Fatick e a 100 donne dei gruppi (GIE, Gruppi di Interesse Economico) di trasformazione del pesce di Lompoul e Potou, nella Regione di Louga Produttrici e trasformatrici di altri prodotti agricoli Donne produttrici e trasformatrici di prodotti agricoli locali Sono previsti interventi rivolti ad un gruppo di circa 30 donne attive nella produzione e trasformazione di prodotti agricoli e localizzate a Kebemer, nella Regione di Louga. Il gruppo fa parte della più ampia Association des Femmes pour la solidaariité et le developpement du Nord, associazione alla quale partecipano 16 gruppi di donne del Nord del Senegal Produttori associati alle Organizzazioni di Micro-finanza Nelle attività di rafforzamento delle organizzazioni di micro-finanza previste dall Iniziativa saranno coinvolte 22 organizzazioni di microfinanza, attive nelle Regioni di Dakar, Thiès, Fatick, Kaolack, Ziguinchor e Tambacounda, che partecipano o che si assoceranno, durante lo sviluppo dell Iniziativa, all URMECS; tali organizzazioni associano e rappresentano circa persone ed hanno un mercato di riferimento allargato di circa persone. Nel Nord del Paese l iniziativa sosterrà inoltre 20 istituzioni di micro-finanza attive nella Regione di Louga e associate alla UFM (Unione Finanziaria Mutualistica), che raggruppa circa persona e, nella Regione di Saint Louis, 7 organizzazioni di micro-credito che rappresentano circa 6000 associati, con la possibilità di rispondere alle necessità di credito di circa persone. E necessario sottolineare come molti degli associati delle organizzazioni di microfinanza siano anche membri di associazioni di produttori che l iniziativa coinvolgerà in azioni destinate al rafforzamento delle filiere produttive Produttori, famiglie, associazioni coinvolte in attività di turismo responsabile Gli interventi a supporto del turismo responsabile in Senegal coinvolgeranno circa 500 membri dell ASESCAW attivi nella costruzione di un campement nei pressi del lago di Guiers (Regione di St Louis), 350 famiglie dei GIE (Gruppi di Interesse Economico) che operano nel campo della ricezione dei turisti nei pressi del Parco nazionale ornitologico di Djoudj (Regione di St Louis), circa 1000 donne appartenenti all ADKSL, Associazione che promuove nel quartiere di Keur Serigne di Louga varie attività generatrici di reddito tra cui quelle di accoglienza di ospiti dei circuiti di turismo responsabile e circa 100 persone appartenenti al GIE delle eco-gardes del Parco della Langue de Barberie (Regione di Saint Louis). Le attività a sostegno delle strutture di turismo responsabile promosse dalle associazioni di senegalesi AST/Trait d Union coinvolgeranno a Lompoul anche un gruppo di famiglie di diverse associazioni di produttori locali Migranti senegalesi e loro associazioni in Italia L iniziativa coinvolge, in qualità di partner con il compito di realizzare interventi specifici di sviluppo in Senegal, due associazioni di migranti senegalesi (Associazione Stretta di Mano e Associazione Trait d Union). Altre due associazioni di migranti senegalesi (Associazione Senegalesi Torino e Comunità dei Senegalesi della Provincia di Parma) sono coinvolte direttamente nel progetto in attiviità realizzate in Italia a partire dalla seconda annualità di progetto. In particolare, un gruppo di circa 15 migranti senegalesi (prevalentemnete associati alla Comunità dei Senegalesi della Provincia di Parma) con competenze pregresse nel settore agro-alimentare, potrà beneneficare di un corso di formazione professionale per operatori agro-alimentari, con rilascio di una qualifica riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna, così da valorizzare il ruolo che un associazione di migranti senegalesi puo giocare nel proprio Paese 24

13 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa d origine attraverso il trasferimento di konw how tecnico Altre 4/6 organizzazioni di migranti senegalesi operative nella Regioni di riferimento delle Fondazioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana) parteciperanno alla realizzazione di azioni di Italia di educazione allo sviluppo, informazione e promozione dei temi propri dell Iniziativa e beneficeranno di formazione, assistenza tecnica, accompagnamento. In particolare, sono previste attività di formazione e accompagnamento mirato ad un gruppo di associazioni di migranti in ogni regione di riferimento del Progetto. Un gruppo di migranti senegalesi parteciperà alle attività di formazione preparatorie ai percorsi di educazione allo sviluppo promosse dall iniziativa, nell ambito dei quali gli operatori senegalesi saranno attivamente coinvolti. Le attività di ricerca ed indagine previste nell iniziative verranno infine realizzate coinvolgendo attivamente associazioni di migranti senegalesi Giovani italiani e senegalesi coinvolti nelle attività di educazione alla mondialità Alle attività di educazione alla mondialità previste nell iniziativa parteciperanno, nei tre anni, studenti di 48 scuole medie superiori del Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana e giovani di 6 scuole superiori senegalesi. Gli eventi territoriali collegati a queste attività coinvolgeranno giovani e famiglie delle stesse località ove verranno realizzate le azioni di educazione alla mondialità 2.3. ONG italiane e associazioni di migranti senegalesi partner nell iniziativa Implementeranno l iniziativa congiunta delle Fondazioni in Senegal le seguenti organizzazioni: ACRA, AST,, Associazione Trait d union, Comunità dei Senegalesi della Provincia di Parma, CESPI, CISV, COOPI, COSPE, Stretta di Mano. Segue una breve presentazione di queste organizzazioni. Dettagli sulle attività e sull esperienza delle stesse organizzazioni in Senegal e nelle aree proprie dell iniziativa vengono fornite nei singoli documenti di dettaglio delle diverse componenti del progetto. ACRA (Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina) è una ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e dall Unione Europea. Acra nasce nel 1968 per iniziativa di un gruppo di persone, animate dalla volontà di promuovere un impegno laico per lo sviluppo sostenibile nei Paesi del Sud del mondo con un'attenzione particolare per le popolazioni che vivono nelle aree rurali. Oggi ACRA è presente in diversi Paesi dell Africa (Senegal, Mali, Burkina-Faso, Ciad, Camerun, Tanzania), del Centro e Sud America (Argentina, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, El Salvador, Honduras), dove realizza progetti di sviluppo integrato in diversi settori di intervento: educativo, economico, ambientale, sanitario. ACRA lavora in Senegal dal 1984 con dei progetti in supporto alle organizzazioni di base, per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni attraverso la lotta contro la povertà e la valorizzazione delle conoscenze e pratiche tradizionali. I principali progetti realizzati e in corso sono: Acqua potabile e costruzione di latrine nella comunità Rurale di Coubalan, Valorizzazione delle medicine tradizionali, Progetto di restauro partecipativo della biodiversità, Consolidamento di microgiardini per il miglioramento della sicurezza alimentare nella Municipalità di Dakar, Costruzione di una Casa dei Più Piccoli, Costituzione di una rete di casse di microfinanza in Senegal, Valorizzazione dell agrobiodiversità in Senegal. I principali partner locali con i quali sono stati realizzati questi progetti sono: la Comunità Rurale di Coubalan, l organizzazione contadina KDES, il comune di Ziguinchor, l Union des Mutuelles d Epargne et de Crédit du Sénégal (URMECS), l organizzazione contadina ADAF YUNGAR di Fimela (Fatick), l Ong Enda Graf. Acra, in Italia, ha realizzato progetti volti a creare consapevolezza sulle problematiche legate all immigrazione, all interculturalità, alla condizione della donna immigrata e al rispetto dei suoi diritti, che hanno costituito occasioni di incontro e scambio tra i diversi soggetti dell associazionismo che in Italia e in Sud America si occupano di migrazioni. 25

14 AST, Associazione dei Senegalesi a Torino, è stata creata nel 1986 dai primi dai primi senegalesi arrivati in Piemonte. Dal 2003 opera sull intero territorio della provincia di Torino. AST raggruppa circa 5 associazioni di migranti senegalesi, per un totale di 250 membri di cui 90 donne e 160 uomini, con l obiettivo di promuovere la cultura africana in generale e quella senegalese in particolare, favorire l inserimento dei senegalesi nella società italiana, sostenere le piccole associazioni senegalesi etniche o di villaggio presenti sul territorio, svolgere il ruolo di antenna tra la comunità senegalese e gli Enti locali, creare momenti di aggregazione per la comunità, partecipare a iniziative di cooperazione tra Enti piemontesi e il Senegal, partecipare allo sviluppo del Senegal. AST svolge iniziative nei settori dell accoglienza, della scuola, della mediazione interculturale, della promozione della cultura d origine, dell informazione, dei servizi per l immigrazione, dell analisi dei bisogni dei migranti e del reinserimento nel loro paese d origine. Associazione Trait d Union, è un associazione alla quale aderiscono professionisti nella mediazione interculturale, in prevalenza di cittadinanza senegalese, che operano, offrendo servizi di mediazione e interpretariato agli Africani residenti in Piemonte, con le strutture pubbliche che si occupano delle problematiche inerenti all inserimento degli stranieri, quali la Città di Torino, il Tribunale, la Procura della Repubblica e il Tribunale per Minorenni di Torino, il Centro di Permanenza Temporanea (per il rimpatrio), gli Ospedali e strutture sanitarie della città; Trait d Union realizza servizi di mediazione etno-clinici nell ambito dei servizi di etnopsichiatria e presso i centri di sostegno etno-psicologico per stranieri, partecipa alla realizzazione di eventi interculturali, partecipa ad iniziative di cooperazione internazionale decentrata, in particolare in Senegal, in collaborazione con enti pubblici e organizzazioni non governative. CeSPI, Centro Studi di Politica Internazionale, è un associazione indipendente e senza fini di lucro fondata nel 1985, che realizza studi e ricerche policy-oriented. Il Centro svolge attività di ricerca interdisciplinare ed empirica, consulenza, formazione e divulgazione su alcuni temi centrali delle relazioni internazionali. Più in dettaglio, il CeSPI punta fortemente su quattro assi di ricerca consolidati: 1) Cooperazione internazionale, finanza per lo sviluppo e peacebuilding; 2) Cooperazione decentrata, partenariati territoriali e sviluppo locale; 3) Mobilità umana, transnazionalismo e co-sviluppo; 4) Politiche migratorie e modelli di società. Il CeSPI svolge la sua ricerca soprattutto sull Europa centro-orientale e balcanica, sul Mediterraneo, sull Africa sub-sahariana e sull America latina. In particolare in Senegal e sulle migrazioni dal Senegal, il CeSPI ha svolto diverse ricerche applicate consolidatesi nel tempo attraverso il programma OIM-MIDA (Mida I e Mida II) finanziato dalla cooperazione italiana, il progetto su sviluppo e gestione sostenibile dei flussi migratori provenienti dall Africa realizzato con la Ong Society for International Development e sostenuto dalla Cooperazione italiana, il progetto Rafforzamento del capitale sociale nell ambito del fenomeno migratorio senegalese con la Ong Coopi nell ambito del programma dell UE Aeneas e attività di ricerca e assistenza sulle migrazioni per la cooperazione decentrata tra Comune di Dakar e Comune di Milano. Negli anni CESPI ha stabilito relazioni di reciproca conoscenza e collaborazione con esperti e organizzazioni senegalesi come per esempio all interno dell Università Cheikh Anta Diop, l IFAN (Institut Fondamental d Afrique Noire), la Ong Enda Tiers-Monde, UN Habitat-Dakar e con diverse istituzioni governative, ministeri, il Comune di Dakar e altri centri di ricerca. All interno di questi progetti CeSPI ha svolto inoltre attività di assistenza, sostegno e animazione territoriale per le organizzazioni di migranti in Italia. 26

15 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa CISV, Comunità Impegno Servizio Volontariato, ONG, è un associazione comunitaria da 35 anni impegnata nella lotta contro la povertà e per i diritti umani. Opera per favorire l autosviluppo delle comunità locali, in appoggio alle organizzazioni di base. Realizza interventi nei settori della microfinanza rurale, della gestione delle risorse naturali, dell agro-zootecnia, dei diritti umani e del turismo responsabile in Benin, Burkina Faso, Mali, Senegal, Guinea Conakry, Niger, Burundi, Colombia, Guatemala e Brasile. In Italia svolge attività di educazione per docenti e studenti nelle scuole di ogni ordine e grado in Piemonte e Sardegna, offre proposte di volontariato giovanile, realizza campagne di sensibilizzazione; è inoltre impegnata in iniziative di comunicazione e promozione culturale; pubblica la rivista mensile Volontari per lo Sviluppo ( copie), a diffusione nazionale. Presente in Senegal dal 1988 nelle regioni di Louga e Saint Louis, CISV ha attualmente in corso 4 macro progetti (co-finanziati dalla DGCS MAE e dalla CE), con le organizzazioni contadine di allevatori e produttori di cereali, e 8 microprogetti, in collaborazione con gli enti locali piemontesi e senegalesi, a beneficio delle associazioni di base. Coordina da 5 anni un progetto della Regione Piemonte a sostegno dei giornalisti e delle radio locali. I principali partner locali con i quali CISV opera in Senegal sono il Conseil National de Concertation et Coopération des Ruraux-CNCR ed in particolare il CRCR di Louga; l Association Sénégalaise pour la Promotion du Développement par la Base, au Sénégal- ASPRODEB; l Association Socio Economique Sportive et culturelle desagriculteur du Walo- ASESCAW; le 3 associazioni di allevatori ADID, FBAJ e ADENA e 4 Associazioni di base promotrici di attività di sviluppo locale. CISV fornisce appoggio tecnico alla Regione Piemonte nell ambito del progetto Piemonte - Senegal: immigrazione e co-sviluppo. Comunità dei Senegalesi della Provincia di Parma, è l associazione che raggruppa circa 1300 migranti senegalesi residenti nella Provincia di Parma. L associazione ha come obiettivi la promozione sociale della diaspora senegaelese residente su territorio di Parma e il mutuo aiuto. Le principali attività dell associazione sono la promozione della cultura senegalese, il servizio di tutela legale per i soci, l accompagnamento ai soci all arrivo, il rapporto con le istituzioni locali. In Senegal l Associazione ha partecipato alla realizzazione di progetti in ambito sanitario e sociale, anche in collaborazione con enti locali italiani e università. COOPI - Cooperazione Internazionale è una ONG che vuole contribuire, attraverso l impegno, la motivazione, la determinazione e la professionalità delle sue persone, allo sviluppo armonico e integrato delle comunità con cui coopera nei Paesi del Sud del mondo, nella consapevolezza che attraverso l incontro e la collaborazione tra i popoli si possano concretamente perseguire gli ideali di uguaglianza e di giustizia, di progresso e di coesione sociale. COOPI opera principalmente nel settori della salute, dell acqua, dell ambiente, dei diritti umani, della formazione e realizza attività volte alla promozione di questi temi in Italia. COOPI è presente in Senegal dal 1997 ed ha realizzato progetti volti al miglioramento sociosanitario, alla promozione della sicurezza alimentare e di attività generatrici di reddito, con coinvolgimento particolare delle donne, al sostegno delle persone con disabilità motorie; i progetti hanno interessato principalmente i territori di Dakar, Zinguinchor, Sédhiou. In Senegal COOPI lavora con: Cesao, Union Regional Santa Yalla; Comité de défense de droits des enfants handicapés; Association pur le Soutien et la Promotion de l Enfance; Notre Dame de l espérance. L esperienza più rilevante sviluppata a sostegno delle associazioni di migranti è il progetto Rafforzamento del capitale sociale nell ambito del fenomeno migratorio senegalese (co-finanziato dall UE) che ha previsto, tra le altre attività, un servizio di accompagnamento 27

16 alle associazioni senegalesi in Italia alla progettazione per consentire loro di rispondere a un bando per la realizzazione di iniziative di sviluppo in Senegal. COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti è un ONG nata nel 1983 e riconosciuta dal Ministero degli Esteri, impegnata in programmi che promuovono uno sviluppo economico, ambientale e sociale sostenibile con un attenzione particolare alle associazioni di donne e all affermazione dei loro diritti. In Senegal, COSPE opera dal 1985 con progetti di sviluppo rurale e locale in partenariato con associazioni di produttori, donne e giovani con finanziamenti dalla DGCS/MAE, UE, Cooperazione Decentrata, Organismi internazionali. COSPE sostiene il movimento contadino attraverso il partenariato con il CNCR (Comitato d Nazionale di Concertazione e Cooperazione dei Rurali). In particolare, dal 1988 è impegnata in un processo di sviluppo della frutticoltura nella Regione di Ziguinchor con l Associazione dei frutticoltori APAD che con il supporto della Cooperazione italiana, di Coop Italia e Adriatica, della Cooperazione decentrata e di varie associazioni della Toscana e dell Emilia Romagna, ha portato all esportazione di maghi Faire Trade. Dal 2004 in partenariato con la Federazione senegalese della pesca FENAGIE, sostiene la trasformazione artigianale dei prodotti ittici operata dalle donne nelle regioni di Dakar e Fatick. Dal 2002 con il sostegno della cooperazione decentrata dell Emilia Romagna promuove a Ziguinchor azioni a favore delle donne e dell infanzia a rischio. In Italia, lavora a programmi di educazione all'antirazzismo, allo sviluppo, all'interculturalità. Interviene nelle scuole e sul territorio con corsi per insegnanti, percorsi per studenti e laboratori bilingue e promuove attività per garantire pari opportunità a cittadini di origine etnica minoritaria. Stretta di Mano, associazione socioculturale Italia-Senegal senza scopo di lucro, è nata nel 2002, ha sede legale in Mantova e sede operativa in Dakar. Persegue finalità di solidarietà sociale e promozione culturale quali organizzare, promuovere e gestire corsi di formazione professionale, qualificazione e orientamento per l inserimento di soggetti deboli nel mercato del lavoro sia in Italia che in Senegal, valorizzare e consolidare il ruolo e il lavoro della donna, sviluppare azioni di cooperazione tra imprenditori, associazioni di categoria e aziende italiane e senegalesi. Con il contributo di Fondazione Cariplo e la collaborazione della Provincia di Mantova, ha realizzato nel 2004/2005 un progetto per l inserimento lavorativo sul territorio mantovano di donne immigrate e la creazione di una cooperativa femminile che oggi opera in maniera autonoma; nel 2006/2007 azioni di formazione professionale per donne in Senegal (zona Nord) con apprendimento di tecniche per la conservazione di cereali, frutta e verdura e corso di tintura dei tessuti. Durante la realizzazione dei progetti si sono stabiliti importanti contatti con l Association des Femmes pour la Solidarité et le Développement du Nord (AFSDN), il Ministero senegalese delle Pari Opportunità e dell Imprenditoria Femminile e l Ufficio Nazionale per la Formazione Professionale (ONFP). Di recente ha stabilito una proficua collaborazione con la neonata associazione Collettivo delle donne senegalesi in Italia sostenendola nella progettazione e promozione di nuovi interventi per donne immigrate in Italia Partner locali dell iniziativa I soggetti con i quali le Fondazioni e le organizzazioni non governative e le associazioni di migranti partner nell iniziativa hanno condiviso le attività di progettazione e che verranno coinvolti nelle attività in Senegal sono: 28

17 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa Per le attività nella filiera frutta, prodotti zootecnici, prodotti agricoli locali e pesca: APAD- Association des Planteurs de l Arrondissement de Diololou, ADID- Association pour le Develloppement intégré et durable, ADENA- Arwande Aynnabe Sénégal, FBAJ-Fedde Bamtore Aynaabe Jolof, FENAGIE PECHE, Federation Nationale de GIE des Pêche; AFSDN-Association des Femmes pour la Solidarité et le developpement du Nord. Per le attività nella filiera del turismo responsabile: ASESCAW- Amicale Socio-Economique Sportive et Culturelle des Agriculteurs du Walo, GIE intervillageois des sept villages de Djoudj, FESFOP- Association Permanente poulr le Festival International du Folklore et des Percussions de Louga, DKSL-Association pour le dévelloppement du quartier Keur Serigne Louga, GIE des Eco-gardes du Parc de la Langue de Barberie, UGPL di Lompoul. Per le attività nel settore della micro-finanza: URMECS- Union Rural de Mutuelles d Epargne et de Crédit du Sénégal, UGAPS/K- unione di groupements della Cassa di Khombole, YUNGAR, KDES de Koubanao, Association de GIE de Keur Madiabel, Association de rpoducterus de banane de la régin de Tambacounda, CRCR-Cadre National de Concertation des Ruraux, ASESCAW- Amicale Socio-Economique Sportive et Culturelle des Agriculteurs du Walo, UFM -Union Financièere Mutualiste de Louga, Istitutzioni di microfinanza della Regione di Saint Louis. Per le attività di indagine e ricerca : IFAN Institut Fondamental d Afrique Noire, Université Cheick Anta Diop de Dakar I principali partner che verranno coinvolti nell iniziativa in Italia sono: Per le attività nella filiera frutta, prodotti zootecnici e pesca : CUCI- Centro Universitario di Cooperazione Internazionale di Parma, CTM Altromercato Per le attività nella filiera del turismo responsabile: AITR-Associazione italiana Turismo Responsabile, Cooperativa Viaggi Solidali Per le attività di educazione allo sviluppo, promozione, informazione, indagine in Italia: 4-6 associazioni di migranti senegalesi residenti in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, istituti scolastici delle stesse regioni, Cooperativa Chico Mendes. 3. OBIETTIVI PREVISTI e RISULTATI ATTESI 3.1. Obiettivo generale In generale, l iniziativa intende contribuire a migliorare le condizioni economiche e sociali delle popolazioni che vivono in ambito rurale e peri-urbano in Senegal 3.2. Obiettivi Specifici In particolare l iniziative mira a: 1. Valorizzare il ruolo dei migranti senegalesi residenti in Italia nel favorire processi di sviluppo nel proprio Paese d origine 2. Valorizzare i prodotti e le risorse locali come fonte di reddito, in particolare per i gruppi sociali vulnerabili 3. Promuovere la partecipazione attiva della società civile e delle organizzazioni di rappresentanza dei gruppi sociali vulnerabili in meccanismi di sviluppo locale e di decisione 29

18 politica a diversi livelli (locale, nazionale, ecc) anche in un ottica di partenariato ed interdipendenza Senegal- Italia 3.3. Risultati attesi I principali risultati che l iniziativa si propone di raggiungere sono: 1. Le capacità dei migranti senegalesi residenti in Italiani di partecipare a meccanismi di co-sviluppo sono rafforzate 2. La conoscenza e la capacità di analisi di dinamiche migratorie e di iniziative di cosviluppo Italia-Senegal sono migliorate e rafforzate. 3. La qualità dei prodotti di filiera è migliorata e le opportunità di reddito dei produttori sono aumentate 4. Le competenze tecniche, gestionali, di rappresentanza delle organizzazioni di produttori locali coinvolte nell intervento sono migliorate. 5. L accesso dei prodotti locali al mercato locale/ nazionale/ internazionale è facilitato 6. Il turismo sostenibile come fonte di reddito complementare a quelle tradizionali è promosso e rafforzato. 7. L accesso al credito per attività generatrici di reddito nei settori sostenuti nell ambito dell intervento è facilitato 8. Le capacità di partecipazione a meccanismi di sviluppo e di governance locale delle organizzazioni della società civile e degli enti locali sono rafforzate. 9. L informazione e la consapevolezza dei cittadini italiani rispetto alle dinamiche di sviluppo in Senegal, all interdipendenza tra Nord e Sud del mondo sono rafforzate. 4. ATTIVITA REALIZZATE NELLA PRIMA ANNUALITA DI PROGETTO 4.1. Componente Food - E stato costruito un magazzino di trasformazione, stoccaggio e vendita dei prodotti ittici trasformati a Dakar e sono state realizzate attività di formazione ai responsabili della struttura sulle tecniche di gestione del magazzino e di trasformazione dei prodotti alieutici. - E stato completato uno studio di mercato sulla filiera pesca che comprende utili indicazioni e suggerimenti per il potenziamento delle strategie commerciale della FENAGIE, partner locale nell iniziativa per la filiera pesca - FENAGIE, partner locale nell iniziativa per la filiera pesca, ha partecipato all evento Slow Fish, tenutosi a Genova dal 17 al 20 Aprile Nel mese di Aprile 09 si è svolta la formazione sui corretti sistemi di conservazione, stoccaggio nel magazzino centrale di vendita realizzato con il sostegno dell iniziativa F4A a Dakar 30

19 CONVENZIONE ALLEGATO I PIANO DI PROGETTO Documento di sintesi dell iniziativa - E stata realizzata una specifica attività di formazione per il gruppo di donne che gestiscono il magazzino di stoccaggio e vendita del pesce costruito a Dakar dalla FENAGIE grazie al sostegno del progetto F4A. - Gruppi di donne di Potou e Lompoul, associate alla FENAGIE, hanno beneficiato di un corso di formazione sulle tecniche di trasformazione dei prodotti alieutici organizzato all interno del progetto F4A dall Associazione di migranti Stretta di Mano, in collaborazione con il COSPE e FENAGIE. - Sono state acquistate attrezzature per rafforzare il sistema di raccolta e la struttura di trasformazione della frutta di proprietà dell associazione APAD (partner locale per la filiera frutta) a Dioulolou e sono state realizzate attività di prospezione dei mercati nazionali e internazionali, di comunicazione e di promozione dei prodotti dell APAD. - Sono state realizzate migliorie nel centro dell APAD volte a rafforzare i processi di condizionamento del mango destinato all esportazione. La raccolta e la vendita in Italia, presso la Coop Italia del mango dell APAD è avvenuta nei mesi di Maggio. Giugno 2009 e ha avuto risultati soddisfacenti. L APAD è stata sostenuta nel processo di progressiva presa in carico della campagna di commercializzazione del mango. E stata confermata la certificazione Fair Trade per il mango destinato all esportazione in Italia. - E stato completato uno studio di analisi tecnica e commerciale dei prodotti della filiera frutta dell APAD da parte del CTM, Consorzio Altro Mercato, partner di progetto. Lo studio contiene indicazioni tecniche importanti per migliorare i processi produttivi del centro di condizionamento dell associazione e per delineare strategie commerciali e di diversificazione più chiare e complete. - Prima della raccolta del mango, sono state realizzate attività di aggiornamento/formazione sulle tecniche di raccolta del mango destinato all esportazione rivolte ai produttori associati all APAD. Parallelamente, le donne impiegate nel centro di condizionamento del mango durante la campagna di commercializzazione sono state formate sulle tecniche di condizionamento del mango destinato all esportazione. - Rappresentanti dell APAD hanno partecipato alla Fiera Internazionale del Commercio Equo e Solidale in Europa, tenutasi a Lione nella prima settimana di ottobre 09; i contatti e le prospettive commerciali che ne emergono si rivelano particolarmente interessanti. - Nelle zone coinvolte nel progetto per il rafforzamento della filiera dei prodotti zootecnici (Ferlo), sono stati formati oltre 300 tra ausiliari veterinari, allevatori e dirigenti delle tre organizzazioni coinvolte su tematiche quali alimentazione e salute animale, gestione dei magazzini di stoccaggio e gestione del pascolo. - Tutti i partner locali dell iniziativa per la componente food hanno partecipato alla Fiera internazionale dell agricoltura e delle risorse animali, FIARA, tenutasi a Dakar dal 9 al 19 aprile E stato messo a disposizione un fondo rotativo per i magazzini degli alimenti del bestiame di proprietà delle organizzazione degli allevatori partner dell iniziativa nella Regione del Ferlo - E stato ultimata un analisi di mercato a favore dei magazzini e delle Organizzazioni di allevatori partner per identificare tipologie dei prodotti zootecnici e target della attività di commercializzazione che verranno messi a punto dal progetto Componente Microfinanza - Sono state avviate attività di formazione e monitoraggio per le 2 Unioni (URMECS e UFM) e per le istituzioni di micro-finanza (IMF) membri delle Unioni, oltre ad iniziative di comunicazione, marketing e incontri di scambio. - E stato realizzato uno studio sul sistema di informatizzazione più adeguato per le organizzazioni di micro finanza associate all UFM di Louga e sono state completate le 31

20 procedure di informatizzazione ed equipaggiamento; lo stesso percorso è stato avviato per le organizzazioni di micro finanza associate all URMECS e verrà completato nell autunno del 2009, portando all informatizzazione di tutte le organizzazioni di micro finanza partners dell URMECS. - In un ottica di sostenibilità e autonomia a lungo termine dell associazione, e stato acquistato il terreno su cui sta per essere edificata la sede dell URMECS; - Sono state realizzate attività di ricerca relative alle interconnessioni tra microfinanza e rimesse dei migranti, grazie alle quali è stato identificato un modello di canalizzazione delle rimesse che coinvolge anche le organizzazioni di micro finanza sostenute dal progetto. - Sono stati avviati studi per l identificazione di prodotti finanziari più adeguati per le diverse filiere produttive locali; anche sulla base dello studio realizzato dal CESPI sul tema rimesse e micro finanza, stanno per essere avviate specifiche analisi sui piani di risparmio degli immigrati - Sono stati avviati scambi tra le 2 Unioni di micro finanza sostenute nel progetto e l Unione nascete nella Regione di St Louis, con l obiettivo, nel medio-lungo termine di mettere a fattor comune esperienze, know how e attività reciproche Componente Turismo Responsabile - E stato realizzato uno studio sull offerta di turismo responsabile in Senegal, che offre un quadro dettagliato di tutte le strutture del Turismo Responsabile attive nel Paese. - Parallelamente, è stata realizzata una ricerca sulla domanda in Italia di turismo responsabile-destinazione Senegal, che ha dato risultati molto incoraggianti; lo studio è stato presentato a Terra Futura, a Firenze il 29 maggio 2009 durante uno specifico workshop che ha visto partecipare addetti del settore, ONG, associazioni di migranti e persone interessate a percorsi di turismo responsabile. I due studi, disponibili in lingua italiane e francese, saranno pubblicati da una casa editrice e sono diffusi a operatori del settore ed organizzazioni coinvolte in attività turistiche in Italia, Europa e Senegal - Sono stati completati i lavori di miglioramento ed ampliamento del sito di turismo responsabile di Lompoul, realizzato dall associazione di migranti Trait d Union. - Sono state acquistate tre piroghe per la struttura di turismo responsabile del parco di Djoudjou ed è in corso la costruzione del laboratorio per la produzione e la vendita di batik a Louga, quale attività economica indotta delle azioni di turismo responsabile. - Sono state realizzate attività di promozione della destinazione Senegal in Italia: in particolare, è stato allestito uno specifico stand durante la manifestazione Fa la cosa Giusta tenutasi a Milano, dal 13 al 15 Marzo 2009, che è stata visitata da circa persone; un analogo stand è stato allestito in occasione dell evento Terra Futura (Firenze Maggio 2009); sono state realizzate iniziative di promozione della destinazione Senegal per un ampio pubblico a Torino; sono comparsi su riviste specializzate (come Internazionale e Turisti per caso) inserti promozionali sulla destinazione Senegal-Turismo Responsabile. - Sono state avviate attività di formazione dei beneficiari del progetto. - E stato realizzato uno studio di fattibilità su attività generatrici di reddito e collegate al settore del turismo responsabile nell isola di Sippo, nel Sine Saloum. Lo studio evidenzia la necessità di rafforzare processi di presa in carico da parte delle popolazione locali di micro iniziative generatrici di reddito con potenzialità di sviluppo attorno ad attività di turismo responsabile già avviate sul territorio. 32

PROFILO PAESE: SENEGAL

PROFILO PAESE: SENEGAL PROFILO PAESE: SENEGAL Il Paese in cifre Superficie: 196,190 Km 2 Popolazione: 11,8 milioni di abitanti (fonte: UNDP) Tasso di crescita annua della popolazione: 2,3% (fonte: UNDP) Popolazione urbana: 41,6%

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