Definizione di emergenza

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1 Definizione di emergenza Ogni scostamento dalle normali condizioni operative tale da determinare situazioni di possibile danno agli uomini e alle cose deve essere deve essere controllato e risolto nel più breve tempo possibile Chiamiamo EMERGENZE quelle situazioni in cui è richiesto un intervento TEMPESTIVO per prevenire o limitare i danni in presenza di un PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO 1 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

2 Il comportamento dell uomo in caso di emergenza In tutti gli edifici con alta concentrazione di persone non autosufficienti quando si hanno situazioni di emergenza che modificano le condizioni di agibilità degli spazi questo può alterare i comportamenti ti e rapporti interpersonali dei degenti e i rapporti tra questi e il personale. Ciò causa una reazione che, specialmente in ambito collettivo, può risultare pericolosa poiché non consente il controllo della situazione creatasi, coinvolgendo un gran numero di persone e rendendo difficili eventuali operazioni di soccorso. Questi comportamenti sono da tutti conosciuti con il termine panico, che identifica il comportamento delle persone quando vengono a trovarsi in condizioni di pericolo imminente. Il panico si manifesta con diversi tipi di reazioni emotive: timore e paura, oppressione, ansia fino ad emozioni convulse e manifestazioni isteriche, nonché particolari reazioni dell'organismo quali accelerazioni del battito cardiaco, tremore alle gambe, difficoltà di respirazione, aumento o caduta della pressione arteriosa, giramenti di testa e vertigini. 2 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

3 Il comportamento dell uomo in caso di emergenza_2 Tutte queste condizioni possono portare le persone a reagire in modo non controllato e razionale. In una situazione di pericolo, sia essa presunta o reale, e in presenza di molte persone, il panico può manifestarsi principalmente in due modi: 1. il coinvolgimento delle persone nell'ansia generale, con invocazioni di aiuto, grida, atti di disperazione; 2. l'istinto all'autodifesa con tentativi di fuga che comportano l'esclusione degli altri, anche in forme violente, con spinte, corse, affermazione dei posti conquistati verso la salvezza. Allo stesso tempo possono essere compromesse alcune funzioni comportamentali quali l'attenzione, il controllo dei movimenti, la facoltà di ragionamento. Tutte queste reazioni costituiscono elementi di grave turbativa e pericolo. 3 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

4 Il comportamento per superare il panico Il comportamento di cui abbiamo parlato possono essere modificati e ricondotti alla normalità se il sistema in cui si evolvono è preparato e organizzato per far fronte ai pericoli che lo insidiano. Il piano di sicurezza, con il percorso conoscitivo necessario per la sua realizzazione, può dare un contributo fondamentale in questa direzione consentendo di : 1. essere preparati a situazioni di pericolo; 2. Stimolare la fiducia in se stessi; 3. Indurre un sufficiente autocontrollo per attuare comportamenti razionali e corretti; 4. Controllare la propria emozionalità e saper reagire all eccitazione collettiva 4 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

5 Ospedale >>>> ammalati >>>> non autosufficienza ATTENZIONE agli eventi che possono causare condizioni di PERICOLO>>>> EMERGENZA (es. INCENDIO) prevenire Gestire Individuare e rendere operative misure idonee che consentano di Eventi non desiderati La gestione dell emergenza in ospedale fa parte di un contesto t molto ampio Pianificazione della sicurezza 5 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

6 Pianificazione della sicurezza Le linee di indirizzo forniscono indicazioni su ciò che si deve fare : PRIMA che lemergenza l emergenza capiti DURANTE l emergenza DOPO l emergenza lemergenza Per indivi 6 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

7 Il piano di sicurezza è l insieme dei provvedimenti che occorre prendere per garantire, nei limiti del possibile, la sicurezza in generale Il piano di emergenza è l insieme dei provvedimenti che occorre prendere quando accadono situazioni che possono generare emergenza Il piano di evacuazione è l insieme dei provvedimenti che occorre prendere quando si rende necessario abbandonare un luogo 7 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

8 Criteri adottati I fattori di cui si è tenuto conto nella compilazione del piano di emergenza sono: - le caratteristiche ti dei luoghi con particolare riferimento i alle vie di esodo; - il sistema di rivelazione e di allarme incendio; - il numero delle persone presenti e la loro ubicazione; - i lavoratori esposti a rischi particolari; - il numero di addetti all'attuazione ed al controllo del piano, nonché all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, primo soccorso); - il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori. 8 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

9 Criteri adottati 2 Il piano di emergenza è basato su chiare istruzioni scritte e include: a) i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni; b) i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio; c) i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare; d) le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; e) le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio; f) le procedure per la chiamata dei Vigili del Fuoco o dell ambulanza, per informarli dell accaduto al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante l intervento. Il piano include le planimetrie nelle quali sono riportati: - le caratteristiche distributive del luogo con particolare riferimento alla destinazione delle varie aree e alle vie di esodo; - il tipo e l ubicazione degli impianti di estinzione; 9 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

10 Aggiornamenti Il piano verrà aggiornato ogni qualvolta necessario per tenere conto: - delle variazioni avvenute negli edifici sia per quanto attiene agli edifici stessi ed agli impianti, sia per quanto riguarda le modifiche nell attività svolta - di nuove informazioni che si rendono disponibili - di variazioni nella realtà organizzativa che possano avere conseguenze per quanto riguarda la sicurezza - dell esperienza acquisita - delle mutate esigenze della sicurezza e dello sviluppo della tecnica e dei servizi i disponibili. ibili 10 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

11 Piano di sicurezza e sua pubblicità I contenuti informativi del piano generale di sicurezza per le strutture ospedaliere sono articolati nei seguenti punti 1. Informazioni generali inerenti il presidio 2. Informazioni generali inerenti i singoli fabbricati 3. Misure preventive Per ottenere gli obiettivi prefissati è necessaria un adeguata informazione, a tutti i livelli, sulla pianificazione predisposta e che deve essere ripetuta periodicamente. Tutte le figure operanti all interno della struttura sanitaria devono essere edotte sul contenuto del piano sul ruolo loro affidato. Per tenere sempre alto il livello di informazione tra il personale occorre tenere una copia del piano di emergenza in tutti i reparti. 11 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

12 12 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2 Informazioni generali inerenti il presidio

13 Nell elenco seguente si riportano le destinazioni d uso dei vari corpi di fabbrica che costituiscono il complesso ospedaliero Corpo VECCHIO EDIFICIO Pian Articolazione Utilizzazione o T Medicina d Urgenza Pronto Soccorso T Anestesia e Rianimazione Degenza T Psichiatria Degenza T Servizio mortuario Sosta salme T Farmacia Uffici T Farmacia Magazzino T Ticket Uffici T Centralino Centralino Portineria Portiere T Cappella Cappella T Guardaroba Distribuzione T Cucina Preparazione pasti 1 Radiologia i Diagnostiche 1 Radiologia Amministrativo 1 Laboratorio analisi Laboratorio 1 Laboratorio analisi Amministrativo Locali riposo 1 Direzione amministrativa Uffici 1 Direzione sanitaria Uffici 1 Sala conferenze Riunioni 13 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

14 Destinazioni d uso Corpo Piano Articolazione Utilizzazione 2 Chirurgia Degenza 2 Chirurgia Ambulatori 2 Gruppo operatorio Camere operatorie 3 Ostetricia e ginecologia Degenza VECCHIO EDIFICIO 3 Ostetricia e ginecologia Ambulatori 3 Ostetricia e ginecologia Sala parto 3 Pediatria Degenza 4 Cardiologia Degenza 4 Cardiologia Ambulatorio 4 Medicina Degenza 4 Medicina Ambulatorio 14 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

15 Destinazioni d uso NUOVO EDIFICIO T Ambulatori specialistici Ambulatorio 1 Ortopedia Degenza 1 Ortopedia Ambulatorio 2 Urologia Degenza 2 Urologia Ambulatorio 15 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

16 Manuale di sicurezza per il reparto Elaborati grafici 1. Antincendio (rivelatori di fumo, allarme, idranti, estintori ecc.) 2. Logistica (vie di esodo, punti di raccolta, luoghi di raduno sicuri, ecc ) 3. Punti chiave presidio (centro controllo emergenza, portineria, pronto soccorso) Strumenti e tecnologia 1. DPI 2. Sistemi di comunicazione 3. Mezzi di trasporto persone Vlt Valutazione rischi Norme comportamentali 7 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

17 17 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

18 18 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

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25 La prevenzione incendi: misure di protezione La protezione antincendio consiste nell insieme delle misure adottate per ridurre i danni conseguenti al verificarsi di un incendio. Le misure si dividono, in base alla necessità dell intervento di un operatore o dell azionamento di un impianto, in: Resistenza al fuoco Impianti di rivelazione automatica d incendi Evacuatori di fumo Misure di protezione passiva Carico d incendio Compartimentazione Reazione al fuoco Vie di esodo e uscite di emergenza Non necessita l intervento di un operatore o l azionamento di un impianto 25 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2 Misure di protezione attiva Impianti di estinzione automatica Rete idrica antincendio Apparecchiature ed attrezzature di difesa antincendio Impianto di illuminazione di emergenza Squadra di primo intervento Necessita l intervento di un operatore o l azionamento di un impianto

26 Esodo orizzontale progressivo Allegato D.M. 18/09/02 Titolo II punto Tutti i piani che contengono aree di tipo D, devono essere progettati in modo da consentire l esodo orizzontale progressivo. 2. Per consentire tale obbiettivo ciascun piano deve essere diviso in almeno due compartimenti. Ciascun compartimento deve poter contenere in situazioni di emergenza, oltre i suoi normali occupanti, il numero di persone previsto per il compartimento adiacente con la capienza più alta, considerando la superficie media di 0.70 m 2 /persona. Tale superficie deve essere elevata a 1,50 m 2 /persona qualora l evacuazione dei degenti debba necessariamente avvenire con letti e barelle. 26 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

27 Piano Terra Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo Luogo sicuro orizzontale progressivo Psichiatria Corridoio reparto Pronto soccorso Cortile esterno Pronto soccorso Corridoio reparto Rianimazione Cortile esterno Rianimazione Atrio reparto Pronto soccorso Cortile esterno Guardaroba Atrio ingresso Cortile esterno Cortile esterno principale Cucina Atrio ingresso Cortile esterno Cortile esterno principale Ticket Atrio ingresso Cortile esterno Cortile esterno principale Portiere Atrio ingresso Cortile esterno Cortile esterno principale Centralino Atrio ingresso Cortile esterno Cortile esterno principale Farmacia Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Ambulatori Atrio ingresso principale Cortile esterno Cortile esterno 27 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

28 Primo Piano Punto di raccolta Esodo Luogo sicuro Reparto/servizio orizzontale progressivo Laboratorio analisi Corridoio davanti scala Radiologia Cortile esterno emergenza esterna Radiologia Atrio davanti ingresso Laboratorio Cortile esterno TAC analisi Ortopedia Atrio reparto davanti Radiologia Cortile esterno porta scale Direzione Atrio rampa Direzione Cortile esterno amministrativa diversamente abili sanitaria Alloggi 118 Cortile esterno Cortile esterno Direzione sanitaria Atrio rampa diversamente abili Direzione amministrativa Cortile esterno 28 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

29 Secondo Piano Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo orizzontale progressivo Chirurgia Filtro scala Urologia emergenza interna Luogo sicuro Urologia Atrio corridoio galleria Chirurgia Cortile esterno Sale operatorie Corridoio davanti porta chirurgia Chirurgia Cortile esterno Terzo Piano Punto di raccolta Esodo Luogo Reparto/servizio orizzontale sicuro progressivo Pediatria Atrio ingresso reparto Ostetricia ginecologia Cortile esterno Ostetricia e Atrio ingresso reparto Pediatria Cortile ginecologia esterno Sale operatorie Filtro scala emergenza esterna Ostetricia ginecologia g Cortile esterno 29 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

30 ESODO ORIZZONTALE PROGRESSIVO Quarto Piano Reparto/servizio i Punto di raccolta Esodo Luogo orizzontale sicuro progressivo Medicina i Atrio ingresso Cardiologia i Cortile reparto esterno Cardiologia Atrio ingresso reparto Medicina Cortile esterno 30 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

31 Punti chiave del presidio 31 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

32 Organizzazione piano emergenza Il piano di emergenza deve individuare: 1. le azioni che il personale addetto deve mettere in atto in caso di emergenza a salvaguardia dei degenti, degli utenti dei servizi e dei visitatori 2. procedure per l evacuazione degli occupanti (D.M Punto 10.2) In primo luogo dalla zona colpita e successivamente dall ospedale 3. procedure per la richiesta di intervento ai Vigili del Fuoco e per la notificazione della situazione quando essi raggiungono l ospedale 4. Istruzioni specifiche per l assistenza dei pazienti con ridotta capacità motoria 5. Identificazione dei responsabili per il coordinamento e l attivazione delle procedure 32 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

33 Organizzazione piano emergenza_2 Nel piano sono contenute in particolare le procedure di intervento nelle seguenti circostanze a. Incendio b. Fuga di gas c. Attentato o minaccia di bomba d. Mancanza di energia elettrica e. Blocco ascensori e montalettighe f. Terremoto g. Trombe d aria, temporali di notevole intensità ecc 33 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

34 Centro di gestione e dell emergenza e e Ai fini del necessario coordinamento delle e operazioni da affrontare deve essere predisposto un apposito centro di gestione delle emergenze (Punto 10.3 D.M ). Il centro di gestione delle emergenze nelle strutture con oltre 100 posti letto deve: essere previsto in apposito locale costituente compartimento antincendio essere dotato di accesso diretto dall esterno deve essere dotato di strumenti idonei per ricevere e trasmettere tt le comunicazioni i i agli addetti al servizio antincendio, alle aree della struttura e all esterno 34 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

35 Centro di gestione delle Emergenze. in esso devono essere installate le centrali di controllo e segnalazione degli incendi le attivazioni degli impianti di spegnimento automatico devono essere custodite le planimetrie dell intera struttura riportanti 1. l ubicazione delle vie di uscita 2. degli impianti di estinzione 3. dei locali a rischio specifico 4. gli schemi funzionali degli impianti tecnici con l indicazione dei dispositivi di arresto 5. il piano di emergenza 6. l elenco completo del personale Il centro di gestione delle emergenze deve essere accessibile al personale responsabile della gestione dell emergenza ed ai Vigili del Fuoco e deve essere presidiato da personale all uopo incaricato 35 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

36 Personale centro gestione emergenze Scelto tenendo conto della situazione a dotazione organica più bassa (notturno/festivo). Il punto ricevimento delle chiamate di emergenza deve essere sempre presidiato. Il personale del centro di gestione delle emergenze viene individuato come di seguito indicato: Portiere in servizio Centralinista in servizio Guardia giurata in servizio in portineria Il personale individuato deve mobilitare con la massima celerità e in modo appropriato le risorse interne all ospedale l (squadra di emergenza) e quelle esterne (vigili del fuoco quando necessario e altri) Per tale motivo deve ricevere istruzioni adeguate ai compiti che vengono affidati ed istruzioni precise scritte. 36 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

37 Unità di crisi Componenti dell unità di crisi e relative responsabilità Responsabile della gestione Assume tutte tt le decisioni i i riguardanti la dell emergenza (RGE) (Direttore pianificazione dell emergenza fino Sanitario del presidio, in sua assenza all arrivo dei soccorsi esterni (VVF, anestesista in servizio con maggiore Protezione Civile) attività di servizio) Responsabile ufficio tecnico Anestesista con maggiore anzianità di servizio presente Vigile del fuoco designato dal comando dei VVF Ricognizioni e primi interventi su danni alle strutture e agli impianti Pianifica l emergenza sanitaria e indica eventuali aggiornamenti resi necessari dalle variazioni delle strutture negli utilizzi e nell organizzazione. Al suo arrivo assume tutte le decisioni riguardanti la pianificazione dell emergenza emergenza. 37 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

38 Addetto alle comunicazioni di emergenza Centralinista presente con maggiore anzianità di servizio Riceve le chiamate di allarme ed effettua tutte le chiamate riguardanti l emergenza su richiesta del RGE 38 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

39 Squadra d emergenza Composizione della squadra di emergenza e relative responsabilità Addetti alla lotta antincendio Addetti manutenzione Addetti evacuazione Incaricato attivazione del soccorso sanitario esterno Estinzione di piccoli focolai di incendio Primi interventi su strutture o impianti Evacuazione dei presenti verso le aree di raccolta o verso i luoghi sicuri provvisori. Il coordinatore tiene traccia delle persone evacuate verso le aree di raccolta o verso i luoghi sicuri provvisori Gestisce i pazienti che devono essere evacuati su incarico del RGE 39 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

40 Responsabile gestione emergenza Sovraintende all operato degli addetti alla lotta antincendio per il tramite dei coordinatori nelle fasi di a. Accertamento iniziale della causa di allarme b. Conferma dello stato di allarme c. Conferma dello stato di emergenza d. Contenimento dell emergenza e. Evacuazione f. Cessazione dello stato di emergenza Contatta direttamente o attraverso altra persona e collabora con le Autorità ed i servizi esterni di intervento (VV.F, Polizia, etc.) nonché fornisce loro tutte le indicazioni relative all incidente Collabora altresì, qualora si rendesse necessario, con l Autorità giudiziaria 40 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

41 Responsabile ufficio tecnico È informato dal Responsabile Gestione Emergenza sullo stato dell emergenza In fase di emergenza si reca nel Centro di Gestione dell emergenza o sul luogo del sinistro i e, in stretta tt collaborazione con il RGE, coordina gli interventi del personale tecnico con precipuo riguardo a interruzione selettiva impianti tecnologici a rischio blocco ed ispezione ascensori funzionalità rete idranti 41 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

42 Addetti alla lotta antincendio e relativo coordinatore Sono individuati e segnalati dal responsabile ufficio tecnico (personale tecnico) e dal Direttore Sanitario (personale sanitario) e devono aver frequentato il corso di formazione ex Allegato IX D.M. 10/03/ Nella fase di emergenza andranno a formare il gruppo che opera con mezzi di estinzione a meno che si valuti l impossibilità o la particolare difficoltà nell operare operare. Per quanto attiene il numero di addetti alla lotta antincendio si richiede il rispetto (per turno) di un operatore /unità organizzativa i o reparto con un minimo di 2 ALA per piano 42 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

43 Compiti degli addetti alla a lotta antincendio I compiti assegnati agli ALA possono così riassumersi: azioni di primo contrasto, salvo i casi di impossibilità citati, dell incidente con priorità di salvaguardia delle persone ed in seconda battuta di limitazione dei danni e non propagazione delle conseguenze; soccorso ai degenti che necessitano di aiuto immediato od a persone che comunque sono state coinvolte nell incidente affidandole al personale medico e paramedico; coordinamento e disposizioni al restante personale per il necessario ausilio all evacuazione dei degenti o persone non autosufficienti con indicazione dei compartimenti da occupare per l evacuazione orizzontale, chiusura delle porta tagliafuoco ecc..; richiesta al Centro Gestione Emergenza di eventuale intervento di personale di supporto da altre unità; accertamento della completa evacuazione delle zone interessate, qualora le condizioni lo consentano; informazione al Responsabile Gestione Emergenza della situazione e della sua evoluzione; collaborazione con i VVF e gli enti esterni in generale 43 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

44 Addetti all evacuazione Personale reparto/servizio Il personale del reparto è essenziale per diversi motivi perché con l immediatezza della sua reazione ad un principio di incendio, essendo presente sul posto, può avere le migliori probabilità di successo (spegnimento o contenimento), se preparato a farlo; perché ha le migliori informazioni sulla presenza di materiali pericolosi in caso di incendio (bombole, infiammabili, sostanze radioattive) e può fornire precise indicazioni alla squadra di emergenza e ai VVFF perché nella gestione dei degenti può avvalersi sia della rapidità dall allarme sia della conoscenza delle patologie presentate, iniziando le le azioni di soccorso e coadiuvando i soccorritori al loro arrivo (in particolare il medico del reparto se presente). Per questi motivi è essenziale che sia preparato a svolgere i compiti appropriati nell emergenza. 44 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

45 Responsabili/coordinatori delle Unità Organizzative (degenze, laboratori, analisi, uffici, cucine, impianti tecnici, ecc..) Nell ambito delle emergenze non è richiesto loro di operare al di fuori delle proprie competenze ma comunque di fornire una stretta collaborazione ai soccorritori. Il loro ruolo si esplica nella fase di prima segnalazione dell evento emergenziale e riferiscono notizie agli addetti alla lotta antincendio e alle figure di coordinamento prima menzionate. L evento incidentale è localizzato nella propria Unità Organizzativa 1. Trasmette l allarme al CGE o comunque alle persone indicate nel piano di emergenza; 2. Informa il RGE circa le problematiche venutesi a creare con l incidente e in attesa degli ALA, qualora le condizioni lo consentano, fornisce indicazioni al proprio personale per il soccorso alle persone ovvero si adopera direttamente al riguardo; 3. Fornisce le informazioni che gli vengono richieste dagli operatori e coordinatori del soccorso (localizzazione strumentazioni e sostanze particolari, pazienti critici ecc..) 4. Si mette a disposizione dei soccorritori (VVFF) e collabora all evacuazione 45 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

46 Compiti durante l evacuazione del personale del reparto/servizio In presenza di visitatori ed ospiti invitarli a seguirvi; Se risulta possibile prima di uscire verificare l eventuale presenza di altre persone in tutti i locali del reparto e diffondere loro l allarme; Prestare assistenza a persone con ridotte capacità motorie, rassicurandole continuamente; Provvedere al trasporto degli ammalati utilizzando i mezzi di trasporto a disposizione del reparto Recuperare ove possibile le cartelle cliniche dei degenti ; Prima di uscire all esterno o percorrere le scale verificare la possibilità di sistemare gli allettati e le persone con ridotte capacità motorie nei reparti vicini avendo cura di chiudere bene le porte resistenti al fuoco Qualora ci si porti all esterno, con o senza altre persone o degenti, radunarsi nei punti di raccolta prestabiliti, 46 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

47 Chiamata di soccorso Una corretta chiamata di soccorso deve essere eseguita tenendo conto dei seguenti dati minimi da fornire: nominativo Numero di telefono dal quale si sta chiamando fornire in maniera sintetica il quadro della situazione (reparto, piano, feriti, persone ancora da evacuare, ecc..) azioni già in atto da parte del personale interno e del loro coordinatore altro ritenuto di utilità per i soccorritori Inoltre per le modalità di comunicazione ricordarsi di essere concisi e precisi usare un tono di voce naturale chiedere la conferma delle notizie ovvero ripetere ulteriormente le notizie non attardarsi a fare commenti impropri o a stabilire il da farsi con l addetto al centralino 47 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

48 Responsabili/coordinatori delle Unità Organizzative (degenze, laboratori, analisi, uffici, cucine, impianti tecnici, ecc..) L evento incidentale è localizzato in altra Unità Organizzativa 1. Segnala al CGE o comunque alle persone indicate nel piano di emergenza eventuali anomalie riscontrate nella propria area di competenza; 2. Rimane sempre in allerta fino al termine dell emergenza rassicurando le persone presenti nell area; 3. Fornisce indicazioni circa eventuali zone della propria area in cui ospitare degenti provenienti da altri reparti; 4. Garantisce sempre la presenza di una persona al punto telefonico durante tutto il periodo dell emergenza 48 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

49 Personale presente di Unità organizzativa diversa di quella dove è localizzato l evento incidentale. Il personale presente qualora non assegnato a particolari incarichi nel piano di emergenza avrà il compito di: non intralciare le operazioni di soccorso qualora venga a trovarsi nel piano o nell area interessata dall incidente; farsi seguire da eventuali fruitori della struttura ospedaliera per accompagnarli all esterno nei punti diraccoltaseguendo le apposite indicazioni del sistema delle vie di uscita; qualora venga richiesto da altri operatori del soccorso adoperarsi nel trasporto allettati ecc, mettersi a disposizione in generale degli altri operatori addetti propriamente al soccorso compresi ivigili del Fuoco. 49 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

50 Informazione e formazione antincendio È obbligo del datore di lavoro fornir e ai lavoratori un adeguata informazione e formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio (Allegato VII D.M. 10/03/1998). In particolare ogni lavoratore deve ricevere adeguata informazione su: a. rischi di incendio legati all attività attività svolta; b. rischi di incendio legati alle specifiche mansioni svolte c. misure di prevenzione e di protezione incendi adottate nel luogo di lavoro d. Ubicazione vie di uscita e. Procedure da adottare in caso di incendio f. Nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi e lotta antincendio g. Nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell azienda Nel caso del personale di una struttura ospedaliera, a contatto con un utenza particolarmente debole nella risposta agli incidenti è opportuno integrare la formazione obbligatoria con la formazione di base, per esempio con corsi della tipologia a rischio di incendio alto previsto dall Allegato IX al D.M. 10/03/ Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

51 Sperimentazione Generalmente qualsiasi pianificazione del sistema di risposta all emergenza deve essere sottoposta t ad una verifica sul campo in quanto talune procedure previste nel documento talvolta mal si conciliano con la realtà delle situazioni. La simulazione consente di apportare modifiche alle procedure per renderle più consone alla realtà locale e di inserire compiti in precedenza non previsti. Inoltre le simulazioni di incidenti e le relative prove di evacuazione consentiranno: al personale di familiarizzare con situazioni di emergenza e per verificare la propria risposta emotiva; alla struttura ospedaliera di accrescere il credito verso l opinione pubblica mostrando un attenzione particolare e concreta per la sicurezza 51 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

52 Coordinamento con i soccorsi esterni Risulta di grande importanza e nella pianificazione e nella simulazione il coordinamento con i soccorsi esterni, in massima parte Vigili ili del Fuoco in quanto nel nostro caso la componente sanitaria del soccorso è interna. Per garantire strategie di massima efficacia alcune simulazioni dovranno coinvolgere, in fase di preparazione e di esecuzione,anche Vigili del Fuoco con l obiettivo di accrescere la sinergia che dovrà aversi in caso di reale incidente. 52 Dr.ssa Maria Landi RSPP ASL Salerno ex Sa2

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