ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE BOSELLI ALBERTI

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1 0. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE BOSELLI ALBERTI Via S.G. Bosco, SAVONA Tel Fax Codice Fiscale Sezione associata ITC Boselli Savona Sezione associata ITC Pertini Varazze Sezione associata ITG Alberti - Savona

2 Versione del 01/09/2012 Il Dirigente Scolastico (Prof.ssa Maria Laura Tasso) 2

3 Versione del 17/09/ Responsabilità Riferimenti Definizioni Valutazione dei rischi Attività ordinaria Rischio di incendio Rischio di infortunio negli intervalli dell attività didattica Rischio di infortunio durante l educazione fisica Il lavoro ai videoterminali Le esercitazioni in laboratori Rischi particolari del personale non docente Misure di prevenzione Rischio d infortunio Rischi connessi a all uso di videoterminali Rischio di incendio Rischi particolari del personale non docente Modalità operative in caso di emergenza Emergenza incendio Evacuazione di emergenza Procedure per il primo soccorso Allegati...9 NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO Scopo e campo di applicazione La presente procedura ha lo scopo di informare tutto il personale docente, A.T.A. ed estraneo all Amministrazione nonché gli allievi, i genitori e i visitatori sulla valutazione dei rischi presenti all interno della scuola e le relative misure di prevenzione e protezione. 2.Responsabilità 1) Dirigente Scolastico: ha la responsabilità complessiva dell organizzazione della sicurezza nella scuola in quanto assume il ruolo e i compiti che la normativa assegna al datore di lavoro. Tra i compiti del Dirigente Scolastico riveste particolare rilevanza l elaborazione del documento sulla sicurezza e la designazione delle persone che fanno parte degli organismi permanenti. 2) Rappresentate del Lavoratori per la Sicurezza (RLS): designato fra i dipendenti e i rappresentati sindacali dei lavoratori (sono almeno in numero di due) esprime un parere circa la valutazione dei rischi, le misure di tutela, i programmi di formazione dei lavoratori; partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione contro i rischi e può visitare tutti i luoghi di lavoro. 3

4 3) Responsabile della Sicurezza Prevenzione e Protezione (RSPP): può essere un professionista esterno alla scuola, o un insegnante della stessa: egli visita i luoghi di lavoro, partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione, collabora alla formazione del personale. Il R.S.P.P. è una figura di riferimento per personale e docenti e viene consultato tutte le volte che si manifestano situazioni di rischio valutate o previste. La responsabilità globale della gestione della sicurezza resta comunque del capo d Istituto che deve controllare le capacità professionali di questo/i collaboratori. 4) Referenti del Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) è svolto da almeno due addetti designati dal Dirigente Scolastico; compito principale dell S.P.P. è dare un contributo ed un supporto tecnico al Capo d Istituto nella valutazione iniziale e revisione periodica dei rischi, nell individuazione delle misure di prevenzione, nella scelta dei mezzi di protezione collettivi più efficaci. Il Servizio di Pronto Soccorso (S.P.S.) e le Procedure per il Primo Soccorso: gli addetti al servizio di Pronto Soccorso, con specifica formazione, sono designati dal Capo d Istituto, sentito il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza; i lavoratori designati non possono rifiutare se non per giustificato motivo. I nomi degli addetti alla sicurezza sono affissi all albo della sicurezza. Il Servizio di Protezione Incendio ed Antincendio (SPILA)Il Capo di Istituto sentito le RRS designa i lavoratori incaricati di attuare il servizio di prevenzione incendi e lotta antincendio il compito degli addetti alla SPILA è quello di: - vigilare per far rispettare le disposizioni interne rispetto alla prevenzione incendi; - sensibilizzare i lavoratori e gli allievi alla prevenzione degli incendi; - vigilare perché vengano mantenute sgombre le vie di fuga predisposte nel piano di evacuazione rapida; - controllare le condizioni delle uscite antincendio delle porte tagliafuoco e le condizioni degli estintori, segnalando eventuali disfunzioni; - segnalare eventuali situazioni di pericolo d incendio; - segnalare l attivazione del sistema allarme antincendio e l intervento dei VV.FF. - mettere in opera in caso di bisogno gli estintori portatili per il primo intervento per il principio di incendio. 3. Riferimenti D.Lsg. 19 settembre 1994 n. 626 art. 21 Informazione dei lavoratori D.M. Pubblica Istruzione 29 settembre 1998, n. 382 D.M. Interno 10 marzo 1998 Informazione e formazione antincendio T.U. 81/ Definizioni Rischio: probabilità più o meno misurabile che si verifichi un fatto negativo, un danno. Infortunio: incidente involontario, connesso all attività lavorativa o alle operazioni della vita quotidiana, con conseguenze anche gravi per la salute. 5.Valutazione dei rischi 5.1 Attività ordinaria L attività ordinaria che si svolge all interno della scuola, se eseguita con normale diligenza, in generale non comporta rischi particolari per la sicurezza e la salute degli operatori e degli allievi. Condizione essenziale per mantenere un buon livello di sicurezza è l uso corretto e prudente delle strutture, delle suppellettili e degli impianti. 4

5 5.2 Rischio di incendio Speciale attenzione deve essere prestata alla prevenzione del rischio incendio, evento infrequente nella scuola, ma potenzialmente catastrofico. Perciò è fatto obbligo a tutti di rispettare rigorosamente il divieto di fumo segnalato da appositi cartelli. E fatto obbligo a tutti di usare gli apparecchi elettrici rispettando le prescritte modalità d uso. E vietato: - usare fiamme libere - gettare mozziconi accesi, fiammiferi o altro materiale incandescente nei cestini dei rifiuti, sul pavimento e in prossimità degli arredi - accumulare rifiuti o materiali combustibili nei ripostigli e nei locali di sgombero - fare un uso improprio degli interruttori e delle prese della corrente elettrica - ingombrare le vie di fuga con suppellettili o altri ostacoli, nonché bloccare l apertura delle uscite di sicurezza E opportuno tenere chiuse le porte resistenti al fuoco. 5.3 Rischio di infortunio negli intervalli dell attività didattica Anche nell attività scolastica ordinaria è necessario evidenziare alcune situazioni che possono provocare degli infortuni, se l attività stessa non si svolge in forma ordinaria e nel rispetto delle disposizioni impartire. In particolare il rischio d infortuni risulta più probabile: - nelle aree di pertinenza della scuola, esterne o interne, soprattutto prima e alla conclusione dell attività didattica - negli spazi comuni dell edificio durante l ingresso e l uscita degli allievi all inizio e al termine delle lezioni - nei locali adibiti al pre-scuola - durante gli spostamenti da un aula all altra, per svolgere particolari attività - durante il trasferimento nei locali della mensa - durante l intervallo per la ricreazione - al termine di ciascuna lezione, quando gli insegnanti si alternano 5.4 Rischio di infortunio durante l educazione fisica Rischi specifici d infortunio sono presenti durante lo svolgimento dell educazione fisica anche in relazione con le difficoltà proprie di ciascun esercizio e con l uso di attrezzi. Gli insegnati adegueranno gli esercizi all età e alle caratteristiche individuali degli allievi. Gli allievi debbono eseguire solo gli esercizi programmati e secondo le istruzioni ricevute. I collaboratori scolastici collaborerà coi docenti per il controllo, anche igienico, dei locali e delle attrezzature. 5.5 Il lavoro ai videoterminali L uso prolungato degli apparecchi muniti di videoterminali può comportare: - disturbi alla vista - disturbi muscolari e scheletrici Generalmente questi disturbi sono dovuti: - ad una illuminazione poco idonea dell ambiente di lavoro - ad un impegno della vista troppo ravvicinato e senza pause, con conseguente affaticamento - ad una postazione del luogo di lavoro poco corretta dal punto di vista ergonomico, con conseguenti posture errate del corpo 5

6 5.6 Le esercitazioni in laboratori Rischi specifici per la salute e la sicurezza delle persone possono insorgere anche durante le attività didattiche svolte nei laboratori, in relazione con la natura delle esercitazioni, la pericolosità delle apparecchiature e dei materiali utilizzati. Gli allievi sono invitati a prendere visione delle norme d uso affisse all ingresso dei singoli laboratori e della cartellonistica esposta e ad osservare scrupolosamente le prescrizioni e i divieti, chiedendo ai docenti o ai collaboratori tecnici eventuali chiarimenti in merito. L attività di laboratorio viene programmata a cura del docente preposto. 5.7 Rischi particolari del personale non docente Altri rischi specifici sono connessi con alcune attività che rientrano nelle mansioni del personale non docente, come l uso di macchine elettriche da ufficio, fotocopiatrici, attrezzature e prodotti per le pulizie. L uso di queste apparecchiature è stato regolamentato, tenendo conto anche del rischio d incendio che può derivarne. Il personale addetto deve rispettare le istruzioni del fabbricante e le norme della buona tecnica, segnalare ogni eventuale anomalia di funzionamento. 6. Misure di prevenzione Per prevenire il rischio d infortunio nelle suddette situazioni, sono state adottate queste misure: 6.1 Rischio d infortunio - l uso delle aree di pertinenza è stato regolamentato mediante il regolamento degli alunni e della procedura Vigilanza alunni: la vigilanza all entrata e all uscita degli alunni spetta ai Collaboratori Scolastici; dopo l entrata spetta agli Insegnanti. Anche quando escono dall aula autorizzati dal docente, questi rimane ed è responsabile. il personale è invitato a collaborare per reprimere eventuali comportamenti pericolosi; - i collaboratori scolastici dell URP e ai piani vigilano l ingresso degli alunni affinché rispettino il regolamento d istituto; in particolare evitano che gli alunni corrano per le scale. I Collaboratori Scolastici che osservano comportamenti scorretti dovranno comunicarlo al Dirigente Scolastico; - gli spostamenti delle classi da un aula all altra debbono avvenire sempre sotto vigilanza del docente o di altro personale chiamato a sostituirlo; - l alternarsi dei docenti nelle classi deve avvenire senza interruzione della vigilanza che, all occorrenza, sarà effettuata momentaneamente svolta dal personale non docente presente al piano; 6.2 Rischi connessi a all uso di videoterminali Per ridurre l affaticamento e rischi della vista connessi all uso di videoterminali è necessario: - eliminare o schermare le superfici lisce e riflettenti nell ambiente di lavoro; - orientare il videoterminale in modo da non avere sorgenti luminose anteriori o posteriori allo schermo, evitando riverberi e abbagliamenti; - far in modo che le sorgenti luminose a soffitto, se non schermate, rimangono al di fuori della direzione dello sguardo; - i caratteri sullo schermo debbono essere definiti e l immagine stabile; - la distanza degli occhi dallo schermo dovrebbe essere compresa tra i 50 e i 70 centimetri. Per ridurre i disturbi scheletrici o muscolari è consigliabile adottare una corretta postura come illustrato in figura: 6

7 6.3 Rischio di incendio Al fine di prevenire il rischio d incendio è necessario: - prendere visione delle attrezzature di sicurezza, con particolare attenzione agli estintori nelle vicinanze dei posti di lavoro abituale; - identificare le vie di fuga predisposte per ciascuna area dell edificio e quella più diretta mente accessibile dal posto di lavoro. 6.4 Rischi particolari del personale non docente Al fine di ridurre il verificarsi di infortuni connessi con alcune attività che rientrano nelle mansioni del personale non docente, come l uso di macchine elettriche da ufficio, fotocopiatori, attrezzature e prodotti per la pulizia, il personale addetto deve rispettare le istruzioni del fabbricante e le norme della buona tecnica, attivare i dispositivi di protezione collettiva ed individuale, segnalare ogni eventuale anomalia di funzionamento. L uso e la conservazione dei prodotti pericolosi debbono avvenire nel rispetto della normativa di sicurezza specifica e delle disposizioni di servizio. 7. Modalità operative in caso di emergenza 7.1 Emergenza incendio In caso di principio di incendio: - avvisare uno degli addetti al Servizio di Lotta Antincendio (SPILA) - adoperarsi per spegnere il focolaio azionando correttamente l estintore, solo se ciò non comporta un rischio per la propria persona - allontanarsi dal locale chiudere la porta, dopo aver controllato che nessuno sia rimasto dentro - nell impossibilità di avvertire uno degli addetti, avvertire qualcuno del personale, o azionare l allarme antincendio - eseguire le procedure previste per l Evacuazione di Emergenza (vedi Piano di Evacuazione) 7

8 7.2 Evacuazione di emergenza - Identificare e memorizzare l uscita di sicurezza e la via di fuga predisposte per il proprio posto di lavoro abituale, secondo il Piano di Evacuazione; - Memorizzare la modalità di apertura delle porte di sicurezza; - In caso di emergenza, non usare ascensori per la fuga; - In caso di emergenza tutto il personale è obbligato a collaborare nelle forme previste dal Piano di Evacuazione, per salvaguardare l incolumità degli allievi, oltre che la propria; Al segnale di allarme: - evitare ogni forma di panico, non agitarsi, non gridare; - muoversi rapidamente, insieme col gruppo di appartenenza, verso l uscita di sicurezza prestabilita; - controllare che nessuno sia rimasto nel locale; - chiudere la porta del locale che si abbandona; - seguire con il proprio gruppo la via di fuga fino al luogo sicuro prestabilito, secondo il Piano di Evacuazione (vedere allegato) e seguire le direttive degli addetti al Servizio di Gestione delle Emergenze. 7.3 Procedure per il primo soccorso E stato istituito presso l istituto un Ambulatorio Medico con l attrezzatura minima di presidi sanitari per eventuali procedure di pronto soccorso, situato nella sede dei Geometri vicino al locale centralino. In ogni sede associata deve essere disponibile l attrezzatura minima col materiale occorrente per il Primo Soccorso : sia nella sede dei Ragionieri. sia nella sede dei Geometri, sia in Palestra è presente una dotazione minima di presidi sanitari di pronto soccorso, in particolare nella Palestra sono disponibili, altresì, le seguenti attrezzature: - kit completo di respiratore artificiale; - Bombolette di ossigeno; - Misuratore di pressione; - Misuratore per fiato. In caso di infortunio o di malore di una persona nella scuola, tutti i presenti, dipendenti e allievi, sono tenuti ad attivarsi, ricordando che la sua vita spesso dipende dalla rapidità del soccorso: - non rimuovere l infortunato, ma avvertire subito un addetto al Servizio di Pronto Soccorso o comunque qualcuno del personale; - collaborare con gli addetti del Servizio Primo Soccorso ed eventualmente chiamare l Emergenza Sanitaria 118; - se l infortunato è in stato comatoso cercare di mantenere libere le vie respiratorie facendogli assumere la posizione di sicurezza (vedi figura); - se vi è stata l esposizione ad una sostanza tossica o corrosiva consegnare agli addetti del Servizio di Primo Soccorso l etichetta; - in caso di ustioni sciacquare abbondantemente, ma delicatamente, le lesioni con acqua fredda, - in caso di ingestione con sostanze tossiche o corrosive far sciacquare la bocca con acqua che deve essere successivamente espulsa, far bere solo acqua, non provocare il vomito, se il soggetto è incosciente non tentare di farlo bere e tenere libere le vie respiratorie; 8

9 - in caso di contatto con sostanze tossiche o corrosive sciacquare abbondantemente con acqua evitando qualsiasi contatto con la sostanza nociva; - in caso di inalazione di sostanze tossiche evitare di inalare le stesse sostanze, aprire le porte e le finestre per favorire l aerazione e se è possibile portare il soggetto all aria aperta; - se l infortunato non respira praticare la respirazione bocca a bocca se non si è capaci far accorrere qualcuno che sia in grado di farlo. 8. Allegati Allegato n. 1 Organigramma Servizio di Prevenzione e Protezione Allegato n. 2 Piano di Evacuazione 9

10 Allegato n. 1 Organigramma Servizio di Prevenzione e Protezione 1. Responsabile Sicurezza Dirigente Scolastico Prof. Maria Laura Tasso 1. Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) D Ovidio Franz 2. Responsabile della Sicurezza Prevenzione e Protezione (RSPP) SANFILIPPO Giuseppe 3. REFERENTE di PLESSO) Sezione staccata PERTINI Varazze: BERTOLOTTO Alberta Sezione staccata ALBERTI Savona: DABOVE Ezio 4. Servizio di Primo Soccorso (SPS) Sede BOSELLI Savona Gangarossa Vicenzina Sezione ALBERTI Savona: BASSETTO Bianca Rosa INCORVAIA Concetta MONACO Giovanni Sezione PERTINI Varazze GALLIZIO Patrizia 5. Servizio Protezione Incendio ed Antincendio (SPILA) Sezione ALBERTI Savona: BASSETTO Bianca Rosa INCORVAIA Concetta MONACO Giovanni Sezione PERTINI Varazze GALLIZIO Patrizia Sede BOSELLI Savona MORGANTE Annunziata VIGNETTA Luisa ZURZOLO Laura 10

11 Allegato n. 2 Piano di evacuazione ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PAOLO BOSELLI DI SAVONA ISTRUZIONI DI SICUREZZA Al segnale di allarme: PIANO DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO SCOLASTICO SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Mantieni la calma. Interrompi immediatamente qualsiasi attività. Lascia in aula tutto l equipaggiamento (zaino, libri, abiti e altro). Incolonnati dietro il compagno aprifila. Cammina in modo sollecito, senza soste e senza spingere i compagni. Non correre e non gridare. Collabora con l Insegnante mantenendo l unità della classe. Segui la via di fuga indicata nella planimetria affissa all interno dell aula. Non usare l ascensore. Raggiungi la zona di raccolta indicata dal piano di evacuazione. Rispondi all appello dell Insegnante per la compilazione del modulo di evacuazione. NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO Se ti trovi all interno degli edifici: 11

12 Mantieni la calma. Non precipitarti fuori finchè dura la scossa. Resta in classe e riparati sotto il banco, sotto l architrave della porta o vicino ai muri portanti. Allontanati dalle finestre, porte con vetri o armadi, perchè potrebbero cadere e ferirti. Se ti trovi nei corridoi, nel vano scala o nei servizi, rientra nella tua classe o in quella più vicina. Dopo il terremoto, all ordine di evacuazione, abbandona l edificio seguendo le istruzioni di sicurezza sopra indicate. Se ti trovi all aperto: Allontanati dagli edifici, dagli alberi, dai lampioni e dalle linee elettriche. Cerca un posto dove non hai nulla sopra di te: se non lo trovi, cerca riparo sotto strutture stabili come una panchina. Non sostare sotto cavalcavia o ponti in genere. Non andare né sostare sulla spiaggia per il pericolo di onde anomale. Non avvicinarti ad animali spaventati. NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCENDIO Mantieni la calma. Se l incendio si è sviluppato in classe, esci subito chiudendo la porta. Se l incendio si è sviluppato fuori della classe ed il fumo rende impraticabili le scale ed i corridoi, chiudi bene la porta e cerca di sigillare le fessure con panni possibilmente bagnati. Apri le finestre e, senza sporgerti troppo, chiedi soccorso. Se il fumo non ti fa respirare, filtra l aria attraverso un fazzoletto, meglio se bagnato, e sdraiati a terra perché il fumo tende a salire verso l alto. 12

13 EVACUAZIONE RAPIDA IN CASO DI EMERGENZA In ogni classe vengono individuati: 1) Alunno aprifila (l alunno più vicino alla porta della classe e al percorso di uscita) 2) 2) Alunno chiudifila (l alunno più lontano dalla porta della classe) Nel caso in cui suoni l allarme per l evacuazione rapida dell Istituto (tre squilli di avvisatore acustico in successione) si dovranno tenere i seguenti comportamenti: 1) L alunno aprifila aprirà la porta della classe e, verificato che non vi siano impedimenti, si muoverà verso l uscita di sicurezza. Indicata sulla piantina appesa alla porta dell aula, per recarsi al punto di raccolta nel cortile. 2) I compagni lo seguiranno ordinatamente, senza correre e senza urtarsi a scavalcarsi. 3) L alunno chiudifila uscirà per ultimo, dopo aver verificato che tutti i compagni abbiano abbandonato l aula. 4) Il docente presente nell aula avrà cura di: coordinare tutte le operazioni sopra indicate; portare il registro di classe al punto di raccolta; compilare il modulo di evacuazione, da consegnare senza indugio al Centro di Coordinamento Operativo. 13

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