INCONTRO FORMATIVO CON I DSGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DELLA RETE DI SCUOLE PATAVIUM

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1 INCONTRO FORMATIVO CON I DSGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DELLA RETE DI SCUOLE PATAVIUM Istituto Scalcerle - Padova 28 marzo 2014 Guida all anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. - Incarichi conferiti ai dipendenti pubblici - Incarichi conferiti dalla PA a consulenti esterni - Tipologie contrattuali - Obblighi di trasparenza - Fonti 1

2 S o m m a r i o 1. Regime autorizzatorio 2. Casi di incompatibilità 3. Esercizio della libera professione 4. Prestazione occasionale 5. Collaborazioni plurime 6. Collaborazione coordinata e continuativa co.co.co. 7. Incarichi a titolo gratuito 8. Uso dei vaucher nelle prestazioni occasionali 9. Obblighi inerenti alla trasparenza 10. Violazione degli obblighi di trasparenza e sanzioni 11. Incarico di RSPP 12. Revisori dei conti 13. Conversatore di madrelingua 14. Regolamento attività negoziale per i contratti di prestazione d opera per l arricchimento dell offerta formativa Fonti NB: Le parole o frasi sottolineate, nell indice e nel testo, sono collegamenti ipertestuali. 2

3 Regime autorizzatorio degli incarichi (torna al sommario) 1.1 Autorizzazione a svolgere ulteriori incarichi rivolta, all amministrazione di appartenenza del dipendente pubblico, dal dipendente o dal soggetto conferente. (d.lgs 165/2001, art. 53, c. 10) La richiesta di autorizzazione a svolgere un determinato ulteriore incarico può essere inoltrata da entrambi i soggetti. Generalmente viene richiesta dal dipendente. Infatti, all art. 10, c. 10, il d.lgs 165/2001 dispone che l'autorizzazione deve essere richiesta all'amministrazione di appartenenza del dipendente dai soggetti pubblici o privati, che intendono conferire l'incarico; può, altresì, essere richiesta dal dipendente interessato. 1.2 Casi in cui non necessità l autorizzazione per incarichi conferiti ai pubblici dipendenti e quindi non è previsto l inserimento nell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. (d.lgs 165/2001, art. 53, cc. 2,6,8,9) (torna al punto 7) Innanzitutto, la norma definisce gli incarichi retribuiti: ( ) Gli incarichi retribuiti, di cui ai commi seguenti, sono tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso.( ) art. 53, c. 6, d.lgs 165/2001. L autorizzazione deve essere sempre richiesta sia per incarichi retribuiti che non retribuiti, con le seguenti eccezioni: - incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni, compresi nei compiti e doveri di ufficio, che siano espressamente previsti o disciplinati da legge o altre fonti normative; - incarichi conferiti a dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa fino al cinquanta per cento di quella a tempo pieno; - incarichi conferiti a docenti universitari a tempo definito; - incarichi conferiti ai dipendenti pubblici ai quali è consentito, ope legis, lo svolgimento di attività libero-professionali; - incarichi per collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili: - incarichi dai quali discende un utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; - incarichi per partecipazione a convegni e seminari; - incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate; - incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo; - incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita; - incarichi per formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica. 3

4 1.3 Conseguenze in caso di inadempimento dell obbligo di richiesta dell autorizzazione per un ulteriore incarico conferito dalla pubblica amministrazione. (d.lgs 165/2001, art. 53, c.c. 2,6,8) L incarico conferito in assenza della prescritta autorizzazione costituisce sempre infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento, fatte salve le eventuali sanzioni più gravi. Il relativo provvedimento di conferimento è nullo di diritto. Qualora il compenso previsto gravi sul bilancio dell'amministrazione conferente, questo è versato all'amministrazione di appartenenza del dipendente incrementando il fondo destinato alla retribuzione di produttività della categoria di personale alla quale appartiene il soggetto al quale è stato conferito l incarico. L omissione del versamento costituisce ipotesi di danno erariale soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti. 1.4 Conseguenze in caso di inadempimento dell obbligo di richiesta dell autorizzazione per un ulteriore incarico conferito da enti pubblici economici e soggetti privati. (d.lgs 165/2001, art. 53, c. 8) (torna a 10.2) In caso di inosservanza dell adempimento autorizzatorio si applica la disposizione dell'articolo 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed integrazioni; cioè, oltre alle sanzioni per le eventuali violazioni tributarie o contributive, si applica una sanzione pecuniaria pari al doppio degli emolumenti corrisposti sotto qualsiasi forma. 1.5 Ambito soggettivo nell adempimento della comunicazione all anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. In generale l onere dell inserimento nell anagrafe delle prestazioni grava sull amministrazione autorizzante (cioè l amministrazione del dipendente). Ricordiamo che per il revisore dei conti in rappresentanza del MIUR, deve adempiere la comunicazione l Istituzione scolastica (cfr. punto 12.1). 4

5 Casi di incompatibilità (torna al sommario) 2.1 Casi di incompatibilità. La materia dell incompatibilità presenta numerose fattispecie ricondotte a diversi atti normativi; si può affermare che esistono casi di incompatibilità generali, quindi che riguardano anche il personale scolastico, e casi più specifici al personale scolastico stesso. Inoltre la recente l. 190/2012, cd. anticorruzione ha introdotto alcune modifiche al d.lgs 165/2001 anche in tema di incompatibilità. In particolare, il nuovo art. 3-bis, del d.lgs 165/2001, prevede che il Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con i ministri interessati, con appositi regolamenti (tutt oggi non ancora emanati) individui gli incarichi vietati. Quindi, in attesa delle novità regolamentari, cerchiamo di fornire un quadro riassuntivo delle principali incompatibilità a normativa vigente: dipendenti pubblici in generale (d.lgs 165/2001, art. 53, cc. 1-bis, 2, 5 - d.p.r. 3/1957, art. 60, 61) 1. gli impieghi pubblici non sono cumulabili, salvo le eccezioni stabilite da leggi speciali; 2. incarichi, non compresi nei compiti e doveri d ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da specifiche norme o che non siano espressamente autorizzati; 3. incarichi di gestione del personale a soggetti che rivestono o abbiano rivestito (negli ultimi due anni) cariche in partiti politici e OO.SS. o che abbiano avuto (negli ultimi due) con quest ultime, rapporto di collaborazione continuativa; 4. incarichi che presentino controindicazioni nell interesse del buon andamento della pubblica amministrazione; 5. incarichi che presentino situazioni di conflitto, anche potenziale, che pregiudichino l esercizio imparziale delle funzioni proprie del dipendente; 6. il dipendente non può esercitare il commercio, l'industria, né alcuna professione (ad esclusione dei docenti cfr. art. 508, c. 15, d.lgs 297/1994) o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all'uopo intervenuta l'autorizzazione del Ministro competente; personale scolastico (d.lgs 297/1994, art. 508) 1. incarichi per lezioni private ad alunni del proprio istituto; 2. il personale scolastico non può esercitare il commercio, l'industria, né alcuna professione (ad esclusione dei docenti cfr. art. 508, c. 15, d.lgs 297/1994: Al personale docente è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l orario di insegnamento e di servizio ) o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all'uopo intervenuta l'autorizzazione del MIUR. 5

6 2.2 Conseguenze in caso di svolgimento di un determinato incarico per il quale solo successivamente l amministrazione individua una fattispecie di incompatibilità. L incarico è nullo di diritto e deve essere revocata l autorizzazione a suo tempo concessa. L intero compenso deve essere versato dall erogante, in difetto, dal percettore, nel bilancio dell amministrazione di appartenenza dell incaricato per essere destinato a incrementare i fondi destinati alla produttività. L omissione del versamento costituisce ipotesi di danno erariale soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti. 2.3 Casi di incompatibilità nella prestazione occasionale. Quando parliamo di prestazione occasionale ci riferiamo a incarichi conferiti a soggetti esterni alla pubblica amministrazione. In via generale devono essere seguiti i criteri relativi all interesse del buon andamento della pubblica amministrazione. Secondariamente, quanto alla natura dell incarico, devono essere seguite le specifiche norme che ne disciplinano l ambito e i limiti di attribuzione. 6

7 Esercizio della libera professione (torna al sommario) 3.1 Soggetti abilitati all esercizio della libera professione. A mente dell art. 508, c. 15, del d.lgs 297/1994, la libera professione (cioè con iscrizione agli albi professionali) può essere svolta dal docente, infatti il richiamato articolo così recita: Al personale docente è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l orario di insegnamento e di servizio. 3.2 Comportamenti da seguire dalla PA in caso di richiesta di autorizzazione allo svolgimento della libera professione per attività che non prevedono l iscrizione all albo professionale. In Italia è in corso, da almeno due decenni, un vivace dibattito sia a livello politico sia con le parti sociali, circa la possibilità di abrogare gli albi professionali. Per gli scopi che ci prefiggiamo è opportuno precisare due aspetti fondamentali. L art c.c. - Esercizio delle professioni intellettuali al primo comma così recita: La legge determina le professioni intellettuali [c.c. 2068, 2956, n. 2] per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi [c.c. 2061]. Ricordiamo che il dipendente non può esercitare il commercio, l'industria, né alcuna professione (ad esclusione dei docenti cfr. art. 508, c. 15, d.lgs 297/1994); Inoltre, ai docenti iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale non possono essere conferiti incarichi professionali dalle amministrazioni pubbliche; gli stessi dipendenti non possono assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione (art. 1, c. 56-bis, l. 662/1996). Pertanto, nel nostro caso, quando parliamo di libera professione, intendiamo un attività che preveda l iscrizione ad uno specifico albo. In conclusione, deve essere rigettata la richiesta di autorizzazione a svolgere un attività libero professionale se non inquadrata nei predetti ambiti normativi. Diversamente collocata è la «professione non organizzata in ordini o collegi», che non può esere annoverata nelle libere professioni. Infatti, la recente l. 14 gennaio 2013, n. 4, disciplina tale attività che così viene definita, al c. 2 dell art. 1: ( ) si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'art del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative. Al fine di fornire un utile sinossi, nelle due pagine seguenti sono elencati gli Ordini professionali (sia Albi sia Collegi) italiani con a fianco il riferimento normativo di istituzione. 7

8 Ordini professionali italiani In Italia gli ordini professionali riconosciuti dalla legge, per il cui accesso è necessario il diploma di laurea sono (in ordine di attuazione): il Consiglio nazionale del notariato, quale federazione dei "Collegi notarili" ai sensi della l. n. 89/1913; il Consiglio nazionale ingegneri, ai sensi della legge n. 1395/1923, del r.d. n. 251a 37/1925, del d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 382; il Consiglio nazionale dei chimici, ai sensi del r.d. del 1º marzo 1928, n. 842, della l. 25 aprile 1938, n. 897, del d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 382; l'ordine nazionale forense, quale federazione degli ordini degli avvocati, ai sensi del r.d.l. 27 novembre 1933 n conv. nella legge 22 gennaio 1934 n. 36, ora modificato con legge 31 dicembre 2012 n. 247, che richiede in parte provvedimenti di attuazione; il Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (ex Consiglio nazionale architetti), ai sensi della l. n. 1395/1923, che ha assunto la sua attuale denominazione ai sensi del d.p.r. n. 328/2001; l'ordine nazionale degli attuari, ai sensi della l. 9 febbraio 1942, n. 194; la Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, ai sensi del d.lgs.c.p.s. 13 settembre 1946, n. 233; la Federazione nazionale ordini veterinari italiani, ai sensi del d.lgs.c.p.s. 13 settembre 1946, n. 233 e d.p.r. 5 aprile 1950, n. 221; la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, ai sensi del d.lgs.c.p.s. 13 settembre 1946, n. 233; l'ordine nazionale dei giornalisti, ai sensi della l. 3 febbraio 1963, n. 69, che in verità non prevede l'obbligo del possesso della laurea; il Consiglio nazionale dei geologi, ai sensi della l. 3 febbraio 1963, n. 112; l'ordine nazionale dei biologi, ai sensi della l. 24 maggio 1967, n. 396; l'ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, ai sensi della l. 7 gennaio 1976, n. 3; l'ordine nazionale dei consulenti del lavoro, che ai sensi della l del 1964 e della l. 11 gennaio 1979, n. 12 non prevedeva l'obbligo della laurea, ma solo di un qualsiasi diploma di scuola media superiore, leggi modificate infine nel 2007 con l'obbligo della laurea triennale; l'ordine nazionale degli psicologi, ai sensi della l. 18 febbraio 1989, n. 56; l'ordine degli assistenti sociali, ai sensi della l. 23 marzo 1993, n. 84; l'ordine dei tecnologi alimentari, ai sensi della l. 18 gennaio 1994, n. 59; l'ordine dei consulenti in proprietà industriale, ai sensi del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, recante Codice della proprietà industriale, (artt. 201 e ss.); l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, quale nuovo unificato da ex Ordine dei dottori commercialisti e da ex Collegio dei Ragionieri, prevista dal d.lgs. 28 giugno 2005, n. 139; 8

9 Qualora si tratti invece di professioni per il cui accesso sia sufficiente il diploma di un istituto secondario di secondo grado si parlerà di Collegio, di recente aperto anche ai laureati con diploma di laurea triennale. Essi sono: il Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, ai sensi del r.d. 11 febbraio 1929, n. 275; il Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, ai sensi del r.d. 11 febbraio 1929, n. 274 e del d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 382; la Federazione nazionale dei collegi delle ostetriche, ai sensi del d.lgs.c.p.s. 13 settembre 1946, n. 233; la Federazione nazionale collegio degli infermieri e dei vigilanti dell'infanzia, ai sensi della l. 29 ottobre 1954, n. 1049; il Collegio provinciale dei tecnici di radiologia e relativa Federazione nazionale, ai sensi della l. 4 agosto 1965, n. 1103; il Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, ai sensi della l. 6 giugno 1986, n. 251; i Collegi regionali e provinciali delle guide alpine, ai sensi della legge quadro 2 gennaio 1989, n. 6; i Collegi regionali e provinciali dei maestri di sci ai sensi della legge quadro 8 marzo 1991, n.81; il Consiglio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati, ai sensi della l. 21 febbraio 1991, n. 54. Vi sono poi degli organismi che pur gestendo un albo non sono costituiti in forma di ordine professionale, come ad esempio l'albo unico dei promotori finanziari, ai sensi del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58; Per completezza, è da ricordare che, nonostante la tendenza generale sino al 2012 sia a riconoscere sempre più professioni organizzate, alcuni ordini professionali sono stati invece aboliti, ad esempio: il Consiglio nazionale degli ordini degli agenti di cambio e procuratori di borsa, esistito fra il 1967 ed il

10 Prestazione occasionale (torna al sommario) (torna a 11.3) 4.1 Aspetti identificativi della prestazione occasionale. Quella del lavoratore autonomo occasionale è una tipologia ben precisa di rapporto di lavoro, ovviamente non riferita al dipendente pubblico. Dalla lettura dell art c.c. si evince che il lavoratore autonomo occasionale è: - chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio; - senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale. Rispetto alla co.co.co. la prestazione occasionale si distingue per: - la completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione dell incarico; - l assenza di potere di coordinamento del committente; - la mancanza del requisito della continuità, dato il carattere del tutto episodico; - il mancato inserimento funzionale del lavoratore nell organizzazione aziendale. Inoltre, è bene ricordare che l art. 61, c. 2, del vigente d.lgs 276/2003 (cd. legge Biagi) così delinea le prestazioni occasionali: ( ) intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare ovvero, nell ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore, con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro, ( ). Per approfondimenti circa gli aspetti contributivi si consiglia la consultazione del sito istituzionale dell INPS: 4.2 Possibilità di annoverare fra le prestazioni occasionali l ulteriore incarico attribuito al dipendente pubblico. Gli incarichi attribuiti al dipendente pubblico difficilmente sono configurabili nella tipologia della prestazione occasionale. Il dipendente può ricevere un incarico nell ambito degli istituti disciplinati dal contratto di comparto e per il relativo compenso si attinge dal fondo d istituto; per tale incarico non è previsto l inserimento né nell anagrafe delle prestazioni né nel sito web istituzionale. Il trattamento fiscale e previdenziale è il medesimo adottato per il salario accessorio; si ricorda che per l erogazione del salario accessorio viene utilizzata l applicazione cd. cedolino unico cui si accede attraverso il portale NoiPA del Ministero dell economia e delle finanze. Il dipendente può, altresì, essere destinatario di un ulteriore incarico opportunamente autorizzato; in questo caso è soggetto solamente alle imposizioni dell IRAP e dell IRPEF. 10

11 Collaborazioni plurime (torna al sommario) 5.1 Differenze fra collaborazioni plurime del docente e del personale ATA. Esiste solo una differenza procedurale (cfr. 5.3) per l autorizzazione allo svolgimento dell incarico attribuito al personale ATA che può essere concessa dal dirigente scolastico sentito il DSGA. Mentre per il docente è sufficiente l autonoma autorizzazione del dirigente scolastico. 5.2 Caso in cui viene attribuito un incarico per corsi di recupero ad un estraneo e, nel corso del suo svolgimento, questi è destinatario anche di una supplenza temporanea presso una scuola statale. Caso contrario. In queste due particolarissime fattispecie, si ritiene di non intervenire modificando l inserimento già effettuato perché, in entrambi i casi, al momento dell immissione dei dati nell anagrafe delle prestazioni la qualità giuridica dell incaricato obbliga alla scelta dell idonea sezione presente nella maschera di inserimento dei dati: dipendente o consulente. Il primitivo inserimento è considerato corretto, essendo intervenuta solo successivamente la modifica dello status giuridico dell incaricato. 5.3 Le Collaborazioni plurime, previste dall art. 35 del CCNL, e l anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. L incarico per collaborazione plurima non deve essere comunicato all anagrafe delle prestazioni. Si tratta di un istituto contrattuale disciplinato nell idoneo CCNL di comparto (http://www.aranagenzia.it/index.php/contrattazione/comparti/scuola/contratti/512- ccnl-normativo economico #art.%2035%20- %20COLLABORAZIONI%20PLURIME), quindi è retribuito con le risorse del fondo d istituto. Analogamente a quanto previsto per qualsiasi istituto contrattuale retribuito con detto fondo, l incarico non deve essere inserito nell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. Si rammenta che, per essere svolta, la collaborazione plurima necessita dell autorizzazione dal dirigente scolastico. 11

12 5.4 Possibilità di annoverare i corsi di recupero nelle collaborazioni plurima. Potrebbero rientrare se rispondono all esigenza, da parte della scuola conferente, della necessità di disporre di particolari competenze professionali non presenti o non disponibili nel corpo docente dell istituzione scolastica propria. Ad ogni buon fine, se trattasi di collaborazione plurima, si rimanda alla lettura del punto

13 Collaborazione coordinata e continuativa co.co.co. (torna al sommario) 6.1 Fattispecie per l applicazione della co.co.co. Questa tipologia di contratto non sembra più trovare grande utilizzazione nella pubblica amministrazione. A grandi linee, la co.co.co. è un contratto di lavoro ibrido di tipo parasubordinato (cioè né di tipo autonomo né di tipo subordinato ma, comunque, assimilabile al lavoro dipendente) le cui caratteristiche sono rinvenibili nell art. 409 c.p.c. (controversie individuali di lavoro), peraltro richiamato anche dall art. 61, c. 1, del d.lgs 276/2003 (cd. legge Biagi). Fondamentalmente la co.co.co.: - è una collaborazione con il committente; - presenta continuità nella prestazione; quindi non occasionalità; - definisce un rapporto funzionale tra committente e prestatore; - richiede l inserimento del prestatore nell organizzazione della struttura. Trattandosi di argomento complesso che richiede un analisi ad esso dedicata, per eventuali approfondimenti si rimanda alla consultazione del citato d.lgs 276/2003 e della circolare 15 luglio 2004, n. 4, con la quale il Dipartimento della funzione pubblica si è espressa sull argomento. 13

14 Incarichi a titolo gratuito (torna al sommario) 7.1 Gli adempimenti per gli incarichi a titolo gratuito. Ai fini dell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi, il comma 12, dell art. 53, del d.lgs 165/2001, così come modificato dall art. 1, comma 42, lett. f), l. 6 novembre 2012, n. 190, prevede che: Le amministrazioni pubbliche che conferiscono o autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito, ai propri dipendenti comunicano in via telematica, nel termine di quindici giorni, al Dipartimento della funzione pubblica gli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti stessi ( ). Quindi anche gli incarichi gratuiti, conferiti ai dipendenti, devono essere comunicati tramite l anagrafe delle prestazioni e degli incarichi; tuttavia il Piano Nazionale Anticorruzione (pubblicato sul sito del Dipartimento della funzione pubblica e consultabile al seguente link: 3 approvato-dalla-civit-il-pna.aspx ) prevede al punto B.7, ( ) continua comunque a rimanere estraneo al regime delle autorizzazioni e comunicazioni l espletamento degli incarichi espressamente menzionati nelle lettere da a) a f-bis) del comma 6 dell art. 53 del d.lgs n. 165 del 2001 ( ). Per l elencazione delle fattispecie, richiamate dal citato paragrafo B.7, si rimanda al punto Comportamenti e conseguenze all evidenza, successiva all autorizzazione, dell onerosità dell incarico. Innanzitutto è necessario modificare l atto autorizzativo che conteneva la dicitura gratuito, avendo cura di specificare le motivazioni per le quali si è dovuto modificare e come si è giunti alla conoscenza dell onerosità dell incarico. Se l incarico, originariamente gratuito, è stato già inserito nell anagrafe delle prestazioni, si possono seguire due strade: - se non è stata inviata la prevista dichiarazione di chiusura adempimento, richiamare l incarico e modificare nelle parti interessate; - se, invece, è stata inviata la prevista dichiarazione di chiusura adempimento, è necessario contattare l apposito help desk del Dipartimento della funzione pubblica (i cui riferimenti telefonici e mail sono rintracciabili sul sito dell anagrafe delle prestazioni e richiedere lo sblocco di detta dichiarazione. Dopodiché dovrebbe essere possibile modificare i dati dell incarico. Se non fossero percorribili le due ipotesi, si consiglia di inserire un identico incarico exnovo avendo cura di specificare anche il compenso successivamente individuato. Ovviamente, in via disciplinare, è necessario valutare se esistono profili in tal senso. 14

15 Uso dei vaucher nel lavoro accessorio (torna al sommario) 8.1 Retribuzione con voucher. Il pagamento per mezzo di vaucher è una specifica modalità sperimentale per gli anni normativamente prevista. Per quanto richiamato nel punto 4, non viene presa in esame per incarichi conferiti al dipendente pubblico. Brevemente. La cd. riforma Fornero ( l. 92/2012) modifica il buono lavoro, o vaucher, così come disciplinato nella cd. riforma Biagi (d.lgs 276/2003) come modalità di erogazione del compenso per la prestazione occasionale di tipo accessorio. Le modifiche sostanziali sono: - i voucher di taglio fisso sono stati sostituiti con i nuovi buoni lavoro orari; - i compensi percepiti dal prestatore non possono superare (per gli anni , ) per anno solare, complessivamente e prescindendo dal numero dei committenti (rientrando, quindi, in uno dei criteri identificativi della prestazione occasionale). Prevalentemente, il voucher attiene a forme di pagamento per prestazioni di lavoro rese a committenti privati ( )nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative di cui al presente comma possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente ( ) art. 70, c.1. d.lgs 276/2003; tuttavia il comma 3, del medesimo art. 70, così recita: 3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno.. A scopo informativo, di seguito viene riportata la composizione del vaucher del valore nominale di 10,00 euro: Compenso netto per il prestatore di lavoro 7,50 Contributi versati alla gestione separata Inps 1,30 Premio versato all Inail 0,70 Compenso per il concessionario gestore del servizio 0,50 15

16 Obblighi inerenti alla trasparenza (torna al sommario) 9.1 Elencazione degli obblighi di pubblicazione vigenti in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Per agevolare i soggetti tenuti ad osservare gli obblighi di trasparenza, l A.N.AC., Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni (ex CiVIT) ha predisposto un elenco degli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs n. 33/2013, Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, e da ulteriori disposizioni di legge previgenti e successive. L elenco è consultabile all indirizzo content/uploads/obblighi-di-pubblicazione-errata-corrige-settembre xls E importante segnalare che l A.N.AC. ha predisposto recentemente, in via sperimentale, un apposito sito (www.campagnatrasparenza.it) al quale inviare, dal 14 marzo 2014, quesiti sull interpretazione delle norme in materia di trasparenza. 16

17 9.2 Evidenza dei dati relativi agli incarichi sul sito web istituzionale. (art. 15 e 18 d.lgs n. 33/2013) Il d.lgs n. 33/2013, Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, prevede l obbligo di pubblicazione per diverse tipologie di dati e informazioni. Per una più ampia consultazione anche sulla modalità di pubblicazione, si rimanda al già citato indirizzo Tuttavia, in estrema sintesi, devono essere pubblicati: l'elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l'indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico (art. 18, d.lgs 33/2013) gli estremi degli atti di conferimento di incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo (compresi quelli affidati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa), per i quali è previsto un compenso, con indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato (art. 15, c.2, d.lgs 33/2013); per ciascun titolare di incarico: - curriculum dell incaricato, redatto in formato europeo (art. 15, c.1, lett. d, d.lgs 33/2013); - compensi comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione (compresi quelli affidati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa), con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato (art. 15, c.1, d.lgs 33/2013); - elenco riepilogativo dei consulenti con indicazione di oggetto, durata e compenso dell incarico (in pratica gli incarichi comunicati al Dipartimento della funzione pubblica) (art. 15, c.2, d.lgs 33/2013); 17

18 Obblighi inerenti alla trasparenza degli ulteriori incarichi (torna al sommario) 9.3 Evidenza dei dati sul sito web istituzionale e nell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. I dati dell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi sono pubblicati anche nel sito web istituzionale unitamente ai dati richiesti espressamente solo per il sito stesso. 9.4 Pubblicazione dei curricula dei pubblici dipendenti e degli estranei incaricati sul sito web istituzionale. Per questa aspetto si rimanda alla lettura del punto Differenza nel trattamento di dati tra incarichi conferiti al dipendente secondo le proprie mansioni e quelli conferiti secondo contenuti diversi dal proprio profilo professionale. Per incarichi si intendono quelli non compresi nei compiti e doveri d ufficio; pertanto gli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici secondo il proprio profilo professionale non sono annoverabili tra gli ulteriori incarichi da inserire nell anagrafe delle prestazioni. Infatti gli incarichi nell ambito dei compiti e doveri d ufficio sono retribuiti con il compenso accessorio, cd. di produttività. Ad ogni buon fine si rammenta che la normativa del riordino sulla trasparenza, prevede la pubblicazione dei dati sul sito web, anche aggregati, che diano conto dell utilizzo delle risorse destinate alla produttività. 9.6 Inserimento nel sito web istituzionale dei curricula del personale esterno e di quello interno. I curricula dei destinatari degli ulteriori incarichi per i quali è richiesto l obbligo della pubblicazione sul sito web istituzionale attengono al personale esterno alla pubblica amministrazione. 18

19 Obblighi inerenti alla trasparenza (torna al sommario) 9.7 Comunicazione dei dati all anagrafe delle prestazioni degli incarichi retribuiti con risorse dell UE, delle Regioni, degli EE.LL. o di privati. Ad esclusione degli incarichi retribuiti con fondi provenienti da privati (genitori alunni, donatori, ecc...), quelli retribuiti con risorse dell UE, delle regioni e degli EE.LL. devono essere comunicati. Infatti, l anagrafe delle prestazioni e degli incarichi conferiti ai pubblici dipendenti, - istituita con l art. 24 della l. 412/1991 nasce con le finalità di contenere la spesa pubblica e di garantire efficacia, imparzialità e trasparenza all azione amministrativa. A tale scopo il d.lgs. n. 165/2001, al comma 2 dell art. 1, elenca gli organismi identificati come amministrazioni pubbliche che devono ottemperare, tra gli altri, all adempimento dell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi, cioè: tutte le amministrazioni dello stato; Istituti e scuole di ogni ordine e grado; Istituzioni educative; Aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; Regioni; Comuni; Comunità montane e loro consorzi e associazioni; Istituzioni universitarie; Istituti autonomi case popolari; Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni; Aziende ed enti del S.S.N.; Enti pubblici non economici nazionali; L ARAN; Agenzie del demanio, delle entrate e delle dogane. Tuttavia, riguardo all utilizzo di risorse provenienti dall UE, ad oggi tali finanze non sono ricomprese nelle finanze pubbliche vere e proprie. Come è noto, è in corso un ampio dibattito economico-politico avente per oggetto l Unione fiscale. Per la comunicazione all anagrafe delle prestazioni è preferibile la soluzione di comunicare l incarico specificando, nell apposito spazio previsto per la relazione di accompagnamento, che si tratta di risorse europee. 19

20 Violazione degli obblighi di trasparenza e sanzioni (torna al sommario) 10.1 Sanzioni previste in caso di mancato inserimento dei dati richiesti nel sito web istituzionale. (Capo VI artt d.lgs n. 33/2013) Il d.lgs 33/2013, al Capo VI (artt ), individua il Responsabile della trasparenza deputato alla vigilanza sull attuazione delle disposizioni del decreto stesso e le conseguenti eventuali sanzioni. In particolare, l art. 46 prevede: al primo comma 1. L'inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente o la mancata predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l'integrità costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione e sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili. ; al secondo comma 2. Il responsabile non risponde dell'inadempimento degli obblighi di cui al comma 1 se prova che tale inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile Sanzioni previste in caso di mancato inserimento dei dati richiesti nell anagrafe delle prestazioni e degli incarichi. (art. 53, del d.lgs. n. 165/2001) Le amministrazioni che omettono la comunicazione all anagrafe delle prestazioni e degli incarichi non possono conferire nuovi incarichi sino a quando non adempiono. Gli enti pubblici economici e i soggetti privati che omettono di comunicare all amministrazione di appartenenza, entro 15 giorni dall erogazione del compenso ai dipendenti pubblici, incorrono nella sanzione indicata nel punto

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