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1 Periodico di divulgazione medica realizzato in collaborazione con il Gruppo Larc. Diffusione copie. Distribuzione gratuita Anno di fondazione 1984, anno ventisettesimo Direttore Responsabile: Emanuela Amadei Segreteria di redazione: Larc c.so Venezia, Torino tel fax il monitore MEDICO Tutti i diritti riservati, reg. presso Trib. Torino n 5468 del 22/12/2000. Grafica e Stampa Gabo s.r.l. - Mangiar bene non basta per prevenire i tumori. Al cibo va affiancato uno stile di vita sano in cui siano banditi alcool, fumo e inquinamento La prevenzione si fa anche a tavola Sono ormai moltissimi gli studi che riconoscono un legame importante tra dieta e neoplasie. È consigliabile consumare almeno cinque porzioni al giorno di verdura e frutta, variandone la tipologia A tavola si può prevenire il cancro? Sappiamo che i consumi alimentari influenzano il rischio di sviluppare tumori, ma ci sono anche altri fattori che incidono: il fumo di sigaretta, l inquinamento dell aria, l esposizione ad agenti cancerogeni come virus o radiazioni. I tumori non sono tutti uguali, alcuni sono più influenzabili dal nostro comportamento a tavola e sappiamo che la predisposizione genetica gioca un ruolo molto importante. Esperienze di restrizione calorica hanno dimostrato capacità di ridurre l incidenza di tumori nel mondo animale ma non sono sostenibili per l uomo modelli di alimentazione al limite della malnutrizione; occorre pertanto proporre al momento attuale, regole di buon senso che possano essere seguite per tutta la vita, cominciando possibilmente già dall infanzia. Alcune molecole protettive per tipi specifici di tumore sono presenti nel mondo vegetale: il licopene dei pomodori protegge dal cancro della prostata, l indolo-tre-carbinolo ci ripara da quello mammario, le catechine presenti nel tè sono protettive contro tumori della pelle, del colon, del seno e della prostata; la soia è ricca di fitoestrogeni e svolge un ruolo regolatore sulle influenze ormonali coinvolte nello sviluppo di alcuni tumori. Anche il resveratrolo, contenuto nell uva e nel vino rosso è protettivo: gli antociani presenti nei vegetali rossi offrono un ottima protezione ma ricordiamo che le arance vanno consumate fresche perché le lavorazioni industriali distruggono gli elementi benefici. Sebbene sia difficile raggiungere evidenze scientifiche inconfutabili, poiché i fattori che Dr.ssa Marina Caccia Specialista in Endocrinologia e Scienza dell Alimentazione continua a pag. 2 Prevenzione A tavola, si può prevenire il tumore? p. 1-2 Medicina Pubertà precoce: tante bistecche e le bambine crescono prima p. 3 Patologia Acne giovanile p. 4 Terapie I sintomi che possono annunciare il distacco della retina p. 5 Appuntamenti L esperto risponde p. 7 p. 6

2 2 interferiscono si intersecano in modo variabile e confondente, cominciamo ad avere alcune certezze sull importanza di mantenere il giusto peso corporeo poiché, studi condotti con tecniche di analisi genomica, hanno dimostrato che le cellule del sistema immunitario (che è il nostro presidio difensivo) sono in grado di regolare la risposta infiammatoria che è legata alla progressione tumorale: in particolare i macrofagi (normalmente potenti sentinelle contro gli aggessori del nostro corpo), presenti nel tessuto adiposo, vengono ingannati dal tumore e indotti ad inviare segnali protettivi verso il cancro, aiutandone lo sviluppo. Questo processo giunge ad influenzare la predisposizione genetica, attivando o sopprimendo geni che fanno parte del nostro patrimonio cromosomico. Di qui la necessità di mantenerci in peso-forma per tutta la vita: se siamo in sovrappeso dovremmo iniziare a modificare la nostra alimentazione aumentando il consumo di frutta e verdura (meglio poco cotta), sostituendo i carboidrati raffinati con cereali integrali, abolendo bevande zuccherate, wurstel, insaccati, riducendo salumi e formaggi. Il pesce e la carne (preferibilmente bianca) non dovrebbero superare la quantità di 500 grammi totali nella settimana. È necessario essere fisicamente attivi tutti i giorni (camminando a passo svelto almeno mezz ora quotidianamente o facendo tre ore di attività aerobica nella settimana) e limitare i consumi di cibi ad alta densità energetica (grassi e zuccheri) evitando l uso di bevande zuccherate. CIBI SCONSIGLIATI carboidrati raffinati come farine bianche, riso brillato, pasta e pane bianchi grassi, soprattutto di origine animale e sottoposti ad idrogenazione o cottura prolungata eccesso di proteine in particolare da carni rosse, prodotti caseari stagionati, salami e carne conservata eccesso di sale, alcool e superalcoolici in genere È consigliabile basare la propria alimentazione sui vegetali (le famose cinque porzioni quotidiane di frutta e/o verdura, evitando le lunghe cotture), ricordando che le patate fanno parte del gruppo dei farinacei e andranno consmate solo in alternativa a pasta e pane. È utile contenere il consumo di sale (possibilmente a 5g al dì) ed evitare cereali e legumi sottoposti a lunga conservazione, che facilitano lo sviluppo di muffe con potenziale presenza di aflotossine che sono provate essere cancerogene per il fegato. Anche l abuso di alcool è controproducente: si può assumere poco vino di buona qualità o birra, evitando i superalcoolici come whisky, grappa, vodka e simili. È opportuno variare il più possibile la dieta, ricordando che solo così ci approvvigioniamo di tutti i nutrienti necessari senza bisogno di integratori che si sono rivelati come minimo inutili (e in alcuni studi dannosi). L Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha avviato, e concluso, numerosi studi che hanno dimostrato notevoli benefici preventivi con dieta ricca di cereali integrali e legumi, povera di proteine animali (privilegiando quelle derivanti dai pesci piuttosto che da carne e latticini) con larga preferenza per frutta e ortaggi e utilizzo di semi oleosi e oli vegetali spremuti a freddo (oliva e sesamo). Le evidenze hanno fornito prove convincenti che la dieta a basso indice glicemico con molti vegetali, povera di proteine e grassi animali, affiancata ad attività fisica aerobica, può veramente cambiare le probabilità di incorrere in patologie tumorali e facilitarne la cura quando queste si siano già manifestate. È bene ricordare che l importante é quanto facciamo nella quotidianità e che trasgressioni occasionali sono irrilevanti. Ma è soprattutto importante abituare ad una sana alimentazione i bambini che oggi potrebbero accumulare una protezione per gli anni futuri, anche se purtroppo il sovrappeso precoce è una triste realtà italiana degli ultimi anni. Sottolineo infine l importanza dell allattamento al seno almeno per i primi sei mesi: è utile al lattante ma è estremamente utile anche per la mamma. CIBI CONSIGLIATI verdura (eccetto le patate) e frutta fresca carni bianche e pesce in quantità non eccessiva ricotta, latte e yogurt in quantità contenuta cereali integrali e legumi, pane, pasta, riso scuri semi oleosi, spezie (attenzione alla provenienza e conservazione), frutta oleosa a guscio, possibilmente non tostata olio d oliva extravergine, di lino e di sesamo spremuti a freddo

3 3 Eccedere con il consumo di carne durante l infanzia favorirebbe l anticipazione della pubertà nelle ragazze Tante bistecche e le bambine crescono (troppo) in fretta Negli ultimi decenni l età media europea del primo ciclo mestruale si è abbassata sensibilmente, passando dai 14 agli 11 anni Piccole donne crescono. Troppo in fretta, a volte. Un fenomeno si sta verificando da qualche decennio nei Paesi più evoluti, suscitando la preoccupata attenzione di pediatri ed endocrinologi: un sempre maggiore numero di bambine va incontro ad una pubertà precoce vera, con comparsa dei caratteri sessuali secondari (ingrossamento mammario, comparsa dei peli pubici) prima degli otto anni, con conseguenze fisiche e psicologiche non indifferenti. La pubertà è una tappa di un lungo processo di maturazione che, iniziando nella vita fetale con la differenziazione nei due sessi, si conclude con il completamento dello sviluppo sessuale secondario. L evento che innesca il fenomeno tra gli 8 e i 10 anni é l attivazione della secrezione di un neuro-ormone ipotalamico, il GnRH (Gonadotrophyn Releasing Hormone), che stimola l ipofisi alla sintesi delle gonadotropine, che a loro volta stimolano le ovaie alla produzione di estrogeni. Parallelamente, ma indipendentemente dal GnRH, aumenta la secrezione degli androgeni da parte del surrene, in particolare del DHEA-S (Deidro-epiandro-sterone solfato). Gli estrogeni sono responsabili dello sviluppo mammario, del delinearsi della silouette femminile per la particolare distribuzione del grasso corporeo e dell aumento della statura; agli androgeni prodotti dal surrene e dalle ovaie, si deve lo sviluppo dei peli pubici e ascellari, nonché l aumentata attività delle ghiandole sebacee e sudoripare. La fase puberale, dal primo accenno del bottone mammario al completamento della crescita staturale, dura in media 4,2 anni. A metà circa di tale periodo si ha la comparsa del primo flusso mestruale, il menarca. L età di comparsa del menarca si é sensibilmente ridotta, passando dai 17 anni di metà Ottocento ai 13 anni circa negli anni Sessanta. Dopo un lungo periodo di stabilizzazione, ha sorpreso l anomala ondata di pubertà precoci che si sta verificando negli ultimi decenni, dando adito a diverse ipotesi. Si é pensato all influenza della sempre maggiore esposizione ad alcuni contaminanti chimici in grado di mimare l azione degli estrogeni. È stata indiziata la sempre più diffusa obesità infantile, potendo gli alti livelli di leptina (ormone prodotto dal tessuto adiposo) interferire con i delicati equilibri ormonali cerebrali, mentre gli alti livelli di insulina (come si ha negli obesi) amplificano la produzione degli ormoni ovarici e surrenalici. Altra ipotesi è il trattamento con ormoni degli animali da allevamento, sebbene l esposizione episodica alle carni dopate non dovrebbe essere in grado di determinare una persistente turbativa dell equilibrio ormonale. Infine, è sempre più radicato il convincimento nei ricercatori che il continuo bombardamento di espliciti immagini e messaggi sessuali possa contribuire ad innescare, prima del tempo, la cascata degli eventi psico-neuro-endocrini che sono, all origine del fenomeno puberale. Se vi é incertezza sulle possibili cause (probabilmente confluenti nel determinare il fenomeno), non esistono dubbi sulla opportunità di intervenire al più presto per minimizzare il disagio psichico-fisico a cui queste donne-bambine andrebbero incontro se lasciate alla loro naturale evoluzione: da una parte una precoce saldatura delle ossa le condannerebbe inevitabilmente ad una bassa statura da adulte, dall altra l alterato sincronismo tra pulsioni sessuali e sviluppo mentale le esporrebbe al rischio di abusi sessuali. Il rimedio sono gli analoghi del GnRH, sostanze simili a quell ormone responsabile dell avvio della pubertà, i quali se somministrati in modo continuo e non a pousseè, come avviene fisiologicamente, hanno il potere di bloccare il processo puberale. Processo che potrà riprendere al momento opportuno alla sospensione del trattamento. Dr. Antonio Tripodina Specialista in Endocrinologia, Cardiologia ed Oncologia Clinica

4 4 Non è una malattia ma può avere ripercussioni psicologiche per molti adolescenti. Le cause risiedono nella condizione ormonale tipica della fascia d età anni Acne giovanile: un problema da non sottovalutare Gli ormoni responsabili sono gli androgeni e in quell età la transizione alla maturazione delle ghiandole sessuali, che producono questi ormoni, comporta spesso reazioni infiammatorie L acne è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge aree cutanee caratterizzate da un aumentata secrezione sebacea. È una patologia di frequente osservazione, il cui esordio si ha generalmente in età prepubere; dopo 4-5 anni il quadro clinico raggiunge il massimo grado di severità, per poi risolversi intorno ai anni. Nella maggioranza dei casi la malattia tende a risolversi spontaneamente, anche se non sono eccezionali i casi in cui si protrae fino all età di 40 anni e oltre. L acne è una malattia geneticamente determinata, scatenata da una molteplicità di fattori che determinano le lesioni attraverso la mediazione di numerosi meccanismi patogenetici. Le manifestazioni si localizzano prevalentemente al volto e alla parte superiore del tronco. L acne è caratterizzata, nelle prime fasi, da manifestazioni non infiammatorie quali il comedone (il cosiddetto punto nero ) e secondariamente da lesioni di tipo infiammatorio come papule, pustole e noduli. Cisti e cicatrici possono talvolta aggravare il quadro clinico. L acne giovanile viene classificata, in base alla gravità e al tipo di lesione dominante, in acne lieve (acne comedonica e acne papulo-pustolosa con pochi elementi), acne moderata (acne papulo-pustolosa con numerosi elementi e acne nodulare con poche lesioni) ed infine in acne severa (acne nodulare grave e conglobata). L acne lieve può regredire senza lasciare esiti, ma nella maggior parte delle forme di grado moderato-severo possono permanere esiti pigmentari e cicatrici atrofiche, ipertrofiche o addirittura cheloidee. Ciascuno di questi differenti tipi di acne necessita di un trat- I trattamenti per l acne I farmaci utilizzati nella terapia dell acne possono essere distinti in formulazioni topiche e sistemiche. Quelle topiche includono agenti cheratolitici come i retinoidi, gli alfa-idrossi acidi, l acido salicilico, l acido azelaico e la retinaldeide ed agenti antimicrobici come il benzoil perossido e gli antibiotico topici. Nell ambito del trattamento sistemico si distinguono per efficacia alcuni antibiotici, la terapia ormonale e l isotretinoina orale. La terapia combinata rappresenta l approccio terapeutico più indicato e più comunemente utilizzato. tamento specifico. Nonostante la disponibilità di numerosi farmaci topici e sistemici e l introduzione di nuove molecole che hanno rivoluzionato la terapia delle forme più gravi, l acne si accompagna ad un impatto negativo sulla qualità della vita. In particolare, il principale interessamento dell età adolescenziale (contraddistinta da una maggiore sensibilità e vulnerabilità) condiziona un disagio psicologico che si può esprimere con insicurezza, imbarazzo, ridotta autostima, e nei casi più gravi in profonde turbe psicologiche (ansia, depressione, isolamento dalla vita sociale) che portano a un evidente peggioramento della qualità della vita. Queste alterazioni psicologiche sono presenti non solo nei pazienti con forme cliniche di particolare gravità della malattia, ma anche nei soggetti con forme di lieve entità nei quali numerose ricerche hanno documentato un alterata percezione della gravità della malattia. Un corretto approccio diagnostico e la scelta di una terapia adeguata sembrano quindi fondamentali, con l obiettivo sia di portare a un miglioramento del quadro clinico, sia di prevenire la possibile comparsa di cicatrici permanenti, esteticamente invalidanti. Alcune ricerche hanno recentemente evidenziato la scarsa informazione dei pazienti acneici circa le cause reali della malattia: l acne, infatti, viene spesso attribuita ad una erronea alimentazione o alla scarsa igiene, con conseguenti comportamenti inadeguati, quali frequente detersione delle aree affette, modificazione della dieta, maggior apporto idrico ed uso di prodotti cosmetici. Le fonti di informazione appaiono nella maggior parte dei casi inadeguate, essendo rappresentate da riviste, televisione, genitori, amici, estetiste e, solo raramente, da medici generici o dermatologi. Dr.ssa Manuela Rissone Specialista in Dermatologia

5 5 Sono i sintomi, da non sottovalutare, che caratterizzano il distacco di retina Occhio alle mosche volanti e ai lampi di luce Le più importanti condizioni predisponenti sono l elevata miopia, il diabete, l ipertensione, la degenerazione vitreale e i traumi oculari La retina è un sottilissimo strato di tessuto nervoso sensibile alla luce, che ha la funzione di permettere la focalizzazione delle immagini e inviare i messaggi visivi alla corteccia del cervello, mediante il nervo ottico. Normalmente la retina aderisce strettamente alla parete interna dell occhio; quando intervengono fenomeni patologici, come una o più rotture di tale pellicola, quest ultima tende piano piano a staccarsi: in tal caso la retina non è più in grado di offrire al cervello un immagine adeguata e la visione diviene offuscata e ridotta. In medicina è stata riscontrata la presenza di tre tipologie di distacco di retina. Il tipo più diffuso è quello detto regmatogeno : questo deriva da una degenerazione della retina che, gradualmente, ne determina la rottura o la lacerazione. Decisamente meno frequente è il distacco trazionale (che non di rado colpisce i malati di diabete). Nel distacco essudativo, l origine della patologia è imputabile ad eventi traumatici, in special modo al bulbo oculare (pericolosi sono sports che implicano bruschi sobbalzi, come deltaplano, mountain-bike, boxe), o quale conseguenza di tumori (es. melanoma della coroide), o di malattie infiammatorie localizzate, come l uveite. Sintomi Il sintomo più comune è la visione di una tenda nel campo visivo. Il paziente può anche percepire flash luminosi o lampi di luce (fotopsie) oppure percepire punti e/o linee mobili, di colore scuro, nel campo visivo (miodesopsie ovvero le mosche volanti ). Non è mai presente dolore. Se il paziente si accorge di un calo di vista, o di una riduzione improvvisa del campo visivo periferico, deve recarsi immediatamente dall oculista. Un trattamento immediato può, infatti, ridurre al minimo i danni per l occhio. Terapia Qualora il distacco di retina sia già in atto, l unico trattamento possibile è quello chirurgico; possono essere eseguiti diversi tipi di trattamento, a seconda del tipo e della gravità del distacco di retina: - cerchiaggio e/o piombaggio - vitrectomia con l uso o meno di sostanze tamponanti (come l olio o il gas) - chiusura dei fori o rotture eventualmente presenti e asportazione del liquido sottoretinico. Il decorso post-operatorio usualmente non è doloroso, ma l occhio può risultare infiammato, il tono oculare ridotto o aumentato e il paziente può necessitare di un ricovero di alcuni giorni. Il quadro visivo dipende dall entità del distacco di retina e dalla sua durata. L ombra causata dal distacco si ridurrà fino a poter scomparire in tutti i casi in cui la retina è stata riposizionata. Nei casi in cui il distacco interessi la regione maculare, che è l area della visione centrale, il recupero visivo sarà incompleto. Tanto maggiore è la durata del distacco, tanto minore è la possibilità di recupero visivo. Prognosi La prognosi del distacco di retina è notevolmente migliorata in seguito all impiego delle moderne tecniche di chirurgia mininvasiva; la guarigione anatomica si può ottenere in più del 90% dei casi. La prognosi però è sempre fortemente condizionata dall anzianità del distacco e dalle sue caratteristiche cliniche. La prognosi funzionale invece è strettamente correlata al coinvolgimento o meno della regione maculare. Prevenzione È importante conoscere se in famiglia ci siano stati precedenti casi di distacco di retina, in quanto può esistere una predisposizione genetica. Se l oculista riscontra alterazioni a livello della periferia retinica, il distacco può essere prevenuto effettuando un trattamento argon laser a scopo profilattico. Se un paziente ha avuto un distacco in un occhio, il rischio che si verifichi anche nell altro è leggermente maggiore rispetto alla media. Dr.ssa Elisa Biano Specialista in Oculistica

6 6 Incontri con il medico su argomenti di medicina pratica Stagione 2011 ingresso libero presso SALA CERVINO POLIAMBULATORIO LARC Corso Venezia 10 - Torino ore 15,30 Sabato 30 APRILE LE GAMMOPATIE MONOCLONALI: AUMENTO ANOMALO DI UNA SOLA PROTEINA DEL SANGUE Relatore: Dr.ssa Maria Letizia REITANO - Specialista in Ematologia e Medicina Interna Sabato 21 MAGGIO QUANDO LA SCHIENA FA MALE: LA LOMBALGIA Relatore: Dr. Alessio CIMATTI - Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA Corso Trento 13 - Torino ore 15,30 Sabato 28 MAGGIO LA MALATTIA DELLE CAROTIDI: PRINCIPALE CAUSA DI ICTUS sala Gialla Relatore: Dr. Mauro MASELLI - Specialista in Chirurgia Vascolare presso SALA RIUNIONI POLIAMBULATORIO LARC Via A. D Oria, 14/14 - Ciriè Sabato 14 MAGGIO VENE VARICOSE: SINTOMI E CURE Relatore: Dr. Vincenzo MASTROROCCO - Specialista in Chirurgia Vascolare presso SALA RUSCALLA CENTRO CULTURALE SAN SECONDO Via Carducci 24 - Asti ore 15,30 Sabato 7 MAGGIO SEDUTI SUI CARBONI ARDENTI: EMORROIDI DAI SINTOMI AI TRATTAMENTI Relatore: Dr. Giorgio AJRALDI - Specialista in Chirurgia Generale Sabato 11 GIUGNO PATOLOGIA UROLOGICA DELL INFANZIA: INDICAZIONI E LIMITI DELLA DAY SURGERY Relatore: Dr. Enzo MORAMARCO - Specialista in Urologia

7 7 L esperto risponde OTORINOLARINGOIATRA Che cos è una cisti mascellare? A mia sorella, 34 anni, è stata riscontrata ad una TC: una pseudocisti del seno mascellare. Che cos è? È necessario asportarla? M. C. Risponde il Dr. Roberto Marino Specialista in Otorinolaringolatria Consulente del Gruppo Larc Poliambulatori Il riscontro di una cisti localizzata nel seno mascellare è un rilievo radiologico molto spesso casuale: TC o RMN eseguite per altri motivi possono evidenziarne la presenza senza per quanto necessitare di un intervento chirurgico. Si tratta di una formazione benigna per lo più tondeggiante ripiena di liquido provocata da uno stato infiammatorio della mucosa nasosinusale (iperplasia mucosa polipoide); la diagnosi radiologica è sempre presuntiva, solo dopo la rimozione e l esame istologico si può confermarne la natura. Per un inquadramento clinico bisogna considerare la sintomatologia della paziente e il motivo per il quale è stata eseguita l indagine. Se presente sintomatologia dolorosa associata a sintomi infiammatori nasosinusali andrà programmata una visita specialistica Otorinolaringoiatrica, nel corso della quale il medico eseguirà un esame endoscopico (fibroendoscopia nasale) al fine di chiarire eventuale presenza di patologia flogistica in atto. Di conseguenza si valuterà l eventuale trattamento medico e chirurgico opportuno. GASTROENTEROLOGIA Quel dolore pungente allo stomaco Ho 32 anni, e da quasi due avverto un fastidio alla pancia in prossimità dell ombelico. Ho fatto una ecografia, ma non risulta niente di anomalo. Il mio medico è convinto possa essere il colon irritabile, ma dopo diverse cure con medicinali, regolarizzatori ed integratori, il problema persiste ancora. Può indicarmi cosa fare, perché non vorrei continuare a prendere farmaci che possano essere inutili e dannosi. F. DC. Risponde la Dr.ssa Elisabetta Borghesio Specialista in Gastroenterologia Dai sintomi che descrive è molto verosimile che si tratti di sindrome del colon irritabile (IBS) e come tale è importante, oltre allo stile di vita, domandare aiuto a probiotici e/o farmaci sintomatici da utilizzare ciclicamente per alleviare i disturbi e ritrovare benessere. Importante comunque escludere le principali cause organiche di patologia gastrointestinale che potrebbero mimare i sintomi dell IBS, ad esempio la malattia celiaca e la malattia infiammatoria cronica intestinale. Utile dunque effettuare alcuni accertamenti di Data approfondimento consigliati dal suo medico di famiglia o dallo specialista (es. ecografia anse intestinali, indici infiammatori, esame delle feci, ecc.). DIETOLOGIA Stop al fumo. 20 Kg in più Ho smesso di fumare circa 14 mesi fa. Ma ora come faccio a perdere i 20 kg che ho preso con la fame nervosa? E. Z. Risponde la Dr.ssa Marina Caccia Specialista in Endocrinologia e Scienza dell Alimentazione È risaputo che, per molte ragioni, quando si smette di fumare si acquistano kg di peso, ma quando si arriva a 20 kg non può essere imputato solo allo stop al fumo. E' indispensabile considerare anche altre cause di aumento di peso (ipotiroidismo? sedentarietà?). Credo che il primo professionista da interpellare sia il medico di famiglia (che conoscendola saprà indirizzarla su quale specialista andrà consultato). Non trascurerei i gruppi di autoaiuto reperibili sul territorio. Il dietologo potrà essere utile per dirimere le necessità individuali rispetto ad una corretta alimentazione ma le prescrizioni dietoterapiche da sole di fronte ad un problema complesso rischiano di creare frustrazione se non sono coordinate in un intervento più articolato con altre professionalità. 04/2011 Per ulteriori informazioni compilare e spedire in busta chiusa a: IL MONITORE MEDICO c.so Venezia, Torino oppure a: Cognome e Nome o Azienda Via cap Città Preghiamo di porre quesiti di ordine generale e non domande atte ad ottenere una terapia La mia domanda è.. Desidero ricevere la Carta dei Servizi dei Poliambulatori del Gruppo LARC Autorizzo la Redazione de Il Monitore Medico al trattamento dei miei dati personali nel rispetto della Legge 196/2003. In base all articolo 7 legge 196/2003 potrò avere accesso ai miei dati, chiederne la modifica o la cancellazione oppure oppormi al loro utilizzo su semplice richiesta a: Il Monitore Medico presso LARC c.so Venezia, Torino Firma

8 8 collabora con Centro Medico di Fisiokinesiterapia e Ginnastica Riabilitativa Tecarterapia e Onde d urto per il tuo benessere Via Carlo Giordana 2 ang. C.so Re Umberto Torino Lunedì - Venerdì Tel Fax ia Gian Domenico Cassini Corso Galileo Ferraris Via Giambattista Vico Corso Galileo Ferraris Via Amerigo Vespucci Corso Luigi Einaudi Via Alfonso Lamarmora Via Cristoforo Colombo Via Carlo Giordana Corso Re Umberto Via Gaetano Via Antonio Genovesi Filangieri Corso Re Umberto Corso Sommeiller Via Andrea Massena Via Governolo Via Vincenzo Gioberti GIORDANA DUE: Via Carlo Giordana, 2 ang. C.so Re Umberto, 64 - TORINO Direttore Tecnico Dr. Roberto Rago Accreditati SSN fascia A Tutti i centri sono convenzionati con la maggior parte dei fondi di categoria per la copertura sanitaria dei propri iscritti in forma diretta ed indiretta INFORMAZIONI PRENOTAZIONI CENTRO UNIFICATO Tel Fax Via Cambiano Piazza Vittoria Via Valfenera Via Valfenera Via Villar Via Stradella Via Giovanni Michele Boccardo Via Chiesa della Salute Via Chiesa della Salute Via Fontanella Via degli Approcci Via Michele Antonio Vibò Via del Ridotto Via Stradella Via Pavone Corso Venezia Via Pont Corso Venezia Via Cervino Via Alagna Via Villar Corso Venezia Via Parella Via Ticino Via Valprato Corso Venezia Via Cervino LARC SEDE: C.so Venezia, 10 - TORINO Direttore Sanitario Dr. Federico Olliveri Via Gressoney onzano Laboratori Analisi - Poliambulatori Specialistici Diagnostica per Immagini - Tac - Risonanze Magnetiche Slim e Aperte Fisiokinesiterapia - Medicina dello Sport - Medicina del Lavoro Via Renato Martorelli Via Enrico Cavaglià Via Salassa Via Rivarossa Via Ozegna Via Gottardo Via Sempione Via Gottardo Via Gottardo Via Sempione Via Trino Via Giovanni Poggio Corso Giulio Cesare Via Pier Fortunato Calvi Corso Giulio Cesare Via Giambattista Pergolesi Via Nicola Porpora Piazza del Donatore di Sangue Largo Sempione Via Monte Rosa Via Monte Rosa LARC: Via Sempione, 148/c - TORINO Direttore Sanitario Dr.ssa Caterina Canelli Sede Centrale c.so Venezia, 10 - Torino Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP): Numero Verde Cortesia Sedi distaccate LARC via Sempione 148/C - Torino LAMBDA LARC c.so Duca degli Abruzzi, 56 - Torino LARC via A. D Oria, 14/14 - Ciriè Punti Prelievo c.so Umbria, 14 - Torino via Rieti, 30 - Grugliasco Informazioni e Prenotazioni via Bainsizza, 4/F - Torino via Caselle, 7 - Borgaro Torinese Via Battitore Via Luigi Buratto Via Antonio Rosmini Via Pasquale Trivero Via Monte Grappa Via Matteo Pescatore Via Andrea D Oria Via San Giovanni Bosco Via Roma Via Andrea D Oria Via Giuseppe Mazzini Via Vittorio Alfieri Via Monte Grappa Via Roma Via Trento Via Trieste Via Piave Corso Martiri della Libertà LARC: Via A. D Oria, 14/14 - CIRIÈ Direttore Sanitario Dr. Marco Laudi Corso Mediterraneo Via Giovanni da Verrazzano Via Dego Via Giovanni da Verrazzano Via Cristoforo Colombo Via Antonio Pigafetta Via Marco Polo Corso Duca degli Abruzzi Via Amerigo Vespucci Via Amerigo Vespucci Via Antonio Pigafetta Corso Luigi Einaudi Via Giacomo Bove Via Cristoforo Colombo Via Marco Polo Corso Alcide De Gasperi LAMBDA LARC: C.so Duca degli Abruzzi, 56 - TORINO Direttore Sanitario Dr.ssa Caterina Canelli IL MONITORE MEDICO lo trovi presso tutti i centri del Gruppo Larc e presso altri esercizi distribuiti sul territorio: se vuoi conoscere quello più vicino a te manda una col tuo indirizzo a IL MONITORE MEDICO è anche on-line su

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