monitoraggio sulla sicurezza

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "monitoraggio sulla sicurezza"

Transcript

1 Il volume contiene il rapporto finale relativo al terzo monitoraggio effettuato dall Ufficio Scolastico Regionale sull utilizzo dei fondi assegnati per la sicurezza alle scuole pubbliche del Veneto e, più in generale, sullo stato di applicazione del D.Lgs. 81/08 in ambito scolastico. Gli anni finanziari di riferimento di questo monitoraggio sono il 2008 e il 2009, rispetto ai quali il M.I.U.R. ha stanziato più di a favore delle scuole venete per interventi inerenti la sicurezza. Dopo le prime due indagini, effettuate nel 2004 e nel 2006, si è ritenuto opportuno procedere ad un terzo monitoraggio, per acquisire dati sulle modalità di impiego dei finanziamenti nell ambito della formazione del personale, ma allargando questa volta il campo d indagine anche agli aspetti organizzativi, ai contenuti del Documento di Valutazione dei Rischi e agli interventi didattici realizzati dalle scuole sui temi della salute e sicurezza. MONITORAGGIO REGIONALE SULLA SICUREZZA 2011 RAPPORTO FINALE MIUR - Uffisico Scolastico Regionale per il Veneto - Direzione Generale monitoraggio sulla sicurezza MIUR VI VR U RO PD BL TV VE R VENETO MONITORAGGIO REGIONALE 2011 SULL APPLICAZIONE DEL D.Lgs. 81/08 NELLE SCUOLE DEL VENETO - RAPPORTO FINALE ISBN Cover Sicurezza 2012.pmd 1 16/03/12, 15.22

2 Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto Direzione Generale LA SICUREZZA TRA GESTIONE ED EDUCAZIONE TERZO RAPPORTO REGIONALE SULLA SICUREZZA NELLE SCUOLE VENETE A cura del prof. Alberto Cesco-Frare

3 2012 M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto Direzione Generale Riva de Biasio S. Croce Venezia Tel Vice Direttore Generale: Gianna Marisa Miola Responsabile del progetto: Gianna Marisa Miola Editing e supporto tecnico: Alberto Cesco-Frare Comitato di redazione: Gianna Marisa Miola, Alberto Cesco-Frare ISBN Finito di stampare nel mese di marzo 2012 presso la C.L.E.U.P. Coop. Libraria Editrice Università di Padova Stampato in Italia Printed in Italy Il presente volume può essere riprodotto per l utilizzo da parte delle scuole per le attività di formazione del personale direttivo e docente. Esso non potrà essere riprodotto e utilizzato parzialmente o totalmente per scopi diversi da quello sopraindicato, salvo esplicita autorizzazione dell U.S.R. per il Veneto. 2

4 INDICE Presentazione Cap. I Introduzione e quadro normativo.. 7 Cap. II Il progetto di monitoraggio... 9 Cap. III Presentazione e analisi dei risultati. 15 Cap. IV Note tecniche 55 Cap. V Monitoraggio, panorama attuale e prospettive.. 59 App. I Abbreviazioni e sigle usate nel testo.. 67 App. II Il questionario 69 App. III Tabelle dei dati numerici. 85 CONTENUTO DEL CD ALLEGATO 1) Grafici del monitoraggio 2) Testo commentato dell accordo Stato-Regioni sulla formazione ex art. 37 del D.Lgs. 81/08 3) Check list per la valutazione del sistema di salute e sicurezza sul lavoro in ambito scolastico (versione febbraio 2012) 4) Metodo completo per la valutazione e la gestione dei rischi da stress lavoro-correlato in ambito scolastico (versione febbraio 2012) 3

5 4

6 PRESENTAZIONE Il monitoraggio per il miglioramento L aumentato interesse proprio dei nostri tempi nei riguardi della sicurezza nei luoghi di lavoro e nella scuola, a casa, nella strada e nell uso dei nuovi media, nel comportamento quotidiano del singolo e dei gruppi sociali, sta a testimoniare, oggi più che mai, il formarsi di consapevolezza nuova. Quest ultima non si riferisce solo alla conoscenza e al rispetto formale delle norme che vengono via via promulgate, quanto piuttosto alla formazione di un atteggiamento interiore, di una inedita disposizione della mente nei confronti di tutti gli aspetti della realtà che ci circonda, disposizione che ci porta a guardare con maggiore attenzione e sensibilità ogni gesto, ogni prodotto, ogni ambiente in cui viviamo. L ottica è volta a preservare la salute in termini di benessere psico-fisico, elemento costitutivo dei diritti umani. È su questo piano che si propone oggi la cultura della sicurezza. Prevale, più che l azione riparatrice, la prevenzione da porre in atto non solo per quanto riguarda i rischi (parola di per sé collocata entro un area negativa), ma anche e soprattutto come affermazione di un diritto allo star bene da riconoscere a tutti. Sicurezza allora si coniuga con salute, assumendo un significato tutto positivo, in quanto non comporta solo la predisposizione di una serie di misure atte a rimuovere ciò che può danneggiare, ma richiede anche la promozione di condizioni di vita e di lavoro tali da favorire un rapporto uomo-ambiente sereno, dignitoso, favorevole alla crescita globale della persona. È ormai fuori dubbio che l evoluzione scientifica e tecnologica, e le conquiste ad esse correlate, a nulla valgono se non riescono a prevenire, con idonee misure, i rischi che minacciano l integrità dell uomo e dell ambiente. Ma quali sono oggi le strade più efficaci per ingenerare nell animo di ciascuno, fin dai banchi di scuola, quella disposizione della mente cui poco sopra si è fatto cenno? Quali compiti spettano agli adulti nei confronti della crescita delle giovani generazioni? Quali le responsabilità degli educatori? L insegnamento che si impartisce a scuola come si flessibilizza entro il panorama disciplinare che storicamente costituisce il cardine dell attività di istruzione e formazione? E ancora: quali responsabilità incombono su coloro che dalla legge sono individuati come detentori di potestà organizzative e formative relativamente alla sicurezza? E i cosiddetti decisori che ruolo rivestono? A queste e a molte altre domande vuole rispondere questo monitoraggio, il terzo, da quando l Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto è stato costituito. Confrontando le tre edizioni (2004, 2006, 2009 gli anni finanziari di riferimento), appare evidente il cammino percorso dalle scuole venete nello sforzo di conoscere, assimilare, interpretare la normativa - il D.Lgs. 81/2008, ovvero il Testo unico in tema di sicurezza -, promuovendo tra i dirigenti, gli insegnanti, il personale Ata, gli studenti di ogni età, una sensibilità più attenta e una notevole capacità di rispondere alle nuove indicazioni e ai bisogni formativi riscontrati sul territorio. Non si tratta pertanto solo di assolvere ad un dovere, da parte di questa Direzione, di rendicontare l impiego delle risorse finanziarie erogate agli Istituti scolastici, ma anche di 5

7 verificare la capacità di organizzazione delle scuole per rispondere al meglio al compito, nonché la forza di trovare alleanze, di stipulare accordi, di suscitare sinergie: in una parola la capacità di governare un settore di importanza fondamentale per una vita migliore. Le reti provinciali, il coordinamento dato dal SiRVeSS, la promozione di capillari iniziative di formazione del personale, estesa ora anche allo stress-lavoro correlato, la ricerca didattico-educativa volta ad approntare percorsi curricolari ed extra curricolari aggiornati e coerenti con le indicazioni della Riforma, da anni attuati in Veneto, testimoniano un impegno davvero notevole. Un esempio di trasparenza che si colloca sulla linea assunta dal MIUR, che si inserisce nel recente programma Scuola in chiaro a vantaggio dell utenza che ha diritto di conoscere come vengano impiegate le risorse pubbliche. Non solo le scuole autonome potranno quindi ritrovarsi all interno dei capitoli di questo monitoraggio, assumendolo come strumento per l autoanalisi d Istituto e come indicazione per le decisioni future, in un ottica, quella della qualità, volta al miglioramento continuo del servizio. Il testo vuole rivolgersi, per il tramite degli istituti scolastici, anche a tutti gli Enti che sul territorio collaborano, all interno delle proprie competenze, a rendere le scuole luoghi di sicurezza per tutti gli utenti dell offerta formativa. In qualche modo si auspica che il monitoraggio risulti di utilità ai gestori del servizio e agli educatori, favorendo il dialogo, ai fini di una crescita ulteriore di quella responsabilità che trova nell ambito educativo la sua più alta espressione. Gli studenti stessi, specialmente quelli della scuola secondaria di secondo grado, possono farne oggetto di riflessione per comprendere lo status quaestionis in Veneto e per offrire il proprio contributo, con maturata coscienza, alla costruzione di quella cittadinanza attiva su cui si incentra oggi il compito della scuola italiana. Le esperienze in tal senso sono già avviate. Si tratta ora di raccogliere le energie per renderle vitali e proficue a favore di un clima sereno di lavoro e di una crescita competente ed armoniosa delle giovani generazioni. Gianna Marisa Miola 6

8 Cap. I INTRODUZIONE E QUADRO NORMATIVO Il Progetto regionale di formazione delle figure sensibili nasce nel gennaio 2002 e, almeno inizialmente, è rivolto, mediante lo stanziamento di appositi fondi ministeriali, a dare sostegno economico, organizzativo e di indirizzo alle istituzioni scolastiche autonome, per la realizzazione dei corsi di formazione sia per i Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione scolastici e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, sia per il personale scolastico chiamato ad occuparsi del pronto soccorso e della prevenzione incendi (queste ultime due categorie sono dette appunto figure sensibili, come recita per la prima volta la C.M. del 29/4/1999, n. 119). L attività di formazione cui si riferisce prioritariamente il Progetto trova la sua ragion d essere e le sue linee-guida attuative nella legislazione vigente in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, in particolare nel D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni, nonché nelle norme specifiche definite dal M.I.U.R. In sostanza, l intera problematica della sicurezza in ambito scolastico, dalla formazione dei soggetti coinvolti alla valutazione dei rischi, dalla gestione delle emergenze alla sorveglianza sanitaria, fa capo ad un ben preciso corpo legislativo e normativo, che, se si circoscrive il campo all essenziale, risulta abbastanza agevole riassumere in ordine cronologico: D.M. Interno 26/8/ Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica D.Lgs. 19/9/1994 n Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro D.M. Interno 10/3/ Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro D.M. Pubblica Istruzione 29/9/1998 n Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche ed integrazioni Circ. M.I.U.R. 29/4/1999 n Decreto legislativo 626/94 e successive modifiche ed integrazioni - D.M. 382/98: sicurezza nei luoghi di lavoro - Indicazioni attuative Circ. M.I.U.R. 19/4/2000 n Decreto legislativo 626/94 e successive modifiche ed integrazioni - Sicurezza nelle scuole D.Lgs. 9/4/2008 n Attuazione dell art. 1 della Legge 3/8/2007 n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro D.Lgs. 3/8/2009 n Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Va precisato che il succinto quadro legislativo di riferimento appena tracciato deve essere visto soprattutto in chiave di evoluzione temporale, perché composto da normative che, seppur non recenti, risultano tutt oggi ancora vigenti (D.M. Interno 26/8/1992, D.M. Interno 10/3/1998), da decreti oggi abrogati o superati (D.Lgs. 626/94, D.M. Pubblica Istruzione 29/9/1998 n. 382), che tuttavia si perpetuano, nello spirito ma anche in molti contenuti specifici, attraverso quelli più recenti che li hanno soppiantati (D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 106/09) e da circolari ministeriali che, soprattutto per il loro valore culturale e d indirizzo, si possono definire senza tempo, sono cioè ancora attualissime nonostante la data della loro pubblicazione. 7

9 Tra tutti questi spicca però, per importanza e profondità delle ricadute anche in ambito scolastico, il D.Lgs. 81/08, che rappresenta quindi il punto di riferimento continuo e preferenziale non solo per l attuazione del Progetto di formazione delle figure sensibili, ma anche per la realizzazione del monitoraggio cui è dedicato questo volume e per gran parte delle riflessioni ed indicazioni che emergeranno dall analisi dei dati raccolti. È in tal senso, perciò, che questo come i precedenti monitoraggi sono visti soprattutto come un opportunità di realizzare un analisi ad ampio spettro sullo stato di applicazione dei decreti sulla sicurezza (ieri il D.Lgs. 626/94, oggi il D.Lgs. 81/08) nella Scuola veneta, a distanza ormai di quasi un ventennio dalla loro prima entrata in vigore. 8

10 Cap. II IL PROGETTO DI MONITORAGGIO II.1 Premessa e obiettivi Il Progetto regionale di formazione delle figure sensibili ha preso ufficialmente avvio nel gennaio 2002, una volta recepita la nota dell Ufficio Scolastico Regionale prot. n. 137/D4 del 17/01/02 relativa all individuazione dei fondi destinati ai singoli Centri Servizi Amministrativi (oggi Uffici Scolastici Territoriali), alle istruzioni operative e alla definizione della figura del Responsabile provinciale del coordinamento del Progetto. Nell arco di questi 10 anni di conduzione del Progetto, sono pervenuti regolarmente, prima all Ufficio Regionale e da questo agli Uffici Territoriali e quindi alle singole istituzioni scolastiche, finanziamenti ministeriali relativi ad ognuno degli aa.ff. dal 2001 al 2010, con somme che mediamente sono state superiori al milione di euro all anno su scala regionale. Negli anni, gli indirizzi che la Direzione Generale ha inteso dare si sono andati via via modificando ed aggiornando, passando da un indicazione ad utilizzare i fondi esclusivamente per la formazione delle cosiddette figure sensibili (personale scolastico adibito al primo soccorso e alla prevenzione incendi), del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ad un suggerimento di più ampio respiro, sebbene sempre coerente con le finalità generali per cui i fondi sono stati assegnati dal M.I.U.R. Si parla perciò sia di completamento della formazione delle figure sensibili (ove necessario), sia di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), di adeguamento delle attrezzature e dei materiali destinati alle attività didattiche e dell eventuale nomina del Medico Competente (MC). A partire dall utilizzo dei finanziamenti 2003 si prevede inoltre la possibilità che i fondi destinati alle singole scuole possano essere assegnati modificando, in base alle esigenze riscontrate dagli Uffici Territoriali, il peso dei fattori di calcolo utilizzati a livello regionale. Dal 2006, infine, è stata scorporata dalle risorse complessive da distribuire alle singole istituzioni scolastiche una quota riservata agli Uffici Territoriali e destinata ad azioni formative di carattere e rilevanza provinciale, quota che, dal 2008, l Ufficio Regionale ha attribuito direttamente alle Reti di scuole per la sicurezza presenti ed operative in Veneto. Il quadro di riferimento testé accennato giustifica la necessità di acquisire periodicamente informazioni aggiornate e, soprattutto, relative alle specifiche indicazioni fornite dalla Direzione Generale. Dopo i due monitoraggi condotti nel 2004 e nel 2006, i cui dati sono stati pubblicati rispettivamente nel 2005 e nel 2007, è stato quindi doveroso proporne un terzo, che, vista anche la distanza temporale che lo ha separato dai due precedenti, ne ripercorresse almeno parzialmente le tracce, senza tuttavia trascurare alcuni aspetti di novità normativa e di assetto organizzativo delle scuole sui temi della sicurezza intervenuti nel frattempo. Un monitoraggio, in sostanza, che, oltre a rispondere all esigenza di conoscere alcuni dati tecnici (informazioni in grado di fotografare il livello organizzativo delle scuole sui temi della sicurezza), permettesse di sapere come le singole istituzioni scolastiche hanno impiegato concretamente i fondi loro assegnati; monitorare la situazione in quest ambito, infatti, non è solo di primaria importanza (per ovvi motivi), ma è anche strategicamente indispensabile, nell ottica di una sempre più razionale assegnazione dei finanziamenti ministeriali. 9

11 Gli obiettivi generali di questo terzo monitoraggio sono, in sostanza, così riassumibili: raccogliere informazioni sull impiego concreto dei fondi assegnati alle scuole, da cui trarre suggerimenti di indirizzo per una sempre maggiore efficienza ed efficacia nell utilizzo delle risorse conoscere la situazione aggiornata rispetto alla formazione delle figure sensibili e delle figure di sistema (R-ASPP e RLS), per poter quantificare le attuali necessità in quest ambito conoscere la strutturazione e l organizzazione della sicurezza delle scuole, anche in relazione alle novità introdotte dal D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni acquisire informazioni sullo stato dell arte del processo di valutazione e gestione dei rischi messo in atto dalle singole istituzioni scolastiche, da cui ricavare una valutazione complessiva del livello di inserimento del tema della sicurezza nel sistema-scuola veneto raccogliere informazioni sulla progettualità delle scuole nell ambito della didattica della salute e sicurezza, come ampliamento dell offerta formativa in un ottica di collegamento con gli adempimenti richiesti dalla normativa vigente II.2 Struttura del monitoraggio Analogamente ai precedenti, anche questo terzo monitoraggio è stato suddiviso secondo la struttura che viene di seguito riportata: GESTIONE GENERALE DEI FONDI ANNO FINANZIARIO 2008 (quesiti 1 4) ANNO FINANZIARIO 2009 (quesiti 5 8) FORMAZIONE DELLE FIGURE SENSIBILI (quesiti 9 13) ATTIVITÀ DI FORMAZIONE FORMAZIONE DEI R-ASPP (quesiti 14 e 15) FORMAZIONE DEI RLS (quesiti 16 e 17) 10

12 ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA COMPOSIZIONE SPP, PRESENZA RLS E MC, REFERENTI DI PLESSO (quesiti 18 25) VALUTAZIONE DEI RISCHI CONTENUTI DEL DVR (quesiti 26 32) DIDATTICA DELLA SALUTE E SICUREZZA PROGETTUALITÀ ED AZIONI DELLE SCUOLE (quesiti 33 37) Con le domande contenute nell ambito Gestione generale dei fondi si intendeva acquisire informazioni di tipo economico (flussi di cassa in ingresso e in uscita), rispetto ai finanziamenti ministeriali relativi agli aa.ff e Una novità introdotta da questo terzo monitoraggio è stata l individuazione dei soggetti interni all istituzione scolastica che più facilmente sono in grado di rispondere ai quesiti posti e il conseguente suggerimento dato ai compilatori del questionario; in questo caso il soggetto interno che possiede queste informazioni è stato individuato nel Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi dell istituto. Le domande relative all ambito Attività di formazione indagavano l entità degli interventi di formazione e aggiornamento rivolti tanto alle figure sensibili quanto ai R-ASPP e RLS nell ultimo biennio scolastico concluso (2008/09 e 2009/10); potevano rispondere compiutamente ai quesiti di quest ambito tanto il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi quanto lo stesso Dirigente Scolastico. Le domande relative all ambito Organizzazione della sicurezza avevano lo scopo di raccogliere informazioni sull attuale strutturazione dei Servizi di Prevenzione e Protezione scolastici e sulle collaborazioni che questi hanno con le altre figure con ruolo e competenza nella gestione della sicurezza; potevano ragionevolmente rispondere ai quesiti sia il Dirigente Scolastico sia il RSPP dell istituto. Le domande contenute nell ambito Valutazione dei rischi intendevano raccogliere informazioni sugli ambiti, le mansioni e le attività valutati e contenuti nel DVR dell istituto e sul collegato gestionale che ad essi afferisce; poteva più facilmente rispondere ai quesiti il RSPP della scuola. Infine, con le domande contenute nell ambito Didattica della salute e sicurezza si intendeva acquisire informazioni sulla realizzazione di attività, percorsi o progetti didattici sui temi della salute e sicurezza all interno delle 11

13 singole istituzioni scolastiche e su come tali iniziative eventualmente si colleghino agli altri ambiti di interesse del Dirigente Scolastico (valutazione e gestione dei rischi, informazione e formazione); il soggetto interno che possiede le informazioni richieste è stato individuato nel referente per la didattica della sicurezza (o funzione strumentale su questi temi), in eventuale collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione scolastico. Il testo dei quesiti è riportato nell Appendice II. II.3 Validazione del questionario La struttura e i contenuti del questionario sono stati oggetto di attenta analisi e valutazione preventiva da parte dei Referenti provinciali per la sicurezza, nominati in ogni Ufficio Territoriale, e dei componenti del Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole SiRVeSS, con particolare riferimento ai coordinatori delle Reti di scuole per la sicurezza presenti in ogni provincia. Alcuni spunti di valutazione di tipo statistico sono riportati nel cap. IV. II.4 Realizzazione del monitoraggio Al fine di eliminare alcune problematiche tecniche connesse all applicazione del sistema informatico di somministrazione on line del questionario, emerse in occasione delle due precedenti esperienze, questo terzo monitoraggio è stato realizzato mediante l utilizzo della sola posta elettronica. A cura dell Ufficio Scolastico Regionale, le scuole hanno ricevuto una nota ufficiale, relativa all avvio del monitoraggio, allegata alla quale hanno trovato sia la versione scritta del questionario (in formato pdf), sia una griglia Excel appositamente predisposta. Per facilitare la ricerca delle informazioni da acquisire per rispondere al questionario, la versione scritta conteneva delle note esplicative, a corredo di ogni singolo quesito e, più in generale, per l impiego della griglia Excel. Successivamente le scuole hanno compilato la griglia Excel e hanno restituito solo quest ultima, all indirizzo di posta elettronica fornito dallo stesso Ufficio Regionale. La nota d avvio del monitoraggio e i materiali ad essa allegati sono stati comunque resi disponibili anche nel sito dell USRV (www.istruzioneveneto.it), dal quale le scuole potevano scaricarli liberamente. Questo sistema, innovativo rispetto alle precedenti esperienze, ha portato ad un risultato di risposta delle scuole decisamente superiore, pari al 95% su base regionale, contro il 92% dell edizione 2005 e l 81% dell edizione 2007 (per ulteriori dettagli in merito si rimanda al cap. IV). II.5 Criteri generali di analisi dei dati Visti gli obiettivi generali del monitoraggio, per quanto riguarda la lettura e l interpretazione dei dati di ritorno si è ritenuto indispensabile, così come per i precedenti monitoraggi, poter realizzare le seguenti aggregazioni: a. dati relativi al gruppo di tutte le scuole del Veneto b. dati relativi al gruppo di tutte le scuole di ogni singola provincia 12

14 c. dati relativi a tutti i gruppi di scuole dei diversi ordini e gradi del Veneto (circoli didattici, istituti comprensivi, scuole medie inferiori, istituti superiori) d. dati relativi ad un sottoinsieme degli istituti superiori del Veneto che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza. Le analisi di: e. dati riferiti ad ogni singola istituzione scolastica f. dati relativi a tutti i gruppi di scuole dei diversi ordini e gradi di ogni singola provincia g. dati relativi ad un sottoinsieme degli istituti superiori di ogni singola provincia che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza esulano dagli obiettivi d indagine di questo rapporto e sono delegate ai singoli Uffici Territoriali (attraverso le figure dei Responsabili provinciali di Progetto ) e ad iniziative locali di restituzione dei dati, anche con il supporto dell Ufficio Scolastico Regionale. II.6 Tempistica del monitoraggio La scansione temporale delle azioni relative al monitoraggio è riportata nella tabella che segue. Azione Definizione dei contenuti del monitoraggio e sua validazione Mar Apr Mag Giu Lug Set Ott Nov Dic Gen Feb Pubblicazione del questionario Compilazione del questionario da parte delle scuole Elaborazione informatica e analisi dei dati raccolti Stesura del rapporto finale Stampa e pubblicazione del rapporto finale 13

15 14

16 Cap. III PRESENTAZIONE E ANALISI DEI RISULTATI Nel presentare e analizzare i risultati del monitoraggio si seguirà la stessa struttura con cui è stato impostato e proposto il questionario (cfr. par. II.2). I grafici posti a corredo del testo fanno riferimento alla situazione generale della regione Veneto (sigla VEN), a quella delle 7 province (sigle BL, PD, RO, TV, VE, VI e VR) e a quella delle diverse tipologie di scuole, così raggruppate: Circoli didattici sigla EE Istituti comprensivi sigla IC Scuole medie inferiori sigla MM Istituti superiori sigla SUP Gruppo particolare di istituti superiori simbolo * Quest ultimo raggruppamento raccoglie tutti gli istituti superiori del Veneto che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza. In tal senso sono stati scelti gli istituti tecnici e professionali che presentano la sigla IS (ISISS e IIS), RA (IPSSA), RH (IPSSAR), RI (IPSIA), TA (ITAS) e TF (ITIS) nel codice meccanografico. All inizio di ogni paragrafo verrà indicato il gruppo di quesiti di riferimento; per una migliore comprensione del commento, si suggerisce di prendere visione del testo delle domande, riportato nell Appendice II. III.1 Gestione generale dei fondi assegnati dal Ministero (quesiti 1 8) Il finanziamento ministeriale assegnato dal M.I.U.R. all Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto per l a.f e connesso alla realizzazione del Progetto di formazione delle figure sensibili ammontava complessivamente a ; quello per l a.f a In generale, i finanziamenti vengono suddivisi tra le 7 province secondo un criterio di ripartizione abbastanza complesso, deciso dall Ufficio Regionale. Tale criterio si è andato evolvendo e modificando dal 2001 (anno d avvio del Progetto) ad oggi; quello applicato ai finanziamenti in oggetto (aa.ff e 2009) prevedeva che: il 70 % della somma fosse assegnato per le azioni di formazione del personale (in particolare delle figure sensibili ) da questo 70 % si detraesse una quota fissa ( per ognuno dei due anni), da destinare alle Reti di scuole per la sicurezza presenti in ogni provincia ( alle Reti di PD, TV, VE, VI e VR, alle Reti di BL e RO), per azioni di formazione a carattere provinciale la parte restante del 70 % fosse suddivisa tra le varie province in base al numero di posti in organico di diritto del personale (docente e A.T.A.) di ognuna il rimanente 30 % della somma complessiva fosse assegnato per altre iniziative e necessità riguardanti la sicurezza, suddividendolo tra le varie province in base al numero di istituzioni scolastiche di ognuna A loro volta, gli Uffici Territoriali, nella suddivisione dei fondi tra le istituzioni scolastiche della propria provincia, hanno applicato lo stesso criterio generale del %, suddividendo però quest ultima parte della somma complessiva secondo criteri stabiliti 15

17 localmente (da un apposita commissione istituita al proprio interno), avendo facoltà di individuarne anche altri, commisurati alle particolari esigenze del territorio e alla conoscenza diretta di specifiche situazioni, e prestando una particolare attenzione nei confronti degli istituti caratterizzati dalla presenza di laboratori e officine. Riassumendo, relativamente agli aa.ff e 2009 le scuole del Veneto hanno avuto un finanziamento complessivo pari a , da cui vanno però detratti i (pari a circa il 5 %) dati direttamente alle Reti di scuole per la sicurezza. Le somme medie pervenute alle singole istituzioni scolastiche (IS), desunte dalle loro stesse dichiarazioni nel questionario, sono riportate nella seguente tabella, che considera entrambi gli anni di riferimento, le varie province e le scuole dei diversi ordini e gradi: Riferimento Somma media per IS Somma media per IS a.f a.f Veneto Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Circoli didattici Istituti comprensivi Scuole media Istituti superiori * Un attenta lettura della tabella precedente porta a formulare le seguenti considerazioni: relativamente all a.f. 2008, la distribuzione delle somme alle singole scuole non si discosta di molto tra le varie province, rispetto alla media regionale, salvo il caso di Rovigo (con una media decisamente inferiore) e di Treviso (con una media abbastanza superiore) relativamente all a.f. 2009, sia Belluno che Rovigo risultano sensibilmente sotto la media, mentre Vicenza è situata decisamente sopra la media rispetto alle scuole dei diversi ordini e gradi, in entrambi gli aa.ff. di riferimento spiccano le cifre più basse attribuite alle scuole medie e quelle più alte assegnate agli istituti superiori la media delle somme arrivate al sottoinsieme delle scuole superiori venete che risultano caratterizzate dall elevato numero di laboratori (sigla IS, RA, RH, RI, TA e TF nel codice meccanografico, indicate nella tabella con il simbolo *) è nettamente più alta rispetto a quella relativa all insieme di tutti gli istituti superiori, com è logico che sia, tenendo conto dei criteri adottati dagli Uffici Territoriali nel ripartire i finanziamenti (precedentemente illustrati) 16

18 FINANZIAMENTO VALORE MEDIO DELLA % DELLA SOMMA SPESA ENTRO IL 2010 DALLE SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.1 Sempre rispetto all assegnazione dei fondi alle scuole, è doveroso infine precisare che i tempi e le modalità del trasferimento del finanziamento dal Ministero all Ufficio Scolastico Regionale sono stati tali che, per un effetto a cascata, le somme sono entrate nelle casse delle scuole in momenti diversi e quelle a saldo delle due annualità sono arrivate con circa un anno di ritardo rispetto all a.f. di riferimento. Per questo motivo, nei quesiti relativi a questa prima sezione del questionario il limite temporale è stato posto al 31/12/2010. Fatta quest ultima considerazione, non può stupire il fatto che resti confermata, rispetto ai precedenti monitoraggi, l incapacità delle scuole di utilizzare l intera somma a disposizione (fig. 1.1 e 1.5 rispettivamente per l a.f e 2009), anche se la situazione è decisamente migliorata rispetto alle altre due rilevazioni, quando per il Veneto si era attestata al 68 % nel 2001, al 71 % nel 2002, all 88 % nel 2003 e al 74 % nel Il dato relativo alla percentuale delle scuole che hanno dichiarato di aver speso l intero finanziamento (fig. 1.2 e fig. 1.6, rispettivamente per l a.f e 2009) è invece rimasto sostanzialmente stabile, almeno rispetto al monitoraggio precedente, quando, a livello veneto, si attestava al 79 % nel 2003 e al 62 % nel

19 FINANZIAMENTO % DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CHE HANNO SPESO TUTTO IL FINANZIAMENTO (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.2 Sarebbe meritevole di maggiore approfondimento il dato relativo al numero di scuole che dichiarano di avere un altro budget sulla sicurezza, ad integrazione dei finanziamenti ministeriali. Infatti, mentre esistono differenze anche di non poco conto tra una provincia e l altra (fig. 1.3 e fig. 1.7, rispettivamente per l a.f e 2009), con una punta di diversificazione tra Rovigo e Vicenza, che nel 2008 supera i 40 punti percentuali, raggruppando le scuole per tipologia (fig. 1.4 e fig. 1.8) tali differenze risultano molto più contenute, con variazioni che si mantengono entro l ordine della decina di punti percentuali. Un analisi su questo aspetto può essere più efficacemente realizzata solo a livello locale, considerando le specificità dei territori e le prassi consolidate. Prima di concludere questo paragrafo sulla gestione generale dei fondi e volendo andare oltre la breve analisi numerica appena proposta, vale la pena tornare sul dato forse più significativo che emerge, vale a dire sulla difficoltà delle scuole a spendere le somme loro assegnate annualmente. Le cause di questo fenomeno possono essere numerose e diverse, anche all interno della stessa istituzione scolastica; di seguito si proverà a citarne alcune, considerate tra le più probabili ed importanti. 18

20 FINANZIAMENTO % DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CHE HANNO UN ALTRO BUDGET PER LA SICUREZZA (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.3 I finanziamenti arrivano alle scuole non in un unica soluzione, bensì in una sequenza di acconti successivi. Questo fatto, che fin dalla sua nascita caratterizza il Progetto di formazione delle figure sensibili, ostacola non poco la programmazione del loro utilizzo. Per le influenze negative che può avere, specialmente se si devono impegnare cifre consistenti, il frazionamento delle cifre è decisamente più deleterio del fatto che, come si diceva in apertura di paragrafo, i finanziamenti arrivino con un anno di ritardo rispetto all a.f. di riferimento, cosa non rilevante fintantoché ci sarà continuità di finanziamenti. Questa criticità appare difficilmente superabile, perché attiene alla normale fisiologia gestionale dei fondi ministeriali. Molto spesso, nelle scuole, il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), che dovrebbe avere il compito, assieme o per conto del Dirigente, di tradurre le priorità d intervento sui temi della salute e sicurezza in impegno di spesa, non gode, sotto questo profilo, della stessa credibilità che può vantare in ambito tecnico. In pratica è abbastanza frequente che vi sia una netta scissione (in certi casi una vera e propria incomunicabilità) tra chi si occupa di gestire tecnicamente la sicurezza e chi si occupa invece di gestirne i fondi, quasi non fossero due facce della stessa medaglia; ciò impedisce di programmare efficacemente l utilizzo delle somme assegnate, che rischiano di rimanere in bilancio per l anno successivo. Su questo punto è possibile intervenire, almeno nel medio periodo, attraverso la formazione, insistendo sugli aspetti amministrativi ed economici in occasione dei corsi per RSPP (in particolare durante il modulo C, dedicato prevalentemente agli aspetti gestionali) e affrontando lo stesso tema con i Dirigenti e i Direttori amministrativi, in occasione dei corsi o degli incontri d aggiornamento loro rivolti. 19

Prot. n. MIUR AOODRVE.UFF.III/10821/C21 Venezia, 20 luglio 2012. Dirigenti delle scuole statali di ogni ordine e grado

Prot. n. MIUR AOODRVE.UFF.III/10821/C21 Venezia, 20 luglio 2012. Dirigenti delle scuole statali di ogni ordine e grado MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO DIREZIONE GENERALE Riva di Biasio Santa Croce, 1299-30135 VENEZIA Ufficio III Personale della Scuola

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO G.1. I reati di cui all art. 25 septies del D.Lgs. n. 231/2001 La Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha introdotto l art. 25 septies del

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli

CORSO ANTINCENDIO BASE

CORSO ANTINCENDIO BASE Evento formativo Corso di addestramento CORSO ANTINCENDIO BASE 1. Premessa Il D.Lgs. 81/2008 e D.M. 10.03.98 stabiliscono, tra l altro, i criteri per la valutazione dei rischi incendio nei luoghi di lavoro

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

I rischi da stress lavoro-correlato nella scuola Metodo operativo completo di valutazione e gestione

I rischi da stress lavoro-correlato nella scuola Metodo operativo completo di valutazione e gestione I rischi da stress lavoro-correlato nella scuola Metodo operativo completo di valutazione e gestione A. PREMESSA Di seguito viene proposto un metodo completo per la valutazione e la gestione dei rischi

Dettagli

Tasso di copertura della rilevazione. Numero di scuole che hanno risposto

Tasso di copertura della rilevazione. Numero di scuole che hanno risposto MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO DIREZIONE GENERALE Riva de Biasio S. Croce 1299-30135 VENEZIA Ufficio IV - Ordinamenti scolastici -

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione.

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione. RELAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTO CONSUNTIVO 2013 La presente relazione illustra l andamento della gestione dell istituzione scolastica e i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati

Dettagli

Rilevazione ed analisi statistica dei dati nazionali

Rilevazione ed analisi statistica dei dati nazionali Castel San Pietro Terme, 9 maggio 2014 Rilevazione ed analisi statistica dei dati nazionali Ruggeri Denis Docente sezione ospedaliera IIS Castelli Brescia, collaboratore MIUR per il portale nazionale della

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

STRESS DA LAVORO CORRELATO

STRESS DA LAVORO CORRELATO STRESS DA LAVORO CORRELATO Il presente documento costituisce uno strumento utile per l adempimento dell obbligo di valutazione dei rischi da stress da lavoro correlato sancito dal Testo Unico in materia

Dettagli

La vigenza dell articolo è poi stata confermata dal CCNL 24/7/2003, all art. 142, e dall art.146 CCNL - 2007.

La vigenza dell articolo è poi stata confermata dal CCNL 24/7/2003, all art. 142, e dall art.146 CCNL - 2007. INDENNITÀ DI FUNZIONI SUPERIORI, DI REGGENZA e di DIREZIONE Riferimenti normativi: art. 69 del scuola 94-97 - tutt'ora in vigore in quanto richiamato esplicitamente dall'art. 146 del scuola 29/11/07 art.

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

Che fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori?

Che fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori? Le proposte emerse dai gruppi di RLS 1 Che fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori? Il RLS consulta il documento di valutazione dei rischi e verifica se il rischio

Dettagli

Il RIF è un marchio che l impresa potrà apporre nella sua carta intestata e nelle sue comunicazioni.

Il RIF è un marchio che l impresa potrà apporre nella sua carta intestata e nelle sue comunicazioni. 1. RIF: che cos è Il RIF (Registro dell Impresa Formativa) è lo strumento, approvato dal FORMEDIL e dalla CNCPT, collegato al sito della Banca dati formazione costruzioni (BDFC) del Formedil nel quale

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

Nuove regole per i comitati aziendali europei. Presentazione della direttiva 2009/38/CE

Nuove regole per i comitati aziendali europei. Presentazione della direttiva 2009/38/CE Nuove regole per i comitati aziendali europei Presentazione della direttiva 2009/38/CE A cosa servono i Comitati aziendali europei? I Comitati aziendali europei (CAE) sono enti che rappresentano i lavoratori

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ISTITUTO COMPRENSIVO C. LEVI MANIACE RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 AUTOANALISI D ISTITUTO Anno scolastico 2012/2013 RELAZIONE In data

Dettagli

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Area 1 Gestione P.O.F. Prof.ssa Casertano Brigida Area 1 Monitoraggio e Valutazione del P.O.F. Prof. Spalice Giovanni Area 2 Sostegno alla funzione Docenti Prof. Rocco

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 DATA DI PUBBLICAZIONE DELL ESTRATTO DEL BANDO SULLA GURI: DATA DI SCADENZA

Dettagli

Testo integrale commentato

Testo integrale commentato MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO DIREZIONE GENERALE Riva De Biasio S. Croce 1299 30135 Venezia Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

inform@ata news n.02.14

inform@ata news n.02.14 inform@ata news n.02.14 Per contatti o segnalazioni: e-mail: r.fiore@flcgil.it siti internet: www.flc-cgiltorino.it www.flcgil.it la newsletter di informazione sulle problematiche del settore ATA della

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO Scheda esplicativa per la trattativa decentrata maggio 2009 ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO a cura di Giuseppe Montante e Carlo Palermo componenti la Delegazione trattante nazionale

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015 STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS Anno Accademico 2014/2015 PERCHE LA SCHEDA SUA CDS? L Obiettivo della scheda SUA-CdS non è puramente compilativo; tale strumento vuole essere una guida ad

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

CORSO FORMAZIONE FOR O MA M TOR O I

CORSO FORMAZIONE FOR O MA M TOR O I CORSO FORMAZIONE FORMATORI Una metafora per iniziare. Quando fai piani per un anno, semina grano. Se fai piani per un decennio, pianta alberi. Se fai piani per la vita, forma ed educa le persone. Proverbio

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI: QUALE CONVIVENZA PER LA MIGLIORE FUNZIONALITÀ DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA 1 A cura di Maria Michela Settineri IL

Dettagli

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici SOMMARIO SERVIZI ALLE AZIENDE E AGLI ENTI PUBBLICI - accoglienza; - consulenza relativa alle comunicazioni obbligatorie; - servizio

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

CIRCOLARE N.3/E. Roma, 28 febbraio 2012

CIRCOLARE N.3/E. Roma, 28 febbraio 2012 CIRCOLARE N.3/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 febbraio 2012 OGGETTO: Articolo 24, comma 31, del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO v. Marconi, 62 15058 VIGUZZOLO (AL) Tel. 0131/898035 Fax 0131/899322 Voip 0131974289 Mobile 3454738373 E_mail: info@comprensivoviguzzolo.it

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 30/7 DEL 29.7.2014

DELIBERAZIONE N. 30/7 DEL 29.7.2014 Oggetto: Assegnazione all Azienda ASL n. 8 di Cagliari dell espletamento della procedura per l affidamento del servizio di realizzazione del sistema informatico per la gestione dell accreditamento dei

Dettagli

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37 Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Stefano Chirichigno e Vittoria Segre Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 Nucleo di Valutazione RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 (ex art. 5, comma 21 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537) - GIUGNO 2015 - DOC 07/15 Sommario: 1. Obiettivi e struttura

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

Circolare n 47. Ai Direttori Generai i degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI

Circolare n 47. Ai Direttori Generai i degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI MIUR - Ministero dell'istruzione dell'università e della Rice,::]ca AOODGOSV - D.G. per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del S.N.I. REGISTRO UFFICIALE _. Prot. n. 0006257-21Il 0/20 14 - USCITA

Dettagli

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F.

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Giovanni Caboto GAETA CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. A.S. 2013-2014 1. Richiesta per accedere alle Funzioni strumentali al P.O.F.

Dettagli

CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica VENEZIA

CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica VENEZIA 1 COBAS - Comitati di Base della Scuola della provincia di Venezia www.cobasscuolavenezia.it - e-mail: posta@cobasscuolavenezia.it CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica VENEZIA In quanti in classe con

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado. SCHEDA DI MONITORAGGIO PROGETTO P.O.F. a.s.

ISTITUTO COMPRENSIVO di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado. SCHEDA DI MONITORAGGIO PROGETTO P.O.F. a.s. ISTITUTO COMPRENSIVO di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado Sede Centrale: Scuola Media Statale "San Francesco d'assisi" Via Jonghi, 3-28877 ORNAVASSO (VB) - cod. fiscale 84009240031

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d);

VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d); VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d); VISTO il Regolamento delle attività culturali, sociali e ricreative degli studenti, emanato con decreto rettorale

Dettagli

Prot. N. 931 /E7 Volterra, 14 aprile 2014 INTESA CONTRATTO INTEGRATIVO D ISTITUTO

Prot. N. 931 /E7 Volterra, 14 aprile 2014 INTESA CONTRATTO INTEGRATIVO D ISTITUTO ISTITUTO d ISTRUZIONE SUPERIORE GIOSUÈ CARDUCCI LICEO CLASSICO, SCIENTIFICO, SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO V.le Trento e Trieste n 26-56048 - Volterra (PI) - tel. 0588 86055 - fax 0588 90203 ISTITUTO STATALE

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante approvazione del testo

Dettagli

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12.

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12. Disposizioni regolamentari relative agli Organi Ausiliari approvate dal Senato Accademico in data 28.02.2012 e dal Consiglio di Amministrazione in data 08.03.2012 e successivamente modificate dal Senato

Dettagli

l'?~/?: /;/UI,"lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ";1

l'?~/?: /;/UI,lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ;1 MIUR - Ministero dell'istruzione dell'untversùà e della Ricerca AOODGPER - Direzione Generale Personale della Scuola REGISTRO UFFICIALE Prot. n. 0006768-27/0212015 - USCITA g/~)/rir. (" J7rti///Nt4Ik0"i

Dettagli

Avviso Pubblico Giovani Attivi

Avviso Pubblico Giovani Attivi All. A Avviso Pubblico Giovani Attivi P.O.R. Campania FSE 2007-2013 Asse III Obiettivo Specifico: g) Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

Facciamo scuola consapevolmente

Facciamo scuola consapevolmente SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Progettazione e realizzazione di laboratori sull educazione al Consumo consapevole - Anno scolastico 2011/2012 BANDO 2011 ATTENZIONE La scheda progettuale, divisa in una parte

Dettagli

REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI

REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI COMUNE DI ALA REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd. 19.06.2003 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd.

Dettagli

Il Consiglio di Istituto

Il Consiglio di Istituto Prot. n. 442/C10a del 03/02/2015 Regolamento per la Disciplina degli incarichi agli Esperti Esterni approvato con delibera n.7 del 9 ottobre 2013- verbale n.2 Visti gli artt.8 e 9 del DPR n275 del 8/3/99

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

Città di Spinea Provincia di Venezia

Città di Spinea Provincia di Venezia Città di Spinea Provincia di Venezia APPALTO: servizio di pulizia interna uffici comunali 2013 2014 AFFIDAMENTO: da appaltare REDATTO DA REVISIONE N. DATA APPROVATO DA 1 SOMMARIO 1. SEZIONE DESCRITTIVA...

Dettagli

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Linee guida per le Scuole 2.0

Linee guida per le Scuole 2.0 Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione

Dettagli

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA PROGRAMMA EDUCATION INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E PREVISIONI DI PENSIONAMENTO Anticipazioni per la stampa dal Rapporto 2009 sulla scuola in Italia della Fondazione Giovanni Agnelli (dicembre

Dettagli

COORDINAMENTO PROVINCIALE FP-CGIL VIGILI DEL FUOCO LA SPEZIA

COORDINAMENTO PROVINCIALE FP-CGIL VIGILI DEL FUOCO LA SPEZIA COORDINAMENTO PROVINCIALE FP-CGIL VIGILI DEL FUOCO LA SPEZIA Al comando prov.le VV.F.La Spezia Ai funzionari responsabili Ai responsabili gestione tecnica E p.c. alle altre OO.SS. Oggetto: problematiche

Dettagli

SCHEMA PER LA STESURA DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO

SCHEMA PER LA STESURA DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO 1 INTRODUZIONE Per la predisposizione del piano, è necessario fare riferimento alle Linee Guida. Lo schema proposto di seguito è stato sviluppato nell ambito del progetto Miglioramento delle performance

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli:

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: 2. IL PROCESSO DI VALUTAZIONE 2.1. Gli attori del processo di valutazione Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: Direttore dell Agenzia delle Entrate.

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)

Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) Guida operativa Ottobre 2003 1 SOMMARIO Presentazione pag. 4 Premessa (da Linee Guida UNI-INAIL) pag. 5 A. Finalità (da

Dettagli

Presentazione Progetto Sport di Classe

Presentazione Progetto Sport di Classe Presentazione Progetto Sport di Classe a sostegno dell attività motoria e sportiva nella scuola 1 GOVERNANCE dello sport a scuola MIUR - CONI - Promuove il riconoscimento in ambito scolastico del valore

Dettagli