PIANO D EMERGENZA SCUOLA PRIMARIA CAPOLUOGO PLESSO VIA F/LLI ROSSELLI Anno scolastico 2014/2015

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO MARINA DI GIOIOSA JONICA MAMMOLA CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE : Via F.lli Rosselli, MARINA DI GIOIOSA JONICA (RC)) C.F.: Cod. Mecc.: RCIC81300V Oggetto: D. Leg.vo n. ro 626 D. D. Leg.vo n. ro /08 e 106/09) Norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro PIANO D EMERGENZA SCUOLA PRIMARIA CAPOLUOGO PLESSO VIA F/LLI ROSSELLI Anno scolastico 2014/2015 INTEGRAZIONI E AGGIORNAMENTI CONTIENE: ANALISI DEI RISCHI NORME DI COMPORTAMENTO PIANO D EVACUAZIONE Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Prof. Antonio Sgambelluri L RLS Prof. Elio Francesco Vinci Il Dirigente Scolastico Dott.ssa Maddalena Laganà

2 Introduzione Responsabilità educativa e formativa In termini di sicurezza sui luoghi di lavoro il Decreto Legislativo 626/94 pone l accento sulla responsabilità formativa, informativa, d addestramento e d istruzione. Il compito formativo è assegnato al datore di lavoro o al dirigente. Se ne trae la conclusione, quindi, che il docente, almeno per quanto riguarda l obbligo della formazione e informazione nei confronti degli alunni, deve essere paragonato ad un dirigente. Se informare fa riferimento al sapere ed il formare al sapere fare, educare fa riferimento al sapere essere. Se è vero che educare rende ciascuno più indipendente, più libero, capace di scegliere e di assumere le proprie responsabilità, di ragionare, di lavorare, di studiare, di esprimersi, di inventare, di agire bene, di gustare il bello e di amare, l obiettivo finale che l educazione alla sicurezza deve raggiungere è quello di rendere consapevoli gli alunni che i problemi della salute, degli infortuni e delle malattie professionali richiedono azioni concrete in ambito preventivo, che non possono essere ignorati e/o rimandati al momento occupazionale. Secondo quanto previsto al Punto 5.11 del Documento redatto ai sensi dell'ari. 4 del D. Lgs. 626/94, il responsabile del servizio di protezione e prevenzione dell Istituto Comprensivo di Marina di Gioiosa (RC), ha proceduto nel rispetto dell'iter previsto e con la partecipazione delle figure interessate, al riesame annuale del Documento medesimo ed alla valutazione dei rischi alla luce delle modifiche nel frattempo intervenute ad esito del quale, ha elaborato il presente documento che integra o modifica, nelle parti che saranno dì volta in volta puntualmente richiamate, il Documento2 redatto in data 20/09/1998 e sue successive modifiche ed integrazioni.

3 La Gestione della Sicurezza 1.0. Misure generali di tutela Le misure generali di tutela sono essenzialmente incentrate su: La valutazione preventiva dei rischi e la loro eliminazione o riduzione al minimo, sulla scorta delle più aggiornate conoscenze tecniche, mediante interventi possibilmente alla fonte. Il rispetto dei principi ergonomici. La priorità nell adozione delle misure collettive rispetto a quelle individuali; La corretta programmazione dei processi lavorativi, per ridurre al minimo l esposizione al rischio dei lavoratori. La regolare manutenzione e pulizia di ambienti, attrezzature, macchine e impianti. L informazione e la formazione dei lavoratori, nonché la loro consultazione e partecipazione alle questioni concernenti la sicurezza del lavoro tramite i rappresentanti per la sicurezza Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti Il Datore di Lavoro ha l obbligo di programmare e disporre la destinazione di tutte le risorse economiche, umane e organizzative necessarie per l applicazione delle misure generali di sicurezza previste dalla legge, e di verificarne lo stato di attuazione e di vigilare sull osservanza degli adempimenti da essa prescritti. A tal fine, uno dei principali obblighi a suo carico è costituito dall elaborazione del "documento sulla valutazione dei rischi", basato sostanzialmente sul monitoraggio di ambienti e posti di lavoro, attrezzature, impianti e sostanze, sulla verifica della loro conformità alle norme di legge e di buona tecnica, nonché sulla stima dell incidenza dei fattori organizzativi e di quelli interattivi con l uomo. Tale valutazione è effettuata dal datore di lavoro con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e, ove prevista la sorveglianza sanitaria, con il medico competente, previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. La valutazione dovrà essere aggiornata in relazione a cambiamenti significativi dei processi produttivi e dell assetto organizzativo dell azienda, atti a incidere sull esposizione a rischio dei lavoratori. Almeno una volta all anno è indetta una riunione, con la partecipazione anche del Rappresentante dei Lavoratori, volta principalmente a verificare lo stato di attuazione dei programmi di prevenzione e l efficacia delle relative misure di sicurezza e di protezione adottate per i lavoratori in azienda. Per l attuazione di quanto sopra, il datore di lavoro si avvale della collaborazione di "dirigenti" e "preposti" i quali, nell ambito delle attribuzioni e competenze loro specificamente conferite in materia di sicurezza, sono responsabili delle misure di attuazione della prevenzione e protezione. A tal fine essi debbono: dare attuazione, secondo le direttive ricevute, alle disposizioni di legge, utilizzando le informazioni, i mezzi tecnici e il personale messo a loro disposizione; consentire ai dipendenti, per il tramite dei loro rappresentanti, di portare il loro contributo alla valutazione del rischio e di verificare l applicazione delle misure di prevenzione e protezione; informare e formare i propri dipendenti circa i rischi e le misure individuali e collettive di prevenzione e protezione adottate; affidare specifici compiti ai lavoratori tenendo conto delle loro capacità e delle loro condizioni di salute; vigilare ed esigere l osservanza, da parte dei singoli lavoratori, delle norme e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza; aggiornare le misure di prevenzione e di protezione sia in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi aziendali, sia in base all evoluzione della tecnica. I "dirigenti" ed i "preposti" devono inoltre curare: l applicazione delle procedure di prevenzione incendi, di primo soccorso e di evacuazione dei lavoratori in situazioni di emergenza (Dlgs n. 626/94, Artt. 12 e seguenti); l adeguamento dei luoghi di lavoro, degli impianti e delle attrezzature alle norme di legge e di buona tecnica (Artt. 31, 32, 33, 34 e seguenti); l adozione, laddove necessario, di dispositivi di protezione individuale conformi a norma e l addestramento al corretto uso da parte dei lavoratori interessati, nonché la verifica periodica della loro efficienza (Artt. 40 e seguenti);

4 la predisposizione di tutte le azioni necessarie per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria, laddove prescritta (Artt. 16 e 17); l applicazione delle prescrizioni di sorveglianza sanitaria ed ergonomica a favore dei lavoratori che movimentano manualmente carichi pesanti (Artt. 47 e seguenti); l applicazione delle prescrizioni di sorveglianza sanitaria ed ergonomica a favore dei lavoratori adibiti "professionalmente" ad apparecchiature dotate di videoterminali, e cioè impegnati per un periodo di tempo superiore alle quattro ore consecutive giornaliere per tutta la settimana lavorativa (Artt. 50 e seguenti); l adozione di misure sia per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza che per l abbandono dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato e, persistendo le condizioni di pericolo, evitando di richiedere, salvo eccezioni debitamente motivate, la ripresa dell attività lavorativa. L inosservanza degli obblighi previsti per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti comporta sanzioni (arresto, ammenda e sanzione amministrativa) variabili non solo in relazione alla gravità delle violazioni delle norme di legge, ma anche in funzione degli effetti (a terzi, all'ambiente, etc) che tale violazione ha prodotto od abbia potuto produrre Obblighi e diritti dei lavoratori In aggiunta agli obblighi già previsti dalla pregressa normativa applicabile, nel D.Lgs. 626/94 è prescritto espressamente ai lavoratori di aver cura della propria sicurezza e della propria salute, nonché di usare correttamente, in conformità alle istruzioni e alla formazione ricevute, i dispositivi di sicurezza, tanto collettivi che individuali, e gli altri mezzi di protezione, di segnalazione e di controllo. Tale obbligo si estende anche all uso di macchinari, apparecchiature, utensili, sostanze e preparati pericolosi al fine di evitare che una loro impropria utilizzazione possa creare dei pericoli per la salute e la sicurezza degli altri dipendenti e delle persone eventualmente presenti nel luogo di lavoro. In particolare i lavoratori hanno l obbligo: di segnalare immediatamente al proprio preposto o dirigente (ovvero, in assenza di questi, a un referente aziendale idoneo) le disfunzioni o le carenze delle attrezzature e/o dei dispositivi di sicurezza in dotazione, nonché ogni eventuale situazione di pericolo di cui vengano a conoscenza; di non rimuovere, modificare o disattivare, senza espressa autorizzazione dei competenti preposti o dirigenti, i dispositivi di sicurezza, di segnalazione o di controllo; di adoperarsi direttamente, nei limiti delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o circoscrivere in caso di emergenza le situazioni di pericolo, dandone notizia, appena possibile, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; di non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non risultino di loro competenza, e che possano compromettere la sicurezza propria e/o altrui; di sottoporsi ai controlli sanitari loro prescritti dal medico competente e/o dagli organi di vigilanza (ove previsto); di non rifiutare, salvo giustificato motivo, la designazione all incarico di attuare le misure di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza; di partecipare con profitto e diligenza alle iniziative aziendali di informazione, addestramento e formazione, e di cooperare con gli incaricati aziendali, nei limiti delle istruzioni ricevute e delle proprie competenze, capacità e condizioni di salute, per una più efficace attuazione delle procedure di esodo o di gestione dell emergenza.

5 I lavoratori hanno il diritto: di astenersi, salvo casi eccezionali e su motivata richiesta, dal riprendere l attività lavorativa nelle situazioni in cui persista un pericolo grave e immediato; di allontanarsi, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, senza subire pregiudizi o conseguenze per il loro comportamento; di prendere misure atte a scongiurarne le conseguenze di un pericolo grave e immediato, nell impossibilità di contattare un superiore gerarchico o un idoneo referente aziendale, senza subire pregiudizi per tale comportamento, salvo che questo sia viziato da gravi negligenze; di essere sottoposti a visite mediche personali, qualora la relativa richiesta sia giustificata da una connessione, documentabile, con rischi professionali. L inosservanza degli obblighi previsti per i lavoratori comporta sanzioni (arresto o ammenda) variabili non solo in relazione alla gravità delle violazioni delle norme di legge, ma anche in funzione degli effetti (a terzi, all'ambiente, etc) che tale violazione ha prodotto od abbia potuto produrre Informazione e Formazione dei Lavoratori Ciascun lavoratore ha diritto di ricevere un informazione adeguata in materia di prevenzione e protezione. Ai sensi dell art. 21 del Dlgs n. 626/94, essa deve essere resa in forma agevolmente comprensibile, e riferita: ai rischi per la sicurezza e la salute connessi all attività dell impresa in generale; alle misure e alle attività di protezione e prevenzione adottate; ai rischi specifici cui è esposto il lavoratore in relazione all attività svolta, alle normative di sicurezza e alle disposizioni aziendali in materia; ai pericoli connessi all uso delle sostanze e dei preparati pericolosi; alle procedure e ai nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e l evacuazione dei lavoratori; al nominativo del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente (ove nominato). In aggiunta ad un'informazione generale è prevista anche un informazione specifica a favore dei lavoratori, che deriva il proprio contenuto dalla valutazione dei rischi effettuata per il singolo posto di lavoro o per posti di lavoro omogenei. Esempi tipici di contenuti delle azioni informativo/formative risultano essere: dispositivi di protezione individuale, loro corretto impiego e manutenzione; movimentazione manuale dei carichi, modalità per una corretta movimentazione e rischi connessi all erronea equilibratura del carico e al superamento dei pesi consentiti; attrezzature munite di Vdt, misure ergonomiche applicabili al posto di lavoro, modalità di svolgimento dell attività con specifico riferimento al regime delle interruzioni, sorveglianza sanitaria, protezione degli apparati visivo e muscolo-scheletrici; impiego di sostanze e preparati pericolosi: modalità d uso, precauzioni d impiego, rimedi in caso d intossicazione; sistema sanzionatorio per le violazioni alle norme di igiene e sicurezza del lavoro. Un'altra forma di informazione specifica è invece quella proveniente dal medico competente, ove previsto, e concernente: il significato e gli esiti degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti i lavoratori; il giudizio di inidoneità che deve essere comunicato per iscritto al lavoratore interessato e al datore di lavoro.

6 Premessa Preliminarmente si dirà che la disamina della documentazione del "Documento" non è stata effettuata in quanto le richieste inoltrate e più volte reiterate dalla Scuola al Comune Marina di Gioiosa sono rimaste insoddisfatte. Sì ritiene necessario procedere ad una descrizione di tutti gli ambienti, in quanto risultano dei lavori di ristrutturazione. Ci si riserva, comunque, di relazionare dettagliatamente circa i locali e le strutture che abbiano subito modifiche o abbiano avuto una diversa destinazione d'uso. Ancora, si premette che le attività che si svolgono nei locali della Scuola sono le medesime già individuate nel "Documento" come pure invariate restano le categorie di persone esposte al rischio. Il Comune di Marina di Gioiosa di recente ha proceduto ad un esteso intervento di ristrutturazione che ha interessato la struttura. Anche l'impianto di illuminazione è stato completamente rifatto con l adozione di corpi illuminanti idonei per caratteristiche di sicurezza ed efficienza. E stata anche installata una rete di idranti e di estintori in numero sufficiente. Di seguito si procede ad una rapida disamina delle modifiche intervenute. 1 "Procedure per il riesame del Documento e per l'a ufo ispezione" pg Il Documento redatto m data ai sensi dell'ari. 4 del D. Lgs. 626/94 sarà in seguito indicalo come: "Documento" senz'altro.

7 1. Aree esterne L accesso all edificio è situato nord con un cancello e rampa che porta all entrata, ma presenta una depressione di dimensioni cm200xcm200 ca dove si accumula l acqua piovana e quindi indice di rischio cadute, l RSPP insieme alla Dirigente hanno più volte fatto richiesta all Ufficio Tecnico del Comune di Marina di Gioiosa per risanare tale depressione, ma ad oggi non ha ottenuto alcuna risposta. 2. Ambienti Interni 2.1 Atrio d'ingresso L ingresso è costituita da una porta in telaio di alluminio e vetro con maniglione antipanico per agevolare l evacuazione a norma di sicurezza. La struttura comporta una superficie di m 3,12 X m 3,03 chiusa da vetri trasparenti con caratteristiche antisfondamento. Il telaio è in alluminio articolato su due sezioni divise in due parti dall'architrave alto cm 30. Le parti superiori sono fisse. Le sezioni inferiori hanno un'altezza di cm 212; le due che costituiscono le estremità laterali sono larghe cm 68 e sono fisse; le due centrali sono larghe circa cm 88,5 e sono libere di ruotare in apertura verso Interno per circa 160 lasciando così una luce libera al passo di cm 177. L'apertura è ottenibile a semplice spinta dall'interno. L'unico elemento non confacente risulta essere il dispositivo che permette l aggancio del sistema di chiusura dei battenti: ancorato in posizione mediana nel pavimento dal quale rileva per circa cm 1, può essere causa di inciampi. Le due porte sono opportunamente indicate da segnali forniti di luce di emergenza. Inoltre la struttura essendo molto pesante, risulta deformata e quindi non apre agevolmente in quanto fa attrito sulla soglia, lo stesso problema risulta nell entrata posteriore, il problema è stato segnalato più volte all ufficio tecnico del Comune di Marina di Gioiosa, a a tutt ora non è stato fatto nessun intervento. 2.2 Palestra La Palestra è situata in un ala dell edificio dichiarato inagibile.

8 2.3 Sala Mensa L edificio è sprovvisto di sala mensa adeguata, per cui i discenti consumano il pasto nell atrio situato al primo piano dell edificio e quindi igienicamente inadeguato. 2.4 Bagno Disabili Sono stati installati due bagni per i soggetti portatori di handicap. I servizi destinati all'uso da parte dei disabili sono contigui ai bagni degli Alunni e occupano una superficie di m 2,40 X m 2,03. Il pavimento ha "superficie unita ed impermeabile" ma ha una sia pur modesta pendenza verso l'interno e, non essendovi stato installato un chiusino per la raccolta ed il deflusso dei liquidi, non è agevole rimuovere l'acqua versata accidentalmente. Le pareti sono rivestite con piastrelle di ceramica di cm 20 di lato fino a cm 200 da terra e per la restante parte sono tinteggiate di bianco come pure il tetto, ma vecchie infiltrazioni hanno reso il tetto poco igienico e putrido, andrebbe ritinteggiato. L'ambiente riceve luce ed aria sufficienti da una finestra che da sul lato Sud dell'edificio scolastico. L'illuminazione artificiale è fornita da un corpo illuminante (neon da W 36) confacente alla normativa in vigore. La porta è a norma. 2.5 Bagno Docenti II bagni riservato ai Docenti sono analoghi e corrispondenti verticalmente al fabbricato sono disposti su due piccoli ambienti di cm 115 X 140 il primo -nel quale è collocato un lavabo con una fontana che distribuisce solo l'acqua fredda - e di cm 113 X 140 il secondo nel quale è installato il WC. I due locali sono separati da una porta in legno con un unico battente che lascia una luce libera al passo di cm 80 e presenta un'altezza di cm 210. Questo ambiente non è stato provvisto di un'apertura sull'esterno sicché non è disponibile alcuna forma di illuminazione naturale e il ricambio d'aria deve essere assicurato da un ventilatore collocato sulla parete Nord. I muri ed il soffitto, come pure il pavimento, hanno le medesime caratteristiche poco sopra riferite ai servizi per i disabili. La porta di accesso al locale ha le medesime caratteristiche di quella per ultima descritta. L'illuminazione artificiale è forbita da due corpi illuminanti con tubo al neon di W Bagno Discenti I bagni delle bambine posto al piano terra e quello dei bambini posto al primo piano non sono adeguati alle vigenti norme, presentano entrambi ambienti ristretti e le porte con una sola anta che apre verso l esterno sono in metallo e quindi presentano un notevole rischio sia per la pesantezza che per gli spigoli, inoltre sono soggetti a ruggine perché in ambienti con presenza di acqua corrente e col tempo i cardini non essendo lubrificati, si bloccano di continuo mandando nel panico gli occupanti. Bisognerebbe intervenire con la totale sostituzione delle porte e di alcuni water che essendo scalfiti e quindi taglienti, possono causare profonde ferite.

9 3. Ambienti Interni La struttura è sviluppata in due piani, con aule al piano terra e al piano primo, con l aggiunta degli uffici di segreteria e presidenza, l ufficio di segreteria è dotato di computer, stampanti fax, telefoni, rete wireless e tutta una serie di apparati elettronici, andrebbero installati almeno due estintori di tipo Co2, lo stesso vale per l ufficio di presidenza. 3.1 Laboratorio di informatica La scuola dell infanzia capoluogo non è dotata di un laboratorio di informatica. 4. Impianti 4.1 Impianto Elettrico. L'impianto elettrico 9, come già accennato, è stato completamente rifatto. Non si dispone ancora di alcuna documentazione ufficiale che ne illustri le caratteristiche e ne certifichi la conformità alle norme in materia di sicurezza, pur tuttavia si deve rilevare che le gravi inefficienze che caratterizzavano il vecchio impianto sono state sicuramente eliminate: i conduttori hanno sezione adeguata ai carichi che devono sopportare (la linea luce ha conduttori di mm 2,5 e quella delle prese mm 4) e sono isolati in ragione della tensione dell'impianto; sono stati rimossi gli "intrecci" di fili con i quali erano ottenute le derivazioni; sono stati installati dei punti presa efficienti e disposti in maniera efficace. Il circuito delle prese può essere disattivato in modo indipendente cosi come quello dell'impianto di illuminazione. Soprattutto si deve rimarcare che l'impianto offre efficienti dispositivi di sicurezza (interruttore differenziale ritardo diff. 0.03) e di controllo (commutatore voltometrico 3 tensioni concatenate 3 fase e-neutro - commutatore amperometrico unipolare) e la garanzia offerta dall'impianto di messa a terra la cui mancanza era stata segnalata con il dovuto rilievo nel "Documento". La rete di distribuzione è stata opportunamente sezionata sicché, in caso di necessità, può essere tolta la tensione (per mezzo di interruttori onnipolari) solo a circuiti sui quali è necessario intervenire. Non si è tenuto conto, però, all'atto della progettazione dell'impianto né al momento della sua messa in opera della circostanza che alcune macchine (e.g. le macchine fotocopiatrici, la lavagna luminosa...) impegnano potenze superiori ai 1000 Watt. 10 Il quadro di comando è situato all'inizio del corridoio Ovest al piano terra 11. È protetto da un portello munito di serratura e ogni interruttore reca una targhetta con l'indicazione a quale circuito si riferisce. All'interno si trova lo schema del circuito e la chiave viene custodita in segreteria. L'interruttore generale è collocato in un vano ricavato nell'opera muraria in prossimità del quadro di comando appena richiamato, è immediatamente accessibile essendo protetto da due portelli in legno non muniti di serratura. All'interno dello stesso vano è stata collocata una presa di tipo interbloccato per la distribuzione di energia elettrica con tensione di V 380. Si rileva che l'energia elettrica all'edificio scolastico è fornita con una tensione di V 380 (trifase + neutro) e viene distribuita alle varie linee con tensione pari a Non appena sarà disponibile la certificazione relativa all'impianto di cui in parola, sarà allegata una copia al presente documento.

10 4.2 Impianto d'illuminazione. Anche l'impianto di illuminazione è stato rifatto nella sua totalità ma la documentazione ufficiale non è stata ancora trasmessa alla Scuola. Al momento in cui si effettua la rilevazione, si nota un marcato miglioramento rispetto alla situazione riscontrata al momento della stesura del "Documento". I corpi illuminanti disposti nei vari ambienti sono protetti da schermi che impediscono la caduta di loro componenti e forniscono livelli di illuminazione in generale sufficienti. Le aule, in particolare, dispongono ciascuna di 4 corpi illuminanti che alloggiano ognuno 3 tubi al neon di W 36. Va però segnalato che gli interruttori che azionano il circuito che alimenta i tubi al neon sono di tipo unipolare. 13 È stato installato un impianto di illuminazione sussidiaria che presidia le vie di fuga. Si evidenzia però la mancanza di un punto luce di emergenza lungo le rampe delle scale. 4.3 Rete Idranti. L'edificio scolastico non è stato dotato di una rete di idranti 14, mancanti di manichette, ma non necessario, in quanto la popolazione scolastica non supera le 500 unità. Da notare che a seguito di un furto regolarmente denunciato di tutti gli estintori, l edificio e sprovvisto di tali estintori, nonostante i ripetuti solleciti della Dirigente e dell RSPP. 4.4 Vano Caldaia Riscaldamento Io vano caldaia è stato ristrutturato di recente e quindi a norma. 9 Rif. legislativi: D.P.R. 547/55 artt. 267, 268, 270, , Art. 311 D.P.R. 547/55 "Le derivazioni a spina per l'alimentazione di macchine e di apparecchi di potenza superiore ai 1000 Watt devono essere provviste, a monte della presa, di interruttore, nonché di valvole onnipolari, escluso il neutro, per permettere l'inserimento ed il disinserimento della spina a circuito aperto." Ancora, nei locali a rischio di incendio la presa deve essere di tipo interbloccato. 11 Al piano primo, all'inizio del corridoio Ovest, è stato messo in opera un quadro di controllo dell'impianto di illuminazione e dei vari punti presa. 12 Art. 7. del D.M , Punto 7.0. "... Ogni scuola deve essere munita di interruttore generale, posto in posizione se gnalata, che permetta di togliere tensione all'impianto elettrico dell'attività; tale interruttore deve essere munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell'ingresso o in posizione presidiata."

11 5. Descrizione dei pericoli e dei rischi 5.1 Rischi generali Per quanto ci si ingegni nell'organizzazione delle procedure di lavoro per renderle intrinsecamente sicure, il rischio generato dall abitudine ed dalla confidenza con il "pericolo" non può essere eliminato e queste attitudini portano a banali dimenticanze delle norme di prudenza più elementari le quali possono generare incidenti difficilmente prevedibili e dagli esiti potenzialmente dannosi. Tutte le procedure di lavoro sono quindi da considerarsi a rischio, in specie quelle manuali e delle pulizie che se attuate in modo scorretto hanno una immediata ripercussione sull'operatore (si pensi al contatto accidentale di candeggina con acidi: la reazione libererebbe doro, agente fortemente irritante per le vie respiratorie e le mucose; alla pulizia dei corpi illuminanti effettuata senza avere preventivamente tolto tensione al circuito elettrico...). In quest'ambito possono essere considerate anche gli incidenti causati da comportamenti scorretti degli Alunni. Oltre alle singole procedure è stato tenuto conto dei possibili rischi derivanti dalla concomitanza di particolari attività: le operazioni di pulizia con l'entrata degli Alunni ecc. I sotto riportati punti sostituiscono quelli recanti lo stesso titolo nel "Documento". INCENDIO Secondo la classificazione operata dal Decreto Ari 1.2. in relazione alle presenze effettive contemporanee prevedibili di Alunni o di personale docente e non docente, rientra nel tipo 1: Scuole con numero di presenze contemporanee da 101 a 300 persone. Si stima improbabile che incendi che si sviluppino al di fuori delle aree di pertinenza della Scuola possano propagarsi all'edificio e si passa senz'altro alla descrizione dei rischi che possono avere origine all'interno di esso. Tra i fattori di rischio interni alla Scuola il più considerevole è il cattivo funzionamento o lo scoppio della centrale dell'impianto di riscaldamento ma, tenuto conto della sua posizione, benché la costruzione che la ospita non sia in tutto rispondente alla normativa vigente, si ritiene che l'edificio scolastico non possa essere immediatamente invaso dalle fiamme originatesi ad una distanza di tutta sicurezza. Si rileva che le aule sono disposte sul lato opposto dell'edificio rispetto al sito della centrale come pure gli ambienti in cui la presenza di persone si registra con maggiore frequenza e che, in ogni caso, una delle uscite che immette sulla pubblica via resterebbe comunque protetta dalle fiamme e disponibile per lo sgombero per un lasso di tempo sufficiente a garantire l'evacuazione delle persone presenti. Gli ambienti e le attività che presentano maggior indice di rischio di incendio sono: 1. la cucina e la preparazione dei pasti: in particolare: 1.1. gli interruttori del circuito elettrico ed i dispositivi di illuminazione non sono idonei ad impedire che lo scintillio provocato dal loro azionamento possano innescare deflagrazioni e conseguenti incendi in caso di fuga di gas; 1.2. i piani di lavoro non sono sufficienti e non permettono la lavorazione garantendo che non si rovescino vassoi e pentolame con conseguente versamento di olio e sostanza infiammabili che possono essere d'innesco alle fiamme; 1.3. la prossimità del locale che ospita la mensa dove, eventualmente, può essere collocato il palcoscenico. 13 Ari 308 D.P.R. 547/55 "Gli impianti di illuminazione a tubi fluorescenti o luminescenti a catodo freddo devono essere provvisti di interruttore onnipolare sulla linea di alimentazione del trasformatore". Per quanto riguarda gli impianti di illuminazione vedi il D.P.R. 547/55 Capo VI - arti

12 2. Attività che prevedano l'utilizzazione di materiali infiammabili: sono le attività preparatorie alle manifestazioni legate al Carnevale, all'allestimento del Presepe, rappresentazioni di opere teatrali. In quest'ultimo caso si rileva che il rischio è da riportare non solo agli allestimenti di scena ma anche alla struttura stessa del palcoscenico per via dell'impiego di legno di cui è fatto. 3. Attività didattica che preveda l'utilizzazione delle attrezzature presenti nel laboratorio di informatica; 4. attività di cineforum; 5. attività esplicata negli uffici di segreteria e attività amministrativa in genere. Il sistema di allarme è sostituito dal normale sistema a campanelli usato a Scuola ed è stato convenuto un particolare suono 20 che segnali il pericolo a tutti gli occupanti l'edificio scolastico. Le aule ordinarie registrano una presenza contemporanea massima di 24 Alunni + 2 Docenti, mentre nella sala mensa la densità di affollamento 21 è inferiore a 0,4 persona/m 2. L'edificio dispone di cinque uscite verso luogo sicuro che servono il piano terra: due disposte nella sala mensa - attività di drammatizzazione, due nella palestra e la quinta costituita dal portone di ingresso. Mentre il piano primo, oltre a quella che serve per il normale afflusso, dispone di una scala antincendio che immette nell'area cortiliva rivolta a Nord. La larghezza delle vie d'uscita 22 è in ogni punto maggiore di m 1,20 e la lunghezza delle stesse non è mai superiore a m 60. II rischio di incendio, ancora, può derivare dal cattivo funzionamento dell'impianto elettrico o delle attrezzature elettriche ed elettroniche. Non esiste il registro dei controlli periodici dell'efficienza dell'impianto elettrico né quello relativo all'efficienza dell'impianto di terra. L'edificio scolastico non è dotato di alcun apparato di protezione dalle scariche atmosferiche ma il fatto che sia presente una rupe di considerevole rilievo che sovrasta a monte l istituto dovrebbe preservarlo dal rischio di folgorazione. Lo stesso non si può dire in caso di terremoto perché la stessa rupe in caso di conseguente frana potrebbe abbattersi sull area scolastica ed in particolare sull area del campetto esterno. Comunque in passato l Amministrazione Comunale ha fatto eseguire appositi lavori per la mesa in sicurezza. L'accesso all'area di pertinenza della scuola è tale da consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco solo nella parte antistante l'ingresso che, per altro, non offre un raggio di volta di m 13. Nessun locale è sito ad altezza che superi i m II Piano di Evacuazione prevede espressamente che venga utilizzata l'uscita che immette sulla via "Mulino" nel caso di in cendio che si sviluppi nel locale caldaie. 16 "Spazi per depositi - Vengono definiti spazi per deposito o magazzino tutti quegli ambienti destinati alla conservazione di materiali per uso didattico e per i servizi amministrativi". Art. 6.2 Decreto Art 1.3. Decreto Ministeriale (Min. Int.) Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi (G.U. n. ra 339 del ) "Carico d'incendio. Potenziale termico della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, ivi compresi i rivestimenti dei muri, delle pareti provvisorie dei pavimenti e dei soffitti. Convenzionalmente è espresso in chilogrammi di legno equivalente (potere calorìfico inferiore a Kcal/Kg)." 18 Art. 9.2 Decreto : Estintori - Devono essere installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore a 13 A, 89 B,C di tipo approvato dal Ministero dell'interno in ragione di almeno un estintore per ogni 200 m 2 di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori per piano. 19 Gli estintori possono essere sospesi ai muri ma fino ad un'altezza massima da terra di cm art. 8.1 Decreto Art 3.2. Decreto Ministeriale (Min. Int.) Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi (G.U. n/ 339 del ) "Densità di affollamento. Numero massimo di persone assunto per unità di superficie lorda di (pavimento persone/m 2 ). Art Decreto "Affollamento. Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in: aule: 26 persone/aule, (omissis) refettorì e palestre: densità di affollamento pari a 0,4 persona/m 2." 22 Art Decreto "Larghezza delle vie d'uscita. La larghezza delle vie d'uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (m 1,20). La misurazione della larghezza delle singole uscite va eseguita nel punto più stretto della luce. Anche le porte dei locali frequentati dagli studenti devono avere, singolarmente, larghezza non inferiore a m 1,20." - Art 3.6. Decreto Ministeriale (Min. Int.) "Modulo di uscita. Unità di misura della larghezza delle uscite. Il «modulo uno», che si assume uguale a 0,60 m, esprime la larghezza media occupata da una persona." 23 Art Decreto Art Decreto "per i locali siti ad altezza superiore a m 12 deve essere assicurata la possibilità di accostamento all'edificio delle autoscale dei Vigili del Fuoco..." Art 1.1. Decreto Ministeriale (Min. Int.) "Altezza ai fini antincendio degli edifici civili. Altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso."

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