Documentaria DISABITUARSI SCOMMETTERE SULL IMPROBABILE. 4 Salone di idee, progetti e servizi per la scuola. Modena, 3 settembre 2003

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Documentaria DISABITUARSI SCOMMETTERE SULL IMPROBABILE. 4 Salone di idee, progetti e servizi per la scuola. Modena, 3 settembre 2003"

Transcript

1 Documentaria 4 Salone di idee, progetti e servizi per la scuola Modena, 3 settembre 2003 DISABITUARSI LA CONOSCENZA ORDINARIA NELLA SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE COERENTE SCOMMETTERE SULL IMPROBABILE DUE O TRE COSE A PROPOSITO DI EDGAR MORIN SERGIO MANGHI

2 Disabituarsi. La conoscenza ordinaria nella società dell informazione incoerente Sergio Manghi L evoluzione di un individuo è data essenzialmente dalle parole alle quali si disabitua. Elias Canetti 1. Il tema Il processo di civilizzazione, per dirla con Norbert Elias, ha caricato via via l individuo di sempre maggiori compiti di autodeterminazione, occultando simultaneamente la fitta rete di interazioni sociali attraverso la quale quotidianamente ci riproduciamo in quanto individui. Nel corso degli ultimi decenni questo processo si è venuto traducendo in un progressivo trasferimento di rischi e incertezze dal collettivo all individuale: sta a ciascuno di noi sapersi mantenere prestante, non-disoccupato, socializzante, previdente, flessibile, creativo, e così via. Dipende da te!, ci ripetono mille voci quotidianamente soluzioni biografiche per problemi sistemici, secondo la nota formula di Ulrich Beck (2000). La nostra esperienza quotidiana è sempre più costruita attraverso la partecipazione a reti informative, comunicative e di produzione simbolica altamente complesse e in continua trasformazione, nelle quali ciò che l epoca moderna ha chiamato biografia individuale appare a molti sempre più come una zavorra che come una risorsa. Le mille voci che senza posa, diverse e contraddittorie, ripetono all individuo l ingiunzione Dipende da te!, permeano i nostri filtri percettivi e autopercettivi in forme talmente invasive da minare ormai nel profondo, non soltanto l unità di quella biografia accentuandone la molteplicità ma anche la sua coerenza la connessione di senso tra le molteplici voci che la costituiscono. Il significato del predicato conoscere, a lungo incardinato su di un soggetto spontaneamente pensato come coerente e unitario, è al centro di tensioni e torsioni del tutto inedite per la nostra specie, come scrive Alberto Melucci nel suo ultimo, appassionato volume: siamo davanti a un salto qualitativo della nostra specie, la quale per la prima volta ha fatto delle sue capacità simboliche e comunicative la condizione della propria sopravvivenza (2000, p. 131; corsivi miei) E proprio da questo monito di Melucci (nel quale il termine sopravvivenza, data la peculiare attenzione dell autore per le trame biologiche dell avventura umana, va considerato in tutto il suo spessore), vorrei prendere spunto per queste mie brevi riflessioni. Le quali verteranno sulla natura del cambiamento nelle nostre epistemologie quotidiane, chiamate in causa dal salto qualitativo in atto. Più precisamente, mi propongo di sottolineare alcune interessanti convergenze, nell analisi di tale cambiamento, tra le riflessioni di Zygmunt Bauman, di Gregory Bateson, e dello stesso Alberto Melucci. 2. Il croquet di Alice In questa nostra società dell informazione, che va rapidamente liquefacendo le coerenze e le certezze della modernità solida, sostiene notoriamente Bauman (2002a), gli attori sociali si trovano ingaggiati volenti o nolenti in contesti comunicativi che spiazzano di 1

3 continuo i loro modi di conoscere abituali. Così si esprime il Nostro, in particolare, in un recente saggio dedicato ai problemi dell educazione nell epoca postmoderna : si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno (2002b, p. 159). A questo genere di giochi, in cui le regole non possono essere date per scontate, ma devono essere di continuo ri-costruite insieme al gioco stesso, Bateson ha consacrato, altrettanto notoriamente, molto della sua riflessione di scienziato sociale evoluzionisticamente orientato. In questo tipo di giochi, scrive Bateson nell esemplificarli con la celebre partita a croquet di Alice (porcospini come palle, un fenicottero come mazza, e la Regina di cuori, non dimentichiamolo, che minaccia di tagliar teste a più non posso), la comunicazione è altamente ingarbugliata : ogni cosa è talmente ingarbugliata che nessuno ha la minima idea di ciò che potrebbe accadere (2000, p. 61). La convergenza tra Bauman e Bateson qui segnalata, peraltro, non è accidentale. E proprio con Bateson, infatti, che Bauman si va confrontando, nel saggio da cui è tratta la citazione su riportata. Più esattamente, Bauman ci sta suggerendo di cogliere in Bateson un precursore originale e fecondo delle svolte epistemologiche che la precarizzazione postmoderna dell esperienza rende oggi ineludibili e urgenti. L antropologo inglese, già nella prima metà degli anni 60, avrebbe formulato categorie concettuali in grado di aiutarci a districare i nostri attuali grovigli epistemologici e comunicativi. L attenzione di Bauman si appunta sulla teoria batesoniana dei livelli di apprendimento (Bateson, 2000), e in particolare su uno dei livelli in questione: l Apprendimento 3, da Bauman ribattezzato apprendimento terziario. Tale livello configurerebbe una modalità dei processi di cambiamento epistemologico rimasta fino ai nostri giorni sostanzialmente marginale, nella storia della specie umana, destinata invece a venir esaltata dalle sfide della postmodernità. 3. Disabituarsi Nella teoria batesoniana, i tre livelli di apprendimento in questione (A1, A2, A3; prescindendo qui, per brevità, dall A-zero, pure incluso nella teoria) sono così riassumibili telegraficamente: nell A1 è in gioco il buon uso delle nostre abituali categorie di pensiero (per esempio, l adeguata classificazione di un informazione); nell A2 entra in campo anche il riconoscimento e l acquisizione di nuove e diverse categorie e abitudini epistemologiche, non comprese in quelle che ci orientano più spontaneamente; nell A3 fa la sua comparsa una posta assai più ardua e complessa: la capacità di relativizzare in ogni momento le categorie più spontanee di pensiero che pure si stanno vitalmente impiegando, e di mantenere pertanto connesse tra loro, in tal modo, categorie anche fortemente eterogenee, alternative e divergenti anche le più dolorosamemte divergenti (nel linguaggio di Bateson: doppiovincolanti: cfr. Zoletto, 2001). Bauman descrive l A3, in breve, così: il soggetto [ ] acquisisce le competenze per modificare l insieme di alternative che ha appreso ad attendersi e a padroneggiare (2002b, 158). E aggiunge poi, chiarendo in che senso tali competenze costituiscano oggi un requisito adattativo indispensabile: l apprendimento terziario l apprendimento a violare la conformità alle regole, a liberarsi dalle abitudini e a prevenire la loro formazione, a ricostruire le esperienze frammentarie in modelli precedentemente sconosciuti e nel contempo a considerare accettabili tutti i modelli solo fino a nuovo avviso lungi dall essere una distorsione del processo 2

4 educativo e una deviazione dal suo vero obiettivo, acquisisce un valore adattativo sommo e diventa rapidamente un elemento centrale dell indispensabile equipaggiamento alla vita (ivi, p. 159) La liquida epoca contemporanea richiede, come nessun altra epoca storica, che le persone siano in grado di non fissarsi sull acquisizione di abitudini di pensiero da incorporare stabilmente, dotate di una struttura coesa e coerente : Agli esseri umani postmoderni è negato il lusso di presupporre, come il personaggio shakespeariano, che ci sia del metodo in questa pazzia. Se si aspettano di scoprire una struttura coesa e coerente nella congerie di eventi contingenti, vanno incontro a costosi errori e dolorose frustrazioni; se le abitudini acquisite nel corso dell addestramento li spingono a cercare strutture coese e coerenti e a legare le proprie azioni a alla loro identificazione, sono veramente nei guai [ ]. Il successo nella vita (e dunque la razionalità) di uomini e donne postmoderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove (ivi, pp ). Apprendere a disabituarsi diventa insomma altrettanto adattativo, se non di più, dell apprendere abitudini adattative. Tuttavia, è doveroso osservare a questo punto, il fatto che il nostro tempo renda sempre più necessario lo sviluppo di modalità di apprendimento terziario, non ne rende per ciò stesso semplice lo sviluppo. Tutt altro. I processi di liberazione dalla tirannia dell abitudine, come li chiama Bateson, sono tutt altro che semplici da formalizzare. E persino, secondo lo stesso Bateson, costitutivamente imprevedibili nelle loro concrete possibilità di riuscita. In essi, scrive, si gioca un tipo di cambiamento epistemologico difficile e raro [ ]. C è anche da attendersi che sarà difficile per gli studiosi, che sono solo esseri umani, immaginare o descrivere questo processo. Tuttavia si pretende che di quando in quando qualcosa del genere accada in psicoterapia, nelle conversioni religiose e in altre sequenze in cui avviene una profonda riorganizzazione del carattere (2000, p. 348). Non solo: i cambiamenti personali innescati da questi processi comportano anche rischi elevati per l integrità mentale di chi vi è coinvolto. L A3, scrive ancora Bateson, può essere pericoloso, e alcuni cadono lungo il margine della strada. A costoro spesso la psichiatria attribuisce la qualifica di psicopatici, e molti di essi si trovano inibiti nell uso dei pronomi di prima persona (ivi, p. 353). 4. Tra Scilla e Cariddi Bauman compie invero una lettura per certi aspetti imprecisa dell A3 batesoniano, come processo che Bateson avrebbe considerato di per sé patogeno, in quanto incompatibile con il nostro genoma: Della nostra epoca [ ], possiamo dire che eleva al rango di norma quello che Bateson [ ] poteva ancora considerare, o piuttosto adombrare, come anormalità: una condizione in contrasto con le doti ereditate e innate della specie umana e patologica dal punto di vista della natura umana (Bauman, 2002b, p. 159) Per Bateson, come evidenzia del resto la citazione sopra riportata, le cose non stanno propriamente così: il verificarsi, attraverso gli incontri di cui è fatta la nostra vita, di esperienze in cui avviene una profonda riorganizzazione del carattere non è affatto di per sé anormale, per Bateson, né in contrasto con le doti ereditate e innate della specie umana. È semmai difficile, rischioso, spesso doloroso. Soprattutto, nessuna formalizzazione concettuale e progettuale potrebbe rendere pre-vedibile la riuscita della 3

5 profonda riorganizzazione del carattere ovvero l esclusione, o la minimizzazione, del rischio di cadere lungo la strada. Interpretata in chiave batesoniana, la navigazione postmoderna nel groviglio sempre più liquido dei vincoli e delle opportunità non comporta soltanto lo Scilla delle dolorose fustrazioni che vengono dalla fiducia illusoria in strutture coese e corenti. Essa comporta anche, e allo stesso tempo, il pericolo opposto: la Cariddi delle dolorose fustrazioni che vengono dalla fiducia, non meno illusoria, nella liquefazione liberatoria di ogni coesione, di ogni vincolo e di ogni coerenza, celebrata da certi recenti postmodernismi (cfr. Gergen, 1992) e ancor prima, già negli anni 70, dall elogio antiedipico del pensiero incoerente, letteralmente schizoparanoide (Deleuze, Guattari, 1975). Le dolorose frustrazioni vengono certamente dall eccesso di rigore, per dirla con Bateson, ma anche, nella stessa misura, dall eccesso di immaginazione: [rigore e immaginazione] sono i due grandi poli del processo mentale, letali entrambi se presi da soli. Il rigore da solo è la morte per paralisi, ma l immaginazione da sola è la pazzìa (1984, p. 287). L imprecisione interpretativa di Bauman qui posta in rilievo non intacca peraltro la pregnanza delle sue argomentazioni e neppure la pertinenza ad esse della nozione batesoniana di apprendimento. D altra parte, com è noto, la riflessione del sociologo polacco non rientra certo nel novero degli elogi postmodernisti dell incoerenza, né di quanti vedono le sfide in atto alle nostre abitudini di apprendimento come appuntamenti indolori e privi di incognite anche minacciose. Gli aggettivi impiegati nella citazione che segue non lasciano equivoci in proposito: Nate in funzione di una differente specie di realtà, esse [le istituzioni e le filosofie educative, ndr] trovano sempre più difficile assorbire, inglobare e contenere i cambiamenti senza una completa revisione delle cornici concettuali che impiegano, e tale revisione, come ci insegna Thomas Kuhn, è la più sconvolgente e mortale delle sfide che il pensiero può trovarsi ad affrontare (Bauman, 2002b, p. 162; corsivo mio). Tanto per Bauman quanto per Bateson (così come per Melucci), sia pure con accenti diversi, siamo sulla soglia di una mutazione epistemologica epocale, i cui esiti rimangono tuttavia rischiosi e incerti. Il contributo di Bateson alla riflessione baumaniana (e melucciana, e nostra) su questa sfida epocale va nella direzione di arricchire questa stessa riflessione, non in quanto enfatizza i rischi che l esperienza dell A3 porta costitutivamente con sé, ma in quanto, ancor prima, abbozza una formalizzazione razionale del peculiare tipo di cambiamento epistemologico che corrisponde a tale esperienza. 5. Elogio dell inconsapevolezza La formalizzazione del cambiamento corrispondente all A3, osserva Bateson, è secondo alcuni semplicemente impossibile: del tutto al di là della portata del linguaggio. Egli cita in proposito l ammonimento che viene dai buddisti Zen, dai mistici occidentali e da alcuni psichiatri, aggiungendo tuttavia subito dopo: nonostante questo ammonimento, voglio cominciare a fare qualche riflessione su come (logicamente) devono stare le cose (2000, p. 348). Ciò che rende difficile tale formalizzazione, in particolare (e per dirla in breve), è il requisito logico dell inconsapevolezza del cambiamento in atto da parte del soggetto coinvolto in esso. Tale cambiamento avviene attraverso le pascaliane raisons du coeur non, dunque, per scelta modernamente deliberata. Sorprendendo per primo/a in caso di riuscita colui/colei che da questi processi è attraversato/a. Fra le storie che Bateson amava raccontare, per evocare questo requisito logico c è la Leggenda del vecchio marinaio, di Samuel T. Coleridge. Il vecchio marinaio, si ricorderà, 4

6 ha ucciso l albatros che seguiva la rotta della nave, e da quel giorno la nave e il mare tutt intorno si sono trasformati in un inferno. Il solo sopravvissuto è il vecchio marinaio, con l albatros ucciso appeso al collo, e terribili serpi luminescenti tutt intorno alla nave. Anche il suo destino sembra segnato. Imprevedibilmente, tuttavia, accade qualcosa. Qualcosa che gli salverà la vita, e che gli permetterà di raccontare, fattosi più triste e più saggio, l intera avventura. Il qualcosa che accade non è che, a furia di arrovellarsi, il vecchio marinaio trova la soluzione del problema e la applica con moderna determinazione. Quel che accade è che, senza rendersene conto, egli prende a trovare ammirevoli quelle creature fino a un attimo prima solo mostruose, e cioè a riconoscersi riflessivamente in esse, in quanto parte danzante della medesima danza comunicativa, insieme bellissima e terribile. Queste le parole di Coleridge: Oh felici creature viventi! Nessuna lingua Saprebbe proclamarne la bellezza: una fontana d amore mi sgorgò dal cuore, e inconsapevole io le benedissi. L inconsapevolezza in questione con l A3 non è pertanto un difetto ineliminabile: è un requisito logicamente indispensabile. La dolorosa frustrazione del vecchio marinaio iperbole efficace, per molti versi, della condizione in cui ci sta ingabbiando la nostra inerziale fede moderna nel controllo e nell autocontrollo pianificati non incontrerebbe possibilità di cambiamento senza l intervento inatteso di competenze conoscitive largamente inconsapevoli raisons du coeur, que la raison ne connait pas. 6. Socio-logica Requisito logico, abbiamo detto dell inconsapevolezza. Ma la logica in questione non è qui, va sottolineato, mera proceduralità formale e atemporale (se così fosse, potremmo formalizzare senza troppe difficoltà un A4, un A5, e così via, virtualmente all infinito). La logica in questione è eco-logica. Logica della relazione vivente, dell interconnessione coevolutiva tra più esseri viventi (e pertanto ineludibilmente finita: per poter concepire un A4 dovremmo mettere in conto una mutazione genetica ad hoc). Venendo dalla metafora di Coleridge, attraverso l ecologia della mente batesoniana, al mondo delle nostre gesta quotidiane, la logica in questione è logica della relazione sociale, della comunicazione, del con-esserci. Socio-logica. Quel che accade nel corso dell A3 (così come del resto in ogni processo di apprendimento umano), non accade dentro i confini della mente individuale, ma nella logica emozionale, sociale e simbolica che connette più individui-in-relazione. L A3 è un processo morfogenetico nel corso del quale ha luogo, senza che nessuno l abbia pianificato, insieme a un profondo cambiamento nei modi di pensare e di pensarsi, un profondo cambiamento della relazione sé-altri ivi inclusi, come nella metafora di Coleridge, gli altri più terrificanti (il Nemico). L A3 è in altri termini un processo intimamente sociale. Non solo nel senso che implica il riconoscimento riconoscente dell esser parte, per il meglio e per il peggio, di contesti relazionali più grandi. Ma anche nel senso che la sua eventuale riuscita, così come il suo eventuale fallimento, è in ogni caso il risultato di processi di interdipendenza e di dense dinamiche comunicative. Nessuno ce la può fare da solo. L A3 rimane un processo costitutivamente sociale, naturalmente, anche se gli individui coinvolti nel processo non se ne rendono conto, come accade quando i linguaggi abituali delle loro narrazioni portano loro tra le mani storie fatte unicamente di piani di autodeterminazione riusciti oppure falliti. Come accade, cioè, quando le nostre narrazioni seguono i canoni di quel tipo di individualismo moderno che fa tutt uno con il misconoscimento della fitta rete di interazioni sociali attraverso la quale soltanto ci è dato diventare e ridiventare, quotidianamente, individui. 5

7 7. Ambivalenza vissuta Il nostro elogio dell inconsapevolezza non va confuso in alcun modo con una resa irrazionalistica della ragione. Esso allude piuttosto alla possibilità di coltivare quel metodo che Bateson chiama descrizione doppia (1984, pp ). E cioè quella forma strabica, paradossale, di conoscenza che coltiva a un tempo, sapendone la reciproca irriducibilità, coscienza e inconsapevolezza. Ragioni della ragione e ragioni del cuore. Curiosità per il mondo in cui viviamo e sensibilità verso il nostro esserne parte emozionata/emozionante. Perseveranza nello sperimentare nuove idee, credendoci fino in fondo, e non-attaccamento a quelle stesse idee come verità definitive. Sapersi abituare e disabituare. E anche: scommessa sulle nostre potenzialità di individui, al di là dell ingabbiamento nelle illusorie certezze moderne, e scommessa sul nostro intimo e indissolubile esser parte di contesti umani e viventi in ogni caso più grandi di ogni individualità. Alberto Melucci, nel saggio che qui abbiamo citato, evoca la possibilità di una condizione del conoscere e dell agire analogamente doppia attraverso la nozione di ambivalenza vissuta. Dove l aggettivo vissuta intende segnare una differenza rilevante rispetto a quell ambivalenza sbandierata, mera esibizione estetizzante d incertezza esistenziale, che caratterizza varie correnti culturali postmoderniste del nostro tempo: Una sorta di estetismo postmoderno, favorito dall assimilazione del gergo psicologico banalizzato, sbandiera la natura duplice di tutte le cose, magari orecchiando filosofie orientali come quella cinese, che si basa proprio sull opposizione di forze contrarie per spiegare la dinamica energetica del cosmo e della vita umana al suo interno. Il risultato di questo estetismo è la sospensione dell azione, il rinvio permanente delle decisioni, l elevazione dell incertezza a criterio morale (2000, p. 122). L ambivalenza cui si riferisce Melucci è una condizione difficile, a rigore impossibile da tradurre coerentemente in azione. Per la semplice ragione che ogni volta che agiamo ci troviamo già collocati su un polo del dilemma ; in ogni momento, sulla parte visibile della nostra azione si proietta il lato oscuro del polo assente : quella parte di oscurità e di irriducibilità che caratterizza sempre le nostre relazioni (ivi, pp ). E questa difficile ambivalenza, che si affaccia sulla soglia dell A3. Soglia inesplorata, carica a un tempo di promesse e di insidie. Dove anche gli angeli, per evocare un poeta caro a Bateson, Alexander Pope, esiterebbero. Più che comprensibile, pertanto, che su questa soglia spaesante molti di noi (e insieme molta parte di ciascuno di noi) si ritraggano, tornando a scommettere su solide speranze moderniste o deviando per fluide leggerezze postmoderniste. Non potrebbe essere diversamente, se davvero siamo davanti a un salto qualitativo della nostra specie, la quale per la prima volta ha fatto delle sue capacità simboliche e comunicative la condizione della propria sopravvivenza. Le convergenze qui evidenziate tra le riflessioni di Bauman, di Bateson e di Melucci vogliono essere un piccolo contributo all esplorazione di questo salto qualitativo da parte di questi nostri maestri e di tutti noi. In tale esplorazione, che ci s impone di considerare ancora agli inizi, e sempre ancora agli inizi, a noi scienziati sociali tocca una responsabilità di prima grandezza, alla quale non ci è dato sottrarci. Bibliografia Bateson, G. (1984), Mente e natura. Un unità necessaria, Adelphi, Milano. Bateson, G. (2000), Le categorie logiche dell apprendimento e della comunicazione, in Id., Verso un ecologia della mente, Adelphi, Milano, pp Bauman, Z. (2002a), Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari. Bauman, Z. (2002b), L istruzione nella società postmoderna, in Id., La società individualizzata, Il Mulino, Bologna, pp Beck, U. (2000), La società del rischio. Verso una seconda modernità, Carocci, Roma. Deleuze, G., Guattari, F. (1975), L anti-edipo, Einaudi, Torino. Gergen, K.J. (1992), The Satured Self, Basic Books, New York. Melucci, A. (2000), Culture in gioco. Differenze per convivere, Bompiani, Milano. 6

8 Zoletto, D. (2001), Pensiero e scrittura del doppio legame, Edizioni Università di Trieste, Trieste. 7

9 Scommettere sull improbabile. Due o tre cose a proposito di Edgar Morin Sergio Manghi Sono molto grato ai promotori del convegno, per avermi coinvolto in questa iniziativa, e sono felice di partecipare a questa avventura, avventura della ricerca su temi oggi vitali; che emergono dall intervista ad Edgar Morin, poiché l incontro con Edgar Morin ha sempre un po dell avventura. Cercherò, in breve, di proporvi qualche tratto di cornice biografica e concettuale in cui inquadrare le idee e i temi toccati da Morin nell intervista. Naturalmente, i tratti che suggerirò saranno molto personali. Sono tratti che dicono, inevitabilmente, del rapporto che a me è toccato di intrattenere con le idee e con la persona di Morin, e del rapporto che ora stiamo concretamente intrattenendo tra di noi. Questo non solo è inevitabile. Di più: questa caratteristica del processo mentale, il suo essere insieme generativo e dialogico, per dirla con due parole care a Morin, è il solo modo di conoscere che a noi creature umane è dato praticare, nel bene come nel male, che lo vogliamo o no. Anche il vostro ascolto dell intervista ha avuto questo duplice carattere: ciascuno di voi ne ha tratto in ogni caso, generativamente, idee differenti; e queste idee saranno in ogni caso il frutto di un interazione comunicativa complessa, alla quale tutti avremo co-operato dialogicament e: voi stessi, Morin, il sottoscritto e altri ancora, naturalmente. Ma veniamo ai tratti di cornice che vorrei invitarvi a tener presente: li riassumerò in due capitoletti, per comodità: uno biografico e uno etico-epistemologico. La vita come opera, l opera come vita Anzitutto vorrei evidenziare una caratteristica peculiare, straordinaria, di Morin: l intimo intrecciarsi, e il mutuo specificarsi, dell opera e della vita di Edgar Morin; la costante e appassionata partecipazione, insieme come uomo e come studioso, inseparabilmente, alle vicende che hanno segnato la vita della nostra società, del mondo in cui viviamo, dell immaginario che siamo venuti costruendo nel corso del XX secolo e in questo vorticoso passaggio al nuovo millennio. Qualche fotogramma, tra i molti possibili. Morin compirà 82 anni tra pochi mesi (è nato a Parigi nel 1921). Ha interrotto gli studi universitari per entrare nella Resistenza, ed è in questa importante esperienza che ha preso il cognome con il quale è oggi noto. La vicenda vale la pena di essere raccontata perché dice molto delle idee che Morin è venuto sviluppando nel corso di tutta la sua vita. Fino alla Resistenza, Morin si chiamava Edgar David Nahoum, cognome di origine ebraica, verosimilmente marrana. All entrata in clandestinità, scelse come nome di battaglia Manin, ispirandosi alla figura del patriota veneziano (il che dice fra l altro della sua attenzione alla vita culturale italiana: nella sua multiforme identità personale, l essere italiano ha un ruolo di primo piano). Senonché, la persona che doveva presentarlo ai compagni di clandestinità, per un banale fraintendimento, lo presentò come Morin, ed egli decise di mantenere quel nome sbagliato. Anzi, in seguito lo ufficializzò, e sul suo passaporto si legge infatti: Edgar David Nahoum, dit Morin. Qualche altro fotogramma. Nel 1945 si precipita a Berlino su un auto di fortuna per assistere all arrivo liberatore dell Armata Rossa. Il suo primo libro s intitola Allemagne am zéro (1946), ovvero Germania anno zero: titolo che verrà ripreso da Rossellini per un suo celebre film. Ma è soprattutto l Homme et la mort, del 1951, a porre le basi antropo-sociologiche, e più in generale transdisciplinari, della sua opera complessiva. 8

10 Negli anni 50 è già in dissenso con il partito comunista, e da questo dissenso trarrà un bellissimo libro, intitolato Autocritique (1959), nel quale indaga sulle ragioni profonde per le quali le idee mettono radice in noi a livelli talmente profondi da indurci a compiere azioni ignobili con la migliore delle intenzioni. Fonda e dirige la rivista Arguments ( ), vivace sede di riflessioni politiche e culturali di grande influenza in Francia e non solo. La sua attenzione agli intellettuali del dissenso, nell Est Europeo che sembrava allora del tutto improbabile scalfire, fu fin da allora costante e attiva. Con alcuni di loro strinse un amicizia fraterna. Del resto, la persona che lo reclutò nelle file comuniste, negli anni Trenta, Jacques-Francis Rolland, ricorda che fin da allora non si trattaneva dal porre domande dcisamente inopportune, per esempio sulla veridicità delle accuse nei tristemente celebri processi di Mosca. Altrettanto costante e attiva fu l attenzione all avvento impetuoso della cultura di massa, e in particolare al cinema (Le Cinéma ou l homme imaginaire, 1956, Les stars, 1957). Molti non sanno che un suo volume, L industrie culturelle, figura tra le opere che hanno dato origine all attuale sociologia delle comunicazioni di massa. Ma molte altre furono le riflessioni sociologiche di quegli anni e successive (L esprit du temps, 1962, La rumeur d Orléans, 1969, Sociologie, 1984, e altro ancora). Nel fatidico sessantotto è il primo a scrivere un saggio, quasi in tempo reale, come si dice oggi, sulle lotte studentesche (Mai 68: la brèche). Gli anni Settanta sono gli anni della presa di coscienza ecologica, a partire in particolare da Le paraddgme perdu (1973). La partecipazione attiva a iniziative pionieristiche di ripensamento transdisciplinare dei saperi (Il Groupe des dix, a Parigi, con Henri Laborit e vari altri, in realtà, via via, ben oltre i dieci) e un lungo soggiorno di studio nella California dei laboratori sull organizzazione ecologica e sistemica del vivente fanno da levatrice a quella profonda svolta epistemologica che sul finire del decennio e nel passaggio agli anni Ottanta prenderà il nome di complessità da noi Sfida della complessità (titolo di un volume curato da Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, che ha avuto numerose riedizioni). E la svolta che darà luogo all opera, diciamo pure monumentale, essendo composta di 5 vasti tomi, intitolata cartesianamente La méthode (meritoriamente edita in forma integrale, in Italia, dall editore Raffaello Cortina). Il primo volume (La nature de la nature) è del L ultimo, intitolato L identité humaine, uscito nel 2001, è il primo dei due di cui si comporrà, a lavoro ultimato, il quinto tomo: L humanité de l humanité. Ma gli anni Ottanta, poi gli anni Novanta, sono anche gli anni della formazione dell Europa, del crollo del muro di Berlino, della caduta dell impero sovietico, e di tutti quegli avvenimenti recenti che conosciamo troppo bene per doverli elencare. Basti qui ricordare che in questi anni Morin non ha cessato di accorrere, magari su mezzi di trasporto meno di fortuna di quelli giovanili, in vari luoghi caldi del pianeta, dall America latina alla Cina, traendone puntualmente lucide riflessioni: saggi sull Europa, sulla Terrapatria, sull URSS di Gorbaciov, sulla guerra fratricida nell ex Jugoslavia, sulla cosiddetta globalizzazione, e altri ancora che sarebbe troppo lungo elencare. Alcuni tra questi saggi: Pour sortir du XX siècle (1981), Penser l Europe (1987), L Europa nell era planetaria (1991, con Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti), Terre Patrie (1993), Les fratricides (1996), Politique de civilisation (1997, con Sami Nair). Ricordiamo ancora soltanto uno dei suoi impegni più recenti, : l attenzione alla riforma dei processi educativi, per il duplice incarico, da parte dell Unesco e del Ministero francese dell Educazione, dal quale uscirà la suggestiva trilogia composta da: La tête bien faite (1999), Relier les connaissances (1999) e Les sept savoirs nécessaires à l éducations du futur (2000). Questo, dunque, è Edgar Morin. Questo e, naturalmente, molto altro, che mi auguro di aver lasciato almeno vagamente intravedere. E questa intensa esperienza del nostro presente storico che si è vista ed ascoltata nell intervista. Un esperienza tradottasi peraltro in numerose pubblicazioni autobiografiche e diaristiche che solo per brevità tralascio qui 9

11 di citare (si veda, fra le altre la Mes démons, del 1994, che richiama non a caso nel titolo un tema dostoijevskiano). 1 Edgar Morin è questo sentimento generoso e profondo della storia, e della storia come luogo vivo e palpitante della nostra vita quotidiana, come luogo in cui s intrecciano le nostre solidarietà concrete, un espressione che ci rimanda immediatamente alla complessità dei saperi e delle emozioni che sanno connettersi nelle diverse vicende. E la riflessione partecipe e appassionata sul ventesimo secolo e sulla difficile alba del ventunesimo, che è condensata nell appello alla riforma radicale dei nostri modi di pensare, intesa come condizione vitale. Come condizione essenziale per non lasciarci trascinare nel circolo vizioso infernale che sta diventando planetario. Il pensiero dell improbabile Il secondo tratto su cui vorrei richiamare l attenzione è di carattere insieme epistemologico ed etico. E il tratto che Morin affida alla parola improbabile. Morin insiste, più precisamente, sull importanza di apprendere a scommettere sull improbabile, come punto-cardine per la riforma dei nostri modi di pensare e di educare. L espressione è ispirata a Blaise Pascal, uno dei riferimenti più costanti della sua vita intellettuale, e più esattamente al significato che ha la scommessa, notoriamente, nella riflessione di Pascal. Apprendere a scommettere sull improbabile è sempre più, secondo Morin, un requisito indispensabile per sopravvivere creativamente in un mondo fatto ormai di incertezze radicali, di ambivalenze insormontabili e spesso tragiche, di trasformazioni sempre più repentine e imprevedibili. Puntare le nostre carte, ovvero le nostre speranze, all opposto, su ciò che il calcolo più ragionevole delle probabilità annuncia come realistico, sostiene Morin, è concorrere, fosse pure con la migliore delle intenzioni, alla deriva della degradazione del pensiero e della convivenza umana. Gli scritti di Morin sono popolati di esemplificazioni storiche e naturalistiche di questo principio epistemologico, in positivo come in negativo. Nell intervista troviamo l esempio, in positivo, della sconfitta del nazismo, sulla quale fino a Pearl Harbour e all entrata in guerrra degli Stati Uniti nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato. Oggi, per venire al tema della riforma dell educazione, appare ai più irrealistico, e irrimediabilmente démodé, attardarsi, come fa Morin, negli appelli all integrazione dei saperi contro la deriva degli specialismi incomunicanti, o ancora all estetica qualitativa delle connessioni contro la marcia trionfale delle misurazioni quantitative, e al perder tempo nell ascolto della complessità delle nostre interazioni comunicative contro le scorciatoie illusoriamente realistiche della scomposizione dei problemi in segmenti ritenuti controllabili, uno per uno, dai saperi esperti. In questo nostro presente, nel quale, dice Morin nell intervista, andiamo o verso una situazione catastrofica o verso una metamorfosi molto difficile in questo nostro presente, che Morin chiama da tempo l età del ferro dell era planetaria, apprendere a saper scommettere sull irrealistico, sull invisibile e sull improbabile, diventa letteralmente una sfida di sopravvivenza. La sfida, se è consentita una quasi-battuta, richiama alla mente la scena di quel film, un legal thriller americano, nella quale l avvocato, alias Gene Hackman, chiede ai suoi collaboratori, più o meno: quante probabilità abbiamo di farcela se puntiamo su questa ipotesi?. Risposta: Una su cento. E l avvocato: Puntiamo su quella. Se la posta in gioco è di questo ordine d improbabilità, è evidente che la questione di come riformare i nostri modi di pensare non può essere di portata solo intellettuale. Non può che essere anche di portata esistenziale, etica, o come si dice nel linguaggio 1 Le opere di Morin sono state edite quasi tutte in italiano, principalmente dagli editori Feltrinelli, Cortina e Meltemi (ma si vedano anche Sperling & Kupfler, Bompiani, Edizioni Lavoro, Lubrina, Moretti & Vitali). 10

12 religioso, spirituale. Non è un caso, del resto, che Morin, pur non essendo quel che si dice un credente, quanto meno nel senso usuale della parola, insista ripetutamente, accoratamente, in numerose sue opere, sulla natura religiosa della riforma invocata. Di quel re-ligare le coscienze e le conoscenze che dà il titolo, fra l altro, a uno dei suoi libri più recenti che abbiamo ricordato. La scommessa moriniana sull improbabile è un crocevia nel quale possono fecondarsi reciprocamente, di nuovo dialogicamente, il pensiero laico, purtroppo ancora intriso di bigottismo razionalistico, e l esperienza più autenticamente religiosa, che coltiva la scommessa sull improbabile attraverso la nozione di miracolo. Consentitemi dunque, per concludere, di citare qui una frase che riprendo da un articolo sulla guerra irachena e sulla pace possibile, pubblicato di recente sull Osservatore Romano. E del cardinale Carlo Maria Martini, oggi, come sappiamo, a Gerusalemme, e contiene, l una vicina all altra, le parole miracoloso e improbabile : Una pace seria e duratura, laddove persistono ragioni gravi di conflitto, ha sempre un po del miracolo, dell improbabile, del dono dall alto. Questo testo è stato presentato dal Prof. Manghi al convegno di REGGIO Emilia Progettare futuri e precedeva, commentandola, la visione della video-intervista ad Edgar Morin. Previa autorizzazione dell autore, è stato modificato il testo eliminando i riferimenti che erano specifici del contesto dell iniziativa di Reggio Emilia. 11

13 Scommettere sull improbabile. Due o tre cose a proposito di Edgar Morin Sergio Manghi Sono molto grato ai promotori del convegno, per avermi coinvolto in questa iniziativa, e sono felice di partecipare a questa avventura, avventura della ricerca su temi oggi vitali; che emergono dall intervista ad Edgar Morin, poiché l incontro con Edgar Morin ha sempre un po dell avventura. Cercherò, in breve, di proporvi qualche tratto di cornice biografica e concettuale in cui inquadrare le idee e i temi toccati da Morin nell intervista. Naturalmente, i tratti che suggerirò saranno molto personali. Sono tratti che dicono, inevitabilmente, del rapporto che a me è toccato di intrattenere con le idee e con la persona di Morin, e del rapporto che ora stiamo concretamente intrattenendo tra di noi. Questo non solo è inevitabile. Di più: questa caratteristica del processo mentale, il suo essere insieme generativo e dialogico, per dirla con due parole care a Morin, è il solo modo di conoscere che a noi creature umane è dato praticare, nel bene come nel male, che lo vogliamo o no. Anche il vostro ascolto dell intervista ha avuto questo duplice carattere: ciascuno di voi ne ha tratto in ogni caso, generativamente, idee differenti; e queste idee saranno in ogni caso il frutto di un interazione comunicativa complessa, alla quale tutti avremo co-operato dialogicament e: voi stessi, Morin, il sottoscritto e altri ancora, naturalmente. Ma veniamo ai tratti di cornice che vorrei invitarvi a tener presente: li riassumerò in due capitoletti, per comodità: uno biografico e uno etico-epistemologico. La vita come opera, l opera come vita Anzitutto vorrei evidenziare una caratteristica peculiare, straordinaria, di Morin: l intimo intrecciarsi, e il mutuo specificarsi, dell opera e della vita di Edgar Morin; la costante e appassionata partecipazione, insieme come uomo e come studioso, inseparabilmente, alle vicende che hanno segnato la vita della nostra società, del mondo in cui viviamo, dell immaginario che siamo venuti costruendo nel corso del XX secolo e in questo vorticoso passaggio al nuovo millennio. Qualche fotogramma, tra i molti possibili. Morin compirà 82 anni tra pochi mesi (è nato a Parigi nel 1921). Ha interrotto gli studi universitari per entrare nella Resistenza, ed è in questa importante esperienza che ha preso il cognome con il quale è oggi noto. La vicenda vale la pena di essere raccontata perché dice molto delle idee che Morin è venuto sviluppando nel corso di tutta la sua vita. Fino alla Resistenza, Morin si chiamava Edgar David Nahoum, cognome di origine ebraica, verosimilmente marrana. All entrata in clandestinità, scelse come nome di battaglia Manin, ispirandosi alla figura del patriota veneziano (il che dice fra l altro della sua attenzione alla vita culturale italiana: nella sua multiforme identità personale, l essere italiano ha un ruolo di primo piano). Senonché, la persona che doveva presentarlo ai compagni di clandestinità, per un banale fraintendimento, lo presentò come Morin, ed egli decise di mantenere quel nome sbagliato. Anzi, in seguito lo ufficializzò, e sul suo passaporto si legge infatti: Edgar David Nahoum, dit Morin. Qualche altro fotogramma. Nel 1945 si precipita a Berlino su un auto di fortuna per assistere all arrivo liberatore dell Armata Rossa. Il suo primo libro s intitola Allemagne am zéro (1946), ovvero Germania anno zero: titolo che verrà ripreso da Rossellini per un suo celebre film. Ma è soprattutto l Homme et la mort, del 1951, a porre le basi antropo-sociologiche, e più in generale transdisciplinari, della sua opera complessiva. 1

14 Negli anni 50 è già in dissenso con il partito comunista, e da questo dissenso trarrà un bellissimo libro, intitolato Autocritique (1959), nel quale indaga sulle ragioni profonde per le quali le idee mettono radice in noi a livelli talmente profondi da indurci a compiere azioni ignobili con la migliore delle intenzioni. Fonda e dirige la rivista Arguments ( ), vivace sede di riflessioni politiche e culturali di grande influenza in Francia e non solo. La sua attenzione agli intellettuali del dissenso, nell Est Europeo che sembrava allora del tutto improbabile scalfire, fu fin da allora costante e attiva. Con alcuni di loro strinse un amicizia fraterna. Del resto, la persona che lo reclutò nelle file comuniste, negli anni Trenta, Jacques-Francis Rolland, ricorda che fin da allora non si trattaneva dal porre domande dcisamente inopportune, per esempio sulla veridicità delle accuse nei tristemente celebri processi di Mosca. Altrettanto costante e attiva fu l attenzione all avvento impetuoso della cultura di massa, e in particolare al cinema (Le Cinéma ou l homme imaginaire, 1956, Les stars, 1957). Molti non sanno che un suo volume, L industrie culturelle, figura tra le opere che hanno dato origine all attuale sociologia delle comunicazioni di massa. Ma molte altre furono le riflessioni sociologiche di quegli anni e successive (L esprit du temps, 1962, La rumeur d Orléans, 1969, Sociologie, 1984, e altro ancora). Nel fatidico sessantotto è il primo a scrivere un saggio, quasi in tempo reale, come si dice oggi, sulle lotte studentesche (Mai 68: la brèche). Gli anni Settanta sono gli anni della presa di coscienza ecologica, a partire in particolare da Le paraddgme perdu (1973). La partecipazione attiva a iniziative pionieristiche di ripensamento transdisciplinare dei saperi (Il Groupe des dix, a Parigi, con Henri Laborit e vari altri, in realtà, via via, ben oltre i dieci) e un lungo soggiorno di studio nella California dei laboratori sull organizzazione ecologica e sistemica del vivente fanno da levatrice a quella profonda svolta epistemologica che sul finire del decennio e nel passaggio agli anni Ottanta prenderà il nome di complessità da noi Sfida della complessità (titolo di un volume curato da Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, che ha avuto numerose riedizioni). E la svolta che darà luogo all opera, diciamo pure monumentale, essendo composta di 5 vasti tomi, intitolata cartesianamente La méthode (meritoriamente edita in forma integrale, in Italia, dall editore Raffaello Cortina). Il primo volume (La nature de la nature) è del L ultimo, intitolato L identité humaine, uscito nel 2001, è il primo dei due di cui si comporrà, a lavoro ultimato, il quinto tomo: L humanité de l humanité. Ma gli anni Ottanta, poi gli anni Novanta, sono anche gli anni della formazione dell Europa, del crollo del muro di Berlino, della caduta dell impero sovietico, e di tutti quegli avvenimenti recenti che conosciamo troppo bene per doverli elencare. Basti qui ricordare che in questi anni Morin non ha cessato di accorrere, magari su mezzi di trasporto meno di fortuna di quelli giovanili, in vari luoghi caldi del pianeta, dall America latina alla Cina, traendone puntualmente lucide riflessioni: saggi sull Europa, sulla Terrapatria, sull URSS di Gorbaciov, sulla guerra fratricida nell ex Jugoslavia, sulla cosiddetta globalizzazione, e altri ancora che sarebbe troppo lungo elencare. Alcuni tra questi saggi: Pour sortir du XX siècle (1981), Penser l Europe (1987), L Europa nell era planetaria (1991, con Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti), Terre Patrie (1993), Les fratricides (1996), Politique de civilisation (1997, con Sami Nair). Ricordiamo ancora soltanto uno dei suoi impegni più recenti, : l attenzione alla riforma dei processi educativi, per il duplice incarico, da parte dell Unesco e del Ministero francese dell Educazione, dal quale uscirà la suggestiva trilogia composta da: La tête bien faite (1999), Relier les connaissances (1999) e Les sept savoirs nécessaires à l éducations du futur (2000). Questo, dunque, è Edgar Morin. Questo e, naturalmente, molto altro, che mi auguro di aver lasciato almeno vagamente intravedere. E questa intensa esperienza del nostro presente storico che si è vista ed ascoltata nell intervista. Un esperienza tradottasi peraltro in numerose pubblicazioni autobiografiche e diaristiche che solo per brevità tralascio qui 2

15 di citare (si veda, fra le altre la Mes démons, del 1994, che richiama non a caso nel titolo un tema dostoijevskiano). 1 Edgar Morin è questo sentimento generoso e profondo della storia, e della storia come luogo vivo e palpitante della nostra vita quotidiana, come luogo in cui s intrecciano le nostre solidarietà concrete, un espressione che ci rimanda immediatamente alla complessità dei saperi e delle emozioni che sanno connettersi nelle diverse vicende. E la riflessione partecipe e appassionata sul ventesimo secolo e sulla difficile alba del ventunesimo, che è condensata nell appello alla riforma radicale dei nostri modi di pensare, intesa come condizione vitale. Come condizione essenziale per non lasciarci trascinare nel circolo vizioso infernale che sta diventando planetario. Il pensiero dell improbabile Il secondo tratto su cui vorrei richiamare l attenzione è di carattere insieme epistemologico ed etico. E il tratto che Morin affida alla parola improbabile. Morin insiste, più precisamente, sull importanza di apprendere a scommettere sull improbabile, come punto-cardine per la riforma dei nostri modi di pensare e di educare. L espressione è ispirata a Blaise Pascal, uno dei riferimenti più costanti della sua vita intellettuale, e più esattamente al significato che ha la scommessa, notoriamente, nella riflessione di Pascal. Apprendere a scommettere sull improbabile è sempre più, secondo Morin, un requisito indispensabile per sopravvivere creativamente in un mondo fatto ormai di incertezze radicali, di ambivalenze insormontabili e spesso tragiche, di trasformazioni sempre più repentine e imprevedibili. Puntare le nostre carte, ovvero le nostre speranze, all opposto, su ciò che il calcolo più ragionevole delle probabilità annuncia come realistico, sostiene Morin, è concorrere, fosse pure con la migliore delle intenzioni, alla deriva della degradazione del pensiero e della convivenza umana. Gli scritti di Morin sono popolati di esemplificazioni storiche e naturalistiche di questo principio epistemologico, in positivo come in negativo. Nell intervista troviamo l esempio, in positivo, della sconfitta del nazismo, sulla quale fino a Pearl Harbour e all entrata in guerrra degli Stati Uniti nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato. Oggi, per venire al tema della riforma dell educazione, appare ai più irrealistico, e irrimediabilmente démodé, attardarsi, come fa Morin, negli appelli all integrazione dei saperi contro la deriva degli specialismi incomunicanti, o ancora all estetica qualitativa delle connessioni contro la marcia trionfale delle misurazioni quantitative, e al perder tempo nell ascolto della complessità delle nostre interazioni comunicative contro le scorciatoie illusoriamente realistiche della scomposizione dei problemi in segmenti ritenuti controllabili, uno per uno, dai saperi esperti. In questo nostro presente, nel quale, dice Morin nell intervista, andiamo o verso una situazione catastrofica o verso una metamorfosi molto difficile in questo nostro presente, che Morin chiama da tempo l età del ferro dell era planetaria, apprendere a saper scommettere sull irrealistico, sull invisibile e sull improbabile, diventa letteralmente una sfida di sopravvivenza. La sfida, se è consentita una quasi-battuta, richiama alla mente la scena di quel film, un legal thriller americano, nella quale l avvocato, alias Gene Hackman, chiede ai suoi collaboratori, più o meno: quante probabilità abbiamo di farcela se puntiamo su questa ipotesi?. Risposta: Una su cento. E l avvocato: Puntiamo su quella. Se la posta in gioco è di questo ordine d improbabilità, è evidente che la questione di come riformare i nostri modi di pensare non può essere di portata solo intellettuale. Non può che essere anche di portata esistenziale, etica, o come si dice nel linguaggio 1 Le opere di Morin sono state edite quasi tutte in italiano, principalmente dagli editori Feltrinelli, Cortina e Meltemi (ma si vedano anche Sperling & Kupfler, Bompiani, Edizioni Lavoro, Lubrina, Moretti & Vitali). 3

16 religioso, spirituale. Non è un caso, del resto, che Morin, pur non essendo quel che si dice un credente, quanto meno nel senso usuale della parola, insista ripetutamente, accoratamente, in numerose sue opere, sulla natura religiosa della riforma invocata. Di quel re-ligare le coscienze e le conoscenze che dà il titolo, fra l altro, a uno dei suoi libri più recenti che abbiamo ricordato. La scommessa moriniana sull improbabile è un crocevia nel quale possono fecondarsi reciprocamente, di nuovo dialogicamente, il pensiero laico, purtroppo ancora intriso di bigottismo razionalistico, e l esperienza più autenticamente religiosa, che coltiva la scommessa sull improbabile attraverso la nozione di miracolo. Consentitemi dunque, per concludere, di citare qui una frase che riprendo da un articolo sulla guerra irachena e sulla pace possibile, pubblicato di recente sull Osservatore Romano. E del cardinale Carlo Maria Martini, oggi, come sappiamo, a Gerusalemme, e contiene, l una vicina all altra, le parole miracoloso e improbabile : Una pace seria e duratura, laddove persistono ragioni gravi di conflitto, ha sempre un po del miracolo, dell improbabile, del dono dall alto. Questo testo è stato presentato dal Prof. Manghi al convegno di REGGIO Emilia Progettare futuri e precedeva, commentandola, la visione della video-intervista ad Edgar Morin. Previa autorizzazione dell autore, è stato modificato il testo eliminando i riferimenti che erano specifici del contesto dell iniziativa di Reggio Emilia. 4

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti *

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * PREMESSA La breve riflessione che segue si colloca nell ambito degli attuali orientamenti di riforma, di conseguenza considera suo principale punto

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Scienze umane 89 89 89 89 89

Scienze umane 89 89 89 89 89 Scienze umane 1 biennio 2 biennio 5 anno 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Scienze umane 89 89 89 89 89 Premessa generale Il ruolo delle Scienze Umane nella formazione liceale Le scienze umane si sono costituite a partire

Dettagli

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA PREMESSA La società attuale non solo ci invita a pensarci e a pensare in termini di globalità e di globalizzazione, ma ci chiede anche

Dettagli

8 Il futuro dei futures

8 Il futuro dei futures Introduzione Come accade spesso negli ultimi tempi, il titolo di questo libro è volutamente ambiguo, ma in questo caso non si tratta solo di un espediente retorico: come spero si colga nel corso della

Dettagli

Il now-for-next in psicoterapia La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna

Il now-for-next in psicoterapia La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna Il now-for-next in psicoterapia La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna Autore: Margherita Spagnuolo Lobb QUARTA DI COPERTINA La psicoterapia della Gestalt vede la relazione

Dettagli

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PREMESSA La Scuola dell Infanzia offre a ciascun bambino un ambiente di vita e di cultura, un luogo di apprendimento e di crescita dalle forti connotazioni

Dettagli

Una struttura sostenibile per il Piano dell Offerta Formativa.

Una struttura sostenibile per il Piano dell Offerta Formativa. Una struttura sostenibile per il Piano dell Offerta Formativa. Un ipotesi progettuale tra scuola e comunità locale Rovato,, 16 ottobre 2008 Secondo incontro Luisa Bartoli I contenuti della comunicazione

Dettagli

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE Conversazioni e consigli di dieci famiglie italiane Disegni di Alfredo Pompilio Dellisanti MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE (Conversazioni

Dettagli

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Il Progetto di Educazione Scientifica promosso dalla Regione Toscana ha coinvolto i docenti in un attività

Dettagli

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Premessa La Carta di qualità di cui si parla in questa scheda è stata elaborata da ONG e associazioni di 5 regioni italiane nel corso del

Dettagli

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci Pensieri. Perché? Cara dottoressa, credo di avere un problema. O forse sono io il problema... La mia storia? Stavo con un ragazzo che due settimane fa mi ha lasciata per la terza volta, solo pochi mesi

Dettagli

PAROLE, TESTI E STORIE. 3 Modulo PENSARE PER STORIE

PAROLE, TESTI E STORIE. 3 Modulo PENSARE PER STORIE PAROLE, TESTI E STORIE 3 Modulo PENSARE PER STORIE E OGGI COSA MI RACCONTI? ASCOLTA.E LA MIA STORIA 20-21 Settembre 2010 1 Indice Tra le Indicazioni per il Curricolo 07e gli Orientamenti 91 Il pensiero

Dettagli

Le metafore della scienza. di Tommaso Castellani. S. Ho saputo che hai fatto un seminario intitolato Le metafore della scienza.

Le metafore della scienza. di Tommaso Castellani. S. Ho saputo che hai fatto un seminario intitolato Le metafore della scienza. Le metafore della scienza di Tommaso Castellani Un dialogo tra: F. Un fisico che fa ricerca all università. I. Un fisico che si occupa di insegnamento a scuola. S. Uno studente sulla strada della fisica.

Dettagli

SVILUPPARE LE COMPETENZE INDIVIDUALI PROGETTAZIONI

SVILUPPARE LE COMPETENZE INDIVIDUALI PROGETTAZIONI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO (1) ITALIANO L allievo interagisce in modo efficace in diverse situazioni comunicative, attraverso modalità dialogiche sempre rispettose delle idee degli altri; con ciò

Dettagli

FILOSOFIA SCIENZA E SOCIETÀ: UN DIALOGO APERTO

FILOSOFIA SCIENZA E SOCIETÀ: UN DIALOGO APERTO FILOSOFIA SCIENZA E SOCIETÀ: UN DIALOGO APERTO Numero Terzo Novembre 2007 Editoriale http://www.humana-mente.it Biblioteca Filosofica 2007 - Humana.Mente, Periodico trimestrale di Filosofia, edito dalla

Dettagli

I S T I T U T O S T A T A L E D I I S T R U Z I O N E S E CO N D A R I A S U P E R I O R E G. O B E R D A N T R E V I G L I O (B G)

I S T I T U T O S T A T A L E D I I S T R U Z I O N E S E CO N D A R I A S U P E R I O R E G. O B E R D A N T R E V I G L I O (B G) GLI INDIRIZZI DI STUDIO E I PROFILI PROFESSIONALI L Istituto, sempre attento alle esigenze formative del territorio nel quale opera, ha diversificato, nel corrente anno scolastico, la propria offerta formativa

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

strettamente legata alle possibilità cognitive del corpo 1 (versus una tecnologia della rappresentazione).

strettamente legata alle possibilità cognitive del corpo 1 (versus una tecnologia della rappresentazione). Il marchio enattivo della Realtà Virtuale. Applicazione della teoria enattiva della cognizione nella spiegazione della conoscenza umana dei mondi virtuali. di Giovanna Pagano 1. Una tecnologia cognitiva.

Dettagli

no a tutti di provare nuovamente un sentimento fondamentale e ormai smarrito nelle borse e nelle banche: la ducia. A questo punto non resta che

no a tutti di provare nuovamente un sentimento fondamentale e ormai smarrito nelle borse e nelle banche: la ducia. A questo punto non resta che Premessa «Il denaro è un mezzo e non un ne» si insegnava una volta, quando la scuola primaria si chiamava ancora elementare: ma oggi ha un senso questa frase? Sembrerebbe di no, osservando il nostro maltrattato

Dettagli

Avere coraggio! Dieci buoni motivi a favore del matrimonio Spunti di riflessione della Chiesa cattolica

Avere coraggio! Dieci buoni motivi a favore del matrimonio Spunti di riflessione della Chiesa cattolica Avere coraggio! Dieci buoni motivi a favore del matrimonio Spunti di riflessione della Chiesa cattolica 1. Tutti cercano l amore. Tutti anelano ad essere amati e a donare amore. Ognuno è creato per un

Dettagli

Che cos è la teoria della mente

Che cos è la teoria della mente Che cos è la teoria della mente La teoria della mente è la capacità di intuire o comprendere gli stati mentali propri e altrui, i pensieri, le credenze, i ragionamenti, le inferenze, le emozioni, le intenzioni

Dettagli

GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo

GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo Educa 2012: invito ai giovani GENERAZIONE dei BENI COMUNI Altri modi di abitare il mondo 1. Il nucleo tematico Il nostro tempo è adesso, qui e ora. Il progetto è qui e ora, il futuro è qui e ora, l orizzonte

Dettagli

LA SCUOLA DI FRANCOFORTE

LA SCUOLA DI FRANCOFORTE LA SCUOLA DI FRANCOFORTE La Scuola di Francoforte è una scuola filosofica e sociologica neomarxista. Il nucleo originario di tale scuola, formato principalmente da filosofi e sociologi tedeschi di origine

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

Un incontro significativo con l autore: motivazioni e obiettivi fondamentali per la realizzazione di un progetto di lettura per le scuole

Un incontro significativo con l autore: motivazioni e obiettivi fondamentali per la realizzazione di un progetto di lettura per le scuole Un incontro significativo con l autore: motivazioni e obiettivi fondamentali per la realizzazione di un progetto di lettura per le scuole Mi presento Mi chiamo Lisa Cappellazzo, ho 35 anni e son un insegnante

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

z. bauman Modernità e globalizzazione Intervista di G. Battiston Roma, Edizioni Dell Asino, 2009 recensionirecensionirecensioni www.filosofia.

z. bauman Modernità e globalizzazione Intervista di G. Battiston Roma, Edizioni Dell Asino, 2009 recensionirecensionirecensioni www.filosofia. recensionirecensionirecensioni z. bauman Modernità e globalizzazione Intervista di G. Battiston Roma, Edizioni Dell Asino, 2009 Il testo è pubblicato da, rivista on-line registrata; codice internazionale

Dettagli

La metodologia delle Costellazioni Sistemiche nel coaching, nella consulenza aziendale e nel management

La metodologia delle Costellazioni Sistemiche nel coaching, nella consulenza aziendale e nel management Percorso formativo La metodologia delle Costellazioni Sistemiche nel coaching, nella consulenza aziendale e nel management edizione 2014-1 Percorso formativo Strutture del Successo La metodologia delle

Dettagli

«Persona e formazione. Riflessioni per la pratica educativa e psicoterapeutica» a cura di A. Manenti, S. Guarinelli e H. Zollner *

«Persona e formazione. Riflessioni per la pratica educativa e psicoterapeutica» a cura di A. Manenti, S. Guarinelli e H. Zollner * Tredimensioni 5(2008) 105-110 «Persona e formazione. Riflessioni per la pratica educativa e psicoterapeutica» a cura di A. Manenti, S. Guarinelli e H. Zollner * Carlo Bresciani E ssendo un libro scritto

Dettagli

EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli. Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana

EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli. Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana EDUCARE ALLA CORRESPONSABILITA Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-figli Alessandro Alessandro Ricci Ricci Psicologo Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapeuta Università Università Salesiana

Dettagli

l'approccio transdisciplinare

l'approccio transdisciplinare l'approccio transdisciplinare le potenzialità socio-economiche della rivalutazione ambientale l'epoca contemporanea la scienza della sostenibilità la complessità l'economia ecologica i gas la comunicazione

Dettagli

FORMAZIONE DELL UOMO E EDUCAZIONE COSMICA (Dalle conferenze tenute da M.M. al congresso di San Remo del 1949 e da alcuni saggi pubblicati dal 1949 al 1951 e riportati nel quaderno del Consiglio Regionale

Dettagli

Una nuova dimensione della leadership: la leadership emotiva

Una nuova dimensione della leadership: la leadership emotiva Una nuova dimensione della leadership: la leadership emotiva di Anna Maria Megna in Persone e lavoro. Rivista di cultura delle risorse umane, n. 511, anno XLV, n. 3, giugno 2009 La leadership emotiva fa

Dettagli

Premessa: Dalle parole ai significati alle pratiche. Per aprire nuove possibilità

Premessa: Dalle parole ai significati alle pratiche. Per aprire nuove possibilità O.S.A. Orientar/si in un Sistema che Apprende Ricerca cooperativa sulle pratiche di orientamento e la professionalità orientante nel passaggio tra primo grado e secondo grado della Scuola Secondaria Percorso

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano

Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano Nel suo intervento, il Rettore del Politecnico di Milano ha presentato la decisione del Senato accademico di obbligare

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT ALLEGATO 3 PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT Il programma comune di storia del dispositivo per il doppio rilascio del diploma di Baccalauréat e d Esame

Dettagli

Epidemiologia & Salute pubblica

Epidemiologia & Salute pubblica Epidemiologia & Salute pubblica a cura del Medico cantonale vol. VI nr. 3 La medicina non è una scienza esatta Con questo slogan il Dipartimento delle opere sociali è entrato nelle case dei ticinesi. L

Dettagli

Responsabilità educativa a cura di Sabrina De Clemente e Iole Mattei

Responsabilità educativa a cura di Sabrina De Clemente e Iole Mattei Responsabilità educativa a cura di Sabrina De Clemente e Iole Mattei Se si riesce ad aiutare gli alunni a sviluppare il proprio senso di controllo personale, essi saranno portati ad assumersi autonomamente

Dettagli

L ECOPSICOLOGIA APPLICATA ALL EDUCAZIONE AMBIENTALE: UN NUOVO MODELLO PER L ETICA DELL AMBIENTE

L ECOPSICOLOGIA APPLICATA ALL EDUCAZIONE AMBIENTALE: UN NUOVO MODELLO PER L ETICA DELL AMBIENTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE, GEOLOGICHE E AMBIENTALI CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ECOLOGICHE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE VERONICA LEOTTA L ECOPSICOLOGIA APPLICATA ALL

Dettagli

Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan)

Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan) PROGETTO: Una vita, tante storie Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan) Introduzione: Il racconto della propria vita è il racconto di ciò che si pensa

Dettagli

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO Credo che nella vita sia capitato a tutti di pensare a come gestire al meglio i propri guadagni cercando di pianificare entrate ed uscite per capire se, tolti i soldi per vivere, ne rimanessero abbastanza

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

Il rischio lavorativo valutazione rappresentazione

Il rischio lavorativo valutazione rappresentazione diapositiva 1 Prof. Federico Ricci Psicologo del lavoro e delle organizzazioni Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell Economia Università di Modena e Reggio Emilia Stili di vita salutari sul lavoro:

Dettagli

La destinazione dell uomo

La destinazione dell uomo Lettura 2 Johann Gottlieb Fichte La destinazione dell uomo Johann Gottlieb Fichte, Lezioni sulla missione del dotto, a cura di G.P. Marotta, Bergamo, Minerva Italica, 1969, pp. 47-53, 56-57, 59-60 Nel

Dettagli

MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA SCUOLA PARITARIA dell INFANZIA e PRIMARIA MADRE ANNUNCIATA COCCHETTI IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Chi è chiamato ad educare e ad animare educazione, deve offrire nutrimento, nascondendo la mano che

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME

CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME Disciplina Indicatori Descrittori Ascoltare, comprendere e comunicare oralmente Esprimere oralmente le proprie emozioni ed esperienze mediante linguaggi diversi verbali

Dettagli

L Europa e il mondo nel primo Novecento p. 8

L Europa e il mondo nel primo Novecento p. 8 Libro misto DVD Atlante Storico Percorso di cittadinanza e Costituzione con testi integrali Materiali aggiuntivi per lo studio individuale immagini, carte, mappe concettuali RISORSE ONLINE Schede per il

Dettagli

ESSERE GENITORI OGGI

ESSERE GENITORI OGGI ESSERE GENITORI OGGI II Ciclo di incontri a sostegno della genitorialità 6 0 INCONTRO: Almese 10 Dicembre 2008 TEMA: FAVOLANDO 1 All ingresso del museo dei bambini di Boston c è questa iscrizione: Qui

Dettagli

1.3 Educazione Ambientale

1.3 Educazione Ambientale 1.3 Educazione Ambientale La definizione di Educazione Ambientale e soprattutto l individuazione delle professionalità ad essa legate sono da anni al centro di molti dibattiti; spesso all interno di dichiarazioni

Dettagli

Lo studio digitale. Riambientare la didattica in una pratica e una logica di rete

Lo studio digitale. Riambientare la didattica in una pratica e una logica di rete Lo studio digitale Riambientare la didattica in una pratica e una logica di rete Roberto Maragliano Università degli Studi Roma Tre r.maragliano@gmail.com Le tecnologie possono essere viste come veicoli.

Dettagli

La scienza come affidamento responsabile: la custodia della natura nella logica del progresso umano PROBLEMA

La scienza come affidamento responsabile: la custodia della natura nella logica del progresso umano PROBLEMA DISF WORKING GROUP - SEMINARIO PERMANENTE 24 marzo 2012 La scienza come affidamento responsabile: la custodia della natura nella logica del progresso umano Rev. Prof. G. Tanzella-Nitti Pontificia Università

Dettagli

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A LICEO SCIENTIFICO STATALE "Donato Bramante" Via Trieste, 70-20013 MAGENTA (MI) MPI: MIPS25000Q - Tel.: +39 02 97290563/4/5 Fax: 02 97290566 Sito: www.liceobramante.gov.it - E-mail: mips25000qistruzione.it

Dettagli

PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI

PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI Il concepimento, la gravidanza, il primo anno: la formazione di un legame profondo e le difficoltà del percorso a cura di Emanuela Quagliata e Marguerite Reid Presentazione

Dettagli

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3 Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione Scuola dell infanzia - Anni 3 A Identità e appartenenza. A1 Percepire e riconoscere se stesso. A1Mi conosco attraverso giochi motori sul corpo. A2 Saper

Dettagli

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 Relazione Incontro del 30 Settembre 2008 BAMBINI ADOTTIVI E BIOLOGICI INSIEME IN FAMIGLIA Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 La genitorialità

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA

PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALE DOCENTE ANNO SCOLASTICO 2013-14 PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA DATA DI PRESENTAZIONE: 30/11/2013 FINALITÀ E OBIETTIVI FORMATIVI DELLA DISCIPLINA Lo sviluppo

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment Ambiente di apprendimento generativo - Generative Learning Environment di Paolo Giordani 1 Nel loro articolo del 1995, intitolato Rich environments for active learning: A definition, Grabinger e Dunlap

Dettagli

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani)

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) L ICF-CY e l approccio biopsicosociale ai problemi dell educazione speciale Incontro

Dettagli

Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore

Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano

Dettagli

Mimmo Jodice, perdersi a guardare

Mimmo Jodice, perdersi a guardare Professione Mimmo Jodice, perdersi a guardare Riflessioni sulla fotografia: cos è la fotografia? Cos è la luce? Perché la scelta del bianconero? Cosa cambia con la fotografia digitale? Come avvicinarsi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LEVANTO PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2013/2014

ISTITUTO COMPRENSIVO LEVANTO PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2013/2014 ISTITUTO COMPRENSIVO LEVANTO PROGRAMMAZIONE CLASSE II ANNO SCOLASTICO 2013/2014 classe 2^ COMPETENZE DISCIPLINARE ISTITUO COMPRENSIVO LEVANTO 2013/2014 ITALIANO 1. Ascolta e interagisce nelle conversazioni

Dettagli

FRIEDRICH WILHELM JOSEPH VON SCHELLING. prof. Giorgio Morgione

FRIEDRICH WILHELM JOSEPH VON SCHELLING. prof. Giorgio Morgione FRIEDRICH WILHELM JOSEPH VON SCHELLING prof. Giorgio Morgione CENNI BIOGRAFICI 1775 nasce il 27 gennaio a Leonberg 1791 inizia il seminario di teologia a Tubinga, dove conosce Hördeling e Hegel 1799 dopo

Dettagli

una distribuzione presenta una produzione

una distribuzione presenta una produzione una distribuzione presenta una produzione Un documentario in dieci capitoli che racconta attraverso un viaggio in auto i sogni e le visioni della Rockstar italiana. Sarà presentato alla 72a Mostra Internazionale

Dettagli

Via Belzoni 80 Via Belzoni 80 35121 Padova 35121 Padova tel +39 049 8278464 tel +39 049 8278458 fax +39 049 8278451 fax +39 049 8278451

Via Belzoni 80 Via Belzoni 80 35121 Padova 35121 Padova tel +39 049 8278464 tel +39 049 8278458 fax +39 049 8278451 fax +39 049 8278451 La.R.I.O.S. Laboratorio di Ricerca ed Intervento per l Orientamento alle Scelte DPSS Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione Centro di Ateneo di Servizi e Ricerca per la Disabilità,

Dettagli

Offerte lavoro psicologi: consigli per trovare lavoro in psicologia Pag. 1 di 5 Stefano Sirri, Psico-Pratika N 16

Offerte lavoro psicologi: consigli per trovare lavoro in psicologia Pag. 1 di 5 Stefano Sirri, Psico-Pratika N 16 Offerte lavoro psicologi: consigli per trovare lavoro in psicologia Pag. 1 di 5 OFFERTE LAVORO PSICOLOGI: Consigli per trovare lavoro in psicologia Trovare lavoro come psicologi non è sempre semplice.

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA SCIENZE DELL EDUCAZIONE (V.O) CORSO DI PEDAGOGIA GENERALE PROF. IGNAZIO LICCIARDI A.A. 2004-2005 LAVORO REALIZZATO

Dettagli

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO SPAZIO DEL PRESENTE Come si percepiscono i Capi e le Comunità Capi. Una serie di pensieri emersi dalle chiacchierate fatte nelle Zone e nelle CoCa. [siamo in emergenza

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

Gruppi di sostegno alla persona ed alla comunità: strategie di promozione del benessere esistenziale

Gruppi di sostegno alla persona ed alla comunità: strategie di promozione del benessere esistenziale Gruppi di sostegno alla persona ed alla comunità: strategie di promozione del benessere esistenziale Psicologia di comunità La Psicologia di comunità nasce nel 1965 in America, ad opera di docenti universitari

Dettagli

FAMIGLIA ED EDUCAZIONE

FAMIGLIA ED EDUCAZIONE FAMIGLIA ED EDUCAZIONE Card. Carlo Caffarra Cari genitori, ho desiderato profondamente questo incontro con voi, il mio primo incontro con un gruppo di genitori nel mio servizio pastorale a Bologna. Sono

Dettagli

LA CHIAVE D INGRESSO

LA CHIAVE D INGRESSO LA CHIAVE D INGRESSO Una personalità così ricca e così umanamente complessa quale quella che emerge dai manoscritti di Sandra Sabattini non poteva non essere analizzata da un punto di vista psico-grafologico.

Dettagli

Learning News Maggio 2009, anno III - N. 5

Learning News Maggio 2009, anno III - N. 5 Learning News Maggio 2009, anno III - N. 5 Co-apprendimento e co-evoluzione in gruppo di Daniela Patruno * L individuo è parte di una rete comunicativa sociale, un piccolo punto nodale in questa rete,

Dettagli

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B Il Quotidiano in Classe Classe III sez. B Report degli articoli pubblicati Dagli studenti sul HYPERLINK "iloquotidiano.it" Ilquotidianoinclasse.it Allestimento di Lorenzo Testa Supervisione di Chiara Marra

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 ORGANIZZAZIONE La scuola accoglie i bambini da 3 a 6 anni. E aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

1. Fondamenti teorici della psicologia clinica

1. Fondamenti teorici della psicologia clinica 1. Fondamenti teorici della psicologia clinica 1.1. Verso una definizione della psicologia clinica Definire che cosa si intenda per psicologia clinica non è compito facile in quanto essa è una materia

Dettagli

LA MUSICA E LA SCUOLA: UN POSSIBILE 1

LA MUSICA E LA SCUOLA: UN POSSIBILE 1 LA MUSICA E LA SCUOLA: UN POSSIBILE 1 INCONTRO Enrico Bottero 1.Il contesto istituzionale Il mondo della scuola e dell educazione registra in questi anni profondi cambiamenti che riguardano anche l educazione

Dettagli

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 Introduzione unitaria: «Ecco ora il momento favorevole» (2Cor 6,2) Santi nel quotidiano Orientamenti per il triennio

Dettagli

Documento di valutazione dei rischi: le procedure standardizzate per le PMI passo dopo passo

Documento di valutazione dei rischi: le procedure standardizzate per le PMI passo dopo passo La sicurezza sul lavoro Documento di valutazione dei rischi: le procedure standardizzate per le PMI passo dopo passo a cura di Davide Venturi Ricercatore ADAPT-CSMB - Università di Modena e Reggio Emilia

Dettagli

IN PRINCIPIO: La scelta (IO), la chiamata (DIO) e la comunità (GLI ALTRI) LE COMPETENZE: La formazione pedagogica e la preparazione (IO)

IN PRINCIPIO: La scelta (IO), la chiamata (DIO) e la comunità (GLI ALTRI) LE COMPETENZE: La formazione pedagogica e la preparazione (IO) PROPOSTA FORMATIVA La Cooperativa AnimaGiovane e l'associazione Altresì lavorano assieme da anni nell'ambito della formazione e dell'educazione in diversi settori: scuole, oratori, centri aggregativi,

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

I mass-media. di Roberto Cirone

I mass-media. di Roberto Cirone I mass-media di Roberto Cirone I mass-media, conseguenza dello sviluppo tecnologico, condizionano ormai tanta parte del nostro vivere quotidiano. Analizziamo gli effetti socialmente positivi e quelli negativi.

Dettagli

AUTONOMIA DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E SVILUPPO

AUTONOMIA DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E SVILUPPO AUTONOMIA DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E SVILUPPO Ivana Summa, 2003 Il quadro giuridico L art. 21, comma 10 della Legge 15 marzo 1997 n. 59 attribuisce alle singole istituzioni scolastiche autonome anche

Dettagli

SPC Scienze del pensiero e del comportamento. Rivista di psicologia, pedagogia ed epistemologia delle scienze umane

SPC Scienze del pensiero e del comportamento. Rivista di psicologia, pedagogia ed epistemologia delle scienze umane SPC Scienze del pensiero e del comportamento Rivista di psicologia, pedagogia ed epistemologia delle scienze umane L interpretazione pedagogica e didattica di Jean Piaget nel lavoro di Guido Petter. di

Dettagli

Counseling e Cultura del Counseling

Counseling e Cultura del Counseling Claudia Montanari Presidente U.P.ASPIC Counseling e Cultura del Counseling 3 Convegno Nazionale REICO Sono il mio domani. L importanza della progettualità nel Counseling Genova, 30 Maggio 2015 Counseling

Dettagli

I COMMENTI DI ISTITUTO AMBIENTE EUROPA AL D. Lgs. 81/08 ( TESTO UNICO ) 4 - FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte

I COMMENTI DI ISTITUTO AMBIENTE EUROPA AL D. Lgs. 81/08 ( TESTO UNICO ) 4 - FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte valutazioni e proposte FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte di Attilio Pagano Psicologo del Lavoro e formatore 1. ANALISI CRITICA DELLE NORME Tra le principali innovazioni portate dal decreto

Dettagli

La Biodanza. Musica, movimento, comunicazione espressiva per lo sviluppo armonico della persona. Sistema Rolando Toro

La Biodanza. Musica, movimento, comunicazione espressiva per lo sviluppo armonico della persona. Sistema Rolando Toro La Biodanza Sistema Rolando Toro Il metodo esperienziale del prof. Rolando Toro sugli effetti congiunti della musica, del movimento e delle emozioni. Per il benessere e la qualità della vita. Musica, movimento,

Dettagli

AMBITO ANTROPOLOGICO CURRICOLO E PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI GEOGRAFIA

AMBITO ANTROPOLOGICO CURRICOLO E PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI GEOGRAFIA AMBITO ANTROPOLOGICO CURRICOLO E DI GEOGRAFIA 1- IDEA, SVILUPPO E RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO CLASSE 1^ CURRICOLO - Uso corretto dei principali indicatori topologici Riconoscere la propria posizione

Dettagli

Tutto questo può andare bene a patto che, nel contempo, abbiamo inserito nella nostra vita una doppia velocità, la Linea della Vita appunto.

Tutto questo può andare bene a patto che, nel contempo, abbiamo inserito nella nostra vita una doppia velocità, la Linea della Vita appunto. PROGRAMMARE IL 2011 Come ben sappiamo gli ultimi giorni dell anno sono giorni di bilancio: di fronte al conto economico della vita dovremmo valutare gli Attivi e i Passivi e quindi comprendere se l annata

Dettagli

Classe 3 B sc. Padre Gemelli PROGETTO COMPRARE E VENDERE: OPPORTUNITĂ DIVERSE PER IMPARARE AD ARRICCHIRE INTERIORMENTE

Classe 3 B sc. Padre Gemelli PROGETTO COMPRARE E VENDERE: OPPORTUNITĂ DIVERSE PER IMPARARE AD ARRICCHIRE INTERIORMENTE I C PADRE GEMELLI-TORINO COMPETENZA IMPARARE AD IMPARARE Sapersi relazionare anno scolastico 2013-14 Classe 3 B sc. Padre Gemelli PROGETTO COMPRARE E VENDERE: OPPORTUNITĂ DIVERSE PER IMPARARE AD ARRICCHIRE

Dettagli

VESTIRE GLI ITALIANI

VESTIRE GLI ITALIANI CANTIERI DI STORIA VI La storia contemporanea in Italia oggi: ricerche e tendenze Forlì 22-24 settembre 2011 www.sissco.it VESTIRE GLI ITALIANI Coordinatrice Emanuela Scarpellini, Università degli Studi

Dettagli

Nido Integrato Pesciolino Rosso

Nido Integrato Pesciolino Rosso Trivignano - Venezia Via Chiesa 18/C 30174 Tel. Fax 041-909271 - Scuola Paritaria - sito internet: WWW.REGINAPACE.IT Scuola dell Infanzia REGINA DELLA PACE Nido Integrato PESCIOLINO ROSSO PROGETTO EDUCATIVO

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Communication Strategies Lab via Laura 48 50121 Firenze tel +39 055 2756196 email info@csl.unifi.it website www.csl.unifi.it 1

Communication Strategies Lab via Laura 48 50121 Firenze tel +39 055 2756196 email info@csl.unifi.it website www.csl.unifi.it 1 Luca Toschi intervista Jose Antonio Cordón García sul futuro delle biblioteche, della lettura e della scrittura digitale Il patrimonio storico, artistico, ambientale come risorsa. Dalle prediche alle pratiche

Dettagli