Scuola Statale Secondaria di Primo Grado F. Casavola - d Assisi. Plesso Scolastico Centrale: Francesco Casavola

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1 Pagina 1 Scuola Statale Secondaria di Primo Grado F. Casavola - d Assisi Plesso Scolastico Centrale: Francesco Casavola Via Enrico Fermi Modugno (BA) D O C U M E N T O D I V A L U T A Z I O N E D E I R I S C H I In ottemperanza agli artt. 17 e 28 del D. lgs. 81/08 integrato e modificato dal D. Lgs 106/09 Redazione del 19/02/2013

2 Pagina 2 INDICE relazione Sez.1 DICHIARAZIONE DEL DATORE DI LAVORO Pag. 3 Sez. 2 LEGISLAZIONE GENERALE DI RIFERIMENTO Pag. 4 INTRODUZIONE AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 6 Sez. 3 CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Pag. 9 Premessa Pag. 9 Principi generali per la valutazione e la prevenzione del rischio Pag. 10 Griglia di criticità Pag. 13 Sez. 4 DATI IDENTIFICATIVI DELL ENTE E FIGURE PROFESSIONALI PREVISTE Pag. 14 Sez. 5 DATI RIGUARDANTI GLI ADDETTI E LE RELATIVE MANSIONI Pag. 15 Sez. 6 DATI E DESCRIZIONE STRUTTURALE DEL SITO Pag. 16 Descrizione strutturale ed impiantistica Pag. 17 Sez. 7 DATI RELATIVI ALLE MACCHINE E ATTREZZATURE DI LAVORO Pag. 20 Sez. 8 DATI RELATIVI ALLE SOSTANZE CHIMICHE Pag. 22 Sez. 9 RISCHI DERIVANTI DA AGENTI FISICI Pag. 28 Sez. 10 DATI RELATIVI AD AGENTI BIOLOGICI Pag. 37 Sez. 11 STRUTTURE, TECNOLOGIE, AMBIENTI DI LAVORO: VALUTAZIONE DEI RISCHI E Pag. 40 MISURE Sez. 12 ULTERIORI RISCHI ANALIZZATI ED INDIVIDUATI Pag. 59 Sez. 13 ATTIVITÀ LAVORATIVE Pag. 83 Sez. 14 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.) Pag. 100 Valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro ai fini della tutela della Pag. 102 maternità (D. Lgs. 26/04/01 n 151) Sez. 15 PROCEDURE GENERALI DI EMERGENZA Pag. 104 Sez. 16 PROGRAMMA DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE Pag. 111 Sez. 17 POLITICA E PROGRAMMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Pag. 116 ELENCO DOCUMENTAZIONE TECNICA Pag. 121

3 Sezione 1 Pagina 3 DICHIARAZIONE DEL DATORE DI LAVORO Documento di base sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, redatto ai sensi degli artt. 28 e 29 del D. Lgs. 09/04/2008 n. 81 in materia di tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro integrato e modificato dal D. Lgs. 106/09. Il presente Documento viene redatto per la Scuola Statale Secondaria di Primo Grado F. Casavola d Assisi - Plesso Centrale di Via E. Fermi - Modugno (BA), nella persona del suo Dirigente scolastico (Datore di Lavoro) Prof.ssa Anna Ruggiero, in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Sig Luigi Sibilio della società Silea S.r.l. sentito il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza. Il presente documento comprende: 1. relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro; 2. individuazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale; 3. indicazione delle priorità di attuazione delle misure; 4. Piano di evacuazione (documento D. M. 10/03/1998 Allegato). Modugno, 19/02/2013 Il presente documento consta di n 120 pagine. Il Dirigente scolastico (Datore di Lavoro) Dott.ssa Anna Ruggiero Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Per. Ind. Luigi Sibilio Il Medico Competente

4 Pagina 4 Sezione 2 LEGISLAZIONE GENERALE DI RIFERIMENTO Sono qui riportate le principali norme in vigore riguardanti la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Costituzione Italiana L art. 32 stabilisce che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività; l art. 35 riconosce il diritto alla tutela del lavoro in tutte le sue forme e applicazioni; l art. 41 sancisce che l iniziativa economica privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Codice Civile L articolo 2087 tutela le condizioni di lavoro: l imprenditore è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Codice Penale L art. 437 stabilisce che è delitto l omissione, rimozione, danneggiamento dolosi di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro. In base a tale disposizione non è necessario che si verifichi l infortunio ma è sufficiente la situazione di pericolo perchè il responsabile o i responsabili vengano perseguiti penalmente. R.D. 9 gennaio 1927 n. 147 Approvazione del regolamento speciale per l impiego di gas tossici. D.P.R. 17 maggio 1988 n. 175 Recepisce la direttiva comunitaria 82/501 relativa ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali. Legge 5 marzo 1990 n. 46 Definisce le norme generali di sicurezza degli impianti elettrici e degli impianti in generale. D.P.R. 6 dicembre 1991 n. 417 Recepisce il regolamento di attuazione della legge 5/3/90 n. 46 in materia di sicurezza degli impianti. Decreto Legislativo 25 gennaio 1992 n. 77 Recepisce la direttiva comunitaria 88/364 in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro (etichettatura delle sostanze pericolose). Decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475 Recepisce la direttiva comunitaria 89/686/CEE in materia di sicurezza dei dispositivi di protezione individuale.

5 Pagina 5 Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230 Attuazione delle direttive EURATOM 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/461 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti. D.P.R. 24 luglio 1996 n. 459 Recepisce il regolamento per l attuazione delle direttive 89/392, 91/368, 93/44 e 93/68 CEE relative alle norme generali e marcatura CE delle macchine ed i requisiti minimi di sicurezza delle stesse. Decreto Legislativo 25 novembre 1996 n. 645 Definisce le norme generali di sicurezza e salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. Decreto Legislativo del 26 aprile 2001 n. 151 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità a norma dell art. 15 Legge 8 marzo 2000 n 53, Decreto Legislativo 388/2003 Regolamento recante le disposizioni sul Pronto Soccorso. Decreto Legislativo 195/2006 Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione ed alla gestione dei rumori ambientali. Decreto legislativo del 09 Aprile 2008 n 81 Attuazione dell art. 1 della legge 03 Agosto 2007 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Decreto Legislativo del 03 agosto 2009 n. 106 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

6 Pagina 6 INTRODUZIONE AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Il D. Lgs. 81/08 concernente la tutela delle condizioni della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, é la legge nazionale di recepimento delle direttive comunitarie relative ai seguenti argomenti: tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ed organizzazione delle attività di prevenzione; luoghi di lavoro; attrezzature di lavoro; uso dei dispositivi di protezione individuale; movimentazione manuale dei carichi; uso di attrezzature munite di videoterminali; protezione da agenti cancerogeni; protezione da agenti biologici. Gli obblighi contenuti in questa normativa vanno ad aggiungersi ai precetti preesistenti riconducibili alla Costituzione, al Codice Civile, alla legislazione prevenzionistica in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, prevenzione incendi, sorveglianza sanitaria dei lavoratori, in alcuni casi modificandoli, in altri abrogandoli e/o sostituendoli, in altri ancora stabilendo nuovi adempimenti. Obiettivo principale del D. Lgs. 81/08 é l applicazione, all interno di enti pubblici e privati, di criteri metodologici e organizzativi, alla luce di una scala di priorità di valori, e l individuazione di strumenti di analisi e valutazione per l eliminazione e/o il controllo dei rischi per la sicurezza e la salute, presenti negli ambienti di lavoro e connessi alle lavorazioni. Recita infatti l art. 29, c : 1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo Le attività di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. La valutazione e il documento di cui al comma 1 debbono essere rielaborati, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. 4. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cui all'articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l'unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. Il D.Lgs. 81/08 indica dunque un percorso logico per il rispetto del fondamentale dovere di sicurezza incombente sul titolare dell attività produttiva - datore di lavoro; dovere quest ultimo già presente nella nostra legislazione (art. 41, Costituzione; art. 2087, Codice Civile; art. 4, D. P. R. 547/55; ecc.) come obbligazione di risultato, non specificata però dalla stessa nei suoi aspetti procedurali e metodologici. A colmare tale lacuna, il citato art. 29 individua nella valutazione dei rischi, e nella redazione del documento programmatico conseguente, lo strumento di base per l organizzazione di tutta l attività di prevenzione.

7 Pagina 7 1. Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono, così come elencato nell Art. 15 del D. Lgs 81/08: a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro; c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei lavoratori; m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione; n) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q) le istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi; u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. 2. Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori. Responsabile della valutazione e delle misure di prevenzione e protezione contenute nel presente documento conseguente é il Datore di Lavoro. Ciò si desume sia dal dettato del D. Lgs. 81/08, sia dagli obblighi stabiliti dalle norme prevenzionistiche precedenti. Concorrente alla responsabilità del datore di lavoro vi é però quella delle seguenti figure, limitatamente alle responsabilità ad essi riservate dalla legge e/o affidate in via contrattuale: il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) ed i suoi addetti; eventuali persone esterne all azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie per la redazione del documento; i dirigenti ed i preposti, con riferimento al reparto (uomo, macchina, ambiente) o alla funzione di cui sono responsabili, nell ambito delle rispettive attribuzioni e competenze. Con riferimento alla redazione del presente documento, la Scuola in oggetto si é avvalsa della collaborazione di consulenti esterni, la cui responsabilità é quindi concorrente ai soggetti di cui sopra, in relazione al contenuto della valutazione e all individuazione delle misure di prevenzione e

8 Pagina 8 protezione adottate e da adottare, fatti salvi i processi decisionali autonomamente assunti dalla Direzione della società committente. Tale incarico, è stato affidato al R.S.P.P. esterno, della Società Silea S.r.l. con sede in Bari alla via Anita Garibaldi n 26, che si è avvalso nel suo espletamento della professionalità di taluni collaboratori, specialisti relativamente all oggetto dell analisi, ed é sinteticamente concretizzato nelle seguenti fasi: individuazione degli adempimenti tecnico-legali relativi a sicurezza e salute dei lavoratori e protezione ambientale ai quali é soggetta l azienda; sopralluoghi per la rilevazione dei rischi e loro valutazione; consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza nei casi previsti dalla legge; coordinamento con le indicazioni fornite dal Medico Competente in merito alla sorveglianza sanitaria (ove esistenti); individuazione delle misure di prevenzione e protezione e delle relative priorità di adozione, in base alle criticità riscontrate, di natura tecnica e/o organizzativa; elaborazione dei piani di emergenza (evacuazione, antincendio e primo soccorso), previa nomina degli addetti da parte del Datore di Lavoro; programmazione e realizzazione dell attività di informazione e formazione di base delle diverse funzioni aziendali; programmazione delle misure per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; stesura del presente documento. Le misure di prevenzione e protezione cui si é fatto riferimento sono sinteticamente indicate nelle varie parti del presente documento e sono state formulate in conformità alle priorità indicate dal decreto, in ottemperanza alle disposizioni di legge vigenti e secondo le norme di buona tecnica e buona pratica esistenti per la bonifica delle diverse situazioni di rischio riscontrate. Sulla base di quanto ivi indicato, il Datore di Lavoro ha definito il contenuto e stabilito i tempi di attuazione del programma per il miglioramento dei livelli di sicurezza. Per la verifica e valutazione di talune situazioni si é fatto necessariamente riferimento ai dati ricevuti dal Datore di Lavoro di quest azienda. Il R.S.P.P. declina quindi ogni responsabilità relativa alla non veridicità di quanto dichiarato dal datore di lavoro di quest azienda e dalle eventuali conseguenze di tali dichiarazioni sul risultato di analisi, verifiche e valutazioni. Declina, inoltre, ogni responsabilità per ogni eventuale modifica del presente Documento, effettuata dai responsabili aziendali, in ordine ad effetti di natura amministrativa, civile e/o penale che possano essere causati dalle stesse modifiche. Il Dirigente scolastico (Datore di Lavoro) Dott.ssa Anna Ruggiero Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Per. Ind. Luigi Sibilio

9 Pagina 9 Sezione 3 CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI E LA REDAZIONE DEL PRESENTE DOCUMENTO PREMESSA Per la redazione del presente documento si è tenuto conto delle definizioni indicate nella circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n 102 del 07/08/1995, e negli artt. 28 e 29 del D. Lgs 81/08. pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (per es.: materiali o attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro, ecc.) avente il potenziale di creare danni; rischio: probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni d impiego, ovvero di esposizione di un determinato fattore; valutazione del rischio: procedimento di valutazione della possibile entità del danno, quale conseguenza del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori nell espletamento delle loro mansioni derivanti dal verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro; luoghi di lavoro: luoghi destinati a contenere posti di lavoro, ubicati all interno dell azienda, ovvero dell unità produttiva, nonché ogni luogo dell area della medesima azienda, ovvero unità produttiva comunque accessibile per il lavoro. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell attività dell azienda, ovvero dell unità produttiva deve valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, anche in relazione alla scelta delle attrezzature di lavoro, delle sostanze, ed alla sistemazione dei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi deve riguardare, inoltre, tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell' 8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi. A seguito della valutazione, il datore di lavoro deve elaborare un documento, avente data certa contenente una relazione riguardante i seguenti punti: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento

10 Pagina 10 PRINCIPI GENERALI PER LA VALUTAZIONE E LA PREVENZIONE DEI RISCHI A) Le fasi della valutazione La valutazione dei rischi è un analisi sistematica di tutti gli aspetti del lavoro intrapreso per definire quali possono essere le probabili cause di danni. Il procedimento di realizzazione della valutazione dei rischi è articolato in un percorso logico e procedurale che prevede le seguenti fasi: 1. suddivisione dell unità in aree omogenee e per reparti operativi; 2. individuazione dei pericoli presenti nei luoghi di lavoro, suddivisibili in tre grandi categorie: a) pericoli per la sicurezza dei lavoratori (che possono causare eventi di carattere traumatico o determinare un rischio di esposizione acuta ad agenti dannosi, e quindi un infortunio); b) pericoli per la salute dei lavoratori (che possono determinare un rischio di esposizione prolungata ad agenti dannosi, con possibile degenerazione in malattia professionale); c) pericoli derivanti dall organizzazione e dalla gestione del lavoro (che possono determinare rischi ricollegati ai tipi precedentemente esposti o rischi coinvolgenti la sfera emotiva e psicologica del lavoratore); 3. stima della entità delle esposizioni; 4. stima della gravità degli effetti che ne possono derivare. B) Metodologia utilizzata La valutazione è focalizzata sui rischi derivanti dalle attività lavorative che risultino ragionevolmente prevedibili. L identificazione dei fattori di rischio viene guidata dalle conoscenze disponibili su norme di legge, procedure, norme aziendali, standard tecnici, dai dati desunti dall esperienza e dalle informazioni raccolte, dai contributi apportati da quanti a diverso titolo, concorrono ad effettuare le stesse valutazioni, ovvero, il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, il Medico competente, gli ASPP, i lavoratori, i preposti ed i dirigenti. La valutazione dei rischi è stata effettuata con gli strumenti metodologici di seguito indicati. 1. Categorizzazione dei rischi in base alla gravità ed alla probabilità di accadimento dell evento incidentale (tabella A). Scala di gravità del danno (G): I. minimo; II. critico; III. notevole; IV. rilevante. Scala delle probabilità del verificarsi del danno (P): 1. remoto; 2. possibile; 3. probabile; 4. frequente. Conseguentemente il livello di rischio R é legato ai livelli quantitativi di P e G. Esso è determinato come intersezione degli stessi e rappresenta un primo criterio per l individuazione

11 Pagina 11 del grado di priorità degli interventi per il miglioramento dei livelli di sicurezza. Per la determinazione dei livelli P e G si é tenuto conto di tutti quegli elementi che possono essere identificati con un numero, come: dati statistici (ad es. infortuni); dati strumentali (ad es. misure di agenti chimici, fisici, biologici); specifiche tecniche di impianti e macchine, con particolare riguardo ai sistemi di sicurezza in relazione alla funzione svolta. 2. Valutazione qualitativa del processo lavorativo e degli aspetti tecnologici, strutturali ed ambientali, considerando gli elementi di valutazione non riconducibili a prodotti numerici ma a conformità con quanto sotto citato: norme di legge vigenti; norme di buona tecnica; principi generali della prevenzione; politica, norme e procedure di sicurezza aziendale; standard di formazione alla prevenzione degli operatori; esperienze acquisite nei settori produttivi identici o affini a quello a cui appartiene l unità produttiva considerata. 3. Applicazione congiunta dei due criteri e descrizione dei risultati della valutazione dei rischi relativi ai pericoli riscontrati in ogni area dell unità produttiva, relativamente a: strutture; impianti; ambienti di lavoro; macchine ed attrezzature; sostanze e preparati; processi di lavorazione; organizzazione di lavoro; formazione degli operatori. 4. Determinazione delle misure di prevenzione e protezione attuate in conseguenza alla valutazione dei rischi, in base ai criteri derivanti dalle misure generali di tutela previste dal D. Lgs. 81/08. Le misure indicate sono divise in tre grandi categorie (tabella A): A = IMMEDIATA B = URGENTE azioni correttive indilazionabili e di immediata attuazione; azioni correttive necessarie da programmare con urgenza; C = SECONDARIA azioni correttive e/o migliorative da programmare nel breve - medio termine o da valutare in fase di programmazione. 5. Programma per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Tale programma comprende: i tempi di attuazione delle misure correttive; le verifiche periodiche sugli interventi; le revisioni delle misure; la decisione sulla necessità di introdurre ulteriori provvedimenti per eliminare, o limitare i rischi residui. C) programmazione e messa in atto delle misure di prevenzione e protezione L attuazione delle misure di prevenzione e protezione viene effettuata nel pieno rispetto di quanto indicato dall art. 15 del D. Lgs. 81/08 (misure generali di tutela):

12 Pagina 12 a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro; c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che é pericoloso con ciò che non lo é, o é meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei lavoratori; m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione; n) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q) le istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi; u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. Nota: le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori. In merito alla programmazione degli interventi, le conclusioni desunte dalla identificazione dei fattori di rischio, dell entità delle esposizioni, delle probabilità con cui possono verificarsi effetti dannosi e dell entità delle possibili conseguenze, devono essere utilizzate scrupolosamente per orientare le azioni conseguenti alla valutazione stessa A tale proposito è opportuno ricordare che gli interventi di controllo dei rischi non devono comportare soluzioni che trasferiscono i rischi stessi dall interno all esterno dell azienda. Inoltre la valutazione non è un attività da eseguire una tantum, bensì da perpetrare e modificare attraverso continue revisioni ogni qualvolta risulti necessario. Il presente documento risulta infatti essere un rapporto sullo stato dell azienda alla data della sua redazione e, nel contempo, una guida per il miglioramento progressivo delle sue condizioni relativamente ad igiene e sicurezza del lavoro. Nella maggior parte dei casi sarà opportuno rivedere le valutazioni dei rischi ad intervalli regolari a seconda della rilevanza degli stessi e del probabile grado di cambiamento dell attività lavorativa, fatto salvo quanto prescritto dalle normative in vigore.

13 Pagina 13 TABELLA A GRIGLIA DI CRITICITÀ INDICE DI GRAVITÀ I MINIMO NESSUNA LESIONE/MEDICAZIONE II CRITICO LESIONI CON PROGNOSI FINO A 3 GIORNI III NOTEVOLE LESIONI CON PROGNOSI OLTRE 3 GIORNI IV RILEVANTE LESIONI CON INABILITA' PERMANENTE/ MORTE INDICE DI PROBABILITÀ 1 REMOTO POTREBBE ACCADERE RARAMENTE 2 POSSIBILE POTREBBE ACCADERE 3 PROBABILE POTREBBE ACCADERE FACILMENTE QUALCHE VOLTA 4 FREQUENTE POTREBBE ACCADERE FACILMENTE MOLTE VOLTE GRIGLIA DI CRITICITA' CATEGORIE DI RISCHIO gravità IV B A A A A GRAVE - RILEVANTE III B B A A B MEDIO - APPREZZABILE II C B B B C LIEVE - RESIDUO I C C C B probabilità COMBINAZIONI DELLA GRIGLIA CATEGORIA E CLASSIFICAZIONE DELLE MISURE CORRETTIVE A 1 A categoria IMMEDIATA B 2 A categoria URGENTE C 3 A categoria SECONDARIA

14 Pagina 14 Sezione 4 DATI IDENTIFICATIVI DELL ENTE E FIGURE PROFESSIONALI PREVISTE DAL D. LGS. 81/08 Ragione sociale Scuola Statale Secondaria di Primo Grado F. Casavola d Assisi Plesso Centrale Indirizzo Via Enrico Fermi 70026, Modugno (BA) Dirigente Scolastico / Datore di lavoro Dott.ssa Anna Ruggiero Attività esercitate Funzioni didattiche Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione Sig. Luigi Sibilio Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Come da lettera di nomina ad personam allegata Addetti alle attività di evacuazione, antincendio e pronto soccorso Come da lettera di nomina ad personam allegata

15 Pagina 15 Sezione 5 DATI RIGUARDANTI IL PERSONALE E LE RELATIVE MANSIONI La presente sezione è da compilare a cura dell Istituzione Scolastica TOTALE Numero complessivo Numero di addetti alla Squadra di pronto soccorso, antincendio ed emergenza Numero di addetti al S.P.P. Numero del personale per mansione Docenti Collaboratori scolastici Impiegati amministrativi Lavoratori socialmente utili Alunni Annotazioni: Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è esterno

16 Pagina 16 Sezione 6 DATI E DESCRIZIONE STRUTTURALE DELL UNITÀ SCOLASTICA Superficie complessiva P. T. + 1 P. Superficie Lotto mq mq Superficie coperta mq Superficie scoperta mq Numero di edifici 1 Numero di edifici a più piani 1 Numero massimo dei piani fuori terra 2 Numero massimo dei piani interrati 1 Annotazioni: Ulteriori dati relativi alla struttura architettonica dell unità produttiva sono ricavabili dalla sua descrizione e dalle planimetrie dell ambiente di lavoro di seguito allegate. Di seguito sono citati anche gli impianti presenti.

17 Pagina 17 ORGANIGRAMMA DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Datore di lavoro: Dott.ssa Anna Ruggiero Servizio Prev. e Prot. R.S.P.P. Per. Ind. Luigi Sibilio Medico Competente Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori Prof.ssa Laura Veronico Preposti all attuazione delle misure antincendio-evacuazione-pronto soccorso e gestione dell emergenza Come da lettere di nomina ad personam

18 PLESSO CENTRALE Pagina 18 INCARICO NOMINATIVO ADDETTI ANTINCENDIO ED EMERGENZA ADDETTI SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO Prof. Luigi Iessi Prof.ssa Pia Albonico Prof. Raffaele Gelao Sig.ra M. Teresa Maiorano Prof. Luigi Iessi Prof.ssa Pia Albonico Sig.ra M. Teresa Maiorano Prof. Luigi Iessi Prof.ssa Eleonora De Felice Sig. Michele Cannellino

19 Pagina 19 DESCRIZIONE STRUTTURALE ED IMPIANTISTICA DELL EDIFICIO SCOLASTICO PREMESSA L edificio in cui è collocata la Scuola Primaria F. CASAVOLA sorge nella periferia abitativa della Città di Modugno (Bari). La struttura è realizzata in pietra e cemento e si presenta in buono stato di conservazione. L accesso all edificio avviene direttamente dalla viabilità pubblica (Via Fermi). Antistante all ingresso principale è interdetta la sosta alle auto. Il marciapiede perimetrale è in buone condizioni, si presenta senza sconnessioni o avvallamenti di rilievo. La descrizione del sito fa espresso riferimento alle planimetrie depositate. L area su cui insiste l edificio scolastico è ubicata nel centro abitato del Comune di Modugno in zona periferica e confina a nord con zona destinata nel P.R.G. a servizi e via Po, ad est con via Enrico Fermi a sud con via Tevere e ad ovest con il plesso della scuola elementare A. Moro. Il progetto originario dell edificio, nel corso degli anni, è stato in parte modificato, in relazione alle mutate esigenze della scuola. All inizio di questo anno scolastico si sono risistemati alcuni ambienti per recuperare nuovi locali ora adibiti ad aule scolastiche e archivi. Tutta l area è delimitata da una recinzione ed è servita da due valichi di accesso entrambi pedonali e carrai di cui uno su via E. Fermi sempre aperto e l altro su via Tevere normalmente chiuso in quanto difficilmente sorvegliabile. L area su cui insiste l edificio ha la forma di un trapezio rettangolo; le aree libere, anteriore e posteriore, sono collegate mediante un viale pedonale esterno parallelo a via Tevere e mediante attraversamenti interni alla scuola. L area esterna anteriore (via E. Fermi) è adibita in parte ad aiuole, in parte a parcheggio auto ed in parte a sosta alunni prima dell ingresso. L area esterna posteriore invece è adibita a palestra scoperta. Il viale laterale pedonale e le zone di sosta alunni sono pavimentate con mattonelle di cemento mentre l area a parcheggio con conglomerato bituminoso. Tutte queste zone avrebbero bisogno di una più puntuale manutenzione. La palestra esterna è stata ripavimentata con manto spugnoso in occasione dei lavori per la messa in sicurezza dell edificio e presenta qualche avvallamento in alcuni punti ove si raccoglie acqua piovana.

20 Pagina 20 EDIFICIO SCOLASTICO L edificio scolastico si sviluppa su tre livelli; al primo livello, piano interrato vi sono : - locale centrale termica funzionante a gas metano; - locale centrale idrica(impianto sollevamento acqua e Impianto Antincendio) - locale archivio; - locale macchine ascensore. al secondo livello, piano rialzato: ufficio presidenza; segreteria; bagno per segreteria e presidenza; disimpegno per presidenza -segreteria- bagno; androne entrata principale (pedonale); rampa di scale per comunicazione verticale del piano rialzato e del primo piano; auditorium; aula multimediale; auletta computer e di musica; n 9 aule per altrettante classi; laboratorio fotografico; corridoio e vano ascensore; androne d ingresso secondario -filtro- zona di comunicazione fra le due aree esterne; palestra coperta; Saletta deposito attrezzi da ginnastica; servizi igienici annessi alla palestra suddivisi per alunni ed alunne con relativi spogliatoi; laboratorio chimico; gabinetto sanitario con annesso bagno; saletta per quadro elettrico; servizi igienici insegnanti; servizi igienici alunni; servizio igienico per alunni disabili.

21 Pagina 21 Al terzo livello, primo piano, vi sono: n. 9 aule per altrettante classi; aula per la lavorazione della ceramica; servizi igienici per gli alunni divisi per sesso; servizio igienico per insegnanti; stanzetta utilizzata dai bidelli per deposito materiale Nel cortile dalla parte sinistra, rispetto all ingresso principale, in prossimità della recinzione, è posizionato l attacco antincendio per i VV.F.; esso è privo di cartellonistica e di idonea protezione. All interno l edificio scolastico è dotato di corridoi che disimpegnano diverse aule didattiche, di laboratorio. di ambienti amministrativi, la Direzione oltre che servizi igienici dislocati sui piani. L edificio, nel suo insieme, è provvisto, perimetralmente, di finestre che consentono un discreto livello di illuminazione naturale ed un adeguato ricambio d aria in tutti gli ambienti. Passiamo ora ad analizzare la struttura in tutte le sue parti. L edificio in questione dispone di impianti, la cui manutenzione e gestione è di pertinenza del titolare dell immobile (tali impianti, appresso riportati, saranno presi in considerazione successivamente): impianto elettrico; impianto di messa a terra; impianto di illuminazione sussidiaria; impianto antincendio; impianto di allarme antincendio; impianto idrico/fognario; impianto di riscaldamento; impianto di sollevamento.

22 Pagina 22 Sezione 7 DATI RELATIVI ALLE MACCHINE La sezione presente è a cura del Datore di Lavoro per quanto concerne la compilazione e l aggiornamento. Tutte le macchine* o attrezzature dovranno essere riportati nell apposita tabella. Qualora l azienda intenda acquistare macchine o componenti di sicurezza nuovi oppure usati, è compito del Datore di Lavoro assicurarsi che questi siano contrassegnati da marcatura di conformità CE. Se le macchine usate sono antecedenti alla entrata in vigore del D.P.R. 459 del 24 luglio 1996, e sono prive di marcatura di conformità CE, è necessario controllare che esse non siano state soggette a variazioni della modalità di utilizzo non previste direttamente dal costruttore e che siano in possesso di una dichiarazione del fabbricante rispondente al modello del punto B allegato II del decreto suddetto. Su tutte le macchine a disposizione dell azienda sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (inclusi quelli necessari a migliorarne la sicurezza) che non comportino modifiche costruttive o variazioni delle modalità di utilizzo non previste direttamente dal costruttore. In tal caso è necessario realizzare le nuove procedure di certificazione. Chiunque intenda vendere, noleggiare o concedere in uso o locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza immessi sul mercato prima dell entrata in vigore di suddetto decreto, deve attestare sotto la propria responsabilità che gli stessi siano rispondenti ai requisiti richiesti dalla normativa previgente alla data di entrata in vigore dello stesso. Si precisa che le macchine o attrezzature di seguito riportate sono quelle trovate nell azienda al momento del sopralluogo. * Si intende per a) macchina: 1) un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro, anche mediante attuatori, con circuiti di comando e di potenza o altri sistemi di collegamento, connessi solidalmente per una applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il trattamento, lo spostamento o il condizionamento di materiali; 2) un insieme di macchine e di apparecchi che, per raggiungere un risultato determinato, sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale; a) un'attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per essere montata su una macchina o su una serie di macchine diverse o su un trattore dall'operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un utensile; b) componente di sicurezza: un componente, purché non sia un'attrezzatura intercambiabile, che il costruttore o il suo mandatario stabilito nell'unione europea immette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte.

23 Pagina 23 NOTA: Dal sopralluogo effettuato è emerso che presso gli uffici di segreteria della scuola vi sono diverse macchine elettriche tra cui personal computer, stampanti, fotocopiatrici, fax ecc. che saranno prese in esame successivamente. nel presente documento. Per quanto riguarda l elenco macchine ed attrezzature in possesso della Scuola si fa riferimento all inventario scolastico. ELENCO DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE PRESENTI NELLA SCUOLA (vedi apposito registro inventario depositato presso la struttura scolastica)

24 Pagina 24 Sezione 8 DATI RELATIVI ALLE SOSTANZE CHIMICHE PREMESSA Nell esercizio della propria attività la Scuola in esame NON utilizza prodotti chimici nel proprio ciclo produttivo. Una modica quantità di prodotti chimici vengono utilizzati esclusivamente per le pulizie dei locali e non è pertanto necessario effettuare la valutazione del rischio relativo. Si riportano qui di seguito alcune nozioni affinché, l eventuale utilizzo isolato di un prodotto chimico che dovesse entrare a far parte del processo produttivo in oggetto, venga fatto in sicurezza. Per tutti i prodotti chimici eventualmente utilizzati nel corso dei lavoro dal Comune in oggetto è necessario che i prodotti siano muniti di schede tecniche di sicurezza atte all individuazione delle informazioni sufficienti tali da consentire agli utilizzatori di adottare le misure necessarie per quanto riguarda la tutela della salute e la sicurezza (ai sensi del D.M. del ). Si precisa che è compito del Datore di Lavoro o di un suo preposto di accertarsi della presenza di una corretta etichettatura e imballaggio dei prodotti utilizzati. Quando tale etichettatura non è rispondente alla normativa vigente è consigliabile richiedere al fornitore degli anzidetti prodotti (in modo particolare quelli destinati agli utilizzatori professionali) le relative schede tecniche di sicurezza e classificazione, soprattutto quando si tratta di preparati pericolosi per l uomo e per l ambiente. Di seguito si riportano alcune indicazioni relative alle etichettature - imballaggio dei preparati pericolosi che vanno adoperati con adeguati dispositivi di protezione individuale: L etichettatura deve recare le seguenti indicazioni scritte in modo leggibile ed indelebile, in lingua italiana: designazione o nome commerciale del preparato; nome e indirizzo completi, compreso il numero di telefono, del responsabile dell'immissione sul mercato stabilito all'interno della Comunità, che può essere il fabbricante, l'importatore o il distributore; il nome chimico della o delle sostanze presenti nel preparato; i simboli, se previsti dal presente decreto, e le indicazioni dei pericoli che presenta il preparato, conformemente all'art. 5, paragrafo 3 della Legge 256/74 e successive modifiche unitamente all'allegato II del D.M e, per i preparati presenti sotto forma di aerosol, conformemente ai punti 1.8 e 2.2, lettera c), dell'allegato del DPR 741/82 per quanto concerne il pericolo di infiammabilità; le frasi tipo indicanti i rischi specifici derivanti da questi pericoli (frasi R). Le indicazioni relative ai rischi specifici (frasi R) devono essere conformi alle indicazioni contenute nell'allegato III del D.M , all'allegato I del presente decreto e al punto II D dell'allegato de DPR 141/88; le frasi tipo indicanti i consigli di prudenza relativi all'utilizzazione del preparato (frasi S). Le indicazioni concernenti i consigli di prudenza (frasi S) debbono essere conformi alle indicazioni contenute nell'allegato IV del DM , all'allegato II del presente decreto e al punto II D dell'allegato del DPR 141/88;

25 Pagina 25 il quantitativo nominale (massa nominale o volume nominale) del contenuto nel caso dei preparati venduti al dettaglio. Le schede dei dati di sicurezza relativi ai prodotti utilizzati non sono necessarie quando gli stessi sono dotati delle informazioni sufficienti (etichettatture o schede informative) da consentire agli utilizzatori di adottare le misure necessarie per quanto riguarda la tutela della salute e la sicurezza. Esse devono rispondere ai seguenti requisiti: 1. Identificazione del preparato e della società produttrice 2. Composizione/Informazioni sugli ingredienti 3. Identificazione dei pericoli 4. Misure di primo soccorso 5. Misure antincendio 6. Misure in caso di fuoriuscita accidentale 7. Manipolazione e stoccaggio 8. Controllo dell'esposizione/protezione individuale 9. Proprietà fisiche e chimiche 10. Stabilità e reattività 11. Informazioni tossicologiche 12. Informazioni ecologiche 13. Considerazioni sullo smaltimento 14. Informazioni sul trasporto 15. Informazioni sulla regolamentazione 16. Altre informazioni La scheda di dati di sicurezza deve indicare la data. Le schede di dati di sicurezza devono essere redatte in lingua italiana. Sono, inoltre, di seguito indicate le sostanze chimiche utilizzate, le frasi di rischio ed i consigli di prudenza relativi, con le classificazioni contenute negli allegati III e IV della Dir. 67/548/CEE. ALLEGATO III - FRASI DI RISCHIO R 1 R 2 R 3 R 4 R 5 R 6 R 7 R 8 R 9 R 10 R 11 R 12 R 13 R 14 R 15 R 16 R 17 R 18 Esplosivo allo stato secco. Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione. Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione. Forma composti metallici esplosivi molto sensibili. Pericolo di esplosione per riscaldamento. Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria. Può provocare incendio. Può provocare l'accensione di materie combustibili. Esplosivo in miscela con materie combustibili. Infiammabile. Facilmente infiammabile. Altamente infiammabile. Gas liquefatto altamente infiammabile. Reagisce violentemente con l'acqua. A contatto con l'acqua libera gas facilmente infiammabili. Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti. Spontaneamente infiammabile all'aria. Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili.

26 Pagina 26 R 19 R 20 R 21 R 22 R 23 R 24 R 25 R 26 R 27 R 28 R 29 R 30 R 31 R 32 R 33 R 34 R 35 R 36 R 37 R 38 R 39 R 40 R 41 R 42 R 43 R 44 R 45 R 46 R 47 R 48 R 49 R 50 R 51 R 52 R 53 R 54 R 55 R 56 R 57 R 58 R 59 Può formare perossidi esplosivi. Nocivo per inalazione. Nocivo a contatto con la pelle. Nocivo per ingestione. Tossico per inalazione. Tossico a contatto con la pelle. Tossico per ingestione. Altamente tossico per inalazione. Altamente tossico a contatto con la pelle. Altamente tossico per ingestione. A contatto con l'acqua libera gas tossici. Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso. A contatto con acidi libera gas tossico. A contatto con acidi libera gas altamente tossico. Pericolo di effetti cumulativi. Provoca ustioni. Provoca gravi ustioni. Irritante per gli occhi. Irritante per le vie respiratorie. Irritante per la pelle. Pericolo di effetti irreversibili molto gravi. Possibilità di effetti irreversibili. Rischio di gravi lesioni oculari. Può provocare sensibilizzazione per inalazione. Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle. Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato. Può provocare il cancro. Può provocare alterazioni genetiche ereditarie. Può provocare malformazioni genetiche. Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata. Può provocare il cancro per inalazione. Altamente tossico per gli organismi acquatici. Tossico per gli organismi acquatici. Nocivo per gli organismi acquatici. Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico. Tossico per la flora. Tossico per la fauna. Tossico per gli organismi del terreno. Tossico per le api. Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente. Pericoloso per lo strato di ozono. ALLEGATO IV - CONSIGLI DI PRUDENZA S 1 S 2 S 3 S 4 S 5 S 6 Conservare sotto chiave. Conservare fuori dalla portata dei bambini. Conservare in luogo fresco. Conservare lontano da locali di abitazione. Conservare sotto... (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante). Conservare sotto... (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).

27 Pagina 27 S 7 Conservare il recipiente ben chiuso. S 8 Conservare al riparo dall'umidità. S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente. S 13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande. S 14 Conservare lontano da... (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore). S 15 Conservare lontano dal calore. S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare. S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili. S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela. S 20 Non mangiare né bere durante l'impiego. S 21 Non fumare durante l'impiego. S 22 Non respirare le polveri. S 23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosoli [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 24 Evitare il contatto con la pelle. S 25 Evitare il contatto con gli occhi. S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medico. S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati. S 28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con... (prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante). S 29 Non gettare i residui nelle fognature. S 30 Non versare acqua sul prodotto. S 33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche. S 34 Evitare l'urto e lo sfregamento. S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni. S 36 Usare indumenti protettivi adatti. S 37 Usare guanti adatti. S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto. S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia. S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore). S 41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi. S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare «Non usare acqua»). S 44 In caso di malessere consultare il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta). S 45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta). S 46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta. S 47 Conservare a temperatura non superiore a... C (da precisare da parte del fabbricante). S 48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante). S 49 Conservare soltanto nel recipiente originale. S 50 Non mescolare... (da specificare da parte del fabbricante). S 51 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati. S 52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati. S 53 Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso.

28 Pagina 28 S 54 Procurarsi il consenso delle autorità di controllo dell'inquinamento prima di scaricare negli impianti di trattamento delle acque di scarico. S 55 Utilizzare le migliori tecniche di trattamento disponibili prima di scaricare nelle fognature o nell'ambiente acquatico. S 56 Non scaricare nelle fognature o nell'ambiente; smaltire i residui in un punto di raccolta rifiuti autorizzato. S 57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale. S 58 Smaltire come rifiuto pericoloso. S 59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio. S 60 Questo materiale e/o il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

29 Pagina 29 ELENCO COMPOSTI / PRODOTTI CHIMICI UTILIZZATI Marca e Tipo Misura A: è indispensabile conservare le schede tecniche dei composti / prodotti chimici utilizzati presso la sede operativa e verificarne la eventuale tossicità.

30 Sezione 9 DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Pagina 30 DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Rumore L analisi del rischio rumore, così come previsto dal D.Lgs. 195/06, potrebbe essere oggetto di valutazione qualora fosse presente all interno della struttura. Per valutare il Rischio Rumore sarà necessario un rilievo fonometrico atto ad identificare le sorgenti rumorose in ottemperanza al predetto Decreto. I dati relativi all indagine fonometrica verrebbero riportati un una apposita relazione tecnica che verrebbe ad essere parte integrante del presente Documento. DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Vibrazioni In ugual misura e per opportuna vostra conoscenza, qualora dovessero esserci lavori su macchine che comportano rischio da vibrazioni, l analisi di tale rischio vibrazioni meccaniche, così come previsto dal D.Lgs. 187/05, sarebbe oggetto di valutazione ed interesserebbe le attività lavorative che caratterizzano l azienda scuola ed il personale eventualmente esposto. In tali circostanze sarebbe necessaria una Valutazione specifica da effettuare tendo conto delle banche dati dell ISPELS; i dati relativi all indagine verrebbero riportati un una apposita relazione tecnica che verrebbe ad essere parte integrante del Documento di Valutazione. DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Microclima Per quanto riguarda il microclima, questo viene mantenuto confortevole in tutte le aree di lavoro interne attraverso l impiego di termosifoni collegati all impianto di riscaldamento centralizzato che garantiscono sia nei mesi freddi un adeguata temperatura e umidità degli ambienti. Nelle aree ufficio è presente un sistema di climatizzazione con split a parete. Un buon ricambio e ricircolo dell aria è garantita dalle ampie finestre poste lungo tutti i muri perimetrali dell edificio. NOTA E necessario che tutti i lavoratori si attengono alle norme di buona tecnica garantendo i necessari ricambi di aria degli ambienti in modo da evitare durante il periodo invernale

31 Pagina 31 condizioni di incremento di umidità dovuti ai continui sbalzi di temperatura tra l ambiente esterno ed ambienti interni. E opportuno inoltrare all ufficio tecnico del comune una richiesta di miglioramento mediante la modifica o sostituzione degli infissi esterni atti ad eliminare il problema di condensa essendo le vetrate non a perfetta tenuta ed alla eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana dovute al non corretto montaggio degli infissi. Si deve garantire sempre, durante tutte le stagioni dell anno una temperatura interna di circa C con una umidità relativa compresa tra il 40 ed il 60 %. DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Illuminazione Per quel che riguarda il sistema di illuminazione nei locali destinati ad uffici o è necessario attenersi a quelli che sono i valori minimi di illuminamento previsti dalla norma tecnica UNI 10380, garantendo così, soprattutto alle postazioni ove sono richieste lavorazioni di precisione, livelli di illuminamento ottimali. Per quanto riguarda le aule e gli altri ambienti di lavoro in generale dal sopralluogo è emerso che ampie finestrature dotate di tendine parasole, ed un buon sistema di illuminazione artificiale realizzato mediante plafoniere al neon poste a soffitto, garantiscono sempre un buon livello di illuminamento. DATI RELATIVI AD AGENTI FISICI: Raggi UV Le radiazioni solari sono un fattore naturale e sono di estrema importanza per l uomo in quanto attraverso i Raggi UV che sono una radiazione ultravioletta, regolano molteplici processi nella biosfera influenzando anche la fisiologia dell uomo e di tutti gli esseri viventi. Gli stessi Raggi UV possono essere, anche, molto pericolosi poiché non vengono percepiti come calore né si vedono ad occhio nudo. I raggi UV rappresentano pertanto un potenziale pericolo soprattutto per gli occhi. L esposizione prolungata a questo tipi di raggi può indurre, pertanto, una serie di disturbi agli occhi quali bruciori o patologie più serie e croniche. Val la pena di ricordare che i Raggi UV: 1. Sono più intensi a seconda l altezza del sole e quindi durante le ore centrali della giornata 2. Aumentano con l altitudine 3. Penetrano attraverso le nuvole 4. Aumentano a causa della riflessione da acqua e/o neve Per la tipologia di attività svolta nella scuola (attività didattica) è da escludersi che il personale ivi operante sia esposto in maniera continua e quindi dannosa all esposizione dei raggi UV. E necessario, comunque, dotare tutte le finestre dell edificio di tendine parasole o di sistemi equivalenti per dar modo di regolare in base alle necessità la quantità di luce solare in ingresso negli ambienti

32 Pagina 32 DATI ED INFORMAZIONI RELATIVI ALLO STRESS: Rischi di natura Psico - Sociale Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori. Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non tutti i luoghi di lavoro e non tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. I rischi di natura psico - sociale sono legati all ambiente ed alla organizzazione del lavoro ma anche alle interrelazioni tra colleghi, superiori e clienti. I fattori di rischio, dunque, non sono soltanto le possibili anomale condizioni ambientali, le condizioni microclimatiche, le condizioni illuminotecniche, l inquinamento indoor, l inquinamento da rumore, gli arredi e gli strumenti non adeguati, ma anche e soprattutto il dover operare e relazionare con altri essere umani (colleghi, superiori, alunni e genitori). Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme. Nel considerare lo stress da lavoro è essenziale tener conto delle diversità che caratterizzano i lavoratori. SCOPI DELLA PRESENTE SEZIONE 1. Lo scopo della presente Sezione è quello di migliorare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attirando la loro attenzione sui sintomi che possono indicare l insorgenza di problemi di stress da lavoro. 2. L obiettivo di questa Sezione è anche quello di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro. Il suo scopo non è quello di colpevolizzare (far vergognare) l individuo rispetto allo stress. DEFINIZIONI Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali ed che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. L individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell individuo stesso), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l efficienza sul lavoro. Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate causate dal lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l organizzazione del lavoro, l ambiente di lavoro, una comunicazione povera, ecc. Gli stati di non salute psichica connessi al lavoro, si possono così raggruppare:

33 Fatica Mentale, Sindrome di Burn, Stress, Malattie psicosomatiche. Pagina 33 INDIVIDUAZIONE DELLA PRESENZA DI STRESS Data la complessità del fenomeno stress, questa Sezione non intende fornire una lista esaustiva dei potenziali indicatori di stress. Tuttavia: un alto assenteismo un elevata rotazione del personale, conflitti interpersonali o lamentele frequenti da parte dei lavoratori sono alcuni dei sintomi che possono rivelare la presenza di stress da lavoro. L individuazione di un problema di stress da lavoro può avvenire attraverso un analisi di fattori quali l organizzazione e i processi di lavoro: pianificazione dell orario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.), le condizioni e l ambiente di lavoro (esposizione ad un comportamento illecito, al rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.), la comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di occupazione, un futuro cambiamento, ecc.) I fattori soggettivi ( pressioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.) RESPONSABILITA Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo. La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al Dirigente. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti con la Consulenza del Medico Competente e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. E bene ricordare a tal proposito che in base alla direttiva quadro 89/391 (quella che ha originato il D.Lgs. 626/94), tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questo dovere riguarda anche i problemi di stress da lavoro in quanto costituiscono un rischio per la salute e la sicurezza. Tutti i lavoratori hanno il dovere generale di rispettare le misure di protezione decise dal datore di lavoro. I problemi associati allo stress possono essere affrontati nel quadro del processo di valutazione di tutti rischi, programmando una politica aziendale specifica in materia di stress e/o attraverso misure specifiche mirate per ogni fattore di stress individuato.

34 Pagina 34 MISURE GENERALI DI PREVENZIONE Per prevenire, eliminare o ridurre i problemi dello stress correlato al lavoro si può ricorrere a varie misure. Queste misure possono essere collettive, individuali o tutte e due insieme. Si possono introdurre misure specifiche per ciascun fattore di stress individuato oppure le misure possono rientrare nel quadro di una politica anti-stress integrata che sia contemporaneamente preventiva e valutabile. Dove la scuola non può disporre al suo interno di competenze sufficienti, può ricorrere a competenze esterne in conformità alle leggi europee e nazionali, ai contratti collettivi e alle prassi. Una volta definite, le misure anti-stress queste devono essere riesaminate regolarmente per valutarne l efficacia e stabilire se utilizzano in modo ottimale le risorse disponibili e se sono ancora appropriate o necessarie. Queste misure possono comprendere ad esempio: misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità e controllo sul lavoro, di migliorare l organizzazione, i processi, le condizioni e l ambiente di lavoro. la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento l informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea e nazionale, ai contratti collettivi e alle prassi. VALUTAZIONE SPECIFICA DEL RISCHIO STRESS La valutazione del rischio stress lavoro correlato è passata attraverso l analisi di tre aspetti, non tutti comunque parametrizzabili: 1. Assenteismo. 2. Rotazione del personale. 3. Conflitti interpersonali. 4. Lamentele dei Dipendenti nei confronti della Direzione e viceversa L analisi, che verrà comunque ripetuta nel tempo almeno due volte all anno e si deve avvalere eventualmente anche del parere del Medico Competente, ha potuto evidenziare che, al momento, non sono presenti evidenti problemi di stress lavoro correlato e quindi è da supporre che la organizzazione Aziendale non favorisca la presenza dello stesso. Inoltre la stessa Direzione si impegna costantemente al fine di: 1. Comunicare e chiarire a ciascun lavoratore il proprio ruolo e le proprie responsabilità 2. Non sovraccaricare il lavoratore di ulteriori compiti e responsabilità non previsti 3. Rispettare gli accordi dei singoli contratti di lavoro 4. Affidare compiti e responsabilità solo previa adeguata informazione, formazione ed addestramento.

35 Pagina 35 DATI ED INFORMAZIONI RELATIVI ALLO STRESS: Rischi di natura Psico - Sociale Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori. Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non tutti i luoghi di lavoro e non tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. I rischi di natura psico - sociale sono legati all ambiente ed alla organizzazione del lavoro ma anche alle interrelazioni tra colleghi, superiori e clienti. I fattori di rischio, dunque, non sono soltanto le possibili anomale condizioni ambientali, le condizioni microclimatiche, le condizioni illuminotecniche, l inquinamento indoor, l inquinamento da rumore, gli arredi e gli strumenti non adeguati, ma anche e soprattutto il dover operare e relazionare con altri essere umani (colleghi, superiori, alunni e genitori). Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme. Nel considerare lo stress da lavoro è essenziale tener conto delle diversità che caratterizzano i lavoratori. SCOPI DELLA PRESENTE SEZIONE 3. Lo scopo della presente Sezione è quello di migliorare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attirando la loro attenzione sui sintomi che possono indicare l insorgenza di problemi di stress da lavoro. 4. L obiettivo di questa Sezione è anche quello di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro. Il suo scopo non è quello di colpevolizzare (far vergognare) l individuo rispetto allo stress. DEFINIZIONI Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali ed che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. L individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell individuo stesso), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l efficienza sul lavoro. Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate causate dal lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l organizzazione del lavoro, l ambiente di lavoro, una comunicazione povera, ecc. Gli stati di non salute psichica connessi al lavoro, si possono così raggruppare:

36 Fatica Mentale, Sindrome di Burn, Stress, Malattie psicosomatiche. Pagina 36 INDIVIDUAZIONE DELLA PRESENZA DI STRESS Data la complessità del fenomeno stress, questa Sezione non intende fornire una lista esaustiva dei potenziali indicatori di stress. Tuttavia: un alto assenteismo un elevata rotazione del personale, conflitti interpersonali o lamentele frequenti da parte dei lavoratori sono alcuni dei sintomi che possono rivelare la presenza di stress da lavoro. L individuazione di un problema di stress da lavoro può avvenire attraverso un analisi di fattori quali l organizzazione e i processi di lavoro: pianificazione dell orario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.), le condizioni e l ambiente di lavoro (esposizione ad un comportamento illecito, al rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.), la comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di occupazione, un futuro cambiamento, ecc.) I fattori soggettivi ( pressioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.). RESPONSABILITA Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo. La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al Dirigente. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti con la Consulenza del Medico Competente e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. E bene ricordare a tal proposito che in base alla direttiva quadro 89/391 (quella che ha originato il D.Lgs. 626/94), tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questo dovere riguarda anche i problemi di stress da lavoro in quanto costituiscono un rischio per la salute e la sicurezza. Tutti i lavoratori hanno il dovere generale di rispettare le misure di protezione decise dal datore di lavoro. I problemi associati allo stress possono essere affrontati nel quadro del processo di valutazione di tutti rischi, programmando una politica aziendale specifica in materia di stress e/o attraverso misure specifiche mirate per ogni fattore di stress individuato.

37 Pagina 37 MISURE GENERALI DI PREVENZIONE Per prevenire, eliminare o ridurre i problemi dello stress correlato al lavoro si può ricorrere a varie misure. Queste misure possono essere collettive, individuali o tutte e due insieme. Si possono introdurre misure specifiche per ciascun fattore di stress individuato oppure le misure possono rientrare nel quadro di una politica anti-stress integrata che sia contemporaneamente preventiva e valutabile. Dove la scuola non può disporre al suo interno di competenze sufficienti, può ricorrere a competenze esterne in conformità alle leggi europee e nazionali, ai contratti collettivi e alle prassi. Una volta definite, le misure anti-stress queste devono essere riesaminate regolarmente per valutarne l efficacia e stabilire se utilizzano in modo ottimale le risorse disponibili e se sono ancora appropriate o necessarie. Queste misure possono comprendere ad esempio: misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità e controllo sul lavoro, di migliorare l organizzazione, i processi, le condizioni e l ambiente di lavoro. la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento l informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea e nazionale, ai contratti collettivi e alle prassi. VALUTAZIONE SPECIFICA DEL RISCHIO STRESS La valutazione del rischio stress lavoro correlato è passata attraverso l analisi di tre aspetti, non tutti comunque parametrizzabili: 5. Assenteismo. 6. Rotazione del personale. 7. Conflitti interpersonali. 8. Lamentele dei Dipendenti nei confronti della Direzione e viceversa L analisi, che verrà comunque ripetuta nel tempo almeno due volte all anno e si deve avvalere eventualmente anche del parere del Medico Competente, ha potuto evidenziare che, al momento, non sono presenti evidenti problemi di stress lavoro correlato e quindi è da supporre che la organizzazione Aziendale non favorisca la presenza dello stesso. Inoltre la stessa Direzione si impegna costantemente al fine di: 5. Comunicare e chiarire a ciascun lavoratore il proprio ruolo e le proprie responsabilità 6. Non sovraccaricare il lavoratore di ulteriori compiti e responsabilità non previsti 7. Rispettare gli accordi dei singoli contratti di lavoro 8. Affidare compiti e responsabilità solo previa adeguata informazione, formazione ed addestramento.

38 Pagina 38 NORME PER LA PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE L. R. 45 DEL 23/12/2008 (ART.10) - EX L. R. 10/2007 (ART.34) LEGGE REGIONALE 25 febbraio 2010, n. 4 Art. 37 Abrogazione dell articolo 34 (Norme per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive) della legge regionale 16 aprile 2007, n L articolo 34 (Norme per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive) della L. R. 10/2007, e successive modificazioni e integrazioni, è abrogato. 2. Con apposito regolamento regionale da approvarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono stabilite le procedure per assicurare idonei interventi di prevenzione della diffusione di malattie infettive in soggetti umani.

39 Pagina 39 Sezione 10 DATI RELATIVI AD AGENTI BIOLOGICI Situazioni di pericolo: Tutte le attività nelle quali vi sia la presenza di qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Un elenco esemplificativo di attività che possono comportare la presenza di agenti biologici è riportato nell allegato XLIV del D.Lgs. 81/08: 1. Attività in industrie alimentari. 2. Attività nell'agricoltura. 3. Attività nelle quali vi è contatto con gli animali e/o con prodotti di origine animale. 4. Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem. 5. Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica. 6. Attività impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti. 7. Attività negli impianti per la depurazione delle acque di scarico. MISURE MINIME DI PREVENZIONE PRIMA DELL ATTIVITA prima dell inizio di qualsiasi attività nella quale i lavoratori possano venire a contatto con agenti biologici nocivi è necessario effettuare una preventiva valutazione ambientale, seguita da una eventuale bonifica del sito il personale, a qualunque titolo presente, deve essere adeguatamente informato e formato sulla modalità di corretta esecuzione del lavoro e sulle attività di prevenzione da porre in essere DURANTE L ATTIVITA è fatto assoluto divieto di fumare, mangiare o bere sul posto di lavoro è indispensabile indossare l equipaggiamento idoneo (guanti, stivali, ecc.) DOPO L ATTIVITA tutti i lavoratori devono seguire una scrupolosa igiene personale, che deve comprendere anche il lavaggio delle mani, dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti in soluzione disinfettante. PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA in caso di allergia, intossicazione o infezione da agenti biologici è necessario condurre l interessato al più vicino centro di Pronto Soccorso. SORVEGLIANZA SANITARIA tutti gli addetti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria e, previo parere del medico competente, alle eventuali vaccinazioni ritenute necessarie (es. antiepatite)

40 Pagina 40 CLASSIFICAZIONE AGENTI BIOLOGICI Gli agenti biologici classificati, come indicato nell Allegato XLVI del D.Lgs. 81/08, sono stati suddivisi, in funzione della loro patogenicità per l'uomo, in quattro gruppi, come riportato nell art. 268 dello stesso D.Lgs. 81/08: Agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani; Agente biologico del gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche; Agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l'agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche; Agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche. SPECIFICHE SULLE MISURE E SUI LIVELLI DI CONTENIMENTO Per i gruppi di agenti biologici di cui sia comprovata la patogenicità, gli Allegati XLVII e XLVIII del D.Lgs. 81/08 definiscono le specifiche sulle misure che saranno applicate in base alla natura delle attività, la valutazione del rischio per i lavoratori e la natura dell'agente biologico di cui trattasi. A. Misure di contenimento B. Livelli di contenimento Gruppo 2 Gruppo 3 Gruppo 4 1. La zona di lavoro deve essere separata da qualsiasi altra attività nello stesso edificio 2. L'aria immessa nella zona di lavoro e l'aria estratta devono essere filtrate attraverso un ultrafiltro (HEPA) o un filtro simile No Raccomandato Si NO SI, sull'aria estratta 3. L accesso deve essere limitato alle persone autorizzate Raccomandato Si SI, sull'aria immessa e su quella estratta Si attraverso una camera di compensazione 4. La zona di lavoro deve poter essere chiusa a tenuta per consentire la disinfezione No Raccomandato Si 5. Specifiche procedure di disinfezione Si Si Si 6. La zona di lavoro deve essere mantenuta ad una pressione negativa rispetto a quella atmosferica No Raccomandato Si 7. Controllo efficace dei vettori, ad esempio, roditori ed insetti Raccomandato Si Si 8. Superfici idrorepellenti e di facile pulitura Si, per il banco di Si, per il banco di lavoro e il lavoro pavimento Si, per il banco di lavoro, l arredo, i muri, il pavimento e il soffitto 9. Superfici resistenti agli acidi, agli alcali, ai solventi, ai disinfettanti Raccomandato Si Si 10. Deposito sicuro per agenti biologici Si Si Si, deposito sicuro 11. Finestra d ispezione o altro dispositivo che permetta di vederne gli occupanti Raccomandato Raccomandato Si 12. I laboratori devono contenere l attrezzatura a loro necessaria No Raccomandato Si 13. I materiali infetti, compresi gli animali, devono essere manipolati in cabine di sicurezza, isolatori o altri adeguati contenitori Ove opportuno Si, quando l infezione è veicolata dall aria Si 14. Inceneritori per l eliminazione delle carcasse degli animali Raccomandato Si (disponibile) Si, sul posto 15. Mezzi e procedure per il trattamento dei rifiuti Si Si Si, con sterilizzazione 16. Trattamento delle acque reflue No Facoltativo Facoltativo

41 Pagina 41 SPECIFICHE PER PROCESSI INDUSTRIALI - Allegato XLVIII del D. Lgs. 81/08 AGENTI BIOLOGICI DEL GRUPPO 1. Per le attività con agenti biologici del gruppo 1, compresi i vaccini spenti, si osserveranno i principi di una buona sicurezza ed igiene professionali. AGENTI BIOLOGICI DEI GRUPPI 2, 3 e 4. Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche di contenimento da diverse categorie tra quelle sotto indicate, in base ad una valutazione di rischio connessa con un particolare processo o parte di esso. A. Misure di contenimento B. Livelli di contenimento Gruppo 2 Gruppo 3 Gruppo 4 1. Gli organismi vivi devono essere manipolati in un sistema Si Si Si che separi fisicamente i processo dell'ambiente 2. I gas di scarico del sistema chiuso devono essere trattati in modo da: 3. Il prelievo di campioni, l'aggiunta di materiali in un sistema chiuso e il trasferimento di organismi vivi in un altro sistema chiuso devono essere effettuati in modo da: 4. La coltura deve essere rimossa dal sistema chiuso solo dopo che gli organismi vivi sono stati: Ridurre al minimo le emissioni Ridurre al minimo le emissioni Inattivati con mezzi collaudati Ridurre al minimo le emissioni Evitare le emissioni Evitare le emissioni Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati Evitare le emissioni Evitare le emissioni Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati Evitare le 5. I dispositivi di chiusura devono essere previsti in Evitare le emissioni modo da: emissioni 6. I sistemi chiusi devono essere collocati in una zona Si e costruita Facoltativo Facoltativo controllata all uopo a) Vanno previste segnalazioni di pericolo biologico Facoltativo Si Si Si, attraverso b) E' ammesso solo il personale addetto Facoltativo Si camere di condizionamento c) Il personale deve indossare tute di protezione Si, tute da lavoro Si d) Occorre prevedere una zona di decontaminazione e le docce per il personale e) Il personale deve fare una doccia prima di uscire dalla zona controllata f) Gli effluenti dei lavandini e delle docce devono essere raccolti e inattivati prima dell'emissione g) La zona controllata deve essere adeguatamente ventilata per ridurre al minimo la contaminazione atmosferica h) La pressione ambiente nella zona controllata deve essere mantenuta al di sotto di quella atmosferica i) L'aria in entrata ed in uscita dalla zona controllata deve essere filtrata con ultrafiltri (HEPA) j) La zona controllata deve essere concepita in modo da impedire qualsiasi fuoriuscita dal sistema chiuso k) La zona controllata deve poter essere sigillata in modo da rendere possibili le fumigazioni l) Trattamento degli effluenti prima dello smaltimento finale Ricambio completo Si Si Si No Facoltativo Si No Facoltativo Si Facoltativo Facoltativo Si No Facoltativo Si No Facoltativo Si No Facoltativo Si No Facoltativo Si Inattivati con mezzi collaudati Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati Inattivati con fisici collaudati

42 Pagina 42 Sezione 11 STRUTTURE, TECNOLOGIE, AMBIENTI DI LAVORO Valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione PREMESSA La presente sezione riguarda la valutazione di tutti i fattori strutturali, tecnologici ed ambientali connessi alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori operanti nell unità produttiva. Tali fattori sono presi in considerazione area per area, identificando i singoli problemi ed effettuando la valutazione dei rischi eventualmente presenti. I rischi sono classificati in tre livelli di gravità (vedi la tabella A della sezione 3 del presente documento). Sono di seguito indicate le misure di prevenzione e protezione necessarie per l eliminazione, la riduzione e/o il controllo dei rischi e le priorità di attuazione. Le misure sono classificate in tre livelli di priorità (vedi la tabella A della sezione 3 del presente documento). Tale classificazione costituisce l elemento di base del programma di prevenzione e protezione per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Gli altri elementi attuativi di tale programma (tempi di attuazione, risorse tecniche ed economiche, responsabili dell attuazione e del controllo, eventuale elaborazione di misure correttive) dipendono da decisioni di esclusiva competenza del Datore di lavoro.

43 Pagina AREE DI TRANSITO Punto 1.1 Area esterna L area esterna presenta spazi mattonati, spazi asfaltati e zone piantumate in discrete condizioni di manutenzione. Esiste rampa di accesso per portatori di handicap, avente caratteristiche e pendenza regolari. Misura A Realizzare la messa a terra del gabbiotto di metallo che protegge la cabina ENEL (contatori) sito a ridosso della ringhiera dell atrio vicino all ingresso della scuola; Realizzare lo scivolo per alunni diversamente abili tra il piazzale pedonale della scuola e la parte carrabile (è necessario raccordare bene le due zone) Realizzare la messa a terra della scala esterna antincendio in ferro; Sistemare la pavimentazione esterna, in prossimità della scala di emergenza in ferro, del tombino della fogna e del camminamento del lato sud della scuola, mediante inserimento di mattonelle mancanti e taglio di radici di alberi e di arbusti. E necessario inoltre provvedere ad un intervento di manutenzione straordinaria di tutta la zona a verde. Revisionare l impianto parafulmine e verificare la continuità elettrica delle bandelle; Sistemare il gabbiotto in ferro del misuratore del gas metano e realizzare la messa a terra; Realizzare la messa a terra dei pannelli di metallo che proteggono la scala di accesso alla centrale idrica e alla centrale termica; Provvedere ad eliminare il materiale accantonato nell area del campetto retrostante l edificio ed effettuare un intervento di manutenzione straordinaria dell intera zona (si rileva n 1 tombino divelto, n 1 tubazione divelta ed in stato di ossidazione.) Misura B integrare le strisce antiscivolo esistenti su tutti i gradini di tutte le scale esterne della scuola; Sistemare tutti i pluviali divelti e sostituire le parti mancanti; Pulire e manutenere i pozzetti della messa a terra e verificare la continuità e la resistenza elettrica; Sistemare i gradini lesionati della scala che collega l interno della scuola con la palestra scoperta; Rispristinare la cancellata su Via Po che presenta n 1 sbarra divelta. Misura C Sistemare la cassetta antincendio per VV.F, ripristinarne la copertura e applicare il cartello indicatore; NOTA: si segnala che la porta che immette sul pianerottolo esterno (in prossimità dell accesso alla centrale termica) presenta vetro rotto da sostituire. Punto Ingresso Principale L accesso all interno del complesso scolastico avviene attraverso un ampio cancello in ferro, collegato alla recinzione che viene lasciato, per la maggior parte delle volte sempre aperto. Dal

44 Pagina 44 cancello si accede in un atrio scoperto, semiasfaltato. Il cancello è a doppia anta, ad apertura manuale verso l interno. Dall atrio si accede, superando alcuni gradini, all interno della struttura scolastica, dopo aver attraversato alcune porte in anticorodal e vetro le cui ante centrali, di modulo pari a cm circa, sono dotate di regolari maniglioni antipanico e si aprono in direzione dell esodo. L ingresso è illuminato da plafoniera con lampada a tubo fluorescente e protezione esterna in policarbonato. Le porte di ingresso descritte immettono in un piccolo atrio pavimentato con mattonelle in buono stato di conservazione; le pareti si presentano intonacate e parte verniciate a smalto fino ad altezza di 1,50 m circa. Il riscaldamento dello stabile avviene attraverso radiatori in ghisa, alcuni dei quali sporgenti e non protetti contro gli urti accidentali. Di fronte alle porte di ingresso è ubicata la postazione riservata ai collaboratori scolastici che fanno capo al piano terra. Alle spalle della postazione predetta vi è la stanza adibita a Direzione ed il locale del personale amministrativo. Nei due lati, i corridoi disimpegnano le aule. In ugual misura sono da intendersi le postazioni del piano superiore, al quale si accede da una scala, non eccessivamente ampia, posta nei pressi della postazione dei collaboratori scolastici. L illuminazione artificiale della struttura è garantita da plafoniere a soffitto, con lampade a tubo fluorescente e protezione esterna in policarbonato. Non si segnalano situazioni di rischio specifiche. Punto Ambiente Interno All interno dell ambiente scolastico nel suo insieme è presente un impianto di illuminazione sussidiaria, realizzato con lampade convertibili. L impianto di climatizzazione presente all interno dell edificio consente il riscaldamento di tutti gli ambienti solo nella stagione invernale l impianto funziona con caldaia a gas metano. Nella stagione estiva la climatizzazione è garantita (non in tutti i locali) da elettroconvettori funzionanti elettricamente, in cattivo stato di manutenzione al momento del sopralluogo. Alla luce dei parametri ambientali oggettivi ai quali si può trovare esposto il lavoratore, si ritiene che le condizioni microclimatiche, rientrino nelle condizioni di benessere termico o non possano rappresentare uno stress termico o costituire un disagio elevato per l organismo umano e che inoltre siano rispettate le condizioni di stabilità dell equilibrio termico del corpo umano. L aerazione è garantita da finestratura presenti in tutti gli ambienti la cui ampiezza risulta sufficiente per un buon ricambio d aria. In tutti gli ambienti il rischio di esposizione alle polveri in genere è legato alla sensibilità dei collaboratori scolastici che si devono sempre più impegnare a che l ambiente sia salubre per tutti. I rischi possibili negli ambienti di lavoro sono connessi all attività delle macchine fotocopiatrici e stampanti laser, tali rischi sono legati alla presenza di formaldeide, polvere di toner ed idrocarburi volatili. E per questo che si raccomanda di aerare per bene l ambiente e possibilmente lasciare che le fotocopiatrici siano isolate in stanze ben aerate. L impianto elettrico appare da un esame a vista, adeguato alla Normativa vigente in materia: le prese risultano avere gli alveoli protetti e sono a tenuta stagna nei locali destinati all uso igienico. Le prese multiple sono a norma, purtroppo sono stati individuati cavi volanti al di sotto delle postazioni di lavoro.

45 Pagina 45 La scala che collega i vari piani è strutturata con gradini di alzata e pedata regolari, muniti di idonee strisce antisdrucciolevoli. La scala è protetta da ringhiera in ferro, di altezza pari a 110 cm circa, sormontata da corrimano in tubolare metallico. Il vano scala è dotato di lampade di illuminazione di emergenza autoalimentate. Misura A Misura B Ripulire i filtri delle macchine e gli aerotermi dell impianto di riscaldamento e raffreddamento; Verificare le batterie elettriche delle luci di emergenza; 2 - SPAZI DI LAVORO Tutti i luoghi di lavoro sono stati dotati di dispositivi di lotta antincendio, quali estintori a polvere, estintori ad anidride carbonica, cassette complete di idranti, porte REI, vie di fuga, Illuminazione di sicurezza, pulsante e segnalatore d allarme, posizionati in zone facilmente accessibili e utilizzabili dal personale addetto. La segnaletica, conforme alla normativa vigente, è collocata nei luoghi appropriati ed è realizzata in materiale duratura Luoghi di lavoro ed handicap Tutti i luoghi di lavoro sono stati strutturati tenendo conto di eventuali lavoratori interni o allievi portatori di handicap. L edificio è dotato di scivoli per il piano rialzato e di ampio ascensore per il collegamento verticale tra il piano rialzato ed il 1 piano. Sempre al piano rialzato esiste un bagno attrezzato per portatori di handicap Vie ed uscite di emergenza Le vie di emergenza sono senza ostacoli al fine di favorire un deflusso che consente alle persone che occupano luoghi all interno della Scuola di raggiungere un punto di raccolta attraverso una uscita di emergenza che immette in un luogo sicuro. Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie e delle uscite di emergenza, come previsto nel progetto e nel piano di emergenza, sono adeguate alle dimensioni dei luoghi di lavoro, alla loro ubicazione, alla loro destinazione d'uso, alle attrezzature in essi installate, nonchè al numero massimo di persone che possono essere presenti in detti luoghi. Le vie e le uscite di emergenza hanno, come previsto nel progetto e nel piano di emergenza, altezza minima di m 2,0 e larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio. Le uscite di emergenza sono dotate di porte, munite di maniglia antipanico, apribili nel verso dell'esodo e, qualora siano chiuse, si aprono facilmente ed immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza. Le vie e le uscite di emergenza sono evidenziate da apposita segnaletica, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati. Le vie e le uscite di emergenza sono dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entra in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico. La struttura è dotata di presidi antincendio mobili e fissi. Nella Scuola in esame sono presenti estintori a polvere, omologati ai sensi del D.M. del , soggetti a revisione semestrali. Essi sono ben fissati alla parete e individuati da apposita cartellonistica.

46 Pagina 46 I punti fissi sono costituiti da manichette e lance antincendio poste in apposite cassette ben individuate ed indicate da apposita cartellonistica. Nota: si segnala che la porta di uscita di emergenza su Via Tevere (1 piano) immette su scala di emergenza esterna in ferro, in stato di ossidazione. Misura A Dotare tutti i gradini delle scale esterne di emergenza di idonee strisce antisdrucciolevoli Porte e portoni Le porte dei locali di lavoro sono, per numero, dimensioni, posizione, e materiali di realizzazione, atte a consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro. In ogni aula gli alunni, non sono di media superiori a 25 e pertanto le porte hanno le dimensioni standard (1.2x2.2). Naturalmente in base alle esigenze dei locali dove può esserci una presenza maggiore, aula magna, palestra o simili le porte hanno un modulo molto più ampio in modo da poter consentire il passaggio di tutto il personale e gli allievi presenti. Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza sono contrassegnate in maniera appropriata con segnaletica durevole conformemente alla normativa vigente. Esse devono poter essere aperte, in ogni momento, dall'interno senza aiuto speciale Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi Le vie di circolazione, comprese le scale, sono tali che il personale può utilizzarle facilmente in piena sicurezza senza correre alcun rischio. I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al passaggio, in senso generale, non presentano buche o sporgenze pericolose e sono in condizioni tali da rendere sicuro, nel complesso, il movimento ed il transito delle persone Altezza, cubatura e superficie I limiti minimi per altezza, cubatura e superficie dei locali chiusi destinati al lavoro nella Scuola devono rispondere alle vigenti norme di legge e al progetto esecutivo redatto oltre che alle autorizzazioni, in materia di edilizia scolastica, date dal Comune, proprietario dell immobile, per la messa in opera del complesso Aerazione e temperatura In alcune particolari aule sono state previste idonee misure affinché gli alunni e gli insegnanti dispongano di una termoventilazione che garantisca una adeguata temperatura; pertanto oltre al già esistente impianto di riscaldamento è stato predisposto un impianto di aerazione, attraverso ventilconvettori che prelevano aria salubre, attraverso griglie, dall esterno. La temperatura di 20 C, durante l inverno, è assicurata da un termostato ambiente che mette in funzione i succitati ventil-convettori. Durante il periodo estivo invece, quantunque siano state montate, sulle finestre esposte ad est, pannelli in alluminio con alette verticali orientabili, idonei a diminuire la radiazione solare diretta, essi comunque non sono stati sufficienti a creare appieno condizioni di benessere. La cubatura disponibile, in rapporto anche al numero delle persone presenti, e la presenza di finestre oltre che un numero discreto di porte, rendono possibile un sufficiente ricambio d aria all interno della struttura.

47 Pagina Illuminazione I luoghi di lavoro dispongono di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro sono dotati di neon che consentono un'illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori Pareti Le pareti di divisione interna della scuola sono realizzate in mattoni forati e tufo dello spessore di 12 cm, intonacate a liscio sulle due facce e dipinte con smalto chiaro sino ad 1.5 m e con ducotone bianco per la restante parte. Le pareti esterne invece sono realizzate in calcestruzzo armato a faccia vista dello spessore di 12 cm, camera d aria di 6 cm, fodera interna in tufo da 12 cm e intonaco liscio. 2.9 Servizi igienici Gli alunni nonché gli insegnanti dispongono, in prossimità delle loro aule, di servizi igienici con acqua corrente calda e fredda, distinti per sesso. Le porte di accesso ai servizi igienici sono in legno ad anta unica, di modulo pari a 60 cm circa e senso di apertura verso l esterno. I box bagno degli alunni sono dotati di porte regolarmente sollevate da pavimento. Il pavimento e le pareti laterali sono piastrellate mediante mattonelle ceramiche. L illuminazione artificiale avviene mediante plafoniere munite di lampade a doppio tubo fluorescente e protezione esterna in policarbonato. L illuminazione naturale e l aerazione sono garantite da finestrini vasistas, con trasparenti in vetrocamera. Nota: si segnala n 1 radiatore non funzionante nel servizio igienico alunne del Primo piano Adempimenti di carattere generale La scuola ha cercato di adeguarsi, per quanto possibile e nei limiti dell esistente, di una adeguata organizzazione che, ai fini della evacuazione in caso di calamità, potesse essere in grado di ottemperare a quanto previsto dal D.M. del 1998 e mettere in salvo il personale. Pertanto si è provveduto affinché: a) le vie di circolazione interne che conducono a uscite di emergenza e le stesse uscite di emergenza fossero sempre sgombre per consentire un facile deflusso del personale. b) i luoghi di lavoro, le aule, gli impianti, i dispositivi di sicurezza, gli ambienti fossero, su continue richieste inoltrate all Ente proprietario, da parte del Dirigente scolastico, mantenute, ciò allo scopo di evitare che eventuali difetti o irregolarità potessero pregiudicare la sicurezza e la salute degli alunni e di tutto il personale. Per quanto riguarda il Primo Soccorso, sono presenti cassette di pronto soccorso dotate di presidi necessari per le operazioni di pronto intervento così come previsto dalle vigenti norme di Legge Locali adibiti al pronto soccorso. All interno della Scuola un apposito locale è stato adibito a Sala medica.

48 Pagina 48 Il locale dispone internamente di un armadietto con ante in vetro, contenente presidi medico-sanitari per un primo soccorso. La segnaletica è conforme alla normativa vigente Aule didattiche La struttura dispone di aule didattiche di dimensioni idonee ed in discreto stato di manutenzione. La pavimentazione è rivestita mediante mattonelle in marmo e le pareti laterali sono intonacate e verniciate a ducotone di colore chiaro. L illuminazione artificiale risulta essere adeguata, ed avviene mediante plafoniere con lampade a tubo fluorescente, dotate di griglia frangiluce esterna. L illuminazione naturale è garantita da finestre in struttura di anticorodal, con trasparenti in vetrocamera, aventi apertura a battente verso l interno. Non si rileva impianto di illuminazione di emergenza all interno delle aule. Gli arredi sono costituiti da banchi e sedie in tubolare metallico con ripiani e sedute in legno, in discreto stato di manutenzione. In particolare, al primo piano dell edificio, si rileva l esistenza di un aula, strutturalmente identica alle altre, anche se di dimensioni ridotte, all interno della quale vi è un forno elettrico per la cottura della ceramica, oltre a materiale vario depositato. La stessa è utilizzata come aula di sostegno al momento del sopralluogo. Alcune aule presentano parti murarie lesionate con intonaco precario, e mattonelle instabili e sconnesse che generano rischio di inciampo. Inoltre è stata rilevata la presenza di termoconvettori in cattivo stato di manutenzione. Misura A Misura B Provvedere al ripristino delle parti murarie lesionate e ad un intervento di verifica e manutenzione della pavimentazione delle aule. Provvedere alla sostituzione dei termoconvettori in cattivo stato. Provvedere alla sostituzione delle finestre con altre di tipo scorrevole. Provvedere all eliminazione del materiale obsoleto depositato all interno dell aula di sostegno Palestra L accesso alla palestra avviene mediante porta a doppia anta, in metallo e vetro frangibile, avente moduli pari a 90 cm e maniglioni antipanico. La pavimentazione è realizzata in parquet e le pareti laterali sono regolarmente intonacate e verniciate. L illuminazione naturale avviene mediante finestre poste nella parte superiore delle pareti laterali. Le stesse risultano di difficile apertura e presentano trasparente in vetro frangibile. L illuminazione artificiale è garantita da lampade ad alta pressione poste a soffitto, munite di riflettore e griglia metallica esterna di protezione. Il locale dispone di lampade di illuminazione di emergenza autoalimentate, anch esse protette da grata metallica.

49 Pagina 49 La palestra è munita all interno di n 1 porta di uscita di emergenza con idoneo maniglione antipanico. La stessa immette su scala esterna, con gradini in marmo privi di strisce antisdrucciolevoli. All ingresso è installato il quadro elettrico con interruttori differenziali e magnetotermici e n 1 idrante completo di manichetta e lancia antincendio. Annesso alla palestra esiste un piccolo vano adibito a deposito di attrezzatura ginnica. L accesso allo stesso avviene mediante porta di tipo REI 60, di modulo pari a 120 cm. Internamente si rileva diverso materiale regolarmente depositato. Misura A Provvedere alla manutenzione delle finestre poste alla sommità delle pareti ( si aprono con difficoltà o non si aprono affatto), assicurarsi che abbiano un vetro di sicurezza; collegare l anta della finestra al telaio con catenelle, ciò allo scopo di evitare che, rompendosi la tenuta, la finestra rimanga bloccata dalla catena e non si ribalti cadendo; livellare la soglia della porta di uscita di emergenza al piano del pavimento e munire i gradini di strisce antisdrucciolevoli; Punto Archivio L ambiente è stato utilizzato per l immagazzinamento di materiale cartaceo, ecc., è dotato di aerazione mediante la finestratura a nastro che garantisce una parziale illuminazione naturale, mentre quella artificiale è garantita da plafoniere con tubi al neon posti a soffitto che comunque risultano insufficienti. All interno sono presenti degli scaffali metallici di circa 2m di altezza. Il materiale risulta depositato in modo disordinato. Misura A Misura B Sostituire la intelaiatura e i cardini della porta d ingresso in acciaio ormai logori; Ripristinare il solaio, in vetrocemento, di copertura della scala di accesso all archivio; Sostituire il rivestimento, in pietra, del gradino rotto; Potenziare l illuminazione artificiale con l aggiunta di altri punti luce; Potenziare le lampade di emergenza; Riordinare e risistemare tutto l archivio; Chiudere i fori esistenti nel soffitto. Punto Uffici amministrativi I pavimenti, come si è accennato precedentemente, risultano regolari e in buone condizioni di igiene. Le pareti risultano intonacate e verniciate a ducotone colore chiaro. L ambiente destinato allo svolgimento del lavoro di ufficio è tale da garantire una superficie utile pro-capite superiore ai minimi previsti dall Allegato IV del D.Lgs 81/08 (2 mq/addetto). Il volume netto per addetto risulta adeguato e rispondente ai valori previsti dallo stesso Allegato (10 mc/addetto). Nei singoli ambienti non si verificano quindi condizioni di sovraffollamento.

50 Pagina 50 Negli uffici sono garantiti gli ingombri minimi per lo svolgimento agevole dell attività amministrativa ( 80 cm); essi risultano sufficienti e la presenza di arredi complementari non genera rischi di urti accidentali. L ambiente è dotato di climatizzatore posto a parete. L illuminazione naturale è ottenuta mediante finestre scorrevoli che garantiscono anche un buon ricambio dell aria. Le stesse sono munite di tendaggi in tessuto. L illuminazione artificiale è data da plafoniere con tubi al neon, dotati di griglia frangiluce. Si segnala che la segreteria dispone di un locale interno adibito ad archivio, con accesso mediante porta di tipo REI 60. All interno si rileva la presenza di armadi metallici con ante in vetro, contenenti materiale cartaceo. I rischi correlati alle attività d ufficio e le misure di prevenzione e protezione previste, sono di seguito elencate Rischio A Rischio B Rischio C Rischi per la vista per chi opera in maniera sistematica e continuativa (4 ore al giorno consecutive o 20 ore settimanali in totale) a macchine dotate di videoterminale. Rischi di natura posturale per chi opera in maniera sistematica e continuativa seduto su sedia o per molte ore alla tastiera (cervicale, infiammazioni muscolo scheletriche nella parte lombare della schiena, sindrome del tunnel carpale) Rischio di elettrocuzione durante l utilizzo di macchine e/o attrezzature sotto tensione Rischio di taglio e/o ferimento durante l utilizzo di attrezzature d ufficio quali forbici, cucitrici, taglia carte, etc A seguito dei rischi individuati per i lavoratori impiegati in maniera sistematica in attività di Ufficio, vediamo le misure di prevenzione e protezione relative Misura A Misura B Verificare periodicamente l ergonomicità delle postazioni di lavoro. Fornire il poggiapiedi ai lavoratori che ne dovessero fare richiesta. Fornire corretta informazione a tutti i nuovi assunti, o nuovi impiegati al videoterminale, per quel che riguarda la postura da tenere durante le ore di lavoro alla scrivania e circa il corretto posizionamento del videoterminale e della tastiera. Disporre della dichiarazione di conformità dell impianto elettrico; Verificare l efficienza dell impianto di messa a terra e la verifica periodica prevista dalla normativa vigente in materia; Verificare che tutti i computers, stampanti e tutte le apparecchiature sotto tensione siano dotate di marcatura CE Verificare periodicamente lo stato di buon funzionamento e manutenzione delle macchine e attrezzature sotto tensione. Fornire informazione sul corretto utilizzo di computers, stampanti e di tutte le attrezzature d ufficio sotto tensione.

51 Pagina 51 Misura C Verificare il buono stato di funzionamento e manutenzione (se necessaria) di tutti gli utensili tipici d ufficio e fornire (se necessario) l informazione circa il loro corretto utilizzo. Punto Direzione L accesso al locale avviene mediante porta in ferro, ad anta unica, con senso di apertura verso l interno. Internamente si rileva la presenza di n 1 postazione VDT, collegata elettricamente mediante cavi posti a pavimento. Il locale dispone di n 1 condizionatore e n 1 lampada di illuminazione di emergenza. Misura B Migliorare i collegamenti elettrici della postazione VDT. Punto 2.17 Aula informatica L aula è dotata di n 2 porte di accesso di tipo blindato, aventi modulo pari a 90 cm e senso di apertura verso l esterno. La pavimentazione è realizzata mediante mattoni in marmo mentre le pareti laterali sono regolarmente intonacate e verniciate a ducotone. L illuminazione artificiale è garantita da plafoniere con lampade a doppio tubo fluorescente e griglia frangiluce esterna. L illuminazione naturale e l aerazione sono assicurate da finestre in anticorodal e vetrocamera, apribili a battente verso l interno e dotate di grate metalliche antintrusione. Il locale dispone di n 2 condizionatori e di lampada di illuminazione di emergenza autoalimentata. Vi sono inoltre n 2 estintori a CO2, di cui solo uno munito di cartellonistica. Internamente sono installate n 21 postazioni VDT, su idonee scrivanie, con sedute di tipo ergonomico (sedie a 5 razze). I collegamenti elettrici sono effettuati mediante canaline e torrette a pavimento. Si rileva inoltre n 1 lavagna multimediale. Misura A Individuare l estintore mediante apposita cartellonistica. Punto 2.18 Auditorium Il locale dispone di n 2 porte di accesso, munite di cartellonistica luminosa e maniglioni antipanico, di cui una in ferro, ad anta unica con modulo pari a 120 cm circa e l altra a doppia anta, con struttura in ferro e trasparenti in vetro frangibile, avente moduli pari ad 80 cm. La pavimentazione è rivestita in materiale sintetico mentre le pareti laterali sono intonacate e verniciate a ducotone. E presente controsoffittatura, con plafoniere incassate, munite di lampade a doppio tubo fluorescente. L illuminazione naturale e l aerazione avvengono mediante finestrini con apertura a vasistas, posti nella parte superiore della parete confinante con l esterno. Il locale è munito di impianto di illuminazione di emergenza ed impianto di condizionamento.

52 Pagina 52 Gli arredi sono costituiti da banchi e sedie ed armadi in legno e metallo, con ante in vetro frangibile. Internamente è inoltre installato n 1 estintore a polvere da 6 Kg, munito di idonea cartellonistica. Misura B Provvedere alla sostituzione dei trasparenti in vetro frangibile, con altri in vetrocamera. Punto 2.19 Laboratorio scientifico L accesso al locale in oggetto avviene mediante porta di tipo REI 60, di modulo pari a 90 cm circa, con senso di apertura verso l esterno. La pavimentazione è rivestita mediante mattonelle in marmo e le pareti laterali sono intonacate e verniciate a ducotone di colore chiaro. L illuminazione artificiale è garantita da plafoniere con lampade a doppio tubo fluorescente e protezione esterna in policarbonato. L illuminazione naturale e l aerazione avvengono mediante finestrini con apertura a vasistas. Esiste impianto di illuminazione di emergenza, costituito da lampada autoalimentata posta a parete. All interno del locale è stata rilevata la presenza di reagenti (tra cui acidi) e sostanze chimiche di diverso tipo, stoccate in armadietto metallico con ante in plexiglas, chiuso a chiave al momento del sopralluogo. In posizione centrale è installato un ampio banco per esercitazioni, con ripiano rivestito in mattonelle ceramiche e bordo in ceramica rialzato. Il banco dispone di attacchi elettrici con prese regolarmente protette. Vi è inoltre una cappa di aspirazione in alluminio, fissata a soffitto mediante catenelle metalliche, di cui una con attacco precario. La cappa è collegata ad un aspiratore di tipo cassonato. Si rileva infine n 1 lavabo in ceramica e n 1 televisore al plasma fissato a parete. Misura A Verificare il fissaggio della cappa di aspirazione a soffitto. Munire il locale di n 1 estintore a polvere da 6 Kg. Punto 3.1 scale di emergenza 3 - SCALE La struttura dispone di scala di emergenza esterna, in struttura metallica, munita di corrimano laterale in tubolare metallico. La stessa conduce dal primo piano dell edificio al cortile interno e si presenta in stato di ossidazione. Misura A Provvedere ad un intervento di manutenzione straordinaria della scala di emergenza esterna, eliminando l ossidazione. Ripristinare la pavimentazione in prossimità della scala di emergenza (lato sud).

53 Pagina 53 Punto 3.2 scale interne La scala interna dell edificio è pavimentata mediante mattonelle in marmo ed è munita di corrimano laterale in tubolare metallico e di idonee strisce antisdrucciolevoli. La alzate e le pedate dei gradini sono di dimensioni adeguate alle norme vigenti. Misura B Mantenere le scale libere da ingombri o materiale che possa accidentalmente provocare scivolamenti; 4 BARRIERE ARCHITETTONICHE La struttura dispone di diverse rampe per l abbattimento delle barriere architettoniche, tutte con pendenza idonea e caratteristiche conformi a quanto previsto dall attuale normativa. Non si evidenziano particolari situazioni di rischio. 5 ERGONOMIA L attività amministrativa richiede l uso di attrezzature videoterminali per le quali l Ergonomia definisce alcuni criteri al fine di evitare all operatore fattori di stress psicologico dovuti ad una cattiva gestione delle stesse. È da precisare comunque che quegli addetti agli uffici che operano per più di quattro ore consecutive giornaliere al VDT, possono ritenersi videoterminalisti. Pertanto essi sono soggetti all informazione e formazione sui rischi specifici di mansione, previste dal D. Lgs. 81/08 NOTA: È necessario, per i videoterminalisti, effettuare una pausa, intesa come cambio di attività, di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continua al VDT. È consigliabile apporre in corrispondenza delle postazioni videoterminali apposita segnaletica che ricordi agli operatori di effettuare tale interruzione. E necessario inoltre assicurarsi del buon posizionamento del materiale da conservare per evitare la caduta di materiale dall alto, provocando così agli addetti traumi e contusioni. ARREDI I piani di lavoro ( delle postazioni videoterminali) devono avere le seguenti caratteristiche: - Di superficie opaca e di colore chiaro ma non bianco; - Di ampiezza sufficiente per un utilizzo del mouse in posizione ergonomicamente corretta; - Di dimensione idonea a garantire almeno 15 cm, tra la tastiera e l operatore, per il posizionamento degli avambracci; - Di altezza pari a 70 cm, regolamentare; Tali piani di lavoro sono rispondenti ai requisiti ergonomici e il corretto uso non espone l operatore a rischi posturali, di affaticamento della schiena e degli avambracci. Le sedie (delle postazioni videoterminali) devono essere: - regolabili in altezza (42/55 cm); - con schienale regolabile in altezza ed inclinazione (90 /110 );

54 Pagina 54 - di materiale semirigido (evitando rivestimenti in pelle o similpelle) che favorisce la traspirazione; - con comandi di regolazione accessibili; - dotata di cinque razze, a rotelle e sistema antiribaltamento. Non esistono rischi connessi all utilizzo corretto di tali sedie. Viceversa un utilizzo scorretto (cattiva regolazione, specialmente in relazione alla posizione del video e della tastiera) può determinare rischi posturali, di affaticamento, della schiena e degli avambracci. Gli armadi necessari ad immagazzinare il materiale cartaceo sono sia in metallo che in legno e si presentano: - sufficientemente stabili, in quanto scaricano il proprio peso su tutto il loro piano di appoggio; - in buono stato di conservazione; - privi di rischi di carattere infortunistico per gli operatori, ad eccezione di quelli residui di possibili interferenze con le zone di passaggio determinati da un eventuale cattivo utilizzo delle ante di chiusura degli armadi. ATTREZZATURE VDT Il monitor deve avere le seguenti caratteristiche: - low emission ; - regolabile in altezza ed orientabile lateralmente; - i caratteri ben definiti e leggibili; - la luminosità ed il contrasto dei caratteri regolabili; - i caratteri riconoscibili anche al bordo dello schermo; - i contorni dei caratteri riconoscibili anche ad una distanza di 50/70 cm; - le immagini dello schermo stabili, prive di sfarfallamenti. L utilizzo corretto del video prevede inoltre una corretta regolazione della sua altezza rispetto all operatore (il bordo superiore del video deve essere posto all altezza degli occhi dell operatore), una distanza adeguata dall operatore (50 70cm), una idonea luminosità e contrasto (rispetto alla quantità di luce in ambiente) e una periodica pulizia del video da polveri o residui organici. In caso contrario, gli operatori sono esposti a rischi astenopatici di consistenza B o C. La tastiera deve risultare: - spostabile liberamente ed indipendentemente dallo schermo video; - inclinabile e di basso spessore; - avere i tasti di colore chiaro ed opaco e facilmente leggibili; 6 CENTRALE TERMICA CENTRALE IDRICA La centrale termica è ubicata in un locale posto nella zona esterna della struttura. Esternamente al locale non è presente la dovuta cartellonistica di sicurezza, il pulsante di interruzione corrente elettrica e la valvola di intercettazione combustibile. L accesso al locale avviene da una porta munita di grata metallica per l aerazione, essa è ad una sola anta, con senso di apertura verso l esterno e si presenta in cattivo stato di manutenzione. Si accede nel locale sottostante il piano di calpestio tramite gradini, di alzata pari a 30 cm circa. La pavimentazione è in cemento grezzo, mentre le pareti laterali sono intonacate e umide. Il locale dispone di ulteriori aperture per l aerazione, protette da grate metalliche poste all esterno.

55 Pagina 55 L illuminazione artificiale avviene attraverso lampade a doppio tubo fluorescente. Esse sono coperte da una plafoniere. All interno è presente n 1 estintore a polvere da 6 Kg, Non esiste impianto di illuminazione di emergenza. La sua postazione è tale che, in caso di pioggia, è facile che si possa allagare. E pertanto necessario risistemare il deflusso delle acque. E BENE RICORDARE CHE NELLA CENTRALE TERMICA: La caldaia deve essere sottoposta a controlli periodici, da annotare sull apposito libretto di centrale, sul quale vanno riportati i dati tecnici della caldaia, le annotazioni delle manutenzioni, ecc. L impianto deve essere, inoltre, denunciato all ISPESL del dipartimento di appartenenza per collaudo di primo impianto ed omologazione, e deve essere controllato periodicamente (vigilanza quinquennale) da parte della ASL. Deve essere istituito un libretto di centrale termica, compilato da personale abilitato; su di esso devono essere annotati i vari controlli e la relativa manutenzione. La centrale deve essere gestita da personale in possesso del patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, rilasciato dall Ispettorato del Lavoro. Si precisa, inoltre, che l impianto quando è di potenzialità superiore alle Kcal/h, richiede la verifica periodica da parte del personale competente e regolarmente abilitato. Inoltre l impianto deve essere dotato di regolare libretto e aggiornato dal tecnico abilitato. Misura A Misura B Misura C Risanare dall umidità le pareti della C.T. e del vano scala per l accesso in sicurezza alla stessa; Realizzare pozzetto di raccolta acque piovane, da collocare alla base della scala di accesso alle due centrali ed effettuare un collegamento idraulico dello stesso con quello di scarico sito in C.T.. Applicare sulle porte delle due centrali i cartelli indicanti la destinazione d uso dei locali; Eliminare il serbatoio bollitore dell acqua sanitaria non più in uso da anni; Provvedere alla manutenzione della canna fumaria. Sostituire il vetro al quadro elettrico della C.T.; Pulire l intercapedine della C.T. e sistemare lo scolo dell acqua piovana; Punto 7.1 Utilizzo dell impianto 7 IMPIANTO ELETTRICO Un corretto utilizzo di quanto in oggetto, su impianti a norma, presenta esclusivamente rischi di carattere residuo. Un utilizzo scorretto espone la persona a rischi di elettrocuzione di classe A. Rischio A B Elettrocuzione.

56 Pagina 56 Misura A Non effettuare interventi riservati a personale specializzato su impianti elettrici. Non posizionare conduttori flessibili vicino a fonti di calore, acqua o altre sostanze. In caso di necessità, non ricorrere mai a derivazioni multiple ma a prese multiple con a monte un interruttore differenziale. Misura B Tutti i dipendenti sono tenuti a verificare a vista periodicamente il buono stato di conservazione dei cavi flessibili e delle prese della strumentazione relativa al proprio posto di lavoro. Verificare che la segnaletica non sia occultata da ingombri. ELETTROCUZIONE Situazioni di pericolo : Ogni volta che si lavora con attrezzature funzionanti ad energia elettrica o si transita in prossimità di lavoratori che ne fanno uso. L' impianto elettrico deve essere realizzato a regola d'arte; vale a dire secondo le norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). Per non pregiudicare le sue caratteristiche di sicurezza anche le apparecchiature devono essere "a norma" (marchio IMQ o equivalente). Un livello di sicurezza assoluto non è raggiungibile. E' possibile invece raggiungere un livello di sicurezza accettabile mediante: un'accurata realizzazione dell'impianto seguita da scrupolose verifiche; l'impiego di apparecchiature elettriche di qualità garantita; la manutenzione e le verifiche periodiche eseguite da personale specializzato. Utilizzare materiale elettrico (cavi, prese) solo dopo attenta verifica di personale esperto (elettricista). Verificare sempre, prima dell utilizzo di attrezzature elettriche, i cavi di alimentazione per accertare la assenza di usure ed eventuali abrasioni. Non manomettere il polo di terra. Usare spine di sicurezza omologate CEI. Usare attrezzature con doppio isolamento. Controllare i punti di appoggio delle scale metalliche. Evitare di lavorare in ambienti molto umidi o bagnati o con parti del corpo umide. RACCOMANDAZIONI Non togliere la spina dalla presa tirando il filo. Si potrebbe rompere il cavo o l'involucro della spina rendendo accessibili le parti in tensione. Se la spina non esce, evitare di tirare con forza eccessiva, perché si potrebbe strappare la presa dal muro. Quando una spina si rompe occorre farla sostituire con una nuova marchiata IMQ (Istituto italiano del Marchio di Qualità). Non tentare di ripararla con nastro isolante o con l'adesivo. E' un rischio inutile!

57 Pagina 57 Non attaccare più di un apparecchio elettrico a una sola presa. In questo modo si evita che la presa si surriscaldi con pericolo di corto circuito e incendio. Se indispensabili, e previa autorizzazione del responsabile della sicurezza, usare sempre adattatori e prolunghe idonei a sopportare la corrente assorbita dagli apparecchi utilizzatori. Su tutte le prese e le ciabatte è riportata l'indicazione della corrente, in Ampere (A), o della potenza massima, in Watt (W). Spine di tipo tedesco (Schuko) possono essere inserite in prese di tipo italiano solo tramite un adattatore che trasferisce il collegamento di terra effettuato mediante le lamine laterali ad uno spinotto centrale. E' assolutamente vietato l'inserimento a forza delle spine Schuko nelle prese di tipo italiano. Infatti, in tale caso dal collegamento verrebbe esclusa la messa a terra. Situazioni che vedono installati più adattatori multipli, uno sull'altro, vanno eliminate. Segnalare immediatamente eventuali condizioni di pericolo di cui si viene a conoscenza, adoperandosi direttamente nel caso di urgenza ad eliminare o ridurre l'anomalia o il pericolo, notificando l'accaduto al Dirigente e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. (ad esempio se vi sono segni di cedimento o rottura, sia da usura che da sfregamento, nei cavi o nelle prese e spine degli apparecchi utilizzatori, nelle prese a muro non adeguatamente fissate alla scatola, ecc.). Allontanare le tende o altro materiale combustibile dai faretti e dalle lampade. Le spine di alimentazione degli apparecchi con potenza superiore a 1 kw devono essere estratte dalla presa solo dopo aver aperto l'interruttore dell'apparecchio o quello a monte della presa. Non effettuare nessuna operazione su apparecchiature elettriche quando si hanno le mani bagnate o umide. E' vietato alle persone non autorizzate effettuare qualsiasi intervento sulle apparecchiature e sugli impianti elettrici. E inoltre vietata l'installazione di apparecchi e/o materiali elettrici privati. Il dipendente è responsabile degli eventuali danni a cose e/o persone dovuti all'eventuale installazione ed utilizzo di apparecchi elettrici di sua proprietà.

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