IL TEMA EDUCATIVO. 1. Fiducia e libertà. Documento di Pasquale Antonio De Ruvo < >

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1 IL TEMA EDUCATIVO Il titolo del sussidio, Kaleidos, vuole suggerire che nella vita c è per tutti qualcosa o qualcuno di buono e di bello, dalla forma bella o dall aspetto bello, che va riscoperto, guardato e ammirato, dentro e fuori di noi. La vita insomma, è una questione di sguardo, di prospettiva, di ottica. Proprio per questo nelle avventure della storia di Kaleidos comparirà un misterioso cannocchiale attraverso il quale si vedrà non solo lontano ma anche in profondità e si scopriranno orizzonti ampi e inattesi, forme bellissime e sempre nuove. Come un caleidoscopio, la nuova visione riempirà di entusiasmo e di felicità. E le nuove scoperte richiederanno l assunzione di nuove responsabilità. Kaleidos significa crescere e affrontare la vita con coraggio e gioia 1. Fiducia e libertà Il Tema educativo del Sussidio Kaleidos Oltremare, ciurma! è la FIDUCIA. La fiducia è una dimensione della vita di cui tutti hanno esperienza. Nel dare e ricevere fiducia consiste la dinamica stessa della crescita di ciascuno. Sulla fiducia si fonda ogni tipo di rapporto tra le persone: il rapporto tra genitori e figli, tra educatori ed educandi, tra datori di lavoro e lavoratori, tra compagni di squadra, tra amici, tra innamorati. E, in realtà, sulla fiducia si regge la possibilità stessa di ogni convivenza umana. La società è fondata sulla fiducia reciproca tra le persone. E allora, educare alla fiducia significa preparare il terreno al futuro di una società che non vuole fondarsi sul sospetto, sull inganno e sul tradimento ma che, tutt altro che ingenuamente, con il tradimento e il dubbio sa confrontarsi e sa fare i conti. Diventare donne e uomini di fiducia significa crescere come persone consapevoli e critiche ma anche aperte e positive, quasi testarde nel voler credere in tutto quanto di buono è presente nella coscienza di ogni essere umano. Mettere la fiducia al centro di un sussidio progettato per tante iniziative estive (e non solo) a favore di bambini e ragazzi significa dire a tutti, in modo bello ma chiaro e forte, che il tema dell educazione va sempre tenuto in primo piano optando per una particolare visione d insieme, facendo cioè una scelta fondamentale: quella di voler stare dalla parte dei piccoli e dei giovani, di voler scommettere su di loro, di ripensare un modello di adulto che domina la nostra società contemporanea, una adulto spesso sfiduciato e rassegnato, sospettoso e arrogante. Scommettere sulla fiducia significa credere che la libertà di ogni persona, a cominciare da quella dei bambini e dei loro animatori, è il vero tesoro da custodire e far fruttare. La libertà va educata, difesa, curata; essa è lo spazio vitale della coscienza, l unica vera condizione perché avvengano scelte mature e critiche. Nella libertà ci si fida degli altri e si accoglie

2 la fiducia; liberamente si sceglie di tendere la mano agli altri e si tesse una rete di relazioni solidali e forti per proteggere innanzitutto i più deboli. 2. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio Il Tema per il Sussidio Kaleidos è stato scelto a partire da due punti di riferimento: le indicazioni di papa Francesco per le Giornate Mondiali dei Giovani; le suggestioni derivanti dalle Celebrazioni per il Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. La proposta di papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Giovani 2015 è Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Due parole in particolare vanno messe al centro dell attenzione: purezza e sguardo. E proprio riflettendo su di esse possiamo precisare il tema centrale del Sussidio Kaleidos: la FIDUCIA. Ecco allora alcuni aspetti educativi da focalizzare cercando di cogliere, almeno in parte, la ricchezza che la beatitudine evangelica racchiude Beati i puri di cuore : quale purezza? Va chiarito che questo tema, nei Vangeli, non riguarda tanto la virtù della purezza (con riferimento al sesto comandamento non commettere atti impuri ), quanto piuttosto una qualità che deve accompagnare tutte le virtù, perché esse siano davvero virtù e non invece splendidi vizi. Il suo contrario più diretto non è l impurità, ma l ipocrisia (R. Cantalamessa). Le parole di Gesù si riferiscono dunque: alla purezza delle intenzioni che muovono le azioni (il cuore nuovo ); alla trasparenza, alla limpidezza, alla sincerità, al non essere ipocriti, doppi, falsi; al non avere secondi fini, o perlomeno alla necessità di vigilare per non rischiare di agire solo o principalmente per un proprio vantaggio personale; all'urgenza di "rinunciare a se stessi", cioè di dare veramente spazio alle azioni, alle idee, alle scelte (individuali e comunitarie) che ci realizzano come donne e uomini. alla qualità della relazione con gli altri: non c'è l'uomo-individuo e poi l'attenzione per altri; all autenticità, ovviamente con tutta la fatica che essa esige in termini di tenacia, costanza, fermezza, coerenza, ecc. Provando a tradurre questo tipo di purezza per i bambini e i ragazzi e per il contesto del Grest, immaginiamo una persona che possieda tutte le caratteristiche e le qualità elencate nei vari punti riportati qui sopra. A ben guardare, non è solo una persona per bene, ammirevole, ma che alla fine ci lascia dove siamo... cioè che in fondo non suscita un interesse profondo e non smuove nulla

3 dentro di noi. È piuttosto qualcuno che ispira fiducia, col quale si può stare volentieri, al quale ci si vorrebbe affidare. La sensazione di autenticità e di trasparenza è anche una percezione di profondità, di quiete, di serenità e gioia profonde, che un po ci incuriosisce. Vorremmo addirittura sapere da dove proviene (nel vangelo di Giovanni ricorre più volte e non casualmente l'espressione "di dove" o "da dove", ad es. "Maestro, dove abiti?", o "Di dove sei?", come chiede Pilato a Gesù, Gv 19,9). L'autenticità di quella persona rivela ancora alla conoscenza di sé e del proprio cuore, che lo caratterizza, al suo saper vigilare su se stesso. Rimanda inoltre alla fiducia che egli ripone in se stesso, non tanto perché egli si percepisca come un superuomo ma perché ha scoperto di non bastare a se stesso e ha percepito invece la ricchezza del proprio essere fratello tra fratelli. La fiducia che quella persona suscita ci ricorda che c è una dimensione interiore che è inafferrabile. Quella persona ha qualcosa di particolare: è "libera"! Ma di una libertà speciale: è libera interiormente! Tutto questo è purezza perché vedranno Dio : un training dello sguardo. Se quella persona mi interessa e mi coinvolge anche solo con la sua presenza, mi viene voglia di saperne di più, anzi, smuove il mio torpore e vorrei starci un po' insieme. La sua personalità e il suo atteggiamento sono un invito (il "venite e vedrete" in Giovanni 1,39). Succede anche nell'innamoramento qualcosa di simile Il suo sguardo limpido ha il potere di sgombrare anche il mio campo visivo: ed ecco che diventa possibile ciò che assicura la seconda parte della beatitudine: "Vedranno Dio"! La promessa della beatitudine evangelica è riservata a coloro che, paradossalmente, ammettono di non vedere, che cioè rinunciano alla sicurezza data da una falsa idea di purezza che fa credere di vedere, mentre invece è una grave forma di cecità. L evangelista Giovanni ricorda: Siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane (Gv 9,41). Vedranno Dio coloro che si sono fidati. Ma e qui sta la buona notizia ogni uomo fa esperienza di fiducia. Tutti hanno, almeno un po, conosciuto la trasparenza e la verità di uno sguardo particolare e di una persona speciale. L affetto dei genitori e di un educatore ma anche l amore sincero di un amico possono fare intuire una purezza che non è negata a nessuno! E poi, spontaneamente, la fiducia è stata accolta e ridonata. Ci siamo fidati a nostra volta. Tutti lo hanno fatto! Ma, a questo punto, il cammino della fiducia va sostenuto. Perché si sa: crescendo si diventa meno ingenui e si pensa che non fidarsi è meglio. Si smette di guardare agli altri con il cuore; si rischia di appiattire tutto e tutti in una nebulosa di indifferenza e scetticismo che ci fa dubitare della sincerità di chi ci sta attorno. Nello stesso tempo, siamo meno sinceri con noi stessi. Ci si dimentica di andare in profondità e di guardare lontano, di attingere a quella fiducia pura che ci ha segnato all inizio della nostra esistenza: non si sogna, non si vede più in grande e con speranza! Lo sguardo si intristisce, si annebbia...

4 Dunque, lo ripetiamo, il cammino della fiducia va sostenuto! In altre parole, Gesù ci sta dicendo a noi animatori ed adulti innanzitutto che lo sguardo va educato a riconoscere qualcosa di cui forse ci siamo scordati e che, da soli, non sapremmo ritrovare; va liberato da pregiudizi, da luoghi comuni e deformazioni. Seguire Gesù è un training dello sguardo. Il cambio di prospettiva che ci viene chiesto riguarda un punto centrale della fede cristiana. Lo ricordiamo con le parole di Gesù (Mt 25,40): Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Vedere Dio cioè l esperienza di felicità assoluta cui aspirano, il desiderio segreto e più grande di ogni uomo, la realizzazione piena della sua vita non è possibile senza avviare un cammino di educazione dello sguardo che permetta di riconoscere negli altri, nei più piccoli soprattutto, la Sua presenza e, in fondo, la nostra pienezza di esseri umani. Questo sussidio per l animazione di bambini e ragazzi tiene tutte queste idee come punto di riferimento perché dobbiamo ri-dirci alcune dimensioni-atteggiamenti-attenzioni che attivino o riattivino alcuni "fondamentali" della nostra appartenenza al genere umano. È tutt altro che scontato, e qui sta il bello dell esperienza educativa. Il grest diventa palestra, luogo di esercizio di... umanità! 2.3. Gesù è modello di umanità Il messaggio di Gesù va ri-scoperto, ri-annunciato come cammino di umanizzazione (E. Bianchi). Per i cristiani, Gesù è il vero uomo, l uomo perfetto, ma non perché si è sempre comportato bene, perché ha fatto del bene, oppure perché ha obbedito al Padre Gesù è modello di umanità: - perché ha preso sul serio la propria libertà, e quella degli altri (peccatori, bambini, donne, ammalati, ma anche soldati, sacerdoti, religiosi impegnati, governanti, ecc.); - perché ha messo da parte ogni pretesa di potere e controllo selle altre persone; - perché ha messo in pratica il comandamento centrale dell ebraismo: Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta l anima, con tutte le forze e il prossimo tuo come te stesso, senza separare le due parti del comandamento stesso. L incontro con Dio, la vita in Dio, è possibile solo se si lavora su se stessi e sullo sguardo che riserviamo agli altri per rendere belle/buone le relazioni con i fratelli, fratelli nei quali incontriamo Dio. E questa non è una metafora! Nella prima lettera di Giovanni (4,20) lo si dice in modo molto chiaro: Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Che si potrebbe tradurre: Chi non ha fiducia nel proprio fratello che vede, non può avere fiducia/fede in Dio che non vede. La fiducia e l amore si incrociano in modo quasi inatteso.

5 I puri di cuore sono coloro che educano il proprio sguardo a vedere in ogni persona un fratello e a riscoprire se stessi come figli profondamente amati. C è proprio da fidarsi! 3. Duecento anni con Don Bosco, uomo di fiducia Il tema della fiducia è un tema strategico per gli animatori e i formatori: infatti, non si può educare senza dare e ricevere fiducia. Ce l ha insegnato in particolare un uomo straordinario: Don Bosco, di cui nel 2015 ricorre il Bicentenario della nascita. Riflettendo sulla prassi educativa di Don Bosco, possiamo evidenziare delle preziose indicazioni pedagogiche e spirituali. Come evidenziato più sopra, i veri educatori sono degli autentici esperti di fiducia. Ma più semplicemente essi sono innanzitutto delle persone che stanno realizzando in pienezza la propria umanità. Non sono dei superman: sono piuttosto capaci di ispirare serenità ed equilibrio e la loro presenza rassicura ed incoraggia. Ad educatori così ci si può affidare. Non si vive bene senza avere nessuno di cui fidarsi e nemmeno senza ricevere fiducia dagli altri. Un bambino si fida spontaneamente dei suoi genitori e delle persone che si prendono cura di lui, ma è gravissimo tradire la sua fiducia: Gesù direbbe che chi scandalizza un bambino merita solo una macina da mulino legata al collo! I bambini erano amati da Gesù proprio perché incarnano la semplicità e la bontà che stanno alla base di un rapporto di fiducia tra persone. I bambini sono l immagine della fiducia e vanno custoditi, educati e amati con la fiducia. Don Bosco era veramente un esperto di fiducia. Per i giovani egli ha dato tutto e ogni sua scelta è stata motivata dal bene dei suoi ragazzi: «Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, per voi sono disposto anche a dare la vita». Don Bosco, uomo di fiducia, le ha davvero inventate tutte per i suoi ragazzi. Ogni sua iniziativa nasceva dalla sua immensa creatività educativa ed era alimentata dalla scelta fondamentale di stare sempre dalla parte dei giovani, di dare loro sempre piena fiducia: ospitalità (don Bosco dava da mangiare e da dormire a ragazzi che non avevano nulla!), gite per i ragazzi che erano in carcere, alfabetizzazione di base, scuole di ogni tipo, formazione professionale in numerosi settori lavorativi, contratti con le aziende per trovare concretamente lavoro ai giovani, ecc. Per don Bosco, in ogni giovane, anche il più disgraziato è possibile trovare almeno un punto accessibile al bene. Questa fiducia, donata in modo testardo e spesso contro ogni logica di apparente buon senso, si è dimostrata decisiva e vincente. Quest anno, in occasione delle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita di don Bosco, il superiore dei Salesiani, don Angel Artime, invita gli educatori a rimettere al centro della loro azione educativa il cuore pastorale che animava il santo dei giovani, rinnovando la scelta di stare con e dalla parte dei giovani specialmente i più poveri. L itinerario formativo proposto nel sussidio Kaleidos, nasce dalla consapevolezza che Don Bosco ha lasciato un eredità preziosissima, che non va né trascurata né annacquata. Per i giovani e per i loro educatori il messaggio è chiaro: crescere ed essere felici è una questione di affidamento. In

6 altre parole, potremmo dire che ad essere figli si impara, così come si apprende l essere madri e padri. 4. Le quattro tappe fondamentali Ecco lo sviluppo del tema della fiducia in 4 tappe fondamentali (che possono corrispondere ad altrettante settimane ma che possono essere adattate anche ad una scansione temporale diversa). In ogni tappa vengono evidenziati alcuni aspetti dell esistenza che, una volta riscoperti, possono tracciare un valido itinerario educativo. Per ogni tappa dopo alcuni spunti formativi sono riportate le 2 finalità settimanali (la fiducia infatti è di volta in volta riferita sia alle relazioni con se stessi sia alle relazioni con gli altri) e i titoli di ogni giornata, che suggeriscono i temi di ogni giornata (vedi l Architettuta del Progetto Formativo). 1. ALL'AVVENTURA! Quando ci si accorge che qualcuno ha riposto la sua fiducia in noi, comincia davvero l'avventura della vita: nascono lo stupore e la meraviglia! Ci sentiamo importanti; un sentimento di gioia ci invade e avvertiamo che le nostre energie ci spingono ad agire a nostra volta. Nelle diverse situazioni in cui troviamo a vivere ci sentiamo interpellati: la fiducia ricevuta va ridonata a chi incontriamo, senza fare distinzioni, senza presentare scuse, senza aspettare che inizino gli altri: tocca a noi ora prendere l'iniziativa. A. Stupirsi (della fiducia ricevuta) B. Fare il primo passo (come segno della fiducia da donare) Apro gli occhi con stupore vinco paura e diffidenza e facciamo il primo passo. 2. A VELE SPIEGATE! Per fare il primo passo bisogna continuamente vincere la propria pigrizia e l'autosufficienza come pure il desiderio di mollare tutto: bisogna essere forti e resistere sia in se stessi sia come gruppo; bisogna studiare insieme la direzione, progettare un itinerario comune, tessere a poco a poco una rete di relazioni forti, sostenendosi reciprocamente e facendo tifo gli uni per gli altri. C. Resistere (essere tenaci, essere forti in se stessi)

7 D. Incoraggiare (donare forza agli altri) Remiamo tutti dalla stessa parte... avendo una direzione dandoci forza e facciamo rete. 3. SCOMMETTIAMOCI SU! Dare e ricevere fiducia comporta la capacità di saper perdere rinunciando ad alcuni progetti personali e accettando di potersi anche far male. È la logica del rischio: perdere è in realtà una scommessa su di sé e sugli altri. Si potrà essere traditi e aver l'impressione di buttare via il tempo ma la propria libertà e le proprie capacità non vanno tenute gelosamente per sé bensì investite e fatte fruttare. E. Rischiare (scommettere sulle proprie capacità) F. Dare tempo (scommettere sugli altri) Corro il rischio non temo di perdere ci diamo del tempo riprendiamo la rotta. 4. PRENDI IL LARGO! Lo slogan prendi il largo è un invito a andare in profondità dentro di sé ma anche un invito a avere orizzonti ampi. Sperimentare fiducia e dare fiducia a se stessi e agli altri è in realtà la strada per conoscere veramente se stessi, senza temere di chiamare per nome e di gestire positivamente le proprie emozioni e nemmeno senza temere di conoscere e di fare i confrontarsi con la propria coscienza. Si scoprirà che questa è la via privilegiata per disporsi ad incontrare gli altri con rispetto, in un'ottica di servizio nei confronti dei singoli e delle comunità. G. Andare in profondità (in se stessi) H. Andare verso gli altri e il mondo (avere obiettivi alti, puntare in alto) Andiamo a fondo mettiamo a fuoco con gli occhi del cuore per alzare le vele.

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