U-Coach, la rivoluzione nel mondo del nuoto

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1 U-Coach, la rivoluzione nel mondo del nuoto Una piccola grande rivoluzione nel mondo del nuoto. Sta per essere commercializzato in Italia U-Coach, un sistema trasmittente-ricevente a conduzione ossea impermeabile. A portarlo sul mercato nazionale è la Shot, una nuova azienda italiana attiva nel settore dello sviluppo tecnologico applicato al nuoto. «I miei studi come ricercatore e la grande attenzione per le tecnologie internazionali mi hanno portato a sperimentare nuovi metodi e sistemi d allenamento spiega Gian Maria D Amici Product Dev. & Marketing della Shot -. U-Coach è il primosistema di trasmissione radio vocale studiato per facilitare la comunicazione tra il tecnico che sta a bordo vasca e l atleta che invece è in azione in acqua. In questo modo il nuotatore potrà ricevere continuamente dal proprio allenatore tutte le informazioni di cui necessita». Il sistema è composto da una ricevente impermeabile, che l atleta indossa sotto la cuffia in modo che sia stabile in tutte le fasi della nuotata comprese virata e tuffo, e da una trasmittente a tre canali, dotata di microfono. Il suono viene percepito dal nuotatore attraverso una tecnologia a conduzione ossea, che sfrutta in pratica il diffondersi delle vibrazioni dall osso temporale alla coclea. In questo modo il condotto uditivo rimane libero, permettendo la contemporanea percezione dei suoni provenienti dall ambiente esterno, e allo stesso tempo l ascolto è chiaro e non risente di rumori esterni. Si tratta di un sistema che apporterà notevoli vantaggi nelle discipline natatorie. Ma come è nata questa idea dell U-Coach? «Anni di esperienza come nuotatore prima e come allenatore poi mi hanno spinto a cercare di migliorare molti aspetti della comunicazione tra tecnico e atleta continua Giovanni Pistelli Sale Head Manager della Shot -. U-coach in particolare avrà una fondamentale applicazione negli sport acquatici, perché l allenatore potrà impartire correzioni tecniche alla nuotata dell atleta, dargli riscontri cronometrici, spronarlo e consigliarlo in tutte le fasi degli allenamenti e delle gare». Cecilia Camellini, nuotatrice non vedente, campionessa europea, mondiale e paralimpica nello stile libero e nel dorso, vincitrice di due ori e due bronzi a Londra 2012, è stata la prima atleta a provare U-coach e ne ha costatato i grandi vantaggi. Il sistema, infatti, sarà un aiuto importantissimo per idiversamente abili. Ad esempio nuotatori non vedenti o non udenti per lesione all orecchio interno potranno essere guidati in tutte le fasi dal proprio tecnico. «Da molti anni seguo Cecilia spiega il tecnico Matteo Poli che è non vedente dalla nascita e l utilizzo di questa trasmittente-ricevente ci ha permesso di migliorare sensibilmente lacomunicazione durante l allenamento. Parlare con lei in ogni momento mi consente di lavorare in modo profondo sullo sviluppo della tecnica, di eliminare il tapper (un asta con la punta morbida che si utilizza con i nuotatori non vedenti per segnalare la distanza dal muro o dai pericoli, ndr) nei lavori aerobici e aumentare la sicurezza dell allenamento. Ora, infatti, Cecilia non rischia più di farsi male colpendo il muro o la corsia perché posso avvisarla io per tempo. U-coach è uno strumento utilissimo». Significativa la testimonianza di Cecilia Camellini, che dopo aver provato U-coach non solo conferma quanto detto dal suo tecnico, ma si sente più al sicuro avendo una voce che la guida: «Pratico nuoto agonistico da quasi otto anni per me racconta la campionessa -, essendo non vedente, è fondamentale ricevere indicazioni verbali dal mio tecnico durante gli allenamenti.

2 Questo nuovo sistema si è rivelato molto utile perché il mio allenatore può segnalarmi in tempo reale quali sono i miglioramenti o le modifiche da fare nella tecnica della nuotata. Per un non vedente è inoltre importante sia avere informazioni sulla propria posizione e sulla presenza di eventuali ostacoli, sia ricevere un adeguato segnale al momento della virata. Il sistema trasmittente ricevente mi permette di udire in maniera chiara e nitida le parole anche se mi trovo con la testa sott acqua o a distanza dall allenatore e ciò è un vantaggio per la mia sicurezza». U-Coach sarà un punto di forza anche nel nuoto in acque libere. Grazie al suo raggio di azione di circa 75 metri, infatti, l allenatore potrà comunicare direttamente dalla spiaggia o dalla barca con il proprio atleta, suggerendo la scia, la fuga o le tattiche. Il nuovo sistema di comunicazione potrà essere applicato inoltre nel nuoto sincronizzato, sia perché funziona fino a una profondità massima di 1,5 metri, e sia perché può essere collegato a un lettore mp3 trasmettendo musica. Vantaggi anche nella pallanuoto, dove il tecnico potrà dare indicazioni per gli schemi di attacco e difesa; oppure nelle scuole nuoto, garantendo un insegnamento all avanguardia. fonte: sordionline.com 9 maggio 2013

3 Uno smartphone in Braille per chi non vede Ideato da un designer indiano, per ora è un prototipo: sarà in commercio entro fine anno Uno smartphone in Braille che permetterà a chi è cieco o ipovedente di "leggere" testi e immagini sul telefonino e fare chiamate in completa autonomia. Il nuovo cellulare, che per ora è un prototipo, dovrebbe essere in commercio entro fine anno. Gli ultimi test sono in corso al Prasad Eye Institute in India, dove risiede un quinto di tutti i ciechi nel mondo. L invenzione, infatti, è di un designer indiano, Sumit Dagar, che tre anni fa ha deciso di progettare il "Braille Smartphone" perché il mercato della telefonia ignora gli utenti non vedenti. Ma come funziona? Grazie a un innovativa tecnologia touch screen converte parole e immagini nel linguaggio che porta il nome dell inventore, il francese Braille, divenuto cieco all età di tre anni in seguito a un incidente. TESTI E IMMAGINI 3D - Lo smartphone trasforma le informazioni sullo schermo, proiettandole sulla superficie. Le immagini diventano tridimensionali e lo stesso accade per i testi, che assumono la forma di bassorilievi in Braille. Lo schermo è composto da una griglia di punti, come i pixel: si solleva in base al contenuto da visualizzare. Nella parte bassa del dispositivo ci sono i classici tasti: "chiama", "accendi", "cancella", "seleziona". Per comporre i numeri di telefono compare sullo schermo un tastierino numerico ed è disponibile una tastiera qwerty come quella dello smartphone tradizionale. IL COMMENTO - «Le modifiche fisiche di superfici di materiali piezoelettrici, mediante impulsi elettrici, sono utilizzate da circa vent anni per far emergere i punti della scrittura braille da righe di speciali display che così riproducono ciò che è scritto sullo schermo del computer - spiega Giulio Nardone, presidente dell Associazione disabili visivi -. Nel caso dello smartphone, è lo stesso schermo che ha la capacità di creare sporgenze percepibili al tatto». RIVOLUZIONE? - Si apre dunque un mondo nuovo per chi non vede? Nardone è cauto. «Oggi noi ciechi utilizziamo il cellulare servendoci del sintetizzatore vocale che legge tutto ciò che appare sullo schermo - dice -. Anche quando si cammina per strada, per esempio, è possibile parlare al telefono con l auricolare o ascoltare i messaggi, lasciando l'apparecchio in tasca e reggendo una borsa con una mano e il bastone bianco nell'altra. Non riesco ancora a immaginare i vantaggi sotto il profilo pratico - osserva il presidente dell Associazione disabili visivi -. Per esempio, un sms di 20 parole, che la voce legge in 5 secondi, occuperebbe almeno 3 schermate del display e ci costringerebbe a usare entrambe le mani, una per reggere l'apparecchio, l'altra per scorrere con i polpastrelli le righe Braille». fonte: corriere.it 9 maggio 2013

4 Quando una app migliora la vita Per molti utenti smartphone e internet sono sinonimo di distrazione, frettoloso multitasking, informazione consumata come uno snack. Ma per un ampia categoria di persone, con problemi vivisi, motori, di apprendimento o di comunicazione, accessori e applicazioni hitech sono tutto fuorché un diversivo. Anzi, possono diventare uno strumento di integrazione, approfondimento, aiuto e superamento di barriere, fisiche e mentali. In questo senso, l arrivo in massa sul mercato di smartphone, tablet ed ereader è stato un fattore rivoluzionario che ha aperto nuove possibilità per i disabili. E ovviamente non si può prescindere dal mondo delle app, sempre più ricco di soluzioni e idee anche su questo fronte. Come l applicazione Immaginario, che si rivolge a persone affette da autismo o con disabilità cognitive, realizzata dalla società italiana App42, col contributo di educatori, logopedisti e neuropsichiatri, e lanciata sull App Store poche settimane fa, gratuita nella versione Lite e a 14,99 euro in quella Premium. Questo programma cerca di aiutare l adulto a entrare in contatto con il bambino o la persona con autismo attraverso una serie di funzioni che agevolano la comunicazione visiva. In altre parole, permette di costruire frasi usando delle carte digitali, servendosi di un database che comprende 1200 simboli, suddivisi per aree semantiche, con la possibilità di crearne anche di nuovi. Non è il primo software italiano del settore: da qualche tempo esisteva già IoParlo, una app gratuita di comunicazione assistita per iphone, scritta in collaborazione con la onlus Genitori e Autismo. Ma sugli store per telefonini e tablet non mancano anche applicazioni volte a migliorare la vita delle persone con problemi motori che incontrano ostacoli insormontabili nelle barriere architettoniche. Software come Easyway, ad esempio, sviluppato da Fish, la Federazione Italiana per il Superamento dell Handicap insieme a Vodafone. Anche qui si tratta di una app gratuita, sia per iphone che per dispositivi Android, che permette di valutare il grado di accessibilità di un posto, un ristorante, un museo, una stazione, un supermercato, leggendo le valutazioni e le informazioni lasciate da altri utenti, attraverso un meccanismo crowdsourced. E i dati sono modulati anche in base alle specifiche necessità delle persone e alle varie tipologie di disabilità motorie. Sulla stessa falsariga H-Enable Ztl (3,90 euro), che però si concentra sulle zone a traffico limitato delle città, agevolando la possibilità, per chi usa una carrozzina ad esempio, di ottenere il via libera per l auto e l accesso al centro. Basterà comunicare via mail il proprio passaggio all ufficio interessato e, una volta scaricata l app e inseriti i propri dati, scrivere la zona dove si deve andare, l orario e la targa. Ancora sul fronte mobilità va segnalata Taxi Sordi, una app gratuita sviluppata dall Ente Nazionale Sordi e Unione Radiotaxi Italiani per chi non è in grado di parlare al telefono e deve prenotare un taxi in qualsiasi città italiana. Ma non sono solo le città e le strade che devono essere aperte ai disabili. Anche i libri possono diventare accessibili. Prendiamo gli ebook. La tecnologia per farli diventare fruibili da parte di lettori non vedenti o ipovedenti, rendendo facile ed efficace il voice over, ovvero l ascolto del testo, ovviamente c è già: si tratta solo di usarla ed estenderla.

5 Proprio a questo sta lavorando il progetto Lia-Libri italiani accessibili dell Associazione italiana editori: in pratica a partire da fine giugno verrà messo online un catalogo di tremila titoli digitali, tra narrativa e saggistica, marchiati con uno speciale bollino che ne indica l accessibilità. Su questi ebook è stato fatto un lavoro sotterraneo, che non si vede esternamente, ma che li rende leggibili attraverso varie funzioni, oltre che dal voice over di gran parte delle applicazioni e degli ereader. «Perché i software possano leggere ad alta voce il testo, gli ebook devono essere fatti in modo tale da consentirlo, e seguire alcune linee guida», spiega Marianna Albini dell Associazione Italiana Editori. E questo vale anche per i siti online, molti dei quali non rispettano ancora i criteri di accessibilità stilati dal W3C, il consorzio internazionale che definisce gli standard di sviluppo del web. fonte: ilsecoloxix.it 14 maggio 2013

6 Arriva Editouch, il tablet che aiuta i ragazzi dislessici È un assistente virtuale che si adatta alle specifiche esigenze di chi impara, soprattutto per la lettura e il calcolo aritmetico creato con un team di esperti informatici, logopedisti e ricercatori Il tablet, la tavoletta luminosa entrata ormai nelle nostre abitudini quotidiane, diventa anche un valido strumento per aiutare chi ha problemi di apprendimento. A individuare queste potenzialità didattiche è stato Marco Iannacone, ingegnere milanese nonché manager di Vodafone Italia. Trasformando un tradizionale tablet in ausilio per suo figlio di nove anni, affetto da dislessia. «Un disturbo, ma non chiamiamola malattia - precisa Marco nel video di presentazione - che in media può colpire un ragazzo in ogni classe delle scuole primarie. Rendendogli difficoltoso studio e apprendimento». Così con l aiuto di un team di esperti informatici, logopedisti e ricercatori universitari ha messo a punto Editouch, un assistente virtuale che si adatta alle specifiche esigenze di chi impara. Uno strumento pensato in generale per i bambini affetti da DSA, cioè i Disturbo Specifico dell Apprendimento (dislessia, disgrafia e discalculia) che spesso comporta seri problemi tra le mura scolastiche. «Il nome Edi è stato scelto perché ricorda il solerte assistente di Archimede Pitagorico». LETTURA CON AIUTI VOCALI - L idea di partenza è quella di semplificare l uso del tablet, che ha uno schermo da 9,7 pollici, ponendo le attività in homepage, sotto forma di icone colorate. Sappiamo che le maggiori difficoltà di un bambino dislessico sono relative a lettura e calcoli. Dunque Editouch si trasforma in versatile lettore di ebook, per fruire sullo schermo i libri digitali per didattica e narrativa. Con la possibilità di adattare la dimensione dei caratteri e la luminosità. Inoltre la presenza di un sistema text-to-speech, trasforma qualunque documento in audio-libro, con una voce narrate che aiuta il ragazzo nella lettura. Si possono inserire appunti e usare segnalibri per riprendere in qualunque momento le pagine interrotte. CALCOLI INCOLONNATI - Le operazioni aritmetiche di Editouch prevedono invece l uso di una calcolatrice, anche in questo caso con supporto vocale, per guidare la digitazione delle singole cifre e indicare i risultati finali. La procedure di calcolo seguono il sistema di incolonnamento delle operazioni a cui sono abituati i bambini della scuola primaria. Inoltre per focalizzare i concetti dei vari argomenti, è stato introdotta un applicazione che crea e visualizza mappe grafiche sfruttando l inserimento di immagini, icone e note. Seguendo i principi con cui scriviamo appunti sparsi su una pagina cartacea. Editouch presenta comunque le complete potenzialità di un tablet, quindi attraverso sistemi di parental control, insegnanti e genitori, possono decidere quali siti web rendere accessibili al bambino. Con l obiettivo di focalizzare l attenzione, limitando le distrazioni per lo svolgimento delle attività didattiche. IL TABLET VODAFONE - Nello specifico il nome esatto del prodotto che si trova in commercio è "Vodafone Smart Tab II A Scuola, powered by Editouch". Di fatto una versione del tablet Vodafone sviluppata nell'ambito dell acceleratore di idee Vodafone Xone. Si acquista online a questo indirizzo, con due possibilità. In abbonamento con Internet incluso a partire da 25 al mese, oppure a 399 con Sim ricaricabile. fonte: corriere.it 16 maggio 2013

7 Dislessia: strumenti tecnologici di supporto alla didattica Gli allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento aumentano ogni anno. Per intervenire adeguatamente occorrono competenze e strumenti innovativi, soprattutto tecnologici In tutto il mondo, sempre più bambini e ragazzi mostrano di avere Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), soprattutto dislessia. Non sono affetti da alcuna patologia, non hanno bisogno di cure mediche, sono intelligenti e creativi, però imparano in modo diverso. In Italia la loro specificità è stata riconosciuta dalla L. 170/10 e riguarda il 5% della popolazione scolastica. Ancora più alta è la percentuale nei Paesi anglosassoni. La nostra è infatti una lingua con pochi grafemi e fonemi e fra la fonologia e l'ortografia la sovrapposizione è pressoché totale; nell'inglese, invece, a fronte di 40 fonemi, vi sono grafemi; si tratta perciò una lingua complessa per chi ha problemi con la lettura. Il disturbo sembra essere dovuto ad una neurodiversità, che consente di leggere e scrivere solo impegnando al massimo capacità ed energie. Poiché risulta difficile leggere in maniera automatica, chi ha tale disturbo si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. Occorre pertanto che sia seguito in modo attento. Gli esperti dell'istituto di ortofonologia sottolineano la necessità di un corretto approccio terapeutico, che preveda interventi psicologici, di ambito specialistico e didattico, in modo da creare un contesto motivante e con competenze diffuse. Nelle scuole, in particolare, dev'essere definito un Piano Didattico Personalizzato per ciascun allievo con DSA, mettendo al centro la cultura dell'accoglienza e la valorizzazione delle potenzialità individuali. STRUMENTI DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA - Il bambino oggi viene aiutato con vari strumenti: registratori, programmi di videoscrittura, con correttore ortografico ecc. Cominciano inoltre ad essere disponibili libri studiati per dislessici, che facilitano la lettura attraverso espedienti di colore, di maggiore distanza fra le frasi o di sottolineatura di parole chiave. Si possono inoltre usare particolari caratteri di scrittura: Abelardo Gonzales, designer di applicazioni per smartphone, ha disegnato un nuovo font da utilizzare sui cellulari, più facile da leggere per i dislessici e scaricabile gratuitamente. L'app si chiama openweb ed è disponibile per iphone e Ipad. Tutte le informazioni sono disponibili all'indirizzo L'importanza della tecnologia è stata recentemente confermata anche da uno studio condotto dall'università di Padova, secondo cui i videogiochi d'azione migliorano la capacità di lettura, poiché potenziano l'attenzione visiva e favoriscono l'estrazione di informazioni dall'ambiente. I risultati dello studio sarebbero una conferma che i deficit di attenzione visiva sono alla base della dislessia. Ciò però dovrà eventualmente essere confermato da ulteriori studi. fonte: disabili.com 16 maggio 2013

8 Matematica, che musica Math melodies utilizza un metodo sonoro per insegnare a fare i conti Per Bertrand Russell «la matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza. Una bellezza fredda e austera, come quella della scultura». Questa immagine estetica della matematica la rende ancor più una materia essenziale, irrinunciabile. Ecco dunque che un'app che insegna la matematica ai bambini non vedenti e ipovedenti delle scuole primarie si carica di importanza non solo didattica. Math melodies è l'oggetto di una campagna di crowdfunding promossa da EveryWare Technologies, spin off dell'università degli Studi di Milano specializzato in sviluppo di applicazioni innovative per smartphone e tablet. L'applicazione per ipad aiuterà tutti i bambini (solo in Italia sono oltre da fonti Istat riferibili all'anno scolastico ) che si trovano in difficoltà con gli approcci tradizionali allo studio. Attualmente in fase di prototipo, questo strumento utilizza l'audio per guidare il bimbo nello svolgimento degli esercizi di aritmetica mentre scorre il suo dito sul tablet. I tre giovani fondatori, Sergio Mascetti, Cristian Bernareggi e Andrea Gerino, hanno maturato questa idea durante gli studi di dottorato a partire dall'esperienza di Cristian e di altri studenti con disabilità visive. L'app si basa su un metodo di insegnamento intuitivo che permette di affrontare operazioni, esercizi di conteggio e confronti. «Abbiamo ottenuto un ottimo risultato nei primi test effettuati con bambini non vedenti e ipovedenti delle elementari», ha spiegato Cristian Bernareggi, «guidati dal riscontro sonoro, i piccoli sono riusciti a svolgere esercizi come le somme in colonna. Per i non vedenti, abituati soprattutto alle righe del Braille, l'app si è rivelata uno strumento efficace anche per migliorare le abilità visuospaziali». La raccolta fondi, che terminerà il 6 luglio, ha un obiettivo di 15 mila euro. Si tratta di una campagna a finanziamento prestabilito, quindi solo nel caso in cui venga raccolta l'intera somma il progetto potrà essere realizzato. Dopo questo passo fondamentale gli studi e i test sull'applicazione dureranno circa 4 mesi. Il prototipo preliminare vanta già alcuni esercizi, ma sono necessarie altre competenze come quelle di insegnanti, copywriter, esperti di grafica e musicisti. Gli esercizi saranno suddivisi per tipologia, dalle operazioni in colonna, ossia le addizioni, le sottrazioni e le moltiplicazioni, alla divisione, dalle operazioni in tabella (addizioni e moltiplicazioni) alle tabelle con numeri mancanti (addizione e moltiplicazione), fino alle posizioni relative e assolute (equazioni), il conteggio e le cifre mancanti (addizione, sottrazione e moltiplicazione). «Ci auguriamo di terminare il lavoro entro l'inizio dell'anno prossimo, quando l'applicazione sarà disponibile gratuitamente sull'app store in tutto il mondo in italiano e inglese. Chi finanzierà il progetto con mille euro o più potrà richiedere la traduzione in altre lingue», ha commentato Sergio Mascetti. La donazione privata può variare da 10 a 300 euro, mentre associazioni, club o aziende possono donare fino a euro. Il progetto Math melodies è patrocinato dall'associazione nazionale subvedenti e da Retina Italia onlus. Info: fonte: milanofinanza.it 28 maggio 2013

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