PARCHEGGIO. Quale sanzione si applica a chi non espone il disco orario o comunque non

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1 PARCHEGGIO Quale sanzione si applica a chi non espone il disco orario o comunque non segnala altrimenti l'ora in cui la sosta ha avuto inizio? Nei luoghi in cui la sosta è permessa per un tempo limitato, il conducente che non segnala in modo chiaramente visibile l'orario in cui la sosta ha avuto inizio incorre nella sanzione amministrativa da 39 a 159 euro (art. 157, commi 6 e 8). Se, nel parcheggio a tempo, si paga ma non si lascia in vista lo scontrino, s'incorre nella sanzione? La violazione di cui all'art. 157, comma 6 (omessa esposizione dello scontrino di pagamento del parcheggio in zona regolata da parchimetro), è integrata non dal mancato pagamento del prezzo del parcheggio, ma dall'omessa esposizione dello scontrino; pertanto il conducente deve aver cura di accertarsi che lo scontrino risulti regolarmente esposto, con la conseguenza che, se a tanto non provvede per sua negligenza, deve rispondere dell'infrazione sia che abbia pagato, sia che non abbia pagato il dovuto (Trib. Rovigo 11/7/2000). E se si altera lo scontrino? Configura il reato di falsità materiale commessa dal privato (artt. 477 e 482 c.p.) l alterazione della scadenza dell orario di parcheggio sullo scontrino rilasciato dal parchimetro nelle aree adibite alla sosta delle autovetture; ciò in quanto lo scontrino riveste le caratteristiche tipiche del certificato amministrativo (attestante l avvenuto

2 pagamento della somma prescritta per la sosta), e dell autorizzazione amministrativa (autorizzando, per l orario indicato, a sostare nell area pubblica, Cass. 8/10/1996). Si punisce con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. Se, facendo ritorno al parcheggio, troviamo l'auto danneggiata, possiamo pretendere il risarcimento del danno dal depositario? Almeno secondo il Pretore di Verona (sentenza del 15/6/1988), il parcheggiatore non risponde dei danni subiti dall'auto se dovuti ad incidenti che, causati dalle altre vetture in uscita o in entrata, per la loro lieve entità possono sfuggire alla sua vigilanza. In questi casi, però, interviene l'assicurazione stipulata dal depositario. Più intransigente la Cassazione, che con sentenza n del 26/2/2004 ha stabilito che, essendo il contratto di parcheggio di autovetture un contratto atipico (ossia non previsto dalla legge), per la sua disciplina occorre rifarsi al contratto di deposito, per cui esso comporta l affidamento del veicolo al gestore del parcheggio, con l obbligo di custodirlo e di restituirlo nello stato in cui gli è stato consegnato; la stessa Cassazione (sentenza n del 13/3/2007) ha considerato irrilevanti eventuali condizioni generali di contratto predisposte dall'impresa che gestisce il parcheggio, che escludano un obbligo di custodia, poiché per il modo rapidissimo in cui il contratto si conclude è legittimo ritenere che tale conoscenza sfugga all'utente; pertanto l eventuale clausola che escluda la responsabilità del gestore del parcheggio in caso di furto del veicolo, essendo vessatoria dev essere approvata specificamente per iscritto. Se, a causa di un'autovettura mal parcheggiata, un pedone è costretto a un movimento disagevole e riporta un danno, può chiederne il risarcimento al proprietario del veicolo?

3 Chi parcheggia la propria vettura in modo da obbligare il pedone a rasentare la medesima per passare è responsabile ex art c.c. del danno a questi cagionato (Giu.pa. Napoli 30/12/1996; nella fattispecie si trattava della lacerazione del soprabito rimasto impigliato in una lamiera sporgente dalla carrozzeria della vettura). E' consentito parcheggiare un'auto a GPL in un garage interrato? Il paragrafo 10.6 del decreto del Ministro dell'interno 1/2/1986 sulla sicurezza antincendio per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili dispone che il parcheggio di autoveicoli alimentati a gas avente densità superiore a quella dell'aria è consentito soltanto nei piani fuori terra, a condizione che non siano comunicanti con i piani interrati. Con successivo decreto 22/11/2002, lo stesso Ministro ha stabilito che il parcheggio degli autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto con impianto dotato di sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU è consentito nei piani fuori terra e al primo piano interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati. Deve però trattarsi di autorimesse conformi al D.M. 1/2/1986. Nel caso, poi, di autorimesse soggette ai controlli di prevenzione incendi, è richiesto il rispetto delle procedure di cui al D.P.R. 12/1/1998, n. 37. All'ingresso dell'autorimessa, infine, dev essere installata una cartellonistica idonea a segnalare gli eventuali divieti derivanti dalle limitazioni al parcheggio dei suddetti autoveicoli. Chi abita a piano terra può impedire il parcheggio delle auto davanti alle proprie finestre?

4 Non esiste una distanza normativamente stabilita. Il lettore può però pretendere che l autovettura venga parcheggiata a distanza tale da consentirgli di ricevere aria e luce, e di aprire e chiudere le persiane della finestra. Inoltre le esalazioni e i rumori prodotti dal motore dell auto non devono superare la normale tollerabilità di cui all art. 844 c.c., normale tollerabilità facilmente superabile se il parcheggio avviene a ridosso della finestra. Se gli altri condomini hanno, in base al titolo di acquisto, il diritto di parcheggiare negli spazi loro assegnati, ci si può soltanto lamentare presso il Giudice di pace se le immissioni superano la normale tollerabilità. E' consentito lasciare parcheggiata, magari per mesi, l'auto nel cortile condominiale? La sosta in modo continuativo di autoveicoli nel cortile condominiale ne altera la normale destinazione e lede il pari diritto degli altri condomini ad un uso diverso del cortile stesso (Cass. 20/2/1974, n. 454). E' possibile vietare a un condomino di parcheggiare l'autocaravan nello spazio adibito a parcheggio di autoveicoli? No, ma lo spazio non può essere usato come area di campeggio (Giu. pa. Foligno 6/3/1997). Il condomino può parcheggiare, nello spazio assegnatogli, un autocarro anziché un'autovettura?

5 Il condomino che, anziché parcheggiare l'auto nel posto macchina assegnatogli, vi parcheggia un autocarro, impedendo con ciò al vicino di fare pari uso di questa parte comune perché impossibilitato ad aprire lo sportello della propria autovettura, viola il primo comma dell'art c.c., che condiziona l'uso della cosa comune alla circostanza che non se ne alteri la destinazione e non s impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. Ci si può pertanto rivolgere all'amministratore per far cessare l'abuso, ed eventualmente al Giudice di pace. Se invece la mole dell'autocarro non eccede lo spazio assegnato il parcheggio è legittimo, ma il motore dev'essere acceso solo per il tempo limitato all'arrivo e alla partenza (Giu. pa. Acireale 27/12/1996). E' lecito parcheggiare sistematicamente un'autocisterna nel cortile comune? No, se ciò contrasta con la destinazione abitativa dell'edificio, causa un danno di tipo estetico all'aspetto dei luoghi e opera la sostanziale trasformazione del cortile in un luogo di deposito, in violazione dell'art c.c., che vieta il mutamento di destinazione delle parti comuni (Pret. Foligno 12/3/1987). L'assemblea può deliberare, a maggioranza, di consentire il parcheggio nell'area condominiale delle autovetture dei condomini di un altro edificio? No, è necessaria l'unanimità, trattandosi di sottrarre agli aventi diritto l'uso di questa parte comune (Cass. 15/5/1972, n. 1467). Se un condomino, invitato a spostare l auto che impedisce ad un altro condomino di allontanarsi con la propria, si rifiuta di farlo, commette reato?

6 Sì, è imputabile di violenza privata (Cass. 19/5/2005, n. 246). Lo stesso dicasi, ed a maggior ragione, se a rifiutarsi di spostare l auto è una persona che non aveva il diritto di accedere all area condominiale (Cass. 20/4/2006, n ). E reato rifiutarsi di spostare l auto parcheggiata in doppia fila? Chi pone in essere questa condotta incorre nel reato di violenza privata, punito dall art. 610 c.p. con la reclusione fino a 4 anni, poiché priva il soggetto passivo della libertà di determinarsi e di agire in piena autonomia (Cass. 4/7/2005, n ). La pena è aumentata se ricorre taluna delle aggravanti previste dalla legge: per es. se il fatto è commesso con armi o da persona travisata. E legittima la contravvenzione per divieto di sosta in un area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un area di parcheggio libero? No, e il relativo verbale di accertamento e contestazione è da considerarsi nullo (Cass. S.U. 9/1/2007, n. 116). E sanzionabile chi parcheggia occupando parzialmente lo spazio riservato ai mezzi pubblici? Sì, anche se la circostanza non abbia provocato un impedimento o un intralcio alla circolazione (Cass. 22/1/2008, n. 1272). E se si tratta di autovettura recante il contrassegno per il trasporto disabili?

7 La sentenza richiamata nella risposta al quesito che precede ha considerato la circostanza ininfluente: l obbligo di rispettare l art. 158, infatti, riguarda anche chi usufruisce di questo tipo di agevolazione. Il parcheggio privato di un supermercato è soggetto alla normativa di cui all art c.c. in materia di circolazione di veicoli? L area di parcheggio privata, destinata ai clienti di un supermercato, dev essere considerata aperta all uso da parte del pubblico, poiché può accedervi chiunque. Di conseguenza la circolazione veicolare all interno di essa è soggetta sia alle norme dell art c.c., sia a quelle che regolano l assicurazione obbligatoria della responsabilità civile (Cass. ordinanza 23/7/2009, n ). Copyright Dott. A. Giuffrè Editore Spa 2012

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