Bologna 22 maggio 2014

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Bologna 22 maggio 2014"

Transcript

1 FRANCESCO CIRIANNI L'ESCLUSIONE DEL SOCIO MOROSO O PER CAUSE STATUTARIE: TECNICHE DI ATTUAZIONE. norma di riferimento art c.c. Bologna 22 maggio I - ESCLUSIONE DEL SOCIO MOROSO ARTICOLO N.2466 Mancata esecuzione dei conferimenti (1). [I]. Se il socio non esegue il conferimento nel termine prescritto, gli amministratori diffidano il socio moroso ad eseguirlo nel termine di trenta giorni. [II]. Decorso inutilmente questo termine gli amministratori, qualora non ritengano utile promuovere azione per l'esecuzione dei conferimenti dovuti, possono vendere agli altri soci in proporzione della loro partecipazione la quota del socio moroso. La vendita è effettuata a rischio e pericolo del medesimo per il valore risultante dall'ultimo bilancio approvato. In mancanza di offerte per l'acquisto, se l'atto costitutivo lo consente, la quota è venduta all'incanto. [III]. Se la vendita non può aver luogo per mancanza di compratori, gli amministratori escludono il socio, trattenendo le somme riscosse. Il capitale deve essere ridotto in misura corrispondente. [IV]. Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. [V]. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche nel caso in cui per qualsiasi motivo siano scadute o divengano inefficaci la polizza assicurativa o la garanzia bancaria prestate ai sensi dell'articolo Resta salva in tal caso la possibilità del socio di sostituirle con il versamento del corrispondente importo di danaro. L esclusione del socio costituisce una causa di scioglimento del rapporto sociale, per impulso della società, quale manifestazione di un potere discrezionale che la legge riconosce in capo ad essa. natura del termine per il versamento dei decimi e sua derogabilità Un socio si intende moroso quando non abbia effettuato il versamento dei decimi mancanti all integrale liberazione della partecipazione sottoscritta nei termini indicati dagli Amministratori a seguito di richiesta degli stessi, con precisazione che intendendosi i termini per il versamento fissati nell interesse della società (e non del socio) non varrebbe ad evitare la morosità l eventuale diverso (e più lungo) termine di versamento indicato al momento nella delibera di aumento del capitale o al momento della sottoscrizione (Cacchi Pessani che cita Campobasso, Spolidoro, Ferrara; contra Bianca) questo perché gli amministratori hanno il potere/dovere di richiamare i decimi mancanti quando sia necessario ed opportuno sulla base delle esigenze della società con una valutazione di natura gestionale che solo a loro spetta (Cacchi Pessani); 1

2 a meno che, come a me sembra possibile, la delibera stessa non precisi che il termine è stabilito anche nell interesse del socio. PROCEDIMENTO: - diffida: diffida ad eseguire i versamenti dovuti entro 30 giorni ATTO DOVUTO pena inefficacia degli atti successivi - vendita a rischio e pericolo: decorsi i 30 giorni gli Amministratori possono vendere agli altri soci la quota; o gli Amministratori procederanno alla vendita solo qualora non ritengano utile promuovere l esecuzione: il procedimento di vendita esclusione è, pertanto, facoltativo per gli Amministratori che possono decidere di agire per l inadempimento ove ritengano vi siano buone possibilità di successo in relazione al patrimonio del socio moroso; o per Tassinari gli Amministratori potrebbero anche valutare che è opportuno attendere sviluppi futuri ed, entro certi limiti temporali, soprassedere alle fasi successive - la vendita è effettuata: o a rischio e pericolo del socio o per il valore risultante dall'ultimo bilancio approvato - vendita all incanto: deve essere consentita dallo statuto altrimenti non è possibile (normalmente non è mai prevista in relazione ai limiti alla circolazione delle partecipazioni che nelle Srl a base personale sono molto frequenti) - esclusione del socio e riduzione capitale COROLLARIO: Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. VENDITA A RISCHIO E PERICOLO - Vendita ai soci La vendita ai soci è il primo e spesso il più importante passo per gli Amministratori devono compiere, analizziamone gli elementi salienti: 1) CHI VENDE: Sono gli Amministratori a procedere alla vendita della partecipazione del socio moroso; la norma affida agli stessi un potere che, a seconda delle ricostruzioni, individua una sostituzione legale, o gli amministratori come organi di giustizia ovvero come dei mandatari ex lege del socio. Cosa succede se gli Amministratori sono anche soci? possono vendere a se stessi? di questo si è occupata la massima I.I.8 del Triveneto dando risposta positiva, nello stesso senso lo studio CNN /I, che, ovviamente, raccomanda molta attenzione alla trasparenza del procedimento che gli 2

3 amministratori dovranno porre in essere; sicuramente utile sarebbe una clausola statutaria che ribadisca la facoltà degli amministratori di contrarre con se stessi confermando il mandato. La posizione di conflitto di interesse in cui si trovano gli Amministratori sarà più delicata a seconda della soluzione che si da al problema della determinazione del prezzo di vendita come presto vedremo. Comitato Triveneto Massima I.I.8 (ART. 2466, II COMMA, C.C. E CONFLITTO DI INTERESSI - 1 pubbl. 9/04) La disposizione del secondo comma dell art c.c., nella parte in cui autorizza gli amministratori a vendere le quote del socio moroso per il valore risultante dall ultimo bilancio, autorizza anche i medesimi amministratori a contrarre con se stessi qualora intendano acquistare dette quote nella qualità di soci o rappresentanti di enti soci. Non si applica in ogni caso l art ter c.c.. 2) A CHI SI VENDE I destinatari sono gli altri soci in proporzione della loro partecipazione; ci si chiede quale sia il significato di questa espressione ed in particolare se gli altri soci devono necessariamente acquistare tutti in proporzione alla partecipazione vantata (in assonanza a quello che alcuni avevano ipotizzato in relazione al disposto dell art quater) ovvero se sia possibile che all acquisto procedano solo alcuni soci. Sicuramente gli amministratori dovranno mettere tutti i soci in condizione di acquistare una parte della partecipazione posta in vendita in proporzione a quella da ciascuno vantata, ma questo non impedisce che all acquisto possano procedere solo alcuni dei soci e non altri, dovendosi ritenere operante un meccanismo simile a quello previsto per gli aumenti di capitale per i quali sia stata prevista la prelazione sull inoptato di cui al II comma dell art bis e ciò nonostante che detta ultima norma configuri tale ulteriore offerta ai soci come eventuale necessitando di un espressa previsione nella decisione che delibera l aumento. In realtà nella nostra fattispecie il collocamento presso i soci è prioritario rispetto a qualsiasi altro meccanismo e si può passare alla fase successiva del percorso individuato dal legislatore solo in mancanza di compratori di tutta o parte la quota del socio moroso. Ne consegue che la vendita a rischio e pericolo può comportare la ridefinizione delle proporzioni in cui soci partecipano alla società 1. A mio avviso un apposita previsione statutaria potrebbe anche consentire, in queste ipotesi, che gli amministratori possano collocare l inoptato presso terzi non soci concordemente individuati dai soci riprendendo la previsione del II comma dell art in tema di recesso richiamato per l esclusione volontaria dall art bis. 3) A CHE PREZZO SI VENDE Quello del prezzo di vendita è un aspetto molto delicato e parte sin dall individuazione del compito degli amministratori: ci si chiede se gli amministratori debbano offrire la quota agli altri soci (ed eventualmente ai terzi come visto sopra) ad un prezzo pari a quello risultante dall ultimo bilancio 1 F. Tassinari Commento all art in Commentario Maffei Alberti; S. Cacchi Pessani Commento all art in Commentario alla Riforma del Diritto Societario diretto da Marchetti, Bianchi, Ghezzi, Notari. 3

4 (che può essere anche infrannuale, ma deve essere un bilancio, quindi composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa e deve essere approvato dai soci) ovvero se gli Amministratori debbano comunicare ai soci un invito ad offrire ad un prezzo non inferiore a quello risultante dall ultimo bilancio approvato. Parte della dottrina accogliendo un interpretazione letterale, ritiene che il valore di bilancio sia un prezzo imposto 2 quale sanzione per il socio che si è reso moroso e per evitare che gli amministratori possano avere discrezionalità nella determinazione dello stesso (si ricordi che nel sistema previgente si riteneva che gli amministratori fossero responsabili verso il socio per non aver fatto tutto quanto possibile per vendere al meglio la partecipazione); questa dottrina evidenzierebbe quindi una scelta del legislatore di segno diametralmente opposto a quella effettuata per la SPA dall art che prevede che le azioni del socio in mora nei versamenti debbano essere vendute per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti. La dottrina preferibile 3 ritiene che il valore risultante dall ultimo bilancio approvato sia un minimo legale, una base al di sotto della quale non è possibile scendere per consentire alla società di recuperare i valori su cui ha fatto affidamento ai fini dell integrità del capitale. Opinare diversamente comporterebbe che nel prezzo di vendita sarebbe vietato tener conto dell avviamento, che dal bilancio non emerge (ove non acquistato), sia di tutti quei valori contabilmente non espressi, ma spesso molto rilevanti, con evidente danno per il socio (danno che sarebbe poi amplificato nel caso si accogliesse la tesi della vendita anche della parte di quota già integralmente liberata) ed inoltre non sarebbe in sintonia con il successivo potenziale incanto che detti valori potrebbe invece realizzare, quasi che il legislatore avesse, in qualche modo, voluto avvantaggiare gli altri soci. Se la tesi qui negata fosse corretta sarebbe difficile sostenere l ammissibilità di un collocamento privato della partecipazione del socio moroso a terzi concordemente individuati dai soci sopra accennata. 4) COSA SI VENDE Oggetto di vendita sarà la quota del socio moroso; cosa accade se il socio sia già titolare di una partecipazione già integralmente liberata (sottoscritta in sede di costituzione o acquistata da chi aveva già versato l intero) e la incrementi sottoscrivendo un aumento di capitale del quale abbia provveduto a versare solo il 25%? Dovrà essere venduta solo la porzione non liberata o l intera partecipazione? La risposta al quesito non è pacifica e vede schierati autorevoli sostenitori da entrambe le parti 4. Sulla risoluzione della questione hanno influenza alcuni elementi che devono essere coordinati: - la rilevanza del socio nella srl riformata 2 S. Cacchi Pessani Commento all art in Commentario alla Riforma del Diritto Societario diretto da Marchetti, Bianchi, Ghezzi, Notari. 3 F. Tassinari Commento all art in Commentario Maffei Alberti; CNN /I 4 CNN 5396/I, Masturzi Commento all art in Commentario Sandulli - Santoro 4

5 - la natura unitaria della partecipazione nella srl riformata che prevede che ogni socio sia titolare di un unica quota e che sia vietata la standardizzazione delle partecipazioni in srl (salvo il caso della startup innovativa) - il fatto che, in conseguenza di quanto sopra, non sia ammissibile il recesso parziale nella srl, come invece nella spa (salvo ritenere ammissibile una previsione statutaria che lo consenta) - la discussione sulla divisibilità della quota 5 - il fatto che nella ricostruzione astratta della riforma la SPA è la società in cui i soci investono, mentre la SRL è quella in cui i soci si scelgono per le loro caratteristiche individuali il cui venir meno può portare anche all esclusione o al recesso (a seconda che sia data ai soci la facoltà di estromettere chi non risponde più al canone predeterminato o di uscire se detto canone non è più rispettato) - il fatto che se si arrivasse all esclusione con annullamento dell intera partecipazione (e non solo della parte in mora ) si dovrebbe corrispondere denaro al socio per il valore da lui correttamente pagato (con possibile applicazione delle regole ex art bis in tema di esclusione volontaria come vedremo) e invece l art prevede che, in questa ipotesi, al socio nulla è dovuto perché la società trattiene le somme riscosse. tesi dell indivisibilità Per Ferri 6 (e la dottrina tradizionale formatasi prima della Riforma) dall unicità della quota non può che farsi discendere che sia in caso di vendita che in caso di esclusione con riduzione del capitale occorra procedere sull intera partecipazione non essendo possibile procedere diversamente, altrimenti si arriverebbe all assurdo di rendere possibile l acquisto della partecipazione venduta allo stesso socio moroso in quanto titolare solvente di un altra quota. (in realtà dal tenore dell art che impone agli amministratori di offrire in vendita la quota agli altri soci sembra possibile evitare tale circolo vizioso). Neanche la divisibilità della quota, qualora affermata, potrebbe essere di aiuto ad una diversa soluzione perché un inadempimento parziale non sarebbe idoneo a dividere la quota. A questa ricostruzione può essere opposto: Tesi della divisibilità a) gli istituti di cui ci stiamo occupando sono tesi alla tutela dell effettività del capitale sociale e una scelta che pretendesse di vendere o escludere il socio per l intera quota avrebbe sicuramente un impatto maggiore sul capitale; in particolare in caso si arrivi all esclusione occorrerebbe affrontare e risolvere il problema della liquidazione della porzione integralmente liberata che non potrebbe sottrarsi alle regole previste dall art bis per l esclusione volontaria e quindi: la parte liberata dovrebbe essere rimborsata al socio moroso da parte dell acquirente, oppure tramite utilizzo di riserve disponibili (non essendo possibile, per questa parte, la riduzione 5 M. Maltoni La partecipazione sociale in Caccavale Magliulo Maltoni Tassinari La Riforma della Società a Responsabilità Limitata. 6 G. Ferri jr. Le Società in Trattato Vassalli 5

6 del capitale sociale) e solo la parte non liberata potrebbe essere oggetto di riduzione del capitale sociale. Tuttavia dalla lettura della norma non si ha l impressione che il legislatore si sia posto in un ottica così complessa ma si sia più semplicemente limitato e disciplinare la sorte di ciò che non è stato liberato senza particolari sovrastrutture concettuali. b) Neanche l unicità della quota (sicuramente condivisibile) può però essere troppo esaltata al punto da ritenere la stessa assolutamente indivisibile; come la migliore dottrina 7 ha dimostrato la quota pur unica e non standardizzabile (eccezion fatta per il caso della startup innovativa) è naturalmente divisibile (salvo diversa previsione dell atto costitutivo) e quindi non esiste un impedimento concettuale alla sua divisione in due porzioni distinte (liberata e non). Se è sicuramente inammissibile distinguere tra parte liberata e non liberata di un unica partecipazione acquisita nell ambito di un unico evento genetico (costituzione della società, acquisto, aumento capitale) - (vedi pero Valzer in nota 8 ) - non è altrettanto eretico distinguere tra porzioni nascenti da diversi eventi (costituzione, acquisto, aumento capitale); porzioni che vanno si a formare un unicum, ma conservano ciascuna il proprio DNA sotto l aspetto dei rapporti contrattuali da cui sono sorte ed anche della liberazione dei decimi. A conferma di ciò si può notare che per dottrina prevalente la sottoscrizione di un aumento di capitale fa sorgere una nuova obbligazione e non comporta una modifica di quella precedentemente assunta consentendo, quindi, di tenere in qualche modo distinte le posizioni. In conclusione ritengo che sia la vendita che l esclusione debbano essere riferite solo alla porzione di quota rimasta non liberata non potendo il (pur innegabile) principio di unicità della partecipazione comportare il trascinamento anche della porzione di già liberata. ESCLUSIONE E RIDUZIONE DEL CAPITALE Se con la vendita a rischio e pericolo (e con il successivo eventuale incanto) gli Amministratori non riescono a cedere tutta o parte la quota in oggetto non resta che procedere all esclusione del socio ai sensi del III comma dell art Procedimento Organi competenti 7 M. Maltoni La partecipazione sociale in Caccavale Magliulo Maltoni Tassinari La Riforma della Società a Responsabilità Limitata. 8 CNN /I ricorda che: recentemente è stata avanzata una soluzione diversa (da parte di A. VALZER, La mancata esecuzione dei conferimenti, sub art. 2466, in S.r.l., Commentario Dolmetta Presti dedicato a Portale, Milano, 2011, 233 ss.), secondo la quale dovrebbe procedersi alla riduzione solo della parte relativa ai centesimi non liberati, mentre i centesimi versati andrebbero ad accrescere proporzionalmente il valore delle quote degli altri soci. La tesi si fonda sull osservazione che non vi sono ragioni per mutare il vincolo di destinazione impresso su risorse già imputate a capitale e che comunque restano investite nel patrimonio sociale, andando ad incrementare il valore patrimoniale della partecipazione degli altri soci ma attuando così una riclassificazione di parte del patrimonio da valore indisponibile senza l opposizione dei creditori a valore disponibile (sul punto, v. anche le riflessioni di BUSI, S.p.a. s.r.l. Operazioni sul capitale, Milano, 2004, 412 ss., ove si osserva che, per la riduzione relativa alla parte di capitale già liberata dall escluso dovrebbe ritenersi applicabile l opposizione dei creditori ex art cod. civ.). 6

7 la dichiarazione di esclusione è di competenza dell Organo Amministrativo, ma la decisione di ridurre il capitale deve essere adottata con decisione dei soci. 9 Riduzione del capitale (disciplina applicabile) L esclusione prevista per il socio moroso è ben diversa da quelle prevista dall art bis per i casi di esclusione volontaria sia per i presupposti, nell una inderogabilmente definiti dal legislatore (la mora nei versamenti) nell altra volontariamente stabiliti dai soci, ma ancor più nelle conseguenze: l esclusione ex art bis non consente mai di procedere alla riduzione del capitale sociale nemmeno se i soci tutti lo volessero, quella ex art impone alla società di procedere alla riduzione del capitale in misura corrispondente alla partecipazione annullata (ergo: al suo valore nominale) trattenendo le somme riscosse che, a questo punto, devono essere appostate a riserva non contribuendo più a formare il capitale; Nulla è dovuto al socio escluso. Ci si interroga sulla natura della riduzione del capitale imposta dall art e sulle regole ad essa applicabile, se cioè la stessa rientri nel novero delle riduzioni reali e quindi nella previsione dell art con le dovute conseguenze in tema di opposizione dei creditori e relativi termini, ovvero se la stessa debba essere considerata dovuta essendo la società obbligata ad adottare i provvedimenti relativi con conseguente applicazione delle regole dettate dagli art bis e 2482 ter pur con i dovuti correttivi 10. A me sembra di dover aderire a tale ultima tesi: dal tenore della norma e dalle caratteristiche tutte del fenomeno della morosità si ricava l impressione che il legislatore detti un percorso obbligato che deve essere inderogabilmente intrapreso così come nei casi di riduzione del capitale per perdite. Ne consegue che gli amministratori dovranno senza indugio convocare l assemblea per procedere alla riduzione del capitale nella misura del valore nominale della partecipazione non liberata, presentando una relazione che descriva non tanto la situazione patrimoniale della società (che se non vi sono elementi ulteriori qui non viene in gioco) ma le cause ed il procedimento dell esclusione; ovviamente in questo caso non è possibile ipotizzare altri opportuni provvedimenti stante l obbligatorietà del procedimento Vedi CNN /I: Nel dichiarare l esclusione, tuttavia, l amministratore non può dare atto dell avvenuta riduzione del capitale sociale, in quanto la modificazione statutaria interverrà solo successivamente, ad opera della decisione dei soci verbalizzata ed iscritta ex art cod. civ. Non è espressamente affrontata, in dottrina, quale sia la sorte della partecipazione sociale nell arco di tempo che va dall esclusione alla riduzione del capitale sociale: per Trimarchi (op. cit., 452) essa resterebbe quiescente. L organo amministrativo ha il dovere di fare in modo che questo lasso di tempo sia ridotto nella massima misura possibile (ZANARONE, op. cit., 424, ritiene necessario che l esclusione sia immediatamente seguita dalla riduzione del capitale in misura corrispondente ). 10 G.A.M. Trimarchi Le riduzioni del capitale sociale 11 Nello stesso senso CNN /I: La deliberazione di riduzione del capitale ex art cod. civ. è una riduzione obbligatoria, cui si applica analogicamente il disposto dell art cod. civ. (in questo senso, prima della riforma, SANTINI, Della società a responsabilità limitata, in Commentario Scialoja Branca, Bologna Roma, 1992, 103; NOBILI SPOLIDORO, La riduzione di capitale, in Trattato delle s.p.a. diretto da Colombo e Portale, Torino, 1993, 454; dopo la riforma NOBILI, La riduzione del capitale, in Il nuovo diritto delle società, Liber amicorum G. F. Campobasso, diretto da Abbadessa e Portale, vol. 3, Torino, 2007, 344 ZANARONE, op. cit., 424): così, sarà necessaria una relazione dell organo amministrativo, corredata dalle osservazioni dell organo di controllo, se esistente, mentre non si ravvisa l esigenza della redazione di una situazione patrimoniale (TRIMARCHI, op. cit., 450). 7

8 Ipotizzare una diversa soluzione e quindi l applicazione delle regole dettate in tema di riduzione reale comporterebbe di dover coordinare l obbligatorietà dell azione degli amministratori con le conseguenze dell eventuale opposizione fatta da un creditore. Cosa accadrebbe in questa ipotesi? posto che la riduzione è obbligatoria, ma che l eventuale opposizione la bloccherebbe quali sarebbero le conseguenze? lo scioglimento della società? Mi sembra che non sia stato questo l intento del legislatore quando ha previsto il meccanismo dell art allo stesso modo di quello previsto dall art per la SPA. A sostegno della tesi qui accolta si può notare che in un altro caso di riduzione obbligata e cioè quello relativo all annullamento delle azioni proprie acquistate in violazione dei limiti di legge, l art IV comma richiama espressamente il procedimento previsto per la riduzione per perdite dall art IL DIVIETO DI PARTECIPARE ALLE DECISIONI DEI SOCI L art IV comma prevede che Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. Da questa norma sorgono, tra le altre, 4 questioni: 1. il socio moroso può intervenire in assemblea? 2. nel caso in cui la morosità sia limitata a una porzione della partecipazione la sospensione del diritto di partecipare alle decisioni dei soci è totale o limitata alla parte non liberata? 3. cosa ne è dei diritti particolari ex art III comma? 4. la partecipazione del socio moroso si computa nel quorum costitutivo? 1) il socio moroso può intervenire in assemblea? su questo aspetto se da una parte vi è chi ritiene che la dizione del IV comma dell art (Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci), diversa rispetto a quella dettata per la SPA dal combinato disposto degli artt e , sia dovuta alla possibilità per la SRL di adottare decisioni in forma non collegiale e che quindi tale dizione non sia decisiva nell impedire al socio in mora nei versamenti l intervento in assemblea che continuerebbe a spettargli (massima I.B.24 Triveneto 13 ), dall altra la dottrina che sembra maggioritaria 14 ritiene che la nuova dizione comporti che al socio moroso sia inibito anche l intervento in assemblea. Tale conclusione è, come vedremo, invero strettamente connessa con quella che si darà alla successiva domanda circa il computo dei quorum in assemblea. 12 La previsione dell art (il socio in mora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto) va letta unitamente al I comma dell art (Possono intervenire all assemblea coloro ai quali spetto il diritto di voto), intendendosi per colui cui spetta come colui alla cui azione è connesso il diritto di voto, con la conseguenza di ritenere inibito l intervento in assemblea all azionista moroso. 13 I.B.24 - (QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI IN PRESENZA DI SOCI MOROSI 1 pubbl. 9/09 motivato 9/11) La disposizione di cui al comma 4 dell art c.c., in forza della quale il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci, deve essere interpretata, nel caso di decisione assembleare, nel senso che detto socio ha comunque il diritto di intervento in assemblea e, se intervenuto, di essere computato tra i presenti. Nelle decisioni assembleari, dunque, la partecipazione del socio moroso deve essere computata per il calcolo del quorum costitutivo, mentre non deve essere computata per il calcolo delle maggioranze e della quota di capitale richiesta per l approvazione della deliberazione. 14 Tassinari, Zanarone, Perrino, Magliulo, CNN /I 8

9 2) nel caso in cui la morosità sia limitata a una porzione della partecipazione la sospensione del diritto di partecipare alle decisioni dei soci è totale o limitata alla parte non liberata? In risposta a questa domanda non può che condividersi la massima I.B.25 del Triveneto I.B.25 (DIRITTO DI VOTO DEL SOCIO TITOLARE DI UNA PARTECIPAZIONE INTERAMENTE LIBERATA CHE INCREMENTI LA MEDESIMA CON UNA QUOTA PER LA QUALE VENGA MESSO IN MORA CON I VERSAMENTI 1 pubbl. 9/09 motivato 9/11) La disposizione di cui al comma 4 dell art c.c., in base alla quale il socio in mora con i versamenti non può partecipare alle decisioni dei soci, deve essere interpretata nel senso che tale diritto è sospeso per l intera partecipazione, anche nel caso che la stessa sia stata inizialmente liberata integralmente e successivamente incrementata con una quota per la quale si sia verificata la mora nei versamenti. In questo ambito la unitarietà della partecipazione non può in alcun modo essere superata, il socio è titolare di un unica partecipazione cui sono connessi diritti patrimoniali ed amministrativi, il divieto di esercitare alcuni di essi non può che essere relativo all intera quota, non essendo nella SRL nemmeno ipotizzabile l ipotesi del voto disgiunto. 3) cosa ne è dei diritti particolari ex art III comma? I diritti amministrativi riservati ad un socio ex art III comma che in qualsiasi modo possano influire sui processi decisionali e gestionali della società che sono o possano essere rimessi alla decisione dei soci restano sospesi; si intendono pertanto sospesi i diritti inerenti la nomina e la revoca degli amministratori, l assunzione di particolari decisioni inerenti la gestione della società, il diritto di veto relativo a particolari atti gestori, ecc.. 4) la partecipazione del socio moroso si computa nel quorum costitutivo? Ci si chiede che influenza ha la partecipazione del socio moroso sui quorum assembleari ed in particolare sul quorum costitutivo; posto che il socio non può votare, cosa accade se lo statuto della società prevede un quorum costitutivo dell assemblea tale che senza la presenza del detto socio non sia possibile nemmeno aprire i lavori? la situazione si complica ulteriormente se, come ritengo, il socio moroso non ha nemmeno diritto di partecipare all assemblea. La dottrina prevalente ritiene applicabile alla fattispecie il III comma dell art dettato in tema di SPA: III]. Salvo diversa disposizione di legge le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea. Le medesime azioni e quelle per le quali il diritto di voto non è stato esercitato a seguito della dichiarazione del soggetto al quale spetta il diritto di voto di astenersi per conflitto di interessi non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l'approvazione della deliberazione Si veda anche l art. 14, quinto comma, del T.U.F., dispone che le partecipazioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell assemblea. 9

10 Ma a fronte di un medesimo richiamo diverse sono le letture che di questa norma vengono date: da una parte abbiamo la dottrina prevalente 16 che ritiene che la previsione per la quale le azioni del socio moroso (e comunque tutte le azioni cui il diritto di voto spetta, ma non può essere esercitato) sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea comporta che le stesse vadano poste al denominatore in cui si traduce il quoziente costitutivo andando quindi a far parte del capitale sul quale la verifica della presenza di tale quorum deve essere effettuata, anche alla luce dell esigenza di astratta conoscibilità in qualunque momento, da parte di ciascun socio, della propria ed altrui possibilità di influire sulla valida costituzione dell assemblea, a prescindere da ogni vicenda soggettiva e contingente. Conseguenza di tale posizione è che, non potendo il socio partecipare all assemblea in virtù del combinato disposto degli articoli 2343 e 2470 c.c. 17 la sua assenza potrebbe comportare, in caso di partecipazione particolarmente rilevante o di quorum costitutivi particolarmente elevati, l impossibilità di procedere financo all apertura dei lavori assembleari. Impossibilità che, peraltro, potrebbe essere vista come fisiologica e non particolarmente rilevante stante la brevità dei tempi di espletamento delle procedure per risolvere la crisi dovuta alla mora a fronte, tuttavia, della salvaguardia dell esigenza di evitare uno sconvolgimento degli assetti societari discendente da una temporanea impossibilità di votare di un socio. Dall altra parte abbiamo chi ha rilevato 18 che il tenore letterale dell art è teso ad evitare che la mancanza del socio moroso possa rendere più difficile raggiungere i quorum necessari per costituire l assemblea e deliberare. La norma creerebbe, quindi una finzione giuridica che consente di considerare le azioni del socio moroso comunque presenti in assemblea (a prescindere dal materiale intervento dello stesso) al fine di consentire l apertura dei lavori assembleari. La ratio sarebbe, appunto, quella di rendere il socio moroso quanto più innocuo per la vita sociale sterilizzandone la partecipazione che sarà, appunto, considerata presente per la costituzione dell assemblea, ma non influirà ai fini del calcolo del quorum deliberativo. Conseguenza di questa lettura è, tuttavia, che stante la necessaria presenza in assemblea delle azioni del socio moroso vi sia la possibilità che decisioni rilevanti vengano assunte con il voto di una minoranza esigua, sconvolgendo, quindi, gli assetti societari che la prima lettura di cui sopra tende invece a salvaguardare. Con riferimento alla Srl ha preso espressa posizione la Commissione dei Notai del Triveneto 19, che, nel riconoscere comunque al socio moroso il diritto di intervento in assemblea, ha ritenuto che, nelle decisioni assembleari di Srl, la partecipazione del socio moroso deve essere computata ai fini del calcolo del quorum costitutivo solo se lo stesso è intervenuto, in assemblea. 16 Per tutti Tassinari in Commentario Romano al Nuovo Diritto delle Società, Padova 2010, sub artt La previsione dell art (il socio in mora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto) va letta unitamente al I comma dell art (Possono intervenire all assemblea coloro ai quali spetto il diritto di voto), intendendosi per colui cui spetta come colui alla cui azione è connesso il diritto di voto, con la conseguenza di ritenere inibito l intervento in assemblea all azionista moroso. 18 Busi Assemblea e decisioni dei soci nelle S.P.A. e nelle S.R.L. p COMITATO TRIVENETO DEI NOTAI IN MATERIA DI ATTI SOCIETARI - Massima I.B.24 - (QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI IN PRESENZA DI SOCI MOROSI 1 pubbl. 9/09 motivato 9/11) La disposizione di cui al comma 4 dell art c.c., in forza della quale il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci, deve essere interpretata, nel caso di decisione assembleare, nel senso che detto socio ha comunque il diritto di intervento in assemblea e, se intervenuto, di essere computato tra i presenti. Nelle decisioni assembleari, dunque, la partecipazione del socio moroso deve essere computata per il calcolo del quorum costitutivo, mentre non deve essere computata per il calcolo delle maggioranze e della quota di capitale richiesta per l approvazione della deliberazione. 10

Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l.

Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l. Studio n. 836-2014/I Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l. Approvato dall Area Scientifica Studi d Impresa il 10 ottobre 2014 Approvato dal CNN nella seduta del 9 gennaio 2015

Dettagli

DELLE MODIFICAZIONI DELL ATTO COSTITUTIVO (Artt. 2480 2483-bis).

DELLE MODIFICAZIONI DELL ATTO COSTITUTIVO (Artt. 2480 2483-bis). CONSIGLIO NOTARILE DI BOLOGNA (6 Dicembre 2002) CONVEGNO - La nuova disciplina delle società di capitali: prime indicazioni operative I DELLE MODIFICAZIONI DELL ATTO COSTITUTIVO (Artt. 2480 2483-bis).

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi

LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi di Claudio Venturi Sommario: - 1. Le decisioni dei soci. 1.1.

Dettagli

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013 L accertamento delle cause di scioglimento ai sensi dell art. 2484 c.c. e gli adempimenti pubblicitari conseguenti per Società di Capitali e Cooperative. 1 L art. 2484 c.c., rubricato Cause di scioglimento,

Dettagli

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti.

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti. LA RISOLUZIONE. PREMESSA Sappiamo che un contratto valido può non produrre effetto, o per ragioni che sussistono sin dal momento in cui lo stesso viene concluso (ad es. la condizione sospensiva), o per

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.)

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE.

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE. Trattamento delle somme corrisposte da una società di persone al socio nel caso di recesso, esclusione, riduzione del capitale, e liquidazione, ed aspetti fiscali per la società. Questo convegno ci offre

Dettagli

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss.

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. Rappresentanza PREMESSA Con il termine rappresentanza si indica il potere di un soggetto (il rappresentante)

Dettagli

Copertura delle perdite

Copertura delle perdite Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 107 09.04.2014 Copertura delle perdite Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Le assemblee delle società di capitali che, nelle

Dettagli

REGISTRO DELLE IMPRESE

REGISTRO DELLE IMPRESE REGISTRO DELLE IMPRESE SCIOGLIMENTO, LIQUIDAZIONE e CANCELLAZIONE 1/2005 maggio 2005 www.an.camcom.it 1 PREMESSA... 3 SOCIETÀ DI CAPITALI... 3 DELIBERA DI SCIOGLIMENTO E NOMINA DEL LIQUIDATORE... 3 SCIOGLIMENTO

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

Consiglio Nazionale del Notariato

Consiglio Nazionale del Notariato Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario Di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. Ambito di applicazione. 3. Principi fondamentali. 3.1.

Dettagli

IL RECESSO E L ESCLUSIONE DI SOCI NELLE SOCIETA DI CAPITALI

IL RECESSO E L ESCLUSIONE DI SOCI NELLE SOCIETA DI CAPITALI IL RECESSO E L ESCLUSIONE DI SOCI NELLE SOCIETA DI CAPITALI di Claudio Venturi Sommario: - 1. Il diritto di recesso e le sue funzioni essenziali. 2. Il diritto di recesso nelle Società per azioni. 3. Il

Dettagli

MONTEFIBRE S.p.A. RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEGLI AMMINISTRATORI SULLE MODIFICHE DELLO STATUTO. Provvedimenti ai sensi dell art. 2446 del Codice Civile.

MONTEFIBRE S.p.A. RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEGLI AMMINISTRATORI SULLE MODIFICHE DELLO STATUTO. Provvedimenti ai sensi dell art. 2446 del Codice Civile. MONTEFIBRE S.p.A. RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEGLI AMMINISTRATORI SULLE MODIFICHE DELLO STATUTO Provvedimenti ai sensi dell art. 2446 del Codice Civile. Signori Azionisti, come illustrato nella Relazione sulla

Dettagli

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del

Dettagli

Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali

Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Si è cercato il punto di equilibrio tra la tutela dei soci e la salvaguardia del buon funzionamento della società e della certezza dei rapporti societari

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea straordinaria, recante: Attribuzione al Consiglio di Amministrazione

Dettagli

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2)

Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2) Istanza di fallimento e procedimento di concordato preventivo in bianco Dott. Francesco Pedoja Presidente del Tribunale di Pordenone Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2) 1- La L. n.134/2012

Dettagli

OIC 28: Il Patrimonio netto Sintesi dei principali interventi

OIC 28: Il Patrimonio netto Sintesi dei principali interventi OIC 28: Il Patrimonio netto Sintesi dei principali interventi Format Si è modificata la struttura del principio utilizzando il format standard dei nuovi principi salvo apportare i necessari adeguamenti

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA

CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA Mid Industry Capital S.p.A Sede Legale Galleria Sala dei Longobardi 2, 20121 Milano Cod. Fisc. e P.IVA R.I. Milano 05244910963, R.E.A. Mi 1806317, Capitale Sociale Euro 5.000.225 i.v. CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA

Dettagli

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo DECRETO N. 12 (Disposizioni regolamentari per la costituzione dei consorzi obbligatori ai sensi dell art. 7 dell ordinanza

Dettagli

Art. 2361. commento di Enrico Ginevra

Art. 2361. commento di Enrico Ginevra L'assunzione di partecipazioni in altre imprese, anche se prevista genericamente nello statuto, non è consentita, se per la misura e per l'oggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

ALLEGATO -B- 112065/18206. STATUTO SOCIETA SIA s.r.l. TITOLO I DENOMINAZIONE-NATURA -SEDE-DURATA-SOCI-OGGETTO

ALLEGATO -B- 112065/18206. STATUTO SOCIETA SIA s.r.l. TITOLO I DENOMINAZIONE-NATURA -SEDE-DURATA-SOCI-OGGETTO ALLEGATO -B- 112065/18206 STATUTO SOCIETA SIA s.r.l. TITOLO I DENOMINAZIONE-NATURA -SEDE-DURATA-SOCI-OGGETTO Articolo 1. Denominazione. Natura. 1.1. E' costituita una società a responsabilità limitata

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n.

Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. Bologna, 25 maggio 2006 Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. 11971/1999 Gli organi amministrativi di Lopam Fin S.p.A.

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. l 11 novembre 2010 e in

Dettagli

RISOLUZIONE N. 20/E. Roma, 14 febbraio 2014

RISOLUZIONE N. 20/E. Roma, 14 febbraio 2014 RISOLUZIONE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 14 febbraio 2014 OGGETTO: Tassazione applicabile agli atti di risoluzione per mutuo consenso di un precedente atto di donazione articolo 28 del DPR

Dettagli

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA L'Università degli Studi di Parma con sede in Parma, via Università n. 12 codice fiscale n. 00308780345 rappresentata dal

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

La Società tra Professionisti

La Società tra Professionisti Paolo Tonalini Notaio La Società tra Professionisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pavia in collaborazione con Banca Generali Relazione al Convegno del 6 marzo 2015 NOTAIO

Dettagli

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Codice identificativo n. [numero progressivo da sistema] CONTRATTO per il riconoscimento degli incentivi per

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

Istituzione di un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE)

Istituzione di un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) Regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio del 25 luglio 1985 Istituzione di un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) EPC Med - GEIE Via P.pe di Villafranca 91, 90141 Palermo tel: +39(0)91.6251684

Dettagli

CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO. Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431

CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO. Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431 CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431 e degli artt. 1571 e seguenti del codice civile. CON LA PRESENTE SCRITTURA PRIVATA la CAMERA

Dettagli

Le società di capitali. Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata

Le società di capitali. Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata Le società di capitali Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata Le Società per azioni Art. 2325. Responsabilità. Nella societa' per azioni per le obbligazioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Questa procedura definisce le modalità adottate di approvazione ed esecuzione delle operazioni poste in essere

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott.

COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott. COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca Giovanardi Dott.ssa Enrica Luppi Dott.ssa Stefania Menetti Dott. Pietro Marco Pignatti

Dettagli

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 25 I patrimoni ed i finanziamenti destinati ad uno specifico affare nella riforma del diritto societario

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 25 I patrimoni ed i finanziamenti destinati ad uno specifico affare nella riforma del diritto societario DOCUMENTI ARISTEIA documento n. 25 I patrimoni ed i finanziamenti destinati ad uno specifico affare nella riforma del diritto societario giugno 2003 I PATRIMONI ED I FINANZIAMENTI DESTINATI AD UNO SPECIFICO

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

Condizioni generali di fornitura

Condizioni generali di fornitura Condizioni generali di fornitura 1) Responsabilità di trasporto Resa e imballo a ns. carico. 2) Custodia dopo consegna in cantiere Dopo la posa da parte ns. del materiale / macchine in cantiere la responsabilità

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

TUTTO CIO PREMESSO, si conviene e si stipula quanto segue:

TUTTO CIO PREMESSO, si conviene e si stipula quanto segue: CONTRATTO DI GARANZIA CONDIZIONI GENERALI 1 Sviluppo Artigiano Società Consortile Cooperativa di Garanzia Collettiva Fidi, (d ora in avanti Confidi), con sede in 30175 Marghera Venezia - Via della Pila,

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE MODIFICHE DEGLI ARTICOLI 15, 17, 27 E 28 DELLO STATUTO SOCIALE, E SULL INTRODUZIONE DELL ART. 28 BIS. La presente Relazione ha lo scopo di illustrare in

Dettagli

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

INFORMAZIONI ESSENZIALI AI SENSI DELL ART. 130 E 131 DEL REGOLAMENTO CONSOB 14 MAGGIO 1999 N.P.A., L&B CAPITAL S.P.A., ROOFTOP VENTURE S.R.L.R.L.

INFORMAZIONI ESSENZIALI AI SENSI DELL ART. 130 E 131 DEL REGOLAMENTO CONSOB 14 MAGGIO 1999 N.P.A., L&B CAPITAL S.P.A., ROOFTOP VENTURE S.R.L.R.L. INFORMAZIONI ESSENZIALI AI SENSI DELL ART. 130 E 131 DEL REGOLAMENTO CONSOB 14 MAGGIO 1999 N. 11971 RELATIVE AL PATTO PARASOCIALE FRA EQUILYBRA CAPITAL PARTNERS S.P.A., L&B CAPITAL S.P.A., ROOFTOP VENTURE

Dettagli

Risoluzione n. 104/E

Risoluzione n. 104/E Risoluzione n. 104/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 21 aprile 2009 OGGETTO: Istanza di interpello ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Articolo 11, comma 1, lettera a), numero 5, del

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7

Allegato A al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE In Atto Art. 1) Ai sensi della Legge 7 Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7 dicembre 2000, n. 383 e delle norme del codice civile in tema

Dettagli

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto La questione inerente il rinnovo dei contratti pubblici è una questione piuttosto complessa e, in parte, anche controversa, soprattutto all esito dell

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

STATUTO DI SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA 1. Articolo 1 Denominazione. "(..) s.r.l.".

STATUTO DI SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA 1. Articolo 1 Denominazione. (..) s.r.l.. STATUTO DI SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA 1 1. La società è denominata: Articolo 1 Denominazione "(..) s.r.l.". denominazione Articolo 2 Oggetto 2. La società ha per oggetto (..) 2. Articolo 3 Sede

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

I CONTRATTI TRA SOCIETÀ E SOCIO NELLA SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA UNIPERSONALE

I CONTRATTI TRA SOCIETÀ E SOCIO NELLA SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA UNIPERSONALE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL'INSUBRIA QUADERNI DELLA FACOLTÀ DI ECONOMIA N. 43/2002 Ilaria Capelli I CONTRATTI TRA SOCIETÀ E SOCIO NELLA SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA UNIPERSONALE VARESE 2002 ILARIA

Dettagli

IL RISARCIMENTO DEL DANNO

IL RISARCIMENTO DEL DANNO IL RISARCIMENTO DEL DANNO Il risarcimento del danno. Ma che cosa s intende per perdita subita e mancato guadagno? Elementi costitutivi della responsabilità civile. Valutazione equitativa. Risarcimento

Dettagli

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta Il primo nucleo di ogni attività di accertamento

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

STATUTO ( di Associazione non riconosciuta)

STATUTO ( di Associazione non riconosciuta) 1 Articolo -1 Denominazione e sede sociale STATUTO ( di Associazione non riconosciuta) 1 - E costituita con sede in. ( ) Via un Associazione sportiva, ai sensi degli art. 36 e ss. Codice Civile denominata

Dettagli

Statuto della CIIP - Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione

Statuto della CIIP - Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione Statuto della CIIP - Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione Articolo 1 - Costituzione E' costituita una Associazione denominata: Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP)

Dettagli

REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE REGOLAMENTO OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Delibera n. 17221 del 12.3.2010 A cura della Divisione Tutela del Consumatore Ufficio Relazioni con il Pubblico Giugno 2010 [pagina bianca] Regolamento recante

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO AVVERTENZE PER LA REDAZIONE 1. La bozza di contratto proposta è da utilizzare come linea guida, potrà essere integrata e/o ridotta in funzione alle specifiche necessità.

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI 1. IDENTITÀ E CONTATTI DEL FINANZIATORE/ INTERMEDIARIO DEL CREDITO Finanziatore/Emittente CartaSi S.p.A. Indirizzo Corso Sempione, 55-20145 Milano Telefono 02.3488.1 Fax 02.3488.4115 Sito web www.cartasi.it

Dettagli

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto 412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella La sentenza n. 12581 del 2010 1 della Corte di cassazione è parte di un gruppo di recenti sentenze 2, le prime a intervenire

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1

Dettagli