Montaggio video. Se mai ci fossero dubbi, siti. Una guida pratica NEL DVD 2 SOFTWARE IN PROVA

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1 Montaggio video Una guida pratica Di Nicola Martello Se mai ci fossero dubbi, siti come YouTube il popolarissimo servizio che permette a chiunque di pubblicare filmati digitali sul Web sono la prova incontestabile che il video digitale è diventato un fenomeno di massa. La cosa non deve sorprendere: oggi è possibile effettuare riprese digitali con una varietà di dispositivi per tutte le esigenze e tutte le tasche. Le videocamere DV hanno ormai un prezzo popolare; persino quelle ad alta definizione sono alla portata del semplice appassionato (abbiamo pubblicato una rassegna di video- camere Hd sul numero di giugno: potete trovarlo in formato Pdf sul Dvd allegato). Non solo: il proliferare dei cellulari e delle fotocamere digitali multimediali in grado di memorizzare videoclip oltre che semplici fotografie ha provocato un esplosione dei contenuti video in Rete. In effetti il mercato del video amatoriale si sta evolvendo lungo due direttrici opposte: da una parte quella dell alta definizione, la nuova frontiera dell appassionato esigente, e dall altra quella della bassa definizione, con la miriade di apparec- NEL DVD 2 IN PROVA 171 Volete realizzare filmati dall aspetto professionale? Oggi anche i software economici permettono di ottenere risultati eccellenti. Ecco cosa bisogna sapere per diventare registi perfetti. chi che nascono per altri usi le fotocamere e i telefonini appena citati ma consentono di effettuare riprese con una qualità piuttosto ridotta ma in continuo miglioramento e comunque già accettabile per la pubblicazione sul Web, dove bisogna fare i conti con le limitazioni imposte da una larghezza di banda inevitabilmente ridotta.

2 Le riprese però sono il primo passo di un percorso non breve: per realizzare un filmato degno di essere rivisto e magari mostrato a un pubblico, anche se composto solo da amici e parenti, è indispensabile una fase di montaggio che per molti dilettanti rappresenta un arduo ostacolo. La buona notizia è che dotarsi degli strumenti necessari non è più un problema: oggi persino un computer entry-level ha tutta la potenza che serve per affrontare con disinvoltura montaggi anche piuttosto sofisticati, e i software di video editing più economici offrono funzionalità tali da fare invidia a prodotti che solo una manciata di anni fa sarebbero stati riservati ai professionisti. Quello che manca, di solito, sono le conoscenze di base che permettono di destreggiarsi nelle numerose operazioni necessarie: importazione dei videoclip, montaggio, inserimento di effetti speciali, titoli e musiche, e per finire esportazione nel formato adatto alla modalità di distribuzione scelta. Il montaggio vero e proprio dovrebbe poi essere preceduto da una pianificazione delle riprese, una sorta di sceneggiatura preliminare. Nel settore professionale le riprese avvengono solo dopo che è stato definito uno storyboard, mentre la maggior parte dei filmati amatoriali nascono senza un minimo di pianificazione e spesso non vengono neppure montati, se non per eliminare le scene del tutto inguardabili. Certamente il montaggio video è un attività che richiede un po di tempo e di buona volontà, ma i risultati che si possono ottenere giustificano ampiamente lo sforzo. E l interfaccia amichevole dei moderni software di video editing possono renderla addirittura divertente. Per aiutarvi ad affrontarla nel migliore dei modi, in queste pagine esamineremo tutte le operazioni necessarie, dalle riprese fino alla distribuzione del prodotto finito che sia un Dvd completo di menu interattivi o un filmato da pubblicare sul Web dandovi tutti i consigli che vi permetteranno di evitare gli ostacoli che inevitabilmente troverete lungo il cammino. Le riprese La parola chiave, se si vuole riuscire a creare un video davvero interessante e gradevole, è pianificazione. Un errore classico, infatti, è l uso della telecamera senza alcun criterio: i principianti spesso catturano le scene più disparate ed effettuano di continuo panoramiche e zoom che renderanno poi le riprese difficilmente utilizzabili. È molto importante invece spendere un po di tempo per stabilire almeno un abbozzo di sceneggiatura, per esempio le tappe salienti di un viaggio o le situazioni previste più significative di un matrimonio o di una festa. Con questa scaletta in mano (o in mente) le riprese diventeranno più semplici: sarà più agevole individuare il soggetto principale di ogni scena e gli aspetti più importanti dell evento che si vuole documentare. Un altro errore tipico di chi non ha esperienza di montaggio video è la tendenza a risparmiare nastro: meglio allungare sistematicamente dal 25 al 50% ogni singola ripresa che accorgersi in fase di montaggio, quando ormai è tardi per rimediare, che un clip è troppo breve per essere utilizzabile. Inoltre bisogna limitare allo stretto necessario l impiego dello zoom e ricorrere il più spesso possibile all uso di un treppiede I microfoni integrati di rado forniscono un audio soddisfacente, specie in presenza di vento. Se è disponibile una presa per microfono esterno conviene approfittarne. Il tremolio delle riprese a mano libera è uno dei problemi principali dei video amatoriali. L uso di un treppiede è quindi fortemente raccomandato. o di una base d appoggio solida e stabile. Le scene traballanti tipiche delle riprese a mano libera effettuate con un camcorder consumer, piccolo e leggero, sono infatti difficilmente recuperabili con gli algoritmi di stabilizzazione disponibili nei software di montaggio amatoriale. Un altro aspetto molto delicato è quello della messa a fuoco. I sistemi autofocus delle telecamere odierne sono buoni ma non infallibili, perciò è importante verificare che la ripresa sia sempre ni- istockphoto 172

3 tida, eventualmente ricorrendo alla regolazione manuale del fuoco quando è disponibile. Questo è particolarmente vero nel caso delle riprese ad alta definizione, poiché il maggior dettaglio delle scene e i grandi display domestici mettono in evidenza anche la minima sfocatura. Anche in campo video valgono poi le regole di composizione dell inquadratura in vigore nel settore fotografico. L orizzonte deve essere sempre in piano e per questo è di grande utilità la visualizzazione sul display di una linea di riferimento o, ancora meglio, di una griglia a nove riquadri, funzioni disponibili in tutte le telecamere di maggior pregio. La griglia a nove riquadri permette anche di comporre la scena rispettando la regola dei terzi, che aiuta a ottenere inquadrature ben equilibrate, con il soggetto in corrispondenza di uno dei quattro incroci centrali definiti dalle linee della scacchiera. Durante le riprese spesso si tende a trascurare l audio, che invece è un elemento cruciale. In genere ci si affida al microfono integrato nella telecamera, che però raramente è in grado di fornire una qualità soddisfacente soprattutto in presenza di vento. Chi ha la fortuna di possedere una videocamera dotata di ingresso microfonico farà quindi bene ad approfittarne. TIPS La cattura In questa fase si importano nel computer i clip registrati con la telecamera. Con i camcorder analogici e con quelli digitali che memorizzano su nastro (come gli apparecchi Dv o High Definition Video, Hdv) il processo avviene in tempo reale e quindi è necessario un tempo almeno pari alla durata totale delle riprese. Se invece si usa una telecamera che registra su un supporto ad accesso non lineare, come un Dvd o una scheda di memoria a stato solido, il trasferimento dei dati è molto più veloce ed è dettato unicamente dal bit rate del dispositivo. Tutti i software odierni prevedono un interfaccia dedicata alla fase di cattura e consentono di comandare direttamente da computer i movimenti del nastro video digitale. Molti programmi permettono di comprimere al volo in Mpeg-2 il flusso video Dv in ingresso. Ciò permette di risparmiare parecchio spazio su disco, ma c è un prezzo da pagare. L Mpeg-2 infatti è un sistema di compressione interframe, mentre il Dv è invece intraframe. In parole povere, il secondo tratta i fotogrammi come se fossero singole immagini, comprimendoli in maniera indipendente. L Mpeg-2 invece lavora a gruppi di fotogrammi: comprime il frame iniziale e degli altri memorizza solo le differenze rispetto al primo. Di conseguenza obbliga il computer a un Tutti i software di montaggio possono controllare direttamente, in fase di cattura, i movimenti del nastro di una telecamera digitale collegata tramite interfaccia IEEE lavoro molto più complesso per ricostruire i fotogrammi man mano che si procede nel montaggio. Ancora più importante è il fatto che ogni ulteriore ricompressione di un video già compattato comporta una inevitabile perdita di qualità. Molto meglio quindi rimandare questa operazione alla fase finale di esportazione, successiva all applicazione di transizioni e filtri. Importante è poi attivare il riconoscimento delle scene, quando è possibile. Questo consente di avere già pronte per il montaggio le singole riprese, senza dover dividere a mano i clip grandi quanto un intera cassetta Dv, ad esempio. Un televisore per l anteprima Isoftware di montaggio video offrono tutti una zona di anteprima in cui controllare l andamento del lavoro. È però preferibile usare a questo fine un comune televisore collegato al computer, magari un vecchio 14 che non si usa più. La resa visiva di un display per computer, infatti, è molto diversa da quella di un Tv tradizionale poiché gli spazi colore Pal e Rgb sono nettamente differenti. Quindi le regolazioni cromatiche dovrebbero essere verificate su uno schermo televisivo, per evitare che una scena apparentemente corretta a monitor risulti invece troppo chiara o slavata su un televisore. Un altro motivo è la necessità di assicurarsi che le scritte e gli elementi grafici non risultino tagliati in prossimità dei bordi dello schermo: la scena visualizzata da una Tv tradizionale (ma anche da alcuni apparecchi recenti a schermo piatto) non comprende una cornice pari a circa il 5% dell inquadratura complessiva (un fenomeno detto overscan). All atto pratico, la connessione di un televisore al computer può avvenire in due modi. Il sistema più semplice consiste nel dotarsi di una scheda video con due uscite, una per il monitor del Pc l altra per la Tv. In alternativa si può sfruttare una telecamera Dv (o Hdv), a patto che abbia l ingresso video digitale abilitato, collegandola al computer via IEEE 1394 al televisore tramite la sua uscita videocomposita. Basterà accenderla e metterla e in stato di Play (senza però far partire il nastro) per poter monitorare sul televisore, in tempo reale, il filmato in riproduzione sul Pc. 173

4 Il montaggio Il Time Code delle registrazioni digitali permette la suddivisione automatica in scene del video catturato. Per i filmati analogici il software tenta di riconoscere i bruschi cambi di inquadratura, ma di rado riesce a essere preciso. La suddivisione in scene è automatica e assolutamente precisa nel caso dei video digitali, poiché il software lavora in base al Time Code, un informazione temporale che accompagna ogni singolo fotogramma e che contiene anche il puntatore relativo all inizio di ogni singola ripresa. La suddivisione automatica delle scene è possibile anche con i nastri analogici, che non comprendono il Time Code. In questo caso il software per decidere quando creare un nuovo clip sfrutta un algoritmo che individua i bruschi cambiamenti dell inquadratura. Purtroppo si tratta di un procedimento molto impreciso, che richiede una successiva regolazione a mano spesso assai tediosa. Oggi anche un computer entry-level è perfettamente in grado di importare un flusso video ad alta definizione. Piuttosto, il fattore determinante in questa fase è lo spazio disponibile su disco: un ora di video Dv (o Hdv) occupa 13 GByte, quindi nel caso di progetti che partono con diverse ore di materiale girato bisogna considerare lo spazio totale necessario per mantenere su hard disk i clip da usare. Per la fase di montaggio è buona norma prevedere uno spazio libero pari a tre volte la dimensione totale delle registrazioni iniziali, per tenere conto dei file intermedi e del rendering finale. In questa fase conviene effettuare inizialmente un montaggio grezzo, disponendo le scene secondo un ordine logico. È opportuno resistere alla tentazione di impiegare ogni minuto del materiale girato: meglio adottare uno stile sintetico, che consenta di mantenere la lunghezza totale del progetto intorno ai 15 minuti per non mettere a dura prova la pazienza del pubblico. Imporsi un limite di tempo facilita anche lo scarto delle riprese meno riuscite, come quelle contenenti panoramiche o zoom troppo veloci. Il regista dilettante tende infatti a trovare accettabili anche clip sui quali gli spettatori potrebbero avere invece un opinione ben diversa. Chi ha preparato una sceneggiatura iniziale non deve far altro che seguirla, chi invece parte da zero deve ordinare i clip in modo che raccontino una storia, senza salti né passaggi tortuosi. Se il progetto descrive un avvenimento piuttosto lungo, è buona norma suddividerlo in sezioni logiche. Per distinguere una sezione dall altra si può anche applicare a ognuna uno stile diverso per ritmo e tipologia di effetti speciali. Un caso classico è la ripresa di un matrimonio, che può essere spezzato nei preparativi, nella cerimonia vera e propria e infine nel ricevimento finale. Queste tre parti TIPS I Dvd non sono eterni saranno poi unite al termine del lavoro ed eventualmente precedute da un titolo introduttivo. Per ottenere un risultato valido bisogna conferire al filmatoun ritmo adatto. Nel caso ad esempio di una partita di calcio, una musica veloce e inquadrature brevi comunicheranno al pubblico la vivacità e l energia dell evento. Se invece il video documenta un viaggio in un Paese esotico, bisogna impiegare spesso inquadrature e panoramiche descrittive, per comunicare meglio al pubblico il fascino dei luoghi visitati. Vediamo ora in dettaglio le operazioni necessarie per rifinire il montaggio grezzo e arrivare al filmato definitivo. Il ritaglio dei clip Il ritaglio dei singoli clip è un operazione fondamentale per la buona riuscita del montaggio, e in linea di principio è molto semplice. Si tratta di eliminare le parti venute male o che non aggiungono nulla al messaggio che si vuole comunicare. In questa fase si compiono due operazioni fondamentali: si suddividono in due o più parti i clip che contengono più scene, e si elimina il materiale inutile alle estremità dei singoli clip da accorciare. Il taglio di un brano in due parti avviene con uno strumento chiamato in genere Ra- Si tende a considerare i Dvd supporti dalla durata illimitata o quasi, ma la realtà è ben diversa. L aspettativa di vita di un Dvd stampato è stimata in un centinaio di anni, mentre per un supporto masterizzato a meno di non usare dischi prodotti specificamente per l archiviazione a lungo termine dei si parla di una trentina d anni. Ma ci sono molti fattori che potrebbero rendere illeggibile un disco molto prima di questa scadenza: problemi di costruzione, esposizione a temperature eccessive, graffi, e via di questo passo. Morale: conservare solo su Dvd il frutto dei vostri sforzi di registi in erba può riservarvi spiacevoli sorprese. Anche se conservate con cura le cassette originali, probabilmente l idea di rimontare da capo un video non vi sembrerà troppo attraente. Il nostro consiglio è quindi di salvare i vostri lavori, al termine del montaggio, anche su nastro Dv 174

5 soio (in inglese, cutter). L operazione è elementare: si muove il cursore temporale della Timeline nel punto desiderato, si lancia il comando e il software spezza in due il brano. Per ritagliare i fotogrammi di troppo all inizio (o alla fine) di uno spezzone, un operazione che in lingua nglese viene chiamata trimming, si porta il cursore sopra l estremità opportuna del clip, in modo che il puntatore del mouse assuma l aspetto dello strumento di ritaglio. A questo punto si tiene premuto il tasto sinistro del mouse e si trascina l estremità del clip fino al punto desiderato, tenendo sott occhio le immagini che appaiono nell anteprima. Queste operazioni sono sempre reversibili non solo con il comando Annulla, ma anche espandendo di nuovo i limiti del clip. Il programma di video editing, infatti, non cancella mai gli spezzoni originali registrati sul disco, di conseguenza è possibile tagliare, accorciare e allungare il brano video o audio tutte le volte che si vuole. Quasi sempre è necessario scartare i fotogrammi iniziali e finali di un clip. Questa operazione, detta ritaglio, avviene in un interfaccia dedicata dove sono visibili i cursori dei punti di taglio e anteprime dei relativi fotogrammi. Le transizioni Le transizioni spesso chiamate anche tendine sono gli effetti visivi usati per facilitare il passaggio da un clip a quello successivo. I programmi odierni ne offrono un numero veramente elevato con effetti grafici assai diversi e fantasiosi. Di conseguenza è facile cedere alla tentazione di usarle in abbondanza, magari scegliendo le varianti più originali e divertenti. Così facendo si finisce però per trasformare invariabilmente il filmato in un accozzaglia di effetti grafici, che rallentano l azione e peggio distolgono lo spettatore dalla trama. L esame critico di qualche documentario o di qualche spot pubblicitario permette di capire come lavorano i professionisti: il passaggio da una scena all altra è quasi sempre compiuto con un taglio netto, senza alcuna tendina. Soltanto quando il racconto visivo compie un salto temporale o spaziale significativo è utile inserire una transizione, per far capire al pubblico che è in atto un marcato cambio di scena. In generale, la tendina più usata è la dissolvenza Tutti i moderni software di montaggio video offrono un elevato numero di transizioni, raggruppate per tipologia. Il loro effetto può essere apprezzato in tempo reale grazie alla potenza dei moderni computer. (naturalmente in formato digitale). Per farlo avrete però bisogno di una videocamera con ingresso digitale: purtroppo molti produttori lo disabilitano sui loro modelli più economici,per evitare che vengano tassati alla stregua di videoregistratori. La buona notizia è che spesso è possibile abilitarlo senza alcuna modifica hardware: una ricerca su Google di solito permette di trovare la descrizione della procedura da seguire. Le transizioni più fantasiose possono risultare troppo chiassose e vanno usate solo in casi molto particolari, come il video di una festa di bambini. 175

6 incrociata, in cui il primo video sfuma gradualmente nel secondo. In ogni caso, il tipo di transizione dovrebbe corrispondere alla natura del cambiamento che avviene tra le due scene. Con piccoli cambi, come lo spostamento dalla cucina al soggiorno di un appartamento, conviene usare una dissolvenza veloce. Per salti più grandi, come il passaggio a un giorno o una settimana differente, si può usare una tendina più marcata, come una dissolvenza sul nero o uno scorrimento laterale. Le transizioni dovrebbero anche accordarsi con il tipo di scena. Per filmati in cui domina l eleganza, come un matrimonio o una cerimonia in genere, è meglio limitarsi alle dissolvenze più sobrie e collaudate. Nel caso, invece, della festa di compleanno di un bambino ci si può sbizzarrire con effetti più fantasiosi, magari con elementi colorati che si muovono attraverso lo schermo e che introducono il nuovo clip. Praticamente tutti i software di montaggio video raccolgono le transizioni in una libreria da cui si può prelevare con il mouse l effetto preferito e trascinarlo direttamente nella Timeline, tra due clip adiacenti. Il programma provvede in automatico a regolare la durata dei due brani, in modo che ci sia una sovrapposizione pari alla lunghezza (regolabile a piacere) della tendina. I filtri I filtri, al pari delle transizioni, rappresentano spesso una tentazione irresistibile per il principiante, che tende ad applicarli a I filtri più usati nel montaggio video sono quelli che permettono di migliorare l aspetto dei filmati, correggendo la tonalità cromatica, la luminosità e il contrasto. I filtri che alterano l aspetto del clip in maniera radicale sono spesso molto numerosi ma vanno impiegati con grande parsimonia. ogni clip con il risultato di frastornare gli sfortunati spettatori. Anche in questo caso, perciò, è importante applicarli con grande parsimonia e solo quando è strettamente necessario. I filtri sono raggruppabili in due categorie. Al primo appartengono quelli che migliorano l aspetto delle immagini con cambiamenti sottili, come quello per la correzione delle dominanti cromatiche. Il secondo comprende invece i filtri che modificano in maniera creativa e ben percepibile il video: rallentamenti, accelerazioni, sfocature, deformazioni, alterazioni evidenti dei colori e così via. I filtri del primo gruppo sono sicuramente i più importanti, poiché spesso consentono di recuperare una scena altrimenti inutilizzabile o con un aspetto scadente. Un esempio tipico è quello di una ripresa con problemi di esposizione. In questo caso si può innanzitutto applicare la correzione automatica, che non di rado riesce a riportare colori, luminosità e contrasto su valori adeguati. Se l automatismo non è in grado di ottenere una correzione efficace si deve passare alla regolazione manuale; in entrambi i casi è opportuno verificare la bontà del risultato su un comune televisore, la cui resa cromatica è diversa da quella dei monitor per computer. Per sottolineare un momento importante di una ripresa si può rallentare la velocità di scorrimento dei fotogrammi, tecnica molto in uso nei film d azione più recenti. Oppure si può accelerarla per dare una sensazione di maggiore velocità, come nel caso di un inseguimento tra automobili. Accelerazioni più marcate producono un effetto umoristico, che può essere usato ad esempio per rendere divertente la camminata di una persona. Altri effetti di uso comune sono quelli per la trasformazione dell immagine in scala di grigi, che conferisce un tocco di eleganza vecchio stile, o per l applicazione di sfocature all intera inquadratura o a una parte di essa. Come con le transizioni, è importante cercare di associare lo stile dell effetto al tipo di video. È meglio usare un set omogeneo di filtri per l intero progetto, poiché uno stile uniforme consente di ottenere un risultato più professionale. All atto pratico, i software di montaggio video raccolgono i filtri in librerie ad hoc e per applicare un effetto speciale non serve altro che trascinarne la miniatura sul clip da modificare. 176

7 Per garantire la leggibilità dei titoli bisogna usare un corpo di almeno 18 punti e font con un aspetto lineare, senza troppi fronzoli. Il colore delle lettere deve essere ben differenziato da quello dello sfondo. I titoli I titoli, che possono essere applicati su un immagine statica spesso uno sfondo di colore uniforme o in sovrimpressione su un clip, servono per comunicare allo spettatore informazioni aggiuntive, come la data e il luogo in cui è stata fatta la ripresa. È importante che i titoli siano il più sintetici possibile e che rimangano sullo schermo un tempo sufficiente (in genere pari al doppio dei secondi necessari per una lettura a velocità normale). I testi possono essere usati anche in modo creativo, ad esempio per identificare con fumetti le persone o gli oggetti che appaiono nella ripresa, oppure per inserire commenti spiritosi. Perché le scritte risultino ben leggibili è necessario rispettare alcune semplici regole. Innanzitutto la dimensione dei caratteri dovrà essere abbondante (mai scendere al di sotto dei 18 punti). È poi opportuno evitare i font con le grazie (quelli che hanno caratteristiche terminazioni alla fine dei tratti delle lettere), come il Times Roman, usando Per garantire che i titoli siano sempre interamente leggibili è necessario disporli all interno della zona sicura, delimitata nell anteprima con un riquadro tratteggiato. invece di preferenza font senza grazie (detti anche bastoni le cui terminazioni sono invece squadrate), come l Arial o l Helvetica. Il colore delle scritte dovrà essere ben contrastante rispetto alle tinte del video di sfondo. Se ciò non fosse possibile, ad esempio perché la scena cambia continuamente oppure contiene chiazze di colore diverso, sarà necessario inserire sotto al titolo una forma rettangolare semitrasparente e di colore opportuno, in modo da staccarlo dalla scena sottostante. Infine, i titoli dovranno essere posti all interno della cosiddetta zona sicura (safe zone), un area rettangolare più piccola della dimensione effettiva del video, che tiene conto della cornice non visualizzata nei comuni televisori. Tutto ciò che si trova all esterno della zona sicura quasi certamente non sarà visibile sullo schermo di un televisore tradizionale. Gli strumenti dedicati all immissione dei titoli permettono di controllare il tipo di font, la dimensione, il colore e le altre proprietà grafiche delle scritte. Spesso sono disponibili stili e preset già pronti, con i quali si può conferire velocemente un aspetto graficamente elaborato ai titoli. Sono sempre presenti le funzioni di allineamento del testo, e i software più completi offrono anche tool per creare semplici elementi grafici e sfondi colorati. La maggioranza dei programmi di video editing sono in grado di generare titoli scorrevoli dal basso verso l alto (roll) oppure da destra a sinistra (crawl). Questi effetti sono molto utili, ma conviene usarli solo quando hanno effettivamente senso, come nel caso dei titoli di testa o di coda. Per modificare la durata di un titolo basta trascinare nella Timeline un estremità del clip che lo contiene, fino a ottenere il valore desiderato. I titoli possono servire per differenti scopi e di solito nel programma di montaggio video sono disponibili template già pronti e dall aspetto professionale, molto comodi per chi non vuole perdere tempo nella regolazione manuale. È buona norma usare un solo font e un solo stile grafico per tutto il progetto, in modo da ottenere un risultato finale più coerente. Un paio di consigli finali. Usate una breve dissolvenza per far apparire e scomparire i titoli: una scritta che appare (o scompare) bruscamente può risultare fastidiosa. Fate anche attenzione a Con i programmi moderni è molto semplice creare titoli scorrevoli. Di solito è sufficiente attivare un opzione e selezionare la direzione del movimento desiderata. 178

8 Per regolare la lunghezza dei clip audio e applicare le dissolvenze si lavora direttamente nelle piste della Timeline o, come in questo caso, in una finestra dedicata. Molti software comprendono un generatore automatico di colonne sonore. Basta scegliere lo stile e la durata del brano: in pochi secondi il programma costruirà un accompagnamento ad hoc. non far apparire una scritta durante un passaggio importante. Lo spettatore può seguire un solo evento alla volta: o presta attenzione al filmato o legge il titolo in sovrimpressione. L audio Una colonna sonora realizzata con cura è in grado di conferire un importante tocco professionale a tutto il progetto. Uno sfondo musicale non solo unisce meglio le diverse sequenze ma comunica anche allo spettatore lo stato emotivo più adatto alla situazione. Un matrimonio, la festa di compleanno di un bambino o il viaggio in un luogo lontano, richiedono colonne sonore diverse, al fine di rendere al meglio l atmosfera romantica, gioiosa o esotica del video. Se il filmato è destinato ad uso esclusivamente personale, una soluzione molto efficace è quella di sfruttare una o più canzoni della propria collezione di musica, fondendole con le funzioni di dissolvenza in ingresso (fade in) e in uscita (fade out) disponibili nei software di montaggio in modo da adattarle alla lunghezza del video. Chi non vuole fare la fatica di selezionare le canzoni per la colonna sonora (e vuole anche essere sicuro di non commettere violazioni di copyright) potrà sempre ricorrere ai generatori automatici di musica forniti a corredo della grande maggioranza dei software di video editing. Per usarli basta selezionare il genere musicale desiderato e la durata del brano che si vuole ottenere. Non di rado il sonoro registrato durante una o più riprese è essenziale, come nel caso classico di un intervista o più semplicemente di un coro natalizio cantato in famiglia. In questo caso, al fine di garantirne l intelligibilità, bisogna naturalmente ridurre il volume della musica di fondo oppure eliminarla del tutto. Infine, può essere utile inserire il commento di una voce fuori campo. Molti programmi permettono di registrare un commento in presa diretta, mentre è in corso la visualizzazione dell anteprima del progetto. L inserimento di una colonna sonora è un operazione molto semplice. Una volta importati nella libreria multimediale dei software i file audio che si vogliono utilizzare, basta trascinarli opportunamente nella traccia audio della Timeline, regolandone poi la posizione all interno del progetto. È naturalmente possibile accorciare la durata di ciascun clip semplicemente trascinandone gli estremi, proprio come abbiamo descritto per gli spezzoni video. Flash: dalle animazioni al video Un po a sorpresa, Flash è diventato rapidamente il formato preferito per la pubblicazione di videoclip su Internet. Il software originale da cui deriva Flash (www.adobe.it) è stato sviluppato nel 1995 dalla società FutureWare, con il nome FutureSplash Animator. Nel 1996 Macromedia ha acquistato i diritti sul codice e ha rinominato il prodotto in Flash 1.0. L evoluzione di Flash continua oggi per mano di Adobe, che ha acquisito Macromedia alla fine del Flash è nato per visualizzare animazioni vettoriali interattive, e possiede algoritmi di compressione ottimizzati per gestire forme e colori codificati con espressioni matematiche. A partire dal 2002, però, con il rilascio del programma di authoring Flash MX e di Flash Player 6, è possibile utilizzarlo anche per filmati video con risoluzione, bit rate e qualità visiva adeguati al Web. Con Flash Player 7 è arrivato il codec video Spark di Sorenson, a cui è stato affiancato, in Flash Player 8, VP6 di On2 Technologies. Si tratta di due codec che forniscono risultati eccellenti con il video a bassa risoluzione e a basso bit rate (ma VP6 funziona molto bene anche con i filmati a risoluzione standard oppure alta) 180

9 Montaggio video per tutte le tasche N onostante il prezzo contenuto (di rado superiore a 100 euro) i moderni applicativi di fascia consumer per il video editing offrono caratteristiche che solo pochi anni fa erano esclusive dei pacchetti di fascia processionale. Sono prodotti che hanno ormai raggiunto uno stadio di maturità, come è evidente dal fatto che nelle loro ultime release i ritocchi all interfaccia e alle funzioni di base sono minimi: le innovazioni vanno ricercate piuttosto nel supporto delle novità tecnologiche più recenti, come i formati ad alta definizione Hdv e AvcHd. Qui di seguito esaminiamo le caratteristiche salienti dei software amatoriali di montaggio video più diffusi in Italia. Adobe Premiere Elements 3.0 (www.adobe.it, 99,60 euro Iva inclusa) L interfaccia non del tutto amichevole del programma di Adobe testimonia chiaramente come questo applicativo sia un diretto discendente di Premiere Pro, il software professionale di Adobe. Per fortuna anche il motore audio/video ha la stessa origine, il che garantisce una stabilità e un affidabilità che non tutti i prodotti di pari classe della concorrenza possono vantare. Anche gli effetti sono derivati da quelli del fratello maggiore e prevedono anche l uso di fotogrammi chiave per variarne l intervento in funzione del tempo, una caratteristica tipica dei software professionali. Premiere Elements possiede una sezione di authoring Dvd e può esportare i progetti nei formati Mpeg-1, Mpeg-2, Mpeg-4 e Flash. CyberLink PowerDirector 6 Deluxe (www.cyberlink.com, 95,99 euro Iva inclusa) PowerDirector è disponibile solo in inglese e offre un area di lavoro semplice e ordinata, in grado di mettere a proprio agio i principianti. I pulsanti disposti nell interfaccia riportano icone immediatamente comprensibili, cosa che rende molto spedito il lavoro di montaggio. Sono disponibili diversi strumenti automatici per migliorare l aspetto del video, come Magic Fix e Magic Clean, ma la loro efficacia non è sempre soddisfacente. Unico è pure il modulo Pip Designer dedicato all inserimento di oggetti grafici animati in sovrapposizione. Il programma consente poi di creare i sottotitoli, gli stessi disponibili nei Dvd commerciali. Gli effetti sono numerosi e sono facilmente selezionabili grazie alle miniature animate, ma offrono solo le regolazioni di base. Pinnacle Studio 11 Adobe Premiere Elements 3.0 MAGIX Video DeLuxe 2007 Plus (www.magix.com, 99,99 euro Iva inclusa) L interfaccia in italiano di Video DeLuxe 2007 è ricca di finestre flottanti, con stili grafici assai diversi ereditati dalle passate versioni di questo software. In particolare, la libreria degli effetti speciali mostra i filtri sotto forma di icone dall aspetto decisamente criptico e per di più suddivise in numerose cartelle che rendono la navigazione e la scelta piuttosto frustranti. Molto più comodo è il pannello Story Maker, in cui i filtri principali sono raccolti in maniera ordinata e logica. Il programma dispone di un ottimo generatore di musica e di una efficiente sezione dedicata all authoring Dvd. Il software è disponibile anche nella versione base (euro 49,99 Iva inclusa). Quest ultima dispone di una Timeline con sole 16 tracce, invece di 32, supporta in maniera limitata il formato Hdv, è priva del modulo Ambient Synth per la generazione di rumori ambientali e infine non masterizza i dischi Wmv-HD. Pinnacle Studio 11 Ultimate (www.pinnaclesys.com, 129,00 euro Iva inclusa) Pinnacle Studio è molto facile da usare, il che lo rende un ottimo programma per i principianti interessati al video editing. Anche l appassionato evoluto, però, troverà in questo pacchetto pane per i suoi denti: le librerie degli effetti sono ricche di transizioni, di filtri e di preset per i titoli. Altri punti di forza sono il generatore di musica e un ottimo insieme di funzioni per l authoring Dvd. La versione Ultimate di Pinnacle Studio si distingue dalla concorrenza perché, oltre al software di base, include un telo verde per le riprese con chroma key e tre plugin: SoundSoap di Bias per eliminare i fruscii audio, Vita- Scene di ProDAD per ottenere effetti di luce come raggi e bagliori, e MovingPicture di Stagetools per generare pan e zoom di qualità su immagini statiche. pinnacle Studio è disponibile anche in due versioni meno ricche di accessori: base (69,00 euro Iva inclusa) e Plus (99,00 euro Iva inclusa). 182

10 Sony Vegas Movie Studio + DVD Platinum Ed. (mediasoftware.sonypictures.com, 119,95 dollari tasse escluse) A differenza degli altri software descritti in questo riquadro, Vegas Movie Studio è composto da due pacchetti distinti, entrambi in inglese. Vegas Movie Studio 7.0 è dedicato al montaggio video, DVD Architect Studio 4.0 invece all authoring Dvd. La grafica che caratterizza l interfaccia di Vegas Movie Studio ha un aspetto un po spartano e vecchio stile, ma è chiara e funzionale e non ostacola il rapido apprendimento delle funzioni. I filtri sono numerosi, sono di ottima qualità e sono accodabili in una sorta di catena di plug-in, sia per il singolo clip sia a livello di traccia video nella Timeline. DVD Architect Studio adotta un interfaccia simile a Vegas ed è ugualmente versatile e facile da usare. Il pacchetto di Sony è fornito anche in una versione base (79,95 dollari tasse escluse), che rispetto alla Platinum è priva del codice per gestire file Hdv e AvcHd e non è in grado di comprimere l audio multicanale nel formato Dolby Digital 5.1. Ulead VideoStudio 11 Plus (www.ulead.com, 99,99 dollari tasse escluse) L interfaccia di VideoStudio è in lingua inglese ed è frammentata in numerosi pannelli sovrapposti, accessibili tramite le linguette allineate lungo il bordo superiore. Il processo di montaggio risulta così ben scandito, ma il passaggio frequente da una finestra all altra può risultare un tantino noioso. La Timeline supporta una traccia video principale e ben sei per le sovrapposizioni, una rarità per un programma di questa classe. Un altra caratteristica degna di nota si trova nella finestra di ritaglio del clip video, dove è possibile effettuare più tagli in un colpo solo. Purtroppo, però, VideoStudio permette di applicare fino a un massimo di cinque filtri per ogni clip. VideoStudio 11 è prodotto anche nella release base (in vendita negli Stati Uniti al prezzo di 69,99 dollari tasse escluse), in cui mancano alcune sezioni incluse nella versione Plus: supporto Hdv e AvcHd, tracce di sovrapposizione e codifiche audio Dolby Digital 5.1 e video Mpeg-4.

11 Rendering e pubblicazione Il rendering è il passo successivo nel processo di produzione: il software elabora i clip audio e video, applica gli effetti speciali, aggiunge i titoli e così via, producendo il file video definitivo, nel formato richiesto dall utente. Tale formato dipende naturalmente dalla modalità di distribuzione scelta: Dvd o altro disco ottico, pubblicazione sul Web in bassa definizione e così via. Il tempo necessario per il rendering può essere anche di parecchie ore e dipende dalla lunghezza e dalla complessità del progetto, dalla potenza del computer, dalla risoluzione video e dal formato di compressione. Tutti i software di montaggio mettono a disposizione una serie di preset che, in funzione del formato di output desiderato, impostano i parametri opportuni (risoluzione, bit rate, codec per il video, codec per l audio e altri ancora). Gli utenti più esperti possono anche effettuare regolazioni a mano per soddisfare esigenze particolari. Per quanto riguarda la condivisione del proprio lavoro, oggi i due mezzi di distribuzione più diffusi sono i Dvd e i siti Web come YouTube. Vediamo in entrambi i casi come si procede per arrivare al risultato finale. Dvd Tutti i software di montaggio video sono in grado di creare filmati adatti alla pubblicazione su YouTube; alcuni prevedono già esplicitamente questo popolarissimo servizio Web tra le opzioni di output. Il Dvd Video è il supporto che offre ai videoamatori il miglior compromesso tra qualità e praticità. Oggi è già è possibile preparare dischi ad alta definizione Hd-Dvd o Blu-ray, ma il costo dei supporti, la scarsa diffusione del lettore e l immaturità dei software di authoring rendono ancora di gran lunga preferibile il semplice Dvd, che garantisce tra l altro un eccellente qualità video. Come abbiamo anticipato, quasi tutti i principali software di montaggio video amatoriale includono una sezione dedicata all authoring, ovvero alla generazione di un Dvd video completo dei menu interattivi per l accesso diretto ai filmati del progetto. A differenza delle vecchie videocassette, il Dvd offre una versatilità considerevole: può ospitare uno o più filmati (ma anche slide show di foto digitali) accessibili singolarmente tramite un menu iniziale. Nei filmati si possono poi marcare capitoli, collegati ai pulsanti di un menu, per consentire il salto diretto alle scene. Con un programma moderno la creazione di un Dvd è un operazione davvero molto semplice. Per procedere in maniera spedita conviene innanzitutto disegnare uno schema con i menu del progetto, unendo questi Gli utenti più esperti possono modificare i preset disponibili per l esportazione e crearne di nuovi, in modo da ottenere un video finale perfettamente adeguato alle necessità specifiche. ultimi con frecce che rappresentino i percorsi di navigazione. A partire da questo schema si implementa poi nel programma la struttura gerarchica logica dei menu. Nel caso di menu sequenziali è meglio limitare la serie a un massimo di quattro o cinque schermate; un numero più elevato potrebbe rendere la navigazione frustrante. Di seguito si sceglie per i menu il template grafico più adatto, tra i quelli offerti dal software, poi si personalizzano i titoli, si impostano i capitoli (il software di solito crea automaticamente i pulsanti associati ai capitoli) e infine si masterizza il Dvd: tutti i prodotti di video editing dotati di una sezione di authoring offrono questa funzione. In generale, un Dvd è costituito da un menu principale, eventualmente preceduto da un breve filmato, chiamato first play. Lo sfondo del menu e i pulsanti di accesso ai clip possono essere statici o animati e inoltre è possibile associare al menu una musica che verrà ripetuta ciclicamente finché lo spettatore non seleziona un video. La creazione dell immagine di sfondo può 184

12 essere svolta in un qualsiasi programma di fotoritocco, avendo l accortezza di lavorare in un documento di 768 x 576 pixel (nel caso di un progetto con un rapporto d aspetto 4:3) oppure di Quando il Dvd deve contenere più di un menu, conviene studiare con cura la struttura gerarchica dei percorsi di navigazione prima di iniziare a crearli nel software di authoring. GUIDA VISUALE AL VIDEO EDITING Il montaggio video? Niente di più facile. In questo riquadro vi mostriamo tutte le funzioni essenziali di un programma di video editing. Al termine della lettura sarete già in grado di affrontare il vostro primo lavoro. Il primo passo è l importazione sul Pc delle riprese effettuate, un procedimento chiamato cattura. 1. La cattura x 756 punti (per un progetto in 16:9). Quando l immagine è pronta per essere salvata, la si riduce a 720 x 576 pixel, la stessa risoluzione del Dvd. Questo modo di procedere può sembrare singolare, ma evita che l immagine sul Tv appaia distorta a causa della differente forma dei pixel, che sono quadrati nel caso del Pc e rettangolari per i televisori. Come accennato, i pulsanti dei menu possono far partire un filmato oppure richiamarne un capitolo specifico. Per creare un capitolo basta scorrere velocemente il video, fino a raggiungere il punto desiderato, poi inserire con un clic del mouse un apposito puntatore. È opportuno che la struttura di navigazione sia la più logica possibile; conviene anche minimizzare il numero di menu attraverso i quali lo spettatore dovrà passare. Una scena dopo l altra Qui compaiono le miniature delle scene importate, man mano che il programma le identifica. L operazione è molto precisa con i filmati digitali, grazie alla presenza del cosiddetto TimeCode. Nel caso delle registrazioni analogiche il software si affida a un algoritmo sensibile ai bruschi cambi di inquadratura, ma di rado il risultato è soddisfacente. Telecomando integrato Quando si collega al computer una telecamera Dv o Hdv con un cavo IEEE 1394 è possibile comandare i movimenti del nastro con i pulsanti visibili sullo schermo, proprio come se la telecamera fosse un comune videoregistratore. È così possibile localizzare facilmente il punto di inizio della porzione di video da importare. I fotogrammi servono tutti Se il Pc non ha una potenza sufficiente sarà costretto a saltare fotogrammi durante la cattura; di conseguenza il filmato importato non sarà perfettamente fluido. È quindi importante che l indicatore dei fotogrammi saltati rimanga a zero. Se il Pc è un po datato, è opportuno non fargli svolgere altri lavori durante questa delicata fase. Quanto spazio resta? L indicazione dello spazio disponibile su disco espresso sia in GByte sia in minuti e secondi di registrazione (il valore riflette l occupazione di memoria del flusso video selezionato) permette di avere la certezza che la cattura possa essere portata a buon fine senza saturare il disco fisso. 186

13 Per semplificare la vita agli utenti, tutti i programmi di montaggio offrono template già pronti per i menu dei Dvd. I template di solito sono poi personalizzabili a piacere. Naturalmente la possibilità di ottenere questo risultato è determinata dalle capacità del programma, oltre che dall abilità dell utente. Gli applicativi più semplici offrono solo preset e limitano il numero di pulsanti inseribili in un menu. I programmi più avanzati, invece, permettono di impostare a mano pulsanti per il passaggio da un menu qualsiasi a un altro. Per le scritte dei menu valgono le stesse raccomandazioni fatte a proposito dei titoli dei video, come l inserimento nella zona sicura e l uso di un corpo non inferiore a 18 punti. Una volta creati e personalizzati i menu, è opportuno verificare il buon funzionamento del Dvd: un player virtuale con tanto di telecomando simulato consente di navigare attraverso i menu inseriti nel progetto. Questa fase permette di individuare i capitoli mal posizionati, i refusi nelle scritte e la presenza di menu privi di collegamento al livello superiore. Al termine, i più pignoli possono masterizzare una copia di prova su un Dvd riscrivibile ed effettuare un ultimo controllo su un player da salotto. Naturalmente per le copie da conservare o da distribuire ad amici e parenti è preferibile usare i più economici (ma anche più affidabili Dvd±R). La libreria multimediale La raccolta degli oggetti multimediali è sempre organizzata su più livelli, e contiene video, audio, immagini, filtri e transizioni. Spesso l effetto è rappresentato da un icona animata che consente di valutarne a colpo d occhio l efficacia. Controllo costante L area di anteprima consente di verificare in tempo reale il risultato delle trasformazioni applicate al video. Qui si possono far apparire, sotto forma di uno o due riquadri concentrici, gli indicatori della zona sicura, ovvero dell area che risulterà sicuramente visibile su uno schermo televisivo. L anteprima comprende sempre i pulsanti di controllo della riproduzione, analoghi a quelli di un comune videoregistratore. Timeline o Storyboard? La Timeline è il cuore di un programma di montaggio video. Qui si aggiungono e si dispongono i clip audio e video e se ne regola la durata, si inseriscono titoli, transizioni ed effetti speciali. Poi, se si deve produrre un Dvd, si marcano le posizioni dei capitoli. In alternativa alla Timeline si può usare lo Storyboard, che mostra i clip sotto forma di singole miniature ed molto utile all inizio del lavoro per creare un primo ordinamento di massima dei del materiale. La colonna sonora I clip audio appaiono nella Timeline come forme d onda che permettono di apprezzare il corrispondente livello sonoro. Molti programmi non solo permettono di applicare dissolvenze alle tracce audio, ma anche di elaborarle con filtri come un riduttore di rumore o un equalizzatore di frequenze. È arrivato il momento del montaggio vero e proprio. In questa fase si selezionano i clip da aggiungere al progetto, si scartano le porzioni inutili, si aggiungono titoli, transizioni ed effetti speciali (con moderazione!), infine si completa il tutto con una colonna sonora. 2. Il montaggio 187

14 Il Web Il fenomeno dei filmati amatoriali sul Web è esploso di recente, grazie alla congiunzione di due fattori: la diffusione capillare di dispositivi portatili in grado di riprendere video (cellulari e fotocamere digitali in primo luogo) e l aggiunta alla versione 8 di Flash Player di un codec video ottimizzato proprio per il video in streaming. La pervasività di FlashPlayer ha permesso a siti come YouTube (www.youtube.com) di rivolgersi immediatamente a una platea costituita dalla quasi totalità degli utenti del Web senza doversi preoccupare della compatibilità con questo o quel sistema operativo e senza dover fare i conti con i fin troppi codec video in circolazione. Il successo è stato rapidissimo, come dimostra proprio la crescita di YouTube: fondato il 15 febbraio del 2005, nel primo anno di vita ha raggiunto la quota di 30 milioni di visitatori al mese, e ogni giorno fornisce in streaming oltre 100 milioni di clip. A ottobre dello scorso anno è stato acquistato da Google per la cifra record di 1,65 miliardi di dollari. YouTube è sicuramente il più popolare, ma non è l unico sito utilizzabile per pubblicare e condividere con grande facilità i propri filmati. Ne esistono molti altri, magari meno famosi ma non per questo meno interessanti, come Google Video Beta (video.google. com), Yahoo! Video (video.yahoo. com), Aol Video (video.aol.com), Photobucket GUIDA VISUALE AL VIDEO EDITING 3. L authoring Il traguardo è in vista: finito il montaggio vero e proprio si può trasformare il proprio capolavoro in un magnifico Dvd. Quasi tutti i programmi amatoriali di montaggio video integrano una sezione per l authoring e rendono di fatto invisibile la fase di rendering, ovvero di produzione del file definitivo, che in passato era un passaggio obbligato. In posizione! Per impostare l aspetto di un menu interattivo di un Dvd bisogna regolare molti dettagli grafici, a cominciare dalla posizione dei pulsanti. È quindi importante disporre di un ampia anteprima, che consenta di lavorare con precisione. Molto utile è poi la presenza di una griglia magnetica e delle funzioni per allineare gli oggetti in maniera ordinata. Scene a portata di clic I pulsanti per l accesso diretto ai capitoli vengono creati automaticamente, in base alle informazioni inserite in fase di montaggio del filmato. I programmi più sofisticati permettono di usare come pulsante, al posto di un immagine statica, uno spezzone del capitolo stesso. Il dimensionamento dei pulsanti avviene in modo molto intuitivo, trascinando le maniglie visibili lungo il loro perimetro. Menu per tutti i gusti La libreria con i menu Dvd già pronti mostra le varianti disponibili sotto forma di miniature. Alcuni menu, di solito evidenziati con un simbolo distintivo, comprendono uno sfondo animato che consente di ottenere un risultato finale assai più accattivante rispetto a un semplice sfondo statico. Attenzione alla leggibilità È fondamentale che le scritte dei menu siano chiaramente leggibili. I software ideali offrono le opzioni per regolare ogni variabile dei testi: font, dimensione campitura, bordo, alone e ombra. Per facilitare il lavoro mettono poi a disposizione numerosi preset personalizzabili. 188

15 PASSO PER PASSO Creare un Dvd con Pinnacle Studio 11 Una volta completato il montaggio, si deve fare clic sulla quinta icona dall alto nell album multimediale, in modo da aprire le pagine contenenti le miniature dei menu interattivi per i Dvd (figura 1). Alcuni menu prevedono uno sfondo animato: sono quelli con un piccolo simbolo nell angolo in basso a destra della rispettiva miniatura. Una volta scelto il menu preferito bisogna trascinarlo nella Timeline, all inizio del progetto. Subito dopo l aggiunta del menu, si apre in automatico nella Timeline una nuova traccia, dedicata ai puntatori dei capitoli e pone il menu prima di tutti i clip video. Una finestra di dialogo a comparsa automatica (figura 2) permette di delegare a Studio la generazione dei capitoli (verrà creato un nuovo capitolo all inizio di ciascun clip); in alternativa è possibile disporre a mano i puntatori. Di default Studio crea un Dvd in cui la riproduzione prosegue automaticamente da un capitolo all altro, ma una casella di spunta permette invece di far ottenere il ritorno al menu al termine dei capitoli. Tutte le impostazioni di questa fase sono comunque modificabili in qualunque momento. Studio collega in automatico i capitoli generati ai pulsanti disposti nel menu, poi apre una palette che si sovrappone all album multimediale in cui sono presenti un anteprima, i tasti per creare o per cancellare i puntatori e l opzione che attiva l animazione delle miniature dei video com) e Blip.Tv (www.blip.tv). Per creare un video da caricare su uno di questi servizi non è strettamente necessaria una telecamera Dv o Hdv, poiché la larghezza di banda limitata delle connessioni a Internet anche le più veloci costringe ad adottare una risoluzione ridotta e un alto fattore di compressione. È però vero che la qualità delle immagini (saturazione dei colori, luminosità e contrasto, livello del rumore) rimane visibilmente superiore se si impiega una buona telecamera. Chi non ha particolari esigenze qualitative può usare anche una webcam, una fotocamera digitale oppure un cellulare multimediale. Questi apparecchi consentono di registrare semplici filmati, girati nelle situazioni più varie e caricabili sul Web magari senza un montaggio preliminare. Per pubblicare un video tramite servizi come YouTube è necessaria una registrazione preliminare, un operazione gratuita e molto semplice. Conviene leggere con cura le condizioni previste. Molti siti infatti lasciano agli autori i diritti sui video pubblicati; altri invece, impongono la cessione dei diritti d autore e si riservano il diritto di sfruttare a piacere anche commercialmente i clip caricati. YouTube ha rivoluzionato il mondo del video amatoriale. Ogni giorno questo sito Web è visitato da decine di milioni di utenti re fornisce in streaming oltre 100 milioni di filmati. Il passo successivo consiste nell aprire la pagina per l upload e trasferire i filmati sul server di pubblicazione. Il file deve naturalmente sia conforme alle specifiche richieste. Nel caso di YouTube, deve avere una risoluzione di 320 x 240 pixel e una cadenza massima di 30 fotogrammi al secondo. I formati di compressione devono essere Mp3 per l audio e DivX o Xvid per il video. Da notare che YouTube offre anche un servizio di ricompressione nel caso la risoluzione e il formato del clip originale siano diversi da quelli specificati. È infatti possibile caricare file Wmv, Avi, Mov e Mpeg; naturalmente la qualità delle immagini decade a causa dell ulteriore trasformazione. Come prevedibile, ci sono sempre restrizioni anche sulla durata e sulla dimensione del video (quelle imposte da YouTube sono rispettivamente di dieci minuti e 100 MByte). La maggioranza dei video pubblicati su YouTube è composta da riprese originali che non hanno su- 190

16 4 5 6 contenute nelle cornici dei tasti. Nella Timeline (figura 3) i puntatori sono rappresentati da bandierine numerate e sono spostabili a piacere. Con un clic sul Modifica menu si entra in una interfaccia a pieno schermo, dove è possibile modificare praticamente ogni aspetto grafico del menu (figura 4). Non solo è possibile spostare i pulsanti e cambiarne il testo, ma anche alterare il trattamento grafico delle lettere, delle cornici e dei pulsanti. I tasti dei capitoli sono costituiti da vari elementi raggruppati. Nel caso sia necessario separarli per cambiarne l aspetto, è importante ricordarsi di riunirli di nuovo in un gruppo alla fine del lavoro, altrimenti Studio non riconoscerà correttamente il tasto modificato. Una volta completato il menu (non dimenticatevi di controllare il funzionamento dei collegamenti nell anteprima!) si può passare scheda Creazione filmato. Il programma si predispone in automatico per la generazione di un Dvd Video (figura 5); le due liste discesa in alto a sinistra permettono di determinare il tipo di disco ottico (Dvd, Hd- Dvd, Svcd oppure VideoCD) e il livello di qualità. Scegliendo Qualità automatica il software calcola e imposta la qualità massima compatibile con lo spazio disponibile sul supporto scelto. Gli utenti più esperti possono impostare a mano tutti i parametri della fase di rendering. Basta un clic su Impostazioni per far apparire una finestra flottante (figura 6) in cui è possibile scegliere il bit rate del video (è opportuno non scendere sotto Kbps) e il tipo di compressione dell audio. Qui si può anche decidere se generare un video progressivo oppure interlacciato. Per quanto riguarda l audio, il programma di Pinnacle offre anche la compressione Dolby Digital, a due oppure a 5.1 canali. bito alcun montaggio. Non sono pochi però quelli che invece sono stati elaborati, magari con gran cura, in un software di video editing. Dal punto di vista del flusso di lavoro, montare un filmato per pubblicarlo poi sul Dvd o sul Web è più o meno la stessa cosa, tenuto naturalmente conto del vincolo della durata massima e delle specifiche tecniche del file che verrà generato al momento del rendering. Di recente, a ulteriore dimostrazione del successo che sta riscuotendo il video sul Web, sono apparsi i primi strumenti di montaggio dedicati in modo specifico agli utenti di YouTube. Il primo è stato Buzz di Roxio, che permette di eliminare con estrema semplicità le sezioni inutili di un singolo clip video. Al termine, si fa carico di convertire il video nel formato opportuno e di caricarlo sul Web. Persino Adobe è scesa in campo, con il suo Premiere Express (per ora in versione beta), un tool di video editing minimalista che offre comunque anche se in scala ridotta le funzioni di montaggio fondamentali: importazione di clip e immagini statiche in uno storyboard, ritaglio, aggiunta di transizioni, titoli ed elementi grafici. Al termine della fase di editing si può verificare il lavoro finito con una funzione di anteprima e, se non si riscontrano problemi che richiedono ulteriori modifiche, pubblicarlo in via definitiva. A differenza di Buzz, Premiere Express non è un programma da scaricare e lanciare in locale ma una vera e propria applicazione Web, implementata con la tecnologia Flash (richiede Flash Player 9), che Adobe offre direttamente ai siti di condivisione video. I primi siti ad adottare Premiere Express sono stati YouTube e Photobucket. Su YouTube, stranamente, la presenza di questo tool è poco in evidenza: per raggiungerlo bisogna visitare la pagina www. youtube.com/ytremixer?turn_on= next. Anche il sito di MTV (http:// remix.mtv.com/contest.aspx) sfrutta Premiere Express per consentire ai visitatori di dare sfogo alla propria creatività montando a piacere i videoclip di alcuni artisti. Adobe Premiere Express è un editor video minimalista ma dotato di tutte le funzioni indispensabili: anteprima, Storyboard e librerie multimediali con transizioni ed effetti speciali. Si tratta di una vera e propria applicazione Web in tecnologia Flash. 191

17 PASSO PER PASSO Il video va sul Web con Buzz La popolarità di You- Tube e dei molti altri siti per la condivisione dei video sul Web sta facilitando la nascita di tool pensati specificamente per i milioni di utenti che vorrebbero effettuare un montaggio minimale delle loro riprese prima di pubblicarle, senza però dover intendono affrontare la spesa necessaria per un video editor completo. Buzz di Roxio è uno dei primi esempi: questo programma in inglese, al momento ancora in versione beta mentre scriviamo, permette di ritagliare un clip video (oppure di costruirlo a partire da una serie di immagini), aggiungergli una serie di dati (titolo, descrizione e chiavi di ricerca) e poi caricarlo su YouTube, GoFish o Microsoft Silverlight: il tutto in pochi clic e con la massima facilità. Buzz è scaricabile dal sito e richiede la presenza del Microsoft.Net Framework 3.0 (un download di 41 Mbyte). Buzz accetta in input i formati Wmv, Avi, Mpeg-1, Mov e DivX; permette poi di importare immagini Jpeg e file Wave e Mp3, per costruire slide show caratterizzati da dissolvenze, zoom e panoramiche casuali. Un Decoder Pack a pagamento (19,99 dollari) gli permette di importare anche file Mpeg-2, Mpeg-4, H.264 o 3gp. L interfaccia di Buzz è dominata dal nero e dall arancione, e ha uno stile grafico ispirato a quello di Windows Vista. Per cominciare il lavoro si trascina il filmato da elaborare (o le immagini e la musica per costruire uno slide show) sull area centrale dell interfaccia (figura 1), che funge anche da anteprima in tempo reale. Subito dopo l importazione del clip multimediale, per effettuarne il ritaglio è necessario passare dalla modalità Preview a quella Edit tramite il selettore alla sinistra del disco di controllo multifunzione (figura 1). Il software è anche in grado di catturare un singolo fotogramma e di salvarlo come immagine Jpeg; per usare questa funzione basta premere la seconda icona in alto a sinistra. A questo punto si trascina il cursore della Timeline arancione fino al punto in cui inizia la parte da eliminare (figura 2). Si fa poi clic sul simbolo X visibile nel disco multifunzione e si sposta il cursore al termine della zona da cancellare. Un secondo clic su X conclude l operazione. Il procedimento è ripetibile più volte, per cancellare tutte le parti non interessanti del filmato. Al termine del lavoro si può fare clic sul pulsante Share! Comparirà il pannello dove si deve scegliere il sito su cui caricare il video (figura 3): al momento la lista comprende solo YouTube, GoFish e Microsoft Silverlight Streaming, ma Roxio prevede a breve di aggiungerne altri entro breve. Il pannello successivo mostra le caselle dove bisogna immettere le informazioni da associare al clip, ovvero titolo, descrizione e tag (figura 4). Nel caso di YouTube è necessario indicare il tipo di filmato e se questo deve essere visibile da tutti (Public) o soltanto dalle persone autorizzate (Private). A questo punto il software chiede i dati per accedere al sito (solo la prima volta), effettua il rendering del video e lo carica sul Web. Da notare che Buzz aggiunge al termine del clip circa tre secondi di pubblicità con il logo Roxio. Roxio Buzz permette di caricare un video su YouTube con pochi clic del mouse.

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