Eurobarometro del Parlamento europeo (EB79.5) "A UN ANNO DALLE ELEZIONI EUROPEE DEL 2014" Parte istituzionale SINTESI ANALITICA

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1 Direzione generale della Comunicazione Unità per il seguito dell'opinione pubblica Bruxelles, 21 agosto Eurobarometro del Parlamento europeo (EB79.5) "A UN ANNO DALLE ELEZIONI EUROPEE DEL 2014" Parte istituzionale SINTESI ANALITICA Copertura: UE28 ( cittadini europei) Popolazione: cittadini europei con almeno 15 anni di età Metodologia: modalità faccia a faccia (CAPI) Periodo considerato: dal 7 al 23 giugno 2013 (TNS opinion) INTRODUZIONE... 2 A. COSA RAPPRESENTA L'UE: LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE, LA PACE E LA MONETA UNICA B. L'IDENTITÀ DEGLI EUROPEI C. COME RAFFORZARE IL SENSO DI CITTADINANZA EUROPEA? D. L'ATTACCAMENTO E L'APPARTENENZA ALL'UE E. LA MIA OPINIONE CONTA F. IL FUNZIONAMENTO DELLA DEMOCRAZIA G. L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA H. L'INTERESSE PER LE POLITICHE EUROPEE, OGGI E DOMANI I. INTEGRAZIONE EUROPEA J. L'UNIONE EUROPEA VERSO IL

2 SEGNALAZIONE In ragione dell'adesione della Croazia avvenuta il 1 luglio 2013, ossia otto giorni dopo la fine del periodo considerato dal presente sondaggio, taluni quesiti per questo paese sono stati posti in maniera leggermente modificata al fine d'includerne efficacemente i risultati nel sondaggio Eurobarometro. INTRODUZIONE A un anno dalle elezioni europee del 2014, l'indagine EB/PE si propone di misurare la percezione degli europei in merito al progetto europeo, all'unione europea e alle prospettive aperte dalle elezioni europee che si svolgeranno dal 22 al 25 maggio Il presente sondaggio vuole essere la continuazione dell'eb/pe condotto nel giugno 2012 ("Gli europei a due anni dalle elezioni europee del 2014" EB/PE77.4). Il periodo considerato è quello compreso tra il 7 e il 23 giugno Il sondaggio è stato condotto in modalità faccia a faccia da TNS opinion intervistando cittadini dei 28 paesi dell'ue. I risultati sono presentati a livello dell'ue a 28 per i nuovi quesiti o sotto forma di tendenze per l'ue a 27. Inoltre, il sondaggio del Parlamento europeo è integrato da una serie di quesiti che sono stati pubblicati nel quadro del sondaggio Standard (EB79.3) pubblicato il 23 luglio 2013 dalla Commissione europea. La sintesi pubblicata oggi è prevalentemente a carattere istituzionale. Si tratta della prima di una serie di tre analisi che saranno pubblicate da qui alla fine di ottobre. La seconda sintesi si concentrerà sulla situazione economica e sociale, nonché sulle riforme in corso nei settori del bilancio, bancario e fiscale, mentre la terza sarà il Parlametro tradizionale, dedicato più nello specifico alla percezione che gli europei hanno del Parlamento europeo. Come in tutti i sondaggi di questo tipo, occorre tenere presente che la media europea è ponderata e che i sei Stati membri più popolosi rappresentano circa il 70% di tale media. Il contesto europeo Come accade ormai da 6 anni, il contesto europeo nel quale s'inserisce il presente Eurobarometro è segnato principalmente dalle conseguenze della crisi monetaria, finanziaria, economica e sociale. Una serie di eventi contestuali nelle settimane precedenti o durante il sondaggio ha probabilmente influenzato le risposte degli intervistati. Per esempio, nel mese di giugno, Eurostat ha pubblicato statistiche non positive sull'andamento della disoccupazione e del PIL negli Stati membri e la Banca mondiale ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita globale per il

3 Peraltro, durante questo periodo, la situazione politica in molti paesi dell'ue è stata segnata da una serie di agitazioni e cambiamenti politici: le elezioni presidenziali in Italia e il cambio di governo; le prime elezioni europee in Croazia; le elezioni regionali o locali in Austria, nel Regno Unito, in Lettonia e in Italia; manifestazioni in strada, soprattutto in Bulgaria e in Grecia; un nuovo primo ministro nella Repubblica ceca, ecc. Le tendenze nel corso del tempo Nel corso dei sondaggi, e in relazione a una grande varietà di temi, si evincono alcune tendenze di fondo. La prima tendenza è la polarizzazione crescente dell'opinione pubblica. Dal momento che l'unione europea è sempre più al centro dei dibattiti nazionali, la percentuale degli europei che non ha un'opinione circa la sua natura o le sue attività tende a diminuire nel corso dei sondaggi. Inoltre, l'esame dei risultati delle aree euro e non euro conferma che, per alcuni temi, esistono dei veri e propri divari. Per esempio, nel caso di uno degli elementi costitutivi dell'identità europea, l'euro, sono 27 i punti percentuali che separano l'area euro dall'area non euro. Si ricorda che nella media UE la percentuale dell'area dell euro è pari al 64% mentre per l'area non euro è il 36%. Inoltre, si nota un certo numero di costanti sociodemografiche. Il senso di attaccamento degli uomini all'ue è più forte rispetto a quello delle donne. Ciò è evidente anche nei contesti sociali più agiati e più istruiti. Al contrario, le categorie più svantaggiate sono le più numerose a pensare che il loro paese non abbia tratto alcun vantaggio dall'appartenenza all'unione europea. Sono i più giovani ad avere il sentimento di identità europea più marcato, nonché i più numerosi a ritenere che la loro opinione conti nell'ue. NB: in allegato alla presente sintesi, il lettore troverà un documento dedicato all'analisi sociodemografica dettagliata di una serie di quesiti. 3

4 Gli insegnamenti principali Per gli europei, i risultati più positivi dell'ue sono, per la maggioranza assoluta, la libera circolazione e la pace tra Stati membri. L'euro si attesta al terzo posto, menzionato da un quarto degli intervistati. A proposito dell'identità europea occorre soffermarsi su tre punti essenziali. Innanzitutto, l'euro è in cima alla classifica degli elementi costitutivi dell'identità europea, con differenze molto pronunciate tra area euro e area non euro. Seguono ravvicinati i valori di libertà e, con maggior distacco, la storia e la cultura. Quanto al senso d'identità, questa volta la maggioranza degli europei si sente "sia nazionale sia europeo" e più di un terzo "soltanto nazionale". La percentuale di europei che si ritengono "sia nazionali sia europei" è leggermente aumentata rispetto all'ultimo sondaggio condotto nel mese di giugno. Infine, alla domanda su cosa contribuirebbe a rafforzare il senso di cittadinanza europea vengono citati in primo luogo i temi legati alla vita quotidiana: un sistema europeo di protezione sociale armonizzato, la libertà di stabilirsi in qualsiasi paese dell'ue al pensionamento, ecc. Il senso di attaccamento dei cittadini europei all'ue è aumentato leggermente, raggiungendo quasi la maggioranza assoluta. Non sorprende, tuttavia, il fatto che la percentuale sia leggermente inferiore a quella del legame nutrito verso la propria città, regione o paese, citati da circa nove intervistati su dieci. Inoltre, un'ampia maggioranza ritiene che far parte dell'ue sia un bene. Si tratta di una costante dal 1973, quando lo stesso quesito fu posto nel primo Eurobarometro. Quasi quattro europei su dieci ritengono che la loro opinione abbia un peso nell'ue, mentre la maggioranza assoluta crede che la loro opinione conti nel proprio paese o che l'opinione del proprio paese conti nell'ue. Cosa pensano gli europei circa il funzionamento della democrazia? La maggioranza assoluta dichiara di essere soddisfatta del modo in cui la democrazia funziona nel proprio paese e più di quattro su dieci lo sono di come essa funziona a livello UE. Su quest'ultimo punto, tuttavia, va notato che una ridottissima maggioranza di europei non si ritiene soddisfatta. Come un anno fa, è stata testata tra gli intervistati l'innovazione fondamentale del trattato di Lisbona, ossia la nuova modalità di elezione del Presidente della Commissione europea. 4

5 Gli europei sarebbero più invogliati a recarsi alle urne, rispetto a quanto lo siano attualmente, "se le principali alleanze politiche europee presentassero un candidato alla carica di Presidente della Commissione europea in base a un programma comune?" La maggioranza assoluta risponde affermativamente. E in un futuro imminente, i cittadini europei sarebbero favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Commissione europea? Inequivocabilmente sette su dieci rispondono in modo affermativo. E per quali ragioni? Perché, a loro avviso, le decisioni dell'ue sembrerebbero più legittime e tale processo rafforzerebbe la democrazia all'interno dell'ue. Un interesse limitato per gli affari europei oggi, destinato a crescere in futuro. La maggioranza assoluta degli intervistati dichiara infatti di non essere interessata alle questioni legate alla politica europea, mentre poco più di quattro su dieci asseriscono di essere interessati. Tuttavia, una netta maggioranza ritiene che il coinvolgimento dei cittadini negli affari europei crescerà entro il Per quanto riguarda l'integrazione europea: Nel merito, più di sette europei su dieci ritengono che ciò che unisce i cittadini europei sia più importante di ciò che li divide. Per quanto concerne il ritmo dell'integrazione, sono divisi quasi equamente coloro che credono che tutti gli Stati membri debbano avanzare contemporaneamente e coloro che, al contrario, sostengono l'idea che si possa avanzare per piccoli gruppi. Le sfide per il 2025 sono prevalentemente di natura socio-economica. La lotta alla disoccupazione, le disuguaglianze sociali e il debito pubblico degli Stati membri sono in cima alla classifica delle sfide principali per i cittadini europei. 5

6 Risultati 1. Cosa rappresenta l'ue: la libertà di circolazione, la pace e la moneta unica I risultati dell'ue ritenuti più positivi Per gli europei, i due risultati più positivi della costruzione europea sono la libera circolazione (56%, +4) e la pace tra gli Stati membri (53%, +3). L'euro si attesta al terzo posto (24%), ma con forti differenze tra l'area euro (31%) e l'area non euro (12%). Segue il programma Erasmus (23%). Cosa rappresenta l'ue a livello personale In seguito, è stato chiesto agli europei "cosa rappresenta l'ue per voi, personalmente": la libertà di viaggiare (42%) e l'euro (33%), quali tematiche con connotazione positiva o neutra, sono le più menzionate; occorre altresì osservare che il 25% risponde "la pace". Tuttavia, va notato che due risultati con connotazioni negative raccolgono percentuali significative: per il 27% l'ue è uno spreco di denaro, mentre il 24% la associa alla burocrazia. 2. L'identità degli europei Sono stati posti diversi quesiti sul sentimento d'identità, sull'evoluzione di quest'ultimo, così come sugli elementi costitutivi dell'identità europea. I risultati complessivi indicano che esistono differenze significative tra area euro e area non euro. L'analisi deve tuttavia essere effettuata anche paese per paese, dato che le differenze in punti percentuali possono essere significative. Prevale il sentimento d'identità "nazionale ed europea" Alla domanda "In un prossimo futuro Lei si vede?", gli europei rispondono: nazionale ed europeo 49% (+6) soltanto nazionale 38% (-6) europeo e nazionale 7% (+1) soltanto europeo 3% (-1) Si osserva un aumento significativo del numero di risposte "nazionale ed europeo". o A livello nazionale, si rilevano marcate differenze tra gli Stati membri. 6

7 Per esempio, riguardo al sentimento di identità "soltanto nazionale", i risultati nel Regno Unito raggiungono il 60% rispetto al 33% della risposta "nazionale ed europeo". Tale sentimento è anche molto sviluppato in Irlanda con il 53% e il 31%, rispettivamente, e a Cipro con il 51% e il 38%. Al contrario, a Malta, il 66% degli intervistati si dichiara "sia nazionale sia europeo" e il 26% "soltanto nazionale". I risultati sono simili in Slovacchia con il 62% e il 27%, rispettivamente. o Differenze significative tra area euro e area non euro Sul sentimento di identità "soltanto nazionale": area euro 33%; area non euro 47%. Sul sentimento di identità "nazionale ed europea": area euro 54%; area non euro 42%. o Un divario sociodemografico significativo Le categorie d'intervistati più numerose a rispondere "soltanto nazionale" sono le seguenti: le donne (40%) sono più numerose rispetto agli uomini (35%); altrettanto vale per i disoccupati (44%) e i pensionati (46%). Al contrario, i dirigenti (61%) e gli studenti (58%) sono coloro che sentono maggiormente di avere un'identità "nazionale ed europea". L'evoluzione del sentimento d'identità o Una maggioranza di intervistati (44%) ritiene che i loro concittadini si sentano "più europei" di 10 anni fa. Di contro, il 27% considera che i loro connazionali siano piuttosto meno europei di prima. I più numerosi a considerare i propri concittadini "più europei" di 10 anni fa sono i lettoni, gli svedesi (entrambi 72%), gli estoni e i polacchi (entrambi 68%) e i maltesi (67%), seguiti dagli slovacchi (65%). Chi afferma che i loro concittadini si sentono "meno europei" di 10 anni fa sono soprattutto i greci (50%), gli inglesi (47%), i francesi (40%) e i ciprioti (35%). o Gli intervistati dell'area non euro sono più numerosi (49%) rispetto a quelli dell'area euro (41%) a pensare che i loro concittadini siano più europei di prima. o In termini sociodemografici, sono i giovani (51%), i dirigenti (58%) e i più istruiti (53%) a ritenere maggiormente che i loro concittadini si sentano più europei di prima. 7

8 Elementi costitutivi dell'identità europea Quali sono, per gli europei, gli elementi che maggiormente concorrono a formare l'identità europea? o Due elementi si distinguono nettamente dagli altri. In primo luogo, l'euro è citato per il 42% (-1), ma con grandi differenze tra area euro (51%) e area non euro (24%). A livello nazionale, rispetto al giugno 2012, è importante notare che, in alcuni dei paesi più colpiti dalla crisi, la risposta "l'euro" ha perduto terreno in maniera significativa: è il caso di Spagna e Grecia (-9 in entrambi i paesi), Italia (-7) e Irlanda (-6). Seguono i valori della democrazia e della libertà con il 40% (-5). o Tre elementi strettamente collegati tra di loro seguono in coda. Questi sono: la storia 27% (+1) la cultura 26% (-1) la geografia 23% (-4) 3. Come rafforzare il senso di cittadinanza europea? In pieno "Anno europeo della cittadinanza", si è rivelato interessante chiedere quali iniziative rafforzerebbero di più la convinzione di essere cittadini europei. Gli intervistati menzionano innanzitutto temi importanti legati alla loro vita quotidiana. Ciò è particolarmente vero per i primi cinque temi, il primo dei quali si stacca nettamente dagli altri: un sistema europeo di protezione sociale armonizzato 41% il diritto di stabilirsi in qualsiasi paese dell'ue e 34% di potervi percepire la pensione il riconoscimento generalizzato dei diplomi 31% la creazione di servizi europei di emergenza 24 % per la lotta alle calamità naturali una carta d'identità europea oltre alla carta 24% d'identità nazionale il diritto di voto a tutte le elezioni tenute nello Stato membro in 23 % cui si vive, pur non avendone la cittadinanza 8

9 Per quanto riguarda il primo, terzo e quinto tema, esistono differenze sostanziali tra area euro e area non euro fino a 9 punti percentuali. 4. L'attaccamento e l'appartenenza all'ue A un anno dalle elezioni europee del 2014, è parso utile misurare non solo il senso di attaccamento degli europei verso l'ue, ma anche gli eventuali vantaggi che i rispettivi paesi hanno tratto o meno dall'appartenenza all'ue. Il senso di attaccamento all'ue Dall'analisi delle risposte emerge che il senso di attaccamento è più marcato per il proprio paese (91%), così come per la propria città o regione (88%). È molto meno pronunciato a livello UE: 48%. o Contrariamente a quanto accade per altre domande, sono state osservate pochissime differenze tra area euro e area non euro. o A livello nazionale, le differenze tra i paesi più e meno legati all'ue possono raggiungere i 52 punti percentuali. Gli europei più legati all'ue si trovano nel Lussemburgo (74%), in Belgio (61%), in Lettonia e in Polonia (entrambi 59%). I meno numerosi ad affermare di essere legati all'ue si trovano a Cipro (22%), in Grecia (29%) e nel Regno Unito (33%). o In termini sociodemografici, osserviamo i tradizionali divari: le donne sono più numerose (52%) rispetto agli uomini (49%) a dichiararsi "non legati"; gli individui più istruiti sono i più numerosi a dichiararsi "legati": coloro che stanno ancora studiando (55%) e coloro che hanno completato il loro ciclo di studi oltre i 20 anni (57%). L'appartenenza all'ue: un bene o un male? Le risposte al quesito per sapere se l'appartenenza all'ue rappresenti un bene o un male rimangono molto stabili: il 50% degli intervistati (= rispetto al giugno 2012) ritiene che sia "un bene", il 31% "né un bene né un male" (=), il 17% "un male" (+1). o Il 52% degli intervistati nell'area euro e il 45% nell'area non euro sono dell'avviso che sia "un bene". o A livello nazionale, si constatano grandi variazioni nell'arco di un anno: l'aspetto positivo dell'appartenenza è in fortissimo aumento a Malta (+14), in Lituania (+12) e in Irlanda (+10); 9

10 al contrario, è in fortissimo calo in diversi paesi: Grecia (-11), Paesi Bassi e Cipro (- 8), Lussemburgo (-7) e Francia (-6). o A livello sociodemografico, si riscontrano gli stessi divari del quesito precedente. A ritenere che l'appartenenza sia un bene sono per lo più i giovani (57%), gli studenti (64%) e i dirigenti (67%). Solo il 44% dei lavoratori e il 41% dei disoccupati condividono il medesimo parere. L'appartenenza all'ue apporta vantaggi? o La stessa stabilità è stata osservata in media europea per quanto riguarda i vantaggi tratti dall'appartenenza all'ue: il 54% (+2) degli intervistati afferma che il proprio paese ne "ha tratto vantaggi" e il 37% (=) che "non ne ha tratto vantaggi". o I vantaggi dell'appartenenza sono considerati più importanti nell'area non euro (57%) rispetto all'area euro (53%). o A livello nazionale, le variazioni sono molto marcate. Le differenze possono raggiungere i 52 punti percentuali: i risultati vanno dall'80% in Lituania fino al 28% a Cipro. I più forti sviluppi positivi dalla primavera 2011 sono stati osservati a Malta (77%, +18 punti rispetto al maggio 2011), in Germania (61%, +13), in Lituania (80%, +13). Il calo più significativo è stato rilevato a Cipro (28%, -20). 5. La mia opinione conta L'indicatore "la mia opinione conta" è stato misurato sulla base di tre dimensioni: l'opinione del mio paese nell'ue, la mia opinione nel mio paese e la mia opinione nell'ue. I risultati presentati qui di seguito mostrano una tendenza interessante. Si rileva che, rispetto al precedente sondaggio, le evoluzioni negli Stati membri proseguono le rispettive tendenze, siano esse in aumento o in calo, e questo vale anche per "la mia opinione conta" sia nel mio paese, sia nell'ue. La mia opinione conta nell'unione europea Il 39% degli europei pensa che la "mia opinione conta nell'unione europea", una percezione in lieve calo (-3) rispetto al giugno o A livello nazionale: i cali più netti sono stati osservati: in Francia (40%, -17), nei Paesi Bassi (49%, - 13), in Danimarca (62%, -11), in Slovacchia (34%, -9) e in Slovenia (40%, -8); i maggiori aumenti si osservano: in Lituania (37%, +7), in Irlanda (42%, +6), in Italia (30%, +6), e nella Repubblica ceca (25%, +5). 10

11 La mia opinione conta nel mio paese Il numero di europei che ritiene che la loro opinione conti nel rispettivo paese è più significativo di quelli che pensano che la loro opinione conti nell'ue. In termini percentuali, il 58% (=) degli intervistati ritiene che la propria opinione abbia un peso nel rispettivo paese, mentre il 40% (=) si trova in disaccordo. o A livello nazionale, i risultati confermano la precedente analisi: i cali maggiori si registrano nei Paesi Bassi (77%, -10), in Slovenia (64%, -8), in Francia (76% - 8), in Estonia (54%, -5) e in Slovacchia (53%, -5); i maggiori aumenti riguardano i seguenti paesi: Malta (70%, +13), Lituania (32%, +12), Repubblica ceca (42%, +8) e Italia (31%, +7). L'opinione del mio paese conta nell'ue Il 62% (-3) degli europei ritiene che l'opinione del proprio paese conti nell'ue, contrariamente al 34% (+3). Paradossalmente, alcuni tra i paesi più colpiti dalla crisi hanno un atteggiamento opposto: Grecia (21%, -11) e Cipro (28%, -18) sono i due paesi in cui questa percezione è diminuita maggiormente. Da notare anche un calo significativo in Francia, nonostante un livello molto alto (80%, -10); al contrario, l'irlanda è il paese dove questa percezione è aumentata maggiormente (59%, +13). Come "far ascoltare la mia voce" a chi prende le decisioni nell'ue? Innanzitutto votando A dieci mesi dalle elezioni europee del 2014, qual è il modo migliore per far ascoltare "la mia voce" a livello UE? La prima risposta è direttamente correlata all'esercizio del diritto di voto. o Pertanto, in maniera consistente, il 57% (=) degli europei risponde "votare alle elezioni europee". Tuttavia, ancora una volta, è necessario analizzare i risultati per Stato membro. In effetti, 49 punti percentuali separano il paese in cui la percentuale delle risposte è più alta, la Danimarca (82%), dal paese dove è più bassa, la Lituania (33%). o In coda, a distanza, gli europei citano: l'iniziativa dei cittadini 20% scrivere al proprio deputato europeo 17% scrivere direttamente alle istituzioni europee 14% 11

12 contribuire all'attività delle ONG 12% partecipare a dibattiti su siti Internet o social 12% media delle istituzioni europee entrar a far parte di un sindacato 10% essere membro di un'associazione di consumatori 10% 6. Il funzionamento della democrazia A un anno dalle elezioni europee, è stato chiesto ai cittadini europei quale fosse la loro percezione riguardo al funzionamento della democrazia nel loro paese e nell'ue. Le risposte mostrano una soddisfazione più elevata a livello del rispettivo paese che a livello dell'ue. A livello degli Stati membri Il 52% (+3) degli intervistati afferma di essere soddisfatto del funzionamento della democrazia nel proprio paese e il 46% (-3) di essere insoddisfatto. Tuttavia, sono state riscontrate ampie differenze nel grado di soddisfazione degli Stati membri. Queste sono pari a 75 punti percentuali... È fra i paesi più colpiti dalla crisi che si rileva il minor numero di cittadini soddisfatti: 14% in Portogallo, 19% in Grecia, 27% in Spagna, 33% a Cipro e 35% in Italia. A livello di UE Il 44% (=) degli europei si reputa soddisfatto del funzionamento della democrazia nell'ue a fronte del 46% (+1) che si ritiene insoddisfatto. o Il grado di soddisfazione è significativamente diverso tra l'area euro (42%) e l'area non euro (50%). Si osservano le stesse differenze circa l'insoddisfazione: area euro 49%, area non euro 38%. o A livello nazionale, è possibile trarre la stessa conclusione di cui sopra: i cittadini di quasi tutti i paesi più colpiti dalla crisi sono quelli meno soddisfatti: Portogallo 14%, Grecia 23%, Cipro 29%, Spagna 29% e Italia 39%. In termini sociodemografici, è importante notare che i giovani di anni (55%) sono i più numerosi a dichiararsi soddisfatti del funzionamento dell'ue, mentre i disoccupati (53%) sono i più numerosi a dichiararsi insoddisfatti. 12

13 7. L'elezione del Presidente della Commissione europea L'elezione indiretta del Presidente della Commissione europea da parte degli europei Per la prima volta nel 2014, gli Stati membri dovranno basarsi sui risultati delle elezioni europee per proporre alla Presidenza della Commissione europea un candidato, che dovrà essere eletto dal Parlamento europeo. È interessante analizzare se gli europei saranno interessati o meno a contribuire indirettamente all'elezione del Presidente della Commissione. Per la seconda volta dal giugno 2012 (EB/PE77.4) è stato posto il quesito seguente: "Supponga che, alle prossime elezioni europee, le principali alleanze politiche europee presentino un candidato per la carica di Presidente della Commissione europea in base a un programma comune. I cittadini di ogni Stato membro parteciperebbero quindi indirettamente all'elezione del Presidente della Commissione europea se la sua alleanza politica vincesse le elezioni europee.. Questo la incoraggerebbe di più a votare rispetto a quanto accade ora?". Come lo scorso anno, è la maggioranza assoluta degli intervistati a dichiarare che questa prospettiva invoglierebbe maggiormente al voto: il 55% (+1) ha risposto "Sì", il 36% (=) in modo negativo e il 9% afferma di non saperlo. o Non esiste praticamente alcuna differenza tra area euro (56%) e area non euro (55%). o A livello nazionale, le percentuali più alte si riscontrano in Irlanda (66%), a Malta (65%), in Romania (64%), in Svezia, Austria e Germania (62% ciascuno). I meno favorevoli a questa prospettiva si trovano in Estonia, (43%), in Portogallo e in Slovenia (44%) e in Finlandia (45%). o In Polonia (61%) e a Malta (65%) si osservano le evoluzioni più significative con +13 punti percentuali in ciascun paese. Verso l'elezione diretta del Presidente della Commissione europea? o Sostegno all'ipotesi di un'elezione diretta del Presidente della Commissione europea in futuro. All'avvio di un ampio dibattito sul futuro dell'ue è parso interessante, su questo punto, valutare se gli europei fossero disposti a fare un ulteriore passo nel processo di elezione del Presidente della Commissione. Per tale ragione, è stato posto il quesito seguente: "Sarebbe favorevole o contrario/a all'elezione diretta del Presidente della Commissione europea da parte dei cittadini europei in un prossimo futuro?". 13

14 Una vastissima maggioranza è a favore (70%), mentre il 17% è contrario. Il 13% degli intervistati non si pronuncia. Una leggera differenza divide l'area euro dall'area non euro. A livello nazionale, la differenza massima è di 20 punti percentuali: 57% in Finlandia e in Bulgaria e 77% in Austria. o Le ragioni del sostegno Le ragioni per le quali la maggior parte degli europei sostiene l'ipotesi di un'elezione diretta del Presidente della Commissione sono riconducibili allo sviluppo della democrazia e della cittadinanza. In effetti, gli europei rispondono che le ragioni principali per le quali sarebbero favorevoli all'elezione diretta del presidente della Commissione europea sono le seguenti: le decisioni dell'ue sembrerebbero più legittime 31% agli occhi dei cittadini europei ciò rafforzerebbe la democrazia nell'ue 30% l'ue si esprimerebbe con una sola voce a livello internazionale 27% ciò rafforzerebbe il sentimento di essere un cittadino europeo 26% ciò rafforzerebbe il legame tra l'ue e i suoi cittadini 26% ciò darebbe un volto all'ue 11% 8. L'interesse per le politiche europee, oggi e domani L'interesse per gli affari europei nel periodo compreso tra i due sondaggi è diminuito in modo significativo. Di contro, gli intervistati sono del parere che nel 2025 gli europei saranno più coinvolti negli affari europei. È lecito chiedersi se questo calo d'interesse sia dovuto ai diversi contesti in cui hanno avuto luogo i due sondaggi. Nel periodo di tempo considerato dal Parlametro (da metà novembre ai primi di dicembre 2012), l'ue faceva notizia a causa di dibattiti molto controversi circa la programmazione del bilancio dell'ue, il suo contenuto e i relativi importi, nonché della questione dell'unione bancaria. Un livello d'interesse in calo per le politiche europee Nel giugno 2013, il 43% (-8) degli intervistati dichiara di essere interessato a fronte del 56% (+8) che afferma il contrario. La Romania è l'unico Stato membro in cui il livello d'interesse dei cittadini è in aumento (33%, +3). Nella Repubblica ceca è stabile al 25% (=). 14

15 Al contrario, negli altri 25 Stati membri l'interesse per le politiche europee è in calo. Le percentuali più significative si riscontrano in Svezia (49% di interessati, -16), nel Lussemburgo (51%, -16), a Cipro (38%, -15) e in Francia (36%, -13). Gli europei più coinvolti entro il 2025 Alla domanda sul coinvolgimento dei cittadini entro il 2025, gli europei ritengono per il 42% che saranno "più coinvolti" negli affari europei, per il 20% che saranno "meno coinvolti", mentre il 30% afferma "né più né meno". o I più numerosi a pensare che i cittadini europei saranno "più coinvolti" in futuro sono i tedeschi (60%), gli irlandesi (53%) e i maltesi (52%). o Di contro, i meno numerosi a pensare che i cittadini europei saranno "più coinvolti" sono i ciprioti (24%), i greci (32%), i polacchi (33%) e gli inglesi e i francesi (34% ciascuno). 9. Integrazione europea I quesiti di cui sopra riguardano in particolare la percezione che gli europei hanno dell'ue, il ruolo che essi pensano svolgervi, la natura della democrazia e il loro coinvolgimento attuale e futuro negli affari dell'ue. La presente sezione si sofferma, da un lato, a misurare i legami che uniscono o dividono i cittadini degli Stati membri dell'unione europea e, dall'altro, a valutare la loro idea in merito al ritmo dell'integrazione. Ciò che unisce gli europei è più forte di ciò che li divide Per avere una risposta a tale problematica, è stato chiesto se si è in accordo o in disaccordo con la seguente affermazione: "ciò che unisce i cittadini dei diversi Stati membri è più importante di ciò che li divide". E la risposta è molto chiara: il 72% degli intervistati ritiene che "ciò che unisce i cittadini" dei diversi Stati membri sia più importante di "ciò che li divide", rispetto al 20% avente parere contrario. o Anche se il risultato è molto alto in entrambe le zone, si riscontra un risultato più positivo nell'area non euro (76%) rispetto all'area euro (71%). o A livello nazionale, la percentuale di accordo non è mai inferiore al 56%, come in Spagna (-15), mentre la massima si attesta all'87% in Finlandia (+4). Gli europei divisi sul ritmo dell'integrazione Sempre nell'ambito del dibattito avviato in merito al futuro dell'ue, ci si chiede se occorra avanzare insieme o per piccoli gruppi. Su questo tema, gli europei sono nettamente divisi. 15

16 o il 46% degli intervistati pensa che sia opportuno attendere che tutti gli Stati membri siano pronti, prima di intensificare il processo d'integrazione in alcuni settori importanti. Questo risultato è leggermente più alto nell'area non euro (47%) che nell'area euro (45%). A livello nazionale, le percentuali delle risposte più alte si registrano in Portogallo (70%), a Cipro (62%), in Grecia e in Spagna (entrambi 58%) e in Finlandia al 57%. Si rileva che questi paesi, tra i più colpiti dalla crisi, considerano che il ritmo dell'integrazione debba essere lo stesso per tutti gli Stati membri; dello stesso avviso è un paese nordico come la Finlandia, meno colpita dalla crisi. Le percentuali più basse si registrano in Austria, in Germania e nei Paesi Bassi (35% ciascuno), in Bulgaria (36%) e in Francia (37%). o Al contrario, il 43% degli intervistati pensa che sia necessario avanzare senza aspettare gli altri Stati membri dell'ue. Questa risposta prevale in 13 Stati membri su 28. La percentuale più alta si registra nei Paesi Bassi (58%), in Belgio (56%), in Danimarca, Slovacchia, Francia (tutti al 55%) e in Germania (54%). Nella direzione opposta, i paesi meno favorevoli a questa ipotesi sono il Portogallo (21%), la Spagna (25%), la Romania (28%), Malta (30%), Cipro (31%), la Grecia, l'italia e la Bulgaria (35% ciascuno). o A livello sociodemografico, i giovani (49%) sono i più favorevoli all'idea di andare avanti allo stesso ritmo, mentre i dirigenti (53%) e coloro che hanno lasciato la scuola oltre i 20 anni (50%) sono i più disposti ad avanzare per piccoli gruppi. 10. L'Unione europea verso il 2025 La parte istituzionale di questo sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo si conclude con una domanda sulle grandi sfide cui l'ue e i suoi Stati membri devono far fronte per il futuro. Nel contesto di crisi che dal 2007 scuote il mondo e, soprattutto, l'unione europea, sono indubbiamente i problemi socioeconomici a cristallizzare maggiormente i timori degli europei. Le prime cinque sfide citate sono: la disoccupazione (55%) le disuguaglianze sociali (33%) il debito pubblico degli Stati membri (32%) l'accesso al lavoro per i giovani (29%) 16

17 l'invecchiamento della popolazione (24%) o Si osserva che, a livello nazionale, la risposta "disoccupazione" è citata dal 79% dei cittadini in Spagna, 74% a Cipro, 73% in Grecia, 69% in Irlanda e 68% in Portogallo e Croazia. o Le "disuguaglianze sociali" sono più spesso citate in Portogallo, Bulgaria ed Estonia (tutti al 47%). o Quanto alla "riduzione del debito pubblico negli Stati membri", questa risposta ha raggiunto il suo livello massimo in Austria e in Germania (50% ciascuno). Unità per il seguito dell'opinione pubblica Jacques Nancy

18 A. COSA RAPPRESENTA L'UE: LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE, LA PACE E LA MONETA UNICA 1. I risultati dell'ue ritenuti più positivi 1) Media europea Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

19 2) Risultati nazionali Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

20 3) Evoluzioni nazionali Sono citate le prime tre voci Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

21 2. Cosa rappresenta l'ue a livello personale 1) Media europea Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

22 2) Risultati nazionali Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

23 3) Evoluzioni nazionali Sono citate le prime quattro voci Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

24 B. L'IDENTITÀ DEGLI EUROPEI 1. Identità nazionale o europea 1) Media europea Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

25 2) Risultati nazionali Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

26 3) Evoluzioni nazionali Quesito estratto dal sondaggio Standard EB79, realizzato nel maggio

27 2. L'evoluzione del sentimento d'identità 1) Media europea 27

28 2) Risultati nazionali 28

29 3) Tabella dei risultati nazionali 29

30 3. Elementi costitutivi dell'identità europea 1) Media europea 30

31 2) Risultati nazionali 31

32 3) Evoluzioni nazionali Sono citate le prime quattro voci 32

33 C. COME RAFFORZARE IL SENSO DI CITTADINANZA EUROPEA? 1) Media europea 33

34 2) Risultati nazionali 34

35 3) Evoluzioni nazionali Sono citate le prime tre voci 35

36 D. L'ATTACCAMENTO E L'APPARTENENZA ALL'UE 1. Il senso di attaccamento all'ue 1) Media europea *La voce "La Sua regione" è raffrontata con l'eb73 Pr

37 2) Risultati nazionali 37

38 3) Evoluzioni nazionali 38

39 2. L'appartenenza all'ue: un bene o un male? 1) Media europea 39

40 40

41 2) Risultati nazionali In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: In generale, ritiene che l'appartenenza del (NOSTRO PAESE) all'ue sarebbe...? 41

42 3) Evoluzioni nazionali In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: In generale, ritiene che l'appartenenza del (NOSTRO PAESE) all'ue sarebbe...? 42

43 3. L'appartenenza all'ue apporta vantaggi? 1) Media europea 43

44 44

45 2) Risultati nazionali In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: Tutto sommato, ritiene che l'appartenenza del (NOSTRO PAESE) all'ue apporterà benefici? 45

46 3) Evoluzioni nazionali In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: Tutto sommato, ritiene che l'appartenenza del (NOSTRO PAESE) all'ue apporterà benefici? 46

47 E. LA MIA OPINIONE CONTA 1. La mia opinione conta 1) Media europea 47

48 2) Risultati nazionali In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: La mia opinione conterà nell'ue 48

49 49

50 In Croazia, il quesito è stato posto nel modo seguente: "L'opinione del (NOSTRO PAESE) conterà nell'ue" 50

51 3) Evoluzioni nazionali In Croazia, i quesiti sono stati posti nel modo seguente: La mia opinione conterà nell'ue e l'opinione del (NOSTRO PAESE) conterà nell'ue 51

52 2. Come "far ascoltare la mia voce" a chi prende le decisioni nell'ue? Innanzitutto votando 1) Media europea 52

53 2) Risultati nazionali 53

54 3) Evoluzioni nazionali Sono citate le prime tre voci 54

55 F. IL FUNZIONAMENTO DELLA DEMOCRAZIA 1. Il funzionamento della democrazia negli Stati membri 1) Media europea 55

56 2) Risultati nazionali 56

57 3) Evoluzioni nazionali 57

58 2. Il funzionamento della democrazia nell'ue 1) Media europea 58

59 2) Risultati nazionali 59

60 3) Evoluzioni nazionali 60

61 G. L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA 1. L'elezione indiretta del Presidente della Commissione europea da parte degli europei 1) Media europea 61

62 2) Risultati nazionali 62

63 3) Evoluzioni nazionali 63

64 2. Verso l'elezione diretta del Presidente della Commissione europea? 1) Media europea 64

65 2) Risultati nazionali 65

66 3) Tabella dei risultati nazionali 66

67 3. Le ragioni del sostegno 1) Media europea Base: coloro che sono favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Commissione europea 67

68 2) Risultati nazionali Base: coloro che sono favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Commissione europea 68

69 3) Tabella dei risultati nazionali Base: coloro che sono favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Commissione europea 69

70 H. L'INTERESSE PER LE POLITICHE EUROPEE, OGGI E DOMANI 1. Un livello d'interesse in calo per le politiche europee 1) Media europea 70

71 2) Risultati nazionali 71

72 3) Evoluzioni nazionali 72

73 2. Gli europei più coinvolti entro il ) Media europea 73

74 2) Risultati nazionali 74

75 3) Tabella dei risultati nazionali 75

76 I. INTEGRAZIONE EUROPEA 1. Ciò che unisce gli europei è più forte di ciò che li divide 1) Media europea 76

77 2) Risultati nazionali 77

78 3) Evoluzioni nazionali 78

79 2. Gli europei divisi sul ritmo dell'integrazione 1) Media europea 79

80 2) Risultati nazionali 80

81 3) Tabella dei risultati nazionali 81

82 J. L'UNIONE EUROPEA VERSO IL Le sfide prioritarie da qui al ) Media europea 82

83 2) Risultati nazionali 83

84 3) Tabella dei risultati nazionali 84

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