POLITICI ALLA SBARRA. ANNO XXI Numero 7 21 FEBBRAIO 2014 SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA EURO 1,50

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1 ANNO XXI Numero 7 21 FEBBRAIO 2014 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME) SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA EURO 1,50 Lʼex presidente della Regione Raffaele Lombardo POLITICI ALLA SBARRA Don Raffae CATANIA TREMA DOPO LA PESANTE CONDANNA NEI CONFRONTI DI RAFFAELE LOMBARDO. SI SCAVA NEI RAPPORTI CONTROVERSI TRA IMPRENDITORIA E CRIMINALITÀ. CON QUESTE SORPRESE...

2 il punto EDITORIALE Assemblea nel pantano IL PANTANO nel quale l assemblea regionale si è cacciata a proposito della riforma delle Province trasforma Sala d Ercole in un emiciclo di sabbie mobili. Il governo inciampa sulla prima vera legge non solo annunciata: il taglio delle province. E lo fa con un pasticcio senza precedenti: nascono nello stesso giorno i consorzi dei comuni, nove in tutto, e vengono bocciate le città metropolitane, Palermo, Messina e Catania, come dire l architrave stessa della riforma. In questo clima si sfoderano i ricatti: Crocetta dice che vuole andare avanti e provoca i franchi tiratori ad andare fino in fondo, anche con il rischio di una chiusura anticipata della legislatura. L inedita opposizione, a metà tra i grillini e i seguaci di Musumeci, gongola. In mezzo restano i problemi irrisolti della finanziaria bocciata dal commissario dello Stato: non i 500 milioni pescati a strascico dall assessore Bianchi ma il problema-zavorra di 15 miliardi di euro, perlopiù irrecuperabili, che fanno saltare un bilancio che solo alcune agenzie di rating, definiscono, come un tunnel, dove in lontananza si vede un raggio di luce. Ma questo raggio nella terra del sole non è un agricoltura risanata, un turismo-calamita per il paesaggio e la cultura e per i servizi che funzionano. E la certezza che a partire dalla prossima legislatura i nostri onorevoli non saranno più novanta, ma settanta. Non è cosa da poco: litigheranno meno. Matteo Renzi Viva i tifosi e i cortigiani Matteo Renzi è partito in maniera malandrina, come dimostra la defenestrazione cinica e prepotente di Letta. Ma è meglio sperare che vinca la scomessa per non finire ancora peggio DI DOMENICO BARRILÀ Il Grande Timoniere diceva che non conta se un gatto è rosso o bianco, importa che acchiappi i topi, ossia che faccia bene il suo mestiere. Sennonché noi sappiamo che il modo in cui si persegue un obiettivo fornisce preziose indicazioni sullo sviluppo della trama, predittive dell esito finale. Tra gli umani, a differenza che tra i gatti, lo stile con cui si procede può creare distanza o vicinanza, condizioni che tendono a persistere se si parte col piede sbagliato, soprattutto quando si agisce in un sistema democratico, perfetto o imperfetto che sia. Ecco, l impressione è che Matteo Renzi, dopo la prima pausa pubblicitaria, sia ripartito da cani. Tanto per dire, sembra fatichi a rendersi conto che la quasi totalità dei parlamentari del Pd provengono da luoghi mentali e culturali diversi dal suo. Si tratta, detto di passaggio, del partito di cui è Renzi segretario, e perso il quale sarà costretto a rivendere al mercatino dell usato quelle belle divise ufficiali che sfoggia in queste ore, forse per levarsi la patina di barbaro salvifico, evocata dal suo personale Sandro Bondi, l attuale vice sindaco di Firenze Dario Nardella. Quella partenza malandrina non promette nulla di buono giacché il Pd, che pure è pieno di magagne, non è Forza Italia. Un padrone non è tollerato da quelle parti. Il modo cinico e prepotente con cui è stato defenestrato Enrico Letta, lascerà traccia nelle tecniche di guerriglia interne al Pd. Ne consegue che se Matteo Renzi non mette in salvo il Paese, dovrà sloggiare, lasciando un partito più simile ad un arcipelago che a un continente. Intanto Forza Italia aspetta pazientemente che le bombe di profondità seminate dal metodo Renzi nell inconscio del suo stesso partito comincino ad innescarsi. Mietere senza seminare è come alimentare un automobile con l acqua del rubinetto. Costi zero. Non può spiegarsi altrimenti la corrente di simpatia che arriva da destra. Sta lavorando per noi, sembrano significare le reiterate ruffianerie. Vedremo. La seconda impressione è che Renzi non percepisca la fallacia dei giudizi dei leccapiedi, tra i quali non mancano i giornalisti, e rischia di smarrire, proprio come il maestro di Arcore, il contatto con la realtà. Da allora in avanti i suoi giorni saranno segnati. Avviso a tutti noi. Bisognerebbe informarsi meglio quando si scelgono i condottieri, scartando ad esempio i simpaticoni, mossi dal solo obiettivo di piacere, anche sacrificando interessi collettivi. Scartare pure chi racconta bugie seriali, prova regina dell intenzione di cui sopra, piacere a tutti i costi. Scartare chi cambia spesso idea, eccedendo in duttilità, indizio di una struttura di personalità priva di basamento e incapace di progettualità, carenze che sembrano fatte apposta per incrementare la confusione nei sistemi sociali. Chirurgico Eugenio Scalfari in proposito: Il pregio di Renzi è sempre stato quello di essere d accordo con tutti affinché tutti siano d accordo con lui. Ora tutti si chiedono chi è Renzi, domanda intelligente solo se posta il giorno prima. Fioccano articoli e biografie non autorizzate, che si compongono a capocchia, secondo i canoni molecolari della civiltà twitteriana, da cui non si desume proprio nulla, se non qualche emozione che presto evapora, generando l unico figlio legittimo di questi tempi, quel vuoto di cui talvolta ci sembra parente stretto il prossimo presidente del consiglio. Ologramma di noi, della nostra volatilità, domani lascerà il posto ad altri illusori spettri, che passeranno pure essi, portandosi via un pezzo non rinnovabile di un Paese dagli amanti sempre più rari. Eppure, malgrado questo, o forse proprio per questo, noi speriamo che per una volta piacioni e cortigiani vincano la scommessa, perché in caso contrario ci aspetterebbe la padella di piazzisti già sperimentati con sommo insuccesso oppure la brace di comici che scivolano irresistibilmente al gradino di sotto, quello dei pagliacci. Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segretaria di redazione: Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto. Editore: Kimon scrl, via San Camillo, 8 Messina. Tel Fax: P. IVA Registrazione Tribunale di Messina n del 4 maggio Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n Stampa: Sts - Società tipografica siciliana spa Strada 5 n. 35 Zona industriale Catania. Redazione e ufficio abbonamenti: via San Camillo, (ME), CCP n Copie arretrate: euro 3,00. Progetto grafico: Davide Lopopolo per Psychodesign Internet: centonove SETTIMANALE REGIONALE DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA Direttore responsabile Graziella Lombardo Garante del lettore: Attilio Raimondi Distribuzione: Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso 9/ Messina telefono Distributore regionale: Eagleservices via M. Rapisardi, Acicastello (CT). Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San Camillo, 8 Messina Tel Fax: Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm. 3,5 x 4,5); Manchette prima pagina euro 206,58; Finestrella prima pagina euro 438,99; commerciali a mod. euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. euro 129,11; redazionali euro 77,47; una pagina interna euro 1.446,08; ultima pagina euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + euro 387,34. Certificato Ads n del 14/12/2011 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana centonove pagina 2

3 riservato TOP SECRET MESSINA. Il direttore generale Antonio Le Donne studia l accorpamento delle partecipate del Comune. Ecco perchè Multiservizi, pazza idea DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Nel presentarlo, il sindaco Renato Accorinti lo aveva definito un Balotelli, un fuoriclasse capace con una giocata di far svoltare le partite. In realtà, col passare dei mesi, Antonio Le Donne si è rivelato più un mediano, di quelli che si dice facciano il lavoro oscuro. Perchè, lavorando fuori dal cono di luce dei riflettori, il direttore (e segretario) generale di palazzo Zanca sta piano piano rivoluzionando la macchina amministrativa del Comune. Ha iniziato con la razionalizzazione dei dipartimenti, sta proseguendo con le partecipate. Come? Accorpandole. MULTISERVIZI, PAZZA IDEA. L idea è quella di sfruttare le economie di scala, garantire un interscambio di personale, creare una governance unica, eliminare i doppioni e far funzionare il tutto. Sembra un impresa titanica, e probabilmente lo è, ma quando ne parla, pur mantenendosi abbottonatissimo, a le Donne si illuminano gli occhi: accorpare Messinambiente, Atm, probabilmente anche Amam, farvi rientrare dentro anche i dipendenti di Feluca, da tre anni in un limbo senza fine, e poi incrociare le dita. Come? E soprattutto, perchè? Per le economie di scala. Una partecipata ha meccanici ma è scarsa di officine, viceversa un altra di gente che sa mettere mano ai mezzi ne ha pochi, ma ha spazi e macchinari in eccesso? L Amam non sa più a che santo votarsi per disporre di una sessantina di amministrativi, che altre partecipate invece hanno in quantità spropositata e lasciano a rigirarsi i pollici? Ci sarebbe da creare un unico centro dati per tutte le aziende? Ecco tornare utili i quattordici di Feluca. Poi c è la questione della governance. Un manager unico, un consiglio d amministrazione solo, un collegio sindacale e basta, e niente più problemi di scollamenti nei bilanci, crediti non riconosciuti e debiti mai pagati, come da anni avviene tra Ato3 e Messinambiente con palazzo Zanca che, comunque vada, sarà costretto a mettere mano al portafoglio e ripianare perdite. Che forma avrà la nuova multiservizi? Questo è nella testa dell assessore al Bilancio Guido Signorino, ma qualche ipotesi è già stata scartata. E altre hanno iniziato a circolare. SPA O SPE...CIALE? L unica previsione certa è che la nuova società sarà interamente pubblica: l amministrazione Accorinti di partner privati non vuole sentirne parlare. Le soluzioni, quindi, sono due: Azienda speciale sulla falsariga dell Atm, o società di capitali con unico azionista il Comune. Le Donne propenderebbe per Il direttore generale Antonio Le Donne la seconda soluzione: le società di capitali hanno autonomia patrimoniale perfetta. Ciò significa che il socio Comune avrebbe, dal punto di vista patrimoniale, responsabilità limitata poichè risponderebbe dei debiti della società solamente nel limite del capitale conferito. Viceversa, un'azienda speciale è un ente pubblico in tutto e per tutto, PRIMO PIANO 6. Lombardo interdetto Condanna a sei anni per l ex presidente POLITICA 8. Raciti, occhio al rimpasto Il trionfatore delle primarie affronta la prima grana 9. Messina, segretario cercasi Ancora nel limbo la leadership dei democratici in riva allo Stretto 10. Romano, re d Occidente A tu per tu con Saverio Romano 11. La pianta di Argiroffi A Roccalumera, il sindaco vara il nuovo organigramma comunale SICILIA 12. Gli appalti di Camelot La procura di Patti getta un ombra sulla gestione dei lavori pubblici 14. Un tetto per chi non ce l ha Inaugurato a Messina il dormitorio comunale Casa Vincenzo 16. Sanremo profuma di Messina I borghi e i prodotti tipici della provincia messinese sbarcano al Festival della canzone Italiana 18. Isola pedonale con guerra Commercianti contro il Comune in aula. E vince chi fa la voce più grossa SOMMARIO definito quale "ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto". Il vantaggio è che, essendo le aziende speciali soggette al diritto pubblico e non avendo scopo di lucro, non sono soggette a tassazione in quanto non producono profitti ma forniscono un servizio al di fuori dei meccanismi di mercato. Per un azienda come la Multiservizi, da 1200 dipendenti e fatturato che sfonderebbe abbondantemente i cento milioni di euro, non sarebbe un vantaggio da poco. Nello specifico, non producendo utili, un azienda speciale non sarebbe soggetta ad Ires, che oggi ammonta al 27,5% del reddito. Di sicuro, poi, non pagherebbe Iva, il cui costo oggi oscilla tra il 10% ed il 22% a seconda del servizio. 20. Provincia? In mezzo alla strada Dopo cinque anni, gli uffici di Palazzo dei Leoni ultima la mappa delle strade ECONOMIA 21. Franza,effetto Tremestieri Il secondo approdo di Messina fa saltare le trattative 22. Antonello, futuro in salita La banca di Credito cooperativo messinese 23. Agrumicultura, la guerra di Toti Il deputato Lombardo presenta mozione per salvare il settore POSTER 30. La Rinascita delle Scalinate Un circuito turistico lungo le sette rampe della XXIV Maggio RUBRICHE 3. Riservato 4-5. Settegiorni 24. Consumatori / Consulenti 28. Libri/La Classifica 28. Lacerti di Letture Lettere & Commenti 30. Qui Scuola / Heritage 30. Ecologia 31. Eliodoro / 150 Parole da Palermo 31. Animal House ONLUS MESSINA Fondazione Scandurra, Serit sequestra i fitti MESSINA. Riscossione Sicilia chiede 700mila euro di Irpeg, nessuno contesta la cartella esattoriale che diventa esecutiva e l agente di riscossione sequestra gli introiti provenienti dagli affitti degli immobili. E la denuncia che il commissario straordinario Francesco Mangano ha inoltrato all assessorato alla Famiglia a proposito della Fondazione Scandurra di Messina, della quale è stato presidente l ex sindaco di Graniti, Vincenzo Lo Monte. Le onlus, che non hanno scopo di lucro, non dovrebbero pagare l Irpeg. LAVORI PUBBLICI Concordato preventivo per il Consorzio dei Mollica ROMA. Sarà presentato a giorni al Tribunale di Roma la richiesta di concordato preventivo del consorzio stabile Aedars che, secondo la Prefettura di Roma che ne ha pronunciato l interdittiva antimafia, fa capo ai fratelli Pietro e Mico Mollica di Gioiosa Marea. Diverse le opere pubbliche bloccate dagli enti a Quarto Oggiaro a Milano, a Venezia, a Taranto e a Porto Empedocle, dove il consorzio dei Mollica era impegnato con finanza di progetto per svariate decine di milioni di euro. Controlli sono in corso sui consorzi stabili Vitruvio e Valori che fanno capo allo stesso gruppo. PROGETTAZIONI Consorzio Autostrade Indagine della Dia MESSINA. La Dia fa visita al Cas, il consorzio delle autostrade siciliane. Gli agenti hanno chiesto copia di alucni incarichi di progettazione su opere oggetto di indagine e stanno valutando il ruolo svolto da alcuni tecnici interni all ente di contrada Scoppo, che hanno partecipato alla progettazione delle opere, per le quali negli anni sono state liquidate ingentissime parcelle professionali. MESSINA Il ministero: nelle Zps, nessun impianto rifiuti ROMA. Doccia fredda per l impianto di biostabilizzazione progettato in contrada Pace dal Comune di Messina che ricade in piena area Zps, zona protezione speciale. Nessun intervento può essere previsto nella zona se non si danno le opportune e preventive spiegazioni rispetto alla direttiva Habitat sull ambiente, al fine di evitare contenzioni i n sede comunitaria. E la risposta che il funzionario Rosario Grimaldi ha indirizzato al WWf, che aveva posto un quesito sull opera che sta per andare in appalto a Messina. centonove pagina 3

4 settegiorni CHI SALE Renato Accorinti MESSINA. Tutto avrebbe pensato nella vita Renato Accorinti, tranne che diventare, come Lorella Cuccarini, il più amato dagli italiani. Il sindaco di Messina, infatti, da un sondaggio dell Istituto Piepoli relativo al gradimento ed alla popolarità dei sindaci eletti in nome di un nuovo corso politico, è risultato il più gradito, col 54% delle preferenze. Sofia Sfameni VALDINA. Ancora una convocazione in nazionale per la giovanissima pongista Sofia Sfameni. L atleta dell Astra Valdina, attuale n. 1 della classifica italiana categoria ragazzi, con i colori azzurri parteciperà al torneo internazionale di Orebro (Svezia)dalfinoal23febbraio. MESSINA Michele Caudo assolto nel caso Impregilo/Taormina MESSINA. Assolto perchè il fatto non sussiste. E con questa motivazione che il Gup del tribunale di Reggio Calabria, Indelicato, ha concluso il rito abbreviato del processo che vedeva imputati Michele Caudo, ex coordinatore provinciale dell Udc e Domanico Occipinti, dirigente della mega impresa di costruzioni Impregilo. I due erano finiti alla sbarra nell inchiesta che, nel SOCIETÀ San Pier Niceto solidarizza con il popolo venezuelano San Pier Niceto. Manifestazione di solidarietà degli italo venezuelani dell hinterland tirrenico, che stasera, venerdì 21 febbraio alle 20.30, si riuniranno dinanzi alla chiesa di San Francesco per far sentire la loro voce a sostegno della pacificazione in Venezuela, dove le manifestazioni degli studenti hanno scatenato la guerriglia. Giornata della Guide Turistiche, visite gratuite in Sicilia Messina. Visite guidate gratuite in Sicilia per la XXV Giornata Internazionale della Guida turistica che si festeggia oggi, venerdì 21 febbraio. L Associazione regionale delle guide propone fino a domenica visite, dalle 9.30 alle 17, alla scoperta di Catania, Acireale, Milazzo, Castroreale, Aidone e Piazza Armerina. Catania, al via la kermesse fotografica Cromatico Photo Festival Catania. Al via la kermesse fotografica Cromatico Photo Festival, che sarà ospitata il 22 e 23 febbraio da SpazioCromatico. Una due giorni di full immersion nel mondo della fotografia per professionisti e appassionati provenienti dalla Sicilia, ma anche dall Egitto e dall Australia. Otto master presenti, prestigiosi nomi di rilievo internazionale come Monica Silva, Irina Kolesnikova, Mustafa Sabbagh, Lucia Pulvirenti, Damiano Errico, Ramona Zordini, Gianni Mazzesi, Nicola Lodigiani. Guardami è il tema del concorso. Quaranta i partecipanti, tre i vincitori. Pedro Costa Ferreira MESSINA. Il giovane talento portoghese dell Acr Messina, con una splendida doppietta in casa del Foggia che fu di Zeman, ha rilanciato le quotazioni del team di Lo Monaco ora in zona salvezza (ovvero pass per la Terza serie unica). Ma è anche diventato oggetto di parecchia attenzione da parte delle società di A e B. Peppe Previti MESSINA. Ha rinunciato alla politica attiva, ma quando c è da mettersi al servizio del prossimo, l ex consigliere provinciale di Rifondazione comunista non se lo fa dire due volte. Previti, infatti, ha adottato Lucio, il senzatetto che da mesi passa le sue giornate al comune di Messina. Ogni mattina la colazione offerta dall ex consigliere poi, qualche giorno fa, Lucio è stato vestito da capo a piedi da Previti. Salvatore Coppolino BARCELLONA. Senza politica l ex consigliere provinciale non sa vivere. Superati i problemi di salute che l hanno allontanato per diversi mesi dal campo di battaglia, Coppolino si è ributtato nella mischia costituendo il primo circolo del Nuove centro destra (Ncd) di Barcellona Pozzo di Gotto. Coppolino, ex esponente del Pdl, rimane fedele al progetto politico del vice premier uscente Alfano e del suo referente locale, l onorevole Nino Germanà. Michele Caudo 2009, aveva coinvolto l ex procuratore aggiunto di Messina Pino Siciliano. L accusa, per i due, era di aver influito nel contenzioso civile tra il comune di Taormina e la Impregilo: contenzioso che vale 45 milioni, che riguarda i lavori del parcheggio Lumbi e che va avanti autonomamente. MESSINA contribuito, fino ad oggi, a far espandere il Centro. Madrina sarà l attrice Fioretta Mari. Durante l incontro si assisterà alla presentazione ufficiale del Backstage del film Ballando il Silenzio, scritto da Tosi Siragusa e Salvatore Arimatea, diretto dallo stesso Arimatea, all esibizione in anteprima assoluta di alcuni brani di tango eseguiti dal vivo dal compositore Per la prima volta un Certamen Graecum MESSINA. Al via al liceo Classico La Farina di Messina la prima edizione dell Agon Zanklaios/Certamen Graecum Messanense. L appuntamento è fissato per sabato 1 marzo e nel pomeriggio, nei locali del Liceo, avrà luogo un convegno su Tucidide. Relazioneranno i professori Bruno Tripodi ed Emiliano Arena. La manifestazione culturale si concluderà il 2 marzo con la lectio magistralis del professore Renzo Tosi e con la premiazione dei vincitori. Il certamen si svolgerà con il patrocinio del Comune, della Provincia e dell Università degli Studi di Messina. Parteciperanno alla competizione allievi del IV e del V anno provenienti da licei dell Italia meridionale che si cimenteranno nella traduzione e nel commento storico letterario di un brano tratto dalle Storie di Tucidide. Il Cam di Messina spegne due candeline DI ROSSANA FRANZONE Centoquarantacinque persone associate, sessantacinque ditte dell entroterra siciliano che hanno sostenuto i progetti, vari comuni con cui ha instaurato un connubio e con cui continua a collaborare. E poi cinquecento persone arrivate da tutta italia per il casting dell ultima produzione cinematografica, tremilacentosessanta le visualizzazioni in poco più di un mese del trailer ufficiale dello stesso film, settecentocinquantadue persone coinvolte sul set e un capodanno pensato e realizzato per Messina. Questi i numeri del Cam, Centro Artistico del Mediterraneo, polo culturale messinese, che spegne la sua seconda candelina. E per tracciare un consuntivo di questi due anni di attività, oggi venerdì 21 Febbraio, alle 18, nell Auditorium della Gazzetta del Sud, organizza una festa. Saranno presenti gli enti, i soci e tutti quelli che hanno Renzo Tosi INIZIATIVE. Il Centro Artistico del Mediterraneo festeggia due anni di attività. Con un evento Michele Catania, a una mostra fotografica di Mariateresa D agostino e Annalisa Mazzeo. Infine, saranno presentati I nuovi progetti per il nuovo anno. Saranno presenti il Presidente nazionale dell Associazione Italiana Familiari e vittime della Strada onlus, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni e il Presidente dell Associazione Italiana Persone Down sezione di Milazzo Messina, Vittorio Cannata. L evento proseguirà al Dolce Lounge Bar con musica live con Angela Venuti, Tony Bellone e DJ Set con Maurizio Presente. «Sono felicissima ed onorata - dice Francesca Barbera, presidente del Cam - di rappresentare un gruppo così coeso e professionale che in due anni è riuscito a raggiungere importanti traguardi. Il Cam non è solo un polo culturale ma anche uno spazio per poter condividere i propri sogni e farne realtà». centonove pagina 4

5 settegiorni MESSINA. Ritrovata in abbandono una scultura in bronzo del Maestro toscano formatosi a Firenze Fabbri in cantina A capirne l importanza, l artista Ranieri Wanderlin. L opera sarà trasferita nella Galleria di Arte Moderna del Palacultura Antonello Messina. Ritrovata negli scantinati del Comune di Messina, dove giaceva abbandonata da oltre vent'anni, una scultura in bronzo realizzata da Agenore Fabbri e successivamente posta nell'atrio degli uffici del sindaco, Renato Accorinti. L'opera è stata oggetto di un'attenta valutazione da parte dell'artista Ranieri Wanderlingh, che, avendone constatato l'importanza, ha contattato Alessandra Migliorato, storico dell'arte del Museo Regionale di Messina. L'assessore alla cultura, Tonino Perna, ne disporrà il trasferimento nella Galleria d'arte Moderna al Palacultura. Il bronzo appartiene alla serie delle "Risse", opere nelle quali Fabbri esprime "l'orrore per la violenza che ha segnato la generazione uscita dal conflitto bellico, oggettivando figurativamente l'elemento di ferinità che sottende ad ogni conflitto. Non è, però, qui, la furia senza controllo a creare inquietudine e disagio, ma l'energia compressa, la tensione trattenuta dei due corpi che si contrappongono senza abbandonare la loro flessuosa eleganza, culminando nello sguardo sgomento della donna, colta di sorpresa dall'unghiata lacerante della belva". Alessandra Migliorato ha redatto una scheda dell'artista toscano (Barba, Pistoia, 20/5/ Savona 7/11/1998), che occupa un posto significativo nel panorama artistico novecentesco. Formatosi presso l'accademia di Firenze, frequenta sin da giovane il celebre caffè "Giubbe Rosse", luogo di ritrovo degli ermetici Eugenio Montale, Carlo Bo e del pittore Ottone Rosai. Numerosi anche i premi ed i riconoscimenti nel corso della sua lunga carriera; nel 1938 ottiene il Premio Bagutta- Il nuovo consiglio direttivo della Sgb Rallye (foto Carmelo Lenzo) SAN PIERO PATTI Un nuovo team per la scuderia Sgb Rallye La Sgb Rallye rinnova le figure del suo consiglio direttivo. Confermato il presidente e fondatore della scuderia Giuseppe Gulino, vice-presidente è stato eletto l agrigentino Dino Nucci, già consigliere nonché forte driver, che prende il posto del compianto Agostino Biondo, la cui figura resta all interno del direttivo come socio onorario, confermato in blocco il reparto tecnico con direttore sportivo Mauro Gulino e direttore tecnico Rosario Gulino, così come il segretario e amministratore delegato Carmelo Truglio ed il responsabile noleggi Massimiliano Merendino. Nuovo incarico di responsabile soci a Giuseppe Bellini, responsabile area economica Davide Mazzotti, responsabile area amministrativa Benedetto Elfio. A loro si aggiungono i consiglieri, Salvatore Calabrò e Alessandro Tricoli nuovi eletti all interno del consiglio della scuderia. Eletto anche Alessandro Denaro responsabile dell ufficio stampa. Non farà più parte del team messinese, invece, l'ex consigliere Antonio Pittella. Dopo la nascita della scuola rally, un ulteriore passo in avanti per la Sgb Rallye considerata una tra le scuderie italiane più attive. Spotorno per la statua bronzea "Piccolo pescatore", che viene acquistata dal Museo di Arte Moderna di Milano su proposta di Arturo Martini; nel 1940 realizza la sua prima mostra personale presso la Galleria Gian Ferrari di Milano. Nel 1952 a Messina consegue il primo premio alla Mostra della Ceramica d'arte Italiana; nello stesso anno e nel 1960 realizza due esposizioni personali alla Biennale di Venezia. Partecipa a La scultura di Agenore Fabbri varie edizioni della Quadriennale di Roma, consegue per tre volte la medaglia d'oro alla Triennale di Milano (1948, 1951, 1973). Nel 1967 illustra dieci poesie di Salvatore Quasimodo, con il quale è legato da una profonda amicizia, tanto che l'anno successivo il poeta gli dedica una lettera aperta che viene pubblicata dal settimanale "il Tempo" in occasione della mostra alla Galleria Borgogna di Milano. Prima della sua scomparsa, nel 1998, diventa presidente dell'accademia Nazionale di San Luca a Roma. Il linguaggio di Fabbri, in particolare negli anni centrali della sua esistenza, dal secondo dopoguerra fino all'inizio degli anni Ottanta, è caratterizzato da una particolare cifra espressionista, che trae ispirazione dai dati della realtà (in contiguità con la grande ondata del Neorealismo), trasfigurati, però, e scarnificati fino a ridursi ad una dimensione di essenzialità immediata, drammatica e sconcertante. ROSA E NERO Trapani, si è spento l ex deputato Francesco Canino Trapani. Si è spento il 17 febbraio l ex deputato ed assessore regionale democristiano, Francesco Canino. Per lui, il 10, il pm Andrea Tarondo aveva chiestola condanna a 12 anni di reclusione per l' accusa di associazione mafiosa. I guai giudiziari del politico risalgono al 1998, con l' arresto per mafia. Secondo l' accusa per un ventennio sarebbe stato a capo di un comitato di affari e in rapporti con boss di Cosa nostra gestendo appalti e finanziamenti pubblici. Il Comune, in particolare, sarebbe stato ritenuto una sorta di suo feudo. Nato il 26 luglio 1937, Canino, dopo avere militato nell' Azione cattolica, iniziò giovanissimo, nel 1956, un attività sindacale che l' avrebbe portato ai vertici della Cisl, nel consiglio di amministrazione dello Iacp, nella giunta della Camera di commercio e alla presidenza dell' Inps. Nel 1960 la sua prima elezione al consiglio comunale, nel1981 quella all' Asssemblea regionale. Durante le quattro legislature consecutive Canino è stato assessore agli Enti Locali e all Industria. La Sacra Rota racconta: separazioni entro i cinque anni Catania. Oltre il 60 percento delle richieste di annullamento inoltrate al Tribunale ecclesiastico siciliano riguarda matrimoni entrati in crisi entro i primi cinque anni di convivenza. Anzi, qualcuno ha il destino segnato addirittura nei primi sei mesi, il 21 percento nel primo anno. Sono i dati che vengono fuori dall attività della Sacra Rota regionale. Durante il 2013, sono state introdotte 296 cause (29 in più rispetto al 2012), che si sono aggiunte alle 837 pendenti, riferite agli anni precedenti, quindi ne sono state trattate 1133; mentre ne sono state concluse 335, di cui 241 con sentenza affermativa, mentre le altre con sentenza negativa o archiviate. A dare maggior lavoro al Tribunale sono le diocesi di Palermo (248 cause trattate), Messina (184) e Catania (155). Relativamente alle cause portate a sentenza intesta c è Palermo (81), Messina (43), Catania (39). CHI SCENDE Paolo David MESSINA. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale si è fatto contagiare un po troppo dall atmosfera di libertà e spensieratezza che ha inondato le strade sabato 19, durante la notte della cultura. David, infatti, è stato pizzicato in sella alla sua moto a percorrere il corso Cavour in controsenso, nella corsia preferenziale, con la chioma al vento. Lino Santoro MESSINA. Il titolare del bar omonimo di piazza Cairoli non dimostra savoir-faire. Invitato in consiglio comunale a parlare dell isola pedonale e dei disagi che il suo bar avrebbe subito dalla chiusura al traffico della piazza, una volta fuori dall aula, ad una frase di alleggerimento pronunciata dal dirigente alla Viabilità Mario Pizzino, Santoro ha risposto con un plateale spintone. Gaetano Cacciola MESSINA. Dopo trentadue anni, Gaetano Cacciola ha liberato la sua stanza al Cnr, il centro nazionale delle ricerche di Contesse che ha diretto per anni, al quale è stato strappato dal suo ruolo di assessore della giunta Accorinti. Alla domanda Come ci si sente a passare dal confronto con gli scienziati a quello politico?, Cacciola ha abbozzato un sorriso sconsolato ma eloquentissimo ed ha alzato gli occhi al cielo. Giovanni Cocivera MESSINA. Non contento della bocciatura alle urne di giugno e davanti al Tribunale amministrativo a febbraio, l ex consigliere comunale ci riprova, ricorrendo all ultimo grado della giustizia amministrativa nella riproposizione del ricorso contro l elezione del sindaco di Messina. Una mossa che, ufficiosamente, gli era stata sconsigliata dai maggiorenti del Pd. Nicola Cucinotta MESSINA. Il segreto del consigliere comunale del Pd in occasione delle primarie? Lo sfruttamento minorile. Cucinotta, infatti, ha come suo più fedele collaboratore il figlio. Lo si è visto alle ultime consultazioni, quando, mentre Cucinotta parlava con alcuni fedelissimi, il giovine tefefonava a tutti i possibili elettori, invitandoli a recarsi al seggio di Piazza Castronovo. centonove pagina 5

6 primopiano CATANIA. Condanna a sei anni di reclusione per l ex governatore con l accusa di concorso esterno per mafia Lombardo interdetto Il Tribunale con una sentenza destinata a fare discutere ha ritenuto l imputato reo di frequentazioni con il gruppo Santapaola, assolvendolo invece da quelle con il clan Cappello. Storia di una scalata al potere. Con una brusca caduta Raffaele Lombardo DI ENZO BASSO CATANIA. Il giorno dopo la sentenza che lo ha visto condannare a sei anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, con relativa interdizione dai pubblici uffici, l ex presidente della Regione Raffaele Lombardo non ha avuto esitazioni sul da farsi: andare nella sua tenuta di campagna, a Ramacca, «a raccogliere le arance rimaste sugli alberi». «Basta con gli avvocati - si è detto - basta con lo stillicidio delle udienze di un processo che lo ha stressato non solo politicamente, basta con i panni dell imputato: meglio indossare quelli dell agricoltore», la sua vera passione. Ma Lombardo non perde mai la battuta: «Sono soprattutto dispiaciuto per i miei avvocati. Non pensavano si arrivasse a tanto». I RETROSCENA. Quello del processo Iblis a Catania, che vede come imputato l ex fondatore dell Mpa, è uno dei percorsi più tormentati della storia giudiziaria degli ultimi vent anni in Sicilia. A svelarne l esistenza è un mancato scoop giornalistico: nel giugno 2010, dopo che Raffaele Lombardo ha scalato avventurosamente la Regione con una alleanza di ferro stretta con il suo gemello politico Totò Cuffaro, schierato con il centrodestra, il quotidiano Repubblica a firma del suo inviato Francesco Viviano, titola: Richiesta di arresto per Lombardo. Un formidabile assist: il procuratore aggiunto Vincenzo D Agata in una conferenza stampa afferma: «Nessuna richiesta di arresto, anzi». Non tarda ad arrivare infatti una sofferta richiesta di archiviazione da parte della Procura, che spacca in due il fronte dei magistrati che hanno letto e studiato una informativa di quattromila pagine firmate dai Ros, i carabinieri che per anni hanno pedinato politici e mafiosi tra Catania, Castel Di Iudica e Ramacca, nelle campagne dove viene filmata una festa elettorale notturna, indetta in onore di Angelo Lombardo, fratello di Raffaele, cui partecipano alcuni esponenti di Cosa Nostra, vicini al boss di Caltagirone Salvatore La Rocca, ed esponenti del Mpa, come il milazzese Santino Catalano. LE GEOMETRIE VARIABILI. Campione di consenso, esperto in campagne elettorali, dopo il divorzio dell Udc di Casini che ha portato il giovane Gianpiero D Alia all editto di Cerere, l anatema dei quarantenni ex Dc che dalla Rocca di Enna, come Euno che capeggiò la rivolta degli schiavi, chiesero la liberazione del partito da tutti quelli che avevano i metodi di Mangialasagne, dal nome d arte del deputato agrigentino Calogero Lo Giudice finito in carcere per tangenti, Lombardo non perde tempo: adotta il libretto rosso dell Autonomia, fonda l Mpa e parte lancia in resta alla conquista non solo della Sicilia ma anche della Calabria e pure della Sardegna, dove va a scovare un candidato di nome Cuccureddu. Un motore del consenso instancabile, che porta D Alema, in una convention a Bari, a dire: «E nato un nuovo leader e viene dal Sud, dal nostro Sud». Lombardo ha tre temi forti per l Autonomia: fare pagare le accise ai petrolieri che hanno inquinato il Sud, mettere al primo posto dell agenda del governo il Ponte sullo Stretto, completare i collegamenti autostradali, portuali e aeroportuali per mettere la Sicilia al centro del Mediterraneo. Una ideologia, portata avanti dal fido Lino Leanza, che determina scioperi della fame davanti alle raffineria, manifestazioni davanti allo Stretto e incanta economisti come il messinese Mario Centorrino, che definisce Lombardo un eroe, storici come Pietro Barcellona, giuristi come il messinese Antonio Andò, politici come Antonello Cracolici e Beppe Lumia. Che in cambio di una virata antimafiosa di Lombardo a sinistra, stringono un alleanza di ferro per portare il Pd al governo. Sdoganata la destra, nasce con le fantasiose geometrie variabili, il governo dei tecnici. Arriva alla sanità il pupillo di Borsellino, il magistrato Massimo Russo, alle Autonomie la IN PARTICOLARE Così scrisse il Gup LE DECISIONI DI MAINA RIZZA, CHE INVIA ALLA PROCURA UN INTERCETTAZIONE CON MARIO CIANCIO SANFILIPPO Otto anni e sei mesi, ma niente voto di scambio. È questa la sentenza del Gup dio Catania, Marina Rizza, nei confronti di Raffaele Lombardo. L ex presidente della Regione, almeno in primo grado, è stato riconosciuto colpevole del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Rinvio a giudizio, invece, per il fratello Angelo,l ex deputato del Mpa che non ha scelto il rito abbreviato (udienza il 4 giugno). Per Lombardo, da mercoledì intedetto dai pubblici uffici e per un anno in libertà vigilata, la Procura aveva chiesto la condanna a 10 anni di reclusione. Rinviato a giudizio anche Angelo Lombardo, ex deputato nazionale del Movimento per l'autonomia, per concorso esterno all'associazione e voto di scambio, fissando la prima udienza del processo per il prossimo 4 giugno. Come accennato, la condanna assorbe il reato elettorale con Cosa nostra, mentre l ex presidente è stato prosciolto dalle accuse relative all'ipotesi di voto di scambio con il clan Cappello. Il Gup ha disposto anche la trasmissione alla Procura degli atti che la stessa Dda aveva prodotto di un'intercettazione nella sede del direttore e editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. La condanna a sei anni e otto mesi e le pene accessorie saranno sospese dall'appello che gli avvocati hanno annunciato presenteranno contro la sentenza, che per diventare esecutiva deve essere definitiva. Soddisfatto il procuratore di Catania, Giovanni Salvi: «Abbiamo fatto un lavoro importante con una procura unita che ottiene un bel risultato. Oggi è avvenuto un fatto storico. Si ha per la prima volta la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa per un presidente della Regione Siciliana. Frutto di un lavoro importante che ha avuto anche collaboratori importanti a sostegno dell'accusa. Quello che è importante per noi - ha aggiunto Salvi - è vedere riconosciuta l'impostazione del pubblico ministero che riteneva ci fosse una condotta da condannare». Salvi ha chiarito che quando emersero «divergenze all'interno dell'ufficio non erano sulla sussistenza dei rapporti» tra Lombardo e esponenti di Cosa nostra, ma «sull'interpretazione della norma che prevede la responsabilità del concorso esterno». centonove pagina 6

7 primopiano figlia di Rocco Chinnici, Caterina, ai rifiuti e all energia, l ex prefetto di Messina e Palermo, Giosuè Marino. E proprio sui rifiuti si consuma il grande scontro e il grande ricatto della politica siciliana cui Lombardo fa ricondurre le sue disgrazie politiche: la denuncia sulle mazzette sui termovalorizzatori, l affare del secolo sulla pelle dei siciliani, sul quale oggi la Procura di Bolzano ha trovato le tracce: tangenti per sedici milioni di euro passate da un contenitore societario del gruppo Falk, indirizzate con operazione estero su estero a politici siciliani. POLITICA E MAGISTRATURA. Ma il Pd siciliano si spacca sulla questione morale: mezzo partito vuole il divorzio da Lombardo. Cracolici e Lumia tengono duro fino a quando un giudice solitario, il gip Luigi Barone, a fronte della spaccatura verticale tra i magistrati e dei veleni generati dalla richiesta di archiviazione su Lombardo, nella quale si sottolinea che il pentito Maurizio Avola, assistito dall avvocato messinese Ugo Colonna, non viene ritenuto credibile, si oppone all archiviazione e mesi dopo arriva a chiedere il rinvio a giudizio e l imputazione coatta. Lombardo, pochi giorni prima, al Palaghiaccio di Catania, gremito come non mai dalle truppe cammellate dell Autonomia, lancia un messaggio che lascia tanti di stucco: «Oggi è qui con noi, un personaggio che. prima di essere un alleato politico, è un fratello». Tutti si aspettavano l incoronazione ufficiale di Lino Leanza. Ma, con tono fermo, nel clima polare del Palaghiaccio, Lombardo gela tutti: «Questo mio fratello si chiama Beppe Lumia». Gli applausi stentano, sono incerti. C è smarrimento. Così si verifica la prima grande spaccatura dentro l Mpa, il partito che sul modello bavarese voleva essere la Lega del Sud, che determinerà in seguito alla fuga di tanti verso la casa comune, l Udc: da Il Gup Marina Rizza Lino Leanza, prima di Fondare Articolo 4 a Giovanni Pistorio, attuale segretario regionale. AZIONI CONTRO I MAGISTRATI. Intanto davanti al Palazzo di Giustizia di Catania, dopo il controverso pensionamento del procuratore aggiunto D Agata, comincia in vista della nomina del procuratore capo, carica alla quale concorre anche Giuseppe Gennaro, già componente del Csm, un azione mirata di diffamazione. A portarla avanti, l ambientalista agrigentino Giuseppe Arnone: con un poster-bus mostra la foto di vent anni prima di Giuseppe Gennaro a pranzo con un indagato in un ristorante; il poster bus di Arnone, molto legato a Lumia, viaggia verso Enna, per una sfilata contro lo zar rosso Crisafulli e poi supera lo Stretto e arriva fino a Piacenza, sotto la casa del segretario nazionale Luigi Bersani, al quale si denunciano queste intollerabili mollezze morali in Sicilia. L effetto è quello voluto: tra i candidati alla corsa di procuratore a spuntarla UN PO DI STORIA. Tutti i guai giudiziari degli inquilini di Palazzo d Orleans Precedenti illustri TRA AVVISI DI GARANZIA, VOCI POST MORTEM E RINVII A GIUDIZIO, IL DESTINO AVVERSO DEI RE DI TRINACRIA non è Tinebra, né Gennaro, è un terzo uomo venuto dai gironi romani, Giovanni Salvi, fratello di un noto deputato del Pd, Cesare. Il processo a Lombardo riparte in quarta e anche dopo le dimissioni plateali del governatore il clima si avvelena: la Procura ha chiesto l archiviazione perché nella pentola dell inchiesta su Lombardo ci sono tutti gli affari sporchi di Catania: compravendita di terreni resi improvvisamente edificabili; investimenti in aree commerciali con fondi di oscura provenienza. In una di queste intercettazioni figura l editore Mario Ciancio: si scopre che l intercettazione avviene negli uffici di Ciancio, dove si svolge un incontro per decidere dove costruire un centro commerciale. La svolta arriva mercoledì sera alle 18: il giudice dell udienza preliminare Marina Rizza chiede la condanna per Raffaele Lombardo e chiede anche la trasmissione della documentazione inerente l editore Mario Ciancio, alla Procura della Repubblica. In mezzo alla storia ancora tutta da RAFFAELE LOMBARDO è solo l ultimo di una serie di presidenti incappati in vicende giudiziarie. La sua condanna, però, ha una particolarità in più, perché successiva a quella del suo predecessore, Totò Cuffaro, il primo a perdere la poltrona per questo. Sono tanti, comunque, i governatori colpiti dalla maledizione di Palazzo dʼorleans. Cʼè chi è stato accusato postmortem. Chi, invece, ha avuto qualche innocente frequentazione non finita nelle maglie della giustizia. Chi, ancora (una buona parte), è stato indagato nellʼambito di quella grande bufera giudiziaria che fu Tangentopoli. Niente a che vedere, però, con ciò che accade in Sicilia dalla nascita della seconda repubblica: un fenomeno da guinnes dei primati. Già perché, ad eccezione di Angelo Capodicasa e Vincenzino Leanza, tutti i presidenti si susseguono dal 1996 a sono stati inquisiti. Al suo scoppio, quasi quattro anni fa, lʼindagine sui presunti rapporti di Lombardo con la mafia è così deflagrante da far passare in secondo piano i guai giudiziari di Giuseppe Drago, ritrovatosi indagato dalla Procura di Modica. Da presidenti della Regione, Drago e il suo predecessore, Giuseppe Provenzano, vengono condannati definitivamente a tre anni (pena condonata) per appropriazione senza rendiconto dei fondi della Presidenza. Il secondo, governatore dal 1996 al 1998, aveva ricevuto in precedenza accuse ben più pesanti. Nel 1984 il giudice Giovanni Falcone lo fa arrestare (per poi rilasciarlo una settimana dopo in quanto estraneo ai fatti contestati) con lʼaccusa di aver intrattenuto rapporti con lamoglie del boss Bernardo Provenzano, in qualità di suo commercialista. In aula, tuttavia, emergono elementi di conferma non surrogati, però, da prove sufficienti. Nel 1997, Provenzano viene nuovamente accusato di collegamenti con la cosca mafiosa di Corleone, ma Cuffaro scrivere c è la condanna di Totò Cuffaro per associazione mafiosa che gli spalanca le porte del carcere, vengono indette nuove elezioni e l Mpa si squaglia portando a Sal a d Ecrole, Toti Lombardo, il figlio di Raffaele. Nel frattempo mentre il Tribunale di Catania condanna Lombardo, il Tar accoglie il ricorso di Gennaro che rivendica la carica di procuratore capo a Catania, mentre il tribunale di Agrigento archivia le posizioni di Rosario Crocetta e Giuseppe Lumia, a proposito delle dichiarazioni sui mandanti delle diffamazioni mirate, lanciate da Giuseppe Arnone. Resta un mistero giudiziario tutto da decifrare. Come è successo ad Andreotti, Lombardo viene ritenuto colpevole per le frequentazioni irrituali con esponenti del clan Santapaola, ma viene assolto dalle accuse di frequentazione con il clan Cappello. Come dire: anche nella mafia ci sono due gradi di giudizio. Un grado di appello al quale il governatore venuto da Grammichele ora spera di avere ragione, anche in nome della calpestata dignità della Sicilia. Drago Provenzano lʼinchiesta viene archiviata perché le accuse sono prive di riscontri. C è poi chi è stato colpito da solo voci. Come Giuseppe La Loggia, presidente dal 1956 al Dopo la sua morte, nel 1994, viene chiamato in causa per presunte connessioni con la cosca di Villabate, come sembrerebbe suggerire una telefonata tra il figlio Enrico e il capocosca Antonino Mandalà (che in aula asserisce di avere millantato). Nel 1961, invece, lʼex boss dellamafia italo americana, Nick Gentile, dichiara nella sua autobiografia (1963) di averlo sostenuto alle elezioni del Presidente dallʼ80 allʼ82, democristiano, Mario D'Acquisto incappa invece nella primissima tangentopoli siciliana, dalla quale verrà poi assolto. Attilio Bolzoni, su la Repubblica del 2 settembre del 1988, lo indica come testimone alle nozze del figlio di Giuseppe Marsala, capomafia di Vicari. A fare più scalpore è però la vicenda di Rino Nicolosi (Dc), che tra il 1985 e il 1991 guida sei governi prima di essere eletto alla Camera nel Il presidente viene arrestato con l'accusa di avere intascato mazzette. Il dopo Nicolosi finisce per coincidere con lʼinizio di tangentopoli. Anche per questo, tutti coloro che guidano la Regione fino a Giuseppe Provenzano vengono colpiti da indagini. Si tratta di tre messinesi. Il primo è Leanza, rinviato a giudizio con l'accusa di corruzione e concorso in truffa per un finanziamento dellʼircac di una cooperativa. Gli altri sono Giuseppe Campione e Franco Martino. Tutte e tre le inchieste finiscono con un buco nellʼacqua. (D.D.J.) centonove pagina 7

8 politica AL BIVIO. Il trionfatore delle primarie incontra la prima grana: discutere della nuova giunta Raciti, occhio al rimpasto Oltre all area renziana, dove scaldano i motori Ferrandelli, Librizzi e Bruno, e alla cuperliana, che attende i voleri di Mirello Crisafulli, va affrontata la collocazione dello sconfitto Lupo. Senza urtare Genovese Fausto Raciti, cuperliano, giovane turco, 30 anni a marzo, è il nuovo segretario siciliamp del Pd. Ha preso il 61% dei voti, affermandosi in tutte le province, salvo che nella roccaforte genovesiana, Messina e a Ragusa. Per il resto, non c è stata storia. Il rottamatore turco, come lo ha definito Davide Faraone, porta a casa il risultato che tutti si attendevano, frutto della condivisione da parte delle due anime del Partito siciliano di un nome che potesse metterle a sintesi. L uscente Peppino Lupo resta lontano dal risultato, sfiorando il 33%, trainato dall aiuto di Francantonio Genovese e nonostante si fosse dato una veste contestatrice proprio nell ultima settimana di campagna elettorale. COSA ACCADRA. Le sfide che nei prossimi giorni il neo segretario regionale si troverà di fronte saranno legate a doppio filo a quelle relative alle prossime elezioni europee e al rimpasto della Giunta regionale di Rosario Crocetta. Il giovane segretario, infatti, dovrà mediare immediatamente tra la dichiarata pretesa di Beppe Lumia di spiccare il grande balzo verso l Europarlamento e la necessità di dare spazio, nel Governo, alle anime che si sono affermate innegabilmente al congresso regionale. A questo punto, appare chiara la necessità che il governatore inizi a collaborare con Raciti, perché il nodo da sciogliere dipende anche dalla sua volontà. E i primi segnali sono positivi: avendolo appoggiato col suo Megafono, Crocetta ha speso subito parole d oro e mielose per Raciti, dimostrando - verbalmente - pronta disponibilità a riaprire il discorso rimpasto. Fausto Raciti INCOGNITA GENOVESE. Il cambio di passo rispetto al passato gestito da Peppino Lupo, in questo senso, appare evidente. Lungi dal voler concedere alcunché al segretario uscente, con ricercato e sapiente ricamo cinico, Crocetta ha bruciato nomi di peso spesi da mesi per il presunto rimpasto, innanzitutto lo stesso ex segretario, ma anche quello di Antonello Cracolici, oggi maggiorente dell area che ha fatto vincere Raciti. Assodato che Crocetta e Lumia intendono agevolare il percorso europeo del senatore palermitano, la via del rimpasto regionale si giocherà sulla capacità di Lupo di essere rappresentativo dell area di Genovese. Il perché è presto detto: l attuale assessore regionale genovesiano ortodosso, Nino Bartolotta, dovrebbe uscire fuori dall esecutivo per far posto allo sconfitto, ma Genovese è ben restio a cedere le posizioni di potere con molta facilità. Del resto, se Lupo non ha subito un tracollo lo deve esclusivamente ad un voto molto strutturato ed intruppato che il messinese ha messo in moto nella su provincia. Genovese potrebbe pertanto continuare a rivendicare, per conto della corrente di minoranza, il posto per Bartolotta che - dato fino all ultimo in un flirt con Rosario Crocetta - ha dimostrato la sua vera appartenenza all area del deputato messinese, con il tracollo bulgaro di Raciti contro Lupo nel seggio del comune di Savoca, dove Bartolotta è sindaco. Lupo al posto di Bartolotta, pertanto. Questa l opzione che viene data più probabile a seguito delle primarie, ma Genovese potrebbe insistere per mantenere le posizioni. Del resto, che tenga molto al proprio posto in giunta lo dimostrano alcune nomine effettuate di recente: nel suo gabinetto in assessorato, infatti, è stato nominato il delfino di Genovese, Raffaele Verso, che peraltro era in lista per Lupo in provincia di Messina. NOMI IN IN PISTA. Per quel che riguarda la componente renziana, pare certo l ingresso in giunta regionale di Giuseppe Bruno, ex assessore orlandiano della Primavera di Palermo, da tempo fedele sostenitore di Davide Faraone. Lo stesso leader renziano locale ha dichiarato più volte che la giunta di Crocetta va rafforzata con inserimenti di persone della società civile, del mondo del lavoro, della vita reale e non da questo o quel deputato in attesa di ricollocazione e di potere. Altri nomi in ballo per il rimpasto, il renziano Fabrizio Ferrandelli, che verrebbe ripagato per il passo indietro nella corsa alla segreteria regionale, e Gandolfo Librizzi, animatore di Big Bang Sicilia, altro fedelissimo di Davide Faraone. Per l area Cuperlo, lo scontro è ancora tutto aperto. Mirello Crisafulli, ras delle preferenze di Enna, che ha spinto Raciti sopra la soglia di elezione immediata, attende sornione il giro di nomine che si appresterà a concordare il segretario, facendo valere il proprio peso. Altrettanto interessato, Antonello Cracolici, che a Palermo pretende una cambiale da farsi pagare, e per nulla rassegnato a cedere il passo a nomi esterni, sotto sotto ancora interessato a proporsi personalmente. (D.D.J.) INDISCREZIONI Tutti in segreteria FIFTY-FIFTY FRA I VINCITORI DELLE CONSULTAZIONI. POLTRONA IN VISTA PER IL MESSINESE RUSSO Adesso Fausto Raciti dovrà partire subito con la composizione della Segreteria Regionale del Pd. Prova molto attesa e oltremodo delicata, poiché più volte in campagna elettorale ha dichiarato di volere imprimere una accelerazione in direzione di un ringiovanimento della classe dirigente, dei volti e delle procedure di funzionamento di un Partito che, volente o nolente, è stato finora percepito come in mano a potenti e grigi burocrati esponenti pro quota di questo o quel deputato regionale o nazionale. La prova, quindi, è assai delicata. Sono molte le attese della base, dei circoli e delle varie anime del Partito, che sperano in un vero cambio di passo. Gli accordi in questo momento sono chiarissimi e frutto di una logica chiaramente tradizionale : 50% dei posti andranno alla componente renziana e 50% alla componente cuperliana. Sarà sicuramente renziana la figura del responsabile dell'organizzazione del Partito, ancora non individuato - ma si fa il nome del palermitano Gandolfo Librizzi - come è renziana la vice segretaria del partito, Mila Spicola, nominata già nelle scorse ore. La caccia al talento è in queste ore in corsa, con le trattative che corrono veloci sulle varie assi locali. Potrebbero fare parte della Segreteria regionale Annamaria Angileri, segretaria del Pd di Marsala, figura di spicco per i renziani del Trapanese, Amanda Catania - renziana catanese vicina a Gianfranco Vullo, deputato regionale renziano - Dario Chinnici, palermitano vicinissimo a Faraone, papabile per l'organizzazione del Partito. Va infine sempre più rafforzandosi l'ipotesi che i renziani messinesi possano esprimere un componente di segreteria, in questo caso la scelta cadrebbe su Alessandro Russo, altro renziano storico, animatore di una vera e propria battaglia per il rinnovamento del Partito locale. Anche i cuperliani puntano sul ringiovanimento della loro rappresentanza. E tuttavia, pare che alcuni nomi che possano dare stabilità e affidabilità alla loro compagine non potranno essere elusi, come quello di Enzo Napoli, oggi segretario provinciale del PD di Catania. (D.D.J.) centonove pagina 8

9 politica Basilio Ridolfo Risolte le questioni del Partito regionale, anche a Messina si rimetteranno nelle prossime ore in moto i motori per individuare la figura del segretario cittadino. Vanno prima di tutto risolte le polemiche che sono state sollevate dai renziani messinesi, che a ridosso della domenica delle primarie - a seguito del ricorso che hanno sollevato per la indeterminatezza sulla dislocazione dei seggi a Messina città e in Provincia - hanno chiaramente imputato al segretario Liliana Modica TRATTATIVE. Ancora nel limbo la leadership dei democratici in riva allo Stretto Messina, segretario cercasi I seguaci del premier, di Gianni Cuperlo e di Giuseppe Civati incalzano il responsabile provinciale Basilio Ridolfo. Si cerca un nome su cui convergere. Ma, da Calabrò a Modica, tutti quanti dividono provinciale Basilio Ridolfo la responsabilità politica del caos e del disordine gestionale che ha portato il partito messinese a meno di 24 ore dal voto senza avere contezza del numero dei seggi e della loro localizzazione. Sono in tanti a dubitare della capacità politica di Ridolfo di traghettare il Pd messinese in questa fase di forte contrapposizione. A detta di molti, non è stato capace di essere equidistante ed imparziale, essendo troppo accondiscendente coi desideri del gruppo Lupo-Genovese. Ecco spiegati i motivi per cui l'area Renzi ha più volte ribadito la necessità di ricontrollare gli accordi, e ha fatto appello al neo segretario regionale, Fausto Raciti, perché di fatto intervenga per verificare l'agibilità democratica e la capacità di auto gestione del partito messinese, che, paradossalmente, è da mesi senza organismi dirigenti completati (assemblea provinciale e direzione provinciale), fatto questo che esacerba ulteriormente gli animi di chi non ci vede chiaro. Su queste condizioni, la città appare ormai irrimediabilmente spaccata. Felice Calabrò, che ancora non si è assunto apertamente la responsabilità del ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa contro l elezione del sindaco Renato Accorinti, perde ogni giorno credibilità agli occhi dei cuperliani e dei renziani che avrebbero potuto ipotizzare un tavolo di trattativa comune. La precondizione era chiara: nessun avallo ai ricorsi amministrativi, distacco netto dai maggiorenti politici di riferimento (Francantonio Genovese), automomia politica e di giudizio. Condizioni che sono venute meno, agli occhi delle correnti di minoranza, proprio nelle ultime ore, con Calabrò apertamente schierato con Peppino Lupo alle primarie - nonostante voci che lo volessero dato acquisito per simpatizzante con Fausto Raciti - e soprattutto troppo silenzioso e inerte sulla vicenda del ricorso al Cga, mentre tutti si aspetterebbero che dicesse qualcosa di chiaro e di definitivo, assumendosi le responsabilità di questo ulteriore passaggio, che metà del partito ritiene inopportuno. A questo punto, si rafforzano le ipotesi di una segreteria contesa a due o a tre. I nomi restano quelli che sono circolati nelle scorse settimane: Liliana Modica, neo renziana, è fortemente attiva per cercare di strappare consensi, benché vista di cattivo occhio dal gruppo che si riferisce a Francantonio Genovese, che la vedeva tra le sue fila fino a non poco tempo fa; Alessandro Russo, renziano Doc, certamente autonomo da Genovese e forse fin troppo chiaro nella nettezza di idee ed opinioni, che però - in queste ore - potrebbe essere un nome spendibile per la Segreteria regionale. Infine, Piero David, coordinatore dell'area Civati-Monastra, che ha raccolto in città un buon consenso, e che potrebbe essere tentato dall'idea di provarci, salvo un accordo consensuale con tutte le aree e gli esponenti di minoranza in città. (D.D.J.) MESSINA Faraone, ministro o vice? IL REFERENTE SICILIANO DI MATTEO RENZI TRA GOVERNO E REGGENZA DEL PARTITO COME LUOGOTENENTE Le trattative per il nuovo governo Renzi sono attualmente in corso e in fase di fibrillazione. Probabili inserimenti di qualche esponente siciliano sono prevedibili, anche se molto dipenderà dalla natura del governo che il premier intende proporre. Le voci più interne, infatti, danno Renzi impegnato nel tentare di costruire un governo di profilo politico solo per le caselle più rilevanti, mentre per le altre, ritenute minori, il segretario del Pd starebbe cercando figure della società civile o riconoscibili per il proprio impegno nelle professioni o nel mondo. In qualsiasi quadro si percorrerà, tuttavia, appare che le piste che portano in Sicilia resteranno poche. Quasi certa la riconferma di Giuseppe Berretta, catanese, esponente di spicco del Pd etneo, attualmente sottosegretario alla Giustizia, cuperliano di ferro, ma ben visto anche da ambienti renziani in Sicilia e a Roma. La prova più delicata è quella che attende Davide Faraone, leader siciliano dei renziani, animatore del movimento rottamatore sin dalle origini, è l'unico deputato renziano Doc in Sicilia e al Sud Italia. Persona di fiducia di Matteo Renzi, potrebbe essere nominato ministro con deleghe che abbiano attinenza con il Mezzogiorno, la Legalità e la lotta alla criminalità organizzata. Faraone, però, persona abile nelle trattative, potrebbe anche presidiare il Pd nel momento in cui Renzi facesse partire il suo governo. A Roma, infatti, è dato in pista per un incarico di luogotenente reggente del Partito, in lizza con l'ex sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini. (D.D.J.) Davide Faraone centonove pagina 9

10 politica A TU PER TU. Le strategie di Forza Italia raccontate dal leader che governa mezza Sicilia Romano, re d Occidente Tutto pronto per l appuntamento del 22 febbraio, alla presenza di Fitto e Rotondi: «Sarà un momento importante per gli azzurri e i popolari che hanno aderito», spiega. E su Alfano, dice: «È in confusione» Forza Italia in Sicilia diventa come una sorta di Balena Bianca, con quattro correnti interne: da una parte si forma un area della Sicilia Occidentale, che fa capo all ex ministro dell Agricoltura Saverio Romano, dall altra la componente della Sicilia Orientale che si riconosce nelle posizioni del coordinatore, il senatore Vincenzo Gibiino. Più distaccato in questa fase il ruolo di Gianfranco Miccichè che, a dispetto del suo carattere, svolge il ruolo di consigliere esterno. Onorevole Romano, da cosa nasce l esigenza, sabato 22, di fare il punto sul gruppo di Forza Italia con Raffaele Fitto e Gianfranco Rotondi a Palermo? «Il 22 febbraio sarà un momento importante per Forza Italia e per i popolari che vi hanno trovato casa, un movimento largo e aperto dove le politiche liberali e popolari s'incontrano nella migliore tradizione dei partiti rappresentativi di una vasta area di elettori moderati. La presenza degli amici Fitto e Rotondi sottolinea il valore di una iniziativa che ha valenza nazionale e che sostanzia l'adesione di Forza Italia al Partito Popolare Europeo». Oggi in Sicilia si registrano l esistenza di quattro diverse anime dentro Forza Italia : quella del coordinatore Gibiino, quella del Pid, quella di Grande Sud di Gianfranco Miccichè e la lista Musumeci, che porta l aggiunta Forza Italia. Non le sembra un po troppo? «Troppe se diventano correnti in competizione, poche se rappresentano la forza di cui dispone il grande Saverio Romano movimento a cui ha voluto dare vita, e noi con lui, Silvio Berlusconi. Tanti ancora possono preservare la loro identità in una proposta politica ancora vincente e convincente». Quale futuro vede per il partito Forza Italia in Sicilia: un coordinatore e due vice? E soprattutto quale è il ruolo che lei intende giocare? «Oggi è importante impegnare le tante energie disponibili per radicare il partito nel territorio anche con i club e nuove forme aggregative,tutto ciò riesce meglio se c'è una condivisione delle responsabilità e delle decisioni nel partito. Per quanto mi riguarda, quello che già faccio mi soddisfa e mi impegna a sufficenza». Sta pensando a una candidatura dell area Pid per le europee, come quella dell ex presidente delle Province Giovanni Avanti? «Certamente indicheremo una o più candidature espressione della nostra storia politica, ma non abbiamo ancora deciso, probabilmente lanceremo una iniziativa di condivisione via web». In che rapporti vi metterete con Ncd di Alfano? «Vorremmo un rapporto sopratutto chiaro, non ci si può chiamare LO SCONTRO Gennuso diffida IL DEPUTATO INTIMA A CROCETTA L INDIZIONE DEL VOTO IN 9 SEZIONI Il deputato Pippo Gennuso ha diffidato il presidente della Regione Rosario Crocetta, il presidente della Ars, Giovanni Ardizzone e il direttore generale dell assessorato alle Autonomie ad indire subito le elezioni regionali in sei sezioni elettorali di Pachino e in tre di Rosolini, a seguito della sentenza del Tar di annullamento della proclamazione di sette deputati, Bruno Marziano, Enzo Vinciullo, Pippo Gianni, Stefano Zito, Edy Bandiera e il messinese Giovambattista Coltraro eletti nel collegio di Siracusa. La decisione del Tar è intervenuta a seguito della singolare ammissione del Tribunale di Siracusa che ha riconosciuto che le schede elettorali sono andate distrutte a seguito di allagamento. Il presidente dell Ars, Giovanni Ardizzone al fine di avere certezza sul percorso giuridico-amministrativo da seguire che non ha precedenti nella storia dell Ars, ha investito della questione l Avvocatura dello Stato: alcuni deputati dell opposizione paventano la nullità degli atti dell Assemblea, votati dai deputati sub.judice. L Avvocatura si è impegnata ad esprimere un parere in tempi celeri. Centrodestra e governare con la sinistra per poi tornare indietro. Vivono momenti di confusione, sarà bene si chiariscano sul loro futuro». Quale futuro vede per il governo Crocetta? «Ci si può chiamare Centrodestra e governare con la sinistra per poi tornare indietro. Vivono momenti di confusione, sarà bene si chiariscano sul loro futuro. Crocetta vive politicamente fin quando vive un'assemblea regionale indisponibile a mandarlo a casa per paura del voto, per il resto è inesistente il suo governo, anzi è dannoso». (R.C.) TUSA Antonio Malafarina Il futuro del Megafono INCONTRO ALL ATELIER SUL MARE TRA MALAFARINA, DI GIACINTO E IL LEADER PER RIMODELLARE IL PARTITO TUSA. Fare chiarezza sul futuro del Megafono: è il tema dell incontro operativo tra il deputato Antonio Malafarina e il capogruppo Giovanni Di Giacinto, che incontreranno domenica 23 all Atelier sul Mare di castel di Tusa, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. L idea di Malafarina e Di Giacinto, maturata dopo l incontro della settimana scorsa con i deputati regionali e i coordinatori provinciali del movimento, è di modellare il Megafono come i Drs (Democratici Riformisti capitanati da Giuseppe Picciolo), un gruppo operativo con identità politica propria, di aperto sostegno all azione del presidente Crocetta. La proposta che sarà avanzata al governatore, che sul punto dopo avere ufficialmente preso la tessera del Partito democratico non si è espresso, sarà quella di nominare lo stesso Crocetta presidente onorario, il senatore Beppe Lumia, coordinatore nazionale e il capogruppo Di Giacinto, ex sindaco di Casteldaccia, coordinatore regionale. Su questo percorso, che prevede anche il via ufficiale al tesseramento e alla nascita di sezioni-operative sul terriotorio, si sono espressi tutti i deputati che fanno capo al Megafono, dal sindaco di Ragusa Nello De Pasquale al deputato regionale messinese Giovanbattista Coltraro. R.C. centonove pagina 10

11 21 Febbraio 2014 politica ROCCALUMERA. Il sindaco vara il nuovo organigramma La pianta di Argiroffi Definiti incarichi e obiettivi per i 61 dipendenti municipali. «Se si dimostrassero inidonei potremmo pure licenziare» Gaetano Argiroffi DI GIUSEPPE PISTONE ROCCALUMERA. «I dipendenti comunali avranno il giusto compenso in base al raggiungimento degli obiettivo fissati. Se si dimostrassero inidonei potremmo pure licenziare, è previsto dalla legge». In occasione della presentazione del nuovo organigramma municipale, il sindaco Gaetano Argiroffi usa il pugno duro. «Qui si deve lavorare, dobbiamo fare del comune un impresa che deve produrre altrimenti è meglio che andiamo tutti a casa», avrebbe detto in una riunione il sindaco Gaetano Argiroffi. Ma dal canto suo incalza l opposizione. «Vogliamo vederci chiaro su questi cambiamenti, ancora non abbiamo visualizzato tutte le determine spiega il consigliere di minoranza Giuseppe Melita». Scongiurato dunque il rischio default al comune in seguito alle presunte spese pazze dell ex amministrazione Miasi, l attuale esecutivo mette a punto una nuova pianta organica. Un percorso che parte da lontano. Ma soprattutto va lontano. Almeno questi i propositi del medico Argiroffi. Il neo governo ha così studiato e messo a regime, a costo zero, l unica delle risorse rimaste per fare reddito, mettendo a regime tutti i 61 dipendenti comunali. La nuova struttura organizzativa comunale è stata così presentata in grande stile nell aula consiliare alla presenza dei dirigenti del settore e del segretario comunale Gaetano Russo. Mentre dietro le quinte qualcuno mugugnava per essere stato declassato. «Abbiamo dato un cambio di rotta all insegna della produttività e del risparmio valorizzando tutte le risorse comunali chiarisce il consigliere comunale Cosimo Cacciola, responsabile del personale dell Ente». All area Tecnica è andato Giuseppe Della Scala dopo diversi tira e molla, area economico finanziaria è rimasto Luciano Scala così come all area affari generali Rosa Maria Deodato. Tra gli esperti del primo cittadino sono stati nominati a titolo gratuito: Marco Maccarrone, il quale ha lasciato lo scanno di consigliere comunale per occupare il posto di esperto dell ufficio tecnico e lavori pubblici e Carmelo Saitta, zio dell assessore Miriam Asmundo, esperto agli affari istituzionali e contenziosi. Ripristinato invece l ufficio del servizi sociali la cui responsabile è Antonella Scarcella. Ma a fare notizia in questi giorni è l azzeramento dell esposizione bancaria del Comune che ammontava a circa 900mila euro. Ad annunciarlo in una conferenza stampa è stato il sindaco, Gaetano Argiroffi, il quale ha evidenziato i risvolti dell importante traguardo. MONFORTE SAN GIORGIO Nicolò Chillè MONTAGNAREALE Segretario? Costa il triplo LO STIPENDIO DELL ALTO DIRIGENTE CON L ARRIVO DI CINZIA CHIRIELEISON È TRIPLICATO. L OPPOSIZIONE ATTACCA IL SINDACO SIDOTI. MA A CHIEDERLO È STATO IL PREFETTO DI PAMELA ARENA MONTAGNAREALE. «Questo è un altro esempio di come si sperpera il denaro pubblico a Montagnareale». I consiglieri comunali di minoranza commentano così l ultimo provvedimento del sindaco Anna Sidoti che determina un aggravio di spesa di 40 mila euro sul bilancio comunale. Sotto accusa la nomina di un nuovo segretario comunale, Cinzia Chirieleison che secondo l opposizione graverà sulle casse dell ente e quindi sulle tasche dai cittadini. «A causa della crisi economica che stiamo attraversando - dichiara il consigliere di minoranza Massimiliano Magistro - non possiamo permetterci di pagare un segretario che di fatto costa all ente circa due terzi in più rispetto a quello precedente. Infatti, l ex segretario comunale Vincenzo Princiotta Cariddi costava al comune 23 mila euro, mentre il neo funzionario implicherà una spesa di circa 60mila euro. Non riusciamo a capire quali siano state le necessità politiche del sindaco visto che in questo periodo si è reso necessario aumentare l addizionale Irpef dallo 0,2 allo 0, 8 %, con valore retroattivo già dal 2013, e l Imu ai massimi livelli». La differenza di costo è dovuta al fatto che il nuovo segretario, a differenza di quello precedente che Anna Sidoti svolgeva il proprio incarico in convenzione con altri due enti, svolgerebbe il proprio ruolo esclusivamente presso il comune di Montagnareale. «A tal proposito - conclude Magistro - chiediamo al sindaco di assumere una scelta di responsabilità considerato che il nostro piccolo comune non si può permettere una spesa così eccessiva visto le difficoltà economica esistenti». A non farsi attendere è la risposta del sindaco Sidoti: «Ho fatto solo ciò che mi ha chiesto il Prefetto - dichiara - Con una nota, infatti, ci ha invitato a regolarizzare la nostra posizione riguardo all utilizzo del segretario a scavalco visto che questa forma di assunzione non è più regolare. Secondo l iter di perfezionamento richiesto dalla prefettura, infatti, entro 120 giorni avrei dovuto nominare un segretario attingendo dall albo di prima nomina. A questo punto - continua - dopo aver pubblicato un avviso pubblico, ho scelto il nuovo segretario sulla scorta delle disponibilità che ci sono pervenute. In ogni caso - conclude il sindaco -, nel tentativo di ridurre i costi di questa nomina, e visto che la Regione Sicilia ci ha autorizzato a procedere, sto cercando di associare il nostro ente con ad un altro comune più piccolo per l utilizzo del segretario, anche se questa convenzione si può rendere possibile solo se non si superano i 3mila abitanti». Chillè, revoca a ciel sereno MONFORTE. Insieme si può, compagine amministrativa alla guida del paese dal giugno del 2013, perde il primo pezzo del mosaico. Con determina sindacale è stato defenestrato l ormai ex assessore Nicolò Chillè, che deteneva la delega al decoro urbano, ai servizi cimiteriali, al verde pubblico, all ambiente e alle politiche ambientali. Il primo cittadino Giuseppe Cannistrà ha revocato l incarico in seguito ad un inclinazione dei rapporti di fiducia - come il sindaco ha affermato - a seguito di un azione in antitesi con l amministrazione. Vista la mancanza di fiducia di Chillè nei confronti dell amministrazione e delle azioni da noi intraprese. Chillè, in passato già assessore e consigliere di precedenti amministrazioni, non ne fa un dramma: Già avevo più volte dato la mia disponibilità a dimettermi - afferma Chillè - Ma prima di replicare devo verificare bene cosa sia successo, perchè la revoca pare sia dovuta a cose riferite. Sul suo successore l unica certezza è che dovrebbe essere della frazione Pellegrino, che designò Chillè per l esecutivo e che si susseguono le riunioni per designare il nuovo. centonove pagina 11

12 sicilia Da sinistra Giovanni Amantea e Giuseppe Contiguglia (coinvolti nell inchiesta), l assessore Marco Vicari e il sindaco Carmelo Sottile (estranei all operazione). La foto è stata scatta durante sopralluogo all elipista di Pianetto la cui progettazione è al centro di Camelot. SANT AGATA MILITELLO. La procura di Patti getta un ombra sulla gestione dei lavori pubblici Gli appalti di Camelot Agli arresti domiciliari anche l ex capo dell ufficio tecnico Giuseppe Contiguglia. Tra gli indagati anche l ex sindaco (oggi senatore) Bruno Mancuso. Ecco tutti i retroscena di Nino Dragotto SANT AGATA MILITELLO. Un terremoto giudiziario ha messo fine al presunto comitato d affari che da oltre un decennio pilotava l ufficio tecnico comunale di Sant agata Militello. Otto le richieste di misura cautelari con tre tecnici del comune di Sant Agata Militello agli arresti domiciliari e undici avvisi di garanzia tra cui una a carico dell ex sindaco Bruno Mancuso insieme a diversi liberi professionisti dell area nebroidea. Sono questi i numeri dell operazione Camelot avviata dalla Procura della Repubblica di Patti guidata dal procuratore Rosa Raffa. L inchiesta trae spunto dalle dichiarazioni di un piccolo imprenditore del settore costruzioni, Giuseppe Carmiciano, che nel febbraio del 2010 denunciò alcune vicende delle quali era stato vittima nel 2001/2002, quando è stato costretto ad lasciare il suo paese per cercare lavoro al nord Italia. Le confidenze erano state raccolte anche da un ex consigliere comunale, Marcello Donato Lemma, ruolo poi ceduto al fratello gemello Marco, che ha informato della questione la Squadra Mobile di Messina. Le dichiarazioni di Carmiciano erano incentrate sulla gestione degli appalti di lavori pubblici, che venivano organizzati sotto la direttive e le disposizioni dell ingegnere Contiguglia, previo accordo con le ditte che avrebbero dovuto consegnare parte del guadagno per l aiuto ricevuto dopo l aggiudicazione degli appalti. Dominus del sistema sarebbe stato Contiguglia, accusato di turbativa d asta, abuso d ufficio, falso ideologico e truffa, che avrebbe sistematicamente favorito, nella gestione delle gare e nelle assegnazioni dirette, alcune ditte a scapito di altre. Il capo d imputazione più grave risulta quello contestato all ex sindaco Bruno Mancuso, Giuseppe Contiguglia, Maria Grazia Meli Bartolone, Calogero Silla, Antonino Naso e Carmelo Gambadauro, relativo al reato di cui all art. 416, comma 1 e 2, «per L EMERGENZA essersi associati, il primo quale sindaco del comune e promotore, il secondo quale dirigente, tra l altro, dell Area Strategia e Sviluppo e organizzatore, e gli altri quali componenti dell ufficio tecnico e partecipi allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione, quali abuso d ufficio, falso in atto pubblico, turbata libertà degli incanti. Tra l altro al senatore Mancuso viene anche contestato nel primo capo d imputazione il reato di concussione, di cui all art. 317 c.p., per avere quale sindaco del Comune di S.Agata, abusando della sua qualità, indotto la cooperativa Crescere insieme a non partecipare alla gara relativa all affidamento del servizio di assistenza a minori disabili nelle scuole per consentire l aggiudicazione alla cooperativa arl Service. Da ciò scaturisce la complessa attività di indagine della Procura di Patti che ha proceduto a mettere sotto controllo le utenze telefoniche, fisse e mobili, dell ingegnere Contiguglia e di Mancuso, nonché ad acquisire, per molti mesi, una corposa mole di intercettazioni ambientali negli uffici comunali e persino nella stanza del primo cittadino. Sotto la lente di ingrandimento della procura pattese sono finiti gli affidamenti di diversi incarichi professionali a tecnici esterni relativamente alla realizzazione dell elisuperficie di contrada Pianetta, alla riqualificazione della villa Falcone e Borsellino, alla realizzazione della Casa della Musica e sismico e strutturale della scuola Capuana. I tecnici comunali sono accusati a vario titolo di falso ideologico per aver attestato di avere redatto i progetti che secondo l accusa era stati invece redatti da tecnici esterni e per turbativa d asta in concorso per avere pilotato gli affidamenti degli incarichi a professionisti precedentemente individuati che dovevano essere ristorati per il E Crocetta invia i gli ingegneri della Regione SANT AGATA MILITELLO. Saranno gli ingegneri e gli architetti della Regione Sicilia a colmare il vuoto lasciato all ufficio tecnico del comune di Sant Agata Militello dopo il terremoto giudiziario. Il sindaco Carmelo Sottile, in realtà, dopo l insediamento rimosse l ingegnere Contiguglia affidando il settore all architetto Piera Zingales in luogo dell ingegnere Contiguglia, quasi avesse un sesto senso. Sottile ed i capigruppo del Megafono e del PD, Maniaci e Marchese, hanno incontrato il Presidente della Regione Rosario Crocetta per sottoporre la preoccupazione sul rischio di stallo delle opere pubbliche. Il Presidente Crocetta ha messo a disposizione una task force del Dipartimento Regionale Tecnico guidata dall'ingegnere Sansone, che supporterà l'ufficio tecnico comunale sul piano tecnicoamministrativo e legale, nonché, se necessario, anche per la celebrazione delle gare d appalto. A cominciare dal Porto. centonove pagina 12

13 sicilia lavoro svolto. Altra questione su cui si è concentrata l inchiesta è quella relativa alla realizzazione della Casa per Anziani di contrada Gaglio su cui la Procura ha ipotizzato varie irregolarità in ordine al finanziamento di 250 mila euro ottenuto dal comune di Sant Agata Militello dell assessorato regionale alla famiglia ma per il quale il Gip Maria G. Scolaro ha concluso per l insussistenza del reato a carico di tutti gli indagati. Alla luce degli sviluppi giudiziari un rilievo particolare assume l interrogazione consiliare del consigliere comunale del PD Marco Donato, presentata un settimana prima che scattassero le misure cautelari, sul ruolo e gli incarichi dell ingegnere Contiguglia. Nell interrogazione Marco Donato ha chiesto all Amministrazione «se risulta vero che la precedente amministrazione ha determinato in Bruno Mancuso IL CASO. Il presidente Scurria svela le pressioni politiche del collega Donato Lemma (Pd) In aula gli sms bollenti SECONDO I MESSAGGINI LETTI DURANTE L ULTIMA SEDUTA, IL DEMOCRATICO AMBIVA ALLA COMMISSIONE BILANCIO. SE NON FOSSE STATO ACCONTENTATO AVREBBE FATTO BALLARE LA SAMBA A TUTTI SANT AGATA MILITELLO. Sms bollenti scuotono il consiglio comunale di Sant Agata Militello. La tensione in aula si è fatta alta dopo la divulgazione dei messaggini inviati dal consigliere Marco Donato Lemma sul cellulare del presidente Antonio Scurria. Durante l ultima seduta Scurria ha letto una conversazione avvenuta qualche giorno prima, via sms, con il vice capogruppo del PD, lo stesso che con le sue denunce ha contribuito alla nascita dell operazione Camelot. Lo scambio di sms era incentrato sulla presidenza della IV Commissione consiliare (Bilancio e programmazione), rivendicata da Donato ed a cui aspirava anche il consigliere del Ncd, Elisa Gumina. «Fatti gravissimi che ritengo non si siano mai verificati all interno del dibattito politico della nostra città» ha commentato Scurria che sul punto ha informato il prefetto Stefano Trotta. Di seguito il botta e risposta tra presidente vice capogruppo PD. Donato: Carissimo Antoniuccio...Ti consiglio caldamente di convocare le commissioni consiliari per nominare l'ufficio di presidenza delle stesse sono trascorsi ormai quasi 2 mesi abbondanti... Ricordati 4^ commissione viceversa io non guarderò più a nessuno in faccia non faró sconti a nessuno politicamente e diplomaticamente parlando specie ai tuoi colleghi dell'opposizione... E gli faró ballare la samba ti comunico che inizierò con una serie di accesso di atti e richieste che gli faranno molto male a tutti specie a massimuccio (il legale Massimiliano Fabio, marito di Gumina, ndr) ad Elisa etc etc... Che poi si riprodurranno in bellissime interrogazioni consiliari etc etc e tu sai che io lo faccio...rifletti bene Antonio carissimo pondera e consigliali nel giusto a questi carissimi colleghi consiglieri chi si mette contro a Marco Donato politicamente parlando alla fine sbatterà il grugno... E tu questo lo sai molto bene...grazie ti saluto ricordati 4^ commissione... Ciao a presto Marco Donato... N.b. io tvb Antonio e ti prego non mi fare diventare molto ma molto pericoloso... Sempre politicamente parlando.... Pronta la oltre euro l anno per l incarico di direttore di Nebrodi Città aperta dell ingegnere Contiguglia»; «in quali procedenti è stato Rup ed in quali mantiene l incarico di Rup l ingegnere Marco Donato Lemma Contiguglia»; «se risponde a vero che è stato nominato da se stesso senza alcuna disposizione da parte del sindaco e/o del segretario». e se ciò risulta illegittimo. risposta di Scurria: «Ho già riflettuto! Noi vogliamo terza e quarta!». Donato: E dunque Ok prenderò atto e Aguri. Scurria scrive dopo il voto: Riunione fatta... Tutti i consiglieri presenti... Non dipende da me. Donato: Ok da oggi inizierà la vera storia di S. Agata M.llo non dire poi che non ti è non li avevo informato/i. Prendo atto, taglia corto il presidente Scurria. Al Consigliere Gumina, che nel frattempo si è dimessa da componente della IV commissione «in quanto i suddetti fatti non mi consentono di svolgere in maniera libera le funzioni all interno della predetta commissione della quale fa parte il Donato Lemma», è arrivata la solidarietà di tutti i gruppi consiliari che hanno stigmatizzato il comportamento del consigliere democratico. Pare certo che la questione avrà straschichi giudiziari in quanto ad essere oggetto delle attenzioni del consigliere Donato è stato anche il marito del consigliere Gumina, il penalista Massimiliano Fabio, chiamato massimuccio nei caldissimi sms. (N.DR.) L ELENCO Ecco tutti gli indagati: da Giuffrè a Galipo SANT AGATA MILITELLO. Agli aresti domiciliari nell ambito dell operazione Camelot sono finiti l ingegnere Giuseppe Contiguglia, già dirigente (sino al settembre 2013) del settore Area Strategia e Sviluppo Territoriale di S.Agata Militello; l architetto Antonino Naso, in servizio al settore Area Strategia e Sviluppo Territoriale di S.Agata Militello; l ingegnere Calogero Silla, in servizio al settore Area Lavori Pubblici e tutela del territorio di S.Agata Militello. Divieto di dimora nel comune santagatese, invece, per l architetto Carmelo Gambadauro, in servizio all Area Strategia e Sviluppo Territoriale di S.Agata Militello; Francesco Antonino Spitaleri, in atto capo dell Ufficio Tecnico del Comune di Caprileone (il divieto di dimora riguarda Caprileone); Francesco Armeli, dirigente dell Ufficio Tecnico del Comune di San Marco d Alunzio (divieto di dimora a Caprileone); architetto Sebastiano Liuzzo, libero professionista (Divieto di dimora a Caprileone). Ad essere sottoposta all obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è Maria Grazia Meli Bertolone, in servizio al settore Area Strategia e Sviluppo Territoriale di S. Agata Militello. Altri 10 avvisi di garanzia vedono coinvolti oltre all ex sindaco Bruno Mancuso anche altre persone a diverso titolo in rapporto con l ufficio tecnico comunale, Giovanni Amantea, Bernardo Paratore, Carlo Giuffrè, Vincenzo Cordone, Maria Teresa Giuliano Giusti Emanuele, Giuseppe Campisi, Cono Galipò, Natale Iannaggi, Benedetto La Macchia. Alcuni indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere (Contiguglia e Naso). A rispondere alle domande dei magistrati l ingegnere Silla. La difesa dell ingegnere Contiguglia precisa «la necessità di ricondurre la vicenda giudiziaria alle contestazioni di merito di presunte illegittimità compiute sulla gestione della fase progettuale dell appalto, ma che in nessun caso si parla o vengono contestate, sottrazioni, cessioni, appropriazioni o altri passaggi di denaro». L ex sindaco Mancuso, si dichiara estraneo ai fatti: «Si tratta dell ennesimo attacco alla mia persona, è paradossale che mi venga contestato l interessamento per due opere pubbliche di fondamentale importanza per Sant Agata». centonove pagina 13

14 sicilia MESSINA. Inaugurato il dormitorio comunale Casa di Vincenzo. E Accorinti lo dedica a un clochard Un tetto per chi non ce l ha Venti posti letto, docce, bagni e vestiti, sette volontari, gestione alla coop santa Maria della strada: i Magazzini generali da partimonio alienabile diventano avamposto della solidarietà. Con questi costi DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. A Renato Accorinti, di delibere, determine e ordinanze non interessa poi granchè. Ascolta e risponde per dovere istituzionale, non sono temi che lo esaltano, ma dai lui la possibilità di cambiare anche solo di poco la vita di qualcuno nei confronti del quale la vita è già stata fin troppo avara, e il sindaco di Messina all improvviso si trasforma. L inaugurazione della Casa di Vincenzo è stato uno di quei momenti. Uno di quei momenti resi possibili solo dalla sua visionarietà (e dalla perseveranza del suo braccio armato, l esperto alla mediazione sociale Clelia Marano). UNA NOTTE AL CALDUCCIO. Seicento metri quadrati di fronte al porto, venti posti letto, quattro bagni, tre docce ed un cambio di biancheria garantito, ogni giorno dalle otto di sera alle otto di mattina, sette volontari a turni di due, ventimila euro per restaurarlo e destinarlo a ricovero notturno, seimila euro al mese, per due mesi, per la cogestione con la Caritas. E poi? Poi si vedrà. E a Vincenzo, un senzatetto che Accorinti ha conosciuto durante la sua vita, che il comune di Messina ha intitolato il primo dormitorio pubblico. Ed è bello pensare che sia stato proprio Vincenzo a passare a salutare Accorinti nei suoi sogni, la notte tra lunedi e martedi, mentre il sindaco di Messina dormiva in uno di quei venti giacigli. Una bella favola, che solo per una serie di coincidenze è stato possibile far diventare realtà. Perché, due anni fa, per un soffio la Casa di Vincenzo non è diventata la casa di Vincenzo Vinciullo. Renato Accorinti CASA DI VINCENZO...VINCIULLO. E ottobre del 2012 quando il comune di Messina aggiudica il palazzone dei Magazzini generali alla 4V, unica ditta presente all asta per la vendita dell immobile inserito nel piano di alienazione, al quale palazzo Zanca si aggrappa per far arrivare in cassa qualche milioncino buono a tappare qualche voragine di bilancio. I Magazzini generali, dicono le perizie, valgono cinque milioni e rotti. Non moltissimo, considerata estensione e ubicazioni, ma per tre volte alle aste non si è presentato nessuno, quindi bisogna accontentarsi di quello che passa il convento immobiliare e svalutare il bene. Vinciullo, però, se lo aggiudica per poco meno di cinquecentomila euro in contanti. E il resto? Permuta. Dallʼoperazione (un palazzo a sette piani fronte mare), il costruttore stimava di poterne ricavare 21 milioni di euro, ipotizzando un prezzo di vendita degli appartamenti di 3250 euro al metro quadrato. Siccome al comune di Messina il 30% degli appartamenti costruiti sarebbe andato in permuta, l importo che avrebbe dovuto rimpinguare le casse di palazzo Zanca era stimato in sei milioni e 300mila euro, sempre che, messi gli appartamenti sul mercato, palazzo Zanca fosse riuscito a venderli. Senonchè, due giorni dopo l aggiudicazione si scopre che sui Magazzini Generali, la Fra.Imm., immobiliare di famiglia del gruppo Franza, aveva iscritto un ipoteca da un milione di euro, per il mancato pagamento, da parte del Comune, della prima tranche di una transazione, regolarmente approvata dal consiglio comunale, per un debito che il Comune aveva con i Franza e che risaliva addirittura al Al dirigente alle Dismissioni dell epoca, Giovanni Bruno, non è rimasto che dichiarare nulla la gara. E oggi? I COSTI DELLA SOLIDARIETA. Oggi Giovanni Bruno è dirigente ai Servizi sociali, ed i Magazzini generali hanno di nuovo incrociato la sua strada. Da capo del dipartimento, Bruno si è trovato ad autorizzare il servizio di pronto soccorso sociale e accoglienza temporanea notturna di persone in grave stato di disagio e senza fissa dimora. L affidamento è andato alla coop santa Maria della Francesco Pati Vincenzo Vinciullo INIZIATIVE Beni comuni, si parte INIZIA LA MAPPATURA DEGLI IMMOBILI IN DISUSO MA SI APRE IL DIBATTITO SULLA DELIBERA DI GIUNTA MESSINA. In attesa che trascorrano i sei mesi che una delibera ha concesso al laboratorio sui beni comuni perchè faccia proposte concrete di autogestione alla giunta, e che la giunta le trasmetta in consiglio comunale per le modifiche al regolamento, e che quindi l amministrazione guidata da Renato Accorinti piazzi il primo tassello di quella rivoluzione strutturale della macchina amministrativa veramente dal basso, i gruppi che animano Cambiamo Messina dal basso non sono rimasti con le mani in mano. Intanto prendendo posizione sulla delibera di istituzione del laboratorio Messina per i beni comuni e le istituzioni partecipate. Dalle frange meno istituzionalizzate del movimento, che spesso coincidono con le posizioni radicali del collettivo Pinelli, infatti, si sono alzate forti perplessità per il ruolo subalterno alla politica che, all interno del laboratorio, avrebbe il forum, l organo deputato a raccogliere le istanze dal basso e portarle in assemblea al vaglio tecnico, politico e amministrativo. Ma nell attesa che le discussioni si spostino sulla carta, c è chi già si è messo in moto. All interno di Cambiamo Messina dal basso, tramite un gruppo Facebook, è iniziata una mappatura dei luoghi che potrebbero essere oggetto di discussione all interno del laboratorio. Sfruttando il sito /mapsengine.google.com, infatti, è iniziata una ricognizione sui beni comuni pubblici e privati in stato centonove pagina 14

15 sicilia LA STORIA INFINITA. La struttura, inutilizzata da anni, occupata dal collettivo Pinelli Casa dello studente in attesa di un futuro LE ASSOCIAZIONI AUSPICANO UN RITORNO ALLE ORIGINI, GLI AVVOCATI VORREBBERO IL SECONDO PALAGIUSTIZIA. CHE POTREBBE ANDARE ALL EX MARGHERITA. MA DALLA REGIONE TUTTO TACE. E SI RILANCIANO IPOTESI ALTERNATIVE DI TIZIANA CARUSO strada di padre Francesco Pati. La spesa prevista per i due mesi del servizio è di quindicimila euro, anche se da palazzo Zanca ipotizzano che possa essere ridotta fino a dodicimila euro, e assicura capi di vestiario e biancheria intima per mille euro, assicurazioni per personale e ospiti (600 euro), pulizia (1200 euro), lenzuola e servizio lavanderia (5200 euro), prodotti per l igiene (mille euro) e compensi e rimborsi spese per dipendenti, volontari e collaboratori esterni (seimila euro). A questo si aggiungono i ventiduemila euro per la ristrutturazione dei locali. Aggiudicataria la Pettinato srl. di abbandono. E sono i secondi a riservare le migliori sorprese. Nella zonizzazione, infatti, sono stati segnalati veri e propri moloch abbandonati da anni tipo il palazzo della Standa di viale della Libertà, di fronte alla rada san Francesco, in disuso da oltre un decennio, o il motel Faro in via Circuito, o ancora la fabbrica ex Imsa della zona industriale. Non si tratta chiaramente di una mappatura scientifica, diciamo che è più una ricognizione storico-politica, spiega Luciano Marabello, architetto e animatore di Cambiamo Messina dal basso. Quello che ci piacerebbe fare, oltre all individuazione dei luoghi, è quello dell individuazione delle storie e delle comunità attorno ad essi, in maniera che siano davvero beni comuni e non solo beni comunali. Il risultato della mappatura - prosegue - andrà poi ovviamente incrociato coi dati del dipartimento Patrimonio del Comune. (A.C.) Ad allontanare le mani degli avvocati dalla Casa dello Studente, dopo striscioni, comunicati stampa da parte di associazioni universitarie e soprattutto dopo le 9 ditte che si sono presentate alla gara d'appalto bandita dall'ersu per l'adeguamento sismico della struttura, ci hanno pensato anche i pinellini che, occupando l'immobile di via Cesare Battisti hanno rafforzato la posizione di quanti vorrebbero che l'ex alloggio per studenti, chiuso dopo il terremoto de L Aquila, torni a breve alle origini. Ad aver minato questa ipotesi aveva contribuito qualche tempo fa l'università, dichiarandosi disponibile a sposare alternative per mettere a disposizione degli studenti altre residenze universitarie. Propendendo non tanto per l'ex hotel Riviera che continua a cadere a pezzi, quanto per il Margherita per far sorgere all'interno dell'ex ospedale, grazie ad un project financing, una cittadella universitaria con pub e servizi vari. Una soluzione che certamente continua a non dispiacere all'università che ha sempre detto: Un posto in più rispetto alla Casa dello Studente sì, uno in meno no. Così l'ex Margherita è diventato mira di diversi sguardi. Al momento è utilizzato soltanto in minima parte: 13 padiglioni lasciati a marcire nel disinteresse di politica e istituzioni. Non di tutte, invero, perché forse oggi più che mai, l ex ospedale si è ritrovato al centro di una vera e propria contesa tutta incentrata sul suo riutilizzo. IL POLO CULTURALE. Dopo la chiusura del presidio ospedaliero una delle prime idee per dare una nuova destinazione all area fu promossa anche dall allora assessore comunale alla Cultura e vice sindaco Giovanni Ardizzone. L idea era quella di un immenso polo che avrebbe dovuto accogliere i vari pezzi di storia, cultura e arte rimasti, e disseminati, in vari punti della città in modo da realizzare un circuito unico assieme al Museo regionale con l obiettivo di creare una realtà in grado di incentivare la fruizione culturale. ANCORA TO ALLA SANITA. Con l approdo ad altri lidi di Giovanni Ardizzone e il completamento del Palacultura di viale Boccetta, l iniziativa fu però accantonata e iniziarono a prendere ancora più corpo le istanze di chi avrebbe voluto mantenere la vocazione sanitaria del Margherita, proponendo di poterla rilanciare, dopo il progressivo depredamento, localizzandovi le sedi dell Asp dislocate in città e che Luciano Marabello soffrono di particolari criticità strutturali. Ed è anche dalle esigenze sanitarie regionali che, in parte, dipende il destino dell ex ospedale Margherita con l attuale assessore Lucia Borsellino che, anche a Messina, ha comunque manifestato la volontà di cedere in parte la destinazione d'uso della struttura, previa presentazione e valutazioni di altri progetti. LA CITTADELLA UNIVERSITARIA. Tra cui, ad esempio, quella nuova cittadella universitaria capace di rispondere alle esigenze degli studenti delle facoltà di Annunziata e Papardo pensata dall'ateneo di Messina che intanto, però, viene sollecitato da un gruppo di studenti che non stigmatizzano, ma encomiano l'occupazione della Casa dello Studente da parte dei pinellini per aver acceso un faro sul mancato utilizzo di numerosi immobili di proprietà dell Università. Non si parla soltanto della Casa dello Studente - scrive il senatore accademico Guglielmo Sidoti - ma soprattutto di palazzo Mariani, costato fior di milioni di euro ed oggi utilizzato solo a fini amministrativi e di segreteria e di altri spazi sottoutilizzati o negati. Non possiamo condividere un progetto di campus all'ex Margherita - conclude Sidoti - senza che esso sia accompagnato da certezze di finanziamenti, pensiamo piuttosto a quello che abbiamo e non possiamo usare. IL PALAZZO DI GIUSTIZIA. E se c'è chi concepisce l'ex Margherita come un miraggio, c'è chi, invece, lo vede un immobile a portata di mano per realizzarvi il secondo Palazzo di Giustizia come ad esempio l'avvocato Aurora Notarianni che su questa possibilità si è intestata una vera e propria battaglia portata avanti assieme all'ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca che ha persino firmato uno studio di fattibilità sulla conversione dell'ex ospedale. Con quest'ultima ipotesi che completa il poker di mire sul Margherita. Un poker che però vale poco e niente, fino a che la Regione, impantanata com'è in altri problemi, non si muova per evitare che la struttura, presto o tardi, diventi, più di quanto già non lo sia, l'ennesimo motivo per cui le occupazioni dei pinellini abbiano ragion d'essere. centonove pagina 15

16 sicilia INIZIATIVE. I borghi e i tesori della provincia messinese sbarcano al Festival della Canzone Italiana Sanremo profuma di Messina Sette comuni al Palafiori per pubblicizzare le bellezze turistiche grazie al progetto delle associazioni Prima Sicilia, NonSoloCibus e dalla fondazione Its Albatros. Pannelli fotografici e degustazioni fino a domenica 23 febbraio DI ROSSANA FRANZONE MESSINA. Montagnareale, Sant Alessio Siculo, Monforte San Giorgio, Capri Leone, San Marco D Alunzio, San Salvatore di Fitalia e Santa Marina Salina. Messina e la sua provincia protagonisti a Casa Sanremo Clarins, promossa dal Gruppo Eventi, presieduto da Vincenzo Russolillo. I suoi borghi, i prodotti tipici e le bellezze turistiche da domenica 16 febbraio animano il salotto dei giornalisti del Festival della Canzone Italiana. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il progetto "Saremo a Sanremo" promosso dalle associazioni Prima Sicilia, NonSoloCibus e dalla fondazione per l'agroalimentare Its Albatros mette in esposizione nella cittadina ligure gli scorci più suggestivi del nostro territorio. E regala a giornalisti, cantanti, discografici, radiofonici e addetti ai lavori la possibilità di degustare le eccellenze agroalimentari Madre in Messina. Ormai da sei giorni e fino a domenica 23 un esposizione di pannelli fotografici allestiti al Palafiori, a pochi passi dal Teatro Ariston, mette in mostra le bellezze paesaggistiche e monumentali dei vari comuni che hanno aderito al progetto. «Una grande occasione di ribalta mediatica - dice Anna Sidoti, sindaco di Montagnareale - per fare apprezzare chiese, piazze, scorci e tradizioni locali». «Insieme con Capri Leone e Il gruppo di lavoro che ha collaborato alla realizzazione del progetto Saremo a Sanremo Fabio Fazio e Massimiliano Cavaleri San Salvatore di Fitalia - precisa Antonio Arcodia, coordinatore Cultura e Turismo di San Marco D Alunzio - abbiamo predisposto un intenso calendario di eventi per il prossimo triennio. Eventi che stiamo pubblicizzando anche a Sanremo. «Per noi la grande risorsa è il mare - interviene Rosanna Fichera, sindaco di Sant Alessio Siculo - ma a Casa Sanremo Clarins abbiamo portato una splendida location: l abbazia di San Pietro e Paolo, patrimonio Unesco». Ad intervenire per Monforte San Giorgio il primo cittadino, Giuseppe Cannistrà: «Il mio programma punta prevalentemente alla promozione del nostro piccolo gioiello : un borgo medievale in grado di attirare un turismo internazionale». Anna Sidoti, Fabrizio Scaramuzza e Rosanna Fichera dura Nel corso dell intera manifestazione canora due sono state le giornate dedicate all enogastronomia e all agroalimentare Madre in Messina, curate da Giuseppe Contarini, referente per la Sicilia del Gruppo Eventi, da Fabrizio Scaramuzza, presidente dell associazione NonSoloCibus, da Giacomo Fabio, vicepresidente dell associazione "Strade dei sapori dei Nebrodi", e da Tommaso Cannata, titolare della Boutique del Pane, che a Sanremo ha portato arancini e pidoni. Mentre i dolci sono stati preparati dalla pasticceria Freni. «E un opportunità interessante per accendere i riflettori sui prodotti tipici del messinese, con riferimento alla dieta mediterranea, patrimonio Unesco prosegue Elvira D Orazio, presidente dell ITS Albatros e soprattutto questa esperienza rappresenta un percorso di formazione per i nostri corsisti». «Per arricchire l'atmosfera siciliana evidenzia Massimiliano Cavaleri presidente di Prima Sicilia - abbiamo avuto il mini concerto della cantante messinese Ketty Ragno, vincitrice di Mare Festival Salina e la consegna di alcune targhe in argento, realizzate ad IN VETRINA Il pannello fotografico di Montagnareale Suino nero per tutti VENERDI E SABATO I DUE GIORNI DEDICATI ALLA DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI TIPICI DEI NEBRODI E DELLA CITTA DELLO STRETTO Una vetrina promozionale privilegiata. Questo rappresenta Sanremo per i comuni, prevalentemente nebroidei, partner della II edizione del progetto "Saremo a Sanremo". Il grande evento festivaliero, infatti, è capace di portare nella cittadina ligure in una settimana 1300 fra tv, radio e colleghi di carta stampata e oltre 40mila persone che oggi, venerdì 21 e domani sabato 22 febbraio assaggeranno prodotti tipici di Messina e Provincia. Dall'agroalimentare all'enogastronomia, Giuseppe Contarini, coordinatore per la Sicilia del Gruppo Eventi, e Fabrizio Scaramuzza, presidente dell'associazione NonSoloCibus, in collaborazione con la fondazione ITS Albatros coordineranno uno staff di cuochi, allievi e operatori commerciali per far conoscere il meglio della produzione locale, specialmente pidoni e arancini, alcune eccellenze dell associazione "Strade dei sapori dei Nebrodi" (caserecce con pesto di pistacchio siciliano e guanciale di suino nero dei Nebrodi, spaccatelle pesto di mandorla siciliana, pachino semi secchi e basilico, bruschetta di pane nero di Castelvetrano con lardo di suino nero dei Nebrodi), formaggi (canestrato, ricotta infornata, maiorchino, provole dei Nebrodi), salumi (salame S'Angelo Igp, salsiccia, lardo, coppa e guanciale) e vini oltre alle doc messinesi Faro, Mamertino e Malvasia. E "dulcis in fundo"i dolci. Al Palafiori sarà possibile assaggiare n'zuddi, piparelli, pignolata, pasta reale, pasta di mandorle e nocciola e sesamini. centonove pagina 16

17 sicilia nte la conferenza stampa hoc da Claudio Calabrò di Sear Argenti». Ketty Ragno ha cantato diverse canzoni fra cui Come Saprei di Giorgia, canzone con cui ha vinto Marefestival Salina. Ma non solo. Si è anche esibita, subito dopo il cantante Filippo Graziani fra le nuove proposte del Festival, con un inedito L alba, il giorno e la notte (testo di Mario Incudine, arrangiamento di Antonio Cristina Di Siero e Giuseppe Contarini a Sanremo Vasta). Presente a Casa Sanremo anche la testimonial Cristina Di Siero, Miss MareFestival Salina Tradimalt, azienda di prodotti tecnici per l'edilizia di qualità dell imprenditore Vincenzo Coniglio. Il Comune di Santa Marina Salina, guidato dal sindaco Massimo Lo Schiavo, infatti fa da trait d union a tutta l iniziativa legata alla kermesse estiva di cinema e musica. «Anche quest anno - interviene Franco De Francesco, commissario della Camera di Commercio - abbiamo deciso di patrocinare questa iniziativa: una vetrina molto importante per la nostra città e per i nostri produttori». «Sanremo è una cassa di risonanza che non ha eguali in Italia puntualizza Patrizia Casale, vicepresidente di Prima Sicilia un prestigioso appuntamento per tutti. Con questo progetto diamo voce ai tesori nascosti di cui è ricca la nostra terra, regalando un immagine diversa e migliore della nostra città e della provincia». Un progetto condiviso anche dal Club Halgoduria di Salina di Caterina e Giorgio Giuffrè, location esclusiva delle Isole Eolie, e l Hotel Orsa Maggiore di Vulcano. Infine Eden Creation e Cristall con i loro abiti di alta moda e gioielli artigianali cureranno l'immagine della Miss, mentre Lem di Maurizio La Malfa ha realizzato la grafica della mostra intitolata "La Provincia di Messina al Festival" pannelli fotografici dedicati ai sette comuni. Della delegazione messinese presente nella città dei fiori fanno parte anche Eleonora Curreri, Alberto Bruno e Pierpaolo Ruello. I SICILIANI Marcella e gli altri MESSINA. Un lungo elenco quello dei siciliani che hanno partecipato al Festival di Sanremo. E così come Pippo Baudo dichiara al quotidiano La Repubblica la lista potrebbe partire addirittura da Modugno. «Era pugliese - dice - ma si spacciava per siciliano, cantava "Lu pisci spada", "La donna riccia" e molte canzoni in dialetto e il pubblico lo riconosceva come tale». Poi Battiato, Marcella e Gianni Bella, Fiorello, Carmen Consoli, Gerardina Trovato, Silvia Salemi, Mario Biondi, Mario Venuti, Olivia Cinquemani. Nella 64esima edizione del Festival, invece, non ci sono molti siciliani, in gara e fuori. Il primo da citare è Pierfrancesco Diliberto, meglio conosciuto come Pif. A lui è stato affidato il Prefestival, una novità per kermesse canora. Tra i cantanti la palermitana Giusy Ferreri che sul palco dell Ariston ha portato i suoi due brani L amore possiede il bene e Ti porto a cena con me. Tra gli ospiti, invece, l astronauta di Paternò Luca Parmitano, rientrato lo scorso novembre da una missione di sei mesi nello spazio. centonove pagina 17

18 sicilia MESSINA. Commercianti contro l amministrazione in aula. E vince chi fa la voce grossa Isola pedonale con guerra Il sindaco Accorinti non riesce a spiegare le sue ragioni per le proteste dei negozianti. Che non riescono a mettersi d accordo sulle proposte alternative. E lamentano cali DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Al termine dello spettacolo, il commento più salace, ma anche più pertinente, l ha espresso uno delle decine di spettatori interessati del consiglio comunale aperto di martedi 18 sera. Pari na putia i vinu. Decine di commercianti inviperiti hanno costretto il presidente del consiglio Emilia Barrile a chiudere anticipatamente la seduta, per l impossibilità da parte del sindaco Renato Accorinti di pronunciare più di tre parole in fila senza che dal loggione si sollevassero ululati, fischi e insulti. E terminato così il confronto tra esercenti ed amministrazione sul tema più discusso in città: l isola pedonale. DIVISI ALLA META. Che non sarebbe stata una serata facile per l amministrazione era stato chiaro da subito, vedendo lo schieramento di commercianti arrivati a palazzo Zanca. Schieramento in cui non mancavano i sostenitori dell isola pedonale, che però erano surclassati in chiassosità da parte di chi l isola pedonale non voleva nemmeno sentirla nominare. Alla fine degli interventi, dodici, chi si è schierato a favore del provvedimento, sia pure con critiche costruttive, sono stati due appartenenti a Confesercenti ed uno a Millevetrine (organizzazione che all isola pedonale sono sempre state favorevoli) e due commercianti della via Giordano Bruno. Decisamente contrari invece Confcommercio (anche questa, una posizione già nota) e un altra serie di negozianti. Ma mentre chi l isola pedonale la vuole è concorde col pretendere che diventi una vera e propria area e non resti una strada chiusa con qualche transenna, è chi la detesta che esprime proposte antitetiche l una con l altra. C è chi chiede che le strade vengano chiuse solo durante il finesettimana ed è applaudito dallo stesso pubblico che due minuti prima ha battuto le mani al commerciante che, affermando di fare affari solo durante il finesettimana, vorrebbe che le strade da chiudere fossero altre. C è poi chi bizzarramente lamenta spazi insufficienti per il transito di mezzi di soccorso (in strade in cui la doppia fila era la norma e che oggi invece sono vuote), mentre uno dei residenti ha fatto giustamente notare come davanti ai varchi transennati ormai il posteggio selvaggio sia la regola, rendendo difficile ingresso e uscita dall isola agli aventi diritto. E poi c è l annosa questione: i cali nei guadagni. L ISOLA DELL APOCALISSE. Chi denuncia cali non va tanto per il sottile: sessanta, settanta, ottanta per cento in meno, sulla fiducia, perchè di dati certi, sulla carta, non ne sono circolati. L unico che ha fornito una cifra certa, Benni Bonaffini di Confesercenti ( Su 183 iscritti alla nostra associazione, ben 103 sono favorevoli, ha spiegato), è stato costretto dal pubblico all inversione dell onere della prova: provare cioè lui che quanto aveva affermato fosse vero. Un calo c è stato, è innegabile, ma resta da vedere quanto sia colpa dell isola pedonale e quanto dello stato di crisi del settore del commercio, ha commentato uno dei commercianti con posizione di terzietà. LA POLITICA? CI MARCIA. Accorinti ci aveva provato, a spiegare quello che l amministrazione ha intenzione di fare perchè l isola pedonale diventi davvero tale, ma non ci è riuscito. Anche perchè Emilia Barrile, che di solito conduce i lavori d aula con polso, ha lasciato che a dettare tempi e modi fossero i più scalmanati tra i commercianti che affollavano il loggione. E a nulla sono valsi gli applausi dei sostenitori di Accorinti, anch essi assiepati nel loggione, per uno scontro tra tifoserie da Daspo. Alla fine, i più soddisfatti sono stati Nicola Cucinotta del Pd e Pippo Trischitta del Pdl, i due consiglieri critici nei confronti dell isola diventati riferimento dei commercianti. PASSI AVANTI A piedi e in bicicletta NIENTE OCCUPAZIONE SUOLO DENTRO IL PERIMETRO. TRA QUATTRO MESI ARRIVANO LE PISTE CICLABILI IN CENTRO Nel frattempo, Gaetano Cacciola va avanti imperterrito. L assessore alla Mobilità aveva detto in tempi non sospetti che i provvedimenti in favore dei commercianti che ricadono dentro l isola sarebbero arrivati, e li ha annunciati in conferenza stampa. Non pagherà occupazione suolo chi davanti al suo negozio collocherà elementi di arredo urbano o strutture che animino l isola pedonale, mentre a bar, pub e ristoranti sarà concesso piazzare ombrelloni, tavoli e sedie con abbattimento del canone di occupazione pari al 90 per cento. E chi non si occupa di ristorazione? Niente paura, ce n è anche per loro: è prevista infatti la collocazione di espositori, destinati ad incentivare l'attività commerciale, pagando ugualmente il 10% del canone di occupazione suolo. Cacciola, però, non ha in mente solo l isola pedonale. Dal 4 marzo, e per quattro mesi, si lavorerà per dotare il centro città di piste ciclabili. Per 66mila euro, la Zambra snc lavorerà sul circuito ciclabile che si estenderà da villa Dante a piazza Castronovo, interessando il viale San Martino, le vie Garibaldi, Cavour, Cesare Battisti, Tommaso Cannizzaro e Santa Cecilia. Le biciclette si muoveranno su una corsia riservata di un metro e mezzo di larghezza ricavata dalla carreggiata stradale, a senso unico di marcia, mentre su altre strade mentre su altre strade, come suggerito dal Piano Urbano della Mobilità, in linea con quanto avviene in molte città italiane ed europee e coerentemente al Codice della Strada, le biciclette potranno transitare lungo le attuali corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico. (A.C.) Gaetano Cacciola centonove pagina 18

19 sicilia MESSINA. Torna dopo un anno di stop la manifestazione. Ed è un successo L alba della cultura Problemi nel gestire l affluenza al PalAntonello, più di tremila hanno visitato la galleria d arte moderna della Provincia. E i ristoranti ripropongono i menù a tema DI VALENTINA COSTA MESSINA. Buona la prima. Complice una serata primaverile, la prima Notte della Cultura Tematica, dedicata ad Antonello da Messina, si chiude con un bilancio positivo. Lo spirito di Antonello ha vegliato su di noi, scherza l assessore alla Cultura del comune di Messina, Tonino Perna, è stata una scommessa vinta. Migliaia i messinesi che hanno affollato il centro città sabato scorso, e centinaia, tra studenti, proprietari di attività e membri di associazioni culturali, quelli coinvolti nelle numerose iniziative proposte. Al Palacultura abbiamo avuto qualche problema a gestire il flusso delle persone, sia durante le attività dedicate ai bambini, nel pomeriggio, che alla mostra didattica delle riproduzioni delle opere di Antonello: non ci aspettavamo una partecipazione simile, racconta l assessore Perna. Tra le mete più apprezzate, come nelle due precedenti Notti della Cultura, il Forte San Salvatore e la stele della Madonnina: più di 2400 coloro che hanno partecipato alla visita guidata presso la Base Navale Maridist. Enorme successo ha avuto l apertura del Campanile della Chiesa del Carmine. I tour sono durati fino all 1.30 del mattino, racconta il parroco del Santuario, Padre Giuseppe Basile. E le attività culturali e musicali proposte hanno fatto registrare il pienone in Chiesa fino a mezzanotte. 400 le persone che hanno firmato il nostro registro, ma le presenze sono state certamente ben più del doppio. En plain anche per le proposte di Palazzo dei Leoni: almeno 3000 i visitatori della Galleria Provinciale d Arte Moderna e Contemporanea di via XXIV Maggio, senza contare coloro che sono passati dal Monte di Pietà e dalle diverse mostre allestite all interno del palazzo di Corso Cavour. Partecipazione inaspettata anche in alcune location relativamente fuori mano, come l Enoteca Provinciale di San Placido Calonerò: a visitare i Chiostri del Monastero Benedettino (peraltro una delle pochissime testimonianze del periodo rinascimentale sopravvissute a Messina) e la Mostra ZOOM Tonino Perna Una delle riproduzioni esposte al PalAntonello dedicata al passaggio di Carlo V, sono state più di mille persone. Numerose le scuole, messinesi e calabresi, che hanno richiesto di poter visitare la mostra didattica delle riproduzioni delle opere di Antonello al Palacultura. Replicherà anche la Biblioteca comunale, che sabato 22 riproporrà una merenda nella bottega di Antonello, al palacultura, manifestazione per i bambini che inizierà alle 17. Anche la Provincia ha deciso di prorogare fino al 28 febbraio le esposizione allestite a Palazzo dei Leoni. Diversi, poi, sono i ristoratori che hanno annunciato di voler riproporre i menu antonelliani, dato che sabato scorso sono stati costretti a rifiutare molte prenotazioni, per la mole di richieste. Si replica il 12 aprile MESSINA. Credo che la Notte di Antonello da Messina sia stata un successo per diversi motivi, spiega gongolando Tonino Perna, assessore alla CUltura di palazzo Zanca. Sicuramente è stata un occasione per promuovere la città, dato che ne hanno parlato anche delle testate giornalistiche nazionali. Ma, soprattutto, è importante che la risposta sia stata così entusiastica: una dimostrazione che i messinesi hanno un immagine distorta di sé, quando si definiscono apatici, afferma Perna. Sono importanti anche gli effetti di lungo periodo di questa prima Notte della Cultura tematica. Adesso si guarda ai prossimi due appuntamenti. La seconda Notte della Cultura si terrà il 12 aprile e sarà dedicata alle comunità di origine straniera presenti in città: sicuramente momenti dedicati alla gastronomia e al folklore, ma soprattutto proposte culturali. La terza invece si svolgerà a giugno e sarà dedicata alle fortificazioni di Messina. Bocche cucite sul programma. Sarà una serata che non dimenticheremo assicura Perna. (V.C.) Antonello, simbolo dell identità DI GIUSEPPE RUGGERI IL COMMENTO MESSINA RISORGE nel segno di Antonello. Lo dimostra lo straordinario afflusso di pubblico all'esposizione delle riproduzioni delle opere del Maestro allestita nel foyer del Palacultura. Proviene direttamente da Roma, dove nel 1998 fu inaugurata dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, a cura dell'associazione Antonello da Messina, rappresentata in città da Sergio Di Giacomo. L'intuizione di dedicare la Notte della Cultura ad Antonellus Messaneus è, almeno a modesto giudizio di chi scrive, una carta vincente in mano all'amministrazione comunale. A patto, è ovvio, che alle molte parole seguano i fatti, e soprattutto che ci si accorga finalmente che la nostra città, pur con le tante magagne che quotidianamente l'affossano, vanta comunque alcune precise eccellenze che mi sembra il caso di ricordare. L'eccellenza paesaggistica, anzitutto. Della quale Antonello da Messina era ben consapevole, tanto da evidenziarla puntualmente nei suoi dipinti che, a conti fatti, hanno esportato l'immagine di Messina la Messina del Quattrocento in tutto il mondo. Affiorano, quegli scorci della città antonelliana, nelle sue opere più celebri, dalla Crocifissione di Anversa fino al Martirio di S. Sebastiano a proposito del quale Leonardo Sciascia scrisse una delle pagine più intense e suggestive individuandone lo sfondo in un pigro pomeriggio messinese dominato dallo scirocco. Ci sono i fiumi, lo Stretto ma soprattutto ci sono le colline che circondano l'abitato e che, se le si guarda con attenzione - come peraltro evidenziato da un acuto studio di Massimo Villari - sono le colline di Camaro che contempliamo ancor oggi. Poche, anzi pochissime le differenze perché il profilo orografico non si modificato sicché, mediante accurati calcoli matematici, Villari è riuscito a localizzare perfino il luogo d'osservazione dal quale Antonello dipinse il suo celebre Studio di S. Girolamo. L'eccellenza simbologica. Messina è luogo di simboli, gli stessi di cui pullulano i quadri di Antonello, come rilevato da Nino Principato che nel corso di una affollata conferenza, ha parlato della Messina Gerusalemme, come indicato dalla Santa Eustochia la quale suggeriva al pittore di formare nella mente esattamente come Gerusalemme una città immaginaria, ma pienamente conosciuta, come la Messina del Quattrocento. L'eccellenza della sacralità. Terra di santi, Messina, come appunto Eustochia Calafato che al pittore Antonello fu contemporanea e alla quale sembra l'artista si sia ispirato probabilmente nel ritrarre l'annunziata oggi ospitata a Palazzo Abatellis, a Palermo. Dal confronto tra il volto incorrotto della santa e il viso della Madonna si può cogliere la somiglianza. Eustochia nacque poi proprio il giorno dell'annunziata, e nel villaggio Annunziata (la sua casa originaria si trova in via Caprera, una traversa interna del torrente). Il velo azzurro che ricopre la Vergine antonelliana è poi lo stesso usato dalle ragazze messinesi dell'epoca e un documento scoperto da Puzzolo Sigillo fa risalire al committente dell'opera, il padre di una suora del monastero di Eustochia. L'eccellenza, infine, della cultura, perché di questo si tratta ed è ora di capirlo. Durante l'evento della Notte, molti siti vengono per qualche ora aperti e resi fruibili a un pubblico sempre più desideroso di immergersi nel passato per ricostruire, dalla memoria dimenticata, i pezzi del proprio presente. Progettare il futuro diviene allora più facile, quasi spontaneo. A questo fiume di persone provenienti da ogni parte della città per soddisfare un'esigenza per troppo tempo repressa bisogna adesso dare delle risposte immediate. Antonello è il cuore dell'identità messinese. E' necessario che ciascuno di noi, in primo luogo le istituzioni, se ne rendano conto e operino di conseguenza. Perché quello che è avvenuto il 15 febbraio è solo l'inizio di ciò che potrebbe accadere in una Messina che si riappropria finalmente del proprio senso d'appartenenza perduto. centonove pagina 19

20 sicilia MESSINA. Dopo cinque anni gli uffici di Palazzo dei Leoni hanno ultimato la mappa digitale delle arterie provinciali Provincia? In mezzo alla strada A presentare il monumentale lavoro coordinato dall architetto Francesco Bonannella è stato il commissario Filippo Romano. «Un regalo per i liberi Consorzi». Risparmiati milioni di euro MESSINA. «Non c è nulla di più definitivo del provvisorio». Orlando Russo, sindaco di Castelmola, sorride davanti alla ipotesi dei nuovi liberi consorzi che dovrebbero sostituire le Province regionali. E lo fa durante un incontro a palazzo dei Leoni nel quale il commissario Filippo Romano presenta la mappa digitale dello stradario nella quale sono racchiuse le migliaia di chilometri che ricadono nella giurisdizione dell ente. «Anche se le Province regionali dovessero sparire come sembra, questo è un regalo che lasciamo a chi ne prenderà il posto, Città metropolitane e Liberi consorzi», ha chiosato il vice prefetto. Pronta la replica di Russo. «Ho l impressione commissario che ci rivedremo ancora per molto tempo». La strada è lunga. Fino ad oggi sono state bocciate alcuni punti cardini della riforma Crocetta. In dubbio le città metropolitane, i liberi consorzi non potranno essere inferiori a 180 mila (il governo proponeva 150 mila e con questa modifica rischia di saltare quello di Gela), l adesione potrà avvenire esclusivamente tramite referendum. Emendamenti su emendamenti che all Ars stanno snaturando quello che doveva essere il cavallo di battaglia di questo governo regionale. L attività delle province rimane nel limbo. Anche se i commissari stanno Da sinistra Filippo Romano e Rosario Crocetta cercando di dare continuità all attività dei palazzi provinciali combattendo con i continui tagli di bilancio (a Trapani è stato nominato l ex magistrato Antonino Ingroia). Alla Provincia regionale di Messina si va avanti con piccole ma significative iniziative. Oltre all adesione alla Notte della Cultura il servizio Sitr di Palazzo dell Aquila ha partorito lo stradario provinciale. Un lavoro monumentale durato cinque anni che contiene tutti i dati catastali e morfologici del territorio messinese, adattate Google maps ed Earth in chiave localizzata. Uno strumento utile per gli uffici tecnici di enti pubblici, per privati come ingegneri e architetti, per singoli cittadini che desiderano conoscere quante più informazioni possibile su una determinata strada o trazzera. Una vera innovazione che permetterà in qualsiasi momento, attraverso il sito ufficiale di Palazzo dei Leoni, di ottenere informazioni specifiche. «Fino ad oggi la consultazione era esclusivamente cartacea, con tutto ciò che ne derivava in termini di rapidità e facilità di accesso. Si tratta davvero di una svolta epocale, un enorme bagaglio di notizie sarà raggiungibile con un semplice clic». Lo staff che ha curato il progetto è quello del Str coordinato dall architetto Francesco Bonannella ideatore progettuale e responsabile del coordinamento oltre che dei rilievi Gps (il dirigente è l architetto Francesco Alibrandi). I geometri Fiorenzo Lombardo (foto e assistenza), Adriano Sortino (redazione schede monografiche), Gianfranco Bruto (cartografia), Antonino Biondo (tecnico gis e sistemista web) e i dirigenti della quarta e quinta Direzione Viabilità, Pippo Celi e Benedetto Sidoti Pinto completano il gruppo di lavoro. «Se il servizio fosse stato appaltato all' esterno sarebbero stati spesi 350 euro per chilometro schedato. Abbiamo risparmiato milioni di euro», conclude Romano. (Gia.C.) A MARGINE Promemoria per Renzi DI DOMENICO CACOPARDO Mentre sta iniziando il lavoro di capo di un governo che dovrebbe Cambiare verso, con determinazione, buona volontà ed entusiasmo, il ricevere qualche parola da chi nell area di governo, con posizioni di primaria responsabilità, ha lavorato dal 1969 al 1987, dal 1998 al 2001 e dal 2006 al 2008, potrebbe esserle utile. Primo: non si lasci imporre l agenda dagli eventi. La detti lei in presidenza e ai suoi ministri. L ha già fatto indicando le linee per il lavoro da svolgere sino a maggio. Tenga duro: cercheranno di fargliela cambiare. Secondo: stabilisca uno stretto controllo, accentrato a palazzo Chigi, nelle mani del sottosegretario alla presidenza, segretario del consiglio dei ministri, sulla nomina di capi di gabinetto, di capi ufficio legislativo e capi dipartimento. Ordini, lei può dare ordini, che non sia l anzianità di servizio e un curriculum pieno di incarichi paragovernativi a determinare le scelte. Nelle magistrature, ci sono tanti giovani ben preparati. Scelga tra di loro, evitando le cariatidi use ai compromessi e al peggiore esercizio del potere. E, quando ha scelto, cerchi informazioni adeguate, sulle attività dei prescelti: molti hanno il doppio e triplo lavoro. Uno dei più importanti collaboratori del precedente governo ha una casa editrice e una scuola di preparazione ai concorsi in magistratura. Terzo: sia trasparente. La trasparenza parte e si dirama dalle sue stanze. Quarto: rinnovi del tutto i vertici dei servizi segreti. Anni di malgoverno berlusconiano e di Gianni Letta hanno riempito i servizi di incompetenti. Quinto: quando designerà consigli di amministrazione e capi delle società dello Stato cambi tutti. Si rivolga a competenze imprenditoriali e universitarie, senza cercare la continuità che, nella nostra situazione, è un disvalore. Sesto: sposti con decisione ambasciatori e prefetti. Anche se non ne conosce i motivi. Questo è un modo per governare l amministrazione e renderla idonea ad attuare la politica del suo governo. Non è necessario che lei sappia perché l ambasciatore A se ne deve andare dalla sua sede. Lui, l ambasciatore conosce bene i propri peccati. Settimo e ultimo punto: allontani gli adulatori. L adulazione può affossarla più dei tranelli della politica. Post scriptum: ripulisca il partito e, a Messina, conceda un meritato riposo a Francantonio Genovese. L onorevole, così, potrà curare al meglio i propri personali interessi, senza danneggiare ulteriormente la città. centonove pagina 20

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