Prefazione a cura del Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, On. William Hague.

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2 Prefazione a cura del Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, On. William Hague. Mi congratulo con i miei Colleghi, il loro staff e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Manifesto per il Cambiamento del gruppo Fresh Start. Si tratta di un lavoro ben documentato e ben ponderato, pieno di idee potenti per il futuro del Regno Unito in Europa e per il futuro dell Europa stessa. Molte di queste proposte formano già parte delle politiche del Governo britannico, altre potrebbero entrare a far parte delle politiche del Governo o del Partito Conservatore in futuro, ed altre ancora potrebbero richiedere un ulteriore riflessione. L Europa sta cambiando, pertanto le idee nuove sono doppiamente benvenute. La lettura di questo documento sarà essenziale per tutti noi quando arriverà il momento di redigere il prossimo manifesto elettorale del Partito Conservatore. Mi congratulo calorosamente con tutte le persone coinvolte in questo progetto.

3 PROGETTO FRESH START MANIFESTO PER IL CAMBIAMENTO Una visione nuova per riformare l UE Luglio 2013 Indice Presentazione...2 Panoramica...5 Proposte su politiche specifiche Commercio Sviluppo regionale Politica Agricola Comune (PAC) Politica Comune della Pesca (PCP) Bilancio e istituzioni dell UE Diritto sociale e del lavoro Servizi finanziari Energia Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale Libera circolazione delle persone Controllo democratico

4 Presentazione Nell Unione Europea (UE), conservare lo status quo non è più un opzione. La zona euro sembra dirigersi verso l unione fiscale e bancaria, ed è un percorso che potrebbe rivelarsi problematico per molti. Insieme con altri membri dell UE che non fanno parte dell euro, il Regno Unito deve articolare e negoziare una relazione nuova e diversa con l UE pur rimanendone membro a tutti gli effetti. Il progetto Fresh Start è stato creato nel 2011 da un ampio gruppo di parlamentari conservatori che siedono alla Camera dei Comuni, e si propone di aiutare a negoziare una relazione con l UE con la quale la maggioranza dei cittadini del Regno Unito e di altri Paesi membri possa sentirsi a proprio agio. Abbiamo proposto una serie di riforme, riassunte qui sotto, dalle quali la popolazione in Europa e nell UE trarrebbe beneficio. In generale, queste riforme sono pensate per rendere l UE più competitiva sul piano globale, ed includono: l incremento degli scambi commerciali, il taglio dei costi e delle restrizioni derivanti da un eccessiva regolamentazione, e la ricerca di una soluzione al problema del deficit democratico dell UE. Siamo desiderosi di discutere la sostanza di queste proposte e costruire alleanze intorno a queste riforme. Commercio - Liberalizzare Dobbiamo preservare ed incrementare i benefici del mercato unico. Esistono ancora barriere tecniche e non tariffarie che limitano la crescita nell UE. Nuove salvaguardie legali a protezione del mercato unico dovrebbero essere introdotte, ed il commercio di servizi andrebbe genuinamente liberalizzato. L UE dovrebbe negoziare più accordi di libero scambio con Paesi come il Canada, gli USA, l India e gli Stati membri del Mercosur. Sviluppo Regionale Decentralizzare Gli Stati membri dell UE dovrebbero recuperare il controllo della politica regionale attraverso la limitazione dell erogazione di fondi comunitari ai soli Paesi membri il cui PIL pro capite è inferiore al 90% della media UE. 23 Stati membri su 27 1 beneficerebbero da questa riforma, che consentirebbe inoltre di focalizzare la spesa dei fondi regionali UE unicamente sui Paesi più poveri. Politica Agricola Comune (PAC) Modernizzare Gli aiuti diretti agli agricoltori nell ambito del primo pilastro della PAC dovrebbero essere gradualmente eliminati, in parallelo con il taglio della burocrazia e della regolamentazione al fine di garantire la competitività del settore agricolo europeo a livello globale. Gli aiuti per l attuazione di politiche di tutela ambientale nell ambito del secondo pilastro della PAC andrebbero incrementati attraverso l introduzione di nuovi sussidi ambientali trasferibili, in modo da consentire che i terreni produttivi vengano coltivati in maniera più intensiva ed i terreni marginali (cioè scarsamente produttivi) si focalizzino invece maggiormente su politiche di tutela dell ambiente. Politica Comune della Pesca (PCP) Regionalizzare Progressi sostanziali sono già stati compiuti per quanto concerne il rigetto di pesce in mare e la decentralizzazione. La riforma della PCP andrebbe continuata in modo che tutto il pesce catturato, e non soltanto quello portato a riva, venga conteggiato a fronte delle quote di pesca. Inoltre, il processo di regionalizzazione del controllo della pesca andrebbe completato. La Commissione Europea dovrebbe proporre la registrazione dei possessori di quote di pesca. Il controllo delle acque territoriali comprese tra le 6 e le 12 miglia dalla costa dovrebbe essere restituito agli Stati membri. 1 Le stime risalgono a prima dell ingresso della Croazia nell UE (ndt) 2

5 Bilancio e istituzioni dell UE Più trasparenza ed efficienza nei costi La riforma delle istituzioni dell UE è importante dal punto di vista politico e simbolico, e servirebbe a dimostrare che l UE è consapevole delle difficoltà affrontate dagli Stati membri. I costi amministrativi all interno della Commissione Europea e del Parlamento Europeo andrebbero ridotti in maniera sostanziale. Diverse agenzie ed altri organismi dell UE andrebbero aboliti. Un nuovo Freedom of Information Act dovrebbe essere introdotto per tutte le istituzioni UE. Diritto sociale e del lavoro Decentralizzare La competenza in materia di diritto sociale e del lavoro andrebbe restituita agli Stati membri. Questo richiederebbe una modifica dei Trattati UE. Se ciò non fosse possibile, il carico regolatorio dovrebbe essere alleviato in maniera sostanziale abrogando parte della legislazione vigente. Se neppure questo fosse possibile, agli Stati membri dovrebbe essere permesso di negoziare una deroga completa da tutta la legislazione UE esistente in materia di diritto sociale e del lavoro, e di introdurre un freno di emergenza per la legislazione futura in questo settore. Servizi finanziari Decentralizzare L aumento della regolamentazione UE minaccia di soffocare i servizi finanziari, e la massima armonizzazione per mezzo di una legislazione a taglia unica rischia di abbassare gli standard normativi in altre aree. Esiste inoltre il rischio reale che i Paesi della zona euro comincino ad agire come un blocco ed a mettere in minoranza i Paesi fuori dalla moneta unica su temi chiave in materia di regolamentazione finanziaria. Il meccanismo di voto a doppia maggioranza concordato per l Autorità Bancaria Europea (ABE) è un modo per evitare che i 17 Paesi della zona euro scrivano le regole per tutti e 28 gli Stati membri, ed andrebbe esteso ad altre aree. L UE dovrebbe basarsi su questo precedente, e negoziare una più ampia salvaguardia contro proposte legislative che siano discriminatorie o danneggino il mercato unico. Energia Fornire sicurezza, accessibilità economica e sostenibilità Il quadro normativo UE sul cambiamento climatico favorisce la de-carbonizzazione a scapito dell adattamento e le energie rinnovabili a scapito di tutte le altre fonti di energia. La Direttiva UE sulle energie rinnovabili del 2009 dovrebbe essere rinegoziata o sospesa in modo da permettere agli Stati membri di determinare l assortimento di tecnologie più idoneo a garantire sicurezza energetica, efficienza nei costi e protezione dell ambiente. Le scadenze per le chiusure previste dalla Direttiva sui grandi impianti di combustione e dalla Direttiva sulle emissioni industriali dovrebbero essere rinviate nel caso in cui avessero un impatto inaccettabile in termini di povertà di carburante e resilienza energetica. Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale Salvaguardare l unicità del sistema legale del Regno Unito Questa è la sola area nella quale il Regno Unito cerca una relazione con l UE differente rispetto a tutti gli altri Stati membri, in ragione dell unicità del proprio sistema legale. Il Regno Unito dovrebbe avvalersi della propria deroga in blocco da 131 norme UE sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Tale deroga è prevista dal Trattato di Lisbona. Anziché ri-adottare alcune di queste norme rendendole irreversibili e sottoponendole alla piena giurisdizione della Corte di Giustizia dell UE il Regno Unito dovrebbe mirare ad una cooperazione operativa con i propri partner europei attraverso altri mezzi, come ad esempio gli accordi internazionali, i protocolli d intesa e la cooperazione volontaria caso per caso. 3

6 Il Regno Unito dovrebbe cercare una revisione dei Trattati UE per ottenere una deroga dalle norme europee sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale che ha deciso di adottare dopo l entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Libera circolazione delle persone L ultima parola spetta agli Stati membri La libera circolazione delle persone nell UE ha portato tanti benefici, ma sta anche contribuendo a mettere sotto sforzo le infrastrutture ed i servizi pubblici. Gli Stati membri dell UE dovrebbero avere più controllo sulle tipologie e l ammontare dei sussidi pagati a cittadini di altri Stati membri che sono residenti ma senza lavoro. Ulteriori riforme andrebbero adottate per impedire a noti criminali l ingresso in altri Stati membri dell UE, e per riconsegnare i pregiudicati ai loro Paesi membri d origine. Controllo democratico Creare pesi e contrappesi Il modo migliore per garantire il controllo democratico è restituire un certo numero di competenze agli Stati membri, ed applicare rigorosamente il principio di sussidiarietà. Bisogna dedicare attenzione al rischio che i Paesi della zona euro agiscano come un blocco togliendo voce in capitolo ai Paesi UE che non sono membri della moneta unica. Estendere l utilizzo del meccanismo di voto a doppia maggioranza potrebbe essere un modo per evitare che ciò accada. Le procedure del cartellino giallo e del cartellino arancione dovrebbero essere rese più efficaci attraverso il miglioramento dell efficienza della Conferenza delle Commissioni parlamentari per gli affari dell Unione (COSAC), l abbassamento della soglia per il ricorso a tali procedure, e l attribuzione ai parlamenti nazionali di più tempo per esaminare le proposte legislative provenienti dall UE. Una nuova procedura del cartellino rosso andrebbe introdotta in modo da consentire ad una maggioranza di parlamenti nazionali di bloccare immediatamente una proposta. Tutte queste procedure dovrebbero essere applicabili anche alle norme UE già in vigore. Tutte le nuove direttive UE dovrebbero essere dotate di una clausola di caducità, vale a dire una data nella quale una normativa cessa di applicarsi a meno che non venga volutamente rinnovata. 4

7 Panoramica Il progetto Fresh Start mira al conseguimento di una relazione con l UE con la quale la maggioranza dei cittadini del Regno Unito e di altri Paesi membri possa sentirsi a proprio agio. Come la maggior parte degli Europei, anche noi pensiamo che l UE nella sua forma attuale non stia funzionando, e stiamo cercando di riformarla. Riconosciamo che l UE ha problemi fondamentali in fatto di competitività, regolamentazione eccessiva o di scarsa qualità, e deficit democratico. Il progetto Fresh Start gode dell appoggio di un ampio numero di deputati conservatori britannici. Il Manifesto per il Cambiamento del progetto Fresh Start è stato pubblicato appena prima del discorso sull Europa pronunciato dal Primo Ministro David Cameron nel gennaio del 2013, ed avanza proposte dettagliate per riformare l UE comprese cinque modifiche ai Trattati. Tali proposte, così come varie altre riforme che potrebbero essere adottate senza bisogno di emendare i Trattati UE, sono pratiche, fattibili ed essenziali non soltanto per la sostenibilità della permanenza del Regno Unito nell UE, ma anche per il futuro dell Europa. L UE sta cambiando così velocemente che nessuno sa che aspetto avrà una volta che la crisi della zona euro sarà risolta. Sebbene undici Paesi membri (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito) siano fuori dall euro, la crisi sta avendo un impatto su tutti noi. È chiaro che le incoerenze insite nel modo in cui la zona euro è stata progettata devono essere appianate, attraverso un processo che si sta rivelando lungo ed è ancora piuttosto lontano dall essere completato. Le regole del gioco stanno cambiando, ed è la crisi della zona euro a determinare questo cambiamento. Si parla tanto di Europa a due velocità, ed è un espressione che si sente soprattutto nel Regno Unito. Questa non è una descrizione adeguata, perché l espressione a due velocità implica che la direzione di viaggio sia la stessa per tutti. Europa a due livelli sarebbe una descrizione migliore, sebbene anch essa non del tutto precisa. L UE è già a più livelli perché alcuni Paesi sono membri della moneta unica, alcuni lo sono dell area Schengen, mentre altri hanno stretti rapporti di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale ed altri ancora collaborano nel campo della difesa. Il concetto di cooperazione rafforzata iscritto nel Trattato di Lisbona implica un Europa a più livelli che si svilupperà ulteriormente in futuro. Questo aspetto è positivo. Il Regno Unito non vuole soltanto una UE flessibile con al centro il mercato unico, ma anche una UE che funzioni efficacemente come nelle intenzioni iniziali. Il Regno Unito vuol vedere il principio di sussidiarietà applicato in maniera rigorosa, e vuole che gli Stati membri dell UE approfondiscano ulteriormente il mercato unico dei servizi attraverso la cooperazione rafforzata, se necessario e stipulino accordi di libero scambio con il resto del mondo. Mentre l Europa continua ad occuparsi della crisi della zona euro, dobbiamo allo stesso tempo trovare soluzioni alla crisi di competitività sul piano globale di cui soffre l UE. Commercio e competitività sul piano globale Molti Stati membri vogliono una UE liberale, orientata al libero mercato, e vorrebbero anche vedere l UE approfondire ulteriormente il mercato unico dei servizi e negoziare un numero maggiore di accordi di libero scambio con il resto del mondo. Accogliamo con favore i progressi compiuti attraverso i recenti accordi conclusi dall UE con la Corea del Sud e Singapore, nei negoziati attualmente in corso con l India e, in maniera significativa, nel nuovo accordo commerciale e di investimento con gli USA. Ma la Cina, o il Mercosur? Noi vogliamo garantire l accesso delle imprese UE al libero commercio in questi mercati in rapida espansione. Tuttavia, solo il 2% del bilancio comunitario è specificamente dedicato al commercio sebbene si tratti sicuramente di uno degli aspetti centrali dell UE. 5

8 Si dovrebbe fare molto di più anche per incrementare il commercio all interno dell UE. I servizi valgono il 71% del PIL dell UE ma solo il 3,2% di questa cifra proviene dal commercio intra-ue. Le barriere tecniche e non tariffarie rimangono ostacoli significativi, e l UE dovrebbe lavorare per accrescere gli scambi commerciali al proprio interno. Qualora non fosse possibile raggiungere un accordo fra tutti gli Stati membri, il Regno Unito dovrebbe porsi alla guida di un gruppo di Paesi interessati a perseguire la liberalizzazione del mercato dei servizi attraverso la cooperazione rafforzata. L UE deve inoltre proteggere il mercato unico. I Paesi fuori dalla zona euro necessitano di garanzie concrete circa il fatto che non subiranno discriminazioni ad opera del blocco di Paesi membri della moneta unica. Il meccanismo di voto a doppia maggioranza introdotto per l Autorità Bancaria Europea (ABE) costituisce un modello per riforme istituzionali più ampie. Riforme e migliore regolamentazione La riforma più importante concerne il diritto sociale e del lavoro. Per l Europa, il pericolo di una generazione perduta di giovani fuori dal mercato del lavoro è diventato estremamente serio. È inaccettabile che la disoccupazione giovanile nell area euro sia ormai in media vicina al 25%, ed in Grecia abbia raggiunto uno sconcertante 62% alla fine del Gli impedimenti posti al mercato del lavoro dalle normative UE introdotte malgrado gli argomenti a sostegno di una legislazione paneuropea del lavoro siano sempre stati deboli sono uno dei motivi di questa crisi dell impiego. Gli Stati membri dell UE hanno tradizioni diverse in materia di lavoro, e dovrebbero essere liberi di decidere quali norme siano più appropriate ai rispettivi mercati del lavoro oltre a disporre della flessibilità necessaria per adattarsi ad un contesto lavorativo in mutamento. Il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito (NHS), un organizzazione tenuta in grande considerazione dalla popolazione, è stato colpito in maniera particolarmente dura dalle normative UE in materia di diritto sociale e del lavoro soprattutto dalla Direttiva sul tempo di lavoro. Ricerche svolte in quest ambito hanno evidenziato l impatto di tale Direttiva sulla sicurezza dei pazienti, ed in certi casi i medici legali hanno anche sostenuto che la Direttiva sul tempo di lavoro abbia contribuito a provocare decessi di degenti. Il Regno Unito non è il solo a far fronte a questi problemi, ma all interno del quadro normativo esistente le riforme rimangono difficili da realizzare. Il Regno Unito vorrebbe che l UE negoziasse la restituzione agli Stati membri della competenza in materia di diritto sociale e del lavoro. Qualora ciò non fosse possibile, ci sarebbe bisogno di un rinnovato impegno per un ampia riforma della legislazione comunitaria in quest ambito. È ironico come la crisi della zona euro abbia spinto la Troika a chiedere la liberalizzazione del mercato del lavoro in Grecia, ma si faccia poi fatica a concordare questo stesso genere di riforme per l UE nel suo complesso. L obiettivo dell UE è sostenere gli Stati membri ed i cittadini. Una UE più flessibile di cui il Regno Unito si sta facendo promotore proteggerebbe i singoli Stati membri da norme che essi non approvano, di cui non hanno bisogno o non gradiscono. Un utilizzo più diffuso della procedura del freno di emergenza, specialmente se in abbinamento con la cooperazione rafforzata, fornirebbe una cornice adatta a tale scopo. La Finlandia, ad esempio, non sarebbe costretta ad accettare norme comunitarie che danneggiassero le sue industrie della carta e della polpa di cellulosa e la capacità di queste ultime di generare tasse. La Germania non dovrebbe accettare regole che avessero un impatto negativo sulla propria industria automobilistica. Il Regno Unito non dovrebbe accettare leggi dannose per l industria dei servizi finanziari, che rappresenta il cuore della creazione della propria ricchezza nazionale. Il fatto che l UE abbia proceduto con determinazione all introduzione di un tetto ai bonus dei banchieri, pur a fronte di una convinta opposizione da parte del Regno Unito, rappresenta uno 6

9 sviluppo nuovo e preoccupante. Il settore dei servizi finanziari è un industria importante per tutta l UE ed è vitale per il Regno Unito, dal momento che vale il 10% del PIL e l 11% del gettito fiscale complessivo. In un più ampio contesto europeo, il Regno Unito vale da solo il 61% dei profitti realizzati dall UE attraverso l esportazione di servizi finanziari, ed il 36% dei mercati finanziari all ingrosso europei. Essere costretti ad accettare una nuova normativa che abbia un impatto fondamentale sul funzionamento di questa industria è pericoloso. Ancor più preoccupante è il fatto che ci siano oltre 40 provvedimenti legislativi comunitari in attesa di essere adottati, e che sembrano in larga parte mirati a reprimere i servizi finanziari anziché sostenerli. Queste proposte legislative costituiscono un assalto a valori e risorse fondamentali per il Regno Unito, e se l UE dovesse riuscire nel proprio intento, si creerebbe un precedente in base al quale anche gli interessi fondamentali di altri Stati membri potrebbero in futuro essere ignorati. Nel 2005, cioè meno di un decennio fa, i Paesi del gruppo BRIC detenevano solo il 7,9% del patrimonio bancario globale ed erano pertanto superati di gran lunga dal Regno Unito e l Europa nel suo complesso. Si prevede che questa percentuale balzerà al 32,9% entro il La City di Londra possiede un enorme competenza, per non parlare del suo retaggio e della sua reputazione nell ambito dei servizi finanziari ragion per cui il Regno Unito dovrebbe suonare la carica in Europa per vendere ai Paesi BRIC e ad altre economie in rapida espansione i servizi finanziari di cui hanno bisogno per prosperare. Ciononostante, noi Europei ci ritroviamo ad essere limitati dalla mania dell UE per la regolamentazione interna, nonché dalle manovre di alcuni centri finanziari che sono in cerca di una posizione di rilievo dentro l UE. Un freno di emergenza per le nuove regole comunitarie in materia di servizi finanziari darebbe al Regno Unito la protezione di cui ha bisogno per questa industria chiave. Se altri Stati membri dell UE volessero perseverare nell adozione di provvedimenti riguardanti il settore bancario e i mercati finanziari, potrebbero farlo attraverso una cooperazione rafforzata che non crei discriminazioni all interno del mercato unico. La flessibilità dovrebbe inoltre essere la forza guida della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Le minacce poste dal terrorismo internazionale e dalla criminalità organizzata richiedono chiaramente una cooperazione efficace al livello dell UE e sul piano internazionale. Più l UE saprà essere flessibile circa le varie forme di cooperazione, più il Regno Unito sarà un buon partner operativo. Ma restiamo assai preoccupati dalla giurisdizione della Corte di Giustizia dell UE, che talvolta emette sentenze perverse. Se la Corte Suprema del Regno Unito emettesse una sentenza con cui l opinione pubblica si trovasse fondamentalmente in disaccordo, il parlamento nazionale potrebbe legiferare e modificare la normativa in questione. Legiferare per rovesciare una sentenza della Corte di Giustizia dell UE è considerevolmente più difficile. Il Regno Unito vuole essere un partner forte ed efficace nel campo della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, ma senza cedere il proprio controllo democratico nazionale in un area così delicata. La soluzione potrebbe essere trovata attraverso un accordo internazionale tra Regno Unito ed UE. È stato dimostrato che si può riformare l UE, almeno in alcune aree, anche agendo attraverso le strutture esistenti. Nel Regno Unito, abbiamo accolto con soddisfazione il voto favorevole del Parlamento Europeo per regionalizzare la Politica Comune della Pesca (PCP) perché lo consideriamo un esempio di come il principio di sussidiarietà possa essere applicato in maniera incisiva. C è da fare ancora molto per arrivare ad una politica della pesca efficace nell UE, ma un passo nella giusta direzione è stato mosso. Accogliamo con favore anche l accordo raggiunto all inizio di quest anno al Consiglio Europeo in merito al prossimo quadro finanziario pluriennale dell UE, almeno per quanto concerne la dimensione 7

10 totale del bilancio comunitario. In un frangente nel quale gli Stati membri stanno tagliando la spesa interna in maniera significativa, è importante congelare o ridurre la spesa anche a livello comunitario. Il Regno Unito vuole anche maggiore flessibilità nel modo in cui il bilancio UE viene speso troppe risorse vengono destinate all agricoltura ed i fondi per lo sviluppo regionale vengono inutilmente riciclati tra gli Stati membri più ricchi. Non ha senso il fatto che i contribuenti londinesi debbano, magari, sovvenzionare lo sviluppo regionale a Stoccolma o a Francoforte. Limitare lo stanziamento di fondi strutturali ai soli Stati membri più poveri, ad esempio quelli il cui PIL pro capite è inferiore al 90% della media UE, significherebbe destinare più risorse a questi ultimi mentre gli Stati membri più ricchi potrebbero gestire autonomamente le rispettive politiche di sviluppo regionale. Il bilancio UE dovrebbe focalizzarsi su provvedimenti volti ad incrementare la competitività e la crescita, anziché sovvenzionare piccoli agricoltori o decidere le politiche di sviluppo regionale dei Paesi membri più ricchi. I parlamenti nazionali, se vogliono, possono scegliere di spendere per questo genere di misure le imposte versate dai rispettivi cittadini. Controllo democratico C è bisogno di un cambiamento anche per colmare il divario tra l UE ed i propri cittadini. Nel Regno Unito, pochi cittadini conoscono il nome dell eurodeputato eletto nel proprio collegio, e quasi nessuno ricorda il nome del Presidente del Parlamento Europeo, della Commissione Europea o del Consiglio Europeo. I parlamenti nazionali sono i guardiani della democrazia in Europa, e devono pertanto ricoprire un ruolo più ampio all interno dell UE. La procedura del cartellino giallo è troppo debole, ed i parlamenti nazionali devono ancora familiarizzare con il suo utilizzo. Tale procedura dovrebbe essere estesa fino a prevedere un cartellino rosso, così che i parlamenti nazionali possano essere in grado di agire collettivamente e porre un veto su determinati provvedimenti. Dovrebbe inoltre essere consentita l applicazione di queste procedure anche a direttive e regolamenti già esistenti. Il Regno Unito viene talvolta dipinto come un piantagrane all interno dell UE. Siamo consapevoli di questa immagine diffusasi attraverso i media. Eppure, questa immagine non riflette la realtà. Al contrario, noi crediamo che la situazione attuale fornisca un opportunità per riformare, cambiare e risanare l UE. Siamo ottimisti realisti, ed il progetto Fresh Start si sta impegnando affinché il Regno Unito sia un attore importante nell UE pur non entrando a far parte della moneta unica. Il Regno Unito vuole assumere un ruolo di primo piano in una Europa liberale, orientata al libero mercato e competitiva nella quale gli Stati membri e, soprattutto, i cittadini (come Jean Monnet aveva immaginato inizialmente) siano gli attori principali. Il Primo Ministro finlandese Jyrki Katainen una volta disse amabilmente: L UE senza il Regno Unito sarebbe più o meno come un fish senza le chips. Non sarebbe più un pasto completo. Quando si guarda al mercato unico, o al libero commercio, o alla competitività dell Europa, in tutti questi ambiti c è bisogno del Regno Unito. Siamo desiderosi di costruire alleanze intorno alle nostre proposte di riforma, e di ascoltare il vostro parere in merito ad aspetti specifici delle proposte stesse. Speriamo di poterci confrontare su questo documento con colleghi deputati provenienti da altri Stati membri dell UE. Qualora voleste discutere queste idee, potete contattare oppure 8

11 Proposte su politiche specifiche 1.1. Commercio Dobbiamo preservare ed incrementare i benefici del mercato unico. Il Parlamento Europeo tende ad avere un atteggiamento più protezionista rispetto alla Commissione Europea, e questa tendenza va contrastata. Dobbiamo premere per una genuina liberalizzazione del mercato unico dei servizi. L UE dovrebbe introdurre nuove salvaguardie legali a protezione del mercato unico, per garantire che le istituzioni UE e gli Stati membri della zona euro non possano commettere discriminazioni contro gli interessi dei Paesi che non fanno parte della moneta unica. Questo richiederebbe una modifica ai Trattati UE in vigore. Dovremmo incoraggiare la conclusione di un maggior numero di accordi di libero scambio da parte dell UE con Paesi come, fra gli altri, la Cina, gli USA, l India e gli Stati membri del Mercosur. Sebbene questa sia la strada da preferire, se l UE si dimostrasse poco ambiziosa o dovesse ottenere scarsi risultati, potrebbe essere necessario che singoli Paesi membri o gruppi di Paesi attraverso la cooperazione rafforzata esplorino in futuro la maniera di negoziare accordi di libero scambio più ambiziosi nel commercio di servizi con altre economie. Le lezioni apprese dallo sviluppo economico delle Tigri del sud-est asiatico mostrano che lo sviluppo sostenibile dei Paesi poveri è possibile solo attraverso gli investimenti ed il commercio. L UE dovrebbe estendere questa opportunità ad altri Paesi. Gli Europei ne beneficerebbero nel lungo periodo Sviluppo regionale I fondi UE per lo sviluppo regionale dovrebbero essere stanziati unicamente per gli Stati membri il cui PIL pro capite è inferiore al 90% della media UE. In questo modo, 23 Stati membri su 27 otterrebbero un risparmio netto o riceverebbero di più dal momento che l inutile riciclo di fondi tra gli Stati membri più ricchi terminerebbe. I Paesi più ricchi dell UE dovrebbero essere lasciati liberi di gestire le rispettive politiche di sviluppo regionale. L utilizzo dei fondi strutturali UE negli Stati membri più poveri dovrebbe inoltre essere molto più mirato in base ai risultati, e commisurato alla capacità dei singoli Paesi di gestire ed assorbire i fondi ricevuti Politica Agricola Comune (PAC) Il bilancio della PAC andrebbe tagliato. Il primo pilastro vale l 80% della PAC e questi aiuti diretti devono essere gradualmente eliminati. Questo deve essere fatto in maniera uniforme in tutti e 28 gli Stati membri dell UE per evitare distorsioni nel mercato e una distribuzione iniqua del denaro dei contribuenti. Ridurre l ammontare degli aiuti diretti (principalmente lo Schema di Pagamento Singolo, che da solo vale il 70% del primo pilastro ) è di vitale importanza se vogliamo ottenere una PAC che guardi al mercato, promuova l innovazione, e consenta al settore agricolo dell UE di competere in un mercato globale dove la volatilità dei prezzi ed i costi di produzione in aumento rendono le riforme ancora più urgenti. Tagli alla burocrazia ed alla regolamentazione devono essere effettuati in parallelo con la riduzione degli aiuti diretti. La PAC dovrebbe essere una politica di gestione agro-ambientale del territorio non uno strumento di politica sociale. L obiettivo deve sempre essere garantire la sicurezza alimentare e proteggere 9

12 l ambiente. La riforma della PAC deve riconoscere tutti quegli schemi che producono risultati eccellenti sul piano della tutela ambientale. Pertanto, il secondo pilastro della PAC dovrebbe focalizzarsi innanzitutto su schemi agro-ambientali, con la possibilità di utilizzare sussidi ambientali trasferibili che gli agricoltori stessi potrebbero cedere ad altri agricoltori qualora non desiderassero adottare determinate misure di tutela ambientale. Mentre gli aiuti diretti nell ambito del primo pilastro vengono gradualmente eliminati, gli aiuti per l attuazione di politiche di tutela ambientale nell ambito del secondo pilastro andrebbero incrementati. L UE dovrebbe accelerare sulle proposte per la riduzione delle tariffe sui prodotti agricoli concordata durante il Doha Round. Bisogna inoltre mettere pressione all UE per quanto concerne la conclusione di accordi bilaterali di libero scambio con Paesi terzi che comprendano anche i prodotti agricoli Politica Comune della Pesca (PCP) Progressi significativi sono stati compiuti di recente per riformare questa politica disfunzionale fornendo peraltro un indicazione vitale del fatto che i poteri possono tornare indietro da Bruxelles agli Stati membri laddove ci siano la volontà politica ed il buon senso necessari perché ciò accada. È giusto che il controllo del settore peschiero passi dal livello europeo a quello regionale, e che le decisioni in fatto di gestione giornaliera della pesca vengano prese dagli Stati membri situati intorno a ciascun bacino marino. Progressi significativi sono stati fatti anche per quanto concerne il divieto di rigetto di pesce in mare, e l introduzione della regola del Rendimento Massimo Sostenibile (in inglese Maximum Sustainable Yield, MSY), che, se applicata correttamente, dovrebbe garantire la sostenibilità della pesca nell UE. L attuale sistema delle quote di pesca dovrebbe essere modificato in modo da obbligare i pescatori a conteggiare tutto il pesce catturato, e non soltanto il pesce che portano a riva. La Commissione Europea dovrebbe inoltre avanzare delle proposte per la registrazione dei possessori di quote di pesca. Il controllo delle acque territoriali (comprese tra le 6 e le 12 miglia dalla costa) dovrebbe essere restituito agli Stati membri, così da permettere loro di riservare ai piccoli pescatori locali un accesso più ampio a queste acque Bilancio e istituzioni dell UE Le riforme istituzionali nell UE dovrebbero cominciare dalla Commissione Europea. L aspirazione dell UE alla centralizzazione si è tradotta in un incremento significativo delle spese amministrative, a dispetto dell austerità che la Commissione stessa ha richiesto a molti Stati membri. I costi amministrativi andrebbero tagliati del 15%, per un risparmio di 867 milioni di euro all anno. Per fare ciò, la Commissione potrebbe dover tagliare il personale del 10% invece dello 0,5% che essa stessa ha proposto. Altri risparmi di efficienza dovrebbero includere il taglio dei livelli di gestione, dei salari e delle indennità, oltre ad una modifica dell età e delle condizioni per il pensionamento. Si prevede che il costo delle pensioni per il personale della Commissione raddoppierà e raggiungerà i due miliardi di euro entro il Inoltre, va notato che i dipendenti della Commissione Europea che rientrano nelle due fasce di retribuzione più elevate guadagnano più dei leader di molti Stati membri fra cui, ad esempio, i Primi Ministri di Regno Unito, Danimarca e Finlandia. I 28 Commissari dovrebbero dare l esempio e modificare le proprie condizioni salariali e pensionistiche. Il Parlamento Europeo dovrebbe smettere di operare in tre città diverse. L abolizione della sede di Strasburgo genererebbe un risparmio di almeno 180 milioni di euro all anno, e darebbe anche un 10

13 segnale del fatto che l UE è capace di cambiare se stessa. Lo stesso Parlamento Europeo ha votato per porre fine a questo circo itinerante, ma per una misura del genere è necessario modificare i Trattati UE. La Segreteria del Parlamento Europeo, con i suoi oltre dipendenti, dovrebbe essere completamente trasferita da Lussemburgo a Bruxelles. Altre riforme riguardanti il Parlamento Europeo dovrebbero includere: l abolizione di servizi ed indennità di viaggio eccessivi; la revisione di tutte le altre indennità e di tutti i privilegi, compresa l aliquota fiscale speciale; l obbligo di presentare ricevute per tutte le spese sostenute; e l abolizione delle sovvenzioni ai partiti politici europei ed alle relative fondazioni. Fra i progetti che andrebbero immediatamente accantonati c è anche la Casa della Storia Europea il cui costo previsto è di oltre 150 milioni di euro. La spesa per le agenzie dell UE ha fatto un balzo del 33,2% dal 2010 ad oggi. Molte di queste agenzie duplicano il lavoro svolto a livello nazionale, e rafforzano l agenda federale dell UE anziché il principio di sussidiarietà. Inoltre, tali agenzie hanno un forte incentivo a spendere denaro per giustificare la propria esistenza, spesso direttamente per scopi di auto-promozione. Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ed il Comitato delle Regioni dovrebbero essere aboliti. Il CESE venne creato nel 1957 come una sorta di proto-parlamento, ma ora agisce come un ponte fra l Europa e la società civile organizzata. È un organo consultivo di scarsa utilità. Il suo bilancio è di 130 milioni di euro. Il Comitato delle Regioni comprende membri delle amministrazioni locali, membri del Parlamento Scozzese e delle Assemblee Nazionali di Galles e Irlanda del Nord. Non è necessario un organo a parte per dare attuazione alle direttive europee a livello locale è qualcosa che dovrebbe essere fatto dai governi degli Stati membri. L abolizione del Comitato delle Regioni porterebbe un risparmio di 85 milioni di euro all anno. L abolizione di questi due organi richiede una modifica ai Trattati UE. Ma un taglio significativo ai rispettivi bilanci, destinando loro semplicemente una cifra simbolica, raggiungerebbe il medesimo scopo. In mancanza di ciò, una revisione fondamentale delle loro attività ed una riduzione dei loro bilanci del 50% sarebbe necessaria per rimetterli in carreggiata. Si dovrebbero fare delle economie anche attraverso l abolizione delle due agenzie UE per i diritti umani (28 milioni di euro risparmiati), delle quattro agenzie che si occupano di luoghi di lavoro e di impiego (73 milioni di euro risparmiati), dell agenzia per la sicurezza alimentare (78 milioni di euro risparmiati), e dei numerosi organi culturali ed educativi che si fanno propaganda da soli (almeno 47 milioni di euro risparmiati). Un nuovo Freedom of Information Act dovrebbe essere introdotto per tutte le istituzioni comunitarie. Qualunque spesa superiore ai 500 euro dovrebbe essere resa pubblica. La Corte dei Conti europea dovrebbe disporre di risorse e poteri adeguati per garantire che all interno dell UE si raggiunga un livello di controllo consono ad un organizzazione di rilevanza mondiale. Si dovrebbe inoltre introdurre un meccanismo in base al quale nessun bilancio possa aumentare senza aver prima ottenuto il consenso della Corte dei Conti europea Diritto sociale e del lavoro Tutti i Paesi UE dovrebbero cercare il modo di incrementare la produttività, ridurre la disoccupazione, e promuovere la crescita. Un alleviamento sostanziale del carico regolatorio imposto dall UE ed una revisione dei poteri dell UE in quest area sarebbero di aiuto. La competenza in materia di diritto sociale e del lavoro dovrebbe essere restituita agli Stati membri. La Direttiva sul tempo di lavoro andrebbe abrogata, e se alcuni Stati membri volessero mantenerla in 11

14 vigore, dovrebbero farlo attraverso la cooperazione rafforzata. Alla stessa maniera in cui non tutti i Paesi UE sono membri della zona euro o dell area Schengen, non è necessario applicare le stesse regole per il mercato del lavoro in tutta l UE. La struttura industriale, le industrie dei servizi ed i settori pubblici cambiano molto da un Paese all altro. Le persone terminano gli studi in età differenti, ed hanno tradizioni diverse nel campo dell educazione ed in ambito sindacale. Non è razionale che una cerchia ristretta di persone provi ad imporre da Bruxelles le stesse condizioni lavorative a tutta l Europa. Si dovrebbe prendere atto delle differenti circostanze nei vari Paesi UE, ed assicurare agli Stati membri flessibilità nell ambito di una strategia di respiro europeo che favorisca la concorrenza e la crescita. Qualora ciò non fosse possibile, agli Stati membri dell UE dovrebbe essere permesso di negoziare una deroga completa da tutta la legislazione UE esistente in materia di diritto sociale e del lavoro e dagli articoli dei Trattati UE su cui tale legislazione si basa (vale a dire l Articolo 19 e gli Articoli da 145 a 161 del Trattato sul Funzionamento dell Unione Europea, TFUE). Questo dovrebbe avvenire in combinazione con un nuovo freno di emergenza che copra la legislazione futura fondata su sezioni dei Trattati UE che abbiano un impatto sul diritto sociale e del lavoro. Ciò consentirebbe a qualunque Stato membro che consideri una proposta legislativa in materia di diritto sociale e del lavoro come una minaccia al principio di sussidiarietà, o ad un importante interesse nazionale, di rinviare tale proposta al Consiglio Europeo in seno al quale si deciderebbe poi all unanimità, garantendo a ciascun Paese il diritto di veto. I parlamenti nazionali sono in una posizione migliore per decidere quali siano, per ciascuno Stato membro, le normative più appropriate in materia di diritto sociale e del lavoro, e di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. Siamo fiduciosi del fatto che i governi nazionali manterranno in vigore una legislazione adeguata Servizi finanziari Dobbiamo preservare ed incrementare i benefici offerti dal mercato unico salvaguardando ciò che abbiamo già, e sviluppando ulteriori opportunità dentro e fuori dall UE. Il voto a doppia maggioranza all interno dell Autorità Bancaria Europea (ABE), che impedirà alla zona euro di agire come un blocco, costituisce un precedente molto importante per il meccanismo decisionale dell UE. Tuttavia, il rischio che la Corte di Giustizia dell UE dia la priorità all euro a scapito del mercato unico nelle proprie sentenze rimane. La Banca Centrale Europea (BCE) ha già richiesto che le camere di compensazione con sede nel Regno Unito si trasferiscano all interno della zona euro per poter continuare ad operare con le transazioni denominate in euro ragion per cui il Regno Unito ha citato la BCE in giudizio presso la Corte di Giustizia dell UE. Se la Corte emettesse un verdetto sfavorevole nei confronti del Regno Unito in questo caso, danneggerebbe in maniera fondamentale l integrità del mercato unico. Dovrebbe essere introdotta una nuova salvaguardia legale per il mercato unico, al fine di garantire che le istituzioni UE ed i Paesi membri della zona euro non possano commettere discriminazioni contro gli interessi dei Paesi che non fanno parte della moneta unica. Per fare ciò, sarebbe necessario modificare i Trattati UE esistenti. Dovrebbe inoltre essere introdotto un freno di emergenza per la regolamentazione finanziaria UE. Se qualunque Stato membro ritenesse che determinate proposte legislative avessero un impatto sproporzionato, fossero discriminatorie, o danneggiassero il mercato unico, quello stesso Stato membro dovrebbe avere la possibilità di portare queste proposte all attenzione del Consiglio Europeo dove si decide all unanimità. Tale possibilità potrebbe essere abbinata ad una regola che consentisse 12

15 automaticamente ad un certo numero di Stati membri di adottare comunque le proposte in questione ed applicarle tra di loro qualora lo volessero. Sarebbe altrettanto importante che l UE cercasse di accrescere le opportunità per l industria dei servizi finanziari dentro e fuori dall UE. Il mercato unico, specialmente nel settore dei servizi, andrebbe genuinamente liberalizzato. La Commissione Europea, inoltre, dovrebbe impegnarsi in maniera vincolante a concludere accordi di libero scambio di servizi finanziari con i grandi mercati in via di sviluppo, che offrono le prospettive più luminose per le esportazioni in questo settore Energia La politica energetica dell UE dovrebbe centrarsi su riduzione delle emissioni da carbone, sicurezza energetica, ed accessibilità economica non sul lancio delle energie rinnovabili. La Direttiva UE sulle energie rinnovabili del 2009 andrebbe rinegoziata al fine di massimizzare l efficienza di costo delle misure adottate per ridurre le emissioni da carbone, oppure interamente sospesa. Le scadenze previste dalla Direttiva sui grandi impianti di combustione e la Direttiva sulle emissioni industriali andrebbero riviste, in particolare per quanto concerne la chiusura delle grandi centrali a carbone. La vita di queste centrali dovrebbe essere allungata, qualora una loro chiusura prematura avesse un impatto inaccettabile in termini di povertà di carburante e resilienza della rete energetica. Il sistema per lo scambio di quote di emissioni dell UE (Emissions Trading System, ETS) dovrebbe essere completamente rivisto. L attuale sistema penalizza alcuni Stati membri che hanno avuto, in termini relativi, più successo nella riduzione delle emissioni da carbone dal momento che i restanti Paesi traggono vantaggio dal conseguente calo dei prezzi dei cosiddetti permessi di inquinare dell UE. Tutte le direttive menzionate in questa sezione andrebbero rinegoziate facendo uso della facoltà del Consiglio dei Ministri dell UE di richiedere la modifica o l abrogazione di norme comunitarie adottate in uno dei settori di competenza condivisa fra l UE e gli Stati membri. Tale facoltà è chiaramente disposta dalla Dichiarazione 18 allegata al Trattato di Lisbona Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale In ragione dell unicità della propria tradizione legale di common law, 2 la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale è la sola area nella quale il Regno Unito cerca una relazione con l UE significativamente diversa da quella di tutti gli altri Stati membri. 2 La consueta distinzione da fare è che il sistema di common law tende ad essere incentrato sui singoli casi, e dunque sui singoli giudici lasciando margine per un approccio discrezionale e pragmatico ai problemi specifici che si presentano ai tribunali. Il sistema di common law attribuisce un peso significativo ai precedenti, vincolando le sentenze future alle sentenze emesse in casi passati sulla base del principio che è iniquo giudicare in maniera difforme fatti simili avvenuti in occasioni diverse. Il sistema di civil law tende ad essere un corpus codificato di principii generali ed astratti che controllano l esercizio della discrezionalità da parte del giudice. In realtà, sebbene la differenza nel valore attribuito ai precedenti sia una distinzione valida, i giudici di common law interpreteranno la legge solo nei casi in cui il suo significato non sia chiaro ed i giudici di civil law interpreteranno la legge in alcuni casi se il suo significato non è chiaro. A differenza della maggior parte dei Paesi di civil law, il Regno Unito non ha una singola costituzione scritta che disponga la divisione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario, sotto la supervisione di una Corte Costituzionale. La costituzione del Regno Unito è composta da leggi e consuetudini che si sono consolidate nel corso di molti secoli compreso un Bill of Rights sui poteri del Parlamento adottato nel 1689 e di conseguenza è indefinita. Questa è una differenza sostanziale rispetto ad un sistema di civil law, nel quale la costituzione scritta garantisce una gamma completa di poteri e diritti, sotto la supervisione di una Corte Costituzionale. 13

16 Noi aspiriamo a mantenere un controllo democratico nazionale su quest area legislativa così vitale, ed a preservare la caratteristica tradizione di common law che è tanto importante per il sistema giudiziario del Regno Unito. La cooperazione internazionale con i nostri partner UE in fatto di organismi preposti all applicazione delle leggi è fondamentale. Tuttavia, il Regno Unito non ha bisogno di sacrificare il proprio controllo democratico per arrivare ad una efficace cooperazione pratica. Il Regno Unito dovrebbe avvalersi della propria deroga in blocco prevista dal Trattato di Lisbona, e anziché ri-adottare alcune delle norme UE coperte da tale deroga, dovrebbe perseguire accordi per la cooperazione operativa ma senza cedere il proprio controllo democratico. Tali accordi potrebbero comprendere trattati non soggetti all interpretazione della Corte di Giustizia dell UE, protocolli d intesa e collaborazioni ad hoc. Un approccio del genere dovrebbe includere quanto segue: Proseguire la cooperazione pratica nei controlli dei registri penali; Proseguire la cooperazione con Eurojust nelle questioni transfrontaliere pur opponendosi ai piani della Commissione Europea per una nuova normativa che conferirebbe a Eurojust il potere di aprire indagini penali nel Regno Unito; Proseguire la cooperazione operativa con Europol; Continuare ad offrire sostegno caso per caso alle squadre investigative congiunte, sulla base di principii enumerati in un protocollo d intesa e sottoposti, in ultima istanza, all autorità giudiziaria della Corte Suprema del Regno Unito (per quanto concerne le operazioni che si svolgono nel Regno Unito); Negoziare accordi internazionali di estradizione da e verso altri Paesi UE che comprendano salvaguardie essenziali per tenere al riparo i cittadini innocenti da estradizioni accelerate o viziate verso Paesi con delle carenze in materia di giustizia penale, e che conservino alla Corte Suprema del Regno Unito il ruolo di arbitro ultimo nei casi di estradizione di cittadini britannici; Proseguire ed accrescere lo scambio di informazioni nell ambito degli accordi di Schengen per scopi di controllo alle frontiere e di cooperazione in materia di sicurezza ma senza essere vincolati dalle regole di Schengen; Proseguire la cooperazione in ambito amministrativo, che non necessita di alcuna base normativa come ad esempio gli scambi di magistrati di collegamento, il gruppo di specialisti antiterrorismo dell UE, e l addestramento presso il Collegio Europeo di Polizia. Questo genere di cooperazione si potrebbe portare avanti su base volontaria caso per caso, o attraverso un protocollo d intesa. Il Regno Unito potrebbe aver bisogno di negoziare una modifica ai Trattati UE per ottenere una deroga dalle norme europee sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale che ha deciso di adottare dopo l entrata in vigore del Trattato di Lisbona allo scopo di garantirsi la possibilità di concludere accordi internazionali con i propri partner UE in queste aree e perseguire una cooperazione più flessibile. Il Regno Unito dovrebbe inoltre offrire la propria cooperazione operativa nell ambito di accordi più flessibili laddove ciò favorisca l applicazione della legge nel Regno Unito stesso compresi, ad esempio, i controlli del registro dei nomi dei passeggeri mirati alla prevenzione o all investigazione di reati gravi e reati di terrorismo Libera circolazione delle persone Il diritto alla libera circolazione delle persone nell UE ha portato tanti benefici. Ha dato ai cittadini la libertà di studiare, lavorare e viaggiare senza restrizioni all interno dell UE oltre ad offrire alle imprese un bacino di manodopera più ampio dal quale attingere. Per i cittadini dei Paesi ex comunisti, questa libertà rappresenta uno degli aspetti più importanti dell appartenenza all UE. 14

17 Ciononostante, le norme sulla libertà di circolazione, ideate allo scopo di aiutare le imprese ad assumere e gli Europei a lavorare, sono oggi esposte ad abusi da parte di alcuni che mirano a godere di sussidi e servizi pubblici migliori in altri Stati membri. Sulla base dell Articolo 241 TFUE, il Consiglio Europeo dovrebbe richiedere alla Commissione Europea di rivedere il suo approccio in materia di assistenza sociale e diritto di soggiorno, in modo da garantire agli Stati membri una maggiore flessibilità nella scelta dei criteri di idoneità ai sussidi. La Direttiva UE sulla libera circolazione, ed in particolare l Articolo 7, andrebbe emendata per consentire agli Stati membri di esercitare una più ampia discrezionalità nell impedire a cittadini di altri Stati membri residenti nel proprio territorio, ma economicamente inattivi, di ricevere assistenza sociale per periodi prolungati. La soglia per il conseguimento automatico del diritto di soggiorno permanente in uno Stato membro diverso da quello di origine, stabilita dalla Direttiva sulla libera circolazione, andrebbe inoltre innalzata da cinque a dieci anni. In futuro, i Trattati di adesione di nuovi Paesi all UE dovrebbero includere una maggiore flessibilità con riguardo ai controlli transitori. La rimozione di questi ultimi dovrebbe essere legata a criteri più oggettivi come ad esempio i livelli relativi di PIL pro capite rispetto ai controlli limitati nel tempo utilizzati finora. È stato siglato un accordo a livello europeo per consentire ai Paesi UE di riconsegnare i detenuti ai rispettivi Stati membri di origine, ma restano delle perplessità in merito alla sua efficacia. Tale accordo andrebbe rivisto e, se necessario, rafforzato. Il Sistema Europeo Comune di Asilo e il Regolamento Dublino andrebbero modificati per garantire agli Stati membri il diritto di trasferire i richiedenti asilo nell ultimo Stato membro in cui la loro presenza sia stata accertata in ordine di tempo qualora non si conosca il Paese attraverso il quale i suddetti richiedenti asilo siano originariamente entrati in territorio UE Controllo democratico Il modo migliore per garantire il controllo democratico è stabilire una connessione più stretta tra il processo decisionale comunitario ed i governi e i parlamenti nazionali ed attraverso questi ultimi, ai cittadini. Le decisioni migliori vengono prese da coloro che sono più vicini alle persone sulle quali ricadranno gli effetti delle decisioni stesse. E la maniera più efficace di raggiungere questo scopo è restituire un certo numero di competenze agli Stati membri, ed applicare rigorosamente il principio di sussidiarietà. In questo documento sono state presentate diverse aree nelle quali procedere ad un riequilibrio delle competenze. Bisogna fare i conti con la questione assai concreta di un governo sovrano che venga messo in minoranza a Bruxelles attraverso il voto a maggioranza qualificata e di una norma comunitaria che, di conseguenza, venga imposta ad una nazione contro la volontà del suo governo e del suo popolo. Preoccupazioni di questo genere sono state sollevate da diversi Stati membri. Un espansione della procedura del freno di emergenza, magari accompagnata da un ricorso più ampio alla cooperazione rafforzata tra Paesi volenterosi, potrebbe essere un modo per affrontare la questione. Il freno di emergenza consentirebbe a qualunque Stato membro che consideri una proposta legislativa come una minaccia al principio di sussidiarietà, o ad un importante interesse nazionale, di rinviare tale proposta al Consiglio Europeo in seno al quale si deciderebbe poi all unanimità, garantendo a ciascun Paese il diritto di veto. Una seconda opzione sarebbe l estensione del meccanismo di voto a doppia maggioranza ad un maggior numero di aree, al fine di garantire che i Paesi della zona euro non mettano costantemente in 15

18 minoranza i Paesi fuori dalla moneta unica. Il passaggio ad un sistema del genere, o ad un altro equivalente, dovrebbe avere la priorità nel processo di riforma dell UE. Una terza opzione consisterebbe nel rafforzamento delle procedure del cartellino giallo e del cartellino arancione attraverso un miglioramento dell efficacia della COSAC che dovrebbe riunirsi con maggiore frequenza ed essere totalmente indipendente dal Parlamento Europeo. La soglia per il ricorso a tali procedure andrebbe abbassata, ed i parlamenti nazionali dovrebbero avere più tempo per esaminare le proposte legislative provenienti dall UE. La procedura del cartellino arancione andrebbe trasformata in una più incisiva procedura del cartellino rosso, che consenta ad una maggioranza di parlamenti nazionali di bloccare immediatamente una proposta legislativa proveniente dall UE e non soltanto per ragioni di sussidiarietà. Il sistema dei cartellini dovrebbe inoltre essere reso applicabile anche a direttive e regolamenti già esistenti. Se, ad esempio, i parlamenti nazionali di dodici Stati membri chiedessero di abrogare o emendare una norma comunitaria in vigore, la Commissione dovrebbe essere obbligata ad elaborare delle proposte per modificare tale norma. La procedura del cartellino rosso potrebbe essere utilizzata in maniera simile per abrogare una norma comunitaria in vigore con effetto immediato. Questo sarebbe un metodo per modificare l acquis communautaire il corpus di norme UE sviluppatosi nel corso del tempo. Qualora questo metodo dovesse rivelarsi inefficace, si dovrebbe andare oltre e prendere in considerazione un meccanismo in base al quale, al momento del proprio insediamento, ciascun nuovo governo in un Paese UE abbia l opportunità di ottenere una deroga da direttive o regolamenti comunitari adottati dal precedente esecutivo. In aggiunta, tutte le nuove direttive UE dovrebbero essere dotate di una clausola di caducità, vale a dire una data nella quale una normativa cessa di applicarsi a meno che non venga volutamente rinnovata. 16

19 Il progetto Fresh Start Siamo un gruppo di deputati dal pensiero indipendente. Il Partito Conservatore britannico è la nostra casa, e stiamo cercando di stringere alleanze con un gruppo più ampio di uomini politici, uomini d affari e quanti altri siano interessati a cambiare l Europa in meglio. Il progetto Fresh Start ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo Manifesto, ed in particolare i deputati: Gutto Bebb, Nick de Bois, Therese Coffey, George Eustice, Mark Garnier, Chris Heaton-Harris, Sir Gerald Howarth, Andrea Leadsom, Charlotte Leslie, Tim Loughton, David Mowat, Neil Parish, Priti Patel, e Dominic Raab. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il nostro sito internet: I nostri principii sono saldi, ma le nostre idee pratiche sono in costante evoluzione. I vostri suggerimenti costruttivi saranno dunque molto ben accetti. 17

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