Renzi si compra anche il voto delle Regionali

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1 50411 Sabato 11 aprile 2015 ANNO L NUMERO 87 EURO 1,40* Renzi si compra anche il voto delle Regionali Colpo da illusionista: compare un tesoretto da 1,6 miliardi che il premier vuol utilizzare per un altro provvedimento stile bonus 80 euro VIENI A TROVARCI ANCHE SUL SITO di MAURIZIO BELPIETRO Nel fantastico mondo di Matteo Renzi tutto è possibile, anche le magie. E infatti il presidente del Consiglio si appresta con un abracadabra a far comparire un tesoretto da 1,6 miliardi per comprarsi, dopo le elezioni europee, anche quelle regionali. In principio l incantesimo non era previsto. Tanto è vero che martedì, a seguito del Consiglio dei ministri in cui si era discusso del Def, il premier non ne aveva fatto alcun cenno durante la conferenza stampa. Ma evidentemente, l accoglimento un po freddino, da parte dell opinione pubblica e in particolare dei commentatori, delle solite chiacchiere («niente tagli né tasse», ma senza dire come farà quadrare i conti nei prossimi anni) deve averlo convinto che serviva un colpo di genio, anzi una qualche formula magica. E così, all improvviso, mentre il Consiglio dei ministri che doveva varare il Def in via definitiva era convocato perierimattinaalleundici,matteo Renzi ha deciso di rinviare tutto alla sera. Le ragioni della scelta all inizio non sono risultate molto chiare. C è chi ha parlato di aggiustamenti tecnici richiesti dall Europa, chi ha accennato a possibili correzioni dovute alle pressioni dei sindaci, chi di una rilettura dei provvedimenti da parte dei ministri. Ma poi, con il passare delle ore, la verità ha cominciato a farsi largo, tanto che il più renziano dei quotidiani, La Stampa, sul sito internet (...) segue a pagina 7 Intervista a Veneziani «Berlusconi è nella Storia ma non fa più politica Ora dovrebbe lasciare» di GIANCARLO PERNA Le ha provate tutte Marcello Veneziani per fiaccarmi prima dell intervista e rendermi innocuo. Suono al portone della sua casa (...) segue a pagina 10 Lista inedita alle Comunali Quel cartello elettorale carabinieri-polizia per conquistare Mantova di MASSIMO COSTA Il colonnello dell Arma ha prenotato un posto da sindaco. L ex questore, in caso di vittoria alle urne il 31 maggio, siederà invece (...) segue a pagina 11 Incredibile vittimismo: le falle nella sicurezza del tribunale sono colpa di un magistrato I giudici usano la strage per regolare i conti Denunciano: «Noi lasciati soli». Ma che c entra? A Milano colpiti anche un avvocato, due testimoni, un commercialista... di MARIO GIORDANO Usano cadaveri ancora caldi per una polemica corporativa. Fra i tanti orrori della magistratura italiana, adesso c è anche questo: la strage di Milano non era nemmeno (...) segue a pagina 3 Il metal detector fu rimosso con il via libera delle toghe di EDOARDO CAVADINI a pagina 2 Continua la nostra inchiesta sull uso dei fondi per i profughi Speso oltre un milione per trovar lavoro a sei immigrati di ALESSIA PEDRIELLI Più di un milione di euro per trovare un lavoro a sei immigrati. È finito più o meno così il gruzzoletto che il governo ha versato nelle casse del Comune di Bologna nell anno 2014, in nome della partecipazione del capoluogo emiliano, al progetto Sprar, (...) segue a pagina 13 Risposta alla beffa delle Iene Scherzi da Papa: Bergoglio abbraccia Brosio di CATERINA MANIACI Uno scherzo tremendo, con un finale imprevedibile. Uno scherzo in tivù, diventato una burla feroce. Ma senza tenere conto di una verità fondamentale: che si scherza con i fanti, ma bisogna lasciare in pace i santi. Perché non si sa mai che può succedere. E se si tira in ballo prima la Madonna, (...) segue a pagina 17 Al killer non hanno chiesto neppure il finto tesserino di ANDREA MORIGI a pagina 4 * Con: "BIMBINCUCINA con Valeria Rossi e Carotino" 11,00; "I 100 CAPOLAVORI DELLA MUSICA CLASSICA" CD 5-6,00; CD 4-6,00. Prezzo all estero: CH - Fr 3.50 / MC & F

2 2 Sabato 11 aprile commenta su far west Italia PRIMO PIANO RITORNO ALL ORDINE Ieri lunghe code per accedere alle udienze a causa dei controlli certosini effettuati dai Carabinieri, che hanno affiancato i vigilantes Il metal detector rimosso su decisione dei giudici L ingresso del Palazzo di giustizia da cui è entrato il killer da luglio è privo di rilevatore La scelta è della Commissione di manutenzione, composta da magistrati e avvocati ::: EDOARDO CAVADINI Sono servite le divise dei Carabinieri a riportare un po ditranquillità nella fortezza violata del Tribunale di Milano. Ilgiorno dopo la strage costata la vita a tre persone (giudice, avvocato e imputato, oltre a un commercialista gambizzato) le file ai quattro accessial Palazzo scendono fino al marciapiedi. Per entrare si aspettano dieci, quindici anche venti minuti. Dentro - dove i metal detectorci sono,ossia in tre varchisu quattro - le guardie giurate, affiancate dai militari, scrutano documentie tesserini di riconoscimento con uno scrupolo che il giorno dopo la mattanza puzza un po di grottesco all italiana. MaèinviaManarachesirespira l aria più pesante. È l ingresso di servizio dedicato a magistrati, personale e avvocati, quello che Giardiello avrebbe superato mostrando un falso tesserino da avvocato (lui stesso ha negato, ma nella sua abitazione gliinquirenti hanno rinvenuto delle tessere falsificate), arma carica in tasca, pronta a scaricarla sulle sue vittime designate. Quello dove entrano i professionisti del foro ma che è, dall anno scorso, stato il più sguarnito dal punto di vista della sicurezza: nessun metal detector e guardie disarmate a controllare il documento di riconoscimento, anche se tutti ormai sanno che il passaggio in volata dell avvocato o delpm, quando non dell imputato imbucato, è - purtroppo - più la norma che l eccezione. Ma è proprio il tema della sicurezza esterna - quella all interno del Tribunale è sotto il controllo del procuratore generale presso la Corte d appello, Manlio Minale, che però può esprimere pareri anche sulla gestione del perimetro - a essere in questione. Come è emerso sono due le società coinvolte: la All System, che opera con guardie giurate armate e ha in carico sei dei sette varchi totali, e la Securpolice, società cui è stato affidato esclusivamente il controllo all ingresso di via Manara, sprovvisto di metal detector e per il quale operano uomini disarmati. Una disparità di competenze e dotazioni di sicurezza che ha fatto storcere il naso a molti, dato che in ballo c è la sorveglianza di uno dei luoghi più sensibili della città. Sorveglianza che - per quanto riguarda gli accessi - è appannaggio del Comune di Milano di concerto con la Prefettura, come confermato ieri dal general manager di All System Gian Carlo Coscia:«Tutto è legato al capitolato d appalto legato al servizio che sipresta. In questo caso è ilcomune che ha stabilito quali sono le misure da prendere». Il bando di gara (sui cui indagheranno i magistrati) risale al 4 gennaio 2011 e prevede la coabitazione tra guardie giurate e sorveglianza disarmata. I motivi, come si evince dalla delibera che traccia le linee guida del bando, licenziata dalla giunta Moratti a settembre 2010, sono anche di «maggiori economie di spesa», con la previsione di risparmiare 2,8 milioni di euro sui 36 mesi previsti dal contratto. Dal 2011 e per i successivi due anni si combatte però una guerra di carte bollate tra la All System e il Comune (nel frattempo passato all arancione Pisapia): prima il Tar e poi il Consiglio di Stato danno torto alla società, e solo l affitto del ramo d azienda fatto dalla Union Delta (originaria aggiudicataria dell appalto pe ril tribunale) proprio alla All System consente a quest ultima di entrare in servizio, nella primavera 2013, a braccetto con la Securpolice. Ma nel frattempo si inserisce un altro evento che costituisce -involontariamente - a scoprire il fianco della sicurezza a Palazzo di Giustizia. La Commissione di manutezione degli uffici giudiziari, organismo istituito nel 1941 (una sorta di grande riunione di condominio), composta dai vertici degli Uffici giudiziari (i magistrati che si lamentano per il clima d odio che li mette in pericolo), da quelli dei cancellieri e degli avvocati, stabilisce di trasferire ilmetaldetector da via Manara, dove c è sempre stato, all ingresso di corso di Porta Vittoria. Ufficialmente per esigenze di riorganizzazione, ufficiosamente i maligni dicono perché evitare la noia deicontrolli a chi vi entra svariate volte al giorno. Il Comune, che nella commissione siede ma senza diritto di voto, prende atto e opera in questo senso. Glielementipercreareun indebolimento del sistema di sicurezza del Tribunale ci sono tutti. Nessuno poteva pensare che un «Conte Tacchia» con la pistola in tasca li avrebbe sfruttati così efficacemente. il graffio Il governo secondo Celentano Adriano Celentano [foto Ansa] scrive all esecutivo attraverso il suo blog e prendendo spunto dalla strage compiuta nel Palazzo di Giustizia di Milano: «Ciao governo, scusa se ti rompo, è che non so con chi parlare, forse non te l hanno detto ma un signore è entrato nel tribunale di Milano e ha ucciso tre persone, più due feriti di cui uno in modo grave». E ancora: «Forse lo sbaglio è di esserti concentrato troppo sulla velocità per risolvere una crisi impossibile e non aver, invece, subito pensato a un centro di accoglienza per gli assassini che ormai si confondono coi cittadini. A cosa serve ilprogresso se poi ti uccidono?». La tesi è chiara: l esecutivo è troppo concentrato sulla crisi e ha perso di vista la sicurezza. Illusi noi che credevamo che un governo potesse occuparsi di entrambe le cose contemporaneamente. A Vicenza Nel nuovo tribunale da 20 milioni manca persino la videosorveglianza ::: ALESSANDRO GONZATO VICENZA Niente metal detector né porte a bussola. Il nuovo tribunale di Vicenza, inaugurato appena tre anni fa, non è dotato nemmeno deisistemi di sicurezza più elementari: basti pensare che all esterno non ci sono neanche le telecamere. E pensare che è costato più di venti milioni, soldi nostri naturalmente. Dunque, ciò che è accaduto l altro giorno nelle stanze del palazzo di giustiziadimilano,nelcapoluogobericopotrebbe ripetersi ancora più facilmente. Introdurre una pistola o un coltello, per qualsiasi folle, non sarebbe molto complicato: all ingresso del nuovo tribunale costato più di venti milioni ci sono soltanto le guardie a vigilare. E, si capisce, non possono certo perquisire tutte le centinaia di persone che ogni giorno vanno e vengono dall edificio. Per entrare nel nuovo tribunale di Vicenza è sufficiente superare una doppia porta a vetri, tutto qui. Sono anni che la procura e i presidenti che si sono succeduti denunciano questa situazione, ma da Roma, a quanto pare, non hanno mai preso sul serio la questione. Che però, alla luce dei fatti di Milano, non può più essere ignorata. Sennonché il procuratore Antonino Cappelleri, in servizio a Vicenza dal 2012, fa sapere che il governo non reputa prioritario il tribunale berico e che quindi «non ci sono finanziamenti disponibili. Con quello che è successo a Milano» aggiunge «è verosimile ipotizzare che molti tribunali torneranno ad avanzare richieste analoghe alla nostra, e che dunque il momento attuale sia tutt altro che propizio per risolvere unproblemachecistamoltoacuore». A dire la verità qualche soldino dalla capitale era arrivato (circa 90 mila euro), ma la cifra avrebbe consentito di installare delle telecamere dalle potenzialità molto ridotte: in condizioni di scarsa illuminazione, per intenderci, non sarebbero riuscite a mettere a fuoco le figure in movimento. Quindi non sarebbero servite a niente. Se non altro tra qualche giorno dovrebbero partire i lavori per l installazione di un sistema d allarme antintrusione: mica male per un tribunale. Se in procura non sono molto ottimisti, non si può dire che in Comune tiri un aria diversa. IL PG DI PALERMO Lunghe code, ieri, per entrare al Tribunale di Milano [Ansa] «Il condominio di fronte non vuole le telecamere» «I punti di vulnerabilità del Palazzo di giustizia di Palermo esistono, è inutile negarlo. È un tribunale concepito per l ingresso libero al pubblico». Lo ha detto all Adnkronos il Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, a margine dell assemblea convocata nell aula magna del palazzo di giustizia di Palermo per parlare dei fatti accaduti a Milano. «Avevo chiesto la sistemazione di telecamere nel palazzo di fronte al tribunale di Palermo», ha spiegato Scarpinato nel corso dell assemblea, «ma ieri [giovedì, ndr] il Comitato per l ordine e la sicurezza mi ha informato che non è possibile, perché il condominio si è opposto di fare entrare i carabinieri per montare le telecamere». Il Tribunale di Vicenza [Web] L assessore alla Cura urbana, Cristina Balbi, sottolinea che il palazzo di giustizia è di proprietà del municipio ma che tutti i presìdi di sicurezza sono di competenza del ministero della Giustizia. «Pertanto» precisa «delle bussole dovrebbe occuparsi Roma». La questione, come detto, è già stata sottoposta più volte al Viminale. «Restiamo in attesa di capire cosa ci risponderanno e poi valuteremo il da farsi» aggiunge l assessore della giunta guidata da Achille Variati. «Il Comune potrebbe anche anticipare le spese e poi farsele rifondere, ma al momento è tutto da valutare». Insomma, oltre ad aspettare risposte diverse dallo Stato, l amministrazione comunale - già alle prese coi tagli del governo agli enti locali - pare che non si fidi a sborsare di tasca propria i soldi necessari per garantire la sicurezza dei dipendenti e dei cittadini. Pensare che un tribunale nuovo di zecca e costato una montagna di quattrini sia in tali condizioni fa quasi passare in secondo piano la notizia che pure nel vecchio palazzo di giustizia vicentino (ma ancora in funzione), quello di Santa Corona, potrebbero entrare tranquillamente armi e quant altro, anche se in questo caso i metal detector e le porte a bussola ci sarebbero pure. Il problema è che è tutto rotto da dodici anni e nessuno, da Roma, nel frattempo ha mandato un solo centesimo per le riparazioni.

3 PRIMO PIANO Sabato 11 aprile commenta su DOLORE PER TUTTI Trucidati anche un difensore e un imputato, ferito un commercialista. Ma c è chi vuole accaparrarsi l unicità della far west Italia ::: TOMMASO MONTESANO ::: segue dalla prima MARIO GIORDANO (...) ancora chiarita in tutti i suoi aspetti, e già Gherardo Colombo aveva trovato il colpevole: il «brutto clima» creato da chi osa criticare i giudici. Lui ha dettato subito la linea, e gli altri gli sono andati a ruota: prima il presidente della Repubblica Mattarella(«Bisogna respingere il discredito contro i magistrati»), poi il presidente dell Anm Sabelli («Troppa tensione e troppa rabbia sulla giustizia»), poi il presidente del Csm Legnini («I magistrati non possono essere lasciati soli»). Come a far passare l idea che quel pazzo assassino abbia preparato la carneficina dopo L assemblea dell Anm «Troppa rabbia attorno a noi La politica ci ha lasciati soli» LA MAMMA Le toghe usano la tragedia per la solita battaglia di Casta Csm e sindacati attribuiscono il gesto di un disperato al «clima d odio» che mette a rischio i giudici Una tesi che puzza di difesa corporativa e tace le falle nella vigilanza della Procura generale milanese «Lorenzo ucciso perché non era una marionetta» L avvocato Lorenzo Claris Appiani «è morto perché non è stato una marionetta» in mano al suo cliente. Così lo ha ricordato la mamma, Alberta Brambilla Pisoni, intervenuta all assemblea convocata dall Anm nell aula magna del palazzo di giustizia di Milano. «Sono la mamma di Lorenzo e Francesca, avvocato e giudice», ha esordito la donna, «chi più di me può sentire la necessità che questi due mondi stiano insieme. Mia figlia è giudice fallimentare a Pavia, come lo è stato Ciampi per molti anni. Anche lei rischia come lui, ma oggi è morto mio figlio». aver letto qualche editoriale garantista di Filippo Facci o Paolo Liguori Questa versione dei fatti, che stanno cercando di imporre a suon di esternazioni, la dice lunga sullo squilibrio che regna nei palazzi di giustizia, dove l ultracasta togata evidentemente ha perso ogni contatto con la realtà. Quello di Milano, infatti, è stato un attacco alla categoria dei magistrati tanto quanto lo è stato a quello degli avvocati o dei commercialisti o dei testimoni o dei nipoti. Claudio Giardiello, l imprenditore fallito, non ce l aveva con i giudici: ce l aveva con il mondo. E infatti contro il mondo ha ripartito la sua rabbia senza differenze e Rodolfo Maria Sabelli [LaPr] Un assemblea straordinaria nell aula magna del tribunale di Milano per ribadire quanto detto da Gherardo Colombo, ex pm del pool mani pulite. Ossia che i «fatti tragici» digiovedì,itre morti, «hanno anche un valore simbolico e rappresentano la solitudine in cui è inserita la giustizia». «Troppe tensioni si raccolgono intorno alla giustizia», ripete Rodolfo Sabelli, presidente dell Associazione nazionale magistrati (Anm): «Troppa rabbia si raccoglie intorno all esercizio della giurisdizione». Lo spartito delle toghe non cambia: i tre morti del palazzo di giustizia sono frutto del clima avvelenato in cui opera la magistratura. «Non possiamo non fare una riflessione sulla solitudine in cui siamo stati lasciati, con gravi falle nella sicurezza», attacca Sabelli nel corso della cerimonia che si è aperta con un lungo applauso dedicato al giudice Fernando Ciampie alle altre due vittime della strage. Giovanni Canzio, presidente della corte d appello di Milano, ha paragonato Ciampi ad «Alessandrini, Galli e Ambrosoli», tre magistrati assassinati durante gli anni di piombo. Il giudice Ciampi, l avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, il testimone Giorgio Erba stavano esercitando «la loro funzione e il loro dovere» e sono morti a causa di «un terrore diverso, ma che è sempre terrore». Ma è soprattutto l Anm a battere il tasto del «clima contro i giudici». In mattinata è lo stesso Sabelli, intervenendo ad una trasmissione radiofonica, a rilanciare la tesi delle vittime «lasciate sole da un sistema di sicurezza che ha rivelato falle molto gravi». Nel pomeriggio Eugenio Albamonte, segretario dell Anm del distretto di Roma, rincara la dose collegando il «tema della sicurezza» all «abbandono del sistema giudiziario da parte della politica». Eppure è la stessa magistratura, nella persona del procuratore generale presso la corte di appello, ad essere responsabile della sicurezza interna nei palazzi di giustizia.lo ribadì, all indomani del duplice omicidio compiuto il 17 ottobre 2007 da un cittadino albanese all interno deltribunale di Reggio Emilia, l allora capo del dipartimento dell organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, il magistrato Claudio Castelli, oggi presidente aggiunto all ufficio gip di Milano. «Spetta al procuratore generale presso la corte d appello», spiegò in una nota di via Arenula del 18 ottobre 2007, «adottare i provvedimenti necessari ad assicurare la sicurezza interna delle strutture in cui si svolge attività giudiziaria». Una decina di giorni più tardi l allora sottosegretario alla Giustizia, Alberto Maritati, riferendo alla Camera su quanto accaduto a Reggio Emilia, aggiunse che il pg ha voce in capitolo, in base al decreto ministeriale varato nel 1993 dal ministro Giovanni Conso, anche per quanto riguarda la sicurezza esterna, come ad esempio il controllo dei varchi di accesso al tribunale: «Compete al procuratore generale esprimere il parere sui provvedimenti che assume il prefetto in ordine alla sicurezza esterna della struttura giudiziaria, nonché in ordine alla sicurezza e incolumità dei magistrati». Ma adesso sicambia: a fine anno, annuncia Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, i servizi di sicurezza passeranno al ministero. senza preferenze, tanto da colpire persino un membro della propria famiglia. E allora ci sarà qualcuno che si leva a dire: «I nipoti di Giardiello non possono essere lasciati soli?». Palazzo di giustizia, per altro, non è il cortile dei pm, il privé delle toghe, ma un luogo pubblico, di tutti i cittadini. Infatti sono stati i cittadini ad essere stati colpiti. E allora perché i giudici vogliono accaparrarsi l unicità della sofferenza? Perché pretendono di essere le "vere" vittime? La pratica del protagonismo li ha ubriacati fino al punto da voler addirittura soverchiare il dolore degli altri? Se davvero solo i giudici sono nel mirino - come sostengono - come si spiega che una mamma avvocato stia piangendo il proprio figlio avvocato? E perché un figlio ventenne piange un padre che aveva un autolavaggio a Monza? Forse anche la categoria degli autolavaggi è particolarmente nel mirino come quella dei giudici?c è un clima d odiocontro i proprietari di spazzoloni e asciugatori per interni in pelle? Se poi proprio dobbiamo dirla tutta, i magistrati prima di cercare colpevoli altrove, dovrebbero provare a fare un po di autocritica: il sistema di sicurezza del palazzo di Giustizia, come è noto, è affidato al Procuratore Generale. Tocca a lui stilare i piani di protezione e chiedere uomini e mezzial Comune. Ed è evidentemente il piano di protezione che non ha funzionato. Per questo sono stati colpitiun avvocato, un testimone, un nipote, un commercialista, l intera città di Milano, la popolazione italiana. E un magistrato. Tutti vittime allo stesso modo di errori umani, magari pure degli errori dei magistrati. Non certo di un clima. Che c entrano infatti la «tensione e la rabbia sulla giustizia»? Perché tirarle in ballo a sproposito? Fra l altro tutti dicono che Fernando Ciampi fosse una persona rigorosissima e serissima. E ancor di più, allora, appare terribile l uso del suo cadavere per una battaglia politica, o peggio corporativa. Per orchestrare una campagna in favore della categoria. Magari solo con lo scopo di difendere qualche privilegio. O, peggio, l integrità delle ferie estive. ::: Commento Mattarella presidente di tutti gli italiani o solo dei magistrati? ::: MATTEO MION Penso che il can can mediatico di queste ore sull accesso sicuro ai tribunali sia immotivato: infatti, sarebbe sufficiente prendere le impronte digitali degli abituali frequentatori di palazzo di giustizia e tutti gli altri andrebbero controllati dalla testa ai piedi. Punto a capo. Quando ci scappa il morto, gli italiani non sono pragmatici, ma eccellono in oratoria scontata. Tra gli innumerevoli «peana» seguiti ai tragici avvenimenti di Milano, il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha sinceramente lasciato di stucco. Nel Paese colpito a tradimento dall arma assassina di Claudio Giardiello, l inquilino del Quirinale ha tenuto immediatamente un discorso a protezione ed encomio dei giudici. E ci mancherebbe altro che non andasse tutto il nostro cordoglio alla famiglia del giudice Ciampi e la nostra solidarietà al procuratore sfiorato dal proiettile assassino, ma per le altre vittime Mattarella non ha sprecato mezza parola. Incredibile. Non voglio parlare del collega avvocato per non scadere nel corporativismo, ma la pistola di Giardiello ha ucciso anche il coimputato e ferito gravemente un altra persona. Da addetto ai lavori non ho mai creduto che siamo «tutti uguali davanti alla legge», ma in cuor mio pensavo lo fossimo davanti alla morte. Quell istante infinitesimale in cui spiriamo nell eterno, disfandoci della toga, del codice e di qualsiasi altro orpello. Il primo degli italiani aveva l obbligo morale di abbracciare tutti in un drammatico e nazionalistico «requiescant in pacem». Di non escludere e discriminare nessuno.invece ha chiesto di non deridere ed essere vicini ai magistrati per le alte funzioni che svolgono. Presidente Mattarella, non erano in gioco gli attacchi ai giudici, la parità tra accusa e difesa, le lungaggini dei processi, ma la pellaccia di chi frequenta palazzo di giustizia, ultimo dei secondini incluso. Il tribunale nell immaginario collettivo è il luogo di massima sicurezza di una nazione e così la sparatoria milanese genera un clima d incredulità, smarrimento e disorientamento non solo negli addetti ai lavori, ma in tutti gli italiani. In primis nel presidente Mattarella che, probabilmente ancora sotto choc per l accaduto, si è ricordato dei suoi ex colleghi giudici, ma si è dimenticato dei cittadini italiani che non indossano la toga. Siamo sicuri che si tratti di un involontaria svista classista, ma vorremmo una prece per tutti da parte del presidente di tutti

4 4 Sabato 11 aprile commenta su far west Italia PRIMO PIANO I VERBALI Ecco com è stato possibile l ingresso nel tribunale di Milano: «Quando ho superato il varco ho pensato: se mi fanno passare con la pistola, lo faccio...» «Sono entrato senza tesserino. Volevo morire» Primo verbale del killer di Milano: «Il tribunale mi ha rovinato. Non avevo un finto documento da avvocato» Ai carabinieri che lo hanno catturato ha confessato che voleva colpire ancora un coimputato e poi suicidarsi ::: ANDREA MORIGI Era ben congegnato il piano diclaudio Giardiello.Ed è riuscito alla perfezione, anche senza un falso tesserino da avvocato. Se n era parlato subito dopo la sparatoria altribunale di Milano, nella mattinata di giovedì, durante la conferenza stampa della procura. Il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, fino a ieri supponeva che fosse entrato «presentando un documento falso». Tutto quel che è stato raccolto, per ora, è il video nel quale si vede l assassino riporre il portafoglio nella tasca interna della giacca, poco prima delle Non lo ha accompagnato il suo legale, Michele Rocchetti, che assicura:«sono entrato, come sempre, dall ingresso riservato agli avvocati in via Freguglia», spiegando di essersi incontrato con il suo cliente «al terzo piano, poco lontano dall aula, davanti alla cancelleria della seconda sezione penale. Quando Giardiello è arrivato io ero già là, a scambiare due chiacchiere con un testimone». Manca ancora, invece, una traccia della sua uscita. Intanto si vagliano altre registrazioni ma l ipotesi, che si stava verificando, non regge al confronto con i filmati delle telecamere interne. Ed è smentita anche dal verbale d interrogatorio,dove ilkiller affermerebbe di essere entrato nell edificio dal varco riservato agli avvocati senza doversi far riconoscere. Del resto, non gli hanno trovato addosso nulla quando lo hanno perquisito, tranne la pistola in tascaconilcolpoincannaeun intero caricatore ancora pieno di proiettili. Nulla nemmeno nell abitazione di Giardiello a Brugherio, dove gli investigatori hanno sì sequestrato alcuni tesserini simili a quelli dei legali. Ma lui a casa non è mai tornato. Di certo non li aveva portati a Milano. Dunque ha agito indisturbato, eludendo i controlli e la vigilanza, proprio come aveva pianificato: «Quando ho superato il varco ho pensato: se mi fanno passare con la pistola, lo faccio...». Lo conferma lo stesso autore della strage ai carabinieri, subito dopo la cattura: «Avevo lasciato lo scooter parcheggiato in via Manara, fuori dall ingresso da cui ero entrato». Sapeva da dove entrare e anche come andarsene, in fretta e furia, dallo stesso cancello. Aveva studiato nei dettagli il dedalo di scale e corridoi che attraversano il palazzo di giustizia di Milano. Conosceva a memoria il percorso che conduce all aula dell udienza, al terzo piano, dove ha sparato uccidendo il suo ex difensore Lorenzo Claris Appiani e il suo ex socio in affari Giorgio Erba e ferendo altre tre persone, suo nipote Davide Limongelli, l avvocato Paolo Brizzi e il commercialista Stefano Verna.Da lì, è sceso alsecondo piano, dove ha fatto irruzione nell ufficio del giudice Fernando Ciampi e lo ha colpito a morte. Poi, nella concitazione, è riuscito a fuggire: «Sono uscito tranquillamente dal tribunale». Ha riavviato il motorino e si è diretto verso Vimercate per andare a mietere altre vittime, compreso se stesso. «Il tribunale mi ha rovinato, quel posto è l origine di tutti i miei mali. Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato», ha confessato dopo l arresto, quasi sollevato: «Meno male che mi avete fermato, stavo andando a uccidere un altro coimputato nella vicenda, chenoneraintribunaleepoimi sareiucciso». Si è salvato così, senza sapere di aver corso un pericolo mortale, Massimo D Anzuoni, socio di minoranza di Giardiello in una società, il quale pur essendo stato convocato come testimone non si era presentato all udienza fatale e ora non gli resta che ringraziare il suo legale: «Devo la mia vita all avvocato che mi ha suggerito di non andare». Claudio Giardiello, dopo la cattura, alla stazione dei carabinieri di Vimercate [Ansa] ::: CHIARA PELLEGRINI MILANO Claudio Giardiello, l imprenditore immobiliarista, a processo per bancarotta, che giovedì ha ucciso tre persone sparando nel palazzo di Giustizia di Milano, deteneva la sua pistola, una 9x21, lo stesso calibro delle forze dell ordine, regolarmente. L uomo aveva un arma in casa perché gli era stato concesso l uso al poligono e nella sua abitazione, usi per il quali la prefettura non è tenuta a ritirare il porto d armi. Eppure da alcuni accertamenti sembra che i carabinieri di Brugherio (Monza) avessero espresso un parere negativo per l esercizio del tiro al bersaglio. Segnalazione che la Procura di Monza sembra avesse ignorato poiché non vincolante. Insomma non vi era alcuna irregolarità nella detenzione della 9x21. Il calibro per pistola, tra l altro, più diffuso nel mercato civile italiano. Nel settore della difesa copre circa l 80% del settore difesa e il 50% di quello del tiro sportivo. Della precarietà di Giardiello sapevano anche i servizi sociali di Garbagnate a cui l uomo, gravemente stressato a cause dei suoi problemi economici, si era rivolto chiedendo un aiuto economico e un alloggio popolare. Una richiesta d aiuto caduta nel vuoto cui gli assistenti avevano saputo soltanto replicare con «si cerchi uno specialista è stressato». E della pesante situazione psicologica di Giardiello ha parlato ieri davanti ai carabinieri di Milano Ermenegildo Gabrielli, 51 anni, amico del killer del tribunale. Interrogato dai militari l uomo avrebbe portato i pesanti sfoghi di Rinchiuso nel carcere di Monza,Giardiello sarà interrogato stamane alle Il pubblico ministero Franca Macchia gli contesta l omicidio plurimo con l aggravante della premeditazione e tentato omicidio. Se le accuse fossero confermate, la procura di Monza potrebbe contestargli anche il reato di strage, per poi trasmettere gli atti a Brescia, competente perché tra le vittime c è un magistrato in servizio a Milano. La stessa rivoltella delle forze dell ordine La prefettura ignorò il «no» al porto d armi L amico: «Mi fece vedere l autorizzazione» Giardiello, tra cui anche frasi minacciose che oggi assumono un inquietante significato. Gabrielli poi, in un intervista al Tg5, ha raccontato di quando Giardiello gli diceva di essere «stato rovinato dal nipote che stava sfasciando la società» e di odiare i giudici che «gli avevano pignorato la proprietà» impendendogli così di venderla e di guadagnare quanto necessario per ripianare i debiti. Gabrielli ha poi ricordato anche di quando Giardiello era venuto da lui presentandogli un porto d armi sportivo e dicendogli«poi li ammazzo tutti», frase alla quale l amico non aveva dato molto peso conoscendo il rancore dell uomo ma anche il suo «buon carattere». La prima persona a cui Claudio Giardiello ha sparato giovedì all interno dell aula della seconda sezione penale del Tribunale di Milano è stata suo nipote, Davide Limongelli, che si trova ancora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Niguarda di Milano. Stando ai primi accertamenti degli inquirenti milanesi, infatti, il killer provava l astio maggiore nei confronti proprio del nipote con cui in passato aveva avuto contrasti per la gestione della Immobiliare Magenta. Dopo aver sparato a Limongelli ha ucciso il coimputato Giorgio Erba e poi ha rivolto l arma contro l avvocato Lorenzo Claris Appiani che stava per testimoniare e lo ha ammazzato. Un altro ferito, invece, l avvocato Paolo Brizzi potrebbe essere stato colpito per sbaglio, perché uscendo dall aula Giardiello ha trovato il commercialista Stefano Verna seduto su una panca in attesa di testimoniare e ha sparato contro di lui. E quest ultimo sedeva proprio a fianco di Brizzi. ::: Commento La riforma della giustizia limita il carcere ingiusto ma ora va messa alla prova ::: DAVIDE GIACALONE Buona la riforma della custodia cautelare. Con qualche nota amara. Il legislatore ha paura ad occuparsi della separazione delle carriere, fra chiaccusa e chi giudica, ma ci gira attorno. Però avverte la necessità di affrontare quel nodo. Con il voto favorevole del Senato è divenuta legge la modifica di alcune parti del codice di procedura penale. La custodia cautelare è ora obbligatoria solo per reati di mafia e terrorismo, mentre negli altri casi dipende dalla valutazione del giudice. Che dovrà attenersi a tre linee guida. Uno: ogni altra misura cautelare (dai domiciliari al ritiro del passaporto) deve dimostrarsi inidonea; due: i pericoli di fuga, reiterazione o inquinamento devono essere concreti, non teorici; tre: si deve seriamente motivare il perché delle prime due cose. Bene, ma qui c è la prima ragione per avere un po di amaro in bocca: era già così. Prima bastava dire: Tizio è pericoloso e può reiterare, inquinare o fuggire, e, in barba alla legge, quel cittadino perdeva la libertà. Il nuovo testo va oltre. Il giudice (gip) che dispone la carcerazione preventiva non potrà più limitarsi a ricopiare le considerazioni della procura, ma dovrà dare conto di come e perché è giunto a disporre quelle misure. Il tribunale del riesame, cui il detenuto (mai condannato) potrà ricorrere, non solo avrà tempi stringenti per decidere, ma dovrà annullare la misura cautelare se il primo giudice avrà omesso di motivarla. In altre parole: se il primo giudice fa copia e incolla non è che il tribunale può trovare poi le motivazioni mancanti allora, ma deve annullare. Bene, ma anche qui c è un retrogusto amaro: se il legislatore avverte (giustamente) il bisogno di specificare che questa roba non si può fare è perché sa bene che quegli organi di garanzia lavorano in sudditanza rispetto alle ipotesi d accusa. Non mancano le eccezioni, ma proprio perché tali ulteriormente significative. Ebbene, è il modo per riconoscere che esiste eccome il problema della separazione. Salvo scantonarlo. In quanto ai termini, lo ripetiamo: siano tutti perentori. Era assurdo che quelli della difesa lo fossero, mentre quelli della procura e del giudice no. Anche questo è un passo in avanti. Serve ancora un piccolo sforzo: nessun termine è derogabile. Altra cosa giusta: le misure cautelari non potranno essere rinnovate. È il giudice che assume su di sé la responsabilità di quella scelta, e non credo che per il killer di Milano se ne trovi uno solo che fatichi a farlo. Una volta arrestato, se le prove sono tali da da spingere a trattenerlo ancora,allora lo si processi. Al killer di Milano, per restare all esempio, la condanna non gliela leva nessuno. A quelpunto in galera ci resta, ma da condannato. L amaro c è, dunque, perché si è arrivati tardi a quel che il diritto e i diritti reclamano da sempre.ma la bevanda è potabile, il che segna un notevole salto di qualità, rispetto a quella fin qui servita. Ora si tratta di vedere come si passa dalle parole ai fatti.

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6 6 Sabato 11 aprile commenta su TRUCCHI DA DEF ::: I GUAI DEL GOVERNO ITALIA Il governo tarocca i conti ma nasconde ancora le carte Slitta la decisione sulla destinazione degli 1,6 miliardi scovati aumentando il debito pubblico Renzi insiste: «Le tasse non saliranno». Ma la pressione fiscale crescerà dello 0,6% in due anni ::: ANTONIO CASTRO Una vera e propria furbata. A debito. Il tesoretto di primavera - spuntato fuori dal Def-non èaltro che la genialata dispalmare sulprossimo triennio i margini di flessibilità che l Italia ha ottenuto da bruxelles l estate scorsa. In sostanza per i Paese (come il nostro) che escono o stentano ad uscire dalla crisi, l Unione europea ha concesso qualche decimale di tolleranza nel rapporto deficit/pil. Solo che con la finanza pubblica - e i numeri monster della nostra economia - qualche decimale in più o in meno rappresenta tanti quattrini sonanti. In soldoni Renzi-ovviamente con ilconsiglio tecnico degli uomini del Tesoro - ha grattato via dall abbattimento del nostro debito pubblico 1,6 miliardi quest anno. E già è partito il carosello delle rivendicazioni per questo o quell uso. Come se non avessimo miliardi di debitopubblico,come se non pagassimo circa 80 miliardi l anno di interessi per far acquistare i nostri titoli pubblici. L idea è questa: aggrappandosi proprio alle concessioni europee, a Roma hanno pensato bene di indebitarci di più per racimolare qualche miliardo extra da pompare nell economia reale. A Bruxelles nel luglio scorso è stato concesso un po di tempo in più nel raggiungimento delpareggio dibilancio. E il governo fa leva proprio su questa flessibilità. Come? Giocando tra andamento tendenziale (quello che sarebbe successo senza interventi, senza Def), e programmatico (la strategia di crescita dell esecutivo). Senza correzioni politiche già dal prossimo anno il nostro Paese avrebbe raggiunto il pareggio di bilancio, ancor prima del 2017 concordato con l Unione europea. Renzi e Padoan hanno peggiorato appunto dello 0,1% il deficit tendenziale di quest anno che sarebbe stato del 2,5%, ma viene invece programmato al 2,6%. E così saltano fuori i milioni del tesoretto. Ma non basta: infatti essendo i Deftriennale il governo proietta i margini di flessibilità anche sui prossimi anni, liberando risorse per un decimo di punto di deficit (pari a 1,6 miliardi). Stante l andamento tendenziale il prossimo anno l indebitamento dovrebbe scendere all 1,4%, ma il governo ci fa la cresta e lo segna all 1,8%, grattugiando uno 0,4 punti che valgono la bellezza di6,5 miliardi. Nel 2017 poi invece dello 0,2% tendenziale il governo prevede (nel programmatico) uno 0,8%, e lo 0,6% di differenza in questione vale a spanne un tesoretto di 10,2 miliardi (a Pil costante). Che un Paese come l Italia, che ha già un debito pubblico di ben miliardi (dati Bankitalia gennaio 2015), possa immaginare di raggranellare furbescamente qualcosa - da spendere subito magari con un bel decreto - aumentando lo stock del debito di uno 0,5% è tollerabile. Anche perché con il differenziale con gli altri titoli in picchiata (ieri sulbund tedesco a 10 anniera 106,6 punti base), gli interessi ::: ELISA CALESSI «Bisogna parlare agli italiani coi fatti. E questo è un altro fatto, a dispetto dei gufi». Chi lavora con Matteo Renzi giura che non c entra il sondaggio di Ixè presentato ad Agorà, dove per la prima volta si registra una flessione dello 0,8% nella fiducia al Pd (passa dal 38,4% al 37,6%). Piuttosto, ammettono, è «tipico di Matteo» far precedere un appuntamento elettorale da una misura-choc, molto popolare. L anno scorso, prima delle elezioni Europee, furono gli 80 euro. Questa volta il bonus Def, subito lanciato dalla squadra dicomunicatori di Palazzo Chigi, quando ancora non sisapeva come si sarebbe declinato, come hashtag su Twitter. Per creare l effetto-suspance attorno a una misura su cuisi punta molto.l opposizione ha subito parlato di mancia da pagare sarebbero comunque poca cosa. Ma il rischio vero - sempre scartabellando le tabelle del Def - è che si tratti di un obolo preso da una tasca e che prontamente rientra nell altra. Scorrendo gli aggregati fiscali si scopre, ad esempio, che se la pressione fiscale complessiva aumenterà dello 0,1% sul Pil nel 2015, nel 2016, 2017 e 2018, la pressione fiscale complessiva crescerà di ben lo 0,6% (dal 43,5 al 44,1), nel prossimo biennio, per poi tornare a scendere al 44% nel 2018 e, forse, al 43,7% nel Insomma, scenderanno dal 15,1% al 14,8% (ma solo nel 2019) le imposte dirette, ma aumenteranno quelle indirette (dal 15,1 del 2015 al 15,9% del 2019). Insomma, nonostante quello che continua a ripetere come un mantra il presidente del Consiglio («Non ci sono tasse nuove, anzi: è finito il tempo delle tasse da aumentare»), in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri glissa:«decideremo nelle prossime settimane se e come spendere il miliardo e 600milioni. Appurato che il tesoretto c è resta da vedere se e come (e quando) lo utilizzerà il governo. Allargare il bonus agli incapienti (quelli esclusi dalla prima tranche perché con un reddito sotto elettorale, gli amici di Matteo la definiscono «una delle sue trovate». E giurano che, per le Politiche, se ne inventerà una più grossa. Per esempio l abolizione del canone Rai. Intanto, a 40 giornidalle Regionali, il premier tira fuori dal cilindro il tesoretto da 1,6 miliardi da dedicare al welfare. Sono settimane complicate per Renzi: Ischia, il caso De Luca, la Liguria, De Gennaro. Perciò se è vero che la flessione registrata da Ixè ancora non preoccupa, è innegabile che a Palazzo Chigi sono stati tutti allertati. Bisogna inventarsi qualcosa, evitare che inizi una curva discendente. Il timore non riguarda solo la fiducia attorno al governo. Le elezioni regionali dovrebbero andare bene, ma ci sono alcune incognite. Intanto la Liguria, dove Lella Paita è sì davanti a Giovanni Toti, ma di pochi punti e con il candidato civatianochecresceognigiorno. Poi in Campania c è la vicenda irrisolta di De Luca: nei sondaggi è davanti a Stefano Caldoro, ma se vince è ineleggibile. In Veneto, nonostante la candidatura di Flavio Tosi, Alessandra Moretti è ancora sotto Luca Zaia e difficilmente lo batterà. I baluardi sicuri sono Toscana, Marche e Umbria, cioè la tradizionale dorsale appenninica della ditta. Un po poco per la rivoluzione renziana. gli 8mila euro e quindi senza Irpef da recuperare)? Oppure lanciare - maliziosamente magari proprio alla vigilia delle elezioni regionali, fine maggior- un intervento anti povertà? L idea l aveva già accarezzata il 10 marzo il ministro del Welfare, Giuliano Poletti(«Potrebbe partire entro giugno un Piano contro la povertà che è un emergenza e perquesto c è bisogno di risposte», aveva spiegato il ministro). Oppure, come chiedono da tempolefamigliecondisabili a carico, rivedere parametri e e deduzioni per i familiari che assistono gli invalidi. Visto che con questa assistenza familiare non si pesa sugli ospedali - è questo il ragionamento - andrebbe riconosciuto un bonus a chi supplisce alle carenze pubbliche. Oppure, altro pallino di Renzi, intervenire sulla scuola, o meglio sui minori. Come? Magari assegnando una dote fiscale (sconto una tantum) per le mamme che lavorano ma hanno un reddito superiore ai 15/20mila euro lordi. Di ipotesi - e tipi d intervento - ce ne sono, e ce ne sarebbero, mille. Basta decidere, ma prima va studiataperbenelaplateadi riferimento e l impatto geografico. Insomma, in quanti incasserebbero l obolo tesoretto. Il retroscena Matteo prepara il colpo: abolire il canone I fedelissimi del Rottamatore: «Queste mosse sono tipiche della sua strategia. Agli italiani bisogna parlare coi fatti alla faccia dei gufi» Alessandra Moretti [Ansa] Per tutte queste ragioni ieri il premier ha deciso di rinviare il consiglio dei ministri dalle 10 alle 20, per capire come usare il tesoretto. Cioè una misura che utilizziquel miliardo e 600 milioni ricavato dalle previsioni del Def. L idea circolava da giorni e già si parlava di mettere quei soldi sul welfare. Per esempio sul jobs act, per chiudere il contenzioso con la Ragioneria che ancora blocca alcuni decreti attuativi. Alla fine, nella conferenza stampa dopo il cdm, Renzi ha annunciato che si deciderà nelle «prossime settimane» come destinare questi soldi, sulla base «delle priorità». «Non è il Def il luogo dove si decide». Ha ribadito che «non ci sono tasse nuove, anzi è finito il tempo delle tasse da aumentare» e a chi «da stamattina sta gufando» rassicura che «abbiamo riletto il testo per fare un provvedimento il più trasparente possibile»

7 ITALIA Sabato 11 aprile commenta su Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi [Splash] ::: I GUAI DEL GOVERNO OTELMA RENZI Per comprarsi pure le Regionali il premier s inventa un tesoretto L ex sindaco ha deciso il colpo di mano dopo i sondaggi che lo danno in calo. Un effetto speciale sul modello degli 80 euro che peggiora i conti e non fa salire i consumi. Ma, forse, i suoi voti I DATI DIFFUSI DALL INPS I successi del governo per l occupazione? La miseria di tredici posti in più nel 2015 Quanti nuovi posti di lavoro hanno generato gli sgravi contributivi decisi nella legge di Stabilità? Tredici. La risposta l ha fornita l Inps che ha diffusi i dati relativi ai rapporti di lavoro attivati nei primi due mesi del 2015: sono , appunto 13 in più rispetto ai dei primi due mesi del Cifre che fanno a pugni con l entusiasmo profuso dal governo che parlava di «79mila contratti stabili in più». Gli unici elementi positivi sono l aumento delle nuove assunzioni a tempo indeterminato, dovute alle decontribuzioni, 20,7% in più rispetto al 2014, e la crescita delle conversioni dei contratti di apprendistato: più 7,4%. Crescite bilanciate, però, dal calo dei contratti a termine (-7%) e dei nuovi contratti di apprendistato (-11,3%). Il che significa, nessun nuovo posto. ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO (...) ha affacciato l ipotesi di un bonus per sostenere la campagna elettorale del 31 maggio. Al Tesoro i testi del Documento di economia e finanza erano addirittura già stampati quando il presidente del Consigliohaimpostolostop.Ilsuoè stato il classico colpo di teatro. Resosi conto che una volta varato il Def egli non avrebbe avuto più alcuna carta da spendersi per comprare il voto degli italiani, ha giocato la carta del bonus. Lo schema è lo stesso usato un anno fa, per le europee. Anche allora, all improvviso, Renzi puntò i piedi, costringendo il ministero dell Economia a tirar fuori 3,5 miliardi. I soldi ovviamente non c erano, la qual cosa però non preoccupò minimamente il capo del governo, il quale decise di aumentare la spesa pubblica,cioè esattamente il contrario di quello che era necessario fare. Per giustificare la scelta all epoca il premier disse che il bonus si sarebbe trasformato in una iniezione di fiducia,che avrebbe provocato la crescita dei consumi e dunque del Pil. Come è noto, con gli 80 euro non è accaduto nulla di tutto ciò. Anzi: il prodotto interno lordo è calato, nonostante il propagandato taglio delle tasse tramite bonus la pressione fiscale è aumentata,e, sebbene il governo abbia risparmiato miliardi grazie al fortuito calo dello spread, la spesa pubblica è cresciuta di 8 miliardi. Risultato: il debito dello Stato sta a quota miliardi. Un record. Tuttavia, stante i pessimi risultati dell operazione incantesimo, Otelma Renzi ci riprova, sperando di rifare la magia dello scorso anno, che non avrà pompato il Pil ma di sicuro ha pompato i voti del Partito democratico, dando a lui quella legittimazione la cui assenza gli veniva ognivolta rimproverata.con il40 percento deiconsensi,renziha tappato la bocca all opposizione interna e soprattutto ha potuto minacciare gli avversari con nuove elezioni, agitando lo spauracchio di una sua travolgente vittoria. Forte del40per cento,ilpresidente delconsiglio si è anche disegnato una legge elettorale su misura, che prevede un premio di maggioranza alla lista più forte, cioè a lui. E ora che i sondaggi lo danno in calo e vista l inconcludenza dell azione di governo segnalano l inizio del disincanto degli elettori, il premiertenta diripetere ilgioco diprestigio. Come il mago Silvan, Renzi fa apparire ciò che non c è,ossia un tesoretto. Un miliardo e mezzo, forse due, per distribuire a pioggia un altro po di quattrini. Che non basteranno per far aumentare i consumi, ma potrebbero essere sufficienti a far crescere i voti per i candidati del Pd alle Regionali. Il presidente del Consiglio sa che in Veneto, nonostante ciò che sta facendo il centrodestra per perdere, sarà dura. E altrettanto lo sarà in Liguria. In Puglia e Campania non si sa e perfino l Umbria potrebbe essere in bilico. Dunque ci vuole un colpo di genio. O, meglio, un colpo di mano. E cosìecco rinviato ilconsiglio dei ministri alla ricerca dei soldi per riempire le tasche diun certo numero di elettori, pensionati o no. A sera, mentre scriviamo, non è ancor chiaro chi saranno i beneficiari, ma non c è da dubitare degli effetti speciali con cui Renzi intende stupirci. L unico problema è che raschiato il barile, non c è altro. Anzi. Ormai non c è più neanche il barile. Resta solo l AMARA PROFEZIA Ecco la tassa su voli e porti Come scritto da «Libero» «Libero» dello scorso 22 marzo I biglietti aerei e le tasse aeroportuali cresceranno ancora. Il sindaco di Torino e presidente dell Anci, Piero Fassino, ha parlato di un aumento «minimo», per far quadrare i conti a rischio dopo i tagli decisi stabiliti nella legge di Stabilità Un aumento minimo che, però, si va ad aggiungere al carico di balzelli e accise che già gravano chi viaggia. Quando acquistiamo un biglietto aereo o di una nave paghiamo 3 euro al Fondo degli ammortizzatori sociali per Alitalia, 5 euro ai Comuni, un euro all'erario e 50 centesimi per il fondo anti-incendi. In tutto, 10 euro circa in più del costo netto del biglietto. Questo ulteriore aumento, annunciato da Fassino, tuttavia non è una novità: è il decreto sul Federalismo fiscale 68/2011 che prevede per le Città metropolitane «la facoltà di istituire un addizionale sui diritti di imbarco portuali e aeroportuali».e,infatti,«libero»,giàil22marzo scorso aveva previsto l aumento dei balzelli sui viaggi. Amara profezia. Lo scontro nei dem sulla legge elettorale «Il partito sbaglia, l Italicum va cambiato» Appello del Pd Boccia al segretario: «Non vogliamo bloccare il testo, ma c è in gioco il futuro della nostra democrazia» ::: GIOVANNI MIELE Lo show down finale sull Italicum è fissato per mercoledì prossimo a Montecitorio dove Matteo Renzi si confronterà in assemblea con i deputati del Pd. Tutt altra musica rispetto alla direzione del partito dove i renziani sono in netta maggioranza. Nel gruppo parlamentare invece i bersaniani, anche se di diversa scuola, sono circa un centinaio e già ottanta di loro, guidati dal capogruppo Speranza, hanno sottoscritto un documento per chiedere una modifica deltesto. In prima linea a chiedere una revisione significativa della riforma elettorale è ancora una volta Francesco Boccia, per niente intimidito dalle voci di una sua sostituzione da presidente della Commissione Bilancio, da parte della maggioranza renziana. Francesco Boccia [Lapr.] Cominciamo dalle voci di una sua sostituzione alla commissione Bilancio. È un tentativo per scoraggiare la sua iniziativa politica sull Italicum? «Sono voci senza fondamento messe in giro per creare confusione. Non c è nessun tentativo di intimidazione». Pensate ancora di poter convincere Renzi ad accettare qualche modifica? «Fino al giorno del voto in aula abbiamo il dovere di far capire al nostro segretario che la volontà di tutti è quella di concorrere a fare riforme che durino 50 anni e non 5, come quelle fatte dal centrodestra, vediil porcellum, che poi vengono annullate da una sentenza della Consulta o, peggio, dai malumori della gente che vuole scegliere il proprio eletto». Però la Boschi non esclude la fiducia pur di mantenere intatto il testo, per evitare un nuovo passaggio al Senato, dove l Italicum sarebbe a rischio. «Spero non si arrivi a questo. La storia repubblicana ci ricorda che i momentiin cuisièarrivati alla fiducia non sono stati momenti bellissimi. Eviterei in questo momento di mostrare i muscoli e cercherei una mediazione che metta dentro anche la riforma della Costituzione. Quello che non funziona non è l Italicum da solo, ma il combinato disposto Italicum più riforma costituzionale. I senatori non eletti, ossia i consiglieri regionali che diventano senatori, e che decidono su temi delicati della nostra democrazia, sommati al numero ancora molto alto di deputati nominati, mette nelle mani di tre o quattro persone la selezione della classe dirigente del Paese. Non penso ai leader di oggi, ma anche ai leader deiprossimi anniche potrebbero essere non tutti democratici e saggi. Ne nascono anche di matti che possono fare danni irreversibili». Pensate di bloccare l Italicum con il voto segreto alla Camera? «Non vogliamo bloccare nulla, vogliamo discutere fino alla fine e non chiederemo il voto segreto alla Camera. Guardi io nella prima lettura non ho votato la legge elettorale e non mi sono nascosto dietro il voto segreto. HopresolaparolainAulaedhospiegato perché non votavo, perché non era opportuno sostituire il porcellum con il porcellinum. Oggi vogliamo votare sapendo che stiamo votando le regole di funzionamento della democrazia italiana. Questo è un confronto politico e culturale che va fatto alla luce del sole». Perché Renzi non si fida e c è questo clima di sospetto nei vostri confronti? «Non lo so. Renzi si deve fidare del suo partito. Se tutti noi diciamo con chiarezza che, fatto un ultimo sforzo per consentire agli italiani di scegliersi gli eletti, il testo può tornare al Senato blindato ed essere approvato alla velocità della luce, anche entro l estate». Però Zanda usa lo spauracchio delle elezioni anticipate per spaventare i dissidenti del Pd. «Zanda è di solito molto informato e autorevole ma non mi pare sia stato ancora eletto presidente della Repubblica. È il capo dello Stato che dice quando si vota e fortunatamente abbiamo al Quirinale un galantuomo che ha nel cuore la Costituzione».

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9 ITALIA Sabato 11 aprile commenta su ::: I GUAI DEL GOVERNO Vecchiaia da incubo Renzi si prepara a rottamare le pensioni Il premier promette ritocchi a settembre, ma è certo che dal 2019 crollerà la spesa previdenziale. E i conti resteranno in ::: ANTONIO CASTRO Appuntamento a settembre per capire che tagliando proporrà anche il primo governo Renzi (13 riforme e riformine negli ultimi20 anni)per le nostre pensioni. Isindacati fremono,ilministro del Welfare, Giuliano Poletti, un giorno sì, e l altro pure, ammette che bisognerà metterci mano, che si sta studiando la pratica, che l Inps proporrà delle soluzioni tecniche («entro l estate», ha garantito il vulcanico Tito Boeri), e gli italiani restano appesi nel limbo del continuo cambiamento. A scorrere, però, le 130 pagine del Def presentato ieri notte, c è da farsi venire un colpo, prima ancora di agguantare l assegno o di maturare gli inarrivabili requisiti della legge Fornero. Ebbene andando a curiosare si scopre che le riforme fin ora approvate, dal 2019 in poi porteranno in picchiata la spesa pensionistica. E se è vero che nei prossimi anni la spesa pensionistica sarà ancora sostenuta (andranno in maturazione le pensioni dei baby boom), è pur vero che 20 anni di riforme si sono mangeranno comlessivamente «60 punti percentuali di Pil». Il Def cita punti di Pil - probabilmente attualizzati, se oggi dovessimo conteggiare - a valori costanti - 60 punti di Pil verrebbe fuori un salasso di ben 960 miliardi. Miliardi che eroderanno indirettamente le pensioni future-che pagheranno in parte anche il debito attuale - con il paradosso che igiovani precari di oggi continueranno a pagare in pensione anche i generosi trattamenti dei nonni e dei padri. RiportailDefinmeritoproprio alla previdenza: «Grazie al complessivo processo di riforma attuato a partire dal 2004, l età media al pensionamento, aumenta da durante il periodo a circa 64 anni nel 2020, a 67 nel 2040 e poi a circa 68 nel Cumulativamente, la minore incidenza della spesa in rapporto al Pil derivante dal complessivo processo di riforma avviato nel 2004 ammonta a circa 60 punti percentuali del Pil al Tale effetto è da ascrivere per circa 1/3 alla riforma introdotta con la L, n, 214/2011 (riforma Fornero, ndr) e per circa 2/3 a precedenti interventi (Dini, Maroni, Prodi, ecc, ndr)». Ma non basta. Perché se i tagliandi alle pensioni porteranno risparmi, l invecchiamento progressivo della popolazione - e la necessità di garantire cure appropriate a fasce sempre maggiori, che sopravvivono sempre più a lungo - comporterà nello stesso periodo un esborso sempre maggiore che stride, non poco con i tagli attuati alla sanità ed alla spesa sanitaria in genere. La spesa per l assistenza - il graffio stimaildef-«aumenta e continuerà ad aumentare», per i prossimi 50 anni. È quanto emerge dalla bozza del Documento di economia e finanza, che stasera sarà varato dal Consiglio dei ministri. E se è vero che la spesa pubblica per pensioni, la spesa sanitaria, quella per l assistenza di anziani e disabili a lungo termine, la spesa per l'istruzione e quella per ammortizzatori sociali, aumenteranno tutte, quelle per l assistenza per persone anziane e disabili è l unica per la quale viene prospettata una costante crescita, fino al Si passa gradualmente dall 1,1% del Pil del 2015 all 1,6% del Tale spesa, precisa il Def, «è composta per circa 4/5 dalle indennità di accompagnamento e per circa 1/5 dalle prestazioni socio-assistenziali erogate a livello locale». Ma non c è bisogno di Il radicamento dei montiani Dopo giorni di spasmodica attesa, Scelta civica Veneto ha finalmente deciso. Alle prossime regionali sosterrà Alessandra Moretti del Pd. Ad annunciarlo il segretario regionale di Scelta Civica nella terra di San Marco, Riccardo Scattaretico: «Il Pd» ha detto «ha dimostrato apertura e rispetto nei confronti del ruolo di Scelta Civica e dell attività di forte radicamento sul territorio svolta dal nostro partito». Per testimoniare il forte radicamento dei montiani, Scattaretico ha informato personalmente tutti gli iscritti con una telefonata. Ne ha fatte un paio. proiettarsi al 2060 per scoprire che siamo un Paese vecchio che invecchia: Proprio ieri l Inps - che ha divulgato le tabelle degli osservatori statistici con dati riferiti al primo gennaio - ha cristallizzato la situazione attuale. Negli ultimi 11 anni le pensioni agli invalidi civili sono aumentate di oltre un milione: tra il 2003 e il 2014,le pensioni alle persone con riduzioni delle capacità di lavoro o di svolgimento delle normaliattività quotidiane sono passate da a E nonostante la stretta sulle attribuzioni (con l accentramento dei controlli da parte dell Inps), e la campagna a tappeto per verificare l effettivo diritto ad ottenere ad avere l indennità. Basti pensare che solo l anno scorso gli assegni sono aumentati di 57mila unità. Resta ora da vedere come Poletti e Renzi intendano mettere mano ai due capitoli più spinosi per qualsiasi governo: sanità e pensioni. IL SONDAGGIO Flessione per il Pd Lega stabile al 13,5% In ripresa Berlusconi Calo significativo del Partito democratico nei sondaggi. Secondo le intenzioni di voto di Ixè, in esclusiva per Agorà (Raitre), il partito di Matteo Renzi in una settimana perde lo 0,8%, toccando quota 37,6%. Il Movimento 5 Stelle sale, invece, dello 0,3% (19%) mentre la Lega Nord rimane stabile al 13,5%. Forza Italia, intanto, torna sopra il 13%, issandosi al 13,1% (+0,2%) mentre il dato sull affluenza alle urne scende al 56,6%. Prosegue il trend negativo della fiducia nel premier, Matteo Renzi, che perde un altro punto in sette giorni, passando dal 39% al 38%. Per il 73% degli italiani inoltre, proprio con Renzi, sarebbero «aumentate le tasse». Secondo l Istituto Ixè di Roberto Weber anche la fiducia nel governo è in leggero calo (dal 32% al 31%). Semprealtoilgradimento degliitalianiperilpresidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stabile al 70%. Parlando di tagli, il 55% degli italiani, dovendo scegliere, preferisce tagli a Comuni e Enti locali piuttosto che l aumento di un punto dell Iva. Il 29%, invece, preferisce salvaguardare i trasferimenti dal centro alla periferia. ::: DAVIDE GIACALONE Ilgoverno non intende intervenire sulle pensioni. Parola di Yoram Gutgeld, nuovo commissario alla spending review e parlamentare del Pd. Ilgoverno interverrà sulle pensioni, con la prossima legge di stabilità. Parola di Giuliano Poletti, ministro del lavoro. La contraddizione, come vedremo, è più apparente che reale. Quel che fa pensare è la convergenza: le ingiustizie del sistema pensionistico sono considerate non eliminabili. Posto che le pensioni dovrebbero avere una struttura, una legislazione e una fiscalità stabile nei decenni, mentre lo sport nazionale è cambiarle di continuo, Gutgeld esclude interventidi taglio, mentre Poletti annuncia interventi relativamente all elasticità in uscita. Il problema è che, in questo modo, si stabilizza la Togliamo ai nonni per dare ai nipoti Il governo apra gli occhi: tagliare i vitalizi più ricchi non è un tabù certezza che a parità di capitale versato ci saranno trattamenti diversi. La legge Fornero accelerò il passaggio al sistema contributivo, in base al quale ciascuno avrà sulla base di quanto ha versato. Nel sistema retributivo, prima vigente, si riscuoteva sulla base di quanto guadagnato (e versato) negli ultimi tre anni, quindi si sarebbe avuto più di quanto dato. Quella legge fu l urgente (e frettoloso) completamento di un iter riformatore iniziato con la legge Dini, poi continuato con quella Maroni (con la sinistra, governo Prodi in testa, che periodicamente smontava il lavoro fatto). Fornero ebbe il merito di mettere in equilibrio i conti previdenziali a venire. Ebbe il demerito di aprire delle piaghe, come gli esodati. Una volta passati al contributivo non ha senso porre deilimiti temporali prima dei quali ciascuno non può scegliere se andare in pensione: visto che mi ridate quel che avevo prima versato, sono affari miei quando e quanto credo mi serva per vivere. Se il prelievo previdenziale cessa di essere vissuto come una tassa (tale la vivo, ancora oggi) e diventa un accantonamento di roba che resta propria, deve anche essere possibile quel che già si fa nel Regno Unito e che vogliono introdurre in Francia: il lavoratore può chiedere d incassare, in tutto o in parte, il capitale. È roba sua. Se il governo intende eliminare le soglie di tempo ed età, quindi, fa bene. Il fatto è che chi versa (contributi e tasse) oggi paga anche per il mantenimento di quanti prendono pensioni per niente legate al capitale versato, mentre non potrà godere di analogo beneficio. Il governo esclude d intervenire su questa ingiustizia. E sbaglia. Mentre, invece, ha ragione il presidente dell Inps, Tito Boeri, a metterla in evidenza. Ma come? Se si accetta il principio dei «diritti acquisiti», altrimenti detto «chi ha avuto ha avuto e chi ha dato continuia dare», non si può toccare nulla. Sono favorevole a infrangerlo, ma si deve farlo con principi altrettanto generali. Il principio è: dove il capitale versato non è commisurato alla prestazione erogata, lo Stato ha diritto d intervenire. In tutti i casi e al fine di non generare altri squilibri, a danno dei più giovani. Si può graduare l intervento fiscale, progressivo, sulla base dello scostamento fra versato e percepito e sulla base della pensione lorda così generata. Ed è meno ingiusto di fare quel che hanno già fatto e che si sta facendo. Resta doloroso, lo so. Ma lo è di più avere nonni ricchi e nipoti spiantati.proprio perché è doloroso occorre quello che un tempo si chiamava il«buon esempio», cominciando dalla classe dirigente in pensione, parlamentari in testa. E cominciando da chi è amministratore pubblico e ottiene dall erario il versamento dei propri contributi, magari proporzionati a ruoli e lavori che non ha mai fatto (vero, Matteo Renzi?). Il che non è demagogico, ma la dimostrazione che ancora sopravvive il buon senso.

10 10 Sabato 11 aprile commenta su ::: LE GRANDI INTERVISTE DI PERNA ITALIA ::: segue dalla prima GIANCARLO PERNA Marcello Veneziani «Berlusconi è già nella Storia ma deve lasciare la politica» Il giornalista: «Silvio seleziona gli uomini alla rovescia. Sono del Sud e non voterei Lega Il peggior difetto dell Italia è la cialtroneria, però è da pazzi condannarci per tortura» (...) nel cuore di Roma e mi dice al citofono: «Quarto piano», fa una pausa e aggiunge: «Non c è ascensore». Il quarto piano corrisponde al tetto. Sono settanta scalini ripidi di una stretta scala a chiocciola. Quando arrivo, Veneziani è sulla porta con un bel sorriso da impunito. Mi invita a entrare, addita la scaletta interna e dice: «Ancora uno sforzo, poi siamo in salotto». Mi inerpico e entro in una magnifica stanza con una vetrata sui tetti di Roma. «Il tempo è stupendo. Facciamo l intervista in terrazzo», propone Marcello e mi indica un altra scala per accedere al lastrico solare. La terrazza è da film. Davanti una cupola barocca chesembraunatortadaaddentare, dalla strada sale il brusio di Campo de Fiori, sul tetto una gabbianella cova le uova sotto l occhio del consorte pigramente steso tra le tegole. Il terrazzo è parte in ombra, parte al sole che picchia. Veneziani, perseguendo nella sua strategia di annichilimento, opta per sederci sotto i dardi di Apollo. Lui - fa parte del piano - si è attrezzato per resistere. Innanzitutto,è stra allenato perché è qui che normalmente lavora e infatti è abbronzatissimo. Inoltre, ha dei sofisticati occhialini antisole, tondi a lenti blu, che gli nascondono gli occhi dandomi la sensazione, accentuata dai baffetti, di avere di fronte Zorro con la maschera. Ma ha sbagliato i calcoli: io sto benone, ringalluzzito dalle scale, rinvigorito dal sole, pronto alla pugna. Ovvio cominciare dalla sua uscita dal Giornale col quale collaborava da anni con successo. Da due mesi, d accordo con la direzione, non scrive più anche se ilcontratto scadrà in agosto. «Negli ultimi tempi» spiega, «alcuni articoli venivano respinti senza spiegazioni». «Hai detto che ti hanno fatto fuori perché non sei cortigiano», dico. «Con l ultimo Berlusconi, prigioniero della Pascale e collaboratrici certi articoli non potevano essere scritti. In passato, invece, avevo fatto critiche che erano state tollerate. In questa fase finale, Berlusconi si è incattivito e si usa spesso a sproposito la parola tradimento.puoi dirlo a uno che è stato berlusconiano e che si è avvantaggiato con cariche. Non a me che berlusconiano non sono mai stato - senza però essere contro - e che non ho avuto prebende». «Come ti hanno fatto capire che non eri gradito?». «L amministratore mi ha chiesto di andarmene, accampando lo stato di crisi del giornale. Sappiamo tutti, però, che è il direttore a decidere». «Hai avuto un faccia a faccia con Alessandro Sallusti?». «Sì. Ha mostrato dolore e stupore quando gli ho detto dell amministratore. Ha dato la colpa a Renziper la legge che permette il prepensionamento di chiabbia almeno 58 anni(veneziani ne ha 60, ndr). Penso che il siluramento sia stato deciso dall editore, Paolo Berlusconi, o nei suoi paraggi. Toccava però a Sallusti deciderechièstrategicoechino nel Giornale». «I tuoi lettori hanno reagito?», domando. «Valanghe di attestati. Molti hanno scritto al Giornale minacciando di non comprarlo più». «Ma i giochi erano fatti», osservo. «È stato un errore strategico. Meglio una voce dissonante che dà autorevolezza che non la logica del meno siamo, meglio stiamo chestaportando al disastro anche Berlusconi e Fi». «Leggi ancora il Giornale?», chiedo. «Ho smesso. Non per ritorsione ma per scarso interesse. Leggo il Corsera.Madasoloèinsufficiente e consulto anche Libero, Il Tempo e la Repubblica». Ci alziamo per sgranchirci e Marcello racconta che è in partenza con la sua compagna per Talamone dove trascorrono sempre sette mesi tra sole, mare e scogli, per tornare a Roma in autunno. «Sei già tanto bruno che alla fine ticadrà la pelle», dico. «Una muta come per la serpe», sorride. Cosa non ti piace nel tramonto berlusconico? Emilio Fede [Olycom] INTELLETTUALE DI DESTRA L ex direttore voleva 8,5 milioni Mediaset vince il processo Fede pagherà 10mila euro Risarcimento negato e spese processuali da pagare. Finisce con una sconfitta questa avventura giudiziaria per Emilio Fede, che aveva chiesto a Mediaset la bellezza di 8,5 milioni di euro di risarcimento dopo essere stato rimosso dalla direzione del Tg4.In particolare, il giornalista pretendeva che parte della cifra (5 milioni) gli venisse riconosciutaperdannimoralieper le«modalità brutali» utilizzate nei suoi confronti. Il tribunale del lavoro ha invece stabilito che Emilio Fede non solo non ha diritto all indennizzo milionario, ma che dovrà pagare le spese legali, quantificate in 10mila euro. Pochi giorni fa, commentando il processo, il giornalista aveva promesso: «Dichiaro pubblicamente che parte del risarcimento ottenuto sarebbe destinato a una famiglia bisognosa di Napoli. Una famiglia senza tetto». L ex direttore aveva anche smentito la maxi-richiesta da 8,5 milioni.quello che è certo,è che il tribunale gli ha dato torto. Sopra, Marcello Veneziani: è nato a Bisceglie il 17 febbraio Giornalista e scrittore, laureato in Filosofia e tra gli intellettuali di riferimento della destra, dal 2004 al 2009 ha scritto anche per «Libero». Tra le altre cose, è stato membro del cda Rai e di Cinecittà. A sinistra, Silvio Berlusconi [Ansa] «La pascalizzazione. Una deriva anarcoide che mette in gioco la famiglia e flirta coi trans. Berlusconi ha smesso di fare politica da quando è stato ingiustamente defenestrato da premier». E invece di politica che fa? «Si muove per fatti personali. Sostiene governi che poi abbandona. Stringe il Patto del Nazareno e lo ripudia. Nelpartito seleziona gliuomini alla rovescia. Via i degni - gliene saranno rimasti due, tre, tra cui l ottimo Brunetta - esicircondadinanieballerine». Che può ancora dare il Cav? «Poteva puntare a un uscita più maestosa invece di arroccarsi nella difesa patrimoniale del partito. Il minimo era fare una rosa di successori. Oggi, il suo rimanere in campo è un inutile resistenza poiché passerà comunque alla Storia, tra i sette, otto dell era repubblicana che hanno contato». Voterai Matteo Salvini? «No, per ragioni geo etniche: sono inguaribilmente meridionale (pugliese, ndr). Anche se Salviniha temicondivisibili. Però, non mi fido del suo improvviso passaggio dalla Padania all Italia». Chi voti allora? «Trovo in Giorgia Meloni qualcosa di più familiare. Ma l alternativa che mi tenta di più, è il non voto». Il politico che più incarna la tua idea di destra? «Un puzzle di varie figure. De Gaulle, anche se non gli perdono la condanna a morte di Robert Brasillach (fucilato nel 1945 come collaborazionista, ndr). Ragazzo, miriconoscevo in Giorgio Almirante. Mi appassionò il progetto di Pino Rauti di sfondare a sinistra. Poi, mi sono ritirato in clandestinità e da lì ho visto Bettino Craxi come il migliore politico degli ultimi trent anni». «Io sono rappresentativo di un area di opinione», hai detto di te. Una vanitosa autoinvestitura? (ride). «Ricevo centinaia di messaggi in cui mi dicono: Lei difende la mia stessa idea di tradizione italiana. Un segmento di società misegue. Ma io voglio solo lettori. Non fare politica per la quale non ho attitudine». Ti consideri «intellettuale di area», come a sinistra ci sono gli «intellettuali organici»? «Organico è chi ha un ruolo nei partiti. Io ho camminato in solitudine. L unica parentesi politica - consigliere Rai per il centrodestra - è quella di cui sono più pentito. Ho presentato tante proposte, mai accolte. Idee mie, mai portatore di idee altrui. Se organico è chi precede e non chisegue,allora sono organico a una certa area culturale». Di te hai detto: «A destra non mi perdonano di essere un intellettuale, gli intellettuali non mi perdonano di essere di destra». «Ho aggiunto. A sinistra sono settari e leggono solo libri di sinistra. A destra sono più equilibrati e non leggono né libri di destra, né di sinistra». I tuoi spiriti più affini? «A destra, ciascuno pensa di essere caso a parte. Inimmaginabile un partito di intellettuali, come l azionismo a sinistra. Comunque, mi sento vicino a Franco Cardini, Pietrangelo Buttafuoco, Domenico Fisichella.Se poi considero la mia biblioteca ideale, direi Platone, Plotino...». Tutankhamon, Nefertiti... «D accordo. Passo al 900, dopo Nietzsche: Paul Valery, Simone Weil, Julius Evola, sulla cui opera misono laureato, Augusto Del Noce, col quale ho avuto un rapporto personale». La minaccia islamica? «Mi preoccupa unita al nichilismo occidentale. Abbiamo un nemico esterno, che è l Isis. E quello interno: il vergognarci della nostra civiltà e l essere tolleranti con le religioni altrui e intolleranti con la nostra». L Italia condannata per tortura. «Follia. Ci impongono di introdurre il reato di tortura quando già puniamo le violenze e difendiamo i diritti umani. È pleonastico. Noi siamo cialtroni, non aguzzini». Siamo tra i Paesi più corrotti. «Perché da noi,onesto e ladro pari sono. Se il merito non è premiato, tana libera a tutti. Per dirla con Goldoni, se la casa brucia voglio scaldarmi anch io». Il nostro peggior difetto? «La cialtroneria. Prendiamo, Schettino e il pilota Lubitz. Il tedesco estende al mondo la sua disperazione e siuccide trascinando gli altri con sé. L altro affonda la nave e salva se stesso». Ripensando alla nostra storia, qual è la tua Italia? «Credo più alla civiltà italiana, che all Italia come Stato. Dante è il simbolo dell Italia. Non Garibaldi che rappresenta il desiderio dell unità politica». Conclusione? «Siamo forti nell essere civiltà comune. Nello Stato siamo fiacchi».

11 ITALIA Sabato 11 aprile commenta su ::: VERSO LE ELEZIONI In campo una lista civica Asse carabinieri-polizia per prendere Mantova Il sindaco uscente è indagato. Contro di lui si candida un colonnello dell Arma: «Se vinco, l ex questore sarà in ::: segue dalla prima MASSIMO COSTA ::: URNE VICINE LA VITTORIA Nel 2010 Nicola Sodano, candidato del centrodestra, ha vinto il ballottaggio conquistando Mantova. Battuta l uscente Fiorenza Brioni MAXI-OPERAZIONE Nel gennaio di quest anno il sindaco è finito tra gli indagati nella maxi operazione contro la ndrangheta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e Brescia in collaborazione con la Procura di Bologna LE INDAGINI Le indagini hanno riguardato le infiltrazioni della criminalità organizzata nel CentroNord: 46 gli arresti in Lombardia, almeno 7 nel Mantovano (in città e nell hinterland, Curtatone e Borgo Virgilio) e in provincia di Cremona; 117 i fermati in Emilia I CANDIDATI In vista delle elezioni del 31 maggio, si è candidato sindaco l ex comandante dei Carabinieri di Mantova Maurizio Esposito. Con lui è sceso in campo quello che è stato il questore della città fino al 2013: Nino D Aleo ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA (...) sulla poltrona di assessore alla Sicurezza. Il carabiniere e il poliziotto. Uniti per rilanciare la terra dei Gonzaga travolta da un inchiesta sulla ndrangheta che vede indagato anche il primo cittadino uscente di Forza Italia Nicola Sodano. Mantova, e soprattutto i suoi elettori di centrodestra, stavolta potrebbero aggrapparsi alla lista civica fondata dai due servitori dello Stato. Il nome della squadra -«Adesso Mantova», scritto nel simbolo azzurro bianco e rosso - è un invito a dimenticare il passato.«non sarà una giunta di polizia ma di pulizia» la frase ripetuta come un mantra. Il regista dell operazione si chiama Maurizio Esposito, ha 51 anni e fino al settembre 2011 era comandante dei Carabinieri di Mantova: poi, dopo un periodo a Catanzaro, oggi è diventato Capo di Stato maggiore della divisione unità mobile dei carabinieri con sede a Roma. «Ma Mantova è la mia città, dove conservo tuttora la residenza. Il mio non è un ritorno». La politica, passione coltivata da sempre, ora potrebbe diventare il suo nuovo mestiere a tempo pieno per i prossimi cinque anni.«lavoro per la legalità e la sicurezza deicittadinida 32 anni» dice,«altri invece su questo fronte si devono improvvisare». Non è un caso se il primo amico che Esposito ha voluto al suo fianco è Nino D Aleo, che a Mantova è stato questore fino al settembre 2013 e ha lavorato fianco a fianco con l attuale candidato sindaco. D Aleo, oggi in pensione dopo una lunga carriera che l ha visto anche capo della Squadra Mobile di Verona, ci ha messo un secondo ad accettare: «Daremo continuità al nostro impegno istituzionale condotto fianco a fianco per tanti anni» spiega. «La città deve diventare un baluardo di sicurezza, ma la presenza delle divise deve essere sempre discreta. Oggi la microcriminalità è un problema sentito da tutti i cittadini». Il rapporto tra i due protagonisti affonda le radici anche nelle loro storie familiari. Il poliziotto Nino D Aleo ha un legame strettissimo con l Arma: il fratello Mario, nel 1983, venne assassinato dalla mafia a Monreale dove era stato inviato come comandante dei carabinieri successore di Emanuele Basile, anch egli ucciso da Cosa Nostra tre anni prima. «Mio figlio aveva 4 anni quando morì Mario» racconta l assessore alla Sicurezza in pectore, «oggi è capitano dicompagnia dei carabinieri di Vimercate». Una storia di divise che approda in politica, raccogliendo già simpatie tra associazioni di categoria e gruppi tradizionalmente vicini al centrodestra. Ilcolonnello Esposito non nasconde i contatti in atto con la Lega per un eventuale appoggio del Carroccio alla sua lista, ma rivendica l indipendenza dagli schieramenti tradizionali: «La nostra formazione è trasversale e si rivolge ai due terzi degli elettori che sono nauseati dai partiti e non vanno più a votare. I nostri candidati non hanno tessere, qui non ci sono politici che vogliono rifarsi una verginità». Il primo punto del programma, dopo lo choc dell inchiesta sui presunti legami tra criminalità organizzata e giunta uscente, è obbligato: la legalità. «Con noi non ci saranno inciuci sugli appalti, i cittadini possono stare tranquilli. Poi introdurremo dei distaccamenti di polizia locale in tuttii quartieri.manderemo in strada più agentidinotte, dando dignità e tutele alla municipale». Dove c è legalità, sostiene Esposito, «la gente investe e produce. Il nostro territorio deve rilanciarsi anche dal punto di vista economico». I progettiin campo perilcapoluogo lombardo da 50mila abitanti sono tanti: dallo sviluppo delle biotecnologie al potenziamento dell offerta turistica (Mantova è patrimo- Mentre gli azzurri cambiano la sede romana Ufficiale in Puglia: Fitto scarica Fi Ma il Cav arruola Noi con Salvini Lo sgambetto di Raffaele Fitto a Silvio Berlusconi è andato a buon fine: il centrodestra ha espulso Forza Italia in Puglia, ilpartito e la fronda sisfideranno direttamente dentro le urne. Il distacco del candidato scelto dal Cavaliere ma che ha rifutato all ultimo l apparentamento con Forza Italia è arrivato ieri, seppure ampiamente atteso. L oncologo Francesco Schittulli, infatti, ha presentato la sua candidatura ein quella sede sancito lo strappo:«forza Italia si è autoesclusa. Io ho posto delle condizioni e Raffaele Fitto le ha accettate e farà una sua lista: Fi non lo ha fatto». La coalizione che lo sosterrà nella sua (difficile) corsa contro ilcandidato Pd Michele Emiliano conterrà dunque Ncd, Fdi, una lista civica e, invece della bandierina di Fi, un listone che risponde direttamente all ex ministro degli Affari regionali. «Da oggi non è più ilnostro candidato», ha confermato il coordinatore regionale forzista in Puglia, Luigi Vitali. «Schittulli è riuscito dove nessun altro era riuscito: ha spaccato il centrodestra e invece di essere il candidato della coalizione è il candidato di Fitto», ha affondato Vitali. Gli azzurri dovranno correre ai ripari e presentare una loro lista: il Cavaliere vorrebbe che il candidato fosse proprio il coordinatore regionale,ma ci sarebbe un pressing anche su Adriana Poli Bortone. Berlusconi ha chiesto al leader della Lega Matteo Salvini, che già sta consultando per chiudere su Marche e Toscana, di presentare pure lì una lista Noi per Salvini e il Carroccio sarebbe disponibile a farlo. Il mosaico delle Regionali è quasi concluso. Nelle Marche, che secondo i sondaggi potrebbero essere la sorpresa di queste elezioni, i forzisti sosterranno l uscente Gian Mario Spacca, eletto in passato col Pd, stavolta in corsa con una lista civica, il graffio UOMINI DI LEGGE E SFIDA ELETTORALE A sx, il colonnello dell Arma Maurizio Esposito: si candida sindaco e promette un assessorato per l ex questore, D Aleo (sopra) nio dell Unesco dal 2008), dal welfare al sostegno alle imprese locali. Ma secondo tutti gli osservatori la partita, contro un centrosinistra quantomai agguerrito, si giocherà sulla legalità. I lumbard, in trattative con Forza Italia per definire i candidati in tutti i Comuni lombardi al voto, non hanno ancora sciolto le riserve. «Se la Lega o altri partiti condivideranno il nostro programma e decideranno di appoggiarci, bene» chiude il colonnello Esposito,«altrimenti andiamo avanti per la nostra strada». Le preoccupazioni di Passera Un incontro urgente con il premier e con il ministro Boschi, per chiedere di sospendere l esame alla Camera dell Italicum. È la richiesta avanzata da Corrado Passera in una lettera aperta pubblicata dal Foglio. «Apritevi all ascolto», scrive il presidente di Italia Unica, «e consentitemi di illustrarvi l appello già inviato a tutti i parlamentari in cui esprimiamo grandissima preoccupazione». Se lo può consolare, gli italiani erano molto preoccupati pure quando Passera era al governo con Monti. IN TUTTA ITALIA Carroccio in piazza «Chiediamo tutti asilo politico» Più di mille gazebo in tutta Italia per «chiedere asilo» e ottenere i 35 euro a testa che lo Stato garantisce ogni giorno agli stranieri che fanno domanda. È l iniziativa che la Lega Nord ha organizzato per oggi e domani. Ai banchetti del Carroccio si potranno compilare dei moduli ad hoc per rinunciare simbolicamente alla cittadinanza italiana. «Ci aspettiamo alcune centinaia di migliaia di connazionali in difficoltà che rinuncino alla cittadinanza e compilino il modulo per chiedere lo status di rifugiato politico e per avere accesso ai mille euro che lo Stato dà ogni mese a ciascun rifugiato», ha spiegato Matteo Salvini che oggi sarà in Veneto toccando le province di Verona, Venezia, Rovigo, Padova e Vicenza. Domani il leader lumbard sarà ad alcuni gazebo tra la sua Milano e la Liguria. Per info: www. chiedoasilo.org Francesco Schittulli è un oncologo con un passato da Presidente della Provincia. Correrà con Fdi, Ncd e una lista di fittiani, senza azzurri [Fotogramma] considerato il favorito. Restano alcune incognite sulla Campania. Ncd e Udc sono divise sul sostegno a Stefano Caldoro, ma i forzisti sono sicuri di poter contare - in caso dirottura -di un impegno della capogruppo uscente a Montecitorio del partito di Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, che tutti aspettano «a braccia aperte». Berlusconi, che è rimasto a Villa Certosa tutta la settimana e ripartirà questa sera per Arcore,siè detto molto «deluso» per quanto accaduto in Puglia, ma, allo stesso tempo, dice di non avere «nulla da rimproverarsi» e di essersi mosso «sempre con generosità». Su una cosa il Cavaliere sembra irremovibile, nonostante le pressioni dei falchi azzurri: l ex ministro e leader dei ribelli si è messo «fuori», ha deciso di correre «contro il suo partito», eppure lui non avvierà alcuna procedura di censura, nè chiederà il deferimento ai probiviri o l espulsione. La mossa ha un senso politico chiaro: evitare che i fittiani rompano anche in Veneto e in Liguria, condannando al cappotto il centrodestra. Il redde rationem con Fitto e con gli altri ribelli sarà più avanti, molto dopo le Regionali, ma alle prossime Politiche. Lo lascia intuire anche Giovanni Toti, candidato presidente della Liguria, quando dice di vedere «una grande voglia di farsi del male da soli per fare un ultimo giro sulla giostra, senza rendersi conto che così si rischia che tutto il lunapark chiuda». Se il Cavaliere cercherà di girare molto per fare comizi, la campagna di Fi parte con un altro handicap: sarà la prima low cost della sua storia. Per ovviare al buco nei bilanci, l ex premier avrebbe dato il via libera a rescindere il contratto di affitto della sontuosa sede di piazza San Lorenzo in Lucina. A confermarlo è ancora Toti: «Non ci troverei nulla di male se avessimo una sede più sobria e fuori mano, sarebbe un bel segnale».

12 12 Sabato 11 aprile commenta su ::: SFASCIO CAPITALE ITALIA LA CASSAZIONE RIGETTA I RICORSI Buzzi e soci: confermata l associazione mafiosa Col rigetto dei principali ricorsi presentati dagli indagati nell inchiesta su mafia Capitale, resta in piedi l impianto accusatorio delineato dalla Procura di Roma. I giudici della sesta sezione penale della Cassazione, presieduti da Antonio Agrò, hanno condiviso la decisione dei pm romani di contestare ad alcuni degli indagati il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.in particolare, la sesta Sezione penale ha convalidato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Buzzi (in foto); Luca Odevaine, ex capo della Polizia provinciale di Roma e Franco Panzironi, ex ad dell Ama. Tutti e tre restano, dunque, in carcere. [Ansa] Gli affari della Cpl Coop, Simone vuota il sacco sulle tangenti Davanti ai pm ammette: «Per i pagamenti in nero spostavamo 45mila euro a volta dalla Tunisia» ::: GIACOMO AMADORI Il «sistema» della cooperativa rossa Cpl Concordia sta franando. Sotto i colpi delle dichiarazioni dell'ex responsabile delle relazioni istituzionali Francesco Simone. Nell'interrogatorio del3 aprile scorso, dove è sembrato molto provato («mi vergogno... mi mancano le mie bambine») ha ammesso che ildenaro in contante portato da lui stesso dalla Tunisia in Italia serviva ai vertici della cooperativa per «pagamenti in nero».«miassumo tutte le responsabilità delle cose fatte, contestate» ha detto agli inquirenti. Il pm napoletano Henry John Woodcock durante l'interrogatorio gli svela l'esistenza di un altro «pentito», Maurizio Rinaldi, presidente del cda di Cpl distribuzione: «Il signor Maurizio Rinaldi ha ammesso pacificamente questo sistema di fatturazione, di questi soldi che rientravano in Italia e che occorrevano alla Cpl, diciamo pure a Casari (il presidente della cooperativa, ndr) per delle spese, diciamo così, da fare in nero». A questo punto Simone si scioglie: «Voglio anch'io ammettere pacificamente» e riferiscecome Casarie Rinaldi gliabbiano chiesto la disponibilità a sottoscrivere un contratto «particolare» tra Cpl e «Tunita», la società tunisina che Simone aveva aperto agli inizi della sua collaborazione con la coop modenese. Gli fecero firmare «un contratto da 180 mila euro l'anno in 4 rate da 45, dicendo che avevano delle necessità di liquidità, diciamo, non ufficiali. Loro mi garantivano in questa operazione, diciamo così,un riconoscimento per le spese che era il 15% e quindi su 45 mila euro gli dovevo riportare euro e tenermi la differenza. Mi hanno pagato tre rateda45 mila euro».simone nel verbale racconta come abbia consegnato una volta « euro in contanti nelle mani di Rinaldi a Monza, durante una gara» e poi altri 25 mila a Casari a Roma, negli uffici della Cpl Concordia, e a Nicola Verrini, responsabile commerciale di area («Addirittura andai a prelevare 5 mila euro dal mio conto corrente per arrivare alla somma»).a questo punto il pm domanda: «Ma Casari le ha mai detto a che cosa gli servivano?». Simone: «Diceva per dei pagamenti in nero». L'unico dei protagonisti citati che resta arroccato sulla sua posizione è l'ex presidente Roberto Casari, l'uomo che con la sua confessione potrebbe far crollare un pezzo di quel mondo che fa riferimento al sistema delle coop rosse e ai reduci del Pci. Ma Casari, difeso dall'avvocato Luigi Chiappero, sembra ispirarsia Primo Greganti e resiste rinchiuso nelcarcere di Poggioreale. Anche perché ilsuo legale ha spiegato ai giornalisti che era preaparato al precipitare degli eventi. Tanto da aver messo da parte una busta con sopra scritto «Baffo» contenente euro. Ma i magistrati non glicredono e sospettano che quella provvista potesse essere riservata magari a qualche politico. Nel suo interrogatorio Casari si è limitato a giustificare l'acquisto del vino (2.200 bottiglie) e del libro (500 copie) di Massimo D'Alema. I magistrati gli chiedono se sia stato l'ex premier a chiedergli di comprare ilprezioso nettare e Casari quasi si offende: «No, lui mi ha detto,ho venduto la barca, ho preso una cantina, se ne occupa mia moglie e faccio vino, speriamo sia buono, provalo! L'ho provato mi è piaciuto e ho detto: prendiamo il vino da metterenelpacco dinatale».difronte a tanta versione, i pm hanno domandato a Casari da quanto tempo conosca D Alema: «Beh, insomma, è stato comunista, però devo dire da quando è venuto in Cpl». E il libro Non solo euro? PerSimone, venne acquistato come «captatio benevolentiae», ma Casari puntualizza che la coop comprava i libri di tutti i politici che passavano in Cpl: «A chi li avevascritti,liabbiamopresi.noi siamo in (dipendenti ndr), io ho un albergo, glieli metto sul comodino, come la Bibbia». Ora a Casari non resta che pregare. Le ombre del G8 sul Campidoglio Il caso Sabella fa tremare Marino Fra Pd e Sel tensione alle stelle dopo la nomina dell ex responsabile di Bolzaneto ::: BRUNELLA BOLLOLI ROMA C è grossa crisi ai piani alti del Campidoglio. Nientemeno che uno scontro aperto tra il sindaco Ignazio Marino del Pd e il suo vice, Luigi Nieri, di Sel. Il primo vuole cacciare il secondo,che ha anche la delega sul personale e ha fatto infuriare i dipendenti comunali (circa ) per via del nuovo contratto decentrato su cui ben 44 senatori hanno scritto un interrogazione ai ministri Poletti e Madia. I rapporti tra i due, sindaco e vice, sono freddi da mesi, ma è il caso Sabella, cioè il durissimo affondo dell esponente di Sel, Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio, contro l assessore alla Legalità di Marino, aldap durante il G8 di Genova, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Siamo al «Che fai, mi cacci?», di finiana memoria, che Nieri avrebbe pronunciato al cospetto del sindaco al culmine dell ennesimo CARABINIERI A MODENA Rapporti coi casalesi: perquisita la sede L'inchiesta sulle presunte collusioni tra Cpl Concordia e criminalità organizzata casalese decolla: giovedì i carabinieri hanno bussato alla sede della coop modenese a Concordia ed hanno eseguito una perquisizione, sembra molto mirata. L'ha disposta il pm antimafia Cesare Sirignano, al quale è assegnato un fascicolo sui rapporti opachi tra la società e la camorra nell'ambito della metanizzazione dell' agro aversano avvenuta nello scorso decennio. faccia a faccia. Le conseguenze della rottura sarebbero letali per la giunta. Se a Nieri venisse tolta la delega, i quattro esponenti di Sel in consiglio comunale non starebbero certo a guardare o, almeno, non tutti. Crisi di maggioranza piena, come ammettono gli stessi dem, che per tutta la giornata hanno fatto i conti, pensando soprattutto a come trattenere la sinistra in fuga: «Senza Sel avremmo una maggioranza risicata». «È Marino che ci sta cacciando, le sue reazioni sono scomposte. Noi chiediamo chiarezza sul G8», ha detto il capogruppo di Sel Gianluca Peciola. Vero è che il bilancio è stato approvato e parecchi dossier scottanti, in un modo o nell altro, sono passati. Ma in Campidoglio volano gli stracci e, ancora una volta, i maggiori siluri contro il sindaco Marino vengono dalla sua stessa coalizione,con ilcapogruppo di maggioranza,fabrizio Panecaldo, impegnato nell arte di cucire gli strappi. Smeriglio ha attaccato l ex giudice Alfonso Sabella durante il G8 di Genova del luglio 2001 fu a capo del servizio ispettivo del Dap ed era responsabile delle carceri provvisoriedibolzanetoesan Giuliano [Ansa] Sabella: «Quali apparati dello Stato, quale personalità politica voleva ilmorto a Genova? Chi la voleva incastrare e perché?». Il riferimento è ai fatti del 2001 all intervista rilasciata dall assessore a Repubblica: «Io vittima di una regia». Sabella era capo dell ufficio ispettorato del Dap dunque responsabile delcarcere dibolzaneto dove sisono verificati i pestaggi che la Corte di Strasburgo ha appena definito «torture». Il magistrato fu indagato, poi la sua posizione venne stralciata e infine archiviata. Ora spera in un nuovo processo «per cancellare questa macchia». Smeriglio e gli altri di Sel, sempre in prima linea con i manifestanti digenova, si devono essere accorti adesso della contraddizione di governare Roma CORRUZIONE Arrestata ex giunta nel Comune di Al Bano Carrisi Un blitz dei carabinieri del comando provinciale di Brindisi, a chiusura dell inchiesta «Do ut des», ha portato in carcere gli ex amministratori del Comune di Cellino San Marco e ai domiciliari altre persone coinvolte nelle indagini. Tra i destinatari della misura emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica ci sono l ex sindaco Francesco Cascione, 42 anni,che al momento di avvio delle indagini, a dicembre del 2012, era già sotto l attenzione degli investigatori per aver partecipato al funerale di un mafioso,e altri ex componenti della sua giunta: Omero Molendini Macchitella, 58, (quest ultimo nell autunno del 2013 venne picchiato e derubato), Gianfranco Quarta, 58, Gabriele Elia, 32, vicecommissario provinciale di Forza Italia, Gianfranco Pezzuto, 37, oltre a un geometra comunale Ionni Pagano, 49. Per otto indagati è stata prevista la misura della custodia in carcere; gli altri sei agli arresti domiciliari. Tre persone non sono state ancora rintracciate. La località del Brindisino è nota anche per essere il luogo natale del celebre cantante Al Bano Carrisi, che tuttora vi risiede. con chi, all epoca, «stava dall altra parte». I paladini delle occupazioni contro i sostenitori della legalità. I centri sociali contro la polizia «torturatrice». Così è partito l attacco al giudice, sebbene poi Smeriglio sia stato costretto, anche dal presidente Zingaretti, a una vistosa retromarcia. Ma dentro Sel c è un fronte ostile allo stesso Nieri, che i rumors danno sempre più in bilico. Specie dopo l interrogazione presentata da Andrea Augello (Ap) e firmata da vari senatori Pd e M5S sul contratto dei dipendenti comunali.marino ha tuonato: «Chiè contro Sabella sta con la mafia». In serata, Nieri ha elogiato l assessore: «Siamo al suo fianco», ha assicurato. E lui, per ora, resta al suo posto.

13 ITALIA Sabato 11 aprile commenta su ::: DISORDINE PUBBLICO Emilia Romagna: un business da 20 milioni in 3 anni Oltre un milione per dare lavoro a 6 immigrati Dei 215 extracomunitari da integrare solo una manciata ha un impiego. A Bologna appena un terzo va agli stranieri, il resto alle ::: segue dalla prima ALESSIA PEDRIELLI (...) dedicato all inserimento sociale dei richiedenti asilo che rientrano nei programmi di protezione internazionale. Esattamente si trattava di integrare 215 extracomunitari nella realtà bolognese, trovando loro casa e lavoro nel girodiunanno.a disposizione c erano 1 milione 328mila euro (tra i fondi stanziati dallo Stato e l integrazione a carico del Comune) e tutta la rete sociale che conta. Eppure, dei 215 stranieri passatiper il progetto, soltanto 30 hanno avviato un tirocinio formativo, solo 6 lo hanno trasformato in un (non si sa quale) contratto di lavoro e una cinquantina ha trovato una cosiddetta «sistemazione autonoma». Compresi,però,ilettimessia disposizione dei parenti. Insomma un bel progetto di assistenzialismo puro che, solo in Emilia Romagna, nel triennio costerà più di 20 milioni di euro. Eppure, questo ennesimo fallimento delle politiche assistenziali, fa talmente gola che, da Nord a Sud, gli stessi Comuni che piangono miseria per i tagli deldef sgomitano per accaparrarsi«il fardello» di quanti più immigrati possibili. La spiegazione è nella parolina magica: cooperative rosse. Sono loro infatti, dalle più note alle più improvvisate, a gestire i servizi dello Sprar,una sorta di Mare Nostrum in tono minore, istituito nel2001 dalministero dell Interno. In Emilia Romagna, oltre a Bologna partecipano allo Sprar anche Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Fidenza, Forlì, Rimini e Ravenna. A ogni Comune, sulla base di un progetto che viene poi appaltato alle coop, lo Statoassegnauntotdifondi. Di questi, però, soltanto un terzo serve a coprire le spese vive per gli immigrati, tutto il resto alimenta i circuiti economici di chi transita nell orbita delle cooperative che gestiscono i servizi. A parlaresono idati:ilrendiconto delcomune di Bologna del 2013 (ultimo disponibile) spiega che su 651mila euro di trasferimenti, solo 147mila sono stati impiegati per le spese personali degli assistiti (vitto, medicinali e pocket money), altri 100mila sono serviti a pagare l affitto dei locali che li hanno accolti, mentre circa i due terzi del totale è finito, direttamente o indirettamente, nel circuito dei servizi gestiti dalle coop. Precisamente il personale è costato, in stipendi la bellezza di 228mila euro, 25 mila hanno finanziato corsi e consulenze, altri 100mila sono andati in generiche spese per l integrazione(tra cuiancheitirociniformativi) e poi i costi per l acquisto di pc, telefonate per il personale e consumo di carburante. Quello di Bologna è solo un esempio, ma gli altri Comunicerto non sono da meno. Modena affida tutto il pacchetto migrazione al Consorzio di Solidarietà sociale (per il 2014 ha ottenuto dal Ministero 560mila euro) che ha investito ben 45mila euro nell incarico affidato al cooperante che, per 18 mesi, coordinerà il progetto. C è da dire,però, che a chi si occupa di migranti la fantasia certo non manca. Tra le attività per la socializzazione compaiono corsi di ogni genere, gestiti il più delle volte dalle stesse cooperative. Da quelli di fotografia avviati nel Comune di Parma, che in queste settimane ha pensato pure di affidare gli immigrati alle famiglie disponibili a fronte di un contributo in denaro, fino alle coop direggio Emilia, che durante la giornata del rifugiato hanno proposto ai migranti la «Camminata sul sentiero partigiano delle donne». Ma per socializzare tutto fa brodo: ed ecco a Rimini 40 immigrati sono stati iscritti al laboratorio di stampa calcografica, mentre a Forlì hanno partecipato al corso di teatro intuitivo. Bologna, comunque, si è dimostrata la più attenta anche agli aspetti comunicativi investendo in un solo anno, più di 13mila euro nella campagna Bologna Cares: un convegno,una mostra e una pagina Facebook tra le più care in circolazione. Ovviamente, tutti curati dalle coop. L allarme della Lega Riforma Terzo Settore: coperture a rischio Servizio sociale aperto anche agli stranieri ::: ROMA Undici articoli, quasi un anno di discussione in commissione, ma alla fine la riforma del Terzo settore, annunciata in pompa magna da Matteo Renzi nel 2014, arriva al traguardo. Giovedì la Camera ha approvato, con 297 voti favorevoli, 121 contrari e 50 astensioni, la legge delega incaricata di disciplinare il volontariato, l impresa sociale e il servizio civile. Hanno votato contro Lega, Sel e M5S. Astenuta Forza Italia. Adesso il testo passa all esame del Senato. «L iter sarà completato entro l estate per poi passare, finalmente, alla stesura dei decreti delegati», assicura il sottosegretario al Lavoro, LuigiBobba, che parla di«svolta culturale». Il Pd, per bocca del reletore al provvedimento, la deputata Donata Lenzi, esulta: «Abbiamo organizzato un settore che era frammentato in tante legislazioni diverse». Per la maggioranza, il fiore all occhiello è l istituzione del registro unico per gli entidel Terzo settore, che sarà istituito presso il ministero del Lavoro. Nella delega è prevista anche la regolamentazione dei criteri per l ottenimento degli sgravi fiscali e delle donazioni tramite l 8 per mille. Al di là dei proclami, però, resta ora il dubbio sulle coperture economiche. Dubbio avanzato anche da alcuni componenti della Commissione Affari Sociali, Edoardo Patriarca (Pd) su tutti. Uno dei tasselli principali della riforma, infatti, è il riordino del servizio civile, rivolto ai ragazzi dai 18 ai 28 anni, inclusi i cittadini stranieri da lungo tempo residenti in Italia. Per la Lega, che ha tentato invano di cancellare la norma, sitratta di un cavallo di troia che rischia di svendere il Terzo settore agli immigrati. Fatto sta che ognuno degli«arruolati» riceverà poco più di 400 euro al mese. «Il nostro obiettivo è arrivare a 100mila ragazzi nel 2007», ha detto Lenzi. Adesso sono circa 50mila. Il periodo di trattenimento va un minimo diotto a un massimo di dodici mesi. E il servizio potrà essere Il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, sta lavorando all elaborazione delle linee guida della Riforma del Terzo Settore [Fotogramma] svolto anche all estero. Tra le note negative della riforma c è anche l assenza di un organismo di controllo. L Agenzia per il Terzo settore, soppressa dal governo Monti, non è stata ricostituita. E questo nonostante gli avvertimenti di Raffaele Cantone, presidente dell Autorità anticorruzione, che nei giorni scorsi ha lanciato l allarme sulle possibili «nuove inchieste riguardanti il mondo del sociale». La Lega contesta anche l istituzione del registro unico del non profit: «Assegna a Roma il monopolio del giudizio su enti e associazioni che operano per lo più a livello territoriale». T.M.

14 14 Sabato 11 aprile commenta su ESTERI La rivelazione di «Le Monde» Marine fa la fine di Sarkozy Nei guai per fondi illeciti La leader del Front national avrebbe pagato, attraverso una società esterna, due stretti collaboratori. E papà Le Pen rincara la dose: ormai fa parte del sistema ::: MAURO ZANON PARIGI Sono sempre loro: Gérard Davete Fabrice Lhomme. I due segugi di Le Monde, incensati del beau monde parigino come paladini del giornalismo indipendente, di cui però il settimanale Valeurs Actuelles denunciò, qualche mese fa, l eccessiva prossimità col ministero della Giustizia, nonché la stranezza delle loro frequenti visite al Polo finanziario. I due giornalisti investigativi all origine dei più grandi scoop giudiziari degli ultimi anniassieme aicolleghi dimédiapart, che alla stregua del sito d inchieste di Edwy Plenel si sono specializzati nell antisarkoyzsmo militante e negli ultimi quattro anni, da quando cioé il Front national ha assunto un ruolo centrale nella politica francese, anche nell antilepenismo. È firmato da loro, guarda un po, il pezzo che mette ulteriormente nei guai Marine Le Pen e il suo Front, in un momento in cui il padre, Jean-Marie, la accusa di «voler distruggere il partito» e promette di «difendersi ma anche attaccare la figlia», mantenendo la sua candidatura come capolista del Fn nella regione Paca (Provenza-Alpi- Costa Azzurra) in vista delle elezioni regionali di dicembre. La leader frontista in compagnia di due astri nascenti del marinismo, David Racheline e Nicolas Bay, è infatti attualmente indagata nel quadro dell affaire dei presunti finanziamenti illeciti ricevuti dal suo partito durante la campagna elettorale per le presidenziali del I due magistrati che si occupano dell affaire dallo scorso anno, Renaud Van Ruymbeke e Aude Buresi, hanno focalizzato ora la loro attenzione sulle presunte assunzioni fittizie di cui Marine Le Pen si sarebbe avvalsa per finanziare illecitamente il suo Front e la sua campagna. Nel dettaglio: attraverso la società di comunicazione Riwal, principale «prestatrice di servizi» del Front national, Marine La leader del Fronte nazionale, Marine Le Pen [LaPresse] avrebbe assunto fittiziamente e con contratti a tempi determinato i suoi due fedelissimi, Racheline e Bay, allora rispettivamente consigliere per la comunicazione e portavoce della campagna elettorale. Il primo, in veste di «responsabile del progetto», avrebbe percepito euro di stipendio più 342 di straordinari, il secondo, in qualità di «ideatore e redattore» ne avrebbe presi euro più altri 952 di bonus.lecifresonocertoirrisorie rispetto ai buchi clamorosi dell Ump di Sarkozy nello scandalo Bygmalion, ma se venisse confermato che Racheline e Bay venivano pagati da una società privata, Riwal appunto, pur lavorando ufficialmente perla campagna di Marine, sarebbero guai seri. L affaire è ancora più spigoloso e imbarazzante per la leader frontista perché c è di mezzo Frédéric Chatillon, proprietario della Riwal anch egli indagato, da mercoledì, per «finanziamento illecito ai partiti». Il partito che secondo i magistrati sarebbe stato finanziato in maniera illecita non è solo il Front national, ma anche Jeanne, il minipartito personale di Marine Le Pen. Mancavano solo igiudiciad aggravare il già intricato psicodramma politico-familiare che coinvolge i Le Pen. Ieri, su Rtl, Jean-Marie haaccusato la figlia di «essersi sottomessa al sistema». «La signora Le Pen sta provocando l'esplosione del Front national», ha tuonato Jean-Marie.«Aveva la possibilità di avere risultati vincenti e si crea da sola un enorme problema con il fondatore del suo partito che, in più, è anche suo padre». Militare accoltellato all aeroporto di Orly Un militare francese è stato accoltellato e ferito leggermente ieri pomeriggio nell aeroporto parigino di Orly da un uomo che è poi fuggito. La notizia è stata diffusa ieri sera da una nota congiunta dei ministri di Interno e Difesa, Bernard Cazeneuve e Jean-Yves Le Drian. Il militare era impegnato nell operazione di pattugliamento anti-terrorismo Vigipirate. L aggressore è ricercato dalla polizia, ma non sono ancora chiare le dinamiche dell accoltellamento. Parigi vende all India altri 36 caccia Rafale L India acquisterà 36 caccia Rafale della compagnia francese Dassault. Lo ha annunciato il primo ministro indiano Narendra Modi, a Parigi in visita ufficiale. La Francia ha appena festeggiato, a febbraio scorso, la firma per la vendita di altri 24 Rafale all Egitto. Le due operazioni hanno una valenza speciale per i francesi in quanto i Rafale sarebbero nati per diventare un caccia europeo. Un progetto dal quale tuttavia poi l Inghilterra si è sfilata. Il Rafale attuale è made in France al 100%. Riforma della scuola in Francia Via le ore di greco e latino La Sorbona contro la ministra ::: SIMONA VERRAZZO Giù le mani da latino e greco: è con questo slogan che anche i docenti e gli studentidella Sorbona, l'università parigina più famosa di Francia e tra le più quotate al mondo, sono scesi in campo, lanciando l allarme sull'ultima riforma scolastica, che porta la firma del ministro dell'istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, e che dovrebbe entrare in vigore nel Pomo della discorsa è iltaglio delle ore di latino e greco all' interno delcurriculum delle scuole superiori: le associazioni di lingue antiche temono che quelle classiche per eccellenza possano scomparire dai piani distudio. A poco è servita la rassicurazione del ministro Vallaud-Belkacem che, durante un audizione all'assemblea nazionale, ha garantito che il loro insegnamento sarà «preservato». Neigiorni scorsi, in un anfiteatro della Sorbona, un centinaio tra studenti, docenti, personalità di spicco della cultura d'oltralpe si è riunito per chiedere di non smantellare le lingue degli antichi. Vallaud-Belkacem [An.] Attualmente illatino e il greco sono insegnamenti opzionali:per il latino due ore a settimana nel V e tre ore nel IV e nel III, mentre il greco tre ore settimanali in III. Secondo il testo della riforma, le opzioni di latino e greco verranno sostituite da otto Insegnamenti pratici interdisciplinari(enseignements pratiques interdisciplinaires, Epi), tra cui Lingue e culture dell'antichità (Langues et cultures de l'antiquité, Lca). È poi previsto quello che i detrattori chiamano «insegnamento di complemento» (un' ora al V, poi due al IV e al III): le associazioni che si sono mobilitate contro la riforma accusano che questa materia sia senza «alcuna dotazione specifica». La protesta contro la riforma, uno dei principalipunti delprogramma politico del presidente François Hollande, evidenzia le divisioni interne alla sinistra francese. Tra i manifestanti spicca Aurélie Filippetti, l'ex ministra della Cultura nonché personalità di primo piano della gauche ribelle che ha abbandonato l'inquilino dell'eliseo.

15 ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK La Cuba comunista non è più uno stato «sponsor delterrorismo». O almeno così pensa Obama, che sta per cancellare il regime castrista dalla lista nera tenuta dal governo americano. L annuncio della decisione della Casa Bianca è atteso già nelfinesettimana,datocheil Dipartimento di Stato Usa ha «raccomandato la mossa alpresidente», secondo quanto ha anticipato giovedìun funzionario democratico. Dopo il disgelo di dicembre, quando Obama e Raul Castro annunciarono lo scambio di prigionieri e l avvio delle normalizzazioni diplomatiche tra i due Paesi,è dunque arrivata la primavera di Panama: nel meeting tra tutti i governi delle Americhe, che si tiene ogni tre anni e che si svolge stavolta nello stato centro-americano nel fine settimana, il presi- ESTERI Sabato 11 aprile commenta su dente americano siederà allo stesso tavolo del dittatore, fratello di Fidel. E non ci sarà soltanto l aspetto della formale legittimazione del regime, che dal 1959 tutti i predecessori di Barack avevano negato. Raulha incassato già una vittoria di sostanza con la sua pura presenza, visto che è la prima volta che Cuba è stata ammessa alla riunione: dal suo lancio nel1994, infatti, l appuntamento della Organizzazione degli Stati americani, creata per la promozione della libertà e della crescita dell economia nell Emisfero Occidentale, era aperto ai governi dei Paesi in cui si tengono elezioni (più o meno) democratiche. L Havana era sempre stata esclusa. Gli Usa, che con il Canada erano stati gli unici a voler tenere fuori Cuba nel 2012, per questa edizione hanno invece accettato la partecipazione cubana, una concessione che era evidentemente parte del pacchetto del disgelo di quattro mesi fa. Ma il pezzo forte nel riavvicinamento è la rimozione di Cuba dal club degli amici dei terroristi, che comprende anche Iran, Syria e Sudan. L inserimento dell Havana nella lista nera era avvenuto nel1982,perché i cubani avevano accolto e protetto i ribelli delle formazioni Farc colombiane e i separatisti baschi dell Eta, due organizzazioni riconosciute colpevoli diattentati terroristici. La sua rimozione,tra ipunticentrali dell incontro del segretario di Stato John Kerry con il ministro degli esteri di Cuba Bruno Rodriguez, è un passaggio obbligato per arrivare alripristino dei rapporti diplomatici, con la riapertura delle ambasciate nelle rispettive capitali.chissà se Obama, che ha parlato al telefono con Raulprima divolare in Giamaica, gli avrà anche promesso di togliere subito le sanzioni e di restituire Guantanamo a Il presidente Usa deciso a proseguire sulla strada della riabilitazione della vicina Cuba [Ansa] Dopo l Iran Obama grazia anche Castro Cuba non è più Stato terrorista Il presidente Usa annuncerà questo fine settimana la decisione storica che comunque dovrà passare dal Congresso. Il «Wall Street Journal»: dai Barack, ci sono altre dittature John Kerry e Bruno Rodriguez [Ansa] ::: CARLO PANELLA La Olp ha annunciato che non ha la minima intenzione di intervenire in armi nel campo palestinese di Yarmouk, alla periferia di Damasco, teatro di violenti combattimenti. Abu Mazen, insomma, non intende fare nulla per evitare l'ennesimo massacro di palestinesi a opera di arabi. Una tragedia che per l'ennesima volta non ha nulla a che fare con Israele e mette in luce quella ferocia palestinese e araba che i media occidentali da sempre si rifiutano di vedere. I fatti, dall'inizio: i rifugiati palestinesi di Yarmuk sono trattati da 60 anni come paria dai siriani. Rinchiusi in un ghetto, non hanno diritto di lavorare all'esterno, di avviare un'attività economica, di comprare una casa o un terreno. Vivono dei sussidi dell'onu e delle rimesse dei parenti. Negata rigidamente la cittadinanza siriana. Yarmouk, insomma è una delle «bombe atomiche arabe» (definizione di Nasser) scientificamente organizzate dai vari raìs, che hanno tenuto per decenni i palestinesi nei campiprofughiincondizionidisemi schiavitù, rifiutandosi di integrarli, per usarlicome carne da cannone disperata contro Israele. Yarmuk, inoltre, era ed è la capitale del gruppo palestinese Fplp-Cg, di Ahmed Jibril, da sempre alleato col regime para nazista di Damasco e ferocemente in armicontro la stessa Olp. Avversario di Yasser Arafat, subordinato all'alleanza con i macellai Assad padre e figlio, il Fplp-Cg partecipò persino al massacro arabo del campo palestinese di Tell al Zatar di Beirut nell'agosto del1976, che nessuno ricorda, ma che fu peggio di quello di Sabra e Chatila che invece viene ricordato in Cuba, due altre condizioni per la pace diplomatica pretese dall Havana? Perla formale revoca dell etichetta di terrorista, però, Obama dovrà attendere il tempo previsto dalla procedura Usa: la Casa Bianca prima dovrà presentare un rapporto al Congresso motivando la sua decisione, e i parlamentari avranno 45 giorni per commenti ed eventuali misure d opposizione. Parlando al suo arrivo in Giamaica Barack ha così anticipato l intenzione di promuovere Cuba: «Vogliamo essere sicuri che, trattandosi di uno strumento potente di isolamento deipaesiche genuinamente sostengono il terrorismo, quando facciamo queste designazioni ci sono forti prove. E se le circostanze cambiano, dovrà cambiare anche la lista». «Cuba non ha fatto nulla per guadagnarsi la legittimazione che Obama insiste a dargli», ha ribattuto il senatore del Gop Marco Rubio, di origini cubane e candidato per il «È un grave errore toglierlo dalla lista, ciò rafforzerà il regime nel prendere azioni contro gli interessi americani». Di sicuro c è che il nuovo clima post disgelo è stato una calamità per gli oppositori interni: l Istituto per gli studi cubano-americani dell università di Miami ha documentato l escalation delle detenzioni politiche nel primo trimestre, 178 a gennaio, 492 a febbraio e 610 a marzo. «Ci sono così tanti dittatori, e resta così poco tempo fino al gennaio del 2017», ha commentato sarcasticamente il WallStreetJournal il flirt tra Barack e Cuba, che affianca quello con l Iran. Altro che Israele Olp e arabi, i veri nemici dei palestinesi Abu Mazen si rifiuta di intervenire nel campo di Yarmouk e abbandona i suoi a Isis e In calo nei sondaggi Hillary ha deciso Domani arriva la sua candidatura È arrivata la non notizia. Hillary Clinton si candida per il 2016, e per dirlo al mondo userà twitter, domenica a mezzogiorno secondo una fonte della campagna che ha parlato con i media. Del resto sono tempi moderni, da social network, anche per la 68enne aspirante prima nonna, che sa benissimo come maneggiare Internet: non si era fatta il server privato in villa mentre era Segretario di Stato proprio per tenere, illegalmente segrete, tutte le sue comunicazioni di lavoro e non? Sarà una domenica memorabile per Hillary, tra apparizioni televisive, annunci video e via , e stavolta sarà tutto pubblico, alla luce del sole. Soprattutto una prima sortita in Iowa, stato cruciale perché ospiterà la prima primaria democratica tra un anno circa. Nel 2008 la ex First Lady fu battuta da un esordiente, un tale Barack Obama, ed anche dal senatore John Edwards: una doccia fredda premonitrice del fiasco finale. Se tra i contendenti già annunciati (Martin O - Malley e Jim Web)eancora in panchina (da Joe Biden a Elizabeth Warren), in Iowa nel 2016 Hillary Clinton [Ansa] qualcuno degli sfidanti saprà anche solo innalzarsi dalle minime percentuali dei sondaggi attuali, l inevitabilità di Hillary potrebbe essere ancora messa in dubbio, ringalluzzendo i suoi oppositori interni. Si sa che l anima liberal sempre più estesa dei Dem, iperfinanziata dallo speculatore George Soros, non si fida della Clinton «troppo amica delle banche e di Wall Street» (è un paradosso dei liberal, ma sono fatti così). Vorrebbe un nome alternativo, o almeno una sterzata di linea a sinistra di Hillary. Che è disposta a tutto, ma se deve fare la pasionaria per avere la nomination come la mette poi con il largo pubblico dei moderati e degli indipendenti? Già adesso, nelle prime ipotesi di confronto con i repubblicani, ha visto sciogliersi mese dopo mese ilvantaggio che aveva contro ipapabili del Gop. Da un sondaggio della Quinnipiac University su alcuni stati chiave, uscito ieri, la Clinton è battuta da Rand Paul per 44 a 41 in Colorado e per 43 a 42 in Iowa. E anche Marco Rubio e Mike Huckabee sono davanti a lei in Colorado. occidente solo perché se ne attribuisce - falsamente - la responsabilità a Israele (i macellai furono invece gliarabi cristiani). Da sempre contrario al processo di pace, il Fplp-Cg è responsabile di molti attentati e stragi di leader arabi ed è da sempre il cane da guardia del regime di Damasco. Per questo, quando nel 2012 i ribelli laici siriani della Free Syrian Army tentarono di attestarsi a Yarmouk per meglio attaccare il regime a Damasco, in una fase in cui né l'isis, né al Qaeda erano ancora presenti in Siria, il Fplp-Cg li ha combattuti con ferocia, difendendo il regime siriano. Spopolato e dissanguato dalla guerra civile, Yarmouk è ora sotto attacco dell Isis. I palestinesi che vi muoiono a centinaia di fame, freddo, sete e colpi di armi da fuoco sono vittime della ferocia contrapposta di due eserciti arabi. Come sempre. Come nel 1970 nel Settembre Nero di Amman ( palestinesi uccisi da arabi). Con un di più: la dissidenza palestinese di sinistra che comprende oltre al Fplp-Cg anche il Fdlp e altre organizzazioni, che spesso hanno ucciso alti esponenti della Olp, è asservita ai peggiori regimi arabi (ieri Saddam Hussein, oggi Beshar al Assad). Abu Mazen rifiuta quindi di mandare i suoi uomini a combattere a fianco dei palestinesi di Yarmuk e dell'esercito siriano contro l'isis, perché è convinto, a ragione, che l'uno e l'altro siequivalgano e che comunque, se potessero,ucciderebbero lui e tutta la dirigenza palestinese moderata. Yarmouk, insomma, fa emergere il lato oscuro, sanguinario, demente, della vicenda palestinese, che ha sempre visto le leadership arabe usare delle sofferenze palestinesi come cinica leva per le proprie strategie politiche da macellai. Col risultato che dal 1948 a oggi i palestinesi uccisi da Israele sono la metà dei palestinesi uccisi dagli arabi o dai palestinesi. Ma nessuno lo dice.perché è di moda,di nuovo,accusare gli ebrei di essere assetati di sangue.

16 16 Sabato 11 aprile commenta su ARRESTATO CON DUE COMPLICI A NUORO Il rapitore di De Megni pronto a nuovo sequestro Pianificavano il sequestro di un uomo di 75 anni di Olbia e di una donna di 82 di Valledoria, entrambi facoltosi, con l obiettivo di chiedere il riscatto alle rispettive famiglie. Ma sono stati fermati in tempo. Francesco Goddi, 64 anni, Giovanni Montesu, 55 anni e Nino Columbu, 29 anni, tutti originari di Orune, sono stati arrestati con l accusa di tentata rapina aggravata in concorso. Francesco Goddi era stato scarcerato nell agosto del 2013 dopo aver scontato 22 anni per il sequestro di Augusto De Megni, avvenuto a Perugia il 3 ottobre del 1990, per il quale era stato arrestato il 9 marzo del 1991 ed era stato condannato a 30 anni di carcere Verbali senza frontiere Le multe diventano internazionali Finita la pacchia delle targhe estere Direttiva Ue permette l accesso ai registri di tutti gli Stati per consegnare le contravvenzioni Per gli stranieri (e i furbi di casa nostra) cade l alibi delle immatricolazioni «esotiche» ::: ENRICO PAOLI Sino ad oggi, fondamentalmente, era solo l Euro a farci sentire europei. Da domani, invece, saranno anche le multe. In particolare quelle prese negli altri Paesi del vecchio continente, che sino a ieri finivano nel cestino. E proprio per ovviare a questo inconveniente l Unione europea ha aggiornato le regole che permettono di facilitare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni stradali. Questo nuovo corso, a dire il vero, porta con sé anche un aspetto più che posivito. I furbi con la targa estera, ma italiani veri al 100%, e gli stranieri residenti in Italia ma con targa rumena o bulgara (solo per citare i casi più eclatanti), non potranno più essere tali, ovvero furbetti a danno dell utente onesto. Grazie alla direttiva comunitaria pagheranno ciò che è legittimamenterichiestolorodacomunie dalle altre amministrazioni. Le nuove regole, infatti, renderanno molto più semplice individuare cittadini stranieri che abbiano commesso un reato stradale, in modo da recapitargli a casa la multa, indipendentemente dallo Stato comunitario in cui sono residenti e pretenderne il pagamento. In Francia, ad esempio,il25% deltotale delle multe elevate riguarda vetture registrare all estero. E non va meglio in Svizzera. Ogni 365 giorni agli automobilisti italiani in Svizzera vengono affibbiate in media120 milamulte.insomma, iu furbi non conoscono confine. Per i poveri automobilisti italiani onesti, invece, si tratta di un danno che si aggiunge alla beffa, dato che nel nostro Paese i verbali per infrazioni al codice della strada sono diventati una vera tassa occulta. Eadirlosonoidatielaborati ::: LA SCHEDA LA NUOVA DIRETTIVA Europarlamento e Consiglio Ue hanno detto ok alla nuova direttiva che trova un fondamento legale nella sicurezza stradale e non più sulla cooperazione di polizia. Entro due anni anche Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca faranno i conti con questa direttiva. COME FUNZIONA Il sistema permette l'accesso ai registri d'immatricolazione di tutti i 28 stati membri dell UE: chi commetterà gravi infrazioni stradali all estero troverà la multa nella propria cassetta della posta. QUALI INFRAZIONI Per quali infrazioni è prevista la multa senza frontiere? Guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, eccesso di velocità, guida senza cinture di sicurezza o senza casco, uso di corsie vietate, non rispetto del semaforo rosso, uso del telefono cellulare durante la guida. dalcentro Studie Ricerche Sociologiche Antonella Di Benedetto di Krls Network of Business Ethics svolta per Contribuenti.it che ha elaborato i dati delle Polizie locali e stradali dei singoli stati dell Ue. Negli ultimi 5 anni siamo diventati la nazione più virtuosa d Europa visto che il numero di multe comminate sulle nostre strade è aumentato di quasi il 1000%, ossia di dieci volte. Ma davvero siamo diventatidavvero così indisciplinati alla guida delle nostre auto o i Comuni, grazie alle nuove tecnologie sono diventati «più performanti»? Difficile dare una risposta definitiva, ma resta il fatto che le multe elevante sulle strade italiane sono molto più numerose di quelle notificate negli altri Paesi. Sempre secondo l analisi condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche Antonella Di Benedetto di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it (sui dati delle Polizie locali e stradali dei singoli Stati dell Ue), con un misero +124% la Romania risulta essere più virtuosa di noi, come la Grecia e la Bulgaria, che fanno registrare rispettivamente un +108% e +102%. Inghilterra (+18%), Germania (+11%) e Svezia (+9%) chiudono la classifica dimostrandosi ipiù rispettosi delle norme della strada. Quanto basta per riflettere sul perché l Italia guidi la classifica. Divieto di sosta, uso del cellulare mentre si guida, eccesso di velocità e accesso a zone Ztl sono solo alcune delle contravvenzioni più contestate agli automobilisti. In città come Milano, Napolie Aosta viene sanzionato un automobilista ogni 10 secondi, seguono Roma, Torino e Venezia con una multa ogni 12 secondi, mentre sono «più fortunati» i cittadini di Reggio Calabria, Cagliari e Campobasso che rischiano una multa ogni 24 secondi. L incremento delle multe automobilistiche a livello territoriale non discrimina, forse per la prima volta, il Nord dal Sud Italia. Nel Nord Est si parla di un aumento del 992%, al Centro del 975%, al Nord Ovest del 911% chiudono con il 902% di incremento il Sud e con 868% le Isole. ATTUALITÀ Uccide la moglie e poi si suicida Omicidio-suicidio ad Agrigento. Un piccolo imprenditore, Giorgio Luparello, di 57 anni, al culmine dell ennesima lite con la moglie, Patrizia Moscato di 48 anni, l ha uccisa con alcuni colpi di fucile. L uomo ha poi rivolto l arma contro se stesso suicidandosi. La tragedia è avvenuta in una palazzina di edilizia popolare di via Alessio di Giovanni nel quartiere di Fontanelle. Luparello, titolare di una piccola impresa di pulizie, veniva aiutato nel lavoro dalla moglie. A lanciare l allarme è stata la figlia della coppia, ferita al volto da un taglio. Arezzo, ossa trovate non sono di Guerrina Non è di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa quasi un anno fa a Ca Raffaello, nell Aretino, lo scheletro recuperato al cimitero di San Gianni nel comune di Sestino (Arezzo). Lo dicono le analisi del Ris, condotte sulle ossa: il cromosoma individuato ed estratto nel laboratorio specializzato del reparto speciale dei carabinieri appartiene senza ombra di dubbioadunuomolacui identità e la modalità di morte devono a questo punto essere scoperte. Cremona, 16 arresti per rissa Casapound Sono sedici gli arresti nati delle indagini sugli scontri, lo scorso 18 gennaio a Cremona, tra attivisti del centro sociale Dordoni e militanti di Casapound, che hanno portato al ferimento dell esponente del Dordoni Emilio Visigalli, colpito da una sprangata e poi con calci e pugni fino ad entrare in coma. I reati contestati sono rissa aggravata e tentato omicidio. Due arresti con custodia in carcere tra esponenti di estrema destra (il leader e già candidato sindaco alleultime comunali Gianluca Galli e Guido Taglietti, entrambi per tentato omicidio) e due appartenenti al centro sociale (Alberto Birzi e Michele Arena, rissa aggravata). Operaio della Foligno-Civitanova «Ho costruito quella galleria senza cemento e ai miei figli dico: è pericolosa, non passate» L ingresso della galleria «La Francia», lunga 1 km, sulla statale Foligno-Civitanova, tra l Umbria e le Marche Ancor prima di essere inaugurata (nei prossimi mesi l apertura al traffico), la galleria «La Francia», lunga un chilometro sulla statale Foligno-Civitanova, tra l Umbria e le Marche, tecnicamente conclusa e gestita dalla società pubblica «Quadrilatero», crea già polemiche. E fa discutere perché, chissà, forse siamo di fronte al inizio di un nuovo scandalo per le grandi opere made in Italy. Già, quanto raccontato da un operaio - che ha lavorato per un appalto di Anas nella costruzione - alla redazione di «Report», la trasmissione di Milena Garbanelli, è inquietante. Sconvolgente. «Tutto quel tratto è fatto male, ma la galleria è la peggiore che ho fatto. Io ai miei figli dico sempre di non passarci perché è pericoloso. Meglio la strada vecchia che questa nuova - ha detto l uomo, spiegando illavoro - Allora questa è la volta della galleria, l arcatura, queste sono le spalle, che devono tenere lo sforzo, ma qua cemento non ce n è! Ci sono 10 cm e invece dovrebbero essercene minimo 40. Non c è lo spessore. E può cascare. Essendo una zona sismica, trema, si rompe, e tristo chi passa sotto». E ancora. «Sopra la volta c è anche un problema di vuoti, che si creano quando costruisci ma dovrebbero essere riempiti con un cemento alleggerito. Non l abbiamo messo, perché costa. Tutto per risparmiare, perché le bolle del materiale sono state fatte, per forza sono state fatte». E l Anas cosa risponde? Il Presidente Pietro Ciucci ha precisato che «A prima vista mi sembrano affermazioni difficilmente confermabili, perché le gallerie le controlliamo anche in corso d opera. Su La Franca abbiamo effettuato test su più del20% delpercorso,in ogni caso andremo a verificare e controllare l intero tratto della galleria. Le indagini dureranno 4 giorni e per i risultati ce ne vorranno altri 10».

17 ATTUALITÀ Sabato 11 aprile commenta su DE GUSTIBUS Il cliente mascherato LACRIME E GIOIA Nella foto sopra, l incontro tra Paolo Brosio e Papa Bergoglio. A destra, un fotogramma tratto dal video di «Scherzi a parte», andato in onda a inizio 2015: il giornalista rimase vittima della trasmissione che riuscì a fargli credere, con l aiuto dell imitatore Frank Matano, che a chiamarlo al cellulare fosse il Pontefice in persona Lieto fine dopo la burla delle «Iene» SCHERZO DA PAPA Brosio pianseadirotto perlafalsatelefonata difrancesco suitalia1 ma ora Bergoglio l ha voluto incontrare davvero: «È la Provvidenza» La cucina mediterranea si esprime ovunque nel nostro paese, ma è nel mezzo giorno che raggiunge il suo massimo livello. Uno deisuoi più prestigiosi interpretiè ilpluristellato Gennaro Esposito, con i suoi due ristoranti, La Torre del Saracino a Vico Equense e l altro a Capri, attrae gourmet da ogniparte delmondo. Materia prima e creatività si coniugano come in poche altre parti e i risultati per il palato, ma anche per la salute, sono di altissimo livello. Noi abbiamo visitato la Torre del Saracino, molto scenografico il posto con la torre che domina, in estate, offre, oltre alla cucina anche il dopo cena Ristorante TORRE DEL SARACINO Via Torretta 9 Marina D'Aequa (NA) Tel con musica. La sala ristorante posta nell attigua residenza, è luminosa con grandi finestre che la rendono particolarmente confortevole. I tavoli sono ben distanzialie apparecchiati maniera raffinata, con tovaglie bianche dilino, piattie posate di rango, bicchieri di Riedel. A ricevervi Vincenzo Spasiano, eccellente protagonistain sala,elo stesso Gennaro e la partner vittoria. Menu indirizzato al mare ma con ottime proposte di terra, tre menu degustazione, oppure alla carta, noi abbiamo deciso di scegliere. Per la mia Lei:Carpaccio dibaccalà, pomodori del piennolo e pappacelle (due specialità mediterranee), Minestra di pasta in salsa di pesci di scoglio, Crudo e cotto di pescato del giorno. Per me: Gambero cotto dolcemente salsa del suo corallo, Candele con trippette carciofi arrostiti, Dentice con fantasia di alghe e lattuga. Una grande cucina mediterranea, arricchita dalla maestria di Gennaro, di saper fondere tradizione e prodotto con creatività e innovazione. Dalla monumentale carta dei vini (dopo la visita alla cantina, con oltre 2000 etichette, anche il termine monumentale è inadeguato), abbiamo scelto un prezioso friulano il Lis Neris 2008 di Pecorari. Per finire la sublime pasticceria con cioccolato, lamponie peperoncino e Babà napoletano. Piatto TopP: per la mia Lei: la minestra di pasta, per me le trippette. Voto: 26/30. Rapporto qualitàquantità-prezzo: rapportato alla qualità della cucina e del servizio (a parte qualche piccola pecca del personale, Vincenzo Spasiano a partechemeritasoloelogiper la competenza e la cordialità, un po distaccato). Per cenare divinamente, come abbiamo fatto noi, spenderete sui 130 euro a persona, tanto, ma creatività e materia prima diquesto livello si trovano in pochi altri posti in Italia. ::: segue dalla prima CATERINA MANIACI (...) poi papa Francesco,bisogna aspettarsi di tutto. Lo scherzo fatto a Paolo Brosio, dalla fama incontenibile,visto che ilvideo è diventato virale sulla Rete, consisteva in questo: nel settembre 2013 il giornalista, famoso anche per la sua conversione e per la sua devozione a Medjugorje, era stato vittimadischerzi a parte (edizione condotta da Paolo Bonolis e lo staff delle Iene)chenel video andato poi in onda all inizio di quest anno - lo aveva «raggirato» facendogli credere, grazie a un imitatore,che a chiamarlo al cellulare fosse papa Francesco in persona. In ballo c era anche Frank Matano, attore e comico, specializzato proprio in scherzi. Brosio aveva davvero creduto di essere stato chiamato dal Pontefice, la felicità e l emozione erano stati così forti da farlo scoppiare in lacrime. Quando aveva scoperto di essere oggetto di uno scherzo lo choc lo aveva annichilito e con voce rotta aveva consigliato tutta la troupe di andarsene in fretta, prima di essere oggetto della sua rabbia.il video di Brosio era rimbalzato per mesi sul Web, e non solo, facendo registrare, appunto, milioni di visualizzazioni. Una circostanza che è stata riferita al Papa, il quale ha voluto incontrare personalmente il giornalista. Ed è accaduto che quella che era stata una perfida beffa, si è trasformata in una felice circostanza. Così, in una splendida mattina di sole, due giorni fa, Brosio, insieme alla battagliera mamma di 94 anni, si è avviato verso il Palazzo apostolico, dove sono stati ricevuti dal Pontefice. «Il Papa ha voluto che gli raccontassi della mia conversione. Gli ho regalato tutti e sei i libri su Medjugorje, la maglietta ufficiale «W la Gospa» delll Associazione Onslus Olimpiadi del Cuore, il Mattone del Cuore per la raccolta fondi DURANTE I VESPRI A SAN PIETRO Il Giubileo si aprirà l 8 dicembre 2015 Oggi il Pontefice leggerà la Bolla Oggi, nella basilica di San Pietro, alle 17.30, papa Francesco presiederà i primi Vespri della seconda domenica di Pasqua, in occasione della consegna e della lettura della Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, che si aprirà l 8 dicembre Poi domani, domenica 12 aprile, è in programma la lettura della Bolla nelle altre basiliche papali di Roma. Inizierà oggi nel pomeriggio, quindi, la solenne cerimonia della pubblicazione della Bolla d indizione del Giubileo con la lettura di alcuni brani davanti alla Porta Santa della basilica vaticana. Successivamente, il Papa presiederà la celebrazione dei Vespri. per l ospedale... insomma, tutto quel che potevo portare con me di di Medjugorje», racconta a Libero il giornalista. Che prosegue:«gli ho spiegato quanto significa per me quel luogo, come mi ha cambiato la vita. E lui ascoltava con grande attenzione...». Lo scherzo delle Iene, dunque, «è diventato una grande occasione, del resto la Provvidenza e la Madonna sanno come agire per il meglio, trasformano tutto. Il Papa mi ha chiesto se le Iene si erano pentite di quel che avevano fatto, e io gli ho detto che le avevo esorcizzate». Quasi un ora di colloquio, in totale libertà, con vera confidenza, «io ho avuto solo un rimpianto:che il tempo fosse finito e me ne dovessiandare.e davverounpapa che ti fa sentire accolto». Si può parlare di un attenzione particolare di Francesco verso la questione di Medjugorje sulla quale, come si sa, deeveesprimersilacommissione vaticana istituita ad ho? «No, non mi detto nulla che potesse far intuire una sua posizione sulle apparizioni mariane, ma io ho percepito grande attenzione e misericordia. Io credo che il Pontefice abbia rispetto per quello che quel posto significa per milioni di persone come me». Con il Papa si è riso e scherzato, specialmente quando la mamma di Brosio ha raccontato di averpregato per ben 34 anni per la conversione del figlio... Inoltre il Pontefice, il giornalista elamadre-tuttietrediorigini piemontesi - si sono salutati in dialetto, anche perchè, ricorda Brosio, «la mia nonna e quella del Papa erano originari di paesi molto vicini, in Piemonte». Fuori, in agguato, ci sono leiene e Matano per un nuovo servizio, andato in onda due sere fa. Stavolta niente lacrime, per Brosio, e nessun desiderio di cacciarli a pedate. Un ultima, piccola beffa. Squilla il telefono a Brosio e si sente una voce con forte accento tedesco:«pronto, Paolo? Sono io, Joseph». RICETTA MINESTRA DI PASTA MISTA CON PICCOLI PESCI DI SCOGLIO E CROSTACEI Ingredienti per 4 persone 1,5 kg di pesci piccoli di scoglio misti: scorfani, tracina, lucerne, gallinelle 320 gr di pasta mista 4 filetti di griglia 4 gamberi bianchi sgusciati 4 scampi sgusciati 4 gamberoni rossi sgusciati 140 gr di olio extra vergine di oliva 2 spicchi d aglio 1 peperoncino fresco 1 calamaro medio 1 seppia media 200 gr di brodo di pesce 120 gr di pomodoro fresco a cubetti prezzemolo sale e pepe Preparazione Rosolare uno spicchio d aglio con metà del peperoncino e 60 gr d olio. Togliere aglio e peperoncino una volta biondo e aggiungere il pomodoro a cubetti, salare aggiungere il prezzemolo e cuocere 2 min. Aggiungere il brodo e tutti i pesci interi, cuocere per 20 min. a bagno maria. Passare i pesci al passaverdure e poi allo chinoise (colino forato) e tenere a parte. Sgusciare gamberi e scampi, con le teste di questi ultimi preparare un altro fondo, riscaldando in una padella 10 gr d olio e 1 spicchio d aglio e saltando le teste 2 min. Salare e lasciare disidratare al forno per 25 min. a 90. Rimettere sul fuoco la padella, aggiungere un mestolo di acqua e 100 gr di brodo di pesce, cuocere per 4 min. In una pentola grande mettere 80 gr di olio, 1 spicchio d aglio il peperoncino: rosolare e togliere. Tagliare a brunoise calamaro e seppia e farli rosolare per 5 min. Aggiungere il prezzemolo tritato, il restante brodo di pesce e i due fondi preparati in precedenza. Raggiunta l ebollizione calare la pasta che va tolta dal fuoco al dente, servire in una fondina calda, guarnendo con i crostacei e i filetti di triglia scottati.

18 Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro , , ,46 51,65 $ ,31% +1,06% ,60% ,76% ,89% 1,057 $ ::: La trasparenza sugli appalti si ottiene semplificando le regole ::: BRUNO VILLOIS Commento Non passa giorno senza che si scoprano affari loschi tra politica e imprese, essenzialmente dei comparti costruzioni e servizi. Un male drammaticamente dannoso per la reputazione del nostro Paese, che in quanto a corruzione e burocrazia, purtroppo, gode di dolenti primati. Difficile dire perché in vent anni poco o nulla sia cambiato in merito agli appalti pubblici e agli interessi illeciti, il mondo ha accelerato come mai era successo prima, la tecnologia e l innovazione la fanno da padroni ovunque, eppure da noi il rapporto tra pubblico e privato resta troppe volte vischioso e non di rado losco. A difendere il valore e il prestigio dell Italia ci sono le imprese manifatturiere e quelle agroalimentari che operano, quasi sempre solo sul mercato e non incrociano quasimaiilpubblico ela politica. Non è un caso che le due più importanti banche italiane, Intesasanpaolo e Unicredit, nel realizzare i nuovibuilding direzionali, uno a Torino, l altro a Milano, abbiamo voluto il cristallo, cioè la trasparenza, come elemento connotante del business, i loro nuovi palazzi hanno nel cristallo la materia fondamentale, un simbolo di trasparenza che fa bene all Italia e agli italiani. Il peso di queste due banche sull economia nostrana conta e vale per oltre mille miliardi di euro,illoropercorsodisostegno all economia reale è sostanziale per la sua vita e crescita, la loro capacità innovativa è all avanguardia del comparto creditizio a livello europeo, il loro esempio di trasparenza, simbolicamente espresso proprio attraverso i loro building, deve essere disprone ed esempio per il sistema pubblico e per chi deve operare per esso a favore della collettività. Il Paese riparte se la trasparenza diventa parte indispensabile degli affari, di cui una parte rilevante di essi ha e avrà sempre a che fare conla parte pubblica,la quale deve porsi come primo obiettivo una regolamentazione del rapporto basata su dati e scadenze certe. Le gare al ribasso sono esempio eclatante di come la macchina pubblica sia disponibile a stimolare malaffare. Sovente chi vince un appalto, si trattiene una commissione, assolutamente lecita ma non certo etica, e cede l attuazione operativa ad un impresa più piccola,la quale a sua volta procede nella stessa maniera e a realizzare l opera si trova l impresa piccolissima, debole finanziariamente e alla spasmodica ricerca di lavoro e di far girare i soldi, la quale ottiene il lavoro ad un prezzo inferiore, di una o più commissioni trattenute da chi glielo cede, e acquisito a monte almassimo ribasso. A quel punto le possibilità che l opera venga realizzata si riducono al lumicino e semaiaccade,imaterialisonoscadentie la manod opera è sottopagata. Come sia possibile che la politica, non abbia maimesso mano a queste allucinante trafila è veramente incredibile, eppure così funziona da decenni. Il mercato, quello vero, a cui si sottopongono quotidianamente i comparti di ogni tipo, dal manifatturiero, all agro alimentare e al commercio, si nutre e vive nella trasparenza, impossibile non pensare che si possa-debba fare lo stesso, anche quando c è di mezzo il pubblico. I consumatori sono il vero ago della bilancia, e sono loro a decidere se un prodotto o un impresa ha successo o naufraga, ma nella vischiosità delle opere pubbliche non incidono per nulla e ne diventano vittime indirette, perché i lavorinon terminano, o terminano o male. Si dice che le regole ci sono ma non sono applicate, sarà anche vero, ma sovente sono costituite da sovrapposizioni legislative, che aprono spazi incredibili per delinquere. La trasparenza si ottiene con poche regole, mai interpretabili, il cui controllo va demandato ad un solo soggetto e non a decine, come succede da noi. Stato, enti locali, commissioni di controllo, ricorsi premeditatiper chi perde, costituiscono la base per alimentare le irregolarità. Spetta alla politica modificare, non serve aggiungere regole a regole, ma serve azzerare le precedenti e riformulare al nostro tempo le nuove. La digitalizzazione dei processi consente di creare trasparenza come non mai,per ottenerla serve solo la volontà. Piazza Affari in spolvero I cacciatori del risparmio fanno gola ai big del credito I gestori dei patrimoni sono sempre più ricchi. Banco Posta pronto a prendere una partecipazione in Anima Holding, Intesa vuole fare cassa quotando Fideuram ::: NINO SUNSERI I big del risparmio gestito spopolano in Borsa. Carlo Messina, amministratore delegato di Banca Intesa conferma l intenzione di quotare Banca Fideuram ma solo se serviranno risorse per crescere. I titoli che già sono a Piazza Affari si infiammano. L attività dei gestori è destinata a espandersi perché, al tempo dei tassi zero il fai da te del risparmio non ha più molto spazio. Rinnovare i Btp in scadenza significa accontentarsi di rendimenti da prefisso telefonico quando non addirittura inesistenti. Bank of America stima in miliardi di dollari l ammontare deldebito governativo dei Paesi sviluppati oggi scambiato a rendimenti negativi. Avventurarsi in solitudine sui listini azionari, però, può risultare molto pericoloso. Per il momento va tutto bene. Ma se la tendenza dovesse girarsi i rischi diventerebbero troppo elevati. Meglio affidarsiad un gestore. Così Azimutcresce del 2,9%, Mediolanum, che ormai viaggia verso i quattro miliardi di raccolta, porta a casa un rialzo del 2,5%. Ma su tutti spicca Anima che migliora del 7,5%. A spingere sono le indiscrezionistampa diun possibile interesse da parte di Poste Italiane per la partecipazione del 10,3% che Mps si prepara a vendere. Sarebbe la premessa per un accordo di distribuzione a largo raggio. Poste ha la rete (13 mila sportelli) ma Fininvest è uscita dal capitale della Quinta Communications, la casa di produzione di Tarak Ben Ammar. Secondo quanto risulta al sito di Milano Finanza ha venduto il 22% del capitale acquistato direttamente dall imprenditore franco-tunisino. L incasso è stato di 30 milioni che garantisce a Fininvest una robusta plusvalenza visto che la partecipazione era in carico a 10,7 milioni. L operazione permette a Ben Ammar di non avere più legami diretti con la famiglia Berlusconi. Si rompe così un rapporto vecchio che risale al Talmente forte da aver trasformato Tarak non ha i prodotti. È quindi il partner perfetto per una fabbrica come Anima. Fra l altro ilgruppo guidato da Francesco Caio ha avviato le procedure per la quotazione. Ha bisogno dimoltiplicare le fonti di introito visto il progressivo calo dell attività tradizionale di recapito. Fra l altro sta per cadere l esclusiva anche sulle multe e gli atti giudiziari. Una ragione in più per nell ambasciatore di Silvio in salotti importanti come di Mediobanca e di Telecom. Adesso il legame è solo industriale. Resta, infatti, l alleanza con Mediaset sul progetto Nessma, la tv lanciata cinque anni fa da Ben Ammar per il Nord Africa. Il Biscione ha ancora il25% e mantiene la quota, anche in vista dello sbarco, previsto entro fine anno, dell emittente d informazione che ha uno share medio giornaliero del 43%, in Francia. La vendita di Quinta Commications fa parte del piano di razionalizzazione di Fininvest. Proprio di recente ha liquidato guardare altrove. «Il risparmio gestito dei clienti di Poste è circa l 11% degli assets e portandolo almeno al 15-16% in linea con altre banche retail ci sarebbe un flusso addizionale di 20 miliardi nei fondi, di cui Anima potrebbe intercettare 10 miliardi» sottolinea Equita che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 8,3 da 7,4 euro. Per Intermonte un eventuale accordo «potrebbe essere molto positivo in quanto porterebbe a svariati miliardi di nuove masse con costi aggiuntivi limitati». Anima e Poste non hanno commentato. I broker ricordano che la partecipazione di Mps è legata da un patto con l altro socio Pop Milano. In base alprotocollo la cessione della partecipazione deve essere autorizzata da Piazza Meda se avviene prima di trentaseimesi dalla quotazione di Anima. «Riteniamo che Pop Milano darebbe il via libera solo se l operazione aumentasse il valore del suo 16,85%» sottolinea Mediobanca Securities. Secondo Piazzatta Cuccia il semaforo verde arriverebbe se Caio fosse «pronto a comprare a prezzi di mercato e, quindi, aggiungesse un terzo grande accordo didistribuzione a quelli esistenti con Mps e Pop Milano». C è anche da tenere presente che il titolo Anima non ha mai smesso di salire da quando Clessidra, regista della nascita e della quotazione della società, ha collocato la sua partecipazione sul mercato a inizio aprile. Le attuali valutazioni del titolo, secondo, alcuni osservatori «appaiono un po tirate». Probabilmente già scontano le novità sul libro soci. Anima, quotata un anno fa a Piazza Affari al prezzo di 4,2 euro - nella parte alta della forchetta indicativa - ha toccato ieri il nuovo record di 7,95 euro. Secondo «Milano Finanza» ha incassato 30 milioni «Fininvest cede la partecipazione in Quinta Communications» la sub-holding lussemburghese Trefinance. Quinta Communications possiede assieme al produttore e regista Luc Besson la Cinecittà francese, i più importati studi cinematografici della Tunisia, una vasta library cinematografica e una partecipazione (assieme a Goldman Sachs, Bernard Arnault e Softbank) nella casa di produzione americana Weinstein Company che sta per vendere le attività televisiva, per 950 milioni di dollari, a Itv, partecipato dal colosso dei media Liberty Global di John Malone l arcirivale di Murdoch. N.SUN.

19 @ 19 Sabato 11 aprile 2015 commenta su Coca-Cola si apre agli studenti Fondazione Coca-Cola HBC Italia presenta la terza edizione di Fabbriche Aperte, programma educativo rivolto agli studenti delle scuole primarie (dalla quarta classe) e secondarie di primo e di secondo grado. Attraverso la visita alle linee produttive, il progetto ha l obiettivo di illustrare la preparazione della bevanda e accompagnare le classi in laboratori di edutainment per sensibilizzare i ragazzi sull importanza del riciclo, del riutilizzo dei materiali di scarto e della corretta gestione delle risorse. UN GRATTACIELO DI CRISTALLO A TORINO FIRMATO RENZO PIANO Intesa inaugura la nuova sede Dopo cinque anni di lavori e quasi mezzo miliardo di investimento, il grattacielo di Intesa Sanpaolo, progettato da Renzo Piano e destinato ad ospitare il centro direzionale della banca è stato inaugurato ieri a Torino. La torre, di cristallo, èdi44piani.[ansa] ::: GIULIANO ZULIN Giordano Riello, 26 anni non ancora compiuti, è il nuovo presidente dei giovani imprenditoridiconfindustria Veneto. L imprenditore nato a Legnago (Vr) ha parlato nel suo discorso di insediamento alla Texa di Treviso delle sfide che il Nordest dovrà affrontare per tornare a correre. Già i priminumeri del 2015 sono lusinghieri. Nei primitre mesi i contratti a tempo indeterminato sono aumentati del40% rispetto allo scorso anno: la crisi sta finendo? «Non possiamo dire di aver superato tutte le difficoltà. Mi sento però sicuro nell affermare che il periodo più buio e più nero è alle spalle. Bene ilgoverno che ha messo in atto una riforma del lavoro che garantisce maggiore sicurezza per gli imprenditori e per i lavoratori. Parlare dicontratto a tutele crescenti responsabilizza tutti». Purtroppo c'è l altra faccia della medaglia: continua il boom dei suicidi, sopratutto fra i giovani. È un proble- Titolo Ultima rilev. Titolo Ultima rilev. Titolo Ultima rilev. Titolo Ultima rilev. Titolo Ultima rilev. Titolo Ultima rilev BOT BOT (181) 100,006 BOT (365) 100 BOT (182) 99,991 BOT (364) 99,992 BOT 30,06,2015 (180) 99,992 BOT (365) 99,991 BOT (365) 100,008 BOT (185) 99,995 BOT (367) 99,998 BOT (365) 100,012 BOT (364) 99,989 BOT (367) 99,99 BOT (365) 99,967 BOT (364) 99,995 BOT (367) 100,023 BTP BTP % 100,007 BTP % 100,506 BTP ,5% 101,146 BTP ,75% 101,111 BTP % 101,616 BTP ,75% 101,72 BTP ,75% 103,717 BTP ,25% 102,388 BTP ,75% 104,795 BTP ,75% 106,62 BTP ,75% 104,23 BTP ,5% 102,355 BTP % 107 BTP ,75% 109,34 BTP % 102,1 BTP ,75% 109,67 BTP ,25% 111,52 BTP ,50% 108,31 BTP ,75% 101,35 BTP ,5% 111,8 BTP ,5% 109,91 BTP ,5% 113,64 ma economico o anche una crisi di valori? «Per anni ci siamo sentiti ripetere le stesse frasi: cosa rimani a fare in Italia? Vai all estero se vuoi avere un futuro che il nostro Paese è morto. Un clima catastrofico non può chegenerare ulteriore catastrofismo. Abbiamo perso la bussola, ma adesso stiamo rientrando in rotta e lo stiamo facendo perché noi lo vogliamo, noi vogliamo credere in quello che non è il peggior BTP ,5% 111,35 BTP ,25% 114,6 BTP ,5% 115,91 BTP ,5% 108,36 BTP ,5% 104,4 BTP ,25% 116,4 BTP ,05% 102,45 BTP ,5% 118,71 BTP ,25% 117,75 BTP % 117,71 BTP ,75% 117,37 BTP ,75% 117,46 BTP ,75% 117,82 BTP ,75% 124,3 BTP ,15% 108,07 BTP % 127,35 BTP ,35% 102,78 BTP ,5% 131,71 BTP ,5% 132,18 BTP ,5% 126,06 BTP ,75% 128,69 Sweden & Martina cresce in Usa Sweden & Martina, società di Padova che produce impianti dentali, ha ottenuto dalla Fda l autorizzazione alla vendita dei suoi prodotti in Usa. Il gruppo ha 250 dipendenti ed è presente in venticinque Paesi. Il fatturato dell anno scorso è stato di 60 milioni con 290 mila pezzi venduti. Nel reparto Ricerca & Sviluppo, composto da uno staff di quindici ingegneri sono stati investiti negli ultimi cinque anni 12,8 milioni di euro. Contratti a tempo indeterminato saliti del 40% in tre mesi Boom di assunzioni nel Nordest «Serve lo spirito del Dopoguerra» Giordano Riello, nuovo presidente dei giovani di Confindustria Veneto: «Basta catastrofismi, dobbiamo riscoprire i valori e i sacrifici di nonni e padri per ricreare la crescita degli anni 60» Giordano Riello Paese che ci sia ma il più bello che noi dobbiamo valorizzare». Molte aziende stanno vendendo agli stranieri anche perché gli imprenditori non sembrano avere eredi. Lei proviene da una dinastia industriale: quanto pesa il passaggio generazionale nella tenuta del Made in italy? «La cultura d impresa è fondamentale per generare continuità nelle imprese. Ho avuto ACCORDO SUL BONUS ANNUALE Alla Peroni euro in più a dipendente Seimilaseicento euro in tre anni per i lavoratori dei tre stabilimenti italiani della Peroni, uno dei quali, da 130 dipendenti ha sede a Padova in zona industriale. Un accordo di secondo livello raggiunto tra la proprietà e le tre sigle sindacali di categoria, Fai Cisl, Flai Cgil e Ulia Uil dopo una contrattazione durata tre mesi. BTP ,6% 122,75 BTP % 163,99 BTP ,5% 168,1 BTP ,5% 127,81 BTP ,75% 122,01 BTP ,5% 111,25 BTP % 134,55 BTP ,5% 101,95 BTP ,5% 131,84 BTP ,25% 161,94 BTP ,5% 157,26 BTP ,75% 138,05 BTP ,25 146,76 BTP ,50% 124,23 BTP % 160,38 BTP ,65% 99,1 BTP ,75% 159,7 BTP % 149,35 BTP % 134,17 BTP % 155,21 BTP % EUR 155,95 BTP ,55% 144,05 BTP ,75% 156,4 BTP ,25% 124,65 CCT CCT ,123 CCT-EU ,555 CCT IND 100,313 CCT ,323 CCT-EU ,16 CCT-EU ,61 CCT-EU ,38 CCT-EU ,36 CCT-EU CCT-EU EUR6M+0,8 102,12 CCT-EU EUR6M+0,55100,21 CTZ CTZ ,999 CTZ ,964 la fortuna di nascere in una famiglia con una profonda tradizione industriale metalmeccanica che, nonostante questo, non mi ha mai regalato nulla. Non è mai facile essere figli d arte e per questo tutti nella mia famiglia, da mio padre a mio nonno sono partiti con una nuova impresa per dimostrare di essere in grado di fare gliimprenditori per competenza e non per eredità. Da poco meno di un anno sono partito anch io con una start up nella illuminazione a led. Sono partito assieme a due soci e senza finanziamenti da banche e famiglie, investendo con i nostri capitali nei nostri sogni. Certo, a me è capitato un periodo economico sfortunato ma bisogna stringere i denti e lottare». Terminerà il mandato nel 2018: come si immagina il Veneto fra tre anni? «Il Veneto e l Italia sono stati ricostruiti dopo la guerra e a noi adesso aspetta la stessa sfida. Se ci riusciremo non escludo si possa pensare a dei nuovi anni 60 già tra 3 anni». CTZ ,944 CTZ ,885 CTZ ZC ,774 BTP INDICIZZATI BTP IT ,25% 102,147 BTP IT ,283 BTPI ,1% 104,29 BTP IT ,025 BTP IT ,3 BTPI ,10% 107,29 BTP IT ,96 BTPI ,7% 108,23 BTPI ,35% 112,86 BTP IT ,57 BTP IT ,8 BTPI ,1% 115,33 BTPI ,35% 121,81 BTPI ,1% 133,76 BTPI ,35% 139,46 Mercato Azionario AZIONI PREZZO VAR% PREZZO VAR% PR. UF. CHIUSURA SU PR. RIF. MED. PON. DAL 30/12/14 A ACEA 12,5-0,48 12, ,82 ACOTEL GROUP 13,3-2,64 13, ,5 ACSM-AGAM 1,401 0,79 1, ,36 AEDES 2,62 0,69 2, ,04 AEFFE 2,61 0,38 2, ,4 AEGON 7,55 0,73 7, ,48 AEROPORTO DI FIRENZE 14,95 3,68 14, ,57 AGEAS 34,8 0,35 34, ,49 AHOLD KON 19,3 0,52 19, ,86 ALBA PRIVATE EQ 2,59-0,15 2, ,1 ALCATEL-LUCENT 3,826 4,82 3, ,17 ALERION 3,24 1,19 3, ,06 ALLIANZ 169,2 2,3 168, ,41 AMBIENTHESIS 0,5495 1,2 0, ,26 AMPLIFON 6,58 1,31 6, ,18 ANIMA HOLDING 7,795 7,52 7,698 87,2 ANSALDO STS 9,43-0,21 9, ,21 ARENA 0,0051-0,005 - ASCOPIAVE 2,438-0,41 2, ,52 ASTALDI 8-0,5 7, ,36 ASTM 13,49-0,3 13, ,11 ATLANTIA 25,13-0,04 25, ,01 AUTOGRILL 9,195 0,44 9, ,12 AUTOS MERIDIONALI 19,09 5,47 18, ,21 AXA 24,41 0,41 24, ,47 AZIMUT 28,42 2,9 28, ,63 A2A 1,058 1,05 1, ,33 B B CARIGE 0,071-0,14 0, ,28 B CARIGE RSP 1,735-1,53 1,769 58,45 B DESIO BRIA RNC 2,958 0,54 2, ,69 B DESIO E BRIANZA 3,23 1 3, ,54 B IFIS 20,55 2,24 20, ,11 B INTERMOBILIARE 3,52 0,69 3,5185-0,56 B M.PASCHI SIENA 0,619-0,64 0, ,7 B P DI SONDRIO 4,348-0,28 4, ,44 B P EMILIA ROMAGNA 8-0,25 7, ,39 B POP ETRURIA E LAZIO 0,583-0, ,37 B POP MILANO 0,95-1,25 0, ,12 B POP SPOLETO 1,794-1, B PROFILO 0,3724-0,48 0, ,52 B SANTANDER 7,05-0,14 7,0512-0,21 B SARDEGNA RSP 10,98 0,27 10,927 12,44 BANCA GENERALI 30,88 1,81 31, ,97 BANCO POPOLARE 14,32-0,76 14, ,35 BANZAI 5,985-0,75 6, BASF 97 2,16 96, ,78 BASICNET 3,18 0,95 3,211 37,66 BASTOGI 2,208-1,43 2,2275-1,95 BAYER 145,6 2,9 144, ,06 BB BIOTECH 282,9 3,17 281, ,82 B&C SPEAKERS 7,6-7, ,67 BCA FINNAT 0,564 1,44 0, ,6 BE 0,635-0,47 0, ,39 BEGHELLI 0,4877 0,04 0, ,47 BENI STABILI 0,763 0,07 0, ,44 BEST UNION COMPANY 2,102 1,06 2,1448 5,1 BIALETTI INDUSTRIE 0,598 1,53 0, ,64 BIANCAMANO 0,55 0,09 0, ,65 BIESSE 15,83 0,25 15, ,12 BIOERA 0,452 30,79 0, ,95 BMW 117,1 1,04 117, ,82 BNP PARIBAS 57,05-1,47 57, ,88 BOERO 19,87-0,1 19,74-2,6 BOLZONI 3,558-0,89 3, ,07 BON FERRARESI 26,3-0,38 26, ,86 BORGOSESIA 0,7785-1,14 0,7708-2,32 BORGOSESIA RSP 0,88-0,8758 3,17 BREMBO 38,68 0,31 38, ,64 BRIOSCHI 0,1092 1,3 0, ,95 BRUNELLO CUCINELLI 17,45 0,69 17,4121-5,83 BUZZI UNICEM 14,45 0,7 14, ,49 BUZZI UNICEM RSP 8,95 0,79 8, ,06 C CAD IT 4,994 6,26 5,113 34,03 CAIRO COMMUNICATION 5,695 2,06 5, ,33 CALEFFI 1,25 1,79 1,25-10,71 CALTAGIRONE 2,438 0,25 2, ,24 CALTAGIRONE EDITORE 0,987 0,66 0, ,92 CAMPARI 7,14 1,2 7, ,37 CARRARO 2,328 0,34 2, ,53 CARREFOUR 32,79 3,47 32, ,35 CATTOLICA ASSICURAZIONI 8,32 0,06 8, ,33 CEMBRE 15,9 2,05 15, ,73 CEMENTIR HOLDING 7,12-7, ,97 CENTRALE DEL LATTE TO 4,07 0,64 4, ,64 CERVED INFORMATION SOL 6,5 4,84 6, ,74 CHL 0,0529 1,15 0, ,76 CIA 0,3587 3,79 0, ,9 CICCOLELLA 0,2413-0,2416 6,3 CIR 1,104-0,27 1, ,63 CLASS EDITORI 0,398 1,76 0, ,68 CNH INDUSTRIAL 7,775 0,19 7, ,04 COFIDE 0,5175-1,24 0, ,79 COGEME SET 0,0481-0, CONAFI PRESTITO 0,355 0,42 0,353 45,79 CR VALTELLINESE 1,269 0,24 1,264 60,03 CREDEM 8,235 0,12 8, ,18 CREDIT AGRICOLE 14,11-0,77 14, ,26 CSP INTERNATIONAL 1,898 0,48 1, ,86 CTI BIOPHARMA 1,804 1,06 1,7999-6,14 D DADA 3,028 2,23 3, ,55 DAIMLER 88,4 1,96 88, ,19 DAMIANI 1,515-0,26 1, ,39 D AMICO 0,625-2,34 0, ,17 DANIELI & C 24,04 1,99 23, ,81 DANIELI & C RSP 16,4 3,54 16, ,45 DANONE 64,6-64,68 19,63 DATALOGIC 11,62 1,31 11, ,56 DEA CAPITAL 1,92 0,63 1, ,45 DELCLIMA 2,412-0,74 2, ,51 DE LONGHI 20,39 0,69 20,399 36,21 DEUTSCHE BANK 33 0,06 33, DEUTSCHE TELEKOM 17,45 0,63 17, ,36 DIASORIN 42 1,2 41,965 26,01 DIGITAL BROS 6,18-0,16 6, ,73 DMAIL GROUP 2,532-1,09 2, ,18 E EDISON RSP 0,825-0,78 0,825-3,4 EEMS 0,1404-1,13 0, ,02 EI TOWERS 52,6 3,04 52, ,15 EL EN 40,06-1,64 40, ELICA 2,32-0,17 2, ,26 EMAK 0,95-0,63 0, ,53 ENEL 4,4 0,23 4, ,05 ENEL GREEN POWER 1,769 0,51 1,7688 2,02 ENERVIT 4,006 0,7 3, ,94 ENGINEERING 57,5-0,61 57,563 53,33 ENI 17,02 0,71 16, ,3 E.ON 14,21-14,23 1,36 ERG 12,65 0,56 12, ,68 ERGYCAPITAL 0,1137 2,25 0, ,77 ESPRESSO 1,293 3,03 1, ,61 ESPRINET 9,66 0,52 9, ,59 EUKEDOS 1,108-1, ,09 EUROTECH 2,098 3,15 2,085 30,15 EXOR 43,27-0,6 43, ,12 EXPRIVIA 0,909 1,96 0, ,22 F FALCK RENEWABLES 1,263 3,27 1, ,88 FIAT CHRYSLER 15,52-0,7 15, ,67 FIDIA 8,82-1,4 8, ,77 FIERA MILANO 6,645 0,68 6,6451 5,23 FINCANTIERI 0,843 2,12 0,8341 9,69 FINECOBANK 6,9-0,14 6, ,81 FINMECCANICA 11,81 0,94 11, ,68 FNM 0,688 2,08 0, ,41 FULLSIX 2,098-0,29 2, ,4 G GABETTI 1,361-1,38 1, ,07 GAS PLUS 4,226 3,48 4, ,81 GDF SUEZ 19,25-0,16 19,202-1,28 GEFRAN 3,834-2,14 3, ,38 GENERALI 18,56-18,561 9,18 GEOX 3,64 0,83 3,622 34,81 H HERA 2,26 0,71 2, ,2 I I GRANDI VIAGGI 0,501-0,79 0,506-6,09 IGD 0,95-1,04 0, ,29 IL SOLE 24 ORE 0,889 1,2 0, ,66 IMA 47,04 1,47 46, ,59 IMMSI 0,686-1,58 0, ,04 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 0,528-2,22 0, ,45 ING GROEP 14,08 0,43 14, ,25 Dati aggiornati al 09/04 Titoli di stato Euribor Titolo Titolo SETT SETT MESE MESI Cambi 3 MESI MESI MESI MESI Titolo Domanda Offerta Corona Svedese 9,3331 9,3421 Corona Danese 7,4716 7,4717 Corona Norvegese 8,6130 8,6620 Dollaro Australiano 1,3824 1,3951 Dollaro Canadese 1,3386 1,3493 Dollaro Usa 1,0570 1,0774 Fiorino Ungherese 297, ,2000 Franco Svizzero 1,0390 1,0447 Reinmimbi Cinese 6,5626 6,6863 Sterlina Inglese 0,7244 0,7268 Yen Giapponese 127, ,2200 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO VAR% PR. UF. CHIUSURA SU PR. RIF. MED. PON. DAL 30/12/14 INTEK GROUP 0,3818-0,55 0, ,9 INTEK GROUP RSP 0,6275-0,24 0, INTERPUMP 15,42 1,45 15, ,36 INTESA SANPAOLO 3,184-0,44 3, ,46 INTESA SANPAOLO RSP 2,854-0,28 2, ,54 INVEST E SVILUPPO 0,5185-0,5106 7,13 IRCE 2,224-0,27 2, ,01 IREN 1,34 0,98 1, ,98 ISAGRO 2,02 4,72 1, ,08 ISAGRO AZIONI SVILUPPO 1,397 1,6 1,396 14,23 IT WAY 2,5 0,81 2, ,49 ITALCEMENTI 7,185 0,56 7, ,45 ITALMOBILIARE 31 0,81 31, ,89 ITALMOBILIARE RSP 19,65-1,26 19, ,59 IVS GROUP 7,59 2,43 7,5694 3,27 J JUVENTUS FC 0, ,22 0, ,55 K KERING 176,9-1,5 177, ,26 KINEXIA 1,402-0,92 1, ,55 K.R.ENERGY 0,9495 2,1 0,946 10,28 L LA DORIA 15,7 3,43 15, ,59 LANDI RENZO 1,225-1,92 1, ,74 LAZIO S.S. 0,84 8,11 0, ,7 L OREAL 175,4-175,4 25,55 LUXOTTICA GROUP 60,95 1,41 60, ,96 LVENTURE GROUP 0,8335 0,06 0, ,98 LVMH 171,9 1,6 171, ,23 M MAIRE TECNIMONT 2,888 2,48 2, ,91 MARR 17,48 1,33 17, ,75 M&C 0,123 3,1 0, ,43 MEDIACONTECH 1,426-3,58 1,455 76,92 MEDIASET 4,738 2,87 4, ,73 MEDIOBANCA 9,13-9, ,86 MEDIOLANUM 7,88 2,54 7, ,96 MERIDIE 0,175-1,46 0, ,77 MID INDUSTRY CAPITAL 7,1 1,28 7, ,39 MITTEL 1,726-0,12 1, ,15 MOLESKINE 1,509 0,13 1, ,28 MOLMED 0,3936-0,08 0,3949 5,02 MONCLER 16,25 0,37 16, ,13 MONDADORI 1,135 1,25 1,134 29,64 MONDO TV 3,678 0,66 3, ,33 MONRIF 0,369 0,03 0, ,61 MOVIEMAX 0,0275-0,027 3,38 MUNICH RE 205,9 1,73 204, ,44 MUTUIONLINE 8,14 3,69 8, ,73 N NICE 3,2-0,44 3, ,76 NOEMALIFE 5,835-2,75 5,812 27,4 NOKIA CORPORATION 7,605 7,72 7, ,11 NOVA RE 0,998 7,43 0,998 24,75 O OLIDATA 0,4148 0,63 0, ,71 ORANGE 15,48 0,45 15,4854 9,24 OVS 5-0,6 5, P PANARIAGROUP 2,444 0,25 2,438 95,52 PARMALAT 2,508 0,4 2,4984 4,94 PHILIPS 27,22 0,11 27,22 14,27 PIAGGIO 2,88 0,7 2, ,5 PIERREL 0,737 3,29 0,7352 4,54 PININFARINA 5,69-1,81 5, ,63 PIQUADRO 1,8-0,06 1, ,21 PIRELLI E C. 15,42-0,13 15, ,56 PIRELLI E C. RSP 15,3-15, ,31 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 7,47 4,04 7,74 28,79 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,3767 4,64 0, ,2 PRELIOS 0,501-1,67 0, ,99 PREMUDA 0,2737-2,18 0, ,05 PRIMA INDUSTRIE 18,84 0,21 18, ,66 PRYSMIAN 19,65-1,6 19, ,7 R RAI WAY 4,2 1,5 4, ,66 RATTI 2,58 0,08 2,5745 7,5 RCS MEDIAGROUP 1,267 4,02 1, ,58 RECORDATI 18,63 3,21 18, ,98 RENAULT 89 0,68 89, ,11 RENO DE MEDICI 0,3855-0,21 0,388 42,15 REPLY 95-0,73 94, ,99 RETELIT 0,646-2,12 0, ,38 RICCHETTI 0,3104-0,99 0, ,64 RISANAMENTO 0,1965-0,25 0,196 98,48 ROMA A.S. 0,5305 1,05 0,5318-2,66 ROSSS 1,415 1,07 1, ,04 RWE 24,88-0,08 24,959-4,82 S SABAF 12,95-12, ,94 SAES GETTERS 8,27-0,36 8, ,46 SAES GETTERS RSP 7,125-7, ,02 SAFILO GROUP 14,93 2,33 14, ,5 SAIPEM 10,99 1,01 10, ,39 SAIPEM RCV ,28 SALINI IMPREGILO 4,23-1,21 4, ,25 SALINI IMPREGILO RSP 10,12-10,1214 0,3 SALVATORE FERRAGAMO 31,85 0,76 31, ,05 SANOFI 98,6 2,12 98, ,51 SAP 68,7 1,03 68, ,04 SARAS 1,867 6,14 1, ,86 SAT 15,49 4,52 15, ,6 SAVE 12,88-0,16 12,8628-2,35 SCREEN SERVICE 0,038-0, SEAT PAGINE GIALLE 0,0044-0, ,14 SEAT PAGINE GIALLE RSP 168,5-168,5 98,12 SERVIZI ITALIA 5,44 0,55 5, ,34 SESA 16,85-0,88 16, ,72 SIAS 10,85 0,46 10, ,88 SIEMENS 103 1,98 103,0338 8,08 SINTESI 0,0709 1,72 0, ,31 SNAI 1,631-1,87 1, ,34 SNAM 4,754 0,68 4, ,95 SOCIETE GENERALE 46,57-0,06 46, ,63 SOGEFI 3,058-0,39 3, ,59 SOL 8,5-0,53 8, ,72 SORIN 2,886 1,12 2, ,84 SPACE 11,89-11,89 23,85 STEFANEL 0,35 0,29 0, ,62 STEFANEL RSP ,68 STMICROELECTRONICS 8,91 3,07 8, ,83 T TAMBURI 3,638-0,22 3, ,64 TAS 0,538-1,56 0, ,81 TELECOM ITALIA 1,105 0,18 1, ,28 TELECOM ITALIA RSP 0,873-0,46 0, ,88 TELECOM ITALIA MEDIA 1,036 0,1 1,0353 7,19 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,5975 1,1 0,5975 1,44 TELEFONICA 13,11-0,46 13, ,12 TENARIS 14,27 1,86 14, ,53 TERNA 4,192-0,1 4, ,49 TERNIENERGIA 1,925 0,05 1, ,18 TESMEC 0,735-0,07 0, ,07 TISCALI 0,0702 0,29 0, ,97 TOD S 88,55 0,17 89, ,99 TOTAL 48,47 1,32 48, ,98 TREVI 3,03-1,43 3,0467 7,07 TXT E-SOLUTIONS 10,1-0,98 10, ,32 U UBI BANCA 7,575-1,05 7, ,1 UNICREDIT 6,47 0,94 6, ,27 UNICREDIT RSP 9,125 0,16 9, ,35 UNILEVER 40,8 0,72 40, ,67 UNIPOL 5,31 0,47 5, ,88 UNIPOL P 5,3 0,57 5,331 30,03 UNIPOLSAI 2,79-2,791 24,89 UNIPOLSAI RSP A 266 0,08 266, ,82 UNIPOLSAI RSP B 2,8 0,36 2, ,22 V VALSOIA 26,76-3,29 27,008 76,52 VIANINI INDUSTRIA 1,3 2,77 1, ,17 VIANINI LAVORI 6,075 0,91 6,0469 8,48 VITTORIA ASS 9,845 0,05 9, ,48 VIVENDI 24,13 1,13 24, ,46 W WAR AMBROMOBIL 17 0,278 1,79 0, ,36 WAR COMPAGNIA D RUOTA ,075-0,66 0,075 0,13 WAR D AMICO , ,02 0, ,16 WAR ENERTRONICA , ,39 0,6495-8,14 WAR ERGYCAPIT 16 0,012 9,09 0,0116 5,26 WAR FIRST CAPITAL ,0645 4,03 0, ,56 WAR HI REAL ,02-0, ,85 WAR IKF ,0676-0, ,48 WAR INDUST. STARS OF ITALY 2-1, ,22 WAR IVS GROUP 0,15-0, WAR NOEMALIFE ,18 33,33 0,18 38,46 WAR PARMALAT ,478 0,96 1,4685 7,1 WAR PRIMI SUI MOTORI ,14-0, ,93 WAR SAFE BAG ,248-0,2316-1,35 WAR SERV ITA ,45 2,27 0,45 50,1 WAR SPACE ,67 WAR TAMBURI ,559 1,5 1, ,7 WAR TE WIND 18 0,18-0,18-41,29 WARR AGRONOMIA ,072-0,0662 2,86 WARR BIO ON ,5 12,95 6, ,11 WARR CLABO WARR GGP 16 0,74-0,74-42,59 WARR GREENITALY1 1,001 0,1 1, ,67 WARR INNOVATEC 17 0,195 19,93 0, ,5 WARR IWB 1,6-1, WARR SEAT PG 16 0,0015-6,25 0, WARR SUN CAP 16 0, ,061-56,83 WARR TECH-VALUE ,085 7,59 0,079-29,17 WARR VALORE IT H 15 0,0148-0, ,08 WORLD DUTY FREE 9,995-0,15 10,002 25,49 Y YOOX 27,35-1,69 27, ,64 Z ZIGNAGO VETRO 5,84 1,48 5, ,19 ZUCCHI 0,057 1,06 0,0569 7,55 ZUCCHI RSP 0,1603 0,12 0,1603-5,15

20 20 Sabato 11 aprile 2015

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