MiniOFTAL Io non ero niente e di questo niente Gesù ha fatto una grande cosa (dagli scritti di Bernadette)

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1 MiniOFTAL Trimestrale d informazione - O.F.T.A.L. Sezione di Milano Spedizione in abbonamento postale, comma 20/c legge 23/12/96 n Milano Io non ero niente e di questo niente Gesù ha fatto una grande cosa (dagli scritti di Bernadette) Anno XVII numero

2 S O M M A R I O numero 1 gennaio- febbraio - marzo 2009 L età del sogno pag : quanto cammino insieme pag. 5 Cinquant anni e non li dimostra... o forse sì pag. 8 Accolti ed amati pag. 9 La fatica di essere dono pag. 10 Trasmettere il fascino di Maria pag. 11 Lourdes: folla, fede... pag. 12 sofferenza, speranza Beta colei che ha creduto pag. 13 Un capodanno alternativo pag. 14 Pranzo Natale 2008 pag. 15 AAA volontari cercasi pag. 16 Date Pellegrinaggi Marzo MiniPellegrinaggio in bus a Lourdes Aprile Lourdes (treno e bus Nevers) Giugno Banneux (aereo - bus) Giugno Lourdes (treno, aereo e bus Nevers) Date da ricordare 24 Maggio Celebrazione del 50 della Sezione di Milano 5x1000 Fondazione Bernadette Onlus Via S. Antonio, Milano Nella prossima dichiarazione dei redditi potrai destinare, oltre all 8x1000 dell imposta IRPEF che verserai all Ufficio delle Entrate, il tuo 5x1000 (che di legge ti viene detratto) lo potrai destinare alla Fondazione semplicemnete indicando il suo codice Fiscale: ricordati di mettere la tua firma nell apposito riquadro. Con questo semplice gesto potrai aiutare tanti malati, bambini, anziani e portatori di handicap, a vivere l emozione, l esperienza DIRETTORE RESPONSABILE: Don Ettore Lessa REDAZIONE: Daniela Banfi; Valeria Bellani; Cleopatra Mascetti DIREZIONE E REDAZIONE: via S. Antonio, Milano - Telefono fax STAMPA: Tipolitografia Sady Francinetti - via Casarsa, Milano - Telefono

3 e d i t o r i a l e L età del sogno È tempo di sognare, almeno per me, o per chi ha la mia età. È un suggerimento che ho colto, durante le mie soste in clinica, leggendo un bellissimo libro del Cardinale Carlo Maria Martini, nostro Arcivescovo emerito. Il libro si intitola: Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sono conversazioni che intrattiene con un suo confratello gesuita, padre Georg Sprschill, al quale, rispondendo ad una lunga serie di domande, il Cardinale replica con la sua saggezza e la sua apertura lungimirante. A questa domanda: Ma non esistono differenze tra le generazioni? Quale è il contributo peculiare dei giovani? Il Cardinale risponde indicando i compiti che spettano alle diverse generazioni e dice: La generazione più giovane i figli e le figlie, (come dice il profeta Gioele) verrebbe meno al suo dovere se con la sua spigliatezza e con il suo idealismo indomito non sfidasse e criticasse i governanti, i responsabili e gli insegnanti. In tal modo fa progredire noi e soprattutto la Chiesa. La generazione di mezzo vale a dire un vescovo, un parroco, un padre, una madre, un imprenditore dovrebbero avere degli obiettivi per una comunità, per una famiglia, per un azienda. I responsabili devono sapere cosa fare e quali compiti accettare. Gli anziani Non ci si può aspettare che siano innanzitutto critici e profetici che portino pesi, elaborino progetti e li realizzino come la forte generazione di mezzo. Hanno meritato di affidare ad altri gli affari e il comando e di dedicarsi a qualcosa di nuovo: il sognare. Oggi questo rapporto potrebbe rendere interessante il dialogo tra le generazioni. Leggendo questa pagina ho fatto spontaneamente un collegamento con il nostro Cinquantesimo che racchiude in sé le varie generazioni e ho preso su di me il compito del sognare. Vivere il nostro Cinquantesimo, mi sono detto, non significa solamente riandare alla storia di questa nostra OFTAL ambrosiana, ma di pensare anche al suo futuro e il pensare al futuro, mi sono detto, vuol dire mettermi a sognare, almeno per me che sono anziano da un po di tempo... I sogni li proporrò poi non solo agli adulti, ma anche, in modo particolare, ai giovani; ai nostri giovani che non sono pochi e sono la speranza della nostra OFTAL e mi sono messo a sognare Metterò per iscritto il mio sognare sul MiniOftal e proporrò ai giovani di criticare il mio sognare, ma anche di concretizzarlo in impegni a vantaggio della nostra Associazione. Pensare al Cinquantesimo vorrà dire ricordare il passato ma anche, e soprattutto, pensare, sognare, il nostro futuro. Nel sognare si manifesteranno anche i desideri, cioè come si vorrebbe che fosse l OFTAL di domani. Sarà (uso il sarà perché fa parte del sognare) un OFTAL che sempre tende a rinnovarsi, che ha presente, sempre più e sempre meglio, i tempi in cui si vive, le situazioni sempre nuove e non sempre facili della condizione dei nostri malati. Un OFTAL che, convinta di ciò che è e di quanto fa,cercherà di diffondere il bene che si compie e le possibilità di inserimento di tante altre persone che vogliano dedicarsi ai malati e ai sofferenti. Nonostante il progredire della medicina le malattie assumono forme nuove e forse anche più pesanti. La nostra società del benessere sembra scomparire e per coloro che già sono nella sofferenza le situazioni diverranno sempre più pesanti. Sognerei anche un OFTAL composta da persone, giovani e non, che siano sempre più coerenti e motivate nel loro servizio. Siamo un associazione nata alla Grotta di Lourdes, nel nome e per volontà di Maria Immacolata, non potremo non essere sempre più fedeli alla bianca Signora e coerenti con ciò in cui diciamo di credere. La giovane suora Maria Bernarda Soubirous ci invita ad avere questo stile. Qui mi sono fermato nel mio sognare, ma in seguito riprenderò i miei sogni. Intanto da questa pagina del MiniOftal offro ai giovani il mio sognare e propongo loro di esercitare il loro idealismo indomito perché abbiano a valutare, anche a criticare quanto fa parte dei miei sogni e proporre poi cose nuove, come commenta sempre il Cardinale Martini: La Chiesa della vec-

4 e d i t o r i a l e chia Europa (e noi associazione ecclesiale ne siamo parte) ha proprio bisogno di novità e di una ventata di aria fresca. Non è forse vero che anche la gioventù ha bisogno del nuovo di qualcosa di più del benessere? Nella ricerca del nuovo ho sempre visto un elemento positivo, la volontà di cambiare qualcosa: vi si cela la fede nella Chiesa e la nostra fede nella gioventù. Altrimenti non varrebbe la pena di criticare la Chiesa.Se la gioventù è diventata silenziosa, ciò desta in me la preoccupazione che il suo cuore sia altrove, A tutto quanto ho scritto vorrei che i giovani Oftal rispondessero e ho pregato la redazione di ri-servare almeno una pagina a seguito del mio scritto proprio per i giovani. Instaureremmo così un bel dialogo (al quale in seguito potranno partecipare anche altri) e sarà un bellissimo dialogare sui cinquant anni già trascorsi e su tutti gli altri che verranno. Don Ettore Don Ettore, non si sta lasciando andare in vuote fantasticherie, bensì ha saputo impiegare il tempo della malattia in modo veramente fruttuoso e lungimirante. Con attenzione e sensibilità al tempo che siamo chiamati a vivere delinea nel suo scritto una nuova via di comunicazione, perché il cammino sin qui compiuto abbia a continuare unendo efficacemente la certezza dell esperienza all entusiasmo che i nostri giovani portano in sé. Ecco quindi che la sfida viene subito raccolta, dimostrando quanto il rapporto tra generazioni, se legato da basi concrete e condivise può diventare veramente non solo momento di confronto, bensì tramutarsi in un reciproco e arricchente scambio di intenti per continuare e migliorare l Associazione che abbiamo scelto di servire. Carissimo Don Ettore, la tua dolcezza e la tua attenzione verso noi giovani oftaliani mi lascia davvero senza parole e come me, sono sicuro, che lascerà senza parole tutti i giovani che leggeranno il tuo articolo. Fin da bambino ho sempre custodito tra i miei ricordi più cari la dolcezza con cui, nei pomeriggi a Lourdes, raccontavi la storia di una piccola pastorella... che andava in una fredda mattina a fare legna al di là del Gave... ; rimanevo ad ascoltarti perché parlavi come un nonno che, con tanto affetto, è desideroso di far conoscere ai suoi giovani nipoti una storia bellissima e molto importante nella sua vita! Ora è passato qualche anno, ma tu continui a parlare con la stessa dolcezza e la stessa intensità ai tuoi ragazzi oftaliani e ci inviti ad un compito non certo facile anche se necessario. È lo stesso Cardinal Martini a dirci che verremmo meno al nostro dovere se non criticassimo in modo costruttivo coloro che egli chiama la generazione di mezzo. All alba di questo importante anno per l OFTAL ambrosiana in cui festeggiamo il nostro cinquantesimo anniversario, è bello poter conversare con te e confidarti le nostre speranze. Aldilà delle parole, delle riunioni, delle varie Commissioni o Consigli, vive ancora in noi il grande desiderio di un OFTAL capace di suscitare entusiasmo, gioia, curiosità e voglia di vivere! Un OFTAL che strappi la nostra generazione dal più grande male che l attanaglia: LA NOIA! Non è un compito facile e ci accorgiamo di sognare in grande; basta rivolgere lo sguardo agli oratori, alle parrocchie e alle altre realtà che lavorano a stretto contatto con i giovani per capire che più ci si impegna, più ci si sforza di inventare cose nuove e diverse e più la risposta che viene dai ragazzi continua ad andare nel senso di un assoluto relativismo. Chi rinnega questa realtà dimostra la sua assoluta estraneità al mondo giovanile di oggi. Nonostante tutto però, caro Don Ettore, il tuo infinito slancio verso il domani ci rafforza e ci sprona! Con la certezza che il Signore opera oltre i nostri limitati orizzonti umani, non ci stancheremo di continuare a viaggiare in direzione ostinata e contraria alla realtà del mondo. Più di ogni riunione, la tua proposta di dialogo ci aiuterà a trovare la strada giusta per formare i nostri giovani al servizio dei malati e dei sofferenti, alla coerenza di una vita cristiana vera ed alla fedeltà ad una promessa fatta da tutti noi, nella messa dell impegno al nostro secondo pellegrinaggio. A te, e a Maria Immacolata, offriamo il nostro idealismo indomito e la nostra voce alta e forte per rassicurarti e dirti che il nostro cuore non é altrove, bensì ora più che mai è ancorato alla Roccia di Massabielle e all OFTAL. V.D.

5 p r e s i d e n t e : quanto cammino assieme E proprio vero abbiamo camminato tanto: siamo partiti come prima sede da via Zenale, poi ci siamo trasferiti in via Degli Olivetani, successivamente ci siamo spostati in via Bergamini, provvisoriamente in via S. Tecla ed infine in via S. Antonio n. 5, al primo piano e, dal febbraio 2003, al secondo piano, nell attuale stupenda sede. E in questo cammino siamo stati aiutati da tanti sacerdoti, due delegati Arcivescovili: don Francesco Patti e don Ettore Lessa, e dall indimenticabile padre Walter Pavesi. A destra: Il cardinal Montini col pellegrinaggio OFTAL del 1958 Sotto: Documenti per il pellegrinaggio Abbiamo camminato con tanti amici, i nostri presidenti che si sono succeduti: lo straordinario Giannino Ferrario, Renato Paganuzzi, Enrico Cestari, Alfio Regis e il sottoscritto Giorgio Caprino. Nei nostri numerosissimi pellegrinaggi abbiamo conosciuto il cuore della nostra Associazione: i nostri grandi amici ammalati e disabili e le migliaia di dame e barellieri, le centinaia di medici ed infermieri e le migliaia e migliaia di pellegrini che in questi cinquant anni, prima sotto l organizzazione dell Associazione Pro Palestina e Lourdes e successivamente direttamente come OFTAL, hanno vissuto la grande esperienza di un Pellegrinaggio a Lourdes, Banneux, Fatima, Loreto, Oropa e Terra Santa.

6 p r e s i d e n t e Un Pellegrinaggio Oftaliano: come abbiamo più volte sottolineato, con quelle caratteristiche proprie della nostra Associazione, che vengono molto ben evidenziate dal compianto Card. G.B. Montini, poi Papa Paolo VI, nella sua lettera del 30 Agosto 1959 inviata al primo presidente Giannino Ferrario, ove concede la Sua adesione all OFTAL Centrale. Il Card. Montini tra l altro scriveva:...mi persuade che l Opera ha sempre svolto la sua attività in modo soddisfacente, la libertà lasciata ad altre opere analoghe ed autorizzate di esercitare le loro funzioni; ma soprattutto sono lieto di dare all Opera stessa la desiderata adesione per lo scopo pio, caritatevole e benefico, ch essa si propone e per lo spirito cristiano che la guida.... La lettera continua:...vorrei che l Oftal, fedele alle sue finalità ed alle sue tradizioni, si distinguesse sempre per la cura saggia ed amorosa di dare alle sue pie spedizioni un carattere veramente religioso, risultante dalla preghiera, dall amorevole assistenza ai malati, dal culto specialmente illuminato e fiducioso alla Madonna Santissima.... E conclude con queste stupende parole:...l Oftal, se davvero sarà sollecita a dare preferenza ed aiuto ai malati poveri, e se, non rivolta a vantaggi economici, sarà avida sempre di frutti e di meriti spirituali.... Penso che queste parole siano più che sufficienti per farci pensare e convincerci sempre più della responsabilità che ognuno di noi ha vivendo bene la vita della nostra Associazione. Ed allora iniziamo questo nuovo anno con gioia ed ottimismo, certi che la nostra Mamma Celeste ci proteggerà sempre. Giorgio Caprino Da sinistra: don Antonio Suighi, don Tito Santamaria e il nostro presidente generale don Paolo Angelino.

7 La redazione ha pensato di fare cosa gradita ai suoi lettori pubblicando la lettera autografa del Cardinal Montini, con la quale egli chiede la federazione della sezione di Milano all OFTAL centrale. Merita una sottolineatura il fatto che questa lettera sia scritta di pugno dall Arcivescovo (e non una lettera battuta a macchina da un solerte segretario), evidente segno di quanto avesse a cuore il progredire della nostra sezione, che aveva avuto modo di conoscere personalmente durate il suo pellegrinaggio del Serbiamo quindi questo scritto che, più di un ricordo, è l avvio di un lungo cammino iniziato cinquant anni or sono e il cui contenuto ci deve accompagnare e sostenere per almeno i prossimi cinquant anni.

8 l e t à d e l l o f t a l Cinquant anni e non li dimostra o forse sì? Ce lo siamo già sentito ricordare più volte: quest anno celebreremo il 50 anniversario della nostra sezione. E sicuramente una ricorrenza significativa, certamente da festeggiare, ma quale messaggio può portare con sé e può consegnare per il futuro? Io credo che sarebbe riduttivo considerare il 2009 solo come il raggiungimento di un traguardo importante; si tratta, piuttosto, di una tappa lungo un cammino, che non abbiamo tracciato noi, ma che è stato pensato e preparato dall Amore di Qualcuno e che altri prima di noi e noi ora, per quel che possiamo, ci impegniamo a realizzare e a seguire. E allora se si tratta di una tappa, si è soliti guardare ai frutti del percorso compiuto e progettare come proseguire. I frutti di questi cinquant anni sono sotto gli occhi di tutti: non mi riferisco solo alla crescita numerica della nostra sezione, in termini di personale, malati e pellegrini che raggiungono i vari santuari, ma, soprattutto alla fedeltà a quello spirito di servizio che ha caratterizzato gli inizi della nostra storia e che tanto sapientemente, con la testimonianza più che con le parole, ci è stato trasmesso e che oggi si traduce nella partecipazione ai pellegrinaggi, ma anche in tutte quelle attività, spesso nascoste e sconosciute ai più, che caratterizzano gli altri 360 giorni dell anno. In questo sono rimasti vivi l entusiasmo e la forza dei primi anni e, in questo, cinquant anni non li dimostra proprio! E dopo? Non avremo camminato per fermarci qui? Ecco allora l impegno a progettare qualcosa che sia il naturale proseguimento di questa ricorrenza e che rinnovi l impegno che ciascuno di noi si è assunto quando ha ricevuto la medaglia, simbolo di appartenenza all Associazione. Non si tratta di un idea nuova, anzi quando se ne è parlato riaffioravano i ricordi di tante attività passate: ci siamo impegnati, come Consiglio, a rilanciare la sana abitudine delle visite agli ammalati. Qualcuno dirà subito che non è mai andata persa e di questo siamo convinti, ma siamo altrettanto consapevoli che, sia per l aumento numerico delle persone da raggiungere, sia per la disponibilità di tempo dei volontari, che spesso deve fare i conti con mutate esigenze di vita, è necessario rinnovare l organizzazione. Si tratta, in poche parole, di riordinare quello che già si fa per migliorarlo ed eventualmente ampliarlo, sfruttando anche le nuove risorse che la tecnologia ci mette a disposizione per comunicare. Per questo Gisella Colnaghi sta già aggiornando l elenco degli ammalati e si è data disponibile per raccogliere dai gruppi e dai singoli le indicazioni di quanto si sta già facendo e le disponibilità di persone e di tempo per poter continuare questo servizio, cercando di andare a coprire anche aree attualmente scoperte. Sarebbe auspicabile concludere questa prima fase di censimento entro maggio, così da poter riorganizzare il tutto per dopo la pausa estiva e rilanciare l iniziativa a chiusura dell attività di pellegrinaggio e dei festeggiamenti del 50, proprio come impegno per proseguire lungo il cammino, consapevoli del dono ricevuto in tutti questi anni. Inutile dire che ogni ulteriore suggerimento è ben accetto e, come dicono gli Scout, buona strada a tutti! Gabriella Gerra

9 r i c e v i a m o e p u b b l i c h i a m o Accolti ed amati È la prima volta che vengo a Lourdes con l OFTAL, non so descrivere quello che c è nel mio animo, bisogna provare... Ho trovato molta accoglienza da parte del personale di servizio, tutti compresi, e ho visto come voi siete molto pazienti ed amorevoli verso le persone che soffrono... Anch io sono stata amata ed accolta, anche se nessuno mi conosceva; nel venire a Lourdes sono stata accolta ed amata così come sono dalla Madonna. In questo pellegrinaggio ho trovato, in ogni momento della giornata, un sorriso, un abbraccio, una parola di affetto e di conforto; questo per me è stato un aiuto molto grande perché sapevo che la Madonna mi era vicina. Non vi dimenticherò mai e soprattutto vi ricorderò nelle mie preghiere... Grazie a tutti! Anna Maria de Giorgi Mio Dio Ti ringrazio del dono della vita, di avermi dato una famiglia, una casa, il cibo di ogni giorno. Ti ringrazio dell Amore che mi dai, della gioia, del dolore, dei fratelli nella fede, di tutte le persone che incontro! Aiutami in modo che io possa testimoniare loro il Tuo Amore, la Tua pace, la Tua via. Mio Signore accendimi d amore in modo tale da essere una massa luminosa incandescente, per potere accendere il Tuo fuoco, in tutti cuori che incontro, nelle strade del mondo, nelle persone che non ti conoscono ma che ti cercano senza saperlo, per poter offrire loro l acqua che disseta dalla fonte della vita che sei Tu, mio Signore e mio Dio. Ovunque volgo lo sguardo Dio ti vedo, nei fiori, nel vento, nelle cose e perfino negli odori, nelle persone, negli occhi dei bambini, nei loro giochi gioiosi. Mio Signore, gioia piena del cuore ovunque Tu sei Maestà Infinita Eterno Splendore io Ti vedo Sei sorriso, bontà, Misericordia ma Ti trovo sopratutta nel dolore è allora che capisco il Tuo modo di essere Amore! Lezzoli Maria Pia

10 r i c e v i a m o e p u b b l i c h i a m o La fatica di essere dono Lourdes è stato per me incontrare la Madonna, non solo nei luoghi in cui Lei è apparsa, ma soprattutto nel mio cuore di figlio. Lei Madre di ogni madre è stata ai piedi della croce dove Cristo prima di morire Le ha affidato tutta l umanità. Visitare e pregare alla grotta è stato per me un riscoprire questa sua presenza di madre nella mia vita; Lei mi ha trasmesso tanta pace e serenità da diventarne fino ad oggi parte integrante del mio essere, infatti penso proprio che il mio pellegrinaggio non si sia concluso in quei giorni, ma quella forza intcriore, lì scoperta è oggi più che mai presente nella mia vita quotidiana e mi aiuta a considerare ogni avvenimento nel suo significato più profondo e non nella superficialità come spesso ho fatto nel passato. A Lourdes ho incontrato tanta sofferenza, non solo nei malati accompagnati da tutti noi nella carrozzella, ma anche in tutti quei volti il cui cuore era pieno di tanto dolore per la solitudine, l abbandono, la mancanza di amore...per tutti loro ho tanto pregato e la Madonna mi ha dato di comprendere che il dolore qualunque esso sia non può essere fine a se stesso, ma può essere strumento di salvezza se lo si accetta uniti a Gesù per mezzo del Suo cuore di madre. Lei che ha sperimentato il dolore più profondo comprende in pienezza il nostro e ci invita e ci sostiene nel dire il nostro SI al progetto che Dio ha stabilito per noi e per la nostra salvezza. Credere in Maria significa credere che Lei non ci lascia mai soli, ma ci sostiene e ci accompagna con la sua presenza. Accompagnare i fratelli ammalati a Lourdes è stato per me come mettere in pratica la mia fede in Dio, dimostrargli il mio amore e la gratitudine per quello che mi ha donato. Ogni fatica mi ha dato forza e mi ha fatto sentire più vicino alla Madonna, è lei che ha trasformato ogni fatica in gioia e in questa gioia ho scoperto il valore del donarsi con amore per chi soffre. Nella carità passa Dio, nella carità incontriamo Dio. Spero tanto che negli anni a venire io possa ripetere questa esperienza così importante e profonda di amore verso la Madonna insieme ai fratelli sofferenti, per meglio testimoniare al mondo che Dio è Amore e che ogni vita sana o malata è preziosa ai suoi occhi perché siamo suoi figli creati a Sua immagine e somiglianzà. A te o Maria e a tutti gli organizzatori del Cottolengo il mio grazie per avermi dato la possibilità dì concretizzare il mio grande desiderio: essere dono per gli altri. Settipani Francesco 10

11 r i c e v i a m o e p u b b l i c h i a m o Trasmettere il fascino di Maria O Maria, che sei Immacolata Concezione e la serva del Signore e che Elisabetta ha proclamato benedetta fra tutte le donne. Sul tuo esempio, fà di noi i tuoi servi umili e colmaci con le benedizioni che ci prodighi per mezzo di tuo Figlio Gesu.Lourdes un treno di speranza. Siamo stati tanto in ansia e preoccupati per il nostro pellegrinaggio di settembre, cercando di permettere a tutte le persone partecipanti di celebrare il giubileo delle apparizioni, e di offrire loro un momento importante nella loro vita di preghiera e di fede, un ritorno di fervore nella loro devozione alla Madonna. Inoltre ci premeva dare loro una buona sistemazione sul luogo, nell organizzare bene tutti gli incontri e le celebrazioni. Come sempre ha provveduto la Madonna e tutto si è svolto molto bene, con ordine e con una forte partecipazione da parte di tutti. Gioia, dolore, dame, barellieri, malati e pellegrini insieme, tutti uniti da un filo che si snoda chilometro per chilometro, come i grani del prezioso rosario della sofferenza. È stata una grande esperienza, prima di tutto di rinnovamento come cristiani e anche di unità e dedizione ai nostri ammalati e pellegrini. Presto ci si accorge che veniamo da tanti luoghi diversi, molti non si sono mai visti; eppure si avverte come un aspettare insieme, e ci si sente un cuor solo con tutti. Il servizio a noi affidato, come coordinatori di albergo, è stato molto arricchente perchè prima di tutto ci ha aperto alla carità con tutti e poi ci ha messo di fronte alla grande responsabilità: trasmettere il fascino di Maria e Bernardette attraverso la conoscenza dei luoghi del giubileo (chiesa parrocchiale, cachot, ospizio). Ogni pellegrinaggio ha sempre la sua componente di fatica e di inevitabili disagi. Anche il nostro l ha avuta: le lunghe attese, le difficoltà nella gestione degli alberghi, i pellegrini eccessivamente indipendenti Questo tuttavia non ha scalfito il desiderio di vivere e di seguire le proposte fatte, offrendo le fatiche di tutti. Longhini Donatella 11

12 r i c e v i a m o e p u b b l i c h i a m o Lourdes: folla, fede sofferenza, speranza! Il viaggio a Lourdes, in treno in ambulanza A, tante persone che nella loro vita hanno incontrato il mistero della malattia. A Lourdes è di casa la sofferenza, ma la particolare atmosfera che si respira ci fa scorgere non solo la malattia, ma una moltitudine di persone ammalate. Tanti volti che si muovono tra noi con l aiuto di una carrozzina e, in alcuni casi, di una barella. Stando loro accanto si acquisisce uno sguardo diverso, uno sguardo che non vede solo sofferenza, fatica, limitazione, ma coglie anche sorrisi, confidenza, speranza semplice, ricerca A Lourdes si respira un aria piena di amicizia semplice, quell amicizia che alleggerisce la fatica, perché porta insieme; si incontra quell attenzione discreta che mette a proprio agio l ammalato; quell amicizia che aiuta a vivere. Semplicemente a vivere. Noi, stando accanto a quei tanti sguardi lucidi, impariamo una vita diversa; una vita semplice, piccola, povera dove più che i gesti e il fare, conta il modo con cui si fa. Contano le piccole cose, le attenzioni mirate, la disponibilità, il sorriso. Conta la qualità e l intensità dei nostri gesti di ogni giorno, quelli che trovano senso nella loro quotidiana ripetitività. Una vita dove conta l ascolto più che il parlare, contano gli sguardi. Impariamo ad essere poveri con noi stessi, con gli altri, con le cose, con Dio A Lourdes la parola di Dio non è solo bella parola, ma si fa volto, mani, storie Dio è l aria leggera che si respira accanto al silenzio della Grotta, quando in profondo raccoglimento, si guarda al volto di Maria, e Le si va incontro con gesti lenti e silenzio chissà nel cuore di ognuno cosa succede in quei tanti silenzi di preghiera! Conta essere lì a guardarla senza parole e sentirsi piccoli e poveri, ma ricchi solamente di quella gioia semplice: la gioia dello spirito. Qui c è quella sorgente che dà vita alla nostra vita; qui la croce non spaventa, ma la si accoglie; qui c è l amicizia che aiuta a portare la croce, a viverla tra le cose della nostra vita di ogni giorno, accettando serenamente ciò che siamo. A Lourdes c è l amicizia che è condivisione che si fa comunione. Carlo Boneschi operatore Istituto Don Orione Seregno GRAZIE DAVVERO Carissimi amici oftaliani, desidero raggiungervi tutti per ringraziarvi della vicinanza che mi avete manifestato in occasione della morte della mia mamma. La perdita di un genitore, della mamma in particolare, anche se anziano e malato, è sempre un avvenimento che ti ferisce e ti fa male, ma le numerose manifestazioni di affetto che ho ricevuto, e che ho condiviso con la mia famiglia, mi offrono la possibilità di assaporare la consolazione della vera amicizia, che nasce dal condividere esperienze significative e che testimonia la disponibilità a spartire il peso di certe situazioni. Questo permettere di riprendere il cammino con più gioia e determinazione. Grazie a tutti di cuore Gabriella Tona Gerra 12

13 a p p r o f o n d i m e n t o Beata colei che ha creduto Beata colei che ha creduto! Creduto a chi, creduto a che cosa? Al Signore e alle sue promesse. Beata colei che ha creduto ed è entrata con piena libertà e totale disponibilità nel progetto di Dio. Maria (Miryam) di Nazareth è la realizzazione vivente di quel progetto perché è stata la serva del vero Signore. A ben pensarci, infatti, il problema reale dell esistenza umana è racchiuso in una dimensione di servizio, come Gesù stesso ha indicato: servire Dio o mammona, servire il bene o il male; la verità o la menzogna. Del resto è pura illusione ritenere di non essere al servizio di nessuno. In ultima analisi si tratta di scegliere il proprio Signore: o Colui che è degno di tale appellativo e a cui vale la pena di affidare il proprio destino, o tutto ciò a cui semplicemente si vuole attribuire questa prerogativa, ma che in realtà, a lungo andare chiede veri e propri sacrifici umani. Beata colei che ha creduto e non è indietreggiata quando le condizioni poste dal suo Signore sembravano insostenibili. Sì perché davvero, a volte, sembra che il Signore ci faccia delle proposte che rasentano lo scoraggiamento, chiedendoci di lasciarci coinvolgere in un mistero di morte e resurrezione; chiedendo tutto e subito per Sé e per i fratelli, promettendo un tesoro che a prima vista sembra illusorio. Ma chi ha pazienza e sa attendere e la costanza di perseverare, si rende conto che Lui non delude e che il centuplo promesso è una reale e sperimentabile proporzione. Conoscere però questi segreti della vita é dato solo a coloro che nel Vangelo Gesù chiama piccoli e che il Padre ha scelto come suoi privilegiati interlocutori e destinatari: Ti ringrazio Padre, perché queste L Annunciata (Antonello da Messina) cose le hai tenute nascoste ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Beata colei che ha creduto dunque, perché essendo la più piccola davanti al Signore è stat scelta per diventare la più grande nel Suo Regno. Maria interceda per noi, aiuti la nostra fragile fede, sostenga la nostra speranza e ci accompagni sempre con la sua materna protezione. Valeria 13

14 v i t a a s s o c i a t i v a Un capodanno alternativo Da tempo, al ritorno dal pellegrinaggio, molti di noi proponevano qualche altro giorno con i ragazzi che ormai sono presenza importante del Milano di giugno. Io, poi, da qualche tempo, lanciavo l idea di fare capodanno tutti insieme. Sembrava però un impresa non facile, soprattutto per la difficoltà di trovare un posto idoneo. Durante il mese di agosto 2008 ho cercato, tramite il sito del- la diocesi, qualche indirizzo e quando ho avuto la risposta dalla provincia di Alessandria, ho iniziato a credere che ce l avremmo fatta! E cosi è stato. Siamo partiti il 30 dicembre in mattinata da Rozzano, con il pullman e con l oftalmobile, alla volta di Berzano di Tortona, in un condominio solidale, dove siamo stati ospiti in un casolare ristrutturato. Abbiamo scelto l autogestione perché cosi potevamo davvero condividere ogni momento, e cosi è stato. Il momento più sentito è stato l arrivo del nostro don Carlo, parroco di Sant Ambrogio a Rozzano ed eletto nostro assistente spirituale del gruppo. Con lui abbiamo potuto celebrare la Santa Messa la sera del 31 dicembre e con lui abbiamo festeggiato l arrivo del nuovo anno. Eravamo in 24, ma abbiamo avuto la visita di alcuni volontari con le loro famiglie sia per il 31 dicembre che per il 1 gennaio. E stata un esperienza unica, 14

15 v i t a a s s o c i a t i v a particolare, e molto intensa. Ci ha fatto capire che ormai siamo davvero un gruppo e che il nostro essere OFTAL è davvero importante, perché ci sta facendo crescere anche a livello di fede e soprattutto di condivisione. Certo il pellegrinaggio rimarrà sempre il punto centrale di ogni nostro anno, ma questi momenti di ritrovo che viviamo ormai quasi mensilmente, sono davvero importanti e insostituibili. Grazie a tutti di esserci stati : ai genitori e ai ragazzi che hanno aderito, ai volontari che hanno deciso di passare un capodanno alternativo, alle nuove reclute che ancora non sono oftaliani, ma che hanno condiviso il nostro spirito, all oftal di Milano che ci sostiene in ogni nostra iniziativa, alla nostra amministrazione di Rozzano che ci ha dato una mano anche finanziariamente, e a don Carlo che è sempre presente. I volontari : Cristina, Elisa, zia Lety, Valentina, Mario, Andreone, Edoardo e Davide. I ragazzi: Davidone, Manuele, Sergino, Francesco, Max, Andreino, Claudio, Andrea, Daniele, Enrica, Patrizia, Selene, Tiziana. Le nuove reclute: Antonio, zia Gorizia, Cristina Cristina Baroni Pranzo di Natale 2008 Cosa possiamo dire della giornata trascorsa con i nostri ammalati e disabili il 14 dicembre al Centro Colleoni di Agrate? E stata una giornata bellissima, iniziata con l arrivo dei partecipanti, più di 300 persone, con tanti ammalati provenienti da istituti e case di riposo, chehanno avuto la possibilità di festeggiare il Natale nella famiglia oftaliana. Una giornata trascorsa con tanta gioia e i allegria, una vera festa! Don Paolo ci ha fatto il regalo di essere con noi celebrando la S. Messa con il nostro carissimo don Ettore, ormai ristabilito e questo è stato davvero un regalo di Natale, e così abbiamo trascorso la giornata in loro compagnia. Renato, bravissimo musicista, con i suoi brani ha vivacizzato la festa; la grande tombolata, animata con tanta vitalità e buonumore dai nostri brillanti giovani ha reso l atmosfera molto divertente e partecipe. Una giornata di vera amicizia, all insegna del buon umore e della spensieratezza, che ci ha fatto assaporare il vero senso del Natale: insieme ai piccoli incontro al Messia. Commissione vita associativa 15

16 In famiglia Nati: Enrico di Carulli Gianpaolo (barelliere) e Daria Carisaghi (dama) Milano Chiara di Maurizio Piazzardi (barelliere) e Valentina Bassetti (dama) Milano Hanno raggiunto la casa del Padre: Fiorenti Anna Maria Meani Anna dama Petris Santina Pizzi Angela Rampoldi Tona Ernestina Tarantola Luigi Volpini Loretta Milano Milano Milano Milano Milano Milano Milano Carissimi oftaliani, è imminente la tradizionale, irrinunciabile, mitica Campagna Uova, precisamente il 21 e 22 (nelle piazze) e- 28 e 29 marzo (nelle parrocchie), Come ben sappiamo dall esperienza degli anni trascorsi, non servono solo le uova, ma soprattutto un paio di altre tre cose: Buona volontà, disponibilità, entusiasmo e voglia di esserci (in piazza e in parrocchia), non sul divano o sugli sci, perché sappiamo che quel che stiamo facendo è qualcosa di bello e grande soprattutto per coloro che poi accompagneremo in pellegrinaggio. Quando saremo a Lourdes con coloro per i quali ci stiamo dando da fare, scommettiamo che nessuno ricorderà che si è dovuto alzare presto, ha dovuto caricare i furgoni; ha mangiato solo un panino, ha preso pioggia e vento; ha avuto mal di schiena per lo stare in piedi parecchie ore, ha raccolto numerosi dinieghi? Ora, tutto ciò lo abbiamo già sperimentato così come abbiamo sperimentato quella sottile, calda sensazione che ci entra nel cuore quando pensiamo che i nostri sforzi non sono fini a se stessi, la nostra fatica non verrà, come talvolta accade, spesa inutilmente, ma saranno gli abbracci di coloro che aiuteremo, saranno i loro sorrisi e i loro grazie a ripagarci di una mezza giornata in piazza a covare le uova! Questo invito è per tutti, nessuno escluso! Più siamo, prima facciamo; ci stancheremo di meno e non correremo il rischio di sentir dire sempre quelli! Quindi date la vostra disponibilità in segreteria al più presto, la nostra Fondazione Bernadette attende fiduciosa lo sforzo che già in passato siamo stati capaci di sostenere e proprio quest anno in occasione del 50 della sezione di Milano, dimostriamo di essere all altezza di questa missione possibile!!! 16

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