Turismo, sostenibilità, occupazione Un indagine esplorativa in provincia di Rimini. Novembre 2008

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3 Turismo, sostenibilità, occupazione Un indagine esplorativa in provincia di Rimini Novembre 2008

4 equipe di ricerca Nicola De Luigi Antonella Giallombardo Tatiana Giorgetti Alessandro Martelli Luca Tonelli Valerio Vanelli Marco Vincenzi hanno collaborato Daniele Brandi Ufficio Turismo Sostenibile Provincia di Rimini Massimo Briani Ufficio Turismo Sostenibile Provincia di Rimini Symon Buda Ufficio Promozione Turistica e Marketing Territoriale Provincia di Rimini Antonella Coppola Ente Cescot di Rimini Giuseppe Del Magno Centro per l impiego Provincia di Rimini Massimo Gavelli Centro per l impiego Provincia di Rimini Alessandro Giorgetti Ufficio Turismo Sostenibile Provincia di Rimini Federica Mancini Centro per l impiego Provincia di Rimini Stefano Masini Centro per l impiego Provincia di Rimini Michela Montanari Centro per l impiego Provincia di Rimini Fausto Patelli Ufficio Studi Camera di Commercio di Rimini si ringrazia per il contributo portato alla realizzazione della ricerca il Servizio Politiche del Lavoro della Provincia di Forlì-Cesena il Servizio Politiche del Lavoro della Provincia di Ravenna il Servizio Politiche del Lavoro della Provincia di Ferrara il Servizio Politiche del Lavoro e Ufficio Statistica della Provincia di Foggia l Ente APT della Provincia di Foggia il Servizio Lavoro e l Ufficio Turismo della Provincia di Lucca l Osservatorio Provinciale sul Turismo della Provincia di Lucca il Servizio Turismo della Regione Toscana l Ufficio Studi della Camera di Commercio di Venezia l Ente Veneto Lavoro della Regione Veneto l Ente per il Turismo dell Istria l Ufficio Centrale di Statistica (Central Bureau of Statistics) della Repubblica di Croazia l Ufficio Studi della Camera di Commercio di Rimini l Ente Cescot di Rimini

5 gli intervistati Marta Agostini Presidentessa Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità Luca Cevoli Direttore Associazione Italiana Albergatori di Riccione Stefano Giuliodori Albergatore Riccione Bike Hotels Massimo Gottifredi Presidente APT Emilia-Romagna Gabriele Guglielmi Presidente Ente Bilaterale Nazionale del Turismo Gianfranco Metalli Albergatore Hotel con Ecolabel Europeo Sandra Sazzini Responsabile Relazioni Internazionali Legambiente Turismo i partecipanti al focus group Daniele Santinelli Responsabile Ricerca e Sviluppo Ass. Albergatori di Riccione Roberta Tempera Albergatrice Hotel con Ecolabel Europeo Maria Luisa Todaro Coordinatrice Consorzio La strada dei vini e dei sapori Susanna Zamagna Albergatrice Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità p.le Bornaccini, Rimini tl

6 Indice Introduzione p. 7 Considerazioni introduttive sul concetto di turismo sostenibile p. 7 Certificazioni e marchi di qualità ambientale p. 10 Alcuni indicatori di sostenibilità delle destinazioni e delle imprese turistiche p Rimini e il turismo: una lettura comparata p Il fenomeno turistico in provincia di Rimini p Mercato del lavoro e occupazione nel settore turistico p Il lavoro nel settore turistico a Rimini: un analisi attraverso i dati p. 49 dei Centri per l impiego 2.1 Premessa p Le caratteristiche degli avviamenti negli alberghi/ristoranti p Analisi serie storica con comparazione rispetto agli altri settori economici p Un confronto con altre province competitor di Rimini p Un analisi delle caratteristiche socio-demografiche per settore economico p Un tentativo di sintesi p Gli avviati nell estate 2001 e il loro percorso professionale. Un analisi longitudinale per settore e rispetto ad altre variabili p Premessa p Le caratteristiche della coorte dei lavoratori stagionali del 2001 p Il percorso professionale dei lavoratori stagionali del 2001: analisi della coorte per il periodo p. 79 Scheda 1 Alcuni profili di lavoratori stagionali avviati tra il 2001 e il 2004 nel settore alberghiero/ristorativo p Analisi di alcuni profili consolidati fra il 2001 e il 2007 p Il passaggio al lavoro autonomo e all imprenditoria p Dimensioni e caratteristiche p L attività autonoma nella provincia di Rimini p. 99 Scheda 2 L autocandidatura: un portale per il lavoro stagionale nel turismo p. 105

7 4. Sostenibilità e qualità del lavoro: un indagine presso gli albergatori di esercizi eco-sostenibili e presso i lavoratori stagionali del settore del turismo p Premessa p Le caratteristiche degli alberghi coinvolti nell indagine p La dimensione occupazionale p Il marchio Ecolabel di Legambiente p L indagine presso i lavoratori p Premessa p Le caratteristiche dei lavoratori stagionali intervistati p La soddisfazione p La certificazione di qualità ambientale p. 131 Scheda 3 Le Unioni di Prodotto p Il turismo sostenibile nella prospettiva degli attori locali p Premessa p Il significato del turismo sostenibile p La dimensione sociale del turismo sostenibile: il lavoro p Identità, cultura e territorio: risorse per la sostenibilità del turismo p Il turismo sostenibile: fattori trainanti, ostacoli e ruolo della comunità locale p. 165 Bibliografia p. 175

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9 Introduzione Considerazioni introduttive sul concetto di turismo sostenibile La seconda metà del Novecento ha visto un impetuosa crescita dell industria turistica che si è progressivamente estesa dalle economie occidentali ai Paesi in via di sviluppo 1. Negli stessi anni si è assistito ad un mutamento degli orientamenti scientifici riguardo allo sfruttamento delle risorse naturali che ha portato ad una crescita nella consapevolezza sia dell ambiente come valore, sia della relazione tra ecosistema e comportamento umano. Questi importanti cambiamenti culturali hanno lentamente condizionato l agenda politica dei governi nazionali e degli organismi sovra-nazionali aprendo il dibattito su modelli alternativi di sviluppo socioeconomico. Nel 1987 Gro Harlem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale sull Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite, presenta un rapporto in cui si indica come sviluppo sostenibile quello in grado di rispondere alle necessità del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze 2. L anno seguente l Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) introduce per la prima volta il concetto di turismo sostenibile. Secondo l OMT esso deve essere il principio guida per una gestione delle risorse tale che i bisogni economici, sociali ed estetici possano essere soddisfatti e contemporaneamente possano essere preservati l integrità culturale, gli equilibri fondamentali della natura, la biodiversità ed il sostegno al miglioramento della qualità della vita. Durante la conferenza ONU su ambiente e sviluppo sostenibile, tenutasi a Rio de Janiero nel 1992, viene sottoscritto da oltre un centinaio di governi, un documento noto come Agenda 21 che individua specifici obiettivi e azioni per convertire i modelli di sviluppo verso i principi della sostenibilità. All interno dello stesso documento viene evidenziato il ruolo del turismo nella salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali. Nel 1995 a Lanzarote (Spagna) si svolge la prima Conferenza Mondiale sul Turismo Sostenibile al termine della quale viene redatta la Carta per un turismo sostenibile al cui interno si afferma che lo sviluppo del turismo deve essere [...] 1 Secondo le stime dell Organizzazione Mondiale del Turismo il movimento turistico internazionale è passato dai milioni di arrivi del 1950 agli oltre 800 milioni del G.H. Brundtland et al., Il futuro di noi tutti. Rapporto della commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, Milano, Bompiani,

10 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi della comunità locale. Lo sviluppo sostenibile è un processo guidato che prevede una gestione globale delle risorse per assicurarne la redditività, consentendo la salvaguardia del nostro capitale naturale e culturale 3. L OMT nel 2004 ha riproposto una definizione di turismo sostenibile con l obiettivo di valorizzare i risultati raggiunti. Il turismo sostenibile dovrebbe: - tutelare le risorse ambientali, che costituiscono un elemento chiave nello sviluppo del turismo, conservando i processi ecologici essenziali e sostenendo la conservazione del patrimonio naturale e la biodiversità; - rispettare l autenticità socio-culturale della comunità ospitante, conservare il patrimonio culturale e le tradizioni, contribuendo alla comprensione e alla tolleranza interculturale; - garantire la prosperità economica nel lungo periodo, offrendo benefici socioeconomici equamente distribuiti a tutti gli interlocutori sociali; tra cui occupazione stabile, possibilità di conseguire un reddito e servizi sociali per le comunità ospitanti; nonché contribuendo alla riduzione della povertà. Non è questa la sede per entrare nel dibattito teorico sull argomento che con il passare del tempo si è notevolmente arricchito di contributi, senza peraltro giungere ad una definizione unanimemente riconosciuta 4. Tuttavia, dalle numerose Carte e Dichiarazioni prodotte a livello internazionale nell ultimo ventennio, è possibile individuare alcune caratteristiche essenziali del turismo sostenibile 5. Innanzitutto, il concetto di sostenibilità nell ambito dell attività turistica assume sia una valenza ecologica, riconducibile alla conservazione degli equilibri di tutte le componenti dell ambiente naturale (flora, fauna, clima, ecc.), sia una antropologica relativa alla persistenza della fruibilità di una destinazione per ondate successive di turisti 6. Risulta, perciò, essenziale una valutazione degli effetti a medio-lungo termine che renda il modello turistico durevole nel tempo e non centrato su una crescita a breve termine nella domanda di visitatori. Diviene, quindi, importante realizzare un corretto dimensionamento sia nel tempo che nello spazio del fenomeno turistico. Praticare la sostenibilità significa orientarsi verso una destagionalizzazione dei flussi turistici e porre una maggiore attenzione alla capacità di accoglienza del territorio. Tutto ciò comporta un attività di pianificazione e programmazione che, 3 Conferenza Mondiale sul Turismo Sostenibile, Carta della Conferenza Mondiale sul turismo sostenibile, Lanzarote (Spagna), Aprile D. Weaver, Sustainable tourism: theory and practice, Butterworth-Heinemann, Boston, Anche l Unione Europea è intervenuta sul tema con una serie di documenti e risoluzioni che sono culminati nel 2007 in una Comunicazione della Commissione dal titolo Agenda per un turismo europeo sostenibile e competitivo. Al suo interno sono individuati una serie di principi per coniugare sostenibilità e competitività nel settore turistico. Cfr. Commissione delle Comunità Europee, Agenda per un turismo sostenibile e competitivo, COM (2007) 621 definitivo, Bruxelles, 19/10/ C. Bizzarri, G. Querini, Economia del turismo sostenibile. Analisi teorica e casi di studio, FrancoAngeli, Milano,

11 Introduzione partendo dall analisi delle condizioni iniziali, sia sostenuta da un monitoraggio continuo delle diverse variabili. Lo sviluppo turistico sostenibile dovrebbe essere il risultato di un processo guidato nel quale tutti gli attori coinvolti sono chiamati a partecipare nelle decisioni che riguardano la realtà locale 7. Un altro elemento importante concerne l integrazione dell esperienza turistica con le risorse del luogo che comprendono non solo il patrimonio naturale, ma anche le tradizioni popolari, la storia, l architettura, l eno-gastronomia e tutto quello che rimanda all identità culturale del territorio. La difesa dell ambiente naturale appare, infatti, strettamente collegata alla tutela e alla valorizzazione della cultura locale nelle sue diverse manifestazioni. Ovviamente la sostenibilità passa attraverso una riduzione degli impatti ambientali prodotti dall industria del turismo. Essa si realizza con una serie di azioni che vanno dal risparmio idrico ed energetico all incremento degli acquisti ecologici, da una corretta gestione dei rifiuti all uso di energie rinnovabili, dagli interventi specifici sulla mobilità alla tutela del paesaggio naturale. L attenzione agli equilibri ambientali non significa, però, rinunciare allo sviluppo economico ed agli effetti positivi che un attività turistica fiorente e competitiva può avere sulla comunità locale. La crescita del settore turistico in termini di sostenibilità dovrebbe migliorare il livello di vita della popolazione residente, creando nuovi posti lavoro e garantendo condizioni lavorative accettabili. Dal momento che la dimensione occupazionale costituisce la prospettiva principale con cui il presente rapporto analizza il fenomeno turistico, è interessante evidenziare alcuni riferimenti a questo aspetto specifico presenti nel dibattito sulla sostenibilità. Una della azioni raccomandate nella Carta di Rimini per il turismo sostenibile (giugno 2001) per assicurare una buona gestione delle infrastrutture turistiche consiste nel garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e nel promuovere la Certificazione Etica (SA 8000 o altri modelli riconosciuti) 8. Tra i dodici obiettivi per un turismo sostenibile individuati, nel 2005, dall OMT e dal Programma delle Nazioni Unite per l Ambiente (UNEP) viene espressamente indicata anche la qualità del lavoro. L invito rivolto è quello di...rafforzare il numero e la qualità dei posti di lavoro creati localmente e sostenuti dal turismo, compreso il livello delle paghe, le condizioni di servizio e la disponibilità verso tutti senza discriminazione di genere, razza, disabilità o altro 9. 7 Il programma di Agenda 21 Locale prevede la creazione di forum e di tavoli di discussione con la partecipazione dei principali attori sul territorio al fine di arrivare alla definizione di un Piano di Azione locale per lo sviluppo sostenibile. 8 Conferenza Internazionale sul Turismo Sostenibile, Carta di Rimini per il Turismo Sostenibile, Rimini, Giugno World Tourism Organization-United Nations Environment Programme, Making tourism more sustainable. A guide for policy makers,

12 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini L ultimo rapporto del Gruppo per la Sostenibilità del Turismo (GST), creato dalla Commissione Europea, include il miglioramento della qualità del lavoro turistico tra gli otto obiettivi chiave per la sostenibilità del turismo europeo 10. Nello specifico vengono indicate quattro aree di intervento: - Livelli salariali e servizi previdenziali - Distribuzione, durata e uniformità dell orario di lavoro - Continuità del rapporto di lavoro - Avanzamento e opportunità di carriera Secondo il GST questi interventi devono essere accompagnati sia dallo sviluppo di una progettazione nella gestione delle risorse umane, sia dal rafforzamento del dialogo tra datori di lavoro, dipendenti e loro organizzazioni di rappresentanza 11. Infine, nel corso del 6º Forum europeo del turismo, che si è tenuto a Portimao (Portogallo) nell ottobre 2007, il dibattito tra amministratori europei, accademici e addetti ai lavori ha riguardato anche i modi per sviluppare l'occupazione nel comparto, individuando nuove figure professionali legate alla creazione e alla comunicazione della sostenibilità. Per concludere, si può osservare come il tema del lavoro sia presente nel dibattito sul turismo sostenibile, benché i riferimenti espliciti ad esso siano limitati rispetto ad altre questioni. L attenzione maggiore è senza dubbio rivolta all ambiente rispetto al quale sono stati introdotti specifici strumenti per rilevarne la qualità ed il tipo di impatti, che interessano sia le destinazioni turistiche che le strutture ricettive. Spiagge, porticcioli, comuni costieri e località dell entroterra possono ottenere riconoscimenti sotto il profilo della sostenibilità ambientale che hanno valore sul territorio nazionale (Bandiera Arancione, 5 Vele) o a livello internazionale (Bandiera blu). Per quanto riguarda le strutture ricettive, le azioni a favore del turismo sostenibile si sono tradotte fondamentalmente nell adozione di criteri ecologici e/o nell introduzione dei sistemi di gestione ambientale. Nelle pagine che seguono si porrà l attenzione su questi strumenti di politica ambientale, analizzandone la situazione relativamente agli alberghi e agli esercizi extra-alberghieri, i quali rappresentano l asse portante dell economia del turismo. Certificazioni e marchi di qualità ambientale Dopo aver introdotto il concetto di turismo sostenibile, in questo paragrafo si presenteranno alcuni dati relativi alle principali certificazioni e marchi di qualità 10 Gruppo per la Sostenibilità del Turismo, Azione per un turismo europeo più sostenibile, Febbraio Un azione efficace su tali questioni potrebbe contribuire sia a risolvere il problema del reclutamento di personale, sia a ridurre gli elevati tassi di turn over che interessano gli occupati del settore turistico. Ibidem, p

13 Introduzione esistenti in Italia. Per poter comparare tra loro i dati verranno analizzati solo gli esercizi ricettivi ai quali possono essere applicati tutti gli strumenti di politica ambientale presi in considerazione. Come si è detto, nel corso degli ultimi anni, diversi operatori del settore turistico hanno introdotto nelle loro imprese dei sistemi di gestione ambientale (SGA). Essi sono degli strumenti operativi con i quali le aziende garantiscono sia il controllo ed il miglioramento degli impatti ambientali prodotti, che un attività di sensibilizzazione verso i clienti ed il personale occupato 12. La metodologia su cui si basa un SGA è la cosiddetta spirale del miglioramento continuo che può essere sintetizzata in quattro fasi essenziali: pianificazione delle azioni, attuazione, controllo, riesame e miglioramento 13. Nella fase di pianificazione si definisce la posizione rispetto alla situazione ambientale. Ciò significa svolgere un accurata analisi iniziale, una ricognizione delle prescrizioni legislative, la definizione degli obiettivi e di un programma di gestione ambientale. Nella fase di attuazione del SGA, si identificano la struttura organizzativa, le responsabilità, le procedure e le risorse per conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale. Nella fase di controllo del SGA si esaminano le eventuali non conformità e si adottano le azioni correttive opportune. La fase finale coincide con la revisione generale del SGA per individuare eventuali azioni migliorative. Le principali norme internazionali che disciplinano i sistemi di gestione ambientale e consentono alle aziende di richiedere la certificazione, sono due: lo Standard UNI EN ISO 14001, riconosciuto a livello mondiale ed il Regolamento CE 761/2001 EMAS II, la cui applicazione interessa i Paesi europei. Lo Standard ISO è una norma di carattere volontario, introdotta per la prima volta nel 1996, che viene rilasciata da un organismo indipendente accreditato ed è riferibile a qualsiasi tipo di organizzazione, sia nel settore dei servizi sia in quello manifatturiero. Si tratta di una norma tecnica, dal momento che indica non solo gli obiettivi da raggiungere, ma anche come fare, definendo le caratteristiche del SGA di cui una organizzazione si deve dotare per ottenere il miglioramento delle performance ambientali. All inizio del 2007, l Italia, con organizzazioni certificate ISO 14001, si poneva al quarto posto nel mondo dietro il Giappone (21.779), la Cina (18.979) e la Spagna (8.081), mostrando comunque un numero di certificazioni nettamente più alto 12 Provincia di Rimini Assessorato al Turismo, L Ecolabel Europeo per il servizio di ricettività turistica. Linee guida per l applicazione e rassegna delle esperienze esistenti, in Manuali operativi per le imprese turistiche, n. 5, giugno Il metodo è meglio conosciuto con l acronimo inglese PDCA (plan do check act) che descrive le quattro fasi previste. Cfr. D. Stefano, E. Grato, G. Zurlini, I sistemi di gestione ambientale nelle strutture ricettive: Linee di indirizzo per la progettazione e la realizzazione, Manni, San Cesario di Lecce,

14 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini di tutti gli altri Paesi europei ed anche degli Stati Uniti (8.081) 14. Il dato nazionale è in realtà ulteriormente cresciuto raggiungendo nel novembre del 2007 le organizzazioni certificate con un incremento di oltre unità rispetto alla situazione del 2002 (2.081 certificazioni) 15. In questo quadro è interessante osservare la situazione italiana relativamente agli alberghi ed alle altre strutture ricettive extraalberghiere 16. Nella primavera del 2008 erano 347 le organizzazioni, riconducibili a questa categoria, con un sistema di gestione certificato ISO e la tabella sottostante ne descrive la ripartizione su base provinciale. Tab. 1 Graduatoria delle prime 20 province italiane con strutture ricettive certificate ISO14001 (Aprile 2008) Province Strutture ricettive Napoli 79 Salerno 30 Livorno 18 Grosseto 16 Venezia 14 Messina 13 Palermo 11 Catania 10 Cosenza 9 Foggia 8 Avellino 6 Benevento 6 Cagliari 6 Sassari 6 Verona 6 Bari 5 Lecce 5 La Spezia 5 Teramo 5 Vibo Valenzia 5 Fonte: sito SINCERT. Elaborazione Centro Studi Anche se la tabella, per agevolarne la lettura, contiene solo le prime venti province, esistono imprese turistiche con sistema di gestione certificato ISO in 14 Un quadro sulla situazione mondiale delle certificazioni ISO è stato curato da R. Peglau dell Agenzia Ambientale Federale Tedesca e pubblicato sul sito 15 L APAT pubblica le statistiche sull evoluzione del numero delle certificazioni ISO rilasciate in Italia sul sito 16 Gli alberghi e gli esercizi extra-alberghieri si trovano all interno del settore di accreditamento Alberghi, ristoranti, bar che comprende anche i servizi di ristorazione collettiva e gli stabilimenti balneari. Nella costruzione della tabella sono state escluse tutte le organizzazioni/aziende non riconducibili agli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri. 12

15 Introduzione altre 64 realtà provinciali che si trovano all interno di tutte le regioni italiane. Relativamente alle strutture ricettive la ripartizione delle certificazioni non è omogenea sul territorio nazionale, dal momento che il 70% di esse si trova nella parte meridionale e insulare, mentre il restante 30% risulta quasi equamente ripartito tra il Centro ed il Nord Italia. In testa alla graduatoria si trova la provincia di Napoli dove si registrano 79 aziende del settore con certificazione ISO14001, situate prevalentemente nelle zone più turistiche quali Ischia, Capri e Sorrento. Il secondo posto ottenuto da Salerno (soprattutto grazie alla Costiera amalfitana) conferma la Campania quale leader a livello nazionale, in linea con quanto già rilevato nel 2005 quando questa regione era la prima in Italia, nel settore Alberghi, ristoranti e bar, con 40 organizzazioni certificate 17. Insieme allo Standard ISO l altra certificazione ambientale riconosciuta a livello europeo è il regolamento EMAS (Environmental Management and Audit Scheme) che è stato adottato dalla Commissione Europea nel La sua introduzione nasce con l obiettivo del miglioramento volontario delle prestazioni ambientali di un impresa industriale ed è stato sostituito nel 2001 con il regolamento n. 761, noto con il nome di EMAS II 19. Questa nuova versione ha apportato alcune novità tra cui le più importanti sono da un lato l allargamento della registrazione EMAS anche al settore dei servizi e dall altro l introduzione, all interno del regolamento, della procedura ISO per quanto riguarda il sistema di gestione ambientale 20. Secondo i dati della Direzione Generale Ambiente della Commissione UE, alla fine di maggio nel registro EMAS italiano risultavano inserite 810 organizzazioni; un dato che pone il nostro Paese al terzo posto tra quelli europei dietro la capolista Germania, con e la Spagna che conta 964 organizzazioni registrate 22. Si tratta di un risultato di grande rilievo se si considera che, soltanto cinque anni prima, l Italia compariva alle spalle anche di Austria, Danimarca e 17 Nel febbraio 2005 le prime tre regioni italiane con aziende certificate nel settore Alberghi, ristoranti e bar erano la Campania (40), il Veneto (31) e la Sicilia (26). Cfr. L. Andriola, S. Sonnino, A. Vizzani, La gestione ambientale delle strutture ricettive in E. Becheri et al. (a cura di), Rapporto sul turismo italiano. XIV^ edizione , Mercury, Firenze, In realtà in Italia la prima registrazione EMAS è avvenuta solo alla fine del 1997 a causa del ritardo nell approvazione delle procedure nazionali per il funzionamento dello schema rispetto agli altri Paesi europei. Cfr. P. Molinas, S. Ubaldini, M. Soraci, EMAS: dieci anni di applicazione in Italia, in Regioni e Ambiente, n. 1, 2008, disponibile al sito 19 Il regolamento EMAS II fa esplicito riferimento al coinvolgimento dei dipendenti nel miglioramento delle prestazioni ambientali dell organizzazione. Inoltre, nell Analisi Ambientale Iniziale si prevede anche per il personale occupato una descrizione dettagliata che indichi: tipologia e numero; presenza media e zone di provenienza; modalità di spostamento da e per la struttura turistica. 20 Una differenza importante che rimane tra lo Standard ISO ed il regolamento EMAS II consiste nella presenza in quest ultimo di una fase specifica denominata Dichiarazione Ambientale che rappresenta uno strumento divulgativo del SGA verso l esterno. 21 Disponibili al sito 22 P. Molinas, S. Ubaldini, M. Soraci, op. cit. 13

16 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini Svezia, che nel periodo considerato hanno avuto una flessione nel numero di registrazioni. Il trend crescente rilevato a livello nazionale è il risultato di un incremento che ha interessato sia il settore privato che quello pubblico e sta continuando a ritmi decisamente sostenuti. Per dare un idea di questo andamento è sufficiente ricordare che al dicembre 2007 risultavano inserite nel registro nazionale 740 organizzazioni, il che significa un aumento di circa il 10 % (70 unità) nel volgere di soli cinque mesi. A quella data, secondo un indagine dell Agenzia italiana per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT), la distribuzione delle registrazioni EMAS, per tipo di attività economica, vedeva al primo posto l industria alimentare (106), seguita dal comparto energetico (77) e quindi dalle società di smaltimento rifiuti e dalle Pubbliche Amministrazioni appaiate con 73 registrazioni. In questa graduatoria il settore Alberghi e ristoranti si collocava nelle posizioni di coda, facendo registrare 21 aziende certificate, pari a circa il 3% del totale. A livello territoriale l adesione ad EMAS, non risultava distribuita in modo uniforme dal momento che il 53% delle registrazioni si concentrava nell Italia settentrionale, il 27% in quella centrale ed il restante 20% nella parte meridionale e nelle isole. Attraverso i dati pubblicati sul sito dell APAT è possibile ricostruire un quadro più aggiornato delle registrazioni EMAS, ripartito su base provinciale e relativo ai soli esercizi ricettivi. Tab. 2 Le strutture ricettive con registrazione EMAS nelle province italiane (Aprile 2008) Graduatoria delle province Alberghi Strutture extraalberghiere Totale italiane Grosseto Rovigo Siena Perugia Roma Verbania Ogliastra Matera Messina Pescara Livorno Ancona Venezia Totale Italia Fonte: sito APAT, elaborazione Centro Studi La tabella 2 mostra una graduatoria delle 13 province italiane nelle quali sono presenti strutture ricettive con registrazione EMAS e da essa si possono trarre alcune considerazioni. Innanzitutto, sebbene i numeri siano ancora inferiori rispetto ad altre aree di attività economica, anche il settore turistico è interessato da un andamento 14

17 Introduzione crescente nel numero delle adesioni. All interno di quest ultimo, diversamente dagli altri strumenti per la sostenibilità presi in considerazione, le registrazioni EMAS sono più diffuse tra le strutture extra-alberghiere, soprattutto i campeggi, rispetto agli alberghi. Se si considera il totale delle strutture ricettive la provincia di Grosseto presenta la quantità maggiore di aziende che hanno adottato questo sistema di gestione ambientale, mentre a Rovigo spetta il primato tra gli esercizi alberghieri. Infine, in questo specifico settore non emerge la stessa ripartizione territoriale rilevata sul totale delle registrazioni EMAS, dal momento che delle 13 province elencate soltanto due appartengono al Nord, mentre le restanti undici si trovano nel Centro, nel Sud e nelle isole. Oltre alle certificazioni un altro importante strumento per uno sviluppo sostenibile del turismo è rappresentato dai marchi di qualità ambientale, attraverso cui le imprese del settore ricevono un riconoscimento esterno al loro impegno per la sostenibilità 23. All interno dell Unione Europea è stato istituito un marchio ufficiale di qualità ecologica, l Ecolabel europeo, con lo scopo di segnalare ai consumatori dei Paesi membri i prodotti e i servizi che hanno minori impatti ambientali rispetto agli altri, in quanto rispettano i criteri ecologici stabiliti a livello comunitario. Tali criteri, in sintesi, hanno lo scopo di ridurre i consumi idrici ed energetici, limitare la produzione di rifiuti, favorire l uso di risorse rinnovabili e di sostanze che sono meno nocive per l ambiente, nonché promuovere l educazione ambientale 24. Dal 2003 la richiesta di assegnazione dell Ecolabel europeo può essere inoltrata anche per i servizi di ricettività turistica quali alberghi, pensioni, residence, affittacamere e campeggi. L APAT ha reso noto che nel mese di marzo 2008 l Italia ha raggiunto le 200 certificazioni Ecolabel, considerando insieme sia i prodotti che i servizi. Si tratta di un valore limitato in termini assoluti, ma che assume grande rilievo in chiave comparativa poichè pone il nostro Paese in una posizione di netto vantaggio rispetto a tutti gli altri partner europei. La Francia, che occupa il secondo posto nella graduatoria, presenta la metà delle licenze Ecolabel e le altre nazioni che seguono, vale a dire Danimarca, la Germania e la Spagna mostrano un divario ancora maggiore avendo rispettivamente 61, 43 e 31 marchi di qualità europea. In Italia, il gruppo di prodotti e servizi al cui interno si registrano più Ecolabel è quello dei servizi di ricettività turistica, che con 91 licenze rappresentano oltre il 45% 23 L unico ecolabel riconosciuto a livello mondiale è Green Globe 21 che ha una buona diffusione nei Paesi anglofoni, nelle Americhe, in Asia e Oceania, mentre è meno presente in Europa. Cfr. D. Weaver, op.cit. 24 Essi sono complessivamente 84, di cui 37 obbligatori e 47 opzionali. A ciascuno di questi ultimi viene assegnato un punteggio e la struttura turistica per ricevere il marchio di qualità deve raggiungere un risultato minimo. Cfr. Provincia di Rimini Assessorato al Turismo, L Ecolabel Europeo per il servizio di ricettività turistica. Linee guida per l applicazione e rassegna delle esperienze esistenti, in Manuali operativi per le imprese turistiche, n. 5, giugno

18 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini del totale. Se ad esse si aggiungono i 9 servizi di campeggio che hanno ottenuto questo marchio di qualità, si arriva ad un contributo del comparto turistico pari alla metà di tutte le licenze esistenti in ambito nazionale. La tendenza alla crescita riscontrata negli ultimi anni, si conferma anche a distanza di pochi mesi, come si vede dalla tabella 3 che riporta i dati relativi agli esercizi alberghieri e ai campeggi aggiornati al giugno Tab. 3 Le strutture ricettive con Ecolabel Europeo nelle province italiane (Giugno 2008) Graduatoria delle province Alberghi Strutture extraalberghiere Totale italiane Trento Cuneo Torino Livorno Rimini Ravenna Nuoro Asti Grosseto Firenze Brindisi Vicenza Ogliastra La Spezia Catanzaro Bari Trapani Udine Pistoia Venezia Perugia Totale Italia Fonte: sito APAT, elaborazione Centro Studi Dalla tabella si osserva come il marchio di qualità ambientale europeo risulti più diffuso tra gli esercizi alberghieri (66 aziende) che non tra le altre strutture ricettive (43 aziende). Rispetto all insieme di prodotti e servizi, le licenze Ecolabel riconducibili al settore turistico appaiono ancora più squilibrate sotto il profilo territoriale. Le province settentrionali comprendono, infatti oltre l 83% di servizi alberghieri ed extra-alberghieri certificati, quelle dell Italia centrale il 10%, mentre il Sud e le isole confermano una quota vicina al 6%. Tale supremazia è in larga parte dovuta al risultato della provincia di Trento che si distingue nettamente dalle altre realtà italiane con le sue 65 licenze Ecolabel, suddivise in prevalenza tra hotel e campeggi. Infine, Rimini si pone al quinto posto 16

19 Introduzione della graduatoria nazionale e risulta, insieme a Ravenna, l unica provincia dell Emilia-Romagna ad avere strutture turistiche con questo marchio di qualità. Dopo aver descritto la situazione relativamente ad alcuni strumenti di politica ambientale riconosciuti a livello mondiale ed europeo, è possibile concludere questa breve panoramica con alcuni dati sul principale marchio di qualità ambientale nazionale: l Ecolabel di Legambiente Turismo. La principale associazione ambientalista in Italia ha introdotto nel 1997 l'etichetta ecologica "Consigliato per l'impegno in difesa dell'ambiente" che contraddistingue le strutture ricettive (hotel, camping, agriturismi, ostelli per la gioventù, residence, B&B) con una particolare sensibilità in materia di impatto ambientale e di promozione del territorio circostante. Un azienda turistica con questo marchio di qualità deve attivarsi sia per migliorare la propria gestione ambientale riducendo i consumi critici, sia per sensibilizzare i propri ospiti sull'obiettivo comune di salvaguardare la qualità dell'ambiente. Legambiente Turismo ha realizzato un proprio decalogo che si articola in più versioni secondo la particolarità del territorio (aree balneari, città d'arte, aree interne e di montagna, ecc.) e racchiude in pochi punti le azioni richieste alle strutture aderenti. Tra i principi guida c è innanzitutto l'uso razionale delle risorse naturali, il sostegno alla mobilità collettiva e leggera, la sicurezza degli alimenti. Inoltre, si intende promuovere l articolazione del settore turistico in strutture piccole e qualificate, nonché valorizzare la specificità del territorio attraverso la riscoperta del patrimonio culturale, artistico ed eno-gastronomico. Nell arco di un decennio l'etichetta ecologica "Consigliato per l'impegno in difesa dell'ambiente" si è progressivamente diffusa su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo sia gli alberghi che gli esercizi extra-alberghieri. La tabella 4 presenta la ripartizione su base provinciale delle strutture ricettive che, nella primavera del 2008, aderivano al progetto di sostenibilità ambientale promosso da Legambiente Turismo. Un primo elemento da evidenziare riguarda la prevalenza degli esercizi alberghieri (168 aziende) rispetto alle altre strutture ricettive (131 aziende) tra coloro che hanno acquisito il marchio di qualità ecologica di Legambiente. Dal punto di vista della ripartizione territoriale il 52% degli aderenti si colloca nelle regioni settentrionali (di cui ben 114, pari a circa il 40% del totale, nella sola Emilia- Romagna); il 36% circa nell Italia centrale ed il 12% nella parte meridionale e insulare. 17

20 TURISMO, SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE Un'indagine esplorativa in provincia di Rimini Tab. 4 Le strutture ricettive Consigliate per l impegno in difesa dell ambiente nelle province italiane (Aprile 2008) Province Alberghi Strutture extraalberghiere Totale Rimini Altre province dell Emilia-Romagna Ferrara Forlì-Cesena Ravenna Bologna Modena Parma Graduatoria delle altre province italiane Livorno Rovigo Ancona Brescia Salerno Grosseto Ascoli Piceno Macerata Latina Giulianova Palermo Teramo Firenze Reggio Calabria Udine Lucca Venezia Perugia Arezzo Totale Italia Fonte: sito Legambiente, elaborazione Centro Studi All interno della graduatoria spicca il primato della provincia di Rimini, che con 58 aziende alberghiere aderenti al progetto di Legambiente si pone nettamente alla guida delle province italiane e rappresenta circa un quinto del totale nazionale. Gli esercizi in possesso di questo marchio di qualità ambientale sono ripartiti lungo tutte le principali località del distretto turistico riminese che va da Cattolica (2 alberghi) a Bellaria-Igea Marina (18 alberghi), passando per Riccione e Rimini (rispettivamente 18 e 20 alberghi). Da questa breve rassegna sulle certificazioni e gli ecolabel presenti nel nostro Paese è possibile trarre qualche riflessione conclusiva. Innanzitutto, in una comparazione a livello internazionale l Italia si colloca ai vertici per numero di 18

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