Integrazione cercasi

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1 7 Periodico di immigrazione in Emilia-Romagna anno 4 - numero 2 - Luglio 2005 Spedizione periodico in abbonamento postale L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n 46) art.1, comma 1, DCB (Bologna) Integrazione cercasi Il Sofà in questo numero presenterà ai lettori alcune Associazioni in Regione, argomenti e srivizi legati al bisogno crescente di integrazione tra immigrati e la comunità d accoglienza. SE BUSCA INTEGRACIÓN En el presente número, il Sofà, presentará a los lectores algunas de las asociaciones en la Región Emilia Romagna, argumentos y servicios vinculados a la necesidad creciente de integración entre los inmigrantes y la comunidad italiana. DI SIMONA ARTANIDI in collaborazione con Valeria Engroba Gli immigrati in Italia, in particolare nella nostra Regione, aumentano progressivamente nel loro numero. Il grado di radicamento raggiunto nelle diverse comunità dell Emilia Romagna conduce inevitabilmente a formulare una serie di osservazioni concernenti il fenomeno dell immigrazione, soprattutto mettendo in luce le opportunità di integrazione, in vista di una convivenza interculturale. Tuttavia, per creare tali presupposti, è necessario fondare i rapporti umani sulla fiducia nell altro, che non esclude la fiducia nelle proprie convinzioni. Di conseguenza, l apertura all interculturalità è arricchente. Ci permette di crescere, di essere trasformati, ci stimola a diventare più critici, meno assolutisti e amplia il nostro campo di tolleranza. Inoltre, ci fa scoprire, nelle stesse radici della nostra cultura, quei punti di intersezione per una crescita armoniosa della cultura medesima. (Raimon Panikkar, da Pace e interculturalità, Milano 2002, pp ) Il Sofà in questo numero presenterà ai lettori le Associazioni, i servizi e le tematiche legate al bisogno crescente di integrazione tra gli immigrati e la comunità in cui essi vivono. Numerose sono le Associazioni che si impegnano nel favorire l integrazione del popolo migrante: I Cittadini del Mondo di Ferrara, oltre ad offrire assistenza nelle pratiche burocratiche che ciascuno di essi deve affrontare per essere in regola con le leggi italiane, da più di dieci anni continua ad impegnarsi nella promozione dei diritti degli immigrati, nella lotta contro le discriminazioni e, in particolare, a favore del diritto di voto. Naturalmente, la strada verso l integrazione procede per gradi e comincia dai domini comuni della vita quotidiana: l interculturalità si riflette nella scuola, dove i bambini rappresentano i primi individui ad essere educati alla diversità. Attraverso il gioco e con l aiuto di mediatori interculturali, i bambini e i genitori, italiani e stranieri, imparano a convivere con le diversità e ad apprezzare culture nuove. A Bologna, l Associazione Scholè Futuro contribuisce ad alimentare i valori dell integrazione attraverso l organizzazione di corsi di italiano e di educazione alla fruibilità dei servizi pubblici e di avvicinamento al mondo istituzionale. Nel contempo, il coordinamento di corsi di cucito, permette di dare spazio e di valorizzare le singole competenze delle donne immigrate che si riuniscono per parteciparvi. Da Parma, l Associazione delle Vagamonde, sulla scia delle tante nel territorio emiliano romagnolo, rinnova il suo impegno per la promozione dell integrazione sociale e la valorizzazione degli individui. L Associazione offre spazi alle vagamonde della città, ovvero le donne straniere, per incontrarsi, conoscersi, ricevere informazioni e orientarsi nei nuovi percorsi intrapresi in Italia. Alla famiglia è dedicato ampio spazio in questo numero del giornale con l intento di valorizzare un universo, fatto di comprensione, forza, coraggio e tenerezza, in un mondo in cui si spera che siano esempio di accoglienza e di valorizzazione della diversità. A questo proposito, anche i progetti dell Associazione Diversa/mente riflettono il bisogno di raggiungere l integrazione soprattutto nelle scuole, tra i bambini, attraverso la realizzazione di un giardino interetnico. I migranti fanno ormai parte del tessuto sociale, non solo perché la rilevante presenza nelle scuole, negli ospedali, nei servizi del terzo settore cresce di giorno in giorno, ma anche perché entrano a pieno titolo nella struttura economica del Paese, attraverso la costituzione di una classe imprenditoriale attiva e responsabile. Il processo di radicamento degli immigrati nel tessuto sociale della Regione Emilia Romagna si evidenzia soprattutto nelle richieste che essi avanzano alle banche per l accesso ai comuni servizi, quali prestiti e finanziamenti, al pari degli autoctoni, per acquistare una casa o per intraprendere attività economiche in proprio. Le banche dimostrano ancora oggi un grado di impreparazione nei confronti delle esigenze di questa nuova fetta di mercato clientelare, sebbene alcune di esse stiano studiando soluzioni ad hoc per migliorare i rapporti con il popolo migrante. Infatti, una tra le prime banche a sperimentare e adottare con continuità una nuova formula studiata per gli immigrati, è stata la Banca di Credito Cooperativo (BCC), la quale, attraverso il progetto denominato Radici, ha dato la possibilità a molti lavoratori stranieri di mettere in piedi quei progetti di radicamento, di integrazione e di sviluppo delle capacità, fondamentali per la piena acquisizione dei diritti della cittadinanza attiva in Regione. Comportamenti pratici in caso di incidente stradale. Il primo valore sei tu Comportement correcte dans le cas d un accident routier. C est toi la première valeure INFORTUNISTICA STRADALE INFORTUNI SUL LAVORO INFORTUNI SPORTIVI E NON RIVALSA DEL DATORE DI LAVORO RESPONSABILITÀ CIVILE IN GENERE A practical guidance about car accidents. You are the one who matters Sede di Bologna: via Lame, 113 A/B, Bologna - tel fax

2 PAGINA DUE DONNE E CULTURA Tanti quesiti sulle donne musulmane Una riflessione sugli incontri sul mondo arabo rivolti agli operatori italiani In occasione degli incontri svolti nella Provincia di Bologna uno degli argomenti che da sempre suscita grande interesse e curiosità è la condizione della donna nella società islamica. Vorrei partire dalle tante domande che mi vengono fatte e dalle risposte che cerco di dare come occasione di riflessione per comprendere e per scardinare stereotipi diffusi sulle donne musulmane. DI LEYLA DAUKI * Negli ultimi tre anni ho svolto per conto di enti e associazioni della provincia di Bologna attività di docenza sul mondo arabo agli operatori della Pubblica Amministrazione, della Scuola, dei Servizi, nonché ai ragazzi delle scuole medie e superiori. Tutte attività facenti parte di progetti di sensibilizzazione e di conoscenza di culture altre per favorire le relazioni con i cittadini stranieri 1. In occasione di questi incontri uno degli argomenti che da sempre suscita grande interesse e curiosità è la condizione della donna nella società islamica. Vorrei partire dalle tante domande che mi vengono fatte e dalle risposte che cerco di dare come occasione di riflessione per comprendere e per scardinare stereotipi diffusi sulle donne musulmane. Dalle domande emerge infatti la non chiarezza sulla posizione della donna nelle società e nel diritto islamico. Purtroppo oltre alla mancanza di un adeguata informazione sui libri di testo gli stereotipi riflettono spesso l immagine della donna musulmana quale emerge da molti articoli di giornali, libri e film che danno priorità quasi esclusivamente alle notizie sensazionali, danneggiando in questo modo la reale comprensione 2. La tendenza è quella di pensare alle donne musulmane come tutte uguali, tutte provenienti da un mondo islamico dai non ben definiti confini geografici. Di fronte a questa confusione cerco di spiegare che i retroterra culturali e sociali delle tante comunità presentano grandi differenze. E sufficiente guardarsi intorno per vedere la ricchezza di questo universo femminile con i suoi tanti volti, colori e specificità culturali del paese di provenienza. Di quale donna musulmana parliamo? Quella pakistana, egiziana, iraniana, turca, somala, marocchina, tunisina, bangladese, albanese, siriana, senegalese, ecc. Quella di rito sciita o quella di rito sunnita? Oppure quella che appartiene alla realtà delle confraternite sufi dell Islam 3? Quella che indossa l hijab o quella senza? Quella che proviene da uno stato secolare o da uno teocratico? A quale scuola giuridica il suo stato di provenienza fa riferimento? Gia da queste prime osservazioni risulta chiaro che si tratta di una realtà complessa e pluriculturale che vive L Islam con modalità diverse. Un altro luogo comune è quello di pensare alle donne musulmane totalmente subordinate all uomo e non in grado di opporsi a tale condizione che verrebbe loro dettata dai precetti religiosi. La causa della subordinazione della donna semmai non è legata alla religione, bensì al persistere di comportamenti sociali, di mentalità patriarcali non disposte a cedere sulle loro posizioni di privilegio e dominio 4. La maggior parte delle persone pensa inoltre che le donne debbano coprirsi il capo con il velo percepito come sinonimo di oppressione e mancanza di libertà. La discriminante non è il velo semmai la situazione giuridica nei rispettivi ordinamenti giuridici. Il velo è anche un modo per conservare la propria identità. E in generale le donne musulmane non si pongono il problema del velo che è tutto occidentale, moltissime sono contente di portarlo perché fa parte di una tradizione religiosa nella quale si riconoscono. Per alcune è un espressione di libertà. Almeno qui posso indos- Leyla Dauki Fadwa Tuqan Ghada Samman sarlo mi ha detto una giovane donna tunisina. Nel mio paese è più difficile. Si tratta in questo caso di giovani donne che indossano il velo anche in opposizione a politiche secolari che hanno abolito tutti i simboli religiosi. Più di una volta inoltre ho sentito esplicitamente associare l idea di velo a quella di non cultura. Per scardinare questo stereotipo racconto sia della mia attività di mediatrice culturale a diretto contatto con le donne, sia del ruolo delle donne nella storia della civiltà arabo islamica. Molte delle donne che incontro nella mia attività di mediazione sono laureate, alcune con un passato di insegnamento nel loro paese di origine con un ottima padronanza di un altra lingua oltre all arabo e all italiano. Con molta umiltà affrontano condizioni lavorative che le dequalificano. Sono comunque alla ricerca di un affermazione lavorativa al di là del tradizionale ruolo di madre e di moglie che comunque rimane prioritario. Le donne che ogni giorno incontro sono espressione di un mondo dinamico anche nella vita Hammadim Nazil al Mala ika Nawal al Sa dawi professionale di questo paese creando qui contraddizioni e ribaltamenti dell ordine tradizionale. Qui spesso sono le donne che mandano avanti la famiglia facendo lavori faticosi. È sbagliato pensare che da dove vengono queste donne non ci sia cultura. Basti pensare alla cultura, alla storia, alla filosofia, alla letteratura e al ruolo che in tutto questo hanno avuto le donne. Solo in epoca contemporanea dalla fine del XIX il ruolo delle scrittrici arabe è stato fondamentale, tantissime scrittrici di cui non si sa quasi nulla in Italia. Le donne arabe che scrivono non sono certo un eccezione. Tra le più importanti solo a partire dalla fine del secolo XIX l elenco è lunghissimo; le egiziane Aysha al Taymuriyya e Zaynab Fawwaz, la siriana Maryana al Marrash, Warda al-yazigi in Libano, Bahitat al Badia o Huda al-sha rawi e ancora nel XX secolo Samira Azzam, Nazik al Mala ika, fino ad oggi con le poetesse palestinesi Fadwa Tuqan o Salma l Khadra al-giayyusi, e ancora Nawal al Sa dawi o la siriana Ghada Samman conosciute non solo nel mondo arabo ma in varie parti del mondo 5. E tante tantissime ancora. Donne impegnate in battaglie politico-sociali che attraverso la scrittura o altre forme di espressione artistica dal cinema al teatro hanno dato un contributo importante nella denuncia di ingiustizie sociali e non solo. E di tutto questo fervore culturale che cosa si conosce in Italia? Non molto. Tuttavia le iniziative volte alla conoscenza di culture altre che negli ultimi anni stanno aumentando sono la testimonianza importante della volontà e dell impegno della società civile italiana a conoscere ed approfondire aspetti di una cultura e di una religione che sono ancora troppo poco conosciuti. E queste iniziative sono il modo migliore per conoscerci reciprocamente. * Dauki Leyla è laureata alla facoltà di Scienze Politiche all Università di Bologna. 1 Tra le esperienze più significative il progetto del Cefal Culture e popoli: strumenti e risorse per lavorare con i cittadini stranieri rivolto a dipendenti della Pubblica Amministrazione di alcuni Comuni della Provincia di Bologna 2 Tresso Claudia Maria, Cultura araba e società multietnica, a cura di Laura Operti, Bollati Boringheri, Torino, Per esempio la confraternita sufi senegalese Muridyya che raccoglie la maggioranza dei senegalesi in Italia 4 Kouider Samia, Algeria una questione d identità, Cedis Roma, 2000, pag Isabella Camera D Afflitto, Letteratura araba-contemporanea - dalla Nahdah ad oggi, Carocci, Roma 1998 pp FOTO FRANCO ORIGLIA periodico di immigrazione in Emilia-Romagna anno 4 - N 2 luglio 2005 direttore responsabile: Simona Artanidi redazione: Stefania Di Pardo, Valeria Engroba Oberti, Leyla Dauki, Associazione Diversa/mente: Daniela Iotti e Alessandra Inglese, Associazione Scholè Futuro: Sara Cardarella, Associazione Rose & Pane: Alida Guatri e Fanny Loayza. segretaria di redazione: Carla Brezzo coordinamento editoriale: Pierpaolo Bergamini amministrazione: Andrea Nannetti proprietà: CIDES (Centro internazionale dell economia sociale) direzione, redazione, amministrazione: via Cervellati Bologna tel fax disponibile la versione on line del Sofà nelle news del sito grafica: Emiliano Carletti stampa: Moneypenny srl - Bologna Autorizzazione del Tribunale di Bologna n 6929 del 29/6/1999 Hanno collaborato a questo numero: Lisa Chekam, Alda Tola, Sonia Pico, Carolina della Associazione Cittadini del Mondo (FE), Hayley Verzosa e Natalia Nicolaev e Annelyse. Inoltre ringraziamo per le belle fotografie Franco Origlia e Srefano Vaja Con il contributo di: Progetto Marocco Per la vostra pubblicità: Moneypenny srl - Via Santo Stefano, Bologna - Tel Fax La redazione si riserva il diritto de apportare modifiche agli articoli prima della pubblicazione. Gli autori sono responsabili delle proprie opinioni che non necessariamente riflettono quella della redazione.

3 PAGINA TRE A BOLOGNA Parole, fili e vite intrecciate insieme Da due anni nel Centro Zonarelli si svolgono corsi di alfabetizzazione e di cucito proposti e coordinati dall Associazione Scholè Futuro Emilia Romagna per tutte le donne native di Bologna e per le migranti che hanno scelto di vivere in questa città. Fin dall inizio, i laboratori hanno riscontrato una numerosa partecipazione soprattutto da parte delle donne di origine marocchina, tunisina ed egiziana e sebbene molte di esse siano in Italia da diversi anni, non hanno mai avuto la possibilità di frequentare corsi di alfabetizzazione, né tanto meno hanno avuto occasioni di condivisione degli spazi pubblici con le loro coetanee. Paroles, parcours et vies croises de SARA CARDARELLA Depuis deux ans,sont attivès auprès du centre zonarelli des cours d'alphabetisation et de couture proposès et supervisès par l'association scholè futuro emilia romagna.les cours sont ouverts aux femmes originaires de bologna et immigrès ayant choisi de vivre dans la ville de bologne. Dès le debut, les ateliers ont connus une grande partecipation et particulierement celle des femmes d'origine marochaine,tunisienne et egyptienne.bien que plusieurs de ces femmes soient en italie depius de nombreuses annèès, elles n'avaient jamais eu jusqu'ici la possibilitè de frequenter soit des cours d'alphabetisation soit de partager des lieux publiques avec leurs egaux d'age. DI SARA CARDARELLA in collaborazione con Valeria Engroba TU SEI MIA SORELLA Quando l aria fresca dell alba dipinge la città di Bologna di colori nuovi e incerti, diverse donne si ritrovano insieme per intrecciare parole e fili colorati da accenti, sentimenti, articoli, verbi, tonalità e disegni lontani e soprattutto dalla voglia di partecipazione. Da due anni nel Centro Zonarelli si svolgono corsi di alfabetizzazione e di cucito proposti e coordinati dall Associazione Scholè Futuro Emilia Romagna per tutte le donne native di Bologna e per le migranti che hanno scelto di vivere in questa città. Fin dall inizio, i laboratori hanno riscontrato una numerosa partecipazione soprattutto da parte delle donne di origine marocchina, tunisina ed egiziana e sebbene molte di esse siano in Italia da diversi anni, non hanno mai avuto la possibilità di frequentare corsi di alfabetizzazione, né tanto meno hanno avuto occasioni di condivisione degli spazi pubblici con le loro coetanee. Le donne dei laboratori, siano esse insegnanti o alunne, hanno trovato nel Centro uno spazio dove far nascere una nuova comunità, promuovere l accoglienza e dove mettere in moto le loro competenze, i saperi e la voglia di partecipazione. Questo si percepisce dai loro sguardi e dai loro sorrisi, ma lo dimostrano anche i semplici e naturali momenti aggregativi durante i quali il pretesto è quello di gustare del buon thè e gustosi dolci, ma non si perde l occasione per proporre progetti e idee di impegno sociale e di imprenditorialità. Prodotto dalle partecipanti al corso di cucito I laboratori non solo costituiscono momenti di aggregazione su temi specifici, ma permettono anche di capire i bisogni e i problemi con cui le donne immigrate devono confrontarsi giorno per giorno. Lella Di Marco, coordinatrice volontaria dei corsi di alfabetizzazione dichiara che in tutte è emerso il bisogno di uscire dall isolamento e dalla solitudine familiare, di introdursi nel mondo del lavoro e di aprirsi alle relazioni per un concreto passo verso l integrazione. Così si esprime Meryem - giovane marocchina e madre di una bambina: molte di noi fanno fatica a fare amicizia perché la cura dei figli e della casa ci impediscono di uscire fuori dalle mura domestiche. Noi, però, sentiamo la necessità di incontrarci, di fare gruppo, di stringere nuove relazioni 1. INTRECCIANDO LE PAROLE Vogliamo studiare, capire, partecipare, dare un senso alla nostra nuova vita, avere un lavoro dignitoso, scuole per i nostri figli e luoghi per confrontarci con le altre donne. Fathia Morchid, giovane marocchina, partecipa ai laboratori ed ha una laurea in diritto. Nel corso di alfabetizzazione, le donne immigrate non solo imparano la lingua italiana, per avere libero accesso alla comunicazione nella loro nuova patria, ma imparano anche a stabilire un primo contatto con la scrittura e la lettura, perché purtroppo molte di esse hanno solo incerte competenze sulla lingua orale. La maggioranza delle donne, in particolare di origine marocchina, nella frequenza dei corsi, oltre alle tante competenze, ha rivelato il desiderio di superare il proprio analfabetismo nella nuova terra che le ospita. L insegnamento della lingua è stato volto - come ci spiega Sara Cardarella, insegnante del corso d alfabetizzazione - all acquisizione di competenze comunicative minime che rispecchino i contesti in cui le donne si trovano ad interagire quotidianamente, senza trascurare gli aspetti di tipo culturale ed affettivo. Vale a dire che l insegnamento della lingua italiana ha cercato di tenere conto delle urgenze degli alunni e delle loro motivazioni strumentali (trovare lavoro), integrative, di autopromozione, di socializzazione e culturizzazione. Il corso di alfabetizzazione ha significato un arricchimento a cui le donne non hanno voluto rinunciare, nonostante i molteplici impegni, anche da parte delle insegnanti (tutte volontarie italiane) le quali, nel corso del loro operato, hanno trovato una comunità affiatata a cui fare riferimento. In questo spazio creato nel Centro, le donne hanno potuto dimostrare la voglia, la necessità, la bellezza di parlare, ridere, esprimersi, secondo il principio della fedeltà a se stesse. A BOLOGNA PER GETTARE UNA RETE DI FILI COLORATI Il laboratorio di cucito offre alle donne uno spazio in cui sviluppare le loro competenze nelle cosiddette arti femminili. Il laboratorio è condotto da Zorha Arafet, sarta di professione nel suo Paese, che ha raggiunto in Italia suo marito, insieme ai suoi figli. Nel corso, Zorha, ha ritrovato uno spazio in cui dare voce alle sue vecchie competenze, ma per sperimentarle con le sue nuove colleghe. Così afferma Zorha: Condurre corsi di cucito mi piace molto. È il mio mestiere. Potrei cucire 12 ore al giorno senza stancarmi mai e poi questo Centro mi piace. Il corso è aperto a tutti e insieme alle donne immigrate partecipano anche giovani ragazze italiane che vogliono imparare a cucire i propri vestiti da sole. Zorha ci segnala che qui le donne si trovano bene ed anche i mariti. Sanno che trovano altre donne ad accogliere le proprie mogli e, in più, imparano a cucire. L esperienza del laboratorio di cucito rappresenta per le donne un primo passo per dare concretezza ai desideri di partecipazione e di integrazione attiva a Bologna. Il corso si è sviluppato e ha aperto nel mese di maggio le sue porte per offrire un servizio di pronto intervento di cucito rivolto a uomini e donne tutti i sabato mattina. Alcune continuano a partecipare pur avendo imparato a cucire e con loro abbiamo costituito un gruppo per fare riparazioni a pagamento. Altre, pur di stare con noi vengono al corso per ricamare tessuti propri e, così facendo, hanno trovato un luogo dove andare per scambiare due parole. Con la frase tu sei mia sorella, impressa nel logo ideato dalle donne ed esposto nelle pareti del Centro Zonarelli, le donne che frequentano i corsi dell Associazione Scholè Futuro vogliono esprimere e riflettere il loro spirito di accoglienza e di integrazione. Un idea di integrazione che mira a crescere con l obiettivo di riunire tante donne italiane e marocchine, magari in una sala da tè dove si possa discutere di iniziative culturali e, più in generale, di idee e ricchezze da trasmettere a tutti. 1 Alessandra Testa, Si sentono tutte sorelle le donne dello Zonarelli. Il Domani (09/03/05). Pag. 7.

4 PAGINA QUATTRO A PARMA Rose mondi e L integrazione a Parma segue le impronte lasciate dalle Vagamonde che da diversi anni si ritrovano in città per favorire l inclusione sociale e la valorizzazione degli individui. Tra le diverse attività gestite dall Associazione Vagamonde si evidenziano, come punti di forza, la ricerca di una maggiore socializzazione delle donne straniere con il territorio e il tessuto sociale e la valorizzazione delle singole identità non solo per mezzo della loro cultura, ma anche attraverso le loro competenze linguistiche, manuali, artistiche e progettuali. In poche parole, l Associazione intende aprire canali attraverso cui le donne, non solo straniere, possano avere un posto dove sviluppare e donare agli altri le proprie ricchezze. Trandafiri si lumi Parma intreaga o formeaza urmele lasate de "Vagamonde",care de citiva ani activeaza si favorizeaza includerea sociala si valorizarea persoanelor emigrate. Din diversele activitati conduse de asociatia "Vagamonde" se evidentiaza una fundamentala si anume ajutorul acordat femeelor straine in socializarea cu teritoriul si paturile sociale,valorizarea fiecarei personalitati nu numai cunoscind cultura lor dar si competentele linguistice,manuale si artistice. Cu alte cuvinte,asociatia are intentia de a da noi posibilitati femeelor emigrate,care vor avea un loc unde pot activa si da altora propriile experiente. DI ALIDA GUATRI E FANNY LOAYZA in collaborazione con Stefania Di Pardo L integrazione a Parma segue le impronte lasciate dalle Vagamonde che da diversi anni si ritrovano in città per favorire l inclusione sociale e la valorizzazione degli individui. In pochi anni, l Associazione Onlus Vagamonde si è costituita come punto di riferimento sul territorio, non solo parmense, ma anche nazionale, per la promozione dell integrazione sociale. Nata nel giugno del 2003 e promossa dal Forum Solidarietà - Centro di Servizi per il Volontariato, nell ambito del progetto Equal Inserg, l Associazione Vagamonde è composta da donne italiane e straniere che insieme ai rappresentanti della rete sociale parmense 1 (associazioni, cooperative e realtà che da tempo operano nel territorio di Parma e Provincia nel settore dell Immigrazione e dell interculturalità) lavorano per favorire l incontro tra gli individui e perciò abbattere le barriere alzate dall indifferenza e dall ignoranza nei confronti delle nuove arrivate, le donne straniere. Tra le diverse attività gestite dall Associazione si evidenziano, come punti di forza, la ricerca di una maggiore socializzazione delle donne straniere con il territorio e il tessuto sociale; la valorizzazione delle singole identità non solo per mezzo della loro cultura, ma anche attraverso le loro competenze linguistiche, manuali, artistiche e progettuali. In poche parole, l Associazione intende aprire canali attraverso cui le donne, non solo straniere, possano avere un posto dove sviluppare e donare agli altri le proprie ricchezze. L INCONTRO Rose e Pane non è solo un nome che lascia intendere importanti significati, ma rappresenta anche il posto che l Associazione offre alle donne, in particolare a quelle vagamonde nella città di Parma, per incontrarsi, conoscersi, ricevere informazioni e orientarsi nei nuovi percorsi intrapresi in Italia. Rose e Pane offre uno spazio aperto per svolgere attività ricreative, per assistere i bambini, per approfondire le differenti culture, per realizzare attività di cucito, cucina e, più semplicemente FOTO STEFANO VAJA per imparare la lingua italiana, fondamentale per lo scambio comunicativo. Attraverso questo punto d incontro, l Associazione intende favorire una maggiore socializzazione tra le donne immigrate e, in relazione alle difficoltà incontrate nei territori di accoglienza e connesse ai processi migratori, promuovere la messa a punto di strumenti adeguati al loro superamento. Infatti, si cerca di offrire alle donne uno spazio dove poter confrontare le loro esperienze e i problemi, un luogo informale che consenta loro di raccontarsi e, con il sostegno delle socie, trovare le modalità per superare le difficoltà. Il punto d incontro rappresenta anche un modo per accompagnare le donne nella conoscenza dei servizi della città e per poter usufruire al meglio delle risorse necessarie al sostentamento. Ciò che rappresenta questo punto d incontro, Rose e Pane, non è esclusivamente rivolto a coloro che entrano al civico 23 di Strada Quarta, ma si apre a tutta la comunità locale che partecipa alle iniziative attraverso rappresentazioni come la Festa Multiculturale, le Giornate Aperte promosse dal Forum di Solidarietà e le attività svolte con le altre associazioni, gli enti e le istituzioni sociali 2. RACCONTARSI RACCONTANDO Dagli incontri di cui Rose e Pane è protagonista, è nato un progetto e un percorso per cui le donne si raccontano alla comunità attraverso le loro culture. Così racconta Alida Guatri: Spesso è capitato di osservare come un momento di incontro informale diventasse l occasione per condividere le proprie storie, i piccoli e i grandi problemi, i desideri e soprattutto per rendersi conto che questi erano comuni a tante altre. Tra tutte le esperienze raccontate, molte volte sono affiorate le storie legate alle tradizioni dei paesi d origine e in questo modo, abbiamo scoperto che le proprietà benefiche di alcune erbe vengono usate tanto in Perù, quanto in Moldavia, Ucraina, per alcuni riti in Senegal, nella Costa D Avorio e nel Camerun. E tutto questo costituisce un patrimonio importantissimo per conoscerci meglio, per conoscere meglio le altre, ma anche per mantenere vivi pezzi della storia e della cultura di tante donne e di noi stesse che le raccontiamo perché ci appartengono dal profondo. Dalle piccole scoperte di ogni giorno e dalla valorizzazione delle stesse, si è pensato di raccogliere questi frammenti, metterli insieme e dare a tutte le donne la possibilità di costruire una storia comune e condivisa con la comunità. In questo modo, sono stati istituiti una serie di incontri che ci hanno permesso di rivalorizzare tutti quei saperi che, sradicati dai loro contesti originari, rischiavano di andare perduti e abbiamo cercato di condividerli con le nuove compagne di viaggio in Italia. VOCI (IN)VISIBILI AL DI LÀ DEI RUOLI Di fronte alle difficoltà di comunicazione e di espressione delle identità in cui si trovano molte donne, in particolare immigrate, l Associazione, insieme all Associazione Festina Lente Teatro, facendo uso del linguaggio teatrale, ha dato opportunità e strumenti alle donne per ampliare gli orizzonti della comunicazione, rinnovando inoltre la conoscenza di loro stesse, del proprio corpo e sopratutto delle loro capacità. Sebbene le necessità e gli schemi sociali impongano spesso dei ruoli e degli stereotipi di cui è difficile liberarsi, e questo vale anche e soprattutto se si è donna immigrata, l utilizzo del linguaggio teatrale ha permesso di ribaltare questi schemi, giocando sui meccanismi di osservazione di se stesse e delle altre donne, sfumando così le diversità e cambiando gli schemi. Vagamonde, insieme all Ass. Festina Lente Teatro, ha realizzato un percorso di teatro sociale, denominato Voci invisibili (liberamente tratto dal libro di Italo Calvino Le città invisibili ) a cui hanno partecipato 17 donne, italiane e straniere. Il lavoro intrapreso con questo gruppo ha prodotto uno spettacolo rappresentato alla Festa Multiculturale di Parma e Cremona nel dicembre del 2004 e, in aggiunta, ha permesso la realizzazione di un catalogo con testi riprodotti in Strada Quarta, 23 - Parma Tel.: mart. matt/giov. pom/dom. diverse lingue, con foto in bianco e nero di Stefano Vaja. Il laboratorio teatrale ha raggiunto ottimi risultati che si sono tradotti in legami di amicizia e di solidarietà nati tra le partecipanti e che ancora oggi continuano ad alimentare lo scambio interculturale delle vicende personali. Queste esperienze hanno dato alla questione della multiculturalità un impostazione diversa, spontanea e naturale, come in realtà dovrebbe essere. Viste le esperienze positive, il laboratorio è ripartito anche nel 2005 e circa venti donne si sono impegnate per il laboratorio chiamato SCENE MADRI, che racconta le storie di donne eroiche, storiche e sante nelle diverse culture di appartenenza; il materiale prodotto è stato esposto alla Festa Multiculturale di Collecchio. L Associazione continua a crescere e ad aprire le sue porte alla continua promozione degli incontri, con l intento di sviluppare sentimenti positivi tra le donne che vi interagiscono, perché possano sentirsi parte di attività rivelatrici di una progettualità che sappia uscire dalle logiche assistenzialitische. 1 Le organizzazioni associative del terzo settore che sono socie fondatrici dell Associazione sono: Consorzio di Solidarietà Sociale, CIAC (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale); Centro Antiviolenza, Cooperativa Lunaria, Cooperativa Mille un Mondo, Associazione Liberamente, ANOLF. 2 In questo ambito, l Associazione è partner di alcuni progetti sviluppati sul territorio: il progetto promosso dalla Coop Nord-Emilia, Parma giochiamo insieme ; il corso di formazione gestito dall Ente formativo IAL, denominato da 10 a 100 e il progetto Equal Insieme della Provincia di Parma 2004/06. Un punto d incontro dove le donne possono: ottenere informazioni e orientamento ai vari servizi della città, possono utilizzare gratuitamente gli spazi per incontrarsi e rilassarsi in una casa accogliente e dinamica. utilizzare lo spazio per piccole feste di compleanno per le donne e i loro bambini. partecipare alla visione di film tematici e incontri culturali, assistere ai vari corsi di: cucina italiana, cucina etnica, di cucito, di lingua italiana, di lingua spagnola, di conoscenza dell uso dell erbe e delle cure tradizionali e corsi di cura degli anziani e dei bambini. usufruire dei servizi di parrucchiera e massaggio su prenotazione.

5 PAGINA CINQUE COOPERAZIONE Mettere... in conto Il Progetto Radici, conto corrente multiservizio, nato dalla collaborazione della Federazione di Banche di Credito Cooperativo con la Facoltà di Economia dell Università di Bologna, offre attraverso le 13 BCC aderenti, un servizio completo insieme alla possibilità di mettere in piedi i progetti di radicamento, di integrazione e di sviluppo delle capacità di molti immigrati in Regione. DI VALERIA ENGROBA LE RADICI DELL INTEGRAZIONE L immigrazione è una realtà che non può non essere considerata dal sistema economico italiano, soprattutto dal momento in cui gli immigrati hanno dei rapporti stretti con lo sviluppo economico del Paese di accoglienza e anche con quello di provenienza. La Regione Emilia Romagna ospita il 10,5% del totale della popolazione straniera che risiede in Italia: ciò significa che questo territorio sta vivendo un incremento dei dati relativi alla nascita di diverse aziende tanto internazionali, quanto nazionali e locali, intenzionate a prendere una fetta importante della gestione economica comune a questa popolazione. In conseguenza a tale fenomeno, oggi assistiamo allo sviluppo di nuove soluzioni nel settore dei servizi finanziari e bancari. Nell intento vogliono definire prestazioni ad hoc per il mondo dei migranti, ma di fatto si riducono a mere denominazioni che fanno riferimento all universo dell immigrazione, senza però mostrare, nel concreto, un diretto approccio con tale realtà. Vale a dire che, nonostante i fatti, ancora oggi molte delle prestazioni bancarie, creditizie e finanziarie non sono strutturate in modo da essere propriamente rivolte a tutti i nuovi utenti e si constata che per molti immigrati l accesso a questi servizi costituisce un reale problema, rischiando di diventare anche un ostacolo alla loro integrazione. L accesso a questi servizi economici permetterebbe di mettere in piedi quei progetti di radicamento e di integrazione nel nuovo paese, consentendo lo sviluppo dell individuo, delle capacità e della cittadinanza attiva. Nella Regione Emilia Romagna assistiamo a concreti passi in avanti verso una maggiore integrazione, a partire dall accesso alle prestazioni creditizie: questo ha permesso agli immigrati di mettere le loro radici sul territorio. Infatti, gli immigrati in Regione, attraverso le 13 banche della Banche di Credito Cooperativo, associate alla Federazione regionale, da due anni, hanno la possibilità di usufruire di una serie di servizi che tengano conto delle loro domande e delle loro esigenze particolari, soprattutto quando queste ultime riguardano i progetti nei Paesi di origine. Nato nel 2001 dalla collaborazione della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo con la Facoltà di Economia e Commercio dell Università di Bologna, il progetto Radici ha dato un conto fino ad oggi a più di 170 imprenditori immigrati e a 851 correntisti stranieri.in questi anni, il conto Radici (attivato nel Marzo del 2003), non solo ha dimostrato di essere un progetto vincente, ma di rappresentare anche un modello di servizio bancario efficiente, che si propone al mercato come modello in tutto il mercato nazionale. AVERE CONTO Nei confronti degli immigrati molto spesso si manifesta una certa diffidenza che trova le sue ragioni nelle mancanza di conoscenza e dimestichezza nella complessa realtà di cui, tanto in termini legali, quanto dal punto di vista dell integrazione socio-economica in Italia, è portatore il mondo dell immigrazione. Infatti, se solo consideriamo i tipi di permessi di soggiorno esistenti e di cui gli operatori bancari devono essere a conoscenza per espletare una semplice operazione bancaria, troviamo un ventaglio di documentazioni che a loro volta fanno riferimento a distinte e complesse realtà sociali d immigrazione. Molte volte gli immigrati devono rispondere a criteri e logiche differenti tra le banche che impediscono loro di trovare l assistenza giusta per soddisfare le loro necessità e perciò ridurre ogni opportunità di realizzare le loro iniziative. Così ci racconta Samira Aarrada, marocchina, in Italia da più di dieci anni: Due anni fa ho chiesto un prestito per tornare in Marocco per le vacanze, ma la mia banca dell epoca me lo ha rifiutato. Stavo con loro da tre anni. All inizio mi hanno detto che dovevano studiare il mio caso, ma poi la faccenda è cominciata ad andare per le lunghe 1. Per fare fronte a queste difficoltà il progetto Radici ha incluso un corso di formazione di base indirizzato agli operatori bancari (dirigenti, capi filiali e vice capi filiale e personale di sportello) in cui si sono affrontati i principali argomenti del mondo dell immigrazione ed alcuni aspetti di particolare rilevanza per il possibile rapporto bancario. La gestione del corso è stata affidata al Dott. RADICI - Conto corrente base che offre i seguenti servizi: Milad Basir, mediatore interculturale ed esperto nelle normative sull immigrazione, insieme a responsabili del progetto della Federazione Regionale. Al corso hanno partecipato il 19% dei dipendenti (oltre 250 dipendenti) delle Banche di Credito Cooperativa aderenti al progetto. La formazione ha costituito come ci esprime Milad Basir il punto di forza del progetto e perciò del suo successo. Il corso, accompagnato da una guida pratica online in continuo aggiornamento e riservata al personale delle 13 BCC aderenti, ha permesso di offrire un servizio che guarda da vicino il fenomeno dell immigrazione e dà anche ascolto alle particolari necessità dei nuovi utenti. La guida on-line fornisce agli operatori informazioni continue sul mondo dell immigrazione, sul progetto Radici, sull evoluzione della normative e sulle documentazioni necessarie alla gestione dei distinti servizi offerti dal conto corrente. DARE CONTO La diffusione del servizio è stata realizzata attraverso un accurata distribuzione di depliants e di manifesti tradotti nelle cinque principali lingue parlate dagli immigrati in Italia e il materiale è stato diffuso nei principali punti di aggregazione sociale, nelle associazioni, nelle organizzazioni di categoria (Sindacati, Enti pubblici, Acli, Caritas, Parrocchie, ecc.) e, naturalmente, nelle oltre 180 filiali delle 13 BCC. Al nuovo servizio ha dato risposta un ampio numero di immigrati che poi hanno consolidato il loro rapporto con le banche aderenti: nell ottobre del 2004 si contavano 851 conti correnti Radici, rapporti di conti correnti con clientela immigrata e una accreditare lo stipendio, trasferire denaro all estero nel modo più sicuro e veloce tramite circuito bancario e a costi bassi, avere Carta BANCOMAT e Carta di Credito, accedere a mutui riservati all acquisto ed alla ristrutturazione della casa ottenere finanziamenti per gli investimenti e consulenza su pratiche e garanzie, possibilità di ottenere coperture assicurative personalizzate Said Sharkawi imprenditore, residente a Faenza e cliente di Banca aderente al Progetto Radici (Foto gentilmente concessa dalla Federazione Nazionale di Banche di Credito Cooperativo) MAPPA DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO ADERENTI: CREDIBO (Bologna) BCC ROMAGNA CENTRO (Forlì Cesena) EMILBANCA (Bologna) BCC CRETA (Piacenza) BCC MONTERENZIO (Bologna) CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE E IMOLESE (Ravenna) BCC VERGATO (Bologna) BANCA REGGIANA (Reggio Emilia) BANCA DI CESENA (Forlì Cesena) BCC Romagna Est (Rimini) BCC GATTEO (Forlì Cesena) BCC CENTO CREVALCORE (Ferrara) BCC MACERONE (Forlì Cesena) T In the Emilia Romagna Region we assist to concrete steps towards one greater integration, starting from the access to the credit services: this has allowed to immigrates to fix their roots on the territory. In fact, through the 13 banks of the regional BCC (Cooperative Credit Bank), from two years immigrates have had the possibility to use a series of services that have given answers to their questions and to their particular requirements, above all when these last one regard the plans in the Countries of origin. Born in the 2001 from the collaboration of the Federation of the Cooperative Credit Banks with the Faculty of Economy of the University of Bologna, until today, the plan called Roots has given an account" to more than 170 entrepreneurs immigrates and to 851 people on the whole. During these years, the account Roots (activated in March of 2003), has not only demonstrated of being a winning plan, but it represents also a model of efficient banking facility in the Italian territory. Papa Youssoupha Sene - senegalese e cliente di una Banca aderente al Progetto Radici (Foto gentilmente concessa dalla Federazione Nazionale di Banche di Credito Cooperativo) crescita di circa il 14% in più di nuovi utenti. I nuovi clienti hanno trovato nelle banche aderenti al progetto, oltre ad una maggiore attenzione, un ampia gamma di servizi cui hanno potuto avere accesso attraverso il conto corrente così come lo concepisce Radici : progetti per l acquisizione di una casa (mutui); progetti nella sfera imprenditoriale (finanziamenti per la creazione d imprese e consulenza); di sostegno alle famiglie all estero (trasferimento di denaro all estero a costo predefinito - Bonifico Friendly) con possibilità di reale risparmio. In Regione, grazie ai finanziamenti a medio termine erogati per un ammontare di circa 4 milioni e 250 mila euro, sono state attivate 170 iniziative imprenditoriali gestite da immigrati con regolare permesso di soggiorno. LA BANCA: SPAZIO D INTEGRA- ZIONE? Il progetto Radici ha prodotto un coinvolgimento attivo molto importante tanto da parte degli operatori, quanto degli utenti stranieri. Questo ci fa riflettere sul significato che un opportunità come quella offerta dalle banche aderenti al progetto, ha nei processi di integrazione socio economica degli immigrati e in una società che mira all interculturalità. Infatti, attraverso i multiservizi del conto Radici, ai migranti con regolare permesso di soggiorno in Regione sono offerte possibilità che permettono di attivare una forma di cittadinanza economica attiva sul territorio e senza la quale nessun migrante riuscirebbe a mettere le sue radici in Italia. Non si tratta, dunque, solo di vendere un prodotto e di attivare operazioni bancarie, ma anche di offrire un servizio globale che possa essere implementato su tutta la rete di Banche di Credito Cooperativo italiano. 1 Antonella, Patete. Tremila Euro per Samira Radici il conto corrente per i lavoratori immigrati compie due anni. Credito Cooperativo. Gennaio, Pag. 31 Associazione Progetto Marocco Rinnovo delle cariche Il 4 di diciembre scorso, in occasione dell Assamblea Generale Ordinaria dell associazione, è stato rinnovato il Consiglio Direttivo che, al termine della riunione assembleare, ha eletto il Presidente e le altre cariche. Attualmente quindi il direttivo dell Associazione è così composto: Presidente: Mohammed LOUIHI I Vice Presidente: Pier Luigi GRAZIA II Vice Presidente: Rahal IBNORIDA Segretario/Tesoriere: Gabriele BATTISTINI Consiglieri: Mouna ABDELOUAHED Ahmed ERRAZI Leyla DAUKI Al momento dell accettazione dell incarico il nuovo presidente ha ringraziato il Presidente uscente Aziz Johri e gli ex Consiglieri Naijd Said ed Atika Zouir, per l attività svolta a favore dell Associazione in questi ultimi anni. FOTO FRANCO ORIGLIA

6 PAGINA SEI DI DANIELA IOTTI E ALESSANDRA INGLESE 1 UN SPAZIO DOVE POTER ACCO- GLIERE Sono ormai passati quasi quattro anni da quando l associazione Diversa/mente 2, sorta per volontà di un gruppo di psicologhe, mediatrici culturali e antropologhe interessate a favorire la convivenza interetnica attraverso gli strumenti dell etnopsicologia, presentava nell ambito della legge 285/97 il progetto Il tempo oltre la scuola. Questo progetto, approvato nel 2001 e finanziato dal Comune di Bologna, intendeva rispondere a due esigenze precise: la prima era un esigenza di spazi, intesi come luoghi fisici e della mente, che facilitassero la partecipazione e lo scambio oltre il tempo della scuola tra genitori, bambini e ragazzi di diversa provenienza; la seconda era un esigenza di pari opportunità di ragazzi immigrati o figli di migranti nella scelta oltre la scuola media. Per quanto riguarda il bisogno di spazi di incontro e dialogo, è importante sottolineare che nella prospettiva di fare intercultura non si tratta semplicemente di destinare e attrezzare un luogo all incontro (piazza o giardino o centro interculturale che sia), quanto di contribuire a creare nell interiorità di ciascun protagonista uno spazio mentale dove poter accogliere l altro, con la sua diversità; uno spazio di transizione tra sé e l altro, dove il giudizio è sospeso, per potersi conoscere al di là della propria esclusiva identità, nella convinzione che ogni identità esiste in quanto confermata dalle altre 3. LE FAMIGLIE STRANIERE PRO- TAGONISTE Per sostenere le pari opportunità, occorre invece rivalutare il ruolo centrale delle famiglie straniere nella funzione educativa dei figli e nella scelta del loro futuro scolastico e professionale. Solo se i genitori non sono tenuti ai margini della società è possibile per questi ragazzi compiere positive identificazioni con essi e avere riferimenti sicuri da cui partire per successive acquisizioni. Oggi più di allora gli orientamenti presenti in questo progetto ci appaiono centrali nel perseguimento di politiche educative che intendano costruire contesti di integrazione e prevenire disagi conclamati ed emarginazione nelle nuove generazioni di ragazzi immigrati o di origine non italiana. UN GIARDINO COMUNE A MOLTI GIARDINI L intervento è stato coordinato dalle psicologhe di Diversa/mente, DONNE DELL APPENNINO BOLOGNESE Un giardino senza bussola Pari opportunità e spazi di integrazione: il progetto Il Tempo oltre la scuola Il tempo oltre la scuola è il titolo dell intervento triennale che finanziato dal Comune di Bologna e organizzato dall Associazione Diversa/mente, ha promosso le pari opportunità di bambini e ragazzi migranti attraverso la realizzazione di un Giardino Interetnico in una scuola della città; la formazione di un Comitato di Genitori italiani e migranti e di associazioni nel territorio per la gestione del giardino insieme ai laboratori interculturali nella scuola ha contribuito a facilitare i percorsi formativi dei ragazzi e delle ragazze migranti. utilizzando una metodologia partecipata che già in sé costituisce uno spazio transculturale e multidisciplinare. La prima parte del progetto, su cui si sono concentrate il maggior numero delle risorse sia finanziare che umane, ha visto principalmente coinvolti insegnanti e alunni di una scuola elementare e di una media. Queste strutture, situate in un quartiere con un alta presenza di cittadini stranieri, hanno individualizzato, attraverso varie forme espressive (bozzetti, plastici, disegni, descrizioni, poesie storie fantastiche), i desideri e le rappresentazioni dei bambini attorno al tema di un giardino interetnico. I genitori sono stati coinvolti attraverso interviste sui giochi all aperto e sulle favole della loro infanzia, facilitando in tal modo la costruzione di un ponte tra tradizioni, consuetudini, storia del passato e del presente, da poter ritrovare nell immagine e nella realtà del parco futuro. Il Giardino Interetnico, per definizione privo di modelli di riferimento e non classificabile all interno di una specifica tipologia, è piuttosto una somma di diversi giardini che simbolizza origini culturali e percorsi individuali diversi, ma anche il risultato concreto di un percorso collettivo e interculturale. COSTRUENDO DEI PONTI La seconda fase del progetto si è incentrata sul tema delle pari opportunità dei ragazzi immigrati nella scuola. Un aspetto prioritario e centrale dell intervento è stato il sostegno alla genitorialità delle famiglie attraverso il riconoscimento delle loro competenze, modelli educativi e attese. Infatti i genitori stranieri, resi fragili dalle difficoltà della migrazione, dalle rapide trasformazioni dei ruoli familiari, dalla svalutazione della loro competenza genitoriale compiuta dalla società di accoglienza e dagli stessi figli (che misurano il grado di adeguatezza dei genitori al nuovo contesto), rischiano di vedere indebolita la loro capacità di porsi come guida e di rappresentare un punto di riferimento identitario per i figli 4. La scuola può svolgere una funzione importante per favorire il processo transculturale degli allievi stranieri e prevenire il rischio di dispersione scolastica, non solo adeguando le proprie metodologie e strumenti didattici, o puntando sulla autonomia dei ragazzi, ma anche attivando relazioni positive nei confronti delle loro famiglie. Si tratta di lavorare per un reciproco riconoscimento scuola-famiglia, allo scopo di ridurre la distanza e dare maggiore consistenza a queste due importanti realtà educative ed identitarie. CONOSCENDOSI E LAVORANDO INSIEME All interno di questa fase abbiamo realizzato una ricerca qualitativa su percezioni, bisogni e vissuti di 24 famiglie straniere residenti a Bologna con almeno un figlio iscritto alla scuola superiore. Dalla ricerca è emersa la complessità delle dinamiche familiari di queste famiglie, il forte investimento sul futuro scolastico ed educativo dei figli e un prevalente interesse a meglio comprendere il funzionamento scolastico, e ad essere informati 5. Alla ricerca ha fatto seguito un intervento sperimentale interamente dedicato alle pari opportunità nell orientamento dopo le medie inferiori, in una classe seconda media con una prevalenza di alunni stranieri. L intervento, concordato e messo a punto con le insegnanti della classe e la referente all intercultura, ha previsto momenti di aggiornamento e confronto rivolti alle insegnanti sulla gestione delle relazioni interculturali e sulle famiglie straniere, e incontri tra i genitori degli alunni stranieri e i mediatori culturali, allo scopo di attivare contatti tra la scuola e le famiglie migranti, di raccogliere esigenze e problematiche, di orientare ai servizi di supporto allo studio, sia interni che esterni alla scuola. Sono infine state organizzate due giornate di laboratorio interculturale con tutti gli allievi della classe insieme a insegnanti, mediatori e psicologhe. Një kopësht pa busull Nga Daniela Lotti dhe Alessandra Inglese Koha përtej shkollës është titulli i diskutimit trevjeçar i financuar nga Komuna e Bolonjës dhe organizuar nga Shoqata Diversa/mente, që ka nzitur mundësitë e barabarta dhe padallime te fëmijëve emigrantë në shkollë, nëpërmjet realizimit te një Kopshti Ndëretnik në një nga shkollat e qytetit; formimi i një Komisioni Prindërish italianë dhe emigrantë si dhe shoqatat në territor per organizimin e kopshtit, në bashkëpunim me laboratorët ndërkulturorë në shkollë, kanë kontribuar per shjeshtimin e udhëve formuese të djemve dhe vajzave emigrantë. NON BASTA LA CURIOSITÀ Interventi di questo tipo forsniscono tuttavia la possibilità di costruire esperienze positive di convivenza, di creare delle connessioni tra persone che in assenza di contesti facilitanti potrebbero non incontrarsi mai. La convivenza in uno stesso spazio di persone, linguaggi, comportamenti appartenenti a culture diverse non garantisce di per sé alcun tipo di condivisione e di scambio. Anzi dietro a un apparente accettazione della realtà dell altro si nascondono spesso indifferenza, diffidenza, irrigidimenti e crescenti ostilità. La convivenza multiculturale, in assenza di strumenti adeguati a gestirla, piuttosto che al meticciato o al dialogo interculturale sembra orientarsi verso processi di forzata assimilazione o più spesso di costruzione e rafforzamento dei confini etnici e culturali 6. Per capire l altro non basta la curiosità o l essere ben disposti. Entrare in un rapporto costruttivo richiede di saper entrare in contatto con le rappresentazioni che l altro ha delle cose. Accade frequentemente che questo contatto sia reso difficile da un eccesso di pensiero etnocentrico. Qualsiasi semplificazione - afferma Marianella Sclavi - che porti a ignorare la possibile alterità dell altro (le sue premesse implicite diverse da quelle che noi diamo per scontate) porta a una crisi delle dinamiche dell accoglienza e della reciproca convivenza 7. UN SPAZIO DOVE INCON- TRARSI E LEGGERE LA REALTÀ SENZA CORNICI Servono contesti fisici, relazionali e mentali, in cui le persone possano momentaneamente mettere da parte i propri riferimenti senza sentirsi troppo minacciati nell identità e nello stesso tempo dove ognuno possa sentirsi competente e pertinente senza che i propri segni di riconoscimento siano percepiti come segni di chiusura o di rifiuto. Si tratta di sviluppare contesti e diffondere una metodologia che fornisca nuove capacità di leggere e affrontare i problemi in cui tutti possano avere voce senza che si cada nel caos e nel disordine. L incapacità di fare ciò conduce altrimenti a una società di individui in perenne scontro t r a loro o che, per sfuggire allo scontro, vivono isolandosi ed evitandosi. Ecco quindi che l etnopsicologia può contribuire al cambiamento, attraverso interventi che comportino a vari livelli (individuale, di gruppo, familiare, educativo, istituzionale, ecc.) l esperienza psicologica di uno spazio di confine, inteso non come una barriera invalicabile che esclude l altro, ma come spazio che separando mette in contatto persone, culture, identità, contesti tra loro differenti e separati. 1 Psicologhe, psicoterapeute e formatrici. Sono entrambe socie fondatrici dell associazione Diversa/mente. 2 Per ulteriori informazioni sulle attività dell associazione Diversa/mente consultare il sito Indirizzo mail: 3 Piero Zanini Significati del confine: i limiti naturali, storici, mentali, 1997, Bruno Mondatori, Milano, p.xvi 4 cfr. Moro M.R., Bambini immigrati in cerca di aiuto. I consultori di psicoterapia transculturale, ed. Utet Torino Una sintesi della ricerca è stata pubblicata in un articolo dal titolo Famiglie straniere e scuole secondarie di secondo grado sul n.3 di Educazione Interculturale, ottobre 2004 a cura di Antonietta Cacciani, Areski Hamidi e Daniela Iotti. 6 Vedi la recente ricerca condotta a Bologna da Bruno Riccio su migrazioni e interazioni urbane presso il Dipartimento di Scienze dell Educazione dell Università degli Studi di Bologna. 7 Sclavi M. Arte di ascoltare e i mondi possibili, Bruno Mondadori, Pavia, 2003, p. 9

7 PAGINA SETTE INFORMAZIONI A Ferrara: Un Associazione che racchiude tutti i cittadini del mondo L Associazione Cittadini nel Mondo rappresenta un importante punto di riferimento per i cittadini immigrati che vogliano far parte di reti di accoglienza, socialità e integrazione. DI STEFANIA DI PARDO A Ferrara, dal 1993, opera un Associazione multietnica che ha fondato su basi solidali il suo sostegno ai cittadini stranieri della città. I Cittadini del Mondo è il nome del centro interculturale attraverso cui tutti si sentono parte di un progetto volto alla costruzione e al consolidamento delle opportunità e delle iniziative legate al mondo migrante. L Associazione sostiene diverse iniziative nel territorio ferrarese e, senza dubbio, trova la sua maggior forza nello sviluppo di azioni e attività contro le discriminazioni e il razzismo. Valorizzare la promozione dei diritti dei migranti, attraverso iniziative che acquisiscano ampi eco pubblici, rappresenta, per quest Associazione, la dimostrazione dei sentimenti di eguaglianza che la guidano. È in questo modo che, riconoscendo l importanza dei diritti dei cittadini stranieri, al pari degli autoctoni, l Associazione si fa promotrice di dibattiti pubblici, riunioni tematiche, festival dei diritti e campagne di sensibilizzazione in genere, che aiutino a capire il mondo migrante e difendano l integrazione in nome degli eguali diritti. Un nodo delicato è quello che riguarda l acquisizione del diritto di voto da parte dei cittadini stranieri: l Associazione da anni ha fatto la scelta di impegnarsi in una campagna continua per dare, a coloro che risiedono nel nostro Paese, la possibilità di sentirsi parte della comunità in cui vivono, attraverso il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza attiva. Per l immigrato che si rivolge all Associazione sono a disposizione volontari pronti all ascolto che possano intervenire nei domini della vita pubblica con SA FERRARA "Isang samahan na bumubuo ng lahat ng "mamamayan ng sanlibutan" ni Stefania Di Pardo Ang samahang "mamamayan ng sanlibutan" ay isang mahalagang tukoyan para sa lahat na mamamayang dayuhan na gustong sumali sa tanggapan, pakikipamuhayan, at pakikipagsamahan sa sambayanan cui ciascuno di essi viene a contatto. L istituzione di uno sportello informativo che contribuisca all orientamento degli immigrati sulle questioni riguardanti le leggi, i decreti e le circolari in materia di immigrazione, rappresenta un servizio fondamentale e importante soprattutto per coloro che necessitano di permesso di soggiorno, come primo passo per un regolare lavoro in Italia, ma che purtroppo non sanno ancora parlare bene la lingua italiana. L Associazione, avendo natura multietnica, è in grado di assistere questi cittadini stranieri e accompagnarli verso il loro effettivo inserimento nel tessuto sociale ferrarese e non. Partendo da tali iniziative, risultano essere frequenti anche gli interventi di mediazione, soprattutto, come più volte sperimentato dall Associazione, nelle scuole, negli uffici pubblici e negli ospedali. Il lavoro di mediazione interculturale è considerato alla base di qualsiasi dialogo tra tutti i cittadini del mondo: per questa ragione, l Associazione Cittadini del Mondo crede molto nella formazione continua, come mezzo preferenziale per l educazione dei mediatori che operano nella comunità. Tra le iniziative più significative attivate dall Associazione, i progetti legati alla promozione di momenti ricreativi per i bambini hanno riscosso successo e sono stati riproposti negli anni. Multicose e multigiochi per i bambini del mondo ha rappresentato un importante passo verso l integrazione, concepita come gioco. Infatti, se si insegna ai bambini a comprendere e convivere con le differenze degli altri, di qualsiasi razza o cultura essi siano, attraverso lo strumento ludico si contribuisce alla creazione e al consolidamento di basi fondamentali per la comprensione e l accettazione delle diversità. Le attività ricreative e di doposcuola rivolte ai bambini stranieri e italiani si sviluppano alla presenza di una coordinatrice esperta che guida i piccoli verso la pittura, la musica, il ballo, la cucina, i giochi, lezioni linguistiche e aiuto nei compiti. Al contempo, tali attività implicano, in alcuni momenti, il coinvolgimento delle mamme, per le quali l Associazione propone incontri tematici a favore del loro sostegno e, in generale, della valorizzazione delle donne del mondo. A tale proposito, in occasione di appuntamenti, quali i pomeriggi del thè, un momento di relax diventa piacevole sede di scambi di opinione su tematiche scelte di volta in volta.per imparare ad accettare l altro per la sua diversità, è importante e fondamentale apprezzarne le capacità, le particolarità e, perché no, anche le naturali propensioni verso le manifestazioni artistiche. Un altro mezzo per favorire i sentimenti di integrazione, quindi, è quello che prevede l organizzazione di rassegne, concerti, spettacoli teatrali e presentazioni di libri di scrittori e artisti stranieri, che possano farsi conoscere e far apprezzare la loro arte in un mondo nuovo. L Associazione I cittadini del mondo apre le sue porte a tutti, italiani e non, e si fa garante dei diritti e della possibilità che ciascuno ha di interagire, nel rispetto delle diversità e delle culture, con l altro, nel nome della partecipazione attiva e responsabile alla comunità in cui vive. Associazione Cittadini del Mondo Via Kennedy, 24 - Ferrara Tel.: (giovedì e venerdì dalle alle e sabato dalle alle 13.00)

8 PAGINA OTTO SERVIZI SANITARI - IMMIGRATI REGIONE EMILIA ROMAGNA Per avere informazione sui servizi sanitari in Regione si può telefonare al numero verde (gratuito) , tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30 PRONTO SOCCORSO Gestisce le prestazioni di prima urgenza e l accettazione dei ricoveri urgenti. Nei casi gravi si può chiedere l intervento del pronto soccorso telefonando al: 118. PROVINCIA DI BOLOGNA Per avere informazioni sui servizi sanitari per stranieri nell area metropolitana di Bologna si può chiamare al numero verde (gratuito) Offre un servizio multilingue e una attività di mediazione interculturale. Si può chiamare nei pomeriggi dalle 14,30 alle 16,30 da lunedì a venerdì, e nelle mattine di mercoledì, giovedì e sabato dalle 9 alle 12,30. BOLOGNA Centro per la salute delle donne immigrate Via Zanolini, 2 - Tel.: Lunedì dalle 12 alle 18; Martedì dalle 15 alle 19, giovedì dalle 12 alle 19 e venerdì dalle alle 14 Sokos Via Montebello, 6 - Tel.: Lunedì e Mercoledì dalle ore 16 alle 19 e sabato dalle ore 10 alle ore 12. Confraternita della Misericordia Poliambulatorio Biavati Strada Maggiore 13 (ingresso da vicolo Alemagna 2) Tel.: Visite mediche gratuite tutti i giorni compresi i festivi, dalle ore alle ore 19 per persone non assistite dal servizio sanitario nazionale. Possibilità rilascio di tesserino di temporaneo soccorso che permette assistenza sanitaria per un periodo di 6 mesi. Non si effettuano cure odontoiatriche. Croce Rossa Italiana Via del Cane, 9 - Tel.: Possibilità di somministrazione di farmaci e attrezzatura ortopedica Consultorio Sant Isaia Via Sant Isaia, 90 Tel.: CASALECCHIO DI RENO Salute senza margini Via Cimarosa 7 - Casalecchio di Reno - Tel.: Lunedì e giovedì dalle ore alle ore IMOLA Ambulatorio Caritas Misericordia Piazza Duomo 4 Tel.: Visite mediche, consulenza specialistica e prestazioni infermieristiche, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18, tranne il mercoledì, che invece è dalle 9 alle 10. PROVINCIA DI FERRARA Mediazione interculturale ospedaliera Azienda Ospedaliera Sant Anna Promosso dal Centro Servizio Integrati per gli Immigrati. Ufficio Accoglienza e Mediazione Corso Giovecca, N Ferrara Tel.: Centro Servizi Integrati per l immigrazione Corso Biagio Rossetti n 5/a Ferrara Tel Fax Assistenza sanitaria per cittadini senza documenti Per i cittadini non in possesso di un titolo valido per il soggiorno sul territorio dello Stato e in condizioni d indigenza viene rilasciato il Certificato STP (Straniero Temporaneamente Presente) con il quale si ha la possibilità di ricevere visite ambulatoriali gratuite o presso il proprio domicilio. Per richiedere il STP occorre recarsi presso gli sportelli SAUB dei distretti: Ferrara: via Cassoli Poggio Renatico c/o Municipio: Vigarano Mainarda c/o Poliambulatorio via Argine Reno Cento: via Gennari Bondeno: via Dazio Mirabello: via Cavour S.Agostino: via Facchini Codigoro: via Cavallotti Comacchio: piazza XX settembre Lagosanto c/o Ospedale del Delta Massafiscaglia: c/o Municipio, Mesola: via Pomposa Migliarino: via Fiorella Copparo: via Roma Iolanda di Savoia: c/o Medici di Famiglia, / Tresigallo c/o struttura sanitaria E. Boeri p.le Forlanini Argenta: via Nazionale Ostellato: Stradello Croce Portomaggiore: via De Amicis Voghiera: via Buozzi Assistenza pubblica Estense Pronto Soccorso Ferrara (FE) Viale Krasnodar, 41 Tel Pubblica Assistenza Città di Ferrara volontariato medico infermieristico Ferrara (FE) Via Bologna, 405 Tel Associazione Volontari assistenza pubblica Via Matteotti Cento (Fe) Tel Croce Rossa Italiana Ferrara (FE) Via Cisterna Del Follo, 13 Tel / / Fax PROVINCIA DI FORLÌ/CESENA FORLI Spazio per donne e bambini immigrati Viale C. Colombo, 11 - Forlì Tel.: Sabato dalle 9.00 alle (è possibile altri orari telefonando al Consultorio) Centro servizi per stranieri Piazzetta Antcia Pescheria, 3- Forlì Tel.: (Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 10 alle ore 13; Martedì e Giovedì dalle alle ore 19.00; Sabato dalle ore 9 alle ore 12). CESENA Centro servizi per stranieri Sanzio Togni Via Pio Battistini, 20 Tel.: / Lunedì e Sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.00; Mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 14.00; Giovedì dalle alle ore CESENATICO Via Gramsci, 19 Tel.: Giovedì dalle ore alle ore e Sabato dalle ore 9 alle ore 13. CONSULTORIO FAMILIARE Ambulatorio specifico per donne e bambini stranieri immigrati FORLI Viale Bolognesi, 23 Sabato mattina dalle ore 9 alle 12 Tel.: /67 I servizi per la salute dei bambini sono gratuiti SPAZIO DONNA CESENA Via A. Frank, S. Egidio. Tel.: CESENATICO Scuola Elementare. V.le. F. Caboto Tel.: ASSOCIAZIONE SALEM Costituita da medici e infermieri volontari che is propongono di assicurare assistenza sanitaria ai cittadini stranieri immigrati. Presso i Centri di Ascolto della Caritas di Cesena e Cesenatico Centro di Ascolto e di prima accoglienza Caritas - Cesena Via Mura S. Agostino, 16 Tel.: /29369 Da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle ore 12 Centro di Ascolto e di prima accoglienza Caritas S. Giacomo - Cesenatico S. Giacomo, Via Saffi (200 mt dopo la piscina comunale) Tel.: Da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore12 e sabato dalle ore 9 alle ore 11. PROVINCIA DI MODENA URP Modena Largo del Pozzo, 71/b - Modena Tel.: Fax: SAUB Via Marzabotto, 13 c/o Poliambulatorio tel / URP Castelfranco Emilia P.zza Gramsci, 7 - Castelfranco E. (MO) Tel.: Fax: URP Vignola Via Libertà Vignola (MO) Tel.: Fax: URP Carpi Piazzale Donatori di Sangue, 3 - Carpi (MO) Tel.: Fax: URP Mirandola Via Lino Smerieri, 3 - Mirandola (MO) Tel.: Fax: URP Sassuolo Via Cavallotti, 136/138 Sassuolo (MO) Tel.: Fax: URP Pavullo Via Caselgrandi, 2 - Pavullo (MO) Tel.: Fax: Centri servizi per immigrati del comune di Modena Sportello ESTER - Servizio di informazione e consulenza per donne straniere impegnate nelle strutture sanitarie di Modena e provincia c/o Cooperativa Mediazione Linguistico Culturale Integra Via S. Faustino 157/G, Modena Tel.: Servizio di mediazione linguistico culturale ospedaliera Policlinico di modena Dal lunedì la venerdì dalle 8.30 alle e sabato dalle 8.30 alle È aperto al pubblico per informazioni, orientamento ai reparti e ambulatori e per le consulenze dal lunedì al venerdì dalle alle e sabato dalle alle Si può contattare l Ufficio Mediazione accedendo all URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico, piano terra, ingresso 1) o telefonicamente al numero Centro per la salute delle donne straniere Via Don Minzoni, 121 c/o Consultorio Familiare, 41100, Modena Tel.: /007 Fax: APA Associazione Porta Aperta Centro di prima accoglienza (servizio ambulatoriale di prima emergenza) Strada Cimitero di S. Cataldo, 117, Modena Tel.: Fax: Croce Rossa Italiana di Modena Corso Vittorio Emanuele n.43 - Tel. Centralino Associazione volontari pubblica assistenza di Modena Via Giardini n Tel. Centralino Centro multietnico Milinda di Modena c/o Arci Via Giardini nr.476 scala N - Tel. Centralino Coop CO.ME.TA. 99 V. Giardini Modena - Tel Coop Solidarietà V.le Torino 30/ Sassuolo (MO) - Tel Centri infermieristici Help Center - Emergenza infermieristica - Infermieri (a sostegno di cittadini stranieri che, in possesso di titoli di studio dell'area sanitaria e socio assistenziale, intendano avviare o abbiano in corso le procedure di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero) Viale Vittorio Veneto, 9 presso Ospedale Estense - Modena Tel. Segreteria Fax: PROVINCIA DI REGGIO EMILIA AUSL Provincia di Reggio Emilia Tel: Fax: URP Reggio Emilia Poliambulatorio - Viale Monte S. Michele, 8 - Tel.: Da lunedì a sabato dalle ore 8.00 alle ore URP Castelnovo Monti Ospedale S. Anna Tel.: da lunedì a sabato dalle ore 8.00 alle ore URP Correggio Palazzina Poliambulatori Via Circondaria, 26 Tel.: Da lunedì a venerdì dalle ore 8.15 alle ore URP Guastalla Ospedale Civile Tel.: Da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle URP Montecchio Ospedale Franchini Tel.: Da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle ore URP Scandiano Ospdeale Magati Tel.: Da lunedì a venerdì a sabato dalle ore 8.00 alle ore Centro per la salute della famiglia straniera Servizio della AUSL e della CARITAS per chi ha bisogno del medico e non ha documenti: V.le Monte S. Michele, 8/a (a 200 mt. della Questura) Reggio Emilia Tel.: / Martedì (dalle alle 19.00), Mercoledì (su appuntamento) e Sabato (dalle 8.00 alle 13.00) Via Adua, 83 (autobus n. 10 da Piazza della Vittoria) Reggio Emilia Tel.: Lunedì e Giovedì (dalle alle 19.00) PROVINCIA DI RIMINI URP Via Coriano 38 - Rimini Tel / Fax Centro servizi per stranieri c/o Caritas Via Madonna della Scala, 7 - Rimini Tel.: Da lunedì a sabato (escluso il mercoledì) dalle 9 alle 12 Azienda USL di Rimini Via Circonvalazione Occidentale, 57 Tel.: Consultorio di Rimini Celle (Ambulatorio per cittadini di Paesi extra-cee e spazio salute donne immigrate) via XXIII Settembre n scala B Tel /04 Consultorio di Riccione (spazio salute donne immigrate) piazza Unità n. 10 tel /76 lunedì mattina dalle ore 9.00 alle ore Croce Rossa Italiana Via Mameli, Rimini Tel /54780/57377 Fax PROVINCIA DI PARMA URP V. Gramsci Parma Tel.: Fax: SAUB V. Pintor 1/ V. Leonardo da Vinci 32 Parma Centri servizi per immigrati del comune di Parma Spazio salute immigrati V. XXII Luglio Parma Tel / ASSOCIAZIONI A.V.O. C/O Ospedale Maggiore - Viale Gramsci 14 - Parma Tel Assistenza pubblica Parma Piazzale S. Caterina - Parma Tel Croce Rossa Via Riva Alberto 2 - Parma Tel PROVINCIA DI PIACENZA Sportello unico distretto urbano Corso Vittorio Emanuele 169, Piacenza tel Fax: A disposizione servizio di mediazione interculturale (interprete) ogni giovedì dalle ore alle ore Polichirurgico - 1 piano. Tel.: Consultorio per bambini stranieri - Vaccinazioni bambini Corso Vittorio Emanuele 169, Piacenza Tel Servizi pediatrici e psicologici per gli adolescenti C.so Vitt. Emanuele, 163/a Tel.: Fax: Consultorio giovani Servizio gratuito per giovani dai 14 ai 20 anni. Galleria Sole, 51 - Centro Commerciale Farnesiana. Tel.: (martedi dalle alle 17) CONSULTORIO FAMIGLIA assistono gratuitamente tutte le donne incinte, anche se non hanno il permesso di soggiorno e i figli fino alla maggiore età. Presso i consultori di Piacenza e Provincia si possono avere informazioni sulle seguenti questioni: mediazione famigliare, assistenza e consulenza per le problematiche riguardanti separazioni, maltrattamenti e violenza in famiglia, informazioni su adozione e affidamento. Piacenza Via Locati, 3 - Tel.: Fax: Galleria del Sole La Farnesiana Tel.: Podenzano Via Cessare Battisti, 1 Tel.: Distretto della Val d Arda Fiorenzuola d Arda Via Scapuzzi, 12 Tel.: Monticelli c/o ex Ospdeale - Tel.: Cortemaggiore Via Fiume. Tel.: Lugagnano c/o Municipio - Tel.: Carpaneto Via Marconi - Tel.: Distretto della Val Tidone S. Nicolò Via Curiel per tutti gli appuntamenti. Tel.: Castel San Giovanni via 1 Maggiore. Tel: Borognovo Val Tidone c/o Ospedale via Semino, 20 Tel.: Centro Salute Donna Servizi dedicati alle donne di: - screening mammografico, centro di senologia, ambulatorio polifunzionale; - screening collo dell utero, centro di colposcopia, ambulatorio ecografia, assistenza alla gravidanza, assistenza multidisciplinare al climaterio, attività consultoriali. Piazzale Torino, 7 - Piacenza Pubblica assistenza S.O.S. Piacenza V. Vescovi 14 - Piacenza A.V.O. V. Taverna 49 - Piacenza Tel Pubblica Assistenza Croce Bianca V. Emilia Parmense 19 - Piacenza Tel Croce Rossa Italiana Viale Malta, 5 - Piacenza Tel Ambulatorio dentistico Ambulatorio stranieri per l igiene preventiva Via Alberoni, Piano. Giovedì dalle alle 18.00

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