UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI CATANIA CInAP - CENTRO PER L INTEGRAZIONE ATTIVA E PARTECIPATA - Coordinamento CInAP dott. Paolo Donzelli

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1 UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI CATANIA CInAP - CENTRO PER L INTEGRAZIONE ATTIVA E PARTECIPATA - Coordinamento CInAP dott. Paolo Donzelli LiberaMente notizie dal CInAP Hanno partecipato con riflessioni, poesie, idee, opere d ingegno Letizia Adriatico (articoli di legge) Alessandra Baudo Antonio Bonfiglio Antonio Luca Cuddè Simona Chillari Concetta Di Dio Rosario Di Mauro Massimo Estero Martino Florio Maria Carmela Frazzetto Francesco Grasso Camillo Mignemi Giovanna Morrello Giovanna Muzzetta Gaetano Sinatra Grazie Sutera aprile

2 Presentazione e se lo chiamassimo liberamente? aperto alla spontaneità degli studenti in cui ognuno possa partecipare con i propri pareri, le proprie idee, le proprie richieste, vivo in quanto dinamica sperimentazione del sentire, pronto a diventare vita perché promotore di consapevolezza, di partecipazione e di confronto. 3 Il progetto nasce dal desiderio del Centro di potere essere sempre più un luogo di riferimento per tutti gli studenti che ad esso si rivolgono, con particolare attenzione ai loro vissuti emotivi e a concrete opportunità di crescita personale e di inclusione sociale. Creare un gruppo di lavoro, uno spazio di confronto e di ascolto non giudicanti, un luogo di libera espressione rappresentano il pretesto di abitare i paesaggi della condivisione senza barriere, in cui venga favorita l appartenenza ad un Centro universitario che nasce per gli studenti e cresce grazie all apporto di ognuno di loro che diventa protagonista e promotore di inclusione e di partecipazione attiva. Il raggiungimento di obiettivi condivisi e concreti, come l idea di un notiziario, favorisce così la libera espressione di risorse personali e attitudini creative che vanno valorizzate. LiberaMente, oltre ad essere espressione di un integrazione tra libertà e pensiero, desidera proporsi come luogo di raccolta in cui, liberamente, gli studenti possano condividere richieste, conoscenze, pensieri, informazioni di diversa natura, testimonianze, riflessioni e opere d ingegno. 4

3 Come partecipare? Chi desidera partecipare attivamente curando alcune sezioni o ricevere copia, può inoltrare la richiesta inviando una mail a A cadenza trimestrale verrà inviato, tramite posta elettronica, a tutte le persone che, con ruoli diversi, fan parte del CInAP e/o collaborano con esso. Le aree che vengono trattate di volta in volta sono: Storie, parole, spunti Le Leggi Mi racconto (testimonianze e condivisione di storie di vita) Il territorio che abito (riflessioni, cronaca, difficoltà incontrate, proposte operative) Lo Sport In viaggio (esperienze di viaggio da condividere) PsicoRubrica: la conoscenza a servizio della persona. Lo psicologo risponde (raccolta di argomenti di pertinenza psicologica) Appunti e libri cerco Appunti e libri offro Bibliografia per tesine e per tesi (richieste e risposte per argomenti) La mia laurea (pagina riservata agli studenti laureati e alla presentazione del proprio lavoro di tesi) Il territorio si presenta (spazio riservato ad Associazioni e agli Enti territoriali per favorire conoscenza, consapevolezza e libera scelta) La bottega della creatività (raccolta di opere d ingegno create dagli studenti: disegni, quadri, recensioni di film, di cd musicali, di cortometraggi, di lavori teatrali e di libri, fotografie, ricette, fumetti, racconti, poesie, fiabe, progetti ) Spazio-richieste (approfondimenti, proposte cosa desideri che venga affrontato nel prossimo numero? Quale argomento?) La bacheca del CInAP (aggiornamenti e notizie) 5 6

4 Dedicato all accoglienza: gioco di delicati equilibri 7 IL CInAP - Centro per l Integrazione Attiva e Partecipata - Università degli Studi di Catania Il Centro per l Integrazione Attiva e Partecipata dell Università degli Studi di Catania è l Ufficio dedicato agli studenti universitari con disabilità e Disturbi Specifici dell Apprendimento, come previsto dalle Leggi 104/92, 17/99 e successive modifiche. L operatività del Centro è andata via via crescendo negli anni. Ad inizio anno accademico ogni studente incontra gli psicologi per elaborare congiuntamente un Piano Formativo Individualizzato volto a garantire ad ognuno condizioni di pari opportunità. Nel , gli studenti che afferiscono al Centro sono circa 700. Gli interventi proposti si concretizzano, a seconda del caso, nell attivazione di alcuni servizi, tra cui: tutor per il supporto didattico e per l accompagnamento all interno delle strutture universitarie, tutor specializzati nelle dinamiche relazionali, l erogazione di un contributo al trasporto, anche con mezzi attrezzati, da e per le sedi universitarie, l interpretariato LIS, il counseling orientativo, psicologico e sociale, la consulenza informatica e la divulgazione di strategie didattiche individualizzate (prove d esame equipollenti anche in remoto), l organizzazione di attività atte a favorire l inclusione e la partecipazione attiva degli studenti. L obiettivo del Centro diventa così lo sviluppo di una nuova cultura della disabilità nell Università e nel territorio. Figurandosi come un laboratorio permanente, un officina di idee e di servizi volti a favorire la partecipazione attiva degli 8

5 studenti in condizione di disabilità, in cui i lavori in corso diventano valori mettendosi quotidianamente in discussione, aggiornandosi e promuovendo cambiamento, educando e sensibilizzando attraverso l attivazione di corsi di formazione, iniziative, attività laboratoriali, iniziative di sensibilizzazione sociale, seminari e convegni. L idea progettuale di fornire notizie nasce proprio in quest ottica di condivisione, di partecipazione, di scambio e di integrazione. Storie, parole, spunti Non ci resta che augurare ad ognuno un buon lavoro, nella direzione di una presenza sempre più attiva e partecipata nella realtà e nel territorio che abitiamo. Il CInAP Gerlando Lo Savio, Università degli Studi di Catania CInAP -Centro per l Integrazione Attiva e Partecipata- Via A. di Sangiuliano, Catania Tel.: Fax: sito internet: indirizzo C era una volta un piccolo soffio di vento C era una volta un piccolo soffio di vento che, quando passava, lasciava su tutte le cose un senso di infinito e di fuga. Non aveva mai imparato a parlare eppure desiderava che ognuno potesse accorgersi del suo passaggio. Abitava sulle montagne dell Everest, in alto, lì dove nessun uomo si era mai inoltrato. 9 10

6 Quel giorno decise di farsi trasportare dalle correnti d aria per conoscere tutte le forme di vita esistenti sulla terra. Così volò via dai luoghi conosciuti, dalle pareti rocciose che gli erano state amiche, dalla neve candida della mattina e dai tramonti incantati della sera. Viaggiò a lungo tenendo gli occhi chiusi per la paura di ciò che non conosceva. Poi, ad un tratto, li aprì pian piano vedendo l oceano, le isole, terre di alberi e ruscelli, e sentì il profumo dei limoni e del gelsomino. Comprese allora che le paure si superano guardandole in faccia e che, nei pensieri, esse non fanno altro che alimentarsi. Comprese che il senso delle cose risiede nella capacità di ognuno di entrare in relazione con esse. Poi, ad un tratto, si fermò vedendo la più bella creatura che avesse mai avuto modo di vedere: l essere umano. Colse in esso tutte le particolarità dei paesaggi che aveva avuto modo di conoscere durante il viaggio: il sorriso era come un raggio di sole, le parole che esprimeva e il tono di voce erano incantevoli melodie a volte espresse su tappeti di silenzi, a volte pronunciate su un continuo fluire di suoni, i movimenti del suo corpo erano come i venti dell Everest e le danze delle farfalle, e tutto rinasceva in lui ogni momento, giorno dopo giorno. Poi colse un aspetto che più di tutti lo affascinò: la presenza, il semplice esserci di quella creatura. Anche senza dir nulla, né muoversi, tratteneva in sé la forza degli oceani e la calma delle acque sacre del Gange; 11 attraverso i suoi occhi, anche un semplice sguardo trasmetteva paesaggi in perenne movimento come foglie danzanti dell albero di quercia sulla collina più alta del monte Soffio. Nulla era scontato nell essere umano e ognuno possedeva somiglianze e differenze, punti di debolezza e punti di forza, allenamenti da compiere ed allenamenti compiuti, brillando di luce propria come Venere tra le costellazioni della Via Lattea. Il soffio di vento rimase incantato di come, in un essere così piccolo, potesse nascondersi il segreto di tutte le cose: quel potere che è moto perpetuo, instancabilità, voglia di rinascere ogni giorno, dinamismo, tenacia e coraggio insieme. Fu così che decise di addormentarsi nel cuore del mondo, per rinascere all interno degli esseri umani. Da allora, pensiero e immaginazione sono il regalo che ognuno di noi possiede da quel piccolo soffio di vento Paolo Donzelli 12

7 Le leggi Disabilità e Università Fino a non molti anni fa, gli studenti con disabilità che desiderassero intraprendere gli studi universitari si scontravano con parecchi problemi. Non si trattava solo, come per i loro coetanei, di dover scegliere il corso di laurea più adatto alle proprie inclinazioni, ma di affrontare difficoltà logistiche e didattiche (spazi inadeguati, un numero limitato di ausili speciali a disposizione, barriere culturali di vario tipo) tali da rendere difficoltoso l inserimento all Università. A partire dal 1992, quando è stata emanata la Legge 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) la situazione ha iniziato lentamente a migliorare, e il numero di studenti universitari con disabilità, nel corso degli anni, è notevolmente aumentato, anche grazie all affermazione delle nuove tecnologie e a normative specifiche in materia di inserimento scolastico (soprattutto la Legge 17/1999, Integrazione e modifica della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate e il DPCM 9 aprile 2001, Disposizioni per l'uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, a norma dell'art. 4 della L. 2 dicembre 1991, n. 390). Il fine di questi interventi legislativi non è la semplificazione del percorso di studi, quanto piuttosto la rimozione degli 13 14

8 ostacoli di qualunque natura che impediscano un corretto inserimento dello studente con disabilità all interno del sistema scolastico ed universitario, secondo i principi stabiliti anche dalla nostra Costituzione. Vediamo ora più da vicino qualche norma particolarmente significativa: Legge 104/1992: - art. 13 (Integrazione scolastica): stabilisce che l integrazione scolastica e universitaria debba realizzarsi anche attraverso attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonché di ogni forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all'effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico (comma 1, lettera b). svolgere, eventualmente, prove equipollenti (comma 5, come modificato dalla Legge 17/1999). La Legge 17/1999 istituisce anche la figura del Delegato del Rettore, con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l'integrazione nell'ambito dell'ateneo (comma 5 bis). DPCM 9 aprile 2001: disciplina gli aspetti economici dello studio universitario (diritto allo studio). Per quanto riguarda gli studenti con disabilità, stabilisce (art. 14) le forme di concessione di benefici economici e i criteri per il loro ottenimento, anche in relazione al merito. Francesco Paolo Grasso Inoltre è prevista, da parte dell Università, la programmazione di interventi adeguati sia al bisogno della persona sia alla peculiarità del piano di studio individuale (comma 1 lettera c). La Legge 17/1999 ha aggiunto a questo articolo il comma 6 bis, che garantisce agli studenti universitari con disabilità sussidi tecnici e didattici specifici, oltre al supporto di appositi servizi di tutorato. - art. 16 (Valutazione del rendimento e prove d'esame): stabilisce il diritto, per gli studenti con disabilità, di sostenere esami, anche universitari, utilizzando i necessari ausili (comma 4), previo accordo con il docente della materia e con il supporto del servizio di tutorato previsto dall art. 13, e la possibilità di 15 16

9 Dov è che si possono trovare le maggiori informazioni circa le leggi che riguardano la disabilità? La raccolta più aggiornata con i testi integrali delle varie norme, la trovate nel sito Informazioni utili si possono leggere su Altre informazioni le riportiamo di seguito NORMATIVA NAZIONALE - LEGGE 118/71 "CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. 30 GENNAIO 1971, N. 5 E NUOVE NORME IN FAVORE DEI MUTILATI ED INVALIDI CIVILI"; - LEGGE 18/80 "INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO AGLI INVALIDI CIVILI TOTALMENTE INABILI"; - DECRETO LEGISLATIVO 509/1988 "NORME PER LA REVISIONE DELLE CATEGORIE DELLE MINORAZIONI E MALATTIE INVALIDANTI, NONCHÉ DEI BENEFICI PREVISTI DALLA LEGISLAZIONE VIGENTE PER LE MEDESIME CATEGORIE, AI SENSI DELL'ART. 2 COMMA 1, DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1988, NUMERO 291"; - LEGGE N. 104/92 "LEGGE QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE"; - LEGGE 17/1999 "INTEGRAZIONE E MODIFICA DELLA LEGGE QUADRO 5 FEBBRAIO 1992, N. 104, PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE"; - LEGGE 53/2000 "DISPOSIZIONI PER IL SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E DELLA PATERNITÀ, PER IL DIRITTO ALLA CURA E ALLA FORMAZIONE E PER IL COORDINAMENTO DEI TEMPI DELLE CITTÀ" - CIRCOLARE INPS N.133/2000 "BENEFICI A FAVORE DELLE PERSONE HANDICAPPATE. LEGGE 8 MARZO 2000, N. 53. ART. 33, COMMI 1,2,3 E 6 DELLA LEGGE N. 104/92"; - CIRCOLARE INPS N.138/2001 "PROVVIDENZE A FAVORE DI GENITORI DI DISABILI GRAVI"; - DECRETO LEGISLATIVO 26 MARZO 2001, N. 151 "TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DI TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITA' E DELLA PATERNITA', A NORMA DELL'ARTICOLO 15 DELLA LEGGE 8 MARZO 2000, N. 53". - LEGGE 508/1988 "NORME INTEGRATIVE IN MATERIA DI ASSISTENZA ECONOMICA AGLI INVALIDI CIVILI, AI CIECHI CIVILI ED AI SORDOMUTI"; 17 18

10 BARRIERE ARCHITETTONICHE: - LEGGE 13/1989 "DISPOSIZIONI PER FAVORIRE IL SUPERAMENTO E L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI PRIVATI"; - DECRETO MINISTERIALE N. 236/1989 "PRESCRIZIONI TECNICHE NECESSARIE A GARANTIRE L'ACCESSIBILITÀ, L'ADATTABILITÀ E LA VISITABILITÀ DEGLI EDIFICI PRIVATI E DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA SOVVENZIONATA E AGEVOLATA, AI FINI DEL SUPERAMENTO E DELL'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE"; DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 503/1996 "REGOLAMENTO RECANTE NORME PER L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI UFFICI, SPAZI E SERVIZI PUBBLICI". LAVORO: - LEGGE 68/99 "NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI"; - DECRETO MINISTERIALE 91/2000 "REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL FUNZIONAMENTO DEL FONDO NAZIONALE PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI, ISTITUITO DALL'ARTICOLO 13, COMMA 4, DELLA LEGGE 12 MARZO 1999, N. 68"; - CIRCOLARE DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE N. 4/2000 "DISCIPLINA GENERALE PER IL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO". 19 Mi racconto Dall esperienza alla consapevolezza di un percorso Mi presento: sono Rosario Di Mauro, ho 24 anni ed attualmente sono iscritto al corso di laurea magistrale Electrical Engineering. In precedenza sono stato iscritto al corso di laurea triennale Ingegneria Elettrica, pertanto l argomento della mia tesi è attinente con gli impianti elettrici. In particolare mi sono occupato della progettazione dell impianto elettrico di un padiglione ospedaliero: il mio compito consisteva nel dimensionare correttamente le sezioni dei conduttori che portano l energia elettrica dalla cabina di trasformazione (da media a bassa tensione) dell ospedale fino alle stanze del padiglione, nel dimensionare in numero e nelle caratteristiche gli interruttori che servono a proteggere i circuiti elettrici in caso di sovraccarico e cortocircuito, e nel calcolare il numero di apparecchi illuminanti necessari per un illuminamento adeguato in relazione della tipologia di stanza da illuminare. Posso dire che ho visto la laurea come la prima grande sfida: ho dovuto portare a termine un compito in una data prestabilita e se non ci fossi riuscito, avrei avuto addosso la vergogna per il 20

11 fallimento, in quanto avrei dovuto comunicare ad amici e parenti che la dissertazione della tesi e il ricevimento erano annullati, ed inoltre avrei dovuto pagare nuovamente la tassa per sostenere l esame. Tutto ciò ha fatto sì che io mettessi su di me molta pressione. Sentivo che lo stress e l ansia aumentavano di giorno in giorno (e tuttora sento questo accumulo di stress), questo perché c era la concreta possibilità che saltassi la sessione di laurea poiché ho iniziato la stesura della tesi a Febbraio inoltrato e contavo di laurearmi a Marzo. Sebbene sono riuscito nel mio intento, non posso dire di aver vinto la sfida: ho ritardato di una settimana la consegna della tesi in segreteria e non ho avuto il tempo di farmela revisionare dal professore in maniera approfondita, ma solo in maniera superficiale per correggere eventuali errori grossolani e concettuali. Più per lo stress e le notti insonni che non per la sconfitta morale catalogo nella mia mente i momenti antecedenti la laurea come un brutto periodo e non mi piace ricordarli. Per questo motivo sono arrivato alla conclusione che è meglio impiegare più tempo, coprirsi anche di vergogna, ma conservare l integrità mentale, ossia è meglio lavorare con serenità, perché la tranquillità aiuta la comprensione e fa sì che tutto proceda in armonia, contribuendo così a creare un bel ricordo nella nostra mente, di contro, lo stress agevola la 21 confusione, non aiuta a riflettere e spesso rende difficile l apprendimento e la memorizzazione di concetti chiave, stancando la mente più del dovuto, e questo fatto va poi a ripercuotersi sulla vita ordinaria. Ovviamente affermo tutto ciò a posteriori, perché dopo la laurea, ma anche dopo l ultimo esame sostenuto, ho visto che alcune cose di cui mi sfuggiva il senso, il significato, sono diventate chiare trascorsi due giorni dall esame, dopo aver smaltito lo stress che avevo accumulato. 22

12 Il territorio che abito Abitare la città? Sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno, sono fortunato perché non c è niente che ho bisogno Chissà quante volte avrete canticchiato questa canzoncina andando in giro per i negozi, fermandovi ad osservare le vetrine e, magari, entrando dentro per comperare qualcosa. Poi, uscendo, magari avrete avvertito un languorino e avrete deciso di fermarvi a mangiare qualcosa in un bar o in una pizzeria. Quindi, cosa fate? Entrate con le vostre borsettine colorate e piene di cose nuove appena comprate, magari andate in bagno a lavarvi le mani e, giocando con l acqua, riintonate nuovamente lo stesso motivetto, poi uscite dal bagno e comodamente vi sedete per ordinare da mangiare; sempre con in testa lo stesso ritornello. Adesso, fermatevi un attimo. Tornate indietro e immaginate di essere diversamente abili e di fare le stesse cose appena fatte e, soprattutto, provate a canticchiare lo stesso motivetto. 23 Scommetto che le parole non vi escono neanche dalla bocca, le vostre corde vocali si rifiutano di intonare tali parole. Adesso tutto vi sembra più difficile. Naturalmente, trovandovi in una situazione nella quale molte persone si trovano e a cui noi non facciamo nemmeno caso, la vostra passeggiata diventa impossibile. Provate a tenere gli occhi chiusi e, senza aprirli, rifare lo stesso percorso fatto; sicuramente, dopo il primo passo vi siete fermati perché vi era impossibile continuare. Provate ad immaginarvi su una sedia a rotelle, le vetrine dei negozi sembrano le stesse, ma provate ad entrare in uno di questi negozi. Niente da fare, lo scalino che prima vi sembrava una pianura, adesso appare come una gigantesca montagna, difficile da scalare. Quindi, niente compere. Decidete, tuttavia, di andare a mangiare qualcosa, ma anche lì vi si presenta una montagna da valicare. Supponiamo, adesso, che la montagna sia una piccola collinetta e che, pur sempre, non con molta facilità, siate riusciti ad entrare ed accedere nel locale; ma non fate in tempo a rallegrarvi per l ostacolo appena superato che subito ve ne si pone un altro di fronte: il BAGNO!!!!!! Il locale non possiede un bagno per disabili, oppure il bagno per disabili c è, ma di disabile ha solo l etichetta appesa fuori la porta. 24

13 Cosa provate? Amarezza, rabbia, vi sentite come se il mondo, la città, il locale stesso non volessero che voi faceste parte di questa civiltà, come se vi avessero escluso da tutto e da tutti. E allora, non vi sentite più quei ragazzi fortunati della canzone. Lo sport Io vi capisco perché questa è la situazione che è capitata a me... Salvo Comitato Italiano Paralimpico Il Comitato italiano Paralimpico è l'ente deputato dal Legislatore (Legge n 189 del 15 luglio 2003 e Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell 8 aprile 2004) a riconoscere e coordinare le Federazioni Sportive Paralimpiche che organizzano l'attività sportiva per le persone disabili sul territorio nazionale. Tra i suoi compiti istituzionali vi è la preparazione delle squadre agonistiche top level in vista dei Giochi Paralimpici Estivi ed Invernali, oltre che la promozione a tutti i livelli e in ogni fascia di età e di popolazione della pratica sportiva delle persone disabili. COMUNICAZIONE: Presso i locali del CInAP è possibile richiedere, gratuitamente, gli adesivi da apporre sul vetro delle Informazioni: CIP Via Flaminia Nuova, ROMA macchine che, poco attente, occupano il parcheggio riservato alle persone con disabilità. Aiutateci a diffondere una cultura CENTRALINO C.O.N.I. PREFISSO PER TUTTI GLI INTERNI 06/ della maggiore attenzione verso gli altri vi aspettiamo oppure 06/ i 4 numeri dell'interno desiderato FAX 06/ numerosi

14 In viaggio notte, i corpi che dormono sul fango che fa da letto, le stelle, i cuscini d'erba, le distese di praterie e di montagne, il sorriso di un giorno che nasce, il brulichio di risciò, la solitudine che fugge perchè nessuno l'ascolta, e di nuovo, la notte, con i corpi vicini per trovare conforto nelle notti d'oriente. A volte là si medita, tra l'odore forte dei mercati indiani e il fluire del Gange, tra i boschi di Keylong e le pianure di Betland. A volte si rimane a guardare lavandosi gli occhi riflessi in una pozzanghera d'acqua. Non sembra stagione di morte ma ciclo di vita, un incessante fluire di tempo sospeso, senza acrobati in volo. Qualcuno poi cade. E rimane il ricordo, lo spazio lasciato per giorni, l'onore di un uomo che cambia stagione. Mi chiedo, ritornato in questa nostra realtà, quale mistero rimanga tra gli occhi di un uomo e una mente che pensa. Il vero viaggio di scoperta non è visitare nuove terre ma avere nuovi occhi. M. Proust Riflessioni al rientro dall India L'India è una terra che non abbandona. Tornato in Italia mi accorgo di quanto il mondo sia pieno di prospettive al contrario. La mente ritorna spesso allo sguardo del Gange, al fumo dei corpi che ardono per celebrare la loro esistenza mentre il sole riscalda il pianeta. E il silenzio della 27 Non da turista son partito, ma da turista mi son trovato a osservare la vita e la morte che bevevano dallo stesso bicchiere. Le scimmie, le mucche, i cani, le capre, le foreste, i serpenti, i colori, i rumori del vento, le aquile in volo, un momento di incanto e poi di sgomento, magia di sapori, gli odori d'incenso, la sorpresa di essere capitato su un altro pianeta. E davanti ai ricordi, i bambini, come voci soffuse, parole che corrono a inseguire pensieri da me non tradotti. E ancora quegli occhi che mi tornano in mente, quel sorriso, come tela che copre gli eterni sospiri dell'uomo. E poi quelle gambe che corrono, pur vedendo le ossa. E ancora i sorrisi... Tornato dall'india, ma forse ancora là con il pensiero, mando a tutti un abbraccio e un saluto grande, augurando ad ognuno di salpare con la propria mente al di là di ogni giudizio in ogni giorno della propria esistenza. Paolo 28

15 L infanzia rappresenta il massimo momento di apprendimento Psico-Rubrica IL TRATTAMENTO DELLA BALBUZIE NEI BAMBINI Consigli per i genitori 29 Paolo Donzelli Se il bambino viene criticato, impara a condannare. Se vive nell'ostilità, impara ad aggredire. Se vive deriso, impara la timidezza Se vive vergognandosi, impara a sentirsi colpevole. Se vive trattato con tolleranza, impara ad essere paziente. Se vive nell'incoraggiamento, impara la fiducia. Se vive nell'approvazione, impara ad apprezzare. Se vive nella lealtà, impara la giustizia. Se vive con sicurezza, impara ad aver fede. Se vive volendosi bene, impara a trovare amore e amicizia nel mondo Dorothy Law Nolte dell essere umano, quando ancora nulla è scritto e tutto è in via di organizzazione: gli odori, i ricordi, le persone conosciute, i giocattoli, i propri bisogni cominciano a definirsi e a confrontarsi con le risposte che le figure di riferimento danno ogni volta che si cerca di comunicare con loro. Il bambino impara da tutto ciò che sente, vede, percepisce dell ambiente che lo circonda. Anche una semplice parola o uno sguardo del genitore assumono il valore di un insegnamento. Come quando i leoncini imparano a cacciare accompagnati dalla propria mamma, così i piccoli d uomo apprendono dai genitori, osservando ogni loro modalità di interazione, ritenendole indispensabili al fine della propria sopravvivenza ( se mamma e papà dicono o fanno questo, allora deve necessariamente essere vero e importante per riuscire a sopravvivere ). È proprio durante il periodo dell infanzia che insorge il problema della balbuzie. Si stima, infatti, che l esordio si abbia tra i tre e i cinque anni d età (M. C. Strocchi, 2003). Ma quale significato il bambino attribuisce alla parola? Essa assume un ruolo importante nello sviluppo: attraverso essa, il bambino può dominare il mondo e comunicare agli altri il proprio dominio. Gli oggetti lontani diventano subito raggiungibili, le esperienze condivisibili, i desideri esplicitabili. Inoltre, il mondo degli adulti, sovrasta con le proprie parole il mondo in costruzione del bambino. Immaginate, pertanto, come 30

16 un giudizio dell adulto, una preoccupazione, una punizione, una correzione o un interruzione possano creare nel bambino una forte ansia che, riversata sull incertezza del dir bene le parole, diventa automaticamente balbuzie. Il circolo vizioso si reitera facilmente quando la disapprovazione del genitore ( devi parlare bene, non devi sbagliare! Ma che, non ce la fai? L hai fatto così tante volte! Lo fai apposta! ) diviene pretesa, per cui il bambino non può sbagliare ovvero, non gli si consente di apprendere i significati di autocorrezione, accoglienza, disponibilità e flessibilità nell educare. Il come dire le cose finisce così per sostituirsi al cosa dire. Ma in tutto questo, dato che ogni problema ha anche i suoi vantaggi che lo mantengono in vita, quali potrebbero essere quelli relativi alla balbuzie per un bambino? Non possiamo non menzionare i seguenti: - l attenzione di mamma e papà viene automaticamente canalizzata sul bambino; - l ambiente circostante è sempre pronto a sostituirsi a lui per evitargli ulteriori sofferenze e facilitarlo nello svolgimento delle normali attività di relazione; questo, tuttavia, comporta, a lungo andare, che il bambino trovi una giustificazione al suo non volere far nulla, perché tanto tutto dipende dagli altri, pretendere dagli altri, sentirsi incompreso alla seppur minima frustrazione si prova un grande sollievo dall ansia subito dopo aver pronunciato la parola balbettata. Per tali ragioni, nel trattamento infantile della balbuzie i genitori diventano i principali promotori di cambiamento nel bambino. Risulta indispensabile che essi accettino il loro ruolo di allenatori e comprendano le modalità da seguire al fine di allenare il proprio bambino al non giudizio e all autostima. Ricordiamo alcune azioni educative indispensabili ai genitori per contrastare lo sviluppo della balbuzie: - mostrarsi disponibili all ascolto e all accoglienza. Ogni situazione può essere importante per trasmettere al bambino un senso di soddisfazione in quello che dice; - evitare di concentrarsi su come dice le cose il bambino, mostrando per lo più attenzione su cosa dice ; - utilizzare un linguaggio chiaro, facile da comprendere e rallentato, in modo che il bambino faccia esperienza di messaggi ben definiti e non ansiogeni né, tanto meno, confusivi, - mostrarsi distesi nell eloquio utilizzando frasi brevi e concise; - non sovrapporsi al bambino che balbetta mentre parla, rispettandone i turni, le pause e facendo in modo che sia egli stesso a concludere le parole, 32

17 - attendere con disponibilità e attenzione che il bambino termini la frase o il discorso iniziato; - commentare ciò che il bambino dice più che imbottirlo di domande e richieste; - valorizzare, oltre che la comunicazione verbale, forme di comunicazione ludico-espressive alternative (disegno, gestualità del corpo ) - giocare a far parlare tra loro bambole o pupazzi permettendo al bambino di rilassarsi, sperimentando toni di voce differenti a seconda del personaggio scelto. Nel contesto ludico, succede spesso che il bambino non si senta responsabile delle parole che dice e parli meglio in quanto è la bambola o il pupazzo che stanno parlando! ; - evitare pressioni sul bambino costringendolo a raccontare eventi ad amici o parenti; - evitare di distogliere lo sguardo o aggrottare le sopraciglia dinanzi ai suoi blocchi verbali; - prepararlo ad affrontare situazioni nuove simulando, ad esempio, gli avvenimenti tramite l utilizzo di scenette teatrali; - non evidenziare le difficoltà del bambino con parole del tipo calma, prendi il fiato e poi parla, pensa a quello che devi dire prima di dirlo. Tali suggerimenti potrebbero inibire la parola in quanto il bambino potrebbe avvertirli come richiami; 33 - valorizzare gli aspetti positivi del bambino più che attenzionare quelli maggiormente critici, limitando, pertanto, i rimproveri all essenziale ed aumentando gli incoraggiamenti per i comportamenti verbali desiderabili; - se il bambino esprime le sue difficoltà nel parlare, è bene ricordargli che molte persone hanno difficoltà quando sono stanche o particolarmente agitate; - fornire esperienze positive di socializzazione in un ambiente in cui il bambino possa più facilmente sentirsi accettato e possa interagire con altri bambini divertendosi; - tenere sempre presente che, fino a 6-7 anni, molti bambini hanno delle disfluenze fisiologiche e di sviluppo che regrediscono spontaneamente all interno di relazioni parentali positive, valorizzanti e propositive. Seguendo con attenzione e piena disponibilità queste azioni educative, il genitore assicura al proprio bambino la costruzione di una visione positiva del mondo e di se stesso, evitando ansia e giudizio, titubanza e perplessità, incertezza e fuga dalle situazioni sociali. É importante che il genitore diventi il massimo esperto nel problema della balbuzie comprendendo quali bisogni abitano la mente del bambino. 34

18 Quest ultimo ha bisogno di sapere che le emozioni esistono e che anche il papà e la mamma le provano senza che queste prendano il sopravvento su di loro. Sarebbe opportuno che ogni genitore facesse propri i seguenti assiomi facendone continua pratica: - quanto più sono positivo, tanto più regalerò a mio figlio la possibilità di diventare, quando crescerà, un ragazzo forte. - Anche se ho paura, provo ad affrontare le situazioni che mi spaventano in quanto se le penso soltanto, i problemi non faranno altro che ingigantirsi. I miei figli imparano da ciò che vedono. - Anche se mi sento molto dispiaciuto, non mi lascio sopraffare dal dolore pertanto reagisco. - Sbagliare è importante per comprendere l errore e migliorarsi. Mi impegnerò a far meglio la prossima volta e dirò questo a mio figlio, ogni volta che un errore potrà turbarlo. - Non si è stupidi, sciocchi, incapaci, bensì in situazioni circoscritte ci si può comportare da stupidi, sciocchi, incapaci e anche quando ci si comporta in questo modo, non è poi la fine del mondo!. - Anche se sono stanco e non riesco a giocare con mio figlio, posso sempre sorridergli, passare accanto a lui e 35 fargli una carezza sulla testolina, dicendogli bravo! per tutto ciò che di positivo fa. Inoltre, tanto più il genitore ammette i propri limiti, tanto più il bambino impara ad essere flessibile verso se stesso. Si consiglia vivamente, ai genitori, di utilizzare più spesso la seguente frase di conferma affettiva rivolta verso il proprio bambino: - anche se mi innervosisco e ti sgrido, nulla toglie il bene che ti voglio e che provo per te In conclusione, potremmo dire che ogni bambino, sia con problemi di balbuzie che non, vive la relazione con i propri genitori come un modello di confronto tra ciò che sono le proprie competenze e quello che sono le reazioni dell ambiente: ogni valorizzazione dell adulto risulta, quindi, necessaria al fine di stimolare nel bambino un pensiero positivo e la fiducia di base che lo accompagneranno per il corso di tutta la vita. 36

19 Appunti e libri cerco Portiamo a conoscenza di tutti gli studenti che stiamo predisponendo un area, all interno della biblioteca del CInAP, in cui raccogliere appunti e libri di ogni Facoltà. Chi desiderasse contribuire può mettersi in contatto con noi attraverso i seguenti recapiti: Vi attendiamo numerosi! tel Appunti e libri offro Porto a conoscenza di tutti i miei colleghi interessati che ho messo a disposizione, presso il CInAP, i seguenti testi di Giurisprudenza a carattere ingrandito: - Diritto amministrativo, S. Sabataro, - Diritto canonico, Lo Castro, - Diritto commerciale, Auletta-Salnitro, - Diritto del lavoro, Roccella-Caruso, - Diritto di famiglia, Auletta - VIII Edizione, - Diritto internazionale, Sapienza-Boschero, - Diritto penale, Fiandaca-Musco, - Diritto privato, Galgano, - Diritto processuale civile, Mandrioli, - Diritto processuale penale, Siracusano-Galati- Tranchina-Zappalà-Beccaria, - Diritto Tributario, La Rosa- II Edizione, - Economia politica, Mankiw-Franzoni, - Filosofia del diritto, Barcellona, - Istituzioni di diritto romano, Rubbettino, - Storia del diritto medievale e moderno, Espano- Grossi. Giovanni 37 38

20 Bibliografia per tesine e per tesi Bettini M., Lo straniero ovvero l identità culturale a confronto,laterza, Bari Colombo A., Sciortino B., Gli Immigrati in Italia assimilati o esclusi: gli immigrati, gli italiani, le politiche, il Mulino, Bologna, Carissimi operatori del CInAP, sto costruendo una bibliografia di riferimento dalla quale partire per approfondire l argomento della tesi di laurea su Donne, migrazione e processi di integrazione. Il mio lavoro desidererebbe analizzare la specificità delle donne immigrate, dei loro percorsi di inserimento, in bilico sul confine che separa il rischio della marginalità e l obiettivo dell emancipazione. Mi piacerebbe potere approfondire le normative sull immigrazione e l inserimento lavorativo. Carissima studentessa, riportiamo di seguito alcuni libri di riferimento da poter considerare buon lavoro, sempre Bauman Z., La società dell incertezza, Il Mulino, Bologna Berger P.L., Luckmann T., La realtà come costruzione sociale, Il Mulino, Bologna D Ignazi P., Persi R., Migrazione femminile, discriminazione e integrazione tra teoria e indagine sul campo, Franco Angeli, Milano Franceschetti L., Regolare l immigrazione, il management dei flussi per lavoro in Europa, Franco Angeli, Milano Habermas J.,Tylor C., Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento,edizione Feltrinelli, Milano Panizza G., Io sono un grande sognatore,sfide e opportunità degli stranieri ad una terra accogliente, Laruffa editore SRL, Reggio Calabria, Revelli M., Fuori luogo, Boringhieri, Torino Sartori G., Pluralismo, Multiculturalismo e estranei,saggio sulla società multietnica, BUR, Milano Sirna Terranova C.,Pedagogia Interculturale concetti, problemi, proposte, Guerini Studio, Milano,

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