1anno 48. Bologna e provincia. notizie. Scuola e Formazione Intervista ai responsabili regionali

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1 1anno 48 num. 1 gennaio 2009 notizie Periodico in distribuzione gratuita ai soci dell AVIS di Bologna e provincia - Registrazione Tribunale di Bologna n Poste Italiane S.p.A - spedizione in abbonamento Postale n D.L. 353/2003 conv. in L. 27/02/2004 n 46 Art. 1, Comma 2 DCB Bologna - Stampato su carta ecologica - Contiene I.P Convocazione Assemblee Rinnovo cariche associative Scuola e Formazione Intervista ai responsabili regionali Bologna e provincia Gruppo Giovani In moto con i campioni Occhio al fungo Bollettino del gruppo micologico

2 AVIS Provinciale La nuova Casa dei donatori di sangue : a che punto siamo Luciana Apicella I l 1 dicembre del 2007 veniva posata, con una solenne cerimonia di inaugurazione nell area Prati di Caprara adiacente all Ospedale Maggiore di Bologna, la prima pietra della nuova Casa dei Donatori di Sangue, destinata ad ospitare il Centro di raccolta sangue e le sedi di Avis Provinciale, Comunale Bologna e Regionale. Un progetto fortemente voluto e perseguito da Gianfranco Marabini, Presidente di Avis Provinciale Bologna. Ad un anno di distanza il Presidente può dirsi soddisfatto dello stato di avanzamento dei lavori. A che punto siamo? Beh, stiamo per piantare la bandiera italiana sul tetto ci dice Marabini non senza una punta di orgoglio. Ad oggi continua sono stati completati i lavori di impiantistica elettrica e meccanica. Abbiamo fissato due appuntamenti per il 2009: il 28 marzo presenteremo la sede ai dirigenti Avisini della provincia di Bologna e alle autorità. Per quella data sarà completato il piano terra, ossia lo spazio che ospiterà il nuovo Centro di raccolta sangue. Nella settimana di ferragosto invece organizzeremo il trasloco facendo in modo che non si interrompa l attività di raccolta nemmeno per un giorno. L inaugurazione ufficiale della sede conclude avverrà invece nel mese di ottobre 2009, quando anche il secondo piano dell edificio, che ospiterà le sedi provinciale, comunale e regionale di Avis ed una sala riunioni da 160 posti, sarà completato. 2

3 SOMMARIO Editoriale 3 L anno del rinnovamento AVIS Nazionale 5 AVIS e TELETHON: insieme per vincere 7 AVIS e Lega dei Romeni in Italia uniti per promuovere la donazione Avis Regionale 4 Patrimonio genetico e patrimonio culturale 6 Il nostro impegno per la nostra città Avis Provinciale 2 La nuova Casa dei Donatori di Sangue : a che punto siamo 8 Dirigenti Avis a confronto 9 I cavalieri della Repubblica Italiana 12 Consegnate le borse di studio ai più meritevoli 22 A.A.A. volontari cercasi per fare crescere l Avis 23 Convocazione delle Assemblee comunali dei soci 24 Fac-simile di delega per Assemblea comunale o equiparata Scuola 10 Scuola e Avis - Il convegno a Bologna 11 Giovani disimpegnati e indifferenti? Credetemi, non è così. Formazione 13 L esperto della formazione risponde 14 La comunicazione verso l esterno Giovani 15 I giovani scaldano i motori 16 Avis in moto con i campioni 17 A cena per vincere insieme Servizio trasfusionale 18 Fabbisogni trasfusionali e loro soddisfacimento nella regione: sono adesso in equilibrio? 19 Modulo di accettazione e consenso alla donazione 21 Centro mobile Cronaca dal territorio 25 Il nostro autunno caldo 26 I nostri primi 50 anni anni di solidarietà 28 Mattone su mattone 28 Istantanee - Vergato 29 Il gioco della stima 29 Bambini e ragazzi in primo piano 30 Dalla castagna allo judo 30 Il calendario della solidarietà 31 Premiati i donatori benemeriti Gruppi AVIS 32 Pimpinella Gardens 33 Nasce Artenelsangue 34 Pronti... ai posti... via! 34 Tutti in bicicletta! AgendAvis 35 Premiazioni soci benemeriti 35 Avis Comunale Casalecchio di Reno 36 5 X 1000 Di questo numero sono state stampate copie La foto di copertina è di Maria Perrone Gruppo Fotografico CPDA-AVIS Bologna Il prossimo numero di Avis uscirà nel mese di aprile Gli articoli devono pervenire in redazione entro il 5 marzo, via mail al seguente indirizzo: AVIS Bologna e provincia Editrice: Avis Comunale Bologna ONLUS Direzione e redazione: Avis Provinciale e Comunale Bologna, via Emilia Ponente 56, Bologna - tel , fax (indirizzo dedicato) Direttore responsabile: Dario Bresciani Comitato di redazione: Monica Carli, Gianfranco Marabini, Margherita Marchioni, Enzo Masina Progettazione grafica: Wells Bologna Impaginazione e stampa: Futura Press Srl, via dell Arcoveggio 82 Bologna Avis L anno del rinnovamento Dario Bresciani I Editoriale primi mesi di quest anno saranno caratterizzati dal rinnovo delle cariche sociali. Momento importante per la nostra Associazione che deve cercare un rilancio sotto l aspetto della qualità, ma anche della quantità: dobbiamo infatti aumentare il numero dei donatori e delle donazioni, purtroppo in calo in questi ultimi anni a fronte del costante aumento del consumo di sangue. Il rinnovo delle cariche è un passo fondamentale in ogni realtà della vita sociale e lo è ancora maggiormente per le associazioni di volontariato a tutti i livelli. Oggi la società del consumo e dell apparire, più che dell essere, distoglie l attenzione dalle cose per le quali occorrerebbe invece maggiore interesse e, fra queste, le associazioni di volontariato che, come ormai tutti sanno, si basano esclusivamente sull apporto gratuito dei cittadini che decidono di dedicare parte del loro tempo a qualcosa di utile per il prossimo. L Avis non è certamente l isola felice e anche noi rientriamo purtroppo in quella realtà dove vi sono molti attivisti un po datati, anche se vivaci e impegnati come fossero ventenni. Piangerci addosso non serve, perché non faremmo il bene dell Associazione e allora, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di modificare questa realtà che attanaglia il mondo del volontariato. Per portare forze giovani e fresche in Avis dobbiamo cercare di coinvolgere i nostri giovani donatori che con le loro idee potranno senz altro dare nuova vitalità e slancio per raggiungere l importante traguardo dell autosufficienza di sangue. Sappiamo però che il mondo dei giovani è abbastanza impenetrabile, perché ci sono troppe distrazioni e, secondo sondaggi riportati sulla stampa, meno del 20% è impegnato fattivamente in attività di volontariato, mentre quasi il 40% non vi si dedica per niente; poi ci sono quelli che si impegnano saltuariamente. Fare volontariato vuol dire aiutare chi è in difficoltà e chi soffre e non tutti sono disponibili a cedere parte del proprio tempo, perché alle prese con lo studio, il lavoro o perché devono pensare prima a risolvere i loro problemi. Allora cercare nuovi volontari diventa più difficile ed è proprio perché è difficile che gli attivisti dell Avis dovranno mettersi in moto e accettare questa sfida, perché prendendo contatto con le persone e spiegando loro chi siamo, cosa facciamo e perché lo facciamo, riusciremo a formare una nuova classe dirigente che senz altro farà il bene della nostra Avis, una vecchietta di ottant anni che però deve mantenere inalterata quella vitalità che l ha sempre contraddistinta. Intanto già da queste pagine vogliamo rivolgere un invito a tutti quelli che vorranno dedicare un po di tempo alla nostra Associazione, a proporre la propria candidatura, utilizzando la scheda che proponiamo nuovamente nelle pagine interne del notiziario. 3

4 AVIS Regionale Patrimonio genetico e patrimonio culturale Intervista ad Annamaria Fantauzzi Luciana Apicella, Ufficio Stampa Avis Regionale Emilia-Romagna 4 U no dei capitoli del libro L altro in me: dono del sangue e immigrazione fra culture, pratiche e identità dell antropologa Annamaria Fantauzzi, responsabile dell Osservatorio per la cultura del dono del sangue delle comunità immigrate di AVIS Nazionale, era dedicato al Progetto Genoma Italia : per questo l abbiamo raggiunta telefonicamente e le abbiamo posto alcune domande sui possibili legami e interazioni tra biologia e cultura, tra genetica e antropologia per comprendere meglio la valenza del progetto del professor Cavalli-Sforza ed il suo sconfinamento in ambiti estranei a quello prettamente scientifico. Dottoressa, il Progetto Genoma Italia coordinato dal professor Cavalli-Sforza ha come obiettivo principe quello di rintracciare i geni responsabili di alcune malattie, partendo dall analisi del Dna di campioni di cittadini italiani su base provinciale. Sono risultati che possono fornire spunti anche dal punto di vista antropologico? E in che modo? La mappatura genetica può senza dubbio diventare punto di partenza per verificare quanto la cultura influisca nel produrre una divergenza comportamentale e di modus vivendi. La mia linea di pensiero si accorda alle teorie del filosofo tedesco Herder, il quale sostenne l incompletezza biologica dell uomo, integrata dalla cultura che interviene anche a livello genetico e biologico per completarlo. Faccio un esempio noto a molti: storicamente è stato più che altro l ambiente climatico a definire caratteristiche genetiche quali il colore della pelle o la forma del naso, e a favorire il fissarsi di determinate morfologie: le differenze di razza dunque non hanno tanto matrice biologica, bensì ambientale e culturale. Alcuni ricercatori che hanno partecipato al Progetto Genoma hanno sottolineato ad esempio che le differenze genetiche tra popolazioni caucasiche e popolazioni africane sono percentualmente minori rispetto alle differenze genetiche che possono esistere tra due inglesi puri, quindi tra due individui che dal punto di vista culturale sono assolutamente omologhi. Il progetto del professor Cavalli- Sforza dunque metterà in luce i campioni prettamente genetici e biologici e al contempo sottolineerà l influenza della cultura e dei comportamenti sociali sulla caratterizzazione delle razze, termine che come antropologi oggigiorno rifiutiamo. C è una precisa incidenza di malattie o disturbi in Italia che può dirsi strettamente connessa a situazioni culturali/antropologiche oltre che naturalmente a predisposizioni biologiche? Sto pensando in particolar modo a disturbi quali possono essere quello della depressione o i disturbi del comportamento alimentare che paiono legati a doppio filo alle società del benessere... Certamente, ed è senza dubbio emblematico il caso dei migranti, i quali arrivati sani nel paese di accoglienza, iniziano a sviluppare le cosiddette malattie dell immigrato per le difficili condizioni lavorative ed abitative in cui si trovano a vivere: sono malattie derivanti da comportamenti adattativi e non genetici, e tale è anche la depressione dell immigrante, quel costante percepirsi a metà strada tra il paese d origine e quello di arrivo. E, sempre a proposito dei migranti, negli anni Settanta si sviluppò tra i medici la cosiddetta sindrome di Salgari, il noto scrittore che aveva descritto i luoghi più lontani ed inesplorati del mondo pur non avendo mai viaggiato: i dottori che accoglievano i migranti nei loro ospedali immaginavano automaticamente che essi fossero affetti da misteriose malattie esotiche, mentre avevano le stesse malattie degli italiani. I disturbi del comportamento alimentare sono senza dubbio un altro esempio emblematico: il modello culturale e sociale che in qualche modo scatena l insorgenza di bulimia o anoressia influisce profondamente su una modificazione biologica del corpo che diventa poi autodistruzione. Lei insegna antropologia medica presso la Scuola Medica Omeopatica Harmanettiana di Torino.

5 I progressi in campo scientifico mettono a rischio secondo lei la necessaria attenzione ad un approccio integrato alla salute, come insegna l antropologia medica, o al contrario oggi c è più attenzione agli aspetti mentale, psichico, culturale in quanto concause dello stato di salute o malattia? C è un interessante teoria elaborata da alcuni studiosi inglesi i quali distinguono lo stato di malattia in tre fasi: la illness, ossia lo stato emotivo del paziente che può determinare l avvertimento di uno stato di malattia (o salute) che non corrisponde ad una realtà fisica, la disease ossia il sintomo reale che il medico può curare, e la sickness che riguarda l aspetto sociale della malattia (l esempio più lampante è l emarginazione cui può essere sottoposto l individuo malato). Questa distinzione mette in luce come la malattia non possa essere curata solo dal punto di vista organicistico, ma debba essere valutato un approccio olistico, o integrato, alla salute. Le medicine alternative pongono grande attenzione rispetto a questa completezza di visuale, a partire per esempio dalla rete semantica cioè dal racconto e dal vissuto del paziente utile a chiarire la causa determinante dei segni organici o biologici della malattia. Le faccio un esempio: durante un convegno di etnomedicina cui partecipai qualche tempo fa emerse che la psicoterapia guarisce dalle verruche, mentre con la terapia classica, che disattiva l agente virale che le causa, esse possono scomparire ma c è un alta percentuale di ricadute nel breve periodo. Un approccio di questo tipo porta ad una naturale conseguenza, ossia che le malattie possono essere inguaribili ma non incurabili, ossia ci possono essere malattie cui non si può prestare un supporto terapeutico organicistico e biologico, ma che possono essere curabili dal punto di vista prettamente umano. Lei si è occupata del fenomeno migratorio in Italia in riferimento al rapporto tra donazione del sangue e comunità immigrate, in special modo quella marocchina. Come si è modificato negli ultimi decenni il tessuto sociale e antropologico del nostro paese, quando da terra di emigrazione siamo diventati invece paese a forte tasso di immigrazione? Certamente i mutamenti sono stati di grande portata. Oggi nel nostro paese sono presenti all incirca 3 milioni e 700 mila immigrati, residenti soprattutto nel centro-nord Italia, con un ricambio generazionale molto forte: nelle scuole elementari e medie oggi i figli di immigranti rappresentano il 7% degli alunni, e secondo alcune stime tra una decina d anni la percentuale sarà del 50%. La popolazione italiana sta dunque ringiovanendo e sta diventando meticcia, ed è un dato di fatto: considerare l accrescimento culturale e sociale che ciò comporta significa semplicemente ottemperare a quelle che sono le conseguenze della globalizzazione. In antropologia ormai da decenni le parole razza o etnia sono considerate finzioni, costruzioni arbitrarie che non hanno (come il Progetto Genoma sta dimostrando) delle basi biologiche, ma sono paraventi per addurre concezioni fortemente xenofobe o razziste. Lo sosteneva l antropologo Levi-Strauss già negli anni Cinquanta, oggi è importante ribadirlo in ogni momento. AVIS e TELETHON: insieme per vincere Anche quest anno Avis rinnova il proprio impegno a sostegno di Telethon per supportare, col contributo delle sedi e dei volontari, l attività di raccolta fondi per la ricerca scientifica italiana di eccellenza sulle malattie genetiche. L attenzione di Avis per Telethon va nella direzione, in particolar modo, della ricerca sulle malattie genetiche del sangue. Sono stati fatti, grazie anche al sostegno delle Avis, importanti passi nella direzione della cura della talassemia, dell emofilia e di altre malattie genetiche del sangue. Ma l impegno da profondere è ancora tanto: occorre incrementare l adesione delle tante sedi Avis presenti sul territorio nazionale. La difesa del diritto alla salute e alla cura è un valore che Avis e Telethon condividono, come simboleggiato dal manifesto che vuole sottolineare proprio l unità al fine del raggiungimento di questo comune obiettivo. Aderire alla campagna Avis con Telethon vuol dire dare alle persone affette da malattie genetiche la speranza di giungere presto a soluzioni e cure, e contemporaneamente dare ai tanti ricercatori italiani meritevoli la possibilità di lavorare e fare ricerca, contrastando così la purtroppo famosa fuga dei cervelli. Le Avis Comunali che hanno aderito a questa lodevole e importante iniziativa hanno affiancato i volontari Telethon nelle piazze, per la raccolta di fondi ma anche per significare quanto l Avis sia vicina a tutti coloro che nutrono speranze nella ricerca, per vedere finalmente debellate tante malattie che ancora oggi cancellano troppe vite umane. Le iniziative Avis per Telethon continueranno fino alla fine di giugno 2009 e pertanto chiunque abbia la possibilità di allestire punti di informazione può contattare la Segreteria Organizzativa presso l Avis Regionale Veneto (e mail avisveneto.it e tel ). 5

6 AVIS Regionale 6 Il nostro impegno per la nostra città Intervista a Raza Asif, Presidente del Consiglio dei Cittadini Stranieri di Bologna Luciana Apicella, Ufficio Stampa Avis Regionale Emilia-Romagna I l 2 dicembre 2007 si tennero a Bologna delle singolari elezioni: più di 9mila extracomunitari, residenti nella città e nella provincia, furono chiamati ad esprimere il loro voto scegliendo tra 2 liste elettorali e 275 candidati. Dalle urne uscirono i nomi dei componenti il nuovo Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna : una trentina di membri, uomini e donne, che hanno dato vita al primo organismo elettivo di rappresentanza della popolazione straniera a livello provinciale, avente funzioni consultive e propositive rispetto a tutte le materie di competenza del Consiglio Provinciale. Abbiamo incontrato il Presidente della Consulta, il dottor Raza Asif, pakistano, in Italia dal A Bologna si occupa di consulenza finanziaria, specie per quel che riguarda l accesso da parte delle fasce sociali più deboli al credito bancario. Dottor Asif, lei è stato eletto nel dicembre 2007 presidente del primo Consiglio degli Stranieri della Provincia di Bologna. Ad un anno dall incarico, qual è il suo bilancio di questa esperienza? Nel corso del primo anno dalla sua istituzione il Consiglio si è riunito in seduta plenaria otto volte e il tasso di presenza dei consiglieri alle sedute è stato dell 81,25%. Come Presidente del Consiglio degli Stranieri ho presenziato a 12 sedute del Consiglio Provinciale prendendo la parola in diverse occasioni. Abbiamo approvato numerosi ordini del giorno e pareri, sia sugli atti di competenza della Provincia, sia sulle tematiche generali dell immigrazione. Credo che sia stata un esperienza interessante e piena di emozioni. Fino ad oggi in Italia avevo fatto un attività legata al volontariato, e l associazionismo è un lavoro di rappresentanza, ma essere eletti e responsabili di portare un risultato agli elettori, essendo consapevoli di avere in mano pochi strumenti, era una sfida che abbiamo superato con buona volontà, grande determinazione e responsabilità civile. In un anno siamo riusciti a sfidare tutti i pregiudizi, come quello che gli immigrati ancora non siano pronti o capaci di gestire una responsabilità politica. Tutti i consiglieri hanno dimostrato un grande coinvolgimento che ha portato il Consiglio ad essere in grado di trasformare in atti pubblici le proposte e le richieste degli immigrati. Credo che tutto ciò sia stato possibile grazie ad una buona gestione, al supporto tecnico dell Ufficio Immigrazione della Provincia di Bologna e alla fiducia concessa dall Amministrazione e dalla maggioranza politica in Consiglio Provinciale. L AVIS Nazionale e le Avis Provinciali di tutta Italia da qualche anno guardano con particolare attenzione alle comunità immigrate nel nostro paese. Molti cittadini extracomunitari si sono avvicinati al mondo della donazione, al punto che ad esempio nella città di Bologna la percentuale di cittadini stranieri donatori è passata in pochi anni dal 2 al 5%. Cosa vede dietro questo fenomeno? Credo che sia un fatto molto positivo e significativo, non solo dal punto di vista dell integrazione sociale ma anche per dimostrare che i cittadini immigrati sono portatori di valori civili e di partecipazione. È un dato che sottolinea una crescita di sensibilità nel mondo dell immigrazione. Credo che anche i nostri concittadini italiani debbano prenderne positivamente atto. Pensa che il coinvolgimento dei cittadini extracomunitari in un attività di volontariato come può essere quella della donazione sia un modo per creare integrazione? E perché? I cittadini stranieri hanno già iniziato a partecipare a numerose attività di volontariato, dal sostegno agli anziani al ruolo di assistenti civici fuori dalle scuole. Il gesto di donare il sangue è un gesto d amore universale, un piccolo contributo per salvare vite umane. Si dice che il sangue non ha colore, e al di là delle differenze e degli stereotipi penso che se tutti i cittadini italiani fossero a conoscenza di questa sensibilità dei cittadini stranieri ciò potrebbe contribuire a ridurre le distanze e a farci sentire tutti un po più uguali. Lei è presidente della comunità pakistana a Bologna. Qual è il rapporto tra i suoi connazionali e le istituzioni di volontariato? E ancora: esistono motivazioni ideologiche o precetti religiosi che consentono o non consentono la donazione di sangue? Credo che i miei connazionali siano molto solidali, e abbiano una grande sensibilità verso il volontariato. Dal punto di vista ideologico o religioso non ci sono impedimenti alla donazione del sangue. Per la nostra, come per tutte le religioni, salvare una vita umana è come salvare un intera nazione. Esistono nel sue paese strutture come l Avis, ossia la raccolta e

7 donazione sangue è volontaria, gratuita e anonima o ci sono altre modalità? Sì, in Pakistan ci sono strutture del genere, chiamate blood bank, banche del sangue, che raccolgono e distribuiscono sangue negli ospedali. Le modalità di prelievo e distribuzione sono sostanzialmente le stesse. Quali sono secondo lei le vie da potenziare per creare integrazione? Crede che a Bologna si faccia qualcosa in concreto o ci siano solo belle intenzioni e niente più? Credo che tutte le azioni, i gesti, e le informazioni che mostrano il volto positivo dell immigrazione possano contribuire a creare integrazione. Purtroppo sui mass media spesso prevalgono ancora rappresen tazioni negative. Noi, come rappresentanti degli stranieri stiamo lavorando con tutte le associazioni di immigrati per cambiare l immagine che è stata data finora dell immigrazione. AVIS e Lega dei Romeni in Italia uniti per promuovere la donazione Si è svolta il 1 dicembre scorso a Roma, presso l Accademia di Romania, la cerimonia di sottoscrizione del protocollo d intesa tra AVIS e la Lega dei romeni d Italia (Lri). L evento ha avuto luogo in coincidenza con la Festa nazionale romena. I donatori di sangue erano rappresentati dal presidente nazionale, Andrea Tieghi, mentre la Lri dalla presidente Emilia Stoica. Insieme a loro vi erano la cantante Paula Mitrache, meglio conosciuta come Haiducii, e Corina Rechitean, consigliera dell ambasciata di Romania. Il presidente Tieghi ha sottolineato che questo accordo nazionale si inserisce in un percorso strutturato che AVIS sta compiendo con le comunità di origine straniera, attentamente seguito dall Osservatorio per la cultura del dono del sangue. Il protocollo non ha solo la finalità di aumentare il numero di cittadini romeni donatori, ma anche quello di favorire l integrazione delle comunità romene e la diffusione della cultura della solidarietà e del volontariato. Tieghi si è mostrato particolarmente soddisfatto per un intesa che riguarda la più grande comunità straniera residente in Italia, con oltre un milione di persone. Si è anche augurato che il protocollo contribuisca alla nascita di rapporti con le associazioni di donatori del sangue romene. Emilia Stoica ha auspicato che l accordo possa servire a cancellare l immagine, veicolata dai media, di una comunità romena dedita solo alla delinquenza: I romeni non sono così e non possono essere giudicati per gli atti criminali di una minoranza. Il mio desiderio è che questo accordo, che è già stato anticipato da iniziative a Lodi, Padova e Roma, abbia successo, portando più romeni a iscriversi ad AVIS e a comprendere il valore della donazione di sangue sia in termini di solidarietà, sia di prevenzione. Alla cerimonia ha portato il suo saluto anche Haiducii: Dico subito grazie Italia e grazie Romania. Ma anche grazie AVIS per questa opportunità che ho di essere testimonial. Nei miei spettacoli e nei miei concerti mi farò veicolo di questo messaggio. Nel corso della firma del protocollo è stato anche presentato il manifesto che ha proprio come testimonial Haiducii e che sarà diffuso a tutte le sedi di AVIS e delle associazioni afferenti alla Lri. 7

8 AVIS Provinciale 8 Dirigenti Avis a confronto Comitato di Redazione S abato 8 novembre si è tenuto l annuale incontro dei dirigenti delle Avis Comunali della provincia di Bologna. All incontro erano presenti quasi tutte le realtà associative e il dibattito è stato senz altro interessante e costruttivo. I lavori sono stati aperti dal Presidente provinciale, Gianfranco Marabini che, dopo aver porto il saluto ai presenti, ha affrontato l esigenza di apportare modifiche nella organizzazione della raccolta decentrata nella provincia, in previsione dell imminente entrata in vigore della delibera della Regione Emilia-Romagna che prevede la chiusura di alcune sedi di prelievo dichiarate non idonee ad ospitare l attività di raccolta sangue. Siamo tutti concordi nel rammaricarci per questa situazione, che tuttavia non ha alternative; quindi non resta che gestirla nel modo più razionale possibile, affinché sia minimo il disagio dei donatori che dovranno recarsi in località diverse, per effettuare la periodica donazione. In ogni caso, il 2009 sarà un annata difficile, e probabilmente occorreranno degli aggiustamenti in corso d opera; quindi, solo con l impegno di tutti a collaborare, sarà possibile condurre al meglio l inevitabile sperimentazione. Sull argomento è intervenuto il dott. Paolo Zucchelli, direttore Centro Regionale Sangue, che ha confermato come la nostra legislazione in materia è soggetta a direttive europee che si ripercuotono a cascata per applicare inderogabili principi di qualità e tracciabilità anche nell attività di raccolta sangue. Poiché il 90% delle donazioni avviene in sedi fisse, ha auspicato l obiettivo di realizzare la raccolta sangue all interno di sedi dedicate al prelievo e non in coabitazione con altre realtà sanitarie, questo per migliorare il servizio offerto ai donatori. Altro obiettivo è poi quello di arrivare a definire procedure me- diche che consentano di selezionare i donatori con gli stessi criteri in tutta la regione. Successivamente è intervenuto sull argomento il dott. Maurizio Govoni, Responsabile Struttura Semplice Raccolta Sangue Intero e Aferesi Produttiva Azienda USL di Bologna, che ha annunciato il coinvolgimento in proposito dei Direttori Sanitari dei Distretti USL e ha inoltre confermato che è in attuazione il nuovo programma di gestione dei donatori che, lavorando in tempo reale, offrirà maggiori garanzie e sicurezza del prelievo. Infine ha fatto il punto sull andamento delle donazioni evidenziando che a un primo semestre in calo, ha fatto riscontro un secondo semestre in ripresa che ha portato, al 31 ottobre, un aumento di oltre 450 donazioni rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. Dopo gli interventi è seguito un ampio e costruttivo dibattito e alla fine della discussione è emersa la fiducia che i donatori capiranno questa forzata variazione delle sedi di prelievo continuando nella loro opera meritoria. Particolare attenzione è stata poi dedicata all argomento relativo agli aspiranti nuovi donatori che in alcuni casi, dopo aver effettuato le visite e gli esami di idoneità alla donazione, non si presentano per la prima donazione nonostante il ripetuto invio della lettera di convocazione. E stato pertanto chiesto ai dirigenti delle Avis locali di farsi parte diligente nel contattare personalmente, dove possibile, l aspirante donatore e invitarlo alla donazione, oppure comprendere per quale motivo non ha dato seguito all accertamento di idoneità. E evidente che il contatto personale è un modo per fidelizzare il donatore e per fargli sentire la vicinanza dell Associazione. Alla fine è stato confermato l impegno ad attivarsi, perché la maggior parte degli aspiranti nuovi donatori sono giovani, che rappresentano il futuro dell Associazione. Rimanendo in tema di giovani, è stato poi comunicato che è al via la campagna di sensibilizzazione nei confronti dei neo-diciottenni che consiste nell invio di un biglietto augurale che evidenzia, fra le varie possibilità offerte dalla maggiore età, anche quella di donare sangue, con l obiettivo di aumentare il numero dei donatori della nostra provincia, purtroppo in calo nell ultimo anno rispetto ai precedenti.

9 Altro argomento affrontato è stato quello relativo ai donatori che oggi trovano difficoltà nel donare in Centri di raccolta diversi da quello di riferimento; questo avviene solo perché ogni donatore deve essere accompagnato dalla propria cartella clinica, cosa che è strettamente vincolata dalla legge sulla diffusione di dati sensibili. A tal proposito il dott. Maurizio Govoni ha comunicato che è di prossima realizzazione un programma informatico gestionale per tutti i donatori residenti in regione che permetterà di donare in qualsiasi Punto di raccolta della nostra regione senza alcun problema. Un altro importante punto all ordine del giorno è stato il rinnovo delle cariche sociali, momento associativo che coinvolgerà, nei primi mesi del 2009, tutte le strutture dell Avis, dal Nazionale alle più piccole Comunali. E questo un momento importante che dovrebbe permettere alla nostra Associazione di fare un salto di qualità ed è per questo che sono stati sollecitati tutti gli attuali dirigenti avisini a coinvolgere i donatori, possibilmente giovani, affinché portino nuove idee e diano maggiore slancio all Avis. E stata inoltre auspicata la presenza, nel futuro Consiglio provinciale, di rappresentanti di tutti i Comprensori Avis della provincia, per ottenere un maggior coinvolgimento di tutte le strutture associative nelle scelte decisionali. L invito è stato accolto dai presenti che hanno confermato l impegno nel cercare di coinvolgere nuove e fresche forze associative. Successivamente si è passati ad una breve presentazione del materiale promozionale a disposizione delle Avis comunali, come manifesti, quaderni e segnalibri per le scuole, porta cellulari e porta contrassegno assicurativo, tutti oggetti da utilizzare per le nostre iniziative pubblicitarie. In chiusura della giornata è stato fatto il punto sullo stato dei lavori di costruzione della Casa dei Donatori di Sangue. Nelle pagine successive potrete leggere la situazione a tutt oggi. In quella occasione è stato evidenziato che i pagamenti nei confronti delle imprese cominciano ad essere più stringenti e per questo è stata confermata la necessità di reperire fondi e liquidità sollecitando le Avis Comunali a sostenere la Cooperativa Donatori di Sangue, titolare dell opera. L incontro si è concluso nel tardo pomeriggio con l impegno da parte di tutti di continuare nell opera di coinvolgimento dei cittadini per aumentare il numero dei donatori e rendere sempre più grande la nostra Associazione. I Cavalieri della Repubblica Italiana Nel corso dell incontro con i dirigenti di vertice delle Avis della provincia, abbiamo avuto il piacere di festeggiare i quattro soci - Maurizio Baietta, Oreste Campanini, Germana Tinti ed Eros Venturi - che il 31 maggio scorso, dalle mani del Prefetto di Bologna, hanno ricevuto la nomina a Cavaliere dell Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E poiché la cerimonia svoltasi in Prefettura, era terminata senza che vi fosse la possibilità, come per il passato, di consegnare ai neo Cavalieri le insegne della nuova appartenenza, è stata scelta questa giornata, in previsione della presenza di molti dirigenti avisini della provincia. Personalmente la sig.ra Tinti ed il sig. Venturi, le mogli per i sigg.ri Baietta e Campanini, i neo Cavalieri hanno quindi ricevuto, con un pizzico di emozione, dalle mani di Gianfranco Marabini le insegne che l Avis ha voluto offrire a dimostrazione di quanto hanno fatto per l associazione, ma soprattutto per il loro gesto di donatori di sangue. A loro ancora un ringraziamento e un augurio che ancora molti altri donatori possano ricevere le insegne di questo importante riconoscimento. 9

10 Scuola 10 Scuola e Avis - Convegno a Bologna Luciana Apicella, Ufficio Stampa Avis Regionale Emilia-Romagna S i è svolto sabato 4 ottobre presso l Hotel Savoia Regency di Bologna il seminario Scuola e Avis: cultura del dono, educazione alla salute ed alla cittadinanza. Un appuntamento che giunge alla sua sesta edizione: è infatti dal 2002 che annualmente le parti coinvolte si ritrovano per fare il punto della situazione, mentre al 2004 risale il primo protocollo d intesa tra Avis Regionale Emilia-Romagna, Regione ed Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna (rinnovato lo scorso anno). Aperto dal Presidente Regionale Avis Emilia-Romagna Antonio Ragazzi, il seminario ha visto tra gli altri la partecipazione di Corrado Fosson, Responsabile dell Ufficio Scuola di AVIS Nazionale, del prof. Piero Cattaneo, docente di Pedagogia Sperimentale presso l Università Cattolica di Milano e di Sonia Manaresi, responsabile dell Area Scuola Avis Regionale Emilia- Romagna. L appuntamento di quest anno, oltre ad essere un momento di confron- del Book (terzo prodotto realizzato dal professore per AVIS Nazionale), le difficoltà e l entusiasmo di chi crede fermamente nella necessità dell Associazione di essere propositiva nei confronti della scuola. In questo senso, spiega il professor Cattaneo, c è da parte di AVIS una capacità di giocare d anticipo rispetto alle necessità educative, affrontate poi dalla politica. E del 1 settembre scorso l approvazione del D.L. 137 col quale il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini introduce (in maniera un po confusa, sottolinea Cattaneo, piuttosto critico nei confronti del ministro) la materia cittadinanza e costituzione. L opera si articola in tre sezioni: la prima contiene alcuni contributi di esperti pedagogisti, sociologi e operatori del mondo del volontariato che, dai diversi punti di vista, analizzano il rapporto dei giovani con i temi della salute, della solidarietà e del volontariato. Nella seconda parte, vero cuore del Book, sono presentati 25 itinerari didattici, percorsi educativi che hanno come finalità ultima l acquisizione, da parte dei ragazzi, di quelle competenze chiave che l Unione Europea chiede ai propri cittadini, come previsto dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo e dal Consiglio d Europa del 18 dicembre La terza sezione infine raccoglie documenti ufficiali che testimoniano l evoluzione della collaborazione tra l AVIS ed il sistema scolastico a vari livelli. Il nostro proposito dice Cattaneo non è quello di far proseliti per AVIS. Il nostro proposito è quello di fare di AVIS una promotrice di cultura e formazione, sviluppando nei più giovani il senso del dono ed il senso di appartenenza ad una cittadinanza che travalica i confini nazionali e diventa europea. Al gruppo di lavoro per la realizzato e sviluppo dei nuovi e possibili scenari della presenza di Avis nelle scuole per la promozione di una cultura della solidarietà, del dono e della cittadinanza consapevole, è stato l occasione per presentare due nuovi strumenti didattici: il Book della solidarietà realizzato da AVIS Nazionale, ed il kit Donare Sangue vuoi saperne di più?, nato dalla collaborazione tra Avis Regionale Emilia-Romagna e l Assessorato Politiche per la salute nell ambito della campagna di comunicazione sul dono del sangue. A parlare del Book della solidarietà, già ufficialmente presentato a Roma il 17 settembre scorso nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, è stato il curatore prof. Piero Cattaneo, che alla sua cattedra di Pedagogia Sperimentale presso la Cattolica di Milano affianca l attività di dirigente scolastico e di consulente scolastico per AVIS Nazionale. In una lunga ed appassionata relazione il professore ha ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione

11 zione del Book della solidarietà, oltre al professor Cattaneo, hanno preso parte Franco Bussetti, Responsabile dell Area Politiche Formative di AVIS Nazionale, Rina Latu, Referente per AVIS Nazionale del Gruppo Scuola, ed i Responsabili Regionali di Avis scuola di Lombardia, Toscana, Sardegna, Marche, Calabria, Sicilia ed Emilia-Romagna. Ed è stata proprio Sonia Manaresi, responsabile dell Area Scuola di Avis Emilia-Romagna, a presentare il secondo strumento didattico. Il kit Donare sangue vuoi saperne di più? è uno strumento interattivo, fruibile sia attraverso cd rom che on line, sul sito della Regione Uno strumento snello, spiega con orgoglio Manaresi, che data la ricchezza dei contenuti avrebbe senz altro spaventato se proposto come cartaceo, e che invece sviluppato come ipertesto consentirà a studenti ed insegnanti di scegliere autonomamente i percorsi didattici da seguire, consentendo approfondimenti successivi. Un modo per avvicinare i ragazzi infatti, e Sonia Manaresi da insegnante di scuole superiori lo sa bene, è quello di utilizzarne le modalità comunicative che oggi passano attraverso il linguaggio informatico, arricchito da immagini, che consenta un elevato grado di interattività e mantenga viva l attenzione. L accoglienza entusiasta che è stata riservata ai relatori dall affollata platea accorsa al convegno, seguita poi nel pomeriggio dal workshop multimediale per l utilizzo-prova dei due strumenti coi relativi dvd, è sicuramente di buon auspicio. Col professor Cattaneo ci auguriamo che questi due ottimi prodotti abbiano da parte dei fruitori il riscontro positivo che ampiamente meritano. Giovani disimpegnati e indifferenti? Credetemi, non è così. Intervista a Sonia Manaresi, Responsabile Area Scuola Avis Regionale Emilia-Romagna Luciana Apicella, Ufficio Stampa Avis Regionale Emilia-Romagna A bbiamo rivolto qualche domanda a Sonia Manaresi, che da anni si occupa dell Area Scuola di Avis Emilia-Romagna con entusiasmo sempre rinnovato. L abbiamo incontrata al termine della presentazione del kit Donare sangue, vuoi saperne di più? da lei curato, durante l annuale seminario Scuola e Avis tenutosi lo scorso 4 ottobre a Bologna. Ecco le risposte che ci ha dato, ancora emozionata al termine del suo intervento. Siamo abituati ad ascoltare sempre aspre rampogne sui giovani, che si rinnovano per ogni generazione. Oggi si parla male dei giovani d oggi come probabilmente se ne parlava male, da parte del mondo degli adulti, 50 anni fa, o qualcosa è realmente e irrimediabilmente mutato verso il peggio? Io lavoro coi giovani e ho una prospettiva che non è assolutamente questa. Senza dubbio gli adolescenti hanno dei momenti in cui si pongono con un atteggiamento di sfida, connaturato al loro percorso di crescita, ma la cosa importante e rispetto che hanno nei confronti dell oratore è massimo. Avis ha nel suo stesso Dna questo patrimonio valoriale forte, che quotidianamente spende e di cui le scuole hanno bisogno per fare educazione alla cittadinanza. Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano nel progettare interventi che educhino alla solidarietà e alla partecipazione gli studenti? Credo che la difficoltà maggiore consista nel superare proposte ormai cristallizzate, promuovendo percorsi che rendano gli studenti protagonisti, attività che prevedano il loro diretto coinvolgimento in contesti aperti, nei quali la specificità e le risorse dei territori giochino un ruolo attivo. L idea è quella di trasformare gli itinerari educativi proposti in laboratori dove sperimentare le attitudini personali e le capacità degli studenti, in un ottica di assunzione di responsabilità verso se stessi e la comunità di appartenenza. I giovani sono abituati a prospettive globali : vivono la realtà del- >> Segue a pag. 12 resta saper parlare loro, mettersi al loro livello in maniera empatica. Credo che i ragazzi vogliano valori forti. Nel mio mestiere di insegnante ho potuto riscontrare più volte che se li agganci con discorsi seri sono molto attenti, e non ha importanza la scuola o il livello di turbolenza, di vivacità della classe. Quando i ragazzi capiscono che tu sei una testimonianza di valori, allora si fa silenzio, ed il grado di attenzione 11

12 Scuola >> Segue da pag. 11 la globalizzazione, sin da piccoli sono abituati ad utilizzare media che li mettono in contatto in tempo reale con il mondo intero. Crede che, a livello comunicativo, Avis dovrebbe cogliere questo segno dei tempi, strutturando per esempio campagne di comunicazione unitarie a livello nazionale, o sfruttando i media della rete? O funziona ancora il modello locale e la comunicazione di tipo tradizionale? Avis è un associazione enorme, strutturata su una molteplicità di livelli, da quello nazionale ai livelli locali, ed ognuno di essi deve conservare le proprie prerogative e la propria importanza. Sono state fatte e tuttora sono realizzate campagne a livello nazionale, ma credo che si debba puntare soprattutto ad adeguarne lo stile a quelle che sono le modalità comunicative dei giovani, gli strumenti che quotidianamente utilizzano con disinvoltura, in primis Internet, ovviamente. L idea che abbiamo avuto, ossia un prodotto (il kit Donare sangue vuoi saperne di più? ) che vada nelle scuole attraverso la rete è proprio legato a questo concetto. Occorre avvicinare i ragazzi sul piano della comunicazione, abbattendo quella distanza che potrebbe essere avvertita utilizzando strategie o modalità di comunicazione tradizionali. Quali sono stati i progetti formativi maggiormente riusciti, da lei curati, per quel che riguarda il coinvolgimento e la proattività degli studenti? Credo si possa parlare di successo dell attività dell Area Scuola regionale nel suo complesso, di un ottimo lavoro di squadra che ci ha visti impegnati in questi anni, grazie al quale abbiamo potuto realizzare oltre 70 progetti di educazione alla salute, alla cittadinanza ed alla solidarietà coinvolgendo più di 50mila studenti. L idea di far incontrare all inizio di ogni anno scolastico gli operatori scolastici e i referenti Avis per condividere itinerari e strumenti formativi ha contribuito a consolidare il ruolo di Avis come risorsa formativa qualificata, a supporto di una scuola in profonda evoluzione e alla ricerca costante di collaborazioni per promuovere competenze trasversali. Consegnate le borse di studio ai più meritevoli La cerimonia si è svolta nella sala del Consiglio della Provincia di Bologna Sabato 20 dicembre sono state consegnate le borse di studio messe in palio dall Avis Provinciale di Bologna, in collaborazione con il Circolo Arci-Avis di Bologna, a 50 studenti figli di soci Avis della provincia di Bologna, che hanno terminato il ciclo scolastico delle medie ottenendo la promozione con la valutazione di ottimo. Quest anno, quale cornice della consegna è stata scelta una sede prestigiosa, quella della Provincia di Bologna, che ringraziamo, poiché oltre al patrocinio della manifestazione, ha concesso le bellissime sale consiliari. La manifestazione ha ottenuto un grande successo di pubblico, fra studenti e accompagnatori, infatti vi erano oltre cento persone. Dopo il saluto del presidente provinciale Avis, Gianfranco Marabini, è intervenuto Paolo Rebaudengo, Assessore all Istruzione della Provincia di Bologna che si è congratulato con gli studenti vincitori delle borse di studio ed ha fatto loro l invito a continuare gli studi con la stessa volontà e gli stessi profitti. Le borse di studio messe in palio dall Avis Provinciale, dell importo di 180 euro, erano 15 e sono state sorteggiate fra tutti gli studenti e poiché non si è voluto far ritornare a casa nessuno a mani vuote, anche agli studenti esclusi dal sorteggio è stato assegnata una borsa di consolazione dell importo di 80 euro, offerta dal Circolo Arci-Avis di Bologna. Al termine della cerimonia ufficiale, molto apprezzata dai genitori per l interesse dell Avis nei confronti degli studenti meritevoli e per l attenzione rivolta ai donatori di sangue, è stato offerto a tutti i presenti un rinfresco con pasticcini e bevande, quindi un saluto ai ragazzi con l auspicio di rivederli al compimento del 18 anno, quando potranno diventare donatori di sangue. 12

13 Formazione Avis L esperto della formazione risponde Intervista a Davide Brugnati, responsabile Area Formazione Avis Regionale Emilia-Romagna Luciana Apicella, Ufficio Stampa Avis Regionale Emilia-Romagna F are i conti con una società in profonda trasformazione è indispensabile per adeguarsi ai cambiamenti e fronteggiarli con gli strumenti culturali giusti. Per questo ormai da più di 20 anni l Area Formazione di Avis Emilia-Romagna svolge il compito essenziale di preparare i propri soci ad affrontare le evoluzioni di una società in continuo movimento, affrontando le più disparate tematiche. Abbiamo incontrato il responsabile dell Area Formazione, Davide Brugnati, che con cordialità si è prestato a rispondere alle nostre domande. Davide, nel corso del 2008 si è consolidato definitivamente Facciamo Quadrato, il progetto di formazione biennale nato nel 2007, promosso dal Centro Servizi per il Volontariato di Parma assieme ad Avis, Aido, Admo e Fidas. Qual è il bilancio che fai ad oggi di questa esperienza, dal punto di vista della qualità degli incontri e del coinvolgimento dei partecipanti? L iniziativa Facciamo Quadrato ha avuto l indubbio merito di far dialogare le quattro associazioni del dono su un tema comune come quello della formazione. La collaborazione interassociativa ha reso possibile mettere a confronto persone che in altro modo non avrebbero avuto questa possibilità. Durante questi due anni di attività lo scambio costante di idee ha fatto crescere in tutti noi la volontà di migliorare continuamente per fornire ai nostri dirigenti percorsi formativi sempre più all altezza del compito che ci viene affidato dalla società. Senza tralasciare che Facciamo Quadrato ha consentito di migliorare i rapporti complessivi fra le quattro associazioni che spesso non si co- formative attivate negli ultimi anni abbiamo cercato di mettere a disposizione dei dirigenti una vasta gamma di percorsi formativi che hanno trattato temi di base (lo statuto, la legislazione ecc.), temi di carattere trasversale (la comunicazione istituzionale, parlare in pubblico, gestire le riunioni, l organizzazione della nostra associazione) temi di carattere più specialistico (il piano sangue regionale, la normativa nazionale e regionale sul dono del sangue ecc.) con l obiettivo di far passare la cultura della formazione in un associazione come la nostra dove molto spesso siamo presi dalle urgenze del quotidiano e tralasciamo per mancanza di tempo di riflettere sui reali bisogni di Avis. Spesso abbiamo a che fare con noscevano a sufficienza. l evidenza di una classe dirigente, Come si è modificato nel corso ad ogni livello, nella quale i giovani sono poco presenti. Credi che del tempo il ruolo del dirigente dell associazione di volontariato? sia una situazione immutabile? Quali sono oggi i requisiti richiesti In fondo è scontato che siano i a un dirigente, e le nuove responsabilità cui deve far fronte? re meno tempo da dedicare ad giovani in età lavorativa ad ave- Il dirigente di una realtà associativa attività di volontariato, ed ancor così capillarmente diffusa sul territorio come Avis deve oggi essere in all interno delle associazioni di meno quindi a ruoli dirigenziali grado di rispondere in tempo reale volontariato. Ci sono veramente alle richieste dei soci donatori, delle dei modi per superare quella che istituzioni con cui abbiamo stretto sembra un impasse? legami e dell intera società nella Secondo me la questione va posta quale siamo inseriti. Per svolgere diversamente. Credo che all interno dell Avis il problema non sia la efficacemente tale ruolo non possiamo più permetterci di affidarci mancanza di giovani ma piuttosto soltanto alla disponibilità ed alla la difficoltà a motivare le persone buona volontà del singolo. Occorre al contrario che, ad ogni livello, sono appena entrate a far parte dei (tutte, a prescindere dall età) che il dirigente possieda una serie di nostri organismi dirigenti. Probabilmente abbiamo commesso l errore competenze e conoscenze di base, professionalizzanti, che si possono acquisire solo attraverso la par- medicina giusta per affrontare tutte di ritenere che i giovani fossero la tecipazione a percorsi formativi, e le difficoltà che quotidianamente la mettendosi in gioco. Per questo motivo con il progetto Facciamo Qua- renderci conto che essa cresce solo nostra associazione incontra, senza drato e con le numerose iniziative >> Segue a pag

14 Formazione >> Segue da pag. 13 se vengono spronati tutti coloro che ne entrano a far parte. Occorre garantire per le nuove risorse l affiancamento di dirigenti più esperti, che siano in grado di aiutarle a crescere. Quindi, la risposta è creare un ambiente associativo nel quale tutti si sentano utili e nel quale nessuno imponga ad altri scelte non condivise. Senza tralasciare che dobbiamo rischiare, lasciando anche spazio ad idee che ci sembrano troppo innovative. Quali sono gli appuntamenti previsti per il 2009? Quando si concluderà l esperienza del progetto e quali sono i piani per il futuro immediato? Le associazioni hanno intenzione di continuare la collaborazione iniziata con il progetto Facciamo Quadrato attivando un ulteriore progetto denominato Radici e orizzonti che avrà ancora il supporto di Forum Solidarietà di Parma. In particolare il nuovo progetto si propone di creare le condizioni affinché la formazione diventi un tema importante anche al livello locale attraverso alcune iniziative che si propongono di dialogare con le strutture provinciali e comunali. L obiettivo è quello di formare un referente della formazione per ogni provincia che avrà il compito di aiutare le singole realtà provinciali nell attività di rilevazione dei fabbisogni formativi, e di contribuire alla diffusione delle iniziative formative. Un altro obiettivo che ci poniamo è quello di effettuare una ricerca che confronti le prassi delle organizzazioni non profit europee rispetto alle modalità di intendere la donazione nei loro rispettivi paesi, e realizzare un convegno a fine 2009 nel quale andremo a presentare i risultati della ricerca. Lascio a te la parola per un saluto finale Per tutto ciò che fino ad ora è stato realizzato vorrei dire grazie ai colleghi delle associazioni Aido, Admo e Fidas che hanno condiviso con noi questo lungo percorso di Facciamo Quadrato, a tutti i dipendenti di Avis Regionale che hanno garantito con il loro impegno personale, anche oltre quanto richiesto ad un dipendente, la buona riuscita di tutte le nostre iniziative, e a tutti i colleghi dell Area Formazione che hanno dato utili suggerimenti per migliorare il nostro lavoro. Un augurio di un felice anno nuovo a tutti i soci donatori e non donatori di Avis. La comunicazione verso l esterno L ultima tappa del progetto Facciamo Quadrato Maria Fragomeni, Gruppo Giovani Avis Provinciale Bologna N el week-end del 22 e 23 novembre scorso, presso l Hotel Centergross di Bentivoglio, si è tenuto un corso di formazione rivolto a dirigenti e volontari delle quattro associazioni del dono: AVIS, ADMO, AIDO e FIDAS ed è stato l ultimo di una serie di sette incontri che hanno caratterizzato un percorso formativo realizzato nell arco di due anni e promosso da Forum Solidarietà, Centro Servizi per il Volontariato in Parma. Il corso intitolato La comunicazione verso l esterno era volto all approfondimento degli aspetti essenziali per la buona gestione della realtà associativa nel contesto in cui opera. Il fine era pertanto quello di far comprendere l importanza della comunicazione come fattore di sviluppo. Nel corso delle giornate è stata fatta un analisi approfondita dell importanza della Vision e della Mission che stanno alla base delle 14 associazioni di cui si fa parte. Infatti solo così si riesce a comunicare in maniera efficace sia all interno della propria associazione, sia verso l esterno nei confronti della società civile. Nella seconda giornata, al termine del corso, si è svolta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i vertici regionali delle quattro associazioni coinvolte nel percorso formativo e sono state fatte considerazioni e riflessioni, mettendo l accento sulla positività di questo progetto che ha gettato le basi per lo sviluppo del dialogo e della collaborazione tra realtà diverse, ma con finalità molto simili. E stato sottolineato anche il grande interesse per la formazione: infatti è perseguibile a tutte le età e a tutti i livelli, perché sviluppa sempre nuove conoscenze. Per questi motivi è nata la necessità per il futuro di promuovere progetti non solo su scala regionale, come è stato fatto fino ad oggi, ma anche a livello provinciale e locale, a seconda delle singole esigenze. In particolare, per quanto riguarda l AVIS, il Presidente regionale Antonio Ragazzi è intervenuto affermando che lo stare insieme, il fare rete, aiuta ad organizzarsi meglio e ad essere più forti; anche nei confronti delle istituzioni. Inoltre ha sottolineato l importanza della collaborazione fra le varie realtà, perché così il mondo del volontariato riesce ad avere maggiore visibilità. Infine è stata evidenziata la difficoltà oggettiva nel far passare la formazione come momento importante per queste realtà, ma anche per le persone in generale. Bisognerebbe che ci fosse più coinvolgimento, perché se è vero che la formazione non risolve i problemi, è anche vero che aiuta ad individuarli e ad affrontarli.

15 Giovani Avis I giovani scaldano i motori Tiziana Spagnolo, Gruppo Giovani Avis Provinciale Bologna M otor Show solo a leggere questo nome vengono in mente macchine tirate a lucido, riflettori, gare automobilistiche, belle ragazze e tanta tanta confusione ma per noi del Gruppo Giovani Avis Provinciale di Bologna ha anche e soprattutto un altro significato: occasione. Un occasione da non perdere per far conoscere al maggior numero di persone ciò che Avis s impegna a fare da tanti anni: diffondere il significato del dono del sangue, sangue che rappresenta per la persona ciò che è la benzina per il motore di una macchina. Come ogni anno sono stati tanti i visitatori e molti si sono soffermati allo stand che ci ospitava grazie anche alla presenza di cinque belle standiste e di un ragazzo molto carino, che distribuendo materiale informativo, gadget e palloncini, rigorosamente targati Avis, non si sono risparmiati in foto e sorrisi. E fra i visitatori dello stand Avis abbiamo avuto il piacere di avere il colonnello dell aeronautica Massimo Morico, volto televisivo noto per le sue previsioni del tempo e il pilota automobilistico Valerio Vecchietti, campione europeo turismo endurance. Il pubblico del Motor Show non è certo facile da catturare, le distrazioni sono tante, ma nonostante ciò è bastato andare un po in giro tra i vari padiglioni a distribuire un po di materiale informativo, che la risposta della gente non si è fatta attendere. Qualche curioso ha chiesto informazioni e dopo un po di conversazione si è rientrati alla base con qualche nuova iscrizione. È stata dura tenere il ritmo per oltre 10 giorni ma per fortuna non sono mancati momenti di allegria e svago come le chiacchiere con i tanti donatori che sono passati a salutarci allo stand, i tanti palloncini gonfiati e regalati ai bambini, le pause merenda e le foto ricordo. I riflettori si spegneranno sul Motor Show per riaccendersi tra un anno mentre l entusiasmo e l energia di noi volontari AVIS continua e continuerà rinnovando a tutti l appuntamento alla prossima manifestazione. Ringraziamo la Conti Editore che ci ha ospitato nel suo stand e la BVA Evolution che ha voluto rinnovare l amichevole rapporto di collaborazione con AVIS iniziato gli anni scorsi. Un caloroso ringraziamento va individualmente a tutti i volontari che hanno reso possibile l organizzazione dell evento. 15

16 Giovani 16 Avis in moto con i campioni Gruppo Giovani Avis Provinciale Bologna L a promozione dell evento A cena per vincere insieme, ha portato i ragazzi del Gruppo Giovani dell Avis di Bologna, domenica 9 novembre, al campo da cross di Sasso Marconi, dove si è svolta la gara sociale dei motoclub Valle Idice, Sasso Marconi e Collina Motori. La giornata limpida preannunciava grandi emozioni, ma arrivati al campo di gara ci siamo resi conto che il temporale che aveva solo sfiorato Bologna la sera prima, aveva invece creato grossi problemi agli organizzatori che non avevano sistemato adeguatamente la zona paddock come la pista. Il paddock infatti era ridotto a un pantano dove camion e addetti ai lavori sprofondavano fino a metà gamba e qualche pilota, vista la situazione, ha dovuto purtroppo rinunciare alla gara. La formula della gara era quella della tre ore a coppie, con due stupende specialità come l enduro e il motocross, e si è disputata su di un circuito, per un terzo ricavato nella pista da cross e per il restante con un grande fettucciato posto alle spalle della stessa pista. I piloti erano impegnati per quasi cinque minuti a giro e sia gli organizzatori che i piloti temevano per la tenuta del fondo. Con grande sorpresa da parte di tutti però, quella che sembrava essere una garetta sociale si è trasformata in un vero proprio evento perché si sono presentati, oltre a piloti di alto livello regionale, sia di cross che di enduro, anche specialisti di livello nazionale come Lorenzo Alvisi e Denis Pregnolato, ma soprattutto Stefano Passeri, più volte campione mondiale a squadre e quattro volte campione europeo di enduro. Quello che invece ha trasformato una bella gara in una gara speciale è stato l arrivo e la conseguente partecipazione alla gara di un Pilota (con la P maiuscola) romagnolo che con la sua velocità, la sua schiettezza e la sua simpatia ha fatto ridere e gioire i cuori italiani e non solo: Marco Simoncelli, neo Campione del Mondo classe 250 cc., per questa occasione in versione motocrossista. Intanto nel paddock i Giovani avisini distribuivano gadget e volantini, promuovendo la donazione di sangue, ma anche l evento A cena per vincere insieme che si sarebbe svolto nella serata del giorno dopo, organizzato dall Avis di Bologna in collaborazione con il Desmo Owner Club Ducati per contribuire al finanziamento della costruzione della Casa dei Donatori di Sangue. Via! Si parte, iniziano i giovani crossisti dai 7 ai 14 anni che si cimentano in una gara della durata di 45 minuti; al via anche Emanuele Facchetti, Campione Italiano Minienduro. Che velocità questi piccoli campioncini! Infatti qualcuno ha poi partecipato anche alla gara dei grandi ottenendo ottimi piazzamenti. Veramente incredibili sul fangone di Sasso e che grinta, un plauso a tutti! Sono il futuro che avanza e l hanno dimostrato ampiamente. Speriamo possano anche essere futuri donatori di sangue! Parte la gara dei grandi e con sorpresa anche il Gruppo Giovani Avis ha il suo portacolori, si tratta di Marco Degan in coppia con il talentuoso Michele Migliori, entrambi in sella ai bombardoni di casa Ktm di oltre 500 cc. Le oltre 50 coppie partecipanti vengono divise in due gruppi, dall uno al venti i piloti professionisti e nell altro gruppo gli amatori, con il numero sette i nostri Marco e Michele se la dovranno vedere con ben più esperti e blasonati piloti. Scattano le 3 ore, si parte! Dopo una partenza a razzo di Michele la nostra coppia a metà gara si attesta sulla

17 quattordicesima posizione assoluta e cerca in tutti i modi di mantenerla, supportata da un grande tifo dei ragazzi dell Avis, a scapito di un certo pilotino di nome Marco Simoncelli e del suo compagno; gli occhi puntati sul monitor, le posizioni si invertono innumerevoli volte per il gioco dei cambi e il vantaggio dei nostri piloti su Simoncelli è di pochi secondi ma rimangono in lotta serrata per più di un ora e mezza. Intanto i primi sembrano danzare sulle canale e sui solchi che inghiottono invece le moto degli amatori. Ormai a mezz ora dalla fine il vantaggio su Simoncelli è di 20 secondi e i nostri ragazzi ci credono e sperano si possa avverare un sogno, arrivare davanti a un campione del mondo di motociclismo, e non siamo davanti ad un videogioco! Per cercare di mantenere la posizione si decide di evitare l ultimo cambio, rimane in pista Michele, il bravo pilota del Motoclub Migliori dovrà giocarsela fino alla fine ma la pista ormai scavata e rovinatissima non lo aiuterà. Infatti a soli due giri dalla fine della gara Michele ritarda il passaggio sul traguardo e Marco, preoccupato, decide di prepararsi e poco dopo arriva Michele ai box che si tiene una mano sulla spalla, purtroppo è rotta, ma eroicamente passa il testimone al compagno, che carattere! Marco compie a testa bassa gli ultimi due giri cercando di recuperare, ma ormai il sogno di arrivare davanti a Marco Simoncelli è svanito. La cosa bella di questo sport, fatto di gente umile, sta negli occhi dei due ragazzi del Team Collina che, pur malconci e delusi, erano felici di essersi potuti confrontare con tanti blasonati piloti. Ai campioni la classifica, ai nostri però l onore delle armi! A cena per vincere insieme Marco Degan, Gruppo Giovani Avis Provinciale Bologna G rande successo per la cena organizzata dall Avis Comunale di Bologna in collaborazione con il Motoclub Ducati DOC Borgo Panigale e con il Gruppo Giovani Avis Provinciale, il cui ricavato è stato destinato alla costruenda Casa dei Donatori di Sangue. Il Circolo Culturale di San Lazzaro, presso il quale si è svolta la serata, il 10 novembre scorso, è stato letteralmente preso d assedio da oltre trecento persone, motociclisti e non, che non hanno voluto perdere un evento così particolare e importante per il fine cui era destinato. I ragazzi del Gruppo Giovani Avis hanno faticato per organizzare e sistemare le persone a tavola, un compito per niente facile. La serata prevedeva, oltre alla cena, un asta benefica di parti delle moto Ducati firmate dai campioni della Ducati Corse, Casey Stoner e Troy Bayliss. Il primo colpo di scena è stata la risposta del pubblico, e il clima che si respirava nella sala era di cordialità e coesione, che di questi tempi è difficile trovare. La serata è stata brillantemente condotta da Leonardo del Gruppo Giovani Avis che ha intervistato diversi personaggi presenti, fra i quali il sindaco di Monghidoro Marino Lorenzini, i piloti Paolo Bentivogli e Marino Nanetti, il vicedirettore della rivista In Moto Ugo Passerini, e Paolo Bernagozzi, fotografo sportivo. La serata è stata allietata dall esibizione di un trio di giovani e carine cantanti che hanno contribuito ad animare la serata. La spumeggiante signora Lidia Barbieri, del DOC Borgo Panigale, ha ravvivato la serata con espressioni colorite che hanno risvegliato tutti dall assopimento digestivo e ha poi distribuito decine di premi firmati Ducati e prodotti gentilmente offerti da Nau Ottica e Snap. Alla fine della serata c è stata poi l asta dei componenti recuperati dalle moto che hanno disputato i campionati di Moto GP e Super Bike autografati dai campioni mondiali della Ducati Corse. I presenti hanno dato vita a un asta agguerrita per conquistarsi quelli che per molti sono solo semplici pezzi di ferro mentre, per gli appassionati del mondo delle moto, sono veri e propri trofei da mettere in mostra e di cui andare fieri per essere riusciti a impossessarsene. Un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti e a tutti quelli che con il loro contributo hanno reso possibile lo svolgimento di questa serata, finalizzata a sostenere le attività dell Avis bolognese e quindi a contribuire alla realizzazione della Casa dei Donatori di Sangue. 17

18 Servizio trasfusionale 18 Fabbisogni trasfusionali e loro soddisfacimento nella regione: sono adesso in equilibrio? Dr. Paolo Zucchelli, direttore del Centro Regionale Sangue P er rispondere alla richiesta del Centro Nazionale Sangue di prevedere la raccolta di sangue intero per il 2009 suddivisa per trimestri, il CRS ha estratto i dati degli ultimi 5 anni confrontandoli con le unità trasfuse nello stesso periodo. Da un esame approfondito sono emerse alcune considerazioni molto importanti al fine della corretta programmazione della raccolta: 1. Negli ultimi 5 anni il trimestre con maggiore raccolta è il IV di ogni anno; a seguire il I trimestre, il II e il III. 2. L utilizzo invece mostra al primo posto il II trimestre, seguito dal I dal IV e dal III. 3. Inoltre lo scarto tra le unità raccolte e quelle trasfuse indica al primo posto il IV trimestre, seguito dal III trimestre e dal I e dal II. (v. Tabella) Tutto questo suggerisce alcune riflessioni che il gruppo regionale della Consulta trasfusionale per il governo dell autosufficienza ha valutato e condiviso collegialmente: 1. l evidenza di uno scarto non rassicurante a livello del secondo trimestre con concreto pericolo di perdere l autosufficienza in questo periodo 2. la necessità di campagne di sensibilizzazione specifiche per il III trimestre per mantenere un margine elevato tra raccolta e utilizzo che consente di partecipare all autosufficienza nazionale nel momento della sua maggior criticità 3. la necessità di riconvertire parte della raccolta effettuata nell ultimo trimestre dell anno a favore del periodo febbraio/ aprile al fine di garantire la copertura del periodo invernale (epidemie influenzali, situazioni climatiche avverse ecc.) e nello stesso tempo evitare il rischio di eliminare unità per iperdatazione Concretamente, si è assunta la decisione di riconsiderare la programmazione della raccolta sulla base di una chiamata più incisiva, utilizzando oltre alla cartolina tradizionale tutte le altre tecnologie disponibili: sms, , telefonate personalizzate. Inoltre prevedere un piano di comunicazione provinciale indirizzato alle esigenze locali e al supporto dell autosufficienza regionale.

19 # Azienda USL di Bologna - Servizio di Immunoematologia e Trasfusione AVIS - Gennaio 2009 Presidio Bellaria-Maggiore Bologna / Centro di Raccolta Sangue Ospedale Vecchio Imola Tagliare e utilizzare per la prossima donazione MODULO DI ACCETTAZIONE E CONSENSO ALLA DONAZIONE (Decreto Ministeriale 3 marzo 2005) Gentile Donatrice/Donatore Le chiediamo di leggere e compilare con attenzione il presente questionario e di consegnarlo al Medico al momento della visita. La compilazione di tale questionario corrisponde ad un preciso obbligo di legge, volto a tutelare la salute sia del donatore che del ricevente. La Sua collaborazione è indispensabile: La preghiamo in modo particolare di prendere visione dei criteri di autoesclusione dalla donazione riportati di seguito, in caso di dubbio, anche minimo, di comportamenti a rischio per AIDS ed epatite. AVVISO IMPORTANTE Alcune malattie infettive gravi, come l epatite virale, l AIDS, la sifilide, possono essere trasmesse con la donazione di sangue da parte di soggetti portatori. La tossicodipendenza, rapporti occasionali con partners diversi, conosciuti o sconosciuti, l accompagnarsi con prostitute, sono fattori importanti di possibile contagio! Se pensa di avere avuto uno di questi comportamenti a rischio La preghiamo di rinunciare a divenire donatore o, se già donatore, di NON donare oggi. L AIDS e altre infezioni virali possono avere un lungo periodo di incubazione senza apparenti sintomi o riscontri ( periodo finestra ), prima di essere evidenziate dagli esami sul sangue, che il nostro laboratorio comunque compirà. Potrà, quindi allontanarsi senza dover dare spiegazioni a nessuno, cioè AUTOESCLUDERSI dalla donazione. Nel caso che la Sua decisione maturi dopo aver effettuato il prelievo, potrà nuovamente accedere all ambulatorio e informare il medico: il Suo sangue non verrà impiegato nella più assoluta riservatezza. Se comunque desidera avere spiegazioni più approfondite, i medici del Servizio sono a Sua più completa disposizione. Grazie della collaborazione. QUESTIONARIO (per le domande che prevedono NO / SÌ, barrare o comunque evidenziare la risposta prescelta) Sig. C.F. tess. luogo e data di nascita sesso M F residente a via tel. abitazione tel. posto di lavoro 1) È attualmente in buona salute?... NO SÌ 2) Ha sofferto o soffre di malattie allergiche, autoimmuni, dell apparato respiratorio, gastro-intestinale, osteoarticolare, tumori maligni, tubercolosi, diabete, convulsioni e/o svenimenti, attacchi epilettici, episodi febbrili o sindromi influenzali, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie infettive, ittero e/o epatite, malattie renali, ematologiche, reumatiche, tropicali? Se sì, quali? Quando? 3) Ha avuto gravidanza o interruzione di gravidanza?... NO SÌ Quando? 4) È in gravidanza?... NO SÌ 5) Sta facendo terapie farmacologiche o è in cura dal suo medico?... NO SÌ 6) Ha ingerito di recente (meno di 5 giorni) aspirina o altri analgesici?.... NO SÌ 7) Ha notato perdita ingiustificata di peso negli ultimi tempi?... NO SÌ 8) Ha sofferto di febbri di natura ignota?... NO SÌ 9) Ha notato ingrossamenti delle ghiandole linfatiche?... NO SÌ 10) È dedito all alcool?... NO SÌ 11) È stato recentemente sottoposto a vaccinazioni?... NO SÌ Quali? Quando? 12) Ha letto e compreso le informazione sull AIDS, l epatite virale e le altre malattie trasmissibili?... NO SÌ 19

20 13) Ha mai assunto sostanze stupefacenti?... NO SÌ 14) Ha mai avuto comportamenti sessuali a rischio di trasmissione di malattie infettive e/o in cambio di denaro o di droga?... NO SÌ 15) È mai risultato positivo ai test per l epatite B e/o C e per l AIDS?... NO SÌ 16) Ha mai avuto rapporti sessuali con un partner risultato positivo ai test per l epatite B e/o C e/o per l AIDS?... NO SÌ 17) In famiglia vi sono stati casi di malattia di Creutzfeldt Jakob, di insonnia familiare mortale, di demenza, di encefalopatie spongiformi?... NO SÌ 18) Ha ricevuto somministrazioni di ormoni della crescita o di estratti ipofisari?... NO SÌ 19) Ha fatto recentemente viaggi ed ha soggiornato all estero?... NO SÌ Dove? Quando? Per quanto tempo? 20) Le è mai stato indicato di non donare sangue?... NO SÌ 21) È mai stato sottoposto a trapianto di organi, tessuti o cellule?... NO SÌ Quando? Dall ultima donazione e comunque negli ultimi quattro mesi: 22) È stato sottoposto ad interventi chirurgici?... NO SÌ Quali? Quando? 23) Ha effettuato indagini endoscopiche?... NO SÌ 24) Ha effettuato procedure che comportino l uso di catetere?.... NO SÌ 25) Ha effettuato cure odontoiatriche?... NO SÌ 26) Si è sottoposto a tatuaggi?... NO SÌ 27) Si è sottoposto a foratura delle orecchie o di altra parte del corpo?... NO SÌ 28) Si è sottoposto ad agopuntura?... NO SÌ 29) È stato sottoposto a trasfusione di sangue o di emocomponenti o a somministrazione di emoderivati?.... NO SÌ 30) Si è ferito accidentalmente con una siringa o altri strumenti contaminati dal sangue?... NO SÌ 31) È stato accidentalmente esposto ad una contaminazione delle mucose con il sangue?.... NO SÌ 32) Ha attività o hobby rischiosi?... NO SÌ 33) Da quante ore ha effettuato l ultimo pasto? 34) Ha avuto rapporti sessuali a rischio di trasmissione di malattie infettive?... NO SÌ # Tagliare e utilizzare per la prossima donazione Firma del candidato donatore Firma del sanitario che ha effettuato l intervista CONSENSO ALLA DONAZIONE E AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Il sottoscritto dichiara di aver visionato il materiale informativo sull AIDS ed altre malattie infettive trasmissibili e di averne compreso compiutamente il significato, di aver risposto in maniera veritiera ai quesiti posti nel questionario, essendo stato correttamente informato sul significato delle domande in esso contenute, di essere consapevole che le informazioni fornite sul proprio stato di salute e sui propri stili di vita costituiscono un elemento fondamentale per la propria sicurezza e per la sicurezza del ricevente il sangue donato, di aver ottenuto una spiegazione dettagliata e comprensibile sulla procedura di prelievo proposta, di essere stato posto in condizione di fare domande ed eventualmente di rifiutare il consenso, di non aver donato nell intervallo minimo di tempo previsto per la procedura di donazione proposta, di sottoporsi volontariamente alla donazione e che nelle 24 ore successive alla donazione non svolgerà attività o hobby rischiosi. Autorizza altresì il personale della struttura trasfusionale al trattamento dei propri dati personali e sanitari, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Firma del donatore 20 Data

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