SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

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1 SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Caritas Italiana La Caritas Italiana è l'organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità. Ha lo scopo cioè di promuovere «la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica» (art.1 dello Statuto). È nata nel 1971, per volere di Paolo VI, nello spirito del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II. Ha prevalente funzione pedagogica, cioè tende a far crescere nelle persone, nelle famiglie, nelle comunità, il senso cristiano di solidarietà. Caritas Reggio Emilia La Caritas diocesana di Reggio Emilia Guastalla e di Modena sono gli organi pastorali della rispettive Diocesi per la promozione della carità in diocesi. Da anni operano per la promozione sul territorio delle Caritas parrocchiali e dei Centri d ascolto e da sempre sono attenta alle necessità dei più poveri. La storia del servizio civile nelle diocesi risale alla fine degli anni 70 e da allora sono alcune migliaia i giovani che attraverso le Caritas hanno potuto svolgere il servizio civile, prima grazie all obiezione di coscienza e oggi attraverso il Servizio Civile Nazionale e volontario. Caritas Modena La Caritas Diocesana modenese è l organismo pastorale della Diocesi di Modena - Nonantola per la promozione della testimonianza della carità. Da anni opera per la promozione sul territorio delle Caritas parrocchiali e dei Centri d ascolto e da sempre è attenta alle necessità dei più poveri. La storia del servizio civile in diocesi risale alla fine degli anni 70 e da allora circa un migliaio di giovani attraverso la Caritas hanno potuto svolgere il servizio civile, prima grazie all obiezione di coscienza e oggi attraverso il Servizio Civile Nazionale volontario. I giovani in servizio civile sono stati inseriti in centri o realtà ecclesiali negli ambiti della promozione sociale, assistenza, contrasto alle povertà ed emarginazione. Attraverso e con l apporto del servizio civile sono sorti e si sono consolidati alcune importanti realtà tutt ora operanti ed in particolare associazioni di volontariato e cooperative sociali che si occupano di immigrazione, disagio adulti, disagio minorile, tossicodipendenze, tutela della maternità. La proposta della Caritas di Modena e Nonantola ai giovani obiettori di coscienza, si è caratterizzata per la valenza formativa, rispetto a cui la Diocesi, già prima dell avvio del servizio civile nazionale, ha investito in modo particolare mettendo a disposizione personale e strutture. Attualmente l impegno della Caritas diocesana di Modena per il servizio civile prevede: - attività di sensibilizzazione e promozione propedeutiche alla scelta del servizio civile, con le scuole, campi di formazione - partnership con 14 organismi di accoglienza di volontari in servizio civile per la realizzazione dei progetti; - 5 operatori accreditati di cui 4 formatori, 3 progettisti, 1 esperto del monitoraggio, 1 selettore. 2) Codice di accreditamento: NZ ) Albo e classe di iscrizione: NAZIONALE 1

2 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: A TUTTA MONDIALITA _ CARITAS REGGIO EMILIA 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Educazione e promozione culturale Area di intervento: Interventi di animazione del territorio Codice: E 11 6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:

3 AREA E LUOGO DI INTERVENTO Premessa Ai fini di una maggiore comprensione del presente progetto, si ritiene opportuno precisare che esso si pone come finalità il prendersi cura dei giovani a tutto tondo : Durante la permanenza degli stessi a scuola, durante le ore dedicate al tempo libero, durante la fase scolare e in quella universitaria o post scolare. A sostegno delle motivazioni sopra espresse, le sedi coinvolte nel progetto si collocano in stretta collaborazione tra loro, seppure con peculiarità e finalità diverse, per favorire l educazione alla pace e alla mondialità nonché l animazione territoriale sia durante la fascia di età 5-18 che in quella Il percorso di crescita dei giovani è, pertanto, tracciato attraverso steps successivi: in primis la sensibilizzazione degli stessi alle tematiche specifiche di educazione alla pace e alla mondialità, prevalentemente presso le sedi del Granello di Senapa e dell Organizzazione Overseas, in seguito si sollecitano i ragazzi a dedicare una parte del proprio tempo alla cittadinanza attiva attraverso esperienze di volontariato e di servizio alle persone favorendo la riflessione sul valore di difesa della patria con strumenti non violenti. In particolare, la Cooperativa don Bosco, NuovaMente e l Organizzazione Overseas perseguono l obiettivo di promuovere tra i giovani (e non solo) uno stile di vita sobrio, essenziale e solidale, attraverso due piste ugualmente importanti e da praticare: la formazione e l attuazione pratica. Quindi da una parte si propongono di creare percorsi di informazione, formazione, sensibilizzazione su questo tema. Dall altra promuovono indispensabili azioni volte a condurre ad una sostanziale modifica dello stile di vita di ognuno, attraverso alcune concrete modalità. Ecco quindi che nell anno di servizio civile è necessario dare l opportunità al giovane che aderisce al progetto di informarsi per formarsi, con una serie di corsi specifici su questi argomenti: siamo immersi in una cultura che offre messaggi che parlano di uno stile diverso (usa e getta, esclusione, allontanamento e sopraffazione del diverso, ). Ma insieme ad una cultura appresa attraverso uno studio è necessario avvicinare il giovane alla scuola dei poveri. La relazione con l altro, specie quello in difficoltà, in un ambiente protetto, con l accompagnamento di adulti, aiuta il giovane a cambiare la propria visione della vita, a farsi delle domande, a rivedere i propri pensieri ed i propri atteggiamenti. Il vedere il bisogno dell altro fa uscire il giovane da se stesso, lo mette in gioco, lo stimola a cogliere i propri bisogni e le proprie esigenze secondo una prospettiva differente. A partire da quanto sopra affermato si ritiene indispensabile partire, nella descrizione della realtà, proprio dal territorio al quale il progetto di SC si rivolge, dalle peculiarità e dai bisogni che in esso sono contenuti. Coerentemente con ciò si pone la scelta di analizzare strettamente il territorio di riferimento (le province di Reggio Emilia e di Modena), come sarà possibile osservare dalle fonti dei dati inseriti. In tal caso sarà fatto qualche riferimento alla regione Emilia Romagna che serve solo come termine di paragone rispetto a dati riferiti a particolari situazioni. Non si può, pertanto, prescindere da essi o partire da una situazione specifica, ma affinché il progetto abbia senso e raggiunga gli obiettivi che si pone, è necessario possedere uno sguardo che vada oltre e che guardi in prospettiva. IL TERRITORIO E LA SUA POPOLAZIONE Il progetto ha come riferimento il territorio della provincia di Reggio Emilia e Modena. La fascia direttamente interessata al presente progetto è quella dei bambini e dei giovani (5-29 anni), ossia coloro che frequentano le scuole pubbliche e private, le parrocchie e i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio. In ragione di quanto affermato nella premessa, la presentazione dei dati verterà sulla situazione scolastica presente nelle province e su quella relativa ai giovani che svolgono attività di servizio. Il piano demografico provinciale di Reggio Emilia al 31/12/06 è descritto in questo modo:

4 Abitanti provincia di Reggio Emilia Bambini residenti in provincia (5-14 anni) ,9% sul totale della popolazione provinciale Giovani residenti in provincia (15-29 anni) ,3% sul totale della popolazione provinciale Bambini e giovani (5-29 anni) in Provincia a Reggio Emilia Abitanti Provincia di Modena Bambini residenti in provincia (5-14 anni) Giovani residenti in provincia (15-29 anni) Bambini e giovani residenti in Provincia a Modena ,2% sul totale della popolazione provinciale 8,8% sul totale della popolazione provinciale 14,6% sul totale della popolazione provinciale 23,4% sul totale della popolazione provinciale (fonte: Regione Emilia Romagna e Provincia di Reggio Emilia, Statistiche demografiche, dati aggiornati al ) LA SCUOLA La scuola nella Provincia di Reggio Emilia Le scuole presenti sul territorio (primaria e secondaria di primo e secondo grado) sono complessivamente 330. In provincia di Reggio Emilia la popolazione scolastica nell a.s.2006/2007 risulta essere di alunni che comprende coloro che frequentano le scuole primarie e secondarie di I e II grado, sia statali che paritarie. In particolare, la distribuzione degli alunni tra i diversi ordini scolastici (statali, comunali e autonome) è così descritta: tipo di scuola Alunni scuola primaria scuola secondaria 1 grado scuola secondaria 2 grado (fonte: Annuario scuola reggiana, a.s.2006/2007) Nell ambito della scuola secondaria di II grado (istituti superiori) dai dati dell annuario scolastico emerge che quasi la metà degli studenti complessivi della provincia frequenta le scuole del distretto del comune di Reggio Emilia, dove si collocano la maggior parte degli istituti. Rispetto agli studenti stranieri presenti nelle scuole del territorio reggiano, la situazione che si presenta è la seguente: STUDENTI STRANIERI NELLA SCUOLA REGGIANA. Il forte aumento dell iscrizione degli immigrati continua in ogni ordine e grado di scuola con una ulteriore crescita delle nazionalità rappresentate e una presenza diffusa sul territorio. La provincia di Reggio Emilia risulta essere quella che in tutta la regione Emilia-Romagna registra la più alta incidenza di studenti stranieri sul totale della popolazione studentesca, superando in media il 12%. Nello specifico Alunni stranieri scuola primaria 15,5% scuola secondaria 1 grado 14,8% scuola secondaria 2 grado 10,1% (fonte: Annuario scuola reggiana, a.s.2006/2007).

5 Il trend è in costante amento, attualmente il numero totale degli alunni stranieri nelle scuole della provincia (primarie e secondarie, statali e non statali) è Le percentuali di alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole reggiane sono le più elevate nella regione Emilia- Romagna. I tassi più elevati di alunni stranieri si registrano nei comuni della zona della bassa pianura della provincia reggiana a confini con la provincia di Mantova: ossia nei comuni di Luzzara, Novellara, Gualtieri e Boretto, Campagnola e Rio Saliceto. Tra gli studenti stranieri delle scuole della provincia prevalgono di gran lunga quelli provenienti dal continente africano ed in particolare dai Paesi del nord Africa. Molto numerosi risultano anche gli studenti provenienti dall Asia, il 55% circa dei quali è costituito da indiani e pakistani. Tra quelli provenienti da altre nazioni europee prevalgono nettamente quelli originari dell est Europa; molto inferiore risulta essere invece il numero di studenti di nazionalità americana, quasi tutti originari dell America centro-meridionale. La nazionalità maggiormente rappresentata nella popolazione scolastica della provincia di Reggio Emilia è quella marocchina, poi, nell ordine, gli studenti di origine albanese, indiana, cinese e pakistana. In particolare è segnalato che gli indiani e i pakistani, risultano iscritti quasi esclusivamente nelle scuole di Guastalla e Correggio. (fonte: Annuario scuola reggiana, a.s.2006/2007). Le scuole nella Provincia di Modena In Provincia di Modena le scuole presenti sul territorio, con esclusione dei nidi e delle materne, sono così ripartite: Istituto Comprensivi 23 Scuole Primarie Statali (Elementari) 152 Scuole Secondarie I grado Statali (Medie) 50 Scuole Secondarie II grado Statali (Superiori) 31 Scuole Primarie non Statali (Elementari) 13 Scuole Secondarie I grado non Statali (Medie) 3 Scuole Secondarie II grado non Statali (Superiori) 11 (fonte: Bollettini ufficiali CSV Provincia di Modena a.s. 2007/2008) STUDENTI STRANIERI NELLA SCUOLA MODENESE Per comprendere le proporzioni del fenomeno immigrazione rispetto ai minori, di seguito riportiamo i dati inerenti la popolazione minorile straniera suddivisa per classi d età e l incidenza percentuale della stessa sul totale della popolazione minorile della Provincia di Modena al Cittadini per classi di età scolare e universitaria al 31/12/2006 Classi d'età Popolazione straniera al 31/12/06 Popolazione totale al 31/12/06 % da 5 a ,7 da 11 a ,4 da 14 a ,2 da 19 a ,0 da 25 a ,1 Totale ,1 Una statistica che ci aiuta nella lettura della fenomeno immigrazione in rapporto alla scuola, è il numero degli stranieri iscritti nei diversi ordini scolastici e incidenza percentuale sul totale degli iscritti, ripercorrendo la serie storica dall a.s. 2000/2001 all a.s. 2005/2005.

6 Anno scolastico Scuole Primarie Alunni iscritti Alunni stranieri % Scuole secondarie I grado Alunni iscritti Alunni stranieri % Scuole secondarie II grado Alunni iscritti Alunni stranieri 2000/ , , ,3 2001/ , , ,3 2002/ , , ,0 2003/ , , ,3 2004/ , , ,4 Si specifica che per l anno scolastico 2005/2006 si contano n alunni stranieri iscritti nelle scuole statali dell infanzia e nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, pari al 10,4% sul totale. Questi dati inseriscono la provincia di Modena tra le prime tre realtà con maggiore incidenza di alunni stranieri del territorio regionale e tra le prime quattro a livello nazionale. (Sito della Provincia di Modena - Dati sui cittadini stranieri della Provincia di Modena) Da questo quadro demografico risulta sempre più indispensabile basare il progetto su un modello di intervento che mira al dialogo interculturale a partire proprio da un incontro tra diverse generazioni, tra italiani e stranieri e tra giovani che hanno stanno vivendo esperienza diverse. % Lettura del bisogno E necessario cominciare con l educazione dei più piccoli, quindi fin dalle scuole elementari, considerando che numerosi insegnanti delle scuole reggiane di diverso ordine e grado hanno dato una loro visione della situazione dei bisogni della popolazione scolastica: Gli insegnanti hanno sollecitato a continuare gli interventi di sensibilizzazione alla mondialità e alla pace, soprattutto per dare la possibilità agli allievi di vivere esperienze di conoscenza del mondo e del territorio e di coinvolgimento personale (per esempio anche tramite percorsi di avvicinamento al volontariato e di servizio ai poveri). (Fonte: Granello di Senapa, Valutazione di fine anno, a.s. 2006/2007) occorre dare testimonianza ai ragazzi adolescenti e ai giovani (principalmente nelle età di scuola superiore) attraverso l incontro con altri giovani (per esempio i giovani che hanno fatto la scelta del Servizio Civile Volontario) nei loro luoghi di aggregazione (scuole, parrocchie, associazioni ); è importante privilegiare l incontro tra pari laddove hanno la possibilità concreta di fare qualcosa insieme, di svolgere un servizio sociale, di provare a toccare con mano alcune delle povertà del nostro territorio e scontrarsi con quella diversità che a volte fa paura. È fondamentale creare gli spazi per sperimentare il valore della gratuità e della solidarietà per potere crescere cittadini attivi e responsabili del mondo. Rispetto alla situazione del servizio svolto dai giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni, la situazione che presenta il territorio della provincia di Reggio Emilia è la seguente: Territorio/età oltre 64 Reggio Emilia 14,1 39,5 28,6 17,8 Emilia Romagna 16,8 40,6 25,8 16,8 Italia 22,1 41,1 23,3 13,5 (Fonte: Indagine Socionet Darvoce 2005) Come si evince dai dati dell indagine Socionet effettuata dal centro di servizio per il volontariato Darvoce nella regione Emilia Romagna, i volontari di età compresa tra i 14 e i 29 anni sono in percentuale minore rispetto al resto del territorio nazionale. Ancora più significativi si rivelano i dati relativi alla provincia di Reggio Emilia: solo il 14,1 % dei volontari appartiene alla fascia di età dai 14 ai 29 anni. Analizzando gli altri dati si può notare come sostanzialmente il volontario medio che opera sul territorio della provincia di Reggio Emilia sia un volontario più anziano della media.

7 La situazione del territorio reggiano si colloca in un trend nazionale che, come evidenziano i dati dell Istituto nazionale di statistica, registra un calo di volontari nella fascia giovane della popolazione a fronte di un aumento nelle altre due fasce relativi a volontari adulti. Età/Anno ,4 22, ,2 41,1 oltre i 56 30,4 36,8 (Fonte: Istituto Nazionale di Statistica Organizzazioni di volontariato in Italia) A fronte di un calo dei giovani volontari vi è un aumento del loro tempo libero al quale corrisponde anche un aumento della solitudine e della noia. Dalla ricerca effettuata dal servizio di pastorale giovanile della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Educatori ricercasi 2003 un terzo della popolazione giovanile denuncia di vivere in condizione di solitudine. Avvertono maggiormente la solitudine i giovani che vivono nelle zone di montagna (37%) rispetto a quelli che abitano in città e nelle zone di pianura (33%). Nella differenza di genere, il tema della solitudine sembra abbracciare maggiormente le ragazze che i ragazzi: denunciano, infatti, tale condizione il 36% delle ragazze, contro il 27 % dei ragazzi. I fattori che generano un maggior senso di sicurezza sono, per i ragazzi e le ragazze, essenzialmente due: le relazioni con gli altri e il sentirsi legati ad un territorio. Secondo i ragazzi interpellati a mancare non sono servizi standardizzati, ma luoghi in cui ritrovarsi, in cui costruire i propri percorsi di senso, in cui catalizzare creatività ed espressività, ma anche affettività ed emozionalità. I giovani si dicono sostanzialmente soddisfatti delle possibilità di fare sport (44 % di media, ma con un 57% di soddisfatti tra i ragazzi). Mancano percorsi formativi che diano l opportunità ai giovani di costruire relazioni significative ( il 39% dei ragazzi e il 44% delle ragazze denuncia relazioni povere) e viene avvertito un senso di distanza rispetto alle istituzioni (72% in città che scende sino al 38% nei paesi fino a abitanti). Il bisogno di rinforzare e rinnovare costantemente le proprie reti di relazione, il reticolo sociale di riferimento, appare come il vero perno del rapporto tra i giovani e la città. Il 42% degli intervistati, dichiara di non fare volontariato. Di questi il 52% sono ragazze il 48% ragazzi. Dichiara di fare volontariato in modo impegnato, con una frequenza di almeno una volta la settimana o più volte, il 14% degli intervistati (a maggioranza uomini). L 11% ha un impegno che oscilla tra una volta al mese e una frequenza leggermente maggiore, mentre il 28% dichiara di dedicarsi ad attività di servizio ai fratelli solo sporadicamente e senza una frequenza stabile. (Fonte: Educatori Cercasi Diocesi di Reggio Emilia Guastalla) Al fine di rimarcare quanto sopra affermato, si ritiene interessante proporre i risultati della seguente ricerca sui giovani della provincia di Reggio sull utilizzo del proprio tempo libero e le attività ad essa dedicate. Il questionario è stato somministrato ad un campione di giovani tra i 14 e i 28 anni, l'82% dei quali residenti in città e il 18% in Provincia di Reggio. E stato equamente distribuito tra maschi (46%) e femmine (54%) divisi in quattro fasce d'età: 24% dai 14 ai 16 anni, 25 % dai 17 ai 19 anni e dai 25 ai 28 anni, 26% dai 20 ai 24 anni. Il 49% degli intervistati ha un titolo di studio di scuola media superiore, il 37% di media inferiore, il 13% la laurea e solo l'1% la specializzazione. Attualmente il 75 % di loro frequenta un corso di studio. La prima tabella riporta la fascia oraria dedicata al tempo libero

8 Dall aerogramma di nota che la fascia oraria dedicata al tempo libero, come prevedibile, è in prevalenza serale (44%), seguita dal tardo (28%) e primo (16%) pomeriggio. Interessante si rivelano le attività a cui i giovani si dedicano quando lavoro e studio lasciano il posto al relax Dalla precedente tabella si nota che tra le attività svolte in queste ore non ne emerge alcuna in particolare: il 16% si reca in palestra, il 15% al cinema, il 13% in pizzeria e pub, sempre il 13% preferisce trascorrere le ore di svago a casa propria o altrui, l'11% va in discoteca, il 9% ama passeggiare per la città e l'8% ascoltare musica dal vivo in locali o piazze. I compagni scelti per il divertimento sono per il 48% amici non di scuola, per il 25% amici di scuola e il 18% preferisce il partner. (Fonte dati Uso del tempo Reggio Emilia Cristina Gambini) Dato interessante è che nessuno dei ragazzi intervistati svolge alcuna forma di servizio presso le realtà del territorio. A questo si oppone l alto numero (70) di associazioni di volontariato presenti nella Provincia di Reggio Emilia monitorate dalla ricerca effettuata dal centro Servizi per il Volontariato Dar Voce di Reggio Emilia e aggiornate al 31 Aprile Va altresì sottolineato che le esperienze più note nella nostra provincia sono Gancio originale (che da oltre un decennio mobilita ogni anno 300 nuovi giovani provenienti dalle scuole medie inferiori che vivono alcune difficoltà di apprendimento legate spesso a situazioni familiari difficili) e i SAP (Servizi di aiuto alla persona) che, sorti pochi anni or sono, raccolgono, tramite numerose sedi sparse un po in tutta la provincia oltre 300 giovani volontari che organizzano uscite serali e laboratori con altrettanti ragazzi disabili. La Diocesi di Modena e Nonantola (che rispetto al territorio provinciale non comprende Carpi e Sassuolo) è costituita da 243 parrocchie sul cui territorio risiedono persone (dati dal sito Chiesa Cattolica). Le parrocchie nella loro azione pastorale realizzano una molteplicità di attività

9 rivolte ai giovani con l obiettivo di promuovere occasioni di incontro, confronto e servizio nella prospettiva dell incontro con l altro e con le differenti realtà di bisogno ed emarginazione presenti sul territorio. Le associazioni di volontariato della Provincia di Modena iscritte nel registro provinciale al 15/09/2007 risultano essere 332. Il progressivo aumento del numero delle associazioni di volontariato è indicativo sia della crescente sensibilità collettiva alle problematiche a carattere sociale e ai temi della solidarietà che della sempre maggiore necessità di assistenza da parte di specifiche fasce della popolazione. Nella Provincia di Modena, come su tutto il territorio nazionale, il rapporto tra giovani, volontariato e servizio vive da tempo un periodo di crisi. Emerge dal rapporto dei Centri Servizio per il Volontariato della Regione Emilia Romagna che l età media dei volontari si sta progressivamente innalzando, con la conseguenza, in prospettiva, di una progressiva diminuzione dei volontari impegnati ed un invecchiamento del modo di porsi nei confronti degli altri. Il progressivo allontanamento del mondo giovanile da quello del volontariato e del servizio è indice anche di un progressivo distacco dei giovani da quegli ambienti che richiedono loro di incontrare l altro diverso per età, condizione sociale, provenienza, condizioni di salute e/o fisiche, ecc. ; quello che si tende ad evitare è l incontro con situazioni di disagio ed emarginazione che richiedono per la loro complessità, disponibilità di ascolto, osservazione, comprensione e gestione delle diversità e dei conflitti. Scuola, parrocchie, associazioni sono alcune delle realtà in cui quotidianamente i giovani si incontrano, si relazionano e si confrontano con l altro. Ed è proprio nella delicata fase della maturazione personale che ci si scontra ancora più duramente con la realtà sociale nella quale si vive, spesso con pochi strumenti di comprensione e lettura di fenomeni complessi derivanti da diversità economiche, culturali e sociali che a volte provocano tensioni più rumorose se si tratta di immigrazione, ma che scaturiscono anche situazioni più quotidiane di disagio. Il Centro di Servizi per il Volontariato ha promosso negli ultimi anni alcuni progetti specificamente rivolti ai bambini e ai giovani (soprattutto in ambito scolastico), con l obiettivo di promuovere percorsi di sensibilizzazione e in-formazione sul tema del servizio e del volontariato. Nell anno scolastico i progetti promossi dal CSV sono stati 7: Le officine della solidarietà (III edizione), progetto che ha coinvolto 60 volontari di 20 associazioni di volontariato, 675 studenti di 27 classi delle scuole medie (7 classi) e superiori (20 classi), 37 docenti; La città della solidarietà, percorso didattico interattivo itinerante rivolto a bambini delle classi terza, quarta e quinta della scuola primaria a cui hanno partecipato 10 volontari che hanno incontrato 54 classi di 20 scuole primarie per un totale di 1150 bambini; La Favola di Poldina, progetto che ha consentito di incontrare 715 bambini di 34 classi (24 classi di Modena e 8 classi di Carpi) di 14 scuole elementari; Giovani all arrembaggio; Piccoli Mediatori Crescono; Giovane Cittadinanza; Studenti in prima linea. (Fonte: Centro di Servizio per il Volontariato di Modena) Negli ultimi anni, la Provincia di Modena si è venuta sempre più caratterizzando come provincia multiculturale, in cui, conseguentemente, tante sono state le trasformazioni tra cui anche l accentuarsi di differenziazioni di carattere culturale, religioso, economico, ecc. Nell autunno del 1998 viene suggerita l idea di un Accademia di Pace per formare operatori di pace a Modena e provincia. Nell ottobre del 2001 viene costituito un Comitato composto da Caritas diocesana, Provincia e Comune di Modena, Centro Culturale F.L.Ferrari, Istituto Gramsci, Casa per la Pace, Overseas e Pax Christi. Il Comitato prenderà il nome di Tavolo per l Università della Pace ed organizzerà due cicli di conferenze. Nel dicembre del 2003 prende avvio il Centro Studi e Formazione per la Pace e la sostenibilità presso il Dipartimento di Scienza della Cultura e del Linguaggio della Facoltà di Lettere e Filosofia di Modena. Nel 2004 inizieranno le prime ricerche sulla pace. Si comincia quindi a tessere una rete di relazioni, anche istituzionali, per dare profondità e continuità all educazione alla pace. Queste e altre progettualità sviluppatesi sul territorio della Provincia di Modena negli ultimi anni, sono indicative della necessità rilevata dai differenti soggetti promotori di proseguire e/o potenziare gli interventi di sensibilizzazione e in-formazione sulle tematiche dell educazione alla pace e alla mondialità, del servizio, del volontariato per consentire alle giovani generazioni di sperimentarsi in ambiti a molti sconosciuti, avvicinandosi così a tematiche ed esperienze indirizzate alla formazione integrale della persona.

10 PER DARE RISPOSTA ALLE RICHIESTE DEL TERRITORIO SONO STATE COINVOLTE LE SEGUENTI REALTÀ: Granello di Senapa COS E IL GRANELLO DI SENAPA Il Granello di Senapa è il coordinamento diocesano nato nel 2001, attualmente costituito da cinque uffici pastorali della Diocesi di Reggio Emilia (Caritas Diocesana, Centro Missionario Diocesano, Ufficio Catechistico, Ufficio Pastorale Giovanile, Ufficio Pastorale Scolastica) e dalla Coop. sociale Ravinala, dall ong Reggio Terzo Mondo e dal Centro di Cooperazione Missionaria dei Cappuccini Emiliani che ha sede a san Martino in Rio. L obiettivo che si pone è quello di creare momenti formativi sul territorio della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (ossia la provincia di Reggio E. e il comune di Sassuolo-MO) sulle tematiche che costituiscono l impegno delle diverse organizzazioni e in particolare la formazione e l educazione alla mondialità e al servizio. LE TEMATICHE PROPOSTE DAL GRANELLO sono: Pace Intercultura Globalizzazione Informazione e controinformazione Stili di vita e volontariato Commercio equo e solidale Il lavoro minorile Diritti dei Bambini Affettività Legalità Le attività del Granello si suddividono in due grandi rami: l educazione e la sensibilizzazione che hanno peculiarità differenti. EDUCAZIONE: il Granello di Senapa si propone come interlocutore per la realizzazione di progetti incentrati sulle tematiche che esso propone. Ciò significa che vi è la disponibilità per la progettazione, realizzazione e valutazione di percorsi incentrati sulle peculiari esigenze dell ente committente, sia esso una scuola pubblica od una parrocchia, un gruppo di famiglie o un amministrazione comunale, ecc... prima fra tutte la possibilità per quanto riguarda l educazione di personalizzare e costruire un progetto su misura in base alle necessità del committente. SENSIBILIZZAZIONE: le attività di sensibilizzazione si prefiggono di dare una base di riflessione come primo approccio all educazione alla mondialità. Si propongono, alle classi scolastiche e ai gruppi di bambini e giovani in genere, diversi moduli formativi (ciascun modulo è costruito da tre o più laboratori, ciascun laboratorio ha una durata media di due ore) incentrati sulle tematiche di cui sopra e divisi per fasce d età. In alcuni casi è possibile affrontare la stessa tematica parallelamente in due fasce d età (es. con i bimbi di una scuola elementare e con i loro insegnanti o genitori). Riportiamo alcuni esempi di sensibilizzazione all intercultura. Per la fascia delle elementari Il villaggio mondo Si propone ai bambini un percorso alla scoperta di altre culture; un viaggio fantastico in paesi lontani alla scoperta dei luoghi e delle persone che li abitano, conoscendone i tratti caratteristici, gli usi e i costumi. un viaggio attraversi i giochi del bambini che abitano altri paesi, attraverso i sapore di altri cibi, che portano con se il gusto della giustizia e della solidarietà. Per comprendere che le differenze non devono essere oggetto di derisione, razzismo e guerre ma che la diversità è una ricchezza e che per poterla amare è necessario prima conoscerla. Per la fascia delle scuole medie e superiori Io e l altro Si propone ai ragazzi un percorso alla scoperta dei meccanismi che ci portano a creare giudizi e pregiudizi sugli altri,, e come e perché nascono gli stereotipi. Ci alleniamo ad avere una visione critica nel ricercare una conoscenza reale e autentica dell altro. In particolare si da attenzione a com è comunicata la diversità nel mondo dell informazione e dai mass media. Il mondo con occhi di donna

11 Si propone ai ragazzi un percorso di riflessione sullo stato di vita e sulle difficoltà delle donne nel mondo, osservando i fenomeni globali con gli occhi delle donne, spesso anello debole di molte società o nuova risorsa per altre. È prevista anche la testimonianza di chi ha vissuto discriminazioni sulla propria pelle. In questi sei anni di attività, ecco i numeri del Granello di Senapa Stima persone raggiunte Totale incontri realizzati 2244 Volontari passati dal Granello 154 Enti committenti 243 Il Granello di Senapa nell ultimo anno (a.s. 2006/2007) ha dedicato 727 ore di interventi alla sensibilizzazione del territorio. In particolare l utenza incontrata nell ultimo anno scolastico è così ripartita: Enti committenti tipologia sedi N ore Scuole primarie 324 Scuole secondarie di I grado 196 Scuole secondarie di II grado 186 Parrocchia e oratorio 21 Totale 727 (Fonte: Granello di Senapa, Bilancio sociale, a.s. 2006/2007) GLI ARGOMENTI DEI MODULI Gli argomenti sviluppati sono stati in gran parte quelli attinenti la conoscenza delle problematiche mondiali dal punto di vista economico, politico e sociale, ma anche l accoglienza dell altro, aldilà dei pregiudizi, perché la diversità sia vissuta come una ricchezza; inoltre si è lavorato molto sugli stili di vita, a partire da un uso corretto delle risorse primarie per il bene di tutti, ma anche sulle scelte che compiamo negli acquisti o nei trasporti, sul rispetto delle regole, ecc. nella consapevolezza che il cambiare se partiamo da noi, dal nostro territorio, Un attenzione particolare è stata data alla sensibilizzazione dei giovani delle scuole superiori, con proposte di volontariato e servizio presso centri e strutture di servizi ai poveri presenti in provincia. LA METODOLOGIA Dal punto di vista metodologico, i moduli del Granello sono caratterizzati da una forte connotazione interdisciplinare e dinamica. Per svolgere i diversi laboratori è utilizzata una metodologia di tipo attivo (giochi di ruolo, giochi, narrazioni, lavori di gruppo ), ossia i ragazzi sono sempre coinvolti da protagonisti: si sperimenta con loro la difficoltà di essere un diverso tramite alcune tipologie si simulazioni, si dà loro la possibilità di esprimere le proprie idee attraverso dibattiti studiati in modo stimolante e possono emergere nel piccolo gruppo anche coloro che davanti a tutti normalmente faticano a parlare. Nei laboratori si dà spazio alla creatività dei ogni singolo e ciascuno può essere valorizzato nelle sue peculiarità: prima di tutto viene la persona, ecco perché a condurre questi laboratori servono giovani che possano dare, con la loro presenza e la loro testimonianza, un forte stimolo ai coetanei o ai più piccoli, senza che siano già arrivati, ma più semplicemente in cammino con loro. I FORMATORI I formatori, oltre ad alcuni dei dipendenti dei diversi organismi del coordinamento, sono per lo più volontari, giovani e adulti (studenti universitari, missionari e volontari laici di progetti in pvs rientrati in Italia, insegnanti, educatori, genitori ) che dedicano il loro tempo a questa attività di sensibilizzazione alla mondialità e alla pace, cercando di trasmette non solo parole ma esperienze di vita quotidiana. In un mondo dove tutti amano parlare per dire solo parole, i volontari del Granello di Senapa, pur non da professionisti ma con massima professionalità (tutti hanno partecipato la corso di FORMAZIONE FORMATORI DI BASE e sono costantemente seguiti e accompagnati nella loro preparazione, specialmente dal punto di vista metodologico e di gestione del gruppo) si fanno promotori nel loro piccolo di una cultura del volontariato, primo passo verso uno stile di servizio che può caratterizzare ogni piccola scelta quotidiana e le personali scelte di vita.

12 NuovaMente NuovaMente è un opera-segno della Caritas Diocesana, nata a fine Nei primi mesi del 2005 come Caritas portando avanti la riflessione sulle tante esigenze materiali delle fasce di povertà della città, che arrivano ai Centri d Ascolto (cibo, casa, lavoro, cose), e vedendo come capita sempre più spesso, nella nostra società consumistica, che siano gettati nei rifiuti oggetti usati che, però, sono ancora in buono stato e che potrebbero essere facilmente recuperati, con piccoli interventi, si è pensato di creare un luogo dove la domanda e l offerta potessero confluire ed incontrarsi, puntando ad un coinvolgimento pieno del territorio sia nel reperimento degli oggetti usati, che nella loro sistemazione. All interno di un grande magazzino vengono raccolti oggetti che tante persone o aziende dismettono: cose usate, certo, ma ancora utilizzabili per altri, anzi addirittura preziose per quanti hanno pochissime risorse economiche a disposizione. Dai mobili agli elettrodomestici, dai vestiti alle pentole, dai soprammobili alle biciclette, dai libri ai quadri, dalle plafoniere agli infissi: tutto ha un suo valore e una sua nuova spendibilità sul mercato. Attraverso l impegno di volontari, gli oggetti vengono raccolti, controllati, puliti, riparati, ringiovaniti con alcuni piccoli interventi, sistemati nell area espositiva e messi a disposizione di tutti in un grande mercatino dell usato, dove ogni cosa ha il suo posto e la sua dignità. In base all esperienza di Caritas ed al cammino di accompagnamento fatto in tanti anni a fianco dei più poveri, insieme alle comunità parrocchiali e a tanti gruppi di volontariato, è parso opportuno fissare per ogni cosa un prezzo : chi entra nel mercatino si trova di fronte tante cose, su ognuna delle quali viene indicato un valore. Vogliamo che anche chi è in condizioni di difficoltà partecipi, come può, a questo progetto: tante volte il ricevere tutto gratis non aiuta le persone a dare valore alle cose e ai gesti, non li aiuta a crescere in dignità e consapevolezza. Ecco perché chi può paga qualcosa, chi non può pagare in denaro paga in ore lavoro o a piccolissime rate senza interessi. E comunque sempre viene garantita la possibilità di un accesso completamente gratuito per quanti, accompagnati dai Centri d Ascolto parrocchiali o dai Servizi Sociali, non hanno alcuna possibilità economica. Questa modalità è un modo per non fare la carità mettendo la mano al portafoglio e basta ma per entrare in relazione con gli altri, per conoscerli, per entrare nella loro vita e per farli entrare nella propria. Il progetto infatti non si ferma alle cose: il dare dignità agli oggetti è mezzo e strumento per ridare dignità alle persone, a quanti sono in difficoltà per la loro condizione fisica o psicologica, per i trascorsi della loro vita, per le personali situazioni che ne rendono problematico l inserimento in un contesto lavorativo canonico. Proprio attraverso il loro impiego, utilizzando le varie abilità manuali e creative loro e di altri volontari, si formulano piccoli progetti formativi che servano da una parte alla sistemazione degli oggetti, dall altra a dare a queste persone alcune conoscenze, che possano essere spendibili successivamente nel mondo del lavoro. Numerosi sono i contatti con la Casa Circondariale, l OPG, i Servizi Sociali, le comunità di recupero per Tossicodipendenti, alcune cooperative sociali della zona, l Uepe, l Associazione Rabbuni, il Centro per l Impiego di Reggio Emilia, che hanno consentito di inserire all interno del magazzino un discreto numero di persone con la necessità di un sostegno morale e psicologico per riacquistare fiducia in se stessi e per reinserirsi in certi meccanismi tipici del mondo del lavoro, ma ancora in un modo protetto. Quanto esposto sopra è profondamente immerso nella realtà territoriale e nella Chiesa diocesana. NuovaMente coinvolge in tutto ciò da una parte Provincia, Comune, Circoscrizioni, Centri Sociali, singoli cittadini, quindi la comunità civile, dall altra le parrocchie della nostra Diocesi, presentandosi come luogo dove fare unità, percorrendo strade nuove che mettano in relazione in modo forte realtà che non sempre si conoscono e si frequentano, che non sempre si muovono spinte dalle stesse logiche, ma che insieme possono fare grandi cose per migliorare la vita delle persone e per sostenere ed accompagnare in modo complessivo i più poveri. Quindi gli elementi della relazione (tra persona e persona) e della rete (tra enti e servizi vari) sono centrali nel progetto e piste di cammino sulle quali continuare a lavorare. Cooperativa San Giovanni Bosco La Cooperativa sociale don Bosco gestisce l oratorio cittadino di Reggio Emilia che da diversi anni opera sul territorio in ambito di accoglienza, educazione e prevenzione del disagio con bambini, preadolescenti e adolescenti italiani e stranieri. L oratorio ha intercettato negli ultimi anni diversi segnali di disagio espressi dai ragazzi e dalle ragazze che vivono nel territorio, dalle famiglie di provenienza, in collaborazione con i Servizi Sociali e l Istituzione scolastica. Presso la sede della coop. Sociale don Bosco ha sede l Ufficio di Pastorale Giovanile che

13 promuove l educazione alla fede e umana della persona attraverso i valori evangelici agli adolescenti e ai giovani. Ha predisposto un progetto che vuole offrire, ai ragazzi dai 14 anni in poi, l opportunità di vivere un percorso formativo ed esperienziale intorno al servizio. Gli Obiettivi Proporre ed educare al Servizio, come un modo nuovo di stare e vivere accanto agli altri e dare valore alle persone. Approfondire la conoscenza di Gesù Cristo servo, attraverso l incontro e il servizio ai fratelli, Offrire ai giovani, un opportunità che permetta loro di vivere un percorso introspettivo di conoscenza di sé e dell altro, di presa di coscienza delle proprie qualità e capacità e chieda loro di condividerle con gli altri. Permettere, l incontro e la conoscenza di persone, luoghi e realtà, che testimoniano quotidianamente il servizio all uomo. Promuovere, un pensiero formativo e una riflessione critica sul servizio. Tutelare la qualità del percorso attraverso: un attenzione ai giovani e alle loro peculiarità, ai rapporti che vengono ad instaurarsi tra i vari soggetti coinvolti, alle azioni intraprese. Per i gruppi parrocchiali: Offrire agli educatori, uno strumento da utilizzare all interno della propria proposta formativa, per permettere ai giovani, di vivere un esperienza di conoscenza e comunione con la nostra chiesa, che abbia nella parrocchia il punto di partenza e di ritorno. Promuovere, il servizio dei ragazzi e dei gruppi giovanili, all interno della propria parrocchia e realtà sociale. Le Modalità Il percorso e l esperienza educativa è pensata a due livelli: * Percorso formativo per gli educatori, che li aiuti nel discernimento sulla proposta che fanno ai loro giovani. * Percorso formativo per i ragazzi, pensato e realizzato su tre incontri: due precedenti il servizio e uno come momento di condivisione e verifica finale. Un periodo di servizio, (di tre mesi per circa 16 ore), presso i centri che aderiscono al progetto, realizzato insieme ad altri giovani coetanei che già lo svolgono e che hanno il compito di accompagnarli. Ogni centro, metterà a disposizione una persona (tutor), che accoglierà il ragazzo e alla quale egli potrà fare riferimento. Organizzazione Overseas L Organizzazione Overseas è un associazione senza fini di lucro costituita nel 1971 come Organismo Non Governativo operante nel campo della solidarietà e cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Overseas è stata fondata da un gruppo di giovani ispirati al pensiero del Mahatma Ghandi, nonché dell Abbè Pierre, di Raoul Follerau, Lorenzo Milani ed Ernesto Balducci, convinti che lo sviluppo globale è il prerequisito per la pace internazionale. Capacità di progettazione ai fini dello sviluppo comunitario e formazione di volontari e comunità partner sono parte essenziale dei progetti di Overseas. Queste azioni sono realizzate in loco o presso la sede di Spilamberto. Nella sede è presente una libreria con volumi inerenti tematiche quali pace e sviluppo nonché una vasta collezione di materiali per l insegnamento e l apprendimento in più lingue. Nel parco della struttura sono state piantate varietà di essenze tradizionali del luogo ed è stato realizzato un frutteto biologico. Overseas supporta e promuove progetti di sviluppo integrato in Sierra Leone, India, Brasile, Palestina, Sri Lanka e Kenya. Tutti questi progetti sono gestiti da comunità ed ONG locali in collaborazione con i volontari e i collaboratori di Overseas. A livello locale, Overseas promuove stili di vita sostenibili basati sul commercio equo e solidale e la solidarietà internazionale attraverso campi e/o corsi di sensibilizzazione rivolti ad adulti, giovani e bambini. Overseas infatti ogni anno organizza un corso di formazione sui temi della cooperazione

14 allo sviluppo ed uno sulla nonviolenza con più di 100 iscritti. Overseas gestisce anche il Centro Servizi per gli Stranieri, una rete di sportelli di supporto che fornisce consulenza, aiuto legale e programmi interculturali in più lingue. Gli sportelli del Centro Servizio per gli Stranieri sono gestiti in convenzione con l Unione Terra dei Castelli e collaborano in modo stabile con i comuni e con le scuole di ogni ordine e grado presenti sullo stesso territorio. Overseas ha dato un contributo decisivo alla crescita del Commercio Equo e Solidale nella Provincia di Modena. Nel 1991 ha fondato la Cooperativa Sociale Oltremare, un negozio pionieristico che vende prodotti biologici, manufatti, prodotti tessili e libri provenienti da Paesi in via di sviluppo. Overseas è anche socio fondatore di Banca Etica, la prima e sola banca italiana ispirata ai principi della finanza etica, ed è partner di Etimos, il consorzio italiano di microfinanza. Rispetto al tema dell Educazione alla Pace e alla mondialità, nel 2002 Overseas ha promosso il Progetto Sottosopra insieme ad altre associazioni del territorio quali rete Lilliput, Mani Tese, Modena Terzo Mondo, La Bottega d Oltremare. Il progetto ha come obiettivo la formazione di studenti e insegnanti ai tematiche quali: la pace, il consumo critico e il commercio internazionale (sviluppo sostenibile), i diritti umani e dei minori, la globalizzazione, i microconflitti e le guerre dimenticate, la ricchezza delle diversità culturali. Il progetto ha origine dalla convinzione che sia fondamentale informare le giovani generazioni su quanto sta avvenendo ai giorni nostri, fornendo nuovi strumenti di lettura della società e, contemporaneamente, dei luoghi di formazione. Il Progetto Sottosopra ha coinvolto nel istituti ((tra elementari, medie e superiori) per un totale di 283 ore di attività e formazione. Di seguito si elencano alcune iniziative pubbliche svolte sul territorio modenese promosse e/o co promosse da Overseas: Satuagraja, educazione alla pace (gennaio marzo 2007). Corso di formazione per volontari della Cooperazione Internazionale (I edizione) promosso dall Ufficio Cooperazione e Solidarietà internazionale del Comune di Modena, in collaborazione con la Provincia di Modena, l Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il Centro Servizi per il Volontariato, l ONG Overseas e le Associazioni locali del Tavolo per la Cooperazione (novembre 2006 giugno 2007). Satyagraha, educazione alla pace (gennaio-marzo 2006). Seminario Giovani e scambi progetto CO.ONG.ER Festival della Cooperazione ottobre Una piazza sul mondo Ricostruire sostenibilità in India e Sri Lanka (Vignola, Sassuolo e Modena settembre 2005) Satyagraha, educazione alla pace (gennaio-marzo 2005) iniziativa del programma dell Ufficio della Pace del Comune di Spilamberto. Chi dialoga pensa la pace - incontro con la cittadinanza con il Gruppo giovanile IBDAA di Betlemme (01/10/2004) presentazione della piattaforma telematica retidigiovani.net (02/04/2005). Presentazione nei Comuni di Vignola, Spilamberto, Castelnuovo del video documentario Racconto straniero prodotto nell ambito del Progetto L esperienza dell altro promosso in convenzione con l Unione dei Comuni Terre di Castelli (8, 12, 26 febbraio 2004). Partecipazione alla sosta a Spilamberto della Carovana della pace con le associazioni aderenti all Ufficio della Pace del Comune di Spilamberto (8 marzo 2004). Avvio Progetto Educazione allo Sviluppo sul Diritto all istruzione e alla salute per il popolo palestinese in qualità di coordinatore per la provincia di Modena (15 marzo 2004). Educare alla pace, ovvero la pace è possibile, qui a scuola? Ciclo di incontri per insegnanti e educatori in collaborazione con l Unione Terre di Castelli (marzo - aprile 2004). Campagna informativa sulla normativa europea a sfavore dei produttori di cacao promossa dal Consorzio CTM altromercato (marzo 2004). Una piazza sul mondo, qualità e solidarietà con i Sud del mondo (13-20 settembre 2003). Corso di formazione per volontari della solidarietà internazionale Un mondo più giusto è in costruzione l importante è partecipare (settembre 2003-marzo 2004). Satyagraha, educazione alla pace (31 gennaio-27 marzo 2004). Progetto Sottosopra, idee e proposte per la scuola e la formazione: percorsi didattici su diritti umani e sostenibilità, via della pace (ottobre 2003-maggio 2004). Partecipazione alla manifestazione Free International Airport (4-7 giugno 2003) promossa dal Comune di Modena insieme alle ONG COSPE e Educaid con stand informativo sulla cooperazione internazionale decentrata e seminari per studenti delle scuole medie superiori Partecipazione alla manifestazione Tuttaunaltracosa fiera del commercio equo e solidale (13-15 giugno 2003) con una libreria specializzata e incontri con autori di testi sul Sud del mondo.

15 7) Obiettivi del progetto: PREMESSA Le Caritas diocesane intendono promuovere una proposta di Servizio Civile Volontario come esperienza di formazione globale della persona. Ai giovani che si avvicinano al Servizio Civile in Caritas si chiede di pensare a questo anno non come una parentesi nella loro vita, ma come un anno intenso, ricco di stimoli e di sfide, un anno che raccoglie le memorie del passato e produce orientamenti per le scelte future. L intenzione progettuale è di attingere dalla cultura cristiana del servizio, che ha radici assai antiche e profonde, partendo dal cambiamento di sé per giungere ad un cambiamento della società. Le Caritas diocesane si uniscono nell impegno di proporre un anno di formazione intesa come competenza del servizio che si svolge, ma anche come momento di auto-riflessione, di ripensamento e di scoperta. Un anno per mettersi alla prova, per conoscere se stessi e fare nuove amicizie; per condividere con altri giovani i propri vissuti attraverso la dimensione comunitaria e la sensibilizzazione. L intento è quello di proporre un esperienza che cerchi e costruisca senso. Un esperienza che davvero cambi la vita. Il Progetto si allinea altresì agli obiettivi condivisi dalle Caritas a livello nazionale, che mirano in particolare alla prevalente funzione pedagogica del Servizio Civile nazionale, affermando l impegno alla realizzazione delle condizioni fondamentali affinché l esperienza proposta abbia come finalità ultima l attenzione ai giovani coinvolti nel Progetto ed il miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi nei quali essi verranno inseriti. Queste finalità generali sono così riassumibili: o Educazione ai valori della solidarietà, gratuità attraverso azioni di animazione e d informazione per una cittadinanza attiva e responsabile. o Condivisione coi poveri e con gli altri partecipanti al progetto, riconoscendo e promovendo i diritti umani e sociali, per accompagnare le persone vittime di povertà ed esclusione sociale in percorsi di liberazione. o Riflessione sulle proprie scelte di vita, vocazionali, professionali, sociali e possibilità di approfondimento spirituale. o Creazione delle condizioni per l incontro con nuove persone, per inventare nuove professionalità all interno del Terzo Settore. o Coscientizzazione: approfondimento della cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà. o Attenzione a tutto ciò che potrà incoraggiare un futuro servizio alle persone inteso come stile di vita nei giovani che verranno coinvolti nell esperienza. o Difesa della patria in modo non armato e nonviolento in termini di: gestione o superamento del conflitto riduzione o superamento della violenza acquisizione o riconoscimento di diritti OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO - Sensibilizzazione del territorio (Province di Reggio Emilia e Modena) e in particolar modo dei bambini e dei giovani (fascia 5-18 anni) alla cultura della mondialità e dell educazione alla pace attraverso la valorizzazione delle diversità, responsabilità negli stili di vita e nell uso del proprio tempo. - Sensibilizzazione del territorio (Province di Reggio Emilia e Modena) e in particolar modo dei bambini e dei giovani (fascia 5-18 anni) alla cultura della gratuità e del servizio alle persone in difficoltà.

16 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO Obiettivo trasversale alle quattro sedi di attuazione del progetto. Obiettivi specifici Risultati Attesi Indicatori (Indicatori misurabili del raggiungimento dell obiettivo specifico) 1) Informare e allargare gli orizzonti dei giovani sull uso del tempo e sulle relazioni interpersonali Almeno 30 giovani in più rispetto allo scorso anno che decidono di dedicare il proprio tempo in attività di cittadinanza attiva - N di giovani che decidono di dedicare il proprio tempo in attività di cittadinanza attiva Obiettivo comune alle sedi Granello di Senapa, Coop. San Giovanni Bosco e Nuovamente. Obiettivi specifici Risultati Attesi Indicatori (Indicatori misurabili del raggiungimento dell obiettivo specifico) 2) Testimoniare la cultura della gratuità tra i giovani Aumento del numero di testimonianze di giovani volontari SCV in classe delle scuole secondarie di secondo grado di almeno 20 nell anno scolastico di riferimento Dieci testimonianze scritte da volontari in S. C. sui siti elencanti al punto 18 della scheda progetto. - Numero di testimoni che condividono la propria scelta di servizio Obiettivo comune alle sedi Granello di Senapa, Coop. San Giovanni Bosco e Organizzazione Overseas. Obiettivi specifici Risultati Attesi Indicatori (Indicatori misurabili del raggiungimento dell obiettivo specifico) 3) Sensibilizzare i bambini e i giovani (età 5-28 anni) delle scuole e della associazioni giovanili del territorio ai temi della mondialità e della pace Almeno 40 laboratori in più nelle scuole rispetto all anno precedente Almeno 5 nuovi percorsi (moduli di tre laboratori) ideati per i gruppi delle scuole e dei gruppi giovanili (associazioni, parrocchie, ecc ) - numero di incontri di sensibilizzazione con i gruppi delle scuole - numero di percorsi di ideati per le classi e per i gruppi giovanili (associazioni, parrocchie, ecc ) Obiettivo comune alle sedi Nuovamente e Organizzazione Overseas. Obiettivi specifici Risultati Attesi Indicatori (Indicatori misurabili del raggiungimento dell obiettivo specifico) 4) Stimolare i giovani all incontro con persone svantaggiate come occasione di crescita reciproca e come stimolo alla cittadinanza attiva Almeno 20 nuovi volontari coinvolti in esperienze di servizio in età compresa dai 14 ai 29 anni provenienti dal mondo cattolico e non. - Numero di giovani inseriti nel progetto in cammini di accompagnamento a persone in difficoltà

17 OBIETTIVI SPECIFICI DI ANIMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DELLA COMUNITÀ Si ritiene opportuno descrivere gli obiettivi specifici di animazione e sensibilizzazione della comunità in modo unitario per tutti i progetti presentati dalla Caritas diocesana di Reggio Emilia Guastalla e, in questo specifico progetto, dalla Caritas Diocesana di Modena. Tale scelta è motivata dal fatto che gli obiettivi e le attività proposte sono comuni a tutti i progetti e che sono volti a valorizzare la dimensione del gruppo insieme alla ricchezza che ciascuno porta con sé. 1) Organizzare e realizzare eventi di cittadinanza attiva anche in sinergia con altre realtà del territorio, attraverso i quali i volontari possano esprimere il senso di responsabilità acquisito sulle tematiche legate al servizio civile volontario Indicatore di risultato: numero di ore dedicate alla realizzazione di attività di animazione e promozione sul territorio numero di eventi realizzati per coinvolgere la cittadinanza risultato atteso: almeno 30 ore totali; almeno 2 eventi. 2) Realizzare percorsi specifici sulle tematiche del servizio, della nonviolenza e della pace, nelle scuole, nelle associazioni e nei luoghi di aggregazione giovanile, sia autonomamente che in sinergia con altri enti di servizio civile del territorio, partendo dall esperienza dei ragazzi e delle ragazze del Servizio Civile Nazionale. Indicatore di risultato: numero di ore dedicate alla realizzazione di attività di animazione e promozione sul territorio risultato atteso: almeno 30 ore totali 3) Realizzare, in occasione del bando, una campagna di promozione e di orientamento dei giovani alla scelta del servizio civile, autonomamente o in sinergia con gli altri enti di servizio civile attivi nel territorio in collaborazione stretta con il COPRESC di Reggio Emilia. Indicatore di risultato: numero di ore dedicate alla progettazione e alla realizzazione della campagna risultato atteso: almeno 30 ore totali 8) Descrizione del progetto e tipologia dell intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: 8.1 PIANI DI ATTUAZIONE PREVISTI PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI Fase zero: PROGETTAZIONE PRIMA DELLA REDAZIONE DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE La fase di cui si parla è quella realizzata nei mesi precedenti la stesura del progetto di Servizio Civile in cui sia la Caritas diocesana che le sedi di attuazione di progetto hanno ritenuto indispensabile incontrarsi per poter definire in che modo progettare, per quali fini e attraverso quali strumenti e attività valorizzare la presenza di giovani in Servizio Civile affinché fosse poi un valore aggiunto anche per il territorio e per l ente che investe nei giovani. Gli incontri si sono tenuti sia presso la sede della Caritas che presso alcune delle sedi e hanno visto tra le attività realizzate: il monitoraggio del territorio (peculiarità e limiti posti in esso), l individuazione della tipologia di persone verso cui indirizzarsi, partendo dagli enti e dalle attività che propongono, la definizione del target di persone a cui un possibile volontario in SC potrebbe rivolgersi, in vista di quali obiettive e attraverso quali strumenti e attività. Si sottolinea che, coerentemente con quanto precedentemente affermato e in linea con le attività previste da ciascuna sede di attuazione di progetto, la descrizione del presente

18 punto sarà effettuata scandendo i piani di attuazione, le attività nonché le risorse umane e il ruolo dei volontari in SC non solo per ciascun obiettivo ma anche per ciascuna sede. In questo modo si valorizzeranno i giovani che andranno a fare servizio presso le sedi di attuazione di progetto e anche la mission e le relative attività che ciascuna sede svolge sul territorio della diocesi si Reggio Emilia- Guastalla e Modena. Per tutte le sedi e per il raggiungimento di tutti gli obiettivi descritti al punto 7 sono previste: una fase preliminare, corrispondente ai primi due mesi di servizio nella quale i volontari in S.C. vengono inseriti nei centri e a loro vengono fatte conoscere le persone che ivi lavorano, i ruoli specifici e le attività dei centri una prima fase, durante il primo mese di servizio, in cui è previsto il corso di formazione di inizio servizio durante il quale ai volontari saranno dati input di riflessione su cosa è veramente il servizio civile, le sue finalità, la cittadinanza a attiva, la difesa della patria non armata e non violenta e le motivazioni che hanno spinto i volontari a intraprendere l esperienza. La prima fase prevede anche l inizio della partecipazione al corso base di formazione specifica, che durerà circa tre mesi.. Una fase intermedia, intorno al sesto mese di servizio, in cui è previsto un corso di formazione di metà servizio a livello diocesano o interdiocesano durante il quale viene fatta una prima verifica sull andamento dell esperienza e vengono dati ulteriori input e spunti per rendere l esperienza ancora più arricchente sulla base di quanto già vissuto una fase finale, corrispondente agli ultimi due mesi di servizio, dedicata alla verifica dell esperienza di servizio civile. Questa fase vedrà coinvolti l OLP, il responsabile del Servizio Civile, il formatore della formazione generale. La presente fase conterrà al suo interno il corso formazione di fine servizio diocesano o interdiocesano in cui saranno tirate le fila dell esperienza sia nel suo complesso che da ciascun ambito previsto (formazione generale e specifica, servizio, sensibilizzazione, ed eventualmente, vita comunitaria). Sarà oggetto del corso anche il re-investimento dell esperienza nella vita e nelle scelte concrete che i giovani andranno a fare sulla base delle conoscenze e delle abilità acquisite durante i 12 mesi di servizio. Per il raggiungimento dell obiettivo 1: presso la sede Granello di Senapa, sono previsti i seguenti piani di attuazione: Il piano 1, che corrisponde ai primi due mesi di servizio, sarà prevalentemente dedicato alla conoscenza delle attività alle quali i giovani del territorio si dedicano durante il tempo libero attraverso gli strumenti informatici e cartacei messi a disposizione in sede. Sarà compito dell OLP individuare eventi sul tema a carattere diocesano o provinciale a cui far partecipare i volontari in Sc. La fase di conoscenza prevede anche l apprendimento dei linguaggi e strumenti con cui comunicano i giovani attraverso la consultazione di blog, siti internet, studi specifici di esperti di linguaggi di comunicazione Il piano 2, che va dal terzo al quinto mese di servizio, vedrà i volontari impegnati nelle attività di accompagnamento dell OLP o di altro personale individuato dalla sede in incontri sull uso del tempo e sulle relazioni interpersonali. Al volontario sarà richiesto di porsi in atteggiamento di prevalente ascolto per carpire gli strumenti di comunicazione utilizzati dagli studenti presenti agli incontri da un lato e dall altro rilevare materiale utile sull utilizzo del tempo e su quanto i giovani e i ragazzi investono sulle relazioni personali. In collaborazione con l OLP e le altre figure presenti in sede, al volontario sarà chiesto di partecipare alla realizzazione di laboratori da proporre nelle classi, preferibilmente delle scuole medie e superiori, sulle tematiche legate all investimento del tempo come risorsa finalizzato anche a stimolare i ragazzi alla cittadinanza attiva. Il piano 3, che inizia già dal quarto mese ma si intensifica circa al settimo mese, prevede la co-gestione e gestione in parziale autonomia di incontri di sensibilizzazione con classi scolastiche, prevalentemente di età compresa tra i 11 e i 18 anni sul tema dell utilizzo del tempo e sulle modalità di investimento nelle relazioni interpersonali e in seconda battuta l elaborazione di questionari da somministrare ai ragazzi incontrati per verificare la validità

19 dei percorsi proposti e verificare la coscentizzazione dei giovani incontrati sul senso del tempo e dell uso che di esso si fa. Ai volontari in SC durante questo piano sarà chiesto di ideare e realizzare laboratori da utilizzare nelle scuole superiori che, partendo dalla scoperta di nuovi modi di investire il proprio tempo, abbiano come obiettivo lo stimolo a diventare giovani cittadini attivi del territorio in cui vivono. Il piano 4, che coincide con i mesi estivi del progetto, prevede la partecipazione dei volontari in SC alle attività di campi estivi organizzati dalla diocesi in provincia, rivolti ai giovani delle scuole superiori e finalizzati ad un sano e corretto utilizzo del proprio tempo di vacanze e relax. Presso la sede Coop. San Giovanni Bosco sono previsti i seguenti piani di attuazione Piano 1, corrispondente ai primi due mesi di servizio, sarà dedicato alla conoscenza del centro, del personale che vi lavora e le attività svolte dal centro e da ciascuna figura. i volontari verranno introdotti nel contesto territoriale legato alla cooperativa e messi a conoscenza delle diverse realtà che vi operano. Ai volontari presenti presso questa sede sarà richiesto soprattutto in questi primi mesi l approfondimento delle conoscenze e l acquisizione di abilità legate all utilizzo di computer e alla gestione di programmi per l aggiornamento di siti internet: internet e applicazioni correlate, gestione indirizzari sms e outlook tramite web Al volontario in SC sarà chiesto durante questo periodo di approfondire la propria formazione sulle tematiche legate alla controinformazione, alla comunicazione e ai modelli comunicativi messi in campo dai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni e presenti soprattutto sui siti internet, i forum e i blog.il volontario potrà fare in questo senso tesoro del centro di documentazione presente presso il Centro Missionario diocesano di Reggio Emilia in cui approfondire la propria formazione sulle tematiche in oggetto e trovare testi su metodologie e strumenti con cui fare le proposte ai giovani. In particolare sarà chiesto loro di approfondire la conoscenza dei siti internet su cui i giovani raccontano in che modo trascorrono il proprio tempo libero. Piano 2, che corrisponde ai mesi che vanno dal terzo al settimo, vedrà i volontari inseriti presso questa sede collaborare con l OLP e le figure presenti nella sede nelle attività di contatto dei referenti di gruppi giovanili (associazioni, parrocchie, scout) presenti sul territorio per la realizzazione di incontri su come investire il proprio tempo libero puntando alle relazioni interpersonali. I volontari, insieme all OLP, sulla base delle conoscenze acquisite, collaboreranno nella messa a punto degli incontri sulle tematiche sopra illustrate e accompagneranno l OLP agli incontri con i giovani. Piano 3, che va dal settimo mese in poi prevede la gestione completa di moduli sull utilizzo del tempo da parte dei giovani appartenenti ad associazioni, gruppi scout, gruppi informali e circoli. In particolare i volontari in SC saranno impegnati nell acquisizione dei dati per conoscere i ragazzi che andranno ad incontrare, ideazione di laboratori e attività finalizzate a stimolare i ragazzi alla riflessione sull uso del tempo, gestione dell incontro ed elaborazione dei questionari redatti e somministrati per verificare il gradimento dell attività proposta e della metodologia utilizzata. Durante i mesi estivi i volontari in SC fungeranno da accompagnatori e collaboratori degli educatori diocesani impegnati nelle attività di campi estivi organizzati dalla diocesi al fine di stimolare i ragazzi a vivere le relazioni interpersonali come fonte di ricchezza e occasione di incontro. Presso la sede Nuovamente sono previsti i seguenti piani di attuazione: Piano 1 : dal primo al quarto mese di servizio è previsto il periodo di conoscenza della sede, delle figure di riferimento presenti e delle persone inserite nel centro. Ai ragazzi sarà chiesto di approfondire la propria formazione sulla mission dell ente e sul modo di gestire le persone in difficoltà mandate dai servizi sociali o dagli enti del territorio che si occupano di donne in difficoltà o disagio adulto. Sarà compito dell OLP accompagnare nel percorso di conoscenza i ragazzi in Servizio Civile mostrando loro la ricchezza della diversità e il rispetto e la premura verso persone con passati e storie burrascosi. In questo periodo di conoscenza sarà compito dell OLP maestro far comprendere ai volontari in SC il valore

20 del tempo trascorso con persone in difficoltà nelle quotidiane attività lavorative Piano 2, dal quinto al settimo mese di servizio, vedrà i volontari impegnati nell affiancamento dell OLP nelle attività quotidiane della sede. In particolare i volontari, previo accordo dell OLP, saranno affiancati a qualcuno degli ospiti che lavorano presso la sede imparando insieme a gestire le attività lavorative e il tempo ad esso dedicato imparando a valorizzare anche il momento del pranzo o della pausa caffè come occasione di incontro e di approfondimento delle relazioni interpersonali. Piano 3, dall ottavo mese di servizio in poi ai volontari in SC sarà chiesto dapprima in collaborazione con l OLP e man mano in totale autonomia, la preparazione e la gestione degli incontri con i giovani di parrocchie e associazioni che avvengono presso la sede per conoscere una realtà della Caritas di Reggio Emilia- Guastalla e del modo di valorizzare persone e lavoro. Sarà compito dei volontari, sulla base delle conoscenze e degli stili acquisiti, stimolare la riflessione dei loro coetanei sull utilizzo del tempo e dell importanza dell investire nelle relazioni interpersonali anche con persone più sfortunate. Piano 4, che si volgerà durante i mesi estivi, impegnerà i volontari in SC presso la sede nuovamente con i ragazzi e i giovani partecipanti ai campi estivi diocesani nelle attività di sostegno e accompagnamento nelle attività del centro e nella relazione con gli ospiti che ivi lavorano. Si ritiene opportuno precisare che la sede NuovaMente si rivela a livello territoriale una palestra privilegiata per poter incontrare gli altri e soprattutto le persone in difficoltà e lavorare con esse e non per esse. Le attività che vengono realizzate in sede in occasione dei campi estivi diocesani, non hanno, pertanto, la finalità di acquisire volontari o manodopera utile per la sede di attuazione di progetto, ma di dare ai giovani l opportunità di mettersi in gioco nel dono di sé con gli altri. Presso la sede dell Organizzazione Overseas, è previsto il seguente piano di attuazione. Piano 1 (1 2 mesi) Conoscenza delle attività alle quali i giovani si dedicano durante il tempo libero nonché dei linguaggi utilizzati dai giovani, attraverso la ricerca di appositi materiali via internet, in biblioteca, presso i centri di documentazione, presso strutture che si occupano di giovani o presso associazioni giovanili. Piano 2 (3 mese) Partecipazione ad iniziative e incontri di sensibilizzazione rivolti agli adolescenti e ai giovani per osservare, ascoltare e comprendere quali sono gli strumenti e le modalità di comunicazione utilizzate dai giovani (ruolo di osservatore del volontario in SC). Piano 3 (4 9 mese) Realizzazione di incontri di sensibilizzazione sulle tematiche dell uso del tempo e sulla relazione attraverso l utilizzo differenti metodologie volte a stimolare la riflessione, la partecipazione e lo scambio tra giovani. Il volontario in SC si inserirà prima con un ruolo di osservazione e supporto per acquisire una progressiva autonomia nella gestione degli incontri. Elaborazione, distribuzione e gestione di un questionario ai partecipanti alle attività di sensibilizzazione e in-formazione alle tematiche dell uso del tempo libero e della relazione. Piano 4 (10 12 mese) Ricerca e documentazione di nuovo materiale ai fini dell elaborazione di nuovi percorsi formativi sui temi del tempo e della relazione nonché di un più aggiornato materiale didattico (DVD, dispense, power point, ecc.). Inserimento dati ed elaborazione dei questionari raccolti dai destinatari delle iniziative sui temi del tempo libero e della relazione.

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