Progetto Sant Antonio... si parte! Il convegno di Genova

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1 Rivista della Comunità di Vita Cristiana Consolata di Torino - Edizione del 21 febbraio Numero 1 - Anno 2004 Progetto Sant Antonio... si parte! Il convegno di Genova

2 Programma M. Pellegrino e SS. Martiri 2004 I GIOVEDÌ DEI SANTI MARTIRI Adorazioni Eucaristiche In Chiesa, alle ore 21.00, nei seguenti giovedì: 8 Gennaio, 5 Febbraio, 4 Marzo, 1 Aprile, 6 Maggio, 3 Giugno. Lectio Divina Nel salone, alle ore 21.00, nei seguenti giovedì: 29 Gennaio, 19 Febbraio, 18 Marzo, 15 Aprile, 20 Maggio, 17 Giugno. PROGRAMMA GENNAIO-FEBBRAIO 2004 DEL CENTRO MICHELE PELLEGRINO Economia e politica internazionale Laboratorio di idee con dottorandi di ricerca, per la programmazione di un seminario. In Sede. Iscrizioni aperte per otto persone telefonando ai numeri oppure Dalla giustizia penale alla giustizia riconciliativa Seminario per Giovani propedeutico al Convegno. Due mezze giornate: venerdì 24 pomeriggio e sabato 25 mattina, gennaio, Milano, Centro S. Fedele, p. S. Fedele 4. Convegno, sabato 31 gennaio, ore 9,30-19, stesso argomento approfondito, stessa sede. Arte e architettura nella storia del battistero Conversazione e diapositive del prof. Carlo Tosco, docente di Storia di Architettura al Politecnico di Torino. Nella stessa serata, una breve presentazione dei corsi dell'arte cristiana dell'associazione Guarino Guarini, presso il GAM., a cura dello stesso professore. Venerdì 30 gennaio, ore 21, in Sede. Corsi di lingue straniere Lingua ungherese: continua, ogni mercoledì, per tutto l'anno, ore 20,15, in Sede. Lingua inglese: docente prof.ssa Rosanna Cerutti Botticella, limitato a 15 persone con qualche conoscenza della lingua; ogni lunedì per tutto l'anno, ore 21 precise. In Sede. Albania-Italia: incontro tra due civiltà La serie di incontri riprenderà giovedì 25 marzo. Cineforum Gente comune, di Robert Redfort, sabato 17 gennaio, ore 21. Per amore solo per amore, di Giovanni Veronesi, sabato 14 febbraio, ore 21. Presentazione di Alex Gatti. In Sede. Momenti per i cristiani e i simpatizzanti Adorazione Eucaristica nella chiesa dei Santi Martiri, via Garibaldi 25, ore 21, giovedì 8 gennaio e giovedì 14 febbraio. Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani: speciale per i Giovani, con la collaborazione del nostro Centro, giovedì 22 gennaio, ore 21, in via Lanfranchi 10. Inizio della Quaresima, Mercoledì delle Ceneri: S. Messa e imposizione delle ceneri, 25 febbraio, luogo e ora da precisare. CVX, Comunità di Vita Cristiana, continuano le riunioni di formazione e di preghiera, ogni martedì per tutto l'anno, ore 21, in Sede. Collaborazione con la Pastorale Universitaria Diocesana. Buon tempo di studio e ottimi risultati!

3 Indice Elezione del Presidente e del Consiglio di Marco Tosalli Notizie brevi Progetto S. Antonio... si parte! di Luca Galeasso Notizie sull immobile di via Serchio a cura dell Esecutivo Nazionale CVX Il convegno di Genova di Irene Campi e Chiara Cellino Impressioni dal convegno di Roberto Cavagnola e Vincenzo Pluchino Il mio convegno di Luigi Salvio, CVX di Napoli Pensieri dopo il convegno In ricordo di Annamaria di Carla Daneo di Cicillo Novelli Proposta per il Forum della città elaborata dal Centro Studenti Universitari Michele Pellegrino il 5 dicembre 2003 La pace: equilibrio e armonia spirituale di Maria Gutilla CVX Notizie - Rivista della Comunità di Vita Cristiana "Consolata" di Torino - Edizione del 21 febbraio Gli articoli e gli avvisi pubblicati sono anche reperibili tramite internet all indirizzo È possibile inviare articoli o altro materiale via posta elettronica agli indirizzi: Per contattare il consiglio comunitario della CVX Consolata rivolgersi a Fulvia Mogna ( oppure ).

4 Elezione del Presidente e del Consiglio di Marco Tosalli In occasione della giornata mondiale CVX, che si terrà il 28 marzo 2004, saranno rinnovate le cariche della nostra comunità CVX di Torino, con la rielezione del Presidente e del Consiglio (eletti nel marzo 2001). Ricordo a tutti che si tratta di un servizio reso alla comunità. Le modalità per le elezioni seguiranno il regolamento della CVX di Torino (approvato in assemblea nel marzo 2002), eventualmente con alcune variazioni e integrazioni che saranno votate il 21 febbraio In generale, è opportuno ricordare che, come indicato nel suddetto regolamento: tutti i membri "attivi" della comunità CVX Consolata hanno diritto di voto; per la carica di Consigliere tutti i membri "attivi" della comunità CVX Consolata sono candidati e quindi eleggibili; eventuali esclusioni dovranno essere frutto del discernimento effettuato con uno dei padri assistenti e comunicate al Consiglio entro il 21 marzo 2004; per la carica di Presidente tutti i membri "attivi" della comunità CVX Consolata sono candidati e quindi eleggibili; eventuali indisponibilità a svolgere questo servizio dovranno essere comunicate al Consiglio. Eventuali limitazioni per la carica di Presidente e modalità per segnalare la propria indisponibilità ad essere eletti Presidente potranno essere decise durante la giornata del 21 febbraio In occasione delle votazioni saranno disponibili gli elenchi dei candidati votabili per la carica di Consigliere e dei candidati votabili per la carica di Presidente. Per chi lo desidera, si ricorda che il regolamento (nella versione approvata a marzo 2002) è stato pubblicato sul numero di CVX Notizie del 19 maggio 2002 (pag. 12) ed è disponibile su internet (www.cvx.it/cvxtorino/cvxnotizie/ / regolamento.html). Notizie brevi 29 dicembre 2003: accogliamo con gioia Ester Icardi, figlia di Elena Lepore e Luca. Ricordiamo al Signore nella preghiera il fratello di Elisabetta Caffaro Rore, mancato ad inizio gennaio. Affidiamo al Signore Anna Maria Fassio, che è mancata il 3 febbraio 2004, ricordandola nella preghiera. La prossima Assemblea Generale CVX si terrà nei giorni aprile 2004 presso Mondo Migliore a Rocca di Papa (Roma). Per ciascuna delle cinque zone geografiche è prevista l'elezione di due membri del Comitato Esecutivo. Dalla nostra comunità di Torino, Fulvia Mogna si è resa disponibile per svolgere questo servizio. 4

5 Progetto S. Antonio... si parte! di Luca Galeasso Si parte! Dopo l'assemblea cittadina di Murisengo, il "progetto S. Antonio" muove finalmente i primi passi. Il progetto (di cui è riportata una scheda sintetica anche sul sito Internet della CVX cittadina) prevede una serie di attività che potranno vedere impegnati, in modi diversi, tutti i membri della comunità. Nella giornata cittadina del 26 ottobre, con l'aiuto di tutti i presenti sono stati delineati e precisati meglio i contenuti, le risorse necessarie e le attività previste dal progetto. Successivamente, il gruppo di coordinamento si è occupato di dettagliare, insieme con Umberto e Maria Grazia Bovani, i tempi, le modalità e le risorse da "attivare" nei prossimi mesi. È pertanto opportuno sottolineare, oltre al significato apostolico per tutta la comunità che la scelta riveste, alcuni obiettivi che con questo progetto la CVX cittadina si propone, e cioè: 1) coinvolgere tutti i membri, al di là della propria attività apostolica quotidiana, in un progetto comunitario di servizio ed apostolato, che sia anche mezzo per la crescita spirituale della comunità stessa e dei singoli membri; 2) attivare i membri della comunità cittadina, ciascuno secondo le proprie possibilità e disponibilità, affinché, nell'ottica del "magis", possano contribuire al progetto con il proprio lavoro, tempo, creatività e con un sostegno economico non sporadici od occasionali; 3) confrontarsi con esperienze di vita comunitaria vissute nell'ottica della spiritualità ignaziana e della concretezza delle scelte quotidiane. Il progetto prevede le seguenti attività: 1) Aiuto nell'accoglienza e nell'organizzazione degli incontri Alcune persone si alterneranno nel fornire la propria disponibilità per affiancare la famiglia Bovani nell'attività di accoglienza degli ospiti, nella preparazione dei momenti comuni e dei momenti di preghiera, condividendo anche in queste attività quanto maturato dalla comunità cittadina nel proprio cammino di formazione o nei propri gruppi di apostolato (Civiltà della Tenerezza, ). In tali giornate (7 week-end fino ad Aprile) potranno essere svolti anche lavori di pulizia e manutenzione straordinaria della casa, compreso il giardino (cercasi volontari dotati di pollice verde!) 2) Sistemazione di alcuni 5

6 locali annessi al Santuario e miglioramento della capacità ricettiva della struttura Il Santuario di S.Antonio sta attraversando un ottimo momento in termini di richieste di partecipazione agli incontri proposti da Umberto e Maria Grazia. Tale successo rende scarse le risorse attualmente disponibili, specialmente in prospettiva, in termini di possibilità di accoglienza e ricezione degli ospiti. Sabato 22 novembre un "manipolo di avventurieri" è partito da Torino per trasportare ed iniziare a montare 12 nuovi letti in legno. Il montaggio non è ancora concluso e si prevede a presto una seconda "spedizione". 3) Lavori di ampliamento e ristrutturazione Umberto e Maria Grazia hanno in programma, sempre nell'ottica di un aumento delle possibilità offerte dal Santuario, l'ampliamento della foresteria annessa ad esso. La presenza di specifiche professionalità all'interno della nostra comunità, alcune delle quali si sono già proposte, potrà tradursi in un aiuto nella progettazione degli interventi e nella ricerca di adeguati finanziamenti e/o imprese di fiducia cui affidare i lavori. 4) Sostegno economico La CVX Consolata dedicherà al progetto la raccolta delle offerte delle Messe in occasione delle giornate cittadine. Verrà inoltre proposto, compatibilmente con le possibilità di ognuno, di sostenere continuativamente il progetto. 5) Aiuto nell'organizzazione della gestione economica e organizzativa del Santuario Analogamente a quanto detto per i lavori di ampliamento, insieme con la famiglia Bovani e su loro richiesta alcuni membri della comunità metteranno a disposizione la propria esperienza nella gestione dei conti e delle spese, affiancando Umberto e Maria Grazia nella razionalizzazione della contabilità delle attività svolte. 6) Elaborazione di materiale utile ai partecipanti. Sin dall'avvio delle attività, molti appartenenti alla CVX Consolata di Torino hanno frequentato il Centro di Spiritualità Famigliare di S. Antonio di Boves, sia in occasione di iniziative promosse dal Centro stesso che per momenti di scambio e di condivisione. Potremo, pertanto, attivarci nella raccolta di tutte le dispense ricevute nei vari incontri, allo scopo di studiare la realizzazione di pic- 6

7 coli libretti monografici. Contemporaneamente, inoltre, verificheremo con Umberto e Maria Grazia la necessità di altri materiali (preghiere, canzonieri, eccetera). Concludendo, infine, è davvero importante che questo progetto, frutto del discernimento fatto dalla comunità, possa rappresentare un momento forte e significativo per tutta la nostra CVX cittadina, un servizio di apostolato in cui tutti, secondo le proprie possibilità, sensibilità e competenze possano dare il proprio contributo rafforzando la propria partecipazione ed il proprio coinvolgimento nella comunità stessa. Grazie a tutte le attività che svolgeremo ed all'aggiornamento su quanto avviene (tramite anche la rivista CVX Notizie), il sostegno alle attività del Santuario potrà inoltre essere l'occasione per tutta la comunità di entrare in contatto e condividere i frutti dell'esperienza che oramai da anni il Centro di S. Antonio di Boves propone. 7

8 Notizie sull immobile di via Serchio a cura dell Esecutivo Nazionale CVX L'immobile è stato acquistato dalla Compagnia di Gesù grazie ai risparmi dei membri delle CVX (ex Congregazioni Mariane) e per un certo periodo è stato la sede della CVX nazionale. Quando questa è stata trasferita a S.Andrea al Quirinale, l'immobile è stato affittato ed ha rappresentato da allora la fonte di reddito per la vita della comunità nazionale. Già in passato era successo che lo stabile fosse rimasto sfitto, ma la situazione che abbiamo vissuto negli ultimi due anni è stata sicuramente la più grave. Lo stabile è rimasto sfitto infatti dal 23 aprile 2001 in conseguenza del fallimento della British School Coppedè, l'ultimo inquilino. Attraverso l'insinuazione nel fallimento, siamo riusciti finora a resistere alla richiesta di restituzione della caparra cauzionale depositata dalla società affittuaria, anche in considerazione del fatto che, oltre al danno della morosità, la British School ha gravemente danneggiato l'immobile. Tutto ciò naturalmente ha rappresentato e rappresenta tuttora un'ulteriore spesa per le necessarie cure legali del caso. Lo stato di degrado dell'immobile ha ridotto le possibilità di concludere nuovi contratti di affitto. I costi di restauro sono stati valutati dai vari potenziali affittuari tra i ed i euro a seconda della destinazione dell'immobile per i propri fini. Nel corso degli ultimi due anni più di 70 potenziali inquilini hanno visitato l'immobile; i visitatori interessati sono stati per lo più società, studi di avvocati, ambasciate, grosse imprese, che necessitano di uffici di rappresentanza. Sono state declinate le offerte delle ambasciate per le problematiche relative al foro giudiziario in caso di controversie ovvero per la difficoltà di poter perseguire civilmente gli affittuari, se morosi, presso un tribunale italiano. Ma soprattutto l'ostacolo principale ad una conclusione positiva della trattativa è stata la necessità di opere di restauro: nessun interlocutore si è sentito di affrontare una tale mole di lavori nella posizione di affittuario. Nei momenti più difficili, vista la quasi impossibilità di affittare l'immobile abbiamo anche preso in considerazione la possibilità di vendere l'immobile. Finalmente nel corso del mese di maggio 2003 sono spuntati due potenziali affittuari veramente interessati e siamo riusciti a chiudere dopo una faticosa trattativa al prezzo di euro lordi annui che corrispondono al netto di IR- PEF e ICI a circa 6700 euro mensili. Il nuovo inquilino si è fatto carico di tutti i lavori per il restauro dell'immobile valutati attorno ai euro e concordati insieme. Nel frattempo però, la comunità ha perso due anni di affitto (circa euro lordi) ed ha accumulato dei debiti che, grazie ai nuovi introiti, prevediamo in base al piano di rientro finanziario di azzerare nel giro di qualche anno, disponendo al contempo delle risorse necessarie per la gestione ordinaria della Comunità. Inutile dire che nel corso di questi due anni la vicenda ha profondamente condizionato l'agenda dell'esecutivo che ha proseguito la propria attività a proprie spese senza alcuna forma di rimborso per viaggi e missioni (incontri esecutivo, incontri eurolink, incontri comunità mondiale a Nairobi). Speriamo dunque che adesso si sia finalmente aperta una nuova fase e che la maggiore tranquillità sul versante economico possa consentire alla comunità di programmare con maggior calma e con maggiori disponibilità le proprie iniziative future. Speriamo altresì che le comunità locali diventino sempre più finanziariamente responsabili e contribuiscano con maggiori risorse (raccolta di quote CVX nazionale, iscrizioni a Cristiani del Mondo) e maggior impegno alla vita della comunità nazionale. 8

9 Il convegno di Genova di Irene Campi e Chiara Cellino A Genova dal 6 all'8 dicembre si è svolto, per la prima volta dopo più di un decennio, il convegno congiunto dei tre movimenti ignaziani: CVX, MEG e Lega Missionaria Studenti. È stato un momento importante per conoscersi, superare le reciproche diffidenze e cogliere gli elementi che ci accomunano accanto ai carismi specifici. I temi trattati hanno evidenziato quanto non sia tempo (se mai è stato tempo!) di piccoli particolarismi e di rivalità campanilistiche di fronte alle grandi sfide dei nostri giorni. Titolo dell'incontro era: Tessere relazioni di giustizia: la sfida, il sogno, la via. Gli atti del convegno saranno pubblicati, per cui non sembra qui necessario e nemmeno opportuno relazionare nel dettaglio ogni intervento. Vorremmo piuttosto individuare qualche idea fondamentale emersa in ciascuna relazione, quello che noi abbiamo percepito, che ci siamo portati a casa e che desideriamo condividere con la Comunità. In apertura siamo stati accolti dal saluto del Vescovo di Genova, Tarcisio Bertone. Quello che poteva essere un momento puramente convenzionale ci ha lasciato invece uno spunto che ha potuto fare da sfondo a tutti i momenti successivi e che merita di accompagnarci nel nostro impegno. La pace è un bene di tutti: è troppo importante per essere lasciata ai potenti. L'esortazione di cui si è fatto portatore Mons. Bertone parte dalla considerazione che nel momento attuale esistono due "potenziali da disinnescare": quello delle armi - per il quale noi possiamo fare poco - e quello della collera, rispetto al quale invece la nostra azione dev'essere vigorosa e determinata perché ci coinvolge tutti. Il primo relatore è stato Alex Zanotelli, Missionario Comboniano, ex direttore di "Nigrizia" (www.nigrizia.it). Il suo intervento è consistito nel commento al capitolo tredicesimo dell'apocalisse. Il tono con cui ha commentato il testo dell'evangelista colpiva quasi quanto il contenuto per la forza e il vigore dell'esegesi e della denuncia dell'ingiustizia. I seguenti ci sembrano gli spunti più significativi: innanzitutto l'autore scriveva perché i suoi lettori fossero messi in guardia dai pericoli dell'impero e ad esso sapessero opporsi; dalla lettura di questo testo anche noi siamo chiamati a capire che cos'è l'impero ai nostri giorni e ad esso essere alternativi. Bisogna però evitare semplificazioni: la Bestia dell'apocalisse, simbolo del male, non coincide con Roma (rappresentata, invece come la Prostituta, che si vende alla Bestia per avere il potere); allo stesso modo noi, pur consapevoli che oggi come allora alcune realtà politiche più delle altre si "prostituiscono" all'impero del male e della violenza, non dobbiamo limitarci a identificare il Male con questo o quest'altro Paese o partito. Piuttosto dobbiamo renderci conto come "la Bestia" abbia un potere superiore a qualsiasi entità politica ed allo stesso tempo radici nel cuore di ciascuno di noi. Ancora un'osservazione di rilievo: l'autore sacro scrive l'apocalisse pochi anni dopo che Virgilio ha cantato la "pax augustea": l'impero di cui parlano è lo stesso... Questo deve aiutarci a capire come la storia si legge diversamente a seconda del punto di vista da cui la si guarda. Nel primo secolo come ai nostri giorni guardare dal punto di vista dei vincitori e guardare dal punto di vista degli oppressi cambia completamente la prospettiva. Essere cristiani significa scegliere la prospettiva di Dio, che ha scelto di essere Dio di coloro che non contano: occorre aprire gli occhi su una realtà di ingiustizia e sulle conseguenze di un sistema economico che ci ha portati in una situazione insostenibile per l'umanità e per il pianeta. Dobbiamo costruire un'economia di uguaglianza, per condividere equamente i beni del creato, dobbiamo costruire una politica che tenga conto degli ultimi e dei loro bisogni, dobbiamo lavorare per realizzare il sogno che Dio ha di liberare gli schiavi dei nostri tempi: è su queste scelte che oggi si gioca la nostra sequela di Cristo. Nel pomeriggio, spostandoci nel centro di Genova, abbiamo seguito gli interventi di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose e di Armido Rizzi, teologo. Enzo Bianchi ci ha ricordato la relatività del concetto di giustizia, se la 9

10 si guarda sotto un profilo strettamente umano (a seconda dell'orizzonte culturale, storico, geografico), ma anche come essa divenga un valore assoluto se la si coglie come elemento costitutivo di Dio stesso: è proprio Dio-giustizia che interviene nella storia, e sono le situazioni di ingiustizia, nella Scrittura, che gridano a Dio. E "giusto" in primo luogo è chiamato l'uomo che fa esperienza di Dio e che a Dio è fedele. Ma nella giustizia di Dio è iscritta la misericordia. Gesù, il Giusto per eccellenza, ci ha mostrato in maniera quasi scandalosa questo tratto del volto del padre. Non un magnanimo perdono dopo una giusta condanna, come spesso vorremmo coi nostri canoni umani, ma la rinuncia alla condanna stessa ("Neanche io ti condanno" dice alla donna che secondo la legge doveva essere lapidata, in uno dei passi che più hanno fatto difficoltà nella Scrittura). E questa è certamente la giustizia di Dio, raccontata da Gesù. Se dunque vogliamo forgiare la nostra giustizia su quella del Padre, dobbiamo prendere sul serio il fatto che non si può prescindere dal perdono. D'altra parte esistono delle situazioni storiche (basti pensare al conflitto israelo-palestinese) in cui è evidente che non è possibile la ricostruzione di alcuna relazione se non basata sul reciproco perdono. In ultima analisi, ci sarà sempre qualcuno che farà le guerre in nome della pace, che farà opere di ingiustizia: ma proprio sulla giustizia e sulla misericordia, a quanto ci dice il Vangelo, saremo giudicati. Armido Rizzi ha analizzato per noi la seconda parte del titolo del convegno. Qual è la sfida? La sfida è il grido muto del povero (l'abitante del mondo perdente) verso il ricco (l'abitante del mondo vincente). Con la parabola del Samaritano non ci viene chiesto di reagire all'ingiustizia subita dal viandante, ma di incontrare Dio nella compassione, e quindi di realizzare i diritti del povero. Il sogno è il termine più debole, ma è importante notare che, diversamente dal passato, oggi si sogna rifiutando la violenza. La via è il "tessere", il cuore è il senso della giustizia: tutto il resto funziona se è articolazione di una comunità dove tutti singolarmente siamo fautori di giustizia, portatori di micro-gesti di giustizia. Un altro punto importante sottolineato da Rizzi è il perdono. Tutti siamo bisognosi di perdono: se lo speriamo per noi, dobbiamo sperarlo anche per gli altri. Domenica mattina è intervenuta Donatella Abignente, teologa, docente all'università di Napoli, proponendo un criterio di riconoscibilità per i cristiani del nostro tempo: "chi Lo teme e pratica la giustizia è a Lui gradito" (At. 10,35). Il tema della giustizia pone ai cristiani una sfida impegnativa nel superare tre grandi tentazioni, molto presenti nella borghesia e nelle classi che detengono il potere. La tentazione "dimissionaria", che ci fa dire: "noi siamo troppo piccoli ed impotenti di fronte ai grandi mali del mondo e alle situazioni che li favoriscono". Occorre invece trovare un senso, una possibilità di vita anche nella concretezza. La tentazione "strategica": cerchiamo di costruire aggiustamenti alla situazione mondiale, magari attirando l'attenzione e suscitando e vivendo le emozioni, ma senza modificare la nostra vita. La domanda a cui siamo chiamati a dare una risposta invece è: "per caso non dobbiamo cambiare ANCHE NOI radicalmente?". La tentazione di privatizzare sia l'etica, sia la fede: non ci sono, invece, un'etica personale ed una sociale, una fede personale ed una sociale. Al contrario, il risvolto personale e quello sociale devono essere univoci: i criteri che adottiamo nella relazione con Dio devono essere gli stessi che adottiamo con gli uomini. Queste tre tentazioni sono il frutto della maniera in cui il mondo si struttura intorno ad alcune scelte, o preferenze, che noi, più o meno consciamente, accogliamo. Bisogna SMASCHERA- RE queste scelte, per decidere consapevolmente, attraverso la riflessione, quali ci sentiamo di condividere in parallelo alle proposte di attività concrete. L'etica è un'esperienza originale, non può essere imposta, né derivare da considerazioni economiche: il fondamento è la RELAZIONE. La presenza dell'altro pone una questione di senso della nostra vita che non possiamo non vedere (anche se possiamo negarla): l'e- 10

11 sempio è quello del Samaritano. In altre parole, la domanda è: "la relazione con gli altri viene dopo il senso che noi ci diamo o è costitutiva di questo senso?" Se guardiamo i nostri progetti dal punto di vista della relazione ci è chiesta una continua conversione: se non è così, abbiamo FALLITO la nostra vita. Se accogliamo queste sollecitazioni, metteremo in discussione le nostre scelte ed i nostri valori in funzione della relazione, altrimenti troveremo mille maniere per assorbire l'altro e strumentalizzarlo ai nostri progetti. Subito dopo l'intervento della professoressa Abignente abbiamo ascoltato Riccardo Moro, economista, che ha basato le sue considerazioni sull'assunto che la giustizia si fonda sulla nostra comune condizione: siamo tutti esseri umani. Le relazioni influiscono sulla qualità della vita: ci occorre dunque un sistema di regole, o diritti, e un sistema di tutela dei diritti. Non solo: anche la relazione, generatrice di responsabilità reciproca, è indispensabile per porre in essere la tutela dei diritti. Cerchiamo allora percorsi di solidarietà: soluzioni che in permanenza cambino l'attuale condizione che per troppi uomini nel mondo è di negazione dei diritti. La globalizzazione è un contesto, una condizione da conoscere e da governare per ridurre o almeno non ampliare le sperequazioni esistenti. Moro vede al momento tre grossi rischi: 1) l'assenza di regole, soprattutto sui mercati finanziari internazionali, che deriva dall'oligopolio finanziario e conduce alla sovranità assoluta dell'economia sulla politica; 2) gli oligopoli nel mondo informativo: una piccola comunità di produttori di informazioni tutte uguali; 3) l'omologazione culturale, favorita dalla condivisione di uguali prodotti, gusti, spettacoli, abitudini Tutto ciò rappresenta un rischio per la democrazia, che rimane sana solo in presenza di pluralismi ed equa distribuzione di soldi, poteri, informazioni. Una nota importante: l'economia non è una sfera autonoma, ma è (dovrebbe essere) a disposizione per la comunità, che prima compie le sue scelte, poi chiede all'economia gli strumenti per raggiungere gli obiettivi che la comunità si è data. I relatori del pomeriggio ci hanno presentato una serie di possibili vie per dare risposte pratiche alle sfide e ai sogni illustrati in precedenza. Alberto Zoratti, della cooperativa "Roba dell'altro mondo" di Genova, ha dapprima descritto le principali critiche che la campagna "Questo mondo non è in vendita" (www.campagnawto.splinder.it), a cui egli stesso ha partecipato, ha mosso verso l'organizzazione Mondiale del Commercio (nota anche come World Trade Organisation o W.T.O.) in occasione del vertice che si è tenuto a settembre a Cancùn, e ci ha anche raccontato i piccoli ma importanti risultati che questa campagna, organizzata a livello mondiale (www.ourworldisnotforsale.org), è riuscita ad ottenere. Ci ha quindi invitati a seguire e sostenere altre iniziative con cui ci si propone di mantenere una stretta vigilanza sugli accordi commerciali non solo a livello internazionale (www.tradewatch.splinder.it), ma anche a livello locale (www.localtradewatch.splinder.it). Maurizio Ricci, della cooperativa Chico Mendes di Milano, ha illustrato i fondamenti del consumo critico. Prendendo ad esempio alcuni prodotti di largo consumo, ci ha fatto notare come spesso le promesse in termini di qualità e di conseguenze sulla nostra salute non siano mantenute. Ci ha proposto allora di: a) cercare informazioni sui prodotti ed i servizi che abitualmente acquistiamo, la loro storia (la filiera produttiva), la storia delle persone che ci sono dietro (produttori, distributori, rivenditori); b) verificare in quali casi sono soddisfatti i valori che riteniamo importanti: riconoscimento dei diritti dei lavoratori, comprese le loro condizioni di vita e di lavoro, rispetto per l'ambiente, produzioni alimentari biologiche, trasparenza nella formazione del prezzo c) una volta acquisita la consapevolezza, esercitare per quanto possibile coerentemente le nostre scelte di acquisto. Un testo interessante per avere informazioni sulle aziende produttrici di molti dei prodotti che comunemente troviamo nei supermercati è la "Giuda al consumo critico" a cura del Centro 11

12 Nuovo Modello di Sviluppo, edizioni EMI. Cristiano Calvi del consorzio CTM Altromercato (www.altromercato.it) ci ha illustrato gli obiettivi del commercio equo e solidale: 1) ricaduta diretta su gruppi di piccoli produttori; 2) opportunità di far viaggiare insieme il prodotto e le informazioni sulle sue origini e la sua storia; 3) sostegno al consumo responsabile. Le sfide che oggi affronta il commercio equo sono: a) la difficile convivenza tra volontariato e impresa sociale; b) l'inesperienza, che a volte limita le prospettive: si teme di ingrandirsi e perdere la coerenza; c) la concorrenza dei prodotti tradizionali che si propongono messaggi simili, ma senza sufficienti garanzie. Naturalmente, l'invito è: conoscere, visitare le botteghe, acquistare i loro prodotti, con una scelta consapevole. La presidente del Forum delle Associazioni familiari (www.forumfamiglie.org) Luisa Santolini, movendo da un'affermazione del Papa secondo cui il crinale tra giustizia e ingiustizia è la FAMI- GLIA, ha messo in luce con una serie di esempi (i figli di genitori divorziati hanno la precedenza in graduatoria per l'ingresso ai nidi e alle scuole materne: divorziare conviene! Nella dichiarazione dei redditi si possono dedurre gli alimenti corrisposti all'ex-coniuge per la cura dei figli, ma non le spese effettuate per i figli in una famiglia regolare: divorziare conviene! La povertà in Italia è correlata al numero dei figli, soprattutto al Sud. Eccetera ) come proprio la famiglia non sia affatto tutelata, anzi scegliere di mettere al mondo dei figli è ormai diventato un lusso. Allo stesso tempo, esistono molte iniziative di solidarietà che non riescono però ad aiutare le famiglie a conquistare un'autonomia ed assumere le proprie responsabilità. Ha proposto allora le attività del Forum, che "sorvegliano" le normative in Italia, promovendo quelle che realmente tutelano la famiglia e l'iniziativa "Family for Family", che si propone di sostenere le famiglie dell'est europeo con progetti che consentano loro di continuare a vivere nel loro Paese in condizioni dignitose. Massimiliano Monaco, il "banchiere ambulante" di Banca Etica (www.bancaetica.com) a Genova, ha raccontato la storia della Banca, che è stata fondata grazie al grande impegno di collaborazione fra molte realtà già da tempo impegnate in campo sociale, insieme alle MAG, che già proponevano impieghi eticamente orientati per il risparmio. Ci ha poi illustrato i criteri a cui si ispira l'attività della Banca: 1) la scelta delle realtà da finanziare, che devono sostenere un reale sviluppo umano e produrre un beneficio sociale; 2) i settori selezionati per i finanziamenti: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, tutela ambientale, cultura e società civile; 3) la supervisione di un comitato etico sugli investimenti dei fondi di investimento che sono in avvio di attività. Oltre ad alcuni sportelli operativi, in alcune città d'italia lavorano i "banchieri ambulanti" della Banca Etica, a cui possiamo rivolgerci per informazioni tecniche dettagliate ed eventualmente aprire un rapporto. In ultimo, Riccardo Moro è nuovamente intervenuto per raccontare l'impegno dei giovani nell'incontrarsi e lavorare insieme per preparare il "manifesto" con le richieste al G8 nel luglio Inoltre, ha annunciato il prossimo avvio della campagna "(Ri)costruiamo la pace", con due dimensioni principali: a) un percorso culturale ed educativo, a partire dall'enciclica "Pacem in terris" (EDUCARE) b) un percorso operativo, attraverso l'adesione a campagne di adozione a distanza in paesi post-conflict (PAR- TECIPARE), considerate soprattutto uno strumento per allacciare solidi rapporti di conoscenza, dialogo, collaborazione, anche se a distanza, con realtà così diverse dalle nostre. L'ultimo corposo spunto ci è stato offerto dall omelia del Padre Paolo Bizzeti sj, che riportiamo integralmente. 12

13 Tessere relazioni di giustizia: la sfida, il sogno, la via (Omelia di Padre Paolo Bizzeti s.j.) Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la SUA GIUSTIZIA (Sal 98). Ritrovare la semplicità e profondità di Genesi 3 e di Luca 1, è come ritornare su questo colle a ciò che c'era all'inizio: Maria, il bambino e un buon contadino cui viene chiesto di costruire una piccola e semplice cappella. Adesso invece siamo dentro una grande chiesa, rivestita di marmi e ori, frutto di buona volontà e buoni sentimenti, ma poco omogenei col modo di procedere di Dio! Così questi testi sono stati rivestiti di mille cose, dalla mela all'angelo dotato di ali e penne e soprattutto si è fatto di Maria uno strano personaggio, una signora stravagante che veste e si presenta come una dea! Voglio offrire perciò qualche spunto che aiuti a ritornare al rigore e povertà iniziali, molto più belli! Il racconto di Genesi 3 riassume una esperienza secolare: il mondo è terribilmente inquinato, ma non è uscito così dalle mani di Dio. L'inquinamento nelle relazioni con Dio, con gli altri e la creazione, sono solo frutto di scelte peccaminose. A Dio quel che è di Dio e a all'uomo quel che è dell'uomo! E questo intrigo di male assume caratteri tali, che col passare delle generazioni si presenta come invincibile. Di fatto il meccanismo è così perverso che tutti i tentativi dell'uomo di riparare (dalla finanza etica, ai commerci alternativi, alle associazioni di volontariato e lotte o imprese di tutti i tipi ) sono più foglie di fico che veri rimedi allo strapotere della bestia e delle bestie (vedi discorso di Ap 13 condito con i discorsi di Alex Zanotelli). Secondo l'esperienza biblica l'uomo, rotta l'alleanza, non può fare nulla. Molte forme di impegno possono diventare un neo fariseismo che si illude di poter vincere, a suon di buone opere, la bestia che siamo diventati. L'imperium del denaro, del potere e della violenza se ne infischia e mette a morte anche i santi (Ap 13). Tessere relazioni di giustizia - va detto con forza - è PRIMA DI TUTTO MESTIERE DEL SI- GNORE!! Non nostro! Noi siamo impotenti: lo vogliamo accettare sul serio una volta per tutte? Ignazio, che ha una visione acuta della storia, dice negli Esercizi, quando presenta il brano dell'annunciazione, che gli uomini di tutti i tipi - con le loro forze - possono solo continuare a scavarsi l'inferno (EESS 102 e 106). E DIO TESSE RELAZIO- NI DI GIUSTIZIA: ecco la buona notizia che sta alla base e giustifica tutto il nostro convegno! Dio, nell'apocalisse, VINCE LA BE- STIA E LE BESTIE! Se non ci si fonda su questa buona notizia, non sta in piedi nulla di quanto abbiamo detto in questi giorni. Anzi potremmo uscire da questo convegno ancora più impauriti dalle cattive notizie e schiacciati dai compiti che ci attendono (quelli, per esempio, proposti ieri pomeriggio). La visione di Alex Zanotelli è drammaticamente giusta, così come tutte le analisi sullo strapotere di Bush a Berlusconi. Ma il discorso non finisce lì!! Dio accetta LA SFIDA di tessere nuove relazione di giustizia. Questo è il SUO SOGNO: che LUI È CAPACE di tessere una nuova giustizia. E i sogni di Dio si avverano sempre! Dobbiamo perciò guardare PRIMA DI TUTTO A LUI. Attraverso quale VIA Dio opera questa relazione di giustizia? Prima risposta: facendo USCI- RE DAI NASCONDIGLI l'uomo, stanandolo da dietro gli alberi! Quali sono questi nascondigli, questi alberi, quali sono i loro nomi? Sono: il FATALISMO di chi dice "non c'è nulla da fare, il mondo è sempre andato male, la bestia è invincibile"; l'atteggiamento DIMISSIONA- RIO di chi si ripiega su stesso; la strategia borghese dell'assesta- MENTO AGGIUSTANTE; il VIVERE DI EMOZIONI per cui ciascuno consuma affetti e corpi degli altri e si lascia consumare; la PRIVATIZZAZIONE DEL- LA FEDE E DELL'ETICA per cui non voglio essere istruito sul bene e sul male; l'accettare l'as- SENZA DI REGOLE in nome di una libertà autoreferenziale; l'o- MOLOGAZIONE CULTU- RALE per cui non si accetta la fatica di essere "alternativi"; l'evitare il 13

14 confronto con LE RAGIONI DELL'ALTRO; il CONSUMI- SMO STRISCIANTE per cui si pretende di contestare ma SENZA RINUNCE; il GIUSTIFICAR- SI SEMPRE e mai confessare il proprio peccato (quando vi siete confessati l'ultima volta? quando avete chiesto scusa al prossimo?); SCAN- SARE LO STUDIO E LA PREPARAZIONE SERIA, accontentandosi di slogans; il RI- MANDARE LE SCELTE vivendo da adolescenti fino a 30 anni; e infine il vecchio sport di GETTA- RE LE COLPE SUGLI AL- TRI: gli uomini sulle donne e le donne sugli uomini, i figli sui genitori e i genitori sui figli, i preti sui laici e i laici sui preti! Seconda risposta: chiamando gente come Maria a dare carne al suo Sogno, alla sua Parola. E chiama Maria perché Maria NON SI LA- SCIA RICATTARE. Per questo le ha fatto il dono di una libertà integrale: ecco l'immacolata concezione. Noi spesso siamo libertà ricattabili, ma nell'ascolto della Buona Notizia possiamo crescere! Frequentando la Parola di Dio, Maria, i Santi possiamo crescere molto e diventare persone su cui la bestia non fa presa. Davvero vi invito a non permettere che Maria sia sequestrata dai vari gruppi devoti, pii e "religiosi": non ho nulla contro di loro, ma Maria è una donna piena di grinta che poco ha a che vedere con nicchie di rifugio, intimismi spirituali ed evasioni celesti. Maria non si è lasciata ricattare dalla paura di essere sola (chi poteva capire la sua maternità a Nazareth?); dalla paura di prendersi responsabilità ("sì, accetto il ruolo unico di madre del Messia"); dalla paura di essere lasciata dall'uomo che amava (Dio è più importante del proprio partner affettivo); dalla paura di credere a qualcosa di bello ("grandi cose ha fatto per me l'onnipotente"); dalla paura di schierarsi e dare un giudizio severo sulla storia (potenti rovesciati, ricchi rimandati a mani vuote!); dalla paura di essere una piccola pedina sconosciuta nel grande impero romano; dalla paura che la bestia ha il potere (nei brevi tempi: Ap 13,5!); dalla paura di perdere il figlio amatissimo; dalla paura di essere considerata la madre di un pazzo (Mc 3,21); dalla paura della CROCE! Felice Maria, donna non ricattabile! E felici noi se non ci faremo ricattare dall'imperium del denaro e dell'ingiustizia, a costo di rimetterci la carriera, la stima, l'affetto, la vita. Felici noi se collaboreremo con le varie organizzazioni che lottano per un mondo più equo e solidale, non spinti da ingenui sogni di vittoria, da sensi del dovere o dalla pretesa di essere migliori degli altri. Felici noi se tesseremo relazioni di giustizia CON e DIETRO il carpentiere di Nazareth, piccolo e invisibile ai potenti, ma SIGNORE della storia, nella mitezza, nel perdono e nella consegna della vita gratis. 14

15 LABORATORIO TENDA SERVIZI Via delle Rosine 15 Si confezionano: Abiti da lavoro Camici Divise Si eseguono confezioni su misura e riparazioni PREZZI MODICI Telefono: Orario: 9-17:30 da lunedì a venerdì Impressioni dal convegno di Roberto Cavagnola e Vincenzo Pluchino Il convegno ignaziano svoltosi a Genova lo scorso dicembre dal titolo "Tessere relazioni di giustizia. La sfida, il sogno, la via" ha permesso a noi giovani della CVX - Michele Pellegrino di Torino di conoscere i diversi movimenti ignaziani presenti in Italia e di riflettere sul tema della giustizia sociale. L'incontro con altri gruppi ci ha consentito di venire a conoscenza delle attività e delle tematiche portate avanti da ciascuno di essi nelle diverse realtà locali. Questo ci ha permesso di confrontare le nostre esperienze con quelle degli altri, di trovare nuovi spunti per le future attività di gruppo in un vero e proprio arricchimento reciproco. Le conferenze tenute dai diversi relatori intervenuti sul tema della giustizia, ci hanno permesso di prendere coscienza del fatto che anche le più piccole scelte quotidiane possono avere un'importante "ripercussione" sulla giustizia, in particolare su quella legata all'economia. Quello che a noi è parso di particolare interesse è la realtà del commercio equosolidale, poco conosciuta e pubblicizzata. Sono state ben spiegate le dinamiche di questo tipo di attività, i suoi limiti e le difficoltà che impediscono una maggiore attenzione da parte dei consumatori. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato all'organizzazione di questo convegno con l'augurio di potersi al più presto ritrovare così numerosi!!! 15

16 Il mio convegno ghiera del mattino con il vescovo Bertone ed in un susseguirsi frenetico arriva il momento di Alex. Poco prima Franz Pecori mi viene vicino e dice: "Zanotelli lo presentate tu e Massimo?!" Avrei voluto tirarmi indietro, ma... "ok, che devo dire?". Arriva il momento, c'è la presentazione, mi emoziono come quando si parla per la prima volta in pubblico, presentare Alex è per me incredibile, e so benissimo che le mie parole non servono, sa presentarsi da solo con quello che dice, con il modo in cui lo dice. Inizia a cacciare sul tavolo tanti libri, ma sopra tutti mette la Bibbia. Apocalisse, capitolo 13, inizia con l'analisi della Bestia! L'avrò sentito parlare almeno una trentina di volte nell'ultimo anno, ma non mi stanco mai, ogni volta c'è un particolare nuovo, ogni volta c'è della luce che sprizza fuori dai suoi piccoli occhi azzurri. Alex termina, la platea applaude per un lungo ed interminabile minuto, sembra che non voglia smettere. Sono pochi quelli che non applaudono, forse sono proprio loro ad essere stati colpiti di più dalle affermazioni del vecchio del Kenya. Le sue parole sono state ancora una volta fulmini nel cielo apparentemente calmo della nostra vita. Dopo queste prime tre ore di convegno, già così ricche, e codi Luigi Salvio, CVX di Napoli Il doppio fischio del capotreno avverte che si è pronti per partire, si sente il rumore sordo delle ultime porte dei vagoni che si chiudono, dal finestrino iniziano a scorrere le colonne della pensilina della Stazione Centrale, sempre più forte si avverte lo sferragliare delle ruote del treno sui binari e lo spostamento del convoglio sugli scambi... Sono le 7 e 36 di Giovedì 4 Dicembre. Così inizia il mio convegno! Questo incontro ha per me la dimensione del viaggio, del percorso, una strada su cui camminare insieme. A Roma sale sul treno Alister, i tasselli iniziano ad unirsi, il puzzle prende forma; lui Meg io Cvx ed in comune, la solida base del nostro legame, la Lega Missionaria ed un esperienza condivisa. Il viaggio prosegue. Arriviamo a Genova, città che amo per le sue meraviglie artistiche e naturali, ma anche e soprattutto per i suoi figli. Alla stazione arrivano Luca e Angelone, le tessere continuano ad unirsi ad incastro perfetto. "Sai già dove andare a dormire?" Rispondo di no! La provvidenza si fa sentire forte: Angelo mi invita a casa di Baffo, che inconsapevole del mio arrivo mi accoglie come un fratello. La sera aiutiamo Baffo e Chiara ad allestire il loro banchetto nel mercatino di San Nicola, e, dopo un estenuante lavoro per sciogliere collanine di feltro, finalmente alle due e mezza sono a letto. Venerdì 5 Dicembre Sveglia, è il gran giorno, oggi inizia il convegno. Vivo e vivrò i giorni di questo incontro con tremenda apprensione, se qualcosa non dovesse andare bene farò ricadere le responsabilità anche su di me. L'organizzazione programmatica del convegno, infatti, ha visto protagonisti, per la Lega, me insieme a Giacomo e Carlo. L'analisi di questo incontro la farò, dunque, unendo due punti di vista: quello dell'organizzatore, e quello del partecipante. La serata di arrivi e sistemazioni si conclude, tutti a nanna...chi nei letti...chi nei sacchi a pelo. Arrotolandomi nel mio sacco mi addormento un po' "teso", ma allo stesso tempo straordinariamente felice di aver rivisto tanti, tantissimi volti di persone più o meno conosciute, giovani ed adulti della Cvx, della Lms, del Meg che da tanto mi accompagnano nel mio cammino...e poi tutta la mia famiglia! Sabato 6 Dicembre Iniziano i lavori, c'è la presentazione del convegno di Umberto, Luca e Sara; poi la pre- 16

17 noscendone il programma seguente, ho iniziato a rendermi conto di quanto il tutto fosse un "tour de force". Su questo l'organizzazione ha fatto acqua... tanta, troppa carne a cuocere, e poco tempo per poter gustare insieme questa carne. Procediamo a tambur battente, c'è la messa con il provinciale dei Gesuiti, Francesco Tata; immediatamente dopo tutti a fagocitare il pranzo... nel tempo minore possibile: sembra una corsa ad ostacoli; è arrivato il momento di salire sugli autobus che ci accompagneranno a Genova. A palazzo San Giorgio ci attendono Enzo Bianchi e Armido Rizzi; il primo lo ascolto con attenzione, riprende spesso parole che ho già ascoltato la mattina con Zanotelli. Per Rizzi non c'è nulla da fare, esco e faccio respirare il mio cervello... troppi input. Gioco un po' con Francesco, un "puccettino" di Chieri, che, stanco anche lui (o la mamma) di ascoltare Rizzi, stava in cima alla scalinata del palazzo. Ecco una delle note più belle di questo convegno: i bambini! Ce n'erano tantissimi, di tutte le taglie, di tutte le età, sempre pronti con un po' di vergogna a ricevere un tuo sorriso, a prendere la tua sciarpa o il cartellino azzurro dei partecipanti. Sono il nostro futuro, e noi troppo spesso pensiamo al futuro senza fare i conti con loro e con ciò che gli stiamo lasciando in eredità. Si cena all'autorità portuale, l'ambiente mi ricorda tanto una mensa di fabbrica, e la cosa non mi dispiace affatto. Si chiude la serata con un concerto corale nella chiesa del Gesù, chi può e vuole sgattaiola fuori e fa un giro per i carruggi della "città vecchia", "nei quartieri dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi" come direbbe il grande Faber. Di ritorno al Santuario nei volti delle persone che incrocio leggo allo stesso tempo stanchezza e gioia; riabbraccio i fratelli e le sorelle di mezza Italia: Roma, Torino, Chieri, Milano, Palermo, Reggio Calabria, Cagliari, Sant'Arpino... conosco gente nuova; con alcuni ragazzi siciliani del Meg iniziamo ad intonare le canzoni di "Elio e le storie tese"... quattro risate, arriva una chitarra e si scende tutti giù, nella sala giochi dei bimbi, per non disturbare il riposo di chi "già" (era l'una passata) aveva riposto le armi. Si unisce a noi un grosso gruppo di Angeli, ovvero tutti quei ragazzi e ragazze genovesi che durante il convegno intero ci hanno assistiti e guidati passo dopo passo...: il cammino continua, e siamo sempre di più! Verso le due e mezza tutti sotto coperta, è giunta l'ora del riposo. Domenica 7 Dicembre Dopo qualche ora di sonno ed una sveglia piuttosto indesiderata riprendiamo i lavori del nostro convegno. Preghiera mattutina e poi... di nuovo una serie di fucilate verbali, questa volta di Donatella Abignente; è bello sentirla parlare, ma camminare sul suo percorso mentale è tortuoso, difficile. Vedo tanti ragazzi che non ci capiscono nulla, molti di loro abbandonano il campo e ancora una volta noto un errore di organizzazione. Inizio a domandarmi a chi fosse rivolto questo convegno! Fra me e me penso che sia meglio dare una risposta a questa domanda alla fine di tutto, il lunedì, dopo pranzo. Interviene ancora Riccardo Moro, economista che fa un'analisi tecnica sul peso dell'economia nelle relazioni quotidiane. C'è una pausa, rimugino su ciò che ha detto l'abignente: abbiamo il dovere di "esserci". Si va all'eucaristia, questa volta celebrata dal vice-provinciale dei Gesuiti, Alberto Remondini. Poi il pranzo... si passa da uno "spezzare il pane" all'altro! Il pomeriggio ci riuniamo nuovamente in assemblea, ci sono un po' di esempi pratici per tessere relazioni, rapporti di giustizia. Si parla di commercio equo e solidale, di Banca Etica, della campagna "questo mondo 17

18 non è in vendita", delle sentinelle del mattino. Si parla anche di famiglia, ne parla Luisa Santolini, del forum delle associazioni familiari, ma il suo intervento crea qualche imbarazzo agli organizzatori e qualche arrabbiatura tra i partecipanti... non può venirmi a dire che il crinale tra giustizia ed ingiustizia è solo la famiglia e non il lavoro! Nota ancora più stonata è stata la fuga di quest'ultima... senza possibilità di contraddittorio. Finalmente dopo tante parole ascoltate, dopo tanti pensieri assimilati c'è un primo momento per confrontarsi e condividere ciò che si è vissuto in questi due giorni. Sono nel gruppo 23, ho di fronte a me un panorama di volti fantastico, uomini e donne, laici e suore, giovani ed adulti... c'è un po' di tutto. Ho una voglia matta di ascoltare, forse anche pronto alla critica pesante sull'organizzazione (che però non arriverà mai!). Iniziamo a presentarci e poi, come un fiume in piena ci lasciamo travolgere vicendevolmente dalle parole dell'altro. Ci sono molte, moltissime sensazioni positive, alcuni avrebbero voluto maggior tempo per assorbire il tutto, altri escono da questa "galoppata" molto tranquilli, qualcuno critica Alex. È questo il convegno! Nelle diversità di pensiero e di azione riuscire ad ascoltarci tutti senza prenderci per i capelli. Esserci! Sono le 20 e 30, andiamo a cena! Mangio velocemente, nell'auditorium mi aspettano altri grandi amici: i ragazzi di Biella che nel marzo scorso hanno girato un documentario su Sighet. È tutto pronto per la visione, la sala, che inizialmente pensavo rimanesse semi-deserta, si riempie; sono tutti dentro per guardare ed ascoltare la voce della Romania, quella Romania che in parte è anche mia. Rivedo tanti visi conosciuti, quegli sguardi e quei sorrisi che ogni estate mi attraggono come calamita lì. Si finisce con un sorriso per l'ultima battuta di Massimo Nevola, si accendono le luci. Sui volti di qualcuno si vede la traccia di una lacrima, tra noi di Lega che siamo stati lì è tutto uno scatenarsi di abbracci, allegri e tristi, abbracci consapevoli di chi sa che "tra poco ci torniamo". La serata finisce, e mentre quasi tutti vanno a ballare nella pseudo-discoteca allestita in mensa, rimango ad aiutare i ragazzi di Biella a smontare la loro attrezzatura. Si ritorna a dormire sul duro pavimento ammorbidito solo dalla grande stanchezza. Lunedì 8 Dicembre È arrivata la salita finale, questo percorso sta per concludersi, si intravede lo striscione con la scritta "fine"... ma è solo la fine della prima tappa. Preghiera e poi riunioni per gruppi regionali. Si iniziano a mettere in campo le proprie forze, le proprie competenze, ognuno per gli altri. Si cercano collaborazioni a livello locale e su progetti nazionali. Ogni gruppo affronta questo momento con grossa passione ed impegno, anche se a volte con grosse difficoltà. Si ritorna in assemblea; quattro gruppi parlano del loro lavoro, e poi arriva il momento del confronto. Chiunque può prendere il microfono e parlare a tutti, lanciare messaggi. Parlano Rolando, papà, p.geppo, un adulto del centro Poggeschi di Bologna, parla p.bizzeti, Mario Picech, Massimo Nevola. Messaggi di tenerezza, anche dove ci sono critiche! Sembra che il convegno finisca qui, molti già sono partiti, ma la vera conclusione è durante l'ultima messa, con una bella omelia di p.bizzeti. Tiro le somme sul convegno che alla fine credo che abbia tanti, veramente tanti aspetti positivi, per tutti! Un convegno oggettivamente di un livello molto alto, con tanti, troppi contenuti e non facile per i più giovani, ma apprezzabile proprio perché in un modo o nell'altro ha permesso a chiunque di esserci. Ora ho la consapevolezza che siamo veramente tanti a percorrere la stessa strada, è lunga, faticosa, ma siamo insieme. Tutto si chiude con il pranzo, saluti e partenza... ma forse, come dice Massimo Nevola per i campi in Romania, il nostro convegno comincia proprio ora! 18

19 Pensieri dopo il convegno di Carla Daneo Il viaggio si è svolto in treno. Nell'ultimo vagone, dove i nostri posti erano stati prenotati con solerzia, sono arrivati i ragazzi del MEG e, da subito, abbiamo respirato freschezza, entusiasmo, voglia di comunicare, spensieratezza e allegria. Così ci siamo predisposti a queste intense giornate di Genova. L'accoglienza al santuario è stata così sollecita che, a un certo punto, Camilla ed io pensavamo che un ragazzo "troppo gentile" fosse in realtà un infiltrato e ci avesse sottratto le valigie e invece NO! Erano proprio l'accoglienza. L'efficienza degli organizzatori è stata peraltro ottima per tutta la durata del convegno, compatibilmente con il gran numero di partecipanti. Le giornate richiedevano un certo impegno, sia per l'orario, sia per gli spostamenti, ma soprattutto per i contenuti. Se uno avesse pensato, per la presenza del MEG e della LMS di prendere le giornate alla leggera, come una vacanza o un campo Scout, sarebbe stato deluso. Anzi, devo dire, "tanto di cappello" a tanti giovani e giovanissimi che hanno dimostrato impegno e maturità a seguire con perseveranza relazioni ed argomenti di per sé difficili e trattati con profondità. Questo è veramente consolante e dà fiducia per il futuro dei movimenti giovanili ignaziani. L'entrata nel convegno non è certo stata soft. I relatori hanno scelto la via di un impatto fortissimo che certamente ha scosso le nostre coscienze. Credo che di fronte alle tentazioni che ci hanno presentato, ognuno ha potuto ritrovarsi. L'invito a liberarsi da queste tentazioni di indifferenza, chiusura, personalizzazione dell'etica, ecc. è venuto con chiarezza e ha suscitato in noi desideri e grandi speranze. Parole come coscienza, giustizia, solidarietà, perdono, non sono state parole vuote o concetti separati e autonomi, ma le abbiamo vissute collegate strettamente alla PAROLA e alle scelte di GESÙ. Molto più che discorsi razionali, dotti ed economici, è veramente questo che ci ha aiutato a maturare desideri e speranze (che senza aiuto di Gesù penseremmo impossibili da perseguire). Anche le liturgie, accuratissime, non erano solo belle ma un vero aiuto a vivere insieme e stringerci intorno a Gesù e sentirci in unità col Vescovo, la Chiesa ed i nostri assistenti. Ancora due pensieri. L'esposizione dei cartelloni delle attività CVX in Italia mi ha stupito per la varietà e concretezza delle esperienze in corso e anche dell'amore con cui venivano annunciate. A dire il vero mi sono sentita un po' in colpa e mortificata dal fatto che a Torino non abbiamo lavorato insieme per la produzione di un cartellone che esprimesse al meglio le attività esistenti utilizzando i mezzi tecnici e le capacità di comunicazione esistenti e che possedevamo. Comunque sono grata a chi di fatto un cartellone l'ha fatto!!! Il gruppo di Torino, pur numeroso si è un po' disperso durante il convegno (anche per le ubicazioni distanti) e mi è mancato un po' di confronto sia immediato, sia almeno finale. In ultimo, vorrei dire che Simone ha partecipato con gioia. Per lui sono stati tre giorni di completa autonomia con gli altri ragazzi (circa 80 bambini). Sono stati perfettamente intrattenuti giocando a pallone o disegnando, andando al self-service, facendo autonomamente gli spostamenti in questo complesso del santuario piuttosto grande. Mi rimane nel cuore la veemenza e la passione piena di fede di Alex Zanotelli, di chi da anni divide la vita durissima delle bidonville e della lotta per la giustizia. E un richiamo di Enzo Bianchi a noi Cristiani ad avere orizzonti alti, a credere ed a fidarsi soprattutto di Gesù. In ogni caso cercare la pace del cuore e il perdono per creare giustizia. Mi piacerebbe ricordare qui il brano finale dell'omelia dell'8 dicembre "felice Maria, donna non ricattabile, felici noi " 19

20 In ricordo di Anna di Ciccillo Novelli Dopo le feste natalizie Anna Fassio mi aveva telefonato per rimproverarmi di non essermi fatto vivo con lei per le feste. Ci legava un affetto e una comunanza di ideali nata in congregazione e coltivata per tanto tempo. Non riusciva a farmi arrabbiare anche quando faceva la difficile. Ritengo che in ogni congregazione ci voglia una persona che metta alla prova i rapporti sociali. Si matura e si è più aderenti alla realtà della vita. Rita Zanetti mi ha subito avvertito del ricovero al Mauriziano e così ho potuto farle alcune visite. All'inizio ho potuto anche parlare con lei a lungo. Io non ho sorelle e l'esperienza che ho avuto con Anna mi ha arricchito. Si appoggiava molto a me e mi telefonava spesso. Conosceva anche le mie figlie, che una volta sono anche andate a casa sua ad aiutarla a mettere un po' di ordine Quello che mi ha colpito, all'annunzio della sua morte, è stato il commento di Annamaria: "ora può camminare anche senza bastone, può anche correre". È bello pensarla in cielo. Ci ha insegnato come, con animo indomito, si può andare in cielo anche zoppicando e camminando con difficoltà. Si è incontrata certamente con Mariella sua amica d'infanzia, cui era affezionatissima. Il Signore non ha una preferenza di tipo atletico. Non si lascia influenzare neanche dal carattere delle persone. È veramente grande! Proposta per il Forum della città elaborata dal Centro Studenti Universitari Michele Pellegrinoil 5 dicembre 2003 Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo di Torino Magnifico Rettore dell Università di Torino Magnifico Rettore del Politecnico di Torino Signor Presidente della Regione Piemonte Signor Presidente della Provincia di Torino Signor Sindaco della Città di Torino PER UNA SOCIETÀ DAL CUORE LIBERO Constatiamo che una parte non irrilevante dei giovani universitari, o comunque di età corrispondente, apprezza la bellezza e si sforza di realizzare una vita autentica e semplice rispetto alle pretese di un elevato tenore di vita, rispettosa del creato e in armonia con uno sviluppo sostenibile da tutti i Paesi del mondo, libera il più possibile dal predominio dell interesse personale a scapito del bene comune, rispettosa della propria dignità, e di quella di ogni uomo e donna che non vorrebbe mai sfrutare. Molti di questi giovani ma non tutti trovano l ispirazione e il fondamento per questi valori nel Vangelo di Gesù Cristo, e non pochi lo concretizzano nella pratica religiosa. Essi provengono da movimenti e associazioni, da parrocchie, da cen- 20

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