Come far piacere le verdure ai bambini?

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1 Un maggior consumo di verdure passa attraverso una ricerca della diversità e della varietà del gusto: da qui nasce l importanza di incoraggiare i bambini, che sono nella fase di sviluppo delle loro preferenze alimentari, a consumare questo genere di alimenti. Come far piacere le verdure ai bambini? In un contesto di offerta di alimenti così ampio, la formazione del gusto alimentare nei bambini è divenuto un tema importante e di grande attualità. Se viene generalmente ammesso che un alimentazione varia aiuti l organismo a mantenersi in buona salute, oggi restano da determinare le condizioni ottimali favorevoli alla sua realizzazione. Ora, più che l adulto, il bambino si mostra particolarmente selettivo e reticente a consumare un certo numero di alimenti, in particolare le verdure. Ma questa tendenza naturale non ha nulla di drammatico. Dallo sviluppo del gusto all analisi del comportamento alimentare, con l ausilio di vari stratagemmi, la Fondazione Bonduelle vi offre in queste poche pagine le varie chiavi per far aprire la bocca ai bambini davanti ad un piatto di verdure! Innanzitutto, poniamoci la domanda: perché ai bambini non piacciono le verdure? Le sfere affettive ed emozionali sono particolarmente importanti nella percezione del gusto e nel suo apprendimento. Quindi, una semplice esperienza negativa (una consistenza spiacevole, un gusto amaro a cui non si è abituati) può bastare a provocare un rifiuto. L atteggiamento negativo che ne risulta può essere compensato da altri aspetti più allettanti (un occasione di degustazione, presentazione, sapore, consistenza, ecc.). Da questo punto di vista, in generale, le verdure sono piuttosto svantaggiate in rapporto ad altre categorie di alimenti. La prima ragione è che hanno un livello calorico relativamente basso e hanno dunque meno effetti fisiologici percepibili, come ad esempio il senso di sazietà, mentre il bambino ha un bisogno calorico rilevante per il suo sviluppo. Oltre a questo, la maggior parte delle verdure è poco dolce e numerosi vegetali contengono dei composti che hanno un gusto amaro o addirittura un retrogusto di zolfo. È il caso, ad esempio, degli spinaci, del finocchio, del cavolfiore o dei cavoletti di Bruxelles. Alcune persone saranno più sensibili di altre a questi composti e percepiranno quindi in questi ortaggi un gusto amaro più o meno forte. Un maggior consumo di verdure passa dunque più che altro attraverso una ricerca della diversità e della varietà del gusto: da qui nasce l importanza di incoraggiare i bambini, che sono nella fase di sviluppo delle loro preferenze alimentari, a consumarle. E piuttosto che cadere nel fatalismo, vediamo l aspetto positivo delle cose: è possibile che la finezza e la complessità del gusto delle verdure ci aiutino a variare l alimentazione dei bambini, che spesso tendono invece a desiderare ed apprezzare sempre le stesse cose.z

2 Fare cambiare durevolmente i comportamenti alimentari In teoria In utero e in lacto, abituare il bambino al gusto delle verdure Le preferenze sono il risultato del vissuto alimentare, che ha inizio nell utero, e sono in costante evoluzione per tutto il corso della vita. Le esperienze chimico-sensoriali precoci verso la fine della vita fetale e durante l allattamento materno (come l esposizione al sapore delle verdure) favoriscono il consumo di verdure quando si realizza la diversificazione alimentare. In quello stadio, il gusto si acquisisce... gustando! Alcuni studi hanno dimostrato che dei neonati di sei mesi, che erano stati allattati al seno, apprezzavano maggiormente le verdure rispetto a coloro che erano stati nutriti con latte artificiale [1-2]. La causa di questo fenomeno è da ricondurre al sapore degli alimenti consumati dalla madre, che si ritrovano nel liquido amniotico [3], e quindi nel latte materno [4]. Il gusto e l accettazione delle verdure si sviluppa, dunque, nei primi anni di vita per trasformarsi in seguito in abitudine alimentare.z Forti sensibilità gustative e olfattive possono spiegare alcune reticenze A partire dalle prime ore di vita, perfino in quella intrauterina (intorno all 8 mese di gravidanza), il dolce viene accettato, contrariamente all acido e all amaro, che vengono universalmente rifiutati. Il gusto amaro di alcuni tipi di frutta e verdura può dunque spiegare il rifiuto che la maggior parte dei bambini ha verso questi alimenti. Composti solforati che determinano una sensazione spiacevole in bocca, come il PROP (6-n-propiltiouracile) o la PTC (feniltiocarbammide), contribuiscono alla sensazione di amaro. Alcune persone sono estremamente sensibili a questa sensazione (i soggetti cosiddetti degustatori ), mentre altre li percepiscono solo a un elevata concentrazione (i soggetti cosiddetti non degustatori, circa il 30 % della popolazione europea e americana). Quindi, è dimostrato che questa sensibilità al PROP va di pari passo con una minore accettazione dei prodotti amari [5]. Malgrado ciò, numerose persone, benché sensibili geneticamente all amaro, superano questa eventuale avversione genetica grazie al piacere per la scoperta di nuovi gusti. I ricercatori dello studio Opaline (Osservatorio delle Preferenze Alimentari del Lattante e del Bambino) hanno, d altro canto, cercato di comprendere se i bambini che presentano una tipologia specifica sul piano alimentare (un bambino difficile, con numerosi rifiuti, neofobo, selettivo...) si siano rivelati particolarmente reattivi sul piano olfattivo. In altri termini, un bambino che non ama, per esempio, il cavolfiore, non è semplicemente più sensibile a uno dei composti olfattivi che contribuiscono al suo gusto? In effetti, gli odori non sono oggetto di risposte edonistiche (relative al piacere) universali. Ogni bambino possiede un profilo di sensibilità geneticamente determinato che gli è caratteristico. Le analisi sono in corso, ma i risultati preliminari lasciano pensare che l ipotesi fatta si verifichi realmente: i bambini più difficili sul piano alimentare sarebbero effettivamente i più reattivi sul piano olfattivo. Nel corso della diversificazione e dopo, ripetere le esposizioni Per comprendere la tendenza naturale del bambino a preferire le patate fritte agli spinaci, bisogna ammettere che esiste un profilo sensoriale caratteristico dei gusti del bambino. Nel suo libro La naissance du goût (La nascita del gusto) [6], Natalie Rigal, psicologa e ricercatrice specializzata negli studi sul gusto all università Paris X Nanterre, ha constatato, alla luce dei dati ottenuti in seguito all indagine, l esistenza di questo gusto infantile al di là delle distinzioni di sesso, origine sociale o geografica. Per quanto riguarda le preferenze, troviamo gli alimenti zuccherati, gli alimenti salati e semplici, certe carni e latticini; mentre, per quanto riguarda il rifiuto, si trovano le frattaglie, certi prodotti dal gusto molto forte, la maggior parte delle verdure. Crescendo, i bambini imparano a superare i loro rifiuti sensoriali: le verdure e gli alimenti dal gusto forte sono sempre più accettati. Perché? Col passare del tempo, il bambino impara a conoscere e ad apprezzare questi alimenti, grazie al processo di familiarizzazione. Così la proposta quotidiana, senza tuttavia forzare il bambino, di una verdura poco apprezzata ha effetti favorevoli in termini di gusto e di consumo e trasformerà il rifiuto in accettazione. >> p. 2 - Come far piacere le verdure ai bambini?

3 NiDerLander - Fotolia.com >> AGIRE PRIMA DEI 3 ANNI Fino a circa 18 mesi, i bambini accettano di mangiare gli alimenti che sono loro proposti. Questa facilità ad accettare un alimento nuovo può essere rinforzata con l esposizione a una maggiore varietà di alimenti. Verso i due anni, in compenso, la metà dei bambini diventa difficile e si presentano comportamenti di neofobia (la reticenza ad assaggiare prodotti sconosciuti) e di selettività (l accettazione di un numero ristretto di alimenti tra quelli noti). Questa fase di neofobia/selettività ha conseguenze sul consumo alimentare: i bambini cosiddetti difficili hanno, infatti, un regime meno variato. Tra i due e i nove anni, i bambini neofobi mangiano meno frutta e soprattutto meno verdura, in termini sia di varietà che di quantità. In generale, il registro alimentare si amplia dopo il periodo di neofobia alimentare. Tuttavia, i bambini che mangiavano in modo meno vario nella prima infanzia sono anche quelli che mangiano in modo meno vario successivamente, fino all inizio dell età adulta. Così, un alimento nuovo ha maggiori possibilità di essere apprezzato se è presentato prima del periodo di neofobia/selettività piuttosto che durante questo periodo. L accesso a una grande varietà d alimenti dovrebbe essere incoraggiato fin dalla più tenera età, eccetto che nel caso di sospette allergie alimentari. Quando il bambino raggiunge l età dei sei mesi, la sua alimentazione passa dall esclusivo allattamento all introduzione progressiva di alimenti solidi. Sophie Nicklaus, ricercatrice presso l INRA, nell ambito dell unità mista di ricerca FLAVIC (FLAveur Vision Comportement du consommateur) spiega che a quell'età la presentazione di alimenti nuovi è nella maggioranza dei casi ben accolta: È stato dimostrato che tanto più un bambino ha assaporato alimenti diversi a quell età, quanto più apprezzerà le novità in seguito. La ripetizione e la varietà degli alimenti giocano un ruolo importante fin dall inizio del processo di diversificazione nella formazione del gusto e favoriscono il consumo di alimenti nuovi e in particolare di verdure. La prima infanzia costituisce, inoltre, un periodo privilegiato di formazione delle preferenze alimentari. Sophie Nicklaus ha studiato le scelte alimentari di bambini in nidi d infanzia (all età di 2-3 anni), e li ha poi seguiti per diversi anni (fino a 22 anni di età per i più grandi). Abbiamo dimostrato, da un lato, che a 2-3 anni le verdure erano il gruppo di alimenti scelto meno frequentemente dai bambini e per il quale le scelte erano le meno variate; dall altro lato, i bambini che sceglievano la maggiore quantità di verdure a 2-3 anni erano anche quelli che ne consumavano una maggiore varietà, una volta divenuti adulti, spiega la ricercatrice. Così, nella prima infanzia, anche se le verdure sono consumate in quantità inferiore rispetto agli altri alimenti, il loro livello di apprezzamento è indice di quello che sarà il loro successivo apprezzamento. In altre parole, l apprezzamento delle verdure e la varietà consumata sono in parte acquisite già a partire dai tre anni di età. Per quanto riguarda il numero delle ripetizioni, sarebbero necessarie da otto a dieci e- sposizioni per fare accettare un alimento a un bambino di 2-3 anni [7]. Una cifra che sembra valere anche per i bambini di età inferiore [8]. D altra parte, determinate condizioni rinforzano gli effetti positivi di un esposizione ripetuta. Per esempio, un prodotto che sazia poco, come la maggior parte delle verdure, sarà più apprezzato se associato a un farinaceo. Tuttavia, una volta passato il periodo della prima infanzia, propenso alla scoperta delle verdure, e nel corso della quale i genitori sono particolarmente attenti all alimentazione dei loro figli, si osserva una diminuzione della quantità di verdure assunte se non si mantiene un elevata vigilanza sull alimentazione.z Stop al condizionamento selvaggio Fare attenzione a influire sulle scelte alimentari utilizzando le strategie di condizionamento tradizionali poiché potrebbe avere presto un effetto controproducente. In effetti, una frase del tipo Se mangi tutti gli spinaci, alla fine puoi mangiare il gelato come dolce costituisce un condizionamento selvaggio che abbassa ancor più la palatabilità (gradevolezza di gusto) degli spinaci e rinforza quella del gelato. Proprio tutto il contrario di quanto si desiderava ottenere. Se non mangi gli spinaci, non andrai al maneggio oggi pomeriggio, un ricatto che abbassa allo stesso modo l appetibilità degli spinaci. Bisogna invece proporre il cibo senza forzare, in nessuna maniera. In questo ambito, la pazienza resta la virtù migliore! Come far piacere le verdure ai bambini? - p. 3

4 Fare cambiare durevolmente i comportamenti alimentari Genitori e professori: adottate comportamenti corretti Oltre all alimentazione in senso stretto, l influenza del contesto familiare sembra essere essenziale per il bambino. Abituare il bambino ad andare a scuola con un frutto nella cartella, vedere i propri genitori che fanno un consumo regolare di frutta e verdura, conoscere le raccomandazioni in materia di salute, sono parametri strettamente correlati al consumo osservato nei bambini di undici anni [9-10]. NÉ TROPPO PERMISSIVI, NÉ TROPPO AUTORITARI I bambini, più degli adulti, sono in grado di regolare il proprio consumo alimentare in base al pasto precedente (ad esempio se hanno consumato un pranzo ricco, opteranno per una merenda leggera). Ad eccezione del caso di ricatto alimentare, è quindi essenziale, per rispettare questa naturale capacità di adattamento ai propri bisogni, non incitarli sistematicamente a finire quello che hanno nel piatto. Il bambino che ha già mangiato la metà delle verdure che ha davanti deve avere la libertà di dire basta, non ho più fame. Si tratta di preservare le sue sensazioni di fame e di replezione. Allo stesso modo, il comportamento del bambino che rifiuta di finire i suoi broccoli e reclama un dessert non deve essere considerato dal punto di vista dell inganno ma piuttosto come una forma di piacere. Bisogna tuttavia restare vigili affinché il dessert non sostituisca sistematicamente quello che il bambino gradisce un po meno. Il buon esempio dei genitori può aiutare ad aumentare il consumo di frutta e verdura Nonostante l importanza dell esempio dei genitori sul comportamento dei figli, non si può non constatare che in materia di alimentazione i genitori sono per la maggior parte lontani dall essere un buon esempio quotidiano. In Europa un alta percentuale di madri consuma meno di un frutto o di una verdura al giorno e soltanto il 27 % segue le raccomandazioni dell OMS di consumare più di 400 g di frutta e di verdura al giorno [11]. I ricercatori coinvolti nello studio Opaline hanno indagato la possibile esistenza di un legame tra il grado di selettività alimentare del bambino e le consuetudini educative familiari. Fino a questo momento pochi studi avevano tentato di comprendere se un educazione alimentare permissiva (come il rispetto dell appetito e delle preferenze del bambino al punto di preparargli il suo menu personale), intermedia (l incoraggiamento ad assumere delle quantità basate sull appetito del bambino) o autoritaria (i genitori che obbligano il bambino a finire quello che ha nel piatto senza tener conto, ad esempio, della fame o dello stato di stanchezza del bambino) potesse avere una simile influenza. I risultati dello studio indicano che il 25 % del grado di selettività alimentare del bambino dipende dalle abitudini familiari. Così, tra i cinque fattori predittivi di una più accentuata selettività del bambino, tre dipendono dalla volontà della madre di soddisfare i desideri di quest ultimo: uno stile educativo permissivo, un comportamento alimentare guidato dalle preferenze del genitore ed una strategia Limitare il tempo trascorso davanti al televisore I dati riguardanti i condizionamenti esterni sull alimentazione del bambino relativamente al piccolo schermo sono davvero sconfortanti: i bambini in sovrappeso (e ancora di più i bambini obesi) identificano la pubblicità degli alimenti meglio dei bambini magri [12]; tutti i bambini aumentano i loro consumi alimentari davanti alla televisione, gli obesi più degli altri [13-14]; ridurre il tempo passato davanti al televisore è sufficiente a diminuire il sovrappeso [15]; la televisione aumenta il consumo di bibite gassate o di alimenti salati [16] e riduce il consumo di frutta e verdura [17]. alimentare basata sulle preferenze del bambino. Gli altri due fattori predittivi della selettività del bambino, cioè l utilizzo della coercizione e dell alternativa, sono i testimoni di un comportamento dei genitori autoritario volto a obbligare il bambino ad assaggiare l alimento che rifiuta. I nostri risultati confermano esattamente gli studi precedenti che sottolineano come le strategie autoritarie e permissive siano, le une come le altre, associate alla neofobia del bambino, riassume il Dr Sandrine Monnery-Patris, ricercatrice presso l INRA, nell ambito dell unità mista di ricerca FLA- VIC (FLAveur Vision Comportement du consommateur). DARE IL BUON ESEMPIO I genitori grandi consumatori di frutta e verdura incoraggeranno i loro figli sia attraverso le loro raccomandazioni, sia attraverso il proprio comportamento. Al contrario, le madri poco sensibili a questo argomento, spesso di ceto modesto, trasmetteranno le loro cattive abitudini alimentari ai propri figli. Allo stesso modo, i bambini possono modellare il loro comportamento sull esempio di una terza persona. I maschi saranno facilmente influenzati dalla reazione entusiastica di un professore del loro stesso sesso di fronte ad un nuovo alimento, mentre quella di un loro compagno di classe avrà su di essi un impatto nettamente minore. Le bambine invece si fideranno prima di tutto del parere della loro amica del cuore piuttosto che del loro professore. z Mettere a disposizione frutta e verdura Spesso i bambini scelgono la via più semplice e bisogna approfittarne. Perché cercare ovunque un pacchetto di dolciumi per fare merenda se c'è della frutta sul tavolo della cucina? E gli studi lo confermano: oltre alle preferenze sensoriali, la disponibilità e l accessibilità della frutta e della verdura rappresentano i fattori maggiormente determinanti del loro consumo da parte dei bambini tra i sei e gli undici anni [18]. Uno studio condotto sugli adolescenti ha persino mostrato che, quando la preferenza per la frutta e la verdura era debole, i consumi di questi alimenti potevano aumentare se i prodotti erano facilmente disponibili [19]. p. 4 - Come far piacere le verdure ai bambini?

5 Monkey Business - Fotolia.com Genitori e professori: affrontate la questione dell'alimentazione nella sua globalità In tema di educazione alimentare, gli esperti concordano nel dire che è preferibile favorire un'educazione sensoriale, legata alla storia del prodotto, al modo di prepararlo e al piacere di condividerlo in modo da portare il bambino ad apprezzare il sapore delle verdure, piuttosto che fornirgli un'educazione nutrizionale costituita da consigli legati alla salute, spesso difficili da comprendere per il bambino e dunque poco efficaci. Questa conclusione parte da una constatazione: il miglioramento delle conoscenze dietetiche non è sufficiente a cambiare le preferenze, le scelte e il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini. La Fondazione Bonduelle finanzia uno studio dell'institut Pasteur di Lille su questo argomento. Lo studio Sensored cerca di valutare se un'operazione di educazione sensoriale, realizzata in classe su 500 studenti di 11 anni, generi un'evoluzione positiva delle preferenze di frutta e verdura da parte dei ragazzi oltre che un miglioramento delle scelte e un aumento del consumo di questi alimenti. I risultati di questo studio, cominciato nel settembre 2008, saranno disponibili a marzo In attesa dei risultati, è interessante notare che secondo la ricerca Crédoc CCAF (2007), i bambini dichiarano di interessarsi all'alimentazione innanzitutto per la sua importanza nutrizionale e poi per la sua dimensione di piacere [20]. Da ciò nasce la necessità di parlare di alimentazione in modo globale. BISOGNA PARLARE DI NUTRIZIONE AI BAMBINI? Per Marlène Dreyfus, psicologa clinica all'ospedale Armand Trousseau di Parigi, gli adulti devono rispettare i gusti dei bambini e devono parlare loro di nutrizione con l obiettivo di farne bambini con una testa ben fatta piuttosto che con una testa ben piena. La ragione: senza l'approvazione del bambino, cioè senza tener conto delle sue capacità, della sua affettività e del suo piacere, l'approccio educativo in materia nutrizionale rischia, nel migliore dei casi, di non raggiungere gli obiettivi e, nel peggiore, di generare dei disturbi del comportamento alimentare. Genitori, insegnanti, educatori sono dunque chiamati a non confondere l insegnamento con l educazione. I messaggi di natura educativa non devono essere insegnati come delle lezioni da imparare a memoria e da recitare ma utilizzando degli strumenti e una metodologia specifici. UNA SANA ALIMENTAZIONE NELLE SCUOLE Paesi diversi mostrano grandi differenze gli uni dagli altri, ma globalmente le cifre sottolineano che i giovani europei non consumano a sufficienza verdura. In media, la percentuale dei bambini dagli 11 ai 15 anni che consumano verdure meno di una volta al giorno si aggira intorno al %. Malta, Spagna e Italia si posizionano in fondo alla classifica con meno del 25 % di bambini che mangiano verdure quotidianamente, mentre la Francia raggiunge una percentuale dal 33 al 50 % di verdure. Per migliorare questi livelli di consumo, la Fondazione Bonduelle agisce a livello europeo sostenendo delle operazioni di educazione alimentare in ambito scolastico. In Benelux, per esempio, il professor Louis Veggie ha il compito di informare i bambini dai 3 ai 12 anni dell'importanza nutrizionale delle verdure con lo scopo di indurne un consumo maggiore [21]. Da quasi un anno un sito internet ospita il laboratorio della frutta e della verdura. Questo sito può essere utilizzato in due modi diversi: o il bambino vi naviga liberamente per ricevere spiegazioni o vedere dei video, oppure gli insegnanti utilizzano i kit pedagogici a loro disposizione nel sito, in funzione di diversi livelli di età. Questo progetto attualmente è oggetto di una collaborazione con delle scuole dei Paesi Bassi. In Italia la Fondazione Bonduelle ha costituito una partnership con Slow Food volta a sviluppare tre programmi di educazione alimentare e diffondere una cultura gastronomica di alto profilo qualitativo. Il programma Orto in Condotta è un'operazione destinata esclusivamente ai bambini dai 6 ai 14 anni. L obiettivo è di insegnare loro a mangiare sano rispettando l'ambiente. Questo progetto, in attesa di ricevere l'attribuzione del logo Guadagnare Salute rilasciato dal Ministero della Salute italiano (l'equivalente del logo PNNS in Francia), comprende delle attività da svolgere in classe, in cucina e nell'orto. Il bambino viene così guidato alla scoperta delle diverse tappe dell alimento, dal campo al piatto e in questo contesto l'orto consente di imparare e sperimentare divertendosi. Il programma include anche un percorso di formazione per gli insegnanti e delle riunioni informative con i genitori.z Come far piacere le verdure ai bambini? - p. 5

6 Fare cambiare durevolmente i comportamenti alimentari In pratica In giardino, al mercato, in cucina... fategli mettere le mani in pasta E' familiarizzando un po' alla volta con le verdure che i bambini fi niscono per apprezzarle. La familiarizzazione del bambino con i diversi alimenti può svolgersi a lungo termine, come precedentemente presentato, attraverso un'esposizione ripetuta all alimento, oppure a breve termine attraverso l'apprendimento di quello che sono gli alimenti, la loro forma, la loro provenienza ecc. ed anche attraverso la preparazione del pasto. L obiettivo è di sviluppare una qualsiasi forma di contatto tra il bambino e l'alimento prima che questo gli sia presentato nel piatto. Nel caso delle verdure crude, per esempio, esistono degli stratagemmi efficaci che la Fondazione Bonduelle ha sperimentato sui bambini e sugli adolescenti. FAMILIARIZZARE CON LA MATERIA PRIMA Sulle bancarelle dei fruttivendoli, al mercato, fate in modo che il bambino apprezzi i colori, i profumi e le forme delle varie verdure. Insegnategli a identificare la frutta e la verdura. Poi chiedetegli il suo parere: che cosa ti incuriosisce?, di cosa avresti voglia?, guarda i broccoli. Un'altra possibilità è quella di andare a cogliere con lui le verdure nell'orto. Il fatto di essere coinvolto è già un passo avanti, in quanto il bambino sente che le verdure non gli sono imposte anzi, al contrario, è lui che sa e che decide. CUCINARE CON LUI I più grandi potranno sbucciare le carote con il pelapatate e i più piccoli potranno lavare, scolare e aiutare gli adulti a mettere le verdure in pentola. Possono inoltre collaborare alla preparazione di ricette appetitose, il che permette loro di sentirsi fieri del risultato ottenuto. ADATTARE IL PIATTO AI LORO GUSTI È importante presentare al bambino le verdure fresche in quantità ridotte e a pezzettini, mescolandole a ciò che lui ama mangiare: pasta fredda, patate, frutta, ecc. È consigliabile condire questi alimenti con aromi freschi che ne addolciscano il sapore (come il basilico), dell olio extra vergine di oliva oppure con salse leggere a base di yogurt ed un pizzico di sale. Tentare inoltre associazioni verdure fresche/frutta e duro/morbido.z Rendere attraenti le verdure a tavola Il modo in cui le verdure vengono preparate ha la sua importanza. Nella sua tesi in neuroscienze e cognizione, David Morizet, dell'institut Paul Bocuse di Lione, ha esaminato la rappresentazione delle verdure da parte dei bambini dagli 8 agli 11 anni. L unione di più verdure è generalmente poco apprezzata, e per una verdura unica, la maniera in cui è cucinata conta molto, spiega il ricercatore. Per esempio, le carote grattugiate sono apprezzate dalla stragrande maggioranza mentre il purè di carote lo è meno. Un altra constatazione: i bambini sembrano preferire i piatti nei quali sono in grado di riconoscere i cibi che li compongono. VERDURE IN MILLE FORME Forti di queste indicazioni circa la percezione che i bambini hanno della verdura, è necessario trovare una soluzione per far cambiare idea ai refrattari al cavolfiore gratinato, alla zuppa di porri e ai fagioli al vapore: cambiarne l'aspetto. E in questo senso non mancano certo le opzioni. Le verdure possono essere servite: sotto forma di tortino: questi sformati a base di verdure grattugiate (zucchine, patate, carote, ecc.) unite ad altri ingredienti e cotte al forno, funzionano quasi sempre. sotto forma di torta salata o quiche: le verdure vengono facilmente accettate con il vantaggio che in questa forma costituiscono un pasto completo. sotto forma di frittata: anche in questo caso si tratta di un piatto completo nel quale si può inserire quasi ogni tipo di verdura. sotto forma di ripieno: questo piatto può essere preparato con l'aiuto dei bambini ed il ripieno può diventare una sorta di pasta da modellare. Un trucco: il ripieno di carne può essere sostituito con il tonno ma anche con dei cereali (riso, grano, semola...). sotto forma di flan o mousse: la consistenza cremosa piace ai bambini e, per limitare le materie grasse, si può utilizzare del formaggio fresco cremoso al posto della panna. sotto forma di purè: in questo caso non è la forma o la consistenza delle verdure ad attrarre i bambini quanto i colori. Quelli che normalmente sono meno graditi se associati alle verdure (spesso il verde) >> p. 6 - Come far piacere le verdure ai bambini?

7 Ilike - Fotolia.com >> diventano piacevoli quando si tratta di purè. Un trucco: per addolcire il sapore, aggiungere un po' di ricotta. VESTITE DI DOLCE NEI DESSERT Alcune verdure possono essere utilizzate anche nei dessert. Molte sono dolci o contengono fibre che danno una consistenza cremosa senza avere un gusto troppo intenso. Ad esempio: La zucca e la zucchina: in una torta conferiscono una consistenza pastosa e permettono di ridurre le materie grasse. Si abbinano molto bene con il miele e le noci. La carota e la barbabietola: dolci per natura, la loro morbidezza fa sì che le torte si sciolgano in bocca. La torta di carote può essere preparata alla noce di cocco, alle mandorle, alla semola ecc. Il finocchio: il suo aroma lievemente all'anice si abbina perfettamente al miele. La zucca e la patata dolce: per queste due verdure non ci sono limiti. Sono indicate per qualunque ricetta (torta, crostata, flan, gaufre, crumble...) QUALCHE ALTRO TRUCCHETTO Per spiluccare qualcosa in attesa dell'ora di pranzo, invece di dare un biscotto o un pezzetto di pane, si può far assaggiare ai bambini un fagiolino, dei piselli, una fettina di carota cotta. Una volta a tavola, uno stratagemma per i più piccoli: trasformate il loro menu in una storiella. Raccontate una storia inventata che narri del suo piatto di verdure. Fate vivere il suo piatto, ad esempio con personaggi da divorare; per le verdure crude, disegnate i capelli con delle scaglie di carote, gli occhi con delle rondelle di cetriolo, il naso con un pomodorino ciliegia e la bocca con una strisciolina di peperone; per il purè, dei piselli per fare gli occhi, dei fagiolini per le sopracciglia e la bocca, dei funghetti champignon per le orecchie. Attenzione però, perché alcuni bambini si identificano nel personaggio e non lo vogliono mangiare. Lasciate che si servano da soli. Impareranno progressivamente a dosare il cibo secondo i loro desideri e il loro appetito e si tratta di un segno di fiducia a cui saranno sensibili. Condite la pasta con dadini di pomodoro, dei fagiolini, delle zucchine, per proporre qualcosa di diverso dalla solita salsa di pomodoro. Di fronte ad una zuppa o a un purè, giocate a indovinare gli ingredienti. I bambini adorano gli indovinelli. E per finire, è importante valorizzare il ruolo del bambino rispetto alla sua alimentazione. Fargli i complimenti per le scelte che fa, ringraziarlo per il suo aiuto se ha partecipato alla preparazione del pasto o della tavola. In senso generale, i genitori devono dimostrarsi convinti e convincenti e possono anche mostrarsi aperti alle critiche chiedendo al bambino recalcitrante dei suggerimenti per la prossima volta. z I bambini e l educazione alimentare Oltre 1500 alunni di scuole elementari e medie italiane che partecipano a Orto in Condotta, il programma triennale di educazione ambientale e alimentare curato da Slow Food, hanno compilato dei questionari preparati dalla Fondazione Bonduelle, sostenitore ufficiale del progetto. Dai questionari emerge che solo la metà del campione, il 49 %, dichiara di consumare ortaggi e legumi più di 4 volte la settimana. Tuttavia, il 76 % dichiara di apprezzare la verdura a tavola, mentre solo il 10 % non ne gradisce il gusto. Un aspetto positivo è rappresentato dal miglioramento avvenuto nella conoscenza delle verdure: l 83 % infatti dimostra di saper identificare con sicurezza le varie tipologie di ortaggi. Infine, il 69 % trascorre da meno di 1 ora a un massimo di 2 ore al giorno davanti alla televisione e il 74 % dei bambini svolge attività fisica. Come far piacere le verdure ai bambini? - p. 7

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