Comune di Sestri Levante OGGETTO: Progetto definitivo di ristrutturazione del Palazzo Fascie-Rossi. Polo museale

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1 Comune di Sestri Levante OGGETTO: Progetto definitivo di ristrutturazione del Palazzo Fascie-Rossi. Polo museale RELAZIONE GENERALE INDICE a) DESCRIZIONE DEL PROGETTO a.i. descrizione dell edificio; a.ii. scelte progettuali; a.iii. distribuzione delle funzioni all interno dell edificio a.iv. opere già eseguite a.v. lavori oggetto dell appalto a.vi. lavori complementari a carico dell Amministrazione Comunale a.vii. criteri di scelta dei materiali; a.viii. rispondenza al progetto preliminare ; a.ix. criteri di progettazione degli impianti; a.x. protezione contro le scariche atmosferiche; b) STRUTTURE c) ASPETTI INERENTI LA SISMICA d) SITI DI CONFERIMENTO DEI MATERIALI DI RISULTA e) BARRIERE ARCHITETTONICHE f) IDONEITA DELLE RETI ESTERNE g) INTERFERENZE CON LE RETI ESTERNE h) OPERE DI VALORIZZAZIONE ARCHITETTONICA i) CRITERI ED ELABORATI DEL PROGETTO ESECUTIVO E TEMPI DI REALIZZAZIONE DELL OPERA l) RISPONDENZA DEL PROGETTO ESECUTIVO ALLE PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTORIZZAZIONI DEGLI ENTI INTERESSATI l.i.soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria l.ii. Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova l.iii. Commissione Comunale di Vigilanza e Controllo sui Locali di Pubblico Spettacolo l.iv. ASL 4 - Chiavarese m) ASPETTI RIGUARDANTI LA SICUREZZA DEL CANTIERE m.i. Area di cantiere m.ii. Servizi igienici operai e spogliatoi m.iii. Accessi all area di cantiere m.iv.allacci a rete impainti di cantiere m.v. Trasporto materiali m.vi. Ponteggi e opere provvisionali m.vii. Compartimentazione con locali inferiori per continuazione attivita sala e biblioteca m.viii. Impianto protezione scariche atmosferiche m.ix. Interferenze 1

2 a) DESCRIZIONE DEL PROGETTO a.i. descrizione dell edificio Il palazzo Fascie-Rossi, realizzato (ma la data non è certa) intorno agli anni , quindi circa 100 anni fa è stato presumibilmente progettato, secondo l unico documento ritrovato dai progettisti (fotografia dell epoca recante l indicazione del progettista), dall ing. R. Questa. L ing. Questa era un professionista Chiavarese attivo a partire dalla fine dell ottocento con un attività svolta soprattutto in campo urbanistico con il piano di ampliamento della città di Chiavari del 1894, il tracciato della circonvallazione a monte del 1906, i progetti di Corso Buenos Aires e Piazza Torriglia del La sua produzione edilizia è testimoniata dal Palazzo Ghiotti- Ghini del 1914 e dall Albergo Moderno del 1923 sempre in Chiavari. Questo architetto ha collaborato con una impresa di artigiani non locali, che si presume provenienti da qualche buona bottega di Firenze (vedi le molte analogie con i particolari costruttivi e decorativi di facciata realizzati in quell epoca dalla bottega Michelucci di Firenze). Il palazzo è chiaramente ispirato all architettura del Coppedè e soprattutto al castello Mackenzie, in costruzione in quegli stessi anni. La torre del palazzo alta su Corso Colombo, pur risultando completamente estranea al contesto, è un inconfondibile e forte segno urbano caratterizzante tutta un ampia zona del centro storico cittadino. Queste qualità che si possono attribuire solamente all esterno dell edificio non appartengono sicuramente all interno che, forse anche a causa degli interventi successivi si presenta ora anonimo e privo di caratteri significativi. Contrariamente a quello che sembra indicare il fastoso prospetto su Corso Colombo l interno non costituiva un unica residenza signorile ma era quello di un normalissimo edificio condominiale speculativo. Certamente gli appartamenti del palazzo Fascie, se confrontati con quelli della realtà genovese, ma anche chiavarese e addirittura lavagnese dello stesso periodo, segnalano la modesta condizione dell economia di Sestri Levante a quell epoca. Gli ambienti sono di dimensioni ridotte e le finiture sono comuni: pavimenti di mattonelle di cemento o graniglia decorati e unicolori; soffitti a tempera con motivi decorativi, cornici, ecc. usuali in tutta la produzione edilizia di quel momento. Anche la scala non presenta caratteristiche particolari e risulta stretta e ripida, con una comunissima ringhiera costituita da elementi di ghisa e corrimano in legno. I portoncini caposcala sono diversi gli uni dagli altri e gli stipiti in marmo sembrerebbero di recupero (soprattutto con riferimento alla cornice in marmo del portone principale del secondo pianerottolo che oltre alla data 1872 risulta adattata agli stipiti sottostanti). La piccola scala interna in legno (rampe di 50/60 cm. di larghezza) che rende comunicante direttamente la cappella al piano terreno con la torre, stranamente senza accessi ai piani intermedi, e racchiusa all interno di un vano quadrato non presenta decorazioni pittoriche ma una serie di scritte, realizzate con pittura a tempera e con l utilizzo di apposite mascherine, riproducenti frasi, massime e motti. Dopo il lascito al Comune di Sestri Levante delle sue proprietà, da parte del Cav. Vincenzo Fascie, l edificio è stato occupato già in epoca antecedente alla seconda guerra mondiale da uffici:imposte Dirette, Ufficio del Registro, del Partito Nazionale Fascista ecc.; e in epoca seguente dagli uffici comunali: ufficio anagrafe, stato civile, commercio, ecc. Nello stesso edificio, in anni più recenti, hanno trovato posto al primo piano una sala conferenze-cineteca, e una biblioteca. Quest ultima trasformazione ha comportato già all epoca una serie di lavori strutturali e di interventi di rinforzo sui solai di questo piano. Tutta questa serie di utilizzi e interventi successivi hanno causato una quasi completa perdita dei caratteri originali all interno dell edificio. Le condizioni di degrado generale del palazzo, quali infiltrazioni d acqua dalle coperture, cedimenti strutturali puntuali nella struttura muraria portante, crollo di alcuni controsoffitti e precarietà statica degli altri, usura delle finiture in generale, la non adeguatezza dei solai in legno ai carichi di legge, l assenza di impianti tecnologici adeguati (riscaldamento, igienico-sanitario ed elettrico), l'accesso e la distribuzione ai vari piani attraverso una scala pericolosa e faticosissima per il pessimo rapporto pedata-alzata, la mancanza di qualsiasi impianto meccanico di elevazione, hanno imposto alle amministrazioni che si sono succedute negli anni novanta di trasferire altrove tutti gli uffici comunali presenti nel palazzo e di predisporre un progetto di ristrutturazione complessiva dell edificio. a.ii. scelte progettuali Il progetto di massima predisposto nel 1994 prevede per il palazzo Fascie la riunione in questo edificio di strutture per la fruizione e promozione di cultura adeguate alla dimensione di una città come Sestri Levante. 2

3 Sono previste infatti cinque strutture tra loro integrate: -la biblioteca comunale esistente ampliata in modo adeguato: -spazi per conferenze e riunioni; -archivio storico comunale: -museo della città: -spazi per mostre temporanee. Nel 1999, anche in considerazione di importanti ritrovamenti nei siti archeologici delle vallate sestresi, il Comune in accordo con la Soprintendenza Archeologica della Liguria, decide di destinare parte degli spazi museali del Palazzo all allestimento di un Museo Archeologico delle Valli di Sestri Levante. Il progetto viene attuato attraverso una serie di opere di ristrutturazione edilizia di seguito elencate: 1)-interventi di carattere statico consolidamento del terreno di fondazione con tecnologia Jet-grouting; Consolidamento e sostituzione dei solai. I nuovi solai sono realizzati con struttura in profilati di acciaio e impalcato in lamiera grecata. L utilizzo di questo tipo di solaio corrisponde a 3 diverse necessità del progetto: A. consente di contenere il peso proprio dei solai rispetto a solai in C.A.; B. consente di ridurre il numero delle sedi di appoggio ai muri. In tal modo i muri portanti sono interessati da un incastro puntuale e non da un taglio pressochè continuo come avverrebbe con solai in C.A.; C. ripropone, dal punto di vista spaziale, soffitti con ordito di travi e travicelli secondari intrecciati. 2)-Interventi di carattere distributivo e funzionale. Il progetto prevede lo spostamento della scala, e la realizzazione di un montacarichi e di un ascensore per persone con capacità motoria ridotta o impedita ai sensi della normativa vigente (cabina 1.40 * 1.50 mt.), all esterno dell edificio sul lato retrostante. Questo consente: -la realizzazione di una scala avente rampe di dimensioni adeguate alle norme di sicurezza; -una centralità dell accesso che permette un miglior disimpegno di spazi interni con diverse funzioni; Si è inoltre recuperato il solaio sottotetto che, con l abbassamento parziale della soletta di calpestio, per avere un altezza interna capace di ospitare sale espositive, arricchite dalla suggestione degli spazi diversi. 3) Realizzazione di nuovi impianti tecnologici e sanitari. a.iii. distribuzione delle funzioni all interno dell edificio a.iii.1. piano terra. E stato mantenuto l ingresso attuale e realizzato un nuovo ingresso da via XX Settembre. I percorsi confluiscono in un atrio direttamente comunicante con un ufficio informazioni e eventuale biglietteria. L atrio che sarà attrezzato con bacheche e pannelli informativi sulle attività presenti nel palazzo, da accesso alla zona magazzini-guardaroba, e attraverso il disimpegno delle scale e dell ascensore comunica con il giardino dove attualmente si svolgono attività ricreative dell associazione terza età. La cappella su corso Colombo e stata restaurata con semplici lavori di ordinaria manutenzione direttamente dall Ufficio tecnico Comunale. I rimanenti spazi al piano terreno hanno mantenuto le destinazioni commerciali originarie: di interesse la permanenza della vecchia bottega fotografica Borasino che ha conservato un importante archivio fotografico che si colloca a cavallo tra 800 e 900 a.iii.2. piano primo. L accesso al primo piano avviene attraverso il nuovo ascensore o la nuova scala i cui gradini sono conformati e dimensionati a norma di Legge. Le prime due rampe sono di mt.1.80 di larghezza illuminate e aerate da finestre laterali secondo quanto prescritto dalla Soprintendenza. Il pianerottolo di arrivo dà accesso alla sala conferenze e alla biblioteca. Adiacente a questa sono uno spazio utilizzabile per foyer ed una saletta per piccole riunioni. I servizi igienici sono collocati in posizione accessibile dal disimpegno delle scale. La superficie netta di questa struttura è di circa rnq.145 oltre ai servizi e al deposito. Si tratta di un indispensabile funzione adatta anche per esposizioni temporanee. In connessione con le attività museali e con la biblioteca, esercita un ruolo di traino per l intero polo culturale. Nei primi tempi di esercizio ha dimostrato di essere utilizzabile in modo versatile per mostre, conferenze e corsi di insegnamento o aggiornamento. A questo piano sono inoltre l ingresso della biblioteca con il bancone del servizio prestito e la vetrina delle novità, lo schedario, l ufficio del direttore; vicino al deposito degli arrivi e a una sala per la conservazione e la consultazione su richiesta dei libri antichi. Uno spazio per la fotocopiatrice e quattro sale per lo studio dedicate ai ragazzi con tavoli singoli o per lavori di gruppo. Dalla saletta dello schedario si accede a una scala ad uso esclusivo della biblioteca, che porta alle altre sale poste al piano superiore. 3

4 a.iii.3. piano secondo. Al secondo piano la scala principale sarà utilizzata essenzialmente come via di fuga, perché essendo questo piano interamente occupato dalla biblioteca, ha il suo accesso naturale dalla scala interna posta nella torretta merlata. Da qui, passando attraverso una veranda,si accede o ad un grande terrazzo che, attrezzato con panche tavoli e un pergolato è utilizzabile per la lettura all aperto e come luogo di incontro, o ad un soggiorno per consultazione e conversazione che è posto in una sala che mantiene ancora il caminetto e un marcato carattere domestico. In comunicazione con questa sala vi è un ufficio di presidio per questo piano, con controllo diretto su una fotocopiatrice e una postazione per la consultazione dello schedario su computer. E in fase di completamento la ristrutturazione di due sale che saranno dedicate a spazio famiglia dove saranno avviate attività di sostegno a ragazzi con difficoltà negli studi e nell apprendimento. Le altre piccole sale saranno attrezzate per lettura singola o a piccoli gruppi, e una sala grande per lettura. La biblioteca é organizzata completamente a scaffale aperto. L impiantistica consentirà l installazione di diverse postazioni di consultazione attraverso il computer. Anche questo piano è dotato, oltre a due servizi igienici per uomo e per donna, dei servizi per persone con ridotta o impedita capacità motoria, come tutti gli altri piani, secondo la normativa vigente per l abbattimento delle barriere architettoniche nei locali ad uso pubblico. Con questa dotazione di spazi, la biblioteca raggiungerà una superficie netta totale di mq.512 (227 al 1 P al 2 P.). Secondo una valutazione di massima, da affinare al momento del progetto di completamento, sarà possibile disporre di scaffalature per un totale di volumi con scaffali accessibili alti mt Questa dotazione significherebbe il raggiungimento di uno standard di più dì due volumi per abitante, che rappresenta un valore internazionalmente riconosciuto adeguato. Per altro l obbiettivo non appare velleitario, considerando l ottimo funzionamento della struttura attuale e la dotazione di. base di cui dispone, con un incremento di circa volumi all anno. All interno della biblioteca potrà trovare posto l Archivio Storico del Comune, che attualmente non dispone di una sede adeguata e di cui si ignora la consistenza; L Archivio Storico può fornire, ai fini della costituzione del museo della città, documenti insostituibili, anche iconografici: mappe catastali, piani idrografici dei corsi d acqua presenti sul territorio, piani di ampliamento o di radicale trasformazione dell assetto urbano. Per questa struttura sono stati destinati due locali, uno per la conservazione e consultazione e uno per l esposizione dei documenti più significativi. E comunque da ricordare che gli spazi relativi alle singole strutture potranno avere una migliore definizione solo in seguito ad una indispensabile analisi delle necessità, e ad un progetto specifico relativo al museo della città redatto con il contributo di una equipe qualificata ed interdisciplinare. a.iii.4. piano terzo e sottotetto. Al piano terzo e al sottotetto saranno ubicati il Museo della Città e il Museo archeologico. Il progetto definitivo prevede l ubicazione degli uffici e dei laboratori relativi a questa struttura al terzo piano con un indicazione di massima per le sale 3.7, 3.8, 3.9. Ovviamente questa previsione potrà essere completamente rivista dal progetto esecutivo. Gli spazi espositivi che sono stati progettati tenendo presente il criterio della massima flessibilità ammontano a circa 250 mq al piano terzo e 260 al piano sottotetto. Il piano sottotetto, con l abbassamento parziale della soletta di calpestio, risulta in parte recuperato a funzioni di tipo espositivo-museale. L articolazione degli spazi determinata dalla copertura a falde, rende questo piano notevolmente caratterizzato. Si ha l occasione, in questo modo, di realizzare nel palazzo Fascie la sede di una struttura che raccolga svariati materiali, collezioni, raccolte, in modo da creare un museo che sia la sintesi della storia della città, che ne riproponga in modo critico la genesi, il suo inserimento nel territorio, il suo rapporto con la comunità. Il museo così costituito è in grado di accogliere anche le manifestazioni che connotano nel quotidiano gli aspetti salienti del centro urbano, configurandosi, come una struttura in continua e rapida evoluzione. Il vuoto nel solaio tra i piani terzo e sottotetto potrà essere mantenuto o chiuso con una nuova porzione di solaio, in relazione al progetto esecutivo e di allestimento. Il mantenimento di detto vuoto comporta variante rispetto al progetto di prevenzione incendi e pertanto dovrà essere eventualmente concordato e approvato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova. a.iv. opere già eseguite I primi lotti di lavori hanno permesso di mettere in sicurezza statica tutto l edificio operando sulle fondazioni con rinforzi jet grounting, con la sostituzione di quasi tutti i solai lignei con solai metallici adatti ai nuovi sovraccarichi, con il rinforzo opportuno delle murature, la costruzione al rustico della scala e dei vani ascensore nella parte posteriore, il recupero e la ripresa dell intonaco e della tinteggiatura delle facciata su Corso Colombo e via XX Settembre, il rifacimento del tetto, ecc. il tutto secondo le condizioni imposte dalla Soprintendenza ai Monumenti di Genova. 4

5 All interno sono stati realizzate tutte le opere di finitura e impiantistiche per utilizzare i seguenti locali: 1. al piano terreno l ingresso, l atrio con annesso servizio igienico per il personale, i due magazzini (attualmente adibiti a diversa destinazione); 2. la scala principale fino al primo piano e la scala della biblioteca fino al secondo, lavori di messa in sicurezza fino al primo piano della vecchia scala; 3. porzione del primo piano per la sala conferenze e spazi espositivi; 4. porzione del primo piano per la biblioteca, con gli uffici, il piccolo magazzino arrivi, il servizio del personale, 4 sale a scaffale aperto, il bancone arrivi e una sala per libri antichi; 5. porzione del secondo piano, con sistemazione del terrazzo con panche e pergolato, la sala conversazione e l adiacente ufficio: 6. sono in corso di completamento i lavori per la realizzazione dello spazio famiglia al secondo piano e il restauro della loggia del secondo piano; 7. In data 5 Gennaio 2010 con protocollo n 2109/PI (prat. N ), il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova ha espresso parere favorevole al progetto stralcio che consentirà di ottenere l agibilità completa dei locali sala conferenze e biblioteca al primo piano, prima del completamento degli altri lavori.il progetto stralcio, a firma del perito Carlo Queirolo, ha previsto l utilizzo e l adeguamento di una porzione della scala vecchia nel tratto tra il piano terra e il primo piano, in modo da poterla utilizzare come seconda via di fuga per la sala conferenze. I lavori di adeguamento hanno comportato l inserimento di una porta REI120 al piano terra, il rinforzo strutturale delle prime due rampe e la compartimentazione di una porzione della scala. a.v. lavori oggetto dell appalto In questo lotto sono da realizzare le opere di finitura e impiantistiche per la realizzazione di spazi museali ed espositivi al piano terzo e sottotetto, e per il completamento della scala principale in particolare: 1. verifica preliminare della tenuta del manto di copertura con ripristino e integrazioni delle converse in rame e delle converse dei lucernai vedi tav. 6; 2. intonachi ignifughi REI 120 sui solai in metallo; 3. controfodere ignifughe REI 120 sui solai in legno e ignifughe e termoisolanti sotto alla copertura; tav 12; 15; 16; 4. eventuale chiusura del solaio tra il terzo piano e il piano sottotetto da stabilirsi in funzione del progetto di allestimento (il mantenimento dell apertura comporta verifica di compatibilità con il comando VVFF). 5. opere murarie e di finitura con tramezze, riquadrature, intonaci, ecc. ai piani terzo e quarto tav. 4; 5; 7; 8; 9; 10; 6. al piano terzo pavimenti in marmo bianco con inserti in Bardiglio, analogamente a quanto realizzato ai piani sottostanti, o in ardesia con inserti in marmo bianco; pavimenti di recupero in legno e piastrelle di cemento o graniglia in analogia a quelli preesistenti sempre al piano terzo; pavimento in cotto al piano sottotetto tav. 13; 14; 7. controsoffitti con inserite luci ambiente, fan-coils, impianti aria, rivelatori fumo, ecc; - tav. 12; 15; 16; 8. nuovi serramenti per porte in legno e tagliafuoco; - tav.19; 9. per la scala principale realizzazione di pavimenti, rivestimenti in marmo, ringhiere, controsoffitti, ecc. in continuità con quanto realizzato fino al primo piano; - tav. 18; 10. per i servizi igienici al piano terzo realizzazione di pavimenti in gres nero, rivestimenti in maiolica bianca, bordi e zoccoli in marmo Bardiglio, mensole in cristallo, specchi, sanitari e complementi d arredo in analogia con quanto realizzato al piano primo; - tav 4; 19.2; 11. restauro e pitturazione dei serramenti esistenti: finestre, scuri, persiane, porte mantenendo le colorazioni originali; 12. opere di restauro dei controsoffitti decorati a tempera al piano terzo 13. Impianti meccanici: di riscaldamento, raffrescamento, aria primaria, acqua calda e fredda, scarichi fognari e antincendio, come meglio descritti dal progetto e relazione tecnica dell Ing. Agostino Tassano; 14. impianti elettrici: impianto elettrico e di illuminazione, antintrusione, di rivelazione fumi, dati, come meglio descritti dal progetto e relazione tecnica dell Ing. Agostino Tassano; 15. Completamento della caldaia e degli allacci impiantistici esterni secondo il progetto dell Ing. Agostino Tassano, compresa la realizzazione di nuovo pavimento caldaia in battuto di cemento, la realizzazione degli scavi per il completamento degli allacci esterni, già realizzati fino all altezza del vano scala, e la chiusura dell intercapedine antistante alla caldaia; 16. Realizzazione di impianto per la produzione dell acqua refrigerata secondo il progetto dell Ing. Agostino Tassano. Il progetto prevede la realizzazione di una prima sezione di impianto che sarà completato successivamente in relazione al completamento della biblioteca: si tratta di istallare una unità refrigerante con condensatore remoto e la predisposizione per una seconda unità nel locale sottoscala. Il condensatore remoto sarà posto a tetto, nell apposito vano aperto in copertura. Si dovrà studiare una disposizione che, in funzione delle macchine prescelte, consenta l installazione successiva di un secondo condensatore: in caso contrario dovrà essere indicata una nuova posizione che potrebbe necessitare 5

6 l approvazione di una variante al progetto architettonico; Il progetto prevede l installazione di una scala di accesso alla copertura e di ringhiere di sicurezza: tav. 5; 6; 7; a.vi. lavori complementari a carico dell Amministrazione Comunale Comprese nel quadro economico, nelle somme a disposizione e pertanto escluse dall appalto, sono due opere che costituiscono indispensabili servizi per l intero edificio e pertanto, l Amministrazione Comunale intende riservarsi la possibilità di realizzarle anche indipendentemente dai lavori inerenti il solo polo museale al terzo e quarto piano. Tali opere sono: 1. realizzazione di stazione di rilancio impianto idrico antincendio collegata direttamente alla rete idrica atta a garantire una prevalenza di circa 5 bar, da collocare nel locale sottoscala. Tale previsione, in conformità con la comunicazione della Società dell Acqua Potabile del 19 luglio 2010, Prot. 1412/10, sarà da ritenersi temporanea in attesa del previsto potenziamento della rete. L impianto dovrà garantire una portata minima di 120l/min e una pressione di 2 bar al bocchello di ciascuno dei tre idranti collocati in posizione sfavorevole. 2. realizzazione di impianto ascensori a norma della Legge per il superamento delle barriere architettoniche, con cabina delle dimensioni minime di mt di profondità per 1.10 di larghezza e porte di luce netta minima mt.0.80, completo per le 5 fermate, comprese tutte le opere impiantistiche accessorie e murarie. Tale lavoro sarà eseguito preliminarmente in modo da dotare le strutture già eseguite al primo piano del necessario servizio per i disabili. 3. Impianto esterno di protezione contro le scariche atmosferiche. In occasione della realizzazione delle opere di completamento della biblioteca al secondo piano sarà realizzata inoltre la scala a chiocciola in ferro che collega i due terrazzi al secondo e terzo piano. (come previsto dal progetto dei Vigili del Fuoco connessione degli spazi calmi al secondo e terzo piano) a.vii. criteri di scelta dei materiali; In accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici, considerate le notevoli trasformazioni e manomissioni che l edificio ha subito nel tempo all interno e la necessità di intervenire con impegnativi interventi strutturali, si è proceduto con grande libertà adoperando in alcuni ambienti e per la facciata principale sul Corso Colombo interventi di scrupoloso restauro conservativo, affiancati a interventi di reinterpretazione spaziale in chiave decisamente contemporanea. L intento perseguito è quello di una effettiva valorizzazione architettonica del bene cercando di migliorare e adeguare alle nuove funzioni pubbliche un edificio che in alcune parti presentava un tono alquanto dimesso. L eliminazione di molte partizioni interne, l apertura di tagli di comunicazione tra gli ambienti, l inserimento di controsoffitti in gesso, attrezzati con impianti di illuminazione e di riscaldamento, staccati dalle pareti da tagli luminosi, conferisce ai locali un carattere sicuramente più libero e moderno. Quanto di nuovo è stato realizzato è chiaramente denunciato, anche se nella maggior parte dei casi si sono utilizzati materiali della tradizione locale. Alcuni elementi strutturali e tecnologici introdotti, quali i nuovi solai in acciaio e i rivestimenti ignifughi con malte rustiche di forte spessore, si possono intravedere dai tagli del controsoffitto rendendo esplicita la stratificazione degli interventi sul manufatto edilizio. La presenza di elementi rustici e altri molto raffinati, come il sistema di illuminazione lineare a soffitto, costituisce un interessante motivo di contrasto. Le finiture saranno analoghe a quelle già realizzate nei lotti completati con: pavimenti in marmo bianco di Carrara e inserti in marmo Bardiglio, intonaci finiti in arenino alla Genovese, restauri di decorazioni pittoriche presenti nel palazzo, recupero di alcuni serramenti e elementi decorativi in marmo. Al piano sottotetto il pavimento, visto il carattere di servizio originario dei locali, sarà realizzato con mattonelle di cotto dell Impruneta delle dimensioni di cm. 14x28. In questi locali le soglie, le zoccolature e i gradini saranno in ardesia mentre nei locali sottostanti saranno in marmo Bianco Carrara o Bardiglio. Ove possibile, saranno riutilizzati alcuni pavimenti di legno e di elementi di cemento o graniglia, accantonati nella fase del restauro statico-strutturale, di cui si deve ancora effettuare la selezione in base allo stato di conservazione. Il progetto ha consentito, attraverso la modificazione dei livelli dell ultimo solaio calpestabile, il recupero degli spazi del sottotetto. La copertura che necessitava di un intervento di rinforzo statico con sostituzione e integrazione delle travature è stata mantenuta a struttura lignea. Tutto l intervento di protezione antincendio e 6

7 di coibentazione termica sarà realizzato con un controsoffitto in pannelli in lana di legno mineralizzata ad alta temperatura con magnesite, conformi alla norma UNI 9714-M-A. Composizione di materie prime tutte naturali (legno e magnesite) e con la totale assenza di componenti nocivi. Infatti i pannelli sono classificati ai primi posti, tra i materiali da costruzione e finitura, nelle tabelle di compatibilità biologica redatte dall'"institute fur Baubiologie" di Rosenheim (D) e raccomandati anche dall'istituto per la baubiologia e l'ecologia di Neubeuern (D) per la provata ecobiocompatibilità. Saranno inoltre adottati provvedimenti per il risparmio energetico con impianti di illuminazione con lampade a risparmio e neon. I nuovi serramenti sono tutti in legno e le nuove finestre hanno vetri con camera d aria. a.viii.; rispondenza al progetto preliminare Il progetto definitivo è redatto, salvo piccole varianti non influenti sulla consistenza e distribuzione delle varie attività e servizi, sulla base del progetto preliminare, nel rispetto del livello qualitativo, dei conseguenti costi e dei benefici attesi. a.ix. criteri di progettazione degli impianti; Criteri di progetto I criteri di progetto e i riferimenti normativi sono specificati in dettaglio nei capitolati prestazionali degli impianti elettrici e meccanici, tenuto conto che l edificio - e vincolato dalla soprintendenza, - Sono presenti luoghi a maggior rischio in caso di incendio, - Sono presenti locali di pubblico spettacolo, a.x. protezione contro le scariche atmosferiche L edificio è sovrastato da una torre che si eleva oltre 10 mt al disopra della copertura dell edificio e termina con una struttura metallica su cui è attualmente inserito un elemento captatore ad asta collegato a terra con apposita treccia in rame. Come meglio specificato nella relazione degli impianti elettrici. L analisi del rischio effettuata secondo le CEI comporta che occorre proteggere l edificio con un LPS di classe 2 e con scaricatori di sovratensione. La realizzazione dell impianto esterno di protezione contro le scariche atmosferiche (captatori, discese dispersori) e escluso dall appalto in quanto verra eseguito separatamente. Il progetto prevede un punto a potenziale zero alla base della torre sopra la copertura, per cui in appalto sono previsti ai piani tutta una serie di collegamenti equipotenziali che occorrera eseguire con particolare cura (montanti verticali delle tubazioni riscaldamento, idrico, antincendio, ferri del c.a., solai metallici in lamiera grecata etc.). sui quadri saranno installati appositi scaricatori di sovratensione, (di tipo 1 sul quadro principale, di tipo 2 sui quadri secondari e di tipo 3 sui circuiti terminali, sia per gli impianti FM sia per gli impianti di segnale. b) STRUTTURE Le strutture riguardanti i locali interessati dalla sistemazione museale (scala, piano terzo e piano sottotetto), sono state calcolate secondo le norme vigenti al momento e con criteri di opportuna prudenza dall Ingegner Marco Marsicano. Il progetto approvato è depositato presso gli uffici della Provincia di Genova al n 8520 del , integrato in data , in data e I nuovi solai in acciaio e i rinforzi in legno sono verificati per sopportare un carico accidentale di 400 Kg. Eventuali integrazioni e modifiche alle strutture esistenti (chiusura porzione di solaio tra il terzo e quarto piano e solai in corrispondenza dell attuale scaletta in legno, che verrà demolita), dovranno essere regolarmente calcolate e collaudate da un tecnico abilitato. I disegni strutturali dei solai fanno parte dei documenti forniti dall Amministrazione. c) ASPETTI INERENTI LA SISMICA I lavori in appalto riguardano le finiture e gli impianti di un progetto complessivo di cui le opere strutturali risultano già completamente realizzate, ultimate e collaudate. Rispetto al progetto originario non è prevista alcuna modificazione, ed in particolare nessuna modifica strutturale o di destinazione d uso. L articolo della nuova norma tecnica delle costruzioni del prevede l obbligo di procedere alla valutazione della sicurezza e, qualora necessario, all adeguamento della costruzione, a chiunque intenda: a) sopraelevare la costruzione; b) ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione; c) apportare variazioni di classe e/o di destinazione d uso che comportino incrementi dei carichi 7

8 globali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo l obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione; d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente. In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all intera costruzione e dovrà riportare le verifiche. I lavori in appalto esulano pertanto da tali obblighi. Occorre inoltre richiamare il certificato di collaudo delle strutture, depositato in Provincia a cura dell ing. Gianfranco Biondi in data 13 aprile 2006, in cui si afferma esplicitamente: che le opere di cui trattasi non sono state calcolate con i metodi ed i criteri sismici dettati dalla OPCM n 3274 del in quanto al momento della progettazione, dell affidamento delle opere e della denuncia originaria il Comune di Sestri Levante non era classificato quale zona sismica, per cui non sussiste obbligo di adeguamento a norma dell art. 2 comma 2 della citata ordinanza. Sarà eventualmente cura dell Amministrazione procedere alle verifiche tecniche finalizzate alla riduzione della vulnerabilità sismica a norma della O.P.C.M. 3362/2004. d) SITI DI CONFERIMENTO DEI MATERIALI DI RISULTA Considerando che i lavori in appalto riguardano solo finiture e non elementi strutturali i materiali di risulta da demolizioni o scavi sono in quantità estremamente ridotta: si tratta principalmente di intonaci incoerenti da scrostare, materiali di risulta da realizzazione di crene o varchi impiantistici, piccole quantità di pietrisco e materiali di riporto provenienti da scavi a sezione ristretta da effettuare al di sotto del viale di accesso da via XX settembre che in gran parte verranno riutilizzati per il successivo riempimento degli stessi. Tali materiali di varia composizione costituiti da inerti ammontano a circa 65 mc. e potranno essere conferiti ad impianti di riciclaggio autorizzati a norma di Legge. e) BARRIERE ARCHITETTONICHE d1)- piano terra I locali a piano terra che prospettano su Corso Colombo, parzialmente interessati alla ristrutturazione, hanno mantenuto le stesse destinazioni d uso commerciali che avevano prima dei lavori e non interessano gli spazi pubblici previsti per la realizzazione del centro culturale. L accesso principale al Palazzo e alle sue strutture pubbliche poste ai vari piani, avviene dal centralissimo Corso Colombo con un portone a bussola (porta a due ante in legno e porta in cristallo temperato della larghezza di mt. 1,30) che dal marciapiedi pubblico, immette direttamente in un corridoio della larghezza di mt. 1,90 con una pendenza in ascendere del 2%. Da questo corridoio si arriva ad una saletta di attesa con sedute e quadri informativi e attraverso due aperture di mt. 1,20 di larghezza si entra lateralmente nell ufficio informazioni con almeno una porzione del bancone di servizio di altezza di circa 90 cm. dal pavimento. Sempre dalla saletta attesa si passa direttamente nel corridoio trasversale di disimpegno della larghezza di mt. 1,87 e dal quale si può accedere direttamente all ascensore e alla scala, costruiti a norma di legge, che portano ai successivi piani alti. Da questo corridoio, inoltre, si può entrare in altri due locali posti sui due lati corti di cui uno avrà funzione di guardaroba-magazzino e prontosoccorso. Due accessi diretti verso l esterno sono di servizio per carico e scarico merci che avviene con accesso carrabile da via XX settembre. Il percorso descritto è agevolmente percorribile anche da persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. d2)- piano primo Il piano primo e utilizzato in parte dalla sala conferenze, in parte dalla biblioteca e per la rimanente parte dai servizi igienici. Dalla scala o dall ascensore, che partono dal piano terreno, si arriva direttamente nel corridoio di distribuzione, della larghezza di mt. 1,87, su cui si affacciano le porte di accesso alla zona servizi igienici, alla sala conferenze e alla biblioteca. Essendo la scala del tipo protetto, le porte che si aprono sul pianerottolo di distribuzione, sono ignifughe con grado di resistenza REI 120 e sono provviste di maniglione antipanico all interno dei locali e maniglia normale dal lato scala e ascensore. I servizi igienici a questo piano sono suddivisi per sesso in due zone con disimpegno comune e in numero di 4 in totale di cui 2 (1 per sesso) per persone disabili. Alla sala conferenze si accede da due porte poste all estremità del lato minore e in corrispondenza dei corridoi laterali determinati dalla disposizione delle poltrone che sono in n di 87 per il pubblico. Sono riservati due posti in prima fila, in aderenza al passaggio libero di mt. 1,20, alle persone disabili su carrozzella. Per ottenere un miglioramento della visibilità, la parte di pavimento verso le uscite ha una leggera pendenza del 4%. 8

9 Dal corridoio di arrivo, sul lato minore verso est, si accede alla biblioteca. Oltrepassata la porta si trova il banco dell ufficio informazioni, prestiti e restituzioni. Da qui tutti i vani ( n 5 ) destinati al pubblico per la lettura e la consultazione, sono accessibili. d3)- piano secondo Il progetto definitivo prevede lavori di ristrutturazione di utilizzo pubblico per l ampliamento della sottostante biblioteca che occuperà l intero piano che non sono oggetto di questo appalto. d4)- piano terzo Il piano terzo sarà destinato al museo con uffici e laboratori per circa un sesto della superficie e per i restanti due terzi, circa 250 mq, spazi espositivi. Tutti i pavimenti sono in piano. Le aperture con luce netta uguale o superiore a cm. 80. I servizi igienici a questo piano, a servizio anche del piano superiore, sono suddivisi per sesso in due zone con disimpegno comune e in numero di 4 in totale di cui 2 (1 per sesso) per persone disabili. d5)- Piano quarto E il piano sottotetto e sarà destinato a spazi espositivi del museo. A seguito delle prescrizioni della Soprintendenza il pavimento a questo piano si trova su più livelli. L accesso dalla scala principale e dall ascensore avviene in piano e consente la visita di quattro locali, mentre gli altri locali sono accessibili solo attraverso una scala per il superamento di un dislivello massimo di 75 cm. Il superamento di tali dislivelli, dovrà essere possibile anche a persone su sedia a ruote con l inserimento di rampe fisse o l installazione di piattaforme elevatrici (vedi indicazioni di massima alla tavola 05). CRITERI ADOTTATI NELLA PROGETTAZIONE PER GARANTIRE L ACCESSIBILITA L adeguamento alla Legge 13 è stato considerato non solo per ogni singola unità ambientale, ma anche per gli elementi componenti ciascuna di esse. a)-le porte di accesso di ogni spazio elementare e definito idoneo a consentire lo svolgimento di attività compatibili tra loro, sono in ogni caso facilmente manovrabili, di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote. I vani delle porte e gli spazi antistanti e retrostanti sono complanari e di dimensioni adeguate per consentire le manovre con la sedia a ruote. Il dislivello in corrispondenza dei vani delle porte di accesso dall esterno saranno contenuti e tali comunque da consentire l agevole accesso e transito di una persona su sedia a ruote. La porta vetrata della bussola d ingresso è facilmente individuabile con l apposizione di opportuni segnali e munita di maniglie. L altezza dei vetri dal pavimento è di almeno cm. 40. La luce netta delle porte è uguale o superiore a cm. 80 e mai superiore a cm.120 per anta. La luce netta delle porte dei servizi è di almeno cm. 75. L altezza delle maniglie rimane compresa tra un minimo di 0,85 cm. ed un massimo di cm. 0,95. b)- I pavimenti di ogni piano in genere sono perfettamente orizzontali e non sdrucciolevoli ; solo il corridoio d ingresso che porta all ufficio informazione al p.t. ha per un breve tratto una pendenza del 2% e la sala delle conferenze al 1 piano ha nel tratto iniziale per esigenze di visibilità una pendenza del 4%. Facilmente superabili da persona disabile su sedia a ruote. c)- Le porte, le finestre e le porte finestre sono facilmente utilizzabili anche da persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali. Le parti mobili possono essere aperte o chiuse esercitando una leggera pressione e sono provviste di meccanismi di apertura e chiusura facilmente manovrabili. Per tutti gli infissi esterni le maniglie o i dispositivi di comando sono previsti ad una altezza compresa fra cm. 100 e 130. Per consentire la visuale verso l esterno ad una persona seduta non sono previsti parapetti con parte opaca oltre i 60 cm. Il parapetto e le ringhiere, per ragioni di sicurezza, sono alti dal piano di calpestio almeno cm Le ante mobili degli infissi esterni saranno usate esercitando una pressione non superiore a kg. 8. d)- La disposizione degli arredi fissi è stata studiata in modo da consentire il transito di una persona su sedia a ruote e, ove previsto, l agevole utilizzabilità di tutte le attrezzature in esso contenute.gli arredi non hanno parti taglienti e sono privi di spigoli vivi. Il bancone dell ingresso al p.t. e della biblioteca al 1 piano, sono predisposti in modo che una parte di essi debba avere una altezza di cm. 90 dal pavimento e possa così essere utilizzata da persona su sedia a ruote permettendole di espletare tutti i servizi. Qualora si dovessero adottare per l ingresso principale sistemi di apertura e chiusura automatici, essi saranno temporizzati per consentire un agevole passaggio anche a disabili su sedia a ruote. Nell atrio d ingresso è predisposto un idoneo spazio d attesa con posti a sedere. e)- Gli apparecchi elettrici che possono essere a disposizione e utilizzabili dal pubblico (interruttori e eventuali prese, pulsanti di comando per apparecchiature, campanelli di allarme, citofoni, ecc. sono posti ad una altezza compresa tra i 40 e i 140 cm. Gli eventuali telefoni ad uso pubblico saranno previsti ad una altezza di cm f)- I servizi igienici a disposizione delle persone disabili sono garantiti nella giusta quantità. Sono collocati al 1, 2 e 3 piano e suddivisi in numero di due per sesso, con disimpegno comune (vedere planimetrie 9

10 allegate). Per ognuno lo spazio disponibile garantisce,con opportuni accorgimenti, le manovre di una sedia a ruote che sono necessarie per l utilizzazione degli apparecchi sanitari. Per ogni servizio igienico è garantito,in particolare, lo spazio necessario per l accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e l accostamento frontale al lavabo che del tipo a mensola. Inoltre ogni servizio igienico è dotato di opportuni corrimano posti all altezza di cm. 80 dal calpestio e di diam. cm. 3-4, fissato alla parete a 5 cm. dalla stessa. Un campanello di emergenza è posto in prossimità della tazza. I rubinetti con manovra a leva sono del tipo regolabile per erogazione dell acqua calda mediante miscelatori. Le porte sono apribili verso l esterno della larghezza di cm. 75. I lavabi hanno il piano superiore posto a cm. 80 dal calpestio, senza colonna e sifone con tubo flessibile incassato a parete. Le tazze sono poste ad una distanza minima dalla parete laterale di cm. 40 il bordo anteriore a cm. 75 dalla parete posteriore e il piano superiore a cm.45 dal calpestio. In prossimità della tazza W.C., posto all all altezza di cm. 80, è fissato un corrimano orizzontale a parete per consentire il trasferimento. g)- I percorsi principali e i corridoi hanno tutti una larghezza di cm. 120 (solo limitati attraversamenti mediante aperture nelle murature possono essere uguali o superiori a mt. 1,00) e consentono l inversione di marcia da parte di una persona su sedia a ruote. Particolare attenzione è stata dedicata alle parti di corridoi o disimpegni sulle quali si aprono porte e in questi casi sono state adottate soluzioni tecniche atte ad eliminare qualsiasi interferenza nel passaggio di persone su sedia a ruote. h)- La scala comune che costituisce la comunicazione tra il piano terra e il primo piano ha i gradini caratterizzati da un corretto rapporto, (2xa+p=62-64), con la pedata minima di cm. 30 e l alzata di cm. 16,5. Il profilo del gradino è a disegno discontinuo a spigoli arrotondati con aggetto del grado rispetto al sottogrado di circa cm. 2,5. Un segnale al pavimento costituito da materiale diverso per colore o forma e percepibile anche da parte dei non vedenti, sarà situato ad almeno 30 cm. dal primo e dall ultimo gradino e dovrà indicare l inizio e la fine della rampa. I parapetti costituiti sul lato esterno da muri continui e passamano in legno sui lati centrali da ringhiera in ferro con passamano in legno consentono una sicura difesa verso il vuoto e hanno un altezza di cm. 100 i)- Le pavimentazioni interne (lastre di marmo per ingresso, pianerottoli, disimpegni e biblioteca, legno per la sala conferenze, gres per i servizi, cotto all ultimo piano) sono comunque antisdrucciolevoli e rispondenti ai requisiti riportati dal Regolamento all art. 8:2:2.- f) IDONEITA DELLE RETI ESTERNE - Gas metano La potenzialita totale prevista per la centrale termica e di 200 kw. Attualmente e installata una caldaia di 50 kw. In appalto verranno aggiunti due moduli da 50 kw ciascuno. Un quarto modulo sara aggiunto successivamente. Attualmente e installato un misuratore gas da 50 kw. Le tubazioni sono gia predisposte per la potenza di 200 kw. A fine lavori occorrera richiedere un aumento di potenza gia concordato con l azienda erogatrice. Energia elettrica La potenza elettrica installata e di 80 kw. Attualmente la potenza impegnata e di 16 kw. Le linee e il misuratore ENEL sono gia predisposte per la potenza richiesta. A fine lavori occorrera richiedere un aumento di potenza gia concordato con l azienda erogatrice. Acquedotto La richiesta ad uso antincendio dell edificio e di 360 litri/min con una presione di 5 bar. Attualmente l acquedotto non e in grado di garantire ne la portata ne la pressione richiesta, ma ha in previsione il potenziamento della rete su via XX settembre per cui in futuro potra garantire questa fornitura. Attualmente sono presenti due attacchi idrici uno da via XX settembre e uno da Corso Colombo entrambi con una portata di 120 litri/min e una pressione di 2,2 bar. I due allacci confluiscono nell impianto antincendio e idrico sanitario al piano seminterrato sottoscala, a mezzo di un disconnettore da 2 1/2. Considerato che il potenziamento della rete e previsto in tempi relativamente brevi, l acquedotto ha concesso di installare una pompa di sovrapressione collegata direttamente alla rete idrica atta a garantire una prevalenza di circa 5 bar, da collocare nel locale sottoscala. Tale previsione, in conformità con la comunicazione della Società dell Acqua Potabile del 19 luglio 2010, Prot. 1412/10, sarà da ritenersi temporanea in attesa del previsto potenziamento della rete. L installazione della pompa di sovrapressione e compresa nel quadro economico nelle somme a disposizione ed e pertanto esclusa dall appalto e l Amministrazione Comunale intende riservarsi la possibilità di realizzarla anche indipendentemente dai lavori inerenti il solo polo museale al terzo e quarto piano. Telefono 10

11 Nell atrio di ingresso su corso Colombo e presente un cassetto di derivazione Telecom, gia utilizzato per i negozi, per la biblioteca e con la disponibilita di altre linee preesistenti gia utilizzate in precedenza per gli uffici ai piani. Web La biblioteca e collegata alla rete comunale a mezzo di server e di ponte radio. E prevista la possibilita di collegamento a questa rete esistente. g) INTERFERENZE CON LE RETI ESTERNE Le opere interne non danno origine a interferenze con le reti esterne. Viceversa nel breve tratto di scavo necessario per il completamento degli allacci definitivi dei negozi e della centrale termica si fa presente che durante gli scavi di fondazione del corpo scale e stata riscontrata la presenza di una linea ENEL a 400 V non segnalata e non presente sulle carte ENEL, e di cui non si conosce il percorso, per cui potrebbe interessare gli scavi. h) OPERE DI VALORIZZAZIONE ARCHITETTONICA Sono previsti interventi di restauro in categoria OS2 a soffitti decorati a tempera con verifica preliminare della stabilità mediante sondaggi a campione nei punti dove sono presenti crepe e con verifica acustica a percussione. Pulitura superficiale della polvere con spugna Wischab, asportazione di chiodi e stuccature in cemento. Pulitura più approfondita con sola acqua distillata, frapponendo alla pittura un foglio di carta giapponese. Consolidamento del colore stendendo a pennello della resina acrilica dispersa in acqua. I distacchi dell intonaco dal supporto in canniccio saranno assicurati con iniezioni di primal puro o diluito nella percentuale che si riterrà opportuna. Nelle zone dove si sono verificate le cadute di intonaco verrà prima eseguito il consolidamento dei bordi utilizzando resina acrilica, poi eseguito un rinforzo del canniccio circostante (asportando eventualmente le parti ammalorate che non assurgono più alla loro funzione) utilizzando una rete in vetroresina assicurata con graffette alle staffe in legno. Le stuccature saranno eseguite a livello e ad imitazione della superficie originale, con malta di calce naturale e sabbia. Il ritocco ad acquerello per la restituzione estetica, sarà eseguito come da indicazioni della Soprintendenza. i) CRITERI ED ELABORATI DEL PROGETTO ESECUTIVO E TEMPI DI REALIZZAZIONE DELL OPERA Il progetto esecutivo dovrà riferirsi sostanzialmente al progetto definitivo per quanto riguarda la distribuzione e i servizi di ogni piano e per ogni singolo vano, in modo da non comprometterne la funzionalità. Il progetto definitivo che si presenta, riguardante il terzo e quarto piano del Palazzo Fascie, è impostato su un criterio di flessibilità adottato in generale per tutto l immobile: sono stati mantenuti solo i muri portanti trasversali e eliminate tutte le divisioni intermedie, in modo da avere a disposizione una serie di ampli locali interconnessi da diverse aperture, disposte su assi visivi e di percorrenza continui. Questo consente al terzo e quarto piano di realizzare percorsi espositivi liberi e alternativi. Le finiture previste (pavimenti, soffitti, ecc.) sono quelle adottate per la parte già ristrutturata dell edificio e sottolineano con la continuità del disegno, dei sistemi di illuminazione e impiantistici, la continuità spaziale ricercata. In funzione del progetto museografico potranno però prevedersi modifiche alle finiture dei locali: in particolare per quanto riguarda i pavimenti, i controsoffitti, le luci, i colori. Queste modifiche non potranno alterare però le superfici decorate originali che dovranno essere restaurate, le zone di pavimento ove è previsto il recupero dei materiali originali, ne il corpo scale che costituisce un elemento comune alle diverse strutture presenti nel palazzo. La scelta dei materiali e delle rifiniture potrà essere diversa per il controsoffitto del sottotetto che potrebbe essere realizzato in listelli di legno naturale nel rispetto della normativa antincendio. L arredo dovrà essere di semplice disegno e possibilmente del colore naturale del materiale con cui è costruito che dovrà essere legno o ferro, con preponderanza del vetro per le bacheche e le zone espositive. L impianto di illuminazione previsto a progetto costituisce una base minima per l utilizzo dei locali ed è volutamente parziale, in assenza di un preciso progetto museografico. Esso sarà modificato o integrato in funzione del progetto espositivo. Particolare cura si dovrà avere nella progettazione delle luci e per questo dovrà essere prodotto un progetto illuminotecnico che tenga conto delle varie problematiche della museografia con l adozione di elementi illuminanti di vario tipo, possibilmente nascosti, invisibili e evitando l abbagliamento. Il tutto dovrà essere progettato nei dettagli con specifici elaborati che faranno parte integrante e vincolante del progetto esecutivo. 11

12 Il progetto esecutivo nel suo insieme dovrà tener conto della componente architettonica, valorizzandone gli elementi costitutivi con opere di abbellimento artistico ed inoltre dovrà rispettare le prescrizioni dettate in sede di rilascio delle autorizzazioni dei vari enti elencati in seguito al punto l. Per quanto riguarda gli elaborati, in generale, il progetto esecutivo dovrà conformarsi al regolamento generale degli appalti DPR 554 del e.s.m., articoli dal n 35 al n 45. TEMPI DI REALIZZAZIONE DELL OPERA Per le opere edilizie previste dal progetto definitivo sono stati calcolati, in funzione della percentuale di manodopera di ciascuna lavorazione, gli uomini/giorno nella misura complessiva di 1837 uomini/giorno. Considerando la possibile compresenza di 3 squadre di 2 operai e la quantità di giorni lavorativi effettivi nell arco di un intero anno, la durata dei lavori è stata stimata in 486 giorni naturali consecutivi, pari a 16 mesi. l) RISPONDENZA DEL PROGETTO ESECUTIVO ALLE PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTORIZZAZIONI DEGLI ENTI INTERESSATI i.i. Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria 1. in data 11/06/03 è pervenuta l autorizzazione N della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria e successivamente, in data 17/07/03 prot. N 8735, l autorizzazione al mantenimento della larghezza delle rampe della nuova scala fino a cm nel corso dei lavori del primo lotto a seguito di diversi sopralluoghi con il Funzionario responsabile del procedimento arch. Cristina Sanguineti si è presentato dettagliato progetto per il restauro della facciata verso Corso Colombo: questo progetto è stato autorizzato con provvedimento della Soprintendenza n 7462 del 1/07/2005 e ammesso al contributo di cui all art. 31, comma 2 del D.Lgs 42/2004 (per euro ,03) con lettera prot. n del 22 luglio 2005; 3. A seguito di sopralluogo in cantiere del Funzionario arch. Cristina Sanguineti del giorno 8/03/2005, sono stati predisposti e spediti in Soprintendenza, con lettera raccomandata del 30/03/2005 (ricevuta in data 02/04/2005), elaborati di aggiornamento del progetto che riguardavano l abbassamento di una ulteriore porzione di solaio del piano sottotetto e la ricomposizione delle finestre dei pianerottoli di arrivo del nuovo corpo scala ascensori; 4. con delibera G.C. n.69 del 06/04/2007 si approvava un secondo lotto funzionale di lavori, concernenti opere interne al piano terreno per la sistemazione dell atrio, delle prime rampe della scala principale e al secondo piano per la piccola sala conferenze. Questi lavori sono iniziati in data 01/10/2007 e terminati in data 30/03/2009. Lo stesso lotto ha riguardato il restauro della facciata verso via XX settembre. Riguardo a questo intervento, e in particolare per la pitturazione del nuovo corpo scala, sono state presentate alla Soprintendenza alcune soluzioni progettuali alternative. In data la Soprintendenza ha comunicato la soluzione prescelta e in seguito adottata; autorizzazione della Soprintendenza per la demolizione al terzo e quarto piano della scaletta quadrata in legno. A seguito delle prescrizioni contenute nelle approvazioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria sono state apportate al progetto originario una serie di modifiche che vengono elencate qui di seguito: 1. mantenimento con opere di rinforzo per parte del solaio tra il terzo e quarto piano in corrispondenza delle sale 3.18, 3.14, 3.1, consentendo la salvaguardia e il restauro dei sottostanti soffitti in cannicci decorati con pitture a tempera. I restauri dei controsoffitti decorati dovranno essere eseguiti da restauratori qualificati in categoria OS2 e concordati con la Soprintendenza. Per quanto riguarda la sala 3.1 il mantenimento del soffitto decorato ha imposto una soluzione di divisione tra i servizi igienici con sopraluce vitrei al di sopra delle tramezze. I telai di metallo dovranno consentire di supportare i vetri senza profili superiori a contatto con la superficie decorata. 2. recupero, per quanto possibile, e successiva posa sui nuovi solai o sui solai ristrutturati degli elementi per pavimentazione costituiti da listoni di legno pitch pine, mattonelle di cemento pressato colorate e a disegno, mattonelle di cemento e graniglia decorate recuperati nel corso del primo lotto dei lavori. Ove non fosse possibile il recuperò sarà opportuno integrare i suddetti manufatti con elementi analoghi in materiale, forme e disegni. (sale 3.18, 3.14, ) 3. recupero del telaio della porta di comunicazione tra la sala 3.18 e Le ante potranno essere adattate tra quelle esistenti o realizzate in forme analoghe a quella del piano secondo. 4. restauro del caminetto con nuovo rivestimento marmoreo che ripropone l originale in forme semplificate; 12

13 5. restauro della loggia del terzo piano e della torre- Si tratta di un restauro di tipo conservativo e, a parte il necessario rifacimento del soffitto della loggia del terzo piano ormai crollato, dovrà tendere alla massima conservazione dei manufatti originali: intonaci, pitture, ecc. Tutti gli interventi di restauro saranno eseguiti previa consultazione dei responsabili della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria. i.ii. Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova La prima approvazione del progetto è la n 5055/96 del 18/6/1997. A seguito delle prescrizioni contenute nel Nulla Osta della Soprintendenza è stata presentata una variante che ha ottenuto il parere favorevole in data 14/01/2005 (pratica n /PI prot. n 2972/04). L attività è classificata al n dell elenco allegato al DM A lavori ultimati dovrà essere richiesto al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco sopralluogo atto ad accertare la rispondenza alle norme di sicurezza, ai sensi dell art. 3 del DPR 37 del 12/01/1998. Le condizioni dell approvazione sono le seguenti: 1. Le attività di esposizione, mostre e conferenze dovranno osservare le disposizioni di esercizio previste dall art. 5 del D.M , n In particolare dovranno osservarsi le limitazioni sui carichi d incendio e sulla classificazione degli arredi e rivestimenti ai tini della reazione al fuoco. 2. I locali di deposito relativi alle attività di cui al p.to precedente dovranno osservare quanto previsto dall art. 6 del D.M. suddetto. 3. Le attività pertinenti alla biblioteca ed agli archivi dovranno osservare le disposizioni d esercizio previste dall ari 3 del D.P.R , n I depositi della biblioteca dovranno osservare quanto previsto dall ari 5 del D.P.R. suddetto 5. Dovranno essere adempiuti gli obblighi connessi con la legislazione in materia di sicurezza e salute dei lavoratori di cui al D.L.vo n 626/94 e succ. mod. e al D.M , che questo Comando provvederà ad accertare in sede di sopralluogo ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi. 6. Dovranno comunque essere osservate le vigenti norme in materia, con particolare riferimento al D.M n. 569, al D.P.R n. 418 ed al D.M , anche per quanto non esplicitamente rilevabile nella documentazione tecnica presentata. 7. Dovrà essere istituito, a cura del responsabile dell attività, un apposito registro ove dovranno essere annotati i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l informazione e la formazione del personale. Tale registro dovrà essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai tini dei controlli di competenza di questo Comando. All atto della richiesta del sopralluogo sopraccitato dovrà presentarsi la documentazione certificativi di cui all allegato II al DM 4 maggio 1998, ai sensi dell art.1 comma 5 del citato DPR 37/98, relativamente ai punti applicabili in relazione all attività in oggetto. Il progetto di prevenzioni incendi ha previsto in sintesi: CARICO DI INCENDIO E CLASSE DELL EDIFICIO La determinazione del carico di incendio è riportata nell esame di ogni singola stanza applicando i criteri della Circ. 14 settembre 1961, n 91 per i locali con solaio superiore con struttura in acciaio e del D.M. 6 marzo 1986 per i locali aventi solaio superiore con struttura in legno. In sintesi risulta per i locali interessati dall appalto - museo esposizione sale espositive classe 30 uffici laboratori classe 45 Nei vani scala e nei passaggi in genere il carico di incendio sara non superiore a 10 kg/mq. I solai in legno essendo mantenuti, secondo le prescrizioni della soprintendenza, al fine di conservare le pitture a tempera dei controsoffitti intonacati, non subiranno modifiche, per quanto riguarda il loro lato inferiore. Attualmente sono stati rinforzati superiormente con solette collaboranti in c.a. Nella scala oltre all impianto di illuminazione normale è previsto un impianto di illuminazione di emergenza. L aerazione del vano scale sarà realizzata con aperture a vasistas ad ogni pianerottolo. All ultimo piano sulla copertura sarà predisposto un lucernaio apribile per una superficie netta di 1 mq munito di comando automatico di apertura a molla o a gas, di tipo omologato, comandato dall impianto di rilevazione incendio. La scala avrà i gradini con pedata non inferiore a 30 cm e alzata non superiore a 17 cm e sarà costituita da due rampe rettilinee. REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI I pavimenti e i materiali di rivestimento in genere saranno non combustibili, in classe 0 di reazione al fuoco, a meno dei pavimenti in legno esistenti che, secondo le prescrizioni della Soprintendenza, saranno mantenuti e trattati con vernice intumescente. Tende e tappezzerie saranno per quanto possibile evitate. Quelle eventualmente presenti saranno in classe 1 di reazione al fuoco. 13

14 IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE I locali saranno adeguatamente illuminati con sorgenti uniformemente distribuite e con intensità luminosa graduabile suddividendo le accensioni su più circuiti. I locali saranno illuminati con luce indiretta o comunque soffusa. L illuminazione di sicurezza sarà ottenuta con lampade di sicurezza provviste di batteria tampone con durata a norma di Legge, e sarà estesa a tutti i locali e alle vie di uscita sino alla pubblica via. L intensità dell illuminazione di sicurezza sarà tale da assicurare un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 mt di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita, luoghi con presenza di pubblico e bagni per disabili. IMPIANTI ELETTRICI L edificio sara alimentato da un quadro elettrico principale posto al piano terra e non accessibile al pubblico. Da questo quadro saranno alimentati i sottoquadri delle singole attività ai piani con linee indipendenti. Dai sottoquadri le varie utenze saranno alimentate con linee indipendenti. I cavi elettrici, ampiamente dimensionati, saranno del tipo non propagante l incendio, a bassa emissione di fumi. Negli attraversamenti di muri tagliafuoco i passaggi dei cavi saranno adeguatamente sigillati. Nei servizi per disabili saranno installati allarmi a tirante, con suoneria installata in posizione chiaramente udibile. IMPIANTO DI RIVELAZIONE INCENDIO E ALLARME L impianto di rivelazione incendio e allarme gia esistente sara esteso ai locali oggetto dell appalto.impianti VARI I locali saranno predisposti per la futura installazione di impianti vari multimediali in funzione dello sviluppo della tecnica e delle varie esigenze dell attività, quali: Collegamenti via cavo alle banche dati esterne con cavi in rame. Ponti radio e altre attrezzature di comunicazione. Il tutto inquadrato in un sistema di predisposizioni che esulano dalla problematica di prevenzione incendi. In ogni caso le predisposizioni saranno eseguite in modo da rispettare i principi generali di prevenzione, senza costituire fonte di pericolo o creare vie di propagazione dell incendio. In particolare si avrà cura di predisporre canalizzazioni separate per i singoli impianti. Nell attraversamento di solai e muri tagliafuoco i fori di passaggio verranno opportunamente sigillati in modo da impedire la propagazione dell incendio. IMPIANTO ANTINCENDIO L impianto antincendio è costituito da due montanti posti nei vani scala. Ad ogni piano è derivato con tubo DN 40, un idrante UNI 45 completo di manichetta e lancia, in apposita cassetta metallica con vetro a rompere. L impianto antincendio è indipendente da quello dei servizi sanitari. Le tubazioni saranno in acciaio, protette dal gelo e dagli urti. L impianto avrà caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante, assicurando ai 3 idranti in posizione idraulica maggiormente sfavorita, una portata di 120 l/min e una pressione al bocchello di 2 bar. SEGNALETICA DI SICUREZZA La segnaletica di sicurezza sarà conforme al D.M. 30/11/83 ESAME DELLE SINGOLE ATTIVITÀ SOGGETTE A CONTROLLO MUSEO DESCRIZIONE GENERALE Il museo occupa il piano terzo per una superficie di circa 330 mq. e il piano sottotetto, per una superficie di circa 175 mq. In totale gli spazi adibiti a museo e/o spazio espositivo occupano circa 505 mq. I due piani sono in collegamento tramite la scala principale e costituiscono una un unica unità funzionale. CLASSIFICAZIONE ATTIVITA SI identifica una attività soggetta a controllo dei VVF di cui al N. 90 del D.M CARICO DI INCENDIO Nei locali adibiti a museo e spazio espositivo il carico di incendio sarà costituito da oggetti d epoca quali quadri, mobili antichi, bacheche con documenti e oggetti vari. Eventuali pannellature mobili per esposizione saranno in materiale non combustibile. Dalle tabelle di calcolo risulta una classe 30 per i locali adibiti ad esposizione con bacheche in metallo e vetro e una classe 45 per gli altri locali, quali uffici, laboratori ecc. Nei corridoi e nei passaggi in genere il carico di incendio verrà limitato a 10 kg/mq. STRUTTURE I muri principali sono in pietrame sp. 60 cm. Il solaio al piano è realizzato con travi principali in acciaio, con solettina in ca. su cassaforma a perdere in lamiera grecata o rimane inalterato in legno controsoffittato, secondo quanto indicato nelle tavole di progetto. Nelle zone destinate a museo le strutture in acciaio saranno protette con vernici intumescenti o intonaco ignifugo con uno spessore adeguato a garantire una resistenza al fuoco di 120. MATERIALI Il pavimento sarà in materiale non combustibile. Nei corridoi e nei passaggi in genere saranno impiegati materiali non combustibili. 14

15 In generale saranno evitate tende e tappezzerie, quelle eventualmente necessarie saranno in classe 1 di reazione al fuoco. Le scaffalature, le bacheche etc. saranno in materiale non combustibile. Eventuali pannelli per l esposizione di quadri, foto etc. saranno in metallo o in materiale trattato con vernici intumescenti. MASSIMO AFFOLLAMENTO IPOTIZZABILE Piano terzo Ha una superficie interna netta di 330 mq. Ipotizzando che la massima densità d affollamento sia di 0,1 persone/mq per uffici e laboratori e di 0,2 persone a mq per gli spazi espositivi, il massimo affollamento ipotizzabile risulta pari a 50 persone. Piano quarto La zona museo-esposizione al piano quarto ha una superficie interna di 175 mq. Ipotizzando che la massima densità di affollamento sia 0,2 persone/mq per gli spazi espositivi, il massimo affollamento ipotizzabile risulta di 35 persone. USCITE Ad ognuno dei due piani esistono due porte di uscita verso il vano scale, ciascuna con una larghezza di 120 cm 2 moduli. Le porte saranno a due battenti rigidi con apertura verso l esterno con dispositivo di bloccaggio in posizione di apertura. I serramenti avranno un sistema di apertura a barre di comando per l apertura a spinta. I serramenti saranno di costruzione robusta, eventuali vetri saranno limitati alla parte superiore delle porte e saranno del tipo di sicurezza. SERVIZI IGIENICI I servizi igienici saranno separati per uomini e donne, Ogni bagno sarà corredato di vaso e lavabo. Almeno un servizio sarà agibile anche da disabili. I locali saranno ventilati direttamente dall esterno o a mezzo di apposito ventilatore. I muri saranno piastrellati sino ad un altezza minima di 1,8 mt. ( 2,18 mt) In data 5 Gennaio 2010 con protocollo n 2109/PI (prat. N ), il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova ha espresso parere favorevole al progetto stralcio che consentirà di ottenere l agibilità completa dei locali sala conferenze e biblioteca al primo piano, prima del completamento degli altri lavori. Il progetto stralcio, a firma del perito Carlo Queirolo, ha previsto l utilizzo e l adeguamento di una porzione della scala vecchia nel tratto tra il piano terra e il primo piano, in modo da poterla utilizzare come seconda via di fuga per la sala conferenze. I lavori di adeguamento hanno comportato l inserimento di una porta REI120 al piano terra, il rinforzo strutturale delle prime due rampe e la compartimentazione di una porzione della scala. i.iii. Commissione Comunale di Vigilanza e Controllo sui Locali di Pubblico Spettacolo La Commissione Comunale di Vigilanza, ha esaminato il progetto stralcio relativo alla sola sala conferenze sita al primo piano, durante i sopralluoghi del 6/5/2009 e del 5/3/2010. A norma della circolare 16 del 15 febbraio 1951 articolo 17 e del DPR 28 maggio 2001, n. 311 (Regolamento per la semplificazione dei procedimenti relativi ad autorizzazioni per lo svolgimento di attivita' disciplinate dal testo unico delle leggi di pubblica ) il museo è escluso dalle attività soggette a controllo da parte della Commissione di Vigilanza. i.iv. ASL 4 - CHIAVARESE In data 2 marzo 2010 l ASL 4 Chiavarese, con provvedimento n prot (rif.usl 11050), esaminato il progetto di ristrutturazione del Palazzo Fascie-Rossi ad uso biblioteca, sala conferenze e museo, ha espresso parere igienico sanitario favorevole. m) LINEE GUIDA INERENTI LA SICUREZZA m.i. Area di cantiere Il cantiere si sviluppa sulle seguenti aree del palazzo: aree di lavoro - Scala principiale dal secondo piano al piano sottotetto - Tutto il piano 3 - Tutto il piano 4 sottotetto - Locale sottoscala - Centrale termica - Area antistante la centrale termica aree esterne per deposito castello di tiro - area antistante la centrale termica e adiacente 15

16 - area compresa tra il magazzino piano terra lato nord, il campo da bocce, la cabina Enel. m.ii. Servizi igienici operai e spogliatoi - Servizio W.C. esterno esistente vicino alla cabina ENEL - Eventuale servizio provvisoria da installare al piano secondo o terzo (area di cantiere) m.iii. Accessi all area di cantiere aree esterne: - accesso da via XX Settembre in comune con l asilo nido; all interno: - occorre valutare le interferenze con le attività già presenti nel palazzo e la necessità di non danneggiare quanto già realizzato. In quest ottica la soluzione più opportuna appare quella di utilizzare, con opportuni accorgimenti, la scala vecchia per il solo accesso degli operai e altri addetti al cantiere e di installare al di sopra del magazzino lato nord con lucernaio un ponteggio-passerella con arrivo sul terrazzo antistante la nuova scala al secondo piano. Da qui possono passare i materiali sollevati con un montacarichi posto all estremità della passerella lato nord. Questa soluzione è già stata utilizzata con buoni risultati per il restauro di porzione del secondo piano. m.iv.allacci a rete impainti di cantiere - Cassetto ENEL lungo strada di accesso - Allaccio acquedotto lato via XX settembre con tubazione provvisoria gia esistente m.v. Trasporto materiali - Ponteggio e castello di tiro sopra magazzino lato nord - Esclusione ascensore per sollevamento materiali - Eventuale utilizzo ascensore per sollevamento materiali di arredo m.vi. Ponteggi e opere provvisionali - Castello di tiro e passerella sopra magazzino con lucernaio lato nord - Ponteggio completo per lavori di restauro torre su Corso Colombo, con sviluppo corrispondente ai lati della torre, fino a terra lungo la strada e fino al manto di copertura sugli altri lati; completo di mantovana, reti e tutte le protezioni necessarie, sottoponte e tutte le protezioni necessarie per i lavori sulla pubblica via; - Piccolo ponte all interno del cortile fotografo per lavori in copertura; - Cestello per lavori a tetto e/o facciata; - funi di sicurezza per lavori con calpestio del manto di copertura; m.vii. Compartimentazione con locali inferiori per continuazione attivita sala e biblioteca - Mantenimento delle compartimentazioni su scala principale fino all esecuzione dei lavori di finitura della stessa; m.viii. Impianto protezione scariche atmosferiche - Escluso dall appalto da tenere presente per il coordinamento delle protezioni per gli impianti elettrici di cantiere e per i lavori a tetto m.ix. Interferenze - Interferenze e limiti di orario con accesso asilo - Interferenze e limiti con uscite di sicurezza palazzo e scala secondaria biblioteca - Uscite di sicurezza retro palazzo - uscite di sicurezza scala secondaria biblioteca - Modifiche alla centrale termica da fare fuori del periodo di riscaldamento - Modifiche al quadro generale da concordare con biblioteca e sala conferenze - Scavi per prolungamento tubazioni in c.t. da concordare con asilo e con negozi - Sollevamenti con gru condensatore a tetto e lavori a tetto con cestelli da concordare - Guardia a terra lato Corso Colombo durante lavori sul tetto (camini, converse etc) Sestri Levante, 10/02/2011 I tecnici Architetto Luciano Panero Architetto Francesco Panero Ingegnere Agostino Tassano 16

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