DOCUMENTO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO D. LGS 81/08

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1 ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE Sede: Via D Annunzio n. 25 MARCO POLLIONE VITRUVIO Castellammare di Stabia (NA) C.F Casella P.E.C. Fax 081/ CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) CENTRALINO SITO: Tel. e Fax 081/ / DIRIGENTE SCOLASTICO: DR. ANDREA MARRA CODICE MECC. ISTITUTO SUPERIORE NAIS00900G INDIRIZZI Tecnico: Costruzioni, Ambiente e Territorio SOTTOCODICE Ambiente e Territorio NATD00901T Tecnico: TURISMO SOTTOCODICE Tecnico TURISMO NATD00900T Professionale: Servizi Commerciali SOTTOCODICE Servizi Commerciali NARC00901E DISTRETTO SCOLASTICO 038 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO D. LGS 81/08 ANNO 2014

2 Il presente DOCUMENTO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO è stato redatto, ai sensi del decreto legislativo n 81/08, e decreto legislativo n 106/09 dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione nella persona dell arch. Paolo Campa con la collaborazione del Dirigente Scolastico dott. Andrea Marra e previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il documento riporta: La valutazione dei rischi ed i criteri adottati; La descrizione delle misure di prevenzione e protezione; Programma d attuazione delle misure di prevenzione e protezione. E previsto il riesame del documento con periodicità biennale o in caso di modifica delle condizioni di sicurezza. OBIETTIVI DEL PIANO Eliminare o ridurre, in termini accettabili, eventuali fonti di rischio attraverso una serie di strategie operative. Dare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali. Adottare misure d emergenza in ogni situazione di pericolo. Istituire un sistema permanente di vigilanza e monitoraggio dei rischi. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA L Istituto Polispecialistico M.P. Vitruvio è sito nel Comune di Castellammare di Stabia alla via G. D Annunzio. Il legale rappresentante è il dott. Andrea Marra con l incarico di Dirigente Scolastico. Il numero di dipendenti nell anno scolastico 2014/2015 è di 96 unità, di cui 77 docenti, 19 A.T.A.. Gli allievi sono complessivamente 648 di cui 16 disabili lievi e 6 con disabilità motoria, distribuiti su 31 classi. Per lo svolgimento delle attività istituzionali sono individuabili le seguenti categorie di lavoratori o di persone equiparate ai lavoratori: Docenti Personale di segreteria Personale ausiliario Allievi Personale del pubblico Lavoratori non dipendenti della scuola occasionalmente presenti. L Istituto è aperto per le attività didattiche dalle ore 8,10 alle ore 13,50 ed è frequentato da alunni di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Le attività pomeridiane sono molto variabili perché dipendono dalla programmazione annuale degli organi collegiali; esse, comunque, sono principalmente legate allo svolgimento di corsi di recupero e di sostegno. DESCRIZIONE DEGLI AMBIENTI STRUTTURE, IMPIANTI ED ATTREZZATURE L Istituto Polispecialistico M. P. Vitruvio è formato: 2

3 a. da un Piano Seminterrato, da un Piano Terra, da un Piano Rialzato, da un Piano Primo, da un Piano Secondo, da un Piano Terzo, da un piano Quarto oltre che da un piano intermedio tra il piano rialzato e il primo, da un piano intermedio tra il piano primo ed il secondo, da un piano intermedio tra il piano secondo ed il terzo. Il corpo di fabbrica del punto a. ha una struttura verticale in c.a. L edificio è servito da due scale in c.a.: una posta centralmente, denominata varco A, l altra all estremità del corpo di fabbrica, denominata varco B. Sia quella centrale che quella laterale hanno rampe larghe m 1,85. Entrambe hanno pedate di cm 32 ed alzate di cm 16 e portano alla copertura. L EDIFICIO E DOTATO DI UNA SCALA ANTINCENDIO denominata varco C. LA STRUTTURA E SERVITA DA ASCENSORE ESTERNO CHE COLLEGA, DAL CORTILE, IL PIANO TERRA AL PIANO RIALZATO, AL PIANO PRIMO, AL PIANO SECONDO, AL PIANO TERZO. LA STRUTTURA E PROVVISTA DI SERVIZI PER DISABILI SOLO AL PIANO RIALZATO ED AL PIANO QUARTO Al Piano Terra si accede discendendo la scala centrale posta in corrispondenza del varco A. Su questo Piano troviamo: Bouvette; Laboratorio di grafica; Archivio Laboratorio trattamento testi; Aula Copisteria Laboratorio costruzioni; Aula disegno Laboratorio topografia Palestra. Al Piano seminterrato si accede discendendo la scala centrale posta in corrispondenza del varco A. Su questo piano troviamo: Archivi. Al Piano Rialzato, si accede mediante un ingresso posto centralmente e dopo aver salito tre rampe di gradini (tale ingresso verrà indicato come VARCO A ). Un secondo accesso è in corrispondenza della scala laterale ed è utilizzato esclusivamente come uscita d emergenza per gli occupanti la palestra (tale ingresso verrà indicato come VARCO B ). Su questo Piano troviamo: Servizi igienici; Segreteria; D.S.G.A. Dirigente Scolastico; Sala professori; Laboratorio trattamento testi; Biblioteca; Servizi igienici; Archivio. Un corridoio della larghezza di mt 3,25 posto assialmente in direzione Est Ovest conduce alla scala laterale ed al VARCO B. 3

4 Al Piano Primo si può accedere sia mediante la scala posta in corrispondenza del VARCO A che quella posta in corrispondenza del VARCO B. Su questo piano troviamo: N 8 aule Servizi igienici Archivio Un corridoio della larghezza di mt 3,25 posto assialmente in direzione Est Ovest conduce alla scala laterale ed al VARCO B. Al Piano Secondo si può accedere sia mediante la scala posta in corrispondenza del VARCO A che quella posta in corrispondenza del VARCO B. Su questo piano troviamo: N 8 aule Servizi igienici Archivio Un corridoio della larghezza di mt 3,25 posto assialmente in direzione Est Ovest conduce alla scala laterale ed al VARCO B. Al Piano Terzo si può accedere sia mediante la scala posta in corrispondenza del VARCO A che quella posta in corrispondenza del VARCO B. Su questo piano troviamo: N 7 aule Servizi igienici Un corridoio della larghezza di mt 3,25 posto assialmente in direzione Est Ovest conduce alla scala laterale ed al VARCO B. Al Piano Quarto si può accedere sia mediante la scala posta in corrispondenza del VARCO A che grazie all uso dell ascensore a servizio. Su questo piano troviamo: N 11 aule; Servizi igienici; Servizi per disabili; Laboratorio multimediale E ; Aula LIM ; Laboratorio fisica - chimica; Laboratorio L. Un corridoio della larghezza di mt 3,25 posto assialmente in direzione Est Ovest conduce alla scala laterale ed al VARCO A. Al Piano intermedio tra il piano rialzato e il primo, adibito a segreteria, si perviene percorrendo la rampa di scale: il suo ingresso è ubicato sul pianerottolo della rampa di scale che conduce dal piano rialzato al piano primo. La superficie è di 22,52 mq. L ambiente è ben illuminato dalla luce diurna e il grado di rifinitura complessivo è discreto. Al Piano intermedio tra il piano primo e il secondo, adibito ad aula n. 100, si perviene percorrendo la rampa di scale: il suo ingresso è ubicato sul pianerottolo della rampa di scale che conduce dal piano primo al piano secondo. La superficie è di 22,52 mq. 4

5 L ambiente è ben illuminato dalla luce diurna e il grado di rifinitura complessivo è discreto. Al Piano intermedio tra il piano secondo e il terzo, adibito ad aula n. 200, si perviene percorrendo la rampa di scale: il suo ingresso è ubicato sul pianerottolo della rampa di scale che conduce dal piano secondo al piano terzo. La superficie è di 22,52 mq. L ambiente è discretamente illuminato dalla luce diurna e il grado di rifinitura complessivo è discreto. CRITERI E FASI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO Per l identificazione e valutazione del rischio sono stati adottati i seguenti criteri: 1. Classificazione dei luoghi di lavoro e di studio nelle seguenti categorie: aule normali; aule speciali; aree comuni; uffici amministrativi; archivio; presidenza; servizi igienici. 2. Raccolta dei dati sui rischi per ogni ambiente utilizzando liste di controllo. 3. Individuazione dei rischi analizzando la serie storica dei dati sugli infortuni registrati, e, successivamente attraverso il confronto della situazione reale con quanto previsto dalla legislazione vigente, dalle norme tecniche e dai principi di buona pratica. 4. della gravità del rischio attraverso l analisi della frequenza dell accadimento e dell entità del possibile danno. Per l identificazione del rischio sono state utilizzate le check-list per il controllo puntuale e sistematico dei vari ambienti e delle varie situazioni. Per la valutazione del rischio i passaggi fondamentali sono stati: 1) Definizione delle scale di valutazione e matrice del rischio; 2) Stima della probabilità del verificarsi dell evento e contemporanea stima della magnitudo del danno; 3) Definizione e priorità degli interventi: Protezione: diminuzione dell entità del danno; Prevenzione: riduzione della probabilità dell evento. Per la valutazione del rischio stress lavoro correlato si sono analizzati gli aspetti dell organizzazione del lavoro che possono rappresentare pericoli per la salute. Ci si riferisce ad indicatori di rischio, quali controllo sul lavoro, supporto sociale, insicurezza, ritmi di lavoro e turni, variabili inserite nei documenti dell Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute del Lavoro e riprese nell accordo quadro. Cfr. Tabella 1. 5

6 Tabella 1 Fattori di rischio stressogeni (European Agency for Safety and Health at Work 2000) CULTURA ORGANIZZATIVA RUOLO NELL ORGANIZZAZIONE SVILUPPO DI CARRIERA AUTONOMIA DECISIONALE/CONTROLLO RELAZIONI INTERPERSONALI SUL LAVORO INTERFACCIA FAMIGLIA/LAVORO CONTESTO LAVORATIVO Scarsa comunicazione, bassi livelli di sostegno per la risoluzione di problemi e lo sviluppo personale, mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi Ambiguità e conflitto di ruolo, responsabilità di altre persone. Incertezza/blocco della carriera insufficienza/eccesso di promozioni, bassa retribuzione, insicurezza dell impiego, scarso valore sociale attribuito al lavoro Partecipazione ridotta al processo decisionale, carenza di controllo sul lavoro(il controllo, specie nella forma di partecipazione rappresenta anche una questione organizzativa e contestuale di più ampio respiro) Isolamento fisico o sociale, rapporti limitati con i superiori, conflitto interpersonale, mancanza di supporto sociale Richieste contrastanti tra casa e lavoro, scarso appoggio in ambito domestico, problemi di doppia carriera. AMBIENTE DI LAVORO E ATTREZZATURE PIANIFICAZIONE DEI COMPITI CARICO/RITMI DI LAVORO ORARIO DI LAVORO CONTENUTI LAVORATIVI Condizioni fisiche di lavoro, problemi inerenti l affidabilità, la disponibilità, l idoneità, la manutenzione o la riparazione di strutture ed attrezzature di lavoro. Monotonia, cicli di lavoro brevi, lavoro frammentato o inutile, sottoutilizzazione, incertezza elevata. Sovraccarico o sottocarico di lavoro, mancanza di controllo sul ritmo, alti livelli di pressione temporale. Lavoro a turni, orari di lavoro rigidi, imprevedibili, eccessivamente lunghi o che alterano i ritmi sociali. PERCORSO METODOLOGICO PER LA VALUTAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO PSICOSOCIALE Nell ambito di questa metodologia si sono utilizzati gli indicatori verificabili (cfr. tabella 2), che inizia con la rilevazione di degli indicatori indiretti di stress, gli indicatori aziendali (AreaA) che riguardano gli indici infortunistici, le assenza dal lavoro, le ferie non godute. Quindi si procede con l analisi del contesto (Area B) e del contenuto lavorativo(area C), che raggruppano i parametri stressogeni, secondo le indicazioni dell Agenzia Europea per la Sicurezza e per la Salute del Lavoro. Ove si fosse reso necessario, si è proceduto ad integrare il primo livello d indagine effettuato con strumenti soggettivi per rilevare la percezione dello stress da parte dei lavoratori, fermo restando che la elaborazione dei dati raccolti deve essere riferita alla situazione-lavoro e non alle singole persone. Metodo di valutazione 6

7 Il metodo adottato si articola in tre fasi principali: FASE 1 Inquadramento degli indicatori oggettivi, ossia verificabili, che è possibile associare a condizioni di stress da lavoro; FASE 2 - Individuazione del livello di rischio stress lavoro-correlato che viene valutato in modo graduale(basso, MEDIO, ALTO). In questa fase sono già ipotizzate e pianificate azioni di miglioramento. FASE 3 Misura della percezione dello stress dei lavoratori, attraverso l utilizzo di strumenti specifici che verranno analizzati in modo aggregato, nel senso che non saranno considerate le singole condizioni di stress occupazionale, bensì quelle dell organizzazione. FASE 1 L intervento permette di acquisire, valutare e monitorare gli indicatori che la letteratura associa allo stress da lavoro. Tabella 2 Area indicatori aziendali Area indicatori contesto del Area indicatori contenuto del (Area A) 1. indici infortunistici 2. assenteismo 3. assenza per malattia 4. ferie non godute 5. rotazione del personale 6. cessazione rapporti di lavoro/turnover 7. procedimenti/sanzioni disciplinari 8. richieste visite mediche straordinarie 9. segnalazioni stress lavoro 10. istanze giudiziarie lavoro(area B) 1. funzione e cultura organizzativa 2. ruolo nell ambito dell organizzazione 3. evoluzione della carriera 4. autonomia decisionale controllo del lavoro 5. rapporti interpersonali sul lavoro 6. interfaccia casa lavoro conciliazione vita/lavoro lavoro (Area C) 1. ambiente di lavoro e attrezzature di lavoro 2. pianificazione dei compiti 3. carico di lavoro ritmo di lavoro 4. orario di lavoro FASE 2 La somma dei punteggi attribuiti alle tre aree consente di identificare il proprio posizionamento nella TABELLA DEI LIVELLI DI RISCHIO. Il punteggio finale verrà espresso come percentuale del punteggio complessivo che sarebbe risultato se, a tutte le criticità individuate, tutti i soggetti avessero attribuito il massimo del punteggio e verrà riferito ad una scala che prevede quattro livelli di criticità: bassa ( -), moderata(+-), alta(+), molto alta(++). Percezioni dei lavoratori CRITICITA - +/ RISCHIO NON RISCHIO RISCHIO RISCHIO SIGNIFICATIVO BASSO BASSO MEDIO 2 RISCHIO RISCHIO RISCHIO RISCHIO BASSO MEDIO MEDIO MEDIO 3 RISCHIO RISCHIO RISCHIO RISCHIO BASSO MEDIO ELEVATO ELEVATO 4 RISCHIO RISCHIO RISCHIO RISCHIO MEDIO MEDIO ELEVATO MOLTO 7

8 ELEVATO Nel caso che la valutazione del rischio stress lavoro-correlato per tutta l Istituzione scolastica o per le singole partizioni organizzative o per le mansioni, abbia rilevato un RISCHIO NON SIGNIFICATIVO, non è necessario procedere ulteriormente. Si dovrà monitorare il rischio, secondo le indicazioni normative, la presenza di eventi sentinella e, comunque, ogni due anni. FASE 3 IL COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI Completare l indagine oggettiva/verificabile con la valutazione soggettiva dello stress lavoro-correlato permette una lettura più completa e affidabile delle condizioni di vita e di lavoro. Il ricorso a tale valutazione è consigliabile là dove il numero di lavoratori consenta di ottenere un numero statisticamente significativo di questionari/interviste o di strutturare focus group. E da ritenersi obbligatorio, nelle Istituzioni scolastiche quando le valutazioni hanno evidenziato un livello di RISCHIO ELEVATO. Per una prima ricognizione dei rischi presenti all interno della scuola si è fatto riferimento agli infortuni annotati sul registro, di cui al DPR547/55, D.M.12/9/58 e d.lgs. 626/94. Risulta che gli incidenti avvenuti durante l attività ginnica, rappresentano per gli allievi la causa principale di rischio. Altri fattori di rischio sono legati soprattutto a cadute ed urti dovuti principalmente a spinte o a comportamenti scorretti; altri a distrazioni o banali dimenticanze. In linea di massima, la scuola rappresenta un luogo di lavoro abbastanza sicuro in cui, però, si possono verificare anche gli incidenti più improbabili, per il gran numero di persone presenti al suo interno, per l età degli allievi e, soprattutto, per un ancora scarsa sensibilizzazione alla prevenzione ed alla protezione. INDIVIDUAZIONE DEL RISCHIO, VALUTAZIONE E MISURE OPERATIVE PRIMO CORPO DI FABBRICA AULE 8

9 DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Obbligo di vigilanza della pulizia generale dell aula. Disposizione dei banchi con illuminazione naturale proveniente da sinistra ed in modo e numero compatibile con l ambiente. Disposizione dei banchi in modo da lasciare sempre corridoi liberi per il passaggio. Custodia del materiale didattico. Chiusura della porta durante l assenza temporanea degli alunni e vigilanza da parte del personale addetto. Controllo del buono stato degli interruttori e delle prese di corrente affidato ai collaboratori scolastici ed ai docenti. Divieto agli alunni di utilizzare apparecchiature elettriche in assenza dei docenti. Graduale sostituzione delle lavagne a cavalletto con altre a parete. Verifica del buono stato degli arredi e delle suppellettili, affidata ai collaboratori scolastici ed ai docenti. PRESCRIZIONI 1. In tutte le aule provvedere alla sostituzione degli infissi esterni con altri di nuova concezione. 2. In tutte le aule provvedere alla sostituzione delle porte d ingresso danneggiate. 3. In tutte le aule provvedere alla ritinteggiatura delle pareti e soffitti. 4. In tutte le aule provvedere alla sostituzione dei corpi illuminanti non funzionanti. 5. Nelle aule ove sono presenti le lavagne a cavalletto sostituirle con quelle a parete. 6. Sostituire banchi, sedie e cattedre deteriorati. AULE SPECIALI AULA MULTIMEDIALE 9

10 DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Obbligo di vigilanza della pulizia generale dell aula. Ancoraggio alle pareti degli armadi e delle scaffalature. Arredo specifico per il tipo d attività da svolgere. Custodia del materiale didattico. Controllo del buono stato degli interruttori e delle prese di corrente affidato ai docenti responsabili dell aula. Divieto agli alunni di utilizzare i videoterminali in assenza del docente. Disinserimento delle apparecchiature al termine dell attività didattica. Informazione dei rischi e sui mezzi di prevenzione e protezione. PRESCRIZIONI 1. Fornire le postazioni di sedile regolabile in altezza. 2. Graduale sostituzione degli infissi esterni con altri di nuova concezione illuminante e di agevole apertura e chiusura. 3. Schienale del sedile regolabile in altezza ed inclinazione. 4. Verificare la messa a terra di tutte le apparecchiature elettriche. SALA PROFESSORI E PRESIDENZA 10

11 DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Obbligo di vigilanza della pulizia generale dei locali. Custodia dei registri e dei documenti in armadi blindati o provvisti di serrature. Controllo del buono stato degli interruttori e delle prese di corrente affidato ai docenti ed ai collaboratori scolastici. Verifica periodica del buono stato degli arredi. In assenza dei docenti, obbligo di vigilanza dei locali da parte dei collaboratori scolastici. PRESCRIZIONI 1. Ancorare alle pareti gli armadi e le scaffalature. 2. Sostituire gli armadietti rotti presenti nella sala professori. AREE COMUNI AREA ESTERNA su via G. D Annunzio (Ingresso ed uscita degli alunni) DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI 11

12 Obbligo di vigilanza della pulizia generale di tutta l area esterna. Al suono della campanella delle ore 8,10, gli alunni entreranno: per la sede centrale dall ingresso centrale ( VARCO A ) sorvegliati da uno o più collaboratori scolastici; Al termine delle lezioni gli alunni della sede centrale usciranno se occupanti la palestra, dall ingresso laterale (VARCO B ); se occupanti il piano terra, il piano primo, il piano secondo e il piano terzo usciranno dall ingresso centrale (VARCO A ). PALESTRE DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Obbligo di vigilanza della pulizia generale. Estintori mobili in numero adeguato secondo le norme di sicurezza antincendio. Almeno un collaboratore è preposto alla sorveglianza degli alunni in uscita ed in entrata. Tenere costantemente libere da ingombri le vie di esodo indicate nel piano d evacuazione. 12

13 PRESCRIZIONI 1. Verificare la corrispondenza alle vigenti norme di sicurezza dei corpi illuminanti a soffitto. 2. Verifica e/o eventuale ripristino delle porte di emergenza. 3. Predisporre la regolamentare segnaletica di sicurezza. 4. Provvedere tempestivamente alla sostituzione degli estintori non funzionanti. 5. Verifica del corretto ancoraggio dell illuminazione a soffitto ed eventuale sostituzione con nuovo dispositivo di sostegno. 6. Posa in opera di ringhiera in ferro alle scale che conducono al cortile. 7. Ripristino della gomma paraspigoli. 8. Ripristino della pavimentazione in linoleum. 9. Ripristino del congegno di apertura e chiusura degli infissi esterni. 10. Verifica della corrispondenza alle vigenti norme di sicurezza dei corpi illuminanti a soffitto e periodico controllo del corretto fissaggio. 11. Verifica periodica dello stato delle pareti e della eventuale presenza di distacchi di intonaco e/o cavillature. 12. Ritinteggiatura periodica delle pareti. 13. Verifica periodica dello stato dell impianto elettrico e delle placche portafrutti. 14. Verifica periodica dello stato di manutenzione dei servizi igienici degli alunni, delle alunne, dei docenti e/o eventuale disostruzione. SCALE DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Bande antiscivolo su tutte le pedate. 13

14 Nel salire e scendere le scale, gli alunni, sorvegliati dai collaboratori scolastici dei piani e dai docenti incaricati, procederanno in modo ordinato: - seguendo il percorso stabilito; - occupando la parte più vicina al muro; - mantenendo una giusta distanza dal compagno che li precede; - senza spingersi; - ponendo grande attenzione ad eventuali righe per il disegno che andranno riposte nelle cartelle e negli zaini in posizione verticale facendole fuoriuscire dalla parte superiore e non disposte orizzontalmente; - portando eventuali ombrelli verticalmente ed in aderenza al corpo. Nelle giornate di pioggia, dopo l ingresso degli alunni ed a lezioni iniziate, i collaboratori scolastici provvederanno immediatamente ad eliminare tracce di bagnato dai gradini. Prima dell inizio delle lezioni, i collaboratori scolastici dei singoli piani provvederanno a togliere i fermi alle porte di accesso alle scale laterali. PRESCRIZIONI 1. Applicare sui gradini le bande antiscivolo mancanti. 2. Tempestiva sostituzione delle pedate e/o alzate in marmo rotte e/o danneggiate. UFFICI AMMINISTRATIVI DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Obbligo di vigilanza della pulizia del locale. 14

15 Corretta disposizione delle postazioni di lavoro rispetto alle fonti di luce naturale ed artificiale. Arredo specifico per le attività lavorative da svolgere. Controllo del buono stato degli interruttori e delle prese affidato al personale amministrativo. PRESCRIZIONI 1. Provvedere alla messa a terra di tutte le apparecchiature elettriche. 2. Verificare la corrispondenza alle vigenti norme di sicurezza dell impianto elettrico del locale. 3. Ancorare alle pareti tutte le scaffalature di altezza superiore a cm Adeguare gli arredi e le postazioni di lavoro alle norme vigenti. 5. Verifica del corretto ancoraggio delle plafoniere dell illuminazione al neon. SERVIZI IGIENICI DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Il controllo della pulizia e la sorveglianza dei servizi igienici sono affidati ai collaboratori scolastici del piano. Gli alunni responsabili di danneggiamenti agli impianti e/o ai servizi hanno l obbligo del risarcimento. I collaboratori scolastici hanno l obbligo di rilevare i fatti illeciti dannosi commessi dagli alunni. 15

16 PRESCRIZIONI 1. Garantire la presenza all interno dei servizi di non più di quattro alunni per volta. 2. Verifica del corretto ancoraggio delle plafoniere dell illuminazione al neon. 3. Verifica e/o eventuale ripristino del sistema di apertura delle porte. 4. Verifica periodica e/o eventuale disostruzione dei vasi igienici e dei lavabi. 5. Verifica e/o eventuale ripristino di eventuale distacchi del rivestimento alle pareti e pavimenti. 6. Verifica e/o eventuale ripristino dei pozzetti di ispezione a pavimento. 7. Verifica e/o eventuale ripristino degli infissi esterni ed eventuale sostituzione delle guarnizioni di tenuta. LOCALE CALDAIA DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Controllo periodico dell efficienza dell impianto. Possesso della relativa certificazione di idoneità dell impianto. Nomina di un responsabile per l immediata interruzione dell erogazione del gas di alimentazione in caso di necessità (incendi, forti scosse telluriche, fughe di gas, ecc.). Segnalazione della manopola d arresto con apposito cartello. Presenza di estintori da utilizzare in caso di eventi di modesta entità. RISCHI DERIVANTI DA COMPORTAMENTI UMANI 16

17 1) Tutela delle persone e dei beni mobili ed immobili. DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Elaborazione del Piano di sfollamento dell edificio scolastico. Disposizione di estintori nel rispetto della normativa antincendio. Disposizione di planimetrie in ogni locale della scuola. Disposizione della segnaletica relativa alle vie di esodo ed alle uscite di sicurezza e di emergenza. Vigilanza sull osservanza delle norme e del piano di prevenzione. Rispondenza alle norme di sicurezza delle attrezzature in dotazione e da acquistare. Custodia dei beni mobili di particolare valore in locali blindati. 2) Mancata sorveglianza in occasione di sciopero del personale docente e/o non docente 17

18 DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI Comunicazione di servizio con invito, a chi intende aderire allo sciopero, di darne tempestivo avviso. Comunicazione alle famiglie dell azione di sciopero con indicazione delle modalità di funzionamento del servizio, compresa l eventuale sospensione dell attività didattica. Utilizzazione del personale docente e non docente in servizio secondo un orario che terrà conto dell esigenza primaria della vigilanza degli alunni. Eventuale sospensione, parziale o totale, dell attività didattica. Organizzazione di forme sostitutive di erogazione del servizio. 3) Mancata sorveglianza degli alunni in occasione di partecipazione del personale della scuola ad assemblee sindacali DESCRIZIONE DELLE ULTERIORI MISURE DI 18

19 Tramite circolare interna, avviso diretto a tutte le Componenti interessate con lo scopo di raccogliere le adesioni di partecipazione all assemblea sindacale. Disposizione di eventuali adattamenti di orario o di eventuali sostituzioni, per le sole ore di durata dell assemblea, per i docenti non partecipanti. Definizione, in intesa con le OO.SS. della scuola, della quota e dei nominativi di coloro che debbono garantire i servizi indispensabili (vigilanza, ingresso, etc.), se l adesione del personale ATA è in numero tale da non consentire l espletamento dei servizi indifferibili. ALTRI COMPORTAMENTI DA ADOTTARE PER LA ELIMINAZIONE DI ULTERIORI FATTORI STRESSOGENI 1. DOCENTI Controllo presenza degli alunni Registrare con sistematicità il ritardo dei propri alunni. Registrare le assenze degli alunni sul diario di classe e controllare le giustifiche. Segnalare all ufficio di presidenza le assenze arbitrarie, prolungate, saltuarie. Ripetere l appello ad ogni cambio di classe. Possibilità di prelevamento anticipato degli alunni, per giustificati motivi o per indisposizione, da parte di un genitore o di altro familiare adulto identificato e solo dietro autorizzazione del Dirigente o suo diretto collaboratore. Gestione della classe Essere presenti a scuola almeno cinque minuti prima dell inizio delle lezioni. Effettuare tempestivamente i cambi di aula. In caso di allontanamento momentaneo dall aula, affidare sempre la classe ad un collaboratore scolastico. Porre particolare attenzione nell organizzare l attività e la vigilanza durante le lezioni. Evitare di tenere gli alunni fuori dall aula. In caso di infortunio durante le lezioni o altre attività, indagare e denunciare subito le eventuali cause e responsabilità. Far rispettare rigorosamente il Regolamento d Istituto. Visite guidate e viaggi d istruzione Attenersi alle disposizioni di cui alla C.M. 321/91 e ai criteri deliberati dal Consiglio d Istituto: a. Stilare il programma della visita e farlo conoscere alle famiglie. b. Designare un numero di accompagnatori sufficiente rispetto a quello degli alunni. 19

20 c. Sostituire eventuali accompagnatori assenti. d. Controllare che tutti i partecipanti siano assicurati. e. In caso di incidente, con conseguente ricovero ospedaliera dell alunno, è compito del docente responsabile del viaggio: - avvertire i genitori ed immediatamente denunciare l incidente; - restare, se libero da obblighi di sorveglianza, con l alunno infortunato; - affidarlo ai genitori e proseguire con il gruppo. f. Assicurare sempre la vigilanza degli allievi, anche durante le ore notturne. g. Denunciare subito eventuali danni causati dagli alunni. 2. COLLABORATORI SCOLASTICI Assicurare la vigilanza delle classi durante il cambio dei docenti. Impedire la permanenza prolungata di alunni nei servizi igienici. Agevolare il deflusso in fase di uscita. Assicurare assistenza agli alunni in situazione di handicap. Assicurare la vigilanza delle aule durante l ora di educazione fisica e le attività di laboratorio. Assicurare una quotidiana ed adeguata pulizia ed areazione dei locali scolastici. Assicurare un puntuale controllo dei visitatori esterni. Conclusioni: L edificio in oggetto, da una lettura degli spazi interni ed esterni, delle strutture in dotazione e degli impianti, risulta rispondente alla normativa vigente per l edilizia scolastica, pur se necessita di costante manutenzione ordinaria e straordinaria. Si richiedono, tuttavia, al fine di migliorare le condizioni di lavoro ed ambientali i seguenti interventi: 1. Ripristinare le scale di accesso al VARCO A e al VARCO B. 2. Ripristinare le bande antiscivolo sui gradini esterni e su tutti i gradini interni. 3. Realizzazione di una scala d emergenza esterna che dia direttamente sul cortile; 4. Ampliamento dell apertura del cancello esterno in corrispondenza dell uscita centrale; 5. Installazione di impianto di segnalazione d allarme, autoalimentato ed indipendente dalla rete principale; 6. Installazione di luci di emergenza; Installazione di impianto luminoso per la segnalazione delle vie di fuga; 10. Installazione di estintori in numero adeguato alle norme vigenti e verifica di quelli esistenti; 11. Installazione di frangisole per le aule esposte a sud; 12. Realizzazione di porte taglia fuoco a delimitazione dei vani scala per evitare, in caso d'incendio, che il vano scala faciliti il propagarsi di fiamme e fumo da un piano all'altro; 13. Controllo dell'efficienza e manutenzione dell'impianto di illuminazione di emergenza; 20

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