Oggi parlerò a Milano

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1 Anno II - Numero Sabato 15 giugno 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Filippo Corridoni n. 23 A MILANO OGGI LE PROPOSTE PER IL PERCORSO DA METTERE IN CAMPO NEXT AN, UN CARNET PER LA DESTRA CHE VERRA Valori, solidarietà, lotta all eurocrazia, gruppi consiliari da costruire nel territorio di Francesco Storace Oggi parlerò a Milano alla manifestazione di Fratelli d'italia. Con molta curiosità per l'ambiente che troverò e qualche domanda da porre a mia volta. Ci vorrebbe un gran bel corteo contro le tasse, contro Equitalia, contro l'eurocrazia, convocando decine di migliaia di persone a Roma e un comizio per dire basta al salasso quotidiano; cercando anche la strada, per trattare in Parlamento il via libera a un referendum popolare sul fiscal compact. Sapendo che lo si deve rimettere in discussione nel prossimo parlamento europeo. Magari annunciando fin da ora che il referendum popolare lo proporremo comunque anche a tutta l'europa a 27. E già che ci siamo stop, contrasto, alt al devastante disegno relativista che sovverte la nostra cultura. Si può ancora sussurrare che il Ppe ha fallito la sua missione unificante e non può essere il destino della destra italiana e che se nasce qualcosa a Strasburgo deve vedere al centro del gruppo che lo rappresenterà la tradizione cristiana dell'europa? Possiamo impegnarci a sbaraccare il ministero demagogico dell'integrazione per sostituirlo con quello identitario per la conoscenza delle leggi e dei doveri per chi viene da noi? La critica al berlusconismo la fece anche Fini, ma non dobbiamo commettere lo stesso errore di percorso, bensi ricordarsi di dare la precedenza a chi preferisce venire da destra. Con noi, in Europa va portata una ventata di solidarietà sociale, le persone prima delle banche. Una domanda da fare al Parlamento: siamo sicuri che la riduzione di deputati e senatori da eleggere con collegi uninominali sarà la via percorribile per rappresentare i territori alla Camera e al Senato? Già oggi con sbarramenti e riduzione dei consigli comunali tanti milioni di italiani sono senza rappresentanza; alle elezioni dobbiamo rassegnarci alla presentazione solo di liste civiche? L'Italia in Europa va rappresentata da Beppe Grillo? Lotta agli scontrini pure lì? Diciamo qualcosa sul golpe che in Parlamento ha modificato la procedura per riformare la costituzione? Decidono i saggi, adesso, e viene impedito di farlo al popolo. Berlusconi ha un modello di partito in mente, affidato agli imprenditori che ci mettono i soldi. Io resto affezionato al movimento del militante che si paga con amore la tessera e clicca sulla rete tutti gli articoli del suo quotidiano preferito. Il Giornale d'italia è una realtà mandata avanti ogni giorno da quarantamila lettori-militanti. Non c'è Emilio Fede, ma 15 fantastici ragazzi strapazzati ogni giorno da un direttore editoriale come Guido Paglia: e' possibile intanto cominciare a progettare nei comuni e nelle regioni gruppi consiliari che riunifichino chi ha militato in Alleanza nazionale? In regione Lazio, ad esempio, Fratelli d'italia ha Righini, il pdl Gramazio, Di Paolo, Palozzi, Sabatini, noi me e Santori. Che si fa? Non ex an, ma costituire gruppi "Next An", la destra prossima ventura. Magari con una risposta: sicuri che in prima fila non abbiano diritto a starci anche tutti quelli che hanno mandato al diavolo Fini molto prima di tutti gli altri? Servizio a pag. 4 LA COPPIA LETTA-ALFANO SULLE MONTAGNE RUSSE di Igor Traboni Via l'imu e niente aumento dell'iva, altrimenti è crisi di governo. La componente governativa del Pdl insiste: su questi temi non cediamo di un millimetro Ma dall altra parte l 'ala più antiberlusconiana del Pd pare altrettanto decisa: i soldi non ci sono e, se proprio vogliamo agire su Imu e Iva, il ricorso a nuove tasse sarà inevitabile. Ma la presa di posizione del Pdl pare più netta. E autorevole, ad iniziare da quella del vicepremier Angelino Alfano: "Siamo al governo per liberare i cittadini italiani dall'oppressione fiscale. Ci battiamo e ci batteremo proprio per questo, per eliminare l'imu sulla prima casa e per evitare l'aumento dell'iva. Questo è il nostro obiettivo, per il quale siamo entrati al governo'' ''Attendiamo che il ministro dell'economia completi il proprio lavoro di ricognizione sulle fonti di copertura per compensare queste spese e al termine esprimeremo il nostro giudizio. Per noi l'imu è una bandiera - ha aggiunto Alfano - e non ammaineremo la nostra bandiera. Questo va detto in termini molto chiari: noi vogliamo l'eliminazione dell'imu sulla prima casa. Non è né un capriccio né un puntiglio, perché abbiamo attribuito all'imu sulla prima casa il calo dei consumi in Italia e un danno straordinario all'economia italiana. Dobbiamo riparare a questo danno eliminando l'imu sulla prima casa''. Per il Pd Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, "tutti siamo d'accordo che l'iva non andrebbe aumentata e che la tassa sulla prima casa dovrebbe essere modulata diversamente, esentando le famiglie a reddito medio basso. Ma, come ci ricorda il ministro Saccomanni, queste operazioni non sono a costo zero per i conti dello Stato: servirebbero, secondo le ultime stime, almeno otto miliardi". Intanto oggi arriva in Consiglio dei ministri il cosiddetto decreto del fare e, tra le misure previste, dovrebbe esserci anche un tagli delle bollette elettriche a cittadini e imprese di oltre 500 milioni di euro l'anno, riducendo oneri impropri e rendite. Così annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Lo stesso che invece va ripetendo a spron battuto, beccandosi anche i fischi della platea di commercianti, che l Iva si deve per forza alzare e che, in caso contrario, servirebbero 8 miliardi di euro che lo Stato non ha.. Ora chissà dove li troverà, invece, questi altri soldi per alleggerire le bollette. Boldrini e Idem sparlano di gay Dove c'e' disuguaglianza la crescita economica e' minacciata. Lo ha detto a mo di ricetta per risolvere i problemi dell Italia, il ministro per le Pari opportunita', Josefa Idem, ieri a Palermo per il Gay Pride, la manifestazione che assorbe tutte le preoccupazioni istituzionali. E proprio sull'opportunità o meno della presenza di ministri, l ex campionessa della canoa ha risposto in maniera altezzosa: Qualcuno mi ha detto: ma ti occupi dei gay con tutti i problemi che ha il Paese? E allora? Anzi, la politica deve dare risposte in tempi brevi''. A Palermi iero c era anche Laura Boldrini. E pure la presidente della Camera l ha sparata grossa, addirittura sulle adozioni gay: Penso che bisogna cominciare gradualmente, credo pero' che anche su questo la societa' italiana sia piu' pronta e piu' matura di quanto sia la politica". E da Milano arriva Giuliano Pisapia a dar man forte: il Comune ha concesso il patrocinio al Gay Pride. A quello romano, invece, il neo sindaco Ignazio Marino non andrà. E il suo noo ha scatenato le polemiche di quella lobby gay che pure lo ha sostenuto alle elezioni. Dopo il fallimento di Monti anche l attuale governo sta facendo poco per i nostri due soldati in India Marò, altro che rapida soluzione di Paolo Signorelli Ostaggi. Messaggio chiaro e inequivocabile. I marò sono prigionieri da sedici mesi in India. E la situazione non sembra far intravvedere una via d uscita. Qualcuno, in Italia, continua a parlare di rapide soluzioni e ritardi dovuti ad intoppi di carattere burocratico, ma ormai non ci crede più nessuno. La situazione è tutt altro che chiara e le uniche certezze sono che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non lasceranno l India. Non in tempi brevi, almeno. E che per il processo si dovrà attendere a lungo. Grazie ad una pessima gestione della vicenda da parte del nostro governo. Andiamo con ordine: 29 aprile - I ministri italiani assicurano che la durata del dibattimento sarà di due, massimo tre mesi. Una previsione, stando a quanto riportato, ribadita anche da Salman Kurshid, ministro degli Esteri indiano. 15 maggio - L inchiesta avanza. Tutto procede per il meglio, assicura Emma Bonino, nel frattempo divenuta ministro degli Esteri, dopo le dimissioni di Giulio Terzi. Ci avviamo ad una soluzione equa e rapida grazie al dialogo con l India. Economia Il vertice di Roma stringe l Europa Carola Parisi a pag. 2 Attualità Finalmente Ingroia si è tolto la toga Federico Colosimo a pag. 3 Una dichiarazione che lasciava intendere che tutto andasse per il verso giusto. 12 giugno - Presto si arriverà ad un processo equo e veloce Parola di Staffan De Mistura, inviato speciale dal Governo Letta per cercare di risolvere una situazione ai limiti del paradossale. Un ottimismo ostentato e forzato quello del governo italiano. La verità però è un altra: la diplomazia ha fatto ben poco per sollecitare celerità nella questione. Tante parole, zero fatti. Ma c è di più. Secondo fonti attendibili, vicine agli ambienti giudiziari, gli atti processuali (in lingua malayalam), ancora non sono stati tradotti in inglese. Figuriamoci in italiano. Una traduzione che richiederà non meno di altri tre mesi. Si sta lavorando sodo- ha poi aggiunto De Mistura- e ad allungare i tempi sta contribuendo la pretesa indiana di convocare gli altri 4 militari, che quel giorno, facevano parte della squadra anti-pirati del San Marco. Al peggio non c è mai fine. Eppure dopo la follia e le contraddizioni di Monti e di Terzi, protagonisti del tira e molla sul ritorno dei Marò in India, invece di scatenare una battaglia diplomatica per difenderli, si pensava che gli errori fossero terminati. Macchè. Passeranno altri mesi, passerà l estate e magari toccherà occuparsene perfino ad un altro governo. Campidoglio Marino alle prese con i problemi veri Ugo Cataluddi a pag. 7 Puglia Depuratori fuori legge sotto il naso di Vendola Barbara Fruch a pag. 9 CONFLITTO IN SIRIA Obama: Daremo aiuto ai ribelli Gli Usa interverranno in Siria. Non direttamente, ma hanno deciso di inviare ingenti forniture ai ribelli. Il motivo? Sono state scoperte le prove dell uso di armi chimiche da parte di Assad. In realtà, ancora in pochi sono stati resi edotti di quanto realmente accaduto. E nulla lascia realmente pensare che Damasco abbia utilizzato questo tipo di armi. Si sa che sono state usate. E secondo il consigliere di Obama, Ben Rhodes, non ci sono prove che sia stata colpa dei ribelli. Perciò, per la Casa Bianca, la diretta e logica conseguenza è che sia stato il regime. Cameron si interroga sul da farsi. Mosca e Damasco criticano Washington fortemente, accusandoli di mentire. Sembra che, a questo punto, la verità non la conosca più nessuno. Campoli a pag. 5

2 2 Attualità Letta al vertice sul lavoro con Germania, Francia e Spagna: ''Non abbiamo più tempo, dobbiamo agire subito'' Più soldi agli Stati, l Europa alle strette Tutti d accordo nel coinvolgere la Banca Europea degli Investimenti per accedere a nuovi flussi di finanziamenti per piccole e medie imprese Non abbiamo più tempo, dobbiamo agire subito''. Le parole del premier, Enrico Letta, hanno aperto, ieri pomeriggio, il vertice a Palazzo Chigi tra i ministri del Lavoro e delle Finanze di Italia, Francia, Germania e Spagna. Si è trattato di un vertice di preparazione al G8 della prossima settimana che si terrà in Irlanda del nord ed il Consiglio europeo del giugno prossimi. Due i risultati che l Italia si aspetta: il completamento dell'unione bancaria e misure concrete di contrasto alla disoccupazione giovanile. Dal summit, ha ribadito Letta, bisogna uscire con fatti concreti non con parole. Il presidente del Consiglio, oltre all'incontro con il presidente della Commissione Ue Barroso, avrà, oggi, una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy per aggiornarlo sull'esito della ministeriale. E non è tutto. Prima del vertice europeo di fine giugno il governo presenterà un piano nazionale contro la disoccupazione giovanile. La proposta - Coinvolgere la Banca Europea degli Investimenti e delle Casse Depositi e Prestiti dei vari Paesi che potrebbero intervenire con sostegni all'occupazione, in particolare quella giovanile I ministri di Italia, Francia, Germania e Spagna, nel vertice di ieri, hanno "confermato l'impegno a restare nell'ambito delle strategie di consolidamento fiscale, precondizione importante per una crescita sostenibile"- come dichiarato dal ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. "C'è stato consenso nel trovare nuovi canali di finanziamento alle piccole e medie imprese che vadano verso strumenti a medio termine" e un'idea "interessante è la possibilità per le Pmi di mini bond o obbligazioni a caratteristiche semplificate garantite da intermediari, dallo Stato o da iniziative internazionali utilizzando le risorse della Bei". E proprio riguardo alla partecipazione della Banca europea degli investimenti come importante chiave di volta per il per un nuovo flusso di finanziamenti alle Pmi, c è stato un consenso unitario dei rappresentati dei quattro paesi europei: la necessità che la Bei, che ha avuto un aumento di capitale di 10 miliardi di euro l'anno scorso, utilizzi in maniera anche innovativa questi fondi, moltiplicando la base di capitale fino a un massimo che può arrivare anche a 60 miliardi per finanziare soprattutto le piccole e medie imprese, l'innovazione e l'investimento, che abbia come obbiettivo il riassorbimento della disoccupazione in tempi brevi"- ha spiegato Fabrizio Saccomanni, ministro dell'economia. Giovani e lavoro - Abbiamo bisogno di rafforzare le capacità su formazione e servizi per l'impiego, che abbiamo già ma possono essere migliorate», in un'ottica nazionale e sovranazionale. Lo afferma il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, in occasione del vertice sull'occupazione tra Italia, Germania, Spagna e Francia. Abbiamo deciso di lavorare insieme per condividere le migliori pratiche e per migliorare gli scambi informativi sui nostri servizi all'impiego, spiega Giovannini, menzionando anche l'erasmus for all e sottolineando l'importanza dell'apprendistato. Carola Parisi Il debito pubblico arriva a 2.041,3 mld: è record In venti anni il disavanzo finanziario è quasi triplicato. Ad aprile la liquidità dello Stato è scesa ancora Altro record negativo per l Italia. Ad aprile annuncia Bankitalia - il debito pubblico è schizzato a 2.041,3 miliardi di euro; un aumento di 6,5 miliardi. Nel bollettino di marzo, il deficit aveva toccato quota 2.034,7 miliardi di euro. Una situazione che peggiora di mese in mese. Oltre alle gravi carenze strutturali, tuttavia, le responsabilità politiche sono oggettive. Non c è soltanto Monti sul banco degli imputati. Anzi. Negli anni, infatti, tutti i nostri governanti hanno contribuito chi più, chi meno all aumento sostanziale del debito che dal 1993 è passato da 1.528,5 miliardi di lire a 2.041,3 miliardi di euro: quasi triplicato. Ma la situazione economica del Paese è ancora più pesante. Basti pensare che la liquidità nelle casse del Tesoro è diminuita di 3,9 miliardi di euro. Quali saranno le misure del Governo Letta-Alfano per invertire la rotta? L ennesimo aumento del deficit con il conseguente calo di liquidità nelle casse dello Stato che impatto avrà per l erogazione dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione? A proposito: il disavanzo più complesso della P.A riguarda le regioni che in 12 mesi hanno registrato un balzo di ben 6 miliardi di euro in più. Lieve calo per le province (molte in via di scioglimento, escluse quelle delle regioni a statuto speciale) mentre hanno tirato maggiormente la cinghia i comuni, ormai al collasso. Per gli enti locali, infatti, l addio al Ici è stato un vero disastro finanziario. Un cappio al collo. Mentre il rapporto Bankitalia evidenzia il buon risultato delle entrate tributarie contabilizzate (circa il 4 percento in più ad aprile, rispetto allo stesso periodo del 2012) il Paese è sull orlo della bancarotta. Migliaia le piccole e medie imprese che chiudono i battenti, scendono ulteriormente i consumi e aumenta sempre più la disoccupazione (soprattutto tra i giovani). Giuseppe Sarra TRA QUARANTOTTO ORE PROFUMO E VIOLA DEVONO PRESENTARE UN PIANO CREDIBILE DI RISANAMENTO Monte dei Paschi di Siena: sprofondo rosso La banca Monte dei Paschi di Siena, ormai, è prossima al tramonto. Tra 48 ore il presidente Alessandro Profumo e il Direttore generale Fabrizio Viola, devono presentare, alla Bce e all Europa, un piano credibile di risanamento del Monte. Per non vedersi negare l autorizzazione a non restituire i 4 miliardi di aiuto pubblico versati dal Tesoro - Monti bond, così sono soprannominati e che la banca, ad oggi, si è intascata. Nelle stanze della Fondazione, ora, c è aria di resa. Il ministero dell Economia ha vistato il nuovo statuto, che vede Siena in minoranza. Il Comune finalmente perderà il controllo generale dell istituto di credito. I membri nominati dal sindaco, saranno solo quattro. La cosa più importante, è che nello Statuto non c è più scritto che nella città di Siena devono essere mantenute la sede e la direzione generale della Banca dei Paschi di Siena spa. C è solo un impegno affinché questo avvenga. Finalmente si svincolerà la banca dalla politica. Guai seri, dunque, per il Pd. Il Cda non si arrende e vuole portare l aumento di capitale da uno a due miliardi. Questo, però, non sarà permesso. La Fondazione non può sottoscriverlo dovendo rimborsare anche 350 milioni di debiti. Vorrebbe dire, all attuale capitalizzazione di Borsa che è attorno ai 2,5 miliardi, che la casa madre scenderebbe al di sotto del 15%. E così, in un colpo solo, Fondazione e Pd spariranno dalla stanza dei bottoni. L ultimo a gettare la spugna e a voler mettere (ancora) i bastoni tra le ruote? Il neoeletto sindaco Bruno Valentini che, guarda caso, è un manager del Monte. Ci sono evidenti responsabilità, ma queste ce le hanno soprattutto il vecchio management e le autorità di controllo. Lo Stato deve darci una mano a rimettere in piedi la banca. Il Paese non deve rimettere in piedi l istituto di credito, ma contribuire affinché si faccia definitivamente luce su una vicenda coperta da molte ombre. Tutti, probabilmente, all interno del Cda sapevano. Vecchi e nuovi membri, forse. Nessuno, però, ha parlato. La verità è che Valentini si lamenta perché in consiglio comunale è pressato, braccato. Su dodici consiglieri del Pd sette fanno capo all ex sindaco Ceccuzzi, uomo di fiducia di Mussari. E a loro, vedersi sfilare la banca dalle mani non piace affatto. Intanto, altri dipendenti onesti verranno licenziati, incentivati. Mps e Pd, stanno per affondare. Si salvi chi può. Federico Colosimo L agenzia c è... il lavoro no Il Ministro annuncia la nascita di una nuova struttura. Ma è inutile Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini dalla tribuna di Union Camere annuncia che a breve nascerà una nuova Agenzia per il lavoro. Giovannini spiega che si tratterà di un "soggetto, una struttura, che metta insieme, senza burocrazia, tutti quelli che hanno informazioni sul mercato del lavoro per riuscire a sbloccare il problema rappresentato dalla mancanza di informazioni. Non possiamo che essere felici di sapere che si trovi una casa comune per tutte le informazioni sul lavoro e che questa casa abbia un respiro Nazionale ma purtroppo c è un grande ma, rappresentato dal fatto che le politiche del lavoro sono una materia cosiddetta concorrente ovvero che non può essere trattata solo dal Ministero ma deve coinvolgere tutte le Regioni. Vi sono poi le competenze in materia di Centri per l Impiego che sono affidate alle Provincie. E in questo caso vorremmo far notare al Ministro Giovannini che, almeno per quanto attiene i dati dei disoccupati e della disoccupazione, i Centri per l Impiego hanno un data-base completo basato proprio sulle informazioni date dai diretti interessati nel momento che rimangono senza lavoro. Su questo tema anche le singole Regioni sono dotate di autonome Agenzie che monitorizzano il mercato del Lavoro sul territorio Regionale. Inoltre se si parla di Agenzia Nazionale ci permettiamo di informare il Signor Ministro del Lavoro che a li vello Nazionale opera un Agenzia che fa capo proprio al Ministero del Lavoro e che si chiama Isfol. Nella suddetta Agenzia operano professionalità di alto livello che hanno dimostrato in passato di essere all altezza di gestire tutte le informazioni di cui parla il Ministro Giovannini. Ora se l esigenza è quella di creare un altro carrozzone su cui imbarcare gli amici degli amici allora non si venda la nuova Agenzia come uno strumento innovativo e risolutivo ma si abbia il coraggio di chiamare le cose per come sono effettivamente. Agli Italiani non serve una Agenzia per il Lavoro serve solo il Lavoro. Il Signor Ministro faccia le Agenzie che vuole ma per favore non illuda i tantissimi Italiani in cerca di occupazione che con la creazione di qualcosa che già esiste a tutti i livelli Istituzionali il problema si risolve. Pensi piuttosto a diminuire i costi che le imprese debbono affrontare per assumere e faccia avere più soldi in busta paga ai lavoratori attraverso una seria riforma fiscale. Il Governo dalle lunghe attese rischia di innescare, come ha detto anche il Presidente Napolitano, una spirale di tensioni sociali pericolose per la tenuta dell ordine pubblico. Presidente Letta, Ministro Giovannini per favore pensate a creare le condizioni per creare più ricchezza nel Paese e nelle famiglie e lasciate perdere Agenzie e Saggi. Massimo Visconti

3 3 Attualità L annuncio ieri mattina, a Roma in via del Corso, nella sede del nuovo movimento, Azione Civile Ingroia lascia la magistratura: è fatta! L ex Procuratore aggiunto si toglie gli ultimi sassolini dalle scarpe: Deluso da Csm e Anm E prova ad accaparrarsi i delusi di M5S e Pd: Si levino le casacche e escano da quei partiti Evenne il giorno. Antonio Ingroia, dopo mesi di tira e molla, lascia la magistratura. Tornerà a fare politica, quella che da anni a questa parte aveva cominciato a fare, male, nelle Aule del Tribunale. La batosta subita alle ultime elezioni politiche con la sua Rivoluzione Civile non gli è bastata, e ora vuole riprovarci. Dopo mesi di tira e molla, ferie forzate, e polemiche sterili, finalmente una buona notizia. L ex procuratore aggiunto appende la toga (piena di polvere) al chiodo non la indossava ormai da tempo e decide di cambiare in tutto e per tutto la sua vita. E per diventare finalmente un politico vero, a tutti gli effetti, bisogna distinguersi dagli altri. Quelli antichi, senza idee, ormai vecchi. Ed ecco come intende riuscirci quello che si è autoproclamato come il delfino di Paolo Borsellino: da Rivoluzione Civile, il nuovo movimento prenderà il nome di Azione Civile, nella cui sede, ieri, in Via del Corso n.184 a Roma, Ingroia ha annunciato le sue dimissioni. Una svolta epocale, questa. Un cambiamento incredibile. Pensato, meditato, nei trenta giorni vacanza retribuiti con 5 mila euro che l ex procuratore aggiunto si era riservato non appena insediatosi al Tribunale di Aosta, dove era stato confinato dal Csm in qualità di sostituto procuratore. Le idee, però, sono sempre le stesse. Gli uomini di fiducia, ancora meno di quelli di prima. Ingroia è triste di non percepire più lo stipendio di magistrato e abbandona la toga con un sentimento misto: amarezza e entusiasmo per la nuova avventura. E stata la decisione più sofferta della mia vita, ma non ci sono più le condizioni per svolgere al meglio il mio lavoro. E si leva qualche sassolino dalle scarpe, lanciando una stoccata al Consiglio superiore della magistratura: C è chi non mi vuole, il Csm in testa. Negli ultimi anni è cresciuto dentro di me un senso di estraneità rispetto alle loro logiche politiche e all ingenerosità dell Associazione nazionale dei magistrati nel difendere colleghi più esposti della Procura di Palermo. Sputa nel piatto dove per ben 20 anni ha mangiato, Ingroia, e emette la sua sentenza: La magistratura, nelle condizioni in cui si trova, se non cambia la politica, non potrà fare grandi passi in avanti. E per concludere, il colpo di scena: l ex leader di Rivoluzione Civile prova ad accaparrarsi i delusi rappresentanti o ex - di M5s. Io mi sono spogliato della toga, ora dico agli altri di togliersi le casacche e lasciare quei partiti autoreferenziali. L ex pm ha, infatti, invitato formalmente esponenti della società civile come Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Sergio Cofferati, Giuseppe Civati, Fabrizio Barca e Laura Puppato a seguirlo. Ingroia vuole prendersi gli scarti, del Pd e di Grillo. Nel frattempo, il 18 giugno, è il grande giorno: in quella data, l ex procuratore aggiunto si presenterà ad Aosta. Dove firmerà le dimissioni e restituirà le chiavi del suo ufficio mai aperto a Marilinda Mineccia (Procuratore Capo di Aosta) che, per trenta giorni, ha avuto la sfortuna (o la fortuna, dipende dai punti di vista) di essere il suo capo. Ci siamo, la festa è pronta e le bottiglie in fresco. Federico Colosimo Nati da stranieri e subito italiani: basterà la pagella Cittadinanza più facile per i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri. Cecile Kyenge infatti intende portare all'attenzione del Consiglio dei ministri previsto per oggi sabato - e che dovrebbe occuparsi soprattutto di semplificazioni in materia di lavoro - una proposta che prevede che a 18 anni si possa acquistare la cittadinanza anche "in caso di eventuali inadempimenti di natura amministrativa" da parte dei genitori. Varranno quindi i semplici certificati scolastici e medici come prova. Per quanto riguarda invece tutto il ddl semplificazioni, circolano due bozze di provvedimenti: un decreto di 15 articoli e un ddl di 82 che spazia da fisco a lavoro, da privacy ad ambiente. Niente più certificati di sana e robusta costituzione obbligatori per farmacisti e dipendenti del pubblico impiego, ad esempio, ed eliminazione dell'obbligo di certificazione sanitaria per molte categorie di lavoratori non a rischio, compreso quello di "idoneità psico-fisica per i maestri di sci". Fondi Viminale, arrestato l ex Prefetto La Motta Secondo l accusa avrebbe sottratto 10 mln di euro dal Fondo Edifici di Culto prefetto Francesco La Motta è stato raggiunto, ieri mattina, da un ordinanza di custodia L ex cautelare in carcere firmata dalla Procura di Roma nell ambito di un filone di indagine sulla gestione dei fondi del Viminale. Arresto anche per l ex banchiere Klaus Beherend, il finanziere Eduardo Tartaglia e il broker Rocco Zullino, questi ultimi due già in carcere a Napoli con l accusa di aver riciclato in Svizzera soldi del clan Polverino. Per tutti l accusa è di peculato e falsità ideologica. La Motta, finito dietro le sbarre, è coinvolto in questa vicenda nella veste di ex responsabile del Fondo edifici di culto (Fec). Secondo gli inquirenti, il già direttore all Ufficio Affari Generali del Dipartimento della pubblica sicurezza avrebbe affidato a Zullino, broker di Lugano, un investimento in terra elvetica da 10 milioni di euro. A sua volta quest ultimo si sarebbe rivolto a Tartaglia, cugino dell ex prefetto. Il banchiere Beherend, in pensione dal 2009, avrebbe preparato il piano di investimento. Per La Motta, però, i guai non sono ancora finiti. L ex vice direttore dell Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Interna (Aisi), è indagato, dallo scorso maggio, in un inchiesta parallela condotta dalla direzione antimafia della Procura di Napoli. L indagine si concentra sull attività di riciclaggio del clan Polverino, un influente organizzazione camorristica attiva principalmente nell hinterland settentrionale di Napoli e con una nota autorità anche in Spagna. Secondo i magistrati, l ex docente di Diritto Penale e Costituzionale presso molti istituti della Polizia di Stato, avrebbe incontrato, con cadenza settimanale, uomini affiliati alla cosca mafiosa. Esaminando la sua agenda, gli investigatori si sono imbattuti in La Motta seguendo i soldi del clan e in particolare un investimento di 7,2 milioni di euro legato alla realizzazione di un grosso centro commerciale in provincia di Napoli. Questi soldi sarebbero finiti nell istituto svizzero Hottinger. L operazione sarebbe stata seguita da Tartaglia e Zullino, arrestati e ascoltati il 13 maggio dai pm napoletani Antonio Ardituro e Marco del Gaudio. L ipotesi di reato? Associazione per delinquere e rivelazione di segreto d ufficio. Ad incastrare l ex prefetto, sarebbero le dichiarazioni del pentito Roberto Perrone. Sapeva tutto, ma voleva dire basta vista la nostra imprudenza. Ma è stato lui a sistemare tutte le carte, con l aiuto di Tartaglia, che ha taroccato i documenti intestati alla banca Hottinger per tranquillizzare i clienti ed evitare rientri del capitale. Affermazioni tutte da verificare, certamente, ma per il momento pesanti come un macigno. F.Co. A difendere il picconatore Kabobo il legale delle Br Benedetto Ciccarone Adam Kabobo, di professione picconatore di uomini. L 11 maggio scorso ha ucciso senza pietà Alessandro Carolè, Daniele Carella ed Ermanno Masini. E ha ferito altri due uomini. Era anche sprovvisto di permesso di soggiorno. Una richiesta respinta più volte dalla Commissione territoriale, nonostante i ricorsi presentati dall uomo. Adesso, l assassino, è in carcere, in una cella di isolamento. Non parla A.K. (si firma così), non si lamenta. Vorace nel mangiare e avido nel bere, lo descrivono i secondini. Per il resto, il nulla. Nessuna parola. Solo un tutto bene pronunciato un paio di volte, durante l ora d aria. L Ambasciata del Ghana (paese suo d origine) non sembra voler sostenere la sua causa. La causa di un pluriomicida. Ma a tutelare il povero Kabobo ci ha pensato l avvocato Benedetto Ciccarone, l illustre legale che sta difendendo le nuove Brigate Rosse. Di male in peggio. Assassino in più, assassino in meno. Il difensore del ghanese sta cercando in tutti i modi di dimostrare che Kabobo sia pazzo, incapace di intendere e di volere. Intanto si cerca di scavare nel passato dell africano. Si cerca di capire se, ad influire sulla strage compiuta, possano essere stati gli orrori patiti nei campi di concentramento in Libia. Magari a spaccare le pietre. Tutte ipotesi che comunque non giustificherebbero un orrore simile. L orrore compiuto da un uomo che, quel giorno, ha deciso di prendere a picconate la gente ed ammazzarla. Questa l unica certezza. Saranno, i prossimi, tre mesi fondamentali. Tre mesi in cui la valutazione dei periti sarà decisiva per capire molte cose sul come e sul perché Kabobo abbia agito così. Sono 4, intanto, i periti nominati. Si tratta di Isabella Merzagora e Ambrogio Pennati, scelti dalla Procura. Uno dalla famiglia di Carella, Massimo Picozzi; e uno scelto dal difensore delle Br, Edoardo Re. Nel frattempo, il ghanese, ha trovato un interprete in grado di capire il suo dialetto, a detta di tutti, incomprensibile. Paolo Signorelli

4 4 Primo piano Ieri sera da Milano Giorgia Meloni e Ignazio La Russa hanno sottolineato la necessità di andare oltre Il centrodestra di Berlusconi non c è più Oggi il momento clou della manifestazione, con un dibattito che vedrà la presenza anche di Francesco Storace Il grande errore del centrodestra in questi anni e' stato ritenere sufficiente Berlusconi". Lo ha detto Giorgia Meloni, ieri sera a Milano nel dibattito di apertura per le "Giornate tricolori", la manifestazione promossa da Fratelli d'italia. "L'errore e' stato ritenere che siccome Berlusconi e' quel genere di persona capace di fare la differenza quando scende in campo, allora non serva una classe dirigente intermedia, non serve radicarsi nella societa', non serve fare cultura", ha ripetuto la Meloni, prima di dedicare un passaggio anche al governo Letta-Alfano e ai temi più caldi del momento, in coincidenza anche con la manifestazione di Palermo: ''Il governo Letta riparte con gli slogan tipici della sinistra: diritto di voto agli immigrati e pacs. Cosa pensano i ministri di centrodestra? Mistero...'', ha rimarcato la Meloni. Sulla precedente alleanza con il Popolo della Libertà è tornato anche Ignazio La Russa, un altro dei fondatori di Fratello d Italia: "Berlusconi è sempre stato una risorsa, ma non sufficiente a battere la sinistra, come hanno dimostrato le ultime amministrative. Ma anche dove ha dato un colpo di reni eccezionale, alle politiche, non abbiamo vinto". Ignazio La Russa ha quindi aggiunto: Ora che non c'è più il centrodestra di Berlusconi, più Bossi più Fini, più lo stesso Casini, abbiamo l'ambizione di essere un laboratorio di un altro centrodestra, liberale e innovativo in economia ma tradizionale nei lavori. Un centrodestra nazionale - ha aggiunto l ex ministro della Difesa - giovane nelle idee prima che nelle generazione, alleabile, non necessariamente alleato, con il partito di Berlusconi, che faccia tornare a vincere battendo la sinistra". Dopo il dibattito di ieri sera, che ha visto la partecipazione tra gli altri anche di Crosetto, Fitto, Corsaro, Boccia e Rampelli, oggi a Milano la manifestazione entra nel vivo, con la tavola rotonda delle 18 alla quale parteciperà anche Francesco Storace, assieme a Meloni, La Russa, Crosetto, Allam, Bignami, Cossiga, Donzelli, Laffranco, Nania, Ronchi, Rossi e Teso. Un dibattito preceduto, alle ore 17, dall intervento dell ex ministro Giulio Tremonti, intervistato da Gennaro Malgieri. Alle 21, a chiudere la due giorni milanese, un concerto per i nostri Marò ancora detenuti in India. Igor Traboni GIULIANO CASTELLINO INTERVIENE NEL DIBATTITO APERTO DAL GIORNALE D ITALIA La Destra Sociale: il domani appartiene a noi Da Roma bisogna ripartire. Senza esitazioni e senza perdere tempo, ma con delle indicazioni precise di Giuliano Castellino Dopo le ultime amministrative sembra accelerarsi la discussione attorno alla destra, al suo mondo ed al suo elettorato scomparso. La caduta di Roma è stata devastante! Sicuramente l ex sindaco della capitale avrà le sue responsabilità, ma non può essere il solo ad aver generato questo fenomeno che ha fatto estinguere un corpo sociale (intorno al 20%) che non è andato a votare perché sentitosi orfano di una rappresentanza politica. A riprova di questo c è la sconfitta in ogni dove e realtà del fu centrodestra! Prima considerazione: il centrodestra non esiste più. Ormai è rimasta soltanto Fora Italia. Gli ex alleati del Cavaliere, Udc, An e Lega si sono sciolti come neve al sole sotto i colpi delle scelte scellerate delle loro classi dirigenti e degli scandali (Renzo Bossi e Fiorito su tutti). Berlusconi, oltre ad aver abbattuto uno dopo l altro tutti i segretari del PDS, dei DS e del PD, ha anche cancellato l elettorato cattolica, quello federalista e quello nazional-popolare, di fatto perdendo la metà dei suoi votanti e non rappresentando più gran parte dell elettorato di destra. La successiva considerazione, la più drammatica e lapidaria, è che tutti hanno sostenuto, chi più chi meno, questo progetto diabolico! Nessuno (tranne Storace e la Destra) in questi vent anni si è opposto alla scientifica guerra contro il nostro mondo, guerra iniziata e perpetrata da Gianfranco Fini e sostenuta dai colonnelli, guerra che ha portato alla batosta di Roma e delle ultime amministrative (non c è un centrodestra che vince, Sabaudia non è l ombelico del mondo e al ballottaggio c era un derby tutto in casa). Quindi, dopo 20 anni, non è vero che si riparte da zero, si riparte dalle macerie. Nel 1993 Roma consegnò un popolo all Italia. Con quel famoso ed indimenticabile ballottaggio Fini - Rutelli, dopo decenni di ostracismo, di violenze, di sangue, di morti, di sacrifici, un Popolo intero, quello di destra, venne finalmente accolto dalla sua gente, vedendo premiati decenni di lotte e perseveranza, decenni di alternativa al sistema e di onestà, decenni di battaglie alla partitocrazia corrotta e venduta che aveva messo in ginocchio l Italia. Venti anni fa il MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO a Roma e a Napoli si affermava come fora sociale e politica determinante, arrivando oltre il 30% ed il 40% dei consensi. Nessuno ci sdoganò e ci tolse dalle fogne (come troppi si ostinano ad affermare!), ma la gente riconobbe nei post fascisti quella forza sociale e nazionale capace di portare al cambiamento. Ecco perché oggi non ripartiamo da zero! Venti anni fa avevamo un partito, un mondo, valori non negoziabili, una comunità ben riconosciuta e riconoscibile, un popolo che ci sosteneva e ci votava. Nemici che ci odiavano, ma sempre con rispetto e stima E soprattutto avevamo la possibilità di dimostrare a tutti che eravamo migliori e diversi da quelli che ci avevano criminalizzato, emarginato, sparato addosso, imprigionati ed esiliati. Da Roma si passò alle acque di Fiuggi e tra elefantini, predellini, scissioni e svolte in ogni dove siamo arrivati a Monti, al governo delle larghe intese, il governo neo-dc di Letta/Alfano! E siamo ri-tornati a Roma. E proprio nella capitale abbiamo trovato le forche caudine! Ed ora Ora da Roma bisogna ripartire. Senza esitazione. Senza perdere tempo. Ma con delle indicazioni precise. La prima è non rincorrere gli zombie. Senza infantili giovanilismi. Nessuna guerra generazionale. Solo rottamare tutti quelli che hanno contribuito ad estinguere un mondo. Per questo, seppur consapevole Giuliano Castellino dei gravissimi ed insuperabili limiti cognitivi, mi permetto di fornire alle menti eccelse degli ex colonelli, reduci dalla sbornia ventennale da acqua minerale di Fiuggi, dalle vertigini del predellino, ben intenzionati a piangersi addosso e a tornare a rispolverare le nostre battaglie e bandiere, di farsi da parte. Mentre tutti banchettavano intorno al tavolo del potere nel 2007 c era chi decise di mettere una bandiera fuori e fondò La Destra. Oggi si dice che gli italiani non hanno capito e riconosciuto questa scelta. Sicuramente è vero, ma stavolta non dobbiamo gettare il bambinello con l acqua sporca, ma capire perché non siamo stati riconosciuti. Forse perché ministri, deputati, senatori, sindaci e uomini di potere, nonostante nei fatti svoltavano verso mari e Monti, inseguivano centristi e sirene sovranazionali, continuavano a sgomitare ed affollare nel e il nostro spazio politico. Oggi il vento del cambiamento ha spazzato questi invasori. Ed oggi più di ieri va difesa una scelta politica fatta prima di tutti, fatta prima del crollo dell impero. Urge ridare dignità a quella scelta coraggiosa, difficile e piena di sacrifici e sudore fatta sei anni fa, quando altri salirono sul predellino ed entrarono nelle stanze dei bottoni. Rivendicare con orgoglio quell essere i primi ad aver capito che si stava andando verso la fine e che era necessario cambiare strada. E nel ridare dignità e riaffermare sacrosante rivendicazioni ripartire con forza. Provare ad includere e non escludere, per carità, ma con lo sguardo rivolto ai militanti, alla base, agli elettori, al popolo. Dare un cognome ad un nome ben definito in tempi non sospetti! La Destra o è sociale o no diciamo spesso! Ecco gridiamolo con forza e diventiamo La Destra Sociale! Mentre molti si atteggiano nel definirsi centrodestra nazionale, noi riscopriamo e rilanciamo il nostro marchio di fabbrica: l essere sociali. La Destra sociale non si faccia reprimere dal politicamente corretto e affermi con forza che l Italia deve essere degli italiani, che ci opporremo all invasione e alla cultura terzomondista. Che non siamo disposti a rinunciare alle nostri radici, alle nostre tradizioni e alla nostra cultura e a consegnare il nostro popolo all Islam. Che per noi vengono prima i nostri connazionali, la nostra religione, i nostri usi e costumi. Che non permetteremo che le nostre città si trasformino in campi rom a cielo aperto. La Destra sociale diventi senza se e senza ma opposizione identitaria al dominio liberale e liberista, all Europa del Fiscal Compact e della BCE, al precariato e alla disoccupazione dilagante, all entrata nel PPE. Solidarismo e sussidiarietà devono diventare le nostre bandiere. Così come dobbiamo riscoprire la dottrina sociale della Chiesa, tutto il nostro patrimonio nazional-popolare e i nostri valori non negoziabili. Oggi più di ieri non bisogna mollare il progetto de La Destra, magari facendolo diventare locomotore di un progetto più politico più grande. Davanti c è tanto lavoro, alle spalle tante, forse troppe delusioni, ma ora è giunto il nostro momento. Oggi che tutti gli altri sono stati spazzati via noi possiamo con forza esserci e tornare ad avere lo spazio che ci compete. Infine tre concomitanti parole d'ordine per il presente ed il futuro: presenza nel e/o sul territorio; penetrazione nella società civile; egemonia culturale. Se uniti, determinati e consapevoli La Destra sociale sarà il nostro futuro ed il partito/movimento degli italiani. Se sapremo tornare ad amare la nostra battaglia, a riscoprire passione e militanza, voglia di crederci e sacrificio, il domani non potrà che appartenerci.

5 5 Esteri Damasco accusa Washington di aver mentito nel rapporto sull uso di armi chimiche Siria: gli Usa armeranno i ribelli, Mosca infuriata Barack Obama ha detto che gli insorti riceveranno forniture dirette. Il Cremlino parla di prove poco convincenti e ricorda come questa scusa fu usata anche nel 2003, per rovesciare Saddam Hussein Alla fine gli Usa ce l hanno fatta. Sono riusciti a dimostrare che Assad ha usato armi chimiche nella lotta contro i ribelli. Washington è già pronta a fornire armi e sostentamenti ai ribelli. Londra frena. David Cameron, dall Irlanda del Nord, dove si trova in visita per il G8, si interroga sul da farsi: Come reagire al fatto che al giorno d oggi, ci sia un leader dittatoriale e brutale che sta usando delle armi chimiche contro il proprio popolo?. Ma, per il momento, il premer britannico evita di esporsi troppo, anche se non ha escluso la possibilità di una nofly-zone sulla Siria, così come avevano proposto gli americani. Obama intanto prepara i container da inviare ai ribelli. Bashar al Assad ha sorpassato la linea rossa. Secondo questa logica, ci dovremmo chiedere se sganciare bombe sui civili sia o meno una linea verde. In ogni caso, adesso la Casa Bianca ha le prove di come si sono svolti i fatti. Secondo il rapporto presentato sulla scrivania di Obama, sarebbero state uccise circa 250 persone mediante l utilizzo di tali armamentari. Ai ribelli quasi non sembra vero, tanto che hanno già chiesto agli statunitensi missili anticarro e antiaerei. Così, tanto per non perdere tempo. L annuncio sul superamento della cosiddetta linea rossa è arrivata da uno dei massimi consiglieri del presidente, Ben Rhodes, Deputy National Security Advisor. E stato Rhodes a seguire l inchiesta e a riportare le prove. Ovviamente, da nessuna parte si trova cosa sia stato scoperto. Ma il consigliere ha detto che non c è nulla che faccia pensare ad un coinvolgimento dei ribelli. Quindi, deve essere stato Assad, secondo la logica di Washington. Un escamotage semplice, ma ingegnoso. Dunque, gli Usa rischiano di innescare un terzo conflitto mondiale, basandosi su supposizioni non accuratamente confermate. Gli Stati Uniti sembrano gli unici a credere a ciò che dicono. Se Cameron si rifiuta di inviare armi ai ribelli, Anders Fogh Rasmussen, Segretario Generale della Nato, si limita a richiedere ad Assad l autorizzazione per far entrare personale Onu, così da verificare sull impiego di armi chimiche. Un comportamento che non lascia intendere se Rasmussen condivida o meno le stesse certezze della Casa Bianca. Se il Segretario Generale della Nato sembra poco convinto delle prove degli americani, Mosca lo è ancora meno. Il Cremlino ha, infatti, liquidato il rapporto sull utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Damasco come poco convincenti. Ancora più duro è il presidente della Commissione Esteri della Duma, Alexei Pushkov: Le informazioni sull impiego di armi chimiche da parte di Assad sono state costruite come le bugie sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Nonostante i soliti conflitti di interessi tra nazioni, sicuramente la storia non gioca un ruolo a favore di Washington, vista la guerra in Iraq. Infine, anche Damasco risponde alle accuse. Dagli Usa solo bugie commenta il governo siriano. Il governo della Casa Bianca è pieno di menzogne dichiara in una nota il ministro degli Esteri siriano, che aggiunge: Se da una parte affermano di voler lottare contro il terrorismo e inseriscono Jabhat al Nusra nella loro lista nera, dall altra inviano denaro e armi a bande di terroristi. In effetti, se gli Usa da un lato combattono i talebani in Afghanistan con una guerra che dura da 12 anni e costata migliaia di vite (53 delle quali italiane), dall altra cercano ogni scusa per favorire i ribelli siriani. E il fatto che molti di questi ultimi combattano tra le file di formazioni qaediste è un dato acclamato. Viene da chiedersi il perché di un tale discrimine. Intanto, gli Usa rassicurano che per il momento non hanno intenzione di inviare truppe di terra. Poi, però, si dicono comunque pronti ad intervenire. Molte delle loro truppe sono già posizionate in Giordania, pronte ad entrare in Siria. Il conflitto siriano potrebbe trasformarsi in un vero conflitto mondiale. Federico Campoli Il direttore del Secolo d Italia vola a Istanbul e riporta una visione inedita di piazza Taksim Turchia, De Angelis smaschera la protesta Non tutti sono stati immediatamente convinti dalla primavera turca. Tra gli scettici c era anche Marcello De Angelis, ex deputato An e senatore del Pdl, ora direttore del Secolo d Italia, che ha deciso di andare a vedere con i suoi occhi cosa realmente stesse accadendo. Ed è così che, mentre i nostri media raccontano della strenua lotta per la libertà del popolo turco contro il sanguinario Erdogan, il direttore del Secolo d Italia ci riporta sulla Terra. Piazza Taksim era ancora blindata. Racconta di essersi imbattuto in una scena piuttosto inusuale per le proteste. Bancarelle con maschere di Anonymous, bombolette spray, venditori di bandiere con l effige di Ataturk (il padre della Patria), mascherine e occhialini da piscina per i lacrimogeni. Insomma, vanno bene i venditori di bandiere, che ogni tanto si vedono anche durante le nostre manifestazioni. Ma questo sembra essere davvero un po troppo. D altronde quando una protesta diventa commerciale, vuol dire che c è qualcosa che non va. Nel frattempo, famigliole con tanto di macchine fotografiche si fermavano per immortalare i simboli della protesta. Ecco, i simboli. De Angelis sdogana anche questo argomento. Si sapeva già della presenza di movimenti Occupy. Ma veramente pochi giornali e televisioni hanno parlato di falci e martello, bandiere rosse e delle A anarchiche. Ancora meno hanno parlato delle scritte ACAB (All Cops Are Bastards), e di altri slogan usati dagli Ultras del Fenerbache e del Besiktas, presenti anche loro in piazza per il gusto di creare qualche disordine. Tutto intorno a Il secondo genito pronto per governare il Paese Qatar, l emiro Al Thani abdica Sul grande emirato del Qatar corrono alcune strane voci. Si dice che Hamad bin Khalifa Al Thani, l emiro del ricchissimo potentato. Abbia intenzione di abdicare. E alcune indiscrezioni raccontano che la scelta del monarca dovrebbero attuarsi entro il 18 giugno. Al suo posto subentrerebbe il figlio, Tamin, secondo genito della sceicca Mozah bint Nasser Al Misnad. Il primo, anche lui, ha rinunciato a succedere al padre. Sembra, però, che questo cambio generazionale non rappresenti un potenziale cambiamento del Paese. Anche se altri la pensano diversamente. Si vocifera, infatti, che Tamin sia molto più tradizionalista del padre e che quindi potrebbe apportare alcune chiusure nei confronti dell Occidente. Insomma, l ennesimo paese arabo dove si osserverà la legge islamica con più attenzione. Ma sotto il profilo politico economico sembra proprio che non cambierà nulla. Anche perché non sarebbe saggio interrompere la modernizzazione della Nazione cominciata da Hamad Al Thani. Nonostante ciò, pare che le prime intenzioni di Tamin sia di cambiare completamente i ministri del governo attuale. Via i vecchi, dentro altri nuovi. Ancora non è del tutto chiaro il motivo per cui l emiro Hamad Al Thani abbia preso questa decisione. La versione ufficiale parla di ragioni di salute che quindi lo costringerebbero a cedere sempre più poteri al suo secondo genito. Altri, però, dicono che l emiro abbia semplicemente deciso di mettersi in pensione, senza una particolare ragione. Chissà però che dietro non ci sia anche una motivazione sociale. Visto ciò che è successo nel resto dei paesi arabi, dove i dittatori di lunga durata sono stati cacciati con la forza, forse Hamad Al Thani ha ritenuto saggio farsi da lui la scena era da centro sociale. Comizi sparsi, qualche concertino improvvisato e, poi, un megapalco che tutto fa pensare, meno che ad una manifestazione spontanea, come specifica lo stesso De Angelis. Poi il direttore del Secolo fa una rivelazione che difficilmente potremmo ritrovare. I vicoli di accesso all ecomostro di cemento che il Comune vorrebbe abbattere per sostituirlo con un memorial di Ataturk e una moschea, sono transennate e presidiate da figuri molto loschi, tatuati e tutt altro che spensierati. Il centro logistico degli scontri è lì dentro e nessuno può avvicinarsi dice. Quando calava la notte è da lì che uscivano i violenti per dare l assalto alla polizia. Insomma, di primavera proprio non si tratta e nemmeno di una rivoluzione. F.Ca. L emiro Al-Thani parte prima di poter offrire il fianco ad eventuali contestatori. D altronde, l attuale emiro regna indisturbato dal 1995, anno in cui depose il padre con un colpo di Stato nonviolento. Sicuramente, si tratta di un ipotesi improbabile. Ma con la forte influenza dell Iran sugli sciiti, nulla è da escludere. F.Ca. I disordini per i rincari Brasile, scontri per i trasporti Per il quarto giorno consecutivo il Brasile viene sconvolto dalle proteste. Altro che Turchia, nel Paese del Cristo Salvatore da giorni si susseguono scontri e disordini per via del rincaro dei prezzi del trasporto pubblico. Il Brasile rappresenta una realtà da tempo ignorata dal mondo Occidentale, anche se la sua crescita è stata esponenziale nel corso degli ultimi decenni. Specialmente ora, dato che i mondiali del 2014 hanno portato una nuova linfa sia sotto il profilo economico, che sociale. Ma i cittadini del Paese dell Ordem y progreso non versa certo in uno Stato di bambagia. Anzi, la situazione sociale è quella che è. E se aumenta il prezzo dei mezzi pubblici, certamente non è una buona notizia per il popolo. Per questo, sono partite varie proteste da oltre una settimana. E, come è accaduto ad Istanbul, la situazione è andata degenerando. Sassi, pietre da una parte, lacrimogeni, manganelli e proiettili di gomma dall altro. Le principali manifestazioni si sono svolte a San Paolo, dove sono hanno partecipato circa 5mila persone. I cittadini hanno bloccato le strade, danneggiando edifici e autobus. La polizia sostiene che molti di questi abbiano lanciato anche diverse bombe molotov. Anhe Rio de Janeiro è stata colpita dalle proteste, alle quali hanno partecipato oltre 2mila persone. Non sono numeri impressionanti. Ma la battaglia con la polizia, invece, lo è. Il prezzo del biglietto è arrivato a 2,50 Real. Il bilancio degli scontri è di 55 feriti, 160 arresti e 50mila dollari di danno. F.Ca.

6 6 Italia DA ROMA E DAL LAZIO Maxi operazione della Dda ha permesso di sgominare un traffico di stupefacenti La cocaina arriva a Roma sulle ali della ndrangheta Alleanza tra bande romane e cosche calabresi per rifornire il mercato della capitale. Basisti anche all aeroporto di Fiumicino Un'alleanza tra romani e calabresi, affiliati a pericolose organizzazioni 'ndranghetiste, per il monopolio del mercato della cocaina in alcune zone della Capitale e per il traffico internazionale di droga. Sono 23 le persone arrestate dalla Squadra mobile della Questura di Roma in collaborazione con le Fiamme gialle nei confronti di due bande criminali attive soprattutto nell'aeroporto di Fiumicino. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di droga. L operazione è scattata in esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. La banda, secondo gli investigatori, è riconducibile alla famiglia romana dei Romagnoli, affiliata alla cosca 'ndranghetista dei Gallace di Guardavalle (Catanzaro), dedito al traffico di cocaina. Secondo quanto rendono noto le fonti ufficiali, la complessa attività d'indagine Unità cinofile in azione ha consentito di acquisire numerosi elementi probatori a carico dell'organizzazione criminale operante nelle zone di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia, Velletri. L'organizzazione malavitosa aveva ramificazioni e basi logistiche sul litorale laziale. Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni nei confronti di appartenenti all'organizzazione operante in ambito aeroportuale dedita al recupero dello stupefacente da aerei provenienti dal Sudamerica, al trasporto all'esterno dell'area aeroportuale e alla consegna, per conto dei vari gruppi criminali committenti, di ingenti quantitativi di cocaina. La famiglia malavitosa dei Romagnoli aveva trovato nella predetta "società di servizi" aeroportuale un alternativo canale di approvvigionamento a quello della cosca 'ndranghetista dei Gallace. Valter Brogino Anzio. Spacciava eroina-killer, preso dopo mesi Con le sue dosi tagliate aveva ucciso due tossicodipendenti: arrestato un marocchino Èstato arrestato lo spacciatore che tra maggio e novembre del 2012 ad Anzio ha causato il ricovero di tre tossicodipendenti ed il decesso per overdose di altri due. I preoccupanti episodi di morte per overdose, hanno indotto gli Agenti ad intraprendere un articolata indagine con lo scopo di individuare lo spacciatore dello stupefacente probabilmente tagliato con sostanze nocive. I servizi di monitoraggio nell ambiente dello spaccio e del consumo di eroina hanno permesso di individuare un marocchino probabile gestore dell attività di smercio dello stupefacente. L uomo, E.B. di 38 anni, si dedicava quotidianamente allo spaccio di stupefacente, vendendo dosi di eroina ai vari tossicodipendenti. Una serie di perquisizioni effettuate dai poliziotti, hanno permesso di accertare che malgrado l utenza telefonica utilizzata dall uomo risultasse a nome di un cittadino romeno, in realtà veniva utilizzata da questo cittadino marocchino, domiciliato all interno di un manufatto diroccato ad Anzio. Sulla base di quanto accertato e grazie anche al riconoscimento di alcuni tossicodipendenti che hanno indicato nell uomo, lo spacciatore che aveva venduto stupefacente alla persona successivamente colta da malore, gli investigatori hanno trasmesso alla Procura di Velletri un dettagliato resoconto delle indagini effettuate. Il Gip a seguito di ciò ha emesso un provvedimento di cattura nei confronti dello straniero. Ieri, i poliziotti dopo averlo rintracciato, l hanno arrestato. Proseguono le indagini per verificare se l uomo abbia ceduto ad altri le dosi mortali.

7 di Ugo Cataluddi Ignazio Marino ha voluto la bicicletta? e adesso è meglio che inizi a pedalare. No, non stiamo parlando della bicicletta con cui si è recato in Campidoglio per il passaggio di consegne, con tanto di fotografi a seguito, ma della sua attività di primo cittadino della Capitale che, dopo i vari (infiniti) festeggiamenti, lo vedrà alle prese con i problemi di una delle città più complicate d Europa. Ebbene, riguardo questi ultimi, tutti i cittadini romani attendono risposte concrete. Il neo sindaco di Roma, fino a questo momento si è limitato a promettere la pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, argomento che già ha provocato profonde lacerazioni tra l opinione pubblica. Va bene infatti preservare una strada che è patrimonio artistico e culturale di quel livello, ma farlo in maniera così affrettata e senza un ottimizzazione del Trasporto pubblico, rischia di sembrare più uno slancio propagandistico (degno del miglior Veltroni) che un provvedimento utile a cittadini e residenti. Tuttavia il rischio concreto nell avviare un dibattito su questo aspetto, è che si possano perdere di vista le vere priorità su cui lavorare. Tre su tutte: rifiuti, mobilità e sicurezza. Sul terzo punto, la situazione è ovviamente drammatica dopo l escalation di violenza di questi ultimi mesi, culminata con l assurda vicenda di San Basilio che è costata la vita al giovane Maurizio Alletto, freddato con due colpi di pistola alla testa per una banale lite in strada. Sulle spalle di Marino grava un enorme responsabilità da oggi, e non solo perché ha sciacallato su dati veri e presunti sul numero di reati a Roma, per motivi elettorali, ma perché anch esso, come Alemanno nel 2008, ha promesso un inversione di rotta e una città più sicura dopo il suo insediamento. Come? Si è parlato di un maggior numero di volanti sul territorio, un massiccio utilizzo di stabili comunali sfitti per crearci nuovi commissariati etc. tutto che sa di già sentito. Per il professore non sarà quindi facile. 7 Passiamo quindi al primo dei punti citati, per certi versi il più urgente: i rifiuti. In questo mese dovrebbe chiudere definitivamente la discarica di Malagrotta, nella quale non potrà più esser conferito pattume indifferenziato, secondo le disposizioni contenute nel decreto del fu Ministro dell Ambiente Corrado Clini. A questo punto le ipotesi sono due: o si procede con l ennesima proroga, si parla di una durata di circa 4 mesi, per rinviare nuovamente il problema, o si procede in tempi brevi alla tanto sospirata chiusura, che però farebbe finire i rifiuti in strada. Gli impianti abruzzesi e toscani, che in questi mesi si stanno sobbarcando l immondizia romana, non possono essere sufficienti. Mentre, sempre secondo gli accordi cliniani, i 4 stabilimenti del Lazio, si occupano solo del trattamento per poi rispedire la spazzatura al mittente (Malagrotta). A tal proposito quindi, o si procede con l individuazione di un sito dove far sorgere in tempi brevissimi, una nuova discarica (con annesse rivolte popolari che anche in questo caso ci riporterebbero indietro nel tempo di circa un anno) o si cercherà un ulteriore soluzione. Per il momento il neo sindaco si è limitato a dire che studierà. Ultimo dei tre punti, la mobilità. Marino ha da tempo promesso di mettere mano all Atac, sia Italia DA ROMA E DAL LAZIO Ieri l insediamento del sindaco in bicicletta: dietro gli annunci, ecco i problemi veri da affrontare Rifiuti, mobilità sicurezza: altro che Fori Imperiali L escalation di violenza preoccupa al di là dello stesso episodio di San Basilio, ma occhio anche alla rivoluzione a base di assunzioni in casa Atac e alla ferita aperta di Malagrotta Il toto-assessori Sinibaldi (cultura) e Pancalli (sport) prenotano un posto in giunta Comincia a delinearsi la probabile giunta Marino dopo le più disparate ipotesi di questi giorni. O almeno una parte di essa. Il primo nome è per l assessorato alla cultura che vedrebbe l insediamento di Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3. Ipotesi curiosa che t troverebbe riscontro in varie fonti. Tramontata invece l ipotesi Rodotà, al quale Marino si limiterebbe a chiedere consigli, più probabile (per non dire certo) l incarico all ex assessore torinese e fedelissimo del professore, Roberto Tricarico che non dovrebbe aggiudicarsi un assessorato, bensì il ruolo di por- dal punto di vista societario (azzeramento Cda, taglio dei costi etc.), sia operativo, con l assunzione di autisti, tecnici e operai per rendere più efficiente la municipalizzata, e di conseguenza il trasporto pubblico. Vedremo anche su questo aspetto quanto cambierà la tavoce. A Daniel Modigliani toccherà invece l Urbanistica, mentre il nuovo assessorato agli Stili di Vita dovrebbe aggiudicarselo Luca Pancalli. Nel ruolo (che sicuramente verrà assegnato ad una donna) di vicesindaco, Patrizia Prestipino sembra aver superato nelle preferenze del neo sindaco la Sel Maria Gemma Azuini, ma sempre in orbita Sel, qualcosina dovrebbe beccarsi pure Luigi Nieri, che così riscuoterebbe quanto promessogli in occasione del suo ritiro dalle primarie. La sensazione è che comunque la giunta sarà composta da tutti assessori esterni, sulla scia di quanto fatto da Zingaretti in Regione. Questo anche perché qualche consigliere eletto, di cui nell eventualità di un coinvolgimento in giunta, si pretenderebbero le dimissioni dal consiglio, sarebbe allarmato da eventuali rimpasti in corso d opera, che lo lascerebbero senza lavoro. Marino dovrebbe comunque sciogliere ogni riserva entro 14 giorni. U. Cat. solfa, le promesse sono molte e di conseguenza anche le aspettative. Marino non può infatti permettersi di sbagliare su nessuno di questi tre punti. Ah, non abbiamo fatto cenno alla questione rom. Chiediamo venia ma purtroppo non siamo gli unici Roma, via Filippo Corridoni n.23 Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Direttore editoriale Guido Paglia Società editrice Amici del Giornale d Italia Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Marketing e Pubblicità Daniele Belli Progetto grafico e impaginazione Raffaele Di Cintio Nicola Stefani Sito web Per la pubblicità su Il Giornale d Italia rivolgiti a Eco Comunicazione e Marketing via di San Bartolomeo 9 Grottaferrata (Rm) Regione Lazio, intervento di Storace e Santori La Destra: rifinanziare la legge sugli oratori Hanno una funzione sociale importante: lo stanziamento di fondi sia adeguato di Giuseppe Sarra La crisi, economica ma anche di valori, morde ed è bene rafforzare le strutture parallele alle istituzioni come gli oratori. I consiglieri de La Destra, Francesco Storace e Fabrizio Santori, hanno presentato una mozione che impegna il Presidente della Regione Lazio e l Assessore ai Servizi Sociali a garantire un adeguato stanziamento di fondi a sostegno degli oratori che rappresentano non solo un luogo di aggregazione e di confronto sano all interno di contesti incerti nelle periferie delle città ma anche spiegano - una importante funzione sociale. La legge sugli oratori venne istituita nel 2001 durante la giunta Storace per favorire lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dei minori, degli adolescenti e dei giovani di qualsiasi nazionalità residente nel Lazio. In particolare si legge nel testo la legge Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori promuove la realizzazione di programmi, azioni e interventi, finalizzati alla diffusione dello sport e della solidarietà, alla promozione sociale e di iniziative culturali del tempo libero e al contrasto della emarginazione sociale e della discriminazione razziale, del disagio e della devianza minorile. Inoltre, precisano i consiglieri de La Destra l intento della legge è quello di valorizzare il principio di sussidiarietà, le regioni e lo Stato dovranno riconoscere ed agevolare il ruolo di tutti i soggetti sociali, delle associazioni e degli enti di promozione sociale compreso quello degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con lo Stato ha stipulato intese nell organizzazione e nella gestione dei servizi sociali. Storace e Santori chiedono una maggiore attenzione e ulteriori fondi sul capitolo di bilancio regionale Finanziamenti alle Parrocchie, agli Istituti Cattolici ed agli altri Enti di culto per consentire la realizzazione dei molti progetti presentati. Sorpresa: il primo cittadino preferisce stare in famiglia Piange il Gay Pride, orfano di Marino Alzi la mano chi se l aspettava: Ignazio Marino non andrà al Gay Pride, ha impegni con la famiglia. Un fulmine a ciel sereno, la più secca delle smentite a chi pensava che quella del nuovo sindaco con l lettorato sarebbe stata una luna di miele a suon di effusioni gay. Niente di tutto questo ed anzi: proprio la comunità omosessuale della capitale è la prima a scagliarsi in una polemica contro il successore di Alemanno. Quest ultimo, dopo aver timidamente cercato di opporsi all esibizionismo di questa manifestazione nel 2008, negli anni successivi non ha fatto mai mancare i suoi messaggi di benvenuto ai vari Pride che si sono succeduti. E per pungolare Marino, il presidente del circolo Mieli, Andrea Maccarrone, non trova di meglio che accostare la sua figura a quella del suo predecessore. Il neo sindaco di Roma Ignazio Marino non sarà presente, limitandosi, come altri prima di lui, a un messaggio di saluto e vicinanza: ci sembra una falsa partenza e un brutto segnale nei confronti di Roma e di una comunità importante che ha contribuito in modo rilevante alla sua vittoria e che si aspettava un chiaro e visibile segnale di vicinanza in netta discontinuità col passato. Per un sindaco di Roma che creda davvero nei diritti civili e nella piena uguaglianza delle persone lgbtqi (una sigla che si arricchisce, ogni tanto, di una nuova iniziale, ndr) la presenza al Pride non può più considerarsi un optional ma un impegno istituzionale e civile inderogabile. Tanto più che può tradursi anche in un saluto di qualche minuto all'inizio della parata come avviene nelle principali capitali europee. Oltre a questa grave sottovalutazione del Pride ci colpiscono negativamente e aggravano la nostra preoccupazione le parole più vaghe e fumose rispetto al riconoscimento delle famiglie anagrafiche e che appaiono in contrasto con gli stessi impegni assunti da Ignazio Marino in campagna elettorale anche perché, sostiene sempre Maccarrone il Pride è assieme orgoglio e rivendicazione di diritti e anche una grande festa a cui il Sindaco può decidere di prendere parte anche con la sua famiglia. Insomma, dalle minoranze arcobaleno arriva un bel cartellino giallo. Bella pretesa, però, che il primo atto di un sindaco debba essere l omaggio forzoso ad una sfilata per pochi intimi in abbigliamento intimo, in una città che affoga in problemi assai più seri che il riconoscimento di non si sa quali diritti negati. Robert Vignola

8 8 Italia DAL NORD Padova - La fede è più forte delle provocazioni: una folla per il patrono Le piazze che non fanno notizia Nella città che è riuscita a sventare in extremis l ignobile accoppiamento omosessuale in pubblico spacciato come arte, in centomila rendono omaggio a Sant Antonio di Barbara Fruch Hanno cercato in tutti i modi di dissacrarla ma non ce l hanno fatta. Fortunatamente a Padova si continua a respirare l odore della cristianità. E a dimostrarlo è stata la festa per Sant Antonio, giovedì scorso. Sono stati infatti circa centomila i pellegrini arrivati in città per rendere omaggio al Santo. Tra questi moltissimi francesi, spagnoli, croati, filippini, cingalesi e africani come da tradizione. Ma anche molti fedeli provenienti dall est Europa, soprattutto polacchi. E altri centomila fedeli sono previsti nel fine settimana. È una fede e una fiducia che sbalordisce anche noi. Pochi giorni fa ne parlavo con il vescovo e entrambi abbiamo detto che c'è crisi ovunque ma le figure della Madonna e di Sant Antonio non conoscono mai crisi, ha detto commosso il rettore della Basilica del Santo a Padova, Padre Enzo Poiana, poco prima dell inizio della processione che si è svolta per le vie del centro cittadino. Non solo: è una fede che si contrappone con tutto Milano L ennesimo dramma della crisi Disoccupato, 51enne si dà fuoco: è gravissimo Si è dato fuoco all interno dell azienda, a Cernusco sul Naviglio (Milano), in cui aveva lavorato per conto di una cooperativa. L uomo, un senegalese di 51 anni è stato trasportato in gravi condizioni all ospedale Niguarda e ha ustioni su buona parte del corpo. Secondo la ricostruzione, ieri mattina attorno alle 9.30 l uomo si è presentato nei magazzini dove è stato impiegato saltuariamente per salutare alcuni ex colleghi e all improvviso si è versato addosso del liquido infiammabile che teneva in un sacchetto. In un attimo l uomo si è trasformato in una torcia. Dopo l intervento degli ex colleghi, sono stati gli agenti della polizia locale e i carabinieri a sottrarlo alle fiamme. I medici del 118 hanno poi intubato il 51enne, che ora lotta fra la vita e la morte. Sembra che il 51enne sia stato licenziato dalla cooperativa per cui era a libro paga come operaio specializzato e dalla quale non aveva percepito gli ultimi cinque mesi di stipendio. Ennesimo suicidio quindi, per colpa di questa crisi che sta affliggendo l Italia intera. Carlotta Bravo Rimini Dopo l incidente la fuga Neopatentato travolge due donne: una muore Ha investito due donne di nazionalità russa, uccidendone una sul colpo e mandando l'altra in ospedale in prognosi riservata. Poi è scappato a nascondersi a casa dei nonni. È stato però rintracciato e arrestato dalla polizia stradale di Rimini il pirata della strada. Si tratta di un neopatentato di 21 anni, Marcello Tarabini, nato a Reggio Emilia e residente nella città romagnola, finito in manette per fuga, omissione di soccorso e omicidio colposo. L incidente è avvenuto alle 5.50 sul lungomare riminese, quando il 21enne alla guida di una Volvo Station Wagon, intestata alla nonna, ha investito prima Tatiana Tikhonova, 58 anni, scaraventandola nel giardino di un hotel uccidendola sul colpo, e poi la connazionale Natalia Maksimona, 45 anni, trascinandola per alcuni metri. Le due donne, che erano in viaggio turistico con un gruppo di connazionali russi, camminavano lungo il viale e sono state investite alle spalle. La 45enne si trova in prognosi riservata all'ospedale. Grazie a un video di sorveglianza di un negozio e ai testimoni è stato possibile rintracciare l auto e il colpevole. Il giovane, con addosso ancora alcuni frammenti di vetro del parabrezza della Volvo, distrutto nell'incidente, ha negato di essere stato alla guida dell'auto e ha dichiarato di aver trascorso la nottata a pesca. C.B. Il quotidiano è sempre straordinario. ciò che si vuole far passare per moderno ma che in realtà non è altro che un attacco ai valori tradizionali, alla natura, alla famiglia. Atti che, molto spesso, hanno sullo sfondo proprio la rossa Padova che i politici vorrebbero far passare come città simbolo di cambiamento. Un cambiamento però che la gente non vuole e lo ha dimostrato. Ma il male è lì, dietro l angolo, pronto a rispuntare: hanno tentato più volte. Non ultimo lo scabroso spettacolo che doveva essere realizzato proprio in città venerdì 7 giugno, disdetto pochi giorni prima. Hedonistic Corruption questo il nome dell evento artistico, almeno così è stato definito. Ma di cosa si tratta? Di due uomini completamente nudi, due amanti, sul balcone di un palazzo storico del centro di Padova. Non è finito: i protagonisti Piergiorgio e Remigio, due modelli che sono una coppia anche nella vita di tutti i giorni, si sarebbero esibiti in un vero e proprio rapporto sessuale. Nulla di pornografico, secondo l ideatore, l artista vicentino Marco Chiurato. La performance che voleva mettere in scena, in pubblico, prometteva Il sesso vero tra due gay, come opera d arte. Dipingerò i corpi con della pittura a base di zucchero e albume aveva spiegato l artista per lanciare l iniziativa - Poi i modelli usciranno sul terrazzo, ben visibili al pubblico radunato nel cortile interno. Lì, illuminati da luci in grado di esaltare la tintura, consumeranno un rapporto sessuale. Non ci si poteva di certo aspettare altro da Chiurato, colui che nella sua mostra Sexhibitionist, allestita a Marostica, aveva esposto centinaia di calchi di seni femminili e un Cristo con il seno di donna e il pene in erezione. Un atto sobrio e di buon gusto, no? Proprio come Hedonistic Corruption, evento che è stato annullato. Ah, beh. Tutta colpa della destra, si capisce. L alta adesione dimostrata dal pubblico a detta di Chiurato - ha sollevato preoccupazioni di carattere di ordine e sicurezza pubblica da parte delle autorità competenti. Non ultimi si sono aggiunti tendenziosi ammonimenti da parte di gruppi di estrema destra scaturiti dai contenuti artistico culturali previsti nel programma della serata. Stranamente, ad intralciare performance di sinistra sono sempre i cattivoni fascisti. Ma sicuramente lo spettacolo è stato studiato come gesto provocatorio: il problema è che al suo interno ritorna con forza uno dei temi più dibattuti del momento. Il diritto degli omossessuali a vivere come una coppia eterosessuale. I disoccupati che s impiccano, i giovani che emigrano, le famiglie che non ce la fanno più invece sono temi marginali, non troveranno un Chiurato a diffonderli. Sarà anche per questo che la gente normale, ormai, le piazze le riempie solo per i Santi. Eurosky Tower. Entrare in casa e uscire dal solito. Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19 piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building G8 - La Cassazione conferma il verdetto dell Appello Bolzaneto: sette condanne e quattro assoluzioni Ridotti i risarcimenti dei No Global Sette persone sono state condannate. La sentenza della Cassazione di fatto conferma quanto deciso in appello nel marzo del 2010 per gli appartenenti alle forze dell ordine e i medici coinvolti nelle violenze della caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001 di Genova. La quinta sezione penale ha invece assolto quattro imputati: si tratta di Oronzio Doria, Franco Valerio, Aldo Tarascio e Antonello Talu, appartenenti alle Forze dell'ordine. I 7 imputati condannati sono l assistente capo della polizia Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), divaricò le dita delle mano di un detenuto fino a strappare la carne, gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra. Per quest ultima va rilevato che la Cassazione ha ridotto la pena, assolvendola solo dal reato di minaccia. Pene confermate a un anno per gli ispettori della polizia Matilde UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi che avevano rinunciato alla prescrizione. Anche nei confronti di Amenza la Suprema Corte ha cancellato la condanna per il reato di minaccia. La Cassazione ha anche deciso la riduzione dei risarcimenti stabiliti in appello a favore dei No Global e ha annullato senza rinvio alcune statuizioni nei confronti di diverse parti civili, mentre per altre ha disposto una nuova valutazione da parte del giudice civile. Gli ermellini hanno anche rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Genova, in cui si chiedeva di sollevare questione di legittimità costituzionale sul mancato adeguamento dell Italia ai principi della convenzione europea che sanciscono l imprescrittibilità di ogni reato commesso in violazione della norma che pone il divieto di trattamenti inumani e degradanti. In Italia, infatti, non è stato introdotto il reato di tortura. B.F. Numero Verde

9 Napoli Il dramma di una giovane albanese Donna picchiata e messa in un sacco della spazzatura È stato fermato il presunto aggressore, la vittima lotta tra la vita e la morte Massacrata di botte e chiusa in un sacco di plastica. È successo venerdì notte, a Napoli, in via dei Tribunali, alla ventiquattrenne Toska Xhulia di origine albanese. Dall inizio dell anno, il quinto caso di grave violenza sulle donne, solo nel capoluogo campano. Il suo aguzzino è un napoletano, è stata aggredita a mani nude, e picchiata selvaggiamente abbandonata in un sacco. Probabilmente pensava di averla uccisa e stava cercando di disfarsi del cadavere. A dare l allarme una coppia di vicini che, verso le 21, ha sentito i lamenti che provenivano dal pianerottolo e ha fatto la terribile scoperta. La giovane è stata trasportata d urgenza all ospedale Loreto Mare dove, nella notte, ha subito un delicatissimo intervento all addome. Ha lesioni interne gravissime oltre a una profonda ferita alla testa. Inoltre, il viso è irriconoscibile a causa dai colpi che le sono stati inferti. Ora lotta tra la vita e la morte e la prognosi resta riservata. Gli inquirenti, hanno avviato le indagini partendo proprio dall appartamento della vittima dove è avvenuta l aggressione. Inizialmente la pista più attendibile sembrava quella di una violenza familiare e le ricerche si erano concentrate sul compagno della vittima, connazionale con la quale condivideva l appartamento. Poi l arresto, ad opera degli agenti della questura di Napoli, di D Esposito un giovane originario di San Salvatore Telesino (Benevento) e residente proprio a via dei Tribunali, che sarebbe stato incastrato da una serie di intercettazioni. Al momento dell arresto l uomo era in compagnia del figlio e della compagna ma non ha opposto resistenza. Carolina Riccardi di Barbara Fruch 9 Più della metà 185 impianti che ricadono sotto la responsabilità di Aqp sono a rischio di non conformità con la legge. Non funzionano e, di conseguenza, inquinano. È destinata a non fermarsi l ondata di polemiche che ha investito l Acquedotto Pugliese. La società regionale ora si trova a fare i conti non solo con le conseguenze sull ambiente della sua attività ma anche con le procedure di infrazione a Bruxelles e fascicoli penali. Non sono un caso dunque le dimissioni dell amministratore unico Gioacchino Maselli, giunte qualche giorno fa sulla scrivania del Governatore Vendola. Lui era infatti stato chiamato a mettere mano su questa situazione ingestibile, tanto che ha mollato la spugna. Prima di abbandonare il posto però, l ingegnere ha fatto pubblicare sul sito web di Aqp un dossier completo sugli impianti. Una documento che evidenzia come l emergenza sia ben più Italia DAL CENTRO E DAL SUD Continuano gli scandali nella gestione dell Acquedotto Pugliese Depuratori fuori legge e dannosi È ancora terremoto in Aqp Diciotto impianti scaricano nel sottosuolo mentre alcuni vanno a finire al mare amplia di quanto si pensava. Come evidenzia La Gazzetta del Mezzogiorno i sono ad esempio 18 depuratori che scaricano nel sottosuolo, opzione ormai non più consentita nonostante la Puglia abbia usufruito di una deroga alla norma: andrebbero spenti, ma questo vorrebbe dire il caos per mila persone. Ci sono poi sei casi di scarichi in mare potenzialmente fuori norma per una serie di motivi diversi: ad esempio l impianto di Bari ovest depura i reflui secondo la tabella 1 (i limiti più bassi), che andrebbe pure bene se nelle fogne (e quindi nel depuratore) non finissero piogge e scarichi industriali Foligno La tragedia: morta una romena Uccide la ex per gelosia e poi si suicida Ha ucciso la sua ex per gelosia e poi si è ammazzato. Sandita Munteanu, romena 35enne, è stata sgozzata in una strada del centro di Foligno, nel Perugino. Ad assassinarla è stato il suo connazionale 43enne,Virgil Murariu, con cui aveva avuto una relazione. Dopo il delitto, l uomo si è dato alla fuga a bordo della sua auto, intercettata dai carabinieri nei pressi di Terni. Braccato dai militari sul raccordo che conduce all'autosole, Murariu ha fermato l'auto e si è ucciso con una coltellata al cuore. Nella strada alla prima periferia di Foligno, al momento dell'omicidio, c'erano un'anziana e una coppia di ragazzi. La donna ha riferito di aver sentito prima discutere e poi di aver udito un urlo straziante. "Ho sentito un urlo straziante, sono corsa in strada e ho visto questa donna riversa a terra in un lago di sangue ha detto una donna che abita nella via dove la straniera è stata uccisa Da quanto ne so faceva la badante in una casa qui in zona. Quando sono accorsa in strada c'erano anche due giovani, mi hanno chiesto un asciugamano per tamponare il sangue ma non ho avuto il coraggio di avvicinarmi. Nel frattempo la coppia di ragazzi ha incrociato il presunto assassino e la ragazza ha preso il numero incontrollati. Ma non è finita: nel dossier di Aqp vengono riportati anche i parametri chimici dei reflui in entrata e uscita dai depuratori. Quello che emerge è uno scenario scandaloso: molti impianti non rispettano i limiti di legge, né quelli della famosa tabella 4 ovvero l acqua che può essere riutilizzata in agricoltura, così come neppure quelli della più blanda tabella 1. Con situazioni imbarazzanti tipo quella di Carovigno, dove il depuratore (che dovrebbe essere spento) praticamente non depura: ma è la stessa cosa anche a San Michele Salentino, e Casamassima e Spinazzola. della targa dell'auto con cui è scappato. Mentre aspettavano l'arrivo dell'ambulanza i presenti hanno provato a tamponare la ferita al collo della vittima ma è stato tutto inutile. La donna è morta nel giro di pochi minuti. Poi l inseguimento sul raccordo per Orte. Giunta allo svincolo di Amelia l auto è stata costretta ad accostare ai lati della strada. A quel punto l'uomo si è colpito al petto con il coltello morendo sul colpo. In seguito alle indagini è emerso che l uomo è partito da Mentana, in provincia di Roma, dove risiede, per raggiungere la sua ex. Dagli accertamenti condotti dalla polizia tramite le autorità romene è inoltre emerso che i due erano reduci da matrimoni (ed entrambi divorziati) ma non erano mai stati sposati tra loro. Avevano avuto invece una relazione sentimentale terminata da qualche tempo. La fine del rapporto, è emerso dalle indagini, non era stata però accettata dall uomo. Dalle testimonianze raccolte dal commissariato di Foligno e dalla squadra mobile di Perugia è emerso che la badante era stata per questo molestata e picchiata dal connazionale, anche se non aveva mai presentato formale denuncia. Carlotta Bravo

10 10 Società Quando la cucina diventa social: arriva la prima piattaforma online per delle cene perfette Gnammo, aggiungi un posto a tavola Un network per promuovere eventi gastronomici e scambiare preziosi consigli culinari di Francesca Ceccarelli Si chiama Gnammo, la piattaforma online che da un anno scorre sui computer degli amanti della buona tavola : Si tratta di un portale che permette di organizzare o partecipare a un evento culinario spiega Gian Luca Ranno, CEO e fondatore di Gnammo insieme a Cristiano Rigon e Walter Dabbicco che può tenersi in luoghi affascinanti come parchi, atelier d artista o case private in zone di pregio delle diverse città. Innanzitutto ci si deve registrare gratuitamente sul sito di Gnammo o attraverso i social network (bastano nome, cognome ed e- mail). Quindi si può scegliere: da una parte ci sono i cuochi (per ora privati o personal chef, anche se sono state avviate alcune sperimentazioni con i ristoranti), ai quali la piattaforma offre una serie di strumenti per descrivere l evento che si vuole realizzare indicando il menù, inserendo foto della location e stabilendo quanti sono i posti disponibili e il prezzo per persona. Informazioni che possono essere sfruttate dagli gnammers,che possono scegliere le offerte filtrandole in base alla regione, alla città o al nome del cuoco e proporsi come partecipanti. Riservato al cuoco il diritto di scegliersi i clienti: sulla scorta delle informazioni contenute nel profilo del potenziale commensale, decide se accettarlo o meno; in caso di risposta positiva lo gnammer, una volta pagato il costo dell evento, riceverà l indirizzo al quale recarsi. «Il cibo è solo una parte dell esperienza offerta da Gnammo, è quasi un pretesto. Il vero valore aggiunto è dato dalla possibilità di incontrare persone nuove e conoscere gli altri membri della community. continua Ranno - Più di una volta nei nostri eventi sono nate importanti relazioni, personali o lavorative, tra individui che fino a poche ore prima neanche si conoscevano. Noi siamo un social network che vuole creare occasioni perché la gente esca dalla Rete e riprenda ad interagire nel mondo reale». Previsti anche degli extra per gli chef che possono guadagnare anche una piccola somma grazie al ricavato degli eventi. Un sodalizio vincente che da febbraio 2012 raccoglie proseliti: Cominciai a sviluppare l idea iniziale del portale insieme al mio amico Cristiano all inizio del 2011 prosegue Ranno poi, pochi mesi UNA GRANDE NOVITÀ DALLA DANIMARCA Copenaghen, lo street food è protagonista dopo, scoprimmo che un gruppo di Bari stava lavorando a un progetto simile e allora decidemmo di unire le forze». E il web premia questa iniziativa: sulla pagina su Facebook con quasi like da utenti; più di 350 eventi organizzati in 17 diverse regioni italiane per un totale di oltre posti a sedere. Una crescita diventata esponenziale soprattutto a partire dal gennaio 2013 grazie a una nuova versione del sito in continuo aggiornamento «Stiamo per inserire criteri di ricerca più specifici e le valutazioni date suoi cuochi e sugli ospiti in modo da poter creare dei rating che aiuti la gente a orientarsi e, dopo aver concluso un primo accordo con un azienda del settore alimentare, creeremo delle vere e proprie brand page. Il Portogallo non si arrende alla crisi Re-4 good, più cibo per tutti Danimarca patria non solo della Sirenetta più famosa del mondo ma anche della buona cucina. Non solo il ristorante Noma quest'anno ai vertici delle classifiche mondiali: quindici le stelle Michelin assegnate nel 2013 grazie alla seconda per il bistrot bio Geranium e alla prima per la new entry Kadeau. A consolidare questa novità il Copenhagen Cooking, una dieci giorni di manifestazioni culinarie che si terrà dal 23 agosto al 1 settembre. Si tratta si un 'occasione per assaporare l incontro tra show cooking e degustazioni. In calendario anche il Campionato danese di smørrebrød che premia il tradizionale sandwich di pane nero, diventato in pochi anni, da specialità danese, un vero must dello street food globale. La nona edizione del Copenhagen Cooking festival rappresenta la celebrazione del patrimonio culinario nordico che ha contribuito a rendere Copenaghen una delle più promettenti destinazioni gastronomiche del mondo. Tra gli eventi spicca il Nordic Taste, durante il quale i top chef prepareranno e offriranno le loro specialità. Il festival si terrà nella splendida area della Carlsberg. Il sale marino e le alghe sono solo un paio degli ingredienti che si possono provare durante il festival, e sono anche due degli aromi che si possono sentire nella birra del festival, la 'Salty Ocean Weed', prodotta dalla celebre Mikkeller Brewery acquistabile al bar Mikkeller e nel corso dei vari eventi. Sempre in questo ambito va segnalato lo street party che si terrà in una delle strade più cool della città - Jægersborggade (Jægersborgstreet) dove si trova il ristorante Relæ appena premiato da una stella Michelin. Gli eventi del Copenhagen Cooking si dividono in diverse categorie, tra cui 'Culinary Adventures', 'Fine Dining', 'Health and Climate', e 'The Bounty of the Sea'. 'Health and Climate' ad esempio includerà tour dei giardini urbani di Copenaghen, mentre 'Fine Dining' ospiterà l'atteso 'Taste of Copenhagen', ovvero la possibilità di assaggiare le specialità dei ristoranti Michelin a prezzi accessibili. F.Ce. Lisbona che non si arrende alla crisi, Lisbona che trova escamotage per farcela. Un problema fra tutti quello del cibo, spesso sprecato senza motivo. Così oggi Hunter Halder, sessantenne di origine statunitense, in Portogallo da vent anni, riesce a dare da mangiare a più di 300 persone al giorno: partendo da quattro blocchi di edifici nel quartiere di Nossa Senhora de Fátima, ha cominciato a racimolare cibo bussando a ogni ristorante, panetteria o supermercato. Così si è poi rivolto alle famiglie bussando casa per casa.l obiettivo? Quello di trasformare Lisbona nella prima capitale senza fame e senza dispersione alimentare entro il Ex consulente in risorse umane, spazzato via dal mondo del lavoro a causa della crisi ha deciso di fare qualcosa per aiutare quelli nella sua stessa posizione, soprattutto in tempo di crisi. Così Halder per evitare lo spreco alimentare quotidiano ha creato una forma di consegna a domicilio per aiutare chi non arriva a fine mese. Il progetto si chiama Re-food, ed è un organizzazione senza scopo di lucro il cui motto è Re-Food 4 Good. Oggi nel quartiere di Nossa Senhora de Fátima, sono circa trecento i volontari che, sempre in bicicletta, vanno a prendere il cibo avanzato in 115 locali, tra ristoranti, bar e panifici del quartiere. Il cibo è lì. C è solo bisogno di una bicicletta per andare a cercarlo dice Halder. A gennaio la svolta più a nord, nel quartiere ditelheiras: circa un centinaio di volontari hanno trovato diversi ristoranti disponibili a donare il cibo avanzato e hanno segnalato le famiglie in difficoltà del quartiere. E Re-food ha avuto dalla sua altre 285 tavole calde. Basta mettere insieme 10 o 12 volontari per avere una massa critica. E cominciare a bussare alle porte di casa. Conquisteremo l intera Lisbona, è questa la speranza del magnanimo Holder. F.Ce.

11 11 Cultura Il cartellone del teatro Brancaccio di Roma tra commedie e risate per contagiare sempre più il pubblico Una stagione all insegna del musical Prenderà il via il 1 ottobre con lo spettacolo del comico romano Enrico Montesano - Tornerà sul palcoscenico anche il Frankestein Junior di Giampiero Ingrassia, ed un tango vedrà invece protagonista l attrice Amanda Sandrelli di Marina Simeone Alessandro Longobardi e la famiglia del Teatro Brancaccio hanno inaugurato, mercoledì scorso, la stagione teatrale di uno dei teatri più discussi e più desiderati di Roma. Nel segno dei ringraziamenti è iniziato l intervento di Alessandro Longobardi, che ha voluto ricordare la Principessa Fernanda Brancaccio, proprietaria del teatro, donna longeva compirà 105 anni il prossimo 7 luglio ma anche della polemica, tesa a colpire la macchinosa burocrazia sorda alle reali esigenze di chi fa teatro, a prezzo di impegno e fatica non indifferente. Il teatro è passione, capacità e volontà di resistenza a regole del settore immobilizzanti, causa dell agonia attuale e speriamo non della definitiva morte. La politica deve anche in questo ambito dare risposte. Il merito è di figure eroiche come i produttori privati se la scena continua a popolarsi di talenti di ogni sorta e la musica e il canto e l arte in sé continuano ad educare la nostra comunità, a divenire un riferimento. Serve essere presenti e contagiare il pubblico, per questo oltre alla attività nelle scuole con il progetto 6/26, rivolto alle scuole nelle mattine e alle famiglie nelle pomeridiane /serali, con prezzi contenuti, ci si connetterà anche nella Community L ora del teatro, uno spazio virtuale in cui teatro, iniziative e pubblico collaboreranno per rendere meno plumbeo il futuro del teatro e dell arte in genere. La stagione prenderà il via al Brancaccio il 1 ottobre con lo spettacolo di Enrico Montesano, che si cimenterà in una nuova commedia musicale, dedicata a Pietro Garinei, C è qualcosa in te, una passeggiata comico musicale nel meglio di con originali coreografie a fare da cornice. In un tanto critico momento per Cinecittà sembra giusto proporre uno spettacolo che parli del luogo, che ha dato allo studio cinematografico un nome e un volto Cinecittà ; lo spettacolo è portato sulle scene da Cristian De Sica, che con questi studi storici ha avuto un rapporto profondo e mediato dalla indimenticabile figura del padre Vittorio. La regia è di Giampiero Solari. A seguire il grande ritorno al Brancaccio di Giampiero Ingrassia con il musical di Mel Brooks, Frankestein Junior. Un Giampiero Ingrassia sorprendente nella sua comicità e più consapevole dopo il riconoscimento del premio Flaiano come migliore interprete. Il cast è stato riconfermato dato il successo della scorsa edi- Nelle foto sopra, a sinistra Amanda Sandrelli, a destra Enrico Montesano - Sotto una scena tratta dal musical Frankestein Junior zione. La Compagnia della Rancia quest anno oltre a Frankestein Junior porterà al Brancaccio un nuovo progetto teatrale dal titolo AAA Cercasi Cenerentola con Paolo Ruffini e Manuele Frattini e regia di Saverio Marconi. Non la solita Cenerentola cementata nella sua educazione e condizione sociale, ma una cenerentola moderna e un principe fuori dalle impostazioni dettate dal prototipo favolistico. Una favola per grandi e per piccini, lungo il sentiero da tempo tracciato dalla migliore tradizione Disney. Paolo Ruffini sarà questa stagione una presenza importante al Brancaccio, infatti oltre a AAA Cercasi Cenerentola porterà sulle scene Io doppio il ritorno, l opera che ha reso famoso Ruffini in Italia. Ruffini sarà accompagnato dalla bravura della Band Il Nido del Cuculo tre cantanti e cinque formidabili musicist,i pronti a stimolare il pubblico e a coinvolgerlo in uno spettacolo irripetibile, adatto indistintamente a tutta la famiglia. Seguirà a dicembre Spring Awakening per la regia di Emanuele Gamba. Una piccola casa di produzione di Livrono, con orgoglio arriva al Brancaccio e trascina con sé un gruppo invidiabile di nove giovani promesse, accompagnate da due attori professionisti, con lo sfondo scenografico degli anni trenta e il sapore amaro di tematiche sociopolitiche impegnate. La musica rock dona infine quella vitalità e quel coinvolgimento che hanno fatto di Spring Awakening il musical più originale del La intramontabile bellezza e sensualità di Marilyn Monroe fatta rivivere da Justin Mattera nello spettacolo Sugar the Musical, tratto dal celebre film della Monroe A qualcuno piace caldo. Una commedia calda, non ideata come imitazione ironica del mito americano, come sottolinea la stessa Mattera, piuttosto come contributo originale alla personalità e alla statura interpretativa della Monroe. La regia è di Federico Bellone. Parlando di produttori eroici Longobardi ci tiene a nominare Andrea Bianco, che porta al Brancaccio una commedia brillante Lui e Lei di Ganzerli, Cirilli, De Luca, per la regia di Federico Moccia con Gabriele Cirilli e Emy Bergamo e Federica Nargi. L amore di coppia non facile e mai scontato portato sul palcoscenico dal cantore dei turbamenti adolescenziali, il fautore di mode ed attese di eternità, svela la sostanza nascosta in quel lucchetto chiuso, immagine di Designata la cinquina dei finalisti all'edizione 2013 del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con Liquore Strega. Al termine dello scrutinio, questi i risultati: Alessandro Perissinotto (Le colpe dei padri Piemme) è il primo finalista con 69 voti. Seguono: Walter Siti con 66 (Resistere non serve a niente Rizzoli); Romana Petri con 49 (Figli dello stesso padre, Longanesi); Paolo di Paolo con 45 uno dei suoi romanzi più riusciti. A Capodanno a fare compagnia al Brancaccio uno dei one man show più richiesto : Maurizio Battista in Combinati per le feste. Alessandro Longobardi presenta infine un nuovo progetto che sarà proposto al Brancaccio, prodotto da Viola produzioni, che fa capo a lui, Il tango del marinaio, per la regia di Lorenzo Gioielli, con Amanda Sandrelli, Adrian Aragon ed Erica Boaglio. In un tango racchiuso il volto dell amore, della memoria, della magia, della felicità e dell orrore. La musica, la danza e la parole avvolte insieme nel teatro in un tutto unico. Il teatro spiega Gioielli torna alla sua sorgente di vita e dallo spettacolo ci si sveglierà con la speranza di riportare nella realtà quanto si è visto. E sempre l amore a fare da protagonista in Ghost, una delle avventure cinematografiche più commoventi diventa musical per emozionare con un mix di musiche e di immagini vicine al film degli anni 90. Si presenta infine Karol Wojtyla la vera storia di Damato, Stella, Barsotti, con il patrocinio della fondazione Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla è rimasto nei cuori dei fedeli e la sua vera storia colpirà lo spettatore grazie anche a nuove tecnologie usate per il teatro: il 3D e l oleogramma. Una stagione divertente ed emozionante al Brancaccio, una rassegna non generazionale ma familiare, adatta ad un pubblico eterogeneo nelle età e negli interessi, per sorridere, riflettere, commuoversi insieme. Premio Strega: ecco i 5 finalisti Nella foto, i cinque finalisti (Mandami tanta vita Feltrinelli ); Simona Sparaco (Nessuno sa di noi Giunti). Primo degli esclusi è Gaetano Cappelli (Romanzo irresistibile della mia vita Marsilio). La sorpresa è l esclusione di Aldo Busi col suo El Especialista de Barcelona. Lo scrittore non sembra averla presa bene, ha, infatti, dichiarato che il Premio Strega è roba per analfabeti. Vedremo chi la spunterà il 4 luglio, serata in cui sarà decretato il vincitore.

12 12 Tecnologia Un nuovo dispositivo arriva sul mercato per mettersi al servizio delle vittime di stalking e violenza Mobile Angel: un click e sei in salvo Un vero e importante passo da gigante in tema di tutela, anche se manca ancora la certezza della pena di Emma Moriconi Si chiama mobile angel, ed è un telefono che permette, premendo un solo tasto, di essere geolocalizzate dalla Questura e dal più vicino Centro antiviolenza. C è già il numero verde 1522, che è di supporto in questo senso a tutte quelle donne (ma non sempre si parla solo di donne) che hanno bisogno di aiuto perché vittime di stalking o di violenza. Ma può capitare che, in un certo frangente, la persona che ha bisogno di tutela non possa effettuare la chiamata: perché non ne ha il tempo, o perché ha paura che una telefonata possa far degenerare la rabbia nella persona che ha di fronte, o ancora perché non trova la forza di farlo, perché ha paura, e la paura può inebetire sia le parole che le azioni. Premi un tasto e sei in salvo: la polizia è in grado in questo modo di intervenire immediatamente, anche quando la persona in difficoltà non sa dove si trova o non può dirlo. Il progetto, in cui sono coinvolte 33 donne, è partito da Roma in via sperimentale, ed è della Fondazione Vodafone, che si occupa di fornire la tecnologia e la formazione, insieme alla Questura di Roma, che coordina le questure per l estensione del servizio, e si avvale della collaborazione di Pangea e Differenza Donna. Il dispositivo attiva, contestualmente all'allerta, una registrazione audio dell'aggressione, in modo da poter costituire materiale probatorio per eventuali successive indagini. Nel gennaio del 2013 la Fondazione ha siglato un protocollo con il Dipartimento della pubblica sicurezza coinvolgendo tutte le Questure e il 6 giugno con l Associazione nazionale DiRe, donne in Rete contro la violenza, per individuare quelle più a rischio. E in corso, inoltre, lo studio di un protocollo da firmare con il Dipartimento di psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli. La possibilità di avere mobile angel a portata di mano costituisce una tutela, e aiuta anche a sentirsi più sicure di se stesse, e a riprendere quindi prima e meglio una vita sociale normale. Il problema della violenza e dello stalking è sempre più al centro dell attenzione: i casi si moltiplicano, ma forse a moltiplicarsi sono più le denunce. Perché finalmente il progredire della civiltà, portando sempre di più l attenzione sulla necessità di normativa e mezzi più adeguati alla tutela dei più deboli, fa UNA MACCHINA IN AIUTO DEGLI SMEMORATI I m here, quando il cellulare te lo ritrova la tecnologia La tecnologia arriva in soccorso degli smemorati cronici: le chiavi, il cellulare e il portafoglio non saranno più a rischio di oblio. Hai per caso visto? oppure Oddìo dove ho lasciato il cellulare? : queste alcune delle domande cui giornalmente tutti fanno i conti. Allora arriva I m here, cioè Sono qui, un prodotto tecnologico tutto italiano che funziona come cervello di riserva per gli abituali soggetti affetti da carenze di fosforo vere o presunte. Il prodotto è nato dall unione dello sforzo di I m - la società italiana che ha lanciato I m Watch ( l orologio che dialoga con lo smartphone), oggetto che ha conquistato il pubblico del CES, il più famoso evento internazionale dell elettronica di consumo. I m Here, 37 millimetri di lunghezza/altezza e 15 millimetri di spessore: il più innovativo e preciso geo-localizzatore al mondo. Un funzionamento facilissimo: dallo smartphone ci si collega ad I m Cloud, un programma disponibile per tutti gli smartphone, che interroga il localizzatore per sapere la sua posizione. Quindi, una volta ottenuta, la mostra su Google Maps. Questo moderno dispositivo tecnologico è stato sviluppato in collaborazione con Zeromobile che all interno possiede una sim card che consente l invio di dati ai dispositivi con un servizio in grado di offrire un tempo di risposta più rapido rispetto a quello dei classici sms. Un apposito tasto poi consentirà anche la possibilità di inviare la segnalazione della propria posizione. I m Here, disponibile sul mercato già da aprile, viene venduto senza abbonamento, ad un prezzo di 129 euro, con un traffico prepagato equivalente a 200 localizzazioni, che successivamente costeranno 5 centesimi l una. Così raccontano le funzionalità gli ideatori: «Il nostro tracker è utile, per esempio, durante le escursioni in solitaria, quando si vuol far sapere la propria posizione o si vuole analizzare, al termine, il percorso effettuato». Inoltre grazie alla fusione con Google Maps, in pochi istanti si può calcolare la distanza tra se stessi e l oggetto o la persona a cui I m Here è collegato. Ottimo anche in caso d emergenza: se ci si perde o in caso d infortunio in luoghi isolati, l apparecchio permette la localizzazione.un arma a doppio taglio comunque che potrebbe essere usata anche perché no da genitori apprensivi o fidanzate gelose per monitorare gli spostamenti di figli e compagni. F.Ce. acquisire sicurezza e consapevolezza a chi ha bisogno di aiuto, che non si sente più emarginato ed abbandonato come poteva succedere in un passato anche piuttosto recente. Basti pensare che fino al 1996 la violenza sessuale era considerato un delitto contro la moralità pubblica: i reati di violenza sessuale erano parte "Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume". Bisognerà attendere la legge n. 66 del 15 febbraio 1996, in tema di "Norme contro la violenza sessuale", per veder affermato il principio secondo cui lo stupro è un crimine contro la persona. Sono passati solo 13 anni da allora, e, nonostante ci sia ancora molto da lavorare, la volontà di tutela in questo senso oggi è ai massimi livelli e gli strumenti a disposizione cominciano ad essere numerosi. I problemi rimangono sempre quelli legati alla mancanza di certezza della pena, che è l immensa falla che si apre ogni volta che si parla della giustizia italiana: sono tantissimi i casi di persone colpevoli di stupro ed omicidio condannati all ergastolo che, beneficiando di permessi premio, sconti di pena, ma anche di misure alternative alla detenzione e leggerezze varie, una volta fuori dal carcere tornano a colpire. E così anche negli aberranti casi di pedofilia. Ed è così anche nei casi meno gravi di violenza, che comunque destano allarme sociale e sono spesso preludio a comportamenti peggiori. I passi da gigante fatti in avanti non serviranno mai a niente, finché la bella frase fatta certezza della pena non si tradurrà in realtà e rimarrà confinata sui libri di giurisprudenza, infarciti di concetti che sembrano assoluti e che invece sono terribilmente e drammaticamente relativi. FOCUS Tutti pazzi per il drone Dal mondo scientifico a quello domestico, è sempre più l hi-tech a dettare le regole Non tutti sanno cosa sia un drone forse, ma è ora di fare i conti con un aggeggio che promette di rivoluzionare il mondo scientifico e non solo. Contadini, giornalisti, operai tutti alla ricerca di questi strumenti super tecnologici. Non ultima l idea di una nota catena fast food inglese, Domino Pizza, che ha provato un piccolo velivolo radiocomandato capace di recapitare a domicilio un paio di pizze. Un esperimento ad hoc che, se avrò esito positivo sarà lo scenario del futuro. In America i droni vanno forte con mille applicazioni: tanti modelli per tutti i prezzi. Un modello in vendita da un paio d anni costa circa trecento dollari e lo si guida con l ipad: un giocattolo del futuro. I droni invadono anche l istruzione: solo negli ultimi due anni sono stati centocinquanta gli atenei o istituti che hanno ottenuto l autorizzazione a usare per motivi di studio i piccoli velivoli radiocomandati. La prima è stata l Università del Nord Dakota che ha organizzato veri corsi per piloti esperti. Gli esperti calcolano addirittura che entro il 2020 il settore creerà attorno ai 23 mila posti di lavoro. Anche gli indiani Navajo hanno pianificato l acquisto di un paio di droni, dotati di telecamere, per impiegarli nel settore agricolo: i velivoli radiocomandati possono sorvolare grandi estensioni di territorio e per lunghi periodi. Ci sono poi società che costruiscono oleodotti pensando di usare i droni con compiti di sicurezza: in alcune grandi aree urbane le compagnie immobiliari li noleggiano per filmare complessi residenziali che verranno messi in vendita. Nemmeno il jet set sfugge al fascino del drone: sono sempre di più i paparazzi che rimandano a spie volanti la funzione di sbirciare nelle ville degli attori. I sistemi di sorveglianza restano realtà obsolete. Tra tanto successo c è comunque chi teme per la privacy violata: non sono poche le cittadine che hanno deciso di dichiarare delle no fly zone che limitano agli apparecchi di volare sul proprio territorio e di registrare quindi qualsiasi azione o movimento. F.Ce.

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