Sindaco e cittadini: cercasi un idea di città condivisa

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1 PIAZZA MAGGIORE G I O R N A L E P E R I O D I C O D E L D U O M O D I M E S T R E N dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE periodico della parrocchia di San Lorenzo di Mestre Direttore responsabile: Giuseppe Fausto Bonini iscriz. Trib. di VE n Distribuzione gratuita Sindaco e cittadini: cercasi un idea di città condivisa editoriale 1 Natale: il tempo dell impegno per cristiani e laici insieme di Fausto Bonini Auguro buon Natale a tutti i miei lettori, ma sento il bisogno di dare corpo e sostanza a questo augurio. Lo faccio riferendomi a uno scrittore francese che ho molto amato e letto con passione e che rileggo sempre volentieri. Si chiama Albert Camus. È nato in Algeria nel 1913 e vissuto e morto a Parigi nel È considerato il fondatore di un umanesimo laico. La sua vita fu segnata dalla tragedia della seconda guerra mondiale. Un esperienza che lo ha cambiato profondamente e che Camus ha riassunto in due romanzi straordinari. Lo straniero, il primo, La peste, il secondo. Rappresentano la sintesi delle due stagioni della sua vita, quella prima della guerra e quella dopo la guerra. La prima legata al tema dell assurdità della vita, la seconda legata al tema della rivolta contro ogni forma di indifferenza di fronte all assurdo, e dell impegno umanitario come risposta positiva. Per Camus, in ultima analisi, si tratta di salvaguardare la dignità dell uomo. Di qualsiasi uomo. Nel romanzo di Camus la peste è provocata dai topi e quindi per sconfiggere la peste è necessario colpire i topi che ne sono i portatori e le cause, e contemporaneamente aiutare le persone, uomini donne bambini, a soffrire e a morire con dignità. La peste che colpisce ( ) continua a pag. 9 editoriale 2 Se riparte il dialogo le idee nuove sconfiggono la crisi di Sandro Bergantin La festa del Natale ci offre anche l opportunità per dire l affetto, l amicizia, l orgoglio che portiamo per la nostra città e per tutti i suoi abitanti. Il Natale è la festa in cui Dio annulla le distanze, lascia le dimore celesti e mette la tenda accanto alle nostre case. E per la nostra città il Natale significa, innanzitutto, tensione verso i valori della solidarietà (il volontariato ne è una significativa espressione), bisogno di vivere insieme, anelito a costruire un futuro ricco di opportunità soprattutto per le giovani generazioni. Proviamo a rendere concreto l augurio, anche sul piano civico. Diciamo allora che è vero, la città soffre oggi di una reale crisi, non solo economica. Accusa un vuoto di visione. Sbanda sul piano delle antiche certezze di sviluppo, e vien da pensare che molti di coloro che hanno parte nel prendere decisioni le amministrazioni pubbliche, ma anche i cittadini e le associazioni hanno accusato un calo di forma, o usura da stanchezza, o lacune di genialità. Eppure tra le calli e le strade, soffia il vento dell attesa. Un attesa di significati e di progetti. Non c è più tempo da perdere. Il nostro territorio rappresenta diversi aspetti della realtà economica, sociale, culturale. È denso di significati ( ) continua a pag. 5 testimoni In un ampia intervista, il Sindaco rilancia la sua idea sulla città che governa, e sul rapporto tra le parti che la compongono, E la spiega, rispondendo a domande su cultura, sviluppo, trasporti, decentramento e grandi progetti urbani... Il dibattito è vivace: anche le associazioni civiche sono al lavoro e si propongono come voce autorevole al servizio di una città migliore. E dicono: Possiamo costruire e indicare, su molti temi, le risposte nuove, e non datate, per un mondo che cambia velocemente alle pagg. 1/5 all interno I segni e le proposte delle Feste 2011 in Duomo Tutti i segni, le proposte e l agenda del Natale 2011 nel Duomo di Mestre. Fatto di preghiera, raccogliemento, musica e speranza. L analisi più preziosa di un ricercatore attento Forse la ricerca più attuale di Pierpaolo Favaretto era quella che conduceva con la bana. Anche a partire da questo suo lavoro, propositiva sui problemi della nostra area ur- sua stessa vita. Il suo studio più attuale erano la città ha camminato, in un epoca in cui i suoi voti religiosi, la sua povertà volontaria, buone analisi e buone idee sono decisive, cercando le vie dello sviluppo possibile. la sua scelta di castità nel matrimonio. Con la Santa Messa che si è celebrata nel Pierpaolo, però, ha spiazzato tutti. Era infatti difficile, per tutti coloro che l hanno co- Duomo di Mestre mercoledì 14 dicembre, la città ha ricordato, nel trigesimo delle esequie, nosciuto, capire come un tecnico e un professionista della valutazione economica abbia Pierpaolo Favaretto, stroncato un mese prima dal male che non gli ha dato scampo. potuto vivere tra gli altri voti, quello di povertà; era difficile comprendere, negli am- Pierpaolo era un giovane ricercatore del Coses. E attraverso il suo lavoro nel centro studi cittadino, di cui era una delle punte di dia- come l analista puntuale e rigoroso potesse bienti di potere che Pierpaolo frequentava, mante, ha letto la sua città con passione. La aver fatto, nella sua vita personale e familiare, scelte in radicale controtendenza. lunghissima lista di Enti che hanno aderito all organizzazione della Santa Messa dal Aveva fatto scelte stupefacenti: l apertura Comune a Ca Foscari allo Iuav, dal Porto all Arsenale, dal VEGA alle Fondazioni cultu- e insieme il voto di castità nel matrimonio, la piena alla vita (Pierpaolo lascia quattro figli) rali cittadine testimonia la riconoscenza professione e insieme l impegno alla povertà verso uno studioso che ha saputo offrire a e al servizio. E alla base di queste scelte c era tutti una lettura sempre puntuale e sempre sicuramente una fede forte e una religiosità Pierpaolo Favaretto ha cercato e trovato un modo di vivere diverso e nuovo, in cui la gioia di stare al mondo non poggia né sul lusso, né sulla competizione, né sulla ricerca della soddisfazione, ma piuttosto sul dono di sé pp. 6 9 Volontari: il gran lavoro della Btl e di tanti altri enti I volontari della Banca del tempo Libero sono un gruppo eccezionale che si impegna con gli anziani, gli stranieri, i poveri... Ma ci dispiace dice il presidente, Toni Sinatora di non poter soddisfare tutte le esigenze. Spiega Luisa Conti, del CSV: Per tutti è un periodo delicato soprattutto per ciò che riguarda i finanziamenti alle varie attività. Le associazioni faranno bene a mettersi assieme condividendo progetti comuni... pp p. 15 Il Duomo e l Ici: paga più di 16 mila euro Diciamo le cose come stanno: la Chiesa paga per tutte le sue strutture commerciali, e la Parrocchia di San Lorenzo lo testimonia con i suoi versamenti. Quanto agli edifici esentati, ci sono anche quelli di altre chiese, ong, circoli, fondazioni, associazioni: cambiare questa legge potrebbe significare soffocare il lavoro di centinaia di realtà sociali e fondate sul volontariato. fortissima. Al di là di queste, però, vien da pensare che Pierpaolo avesse intuito, in anticipo sui tempi, che lo stile di vita diffuso e consueto, ormai logoro, non poteva reggere. E che ce ne sono altri possibili. Forse sta qui la più profetica delle analisi e delle proposte di Pierpaolo: la sua ricerca più attuale che riposa nascosta in chissà quale cassetto lo ha portato ad intuire prima di altri gli scricchiolii del sistema. E lo ha portato a cercare un modo di vivere diverso e nuovo, in cui la gioia di stare al mondo non poggia né sul lusso, né sulla competizione, né sulla ricerca della propria soddisfazione, ma piuttosto sul dono di sé. Così come ha disegnato tante strade per lo sviluppo della città, allo stesso modo ci ha detto che esiste una possibile via per attraversare, senza perdere la speranza, i tempi diversi in cui stiamo entrando tutti quanti. Giulio Giuliani

2 2 PIAZZAMAGGIORE 24 dicembre 2011 LA CITTÀ Il teatro a Mestre ha una grande presa, a partire dall esperienza del Toniolo e non solo. Per questo al Corso realizziamo un secondo teatro cittadino. E non pensiamo solo agli appassionati di Mestre, ma alla forza attrattiva di un centro con più sedi teatrali... L Ospedale all Angelo non è l ospedale di Mestre: è l ospedale di un area vasta, cittadina, ma anche oltre. Può avere un richiamo ben al di là della nostra stessa Asl. Ha dato un segno di modernità e di importanza a Mestre, centro dell area metropolitana, anche a prescindere da Venezia... I luoghi del governo a Mestre? Deve esserci un luogo dove la gente può andare perché sa che trova chi la ascolta. Ho lavorato a suo tempo perché intorno al Municipio l ex Cassa di Risparmio, la ex De Amicis, Catapan, la Provvederia e il Breda diventassero il centro amministrativo del Comune... Il Sindaco Orsoni rilancia la sua idea sulla città che governa, e sul rapporto tra le parti che la compongono. E la declina, rispondendo alle domande su cultura, sviluppo, trasporti decentramento e grandi progetti... a cura di Sandro Bergantin e Giulio Giuliani Mestre? Sta dentro una grande, va bene: possiamo parlare di città arcipelago, di città bipola- Sì, re Ma a me da sempre piace di più spiega il Sindaco l idea della città circolare. In realtà questa è sempre stata la definizione che preferisco. Giorgio Orsoni non ha cambiato opinione. Per spiegare la sua idea di Venezia, parlava di città circolare quando ancora non era Sindaco, e lo fa anche adesso. Dice: Nel momento in cui parliamo di città bipartita, o tripartita, introduciamo un idea di divisione. Lo stesso concetto di arcipelago, che pure si avvicina di più a quello che penso io, delinea in qualche modo delle divisioni. Non ci dovrebbero essere confini, tra le parti di una città? Sono dell idea che una città non possa avere delle divisioni. È chiaro che ci sono delle divisioni materiali: i quartieri, i sestieri, le località, che in una realtà come la nostra, anche geograficamente molto caratterizzata, si manifestano più che altrove. Ma questo attiene all elemento fisico della città, non umano. Una città, dal punto di vista umano e sociale, deve essere unica, deve dirsi circolare, nel senso che tutti debbono sentirsi parte di un insieme. In questo senso, il Veneziano deve sentirsi a suo agio a Mestre piuttosto che a Favaro o a Marghera. E viceversa: il Mestrino deve considerare normale andarsi a fare una passeggiata a San Marco o bere uno spirtz a Rialto o in Campo Santa Margherita. E la città dev essere così, quindi, dev essere circolare anche per quanto riguarda il tema della cultura? Certo. Io insisto su questo, anche se su questo argomento sono stato male interpretato. Non si può dire che nella nostra città non ci sia cultura: anzi, c è un livello strepitosamente elevato di cultura. Ed è un errore voler a tutti i costi considerare, sotto questo profilo, Mestre e Venezia, come isole diverse dell arcipelago, o come parti distinte della città. Tutta la città deve rendersi conto dell eccezionale livello e delle occasioni di cultura, e deve usufruirne. Ma con questo non voglio dire che non ci debbono essere istituzioni culturali anche a Mestre, sia ben chiaro. Sono assolutamente favorevole che, anche in siti diversi dal centro, debbano svilupparsi delle istituzioni culturali di grande qualità. Alcune voci mestrine dicono che occorre far elevare il livello culturale della città per renderlo simile a quello della città storica... Contesto questo modo di pensare. La dimensione culturale di Mestre non deve assomigliare a quella di Venezia. Deve svilupparsi un polo culturale che abbia la sua dignità: perché è sbagliato continuare a pensare cerchiamo di emulare Venezia... Mestre allora deve puntare ad essere un polo di cultura contemporanea? Ma cosa vuol dire contemporaneo?. Perché è bello fare degli slogan e dire Mestre luogo del contemporaneo Ma se parliamo di arte del contemporaneo a Venezia abbiamo Prada, e Pinault e Palazzo Grassi Stiamo attenti a volerci mettere in competizione con cose con le quali non possiamo competere. Ma non perché sia Venezia che non vuole aiutare Mestre. Ma perché Pinault, che pure è contemporaneo, è sul Canal Grande, e non è venuto a Mestre, e una qualche ragione ci sarà È chiaro poi che nella nostra missione di amministratori dobbiamo cercare di equilibrare il territorio per dare a tutte le parti una dignità che faccia in modo che i cittadini di questo territorio si riconoscano. E tutto ai livelli più alti possibili. Che fare, allora, quanto alla cultura a Mestre? Ad esempio, so che il teatro a Mestre ha una grande presa, a partire dall esperienza del Toniolo e non solo. Allora, perché non sfruttare ancora il teatro? Quando abbiamo affrontato con Furlan il problema della realizzazione del multisala al Candiani, e sapendo che la proprietà vuole dismettere le sale dei vecchi cinema Corso ed Excelsior, ho detto: Bene. Al posto dell Excelsior si faccia pure un supermercato, che per certi versi, rivitalizza il centro. Il Corso però sia ceduto all Amministrazione comunale, che ne farà un teatro. Sono convinto che se realizziamo un secondo teatro cittadino, l offerta troverà una adeguata risposta. Perché non dobbiamo pensare solo agli appassionati di Mestre, ma alla forza attrattiva che sviluppa un centro con più sedi teatrali. In questo momento le associazioni civiche, quando parlano di Venezia, parlano molto dei concetti di complessità e di specificità. Cioè, si dice: la città è complessa, e ogni parte ha la sua specificità, e bisogna difendere le specificità diverse. Questo ha Il Tram arriverà a Marghera e a Piazzale Roma con certezza. Dopo di che vedremo se riusciamo a farlo arrivare anche a San Basilio. Il Tram in via Torino- Vega è un progetto in più, che viene portato avanti anche con il contributo dei privati che vi possono avere interesse. Credo sia giusto pensarci. E anche il Comune metterà dei soldi, certo... Un altra delle cose che mi piacerebbe fare e per la quale si sta lavorando è il passaggio ciclopedonale lungo il Ponte della Libertà, anche perché questa realizzazione sarebbe un segnale maggiore dell unione tra le due realtà. Questo è un impegno forte anche delle ricadute. Ad esempio, sul fronte della sanità, rispettare le specificità significa dire che non tutti i Veneziani debbono essere costretti ad andare all Angelo, se stanno male... C è un modo per mantenere in equilibrio le specificità di una città così complessa? Questo è certamente un obiettivo da perseguire. È evidente, ad esempio, che la città d acqua ha delle specificità legate alle sue caratteristiche fisiche, che non potremo mai superare. O che supereremo solo se riusciremo a mettere in atto un sistema di trasporti molto efficienti, anche superando alcuni tabù che ci sono nelle resistenze di certo ambientalismo spinto. Per quanto riguarda tutto il resto, credo che bisogna stare attenti a non rinchiudersi negli ambiti ristretti della realtà comunale. Rispetto alla terraferma, dobbiamo avere uno sguardo un po più lungimirante, e dobbiamo capire come sia al centro di un area metropolitana più vasta, dove anche la specificità di Mestre, di Marghera, di Favaro, si stemperano in un ambito sì complesso, ma molto più permeabile. L Ospedale all Angelo, allora, non va visto come l ospedale di Mestre: è l ospedale di un area vasta, cittadina, ma anche oltre. Può avere un richiamo ben al di là della nostra stessa Asl. Personalmente credo che, nonostante le critiche, l Ospedale all Angelo sia stato un fatto importante per il nostro territorio, perché ha dato un segno di modernità e di importanza proprio a Mestre, come centro di un area metropolitana, anche a prescindere da Venezia. Parliamo di governo della città. La Chiesa di Venezia ha mantenuto nella città storica i simboli della centralità: la Basilica di San Marco è sempre e comunque la radice della Chiesa di Venezia. Però la Diocesi, soprattutto con la grande struttura di Casa Cardinal Urbani a Zelarino, ha fatto anche la scelta di portare in terraferma sedi di governo e operative. L Amministrazione civica può fare questa scelta di trasferire alcune funzioni di governo in terraferma? A me sembra che la Chiesa veneziana non si sia traferita in terraferma. Attorno a San Marco non solo ci sono tutti gli uffici della Curia, ma proprio nell ultimo decennio si è sviluppata la presenza della Diocesi con l acquisizione dell ex Jesurum e con l ampliamento degli uffici. La Chiesa di Venezia è fortemente radicata nel Centro storico, proprio per questa visione che, debbo dire, il Patriarca Scola ha molto ribadito: la Cattedrale è San Marco e la sua forza evocativa, che si espande per tutto il Veneto, non può andar perduta. Però la Chiesa, come sempre nella sua storia millenaria, sa comprendere i tempi e quindi si è anche organizzata nella terraferma, dove ci sono certe esigenze pastorali Il Comune seguirà questa strada di decentramento delle funzioni, quindi? Certo. Il Comune deve fare lo stesso. Anzi di più. Questa è una idea che ho da sempre. Quando ero Assessore al Patrimonio nella Giunta Costa, avevo programmato in maniera molto chiara una sistemazione degli uffici dell Amministrazione in terraferma, proprio sulla base del concetto che l Amministrazione comunale deve essere visibile anche fisicamente concetto che riconfermo ora anche se non so se le risorse economiche ce lo permetteranno. Deve esserci una piazza con un edificio che è il Municipio. Deve esserci un luogo dove la gente può andare perché sa che trova chi la ascolta. All epoca ho organizzato la cosa acquisendo l edifico della Cassa di Risparmio, la ex scuola De Amicis, l immobile Catapan, la Provvederia e l immobile Breda. Quest insieme di edifici, tutti adiacenti a via Palazzo, assieme al Municipio, avrebbero formato il centro amministrativo del Comune. Si farà questa piccola grande rivoluzione? Al momento spero di avviare i lavori per tutto l angolo della Provvederia e dell edificio Catapan. Poi si era individuata un area complessiva di circa metri quadri dove mettere altri uffici, Patrimonio, Urbanistica... Poteva essere portato tutto a Mestre. E all epoca non si parlava ancora dell area ex Umberto I. Ma, ad esempio, adesso si potrebbe pensare a costruire un bell edificio del Comune in quell area, che darebbe un senso e una immagine forte di una presenza dell Amministrazione. Sono convinto che questo debba essere fatto. Le attuali condizioni di bilancio non consentono troppi progetti e troppi sogni. E Mestre ha alcune grandi scommesse aperte: la riqualificazione del Candiani e la nuova biblioteca di villa Erizzo, per fare due esempi. Che cosa pensa si potrà realizzare entro la fine del suo mandato? Voglio completare entro la fine del mandato almeno la realizzazione dell angolo di via Palazzo, Catapan e la De Amicis. Questo è già programmato. Voglio poi assolutamente metter mano al Candiani, ma non solo per quanto riguarda il Multisala, anche per il piano di recupero sul lato del supermercato: è quello il segno del degrado, più che la mancanza del multisala. Voglio assolutamente concludere il tema della biblioteca. Tutti sanno che a suo tempo propendevo per la soluzione di Villa Querini, che mi pareva ideale. Però non si deve ogni volta tornare in dietro. Villa Erizzo può andare benissimo. L impegno è di completarla nel tempo più breve possibile. Completarla significa anche costruire il nuovo edificio retrostante la villa?

3 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 3 LA CITTÀ LA CITTA CHE VOGLIAMO Si era individuata un area complessiva di metri quadri dove mettere altri uffici... Poteva essere portato tutto a Mestre. E ora nell area ex Umberto I potrebbe sorgere un edificio del Comune, che darebbe un senso e una immagine forte di presenza dell Amministrazione. Sono convinto che questo debba essere fatto... A Porto Marghera? Sviluppo del Porto e quindi della logistica. Ma c è anche l industria. Trasformare tutta Porto Marghera in un grande parco giochi o anche soltanto un luogo di logistica, non è corretto: rinunceremmo ad una grande parte della cultura di questo territorio che è anche di tipo industriale... È tempo di crisi, ma anche tempo di speranze: anche per Venezia, che deve e può ritrovare lo slancio per competere tra le metropoli europee. Ne parla il Sindaco, Giorgio Orsoni, che ha concesso a PIAZZA MAGGIORE un ampia intervista. E ne parlano le associazioni cittadine, che riprendono, insieme, un lavoro importante. E dicono la loro. una città circolare, permeabile metropoli Sull M9: Voglio il museo, ma lo voglio seriamente. Voglio che le cose siano fatte bene. Sono preoccupato che non diventi un secondo Candiani. Credo che Mestre si meriti molto di più. Ma sono il primo a dire che si debba fare il Museo a Mestre. Giorgio Orsoni, Sindaco di Venezia Certamente. Realizzare tutto il progetto. Perché le cose fatte a metà non mi piacciono. Lei parlava prima della necessità per mettere in collegamento la città, di realizzare una rete di collegamenti efficiente. Parliamo del tram. A che punto siamo? Quale sarà il capolinea a Venezia? L ho detto. Il tram arriverà a Marghera e a Piazzale Roma con certezza. Queste sono le due priorità assolute. Dopo di che a seguire stiamo ragionando se riusciamo a farlo arrivare anche a San Basilio. Non sarebbe indifferente, perché creeremmo una maggiore circolarità nella città. Ovviamente questa decisione passa attraverso una serie di problemi, da quello finanziario a quello degli accordi con il Porto, perché si deve passare su aree portuali. Dopo di che, tutto quello che verrà in più è chiaro che sarà utile per facilitare la circolazione nella città. Però deve essere chiaro che queste sono le priorità. Aggiungo: un altra delle cose che mi piacerebbe fare e per la quale si sta lavorando è il passaggio ciclopedonale lungo il Ponte della Libertà, anche perché questa realizzazione sarebbe un segnale maggiore dell unione tra le due realtà. Questo è un impegno forte. Portare il tram in via Torino e al Vega è una scelta indispensabile, viste le scarsità di risorse economiche? Il Tram in via Torino-Vega è un progetto in più, che viene portato avanti anche con il contributo dei privati che vi possono avere interesse. Siccome nella pianificazione strategica di questa città si è sempre detto che quelle zone saranno zone di sviluppo, credo sia giusto pensare ad una linea del tram per quell area, ove vi siano le risorse messe anche dai privati. Anche il Comune metterà dei soldi, certo. Questo progetto, come quelli del tram per l ospedale all Angelo e per il l Aeroporto, sono inseriti nelle richieste che abbiamo fatto al Ministero delle Infrastrutture e per le quali spero possano esserci delle risposte in tempi rapidi. Sublagunare: si farà o no? Ripongo molta fiducia, forse a volte non del tutto meritata, nei tecnici. Nel senso che se i tecnici mi dicono che una cosa si può fare, io la faccio. Come è stato nei confronti del Mose quando pure si facevano tante polemiche. Per cui, se i tecnici mi dicessero che la Sublagunare si può fare, francamente la farei. Ovviamente se ci sono le risorse. Oggi abbiamo fatto fare degli studi che ci dicono che il progetto inizialmente pensato non regge dal punto di vista socioeconomico. Soprattutto perché ha dei costi di realizzazione e di gestione alti e una portata oraria di viaggiatori troppo bassa. Però oggigiorno le tecnologie sono molto cambiate e ci sono delle possibilità di convogli più leggeri, meno impattanti, con costi inferiori. Il tema, a mio modo di vedere, va ripreso con serietà, perché un accesso alla città in maniera rapida può essere importante sia per le parti di Venezia che verrebbero toccate, sia per la terraferma. E anche per quella parte di persone che vengono dal lato orientale. Anche l Ospedale Santi Giovanni e Paolo potrebbe trovare da questa realizzazione motivi per una sua valorizzazione. Restiamo sul tema mobilitàtrasporti. Il Governo Monti ha accelerato con lo stanziamento di finanziamenti per la realizzazione della Tav, l Alta Velocità. Parte del percorso interesserà anche un area comunale, in particolare Tessera. Quale è la posizione del Comune? Intende favorire e sostenere il progetto? Credo che l Alta Velocità sia un tema che riguarda il futuro. E quindi credo che non possiamo certo metterci di traverso. Anzi, io auspico che arrivi più in fretta possibile e si completi la tratta tra Venezia-Mestre e Milano in modo da rendere più vicine queste realtà al mondo economico italiano. Se poi vogliamo parlare dell Alta velocità che arriva anche all Aeroporto, debbo dire che, pur rendendomi conto di tutte le difficoltà che ci possono essere a far arrivare in tunnel la linea della Tav all Aeroporto, è un progetto di grande fascino e di grande modernità. In Italia non c è nessun aeroporto che abbia un collegamento del genere, che invece c è in tante città europee. Quindi non si capisce perché da noi non si debba fare. Dall idea di città consegue una possibile idea di sviluppo economico. Su che cosa scommette per i prossimi anni dal punto di vista economico? E dentro questa sua previsione, Lei come immagina sarà Porto Marghera entro la fine del suo mandato? Credo che uno dei sogni che un Sindaco deve avere prima di andarsene, sarebbe quello di aver messo a posto le pedine della propria zona produttiva. E credo che la città abbia delle opportunità di lavoro e di sviluppo che forse non sono presenti allo stesso modo in altri centri, perché ha una capacità di sviluppo economico con un ventaglio abbastanza ampio di offerte: dal turismo, che è una industria importante, ai trasporti, al porto, all aeroporto, alla nautica, all artigianato, alla cantieristica. Tanti settori diversi e molto importanti. Resta il tema di Porto Marghera. Personalmente mi sto impegnando, magari attirandomi la scarsa simpatia di qualche potere forte, come si usa dire. Ma credo che a Porto Marghera, unitamente allo sviluppo del Porto e quindi della Logistica, che è certamente tra le priorità che dobbiamo valorizzare, c è anche il settore dell industria. Sono assolutamente convinto che l idea di trasformare tutta Porto Marghera in un grande parco giochi o anche soltanto un luogo di logistica, non sia corretto, perché verremmo a rinunciare ad una grande parte della cultura di questo territorio che è anche di tipo industriale, molto qualificata. Certe sue frasi rispetto alla realizzazione dell M9, il museo del Novecento in via Poerio, hanno suscitato un certo disappunto da parte dei cittadini mestrini... Il mio pensiero a proposito è coerente con quello che ho detto prima sulla cultura a Mestre. Sono convinto che debbano esserci dei segnali forti e importanti. Però dobbiamo essere consapevoli che se la Fondazione di Venezia impegna tutte le sue risorse per realizzare il Museo, poi muore. Basta guardare i bilanci. Certo, è una scelta. Una scelta che si può condividere. Basta però saperlo. Realizzato il progetto M9, la Fondazione di Venezia avrà investito più di 100 milioni, intaccando certamente il proprio capitale. Dopo di che, con i fondi rimanenti, la sua attività sarà bloccata. Avrà però questo grande edificio in cui io, francamente, non ho ancora ben capito che cosa verrà messo dentro. Quindi le mie perplessità non derivano dal fatto che non voglio il museo. Anzi: lo voglio, ma lo voglio seriamente. Voglio che le cose siano fatte bene. Mi piacerebbe che non venisse buttata all aria una realtà importante come è la Fondazione Venezia. Mi piacerebbe che il Museo avesse dei contenuti veri. Che fosse un qualcosa che serve veramente ad attirare la cultura a Mestre. Per dirla in termini molto brutali, sono preoccupato che non diventi un secondo Candiani. Credo che Mestre si meriti molto di più. Ma sono il primo a dire che si debba fare il Museo a Mestre. La famosa porta d acqua, il Venice Gateway, dell Aeroporto Marco Polo, si farà oppure no? Quello è un intervento che va fatto. Proprio in questi giorni ho sbloccato la trattativa con Save. Adesso andremo in Consiglio comunale per l approvazione e, se il Consiglio la vota, è fatta. Quella sì sarà una grande architettura Alcuni osservatori dicono che in città cresce di nuovo il vento dell idea di separazione. Questa è una stupidaggine. Finché si mettono sui giornali certi sondaggi leggendo male gli esiti, è chiaro che si fomenta questa idea. Ma anche su quei sondaggi, se si fa la percentuale giusta i favorevoli alla separazione sono minoranza. Già il fatto che si pubblichino questi sondaggi e questi risultati è, secondo me, sbagliato. Al di là dei sondaggi, lei non teme che i cittadini, di fronte ad un disagio percepito, possano di nuovo pensare alla separazione? Farebbero un grosso errore. Perché la città non può che essere tutta una. Pensare a questa città in maniera disgiunta significa soffrire di grave miopia.

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5 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 5 Associazioni civiche insieme: idee per Abitare l Arcipelago LA CITTÀ Dai cittadini dai cittadini seri vengono buone idee per la città. Quando si mettono d impegno, infatti, le associazioni, i centri culturali, i comitati civici possono contribuire in modo determinante alle scelte delle amministrazioni pubbliche. Suggerendo soluzioni, difendendo l interesse comune dagli errori e dalle speculazioni di pochi, riportando all attenzione della pubblica amministrazione i temi fondamentali. Incontrandosi al Palco la scorsa settimana sotto il titolo Abitare l Arcipelago, alcune di queste importanti realtà si sono riproposte di verificare la possibilità di fare fronte comune, per individuare assieme alcuni temi i più urgenti su cui giocare il loro lavoro e la loro autorevolezza. Ne è emersa una lista di keywords, di parole-chiave, tra le quali spiccano: complessità e specificità, ricucire la città, produzione culturale, attenzione alla qualità urbana, dare risposte nuove. Complessità e specificità significa questo: che tutte le associazioni, che nascano ed operino in Terraferma o nella città storica, nel settore culturale o in quello più strettamente politico, affermano ormai che in questa città grande, di acqua e di terra, va riconosciuta come una città complessa, e che questa complessità è una grande ricchezza; i problemi si risolvono, dicono le associazioni, dando risposte specifiche per le specifiche esigenze delle varie parti della città. Il manifesto che pubblichiamo in questa stessa pagina, siglato dal Centro Le Grazie e dai 40xVenezia, due colonne del pensiero civico di qua e di là dal Ponte, costituisce un ragionamento organico e significativo in proposito. Quanto alla seconda parola d ordine ricucire la città non è che un corollario della prima: se la città è complessa, essa va ricucita e tenuta insieme. Bisogna farlo attraverso collegamenti fisici che tengono unite le parti, con una grande attenzione al miglioramento dei trasporti pubblici, e con collegamenti tra le persone e le generazioni, e cioè stimolando la partecipazione. Per evitare la monocultura turistica e la trasformazione della città, specie quella storica, in una semplice vetrina, le associazioni presenti al Palco oltre a quelle che firmano il manifesto c erano rappresentanti di Una grande città, I nuovi veneziani, Fondazione Pellicani, Istituto di cultura Laurentianum, Forum Sanità, il Fontego hanno chiesto una grande attenzione alla produzione di cultura e di eventi. Hanno sottolineato la necessità di uniformare la qualità urbana di tutte le parti della città, perché la parte storica non deve avere l esclusiva delle cose belle, ma deve essere un esempio a cui la città tutta si ispira. Infine l idea forse più affascinante, e cioè quella della ricerca di risposte nuove: A molti problemi della città ha spiegato Marco Zordan, presidente dei 40xVenezia gli Enti pubblici stanno rispondendo con progetti e soluzioni che sono già vecchie prima ancora che vengano realizzate. È inevitabile che le pubbliche amministrazioni siano lente a pensare, oltre che a realizzare: ma dalle associazioni civiche può invece arrivare, su molti temi, la proposta di risposte nuove, contemporanee, risposte giuste, e non datate, per un mondo che cambia velocemente e che chiede rapidità di pensiero. Le associazioni riunite al Palco si sono impegnate a ripercorrere i grandi temi della città per pensare e proporre idee e linee; dal Forum della Sanità, in particolare, è arrivata la richiesta di fare fronte comune sul tema della sanità veneziana, uno dei più urgenti. A questa Amministrazione poi spiega Sandro Bergantin, presidente del Centro Le Grazie chiediamo non solo un attenzione efficace ai gravi problemi dello sviluppo, della qualità urbana, della casa, del lavoro, ma anche forti sollecitazioni all irrobustimento della coesione sociale e all elaborazione di politiche di prevenzione in favore dei soggetti deboli. Il futuro si può pensare solo così. Giulio Giuliani Riunite al Palco si ripropongono come voce autorevole al servizio di una città migliore. E dicono: A molti problemi della città gli Enti pubblici stanno rispondendo con progetti e soluzioni già vecchie. È inevitabile che le amministrazioni siano lente a pensare; ma dalle associazioni può invece arrivare, su molti temi, la proposta di risposte nuove, risposte giuste, e non datate, per un mondo che cambia velocemente editoriale 2 Se riparte il dialogo, le idee nuove sconfiggono la crisi segue dalla prima pagina LA CITTA CHE VOGLIAMO È tempo di crisi, ma anche tempo di speranze: anche per Venezia, che deve e può ritrovare lo slancio per competere tra le metropoli europee. Ne parla il Sindaco, Giorgio Orsoni, che ha concesso a PIAZZA MAGGIORE un ampia intervista. E ne parlano le associazioni cittadine, che riprendono, insieme, un lavoro importante. E dicono la loro. ( ) molteplici, ed è capace di rappresentare l insieme delle speranze dei suoi cittadini. Buon Anno, allora, a Venezia. E buon anno a Mestre! Possa esserti motivo di conforto sapere cara città che l Amministrazione comunale ce la metterà tutta (questa almeno è la promessa contenuta nella lunga intervista concessa dal Sindaco) per dare risposte concrete ad attese di lunghi anni, sia per quanto riguarda la qualità della vita di tutti i giorni, sia per quanto riguarda la costruzione di un futuro per la città, dalle opere di trasformazione urbana fino a una soluzione per la zona industriale di Porto Marghera. E sia motivo di conforto anche l impegno rinnovato di alcune tra le più significative associazioni cittadine. In vario modo, anche con il lavoro di cui raccontiamo in queste stesse pagine, hanno riaperto un dialogo fra di loro, prima ancora che con l Amministrazione civica; e mostrano di non aver mai perso la voglia di parlare, con il Comune, e di chiedere ad esso di essere lungimirante e operoso. È troppo? Continuiamo a giocare con i nostri sogni? Siamo privi di realismo, in un momento di crisi nazionale ed internazionale? Il Natale ci dice che dobbiamo mantenere ed alimentare la speranza. Lo sviluppo di una grande città come è la nostra dipende da un insieme di fattori non economici: funzionamento della pubblica amministrazione, qualità dei servizi pubblici, qualità dell ambiente, collaborazione tra pubblico e privato, sicurezza... che influiscono sulle performance economiche. Le nuove idee su questi temi ci sono. Facciamole emergere. Renderemo reale, così, il nostro augurio: che il sogno sia possibile e le attese di questi anni diventino presto realtà. E che nessuno possa fermarle. Buon Natale, Venezia! E felice Anno nuovo, Mestre! Sandro Bergantin il manifesto Venezia è città complessa, ed è ricca proprio per questa sua complessità Venezia è una città complessa. Il composito sistema urbano che si stende intorno alla Venezia insulare e alla sua laguna costituisce un arcipelago intimamente legato, sia pure con ruoli diversi. Il Lido e le isole, con il loro presente culturale, ambientale e turistico; Mestre, volano del comprensorio, vitale realtà urbana; Marghera, cerniera tra il passato e le promesse per il futuro; i centri della cintura di terraferma, rete di collegamento verso il Veneto e verso l Europa: sono tutte realtà eccellenti unite in un sistema a cui ciascuna parte reca un contributo originale. Venezia, nella sua completezza, è una città moderna metropolitana, che ha come confronto le principali città europee. Una città a cui non servono letture strumentali nelle quali, a seconda dell interlocutore, e del momento, ogni parte viene posta come periferia dell altra. Il momento storico in cui viviamo, il processo in atto di costituzione della città metropolitana, chiede di aderire ad un progetto moderno nel quale è da favorire sia la chiara identità delle componenti sia il governo di un territorio in una chiara prospettiva di strategia ed integrazione. È un processo che deve essere governato e non subìto, a partire dalla definizione del perimetro territoriale e temporale delle scelte che si devono/vogliono fare. Venezia, complessa, e ricca per questa sua complessità, chiede un governo che sia capace di comprenderne le diverse dimensioni di acqua e di terra, di storia, di cultura, di industria e, nel contempo, che sappia individuare le trasformazioni che si rendono necessarie. Venezia è un insieme di più realtà, il cui governo richiede sinergie e strategie coerenti in cui è determinante il ruolo di politiche specifiche che riconoscano questa complessità e sappiano promuovere, ad esempio ma non solo, la Venezia insulare come protagonista nel mondo della cultura e dell arte nel tessuto urbano e civile che di questa cultura fa parte. Analoga capacità di analisi ed impegno va posta nel perseguire lo sviluppo della terraferma con Mestre, che chiede di essere città, con Porto Marghera e la riconversione delle sue grandi aree dismesse; intervento che da solo, se risolto, sarebbe motore di sviluppo per tutto il territorio. Ancora: in questo complesso, eccezionale, ambiente urbano, è fondamentale la ricchezza delle parti, di tutte le parti dalle isole della laguna, alle grandi aree verdi della terraferma, sino alla gronda lagunare realtà che rendono questa città unica e moderna come nessun altra. Due tra le associazioni più autorevoli della città - i "40xVenezia" e il Centro Le Grazie - firmano insieme un testo in cui, dalla Venezia storica e dalla città di Terraferma, pongono alcuni punti fermi sull'unicità di Venezia. E dicono che il possibile sviluppo passa per nuove idee e soluzioni di cui i cittadini devono essere i protagonisti Complessità, identità e partecipazione sono alla base del governo di Venezia. In questo momento di crisi, che è però anche opportunità, la città insulare va ricondotta al contesto metropolitano con interventi che ne ricostruiscano la vitalità, come città da abitare e da vivere, ad esempio promuovendo la residenza, la produzione, la propria specificità sanitaria. La parte urbana di terraferma, Mestre, deve essere centro propulsore e dinamico dell area capace di una vivace produzione civica e culturale a cui far concorrere i tanti enti Toniolo, Candiani, M9, Forte Marghera, VEGA, Parco di San Giuliano, associazioni e fondazioni culturali che permettono all insieme di innalzare il livello di elaborazione civica, strategica, politica. A tutto questo si arriva coinvolgendo i cittadini, i giovani in particolare, sostenendo le forme di partecipazione attiva già esistenti, costruendone di nuove e realizzando così la partecipazione, la connessione sociale del territorio e i legami da ricucire tra le parti della città complessa. C è la necessità di garantire meccanismi di democrazia effettivamente rappresentativa anche a livello di città metropolitana. In particolare vanno evitate elezioni di secondo grado (in cui i Consigli comunali o di Municipalità eleggano i vertici della città metropolitana) che allontanano gli eletti (dotati però di ampi poteri) dagli elettori. La definizione dell estensione della città metropolitana inoltre non deve tener conto del solo fattore economico, ma anche dei fattori sociali e culturali: la polis è un fatto politico, non aziendale. Occorre connettere il territorio. Non si crea nuova partecipazione se le diverse parti della città arcipelago si allontanano, se la nuova partecipazione viene ostacolata delle distanze fisiche e dei diversi sistemi trasporto terrestre e acquatico. Le divisioni date dalle reti di trasporto ferroviaria e stradale, pur collegando meglio alcuni nodi, hanno anche diviso tra loro intere parti della terraferma. Occorre ripensare la politica dei trasporti a diverse scale, non solo in termini di maggior efficienza e maggior frequenza ma anche migliorando le interconnessioni tra sistemi di trasporto terrestri e della navigazione per mettere in movimento e far circolare idee, persone e investimenti nel territorio. 40 x Venezia Centro culturale Santa Maria delle Grazie

6 6 PIAZZAMAGGIORE 24 dicembre 2011 LA CITTÀ Il volontariato non è in crisi. Ma la crisi sia occasione di crescita Spiega Luisa Conti: È un periodo delicato soprattutto per ciò che riguarda i finanziamenti alle varie attività. Le associazioni faranno bene a mettersi assieme condividendo progetti comuni Luisa Conti N on solo è risaputo, ma è anche dimostrato da tutte le ricerche: il volontariato rende migliore la società civile e spesso è in grado di arrivare anche laddove non riesce più ad arrivare il pubblico. È bene ribadire, però, che il suo dev essere un ruolo complementare e mai sostitutivo di ciò che spetta, di competenza, a quest ultimo. Luisa Conti presiede il Centro di servizio per il volontariato della provincia di Venezia, e dal suo osservatorio è in grado di analizzare problematiche e prospettive delle associazioni che ad ogni livello s impegnano tutti i giorni nel sociale. Presidente Conti, come sta il volontariato veneziano? Ci sono, insieme, elementi di fiducia e di preoccupazione. Per fortuna sul territorio operano molte realtà pronte a rimboccarsi le maniche per aiutare i poveri, i bisognosi, gli emarginati e le persone a vario titolo in difficoltà: è il segno di una vivacità e di un senso civico che impreziosiscono il nostro consesso civile, trasmettendo messaggi importanti all opinione pubblica. D altro canto, però, attraversiamo un periodo delicato con forti criticità soprattutto per ciò che riguarda il nodo dei finanziamenti alle varie attività. Da questo punto di vista i fondi sembrano sempre più in diminuzione. Il trend è questo e ora ci si è messa anche la crisi a ridurre le risorse che le Fondazioni bancarie devolvono per legge a disposizione del volontariato. Basti solo dire che due anni fa il nostro Centro gestiva 1 milione e mezzo di euro all anno che poi è sceso a 900 mila nel 2010 ed è stato ulteriormente ridimensionato in questo 2011 che va a chiudersi. È vero che i volontari di per sé non costano, ma le iniziative che mettono in atto, naturalmente, devono essere finanziate anzitutto per quanto riguarda le spese vive. C è un rischio concreto che venga meno la tenuta del terzo settore? A breve lo escluderei, ma certamente desideriamo porre la questione con forza. Io credo che la difficile situazione congiunturale che stiamo attraversando debba diventare un occasione per ripensare al modello operativo complessivamente inteso. Le associazioni faranno bene a mettersi assieme condividendo progetti comuni in modo da ottimizzare i finanziamenti e collaborare nel concreto su tematiche simili che spesso vedono operare assieme soggetti differenti. Quali sono i rapporti con gli enti locali? Noi dialoghiamo molto volentieri con tutti proprio con l approccio di chi vuol promuovere sistemi di rete all insegna della progettazione partecipata del welfare. Il nostro di Venezia, peraltro, fino ad aprile prossimo ha la responsabilità del coordinamento di tutti i 7 Csv del Veneto e vorremmo che questa fosse un occasione propizia per trovare assieme un punto di sintesi nel nostro modo d interloquire con le Istituzioni e con la politica. State facendo molto per promuovere i valori del volontariato. È un impegno essenziale. Non si tratta solo di erogare servizi, ma anche di creare e diffondere una cultura di attenzione e di vicinanza al prossimo che troppo spesso risulta incompatibile con alcune tendenze proprie di una società sempre più consumistica e contrassegnata da mentalità egoistiche. Tra i nodi aperti, le associazioni indicano la formazione dei volontari. È un tema vecchio eppure sempre attuale, e ci stiamo investendo moltissimo. La formazione, meglio ancora se è continua, è un obiettivo imprescindibile per riuscire a garantire delle risposte i numeri I volontari, un vero esercito: in Provincia sono in centomila Quanto pesa il volontariato? Sia a livello locale che nazionale, sono disponibili alcuni dati che ben esprimono le dimensioni delle realtà ogni giorno impegnate in favore del prossimo. In provincia sono 350 le associazioni, con circa 100 mila volontari operativi, iscritte al Centro di servizio per il volontariato di Venezia e una recente indagine della Fondazione Pellicani ha quantificato in 37 milioni di euro il valore delle loro attività sociali. In tutta Italia, invece, le organizzazioni sono oltre 40 mila, con oltre 3 milioni 300 mila persone attive, per 7 miliardi 700 milioni di euro, fonte Istat, pari allo 0,7% del Pil: per il 50% sono impegnate nel campo della sanità e dell assistenza alla persona, per il 13% in quello della cultura, per il 10% in attività di protezione civile, per il 5% nel campo ambientale e il rimanente in ulteriori ambiti. La recente Giornata internazionale del volontariato, dal 1985 a questa parte celebrata dall Onu il 5 dicembre, ha permesso di fare il punto della situazione al termine di un anno particolare in cui è ricorso il ventesimo della legge quadro 266/1991 e alla fine dell Anno europeo a esso dedicato, mentre il prossimo riguarderà l invecchiamento attivo. L attenzione è stata rivolta anche all annunciata soppressione dell Agenzia nazionale per il terzo settore, decisa dall ultima manovra voluta dal Governo Monti. (a.spe.) È un gruppo eccezionale che si impegna con gli anziani, gli stranieri, i poveri... Ma ci dispiace spiega il presidente, Toni Sinatora di non poter soddisfare tutte le esigenze. Tante restano senza risposta, specie in questi tempi di grande difficoltà per molti... La carità all ombra si chiama Btl, F orze fresche: è soprattutto di questo che ha bisogno la Banca del Tempo Libero, il braccio operativo della carità in Duomo. Nonostante possa contare su un esercito di ben 110 volontari, le attività continuano a moltiplicarsi e l età media di chi presta la propria opera si fa sempre più alta, superando i 70 anni. Il bilancio per l anno che sta per finire resta comunque molto positivo. I volontari sono tutti davvero in gamba spiega il diacono Toni Sinatora, responsabile del settore ed hanno una forza ammirevole. Qualcuno però comincia a essere stanco. Purtroppo manca il ricambio. La crisi economica e sociale non aiuta. Le richieste aumentano di continuo e sono sempre più diversificate. Quest anno continua Sinatora la povertà è diventata molto evidente. Gente disperata viene da noi a chiedere aiuto, anche solo per pagare una bolletta. Noi non diamo mai soldi, ma cerchiamo un modo per risolvere il problema. I volontari devono destreggiarsi tra mille difficoltà: negli ultimi tempi, ad esempio, si è dimezzata la quantità di generi alimentari che la BTL riceve e ridistribuisce agli indigenti. Sono 180 le borse di pasta, pane, latte e olio che vengono consegnate ogni settimana a chi non ce la fa. Una grossa mano la danno il Banco Alimentare di Verona e i supermercati Cadoro della zona, ma talvolta non basta. Il settore di impegno che avrebbe bisogno di braccia in più è quello degli anziani. C è un gruppo eccezionale continua il diacono che si impegna a sostenere a domicilio chi è avanti con gli anni, e che va anche in visita alle persone ospitate in casa di riposo. Fanno compagnia a queste persone, parlano con loro, le aiutano se hanno bisogno di una mano per la spesa o per comprare i medicinali. Ci dispiace di non poter soddisfare tutte le esigenze, e tante risposte restano in sospeso: anche dalla casa di riposo abbiamo continui attestati di stima e arriva la richiesta di aumentare la nostra presenza. Per ora però non è possibile. La serietà della BTL è fuori discussione tanto che le istituzioni, soprattutto la Municipalità, gliene rendono merito di continuo. Un enorme successo hanno avuto, da quando sono iniziati un paio di anni fa, i corsi di italiano per stranieri e i corsi di computer. Una settantina le persone provenienti da altri Paesi iscritte nel 2011 per imparare le regole di base della nostra lingua, ma anche della nostra cultura e del funzionamento della nostra società. È un lavoro di prima integrazione necessaria, che può contare sulla disponibilità e sull impegno di ex insegnanti. A venire da noi racconta Sinatora sono soprattutto giovani donne straniere. La maggior parte degli iscritti completa il corso e ottiene alla fine l attestato di frequenza. Qualcuno torna l anno dopo per migliorarsi. In quelle aule c è il mondo: gente dalla Cina, dall Ecuador, dalla Russia. Imparano l italiano e incontrano culture diverse. Anche se i soldi che hanno in tasca sono pochi, capita di vederli arrivare con un fiore per l insegnante. Una quarantina, invece, gli iscritti alle lezioni di informatica. In questo caso meno stranieri e più italiani. Gente di tutti i tipi: donne, uomini, giovani, anziani. Qui ci sono addirittura lunghe liste di attesa perché la classe può contare al massimo 8/10 studenti. Le attività della BTL abbracciano i settori più disparati: lo storico gruppo Arcobaleno si occupa dei ragazzi portatori di handicap, il gruppo di sostegno agli anziani vanta anche attività ricreative e culturali il venerdì pomeriggio, il doposcuola è rivolto a una quarantina di ragazzi delle elementari e delle medie tutti i giorni... E poi ci sono le attività di consulenza legale e di aiuto negli iter burocratici, il servizio Un letto per te che, in casi di particolare disagio, aiuta a trovare un luogo di riposo in città, il gruppo che si occupa delle pulizie in Duomo. Purtroppo quest anno, nonostante le molte richieste, non potrà partire il gruppo di cucito perché mancano le insegnanti. È un gruppo preziosissimo spiega Toni Sinatora che vive qualche difficoltà: le maestre che ci sono e che hanno dimostrato sempre grande calore e umanità, che hanno stimolato e organizzato il lavoro, ora sono un po stanche. Ci vorrebbe qualcuno che le affiancasse e prendesse poi in mano la situazione. Si tratta di una ventina di persone, tutte anziane, che si ritrovano per lavorare ma anche per chiacchierare, socializzare. A loro si devono i meravigliosi lavori in vendita ogni anno al mercatino di Natale. Un patrimonio enorme che non bisogna perdere. Non ci si perde d animo, però, alla BTL. Che ora può contare anche sul gruppo Creative composto di persone giovani, effervescenti, vivaci che si inventano di tutto usando materiali di scarto o da riciclo. In realtà, spiega Sinatora, non c è un identikit preciso del volontario tipo della BTL: bastano una grande carica umana e spirituale e molta voglia di fare. Se all inizio ci si può sentire un po spaesati, alla fine una collocazione si trova. Tra i servizi più importanti quello dell accoglienza. È un filtro fondamentale per canalizzare le richieste conclude il diacono ma è anche il primo approccio con chi è in difficoltà. Bisogna saper accogliere, saper dialogare, saper ascoltare, saper capire esattamente di cosa c è bisogno. Un ruolo delicato per cui serve un po di preparazione in più. Ma non si tirano mai indietro, questi volontari: sono loro l anima e il cuore della BTL. Chiara Semenzato foto&notizie dalla Parrocchia LAURA AL FONTE BATTISIMALE DEL DUOMO Battesimo in Duomo: nella foto la piccola Laura De Toni riceve il Battesimo durante la festa dell Immacolata dello scorso 8 dicembre. La vediamo assieme ai genitori Chiara e Ivan, ai fratelli Davide e Francesca e ai padrini. I RAGAZZI DIVENTANO ANIMATORI C è un gruppo di ragazzi del Duomo che... ha fatto il salto: grazie al Laboratorio di Animazione sono diventati bravissimi animatori. Eccoli riuniti per organizzare le attività per i bambini e le famiglie: programmano giochi, scenette e rappresentazioni per intrattenere i bambini durante gli incontri per i genitori. Ultimo sforzo è stato organizzare la festa di Natale che si è svolta sabato 17 dicembre a Santa Chiara. I ragazzi poi a gennaio parteciperanno agli incontri, organizzati dalla Diocesi per gli animatori parrocchiali. RAGAZZI DEL DUOMO, UNA FIRMA PER LA MESSA I ragazzi del primo anno dell Itinerario Crismale domenica 4 dicembre hanno compiuto un passo molto importante. Hanno preso davanti a don Lorenzo, ai catechisti e ai compagni, l impegno di iniziare con serietà il cammino che li condurrà al Sacramento della confermazione promettendo prima di tutto di frequentare la Santa Messa festiva. Nella foto alcune ragazze in fila per la firma.

7 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 7 INTORNO AL DUOMO sul campo confacenti alle esigenze concrete di situazioni che, per definizione, sono in continua evoluzione e richiedono aggiornamenti nella preparazione e nelle strategie. Altra nota dolente: il ricambio generazionale È un luogo comune che i giovani di oggi non si diano da fare per gli altri. Tante volte si tratta solo di trovare il modo migliore per intercettarli ed aiutarli a capire in che senso dirigere le loro attitudini. Talvolta nelle associazioni c è un po di difficoltà a cedere il testimone, ma io credo sia importante continuare a lavorare sul loro interessamento e coinvolgimento con le giuste attenzioni perché le forze fresche, affiancate all esperienza, possano fare gran bene. Inoltre, è decisivo educare senza fermarsi alle sole dichiarazioni di principio, ma condividendo fattivamente valori ed attività. Alvise Sperandio Il Centro di Servizio per il Volontariato I l Centro di Servizio per il Volontariato, presente in ogni provincia, è nato con la Legge quadro 266/1991 come organismo che sostiene l attività di volontariato sul territorio. In particolare si occupa di approntare gli strumenti utili e necessari alla crescita della cultura della solidarietà; promuovere nuove iniziative e consolidare quelle esistenti; offrire consulenza e assistenza qualificata per la progettazione e la realizzazione delle attività; coordinare, seguire, verificare la formazione e la qualificazione dei volontari. Il finanziamento dei singoli progetti predisposti dalle varie associazioni sulla base di bandi specifici, avviene attraverso i fondi raccolti per legge dalle Fondazioni bancarie presso il Comitato di gestione che a sua volta provvede a distribuire le risorse in base ad un parametro fisso, alle popolazioni delle singole province e alla loro estensione. Nel veneziano, ben l 80 per cento è destinato per le attività progettuali sul territorio e solamente il 20 per cento viene utilizzato per coprire le spese gestionali e di servizio. Quanto alla tipologia, quasi un associazione su due si occupa di valorizzazione e di assistenza alla persona; circa 1 su 3 è attiva in ambito sociale e sanitario; meno di 1 su 10 nel soccorso e nella protezione civile; il resto nella tutela ambientale e dei beni culturali. Il Centro di Servizio per il Volontariato è attualmente presieduto da Luisa Conti, ha sede a Mestre, in via Muratori 3, ma è dotato anche di sportelli territoriali presenti San Donà di Piave, Portogruaro, Chioggia, Spinea. Info: (a.spe.) VOLONTARI ALL OPERA È tempo di crisi, ma anche tempo di speranze: nel mondo del sociale, dove si fanno sentire più forti i problemi legati alla situazione del Paese, continuano ad operare tantissime persone che hanno scelto di dedicarsi gli altri senza ricevere un compenso. Affiancano i servizi della pubblica amministrazione, e aggiungono anima alla rete della solidarietà. del Du omo garanzia di impegno Toni Sinatora, responsabile del settore Carità al Duomo di Mestre Anche quest anno a Natale le volontarie della Banca del Tempo Libero hanno allestito un bellissimo mercatino di Natale con i lavori autoprodotti. Nella foto, l allestimento del mercatino ad opera di due signore. la struttura C Villa Elena: nasce l hospice per malati oncologici teminali è anche la partecipazione della cittadinanza e soprattutto di chi solitamente è impegnato nel campo della solidarietà sociale, dietro alla nascita del nuovo hospice che l Opera Santa Maria della Carità sta ultimando presso villa Elena, alla Cipressina. In molti, infatti, hanno accolto l appello lanciato dal card. Angelo Scola, già Patriarca di Venezia per quasi dieci anni, fino alla scorsa estate, a contribuire alla realizzazione mediante l acquisto di uno o più beni da lui lasciati al momento della partenza per Milano perché fosse organizzato un contributo collettivo all opera. Sono i regali che il porporato ha ricevuto da chiunque: autorità, istituzioni, parrocchie, associazioni, enti e singole persone, non soltanto nel periodo trascorso in laguna, con particolare riferimento alla visita pastorale, ma anche in quello precedente quando fu vescovo a Grosseto e poi rettore della Pontificia Università del Laterano a Roma. Gli oggetti di dimensione più contenuta sono stati distribuiti durante il Mercatino natalizio che si è tenuto proprio nei giorni scorsi alla Scuola Grande di San Teodoro a San Salvador. Quelli di maggior valore, in corso di catalogazione, saranno distribuiti, invece, nel corso di un apposita asta in programma per primavera, quando la struttura sarà al rush finale per l inaugurazione. Ha scritto il card. Scola dal capoluogo lombardo: Sento il dovere di precisare che questo mio gesto non sminuisce in alcun modo la gratitudine nei confronti di realtà e soggetti che hanno voluto dimostrarmi, nelle più svariate occasioni, il loro affetto. Chiunque volesse partecipare a questa iniziativa mettendo a disposizione a sua volta qualche bene personale, contribuirebbe a rendere più agile e sicura la buona riuscita dell opera. La nuova Villa Elena avrà una ventina di posti letto, tutti in camere singole con la poltrona per i famigliari, immersi nel verde e nella massima tranquillità, non distante dall ospedale all Angelo e ben serviti dal punto di vista infrastrutturale. Il complesso della Castellana, sito tra il sottopasso dei Quattro Cantoni e la tangenziale, un tempo era il centro pastorale di Terraferma prima che venisse trasferito presso il Cardinale Urbani di via Visinoni a Zelarino. Consta di un corpo centrale con due barchesse e una chiesa oratorio più un parco che si estende su 10 mila metri quadrati. L Opera Santa Maria della Carità l ha acquistato dalla Curia per 5 milioni di euro e altrettanti ne ha investiti per la ristrutturazione secondo il progetto firmato dall arch. Stefano Battaglia. Il servizio di hospice per i malati oncologici terminali si svolgerà in convenzione con l azienda socio sanitaria. Sottolinea il presidente don Corrado Cannizzaro: Sarà una struttura moderna e di assoluta eccellenza non solo per la posizione ottimale ma anche per le modalità di assistenza svolte: le cure palliative, la terapia del dolore, l assistenza psicologica e il sostegno spirituale dei pazienti e la completa presa in carico anche dei loro parenti. (a.spe.) UNA COMUNITÀ FATTA DI GENITORI Una comunità è fatta anche di genitori, anzi, comincia dai genitori. Mercoledì 14 dicembre in patronato Santa Chiara i genitori dei ragazzi che quest anno faranno la Cresima si sono riuniti assieme ai catechisti e a don Lorenzo per un incontro in cui è stato spiegato il percorso fatto con i ragazzi e quello che è in previsione per i prossimi mesi. Nella foto il gruppo al lavoro. CASA STUDENTESCA: LA FESTA DI NATALE Un immagine dalla Casa Stedentesca San Michele, che ospita molti studenti universitari. È uno scatto del momento conviviale che è seguito alla celebrazione eucaristica con cui nella Casa studentesca ci si è scambiati gli auguri prima del rientro di ciascuno nelle rispettive parrocchie di origine. La Festa si è svolta giovedì 15 dicembre, presenti don Fausto, don Lorenzo e don Claudio. LECTIO DIVINA, PREGHIERA IN TEMPO DI AVVENTO Nei tre venerdì di Avvento in duomo don Fausto ha guidato la lectio divina. Si è pregato e meditato sul libro del profeta Isaia e in particolare sui capitoli 40, 54 e 55. Sono state preziose occasioni per fermarsi ad ascoltare la Parola e a farla propria meditandola e pregandola.

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9 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 9 Nella Casa in via Brenta Vecchia tutta la vitalità del volontariato INTORNO AL DUOMO R agazzi fotonotizie dalla Parrocchia Volontariato giovane, dalla Parrocchia del Duomo: sono una trentina di ragazzi delle Superiori che si sono resi disponibili lo scorso 26 novembre per raccogliere generi alimentari nei supermercati per il Banco Alimentare. Nella foto una piccolissima parte del gruppo in posa per Piazza Maggiore. Siamo riusciti a costruire una struttura spiega Manuela Campalto, che è come una famiglia, in cui sono nate ottime idee e progetti importanti che altrimenti sarebbero stati impensabili. Il variegato mondo del volontariato non può sostituire i servizi sociali, ma ha dimostrato che può integrarsi con essi con grande creatività ed entusiasmo che assistono gli anziani, case di riposo che diventano location per spettacoli teatrali aperti al pubblico, donne volontarie o che hanno bisogno di superare momenti di solitudine che si adoperano in lavoretti artigianali per raccogliere fondi da utilizzare per le attività con i bambini... Insomma: un intreccio bellissimo di volontari che rompe le tradizionali categorie isolate dell intervento sociale e che apre una nuova dimensione di azione molteplice ed integrata. E tutto nasce dentro una casa, dove ci sono persone che hanno deciso di riunirsi insieme per far nascere nuove idee e inventare nuove formule di welfare. È quello che sta succedendo alla Casa del Volontariato, la struttura di via Brenta Vecchia, spazio nato nel 2007 come una vera e propria casa comune di tutte le associazioni che operano nel campo dei servizi sociali del Comune di Venezia. Volontari di varia natura da chi fa assistenza ai malati in ospedale agli animatori dei bambini e degli anziani a chi aiuta i senzatetto : tutto il variegato panorama del volontariato sociale si riunisce in questa casa, abitandola come una famiglia, condividendo i problemi ma soprattutto trovando creative soluzioni comuni. Questo è il vero plus dell iniziativa. Perché è solo da questa coabitazione che sono nate idee e progetti altrimenti impensabili. Un caso unico, un avanguardistico laboratorio per la creazione di un nuovo modo di fare intervento sociale integrato. L iniziativa spiega Manuela Campalto, responsabile del progetto è nata come prosecuzione di un percorso avviato fin dal 2001 a Venezia e dal 2003 a Mestre con la Vetrina delle associazioni e lo Spazio Mestre Solidale. Da tempo si cercava di far comunicare tra loro le realtà attive sul territorio in campo sociale ma non era facile. Non è mai esistita una storia comune su questo terreno, e c era molta frammentazione. Una certa dose di individualismo, quando non addirittura di gelosia tra le associazioni, è un ostacolo frequente alla capacità di intervento rispetto ai tanti problemi sociali che una città metropolitana come Venezia si trova ad affrontare. Mentre invece i problemi si intrecciano l un l altro coinvolgendo aspetti molteplici e quasi mai univoci. Ciò che serve è quindi proprio una risposta molteplice. In questi primi anni prosegue Manuela Campalto siamo riusciti a costruire una rete solida, a partire dalla scelta di non voler usare la Casa di via Brenta Vecchia come un mero affitto-spazi per le associazioni, ma puntando sulla cogestione della struttura, su periodici incontri comuni e soprattutto sulla condivisione delle idee. Quando si abita una casa, si è come una famiglia, e in famiglia si cerca di aiutarsi un po tutti. Ecco come sono nate delle idee altrimenti impensabili come il Progetto Con-tatto, che da anni coinvolge centinaia di giovani della città in diversissimi settori di volontariato, o come il Filò solidale che riunisce insieme donne appartenenti a diverse associazioni con donne in condizioni di disagio e che realizza prodotti artigianali con il quale ricavato si possono sostenere quelle realtà più bisognose, sempre all interno della stessa rete. Mettendo in connessione idee e risorse umane sono nate iniziative di grande successo come ad esempio il progetto Residenzaperta, che punta a coinvolgere la cittadinanza all interno delle case di riposo partecipando a degli spettacoli teatrali. Qualche volta si riesce persino a raccogliere fondi o a partecipare a bandi e finanziamenti per poi sostenere nuove attività senza andare ad intaccare le risorse pubbliche, in questo momento particolarmente risicate. La Casa del Volontariato è diventata inoltre un preziosissimo spazio di ascolto per tante persone, soprattutto anziani soli, un ruolo fondamentale oggi che i servizi sociali preposti sono oberati dall aumento delle situazioni di disagio. Attualmente continua Manuela Campalto fanno parte della rete 55 associazioni di Mestre e 25 di Venezia, tutte afferenti al comparto dei servizi sociali del Comune. All appello ne mancano solo una manciata, sono alcune realtà che per vari motivi non hanno compreso il valore non quantificabile dell appartenenza al gruppo. Peccato, perché il nostro è un gruppo dove non si rinnega nessuna appartenenza, ma nel quale tutti hanno pari dignità e importanza, indipendentemente dal numero di iscritti o dall anzianità.... L esperimento di rete, ben riuscito, nel campo dei servizi sociali potrebbe essere ora esteso anche ad altri ambiti, fornendo un buon metodo di intervento integrato anche ad altre aree come in primis l Immigrazione. Sarebbe una sfida interessante aggiunge allargare ancora di più la rete. Penso ad esempio anche al mondo del profit in che modo potrebbe integrarsi con i nostri progetti. A volte non servono grandi interventi ma solo tante piccole attenzioni, servono soprattutto le relazioni: dalle relazioni nascono le idee e dalle idee le soluzioni ai problemi. Ma attenzione a pensare che bastino le idee sole. Anche se ci ingegniamo in modo da non pesare sull amministrazione pubblica per la richiesta di fondi per il materiale per le attività e anche se riusciamo effettivamente a raccogliere dei soldi che ridistribuiamo all interno della rete, questo non significa che questa possa essere la soluzione per affrontare i tagli agli enti pubblici e in particolare al welfare. Il variegato mondo del volontariato non può sostituire i servizi sociali, ma ha dimostrato che può integrarsi con essi con grande creatività ed entusiasmo. È una risorsa da valorizzare e sulla quale credere, anche a partire dalla bella esperienza della Casa del Volontariato. Francesca Bellemo editoriale 1 Natale: il tempo dell impegno per cristiani e laici insieme segue dalla prima pagina VOLONTARI ALL OPERA È tempo di crisi, ma anche tempo di speranze: nel mondo del sociale, dove si fanno sentire più forti i problemi legati alla situazione del Paese, continuano ad operare tantissime persone che hanno scelto di dedicarsi gli altri senza ricevere un compenso. Affiancano i servizi della pubblica amministrazione, e aggiungono anima alla rete della solidarietà. ( ) colpisce una città dell Algeria e che provoca migliaia di vittime è, per Camus, metafora di tutte le pesti che colpiscono l umanità. Nell un caso e nell altro si tratta di fare qualcosa per aiutare tutti coloro che ne sono colpiti. Contro la pretesa di salvare gli altri, la proposta dell ateo Camus è quella di servire gli altri. Servire, non salvare. Questo è il punto di partenza per credenti e non credenti: servire gli altri, amare gli altri per quello che sono, darsi da fare per coloro che vivono nelle difficoltà, ridare dignità alle persone, lottare contro tutti i poteri che violano e calpestano la dignità delle persone. Questo è il fondamento di ogni forma di volontariato. Vale per i credenti e per i non credenti. Servire gli altri non è prerogativa dei soli cristiani, ma impegno di tutti gli uomini di buona volontà. Lo confermano anche gli angeli che sulla grotta di Betlemme hanno cantato Gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà. Questo è un bel modo per fare Natale. Pensare agli altri. Amare gli altri come se stessi: ecco l impegno dei non credenti. Amare gli altri come Gesù ha amato noi: ecco l impegno dei credenti. Uniti tutti dallo stesso ideale, quello di servire l uomo contro tutte le pesti e tutti i topi del nostro tempo, per restare nella metafora del romanzo di Camus. Ritorno al mio augurio iniziale di buon Natale per sollecitare tutti a combattere insieme contro le negatività del tempo presente, contro tutte le forme che ci costringono a metterci gli uni contro gli altri. L egoismo, prima di tutto. La difesa esclusiva del proprio interesse particolare. Il pensare che i problemi degli altri non ci riguardano: le famiglie in difficoltà, i lavoratori di Porto Marghera, i cassaintegrati, i giovani che non trovano lavoro, quelli che l avevano e non ce l hanno più, gli immigrati che non hanno né casa né lavoro. Per contrastare tutto questo servono risposte istituzionali, ma servono anche le risposte, seppur parziali, delle singole persone e delle varie e benemerite associazioni nate per servire chi vive nella sofferenza economica, fisica, spirituale. Ecco il senso del volontariato a cui questo giornale dedica ampio spazio che anima la tensione di tantissime persone nel fare del bene agli altri. Celebrare l anniversario della nascita di un bambino di nome Gesù, nato nella povertà di una famiglia costretta a emigrare da Nazareth a Betlemme e subito dopo a farsi profuga in Egitto per salvare la vita di quel bambino, significa sostenere in se stessi e promuovere negli altri la sensibilità verso chi soffre. E proprio su queste premesse, auguro a tutti BUON NATALE! Mons. Fausto Bonini Arciprete del Duomo di Mestre e Delegato Patriarcale per la Terraferma IL CONCERTO DELLA FENICE INTRODUCE AL NATALE In Duomo il Natale arriva annunciato anche dalla grande musica: domenica 18 dicembre l Orchestra del Teatro la Fenice ha proposto infatti, raccogliendo un grandissimio successo, le musiche natalizie di Johann Sebastian Bach e di Nicola Porpora. Il concerto è stato offerto alla città dall Amministrazione comunale, e organizzato dalla Fondazione del Duomo e dagli Amici della Musica di Mestre. IN VISITA AL VEGA, IL PARCO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO DELLA CITTÀ Negli ultimi giorni di novembre, alcuni rappresentanti dei centri culturali del Duomo e un gruppo di universitari della Casa San Michele hanno visitato il Vega. Accompagnavano mons. Bonini che, nel suo ruolo di Delegato patriarcale per la Terraferma, ha voluto incontrare il direttore della struttura, Michele Vianello, per un aggiornamento sul lavoro e sul futuro del parco scentifico-tecnologico della città. GLI SCOUT DEL REPARTO SUL MONTE GRAPPA Dal 8 al 10 dicembre, i giovani Scout del Clan "Puzzle ControVento" hanno vissuto il loro campo invernale sul Monte Grappa, insieme a don Lorenzo. Si è trattato di un vero e proprio tuffo in quelli che sono gli ambienti preferiti degli Scout: la condivisione e la natura.

10 10 PIAZZAMAGGIORE 24 dicembre 2011 INTORNO AL DUOMO Le CELEBRAZIONI NATALIZIE nel Duomo di Mestre SABATO 24 DICEMBRE Vigilia di Natale I sacerdoti sono disponibili per le confessioni durante tutta la giornata ore 18.00: Novena di Natale ore 18.30: Santa Messa della Vigilia ore 23.00: Veglia di preghiera DOMENICA 25 DICEMBRE Natale di nostro Signore Gesù Cristo Ore 24.00: SANTA MESSA DI NATALE Durante la Messa di mezzanotte verranno benedetti i Gesù Bambino dei presepi: chi vuole, può portare anche la propria statuetta. S. Messe in Duomo alle ore ore 18.00: Canto dei Vespri LUNEDÌ 26 DICEMBRE Santo Stefano S. Messe ore SABATO 31 DICEMBRE ore 18.30: S. Messa di ringraziamento e canto del Te Deum DOMENICA 1 GENNAIO Maria Santissima, Madre di Dio S. Messe in Duomo alle ore ore 18.00: Canto dei Vespri VENERDÌ 6 GENNAIO Epifania del Signore S. Messa prefestiva alle ore S. Messe in Duomo alle ore ore 18.00: Vespri solenni DOMENICA 8 GENNAIO Battesimo del Signore S. Messa prefestiva alle ore S. Messe in Duomo alle ore Alla Messa delle ore verranno presentati alla comunità i bambini battezzati nel corso dell anno passato. VEN 23 20:30 LUN 26 21:00 VEN 30 21:00 sul Palco, il Concerto CONCERTOO DI NA AT ALE i bimbi e i ragazzi della scuola di musica S emicroma allieteranno la serata. Nell occasione sarà presentato il nuovo cd di musiche natalizie. sul Palco, Cool Cabaret CABARET DI SANTO STEFANO serata evento SABATO 31 DICEMBRE 2011 sul Palco, il veglione di San Silvestro Il Palco ha il piacere e di avervi gr aditi ospiti per il VEGLIONE DI SAN SILVESTRO Cool Cabaret, laboratorio del ridere, che sotto o la direzione G di Maurizio Linetti, vedrà alternarsi talenti in erba e autori affermati, tutti accomunati da un unico obiettivo: farci Informati sui menù per il cenone di fine ridere! anno ed il programma: in stile europeo, con accompagnamento o musicale café chantant, anche la possibilità di cenare entro le ore 22:00 oppure dalle ore 24:00, così da poter assistere allo spettacolo dell eclettico Ennio Marchetto in accompagnato o da fior di musicisti, patrimonio del nostr o progr amma al Teatro Toniolo. territorio, quali il batt tterista Davide Ragazzoni, Stefano Olivato, bassista e contrabbassista, Massimo Zemolin, Prenotazione obbligatoria oria allo chitarrista unico nel suo genere, il Palco ha l onore di oppure acquistabile assieme al biglietto per lo ospitar e direttamente da New York, un mostro sacro spettacolo presso il Teatro Toniolo del blues quale il fantastico Sugar Blue e, con lui, la sua armonica. sul Palco, SUGAR BLUE

11 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 11 INTORNO AL DUOMO Cappella del Duomo: tra coro e Orchestra, sessanta elementi schierati la Notte di Natale Cappella musicale del Duomo in grande spolvero nei giorni di Natale. Due e diverse le compagini scelte dal maestro Omar Ruffato: saranno più di 60, tra orchestra e coro, gli elementi che coloreranno con le loro note la veglia del 24 e la Santa Messa di mezzanotte con l annuncio della nascita di Gesù. Per l occasione si uniranno insieme i tre cori della Cappella le voci bianche, il coro giovanile e la Cappella vocale accompagnate dal quartetto d ottoni. Tutto diverso il giorno di Natale: nella Messa solenne del 25 sarà riproposta la struttura classica di coro e orchestra, circa 35 elementi schierati sull altare maggiore con gli ottoni in cantoria, vicino all organo Callido, e gli archi anche loro sull altare. Tutto secondo tradizione il repertorio che sarà proposto: dai classici del Natale, Adeste Fideles in primis, alle pagine più classiche della musica vocale e strumentale, come ad esempio i brani di Hendel. Stiamo lavorando bene spiega il maestro Omar Ruffato la Cappella vocale prepara un appuntamento al mese. È questo il tempo che ci vuole per preparare una serata come quella natalizia. Dal giorno di San Michele, giorno della nascita della componente orchestrale della Cappella del Duomo, a oggi le attività si sono moltiplicate e arrivano sempre nuove occasioni di esibirsi. C è entusiasmo e soddisfazione, insomma. E il talento sarà nuovamente dimostrato la notte e il giorno di Natale. Il maestro Omar Ruffato durante le prove con una piccola parte della Cappella del Duomo I segni e le proposte del Natale 2011 in Duomo L albero, il presepe in vetro, la luce: rimandano tutti alla preghiera, momento fondamentale del periodo di Natale, i segni legati alla tradizione riapparsi in Duomo in queste settimane. A partire dal grande abete che, spoglio la prima domenica di Avvento, è stato illuminato poco alla volta e si è arricchito strada facendo con le preghiere dei bambini del catechismo. I più piccoli, quest anno, hanno affidato speranze e richieste a una tenda. Un altro segno importante: di chi si è messo in cammino verso qualcosa, di chi continua a cercare. E a rimettere al centro del messaggio di Natale la Parola di Dio ci pensano anche i cartigli appesi sottoforma di rotolo ai due lati del presbiterio. Non deve sembrare strano, poi, vedere in una chiesa l albero di Natale: non è affatto un simbolo pagano e non va associato all idea di sfrenato consumismo che sembra predominare in questo periodo. La tradizione dell abete, nata nel Medioevo, prende le mosse dai paesi del Nord: una valenza simbolica enorme, il richiamo all albero della vita, che, attraverso i simboli, rappresenta ciò che la nascita di Gesù ha prodotto nella storia dell umanità, Cristo donato agli uomini che rimedia al peccato originale. Un momento di raccoglimento e di preghiera ispira anche il bel presepe di vetro artistico allestito su uno degli altari laterali. Non solo una rappresentazione dell originaria natività ma anche uno stimolo a ricreare quella stessa scena sacra in ogni famiglia: uno dei momenti fotonotizie dalla Parrocchia centrali della notte di Natale sarà, infatti, anche quest anno, la benedizione dei Gesù Bambini. Tra i segni di questo periodo, però, la luce è quello più vivo e più forte. Tante le sue declinazioni: le candele accese sull altare, ad esempio, a scandire le domeniche d avvento. Oppure i ceri da portare a casa e usare come centrotavola proprio nel giorno di Natale o come cuore della preghiera in famiglia, per creare un legame intenso con il Duomo e con tutti quelli che ne fanno parte. O ancora la luce di Betlemme, partita dalla grotta della natività in Terra Santa, arrivata in ogni angolo del mondo e accolta, in Duomo, dagli scout che l hanno resa protagonista di una veglia. Prima della gioia per l annuncio della nascita di Gesù, preghiera viva e intensa la notte di Natale con la tradizionale veglia che comincerà alle Silenzio, canti e immagini scandiranno i minuti che avvicineranno alla mezzanotte: l ultimo momento di attesa, preparato dai giovani della varie realtà parrocchiali, sarà dedicato a Maria, Vergine Madre. Anche in questa notte di festa, però, non si può dimenticare chi non ce la fa. I fedeli sono allora invitati a un piccolo segno di attenzione e di condivisione con i più poveri. Un gesto molto concreto: un pacco di pasta da offrire ai piedi dell altare e che la Banca del Tempo Libero provvederà poi a distribuire a una famiglia in difficoltà. Anche questo un modo semplice e speciale di augurarsi Buon Natale. (C.S.) Luce, albero, presepe, cartigli e... un pacco di pasta. Tutti i segni e le proposte del Natale nel Duomo di Mestre. Fatto di preghiera, raccogliemento, musica, solidarietà e speranza: E come segno di attenzione, un pacco di pasta da portare a mezzanotte La luce del Duomo sulle tavole del Natale In Duomo sono a disposizione i ceri confezionati da un gruppo di volontarie (nella foto, alcune di loro): ogni famiglia della Parrocchia può illuminare la sua tavola nel giorno del Natale, unendosi così alle altre famiglie in una preghiera di ringraziamento speciale. I ricavati delle offerte per i ceri vanno alle opere di carità del Duomo di Mestre. LA SERATA DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE IN DUOMO Duomo strapieno, sabato 26 novembre, per il concerto e la serata degli insegnanti di religione. L'esibizione dell'accademia Vivaldiana e della Corale femminile Harmonia ha reso solenne il saluto ai colleghi che hanno lasciato l'insegnamento, premiati pubblicamente. I CRESIMANDI, AD UNO AD UNO, RICEVONO IL "CREDO" È la Santa Messa delle di domenica 18 dicembre: i ragazzi che si preparano a ricevere la Cresima, chiamati uno a uno, ricevono il Credo. Si è trattato di una tappa importante nella preparazione al Sacramento che i 55 ragazzi riceveranno il prossimo 13 maggio. CON TELECHIARA PER PARLARE DI PARTECIPAZIONE Si è parlato di partecipazione e di giovani, nella trasmissione che Telechiara ha ripreso e trasmesso in diretta venerdì 2 dicembre. L'evento è stato organizzato nell'aula Magna del Laurentianum, in collaborazione con la Fondazione del Duomo.

12 12 PIAZZAMAGGIORE 24 dicembre 2011 INTORNO AL DUOMO Capodanno a Vienna. I giovani non lasciano solo don Lorenzo C apodanno a Vienna, per don Lorenzo. Come mai? Che cosa farà il nostro giovane sacerdote nella grande capitale austriaca proprio nei giorni delle festa per l anno nuovo? Glielo abbiamo domandato. Caro don Lorenzo, cosa prevede la tua agenda per l ultimo dell anno? Strana domanda, fatta ad un sacerdote, che durante le Feste di solito non ha una sua agenda, ma è presissimo nelle cose della parrocchia... Però stavolta la domanda è azzeccata. La mia agenda prevede che vado a Vienna. E l ho deciso da fine agosto. Vado a Vienna dal 30 dicembre al 2 gennaio. Dai, si tratta di qualcosa di più di un semplice viaggio di piacere... Tutto è cominciato così: don Fausto mi ha detto: Quest anno durante le vacanze di Natale non sforzarti di chiedere ai ragazzi cosa vogliono fare... decidi cosa vuoi fare tu e chiedi ai ragazzi se vogliono aggregarsi. E io così ho fatto: ho deciso di visitare Vienna, una grande città che non ho mai visto, ma che mi ha sempre appassionato per la sua storia e la sua cultura... Volevi andare a Vienna da solo? Insomma, intendiamoci: dietro la mia scelta c erano già i volti dei giovani della Parrocchia a cui volevo proporre di unirsi a me... Non ci riesco mica più a pensare da solo. Uno non fa il sacerdote, ma lo è. Quindi ogni occasione, anche il riposo, diventa ministero. Alla fine, porto con me 17 ragazzi... Ritieni cioè che sia importante per i giovani e per la loro fede questa esperienza? Assolutamente sì. Anzi, penso sia decisiva! Innanzitutto: la vita cristiana è innanzitutto vita, non una serie di pratiche e di incontri in Parrocchia. La vita è fatta di molti momenti che vanno dalla formazione allo sport, dal lavoro e dallo studio fino al riposo. Il Signore ci incontra nella realtà e nella quotidianità delle giornate e non solo quando si è tra le mura della Parrocchia: per questo è bello e fondamentale, per me innanzitutto, e per i giovani, vivere questa esperienza insieme. Più concretamente: noi saremo un gruppo di diciotto cristiani che si riposano assieme, e quindi cercheremo di vivere come tali. Si pregherà alla mattina e alla sera come d altronde facciamo tutti i giorni, io celebrerò la Messa come tutti i giorni e chi lo desidera potrà parteciparvi. Visiteremo poi una città ricca di storia e di bellezza, e questa sarà già una grande catechesi e un grande momento formativo. Secondo te, l arte e la storia possono comunicare un messaggio importante? Parlare di un messaggio è riduttivo: io credo che la bellezza sia dell arte come della storia ci faccia incontrare con la fede delle generazioni che ci hanno preceduto e questo è capitale per noi uomini del XXI secolo, che a volte siamo troppo proiettati al futuro ma poco attenti al passato ma ancor di più ci fa incontrare con Dio stesso. La bellezza salverà il mondo, afferma il principe Miškin nell Idiota di Dostoevskij, e la Bellezza in assoluto è Dio, ciò significa che in ciò che è bello il Signore mi incontra e mi fa diventare più uomo. Un occasione per diventare più uomini quindi, un occasione di crescita... Sì, un occasione per scoprire che Dio è sempre con noi anche quando ci godiamo il meritato riposo e un occasione per scoprire vie nuove per lasciarci incontrare da Lui. (G.G.) Partiranno in 18: i ragazzi si aggregano al giovane sacerdote che da tempo (ma già pensando che non sarebbe andato da solo) aveva deciso la sua meta per i giorni di Capodanno Don Lorenzo (in maschera!) con i ragazzi della Parrocchia

13 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 13 Fine settimana di Carnevale: si ripropone l esperienza delle famiglie insieme in montagna A nche quest anno, ed ormai è il sesto anno consecutivo, la Parrocchia di San Lorenzo organizza per tutte le famiglie un campo sulla neve durante le Feste di Carnevale. Sono giorni in cui i bambini sono a casa da scuola, e la montagna offre scorci e opportunità eccezionali Quest anno il periodo di vacanza va da sabato 18 febbraio a mercoledì 22 febbraio, e sono proprio questi i giorni in cui le famiglie della Parrocchia ripeteranno un esperienza che è sempre stata molto bella, fatta di amicizia, divertimento, e di grandi e piccoli che stanno insieme per un tempo e in un luogo speciale. Come lo scorso anno, il campo si svolgerà a Passo Cereda. Siamo nella valle di Primiero, in Trentino, a 1369 m. di altitudine. Sono state prenotate per le famiglie della Parrocchia due case: La prima chiamata Colonia Feltrina può ospitare fino a cento persone in 25 stanze tutte con bagno proprio, su quattro piani. Priva di barriere architettoniche, ha un grande refettorio, una chiesetta interna e un ampio salone per le attività collettive. La seconda Casa Clara situata di fronte alla prima, può accogliere fino a 25 persone distribuite in ampie camerate. Attorno a queste due case si trovano una pista da sci alpino, una da bob e una da fondo. Gli sci e i gommoni per slittare possono essere noleggiati sul posto. Per gli sciatori più esperti, a pochi minuti di macchina si trovano le splendide piste di San Martino di Castrozza. Anche quest anno saranno presenti gli animatori che organizzeranno serate in maschera e giochi all aria aperta. L anno scorso hanno partecipato al campo circa un centinaio di persone, ed erano presenti famiglie con bambini dai 2 ai 10 anni. Quest anno la proposta si estende anche a giovani coppie e gruppi di ragazzi delle Superiori con i loro animatori. Grazie a due bambine, Anna e Teresa, di 8 e 10 anni, che l anno scorso hanno partecipato con le loro famiglie, siamo riusciti a ricostruire quali sono le peculiarità di una proposta come questa. Anna ha evidenziato il fatto che al campo ci si aiuta tutti, non ci sono i camerieri che apparecchiano, si fanno i turni per preparare la tavola e sparecchiare, ed è divertente perché si lavora in gruppo. Anna ha apprezzato poi le serate di giochi e festa e i giochi sulla neve assieme agli animatori. La cosa che invece ha colpito di più Teresa è stata la possibilità di giocare sulla neve senza spostarsi: Bastava uscire dalla Casa!, dice. Ed aggiunge che è stata poi colpita dal fatto che le camere da letto erano proprio belle e grandi. Va detto infine che sono state molto gradite dalle due bambine le tante prelibatezze che hanno preparato i bravissimi cuochi, anche loro genitori della Parrocchia che sono venuti a fare servizio al campo. Riassumendo: un esperienza bella e significativa, parola di chi c è stato! Il campo di Carnevale, che è anche un momento di crescita nella comunione per tutti i partecipanti, è un esperienza che è pronta a ripetersi anche quest anno... con una novità. Subito dopo la fine del campo, e precisamente domenica 26 febbraio, ci sarà una Festa della Famiglia in Centro San Lorenzo per tutti coloro che sono stati in montagna e hanno piacere di testimoniare la loro esperienza a chi non è riuscito a viverla. Una festa dopo campo, quindi, aperta a tutte le famiglie della Parrocchia. Le iscrizioni per il campo sono aperte. I costi sono accessibilissimi. Per qualsiasi informazione basta contattare Chiara Cosmo al numero oppure mandare un all indirizzo (C.C.) Bambini a Passo Cereda. All esterno e all interno. I ragazzi a Feltre a pattinare sul ghiaccio Per i ragazzi delle Superiori della Parrocchia è stata organizzata un uscita per martedì 27 dicembre. Destinazione: Feltre. Obiettivo: andare a pattinare sul ghiaccio. Si partirà dalla Stazione di Mestre con il treno delle ore 7.57 per poi far ritorno a casa alle ore I ragazzi dovranno portare pranzo al sacco. Per organizzare al meglio l uscita, e per provare ad ottenere un po di sconto sul biglietto del pattinaggio è importante che chi desidera partecipare lo comunichi a Chiara Cosmo, mandando un sms al numero entro il 24 dicembre, ma saranno ben accetti anche i ragazzi che decidono di unirsi all ultimo momento. Il ritrovo è previsto per le ore 7.40 al binario 1 della Stazione. Là i ragazzi saranno accolti dagli animatori e da don Lorenzo, che guiderà la comitiva. INTORNO AL DUOMO Nei giorni grassi di febbraio, da sabato 18 a mercoledì 22 si ripete l esperienza di Passo Cereda: le famiglie della Parrocchia insieme in amicizia, e divertimento, per un tempo e in un luogo speciale UNICREDIT INAUGURA L AGENZIA DI PIAZZA XXVII OTTOBRE AL TERMINE DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE MESTRE, 1 DICEMBRE 2011 Oggi UniCredit ha inaugurato l agenzia di Piazza XXVII Ottobre, una delle filiali di riferimento in terraferma, al termine dei lavori di ristrutturazione della struttura. Erano presenti Paolo Zambelli Bais Direttore Network Famiglie e PMI Triveneto Orientale di UniCredit, Gino Garbin Direttore Area Commerciale Venezia di UniCredit, la direttrice dell Agenzia Sonia Sguotti, il vice-sindaco di Venezia Sandro Simionato, il Delegato patriarcale per la Terraferma Mons. Fausto Bonini, rappresentanti della Banca e delle Istituzioni locali. La filiale è attualmente composta da 18 colleghi coordinati dalla direttrice Sonia Sguotti. «UniCredit è Banca del territorio, attenta a soddisfare le esigenze dei privati e delle imprese ha spiegato Gino Garbin, Direttore Area Commerciale Venezia di UniCredit. La ristrutturazione dell agenzia di Piazza XXVII Ottobre, centro di riferimento, ha lo scopo di rispondere in modo adeguato e ottimale alle necessità della clientela. Con questa filiale, aperta anche in pausa pranzo, i residenti della zona possono contare sulla consulenza di professionisti che li orientano nella gestione dei loro bisogni specifici. All imprenditoria locale Uni- Credit offre un canale d ascolto attivo a sostegno delle operazioni di finanziamento per poter creare nel tempo relazioni di collaborazione durature e consolidate. Per quanto riguarda la clientela privata ha continuato Garbin mettiamo a disposizione consulenti che possono fornire un supporto costante al cliente nella scelta dei Gino Garbin, direttore Area Commerciale Venezia di Unicredit, Sonia Sguotti, direttrice dell Agenzia, Paola Sirena, vice direttrice e il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, nel momento del taglio del nastro durante l inaugurazione dell agenzia di Piazza XXVII Ottobre. prodotti di investimento più adatti alle sue esigenze e soprattutto al suo profilo di rischio». In agenzia è stata allestita un area self che ospita 2 atm evoluti (un terzo è all esterno) per dare la possibilità di effettuare operazioni anche di versamento 24h/24h in assoluta sicurezza. All interno della filiale ci sono 2 chioschi multifunzione che permettono ai clienti titolari di banca on line di svolgere in autonomia e con risparmio di costi le proprie operazioni, oltre a ricariche telefoniche, donazioni, altre ricariche, pagamenti ed utenze anche per i non clienti con l utilizzo della propria carta bancomat. Nel veneziano le agenzie aperte con orario continuato sono 5. Oltre a quella di piazza XXVII Ottobre, quella di Corso del Popolo a Mestre, San Salvador a Venezia, via Trentin a San Donà, e piazza Trieste a Jesolo. Nel territorio di Venezia UniCredit ha dotato interamente la sua rete di 53 agenzie delle più moderne tecnologie che permettono ai clienti di usufruire di servizi comodi e semplici da utilizzare con risparmio di tempo e denaro. Mons. Fausto Bonini, Delegato patriarcale per la Terraferma, benedice i locali della nuova Agenzia Unicredit di Piazza XXVII Ottobre. In provincia di Venezia UniCredit conta 120 atm (ovvero macchine bancomat). Di questi 53 sono bancomat evoluti, ossia capaci di garantire, oltre ai consueti prelievi di denaro, anche versamenti di banconote e assegni: un ulteriore opportunità per i clienti, privati ed imprese, di accesso alla Banca. INFORMAZIONE REDAZIONALE

14 LIBRERIASANMICHELE Libreria San Michele Leggere illumina. Illumina il tuo Natale regalando un libro Titolo: Gesù il «Nazareno» Autori: Rinaldo Fabris Editore: Cittadella Prezzo: 43,50 euro Negli ultimi decenni le ricerche sulla figura storica di Gesù hanno affinato i metodi e allargato lo spettro delle fonti disponibili, dai Vangeli canonici ai testi apocrifi, dai reperti di Qumran alla pubblicazione dei manoscritti della biblioteca di Nag Hammadi (Egitto). Dall analisi critica dei testi dei Vangeli, confrontati con le altre fonti di informazioni sull ambiente sociale e religioso, emerge un immagine di Gesù radicata nella tradizione ebraica, insieme a una eccedenza religiosa che pone un interrogativo sulla sua identità. Dall Indice: Introduzione Storia della ricerca Fonti e metodo L ambiente Origini e formazione di Gesù Giovanni Battista e Gesù Gesù e il regno di Dio Gesù maestro di Sapienza Maestro e discepoli Gesù profeta e taumaturgo Gesù e le attese messianiche La morte. Titolo: Natale. L abbraccio di Dio Autori: Ermes Ronchi Editore: Paoline Prezzo: 15,50 euro Il mistero del Natale ci insegna che l essenza del cristianesimo non risiede nell originalità della dottrina, ma nella persona di Gesù, carne di Dio. In Gesù di Nazaret, infatti, Dio, scegliendo il cammino dell umiltà, viene ad abbracciare ogni uomo. La strada più breve e più diritta tra l uomo e Dio è la carne di Gesù, nel Natale in braccio alla madre. E proprio Maria, come ben dimostra questo libro, dove le immagini più belle del Natale di tutta l arte cristiana si sposano in maniera suggestiva al commento di padre Ermes Ronchi, ci aiuta a capire il significato di questo abbraccio. Titolo: Le poesie del presepe Curato da: Mosciatti C. S. Editore: San Paolo Edizioni Costo: 19,00 euro Da Efraim il Siro a Guido Gozzano, duemila anni di poesia della natività. Questo volume riunisce le più belle poesie religiose sul Presepe e il Natale. Dal Medioevo a oggi, una raccolta di testi da leggere da soli o in famiglia, su cui riflettere e meditare per prepararsi al meglio al Natale. La neve! ecco una stalla! Avrà posto per due? Che freddo! Siamo a sosta Ma quanta neve, quanta! Un pò ci scalderanno quell asino e quel bue... Maria già trascolora, divinamente affranta... Il campanile scocca La Mezzanotte Santa. Titolo: Gesù è davvero esistito? Un viaggio avventuroso sulle tracce di Gesù Autore: Valentina Alberici Editore: San Paolo Edizioni Prezzo: 18,00 euro Dal monte Sinai al Cairo, passando per Manchester e Firenze, in viaggio intorno al mondo come piccoli Indiana Jones sulle tracce di Gesù. Con l aiuto di mappe, papiri e documenti storici, cercheremo insieme una risposta a un grande quesito: Gesù è davvero esistito? Un volume ricco di illustrazioni, pensato per i ragazzi, storicamente accurato e dalla grafica moderna. La questione fondamentale del Gesù storico è affrontata in questo volume in modo preciso, documentato e accattivante. Uno strumento utile per la catechesi, i gruppi giovanili e la lettura personale. LIBRERIASANMICHELE Via Poerio 32 Mestre Aperto sabato 31 dicembre solo al mattino. CHIUSO da pomeriggio del 31 dicembre al 9 gennaio Tel Titolo: Il cibo per le feste. Religione, storia, tradizione e ricette della nostra cucina Autori: Pierluigi Ceolin Editore: Marcianum Press Prezzo: 49,00 euro Un occasione per riscoprire le ricette che segnano le più importanti festività cristiane. Un escursione nella storia della nostra cucina e delle nostre tradizioni alla luce dell indubbio legame tra la festa, il sacro e il cibo. Attraverso la lettura di questo testo il gusto diventa davvero una sorta di sapere. Un modo diverso di presentare alcune ricette che non possono andare perse. Il cibo è cultura perchè ha inventato e trasformato il mondo. Titolo: Dio è amore Autore: Bruno Forte Editore: San Paolo Edizioni Prezzo: 16,00 euro Bruno Forte racconta ai ragazzi il grande mistero di Dio. Per farlo prende spunto dai passi delle Scritture che parlano dell amore di Dio per l uomo: Dare la vita per un altro significa amarlo dell amore più grande che sia possibile immaginare. Così ci ama Dio. Anche i più giovani possono così avvicinarsi al mistero di Dio e conoscere le tre persone della Trinità. Accanto alle parole, illustrazioni evocative e avvolgenti. Età di lettura: da 8 anni. Titolo: L autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono Autore: Paolo Crepet Editore: Einaudi Costo: 16,50 euro È una generazione smarrita quella che descrive Paolo Crepet in «Genitori su la testa». Prima ancora di quella dei figli, la generazione che si sente davvero persa e senza strumenti è quella dei genitori. Lo psicologo e psichiatra analizza i giovani di oggi, sempre più spesso maleducati, senza regole, privi di entusiasmi e di passione e soprattutto sballati. Li guarda però attraverso la lente d ingrandimento della genitorialità quotidiana e dell incapacità di madri e di padri di prendere in mano le redini delle vite di bambini e adolescenti. Quello di Crepet è un atto di accusa che fa riflettere e che analizza gli ultimi anni e i più recenti fatti di cronaca. Ogni reazione, ogni emozione non espressa, sommersa o non provata ha una conseguenza nella psicoanalisi e per Paolo Crepet «Genitori su la testa» suggerisce ai genitori un cambio di comportamento ragionato e comprovato e una vita in cui le emozioni e le ambizioni devono convivere al primo posto. Cosa possono produrre nella mente di un bambino un padre e una madre che lo difendono a priori, davanti ad un compagno, ad una maestra o ad un altro adulto? Il celebre psichiatra però non si limita a criticare, ma vuole anche infondere speranza. I giovani ne hanno bisogno e gli adulti forse di più. Ogni giorno deve essere una sfida che può concludersi in un successo o in un fallimento. L importante è saperlo accettare e confrontarsi con gli altri, lottare per quello che si desidera veramente. Titolo: Abeti e comete. Storie e leggende di Natale Curato da: Paronuzzi A. Editore: Ancora Prezzo: 14,00 euro «Abeti e comete» è una originale antologia di brani e di versi dove partendo dai Vangeli apocrifi, attraversando leggende più o meno note, arrivando a novelle, racconti e poesie che hanno ispirato i maggiori scrittori e poeti il Natale viene proposto al lettore con i suoi abeti, le sue comete, i più diversi Babbi Natali e tutti gli altri variopinti personaggi che hanno contribuito a conservarlo come la festività più avvertita e partecipata dell anno. Titolo: Natuzza, amica mia. La vita di Natuzza Evolo nel racconto di una testimone d'eccezione Autore: Luciano Regolo Editore: Mondadori Prezzo: 17,50 euro Dopo la sua prima biografia di Natuzza Evolo, Luciano Regolo in questo nuovo scritto dà voce autorevole alla signora Italia Giampà, ancora vivente a Catanzaro, una delle figlie spirituali di Natuzza di vecchia data. Dal racconto minuzioso e affascinante emerge non solo la familiarità tra le due donne protagoniste, ma anche, e volutamente sottolineata, la figura splendida di Natuzza, colta nella sua imperturbabile serenità e disarmante semplicità, oltre che nel suo profondo spirito di fede e totale abbandono alla volontà di Dio espressa tra l altro con una sentita e devota obbedienza al magistero della Chiesa. Forte del racconto-testimonianza della signora Italia Giampà, Luciano Regolo riesce a coinvolgere anche il lettore più sprovveduto per portarlo sulle orme di una mistica, come recita il titolo del capitolo finale.

15 24 dicembre 2011 PIAZZAMAGGIORE 15 Sedicimila euro all anno il Duomo paga l Ici, eccome! INTORNO AL DUOMO S u Chiesa e Ici, sono due i falsi miti da sfatare. Innanzitutto non è vero che la Chiesa non paghi l Ici; e poi non è vero che le esenzioni previste siano riservate alla Chiesa. Lo testimonia la Parrocchia di San Lorenzo, che la tassa sugli immobili la versa eccome: e paga più di 16mila euro (16.461,909 euro) l anno. La materia è regolata dall articolo 7 del Decreto Legislativo 504 del Alla lettera i) si legge che l esenzione scatta per: gli immobili usati da enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive ed attività dirette all esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi e all educazione cristiana [ ]. L articolo 21 del D. Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, e successive modificazioni, prevede che i comuni possano deliberare nei confronti delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) la riduzione o l esenzione dei tributi locali e quindi anche dell ICI. L esenzione può essere estesa ai fabbricati condotti dalle ONLUS, a condizione che gli stessi siano posseduti dalle medesime associazioni. Spiegando il burocratese, queste poche righe dicono cose importanti: innanzitutto che anche la Chiesa deve pagare l Ici se l edificio di riferimento ha un uso esclusivamente commerciale: se è un albergo, ad esempio, o se si vendono souvenir. Non si devono sborsare euro allo Stato per la canonica o per il patronato, insomma; ma per tutte le strutture da cui si ricava reddito sì. Tanto per essere pratici, il Duomo non scappa alle proprie responsabilità fiscali e paga regolarmente l Ici sia per gli appartamenti affittati ma di sua proprietà, sia per gli ultimi due piani del Centro San Lorenzo, sia per parte dei locali del Patronato Santa Chiara, tutte quelle stanze cioè destinate ai ragazzi della Casa studentesca. La legge, però, dice anche altre cose importanti: che a non pagare non è solo la Chiesa cattolica, ma tutte le confessioni religiose. Non si paga per le moschee, per le sinagoghe, per l unico centro buddista che c è in Italia: esentati, dunque, musulmani, valdesi, ebrei, ecc... Ma non pagano neppure gli enti del volontariato, le ong o le associazioni no profit per gli immobili che usano come sede: dunque non pagano Emergency, la Croce Rossa, l Associazione per la ricerca sul cancro, il WWF, Amnesty International, solo per citare le più conosciute. L idea di fondo è che la Chiesa, le altre confessioni religiose e il mondo del volontariato sopperiscano con le loro attività a esigenze a cui lo Stato fatica a rispondere, soprattutto in campo sociale e sanitario. Le mense per i poveri, l aiuto ai senzatetto, gli oratori per i bambini, gli asili solo per fare qualche esempio sono necessari e indispensabili. Lo Stato riconosce il valore sociale di questo lavoro esentando dal pagamento dell Ici. Il cuore della questione, semmai, è come Diciamo le cose come stanno: la Chiesa rispetta le leggi vigenti, e la Parrocchia di San Lorenzo lo testimonia con i suoi pagamenti. Quanto agli edifici esentati, ci sono anche quelli di altre chiese, ong, circoli, fondazioni, associazioni: cambiare questa legge potrebbe significare ammazzare il lavoro di centinaia di realtà sociali e fondate sul volontariato certificare se l uso dell edificio sia o meno esclusivamente commerciale. Ma qui, al di là della Chiesa, l incertezza si allarga con enti no-profit solo di nome che magari gestiscono cliniche o scuole private con fatturati da milioni di euro. Tanti altri, infine, gli esenti illustri per cui però non è scattata l indignazione: Comuni, Province e Regioni, consorzi o comunità montane per gli edifici che usano a fini istituzionali, gli Stati stranieri per i loro palazzi, le ambasciate, ma anche i musei, le università, le Camere di Commercio, le fondazioni, i circoli sportivi magari trasformati in centri benessere, i circoli ricreativi se a capo c è un organizzazione senza fini di lucro. Fare di tutta l erba un fascio, insomma, è come sempre sbagliato. Concludendo: la Chiesa rispetta le leggi vigenti; e cambiare questa legge ipotesi senz altro praticabile potrebbe significare ammazzare il lavoro di centinaia di realtà sociali e fondate sul volontariato. Come più volte, in questi giorni, ha ripetuto il cardinale Angelo Bagnasco, l esenzione per alcune categorie di enti e attività non è un privilegio. Eventuali casi di elusione relative a singoli enti, se provati, devono essere accertati e sanzionati con rigore: nessuna copertura è dovuta a chi si sottrare al dovere di contribuire al benessere dei cittadini con il pagamento delle imposte. Il Duomo come potete vedere nel dettaglio il suo dovere lo fa, eccome! Chiara Semenzato Il Duomo paga l Ici per... Appartamento via Slongo: 638,296 euro Appartamento Calle Do Portoni: 1.841,910 euro Appartamento via San Girolamo: 394,798 euro Appartamento via Costa: 1.103,335 euro Casa studentesca San Michele (spazi al Centro San Lorenzo, terzo e quarto piano): 1.425,504 euro Casa studentesca San Michele (spazi al Centro Santa Chiara): ,066 euro TOTALE: ,909 EURO Il Duomo non paga l Ici per... Duomo San Lorenzo Chiesa San Girolamo Chiesa San Rocco Centro San Lorenzo: piano terra, primo e secondo piano adibiti a Patronato Canonica Centro Santa Chiara: spazi della Banca del Tempo Libero, della catechesi e della Casa di Accoglienza per donne e bambini Sicar: Casa per bambini in affido Corte Marin Sanudo, Mestre tel fax Direttore: Fausto Bonini Realizzazione: Giulio Giuliani Progetto grafico: Marina Pistorello Stampa: Compeditoriale Veneta srl Mestre Una targa al Parco di San Giuliano per ricordare la Visita del Santo Padre 8 maggio scorso il Santo Padre Benedetto XVI, in occasione della sua visita ad Aquileia e a Venezia, celebrava la Santa Messa nel Parco di San Giuliano. In quell occasione circa persone provenienti da tut- L to il Triveneto e anche dalle Chiese vicine legate ad Aquileia hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa presieduta dal Papa e concelebrata da tutti i Vescovi del Triveneto e da moltissimi sacerdoti. Si è trattato di un momento importante, storico, per la città di Venezia, che ha visto ancora una volta Mestre accogliere un evento di grande portata, e il Parco di San Giuliano porsi come splendida realtà affacciata sulla laguna, luogo di passaggio tra la Venezia di terra e quella d acqua. La città non deve dimenticare quell evento, e le importanti parole dette proprio dal Santo Padre in occasione della Visita. Anche per questo motivo, sabato scorso, 17 dicembre, all ingresso del Parco San Giuliano è stata collocata e scoperta una targa: nella foto, il Presidente dell Ente Parco Gianni Caprioglio, e mons. Bonini, Delegato patriarcale, nell atto di scoprire la targa commemorativa. AFFITTASI grande appartamento libero, II piano, in condominio prestigioso, ingresso in Calle Do Portoni, affacciato su Riviera XX Settembre. Luminosissimo, restauratissimo, cablato, ingresso con reception, ideale per uffici e per studio professionale o medico. Ampi locali: 221 metri quadri, con ampia terrazza di altri 50 metri quadri. Possibile il frazionamento, visti i due ingressi indipendenti, in due unità lavorative. Info: mobile: (ore ) Il suono gioioso delle campane ci annuncia la nascita di Nostro Signore Gesù e rivolti a Lui ci auguriamo per Voi tanto bene e felicità. Dalle Acli di Venezia i migliori auguri per un Natale di gioia e serenità Dichiarazione fiscale mod. 730 e mod. UNICO Dichiarazione ISE - ISEE - RED - ICI Conteggio ISEU per studenti universitari convenzionato Ca Foscari - IUAV Gestione completa della pratica di Successione Bonus Gas e Energia - Social Card - Family Card Sportello immigrati Gestione completa - Stampa Busta Paga Assistenti Familiari (Colf-Badanti) Pratiche pensionistiche: dipendenti privati e pubblici Pratiche INAIL, di invalidità civile e infortuni sul lavoro Consulenza sulla Previdenza Complementare Consultorio Giuridico Consulenza su problematiche del lavoro Lettura e controllo busta paga e TFR Organizzazione viaggi, gite ed escursioni: individuali e di gruppo Sede provinciale Acli - via Ulloa 3/a - Marghera - Tel Mestre Nord (tel ) - Martellago (tel ) Spinea (tel ) - Mirano (tel ) Dolo (tel ) - Mira (Tel ) - Scorzè (tel ) Venezia Centro Storico (tel ) - Zelarino (tel )

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