Società della Conoscenza e sviluppo sostenibile: le ICT finalizzate all efficienza energetica.

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1 Provincia Autonoma di Trento Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale Stage presso l Ufficio per i Rapporti con l Unione Europea Bruxelles Società della Conoscenza e sviluppo sostenibile: 12/05/08 01/08/08 Bruxelles Dott.

2 INDICE -INTRODUZIONE...4 -I. IL QUADRO EUROPEO DI RIFERIMENTO...9 -I.1 i2010 Una società europea dell informazione per la crescita e l occupazione I.1.1 i2010 Mid-term review I.2 Competitiveness and Innovation Framework Programme I.3 Il Settimo Programma Quadro I.3.1 ICT Work Programme I.3.2 European Technology Platforms e Joint Technology Initiatives I.4 Sustainable Development Strategy I.4.1 L Energy Efficiency Action Plan e il Piano SET II. ICT, SVILUPPO SOSTENIBILE ED EFFICIENZA ENERGETICA II.1 ICT ed efficienza energetica: il punto di vista europeo II.2 La Comunicazione della Commissione Europea COM (2008) 241 del 13/05/ II.3 Studi e analisi riguardanti le ICT finalizzate all efficienza energetica II.3.1 Il report dell AeA Europe II.3.2 Il report Smart 2020: Enabling the Low Carbon Economy in the Information Age

3 -II.3.3 Conferenze III. PROGETTI IN AMBITO EUROPEO III.1 Il Sesto Programma Quadro III.1.1 HYCON III.1.2 TEAHA III.1.3 Iniziativa Concerto III.1.4 Iniziativa Eco-Buildings III.1.5 INTECO BUILD III.1.6 InPro III.1.7 Smart-Eco III.2 Il Settimo Programma Quadro III.2.1 AIM III.2.2 AmI-MoSES III.2.3 BE AWARE III.2.4 E4U III.2.5 Genesys III.2.6 IntUBE III.2.7 Pobicos III.2.8 REEB III.2.9 SmartHouse/SmartGrid IV. CONCLUSIONI IV.1 Finanziamenti e Call IV.2 Prospettive per l UE e la Provincia Autonoma di Trento RIFERIMENTI WEB

4 INTRODUZIONE Le peculiarità della cosiddetta Knowledge Age si riflettono in ogni ambito della società odierna. Non è più possibile parlare di fenomeno in via di affermazione. Le tecnologie dell informazione e della comunicazione (Information Communication Technologies-ICT), gli sviluppi dei protocolli Internet, la diffusione di nuovi servizi elettronici riguardano ogni settore della nostra realtà e hanno profondamente modificato abitudini e sistemi consolidati. Tutti questi cambiamenti, dai teorici spesso definiti rivoluzione digitale, vengono inquadrati in una prospettiva globale di sviluppo sociale e miglioramento delle condizioni di vita dell uomo. L applicazione delle ICT ad ambiti quali la medicina, l istruzione, la politica, l economia hanno indotto a parlare di svolta epocale, di democratizzazione dei processi decisionali, di immaterialità della cultura e di apertura e libertà. In parte le previsioni di tecnici e studiosi si sono avverate, spesso l applicazione pratica delle nuove tecnologie ha portato un valore aggiunto al servizio e alla società in toto. I passi più rilevanti si sono compiuti nella digitalizzazione dei servizi pubblici (vedi Pubblica Amministrazione), nella diffusione di Internet e degli elementi che lo caratterizzano (immaterialità e pluralità dei contenuti; strumenti Web 2.0; miglioramento della banda larga; ecc.) e nel settore economico, mentre elearning, edemocracy, ehealth e telelavoro sono ancora in una fase di sviluppo e consolidamento. In generale, il fattore decisivo riscontrabile oggi è certamente l accresciuta consapevolezza delle rivoluzionarie potenzialità delle ICT e delle conseguenti ripercussioni benefiche sulla società. Per contro permangono, anche se attenuate, le previsioni e i pareri negativi che hanno, fin dall esordio della rete di reti, profetizzato catastrofiche conseguenze per privacy e libertà dell individuo. Ad uno sguardo più attento comunque è possibile individuare i progressi, anche concettuali, che caratterizzano questa fase di maturazione della Società dell Informazione. Sia a livello locale che nazionale i singoli Stati hanno, negli ultimi 4

5 anni, investito energie e fondi nello sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie, nel tentativo di cogliere le opportunità offerte e istruire la società ai cambiamenti in atto. Gli stessi Paesi in via di sviluppo guardano con attenzione alle ICT come motore di progresso sociale ed economico, nella speranza che le tecnologie dell informazione e della comunicazione possano giocare un ruolo decisivo nel presente e nel futuro. A questo riguardo bisogna metter in luce anche l altra faccia della medaglia: il cosiddetto digital divide. Il divario digitale che si viene a creare tra chi può accedere e usufruire degli strumenti della Società della Conoscenza e chi invece rischia di rimanerne escluso per motivi legati al genere, all età, alla collocazione geografica o alla condizione economica, può addirittura aggravare in maniera determinante le già profonde disuguaglianze sociali che caratterizzano i diversi Paesi. Al pari delle rivoluzioni industriali del XVIII e XIX secolo e degli altri cambiamenti epocali che hanno segnato la storia dell uomo, le opportunità offerte dallo sviluppo di nuove dinamiche e tecnologie risultano decisive tanto in senso positivo quanto in senso negativo. Poter accedere e usufruire dei progressi che vanno affermandosi si rivela essere motore di sviluppo, mentre restarne esclusi comporta l acuirsi di problemi esistenti e del divario tra Stati. Proprio per tali implicazioni vari Paesi, organizzazioni internazionali e istituzioni si stanno impegnando da tempo per promuovere la diffusione di infrastrutture e strumenti delle ICT in Stati in via di sviluppo (per esempio si è pensato a computer molto economici dotati di software open source e gratuiti). A livello di Unione Europea le sfide e le opportunità della Società della Conoscenza sono state colte appieno e da diverso tempo le istituzioni comunitarie mostrano di avere un occhio di riguardo per il settore delle ICT. In generale fin dagli anni ottanta si è iniziato a prendere in considerazione le nuove tecnologie, allora in una fase di sviluppo decisiva, come strumenti atti a favorire il progresso economico e sociale. In un testo comunitario, il Libro bianco del 1993 Crescita, Competitività e Occupazione (presentato da Jacques Delors), si trova il primo riferimento alla Società dell Informazione, termine che doveva sostituire il concetto di autostrade dell informazione in voga negli Stati Uniti. L anno seguente viene elaborato il primo Piano d azione ad essa diretto, A Europe s way to the Information Society, e lanciata 5

6 l Iniziativa Interregionale per la Società dell Informazione (IRIS). In seguito si sono predisposti diversi Libri verdi: Vivere e lavorare nella Società dell Informazione, priorità alla dimensione umana (1996); Convergenza delle Telecomunicazioni, dei Media e della Tecnologia dell Informazione (1997); L Informazione nel settore pubblico (1999). A livello di organizzazione europea, nel 1999 venne istituita la Direzione Generale Società dell Informazione, che dal 2002 ha assunto nuove competenze e la denominazione di DG Società dell Informazione e Media. Questo percorso ha condotto ad una presa di coscienza delle opportunità collegate allo sviluppo delle ICT. A partire dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, in cui si è definito il noto obiettivo di rendere l economia europea la più competitiva al mondo entro il 2010, la politica comunitaria riguardante la Società dell Informazione si è articolata tramite Piani d azione organici. Nel giugno 2000 viene infatti adottato il Piano d azione globale eeurope 2002, con tre obiettivi specifici: favorire un accesso più economico, rapido e sicuro a Internet; investire nelle risorse umane e nella formazione; promuovere l utilizzo di Internet. Nel corso del 2002 tale Piano è stato integrato con eeurope 2005, che aveva come priorità la diffusione di servizi pubblici in rete (attraverso appositi programmi di egovernment, elearning e ahealth) e l accesso ad Internet tramite banda larga. Attualmente è in corso l iniziativa i2010-una Società dell Informazione europea per la crescita e l occupazione, predisposta nel giugno 2005 con quattro obiettivi principali: creazione di uno Spazio Unico Europeo dell Informazione; innovazione e investimento nella ricerca; inclusione, miglioramento dei servizi pubblici e della qualità della vita; governance dello sviluppo. La Società della Conoscenza ha rapidamente guadagnato attenzione e ora si trova al centro di politiche di sviluppo, finanziamenti e piani organizzativi per il futuro. Le opportunità offerte dalle ICT rappresentano spesso la soluzione a problemi, limiti o inefficienze che si presentano in diversi ambiti. Attualmente la sfida più grande che la nostra società si trova ad affrontare riguarda la tematica ambientale. I cambiamenti climatici che minacciano il nostro pianeta, insieme alla sempre più precaria condizione di risorse naturali e qualità dell ambiente, stanno prepotentemente mostrando l urgenza di interventi drastici e mirati. Negli ultimi anni si è diffusa una consapevolezza crescente della necessità di una 6

7 strategia globale e coordinata di sviluppo sostenibile. Tale processo abbisogna sia di politiche di incentivo per la ricerca sulle nuove fonti energetiche, sia di iniziative tese a ridurre i consumi e migliorare l efficienza dei sistemi esistenti. La tutela dell ambiente e la predisposizione di un modello economico dinamico e sostenibile rappresentano delle assolute priorità per governi e istituzioni. L Unione Europea promuove fortemente politiche mirate a tali obiettivi, sia attraverso finanziamenti diretti sia tramite la creazione di programmi di ricerca e progetti dimostrativi. Le sfide che la nostra società deve affrontare dal punto di vista ambientale hanno indotto l identificazione di alcuni punti critici da superare e la determinazione di finalità specifiche da raggiungere. L UE, in particolare, si è prefissata tre obiettivi molto ambiziosi da conseguire entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990; 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili; riduzione del 20% del consumo energetico europeo comparato alle proiezioni attuali per il Per poter rispettare questi impegni le istituzioni europee hanno predisposto numerosi programmi e iniziative che mirano a promuovere la ricerca, l eco-innovazione e in generale lo sviluppo sostenibile. In tale ambito rientrano, come si approfondirà nel seguente dossier, anche le tecnologie dell informazione e della comunicazione. Attualmente infatti è abbastanza diffusa la consapevolezza sul valore delle ICT per numerosi ambiti della nostra società, ma la loro applicazione per affrontare le sfide ambientali sono ancora in parte in ombra. Spesso parlando della Società dell Informazione si omette di considerare le opportunità offerte all ambito dell efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile. Per contro si riscontrano opinioni che sottolineano il crescente consumo di energia da parte del comparto ICT, senza considerare il rispettivo risparmio che tali tecnologie possono comportare. Nel corso del presente dossier si prenderà in considerazione l applicazione di strumenti della Società dell Informazione che possano contribuire a raggiungere gli obiettivi che l UE si è prefissata. A tale riguardo si procederà ad illustrare il quadro europeo di riferimento, al quale farà seguito una presentazione delle varie opportunità connesse alle ICT per lo sviluppo sostenibile della nostra società. Con l obiettivo di approfondire questo argomento, si illustreranno anche i progetti portati a termine e quelli 7

8 attualmente in corso riguardanti le tecnologie dell informazione e della comunicazione finalizzate all efficienza energetica. Il presente lavoro deriva direttamente dalla constatazione del particolare interesse che tali applicazioni possono rivestire per la Provincia Autonoma di Trento e per il relativo Distretto Tecnologico, che attualmente sta puntando proprio sullo sviluppo di soluzioni per migliorare l efficienza energetica negli edifici. Nel determinare l argomento di questo dossier, inoltre, hanno influito anche altre due considerazioni. In primo luogo, va palesandosi l attenzione crescente rivolta a questo particolare ambito di utilizzo delle ICT, che nel prossimo futuro risulterà determinante per la sostenibilità dello sviluppo europeo. In secondo luogo, le indicazioni a riguardo espresse da Viviane Reding, Commissario europeo per la Società dell Informazione, dimostrano che le tecnologie dell informazione sono al centro delle prospettive di innovazione dell Europa, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. 8

9 I. IL QUADRO EUROPEO DI RIFERIMENTO L Unione Europea fin dai primi anni novanta ha operato attivamente nel tentativo di promuovere lo sviluppo e la diffusione della tecnologie dell informazione e della comunicazione. Nell introduzione al presente dossier si è già ricordato il percorso seguito nella predisposizione delle norme di indirizzo in materia. A partire dal Libro bianco del 1993, presentato da Jacques Delors, le istituzioni comunitarie hanno elaborato regolamenti e piani d azione dettagliati tesi a fondare una strategia comunitaria in materia di ICT. Nel corso degli anni novanta si sono predisposti dei Libri verdi che hanno segnato la strada europea verso la Società dell Informazione: Vivere e lavorare nella Società dell Informazione, priorità alla dimensione umana (1996); Convergenza delle Telecomunicazioni, dei Media e della Tecnologia dell Informazione (1997); L Informazione nel settore pubblico (1999). Nel 1999, inoltre, viene istituita la Direzione Generale Società dell Informazione, che dal 2002 ha assunto nuove competenze e la denominazione di DG Società dell Informazione e Media. Il Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000 ha segnato la politica europea fissando l obiettivo di "rendere l economia europea la più competitiva al mondo entro il 2010". Le ICT rientrano appieno in tali linee direttive, rappresentando un fattore essenziale di sviluppo economico e sociale. Con il nuovo millennio e l entrata delle nuove tecnologie nella fase di maturazione, la politica comunitaria in materia si è articolata in una serie di Piani d azione dettagliati con obiettivi precisi e relativi budget di riferimento. Il percorso per la stesura di tali linee d azione è iniziato nel dicembre 1999, quando l allora Presidente della Commissione Romano Prodi ha presentato una comunicazione relativa alla stesura di un primo Piano d Azione, definito eeurope: una Società dell Informazione per tutti. 1 1 Il documento eeurope An Information Society for All è rintracciabile all indirizzo Internet 9

10 In questo documento si sottolineava quanto il passaggio all'economia digitale basata sulla conoscenza rappresentasse un importante fattore di crescita, di competitività e di moltiplicazione dei posti di lavoro. Si metteva in luce, inoltre, come questa intervenisse a migliorare la qualità di vita dei cittadini e l'ambiente. Nel giugno 2000 viene di conseguenza predisposto il Piano d azione globale eeurope 2002, 2 comprendente una serie di finalità da raggiungere con la collaborazione degli Stati membri. I tre obiettivi principali indicati nel documento erano: favorire un accesso più economico, rapido e sicuro a Internet; investire nelle risorse umane e nella formazione; promuovere l utilizzo di Internet. Successivamente tale iniziativa è stata integrata dal Piano eeurope+ 3 dedicato appositamente ai Paesi candidati all ingresso nell Unione Europea. A questo primo Piano d azione in materia di ICT ha fatto seguito, nel maggio 2002, quello denominato eeurope In particolare, le priorità individuate riguardavano due elementi: la predisposizione di servizi pubblici in rete (con programmi specifici di egovernment, elearning e ehealth); la diffusione dell accesso a Internet tramite la banda larga e lo sviluppo di un adeguata infrastruttura di protezione dell informazione. Tale Piano d azione era sostenuto finanziariamente dal Progetto Modinis, i cui scopi erano monitorare l attuazione del programma eeurope 2005 da parte degli Stati membri, incentivare la diffusione di buone prassi, condurre analisi e discussioni strategiche e migliorare la sicurezza della rete e delle informazioni. Tutto questo processo ha permesso all UE di promuovere in maniera proficua le potenzialità offerte dalle ICT, cercando contemporaneamente di favorire lo sviluppo di ulteriori nuovi servizi. Tale progresso tecnologico, infatti, deve andare di pari passo con un adeguata alfabetizzazione informatica e una costante ricerca tramite progetti e sperimentazioni. 2 Il documento eeurope 2002-An Information Society for All è rintracciabile all indirizzo Internet 3 Il testo di eeurope+ è consultabile all indirizzo Internet 4 Il documento eeurope 2005 è rintracciabile all indirizzo Internet it.pdf 10

11 I Piani d azione qui sommariamente illustrati hanno posto le basi per l attuale politica comunitaria sulla Società della Conoscenza. Nel giugno del 2005 la Commissione Europea ha presentato i2010 Una società europea dell informazione per la crescita e l occupazione. I.1 i2010 Una società europea dell informazione per la crescita e l occupazione Nel 2005 i Piani d azione illustrati nel paragrafo precedente terminarono, con l eccezione di alcuni programmi specifici che, tramite costanti aggiornamenti, sono stati prolungati nel tempo (per esempio elearning è poi sfociato nell attuale Life Long Learning Program, mentre eten è terminato nel 2006). Nel giugno 2005 la Commissione Europea ha predisposto una comunicazione alle varie istituzioni europee per lanciare la nuova iniziativa denominata i2010 Una società europea dell informazione per la crescita e l occupazione. 5 Nel preambolo a tale documento si ritrovano le motivazioni e le finalità connesse al nuovo programma europeo. Viene infatti messo in evidenza che la convergenza digitale richiede la convergenza delle politiche e la volontà di adattare, ove necessario, i quadri normativi per renderli coerenti con l economia digitale emergente. 6 La Commissione quindi si propone di attuare il quadro strategico i2010 (società europea dell informazione 2010) che definisce gli orientamenti strategici di massima, promuove un economia digitale aperta e competitiva e conferisce alle TIC un ruolo di primo piano nella promozione dell inclusione e della qualità della vita. 7 5 Il sito Internet dell iniziativa i2010 è 6 Introduzione alla Comunicazione della Commissione Europea COM (2005) 229 def. del 01/06/05 i2010 Una società europea dell informazione per la crescita e l occupazione. Testo disponibile all indirizzo Internet 7 Ibidem 11

12 La nuova iniziativa comunitaria riguardante la promozione delle ICT si colloca nel generale rilancio della cosiddetta Strategia di Lisbona, che proprio nella primavera del 2005 è stata rinnovata e focalizzata sulla crescita economica e sull occupazione. Gli obiettivi esplicitamente indicati per i2010 riguardano tre punti precisi: 1) creare uno spazio unico europeo dell informazione; 2) rafforzare l innovazione e gli investimenti nella ricerca sulle ICT per promuovere crescita e occupazione; 3) porre le basi per una società europea dell informazione basata sulla inclusione, che stimoli una crescita economica e sociale coerente con uno sviluppo sostenibile. In particolare il primo obiettivo è stato predisposto per favorire le comunicazioni a banda larga a costi accessibili, la sicurezza dei contenuti e la creazione di servizi digitali. A questo è direttamente collegata la valorizzazione dell interoperabilità dei dati, in particolare per la gestione dei diritti digitali. Il secondo punto definisce le priorità della Commissione nell ambito dell innovazione nelle ICT. L attenzione viene focalizzata sulla ricerca strategica nei settori in cui il valore aggiunto europeo è maggiore e nei quali l impatto sulla crescita e l occupazione risulta più rilevante. L ultimo obiettivo è invece diretto a favorire l inclusione nella Società dell Informazione, tramite servizi di elevato valore e la promozione della qualità della vita dei cittadini. In tale ambito rientrano varie iniziative prettamente dedicate all einclusion, eaccessability, egovernment, ehealth. Inoltre si fa riferimento alla promozione delle cosiddette Flagship Initiative, dei progetti modello tesi a sfruttare le potenzialità delle ICT nei settori dei trasporti, della tutela del patrimonio culturale, dello sviluppo sostenibile e dei servizi agli anziani. Attualmente le Flagship Initiative attivate sono: Intelligent Car ; Ageing Well in the Information Society ; European Digital Libraries. Di particolare interesse per l argomento trattato nel presente dossier risulta la previsione di attivare una nuova Flagship Initiative per le ICT e lo sviluppo sostenibile. L obiettivo è accelerare l adozione e lo sviluppo di soluzioni basate sulle tecnologie dell informazione e della comunicazione per favorire uno sviluppo sostenibile. Questo 12

13 ambito applicativo delle ICT, come analizzeremo anche nel prosieguo del dossier, si afferma come contributo essenziale alla generale Strategia Europea di Sviluppo Sostenibile, all Agenda di Lisbona e al Piano d azione europeo su risorse ed efficienza energetica. Le priorità della Commissione Europea a riguardo, per il periodo , sono contenute nella comunicazione del 13 maggio 2008 Affrontare la sfida dell efficienza energetica con le tecnologie dell informazione e della comunicazione, che verrà illustrata nel secondo capitolo del presente dossier. L iniziativa europea i2010 è stata predisposta per organizzare, nel corso dei cinque anni in cui rimarrà attiva, la promozione delle ICT in diversi ambiti in maniera coerente e dettaglia. L attuazione dei vari programmi correlati e l avanzamento dei progetti vengono valutati attraverso dei report annuali. I.1.1 i2010 Mid-term review 2008 Attualmente i2010 si trova a metà del suo percorso attuativo e proprio quest anno si è tenuta una valutazione complessiva a riguardo. Il 17 aprile 2008 la Commissione Europea ha stilato una comunicazione definita Preparare il futuro digitale dell Europa. Riesame intermedio dell iniziativa i2010. In tale documento viene attentamente analizzata l attuazione dei programmi di i2010, con l intento di individuare i punti di forza e le criticità su cui rafforzare l intervento. La valutazione della Commissione mette in evidenza gli importanti passi avanti compiuti nella direzione di una Società dell Informazione europea, ma evidenzia che per quanto metà degli Stati membri abbiano rafforzato le politiche in materia di R&S e di TIC, numerose regioni dell UE sono in ritardo nell adozione delle TIC. 8 A questo riguardo viene posto l accento sulla necessità di accelerare ulteriormente la diffusione 8 Comunicazione della Commissione Europea COM (2008) 199 def. del 17/04/08 Preparare il futuro digitale dell Europa. Riesame intermedio dell iniziativa i2010, pag.4. Il testo completo del documento della Commissione Europea è disponibile all indirizzo Internet 13

14 della banda larga, sfruttando anche le possibilità offerte dalla tecnologia wireless per raggiungere le zone rurali. Per quanto riguarda lo spazio unico europeo dell informazione, uno dei principali obiettivi di i2010, si riscontrano delle difficoltà nel coordinamento tra diversi Paesi. La frammentazione della normativa tra i 27 Stati membri, anche per quanto riguarda l attuazione dei rimedi, rischia di diventare un grave ostacolo allo sviluppo del mercato unico e potrebbe bloccare lo sviluppo di servizi paneuropei. 9 La Commissione si augura, a tal proposito, che la libera circolazione della conoscenza e dell innovazione sia elevata a quinta libertà del mercato interno europeo. Per quanto concerne il secondo obiettivo di i2010, la promozione dell innovazione e degli investimenti nella ricerca sulle ICT, si mette in luce l attenzione degli Stati membri per il settore delle nuove tecnologie (più del 14% degli investimenti finanziati con i fondi strutturali nel periodo è dedicato allo sviluppo tecnologico e all innovazione). Nonostante ciò, comunque, l obiettivo del 3% del PIL investito nella ricerca entro il 2010 resta ancora decisamente lontano. Per migliorare le attività in questo ambito la Commissione vuole promuovere il lancio di iniziative tecnologiche congiunte e le piattaforme tecnologiche europee, incoraggiando la cooperazione. Inoltre il documento in esame ricorda il ruolo essenziale del settore pubblico come primo acquirente di innovazione. In particolare, nell interesse del presente dossier dedicato all applicazione delle ICT allo sviluppo sostenibile, è necessario mettere in evidenza come all interno del i2010 Mid-term review si preannuci la pubblicazione di una comunicazione della Commissione appositamente indirizzata alle ICT per l efficienza energetica (si affronterà in seguito l analisi della comunicazione del 13/05/08). In merito al terzo obiettivo dell i2010, la Commissione sottolinea che l iniziativa einclusion crea un quadro strategico per incoraggiare la partecipazione effettiva dei gruppi a rischio di esclusione e per migliorare la qualità della vita mediante l uso delle TIC, una tematica, quest ultima, al centro delle iniziative di punta dell i2010 (...) che sono diventate linee politiche a pieno titolo. 10 Per conseguire tali finalità è necessario 9 Ivi, pag.7 10 Ivi, pag.11 14

15 predisporre finanziamenti e progetti mirati alla creazione di accessibilità e di un ampia alfabetizzazione informatica. Per quanto riguarda la fruizione dei contenuti digitali, inoltre, viene messo in luce il lancio del programma Safer Internet dedicato alla tutela dei minori e alla lotta contro i contenuti illegali. Terminando quest analisi del documento Preparare il futuro digitale dell Europa. Riesame intermedio dell iniziativa i2010, è necessario un accenno alle conclusioni finali dello stesso. La Commissione in definitiva conferma il valore dell iniziativa i2010 come quadro di riferimento per le politiche sulla Società dell Informazione, ma sottolinea che bisogna promuovere ulteriormente la competitività e la diffusione delle ICT in Europa. In proposito, nel periodo la Commissione elaborerà anche un programma a lungo termine per le politiche in materia di società dell informazione e di media e preparerà una valutazione del contributo complessivo delle TIC ai risultati economici dell Europa. 11 I.2 Competitiveness and Innovation Framework Programme All interno della strategia generale europea sulle ICT, predisposta tramite l iniziativa i2010, si trovano diversi strumenti e programmi. Uno degli ambiti verso cui vengono indirizzati i maggiori finanziamenti è quello definito dal Competitiveness and Innovation Framework Programme (CIP). 12 Il programma quadro su competitività e innovazione si estende per il periodo ed è diviso in tre programmi operativi: 1) Entrepreneurship and Innovation Programme (EIP); 2) Information Communication Technologies Policy Support Programme (ICT PSP); 3) Intelligent Energy Europe (IEE); Il primo riguarda principalmente il settore delle PMI, offrendo strumenti e fondi diretti all innovazione nelle imprese. In particolare tale programma è orientato alle eco- 11 Ivi, pag Il sito Internet del programma è 15

16 innovations, prodotti e processi che contribuiscono allo sviluppo sostenibile (applicazioni commerciali di conoscenze che possono avere un effetto diretto o indiretto sul miglioramento dell ambiente). Il secondo punto, ICT PSP, corrisponde alla predisposizione di un programma di supporto alle politiche europee riguardanti le ICT. Il budget previsto per il periodo ammonta a 730 milioni e le finalità indicate riprendono gli obiettivi sia della strategia integrata i2010 sia delle precedenti iniziative e-ten, e-content e Modinis. In particolare, lo scopo di ICT PSP è quello di promuovere e supportare la diffusione delle varie applicazioni delle tecnologie dell informazione e comunicazione. Gli obiettivi, quindi, che ricadono in tale ambito sono: -sviluppare lo spazio unico europeo dell informazione; -rafforzare il mercato interno europeo per le ICT; -incoraggiare l innovazione tramite investimenti e un maggiore utilizzo delle ICT; -sviluppare una Società dell Informazione più efficiente e servizi in aree di pubblico interesse; -migliorare la qualità della vita dei cittadini; Il terzo programma del CIP è l Intelligent Energy Europe (IEE), che è prettamente indirizzato a promuovere delle politiche collegate allo sviluppo sostenibile. Le priorità principali dell IEE sono: -sostenere l efficienza energetica e un uso razionale delle risorse energetiche; -promuovere risorse nuove e rinnovabili e la diversificazione energetica; -incentivare l efficienza energetica e le nuove fonti nel settore dei trasporti; In generale il CIP offre delle ottime opportunità per tutte le iniziative che riguardano l innovazione. Per la materia oggetto del presente dossier risultano particolarmente interessanti l ICT PSP e l IEE. Il primo offre un supporto alle varie iniziative coordinate all interno della strategia i2010, proponendo finanziamenti a progetti riguardanti la promozione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione. All interno di questa categoria sono ricompresi anche i programmi che intendono favorire le applicazioni delle ICT per lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita. 16

17 L Intelligent Energy Europe, invece, riguarda più da vicino il tema dell efficienza energetica, ambito nel quale possono e devono essere utilizzate le ICT. Proprio a tale riguardo sono in corso diversi progetti per incentivare la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie dell informazione che rendano intelligente la gestione, la fornitura e l utilizzo dell energia. Un esempio delle iniziative che si sono attivate nell ambito del programma Intelligent Energy Europe, è la campagna Sustainable Energy Europe (Campagna Energia Sostenibile per l Europa-SEE) 13 per modificare la prospettiva sull energia. L obiettivo della campagna è accrescere la consapevolezza e promuovere la produzione e l utilizzo di energie rinnovabili tra organizzazioni, autorità locali, società private e associazioni dell industria. Come verrà ampiamente discusso nel corso di questo dossier, per riuscire a conseguire gli obiettivi europei in materia di sviluppo sostenibile è essenziale promuovere l applicazione delle ICT anche in questo campo. I programmi qui presenti, alcune recenti iniziative dell EU e vari interventi della Commissione Europea hanno infatti messo in luce la necessità di conferire maggiore attenzione alle ICT dedicate all efficienza energetica. I.3 Il settimo programma quadro Il Seventh Framework Programme (FP7) 14 dell Unione Europea è l ultimo programma di ricerca comunitario. Questo fa seguito ai precedenti periodi di programmazione, è entrato in vigore nel 2007 e durerà fino al I programmi quadro europei sono il principale strumento comunitario in materia di finanziamento della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Al suo interno ricadono tutte le iniziative e i programmi attivati nei diversi ambiti di interesse dell EU. Il budget totale previsto per i sette anni di 13 Maggiori informazioni sulla campagna SEE sono disponibili all indirizzo Internet 14 Il sito Internet dedicato al FP7 si trova all indirizzo 17

18 validità del FP7 ammonta a circa 50 miliardi e viene suddiviso tra le quattro macroaree del programma: 1)Cooperation: categoria dedicata al finanziamento di progetti di ricerca improntati alla creazione della leadership europea in dieci ambiti chiave. A questa macroarea viene dedicato circa il 64% del budget totale (circa 32,4 miliardi ) e tramite esso si incentiva la cooperazione tra enti e organizzazioni che lavorano oltre i confini dei singoli Stati membri. Gli ambiti che ricadono all interno della Cooperazione sono: -Salute (19%); -Agricoltura, prodotti alimentari, pesca e biotecnologie (6%); -Tecnologie dell informazione e della comunicazione (28%); -Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione (11%); -Energia (7%); -Ambiente (6%); -Trasporti (13%); -Scienze socio-economiche e umanistiche (2%); -Sicurezza; -Spazio; Come si può chiaramente notare il settore delle ICT è quello a cui vengono dedicati i maggiori finanziamenti, che ammontano a circa 9,1 miliardi. 2)Capacities: è dedicato allo sviluppo delle infrastrutture per la ricerca e al miglioramento del loro utilizzo, promuovendo la condivisione di conoscenza e stimolando il potenziale innovativo dell Unione Europea. A tale ambito è destinato circa il 9% del budget del FP7 (circa 4,1 miliardi ) e comprende anche il settore delle einfrastructures in cui ricadono alcune applicazioni ICT (vi sono dedicati circa 600 milioni ). 3)Ideas: a questa categoria l UE riserva circa il 15% del budget del FP7 (circa 7,5 miliardi ). I finanziamenti vengono gestiti direttamente tramite il Consiglio Europeo della Ricerca e sono diretti al settore delle ricerche ad alto rischio. 4)People: questa categoria comprende le attività volte a supportare l apprendimento, la mobilità e la carriera dei ricercatori europei e assorbe circa il 9% del budget (circa 4,7 miliardi ). 18

19 Alle quattro macroaree principali viene dedicata la maggior parte del budget, mentre la percentuale restante, circa il 3%, è destinata al finanziamento di alcune attività del Joint Research Centre. I Programma Quadro sono il centro della politica europea dedicata alla ricerca e all innovazione. Tramite tale programmazione vengono individuate le priorità e la rispettiva suddivisione dei fondi. A questa operazione organizzativa fa seguito la predisposizione di un dettagliato Work Programme per ogni singola area tematica individuata. La Commissione Europea elabora il Programma di Lavoro specifico per i vari settori presi in considerazione, mettendo in evidenza le sfide su cui concentrarsi e la relativa suddivisione dei fondi assegnati. I Work Programme coprono una programmazione corrispondente a un periodo da uno a tre anni. In tal modo è possibile indirizzare gli interventi e i progetti verso finalità precise, agevolando anche il successivo lavoro di valutazione. I.3.1 ICT Work Programme La ricerca e l innovazione nel settore delle tecnologie dell informazione e della comunicazione sono l ambito a cui vengono dedicati i maggiori finanziamenti previsti dal FP7. Il relativo Work Programme, che dettaglia le aree di intervento e le priorità da affrontare, mette in luce l attenzione rivolta alle potenzialità delle ICT in diversi settori. Il Settimo Programma Quadro copre il periodo di programmazione e il primo Programma di Lavoro per le ICT è il Work Programme Il FP7 ha destinato al settore delle ICT circa 9,1 miliardi nell arco dei sette anni di validità della programmazione. Attualmente ci si trova in un periodo a cavallo tra la conclusione del Work Programme e l elaborazione della successiva programmazione relativa al biennio Il testo completo del documento ICT Work Programme è disponibile all indirizzo Internet ftp://ftp.cordis.europa.eu/pub/fp7/ict/docs/ict-wp _en.pdf 19

20 Per quanto riguarda il Programma di Lavoro per le ICT ancora attivo, i finanziamenti europei alla ricerca sono stati focalizzati su sette obiettivi chiave con l intento di rendere l Unione Europea il leader mondiale nel settore delle tecnologie dell informazione e della comunicazione (l ICT Work Programme ha un budget di oltre 2 miliardi ). Tre di questi riguardano in particolare la leadership industriale, mentre gli altri quattro sono guidati da fattori socio-economici. -Challenge 1: Reti e infrastrutture penetranti e affidabili; -Challenge 2: Sistemi cognitivi, interazione, robotica; -Challenge 3: Componenti, sistemi, ingegneria; -Challenge 4: Librerie e contenuti digitali; -Challenge 5: Assistenza sanitaria sostenibile e personalizzata; -Challenge 6: ICT per la mobilità, la sostenibilità ambientale e l efficienza energetica; -Challenge 7: ICT per l autosufficienza e l inclusione; Per quanto riguarda l argomento trattato nel presente dossier risulta di evidente interesse il Challenge 6, che tratta direttamente l applicazione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione per lo sviluppo sostenibile. All interno dell ICT Work Programme Challenge 6 viene messa in evidenza la necessità di una maggiore spinta nel campo della ricerca sulle ICT applicate alla sostenibilità, in collegamento con i cambiamenti climatici e il bisogno di energia pulita. In particolare, si fa riferimento diretto allo sviluppo di un sistema di trasporti, di un modello produttivo e di consumo sostenibili. Questo processo deve coinvolgere vari stakeholders apparteneti sia al settore privato che a quello pubblico. In proposito la Commissione Europea sottolinea che il principale scenario e banco di prova per attuare i progetti in merito possono essere proprio le singole città e regioni. Per quanto riguarda la ricerca sulle ICT per il settore dei trasporti, come identificato nella Strategic Research Agendas della ERTRAC European Technology Platform e del esafety Forum, deve essere indirizzata proprio alla predisposizione di sistemi intelligenti. Questo significa studiare delle soluzioni ICT ad hoc che possano essere applicate ai veicoli (si veda l Intelligent Car Initiative dell i2010), ai sistemi di trasporto, alla logistica e alla gestione diretta del traffico. Tali interventi, oltre a 20

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