Il sostegno europeo: Fondi comunitari diretti e fondi strutturali

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1 GUIDA AL PUBLIC FUND RAISING VOLUME 1 Il sostegno europeo: Fondi comunitari diretti e fondi strutturali Con il patrocinio di:

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3 GUIDA AL PUBLIC FUND RAISING Volume 1 Antonella Poce Il sostegno europeo: Fondi comunitari diretti e fondi strutturali Con il patrocinio di: Provincia di Milano Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani - ANBI Assobiotec European Federation of Biotechnology

4 2 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO

5 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO 3 PREMESSA Questo volume dedicato alle opportunità di finanziamento istituite dalla Comunità Europea, inaugura la collana Guida al Public Fund Raising. La prima serie focalizzata sui finanziamenti alla Ricerca e Sviluppo, sarà composta da tre volumi incentrati rispettivamente sui finanziamenti comunitari, nazionali e regionali. Attraverso questo strumento il Consorzio intende promuovere un percorso per l implementazione di un servizio di scouting delle opportunità di finanziamento a disposizione di aziende, Università, Organismi di Ricerca e Associazioni senza scopo di lucro che intendono esplorare le possibilità di sviluppo offerte dalla Pubblica Amministrazione e da altri soggetti che, tra le proprie finalità istituzionali, erogano finanziamenti ed aiuti per lo sviluppo di progetti di ricerca e sviluppo, innovazione, formazione e sussidiarietà. Tale percorso prevede l implementazione di un portale web dedicato, oltre ad azioni di follow-up delle pubblicazioni incentrate su un attività formativa e informativa all interno delle realtà partner del Consorzio.

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7 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO 5 PREFAZIONE

8 6 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO E opinione largamente condivisa che il nostro Paese possa e debba affrontare gli effetti negativi della crisi economica, esplosa da qualche anno e che non accenna a regredire, non soltanto con una rigorosa politica di riordino dei conti pubblici ma anche attraverso azioni integrate a sostegno della crescita del Paese. Occorre necessariamente e al più presto innestare un virtuoso processo di sviluppo che, da un lato, possa produrre effetti positivi sul versante socio-occupazionale e, dall altro, contestualmente consenta al nostro sistema economico e industriale di confrontarsi in modo competitivo con una concorrenza globale e agguerrita. In tale quadro, un ruolo fondamentale deve essere attribuito alla capacità delle nostre imprese di innovare i propri processi produttivi e organizzativi, elevando la qualità delle proprie produzioni. Una competizione globale è affrontabile solo sul piano della qualità dei prodotti e dei processi: solo chi prima degli altri immette sul mercato prodotti tecnologicamente innovativi, frutto di ricerca e di nuova conoscenze, può sperare di sopravvivere e di crescere. Investire in ricerca e innovazione rappresenta la chiave per la ripresa del sistema industriale del nostro Paese: le politiche pubbliche debbono mettere questo impegno al centro delle proprie agende, incrementando la percentuale di risorse destinate a tali obiettivi e migliorandone l utilizzo. Tuttavia, e la Guida ne è pregevole testimone, non siamo al punto zero: esiste una gran mole di risorse e un numero assai consistente

9 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO 7 di strumenti di agevolazione pubblica comunitaria, nazionale e regionale, tutti orientati a favorire a vario titolo gli investimenti industriale in ricerca e innovazione. Oggi gli attori dell innovazione possono contare su forme di incentivazione pubblica molto diversificate che toccano ogni aspetto della capacità innovativa, come una sorta di Gran Bazaar all interno del quale è forte il rischio di disorientamento e quindi di disaffezione. Inoltre è assente una vera e diffusa conoscenza di questi strumenti, nonché una capacità di approfondirne le regole, i significati e gli obiettivi, al punto che in troppi ritengono che gli stessi, ove utilizzati, siano solo a beneficio dei soliti noti. La Guida al Public Fund Raising intende proprio far fronte a questi problemi: con una modalità del tutto nuova e concreta, si propone di accompagnare gli attori dell innovazione nel difficile compito di orientarsi nella giungla delle agevolazioni pubbliche, offrendo strumenti chiari e facilmente diffondibili per favorirne un utilizzo immediato e stimolante. Ai curatori di questo lavoro vanno i miei più profondi ringraziamenti per un impegno che si caratterizza per il suo valore di servizio pubblico, di cui tanto oggi avvertiamo il bisogno. Professor Lanfranco Masotti Presidente Consorzio Italbiotec

10 8 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO Sommario INTRODUZIONE...11 Il modello della Tripla Elica...13 Il nuovo ruolo degli attori dell innovazione...15 GLI STRUMENTI DI SOSTEGNO COMUNITARI: I FONDI COMUNITARI DIRETTI...19 I.1 I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA...21 I.1.1 I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA PER LA RICERCA, LO SVILUPPO E L INNOVAZIONE...26 Presentazione generale...26 Modalità di partecipazione...28 Modalità di presentazione delle proposte e valutazione...30 Modalità di attuazione dei progetti...31 Finanziamenti...32 Proprietà, protezione e diffusione dei risultati, diritti di accesso...35 I.2 HORIZON 2020: IL CONTENUTO GENERALE E LE NOVITA..36 Un contesto mutato...37 Horizon 2020: un cambiamento radicale rispetto al passato...38 Principali novità rispetto al 7 programma quadro...39 Accesso semplificato e gestione ottimizzata...43

11 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO 9 Cooperazione internazionale...45 Diffondere l eccellenza e ampliare la partecipazione...46 Lo spazio europeo della ricerca: il coordinamento con finanziamenti nazionali...46 La comunicazione con i cittadini europei...47 I.2.1 ALTRE INIZIATIVE COMUNITARIE...48 Le iniziative tecnologiche congiunte (JTI)...48 Gli art EU economic recovery plan...52 EUREKA...53 Programma COST...53 I FONDI STRUTTURALI DELL UNIONE EUROPEA...57 Il contesto generale...59 Le Regioni interessate...62 Le fasi della Politica regionale...65 Gestione dei fondi...66 Gli impegni di bilancio e disimpegno automatico...67 Condizioni di finanziamento...67 Ammissibilità delle spese...68 II.2.1 IL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E COMPETITIVITÀ II.2.2 STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E COMPETITIVITÀ AL

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13 INTRODUZIONE 11 Introduzione Negli ultimi anni, si va sviluppando una profonda riflessione intorno al ruolo che le politiche di intervento delle istituzioni di governo debbono assumere per rispondere al meglio alle nuove e per certi versi drammatiche, esigenze poste dal progressivo caratterizzarsi dell economia contemporanea quale economia basata fortemente sulla conoscenza. Le dimensioni completamente globalizzate delle odierne dinamiche economiche spingono sempre più a considerare l innovazione come il vero fattore determinante su cui fondare la capacità competitiva di un sistema economico nazionale. E tale capacità competitiva appare sempre più strutturalmente assicurata da una innovazione che veda nella ricerca scientifica il proprio motore fondamentale, il proprio elemento caratterizzante. La capacità di produrre conoscenza e contemporaneamente, la capacità di trasformare rapidamente tale conoscenza in un valore economico, e quindi di produrre velocemente un innovazione di alto livello qualitativo, rappresenta la chiave della crescita economica e del successo competitivo di un paese. Per usare termini tratti dal linguaggio sportivo, nell odierna competizione economica, che si gioca su dimensioni assolutamente globali, vince solo chi prima degli altri riesce a raggiungere il mercato e ad allargare le dimensioni dello stesso con nuove produzioni e nuove processi produttivi ad altissimo valore aggiunto di conoscenza. Peraltro, deve osservarsi come sia fortissimo l intreccio tra ruolo della conoscenza e dell innovazione e caratteristiche globali delle attuali dinamiche economiche: sembra anzi potersi affermare che lo sviluppo delle conoscenze tecnologiche e la globalizzazione dei mercati e delle economie rappresentino fattori abilitanti reciproci; più l economia si globalizza più diventa fondamentale il ruolo dell innovazione, più si fa impetuoso lo sviluppo tecnologico più l economia tende ad allargare i propri confini, in un effetto circolare incessante e vorticoso.

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15 IL MODELLO DELLA TRIPLA ELICA 13 Il modello della Tripla Elica In questo contesto, i processi di innovazione, gli schemi concettuali attraverso i quali definire le relative dinamiche, l azione e la natura stessa dei soggetti coinvolti, e i rapporti tra gli stessi, stanno subendo una profondissima trasformazione. Nel 1945 Vannevar Bush, Consigliere Scientifico del Presidente americano Roosevelt, nel redigere il proprio Report dal titolo: Science, The Endless Frontier, teorizzò quello che sarebbe stato poi chiamato il modello lineare dell innovazione 1. Nella visione di Bush, il processo di creazione dell innovazione si configurava come un precisa sequenza lineare, che va dalla scoperta scientifica alla verifica sperimentale nella scienza applicata, alle successive invenzioni, ai processi imitativi e diffusivi. In tale modello, si individuano nette e ben definite aree di competenza tra ricerca di base, ricerca applicata, trasferimento tecnologico, sviluppo industriale, e conseguentemente risultano ben separate le aree di azione delle università, dei centri di ricerca pubblici e/o privati, delle imprese. Lo schema concettuale descritto ha ricevuto larga condivisione ed ha avuto ampio successo negli studi teorici ed empirici fino agli anni 90 del XX secolo: la ricerca di base, di tipo assolutamente libero ( curiosity driven ) o a carattere strategicamente orientato ( mission oriented ) produce risultati che in un momento successivo vengono sviluppati e resi applicativi attraverso azioni tecnologiche e ingegneristiche. Figura I Il modello lineare dell'innovazione. 1 Vannevar Bush, Science, the Endless Frontier. A Report to the President. U.S. Government Prin vice, 1945

16 14 IL MODELLO DELLA TRIPLA ELICA Con la fine degli anni 90 si afferma progressivamente una diversa visione. Numerosi studi mettono in luce come la dinamica innovativa risulti essere molto più complessa rispetto alla tradizionale sequenza lineare: si riscontra in realtà come i processi di innovazione procedano per interazioni e interdipendenze multiple tra ricerca, invenzione, sviluppo e produzione. Il carattere globale e ubiquitario delle attività scientifiche e tecnologiche, unitamente alla vorticosa riduzione del tempo intercorrente tra produzione di conoscenza e ingresso sul mercato di un prodotto nuovo, determina la consapevolezza di un diverso approccio in base al quale disegnare le nuove dinamiche dell innovazione. Si avverte che al classico modello lineare vada sempre più accompagnandosi un modello che si muove nella direzione opposta, partendo dai problemi dell industria e della società per ricercare soluzioni nella scienza. I due modelli descritti agiscono insieme componendo un modello interattivo dell innovazione in cui i punti di origine si rafforzano reciprocamente, e in cui le domande di ricerca fondamentale sorgono affrontando problemi pratici e viceversa. In tale quadro, i processi innovativi appaiono sempre più caratterizzati da cicli interattivi, da sequenze circolari, dove sempre più le fasi e i componenti di più settori risultano contemporaneamente coinvolti. I campi disciplinari si caratterizzano per una sempre crescente cross-fertilization, i ricercatori e le imprese tendono ad impegnarsi su percorsi di ricerca complementari e integrati. Questo nuovo modello di innovazione comporta un profondo cambiamento nell azione e nel ruolo dei soggetti tradizionalmente protagonisti dei processi innovativi: la chiave di volta per garantire la crescita competitiva di un sistema in una economia basata sulla conoscenza diventa l interazione costante e profonda tra imprese, università e istituzioni di governo. L azione dei tre soggetti viene visualizzata, tra gli studiosi, come una

17 IL NUOVO RUOLO DEGLI ATTORI DELL INNOVAZIONE 15 sorta di Tripla Elica in cui continuamente si creano relazioni interattive tra le sfere, che agiscono in azioni complementari e continue, quasi giocando ciascuno il ruolo dell altro, senza tuttavia perdere di vista la propria mission fondamentale. In tale scenario, uno dei maggiori studiosi del tema Henry Etzkowitz parla di innovation in innovation, a rappresentare come l innovazione non sia soltanto lo sviluppo di nuovi prodotti, ma debba anche qualificarsi come la creazione di nuove forme di relazione tra le tre sfere della Tripla Elica 2. Figura II Il modello della Tripla Elica dell'innovazione. Il nuovo ruolo degli attori dell innovazione Nella nuova struttura dei processi di innovazione, deve osservarsi come la natura e il ruolo dei tre soggetti indicati vada profondamente mutando. Le imprese diventano sempre meno verticalmente integrate: come si legge in un interessante articolo dell Economist del marzo 2007, le imprese tendo sempre più ad entrare in network di fornitori esterni, superando il ruolo delle vecchie divisioni di ricerca. Le grandi aziende americane continuano ovviamente, a spendere moltissimo in R&S, tuttavia nessuna sembra intenzionata a ricreare i grandi laboratori di ricerca che, un tempo, furono la caratteristica della AT&T o della Xerox. Eric Schmidt, boss di Google, vede i ricercatori come degli intellectual mercenars che sono al fianco delle imprese per risolvere problemi 3. 2 Henry Etzkowitz, Triple Helix: A New Model of Innovation, Stockholm: SNS Press, Eric Schmidt, The rise and fall of corporate R&D. Out of the dusty labstechnology firms have left the big corporate R&D laboratory behind, shifting the emphasis from research to development. Does it matter?- Economist Mar 1st 2007

18 16 IL NUOVO RUOLO DEGLI ATTORI DELL INNOVAZIONE Sempre l Economist nel giugno 2007, nel descrivere le caratteristiche che accompagnano la rinascita attuale della Apple, ne individua una proprio nella capacità dell azienda di legare insieme proprie idee con tecnologie e soluzioni provenienti dall esterno, realizzando nuovi prodotti sempre più vincenti. Le imprese, in altre parole, comprendono che le buone idee non nascono necessariamente in casa: sono i network con le strutture della ricerca pubblica, con altre imprese innovative, la chiave del successo. Anche il mondo delle università vede modificarsi il proprio ruolo e la natura della propria attività 4. Sempre Etzkowitz parla, a tale proposito, di una seconda rivoluzione accademica: dopo la prima, che ha visto affiancarsi la ricerca alla naturale vocazione didattica della università, ora le università vedono sempre più svilupparsi una nuova funzione, quella di contribuire direttamente alla sviluppo economico e sociale della società. Le università e gli altri soggetti che producono conoscenza sono sempre più visti come generatori della crescita economica: va superandosi il concetto dell università come torri di avorio, per affermarsi progressivamente una nuova caratteristica, più prettamente imprenditoriale. Nel modello descritto della Tripla Elica, si attribuisce una sempre maggiore importanza alla capacità del mondo universitario di porsi in una relazione interattiva con le imprese, unitamente alla capacità di garantire una idonea valorizzazione ai risultati della attività di ricerca, in termini di nuovi brevetti, di nuove iniziative imprenditoriali. Anzi, nel modello della Tripla Elica è l università che assumono un ruolo fondamentale elevando la propria azione al livello delle altre sfere, e affiancando al semplice ruolo di produttrice di conoscenza, quello di soggetto direttamente attivo nella promozione dell innovazione. Infine, anche lo Stato e, più in generale, le istituzioni di governo, as- 4 Lessons from Apple. What other companies can learn from California s master of innovation - Economist Jun 7th 2007

19 IL NUOVO RUOLO DEGLI ATTORI DELL INNOVAZIONE 17 sume un nuovo e più moderno ruolo. Nel modello della Tripla Elica, le istituzioni governative, siano esse centrali o regionali e locali, non svolgono più soltanto il compito di sostenere finanziariamente l attività di ricerca degli altri soggetti, ma si configurano sempre più come soggetti che scrivono le regole del gioco e ne assicurano il rispetto, incoraggiando relazioni sistemiche e profonde tra imprese e università, tese a realizzare quelle migliori condizioni di contesto necessarie per favorire la capacità di innovazione del Paese. In tale scenario, lo Stato è impegnato nel definire nuove regole che promuovano una collaborazione permanente e stabile tra imprese e università, che incoraggino la formazione qualificata di personale di ricerca, che favoriscano la mobilità dei ricercatori tra il settore privato e quello pubblico, la valorizzazione dei risultati della ricerca, la nascita di nuove imprese high-tech e la diffusione di attività di venture capital, eliminando nel contempo gli eventuali ostacoli esistenti a livello normativo e/o amministrativo. Le istituzioni di governo, dunque, hanno un nuovo compito: definire scelte di carattere strategico e più prettamente pratico, caratterizzate dalla consapevolezza della crescente interazione tra imprese, università e governo, in un modello che rappresenta la chiave dello sviluppo sociale ed economico basato sull innovazione. In tale ambito, si inquadra il contenuto del presente lavoro, che intende dare un ampia e dettagliata illustrazione delle più importanti opportunità agevolative che le istituzioni di governo, a livello comunitario, nazionale, regionale, a quelle realtà che riconoscono nella ricerca e nell innovazione la chiave della propria crescita e della propria capacità competitiva.

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21 NOME CAPITOLO SOTTOTITOLO 19 GLI STRUMENTI DI SOSTEGNO COMUNITARI: I I fondi comunitari diretti capitolo

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23 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA 21 I.1 I Programmi Quadro dell Unione Europea Approfondimenti di Diego Bosco Il quadro di riferimento delle politiche comunitarie di R&S è il progetto dello Spazio Europeo della Ricerca (SER), lanciato dalla Commissione Europea nel gennaio del 2000, poco prima dell avvio della nota Strategia di Lisbona 5. L obiettivo dello Spazio Europeo della Ricerca è stato recepito nell ultima versione del Trattato sul funzionamento dell Unione Europea negli artt. 179 e 185: (Art.179) L Unione si propone l obiettivo di rafforzare le sue basi scientifiche e tecnologiche con la realizzazione di uno Spazio Europeo della Ricerca nel quale i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente, di favorire lo sviluppo della sua competitività, inclusa quella della sua industria, e di promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie ai sensi di altri capi dei trattati. (Art 185 com.5.) A integrazione delle azioni previste dal Programma Quadro pluriennale, il Parlamento Europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale, stabiliscono le misure necessarie all attuazione dello Spazio Europeo della Ricerca 6. Lo Spazio Europeo della Ricerca è la dimensione entro cui applicare gli strumenti concreti per favorire innovazione e sviluppo. Gli obiettivi sono chiari: abbattere le frontiere per la ricerca; creare un area comune nella quale sfruttare al meglio le risorse esistenti; integrare le comunità scientifiche dell Europa occidentale ed orientale; rendere il vecchio continente un luogo d attrazione per i giovani 5 Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni del 4 ottobre 2000: Realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca: Orientamenti per le azioni dell Unione nel settore della ricerca ( ) [COM(2000) 612def.] 6 Comunicazioni e informazioni del 30 marzo 2010: Versione consolidata del trattato sull Unione Europea e del trattato sul funzionamento del l Unione Europea [2010/C 83/01]

24 22 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA ricercatori di tutto il mondo. Le linee dettate per raggiungere questi obiettivi sono tanto razionali quanto impegnative: ottimizzare le risorse materiali e le infrastrutture esistenti in Europa; costruire una rete delle eccellenze; stimolare gli investimenti privati in ricerca, anche sviluppando strumenti efficaci per la tutela della proprietà intellettuale; creare un sistema di ricerca che risponda pienamente all aspettativa della società civile di miglioramento della qualità della vita (pensiamo, per esempio, alla tutela dell ambiente o alla sicurezza); favorire la mobilità dei ricercatori, rendere la ricerca una professione attraente per i giovani, rimuovere gli ostacoli amministrativi che costituiscono un intralcio per la libera espressione della ricerca; coordinare i programmi di ricerca nazionali e quelli europei, per evitare, in futuro, di creare una serie di indirizzi tra loro indipendenti e poco coerenti con le finalità sempre più ambiziose dell Europa. In questo quadro, le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona (23-24 marzo 2000) hanno definito chiaramente il nuovo obiettivo strategico dell Unione per il decennio : fare dell Europa l economia basata sulla conoscenza più dinamica al mondo. Nel marzo 2002 il Consiglio europeo di Barcellona ha fissato una meta precisa: incrementare il livello degli investimenti europei in R&S al 3% del PIL entro il 2010, portando contestualmente il contributo della ricerca privata ai 2/3 del totale. A dieci anni dall inizio di questo processo, dobbiamo però considerare la costruzione dello spazio europeo della ricerca un obiettivo ancora molto ambizioso. Ad oggi infatti ancora circa il 95% della spesa europea in ricerca è ancora deciso in sede nazionale, e solo

25 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA 23 il 5% è programmato a Bruxelles in sede comune e con una politica unitaria. Infatti nel 2002 con il lancio del Sesto Programma Quadro di RST ( ), si punta a stimolare l elaborazione di progetti congiunti tra gruppi di ricerca provenienti da diversi paesi europei. Non si può dire che siano state abbattute le barriere, ma il Sesto Programma Quadro ha contribuito alla formazione di competenze svincolate dai singoli stati, ed ha gettato le basi della riflessione che poi ha condotto ad introdurre nel successivo Programma misure più precise. Il suo punto di forza è stata l incentivazione della programmazione della ricerca basata su obiettivi comuni, perseguibile solo attraverso una concentrazione di sforzi, per consentire alle imprese di superare i timori derivanti dalla competizione interna (caratteristica che rende forte la ricerca condotta negli USA). Più in generale, è importante sottolineare il percorso politico scaturito a partire dalla strategia di Lisbona: la strategia ha in primo luogo indicato un metodo, che deve essere applicato dagli Stati membri nell elaborazione progressiva delle loro politiche: il coordinamento aperto, finalizzato a diffondere le buone prassi e a conseguire una convergenza verso l obiettivo strategico fissato. Tre sono stati i passaggi essenziali: definizione coerente delle politiche nei vari settori, con una programmazione precisa di scadenze a breve, medio e lungo termine, nonché la determinazione di indicatori quantitativi e qualitativi e di parametri di riferimento per misurare e per confrontare le prestazioni degli Stati; applicazione al proprio interno delle stesse logiche di obiettivi e di programmazione, a livello nazionale e regionale; l attività di verifica e di valutazione fra pari (peer review), finalizzata allo scambio ed all apprendimento reciproco, integrato da meccanismi di monitoraggio e valutazione che sembrano andare

26 24 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA verso un vero e proprio sistema di sorveglianza multilaterale. È in questa dimensione di concretezza che è maturata la decisione di allungare la durata del 7 Programma Quadro (7 PQ) da quattro a sette anni, segnale che la politica europea di ricerca è oggi saldamente intesa come un tassello fondamentale di una strategia più ampia. In questo rinnovato contesto dagli orientamenti generali del Consiglio Europeo di primavera del 2005 e 2006, viene approvato il 7 Programma Quadro. Il Parlamento Europeo ha svolto un ruolo importante per evitare che il budget fosse ridotto ulteriormente rispetto alle previsioni iniziali, nonché per assicurare che l iter dell approvazione del programma fosse completato nei tempi previsti, sottolineando l importanza della ricerca di frontiera e del criterio dell eccellenza come criterio di selezione. Gli aspetti caratterizzanti del 7 PQ appaiono coerenti con le priorità delle strategie di Lisbona: la semplificazione delle procedure ; l attuazione del programma e del suo bilancio per temi e non per strumenti per un azione più coordinata ed efficace; l inserimento del Consiglio Europeo della Ricerca, a cui sono affidate risorse significative, per sostenere la ricerca di frontiera; le cooperazioni con l industria mediante le iniziative tecnologiche comuni che combineranno investimenti privati e finanziamenti pubblici; il sostegno di una politica europea per la creazione di infrastrutture di ricerca eccellenti; la realizzazione di un meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi per facilitare l accesso dei partecipanti ai prestiti della Banca Europea per gli investimenti. Per quanto riguarda la semplificazione delle procedure occorre evidenziare che si tratta di un azione tutt ora in itinere. La Commis-

27 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA 25 sione è intervenuta sull argomento con due Comunicazioni: Commission Communication of 29 April 2010 on Simplifying the implementation of the Research Framework Programmes 7. Commission Communication of 26 May 2010 on More or less controls? Striking the right balance between the administrative costs of control and the risk of error 8. Questo processo di riorganizzazione complessiva delle procedure di gestione dei programmi coinvolge in vario modo tutti gli stakeholders della ricerca europea, dal Parlamento alla Corte dei Conti, sino alle imprese, le università e i centri di ricerca). La revisione ha prodotto modifiche al programma in fase di esecuzione, rivolte in particolare a ridurre il cosiddetto time to contract, il tempo che intercorre tra il lancio di un bando di gara e la contrattualizzazione dei progetti selezionati. In particolare sono state prodotte innovazioni importanti sul programma di ricerca, con modifiche alle modalità di finanziamento e rendicontazione dei progetti, nonché l utilizzo di nuovi strumenti rivolti in particolare a rafforzare il legame tra ricerca e innovazione (partenariati pubblico privati e appalti pre-commerciali) Sulla base dell esperienza maturata con la Strategia di Lisbona, la Commissione ha lanciato nel marzo 2010 la nuova strategia Europa 2020, una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, basata su cinque obiettivi misurabili che guideranno il processo e verranno tradotti in obiettivi nazionali 9. Tali obiettivi, che riguardano l occupazione, la ricerca e l innovazione, il cambiamento climatico e l energia, l istruzione e la lotta contro la povertà, rappresentano l orizzonte entro cui si muoveranno le politiche europee nel prossimo decennio. Per quanto riguarda la Ricerca & Sviluppo viene riproposto l obiettivo di Lisbona del 3% di spesa in ricerca sul PIL in Europa, ma questo target viene affiancato, dopo un complesso negoziato con gli stati membri, dal un secondo indicatore innovazione. 7 Communication from the Commission to The European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions Simplifying the implementation of the research framework programmes. Brussels, [com(2010)187 final] 8 Communication from the Commission to the European Parliament, the Council and the Court of auditors More or less controls? Striking the right balance between the administrative costs of control and the risk of error Brussels, [com(2010) 261 final] 9 Communication from the Commission EUROPE 2020 A strategy for smart, sustainable and inclusive growth Brussels, [COM(2010) 2020 final]

28 26 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA PER LA RICERCA, LO SVILUPPO E L INNOVAZIONE Questa scelta evidenzia una maggiore attenzione verso l efficienza della spesa. Infatti mentre l obiettivo del 3% rappresenta l obiettivo di spesa, (input) l indicatore d innovazione cerca di cogliere e misurare la qualità della stessa, misurata in termini di innovazione prodotta (outp). I.1.1 I Programmi Quadro dell Unione Europea per la ricerca, lo sviluppo e l innovazione Presentazione generale I Programmi Quadro rappresentano i principali strumenti finanziari dell Unione Europea per incentivare le attività di ricerca e sviluppo; essi vengono attuati dal 1984 e coprono generalmente un lustro. Il 7 PQ ha una durata di sette anni ( ) ed è strutturato in quattro grandi obiettivi che corrispondono ad altrettanti programmi specifici: Cooperation Ideas People Capacities I quattro programmi specifici presentano una dotazione di milioni di euro a cui si aggiungono i finanziamenti per le azioni dirette dei Centri Comuni di Ricerca (1.751 milioni), e le attività del Programma Quadro EURATOM diretto al finanziamento delle attività di ricerca di fusione, di fissione nucleare e di radioprotezione (2.751 milioni). Il programma specifico Cooperation, con un budget di milioni, mira ad incentivare le attività di ricerca e la cooperazione tra università, industria, centri di ricerca e autorità pubbliche in un quadro transnazionale, nell Unione Europea ed al suo esterno. Il programma è articolato in nove temi: Health

29 I FONDI COMUNITARI DIRETTI I PROGRAMMI QUADRO DELL UNIONE EUROPEA PER LA RICERCA, LO SVILUPPO E L INNOVAZIONE 27 Food, Agriculture and Fisheries, and Biotechnology Information and Communication Technologies Nanosciences, Nanotechnologies, Materials and new Production Technologies Energy Environment (including Climate Change) Transport (including Aeronautics) Socio-economic Sciences and Humanities Security and Space Il programma specifico Ideas con un budget di milioni, promuove il dinamismo, la creatività e l eccellenza della ricerca europea alla frontiera della conoscenza, avviata interamente su iniziativa dei ricercatori (approccio bottom-up). Il programma è gestito da una nuova struttura, il Consiglio Europeo della Ricerca (CER), dotato di un Consiglio scientifico indipendente e di una struttura specifica di attuazione. Il programma specifico People, mobilita risorse finanziarie importanti, pari a milioni, per migliorare le prospettive di carriera dei ricercatori in Europa ed attirare un maggior numero di giovani ricercatori di qualità. All interno del programma si sviluppano le azioni Marie Curie, che destinate ai ricercatori in tutte le fasi della loro carriera nel settore pubblico e privato, offrono opportunità di mobilità e formazione all interno comunità scientifica europea. Queste azioni sono concentrate sia a partire dalla formazione iniziale rivolta soprattutto ai giovani, fino alla formazione continua ed allo sviluppo professionale. Il programma People è articolato in misure dedicate ai seguenti obiettivi: Formazione iniziale dei ricercatori per migliorare le prospettive di carriera in particolare dei giovani ricercatori

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